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24° CAD anno 2013
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Dottor Baldi che con piacere collabora con il clinico venendo da Tarquinia e ci presenta il caso e l'apparecchiatura che utilizzerà per il trattamento con la radiofrequenza del Barrett. Vai Fabio.
Buongiorno a tutti, oggi faremo questo caso di Barrett, è un Barrett C0M5, con una storia, questo paziente è studiato in altra sede e seguito in altra sede per alcuni anni, presentava questo esofago di Barrett senza displasia.
Agli ultimi controlli che effettuava presso questo altro centro con frequenza annuale, nell'ultimo controllo al prelievo bioptico eseguito secondo i criteri di Seattle, è emersa un quadro di displasia moderata.
Una displasia che è stata poi riconfermata, quindi inviatoci per ulteriore valutazione, abbiamo risottoposto il paziente a esame endoscopico un mese fa, l'abbiamo visto sia in magnificazione che in NBI e abbiamo eseguito un nuovo campionamento.
Particolarità del nostro nuovo campionamento è che sono emersi più punti di focalità a diverse altezze di displasia moderata, per questo abbiamo deciso di trattare il paziente che vedremo adesso secondo la metodica che utilizzeremo,
Molto probabilmente utilizzerò un halo 360, perché è un M5, non è circolare, ma in questo modo ci consente un pochino di accorciare i tempi rispetto al...
Fabio, scusami, mi senti? Giancarlo Puglio.
Senti, non ho capito se... Hai parlato di displasia moderata, in genere la definizione non si usa più, o di basso o di alto grado.
No, è un basso grado.
di portavo la definizione effettuata sull'esame istologico di Sassi sappiamo che è o basso grado o alto grado
questo è in dubbio, quindi però come sono i nuovi orientamenti ripeto tratteremo questo caso
proprio per la multifocalità che noi abbiamo riscontrato e non precedentemente segnalato
dagli altri precedenti esami istologici e soprattutto perché in sette anni da campionamenti
sempre negativi per displasia, nell'ultimo anno è emerso quanto detto.
Fabio scusaci, ci devi stressare, è meglio il discorso della displasia, cioè tu tratti
tutte le displasie di basso grado?
Il discorso è questo, i nuovi orientamenti alla luce degli ultimi 15 anni, i più grossi studi europei, tra cui quelli di Bergman e anche del mondo americano,
emersi recentemente, le linee guida per il trattamento sono relegate per le displasie di basso grado nell'ambito di trial
e l'indicazione attuale è per le displasie di alto grado, che devono essere trattate se c'è una lesione visibile,
Morfologicamente visibile, ovviamente preceduta da una mucosectomia endoscopica e seguita da un trattamento a radiofrequenza. Questi sono gli attuali orientamenti. Per le displasie di basso grado, tra l'altro, dovrebbero essere supportate anche qui da un confronto fra due anatomopatologi.
E ripeto, il punto fondamentale è soprattutto la valutazione in fase diagnostica, che deve essere sempre eseguita con strumentazione fornita di amplificazione immagine e MBI, possibilmente.
Per quanto riguarda il discorso della metaplasia, di fatto qui si apre tutto un discorso anche sul rapporto costi-benefici e come sappiamo ancora oggi nel Barrette emergono forse sempre più domande che risposte.
sicuramente non è fra le indicazioni per un trattamento a radiofrequenza
ripeto, ma guardiamo com'è variata
già solo nell'ultimo anno
già un anno fa anche la metaplasia veniva inserita sempre in trial
quindi in gruppi di studio per valutare
diciamo che oggi le indicazioni comunque
punto interrogativo alla metaplasia intestinale quali sono?
beh, di fatto se noi abbiamo pazienti giovani con Barrett estesi
Tra l'altro questa è un'esperienza che abbiamo iniziato adesso con Paolo Trentino grazie alla collaborazione con Dall'Olio del bambino Gesù e del suo gruppo di pazienti pediatrici che loro hanno operato in età pediatrica, ormai ventenni, con degli esofagi di Barrett molto estesi, tra l'altro qualcuno con presenza di displasia e qui in questi casi anche la metaflasia, considerando l'aspettanza di vita del paziente, pazienti giovani di vent'anni,
anni, ovviamente abbiamo iniziato a trattarli, fra questo c'è un'indicazione come è un'indicazione
molto ristretta per pazienti, abbiamo detto per età, per in presenza di obesità o di
ernia iatale, ma torno a ribadire non ci sono di fatto linee così rigide, così dogmatiche
ancora proprio per la complessità del discorso e tante domande che emergono sempre di più,
Anche perché tu prima accennavi a un discorso della displasia, giustamente facevi questa riflessione di basso grado. È vero che attualmente diciamo che non nei centri autorizzati sono pazienti che devono essere eseguiti secondo dei protocolli, ma di fatto questi protocolli vengono letteralmente eseguiti?
a me sembra che poi in giro nella pratica clinica, ne parlavamo giustamente con Paolo anche ieri con il gruppo, di fatto qui si vedono i controlli di metaplasia fatti annualmente, quindi è difficile poi fare anche una valutazione sul rapporto costo-beneficio perché c'è una eterogeneità anche dei comportamenti.
Ma soprattutto, volendo ritornare al discorso della displasia, ricordiamo pure che esistono anche dati recenti, in gruppi sul register del Netherland Island, di un sottogruppo di pazienti seguiti circa 775 che hanno sviluppato nella displasia di basso grado, hanno avuto un'evoluzione verso una displasia di alto grado in tempi molto brevi.
Anche qui rientra il discorso di altri cofattori, fattori che possono terminare l'evoluzione verso il cancro, quindi tutti gli studi sulla biologia molecolare, quindi un campo ancora aperto di cui non abbiamo ancora delle risposte certe.
Scusami Fabio, sempre io voglio una domanda. A proposito dei controlli endoscopici, quindi su una metaplasia intestinale, quindi un Barrett senza displasia, tu cosa consigli? Il controllo?
Allora, io diciamo quelle che sono ormai la sintesi di tutti gli studi effettuati, di fatto con la metaplasia il controllo andrebbe a tre anni. Il discorso appunto che accennavo prima, come si diceva e si discuteva ieri, il problema è se si va a fare una valutazione sul costo-beneficio, ok, ma queste linee guida, torno a ribadire, le seguiamo tutti, si seguono così alla lettera anche in Italia o la metaplasia meno risulta, anche parlando con altri colleghi,
generalmente chi ha un barret
displasia o non displasia
generalmente non controlla un anno
quindi volevo appunto rimarcare
due anni potrebbe essere
un periodo buono
due anni
potrebbe anche essere
da due a tre anni
ricordiamo pure come
moltissimi anni fa
come era diverso
come erano molto più ristretti
ad esempio nei vari
algoritmi la frequenza dei controlli
Diciamo che di fatto 2-3 anni sono quelli che vengono indicati attualmente, però ripeto che bisogna essere sicuri, applicare sempre le stesse procedure, i criteri di Seattle, classificare bene il Barrett e come sappiamo anche lì sul discorso delle biopsie c'è molto da discutere.
Che mi dici ora del brushing che viene utilizzato?
Sì, allora, diciamo che il brushing è quello che viene utilizzato, ne avevamo visto proprio ieri l'accessorio che è nato ovviamente per un brushing sulle vie biliari che è composto da due spaziole dure e una mordi, più rigide sia nella parte prossimale e distale.
Sicuramente potrebbe essere, almeno sul piano concettuale, una valida alternativa, ma ripeto solo sul piano teorico concettuale perché di fatto in quel modo tu vai ad abbrare l'intera superficie rispetto alle biopsie che comunque o anche applicando il protocollo di siattola a un centimetro di fatto lascia, sappiamo bene, quanta aria di fatto scoperta da un campionamento biologico.
Appunto per questo col brushing potresti prenderlo tutto.
Sì, forse come dicevo, infatti concettualmente e potenzialmente sì, nulla da eccepire, poi sappiamo come dal piano teotico al piano pratico possono poi cambiare le cose.
Di fatto sì, perché tu, ripeto, vai ad effettuare un'abrasione, una rimozione su tutta la superficie, quindi potenzialmente dovresti avere maggiori risultati, ma questo è tutto da vedere ancora.
Però sì, certo, sarebbe una rapida soluzione. Adesso stiamo preparando il paziente, quindi possiamo passare il collegamento.
Se non avete domande...
che è molto più importante la fase di studio utilizzando la MBI, la cromoendoscopia elettronica e la magnificazione.
Credo che meriti trascorrere un po' più di tempo in questa fase per riconoscere poi anche lesioni sottilissime, piccole e da biopsiare in maniera guidata.
Cioè deve entrare, lo dico per me prima di tutto, deve entrare nella nostra mentalità il fatto di riconoscere il pattern, cioè di cominciare a fare un'endoscopia microscopica in pratica.
cosa ne pensi? Assolutamente sì, poi noi abbiamo avuto modo di fare anche altri incontri,
visto come noi abbiamo sempre rimarcato anche sulla parte soprattutto diagnostica l'utilizzo
come accennavo prima delle tecnologie, certo il punto fondamentale è proprio lo studio,
infatti generalmente quando affluiscono qui il nostro polo capigliato da Paolo, noi ristudiamo
i pazienti con tecnologia MBI, magnificazione, che è assolutamente uno studio, un'interpretazione
corretta del pit è fondamentale, è fondamentale proprio come dicevi tu, non solo per evidenziare
eventuali alterazioni morfologiche di rilievo, di rilievi quindi che in caso di positività
necessitano comunque di una mucosectomia endoscopica prima del trattamento o per indirizzare in
maniera mirata sulle biopsie. Sappiamo pure ancora quali sono i limiti nel riconoscere
della displasia, nel senso che in assenza di lesioni morfologicamente evidenti sul pit.
Come saprai, avrei letto anche recentemente su Endoscopy, è stato pubblicato, forse un
pochino enfatizzata anche la valutazione in lì per trovare la displasia, ma generalmente
sono sempre associate a lesioni morfologicamente evidenti sul piano mucoso, è un po' più
più difficile distinguerla laddove non ci sono delle lesioni macroscopiche, però fondamentale
non solo quello che dicevi tu e l'utilizzo della tecnologia, ma l'esatta interpretazione
anche dei reperi e dei punti anatomici.
Io ho visto recentemente sia in Russia che a Düsseldorf, tutta l'equipe endoscopica
è abituata proprio ad analizzare il pattern con grande attenzione, ci passano proprio dei bei minuti e li abituano a dare una descrizione del pattern ogni volta, questa è una cosa che ritengo vada enfatizzata.
Assolutamente sì, anche perché se si vanno poi a studiare queste patologie di nicchia
o anche facendo lo stesso esempio, se noi consideriamo che in Giappone dove l'incidenza
è elevata del tumore gastrico, loro in una mattinata eseguono solo 5 endoscopie di tipo
diagnostico, quindi per dire come l'accuratezza e per sottolineare e enfatizzare quello che
e dicevi tu, sì certo, il pit va studiato, va interpretato, ci vuole un certo training,
abituare l'occhio alle nuove tecnologie, ma sicuramente è una fase assolutamente fondamentale.
Questo non ci sono dubbi, perché ripeto, una non corretta interpretazione può inficiare
su una biopsia che altrimenti potrebbe essere mirata.
Sì credo che sia un cambio di mentalità epocale nel senso che è estendibile anche ad altri campi perché anche recentemente hai visto uno studio francese bellissimo che ha analizzato la possibilità di studiando l'impatto di polipi del colon per esempio di scegliere poi la strategia più corretta.
ad esempio andando ad asportare una serie di polipi
mentre altri con caratteristiche di assoluta benignità
potevano essere lasciati in quel senso
e d'altra parte lo vediamo anche nell'esperienza dei giapponesi
che quando vanno a vedere polipi da sottoporre
lateral spreading da sottoporre eventualmente a MR o SD eccetera
nella loro esperienza vedi già che hanno la capacità di predire il grado di invasività
e di profondità della lesione con molta accuratezza.
Assolutamente, infatti questo era anche uno degli argomenti proprio sul colon
che mi fa ritornare in mente a una relazione che presentai proprio a Palermo
sulle minimal change e sulla possibilità appunto di identificare con le nuove tecnologie
fare una diagnosi e capire su quale lesione o microlesione intervenire o meno.
Sono assolutamente ormai dati di fatto, soprattutto in quei paesi,
il mondo orientale ci insegna, dove loro hanno messo a punto, studiato e valutato
proprio in termini quasi di diagnostica istologica virtuale e con ottimi risultati,
di quantomeno in mano loro, sicuramente c'è da abituare sia noi innanzitutto che le nuove
classi di endoscopisti ad avere un'interpretazione di questo tipo.
Vedo che il paziente viene intubato, in genere facciamo anche insedazione superficiale, basta?
Perché la procedura quanto dura più o meno?
La procedura è se utilizziamo l'alo 360 al circolare come in questo caso mediamente 30-40 minuti, poi in corso d'opera daremo delle delucidazioni circa la tecnica.
sì, generalmente adesso al di là dell'evento congressuale
generalmente facciamo in propo, fol, quasi tutti i trattamenti
salvo condizioni particolari o cliniche del malato
ci sono domande dall'aula?
no, per ora no
volevamo capire prima la procedura se si poteva spiegare
no, va bene, adesso
infatti si vede, è semplicissima
Si vede in corso d'opera, come diceva Fabio, adesso il paziente è stato intubato, quindi siamo pronti a cominciare.
Usa il gastroscopio con la MBI naturalmente, con un distanziatore.
Perché metti il distanziatore?
Allora, come diceva il Minio che voleva anticipare, lo faremo vedere in corso d'opera.
questo è il distanziatore, rifaremo una fase di studio
proprio per ristroneare quello che diceva Luca prima
il distanziatore ci consente di mettere a fuoco
ovviamente meglio le lesioni quando andiamo a fare la magnificazione d'immagine
quindi alla giusta distanza per poter studiare il pit
che appunto forse si vede con la telecamera
ma è il distanziatore
si, ora si vede
è simmetrico, si
Ecco accendiamo, il paziente viene al solito messo in decubito laterale sinistro per una comune endoscopia perché appunto in genere si fa in sedazione profonda senza l'anestesia generale, fare anche in decubito proprio, cioè a supino insomma.
E infatti questo stavamo chiedendo.
Infatti non serviva girarlo.
Stavate chiesto voi?
Sì, chiedo scusa, l'anestesista si è arrabbiato.
C'è un motivo però, anche sì, perché dovendo utilizzare il 360, quindi vedremo le manovre e anche l'accessorio, le dimensioni dell'accessorio, ed essendo intubato noi lo troviamo meglio, l'accesso nell'esopago, anche perché ci troviamo il tubo completamente sforzato alla destra del paziente.
anche perché poi dovremmo entrare con ovviamente sottovisione, quindi con due accessori, il pallone e l'endoscopio quando andremo ad ablare.
Ecco fatto, siamo pronti.
La posizione alcune volte conta molto proprio nel decubito, al di là adesso delle caratteristiche diciamo anestesiologiche,
proprio perché abbiamo riscontrato e visto che spesso in esofagi scoliotici alcune volte
che la non perfetta allineamento sul decubito laterale sinistro induce spesso una riduzione
sul trattamento della superficie, quindi girare il paziente spesso non aiuta.
Bene, allora adesso cominciamo, passiamo alla visione endoscopica, macchinario 2.
Vediamo, c'è la lingua legata.
Ok, c'è un po' di buio.
Ok, siamo in esofago, allora questo era stato già da noi preventivamente studiato.
Ecco, questo quindi era considerato appunto il C0M5, adesso andremo a riprendere esattamente le misure.
Adesso vediamo, ecco, luce bianca e quindi simuliamo un pochino la fase diagnostica.
Quindi è evidente il colore salmone dell'ampio sospetto dell'esofago di Barrett, vediamo come cambia assolutamente la visione con il sistema NBI.
e come diceva prima Luca, la prima fase andando in ordine, la prima fase ovviamente andiamo
a identificare i nostri punti di repere secondo la classificazione di Praga, misuriamo l'aggiunzione,
l'aggiunzione esofagogastrica ormai tutti sappiamo, secondo i criteri di Praga è riferita
al cosiddetto apical fold, sulla porzione apicale delle pliche gastriche, come in questo
caso è emblematico e spesso si discuteva anche ieri, difficile in identificare quella
cosiddetta terra di nessuno tra stomaco e porzione cardiale e porzione squamo colonnare.
Vedete come appare l'aspetto molto frastagliato, ricalibriamo le misure, questa è la porzione
più prossimale, oltretutto raccomandano di non effettuare neanche, di valutarle senza
effettuare grosse insufflazioni, perché la presenza di un'incontinenza piccolenna
negli atale ci può far variare notevolmente nello stesso paziente le visure reali, vediamo
pure come, sappiamo tutti per chi fa endoscopia, come i vasi a palizzata che vengono utilizzati
solamente nel mondo orientale per indicare l'aggiunzione esofagocastrica siano presenti
solo nel 45% dei pazienti. Questa è la porzione abicale, siamo a 40, saliamo verso
l'alto per arrivare al margine prossimale della lesione che è a 33. Vedete come prima
avevo parlato di un C0M5 e vediamo come, vedete, facendo un'esatta valutazione e come può
variare spesso se il paziente non è anche ben sedato, anche durante le procedure che
che noi facciamo col Propofol, gli atti respiratori o la presenza di piccole, come dicevo, flap o ernie iatali incitano sull'esatta misurazione.
Ok, credo che possa riconfermare. Adesso proseguiamo con la detersione attraverso una cannula spray,
RAI con acetilcisteina, primo per ottimizzare la visione in magnificazione e in secondo
per togliere quel microfilm mucoso che si potrebbe inserire, interfacciare tra la superficie
dell'epitelio esofageo e barrettiano e l'ablatore, quindi riducendo un pochino la potenza di
isolette possono essere ancora maggiormente visibili. Ora rimuoviamo un attimo la canola,
facciamo vedere l'utilità del cappuccio ed ecco qua il sistema con cui andiamo a studiare
le aree del Barrett, questo mi rivolgo a Luca che prima aveva fatto una puntualizzazione,
Ti senti Luca?
Sarà sempre battaglia.
Sì, sì, ti sento.
Ok, quindi vediamo come qui c'è un pit con qualche accenno,
perché di fatto questo è un pit di tipo 2 secondo endo.
Dimmi Luca se sei d'accordo.
È d'accordo.
Vedete come c'è un accenno però a una trabecolatura,
si vede molto superficialmente
ovviamente questa è una procedura
adesso per ragioni di tempo
cercheremo un pochino di stressare
ma che noi facciamo in maniera
ripeto, circolare
come in questo senso
vedete in alcuni punti
come il pit pattern
e l'esposizione degli apici ghiandolari
si allunghi
quindi passando ad
ecco, da un epitelio
diciamo di tipo 2
a un tipo 4 specifico per la metaflasia.
Guardate in questo punto, più a scopo didattico,
com'è il passaggio tra una mucosa barettiana
e un epitelio dell'esofageo
con i suoi pit ghiandolari rotondi e del tutto normali.
Questa è l'immagine.
Ok, credo che a questo punto noi procediamo.
A questo punto cosa dobbiamo fare?
Utilizzando, essendo appunto l'estensione dell'esofago
parte abbastanza lungo, utilizzare l'alo 90 o l'ultra 90 ci crea un pochino di problemi
e rischiamo di non essere corretti nella copertura dell'intera superficie del Barrett e quindi
procediamo adesso all'inserimento di un filo guida sul quale poi faremo scorrere il misuratore
il misuratore per la scelta come vedremo poi del catetere ablatore più idoneo, quindi finita questa fase si inseriamo il nostro filo guida,
Ok, ora se la telecamera inquadra, qui abbiamo come prima fase il balloon misuratore,
misuratore dell'endoscopio, inquadriamo, se ce lo fai vedere per favore,
sì eccolo, stanno inquadrando con la telecamera, ecco stanno inquadrando il calibratore,
Questo è il sistema che ha in mano Paolo, questo punto viene dalla macchina, viene insufflato, si fanno due prove senza rimuovere questo involucro, si fanno due prove per testare la tenuta del pallone che ci viene automaticamente data dalla macchina
per cui ci autorizza a inserire il palloncino.
Allora, come si fa in questi casi?
Perché quell'involucro ha una grandezza standard.
Perché ha una grandezza ovviamente standard.
Come si fa? Passo indietro.
A questo punto noi andremo a misurare, a valutare,
per scegliere il palloncino più idoneo, la calibratura dell'esofago.
Da che punto iniziamo?
Generalmente c'è un punto di vento.
Se facciamo vedere, Paolo fa vedere appunto questa scheda dalla quale vengono esattamente presi la misura dell'aggiunzione esofagocastrica, il punto più prossimale dell'estensione del Barrett.
A questo, dall'aggiunzione esofagocastrica, vanno decurtati 12 cm, per cui noi adesso abbiamo identificato un'aggiunzione a 40 cm, cominceremo a calibrare l'esofago a 28 cm dall'arcata dentaria superiore.
Questo perché è corrispondente la differenza fra l'estensione dell'ablatore e per avere una più corretta e uniforme distribuzione delle pressioni lungo l'esofago per una maggior correttezza nella scelta del pallone che potrebbe inficiare sul reale efficacia dell'ablazione.
perché un palloncino non adeguato potrebbe non coprire sufficientemente la superficie
o altrimenti un pallone troppo grosso potrebbe creare lacerazioni o danni sull'esopopo.
A questo punto inseriamo sul nostro filo guida il pallone,
accortezza fondamentale non utilizzare mai gel ma solo acqua
perché questo potrebbe
come dicevamo prima
con il muco porsi nell'interfaccia
e ridurre le capacità ablative
il mafio standard
è uno stiff, quello che abbiamo
non è fondamentale
solo per facilitare
per introdurre il
ok, non lo pure
diamo una ricciatina al pallone
e non so se si riesce a inquadrare
procediamo ovviamente
come tutte le manovre su filo guida
tenendo l'intenzione
scendendo con il calibratore. Dopo avevamo detto 28, c'è il marker, c'è il centimetrato,
quindi noi cominciamo la nostra misurazione a 28. Noi abbiamo un pedale qui, ovviamente
uno bianco, un pedale bianco e uno azzurro con il quale ci si differenzia la parte che
determina l'insufflazione e la desufflazione, se vogliamo, altrimenti la desufflazione come
come vedremo avviene in maniera automatica. Quindi procedo, non so se si può inquadrare
l'ablatore, se spostiamo un attimo il monitor, se sposti proprio tutto il carrello, si vede?
Ok, come vediamo adesso la potenza erogata, questo ci servirà nella seconda fase, si
vede l'energia che distribuirà in joule su centimetri quadrati e in questa fase invece
c'è il diametro del pallone, le misure che ci darà durante la manovra che andremo ora
a fare, quindi cominciamo a 28 cm, ci riponiamo a 28, schiacciamo il pedale bianco e automaticamente
comincia a insufflare il pallone, raggiunge l'estensione massima, giunta a contatto con
con la parete, in questo caso ci dà il diametro del pallone raggiunto e invece il diametro
del pallone raccomandato, cioè del palloncino ablatore e cominciamo a segnare su quel foglio
come dimostra adesso Fabio Carpio, comincia a segnare le varie misurazioni. Dopodiché
si deflette automaticamente
passiamo centimetro per centimetro
alla nuova calibrazione
quindi siamo partiti da 28
andiamo a 29
28 e 4
dichiarato dalla macchina
consigliato 28
procediamo ancora a 30
29 e 2
consigliato 28
si, non lo sento scoperto
31
31, centimetri dall'ADS, mi riferisco sempre, riscontrato 36, consigliato 28, 32, calibrazione
del pallone 29,3, consigliato 28, andiamo a 34, 31,6, 31 raccomandato dalla macchina,
Siamo a 34, stessa calibrazione, a 35 e questo dimostra, come vedete, siamo a 37, il pallone, diciamo la misurazione, quindi come vedete è andato oltre la sua estensione, quindi dice che siamo praticamente a livello cardiale, quindi nella giunzione esofagocastrica.
Quindi per sicurezza in questi casi se ne procede ad un'ulteriore misurazione per avere conferma, come vedete continua, per cui siamo passati attraverso lo stomaco, 37 per due calibrazioni e successive, non trovando resistenza e come hai visto è andato addirittura a confiarsi oltre i 37.
ma questo non era un'interlocuzione con te, era per didattica
ci mancherebbe
ok
commenti dalla sala ci sono?
è un po' lungo ma tutto sommato abbastanza rapida
come sembra lungo e complessa la manovra
ma assolutamente non c'è
ok iniziamo
adesso torneremo
Allora per illustrare perché questo promemoria
Qui ci ha dato praticamente l'indicazione su quale pallone ablatore utilizzare
Ovviamente si fa una media decurtando la pressione minore e la maggiore
e vedendo qual è il numero
quindi noi abbiamo 4, 28
di misurazione, 28 mm
e un 31 ovviamente la scelta ricade
su quello inferiore a 28
non so se sono stato chiaro
sicuro, vabbè chiaramente
è una misurazione un po' empirica
e quindi
ci può essere una certa
differenza
tra i centimetri
che avevi misurato endoscopicamente
e adesso col pallone
il pallone è un pochino più rigido
esatto però non arriva prima non va a inficiare però sul risultato finale di fatto è una perché
non sono grosse variazioni di calibro stessa procedura anche qui il pallone che vedrà la
radio questo è il solenoide diciamo col quale darà la scarica radiofrequenza ricordando che
che praticamente il principio fisico è come quello del fondo forno a microonde,
praticamente va a fare per un frictional heating, va ad agitare lo stato molecolare delle molecole d'acqua nelle cellule
e quindi le porta ad una rapida vaporizzazione.
detto questo
ok, allora
stiamo calibrando
aspetta, aspetta
lo devi far vedere
ok, hai visto?
allora, stiamo
ok, ha calibrato a 28
prova a gonfiarlo
ecco come si gonfia
bene, la macchina è stata
calibrata in questo caso in presenza
di displasia
distribuirà un'energia di 12
joule per centimetro quadrato
Questo ovviamente lo impostiamo noi, quindi procediamo all'introduzione, ci poniamo a 25, dopodiché togliamo il cappuccio all'endoscopio ed entriamo in parallelo.
Allora in questa fase solo un piccolo consiglio tecnico proprio perché di voi la ha già praticato questa tecnica, si sarà reso conto già personalmente anche del come sia importante commettere in parallelo, noi preferiamo sul lato destro rispetto al pallone ablatore perché ci consente poi di dare una maggiore solidarietà perché vedremo poi la manovra se riusciremo a inquadrarla.
entriamo in parallelo
ecco qua
scendendo per avere
come vediamo perché a un certo punto
ne dovremo solidarizzare qui
con
in questo modo tutto il sistema
una volta che ci siamo
posti a una distanza
ecco al di sopra
idonea al di sopra del pallone
per poterne vedere
la
diciamo la l'inflazione e il se possibile sotto visione ottimale allora scendiamo a 28 vediamo
il come se riusciamo a coprire dobbiamo venire assolutamente la porzione più prossimale ci
aiutiamo anche con l'ambiente come vedete dobbiamo scendere in questo modo giriamo intorno al per
in maniera circolare per valutare quale sia l'opzione migliore, scendiamo un attimo con
il catetere per avere più visione, qui sotto c'è la parte più, abbiamo detto che arrivava
a 28, quindi vediamo, alcune volte si può anche abbassare il pallone, ritirare l'endoscopio
per avere quando non si è sicuri della porzione prossimale, ecco qua, vedete, ok, ritorniamo
Facciamo in modo che il solenoide di me…
Fabio, volevo chiederti, ho visto che le misurazioni sono molto accurate, ma il fatto di controllare endoscopicamente è qualcosa che ti dà una maggiore garanzia di precisione?
Sì, sì, certo, indubbiamente, maggiore garanzia perché sì, le misure sono molto precise
diciamo dal punto di vista tecnico, poi di fatto come hai visto
come il pallone si è andato già nello stomaco
diciamo non corrispondente alle prime misure da noi effettuate
quindi adesso andiamo in insufflazione
in questo momento si aspira
ecco, volendo fare una visione del pallone
ecco qui
è in massima tensione
si mette in aspirazione il tutto
per aderire maggiormente
e si dà l'ablazione
ecco qui
se c'è troppo buio
si riesce a vedere alcune volte il vapore
ok
andiamo a controllare se eravamo
posti in una posizione buona
si, si scende
sappiamo che
è 3 cm
la porzione
è diciamo del solenoide, la superficie, la lunghezza che determina l'ablazione, ritiriamo
a questo punto e ci andiamo a sovrapporre alla parte prossimale ablata che è molto visibile
e vi andiamo in insufflazione, ripeto alcune volte capita di fare queste manovre anche
anche un pochino alla cieca, però è sempre preferibile mettersi a monte del pallone,
quindi dovremmo esserci con le misure perché a questo punto abbiamo abblato ben 6 cm e
come vedete siamo arrivati però a livello della giunzione di fatto, in questi casi noi
noi in genere, di nostra iniziativa così un pochino intuitivamente e avendo visto nei
controlli, nel follow up con Paolo, alcune volte quando c'erano piccole recidive a livello
giunzionale o piccole isolette, abbiamo cambiato atteggiamento e quindi nella porzione, giunti
appunto nella porzione dell'aggiunzione esofagogastrica, se siamo proprio al limite, spesso andiamo
a rifinire anche la porzione cardiale, perché di fatto proprio come dicevamo con Paolo
ieri un lavoro da un'attenta revisione della letteratura, diceva infatti Paolo ieri che
il 50% delle recidive che loro hanno avuto, recidive intese anche come minime isolotti,
lo hanno avuto, intese come recidive, le hanno avuto proprio in prossimità della giunzione
cardiale, tant'è vero che pure Bergman procede all'ablazione di quella cosiddetta terra di
nessuno, per cui è solo un fatto più che altro, ripeto, tecnico, concettuale, probabilmente
che anche noi abbiamo sempre utilizzato, perché ovviamente pure noi quelle piccole recidive
che abbiamo avuto in quella sede sono state attribuite ad una non perfetta ablazione della
zona cardiale.
Il professor Leggiò che ci chiede un momento la linea perché vuole vedere a che punto
è arrivato e quindi passiamo la linea alla sala 1.
Allora, adesso vi faccio vedere la pelvi dal buco della chiave, vedete qui ho aperto il peritoneo, siamo arrivati al peritoneo, vedete questa apertura qui è il peritoneo della parete anteriore del retto che è stata preparata e qui siamo in cavità peritoneale, quindi ci siamo fermati.
Adesso io lo richiudo per farvi vedere che siamo arrivati fino alla riflessione peritoneale. Mi leggi questa pinza a chiudere? Un giorno quando avremo l'attrezzatura chiaramente riusciremo a entrare e fare anche il tempo addominale da questa via.
Oggi solo in casi che hanno un doligo sigma, che hanno una situazione particolare. Vi voglio far vedere adesso la parte di sotto, sollevo il moncone, così facciamo vedere il pavimento pelvico.
Ecco, si è raccolto un po' di liquido ma chiaramente non c'è nessun sanguinamento, adesso stiamo spingendo praticamente lo stampo, il moncone del retto, lo stiamo spingendo dentro il peritoneo,
Questa è la parte affondata del lume con una sutura e quindi adesso laviamo con betadine e poi cominciamo il tempo addominale.
Vedete le due chiappe del retto posteriore molto ben evidenti che si chiarificano, purtroppo è un soggetto obeso in condizioni particolari per cui non possiamo aumentare la pressione molto per le condizioni generali del paziente,
se no il retto, mettendolo in trender, a questo punto va proprio completamente dentro la cavità
addominale. Io penso che sia abbastanza chiaro, faccio vedere una visione laterale, così
avete visto tutte, adesso per far vedere una visione d'insieme, chiaramente abbiamo messo
ecco c'è quest'altra parte
che sta tutta
isolata
stiamo proprio alla riflessione peritoneale
su in alto
penso che sia abbastanza chiaro il quadro
il mesoletto è tutto preparato
a questo punto facciamo il tempo
addominale
e poi la
coloano che vi risparmio
vedete davanti
siamo arrivati proprio alla riflessione peritoneale
e l'abbiamo aperta
Adesso torniamo un po' per darci un ritorno indietro, così vedete meglio.
Ecco, aspetta, è libero questo, così lo libero bene.
Si vede in alto la prostata, lateralmente si intravedono le scighette seminali qui,
e più avanti il peridoneo.
Se ci sono domande, mi pare che il quadro sia abbastanza chiaro,
L'ordine è tutto isolato, qui siamo proprio sullo sfintere, vedete questa qui che sto toccando è il margine della mucosa, questo è il muscolo sfintereale, questi sono gli elevatori.
Il quadro è un'anatomia abbastanza divertente, qui sotto si intravede la vescica, questa è la capsula prostatica e qui le vescichette. Ci sono domande? Dalla sala? Allontano via via così usciamo con lo strumento e cominciamo il tempo a dominare.
Sono Lorenzo Norberto.
E non ho il ritorno audio.
Fausto?
Fausto?
Ok, Emanuele.
Emanuele?
Sì, mi segui?
Sì, sì, abbiamo sentito benissimo.
Si vede chiaro l'immagine?
Assolutamente sì.
Molto bene.
Le immagini sono abbastanza chiare.
Erminio?
Sì.
Stiamo rientrando un attimo.
Sono Lorenzo Norberto.
Io ti sento bene.
Vedete?
sto toccando sopra
la vescica
va bene?
molto bene
lì si vede l'apertura del peritoneo
grazie
buon lavoro
non so se è il caso
di far vedere una colonna
anano, colonna anale
ma avete visto chissà quante
e lo stesso la parte
laparoscopica che facciamo da sopra
molto bene
buona giornata e buon lavoro
complimenti per i risultati
era Lorenzo Urbetto che ti voleva fare i complimenti
mi dai per cortesia
una pezza?
ok allora ritorniamo in seconda sala
che Fabio sta cominciando
l'ablazione
poi mi dai la cosa
bene
iniziamo la seconda fase
la fase poi conclusiva di fatto
vedete come dopo la prima
ablazione con radiofrequenza
Siamo arrivati a coprire il margine prossimale, questa è una visione come vedete fino all'aggiunzione e quindi inizia la fase del curettaggio, quindi della rimozione di questo tessuto ablato con un cappuccio abbastanza morbido.
e facendo ovviamente con questi movimenti andiamo a rimuovere per poi procedere al secondo
contatto con la superficie con l'ablatore, proprio appunto per rimuovere al massimo ogni
fonte di ostacolo a una distribuzione uniforme. Ci siamo dimenticati una cosa da dire, che
la macchina oltretutto anche qui indica sia l'energia liberata sia la quantità, diciamo
in termini percentuali, di superficie coperta dall'ablazione. Quindi noi possiamo renderci
conto anche se l'ablazione che noi abbiamo indotto in quel segmento è efficace, ottimale
o meno. Quindi una volta finita questa fase di rimozione passeremo nuovamente l'ablatore
con le stesse modalità del primo passaggio e l'applicazione si conclude qui.
Dopodiché noi eseguiamo questi interventi dopo i primi regime ambulatoriale
e il paziente viene dimesso con terapia con inibitore di pompa protonica a doppio dosaggio,
mattina e sera mantenuto a dieta liquida per 24 ore o 48 a secondo del risultato dell'esofago
perché abbiamo trattato tra l'altro un altro argomento importante sul Barrett, il Barrett
insorge anche negli operati, negli operati, nei gastricomizzati abbiamo quadri, non solo
solo gastrectomizzati, noi abbiamo anche dei casi qui grazie al lavoro della chirurgia
toracica anche di Barrett insorti su esofago colon plastica, sicuramente nei gastrectomizzati
il reflusso biliare come tutti sappiamo forse ha azioni anche più aggressive e deleteri
dell'acido stesso. Quindi anche lì...
Non fai una seconda ablazione adesso?
Come?
Non fai una seconda ablazione adesso?
Sì, sì, sì, come no?
Fabio, posso farti una domanda?
Quando ti trovi di fronte a un long barret, c'è una misura particolare?
Ah, ok.
Se c'è un long barret, sì?
Tu fai sempre in un'unica seduta il trattamento o c'è una misura oltre la quale programmi l'intervento in due sedute?
No, noi eseguiamo sempre, indipendentemente dalla lunghezza, in un unico trattamento.
Questo era abbastanza long.
Beh, ne abbiamo fatti, come dicevamo prima, e anche con soddisfazione, ripeto, quei giovani inviatici dal Barmin Gesù, operati in età pediatrica, con dei Barrett, tra l'altro anche un collega, un ragazzo, con dei Barrett molto più lunghi, perché siamo arrivati a 13, in parte circolare, adesso non lo ricordo esattamente, comunque era un CM13, e tra l'altro uno con una displasia di basso grado.
e che stanno già concludendo
la fase di studio
e abbiamo di fatto un esempio
a campionamento ad ambe due
e abbiamo chiuso
almeno per il momento
i loro due casi con esito positivo
poi ovviamente essendo
un discorso di trial, di studio
ovviamente applicheremo poi
dei controlli anche biottici
per la nostra raccolta dati
però no, sempre in un unico
assolutamente in un unico trattamento
indipendentemente dalla lunghezza
Ti ringrazio anche perché questo è inerente anche ai costi delle sedute e fra l'altro penso che sia corretto, ma rispondimi tu che hai una grande esperienza, trattare con il 360 anche casi in cui l'emme o meglio la lingula si estenda per parecchi centimetri
ma è difficile trattare anche proprio per i costi una parte del trattamento con un 360
e le lingue con un 90.
Sì, ma anche per una questione di tempo, noi ci regoliamo indipendentemente dalla circolarità,
come in questo caso, o meno del Barrett, ci regoliamo sull'estensione, sulla metodica
che ci possa far affrontare in maniera più rapida e a più basso costo, anche perché
questo, come tanti altri interventi endoscopici, come diceva anche Paolo stamattina, non sono
tra l'altro neanche riconosciuti, noi abbiamo, scartabellando nel vetusto di RG, trovato
qualcosa che potesse più o meno assimilarsi, anche perché considera che facciamo trattamenti
ambulatoriali. Possiamo ritornare un attimo a luce bianca,
alcune volte è quello che rimane
quando questa specie di porosità
non è tessuto coagulato residuo
è un pochino l'effetto termico
forse che ha raggiunto un pochino più in profondità
il purettaggio credo che sia abbastanza sufficiente
ottimale
prima di uscire posizioniamo il filo guida
per consentire poi il passaggio successivo e definitivo del trattamento.
Adesso con questa manovra usciamo l'endoscopio,
rintroduciamo il pallone ablatore cercando di riassemblarlo quanto possibile,
posizioniamo a 28, rientriamo con lo strumento,
abbiamo qui questo punto
solvidenziamo il sistema
scendiamo
vedete in alto
scendiamo un po'
ecco scendiamo
nella zona cavaliere
ecco qua
scendiamo l'endoscopio
ok
andiamo in posizione
direi buona
ok andiamo in MBI
procediamo nuovamente
all'insufflazione
aspiriamo
100% di liberazione
gastrica, possiamo concludere qui, vediamo un attimo l'esito, possiamo pure ritornare
a luce bianca, vediamo se ci sono fonti di sanguinamento, abbiamo coperto completamente
l'intera superficie, per cui riprendiamo tutto il sistema e a questo punto l'intervento è
concluso.
telefono spento, quindi non mi puoi chiamare sul telefono. Sì, arrivo un attimo. Io direi
che a questo punto noi purtroppo non vi sentiamo, non vi sentiamo. Controlla, non sentiamo loro.
Non torno neanche io. Pronto Erminio, non ti sento più, quindi comunque noi abbiamo
Abbiamo finito tutta la nostra sessione, non abbiamo più niente da trasmettere e quindi chiuderei il collegamento. Saluti a tutti, non so chi c'è, ho sentito Luca Rodella, Lorenzo Norberto, Nico, Erminio, tutti quanti, grazie dell'attenzione, scusate se c'è stato qualche problema nelle connessioni, però direi che è andata abbastanza bene.
Bene, abbiamo fatto secondo il programma e quindi arrivederci alla prossima volta.
Ciao a tutti, grazie. Ringrazio molto anche i tecnici che si sono prodigati, peraltro anche io siamo stati tutta stanotte, cioè fino a mezzanotte, a mettere a posto i fili, eccetera,
Che purtroppo c'è sempre qualche inconveniente, qualche filo rotto, qualche spina che non si collegava bene, eccetera.
Poi il collegamento, purtroppo queste cose sono sempre un po' estemporanee e quindi lasciano il tempo che trovano, però comunque direi che è andata abbastanza bene e abbiamo fatto vedere abbastanza belle cose.
Di nuovo ciao a tutti e grazie.
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