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21° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA Robot in sala operatoria: la difficile sintesi tra innovazione e sostenibilità Saluto dei Presidenti: Prof. G. PALAZZINI – Presidente 35° Congresso Chirurgia Apparato Digerente Dott. C. Buttarelli - AICO Presidente Nazionale Dott. B. Tomei – AICO Presidente Regionale (Lazio) 2° Sessione Sale operatorie green Moderatori: Dott. Ferraiuolo Fabio - Dott. Gobbato Alberto I principi della Green Surgery Dott. Menduni Roberto Il miglior uso del monouso: pianificazione e sostenibilità Dott. Matteotti Franco Strumentazione: standardizzare, ricondizionare Dott. Medas Federico Percorsi di miglioramento continuo per la riduzione degli sprechi Dott.ssa Giurissevich Valentina Dibattito con gli esperti
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e volevo introdurre il secondo moderatore che mi accompagnerà in questa seconda sessione
che è il dottor Gobbato Alberto che invito a presentarsi, prego.
Buongiorno a tutti, ringrazio Fabio per la presentazione, mi chiamo Alberto Gobbato
sono un infermiere con incarico di funzioni di coordinamento
presso il blocco operatorio di Otorino Laringoiatria
chirurgia maxillofaziale e oculistica dell'azienda ospedale Università di Padova.
Allora, benissimo. Roberto, procediamo con il primo relatore che ci parlerà dei principi della green surgery,
un argomento estremamente importante ma è molto dibattuto negli ultimi tempi all'interno delle sale operatorie,
che è il dottor Menduri Roberto, che è un infermiere del blocco operatorio toraco-vascolare del Policlinico di Foggia.
Sì, buongiorno a tutti, mi sentite?
Sì, la sentiamo bene e forse non la vediamo bene perché c'è la luce alle spalle, però ormai è fatta.
Sì, perfetto, cerco di sistemare un attimo magari il video.
Sì, benissimo, così è un po' meglio, grazie.
Continuo ad andare un pochettino meglio.
Ok, se vuole iniziare con il suo intervento.
Io innanzitutto faccio i complimenti alla sede organizzativa e anche ad AICO per avermi affidato questo argomento che ha un forte impatto, è molto impattante sulla nostra realtà, non solo in chirurgia ma in sanità più in generale, perché la Green Surgery ha un ruolo e ha anche delle grosse responsabilità nel nostro ambito.
Io provo a condividere un attimino le slide della relazione. Perfetto, datemi un cenno quando riuscite a visualizzare. Visualizziamo, visualizziamo, prego. Perfetto. Allora, ecco, ringrazio appunto Aiko per questo argomento perché è più che mai oggi attualissimo.
E mentre ascoltavo le precedenti relazioni avevo già delle domande, sono partito già con le domande da fare, voglio dire, e ascoltando le vostre relazioni ne è aumentato di numero queste domande che vi farò.
Vedete, quando parliamo di green surgery ci viene subito in mente tecnologie avanzate, sistemi modernissimi, però vedete uno degli obiettivi principali che ha il concetto più ampio della green surgery è quello di bilanciare.
Bilanciare cosa sostanzialmente? Sicuramente bilanciare il progresso in abito sanitario, questo è il ruolo di cui noi siamo ampiamente partecipi e ce ne siamo fatti carico col tempo, ma dobbiamo bilanciarlo necessariamente con la sostenibilità economica sicuramente e con la responsabilità ambientale che abbiamo.
Perché la responsabilità ambientale riguarda anche noi infermieri, quindi sul campo, anzi parte proprio da noi la responsabilità ambientale.
Quindi quando si parla di, ho sentito parlare prima di robot, di robot ultra mega moderni, oramai ad oggi siamo arrivati, siamo giunti a livelli di precisione, di efficienza chirurgica mai visti prima.
prima però dobbiamo abbiamo la necessità
abbiamo il dovere di porci delle domande
tutto questo progresso va benissimo ma a
che costo? Cioè noi sanitari soprattutto
noi noi infermieri parlo infermieri
perché credo la maggior parte sono
infermieri connessi ci siamo mai chiesti
quanto questa questo progresso impatta
sulle nostre vite non solo da un punto
di vista economico ma anche e
soprattutto da un punto di vista
ambientale ora giusto per darvi qualche
Qualche numero, perché ogni tanto do i numeri, quindi anche in questi momenti, ahimè, condividerò con voi qualche mio numero, dell'impatto delle sale operatorie, quindi dell'ambito chirurgico, sull'ambiente.
Come vedete da questa slide, i rifiuti ospedalieri prodotti dalle sale operatorie rappresentano il 25% di tutti i rifiuti ospedalieri.
Roberto, scusami se ti interrompo, non vediamo scorrere le slide.
adesso modalità presentazione dottore probabilmente ecco ecco ci siamo andato si mette in modalità
presentazione si questa no perché probabilmente sta condividendo direttamente non lo schermo ma
il file e quindi lo vediamo dall'interno quindi o interrompe la condivisione e ricondivide
condividendo tutto lo schermo perfetto provvedo subitissimo grazie condividere lo schermo fatto
Esatto, va meglio adesso? Perfetto, benissimo. Allora vi dicevo, vi do qualche numero, l'impatto ambientale delle sale operatorie in un'azienda X ospedaliera rappresenta circa il 25% dei rifiuti prodotti dalle sale operatorie in un'azienda, quindi capiamo bene come il nostro ruolo all'interno di una sala operatoria è impattante in termini di costi di un'azienda ospedaliera e non solo di costi.
ma più in una visione più ampia il settore sanitario globale è responsabile del 4,4% delle emissioni di gas sera
cioè praticamente la sanità è paragonabile a una produzione di gas sera come uno dei paesi maggiormente industrializzato
quindi capiamo bene che abbiamo una bella responsabilità, noi ci prendiamo una bella responsabilità a gestire questo bel impatto ambientale
negli stati uniti voi pensate che hanno fatto uno studio dove hanno dove hanno evidenziato che un
intervento chirurgico produce di media dai 3 ai 6 kg di rifiuti per intervento chirurgico e ora
una volta messo ben a fuoco il nostro impatto sull'ambiente mi riferisco quando parlo di nostro
della chirurgia in particolar modo dei blocchi operatori andiamo a vedere l'altro lato della
mediala per dall'altro lato della mediala perché poi dobbiamo essere pratici noi abbiamo necessità
farà messimo aziende sanitarie quindi le aziende devono dare un occhio sia progresso sia la green
surgery ma anche a all'impatto economico che a questa che potrebbe avere questa questa green
surgery ebbene numerose evidenze scientifiche portano a ora non siamo qui hanno visto qui a
a a leggere la la letteratura
scientifica e medico ma numerosi
studi hanno evidenziato come un
atteggiamento green nei confronti
nella gestione del smaltimento
dei rifiuti e poi entreremo
meglio nel nel dettaglio porti
anche a un a ingenti risparmi
economici e alle aziende
sanitarie. Un progetto
implementato implementato dalla
University Medical Center in
Olanda ha portato a circa
quattro veicola cinque milioni
di euro all'anno per una
gestione ottimizzata logistica
integrata dei rifiuti all'interno delle
sale operatorie. L'utilizzo di materiali
monousi comporta sicuramente spese
ingenti per gli ospedali, quindi
l'utilizzo di materiali poliuso, uno
studio condotto in un ospedale in
Australia, ha dimostrato che si
potrebbero ridurre i costi operativi
veri e propri della sanità di circa il
25%. Vedete, io vi do dei numeri così
giusto per darvi spunti e lampi e
evidenziare il concetto che l'adozione
di pratiche sostenibili nelle sale
operatorie possa sicuramente
contribuire a una significativa
riduzione di costi operativi
perché ricordiamoci che stiamo
parlando sempre di aziende
quindi abbiamo da una parte il
progresso e dall'altra parte la
dall'altra parte della bilancia
i eh il i eh il punto di vista
economico insomma. La
green surgery i principi della
green surgery si fondano
soprattutto su quattro, su
cinque capisaldi che è la regola
delle cinque ore
sostanzialmente. Ridurre,
riutilizzare, riciclare,
ripensare e ricercare.
Ora qui non vi sto a fare, voglio dire, la lezione magistrale sul significato di ridurre, anche perché probabilmente ci saranno altri colleghi dopo di me che entreranno nel merito, ma scendiamo subito nella pratica.
Vi lancio qualche esempio pratico per farvi comprendere, per condividere con voi alcune idee di Green Surgery.
Ridurre ottimizzando dei kit chirurgici e quindi eliminare quegli strumenti inutilizzati dei kit chirurgici
può ridurre del 20% i rifiuti generati per ogni intervento.
Utilizzare dei sistemi di illuminazione ad alto efficientamento può ridurre i costi energetici
del fino al 30 per cento riutilizzare promuovere l'uso di strumenti in acciaio x lavabili e
sterilizzabili riduce la necessità sicuramente di acquistare il materiale in monouso e quindi che
cosa riduce il dice la necessità di poi smaltire questi questi questi materiali l'utilizzo di
materia chirurgica poliuso anziché il monouso ha portato in un'esperienza di un ospedale tedesco
se non erro sì, a ridurre i rifiuti di circa il 60%. La capacità all'interno di blocchi operatori, ma in un ospedale più in generale, quindi introdurre sistemi di raccolta differenziata nel salo operatorio, consente di riciclare materiali come il metallo degli strumenti usurati o le componenti plastiche degli altri dispositivi medici.
Bisogna intraprendere partnership con altri fornitori, collaborare con aziende, quindi quando qualcuno di voi non so se si troverà mai nella posizione funzionale di entrare in contatto con le aziende per iniziare a delle collaborazioni, ecco è bene che orientiamo il nostro sguardo anche al lato green che hanno queste aziende.
Quindi al di là della qualità dello strumento che deve eccellere sicuramente, ma anche magari cercare di avere un occhio un po' più lungimirante e guardare con che tipologia di azienda green ci stiamo confrontando.
Ripensare un po' a tutti quelli che sono i percorsi clinici e logistici per eliminare sprechi e inefficienze.
Ad esempio centralizzare la sterilizzazione degli strumenti può ridurre sia i costi che le emissioni.
E poi ho sentito parlare, prima di me, la collega che non ricordo il nome, di formazione. Sì, formazione è un tema che ovviamente risuona in ogni ambito, quindi a parlare della chirurgia robotica, ma anche a parlare di green surgery. Perché? Perché formando il personale si sensibilizza alla cosiddetta cultura green, no?
ricercare sicuramente
soluzioni innovative da un punto
di vista tecnologici, dispositivi
modulari, smontabili e facilmente
riciclabili, no?
Prediligere l'utilizzo di materiali biodegradabili
anziché di plastica che poi ci
dobbiamo ritrovare a smaltire
in un
determinato modo. Vedete l'applicazione
pratica della Green Sager e quindi
la standardizzazione dei kit
chirurgici ha portato a una riduzione
del 30%
dei rifiuti generati all'interno di un'azienda londinese ora io vi ho fatto una carrellata di
percentuali di numeri sicuramente da dal monitor il non pretendo che possa trasmettervi adesso
all'istante il peso di questi numeri ma vi posso garantire vengono detti appunti tanti per farvi
capire che lavoriamo su numeri importanti sia dal punto di vista economico che dal punto di
vista di smaltimento rifiuti e allora oramai ad oggi no ci sono siamo obbligati all'utilizzo di
tecnologie più sostenibili i robot attuali oltre a consumare meno energia durano molto più a lungo
numerose aziende stanno puntando sui su uno strumentario chirurgico o con componenti
intercambiabili in modo tale da non smaltire danno smaltire l'intero l'intero strumento ma
ma andare poi a intercambiare solamente il pezzo usurato.
Vedete, il coinvolgimento del personale, come vi accennavo prima,
e la formazione del personale sicuramente impattano sul peso e sulla capacità di un'azienda
di riuscire ad avere un approccio green.
Uno studio condotto presso l'Università di Toronto ha dimostrato che i programmi educativi mirati
possono migliorare del 40% la consapevolezza del personale sui temi di sostenibilità con un calo conseguente degli sprechi.
Non a caso questa università è tra le più sostenibili al mondo, da un ranking fatto nel 2023.
E quindi abbiamo detto che i benefici di una green surgery sicuramente toccano il lato economico,
risparmio importante
sicuramente il lato ambientale
con una riduzione di CO2
un minore di consumo di plastica
una riduzione di rifiuti generati
e anche una percezione
da parte dell'utenza
migliore
nei confronti di aziende che utilizzano
questo apporto
questo approccio green
vedete noi dobbiamo
come ogni
nuovo argomento
che ci troviamo ad affrontare, ovviamente ci troveremo di fronte a sfide e ad opportunità.
Le sfide, e parlo di sfide pratiche, che ogni giorno ci troviamo ad affrontare
per far iniziare ad entrare nella testa dei nostri colleghi di adottare queste pratiche,
è la resistenza al cambiamento.
Molti operatori sanitari percepiscono le pratiche green come un aggravio di lavoro,
una perda di tempo, il fatto di smaltire i rifiuti qua, di smaltire i rifiuti là,
lo percepiscono come un aggravio di lavoro.
Rappresentano per l'azienda sicuramente dei costi iniziali maggiori, ma poi abbiamo visto dai numeri che vi ho presentato poc'anzi che a lungo andare ripagano, danno sicuramente un'opportunità di innovazione, può essere un volano per lo sviluppo di nuove tecnologie e di materiali,
e molti governi, non molto in Italia, ma in altre parti del mondo,
offrono importanti incentivi per progetti di sostenibilità, soprattutto nel settore sanitario.
Vedete, questa immagine mi ha colpito molto.
Io rappresento un po' un approccio One Health che dobbiamo avere in sala operatoria.
Quindi su quel tavolo operatorio, oltre al nostro paziente, c'è tutto il mondo, no? L'agrensaggio deve rappresentare non solo un'opportunità, ma un dovere sicuramente per grandire un futuro sostenibile alla sanità. L'integrazione dei principi della sostenibilità nella pratica chirurgica non solo migliora l'efficienza e riduce i costi, ma come vi dicevo poc'anzi rafforza anche la fiducia dei pazienti nei confronti di noi operatori sanitari e nei confronti delle istituzioni.
istituzioni noi non possiamo ad oggi
continuare ad ignorare il nostro impatto
sull'ambiente ogni intervento ogni
scelta può e deve fare la differenza
ora sta a noi trasformare questa sfida
in un'opportunità per migliorare
sicuramente il nostro lavoro e
proteggere questo benedetto pianeta va
bene quindi sì il progresso sì i robot
sì la tecnologia ma dall'altra parte
guardiamo e mettiamo sulla bilancia
queste queste queste queste pratiche
queste realtà insomma per costruire un futuro migliore grazie a tutti per l'attenzione bene
grazie roberto sicuramente questa tua presentazione porta un paio di spunti
molto interessanti oltre ad averci introdotto alla green surgery a questi principi sono d'accordo con
te sul fatto che ci sono delle sfide da dover affrontare, le resistenze in primis, ma sicuramente
non possiamo negare che questo sia il presente da portare avanti anche per garantirci delle
opportunità, per efficientare sicuramente tutto il sistema. Direi di passare alla seconda
presentazione presento il dottor
eh Franco Matteotti eh un
collega che lavora eh all'ospedale
di Rovereto e ehm è anche
presidente regionale AICO del
Trentino Alto Adige e ci
presenta il miglior uso del
monouso pianificazione e
sostenibilità. Buongiorno
buongiorno a tutti eh ciao
Alberto e adesso condivido la
mia relazione la vedete?
adesso sì adesso sì ok allora il titolo
della mia relazione è il miglior uso del
monouso pianificazione e sostenibilità
ecco quando parliamo di monouso tutti ci
sentiamo esperti ma tramite questa
relazione vorrei darvi alcune alcuni
spunti di riflessione alcuni esempi
rispetto sia quello che è il monouso ma
alla pianificazione e appunto alla
la sostenibilità. Siamo talmente abituati al monouso quando entriamo nel nostro contesto
sala operatoria, mettiamo cuffia, mettiamo mascherina e per assurdo al termine degli
interventi chirurgici rischiamo di eliminare con il monouso anche i dispositivi o l'inuso.
Questo ovviamente è da evitare. La definizione di monouso. Monouso si riferisce ad oggetti che
vengono usati una sola volta e poi gettati. Si riferisce ad oggetti progettati per un utilizzo
singolo. Sono oggetti da non riutilizzare. Un dispositivo monouso è utilizzato su un paziente
durante una singola procedura e poi eliminato. Non sono proprio progettati per essere riprocessati
e riutilizzati. Qui vediamo due immagini molto significative. I guanti e un tubo dell'aspiratore
Sono assolutamente dispositivi monouso ma fanno parte di due categorie diverse. Infatti i guanti sono dispositivi di protezione individuale mentre il tubo dell'aspiratore è proprio un dispositivo medico.
Non sono le uniche tipologie di dispositivi monouso presenti in sala operatoria, tanto è vero che possiamo trovare anche dei dispositivi elettromedicali, nonostante il dispositivo elettromedicale noi ce lo immaginiamo come un dispositivo assolutamente pluriuso.
Il dispositivo elettromedicale può avere anch'esso dei suoi dispositivi, delle sue componenti monouso.
Partiamo con appunto le definizioni.
I dispositivi medici sono prodotti e tecnologie utilizzati nelle strutture sanitarie per la diagnosi e l'assistenza.
Sono la stragrande maggioranza dei dispositivi monouso presenti in sanità.
Come dicevo i dispositivi di protezione individuale invece si intendono come qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi, gli elettromedicali li lasciamo da parte.
Le normative sui dispositivi medici, ci sono delle normative italiane che si rifanno ovviamente alle normative europee, questa normativa del regolamento europeo del 2017 conosciuta anche come MDR è una normativa molto importante che ha aggiornato le normative vigenti,
che ha alzato il livello di sicurezza aumentando anche gli obblighi per i produttori dei dispositivi.
Infatti l'emissione sul mercato dei dispositivi medici è consentita solo con marcatura CE.
Facciamo un piccolo estratto, c'è una piccola categoria di dispositivi medici
la quale può non avere la marcatura CE, ma noi in sala operatoria siamo abituati assolutamente a trovare il marchio CE sui nostri dispositivi medici, in particolare sui monouso.
È obbligo per i distributori registrarsi alla banca dati nazionale ed ancora esiste un database nazionale, CND, che è la banca dati italiana con tutti i dispositivi medici che possono essere venduti sul territorio italiano.
Qui sotto troviamo un estratto di questo database, una ricerca appunto che ho fatto pochi giorni fa dove possiamo trovare il nome del dispositivo che stiamo cercando con il REF, quindi il codice CND che non corrisponde al REF, con tutta una serie di caratteristiche che ci possono definire appunto il nostro dispositivo.
Importante ricordarci che i dispositivi sono categorizzati in quattro classi di rischio a seconda della tipologia, a seconda del grado di rischio definito appunto per gli stessi.
I dispositivi di protezione individuale invece sono divisi in tre categorie, anche qui a seconda dei rischi che sono chiamati a evitare, anche qui con un regolamento europeo.
Andiamo, procediamo con, tornando ai nostri dispositivi monouso, come li riconosciamo? Li riconosciamo assolutamente da questo famoso due barrato, questo due barrato sulle nostre etichette lo troviamo dappertutto, lo troviamo sulla confezione, lo troviamo sulle etichette, lo troviamo all'interno della scheda tecnica, lo troviamo ancora sulla confezione stessa del dispositivo.
Ecco, la scheda tecnica. Cosa troviamo sulla scheda tecnica rispetto al monouso? Ecco, troviamo una informazione molto importante. Sulla scheda tecnica tutti i dispositivi monouso indicano il fatto che questo dispositivo non è assolutamente riprocessabile.
Non è riprocessabile proprio dalla tipologia di progettazione, dalla tipologia anche di forma, dalla tipologia di studio che è stato fatto per costruire questo nostro dispositivo.
E quindi alla domanda posso sterilizzare un dispositivo monouso? La risposta secca è no. Anche qui però ci possono essere delle eccezioni. Possono esistere dispositivi che sono commercializzati come non sterili, sul quale però può essere prevista un ciclo di sterilizzazione proprio per renderli pronti all'uso.
sempre seguendo però le indicazioni del produttore, qui però stiamo parlando di una eccezione e quindi il simbolo del 2 barrato con sottoscritto sterilize, questo significa che il prodotto non può essere sterilizzato due volte, è un simbolo che non c'è su tutti i dispositivi monouso ma capita di trovarlo.
Quando scadono i nostri dispositivi monouso? Se non è precisato dalla data di scadenza, se non è precisato il giorno sulla data di scadenza, il dispositivo può essere utilizzato fino alla fine del mese indicato.
E qui vi propongo un esempio che non ho vissuto direttamente, ma me l'hanno raccontato settimana scorsa in sala operatoria.
Si trovavano, questa situazione era ambientata, ambientata situazione reale, in sala di oculistica.
il servizio sala ha chiesto durante l'intervento di catarata ha chiesto a strumentista e oculista
se poteva aprire la protesi la lentina in scadenza in scadenza facciamo un ipotesi il giorno dopo
comunque protesi lente in scadenza ecco la lente è stata impiantata il paziente lì per lì si è
è agitato ma non ha detto il motivo della sua agitazione, il giorno dopo tornando al controllo
il paziente ha chiesto spiegazioni del perché gli fosse stata impiantata una lente scaduta. Ecco se
è vero che i nostri dispositivi monouso scadono l'ultimo giorno del mese indicato sulla data di
scadenza è altrettanto sbagliato che il giorno della data di scadenza il dispositivo nella
fattispecie una protesi scada una volta che è già stata impiantata ecco quindi questo è stato un
problema di comunicazione all'interno della sala che ha messo in difficoltà al paziente ha chiamato
nella fattispecie la dottoressa l'oculista a dare delle spiegazioni. Perché è così diffuso il
monouso in sanità? Fondamentalmente è diffuso perché possiamo grazie al monouso evitare
infezioni crociate, il monouso e i dispositivi monouso una volta utilizzati vengono eliminati
subito e quindi evitiamo infezioni crociate, evitiamo reazioni endotossiche cioè reazioni
Dovute dal fatto che non è possibile rimuovere completamente lo sporco, non è possibile pulire completamente, non è possibile ricondizionare il dispositivo, quindi possiamo trovare o residui di sporco del paziente precedente o ancora residui di agenti dei contaminanti.
possiamo evitare danni al paziente
dovuti a guasti del dispositivo
possiamo risparmiare tempo
perché? Perché gli articoli
monouso
gli articoli riutilizzabili
poliuso necessitano comunque
di un tempo
per essere riprocessati
e un risparmio
economico e quindi potete dire
ma come? Ma il monouso costa
costa tanto, perché risparmio
economico? Ecco
Ecco non voglio che questa sia una verità assoluta però è vero anche che i dispositivi medici monouso possono alla lunga risultare più economici perché i dispositivi poliuso se utilizzati correttamente necessitano di manutenzione, necessitano comunque del tempo quindi di risorse per essere riprocessati
E non sempre sono la soluzione migliore. Differenze tra dispositivi monouso, monopaziente o giornalieri. Ecco, a volte è difficile provare delle differenze anche se ci sono.
in queste due immagini vediamo due dispositivi molto simili quasi identici per l'etichetta in
realtà il primo è anche se non si legge perfettamente il primo è un set giornaliero
il secondo è un set monouso che cosa sono questi sono due pompe per risetto scopia possono essere
pompe anche per cistoscopia. Fondamentalmente cosa vuol dire un set giornaliero? Vuol dire
che questo set può essere utilizzato per tutta la seduta operatoria e cioè per tutti i pazienti
in lista quel giorno. E il discorso delle infezioni? Il discorso delle infezioni lo evitiamo perché il
Il set giornaliero non arriva fino al paziente.
Per farvi capire abbiamo la sacca di fisiologica, con questo set, con questo deflusore arriviamo all'elettromedicale, alla pompa
e dopo arriviamo non fino al paziente come sul set monouso ma ci fermiamo un po' prima e lì attacchiamo un tubo,
un deflusore
monouso che arriva
fino al paziente, questo per evitare appunto
le infezioni
perché questa differenza tra dispositivi?
perché il set monouso in questo
caso ci permette di risparmiare
soldi, il set monouso
a parità
costa di più rispetto
il set giornaliero a parità
costa di più rispetto al set monouso
ma sulla lunga, sulla
seduta operatoria c'è un netto
risparmio
set monopaziente
set monopaziente si intende
un dispositivo medico che può essere utilizzato
per più di un episodio
su un solo paziente
ci sono dei casi
in cui questo set monopaziente
può addirittura subire qualche forma
di ricondizionamento tra ogni utilizzo
quindi
le definizioni di monouso, monopaziente
o set giornaliero
non sono la stessa cosa
hanno delle differenze
Come possiamo gestire le giacenze dei dispositivi medici? O ancora, come possiamo gestire le scadenze? Ecco che qui entriamo in quello che è la nostra pianificazione e sostenibilità dei dispositivi medici.
ecco ridurre il numero dei magazzini
eliminare il doppio scorte
ottimizzare le quantità delle giacenze
rotazione delle scorte
sembrano delle parole così un po' a se stanti
cosa vuol dire ridurre il numero dei magazzini?
beh semplicemente vuol dire che
se il nostro ospedale ha un magazzino centrale
e dal magazzino centrale di fisiologica
noi la portiamo nel magazzino esterno al blocco operatorio
Dal magazzino esterno la portiamo fuori da ogni sala operatoria. Quanti magazzini abbiamo che contengono questa sacca di fisiologica? Un po' troppi. Ecco, bisogna avere i dispositivi dove servono, in quantità utile.
Come possiamo gestire le scadenze? Possiamo gestirle con linee guida, con buone pratiche aziendali, controllando settimanalmente o mensilmente a seconda dei dispositivi le nostre scorte. Possiamo identificare i prodotti in scadenza con dei bollini colorati, così saltano all'occhio a chiunque.
Possiamo informare i nostri chirurghi, possiamo togliere dagli armadi i dispositivi in scadenza e portarli vicino al luogo di utilizzo, quindi vicino fuori dalla nostra operatoria.
possiamo creare delle liste
ecco rispetto
alla gestione
delle giacenze
dal mio punto di vista
è inaccettabile avere
in armadio una suturatrice
che io
in saloperatorio utilizzo tre volte all'anno
scusatemi
mi sono espresso male, è inaccettabile avere
dieci pezzi di giacenza
di una specifica suturatrice
se la uso tre volte all'anno
Non ha nessuna logica, mi occupa spazio, ci devo dedicare del tempo, devo controllare le scadenze, anche se posso avere la mia lista. Quella strutturatrice, quei dieci pezzi, non devono stare, non devono esserci, non devo averli ordinati.
Non, veramente, è una logica che casa nostra con le nostre dispense, con la nostra dispensa alimentare non utilizzeremo. Poi la strutturatrice che costa 200 euro, io non dovevo comprarne 10 pezzi.
Ecco, questo per fortuna è una logica che finalmente sta prendendo molto piede, c'è molta più consapevolezza anche da parte nostra, da parte del nostro personale che fa gli ordini e che deve controllare gli ordini.
Quindi questo mi raccomando, stiamo attenti a non buttare via, a non sprecare delle risorse, perché il miglior modo per essere sostenibili col nostro monouso è utilizzarlo al meglio, utilizzarlo quando serve, averlo quando serve, evitiamo di buttarlo via.
via. Ecco, ridurre, riutilizzare, riciclare, ricercare, ripensare, tutto collegato al
monouso. L'abbiamo visto anche nella relazione precedente. Come possiamo fare questo? Queste
sono delle parole chiave che sono presenti nel razionale della giornata di oggi. Come
possiamo ridurre gli sprechi, ridurre i costi di produzione, ridurre le tempistiche del
ciclo produttivo, ridurre il lavoro e l'autotica, ridurre le scorte e i magazzini e ancora
aumentare la capacità produttiva beh non dobbiamo inventare proprio niente possiamo utilizzare le
tecniche della filosofia lean da tanti anni ormai la lean è stata portata anche in sanità con ottimi
risultati certo i risultati non arrivano al giorno dopo la linea bisogno di un periodo di rodaggio è
che chiamiamolo così però è certamente una modalità una filosofia efficace anche nel
nel nostro contesto sanitario, anche e soprattutto nel nostro contesto stala operatoria.
Andiamo con un ultimo esempio, l'ottimizzazione dei pacchi procedurali. Perché?
Allora, il pacco procedurale, il pacco all'interno del quale troviamo tutta una serie di dispositivi,
tra il quale la teleria per iniziare il nostro intervento, per iniziare e tendenzialmente anche finire il nostro intervento,
Sono dispositivi medici pensati per ottimizzare le risorse, far sì che ci sia un pensiero da parte degli esperti che vengano definiti i dispositivi che devono essere contenuti in quel preciso pacco procedurale.
Quindi abbiamo uno, potrebbe essere il chirurgia standard, potrebbe essere il pacchio procedurale e la paroscopia. Ecco, ci sono delle logiche. La logica è che questi pacchi procedurali dovrebbero essere trasversali per almeno diciamo per lo stesso ospedale, meglio se fossero trasversali rispetto magari a tutti gli ospedali della stessa azienda sanitaria.
Non possiamo pensare che il chirurgo X si faccia fare il proprio pacco procedurale, non è questa la logica, perché a quel punto dovremo avere dei magazzini enormi dove stivare dieci tipologie di pacco chirurgico, no.
No, la logica è che ci sia il materiale essenziale che, come vedete in questa ultima immagine, non avanzi nulla al termine dell'intervento.
In questo caso è avanzato un telino piccolo.
Avendo ripensato i pacchi procedurali nella nostra azienda, abbiamo fatto sì che venissero risparmiati un sacco di dispositivi monouso che ciclicamente avanzavano al termine degli interventi.
E' meglio per assurdo aprire un pacco procedurale e due telini singoli, due telini sfusi, invece che avanzarli tutte le volte al termine dell'intervento sul nostro tavolo madre.
Qui cosa vediamo in questa seconda immagine? Vediamo due bisturi che sono stati appoggiati lì solo per farci un'idea. Questi due bisturi sono contenuti all'interno di una loro confezione con una data di scadenza all'interno del pacco procedurale.
Non si vede, ma nella lista sono i penultimi. Questi due bisturi, ovviamente col marchio CE come da dispositivo medico, questi due bisturi possono, se non utilizzati in quello specifico intervento, possono essere riutilizzati.
E mi direte, ma come? È un dispositivo medico, non posso riutilizzarlo? Sì, questo dispositivo medico contenuto all'interno del pacco procedurale ha una sua data di scadenza, lo posso anche mettere nel nostro ripiano dove abbiamo tutti gli altri bisturi.
Lo posso fare a differenza, ad esempio, mi viene in mente dei tamponcini che anche loro sono contenuti nel pacco procedurale, ma i tamponcini non hanno la data di scadenza. Ecco, a quel punto quel dispositivo purtroppo non lo posso riutilizzare in un'altra occasione.
Ecco questi erano alcuni spunti di riflessione per far sì che possiamo rendere conto di quanto il monouso da un lato è importante e dall'altro è necessario, fondamentale far passare il messaggio che bisogna utilizzarlo nella maniera migliore possibile per far sì che non ci siano sprechi.
Quindi il miglior uso del monouso è certamente quello consapevole. Tante volte propongo, tante volte ai miei colleghi, ai miei collaboratori ricordo il costo dei singoli dispositivi, ricordo il costo della ricarica della strutturatrice, 500 euro di ricarica della strutturatrice.
Ecco, evitiamo di aprire i dispositivi quando non serve e viceversa apriamo i dispositivi quando ce lo chiede il chirurgo, non importa se impieghiamo uno o due secondi in più. Ecco, vi ringrazio. Questa è la mia presentazione.
Grazie Franco, grazie per il tuo intervento e per la tua chiarezza che ci hai fatto sui dispositivi medici monouso, monopaziente e così via, grazie mille.
Partiamo subito con il prossimo relatore che è il dottor Medas, Federico, un caro amico, infermiere con incarico di funzione del blocco operatorio di chirurgia generale d'urgenza all'ospedale di Cagliari.
Prego Federico, se vuoi puoi anche condividere le slide, prego.
grazie Fabio, grazie mille
mi sentite bene, datemi un feedback
sì, ti sentiamo benissimo
perfetto, adesso vi condivido
la mia presentazione
ditemi pure se vedete la condivisione
delle slide
vediamo la condivisione
non a schermo intero ma la vediamo
ora la vediamo a schermo intero
perfetto, ok
questo lo togliamo, benissimo
vi ringrazio tantissimo
per questa opportunità
La mia relazione si intitola Strumentazione, standardizzare e ricondizionare. Ringrazio tantissimo Roberto e Franco perché hanno dato un bel assist per dare un punto centrale su quelli che sono gli argomenti di oggi che avvertono sulla green surgery.
Allora, intanto vi do gli obiettivi di questa relazione, ovviamente l'innovazione della sostenibilità degli strumenti, ne abbiamo parlato ampiamente nelle precedenti relazioni, oggi ci soffermeremo su questa relazione, su altre tematiche che le abbracciano ma le integrano, quindi approfondiremo tutti i processi di sterilizzazione, parleremo di un po' quelli che sono a vapore, a gas plasma, comprenderemo anche il ricondizionamento degli strumenti robotici che sono molto particolari.
Io ho voluto fare comunque una relazione più che altro concettuale, più che pratica, così da affrontare bene quelle che sono le tematiche anche di ecosostenibilità. Quindi promuoveremo la standardizzazione dei kit procedurali, sensibilizzeremo anche l'uso della teoria pluriuso e incoraggeremo, come ha fatto Roberto, anche le pratiche sostenibili e la riduzione degli sprechi.
Quindi questo ci permetterà poi a fine relazione di migliorare la nostra consapevolezza su questa gestione degli strumenti. Le immagini che vedrete in queste slide sono immagini prese direttamente dal nostro ospedale, poi con una chicca finale che invece sarà costruita con l'intelligenza artificiale.
Per cui parliamo intanto di sterilizzazione, io ho definito quella che è il cuore della sicurezza sulla sala operatoria, in questo circolo che vedete voi riguarda proprio il processo della sterilizzazione, all'interno degli ospedali le sterilizzazioni maggiori avvengono tramite il vapore, come agente sterilizzante a 134°C, soprattutto per i ferri,
e poi abbiamo anche la metodica gas plasma ma semplicemente quella a perossido di idrogeno, gas plasma è inficciante solo sulla sterra, delle altre utilizzano il perossido di idrogeno o meglio utilizzano lo stesso tipo di agente ma con una tecnologia differente e questo è importante da definire perché soprattutto oggi che parliamo anche di chirurgia robotica in questo evento sappiamo che alcuni elementi come l'ottica devono essere sterilizzati in quel modo.
I punti critici di questo processo sono ovviamente la verifica dei cicli e la tracciabilità. Come potete vedere quindi in questo circolo dall'utilizzo poi di un prodotto si deve passare attraverso una decontaminazione che noi solitamente facciamo con dei macchinari specifici che rilasciano quindi uno scontrino per una tracciabilità iniziale di chi ha lavato, come è stato lavato e quale macchina è stata utilizzata.
Poi si può anche effettuare una detersione risciacqua, la disinfezione col termodisinfettore che passerà attraverso un'asciugatura automatica oppure manuale e a quel punto poi il processo continua all'interno della centrale di sterilizzazione con il controllo visivo e oggettivo del materiale che non deve essere rovinato, non deve avere residui e quindi deve essere riverificato, il confezionamento, la sterilizzazione e poi il trasporto e la conservazione.
e a quel punto si riutilizza. A questo punto quindi parliamo di strumenti robotici di ricondizionamento, allora in pratica quello che è successo negli ultimi anni è che fondamentalmente la differenza che è avvenuta con i processi di ricondizionamento è stata proprio quella di ricondizionare degli strumenti molto particolari.
Trovate qua sulla destra un video che mostra l'ottica, questa è l'ottica dell'ultimo robot che conoscete benissimo, il DaVinci XI, questo strumento si ricondiziona in una maniera molto particolare perché attraverso una tubazione che ci dà intuiti insieme all'ottica viene inserita all'interno dell'endoscopio e viene lavata ad alta pressione con l'acqua.
Quindi questo strumento non lo si inserisce mai nei termodisinfettori ma il ricondizionamento avviene attraverso una parte manuale e poi questo passa attraverso una griglia su una sterilizzazione che non è quella a vapore perché il prodotto è termolabile ma avviene tramite una sterilizzazione a sterrad o comunque a periostro di idrogeno.
Gli strumenti invece sono molto particolari perché hanno dei sistemi meccanici, fondamentalmente la chirurgia robotica l'abbiamo già affrontata in queste relazioni, ma non siamo soffermati su quello che è poi il funzionamento intrinseco dello strumento che si caratterizza per avere al suo interno dei fili di acciaio che muovendo degli ingranaggi muovono quindi la pinza.
Quindi la pulizia e la puretezza che si deve avere nella strumentazione e nella pulizia di questi strumenti di ricondizionamento è fortemente importante ed è impattante anche nel processo finale perché il processo finale e quindi la sterilizzazione nel concetto più totale che questo ha deve avvenire attraverso un processo che è perfetto in ogni punto.
E quindi se noi sterilizziamo un prodotto che ha all'interno un residuo organico, dobbiamo considerare la nostra apertura non sterile, seppur ha passato tutto il processo.
A questo punto quindi parliamo anche della standardizzazione dei kit procedurali. Ne abbiamo parlato prima con dottor Matteotti, ne ha accennato anche qualcosa dottor Menduni, perché l'efficienza e l'organizzazione di questi kit procedurali è migliorata sicuramente attraverso la loro standardizzazione.
Che cosa vuol dire standardizzare? L'abbiamo visto anche prima ma fondamentalmente riusciamo in questo modo a garantire ad esempio per taluni interventi gli stessi kit. Trovate qua l'immagine ad esempio sulla sinistra di un kit procedurale con dei ferri chirurgici ed è standardizzato questo per la chirurgia d'urgenza.
Questo è un intervento di riapertura in laparotomia e questo kit è sempre lo stesso utilizzato per quell'intervento. Anche i chirurghi sono con la nostra comunicazione incentivati a non aprire altri strumenti inutili, sempre in ottica di risparmio e in ottica anche di miglioramento di processo.
e questo fa sì che ciascun dipendente, ciascun strumentista o fuoricampo che prepara il campo operatorio utilizza sempre nello stesso scaffale, sempre nelle stesse metodiche, gli stessi materiali che vengono ricondizionati.
Il fatto di avere un posto dedicato ai tipi di interventi permette quindi di ridurre il tempo della preparazione, si riescono maggiormente a controllare i costi e togliamo in maniera importante anche l'errore umano perché questo è possibile ad esempio un esempio di standardizzazione stendendo delle istruzioni operative attraverso l'utilizzo ad esempio di box surgery,
Cioè ad esempio avere all'interno di un magazzino una box surgery, una surgery box con ad esempio l'emergenza di laparotomia. In quel caso i dipendenti che ruotano qua nel blocco operatorio non hanno neanche bisogno di cercare materiale, seppur magari anche poco formati per quel tipo di chirurgia, perché solo tramite l'indirizzo del strumentista vanno direttamente a prendere la box surgery per aprire il campo.
E quindi la standardizzazione del tipo di intervento è perfetta, a quel punto vengono presi i materiali, vengono portati in sala operatoria e viene aperto il campo con quegli strumenti.
Parliamo adesso di quello che è l'atelieria pluriuso. In questa relazione parliamo di ricondizionamento. Dottor Matteotti ha parlato del monouso, io ho voluto invece fare un focus su quello che è l'atelieria pluriuso.
Abbiamo visto in questi anni che c'è stata una transizione importante, prima utilizzavamo tantissimo il cotone, ovviamente è sparito, abbiamo cominciato a incentivare tramite anche le aziende tutto il monouso che è fondamentale e poi siamo ripassati a una situazione di pluriuso.
Però questo pluriuso è diverso rispetto a quello che si utilizzava tempo fa perché sono dei materiali altamente tecnologici e che garantiscono un maggiore costo iniziale di acquisto ma un risparmio a lungo termine.
Quindi noi parleremo in questo focus soprattutto di quello che è la teleria a pluriuso.
Allora questa teleria viene fornita spesso da delle aziende specializzate che si occupano solo di fare questo tipo di processo di sterilizzazione e di ricondizionamento di questi teli
e tutti questi teli ovviamente sono conformi alla direttiva europea.
si chiamano TTR
sono dei prodotti che rispettano l'ambiente
perché anche dopo il loro utilizzo
possono essere utilizzati anche
per altri usi alternativi
in questo caso quindi
vi faccio vedere anche un bel focus
sul TTR, in questa immagine
sulla sinistra vi sembra un po' strana
perché in effetti è una sala operatoria ma
è all'interno di un centro commerciale
questo fa parte di un nostro progetto
che facciamo con l'AICO
del Sargeri Theater e come vedete
Questi materiali monouso li abbiamo utilizzati all'interno di questo progetto che ha scopo di intrattenimento, non ha nessun tipo di scopo di esistenza sanitaria e in questo caso quindi abbiamo riutilizzato dei materiali senza sprecare, per generare quindi una manifestazione a livello scientifico della nostra società.
In pratica quello che succede è che ovviamente utilizzando tantissimo il monouso abbiamo praticamente la necessità di smaltire questi grandi rifiuti e quindi tutte le quantità di materiale monouso viene smaltito attraverso i rifiuti speciali che poi vengono inceneriti e quindi questo va ad aumentare tantissimo quello che è l'inquinamento.
Per cui utilizzando questo tessuto tecnico riutilizzabile che si può riutilizzare come vedete fino a 70-100 volte possiamo avere comunque un risparmio di CO2 e quindi un risparmio per quello che riguarda l'incenerimento e lo smaltimento di questi tessuti.
Alcune caratteristiche importanti di questo tessuto pluriuso che sono confortevoli, sono traspiranti e quindi possono sopportare anche tantissimi cicli di sterilizzazione.
Per quanto riguarda il ricondizionamento di questi materiali, come vi ricordate nel processo che abbiamo visto prima, quando c'è qualche danno al materiale può essere anche riparato e quindi ricertificato dall'azienda e quindi risterilizzato, altrimenti quando è troppo usurato a quel punto non viene buttato ma può essere riutilizzato per altri utilizzi.
Quindi parliamo anche di sostenibilità ambientale perché abbiamo una alternativa importante a quella che è il monouso, riducendo quindi significativamente tutti i rifiuti ospedalieri e quindi promuoviamo quello che è un modello ecologico e circolare, di cui abbiamo ampiamente parlato prima.
Per cui anche come plus in più alcune aziende italiane che si occupano di sviluppare questi tipi di teleria altamente tecnologica riusciamo anche a favorire quello che è la produzione italiana, quindi contribuiamo anche ad aiutarci a livello nazionale in questo caso qua.
Quindi abbiamo una situazione in cui riusciamo ad andare verso una sala operatoria più green, l'approccio quindi è ecosostenibile, io qua andrò veloce perché ne abbiamo parlato precedentemente,
però fondamentalmente quello che ci interessa, e questo vi faccio un focus anche su quello che riguarda ad esempio il fast fashion, quello che si intende sullo spreco dei vestiti che vengono comprati e poi buttati,
Ed è questo un esempio di saloperatura green, cioè utilizzare per la maggior parte degli interventi una teleria pluriuso per i camici e per quello che poi è la parte sterile sul paziente, favorisce quindi un'economia circolare, quindi non ci sono sprechi, quello che viene utilizzato è un processo con l'acqua e quindi ovviamente si va a migliorare moltissimo quelle che sono tutti i gas serra perché la CO2 che viene prodotta è molto più efficace.
molto minore. In questo caso quindi abbiamo un riuso, una riparazione come vi ho detto
prima e anche quindi un riciclo del materiale. Quindi perché dobbiamo investire nella standardizzazione
del ricondizionamento? Ovviamente abbiamo dei benefici sui pazienti perché abbiamo
una maggiore sicurezza e la riduzione delle infezioni perché se standardizziamo abbiamo
una sicurezza totale sul processo che quindi può essere scevro di errori o comunque fortemente
ridotti e il ricondizionamento invece garantisce un minor costo sanitario e quindi anche avendo
un minor costo sanitario possiamo magari investire anche su altri prodotti che migliorano quindi la
qualità del processo e benefici per l'ambiente e quindi economici. In queste immagini che state
vedendo in questo momento abbiamo sempre il nostro evento dove abbiamo utilizzato ad esempio questo
materiale pulioso che non si utilizza perché sono materiali di training che vengono riutilizzati
ad esempio per degli eventi a formazione. Sulla destra invece vedete degli strumenti molto piccoli, mettendovi un focus su quello che quindi è la capacità e la sicurezza che bisogna avere nel ricondizionare degli strumenti come degli specili, in questo caso, che vanno ad approcciarsi all'interno di Mucchio.
In queste conclusioni vi ho dato due piccoli diagrammi molto semplici, come vedete scorriamo dal 2020 al 2024 la quantità di rifiuti speciali si è elevata tantissimo nella parte della pandemia per poi ridursi in modo più drastico, i numeri che vedete in basso da 0 a 500 sono i milioni di tonnellate sia di rifiuti speciali che di CO2.
Come vedete il cursore arancione della CO2 non si è mosso più di tanto perché nonostante stiamo continuando a livello mondiale, questi sono dati italiani comunque, a ridurre i rifiuti speciali, la CO2 comunque rimane sempre una problematica e la riduzione è ancora minima.
Nel secondo cursore in alto invece vedete la quantità di materiali riciclati che da circa il 60% nel 2020 sta raggiungendo quote intorno al 75% nel 2023, quindi direi di guardiare insieme al futuro perché promuoviamo quindi la formazione sul ricondizionamento all'interno della nostra sala operativa e anche interfacciandoci anche noi che abbiamo questi incarichi di funzione organizzativa con la direzione sanitaria
per migliorare quindi tutto quello che è il processo, implementiamo i protocolli di standardizzazione e adottiamo pratiche ecosostenibili, questo è, io penso sempre che adottare delle pratiche ecosostenibili noi lo facciamo spesso a casa, però quando veniamo a lavoro ci dimentichiamo di questo, dobbiamo cominciare ad avere un tipo di mentalità che è una mentalità come un po' se le cose fossero davvero nostre,
A casa noi cerchiamo di non sprecare il nostro cibo e magari di consumarlo quando sta scadendo, la stessa cosa vale in sala operatoria, evitiamo come diceva giustamente dottor Matteotti di ordinare in maniera incontrollata dispositivi che lasciamo a scadere e che hanno un costo molto importante nei nostri magazzini e impariamo anche a comunicare con i nostri chirurghi per cercare anche di farli utilizzare magari i materiali che sono stati scelti
e non utilizzati precedentemente prima della loro scadenza.
A questo punto vi invito poi prossimamente a delle domande su questa relazione
e vi lascio con un'immagine che ho sviluppato con l'intelligenza artificiale
dove ho utilizzato praticamente quattro parole chiave
che sono saloperatori assostenibili di ultima generazione con robot.
Come vedete l'intelligenza artificiale per quanto è fantastica e straordinaria
non ha inteso bene il concetto di sterilità
ma è molto bello che lo abbia sposta
davvero in questo
campo verde con gli operatori
non possibile da attuare
però di certo molto bella, vi ringrazio
grazie Federico
sicuramente
gli spunti che porti nella tua
presentazione sono legati
soprattutto alla ricerca
all'obiettivo di andare a ricercare
e ripensare insomma che sono
due tra i cinque obiettivi
della Green Surgery
Quindi grazie mille, lascerei le domande magari al termine anche dell'ultima presentazione e passerei alla dottoressa Valentina Giurisevic che ci presenta percorsi di miglioramento continuo per la deduzione degli sprechi.
Bene, grazie. Allora, grazie per questo invito. La mia relazione tira un po' le somme delle relazioni precedenti, va a chiudere il cerchio sull'argomento di oggi. In particolare io mi sono focalizzata sul focus che sono i rifiuti e il problema del loro corretto smaltimento, che rappresentano un pericolo per il futuro dell'ecosistema, per la salute dell'uomo e la Terra in generale.
A causa del crescente progresso della civiltà si verifica un aumento di beni di consumo e di conseguenza un aumento dei rifiuti prodotti.
Nella programma dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile emerge la necessità di intraprendere azioni urgenti in tema di cambiamento climatico
attraverso l'adozione di comportamenti più adeguati per ridurre l'emissione di carbonio.
Il settore legato alla salute contribuisce fino all'8% dell'emissione globale e gli ospedali ne rappresentano i maggiori contributori, considerato ad esempio che ogni singolo intervento chirurgico genera un'emissione di CO2 variabile a seconda della tipologia, ma paragonabile al consumo di carburante di un'automobile che percorre distanze chilometriche più o meno lunghe.
Secondo il rapporto diffuso dall'ISPRA, nel 2019 i rifiuti sanitari prodotti in Italia sono pari a circa 200.000 tonnellate
Di questi, quasi 175.000 tonnellate sono rifiuti pericolosi
I rifiuti sanitari maggiormente prodotti sono costituiti da rifiuti sanitari a rischio infettivo
con produzione pari a 142.000 tonnellate
La maggior parte dei rifiuti viene prodotta e trattata negli impianti del Nord Italia
il 48% dei rifiuti sanitari totali.
La produzione dei rifiuti all'interno dei blocchi operatori negli ospedali
rappresenta quasi sempre il punto di maggior produzione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo.
Spesso però i rifiuti prodotti nell'area operatoria vengono erroneamente considerati a rischio infettivo
dimenticando della potenzialità di una corretta differenziazione dei vari materiali.
I materiali correttamente differenziati possono diventare quindi una nuova risorsa, anche economica, e abbattono così i costi di smaltimento dovuti ai rifiuti sanitari a rischio infettivo.
Qui riporto un articolo dove ho tratto quello che vi sto dicendo, sul fatto che l'ambiente della sala operatore è diventato il principale produttore di rifiuti ospedalieri a rischio biologico.
Vi vorrei portare all'attenzione che però ci sono delle strategie come la creazione della task force Sustainability in Surgical Practices che si è concentrato sull'implementazione di iniziative, sulle competenze, sulla conoscenza, quindi sviluppo di programmi educativi, comprensione della sostenibilità chirurgica, iniziative per valutare quali sono gli ostacoli, quali sono le sfide nell'adozione di una sala operatoria più ecologica.
e ovviamente la leadership con società scientifiche, che vanno a lavorare ovviamente su questo tema.
Un approccio più green potrebbe realmente incidere positivamente sull'ambiente,
pur essendo evidente che la sostenibilità non può rappresentare la prima priorità
nel momento in cui si deve affrontare una malattia.
La comunità scientifica ha ben presente il problema,
condividendo la necessità di una precisa strategia green,
che diventa ovviamente imperativa, però è l'acquisizione anche di una migliore conoscenza
dell'impatto ambientale della chirurgia, identificando possibili soluzioni senza compromettere
in alcun modo la qualità delle cure. È un percorso da affrontare step by step, creando
dei green team interdisciplinari in grado di implementare comportamenti adeguati, verificabili,
con indicatori misurabili e discussi periodicamente con tutti i membri dello staff. Come ha detto
L'obiettivo quindi è da perseguire dettato dalle cosiddette regole delle erbe, quindi di utilizzare, ridurre, riciclare, ripensare, ricercare, quindi su che cosa? Su camici, teleria, strumentazione monouso, alternandola con strumenti riusabili, ricercare partnership con l'industria medicale, la possibilità di produrre dispositivi smontabili nelle loro componenti metalliche e plastiche, quindi riutilizzabili.
Ripensare che lo smaltimento dei rifiuti modificandone il flusso genera un risparmio fino al 60% di materiale non a rischio biologico, come i materiali che compongono le confezioni, la carta e la plastica.
Ripensare anche un'adeguata programmazione del consumo dell'acqua e alla modulazione delle stesse procedure anestesiologiche.
di pensare alla proprietà delle procedure chirurgiche, utilizzando determinate tecnologie e strumentazioni
solo in campi di applicazione specifici, laddove alternative condotte con rigorosa tecnica chirurgica
garantirebbero comunque la sicurezza dei risultati.
Proprio pensiamo per esempio all'assistizione dei gas alternativi anestetici locali, anestesia endovenosa
che può portare a sostanziali benefici all'ambiente finanziario e sociale
e contribuire a mitigare il cambiamento climatico e a promuovere pratiche sostenibili nella procedura chirurgica.
L'uso di macchine anestetiche che limitano il flusso dei gas che stiamo sempre di più utilizzando nei nostri blocchi operatori
può produrre una maggiore riduzione segnalata sull'impatto climatico tramite la riduzione dei rifiuti chirurgici e impronta di carbonio.
Qui vi ho portato un articolo che parla di un esempio di economia cicolare, il riciclo e l'uso dei dispositivi tessili per la sala operatoria.
In particolare i tessili hanno una vita, però dopo questa vita ovviamente vengono gettati, ma questo potrebbe essere uno spunto perché seppur non conformi agli standard qualitativi richiesti dalle norme ospedaliere, possono essere riciclati o riutilizzati in prodotti di altro tipo.
Quindi l'obiettivo è rimettere questi dispositivi in un ciclo di vita di un nuovo prodotto.
in un'ottica di economia circolare, anche se magari non nella parte sanitaria, magari in un'altra industria.
Qui invece vi parlo di un progetto che abbiamo sviluppato in Asugi, qua a Trieste, sulla green surgery,
proprio all'interno dei nostri blocchi operatori.
La raccolta differenziata presso il blocco operatorio è già presente.
L'azienda però ha implementato il numero dei contenitori e ha introdotto ulteriori differenziazioni di materiali,
materiali, quindi plastica, vetri, metallici, alluminio, tipo il blister, degli aghi, la
carta, il cartone, i rifiuti sanitari a rischio infettivo, i farmaci scaduti non utilizzati
e il secco residuo. L'azienda ha implementato la formazione del personale operante presso
il blocco operatorio. Gli eventi formativi hanno avuto come obiettivo di sensibilizzare
tutto il personale sulla differenziazione dei rifiuti prodotti. In particolare attenzione
è stata posta anche l'informazione presso i locali mediante cartellonistica, i poster,
poiché c'erano tantissimi bidoni con colori diversi e poi ovviamente i poster relativi
a dove gettare i vari rifiuti. I risultati sono stati che abbiamo avuto un risparmio
economico e anche un risparmio ambientale. Infatti abbiamo fatto il calcolo dell'emissione
effettivamente prodotti dalla differenziazione dei rifiuti e l'eventuale peso delle emissioni
nel caso non si fosse attuata la sperimentazione e l'effettivo risparmio ambientale valutato
in minor chili di CO2 emessi. In definitiva nel prendersi cura del paziente si arriverebbe
a prendersi cura anche della comunità costruendo una cultura nel rispetto per l'ambiente sia
in sala operatoria che al di fuori di essa, quindi con tutto quello che riguarda poi l'attività
perioperatoria. Le pratiche
sostenibili delle sale operatorie possono
anche apportare benefici per la salute
e la sicurezza pubblica
riducendo gli inquinanti
nocivi e migliorando la qualità
dell'aria. L'adozione delle sostenibilità
e delle pratiche delle sale operatorie
verdi si allinea con le preferenze
dei consumatori e rende
le aziende a prova di futuro
in un mondo in rapido cambiamento.
Grazie per l'attenzione.
Grazie Valentina.
Chiamerei anche
fabio eccomi eccomi presente grazie grazie a tutti i relatori io quindi ora apriamo il
dibattito tra i relatori e volevo volevo chiedere visto che abbiamo parlato molto di green surgery
questo è un questo è un tema vecchio nel senso che già da tanti anni si sta diffondendo all'interno
delle sale operatorie, però al tempo stesso molto recente. Quello che volevo far capire,
mi permetto perché poi mi confronto anche con tutti i relatori che hanno parlato di
questo argomento, è che purtroppo in Italia nonostante c'è questa sensibilizzazione
al recupero, allo spreco eccetera eccetera, abbiamo, e confermatemi se dico corretto o
mi sbaglio, rispetto ai paesi anglosassoni abbiamo una normativa che ci impedisce di
recuperare prodotti monouso che potrebbero essere poi riciclati e riutilizzati, mentre nei paesi
anglosassoni è una normativa molto più accondiscendente rispetto a questo discorso.
Perché vi dico questa cosa? Perché già 4-5 anni fa facevamo un lavoro con Sicer in merito
alla green surgery, al recupero dei prodotti monouso, dei dispositivi monouso.
Mi confermate questa difficoltà della normativa italiana in merito a questo argomento?
Chiedo ai relatori.
Ciao Fabio, posso dire qualcosa io in merito?
Certo, certo.
Perché nella mia esperienza da ormai quattro anni di centrale di sterilizzazione
posso fare un esempio molto concreto su quello che riguarda le protesi.
Quindi qua in Italia abbiamo un problema con il ricondizionamento delle protesi che ovviamente sono quelle anche di carattura proteica o comunque umana, tipo quelle ad esempio vascolari.
Il problema è che io come centrale di sterilizzazione all'interno di questa azienda non posso scartare ad esempio una protesi della Medtronic, metterla e ricondizionarla, metterla ad esempio a gas plasma e riproporla per il paziente.
Per fare questo ho la necessità per forza di rivolgermi a un'azienda specifica che si prende la responsabilità di certificare questo tipo di processo e non con tutte le protesi lo posso fare.
Ho dovuto buttare due anni fa una protesi valvolare cardiaca perché nonostante abbia lottato per evitare di buttare più di 5-6 mila euro di protesi, ho dovuto poi buttarla perché l'azienda non mi ha permesso, anche se c'era questo scamotaggio, di ricondizionarla e quindi purtroppo, esattamente come dici tu, per queste normative molto stringenti sui dispositivi monouso sia protesici che strumentari, io non posso ricondizionarli.
infatti il problema ora per quanto riguarda le protesi è diciamo così estremamente più
amplificato o comunque sia è un problema molto più avanti se basti pensare ad esempio i camici
monouso i camici monouso in polipropilene perché quelli sono camici comunque che potrebbero essere
utilizzati quelli sono camici che noi buttiamo noi facciamo uno spreco continuo di risorse mentre nel
nel mondo anglosassone tutto quello che è polipropilene viene recuperato dai camici, dai tubi,
da qualunque altra, dalla teleria che ricopre il paziente.
E se non ricordo male, se non ricordo male,
l'unico ospedale che aderì al progetto SICE e AICO sul recupero dei prodotti monouso
era le Molinette di Torino, che se non erro comprò una macchina
che permetteva di restirizzare i prodotti inquinati, che costava, se non ricordo male, questi sono ricordi di un paio d'anni fa, tipo 100.000 euro, ma dopo 2-3 anni che utilizzavano quella macchina iniziavano ad avere un profitto rispetto a quello che avevano speso.
Quindi diciamo così che la green surgery è sicuramente una prospettiva futura che bisogna quantomeno applicare anche fosse sui camici, sulla teleria, poi sulla protesica questo è un discorso ancora molto più avanzato, ecco come dire ancora più avanti.
Però se noi già partissimo dalla base, e per base intendo la stessa teleria dei camici, della teleria al paziente, secondo me già riusciremo ad avere quello che è il concetto di economicità, perché oggi la sanità non è più efficienza efficacia, si è aggiunta la terza E, è l'economicità.
quindi noi dobbiamo in un certo senso
rispondere a questo diktat che è
l'economicità del sistema sanitario
Roberto vuoi aiutarci o aggiungere
qualcosa in merito a questo? Sì sì
ovviamente tu hai fatto cena all'Italia
insomma che sta un attimino indietro se
vogliamo se vogliamo raccontarcelo
tutta il problema è proprio quello è la
transizione industriale e dei costi cioè
anche l'integrazione tra le aziende e le
industrie che producono il materiale è
è rallentata, insomma, questa transizione verso il biodegradabile, verso prodotti, voglio dire, facilmente smaltibili,
è rallentata proprio perché le aziende, le industrie, non solo sanitarie ovviamente, ma più a più ampio raggio,
hanno difficoltà ad adeguarsi alla normativa e quindi non è solo un problema rilegato alle aziende sanitarie,
quindi ai camici monouso o altro, è un discorso proprio di integrazione, di sostenibilità con le aziende produttici in Italia
e con le aziende sanitarie ovviamente, questo.
Ma Franco, vuoi aggiungere qualcosa anche tu? Anche perché soprattutto tu ci hai fatto questa disamina bellissima per quanto riguarda i dispositivi, oppure Alberto, vuole aggiungere qualcosa in merito a questa tematica? Come le vivete voi nelle vostre sale operatorie?
io sono molto attento alle scadenze
nella sala operatoria dove lavoro
sono uno di quelli che
apre gli armadi
per assurdo senza dover controllare
il lavoro delle altre persone ma do un'occhiata
a me dispiace molto quando
i dispositivi vanno a scadere
confermo la difficoltà
quando un dispositivo scade
è considerato proprio
immondizia quindi i farmaci
scaduti tornano alla farmacia
mentre i dispositivi medici
scaduti dovremo dovremo proprio metterli
nel cestino nonostante il fatto facciamo
un esempio se io ho un telino in
confezione singola e scade e è scaduto
ieri e oggi quel telino dovrei averlo
già eliminato perché non possiamo
lasciare dispositivi medici scaduti
all'interno delle nostre sale operatorie
dispositivi medici gli scaduti vanno
messi in un apposito luogo
tendenzialmente un armadio chiuso per
poi essere eliminati questi dispositivi medici l'esempio del telino che al che è che era sterile
fino a ieri di cui la sterilità oggi non è più garantita quel telino se noi togliamo confezione
è un telino che è probabilmente completamente integro si potrebbe utilizzare ma siamo limitati
in questo se noi quel telino se noi azienda sanitaria volessimo regalare quel telino rispetto
alle normative attuali non lo possiamo neanche fare, è proprio immondizia e quindi questo è per questo che io in particolare sono molto attento alle scadenze e cerco veramente in tutti i modi anche magari se mi viene in mente un reparto che potrebbe utilizzare un ambulatorio, potrebbe utilizzare quel telino domani e glielo porto prima della scadenza, ecco.
Grazie, grazie dell'esperienza. Alberto volevi dire qualcosa?
Sì, ma volevo raccontare un attimo un progetto che stiamo introducendo da un paio d'anni nella nostra azienda legato alla gestione dell'approvvigionamento, ne parlava Franco anche nella sua relazione, il riordino informatizzato che segue un po' anche quella sorta di innovazione che si sta cercando di portare nelle nostre realtà.
Quindi il fatto di cercare di portare il riordino informatizzato dei dispositivi medici che vengono utilizzati per ogni singolo intervento, quindi durante l'intervento vengono sostanzialmente sparati i barcode e vengono riordinati.
Io credo che sia un ottimo progetto, ci credo anche molto perché sicuramente è legato proprio a cercare di ridurre quelli che sono gli sprechi e ottimizzare sicuramente la gestione dei nostri magazzini.
È anche un'occasione per portare anche un altro spunto diverso magari da tutti questi che sono stati già detti, insomma, ma sono assolutamente molto...
Sì, la gestione dei device attraverso il barcode è una gestione, diciamo così, virtuosa, però dal nord al sud non tutte le aziende sono ancora provviste di questo sistema di scarico.
perché
questo non lo so, ti dico la verità
però sicuramente potrebbe
abbassare i costi o perdere
come dire
perdere
un attimo per scaricare un barcode
risparmi tanti soldi
Federico dimmi pure
volevi aggiungere ancora qualcosa
sì volevo aggiungere giusto
una bella notizia per
la nostra regione in Sardegna
perché comunque tutto quello che avete visto
Nella relazione per quanto riguarda e concerne l'utilizzo dei dispositivi TTR riutilizzabili, dovete sapere che tutta la Sardegna ormai è coperta all'80% attraverso questa azienda che fornisce sia questi camici verdi che vedete addosso e sia tutta l'atelieria ricondizionata e riutilizzabile.
Quindi tutte le sale operatorie della Sardegna, pressoché il 90%, utilizzano questo tipo di strumento. All'interno ci sono degli armadi intelligenti dove l'azienda esterna porta questi packaging che sono tutti ottimizzati per intervento e anche gli infermieri quindi vestono con le divise e i pazienti con la teleria sterile questo dispositivo. Quindi almeno su questo la Sardegna è un po' più virtuosa rispetto magari ad altre regioni.
Federico una domanda, questa teleria diciamo così in TNT come l'hai definita tu, è idonea a sale ISO 5 o non è idonea?
no idonea
idonea ok
è proprio diciamo che
ormai è arrivato a un livello
tecnologico tale da essere
compatibile con le normative attuali
e anche quelle future
l'unica cosa perché non è tutto bello
non è tutto roccio che luccica
è che quello che si è visto
è che tanti colleghi o chirurghi
talvolta hanno delle difficoltà
perché per quanto riguarda
l'assorbimento dei liquidi
Questi camici sono sia molto light oppure anche quelli super rinforzati, però abbiamo notato che questo va migliorato, il rinforzo, perché più vengono sterilizzati più si degradano e quindi probabilmente quando raggiunge quelle 40-50 sterilizzazioni, non 70-100 come vi ho detto, quelli rinforzati andrebbero già eliminati perché sennò rischiamo il contatto biologico, cosa che con il TNT non succede.
quindi questo va detto comunque
bisogna migliorare ancora un po' però
siamo sulla buona strada
ci sono sempre una faccia positiva
una faccia negativa di tutti i device
nessun prodotto
è perfetto
Valentina volevi aggiungere
anche tu qualcosa? Ti vedevo che volevi
parlare
no io
sicuramente anche
qua a Trieste abbiamo
purtroppo tutta
Tutte le richieste sono manuali, cioè nel senso tramite o Excel o fax o email, ecco. Stiamo lottando per avere un sistema informatizzato che ci permette di fare l'ordino, che ormai penso che anche il supermercato ordina con la penna e non di con lo...
Invece noi purtroppo abbiamo i colleghi che fanno gli ordini manuali e contano. Quindi questo ci aiuterebbe sicuramente. Ovviamente facciamo poca giocenza perché quello fa scadenze e quindi come diceva il collega Matteotti devi stare lì e controllare molto bene le scadenze.
e per quanto riguarda le protesi le ditte, devo essere sincera, poi ci vengono a fare tutti i controlli
quindi su quello sono loro che tengono un po' le redini sul portar via, già prima della scadenza
loro ti portano via la protesi che identificano, quindi non dobbiamo fare noi, cioè non stiamo noi attenti
perché magari è conto deposito
quindi comunque non
teniamo le scadenze, fanno direttamente
i rappresentanti
mi collego
questa è una cosa interessante
il fatto di non fare
magazzino
di non fare magazzino
che si collega alla prima sessione
che è quella sull'expertise, sull'esperienza
perché anche chi
gestisce blocchi operatori
se è una persona che di fatto
non ha mai vissuto un blocco operatorio
tende dal mio punto di vista a fare magazzino
a fare magazzino e quindi ad accumulare per paura
posso anche capirlo, della mancata conoscenza, della mancata esperienza
quindi vedete com'è tutto il processo del perioperatorio
e dell'intraoperatorio, dell'extraoperatorio
è tutto connesso a quello che è l'esperienza
che ogni operatore sanitario si crea
che l'azienda poi dovrebbe, ogni azienda dovrebbe, come dire, favorire in determinati setting, quindi vedi come è tutto connesso, cioè la base fondamentale affinché la sanità funzioni correttamente è dare uno strumento in mano a chi realmente sa gestirlo.
Vuoi il tavolo operatorio, vuoi la sala operatoria, vuoi la centralizzazione, vuoi la funzione di coordinamento dei blocchi operatori, vuoi la posizione organizzativa. Quindi l'esperienza è fondamentale per ovviare a tante problematiche.
Io volevo far chiudere questa sessione a Maria Grazia perché abbiamo sentito Valentina da Trieste, giusto? E siamo nel profondo nord. Sì, sì, da Trieste. Maria Grazia che nel profondo sud, qual era la sua esperienza in merito alla Green Surgery? Come si organizza nella sua azienda?
Io devo rispondere? Sì, devi rispondere in sede congressuale. Ah, ok, aspetta, e quindi la trovo dove? Sulla chat? No, no, no, te la faccio io la domanda. Tu come ti organizzi nelle tue sale operatorie in merito alla green surgery, alla modalità di riordino del materiale?
Allora sul riordino del materiale noi per fortuna abbiamo fatto delle belle esperienze su quello che è l'informatizzazione
quindi su una ditta abbiamo avuto il progetto Resolution e quindi diciamo che su questo siamo stati già i pionieri circa dieci anni fa
e questo ha aiutato sia i coordinatori a gestire i magazzini ma anche sullo scaduto che non è assolutamente indifferente
perché io anch'io ho avuto un problema di un chirurgo che è cambiato e quindi mi trovavo del magazzino del materiale che non utilizzavo e grazie a questo progetto sono riuscita a ritornarlo indietro e quindi non avere dei costi aggiuntivi, ma soprattutto anche su quello che è il tema della green surgery.
E poi la mia azienda ormai tende ad avere i contratti di contodeposito, quindi come per le protesi, anche per la nascitura cardiocrugia, con tutto ciò che è superiore a 500 euro va in automatico in contodeposito, quindi sicuramente non ho il problema dello scaduto perché le ditte sono là a riprenderlo ancora prima che scade e questo sicuramente è un dato di fatto.
Sul riciclaggio abbiamo iniziato un progetto tanti anni fa che riguardava solo il riciclaggio della plastica e della carta, ma ora anche del vetro, però eravamo limitati sul fatto che anche in sala operatoria il materiale è contaminato o non contaminato.
Quindi pensiamo anche alle batterie di litio, che abbiamo tutte le ricariche delle suturatrici, che non possono essere riciclate in quanto materiale contaminato. Quindi su questo sicuramente bisogna lavorare su quella che è la normativa.
Poi ad esempio sul package bisogna stare anche attenti, secondo me noi coordinatori nuovi o ragazzi con incarichi di funzione o chi partecipa proprio alle gare deve stare attenti secondo me a due cose.
Uno, attenzionare le ditte che hanno proprio questa attenzione alla sostenibilità ecologica, quindi stare attenzione a questi package che siano intanto di materiale biocompatibile, biodegradabile, a utilizzare meno scatoli in modo da avere meno rifiuti in sala.
ma soprattutto mi è successo negli ultimi tempi che mi occupo anche di tutti i blocchi operatori di partecipare a delle gare sull'acquisto di nuovi dispositivi ma anche di nuove attrezzature e attenzionare i capitolati dove chiediamo delle migliorie, ma le migliorie che a tutt'oggi non sono mai state sull'ottica della sostenibilità ecologica.
Quindi io penso all'acquisizione di dispositivi che possono essere riciclati o ritirati dalle aziende qualora non vengono utilizzati, ma anche di grosse apparecchiature che dal momento in cui finiscono il loro ciclo di vita possono essere riciclati o comunque riassemblati per evitare di avere magazzini pieni pieni di fuori uso che spesso non sappiamo che fare e come smaltire soprattutto.
Quindi questa è comunque un'attenzione che noi dobbiamo avere e poi quello che ha detto il collega Matteotti che io ci credo tanto nella Lean, cominciare veramente a iniziare progetti di Lean perché solo nella evidenziazione di come tu fai e che cosa fai che puoi andare a risparmiare ed evitare gli sprechi che devo dire ce ne sono anche tanti.
Quindi i pacchi procedurali aiutano tanto, io dico piuttosto che nel mettere non mettere e aprire quello che al bisogno ti serve e quindi questo significa anche sostenibilità ecologica e quindi green surgery, credo.
Grazie, grazie Maria, grazie per il tuo pensiero. Quindi concludiamo la sessione con una parola comune, l'esperienza, l'esperienza che deve essere portata in tutti i campi, dai piani alti ai piani bassi, dagli infermieri ai dirigenti, anche in sala operatoria.
Quindi la parola comune è esperienza in questo nostro intervento al congresso del professor Palazzini. Ringrazio tutti quanti i relatori, i moderatori e niente, ci vediamo l'anno prossimo, speriamo di incontrarci anche l'anno prossimo, magari dal vivo, che è sempre una bellissima esperienza, un face to face in un congresso del genere.
Grazie a tutti e buon proseguimento di giornata.
Grazie.
giornata, arrivederci. Grazie a voi, buona giornata.
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