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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Luca Aldrighetti Epatectomia Sinistra mini-invasiva robotica Unità di Chirurgia Generale Epatobiliare I.R.C.C.S. Ospedale San Raffaele
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Dimmi tu Francesca, quando posso introdurre un po'.
Ecco, adesso l'audio è perfetto.
Bene, anch'io ti sento Marco, se possiamo alzare un po' il volume.
Se volete, se hai qualcuno che possa presentare il caso che stai contando.
Assolutamente sì, innanzitutto Marco consentimi di ringraziare come sempre il professor Palazzini
perché un invito a questo evento è motivo di orgoglio per qualsiasi chirurgo e quindi
voglio ringraziarlo anche perché in questi tempi difficili che ci sia qualcuno che riesce
ancora a realizzare eventi di così alto profilo è motivo di gioia un po' per tutta la comunità
chirurgica. Prima di lasciare alla dottoressa Ratti la presentazione del caso, volevo introdurre
questo argomento, il fatto che oggi operiamo col sistema robotico da Vinci, per me è una
premiera al Palazzini, credo sia noto che noi ci siamo dedicati per molto tempo alla
la chirurgia mininvasiva del fegato coltivando l'approccio laparoscopico, ma ultimamente
abbiamo realizzato quanto anche nel fegato la piattaforma robotica sia in grado di contribuire
per dare valore, efficacia e sicurezza alla chirurgia epatica e quindi abbiamo avviato
un programma di chirurgia robotica e quest'anno abbiamo deciso di presentare al Palazzini
un intervento condotto per via robotica, quindi chiedo già sin d'ora eventualmente scusa
ai colleghi se qualche imperfezione emergerà nella mia tecnica, ma è l'impegno di un neofita
entusiasta. Ciò detto, lascio la parola alla dottoressa Ratti per la presentazione del
il caso. Grazie di essere qui con noi oggi, l'intervento che andremo a realizzare è un'epatectomia
a sinistra, come diceva il professor Aldrighetti, con un approccio mini-invasivo robotico.
Questa è la presentazione del caso, se mi danno la slide successiva, per favore. È
una giovane donna di 44 anni, con dei dati antropometrici che trovate qui indicati, 54
64 kg di peso, 1,77 di altezza, 17 di BMI, quindi una donna con dei dati antropometrici che rivelano la sua fisicità lungilinea.
Dal punto di vista dell'anamnesi patologica remota nessun dato di comorbidità di rilievo, in anamnesi chirurgica ha un'appendicectomia e una rinoplastica.
È una donna che ha assunto per un lungo tempo una terapia estroprogestinica per circa 15 anni per una concomitante presenza di un ovaio micropolicistico
e recentemente, circa due mesi fa, si reca in PS per comparsa di un dolore addominale epigastrico acuto
che regredisce parzialmente con gli antidolorifici e in pronto soccorso, oltre agli esami matochimici di routine che non rivelano nessun dato particolare,
Viene riscontrata all'ecografia la presenza di una massa epatica in corrispondenza dell'emifegato di sinistra.
La paziente viene poi dimessa dal pronto soccorso e le viene indicata la necessità di eseguire un approfondimento con una risonanza magnetica.
Alla risonanza magnetica che la paziente esegue viene confermata la presenza di un'alterazione focale epatica con una caratteristica imaging compatibile con una denoma,
croma, ricostruendo la storia quindi una delle possibilità è che il dolore sia comparso
in seguito ad un episodio di microsanguinamento intralesionale, lesione localizzata in corrispondenza
dell'emifegato di sinistra, quindi in corrispondenza del secondo, terzo e quarto segmento epatico
con delle dimensioni complessive di circa 85 x 70 mm, con un rapporto che poi andremo
a vedere importante con le sovraepatiche media e sinistra e condizionante una lieve ectasia
delle diramazioni biliari periferiche del secondo e del terzo segmento. Nella slide
successiva vediamo la lesione che presenta il caratteristico enhancement arterioso dell'adenoma.
Dal punto di vista dell'anatomia vascolare arteriosa vedete che la lesione è piuttosto
quindi si trova al di sopra del piano ilare e come anatomia arteriosa non abbiamo delle segnalazioni particolari,
nel senso che l'anatomia è una anatomia normale, quindi non abbiamo presenza in particolare di rami accessori
che provengono dall'arteria epatica di sinistra.
Nella slide ancora successiva vediamo un dettaglio dell'anatomia portale.
nella prima immagine a sinistra nella slide vediamo l'anatomia portale di destra che è normale
nell'immagine centrale l'anatomia portale complessiva con appunto un quadro di assoluta normalità
e vedete che in realtà la lesione si localizza in un piano superiore più craniale rispetto al piano portale
infatti il rapporto problematico come possiamo immaginare già da questa immagine
ma che vedremo un po' più in dettaglio nella slide successiva
Il rapporto problematico è più che altro con l'asse sovraepatico, vedete qui la lesione con un dettaglio del suo rapporto con la vena sovraepatica mediana che è quella che vedete passare esattamente in adiacenza medialmente alla lesione e quindi di fatto uno dei temi che andiamo ad affrontare durante l'intervento di oggi è il tema sull'eventuale possibilità di preservare la vena sovraepatica mediana oppure no.
Cosa che andremo a definire durante l'intervento, il planning ovviamente è quello laddove è possibile di preservare lo scarico da parte della sovraepatica mediana, qualora non fosse possibile l'intento è comunque preservare lo scarico venoso dell'ottavo segmento che drena con un ramo molto voluminoso all'interno della porzione più craniale della sovraepatica mediana e quindi preservando lo scarico venoso di questo segmento.
Grazie.
Allora, se Marco non ci sono da parte tua considerazioni sul caso, ma se ci sono ti
prego di farle, io procederei un po' nella descrizione.
Sì, volevo chiederti, ma forse lo stavi già facendo, se ci anticipi quello che sarà la
tua come dire strategia nella nel susseguirsi dei tempi dei tempi chirurgici e domanda collaterale a
questa se il tuo tip il se questa strategia con l'uso del robot si è modificata sia per necessità
non so, di applicazione appunto della macchina rispetto a dei tempi che invece magari fai
ancora in laparoscopia o cose del genere. Perfetto, ti ringrazio, domande assolutamente
interessanti, dal punto di vista di strategia generale, noi abbiamo pianificato ovviamente
un'epatectomia sinistra con certamente la sezione dell'avena sovraepatica di sinistra,
mentre per quanto riguarda la sovraepatica mediana cercheremo di preservarla se è possibile,
se invece è possibile e non è, cercheremo quantomeno di preservare il punto di ingresso
del ramo del segmento 8, in maniera tale da poter assicurare il suo deflusso.
Quindi come tempi operatori, accesso approccio ilare primario, perché questo è l'approccio
di scuola, preparazione extra parenchimale dell'asse vascolare arterioso e portale di
di sinistra, successivo loro clampaggio, verifica ecografica e attraverso la somministrazione
del verde di indocianina di adeguata perfusione dell'emifegato di destra, manovra di pringol
e transizione parenchimale con accesso alle sovraepatiche al termine dell'intervento.
Per quanto riguarda l'approccio robotico direi che questo consente di ottimizzare questo
questo tipo di tempi operatori, vedete nello specifico qui il mio lavorare sull'asse arterioso
e credo che possa emergere in maniera abbastanza evidente come la via robotica, vedete che
che consente un agio di manovra che è certamente diverso rispetto alla via laparoscopica che
invece purtroppo in qualche modo è condizionata dagli strumenti e dai piani e quindi un po'
limitata in questa libertà di movimenti, è come se in qualche modo attraverso i robot
fosse possibile riprodurre una gestualità della chirurgia open che avevamo abbandonato
non tanto per piacere quanto di necessità. È anche importante dire, mentre sto passando
posteriormente all'arteria, vedete un calibro molto significativo all'arteria per i segmenti
2 e 3, è anche molto importante notare, perché questo lo vedrete adesso da subito, che è
una chirurgia che premia come mai in passato l'approccio di squadra, abbiamo il chirurgo
alla console e abbiamo il chirurgo al tavolo operatorio che lo vedrete di volta in volta
volta nel corso di intervento assumono in qualche modo la leadership chirurgica, quindi
è una chirurgia di grande condivisione, mi è piaciuto coniare il termine di leadership
condivisa perché credo che sia decisivo per questo tipo di intervento, lo è sempre in
chirurgia, ma in questi interventi robotici lo è particolarmente.
Avete visto, peraltro presento il chirurgo alla console che è il dottor Marco Catena, non so se è possibile inquadrarlo, che di fatto è cooperatore con me e che credo sia anche noto a tanti colleghi per il suo valore, incluso credo Marco, che hai già modo di conoscerlo e di apprezzarlo.
vedete le manovre come in realtà si svolgono in una simbiosi tra chirurgo alla console
e chirurgo al tavolo, guardate i movimenti, le manovre, vedete che io sto parlando con
voi, ma nello stesso tempo vedete come ci muoviamo insieme, questo credo sia un valore
aggiunto, da molti viene visto come un limite della robotica, per me invece è ovviamente
la possibilità di arricchire tecnicamente l'intervento di una competenza maggiore e
vedrete anche al momento della transizione come questo si riveli importante.
importante. Scusami, volevo solo dire perché non era in streaming il momento in cui l'hai
fatto, che hai già passato il laccio sull'intero peduncolo per eventualmente fare la manovra
di Pringle, ecco questo si vede molto bene adesso. Perfetto, ti ringrazio per questa considerazione,
vedete anatomicamente, ecco qua il forame di Winslow, la vena cava retroepatica, vedete
che in questo momento ancora non abbiamo quella condizione di ipovolemia durante la quale
condurremo la transsezione, perché è anche importante ovviamente che il tempo dell'ipovolemia
che un pochettino, e chiaramente rende un pochettino più critica la situazione, venga
ove possibile concentrato solo al momento della transizione. Quindi vedete la vena cava
ancora un po' rigonfia, vedete il forame di Winslow, il peduncolo epatico dove grazie
all'anatomia favorevole di questa signora, vediamo la via biliare, vediamo l'arteria
epatica comune, o meglio l'arteria epatica propria, dopo l'origine dell'arteria gastrodenale
in questo punto, vediamo qui, vedete la separazione tra arteria epatica di sinistra e arteria
epatica di destra che possiamo seguire e che vi segnalo, questo non credo graverà
sull'intervento di oggi, ma vedete come l'arteria epatica di destra in questa paziente passa
anteriormente alla via biliare, vi ricordo questo può essere nelle colecistectomie un
elemento un po' critico, vedete come qui ovviamente abbiamo una dimensione dell'arteria
che certo non la fa confondere con la cistica, ma vedete cosa accade quando l'arteria epatica
di destra passa anteriormente alla virbiliare, che questo è il dotto cistico, questo è
il triangolo di Calot, ma vedete che il triangolo di Calot è attraversato dall'arteria epatica
di destra, questo può essere giusto una notazione per i colleghi giovani, un elemento utile
a cui prestare attenzione durante la colicistectomia. Qui vediamo l'origine anche dell'arteria
per il segmento quarto e vedete come il chirurgo alla console sia autonomo nella gestione della
telecamera e questo ovviamente è un altro elemento di vantaggio. Vedete il chirurgo
al tavolo come di fatto non solo contribuisce, qui vedete è la mano ferrea del Dottor Catena
e vedete come si lavora davvero insieme in una simbiosi che io trovo da un certo punto
di vista entusiasmante, perché la chirurgia robotica che è sempre stata considerata una
una chirurgia un po' autistica del chirurgo alla console, diventa invece una chirurgia
di compartecipazione.
Ecco, chiedo alla regia, dai colleghi del San Raffaele della parte tecnica, perché
chiedono sulla chat se è possibile avere in cartouche un'immagine con il posizionamento
posizionamento dei trocker. Bellissimo, giustissimo, fondamentale, se non è possibile farlo in
contemporanea ci possiamo fermare perché è davvero fondamentale, il robot ovviamente
impone delle attenzioni nel posizionamento dei trocker, certamente rispetto alla chirurgia
la paroscopica è meno dinamico, perché chiaramente ha bisogno di spazio di manovra,
quindi il posizionamento dei trocker è fondamentale, bisogna rinunciare, questo credo sia uno dei
punti fondamentali di partenza, bisogna rinunciare all'idea di utilizzare le idee laparoscopiche
e trasferirle usando i robot, bisogna accettare, ma questo credo sia parte di solito e abbastanza
nel DNA dei chirurghi, accettare quello di rimettersi in discussione e riconfrontarsi
con un approccio nuovo. Per cui i trocar, se riuscite a vederli, magari
Magari lascerei descrivere direttamente alla dottoressa Ratti che credo abbia il microfono
o al dottor Catena se è possibile microfonarlo.
Dovremmo avere la telecamera esterna posizionata un po' più verso i piedi della paziente
perché purtroppo sono coperti dai bracci robotici adesso.
Certo, certo. Quando tutto è a posto poi magari chiederei al dottor Catena di descrivere
descrivere anche un po' la logica con cui vengono messi i trocker robotici, la filosofia,
il concetto di fulcro, il concetto di asse, di organo target, insomma un pochettino quello
che è la logica, perché in effetti la parte che riguarda il posizionamento dei trocker
è molto importante e ovviamente anche la parte che riguarda il posizionamento del trocar
barra dei trocar laparoscopici. Prima di dargli la parola approfitto anche, anzi magari lascio
il Dottor Catena anche a presentare la nostra strumentista che ovviamente completa la squadra
chirurgica, questo è molto importante e poi darei anche la parola alla nostra anestesista
che è la dottoressa Reine che come vedremo lavorando sulle sovraepatiche entra a far
parte di fatto della squadra chirurgica perché è quella che ci consente l'intervento.
Nel frattempo mi zittisco. Possiamo avere al posto dell'immagine degli esterni, delle
persone magari intanto l'immagine degli esterni sempre in piccioli in picciola del del campo se
è possibile ma marco non puoi rinunciare a vedere di persona la nostra bellissima squadra
vai marco arriva
sì noi l'abbiamo perché brava poi anche che è bella e brava e si chiama la dottoressa martina
bernazzani dalle altre fettucce marco strumentista esperta di chirurgia laparoscopica e che cresce
con noi nell'expertise della chirurgia robotica e quindi con piacere è con noi al tavolo.
Buongiorno a tutti.
Buongiorno, per fortuna, scusate, vi fa molto piacere che si possa ancora dire di una persona
brava, voi che la vedete anche non coperta dalla mascherina, che è anche bella, ormai
il politico rischia di rendere offensiva una notazia, questo è un mio…
No, bravo Marco, mi fai piacere, hai ragione, hai ragione Marco, adesso in questo mondo
tutto è diventato così, come dire, stressante, anche i rapporti tra le persone, ogni commento
fatto con dolcezza e con affetto diventa mal interpretato. Vai Marco, parliamo dei trocar.
Una volta esaurito l'argomento Martina Bernazzani, ritorniamo sul posizionamento dei trocar,
noi siamo partiti oggi con l'induzione dello pneumo peritoneo inserendo un trocar accessorio
con la tecnica dell'open laparoscopy, quindi abbiamo inserito un trocardiasson al di sotto
della linea umbilicale trasversa, diciamo al confine, in un punto di mezzo tra mesogastrio,
fianco destro e fossereca di destra.
La paziente è in posizione supina, posizione francese, io sono in mezzo alle gambe del paziente, è in posizione di antitrendelenburg non spinto ed è leggermente ruotata alla sinistra del paziente.
In modo tale che la linea con l'ecisto cavale, che sarà la nostra linea di transizione, si pone più o meno di fronte alla mia posizione.
Il trocar accessorio è stato inserito in quella posizione immaginando che venga a trovarsi nella posizione ideale per inserire il dissettore che dovrà seguire la linea con il cisto cavale senza che questo interferisca con i bracci robotici.
una volta indotto l'opneumoperitoneo, questo come si diceva prima è un addome molto piccolo
ma l'opneumoperitoneo ha in parte risolto questo problema per cui in realtà non è stato complesso
inserire i quattro trocca robotici ad una distanza corretta
che ricordiamo essere una distanza compresa grossomodo corrispondente a quattro dita
e siamo partiti con un primo trocar robotico posizionato in corrispondenza della cicatrice ombelicale.
Questo trocar corrisponde al braccio 3, che è una delle vie operative che in questo momento corrisponde alla forbice monopolare.
In un secondo momento abbiamo inserito i trocker dei bracci 2, 1 e 4 esattamente in questa sequenza
su una linea che è sostanzialmente una linea che corrisponde alla linea umbilicale trasversa.
Nel braccio 4 abbiamo una pinza che è la Prograsp che aiuta a mantenere il campo aperto,
sul braccio 2 abbiamo la telecamera e sul braccio 1 abbiamo la bipolare.
che vedete in questo momento in azione. Le braccia del robot devono essere sistemate
affinché non ci siano conflitti con gli arti del paziente, per cui gli arti inferiori sono
stati leggermente abbassati e non ci devono essere conflitti sugli snodi delle braccia
in corrispondenza del torace e degli arti superiori. Per come sono stati posizionati
i bracci del robot vedete che di fatto per quanto ci sia un movimento esterno, ma non
non c'è mai un conflitto esterno che renda impossibile il movimento degli arti.
Un'ultima notazione tecnica, i trocar sono stati inseriti all'interno della cavità
addominale in modo tale che il fulcro che è contrassegnato da una banda nera orizzontale
sia sempre all'interno, nello spessore della parete addominale, in modo tale che le braccia
muovendosi, muovono il trocar senza che questi abbiano la tendenza a fuoriuscire o a dislocarsi
dalla parete addominale. In questo caso abbiamo inserito anche un secondo trocar accessorio
che è quello che io in questo momento sto utilizzando con la pinza perché questo mi
permette una migliore triangolazione e io immagino che questo mi darà più possibilità
di utilizzare il disettore nell'angolo corretto oltre che avere un aiuto della seconda mano
così come accade normalmente in chirurgia laparoscopica.
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.
Chiarissimo, quindi davvero come diceva prima Luca Aldrighetti è un intervento fatto in
perché avendo due mani anche laparoscopiche c'è proprio un aiuto completo sia dall'operatore
alla console, sia dall'operatore sul campo. Assolutamente sì, infatti ti dico, io credo
che si dovrà uscire e credo che i tempi siano maturi dall'idea di una contrapposizione
via laparoscopica, via robotica. Credo che il futuro sarà sempre più quello di una
chirurgia in cui ovviamente poi tutti noi speriamo di avere tutti i device e le tecnologie
laparoscopiche anche disponibili per la piattaforma robotica, poi parleremo di questo affrontando
ad esempio il tema degli energy device, però è chiaro che il robot non necessariamente
deve essere visto come antagonista della via laparoscopica, mentre io credo che ci sia
un'ottima possibilità di avere le due metodiche che alla fine riescono a dare il risultato
Ecco, vedete che qui con un po' di prudenza, perché chiaramente sopra la massa tende a dare un po' di fastidio in questa zona, vedete che comincio a cercare di farmi spazio per preparare il piano della vena porta.
porta, avete notato un po' di congestione dei linfatici, questo lo si nota abbastanza
frequentemente in queste situazioni, questo un po' disturba la manovrabilità, però
ovviamente bisogna un po' farci conti. Mentre io vado avanti qui, vedete che cerco
di stare, questo è il primo ramo, questo che sto indicando adesso, il primo ramo portale
per il segmento 4, quindi in qualche modo mi dice che mi sto muovendo nell'ambito della
safety rispetto all'origine invece della vena porta di destra, mentre mi muovo in questa
direzione, chiederei alla dottoressa Reine che se magari ci fa la presentazione anestesiologica
della paziente e ci dà la sua strategia, la sua tattica di gestione anestesiologica,
perché come dicevamo in precedenza, la chirurgia epatica dipende profondamente dall'anestesista,
dico spesso, credo anche a ogni Palazzini, che un chirurgo modesto con un grande anestesista
può realizzare bene una resezione epatica, un ottimo chirurgo, senza una gestione anestesiologica brillante, si trova prima o poi in difficoltà.
Quindi darei la parola al dottore Sarani che se va bene anche per te, Marco.
Benissimo, anzi, ottimo.
Buongiorno a tutti, il caso è stato già brillantemente esposto dalla dottoressa Ratti, quindi sapete che è una donna molto giovane, sana, su cui quindi ci si può spingere con lentamente ovviamente, ma ci si può spingere nell'arco di questo intervento su dei valori di ipovolemia che possono aiutare maggiormente il chirurgo impegnato in questo intervento.
la paziente ha rifiutato un'anestesia locoregionale associata all'anestesia generale
come approccio alla terapia antalgica post-operatoria
noi di solito in questo tipo di intervento facciamo una spinalina antalgica
prima di indurre l'anestesia generale ma la paziente ha rifiutato questo approccio locoregionale
Motivo per cui la signora è stata addormentata e prevederemo nel post-operatorio un'analgesia con una PCA, quindi con una patient control infusion di morfina.
La paziente dopo l'induzione abbiamo posizionato un'arteria e tre grossi accessi venosi periferici, in totale attualmente la paziente ha due accessi venosi periferici 16 goge e due accessi venosi periferici 14 goge sugli arti.
era dotata quindi da un ottimo patrimonio venoso periferico e abbiamo quindi preferito
non posizionare un catetere venoso centrale. La paziente viene monitorata dal punto di
vista emodinamico attraverso lo studio dell'onda arteriosa, quindi all'arteria viene connesso
viene connesso un trasduttore particolare, un trasduttore della Edwards che si collega a un monitor
che si chiama Emosphere. Attraverso questo studio dell'onda arteriosa noi abbiamo i parametri derivati
in continuo di cardiac output, cardiac index, resistenze sistemiche possono essere calcolate
inserendo un valore di PVC e la paziente ci viene dato il valore della gittata sistolica e la variazione della gittata sistolica.
Quindi noi cerchiamo di mantenere la paziente ipovolemica durante la fase transettiva andando a controllare i valori di gittata sistolica, cercando però di mantenere la paziente con una buona perfusione d'organo, quindi un cardiac output mantenuto e un calcolo del delivery che viene effettuato attraverso un'emogas analisi, inserendo i dati della gas analisi nel nostro monitor dell'emosphere,
per cercare di mantenere una buona ossigenazione tessutale, quindi non solo una buona portata ma anche un buon delivery di ossigeno
al fine di garantire un metabolismo a aerobio e non di switchare in anaerobiosi, cosa che ci produrrebbe un aumento dei lattati nell'intra e nel post-operatorio.
Quindi la paziente deve essere mantenuta con uno buon stato volemico, nel senso ipovolemica per il chirurgo ma non eccessivamente ipovolemica da avere una riduzione della portata e una grave ipotensione.
Noi cerchiamo di evitare quindi lo sviluppo di ipotensioni e di mantenere la MAP superiore a 60-65 mm di mercurio.
Una buona portata cardiaca ci permette anche di mantenere una buona diuresi durante l'intervento.
Noi consideriamo ottimale una diuresi di una paziente sui 0,5-1 ml pro chilo ora.
Attualmente la paziente ha già urinato 300 ml da questa mattina alle 7.30, 7.30-8 che è entrata in sala operatoria.
Abbiamo valori di pressione di 115 su 70 con 86 di MAP, una frequenza cardiaca di 73.
Una buona ventilazione, manteniamo una polarizzazione profonda per cercare di ridurre anche le pressioni transmurali e quindi ridurre il ritorno venoso nell'asse sovraepatico anche legato a una pressione endotoracica eccessiva, quindi manteniamo una pressione ispiratoria di picco inferiore a 18.
non utilizziamo la PIP proprio per cercare di ridurre quello che è l'impegno emodinamico sulle sovrepatiche
da aumento della pressione endotoracica.
Direi che ho detto tutto.
Fantastico, allora vedete che l'accesso alla vena porta non è agevole perché è schiacciata
nel suo decorso, avete visto dalla massa che comincia a devidenziarsi cranialmente, allora
in questi casi si fanno un paio di tentativi, si vede se si riesce a trovare un piano di
manovra, se però questo risulta difficoltoso, come credo faremo in questo caso, vediamo
adesso se riusciamo lungo questo piano un pochettino più favorevole, altrimenti di
solito quello che si fa è che si clampa la vena porta e si conduce poi la transizione
al termine dell'apertura del panichemipatico, quando come sapete in linea generale tutto
tutto diventa molto più agevole, vedete come cerco un piano che non sia proprio quello
su cui evidentemente la massa si appoggia, per cercare di trovare un passaggio, ecco
qua, facciamo un ultimo tentativo, prepariamo eventualmente un bulldog per clampare la parete
allora direi che possiamo, lascia pure, grazie, allora direi che possiamo clampare la vena
dentro vai benissimo ottimo scivolato un po' forse vero andiamo di riposizionarlo andiamo
un attimo un attimo solo eccoci qua aspetta un attimo che ti aiuto eccoci bene così è
perfetto perfetto mettiamo due bulldog sulle due arterie chiaramente questo lo facciamo
Marco anche dal punto di vista didattico, nel senso che è ovvio che se avessimo sezionato
qua questa arteria sarebbe stato più facile, però credo che concettualmente sia anche
utile mostrare manovre che possono aumentare la sicurezza dell'approccio. Vedete l'arteria
del quarto segmento, ok, quindi clampiamo, va bene, perfetto, clampiamo l'arteria del
quarto, poi andiamo a prendere, che si è messa un po' indietro l'arteria per il lobo
e clampiamo anche quella, eccoci qua, fantastico, fantastico, a questo punto chiederei, molliamo
che la vedi, la vedo molto bene qua sotto, molto meno bene sopra, sì posteriormente
sopra si estende molto anche sulla destra, esatto, l'area ischemica diciamo, quindi
Quindi chiaramente questo a maggior ragione ci impone attenzione, quindi direi che somministriamo l'indocianina e contemporaneamente chiederei, mettiamo dentro per cortesia la sonda ecografica così cominciamo a vedere quali sono i confini della lesione.
Sì grazie, puliamo un attimo l'ottica.
Intanto in questi tempi qui approfitto per condividere con voi una considerazione più generale sulla chirurgia robotica e la chirurgia laparoscopica, che non so se condividete.
Mi sembra che ci siano in pratica due linee di sviluppo possibili. Una, secondo me abbastanza interessante, è quella di portare i vantaggi della visione e della precisione di manovra, diciamo così, tipico del sistema robotico attuale, senza più aver bisogno di quello che è il comando a distanza.
Perché in fondo se noi potessimo ottenere lo stesso dei gradi di libertà e di visione tridimensionale senza la console ma direttamente sul campo potremmo avere ulteriori vantaggi.
Quindi da un lato c'è tutto lo sviluppo per rendere più flessibili e meno ingombranti le braccia robotiche e dall'altra invece quello che tende a far a meno del comando a distanza per avere un comando diretto sugli strumenti usando le braccia degli operatori.
operatori. Certo, vedete che c'è una netta demarcazione, adesso andremo a capire, perché
in realtà siamo in una demarcazione molto corretta, quindi capiremo un pochettino, perché
la massa è qui, è molto grossa, quindi è probabile che vada a spostare in realtà
in realtà la linea di Cantilly molto, allora chiederei, Marco mi sostituisci per cortesia
la Prograsp con la Maryland e poi chiederei di abbassare il primo peritoneo e chiederei
alla dottoressa Rani che si può mettere 10 di PIP con l'obiettivo di distendere un po'
le vene sovraepatiche ed aiutare la visione ecografica. Vedete che in realtà la demarcazione
è molto netta, molto nitida, molto netta, apparentemente molto chiara, ovviamente noi
dobbiamo capire… Forse il meccanismo per cui avevamo quell'immagine
posterolaterale che sembrava ischemica, anche quella è proprio quello che dici tu, cioè
è lo spostamento del fegato destro, diciamo così, da parte della massa.
Esatto, questa è l'impressione che mi sono fatto, adesso andiamo a vedere, chiederei
intanto anche se vedete l'immagine ecografica, questa è la vena sovraepatica mediana, a
a quanto è il pneumo Marco?
ecco allora portiamo il pneumo a 8 per favore
vedi Marco come si vede molto bene la sovraepatica mediana
vedi in lungo sotto di me
se possiamo mettere il Doppler per cortesia
il color Doppler così la vediamo meglio
eccola
vedete che scende lungo come per dire il nostro percorso
la vedete lì, come spesso accade in queste situazioni, in realtà è molto difficile
individuare il vero confine, teniamo conto che questa, vedete il punto in cui la sovraepatica
mediana si appiccica alla massa, non so se si riesce a vedere, la massa spesso in queste
In queste lesioni la massa non è chiaramente visibile, è sempre un po' un ostacolo perché
la sua composizione non è granché dissimile, quindi quello che vedi spesso è questa cosa
qua. Vedete che c'è certamente un disturbo di flusso in questa parte iniziale, per cui
cui credo che la massa determini in qualche modo una compressione della porzione anteriore
dell'ottavo segmento, vedi che in realtà un po' di colore ci è arrivato, quindi credo
che la sovraepatica mediana in realtà ha il suo decorso in questo punto, quindi noi
noi abbiamo una zona, vedete qua? Relativamente ischemica, ma forse per la compressione della
massa stessa. Io credo proprio per la compressione, credo proprio per la compressione, quindi
noi staremo sulla regezione anatomica, ovviamente, che guideremo seguendo il piano della sovraepatica
mediana, allora eccola lì, vedete che proprio il vaso in realtà poi noi lo possiamo seguire
bene, ecco che io lo seguo salendo, qui siamo già nell'ottavo. Adesso marcherai col coagulatore
la caccia della legge di decisione. Esattamente, togliamo per cortesia il color doppler, allora
allora mi dai per, ah no ce l'ho, ecco la vediamo per il lungo, eccoci qua, ah ecco
che però vedi che poi alla fine probabilmente si sta andando un po' a colorare di più
perché adesso la vedo meglio, sì sì sì, quella specie di linguetta davanti, esatto
esatto, adesso si è più rettilineizzata diciamo, sì sì, secondo me il confine è
proprio questo, vedi? Perché noi abbiamo sotto la vena che si vede benissimo, ok? E
poi la seguiamo in questo punto qua, eccola lì, la seguiamo per il lungo, si vede bene
sotto di me, eccola adesso, molto evidente, ecco, vedi bene no Marco? Adesso si vede molto
bene? Sì, benissimo, benissimo. Ecco, è un po' l'effetto, vedi, della combinazione
PIP e riduzione di prenamo peritoneo, se possiamo togliere la PIP Raffaella per cortesia e tirare
su il prenamo peritoneo, vediamo in che termini, guardate, vi prego di guardare come si assottiglia
il vaso, vedi Marco? Sì, sì, è impressionante, è incredibile, guarda come scompare, è pazzesco
capisci quando questo ti dà veramente il significato di quanto è importante veramente
la volenia, è pazzesco, veramente. Bene, allora direi che a questo punto noi possiamo
possiamo anche procedere, nel senso che nulla vieta che la sezione poi delle arterie la
facciamo anche quella a parenchima aperto, tanto sono chiuse quei bulldog, questo può
essere un approccio di ulteriore safety, nel senso che la cosa importante è ovviamente
avere, come dire, la chiara, l'anatomia, poi nulla toglie, come dicevo, che i vasi
possono anche essere divisi a parenchima aperto. Allora, io intanto tornerei all'immagine
avviare. Allora, tecnica di transizione, anche qui direi è opportuno fare qualche puntualizzazione
situazione che di principio si tende a considerare la tecnologia disponibile per la piattaforma
da Vinci un po' povera di energia, in realtà due considerazioni secondo me vanno fatte,
la prima che già attualmente è presente, credo che questo sia noto, un device a energia
molto potente, basato sulla radiofrequenza, ma direi che forse la cosa più interessante
interessante è che è non solo nei progetti, ma è già operativo un device a energia nuovo
che in Italia è appena arrivato e che certamente ha la capacità di farci lavorare molto bene,
è un device a radiofrequenza, per cui anche questo concetto per cui device a energia per
la piattaforma robotica non sono così rappresentati è destinato a finire.
Ci ho detto, allora ci prepariamo, Marco io ho qualche difficoltà a muovere il braccio
4, quindi forse c'è un conflitto, corretto?
Ok, bene.
In questo modo il conflitto esterno è risolto perché il braccio 4 sta all'esterno.
Direi che possiamo iniziare la transizione, allora come guideremo la transizione?
quindi abbiamo detto certamente usiamo questi due strumenti che sono la Maryland con la possibilità di fare dissezione e coagulazione bipolare, utilizziamo queste forbici che avete visto anche lavorare all'ilo,
devo dire che sono incredibili, useremo per mostrare che in realtà anche da questo punto
di vista non esiste un conflitto, ma si può utilizzare il disettore oltrasuoni, sai Marco
che una delle tradizionali problematiche è quello che non si può usare il disettore
loro trassuoni, in realtà si può usare e noi lo utilizzeremo, è chiaro che lo usa
il chirurgo al tavolo, ma come abbiamo detto non vedo una contraddizione.
Ma per niente, tra l'altro consideravo prima tra me, il chirurgo laparoscopista al tavolo
è un po' penalizzato dalla posizione obbligata dei trocar che sono abbastanza vicini, non sono uno di qui e uno di là, però anche lui beneficia per esempio di una visione seppur bidimensionale, assolutamente di qualità, di grande precisione, di grande stabilità,
quindi tutte e due le tecniche possono, come dire, una sfruttare i vantaggi dell'altra.
Assolutamente, l'unica cosa da dire è che agli inizi dell'esperienza è importante
tener conto per chi ha la console del fatto che i bracci si muovono, quindi un bel regalo
di Natale per il chirurgo al tavolo è un caschetto, in maniera tale da non dover cambiare
il chirurgo al tavolo spesso, per traumi cerebrali. Il Dottor Catene è sopravvissuto a tutto?
Allora, va bene, qui ci siamo, vediamo se riusciamo a preservare la cistifellea, quindi
quindi non sempre noi riteniamo che sia indispensabile toglierla, vedremo se in questo caso riusciamo
o no, diciamo che di principio cerchiamo di non toglierla all'inizio, se non è proprio
necessario, in maniera tale da vedere poi qual è la sua condizione al termine, il fatto
Il fatto di mantenere peraltro la cistifellea consente di avere un punto di trazione, è fondamentale.
Raffaella, dottoressa Raniche, noi iniziamo la transizione, tu vuoi dire quali sono attualmente i tuoi parametri emodinamici?
Così diamo un'idea ai colleghi.
Allora, attualmente la paziente ha come valori pressori 120 su 70 e 90 di MAP, 74 di frequenza cardiaca, 100% di saturazione, 36 di temperatura interna e temperatura vescicale
e come parametri emodinamici del mio emosphere siamo a 57-58 di gittata sistolica, quindi proprio ai limiti inferiori, ma abbiamo detto che è giovane e posso spingermi un po' di più.
con una stroke volume variation che stava intorno ai 18 e un cardiac output di 5 litri al minuto più o meno.
Quindi ha urinato già 400 ml e direi che siamo molto soddisfatti.
Bene, quanto ricevi che ha di sistolica?
120 su 70.
No scusami, di gittata?
Di gittata a 4,85 di cardiac output con un cardiac index superiore a 2,5.
Ti piace? Ti piace? Ti piace. Allora la dottoressa Ranek piace lo stato della paziente e quindi
siamo tutti felici. Questo piace anche al chirurgo perché insomma. Allora cominciamo ad aprire
il parenchima, device energia, anche qui ripeto abbiamo in arrivo un device energia particolarmente
performante che è direttamente di Intuitive, quindi proprio della piattaforma da Vinci,
si chiama SynchroSeal e ovviamente la sua diffusione poi avverrà nel corso dei prossimi
mesi, quindi oggi abbiamo oltremodo la possibilità di mostrare anche l'uso dei device a energia
che si possono altrettanto utilizzare, seppur nati per la laparoscopia, anche negli interventi
robotici. Allora direi se il dottor Catena vuole cominciare col disettore oltrasuoni oppure
se vuole aspettare un attimo che apro un po' il parenchima, è incredibile l'efficienza
di questa forbice monopolare, devo dire che è davvero sorprendente, è una delle cose
nostro obiettivo se riusciamo di trovare una delle radici dell'avena sovraepatica mediana
e di vedere se riusciamo a scollare l'avena dalla denoma durante tutto il suo percorso.
70.
Ok.
Su, su, su.
vedete che fino ad ora
non abbiamo ancora clampato
è nostro uso farlo
quindi certamente lo faremo
ci sei?
vedi?
esatto
il confine è questo qui
di questo siamo già
certamente all'interno
della lesione
sulla superficie
vedi che questo qui è tessuto buono, qua, bene, perfetto, ottimo, ottimo, ottimo, puliamo
l'ottica, dai, hai visto Marco come sia difficile trovare in realtà il confine, lo si vede
un po' dal colore del tessuto più che dal, e quindi il tratto iniziale è sempre finalizzato
un po' a trovare il confine corretto. Per me è impossibile, io non riesco a vedere
differenza. Perché la visibilità ecografica è modesta, quindi chiaramente questo ci impone
più una valutazione strutturale, vedi che questo tessuto ha un colore più scuro, questo
questo più chiaro, adesso poi lo vedremo meglio quando clamperemo, quindi penso che
Sì, questo si è visto bene, si vede bene.
Esatto, noi volendo andare a sperare di salvare la sovraepatica mediana, ovviamente dovremmo seguire un ramo, esatto, bene, su avanti così, perfetto, benissimo, molto bene, bene.
clampiamo l'ilo epatico, vedete solleviamo, per clampare l'ilo utilizziamo, ecco solleva
un po', perfetto, vedete che chiudiamo l'ilo, eccoci, bene, puliamo la telecamera così
bene quel ramo venoso che poi io vorrei seguire perché sono convinto che ci porterà la sovraepatica
mediana e adesso usiamo il device energia Marco, ecco come device energia usiamo il
vedete il Kaiman che è un device a radiofrequenza che ci ha un po' cambiato la vita, nella
laparoscopia devo dire che noi abbiamo un po' lavorato con diversi device perché è
chiaro che poi alla fine è giusto che uno trovi la propria situazione idonea dopo aver
aver valutato e devo dire che questo è un device con una grandissima capacità, estremamente
Caiman direi, vedi che diventa veramente un lavoro tra due chirurghi e questo devo dire
dire che da vari punti di vista è un beneficio importante. Che cos'ha di particolare questo
device? Lo vedete qui, lo vedete in maniera evidente, vedete come è articolato, quindi
abbiamo da un lato un'efficienza di manovra e dall'altro però abbiamo un altro elemento
estremamente importante che è il fatto che essendo articolato consente di seguire la
la linea di Cantilly in maniera molto puntuale, nelle sue curvature, quindi quello che è
sempre stato un po' un problema forse. Andiamo a vedere questo ramo Marco, secondo me quella
che ci guiderà di più sarà questo ramo qua sotto, che lo seguiamo esattamente, sapete
che l'origine della vena sovraepatica mediana è dietro il letto della colicisti, vedi che
anche questo infatti converge lì sotto, stiamo di qua, stiamo di qua, ecco ci prepariamo
questo ramettino, bene, bravo, molto bene, vediamo magari, vediamo un po', bene, direi
che possiamo farlo col caimer anche quello, vi rimarco come cerchiamo di seguire qui,
avete visto che c'è una piccola lacerazione, a noi interessa l'origine non tanto dal punto
punto di vista reale di Outflow, ma ci serve da guida, no?
Sì, sì.
Quindi?
Quanti anni sono che operate insieme?
Con il dottor Catena 20, credo.
Perché sembra che opera una persona sola.
Sì, sì, ma guarda Marco, ti assicuro che è veramente bello e molto, devo dire, anche
gratificante proprio umanamente.
D'altronde credo come nella vita di ogni chirurgo si trascorre più tempo con i propri collaboratori
che non in famiglia.
Bene, apriamo ancora un po' sopra, allora in questa fase, in maniera tale che poi avremo
la possibilità, bisogna un po' gestire i tempi di clampaggio, avendo una sorta di memoria
mentale di dire ok adesso conviene andare di qui oppure adesso conviene andare in profondità
oppure gestire quella… noi crediamo molto al clampaggio anche in situazioni dove magari
non abbiamo dei sanguinamenti in corso, però insomma il clampaggio aggiunge comunque una
pulizia che consente poi di essere… è chiaro che tutto questo passa anche attraverso
quel discorso di squadra che dicevamo prima, il che ci porta un po' al difficile ambito
dei centri di riferimento, la chirurgia cosiddetta generale a un certo punto deve cominciare
a splittarsi in chirurgie specialistiche, non lo so, però è chiaro che credo molto
a un concetto di squadra, questo sì, ci deve essere per certe chirurgie una squadra, perché
che non è più il chirurgo l'attore unico a condizionare il risultato, anzi in certi
passaggi forse è un attore magari meno cruciale.
Io penso che avremo delle circostanze esterne che ci obbligheranno a questo e speriamo che
che venga poi il tutto gestito in modo che tenga in conto l'aspetto tecnico-professionale,
mi riferisco in particolare alla progressiva penuria di personale che decide di fare le specialità chirurgiche.
Questo credo che porterà necessariamente a un ridimensionamento delle reti
e quindi anche a una maggiore specializzazione, potrebbe essere anche una cosa vantaggiosa
perché è brutto dirlo, ma in 40 anni di mia vita professionale non ho visto la politica
avere il coraggio di prendere le decisioni che dal punto di vista invece tecnico-professionale
erano stra evidenti ormai da decenni, chissà se queste condizioni esterne con cui bisognerà fare conto
imporranno un po' di decisione sia per quanto riguarda la rete dell'emergenza ma anche per le reti di chirurgia più specialistica
Sì, è un discorso molto difficile, il mio ragionamento non è di tipo politico, di
allocazione di risorse, questo va forse in un ambito un po' troppo ampio per me, quello
che però mi limito a dire è che ovviamente tu vedi che sempre di più il lavoro diventa
un lavoro di squadra ed è chiaro che la squadra la costruisci intorno a un argomento, questo
è il punto, viviamo in un'epoca dove si costruiscono le squadre intorno a un ambito,
allora è un po' ampio l'ambito chirurgia generale per costruirci una squadra intorno,
nel senso che c'è una squadra che si occupa di un ambito, una squadra che si occupa di
di un altro, gli expertise sono diverse a seconda degli ambiti, le professionalità
che vanno coinvolte, quindi noi adesso ci troviamo abbastanza a nostro agio su questo
piano e quindi direi che percorriamo questo, anche perché l'hai deciso tu, grazie, allora
Allora possiamo declampare, adesso appena declampato puliamo anche l'ottica, ok, bene, puliamo l'ottica, un attimo solo che mi posiziono perché poi ci servirà questa visione, puliamo l'ottica, tutto bene Raffaella?
C'è un collega che nella chat ha commentato un po' la nostra discussione e scrive con la giusta centralizzazione per competenza specialistica i centri saranno in grado di erogare tutto il numero di prestazioni richieste con tempi di attesa accettabili?
che mi sembra una buona domanda, ma quello che a me sembra di registrare è che il problema è che con dei centri che si vogliono dedicare a delle attività di necessità complesse,
Al di là dell'aspetto qualitativo, l'efficienza di questi centri viene a cadere perché consumano energie, energie anche intellettuali, personali, non è che tutto si riduce ai soldi, per erogare prestazioni a un volume spesso limitato.
Il problema è un pochettino quello lì. Credo che sia comunque uno dei nodi, ma ripeto, uno dei nodi sarà avere le persone che fanno quello che serve, più che quello che hanno voglia di fare.
Io credo che noi stiamo sottovalutando grandemente la penuria a cui andiamo incontro nei prossimi 3-4 anni di persone che desiderano e che si formano per fare delle carriere in chirurgia.
non parliamo poi del problema della medicina, dell'area dell'urgenza e emergenza, in cui la rete dei pronti soccorsi, di queste cose qui, per forza dovrà essere ripensata, a meno che di non tornare come quando io ho cominciato a lavorare nel 1981,
1981 in cui per esempio all'ospedale di Sondrio giravano in pronto soccorso a turno gli oculisti,
dermatologi, tutti quanti.
Sì, ma sai è un discorso molto complesso, io credo che la considerazione che il collega
ha fatto abbia una logica, poi secondo me è il tipo di chirurgia che condiziona l'organizzazione,
nel senso che noi ci occupiamo di chirurgia epatica, quindi mi sento di fare delle considerazioni
solo nell'ambito di chirurgia epatica. La chirurgia epatica è una chirurgia eterogenea,
comprende interventi di complessità molto variabili e quindi secondo me è quella chirurgia
che si può sposare a un modello di centralizzazione orientata che non necessariamente porta allo
spostamento di tutta la chirurgia epatica in pochi centri, mi immagino un mondo ideale
dove ci sono dei centri di riferimento che costituiscono, come dice la parola, centri
di riferimento per un'area e nell'ambito di quest'area è compito, responsabilità
del centro di riferimento aiutare gli ospedali che chiaramente ne hanno le caratteristiche
a occuparsi e svolgere in maniera efficace un ambito della chirurgia epatica, quella
quella che non necessariamente ha bisogno di complessità specifiche, quindi una sorta
di equilibrio nel quale il centro di riferimento non ha un'azione di depauperamento delle
energie e delle professionalità di quell'area, ma in realtà dà il proprio contributo a
a che ci sia un valore nello svolgimento di un ambito che chiaramente è l'ambito consono alle risorse, alle caratteristiche, non so se mi sono spiegato.
Sì, perfettamente, c'è un altro elemento che butto dentro in questo discorso e che è non tanto il percorso formativo, ma il percorso professionale dei chirurghi,
nel senso che credo che necessariamente, secondo me in modo molto positivo,
bisognerà immaginare anche una maggiore mobilità personale,
non credo a meno che uno non accetti di essere in qualche modo, non dico ghettizzato,
ma comunque limitato in strutture con una vocazione come dire una chirurgia più limitata
che ci saranno perché numericamente la chirurgia generale esprime le ernie sono il primo DRG
come volume di tutte le unità operative di chirurgia generale quindi insomma per esempio
più così, però credo che nessuno desideri fare della sua professione chirurgica l'erniologo
esclusivo e a tempo pieno e quindi questo dovrebbe comportare la disponibilità a spostarsi,
a muoversi, a fare delle rotazioni e questo anche la disponibilità di chi dirige delle
le strutture di grande competenza e capacità di essere ancora più coinvolto, e mi riferisco
anche alla rete ospedaliera, in quello che è tutta la parte di insegnamento professionale
post laurea.
Certo, è un discorso interessante, forse farei un po' di dissezione ancora qui,
qui, vedi? Esatto, sì, è un discorso di grande interesse, è chiaro che il Covid ha
un po' messo in crisi queste logiche perché ha tutto in maniera improvvisa spostato verso
l'ambito delle criticità del paziente critico, però arriverà poi un momento in cui si dovranno
riconsiderare i modelli organizzativi della chirurgia d'elezione insomma ecco
dunque tornando a noi allora vedi che stiamo procedendo lentamente
gradualmente in questo momento noi non siamo clampati poi quando poi quando
tornerai a clampare un collega chiedeva maggiori informazioni sul device che hai
usato proprio per fare il clampaggio, quando magari ci torniamo ci ricordiamo di dirgli
qualcosa. Assolutamente sì, aprirei qua sopra, io marco, vedi come la Kelly fatta con questa
Maryland è molto efficace, ma è altrettanto come vedi, se si vuole lavorare rispettando
un po' i criteri generali della chirurgia epatica è anche giusto secondo me che in
in profondità si possa lavorare, vedete l'articolazione come consente, è fantastico, fantastico.
Io sono un super tifoso del Cayman.
Sì, guarda, vedi che in chirurgia epatica l'articolazione è così importante, ci sono
sono tante doti che ha questo strumento, una è l'articolazione, la seconda molto importante
è la lunghezza che di fatto lo rende adeguato per qualsiasi paziente, la forma della punta
questa forse non è una dote unica nel senso che altri device energia hanno sposato questo
tipo diciamo di shape però voglio dire l'aspetto complessivo è molto molto molto brillante ecco
un'altra dote che gli aggiungerei è la sua capacità di dispersione immediata del calore
dopo l'applicazione perché la possibilità di usarlo come pinza da presa sui visceri
immediatamente dopo aver fatto una coagulazione è veramente una cosa molto molto utile.
Sì, sì, sì, poi già che siamo in ambito di descrizione di caratteristiche e la sostenibilità
è uno dei temi critici della nostra sanità, devo dire che è anche un device che sposa
molto bene la sua efficienza alla sostenibilità, perché sai anche questo è un altro tema
nel senso che la sostenibilità è importante, è un tema che chiaramente entra nelle valutazioni
complessive, ad esempio dell'attività robotica, però devo dirvi che è chiaro che se un intervento
oropotico lo si confronta con un intervento open, l'equilibrio è un po' difficile,
ma se si parla di una chirurgia tecnologica, le differenze non è che siano poi così considerevoli
da non permettere di trarre beneficio.
Allora, io chiederei, apriamo un attimo qui, lo farei un attimo col disettore, poi pulirei
gli strumenti in maniera tale che poi se la dottoressa Raniche ci dice che possiamo, noi
potremmo procedere con un ulteriore clampaggio. Apriamo un po' il fegato perché sappiamo
che questo ci servirà, negli strati più superficiali ovviamente il disettore o il
trasone è un po' meno importante e quindi diciamo che ce la giochiamo un po' così.
Ecco, allora io direi, andando con ordine, pulirei gli strumenti, dopodiché clampiamo l'ilo, cioè puliamo gli strumenti, puliamo la telecamera, clampiamo l'ilo, io suggerirei Marco Catena di aprire quella porzione di parenchima sovrastante, il punto dove troviamo poi l'asse sovraepatico mediano.
Ok, grazie.
Sì, sì, la Maryland.
il fatto di muoversi con più tecnologia è un elemento gratificante dal punto di vista
professionale o genera difficoltà? Sicuramente genera difficoltà, sicuramente genera difficoltà
in quanto il materiale da preparare per l'intervento è sicuramente maggiore rispetto alla laparoscopia,
soprattutto perché abbiamo da preparare anche tutto lo strumentario laparoscopico.
Gratificante sì, perché è una cosa nuova e le cose nuove a noi piacciono, quindi sì, è dinamico sicuramente.
Però quello che tu dici è importante, è chiaro che il nostro lavoro non viaggia solo sulla routine, viaggia anche sulle motivazioni che l'innovazione dà, che l'entusiasmo dà, no?
Sì, certo.
Bene, bene, bene. Allora, io direi che se siamo tutti d'accordo potremmo fare il secondo
clampaggio, sempre in quella logica di gestire le cose con una certa proporzionalità. Vedete
che noi quando clampiamo poi decidiamo un po' cosa fare. Eccoci.
Ci dici qualcosa sul device che usi per il clampaggio come chiedeva il collega in chat?
Assolutamente sì, in realtà è un device molto banale ma interessante, è un catetere
di foley a cui noi tagliamo la parte e teniamo le estremità, dopo lo vediamo meglio al declampaggio
è interessante perché la sua gomma che ha una certo attrito vedete consente di tenerlo chiuso
e quindi lo trovo lo trovo molto molto valido ovviamente commenta come tutto non è certo una
nostra idea allora marchio aprirei qua sopra tu cosa dici qua dopo quando decampiamo mostriamo
anche i dettagli magari, volentieri, l'abbiamo cominciato a usare in robotica perché il
nostro sistema un po' tradizionale di eseguire la manovra di Pringle con extracorporeo, ovviamente
con il robot è un po' più in difficoltà, perché come dicevi giustamente c'è l'ingombro
dei bracci robotici e quindi abbiamo visto dei colleghi utilizzare questo sistema, ci
è piaciuto e devo dire che adesso qualche volta lo importiamo anche nell'ambito laparoscopico,
va bene così? Eccoli qua, vedi dove? Questo ci porta proprio diretti al tronco principale
della mediana, quindi io direi apriamo qua sopra questo piano, ecco qua, bravissimo,
guarda che spettacolo piano piano per questo qui è il tronco che vorremmo salvare noi vero
sì se andiamo giù di qua ecco questo è il passaggio secondo me più interessante e qui
che apriamo un po perché vedi che qui dove si porta un po in là eh sì allora allora noi adesso
potremmo se tu sei d'accordo marco aprire qui da sotto questo piano e poi prendere la
sovraepatica mediana e provare a tenerla verso destra come dire sì sì sì certo vedi marco marco
azzola adesso faccio un po confusione noi abbiamo trovato hai visto la sovraepatica mediana eccola
qui adesso completate l'apertura verso la faccia inferiore del fegato esatto esatto vai esattamente
robotica ad esempio tu hai molto meno il tema della mano in cui tiene lo strumento vedi io
Io in questo momento preferisco usare la Maryland come trazione, qui la uso come dissezione,
però vedi poi la posso usare come trazione e questo io credo che sia veramente un recupero
della manualità della Open, quindi non si può dire che non serve, poi è chiaro che
benissimo benissimo perfetto eccola qui guarda lì sotto marco vedi che l'abbiamo trovata questo
è proprio il tronco principale allora io direi marco sezioniamo qua la sua radice sì sei d'accordo
si si assolutamente
Raffaella stai facendo un lavoro
fantastico
mi serve una clip
vedi Marco Azzola cosa intendo io
con un chirurgo
modesto in grado con l'anestesista
perché vedi che
è chiaro che questa è un'anatomia che
è impossibile da vedere
se non c'è il lavoro dell'anestesista
vedi
è una differenza che
è incredibile
ecco perfetto bravissimo
sì ok vai bene grazie eccoci qua allora io direi se riuscissimo a fare anche questo ramo
io sarei felice possiamo anche vederlo dopo è se vuoi se vogliamo dire non forzare troppo la mano
è sì va bene dai dai dai allora declampiamo pinza così ok così commentiamo anche un attimo
facciamolo pure
si quindi questa qui è la punta del catetere
esatto
esatto lo dicevo
ispira un po'
ah è lì vedi
va bene
dicevo e poi qui qualcosina
attento a non schiacciarlo perché
ok bene
allora dicevo
qui mi sembra buono
adesso noi passeremo qua dietro
e poi andiamo
su, ecco questa è la punta del fole, molto comodo, se ne taglia un pezzo, qua si vedono
bene i cosi e poi si usa l'apertura per passarci attraverso e vedi che ha una sua attrito intrinseco
che poi alla fine è molto utile ecco ingegnoso sì sì ma infatti ti dico lo dico anch'io trovo
che sia un'ottima idea perché non è nostra e quindi non diciamo non non magnifichiamo noi
stessi ecco non so neanche bene chi abbia avuto per la prima volta questa idea mi dai il settore
eccoci qua
quel ramo lì
mi sa che vi farà gioco
sezionarlo anche lui adesso
che così
quella boccuccia che si vedeva
non vi da più di stupore
dovrebbe smettere
eccoci
mettiamo Marco una clip
giro dall'altra parte
magari che è più in asse
perfetto, aspetta che mi sposto
ottimo
fantastico, ne mettiamo una terza da te
così scendiamo, perfetto, vedi Marco che stiamo scavalcando, vedi, andando verso sinistra,
vedi che cominciamo a vedere, quindi io direi diamo un'occhiatina così vedete ci facciamo
un'idea anatomica, quindi placa elare qua sotto, strutture vascolari di sinistra, qui
qui vedete l'arteria del quarto segmento, lì vedete il clamp sulla vena porta di sinistra,
lì l'arteria per i rami 2 e 3, quindi qui troveremo il dotto biliare di sinistra, questa
è che abbiamo tagliato adesso la sovraepatica mediana che cercheremo di seguire lì in profondità,
terremo ovviamente da noi questo che è il peduncolo del quarto segmento, in maniera
tale da poter andare avanti nella transizione.
Allora direi Marco possiamo secondo me clampare.
Scusate ho dovuto staccare un attimo.
Dicevo, allora adesso guarda, apriamo un attimo la telecamera, così magari poi facciamo un
un ripasso anatomico prima di andare a un ulteriore clampaggio, che sarà il terzo o
il quarto? Il terzo. Ma Dottor Azzola, ti preoccupi del futuro della chirurgia per ragioni
per caso familiari? No, guarda, capisco a cosa alludi, no? Dottor
perché non sia una conversazione tra iniziati, si riferisce al fatto che un figlio che penso in questa primavera si laurerà, però devo dire che con una certa soddisfazione non abbraccerà la chirurgia generale,
un'altra branca della chirurgia
in modo da sollevarmi
dall'imbarazzo
della tentazione
di raccomandarlo
con tanti amici che mi sono fatto
in questi anni, uno dei quali ovviamente
Luca Brighetti
lui vuole fare il cardiochirurgo
e quindi
io non conosco
nessuno del cardiochirurgo
insomma si arrangerà lui
apriamo qua
Non c'è niente di male Marco a parlare anche di queste cose, credo che i colleghi possano solo apprezzare il fatto che la chirurgia e i rapporti tra i colleghi non sono solo rapporti di tipo solo professionale, ma è anche bello spesso condividere un po'.
Per me senz'altro, ma mi dispiaceva, ho come dire esplicitato la cosa perché altrimenti
sembrava una cosa che avesse dei contorni misteriosi.
Ah no, certo, certo, dunque io non credo Marco che noi possiamo salvare questo peduncolo
perché questo è il quarto evidentemente, no?
Che vedi che nasce, perché questo qui è il limite della lesione, vedi?
qua su Marco, si? Dai, si? Proviamo a scendere qui, vediamo se riusciamo magari a preservare,
che comunque l'idea è, ed è una delle cose importanti dell'utilizzo del disettore,
bene Marco, molto bene, che ti dà modo prima di decidere di transsezionare una struttura,
vedi che hai la possibilità, come dire, di seguirla meglio e farti un'idea anatomica
più completa. Sì, sì, è molto evidente questa cosa.
Dai, qui, Marco, bene, a questo punto credo che questo però dobbiamo legarlo, no?
cosa dici marco perché perché noi abbiamo ecco qua vedi abbiamo già come dire in evidenza il
la denoma sì esatto deve stare più qua perfetto quindi in qualche modo ecco che vedi dove arriva
la lesione, Marco? Sì, adesso riesco a capire anch'io. E quindi voi salendo poi da lì riuscite
a rifulare la sovraepatica lasciandola verso sinistra. Esatto, vedi che abbiamo l'anatomia
in evidenza, nel senso che questo è il pedunculo del quarto che confluisce in questo punto,
questo è la massa che si appoggia sull'ilo di sinistra dove noi stiamo arrivando, spero che per i colleghi sia chiaro, eccolo qua il dotto di sinistra, quindi noi sezioniamo qua e io immagino qui di avere la sovraepatica, questo poi lo vedremo più avanti,
ma insomma andiamo avanti passo passo quindi chiudiamo qui vai mettiamo sì vai perfetto è
chiaro che come dire siamo stati un filino in questo momento nel segmento quarto ma questo
chiaramente ha l'obiettivo insomma di essere quanto più di risparmio di parenchima possibile
Ecco, vai Marco, perfetto, ok, quindi io passo qui dietro, ecco, vedete come è possibile fare obiettivamente delle manovre con grande agilità, giriamo per favore nell'altro modo, questa è una M?
E' una M. Ok, va bene. Perfetto. E andiamo avanti pian pianino così. Ecco, quindi otto
minuti, perfetto. Abbiamo fatto, scusami, dei primi due quanto abbiamo fatto? Raffaella,
perdonami. Perfetto. Allora, i primi due clampaggi sono stati di 13 e di 10, intervallati come
come poi avete visto da un tempo molto più lungo. La logica per cui noi usiamo 10-5 di
riperfusione è il fatto che qualora ci si trova in una situazione nella quale poi in
realtà può essere opportuno prolungare un pochettino e quindi è chiaro che se lavoriamo
sui 10 abbiamo qualche minuto di margine di manovra, è chiaro che se già ci portiamo
intorno ai 15 o 20 minuti, poi magari risulta necessario declampare quando ancora non si
è nelle condizioni migliori. Allora io direi, adesso declamperei in maniera tale che diamo
un po' di riposo e poi al prossimo clampaggio io credo che possiamo fare a questo punto
l'ilo, eccoci qua, bene, così facciamo prima l'ilo biliare e poi andremo a chiudere i vasi,
nel frattempo ne approfittiamo, qui non abbiamo perdite che ci impongono particolari ansie
e quindi direi che possiamo sfruttare Marco per farci un po' di spazio secondo me qui,
qui, se sei d'accordo, vedete la perfusione, vedi che Marco questa è proprio quella zona
in realtà apparteneva al quarto, vedi che è la parte più periferica del quarto, quindi
io potevo essere un po' più aggressivo come limite, vedi, a noi sembrava un pestino di
ottevo, in realtà è la parte più periferica del quarto, però la tia Benigna credo che
insomma stare sul lato di sicurezza sia preferibile ecco sì esatto bene bene facciamo allora questa
prima con il g settore qui no aspetta che magari apro approfitto per aprire prima un pochettino qui
robotica consente di lavorare sul piano sovraepatico, cosa che nell'approccio laparoscopico con
la cosiddetta visione caudale in realtà è sempre un po' più problematico.
Di fatti volevo chiederti se nei casi in cui è prevista la sezione di una sovraepatica, talvolta quando fai l'intervento robotico fai una sezione non intraparenchimale ma con l'accesso che stai facendo tu adesso, diciamo sovraepatico.
Guarda, certamente la risposta è si fa e certamente come riproduce molto il comfort dell'approccio open, è ovvio che noi ci stiamo
confrontando a questo tema con tutta la prudenza e il rispetto necessario, quindi ovviamente
andremo ad accentuare la nostra azione negli ambiti un pochettino più pericolosetti, andando
a maturare progressivamente maggiore esperienza. Però la risposta è certamente sì, guarda
guarda come lavori
guarda è incredibile
per via laparoscopica
questa visione è veramente complessa
la sopra
assolutamente
una visione straordinaria
guarda guarda
cioè ritorni ad avere una visione
come in chirurgia
open quindi dall'alto
no ma
se mi permetti molto meglio
perché
secondo me è meglio
Meglio che nella chirurgia open questa visione qua.
Guarda il legamento triangolare, qualche volta qui fai fatica ad arrivarci, guarda che visione,
quindi certamente sì, è ovvio che come in tutte le cose io credo che bisogna avere prudenza,
sa capire prima quanto puoi stressare il sistema per non incolpare poi lui delle tue azioni,
che è un po' uno sport chirurgico, vedi il tronco comune, guarda come si vede bene
per i colleghi, il piano dell'avena cava, sovraepatica, lo spazio rispetto all'avena
sovraepatica di destra che vediamo qua sotto con l'avena frenica che sto indicando che
ci porta a mostrarlo, poi chiaramente noi non abbiamo necessità oggi di lavorare lì,
vedete molto bene la sovraepatica di sinistra, che è grossa perché evidentemente drena questa
massa e qui abbiamo la sovraepatica mediana con il breve tronco comune, allora direi che
punto di pulire un po' la telecamera perché mi sembra un po' sporca, giusto? Perché
adesso, eccoci qua, un attimo che mi posiziono così poi possiamo pulire bene e prepararci
in maniera tale che al prossimo
clampaggio
gestiamo l'ilo
ecco qua
bene grazie la dottoressa Rane che ci dice
che possiamo clampare quando vogliamo
allora io direi ci puliamo la telecamera
garzina dentro per favore
perfetto
mettiamo una garzina che ci aiuta
anche per i colori
eccoci qua
io direi Marco se vogliamo
e poi cioè poi dopo facciamo l'ilo perfetto allora quarto clampaggio corretto? Sì sì
poi? Sì. Bene, puliamo un attimo magari per favore entrambi, sia la forbice che la Maryland,
mi fermo un attimino, ok? Vuoi darci qualche notizia, dottoressa Ranic, su come sta andando
la paziente, i suoi parametri, quanto sta risentendo o meno dei declampaggi? Così per
per dare un'idea anche ai colleghi di qual è l'impatto dei clampaggi seriali.
Allora, stiamo andando bene, la signora ha sempre mantenuto una MAP superiore a 65,
ancora adesso siamo con 110 su 70, vuota, vabbè l'ipovolemia la vedete da voi,
però ha sempre mantenuto una buona diuresi con un buon cardiac output,
ha fatto adesso l'emogas, nonostante siamo adesso al quarto clampaggio,
la signora ancora 1,78 di lattati, quindi siamo sotto ancora i 2, quindi direi che stiamo
andando molto bene. Ecco Marco se vogliamo fare un po' in superficie qui, siamo attenti
alle sovraepatiche, quindi facciamo proprio solo la glissoniana in maniera tale che la
l'apro un po' così, si raccordo? Ecco Marco, ovviamente se ci sono in chat qualche domanda
o se hai delle considerazioni, noi procediamo pian pianino. Io come comprare qualche domanda
o qualcosa ve la giro, ve la girate quelle che sono arrivate. Ecco, vedi che Marco dicevamo,
hai sentito che comunque
i clampaggi
sono compatibili
qui vedete che abbiamo una sovraepatica
una piccola sovraepatica aperta
da cui evidentemente
entrerà più CO2
che non uscire
che non uscire
sangue
questo è importante Marco
io qui metterei magari
una clippina
vedi
vedi? Oddio è molto piccolo, forse una clip è un po' troppo, vediamo cosa succede con
la bipolare, va bene, apriamo ancora sopra, dicevo una delle cose da tenere in considerazione
è che ovviamente lavorando con una ipovolemia di questo tipo, se c'è qualcosa che può
può mettere in crisi il paziente, non è tanto l'emorragia ovviamente, non dimentichiamoci
che con la Pringol chiaramente noi chiudiamo interamente l'inflo, quindi non abbiamo quel
rischio, però quello che può accadere è di avere una salita della CO2 abbastanza importante
e questo insomma può essere un elemento diventi un po in crisi la situazione ecco ok facciamo qui
vediamo perché prima qui lo danneggiato eccolo lì io qui credo marco che bisogna fare qualcosa
sovraepatica è più compressa dalla massa, facciamo anche fatica un po' a staccarla,
ci sto provando la vedi molto bene, ok allora Marco una clip lì perché c'è come vedi,
Sì, una clip. Mettila così, eh. Bravissimo, sì, lì così. Sì, un filino più in là, un filino più in là. Sì, lì così. Perfetto.
Forbice? No, niente, forbice, nero. Sì, sì, hai visto come l'aderenza qui è veramente terribile, eh? Vediamo cosa riusciamo a fare.
bene adesso è se adesso si vede molto bene grazie come va la c2 raffaella ok facciamola
adesso siamo a 10 bene allora declampiamo Marco in maniera tale che poi ci muoviamo eccoci qua
qui clip andiamo un po ecco un relativo un relativo difetto del robot che volevo chiederti
se vivi oppure se hai superato e l'assenza di feedback sulla, come dire, delicatezza
sulla trazione, perché lavorando su strutture talmente delicate, infatti qua hai un braccio
e un movimento che esercitano una forza incredibile quando tu li azioni potrebbe essere un problema
Ma sai che era una cosa di cui io avevo il terrore, non la paura, il terrore e devo dirti che con mia grande sorpresa in realtà ciò che sin ad ora è stato, poi sai magari poi è l'incidente che ti segna, però vai con il settore qui, ciò che sin ad ora è stato è che in realtà è incredibile come ti abitui.
immediatamente e l'occhio il cervello vi cariano quella quella mancanza insomma assolutamente ti
dico è incredibile è incredibile vai dobbiamo staccare quelle clip vedi perfetto quello li è
facciamo adesso sopra forse meglio il cayman qui però va bene adesso fatto lo usiamo dopo
ok proviamo ad aprire quassù marco sì è chiaro che oltre a essere come hai visto adesa è anche
resa molto fragile quindi chiaramente diventa un po difficile anche a non fare danni ok va
bene io direi che a questo punto è finito qui sopra il pregato qui la massa nel senso
No, no, no, dicevo
Adesso noi dobbiamo
Cattivo, sei l'ultimo punto
Della scuola
Vedi che la segue
La segue ancora
Adesso io credo che noi dobbiamo
È il momento di fare l'ilo
Vedi?
Allora, aspira un po' Marco
Facciamo l'ilo epatico
E poi decideremo cosa fare
Di questa vena
Quindi, operativamente
Io direi
Allora mi posiziono
Puliamo poi la telecamera
Perché così non va bene
Troppo sporca
Eccoci qua
Ok puliamo
Aspetta un attimo
Perfetto puliamo la telecamera
Io direi poi possiamo tagliare
Il
Perfetto
Allora laviamo un pochettino
Grazie
Aspetta che ho anche la mia garzina
Che mi sono messo qua
fantastico sera se possiamo clampare perfetto così facciamolo gli epatico in questo passaggio
se mi dai un attimo una mano marco perfetto ok molto bene voilà benissimo vero bene puliamo
un attimo facciamo magari uscire un pochettino di gas così cambiamo così diamo un po di pulizia
un po' a sinistra
aspira Marco
cioè distoccia qui
dai
aspira un po'
temo che questo sia il ramo del quarto
no?
si si
credi che qui è tutto un po' appiccicato
un po' complessa
questa situazione
ok questo è il ramo del quarto
io credo che
magari mettiamogli una clipina per ora
o lo coaguliamo ma forse si può coagulare sai perché comunque dammi la clip ok ok bene
lavare ok evidentemente la pringle non è molto tirata è vero può essere sì vabbè meglio comunque
come è veramente adesa e visto la grande difficoltà che determina nella sua diciamo
separazione no dalle aspira per cortesia si è proprio compresso e schiacciato se adesso mi
pare che siamo messi meglio forse mi dà la pinza allora io direi cominciamo a chiudere questi rami
partiamo da questo ramo che è il ramo per il quarto segmento quindi forse se vuoi togliere
se questo non è chiuso credo comunque se vogliamo togliere a questo punto il bulldog e poi mettere
un evo lock m se in realtà ti dirò non so bene probabilmente non l'ho tirato abbastanza perché
che in realtà mi sembra che non sia come dire così ok ciocciola perfetto bene così non uscirà
mai ok ok molto bene molto bene allora cominciamo a mettere l'emolock lì no siamo in asse qua aspetta
un attimo che ti aiuto eccoci benissimo fantastico una perfetto ok e poi sopra possiamo mettere una
metallica sì bene aspetta che non vedo però ti aiuto proviamo così anzi proviamo così ecco
facciamo dobbiamo aspirare un po ok provo a vedere cosa succede quando secondo me bisogna
era molto tirato è vero che va bene ecco che abbiamo guadagnato ancora spazio da me la leva
clip quindi adesso vediamo di chiudere prima anche l'arteria aspira un po ispiratore perfetto bene
bene bene bene bene e a questo punto direi possiamo mettere sull'arteria se riesci mette
lo possiamo togliere prendi tu marco si da me tieni ok ok si aspiratore prima togliamo il
bulldog così possiamo poi dedicarci possiamo poi dedicarci alla vena porta si riesce mi fa
vedere mette può mettere al centro il bulldog ok perfetto molto bene questo è uno per petali
Proverei a fare a questo punto
Un clampaggio vero
Ok portalo
Ispiratore
Tieni
Bene
Chiudiamo la telecamera
Perché siamo clampati
Ho clampato
Mi dici quando sono passati 5 minuti
Sì sì perché non era passato tanto
Forse no
Ah vabbè allora sì
Questo è il quinto
Ispiratore e disettore
Bene, ok, aspiriamo un po' tutto, aspira, puliamo un po', così adesso facciamo, puliamo
la sotto, bene, un po' in giro, ogni volta che si tagliano a freddo le vie biliari, hai
sempre un pochettino di perdita lì.
Forse il bulldog non ha compreso completamente.
il burro a questo punto marco che dici si si togliamolo a questo punto ci siamo mi dai la
A questo punto direi che possiamo mettere delle hemolock, sì grazie.
La porta è lì?
No, sì va bene, no, no, no va bene, va bene, forse è un po' grande, o no?
Sì, va bene, una, perfetto, va bene così, va bene così.
Due, bene, sì, sì va bene lì.
si
un'altra
no no va bene
va bene
direi che metterei di là
anche delle metalliche
ne mettiamo due
si
una e due
oh
aspira qui
finalmente adesso dovremmo
diciamo avere
si aspira
fare questo passaggio
manovre insomma voglio dire c'è la possibilità di un'azione che io trovo molto molto valida
marco si andiamo a vedere il foley ok si perfetto apriamo apriamo apriamo apriamo
come in realtà
sia molto
come dire
attaccato
è interessante
bene
adesso qua io direi che possiamo fermarci
perché dobbiamo
fare
la parte sovraepatica
ecco vedete la lesione a questo punto
mobilizzata
l'ilo diviso
e dobbiamo dedicarci al piano
sovraepatico quindi cominciamo intanto a gestire vedi che qui c'è un punto di sanguinamento bene
posso girarti una domanda dal dottor certo certo allora lui chiede lui a 36 anni ha un
un interesse in chirurgia epatobiliare e chiedeva se secondo te per un chirurgo come lui che
ha dimestichezza in chirurgia open epatobiliare è indispensabile passare dalla laparoscopia
e poi alla chirurgia robotica, proprio per questa complementarietà tra le due cose.
Io credo di sì, nel senso che non penso che la robotica possa consentire di saltare il passaggio attraverso la laparoscopica.
Questo perché io credo che la laparoscopia sia la porta della minimvasività, impari a muoverti con unità di grandezza rispetto alla chirurgia open, impari un'idea di muoverti attraverso i trocar,
per cui io credo che quello che mi sentirei di dire al collega è certamente la chirurgia
minivasiva del fegato, io credo che debba essere parte della cultura del chirurgo epatobiliare
moderno, non credo che si possa più lavorare senza questo tipo di expertise, la robotica
penso che sia
fondamentale
però penso che
la laparoscopia
sia il punto di partenza
di tutto
anche perché
se posso aggiungere
la mia esperienza
relativamente
anzi
solo alla chirurgia digestiva
e non alla chirurgia epatica
sull'introduzione del robot
nella mia passata ultima azienda ospedaliera conferma proprio quello che dici tu cioè e la
chiave di volta è stata quando dei chirurghi che erano già esperto e che erano già esperti
in chirurgia laparoscopica hanno preso in mano il robot prima c'è stata una grande fatica proprio
proprio perché un chirurgo esperto in laparoscopia ha in qualche modo solo da imparare i comandi della macchina,
ma il modo di guidare l'ha già imparato.
Quindi quando impara i nuovi comandi, le peculiarità del robot, alcuni dettagli della tecnica,
poi dopo la sua curva d'apprendimento con la robotica è veramente molto più breve,
cosa che non si può dire all'opposto.
L'altra cosa che chiedeva sempre il collega è nella tua equip quanti colleghi tuoi fanno interventi in robotica e patovigliare come primi operatori e quanti riescono a farne più o meno all'anno?
La nostra squadra è in generale una squadra piuttosto piccolina, nel senso che l'intero
organico della nostra chirurgia epatobiliare è composto da me stesso, dal dottor Catena,
dalla dottoressa Ratti e poi da altri tre colleghi. Abbiamo in partenza deciso di avviare
di avviare il programma robotico in tre, in maniera tale che il programma avesse una sua
continuità e per cui diciamo che io e gli altri due colleghi, quindi nello specifico
il dottor Catena e il dottore Saratti siamo in grado di fare interventi di chirurgia robotica.
ecco. In questo noi abbiamo un pochettino voluto ripercorrere quello che era stata la
nostra partenza laparoscopica, in cui avevamo stabilito che c'era non un singolo, ma che
c'era una squadra tra di noi che si occupava di quello per partire e poi ovviamente trasferire
progressivamente anche agli altri colleghi, quindi questa è un po' la nostra idea di
filosofia, ecco. Vai Marco?
apriamo la superficie se riusciamo, perfetto, ecco vedi che ci stiamo adesso lavorando,
lavoriamo sulla confluenza sovraepatico cavale, la vedete lì, vedete la vena sovraepatica
mediana, magari bisogna abbassare un po' il disettore, Martina, Martina, ci penso io,
eccoci qua
bene
aspiriamo sotto
ok, adesso dobbiamo dedicarci
vedete un passaggio
abbastanza complesso qui
perché questa aderenza insomma
è piuttosto tenace
dai, facciamo prima
la superficie magari
hai visto?
ok, vai
bene, allora
stiamo cercando di seguire la sovraepatica mediana per cercare di salvarla, poi adesso
vedremo insomma si è proprio accollata fino alla fine è proprio una roba micidiale pensavo
anche un po meno ti dirò forse avevo sottostimato un po l'entità dell'aderenza ma insomma dovremmo
forse anche pulire la telecamera credo no aspetta un attimo aspetta un attimo ok puliamo la
la telecamera, noi dobbiamo cercare di fare strato per strato, cercando di saggire sempre
un po' la... ecco, bene, è ora di pulire la telecamera, chiederei alla dottoressa Rane
che due cose, la prima come va la signora dal punto di vista, è ancora sporca però
la telecamera
dal punto di vista
come dire di lattati, di equilibrio
se
si dà soddisfazione
molto bene
molto bene, io sto andando benissimo
lattati sempre sotto i due
urina
circa 70, 50-70
melli orari
mappo 80
va benissimo
allora direi che possiamo
fare un clampaggio
che è il settimo clampaggio in maniera tale da poter lavorare diciamo nel punto
un pochettino più da gestire ecco clampato l'ilo ok magari aspiriamo un attimo marco
sotto qua qua anche qui tutto qui ok andiamo su così adesso allora facciamo prima in effetti la
si vede benissimo io sono silenzioso perché mi sembra che sia un momento molto delicato no
No, perché il dottor Catena ha risposto sì, sì, vedo bene, ho detto cazzo spero bene,
cioè capisci che, cioè, pensa se avessi risposto in realtà non tanto.
Sì, no, se vuoi potevamo metterci d'accordo all'inizio che mi chiamassi Luigi, che così
non facevamo confusione.
Allora, questa è, credo, la vena scissurale.
Perché per essere a sinistra in effetti è un po' bassa.
ecco quindi
qui io direi Marco
metterei per favore
Emoloc
e la M
ok vai
no no no così non va bene
dai Marco
non è messa benissimo
metti due metalliche
metallica
Marco
ti giro intanto una domanda
una domanda
di un collega che chiede nella tua esperienza fino a quanti clampaggi si
può arrivare in sicurezza ma noi abbiamo fatto anche diciamo una decina di clampaggi
ecco allora rispondo io perché una volta a me ha risposto in modo meno
compita perché eravamo solo noi due che parlavamo e la sua risposta è stata
finché servono. Si è vero, è vero. Vai Marco. Raffaella se vuoi dargli per cortesia un po'
sempre a proposito dei clampaggi era che il segreto era di non prolungarli eccessivamente,
Cioè che era meglio fermarsi un po' prima e farne uno di più invece che cercare di finire per forza prolungando il tempo di schemia.
No, assolutamente, quello è assolutamente cruciale, diciamo.
Va bene, vai qua.
Può essere quella sotto le tue forbici, la sovraepatica di sinistra?
adesso vediamo è potrebbe io adesso cercando di guadagnare più spazio possibile qua sotto ok
marco li vediamo la sinistra la vedi marco marco luigi si vede dietro la vedo anch'io dai marco
che il che è più rassicurante esatto essere chiamato luigi o dai marco marco
che non vedo più che la veda il marco marco a certo aspetta un attimo
vabbè la vascolizzazione buona tutta quindi direi che siamo nella condizione
sollevare bene aspira tieni che ho un conflitto esterno qua e allora avremo bisogno di un altro
clampaggio, sai Raffaella?
pinza
si, le clampiamo
eccoci qua
puliamo la telecamera
perché credo che cominciamo
a ragionare
diciamo sui passaggi finali
la sovraepatica
di destra
scusami, mediana, l'abbiamo riconosciuta bene
eccoci
ci si?
cosa?
si, non è intercambiabile
Qualche volta siamo noi a chiedere all'anestesista se può dare un pochettino di volume in più al paziente, questo ovviamente perché è chiaro che io non sempre ho interesse a che non vi siano dei sanguinamenti,
perché è ovvio che se devo monitorare anche il rischio di embolico a me serve qualche volta avere un po' più di volume
quindi tenete conto che si sa che la CO2 non dà embolea gassosa eccetera
però qualche volta si lavora sulle sovraepatiche su volumi piuttosto importanti
dei rapporti un po meno importanti o quantomeno meno come dire meno tenaci ecco a credo che
proprio per il suo volume forse ha creato anche proprio un po di sclerosi per il visionale che
che ha fatto proprio aderire le strutture, perché non è solo appoggiato.
O forse sai, ricordiamoci che lei ha avuto questo evento doloroso, magari ha avuto un sanguinamento intralesionale
da tutto, sia forse anche una tipologia di intervento che consente di avere un'idea
di quelli che possono essere l'importanza dell'associazione, la paroscopia robotica,
e i vantaggi che combinarli può dare
perché in effetti come vedi
non è indifferente la manovrabilità aggiuntiva
che ci sta dando la robotica
mi fa anche piacere
che si veda che i device a energia laparoscopici
si possono usare bene
visto il Kaema
è performante meravigliosamente
azzola comuniano ti faccio saltare il pranzo al palazzini no no ma hanno portato qui i classici
panini, i classici panini del Palazzini
eh?
no, no, ma molto più che panini
ah si?
poi ci trattano molto bene
passano a chiedere se vogliamo il caffè
no, no, siamo
assolutamente ben accuditi
guarda qua sotto
bene
allora
aspiro un pochettino qui, bene
ripeto
per via mini-invasiva, noi un po' di esperienza l'abbiamo fatta negli anni, mi sembra che
adesso abbiamo quasi 1.600 resezioni mini-invasive laparoscopiche, però devo dirti che un intervento
come questo vedi quanto secondo me beneficia.
mi sembra che proprio esalti i benefici della tecnica di accesso e della tecnica di condotta dell'intervento
esatto, esatto, vedi come si combinano meravigliosamente
Sì, sarà qui, qui dentro, hai visto che c'è un buchino qua?
Prepari la stape, per favore.
Lo vedi quel buco lì sulla mediana?
Il buco sulla mediana?
successivo è perché appunto quindi mi sa che non riusciremo a fare l'intervento successivo sai che
adesso sono le due e un quarto
ma ha detto che noi abbiamo lo slot
finale 17
e avendo messo un'altra ipotectomia
a sinistra
mi sa che non riusciamo
noi dobbiamo ancora
assicurare il dotto
pian pianino
è stato comunque molto
interessante ma anzi molto
direi particolare
anche come intervento
ecco
mi spiace se poi il Palazzini
rimane deluso
ma insomma
no no no non penso
glielo dici tu
assolutamente si
cioè conto sulla tua raccomandazione
ecco
aspetta un attimo Marco dai
ti vedo con la tua stapler
con la tua stapler carico
come un boiler
vedi che c'è il dottor catena già staplerante ok perché vuol fare anche l'intervento dopo
certo eccoci adesso ecco allora ripasso dell'anatomia adesso credo che la vediamo
bene no vedi la sovraepatica la mediana guarda tutta scheletrizzata va bene allora andiamo a
staplerare, ecco, giralo un po', va bene, magari un altro giro, perfetto, fantastico,
eccoci qua, bene, ci prendiamo un attimo e adesso stapleriamo, eccoci qua, allora, il
pezzo l'abbiamo lasciato, adesso tiriamo via la fettuccia come prima cosa.
adesso il pezzo è appeso solo al legamento triangolare di sinistra e basta
l'abbiamo già sezionato
ti ricordi che l'abbiamo sezionato
l'abbiamo visto all'inizio
ti ricordi che abbiamo detto
che abbiamo detto
che abbiamo detto
con la robotica
non abbiamo
problema della visione
quindi vedi
il pezzo è tutto libero
giusto, perfetto
allora adesso
dedichiamo un po' di acqua
alla sovraepatica mediana
che se la merita
ecco
mettiamo del surgiflo
ecco, vedi come scavava
guardate come scavava dietro
pazzesco eh
questo è piano cavale
vedete
si era fatto proprio
il suo alveo
diciamo
Lava Marco estesamente
La sovraepatica mediana
Quello di sotto
Sono i peduncoli
Portobegnari di destra
Ecco io chiederei adesso
Ho bisogno anch'io a mia volta
Di
Lava
Mettiamo il surgiflo
Poi chiederei
Al dottor Catena
Si può venire un attimo qui in console
Che io ho bisogno di slavarmi 5-10 minuti
Bene grazie
Qui abbiamo, vedi, io un po' nel timore di finire diciamo nelle situazioni diciamo, cioè di finire troppo a ridosso del Careful, vedi che sono stato forse sin troppo a sinistra, vedi qua come addirittura è rimasto…
Hai seccato due volte, hai secciato due volte.
esatto, però lo sai come funzionano queste cose, la safety è la prima cosa, quindi quando
ci sono queste masse è estremamente importante cercare di stare lontano dalle situazioni
che comunque possono avere un profilo di rischio, per cui vedi che mi sono tenuto un po' più
in periferia però alla fine credo che sia stato comunque un elemento di aiuto come per
la sovraepatica mediana eccoci bene partendo soprattutto in questo vedi in questo incavo
Questo qui è un moncone dell'arteria che è stato clippato verso l'ilo ma anche verso il fegato
per cui in realtà è un moncone di arteria che si può togliere tranquillamente
perché è stato clippato alla sua origine e poi dentro il fegato
così abbiamo fatto anche l'anatomia un po' più pulita, te lo lascio, ecco che qui abbiamo,
se il dottor Catena può venire un attimo alla console, così ci scambiamo 5 minuti,
l'estrazione del pezzo
la fate da un funnestil
si si si l'estrazione del pezzo
sempre da un funnestil
aspira un po' Francesca
lì ok
allora chiedo due minuti di break
se vi disturbo
un attimo ma
tutte le undici
postazioni
che stiamo mostrando in contemporanea stiamo facendo un ringraziamento a Giorgio Palazzini
che anche quest'anno è la 32esima volta che ha riuscito a mettere in piedi questo bellissimo
congresso che ha permesso a tante persone purtroppo ora presentemente, anzi esclusivamente
non è in presenza, di assistere a interventi uno più bello dell'altro, uno più interessante
dell'altro e quindi...
E quindi per noi è una gioia ringraziarlo, grazie Giorgio, davvero grazie, grazie di
esistere perché devo dire che il tuo evento è davvero unico.
adesso voi dovete fare qualche controllo particolare o qualcosa di specifica al di
al di là della come dire dell'ispezione per le mostre eccetera eccetera dovete fare qualcosa
di particolare ancora per controllare prima di concludere l'intervento dobbiamo certamente
sotturare il dotto e di cui si vede molto bene la bocca io credo che sia la cosa migliore da
fare sia sotturarlo proprio invece che mettere una clip allora se mi preparate un 5.0 portaghi
anche una bocca qui la vedi se quella sopra abbiamo una bocca qui e probabilmente lavo
fare sull'altro dotto che è molto più piccolo sì sì qui sotto adesso per te questo non è niente
per l'uso come trazione ok aspetta aspetta un attimo ok allora vediamo un po di capire dov'è
vi ringrazio perché devo passare a un'altra diretta vi ringrazio tanto è stato molto bello
molto piacevole essere con voi e grazie all'anno grazie molte grazie a tutti ciao
Chat AI
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