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29° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM SALA AZZURRA Robotic multiplex partial nephrectomy for oncocytoma G. Ceccarelli, M. De Rosa, W. Buggiantella, L. Mariani, F. Ermili, M. Longaroni, M.T. Federici, M. Boni
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Ceccarelli c'è? Sì, c'era anche prima. Potrebbe essere poco andato via. E quindi nefretomia parziale, siamo ancora nella nefretomia parziale.
Vuoi partire? Grazie. Allora, questo è il caso di una donna di 43 anni.
Allora, noi normalmente non facciamo chirurgia urologica, ma spesso si ereditano dei pazienti che magari hai operato per altre cose, quindi ti ritornano.
una paziente che è arrivata con una duplice lesione del rene destro
una al polo superiore di circa un centimetro e mezzo
e una al polo inferiore di tre centimetri
in accordo con gli oncologi e coscienti del fatto che poteva poi
a seconda del risultato istologico andare ad una nefrectomia
si è scelto di non fare un esame bioptico preoperatorio
Ma di fare un'enucleoresezione. All'esame istologico definitivo poi sono venuti due oncocitomi. Abbiamo scelto la via robotica, decubito laterale sinistro. Non abbiamo posizionato il quarto braccio e abbiamo lavorato semplicemente con la pinza monopolare. Pinza monopolare e pinza da presa.
L'isolamento era una paziente che aveva una arteria renale, una polare inferiore che originava direttamente dalla orta, questo è l'isolamento dell'arteria renale che viene sottopassata su un loop, si completa la dissezione, la preparazione del polo superiore, viene fatto un sampling linfonodale che è risultato negativo.
Noi prepariamo sempre, appoggiandole al peritoneo, le suture che poi ci serviranno per il completamento dell'emostasi e per la chiusura della breccia.
Quindi le appuntiamo e le lasciamo in addome.
Normalmente usiamo un monosin 3.0 con un fermo.
Viene fatto in ischemia calda il primo nodulo che viene asportato.
Vedete pronta la sutura che era stata messa. Le posizioniamo in addome al fine di ridurre i tempi dell'ischemia calda. Quindi ce le teniamo già pronte all'interno dell'addome per abbreviare per quanto sia breve il tempo nel passare il filo in addome.
Vedete c'è una clip di un hemolock, viene data una seconda clip fatta scivolare e su questa viene annodato. Il movimento dell'annodare, del dare il nodo è indubbiamente molto più rapido e intuitivo in robotica rispetto alla laparoscopia convenzionale.
Andiamo allo scollamento, il secondo nodulo era al terzo inferiore, labbra anteriore del rene, ripeto con un riscontro preoperatorio di una polare inferiore, prepariamo l'uretere nell'ambiente del gerota, qui c'è l'arteria polare inferiore, viene anche questa sottopassata su un vessel loop per agevolare il posizionamento del bulldog robotico.
Anche qui prepariamo i punti, il posizionamento del buldoghino e iniziamo come nel caso del collega di poco fa, anche in questo caso la neoplasia arrivava fino a un calice.
Quindi viene fatta una sutura continua, viene praticata, il tempo dell'intervento è stato complessivamente 120 minuti, quindi due ore, qui il secondo piano che viene praticato, è stato posizionato un drenaggio che è stato rimosso in terza giornata e la paziente è andata a casa in quarta giornata.
Questo logicamente sono risultati due oncocitomi, abbiamo un follow up molto breve perché è l'intervento di quattro mesi fa, quindi comunque viene fatto un prelievo per l'esame di linfonodi prossimali.
Quello che vorrei sottolineare è la nitidezza dell'immagine che in tridimensionale è eccellente, cioè vista in tridimensionale è veramente molto chiara e agevole, è una dissezione che è molto agevole.
Grazie.
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