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27° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM 25 novembre ore 9.00 Presidenti A. BRESCIA (Roma) F. PRETE (Bari) Moderatori: G. CONZO (Napoli) C. DE WERRA (Napoli) P. GENTILESCHI (Roma) D. MASCAGNI (Roma) P. NARILLI (Roma) M. F. PANZERA (Milano) F. RICCI (TN) Pancrasectomia sinistra con conservazione dei vasi splenici e della milza robot-assistita per tumore neuroendocrino del corpo del pancreas con il da Vinci Xi G. Di Franco, N. Furbetta, M. Palmeri, S. Guadagni, M. Bianchini, D. Gianardi, G. Stefanini, C. Cremonini, G. Caprili, C. D’Isidoro, F. Melfi, G. Di Candio, F. Mosca, L. Morelli
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Allora abbiamo adesso le pancreasectomie. Il collega di Franco, pancreasectomia sinistra con conservazione dei vasi splenici e della milza roboassistita per tumore neuroendocrino del corpo del pancreas con da Vinci XI, ovviamente.
Sì, allora vi parlo appunto di questo caso. È un ragazzo di 43 anni con un tumore neuroendocrino di circa 3 cm del corpo del pancreas.
Nuovamente la disposizione del trocar, sempre con una disposizione lineare con il Davinci X-Eye,
noi lo posizioniamo lungo l'ombelicale trasversa, 4 trocar da 8 mm, perché appunto anche nel Davinci
X-Eye una cosa che fa senso è che l'ottica è da 8 mm, quindi è posizionabile in qualsiasi trocar,
non è necessario come il Davinci X-Eye di avere un trocar dedicato all'ottica.
Un altro vantaggio è che è un'ottica completamente sterile, quindi non ha più il rivestimento come da vincessai ed è intercambiabile in qualsiasi troca rispetto appunto a da vincessai.
In più si utilizza anche in questo caso un troca accessorio da 12 mm per l'assistente.
L'intervento inizia con la sezione del ligamento gastrocolico, quindi per accedere alla retrocavità, quindi esporre la loggia pancreatica,
quindi mediante l'utilizzo delle forbici e dei disettori bipolari a coagulazione dei vasi si incide, si apre il ligamento gastrocolico.
Si inizia quindi con la mobilizzazione del margine inferiore del pancreas e naturalmente per confermare poi la sede intraoperatoria del tumore
si esegue come vedremo un'ecografia intraoperatoria che confermerà la presenza della nota neoplasia, forse un po' si nota,
è proprio localizzata al passaggio testa-corpo, quindi è proprio a livello dell'istmo.
Sì, è un neuroendocrino, quindi coincide poi con gli aspetti.
Ma avete un esame istologico?
Istologico, diciamo, sia preparatoriamente già il sospetto neuroendocrino alla risonanza,
poi confermato anche l'esame istologico.
Ha una biopsia?
No, non si è biopsiato, non abbiamo...
Non biopsia.
Quindi era un sospetto?
Un sospetto, sì.
Quindi si procede con l'isolamento del pancreas, quindi a livello dell'istmo appunto,
creando questa finestra, scollando il pancreas dall'asse mesenterico portale
per mettere poi la sezione del pancreas proprio medialmente rispetto alla neoplasia.
quindi si libera a livello del margine superiore il pancreas
una volta completato come vediamo la preparazione del pancreas
della linea di sezione si procede alla sua sezione
mediante l'utilizzo delle forbici monopolari
quindi una sezione in maniera graduale e progressiva
fino a identificare così appunto il dotto di Wirsung
per permettere poi la legatura selettiva di quest'ultimo
Quindi vediamo, si procede appunto con la sezione, si intravede appunto il dotto di Wirsung, si circonda quindi circonferenzialmente il dotto di Wirsung e quindi si completa la sezione della trancia pancreatica e quindi il dotto di Wirsung viene legato selettivamente, intanto con una prima legatura con un laccio di lino 3-0, noi utilizziamo ancora il laccio di lino.
e torno al futuro
noi siamo sempre
tradizionalisti
una clip non bastava
no
anche questo
e poi una volta preparata
meglio la trancia per permettere di passare i punti
si persegue
un'ulteriore legatura con un punto
trasfisso del dotto di Wilsung
con un punto di Prolene
e poi appunto la trancia
come vedremo viene legata
viene chiusa, sezionata tipo a bocca di pesce, chiusa con dei punti staccati in prolere in modo tale da permettere di affiancare i margini della trancia e cercare di chiudere il più possibile la trancia stessa riducendo il rischio di fisto nel posto operatorio.
Ieri abbiamo visto l'utilizzazione di una stapler per fare questo.
Sì, laddove è possibile, in questo caso, essendo comunque il pancreas sottile, bene isolato,
se noi preferiamo utilizzare una tecnica non meccanica,
quindi la sezione è struttura selettiva del dotto di Wirsung e struttura della trancia con punti staccati.
Si faceva, probabilmente non ci sono state evidenze, teoricamente tutto fa, non si è visto che ci sono delle cose che funzionano, si può cercare di fare di tutto ma non c'è niente risolutivo dal punto di vista del disco della fissa.
Sicurissimo per le fistole pancreatiche credo che non ci sia nulla.
Una volta completata la trancia si completa poi la mobilizzazione del corpo coda pancreas
quindi scollando progressivamente il pancreas dai vasi splenici
quindi mediante l'utilizzo sia delle forbici monopolari che del settore bipolare
per la coagulazione dei vasi, dei piccoli rami tributari dei vasi splenici
Quindi in maniera progressiva e graduale, in senso medio-laterale, si procede alla completa liberazione. Anche qui diciamo il robot cosa offre di più? Naturalmente agevola questa fase della dissezione rispetto all'approccio laparoscopico.
In un nostro confronto abbiamo confrontato un gruppo laparoscopico, diciamo pancresettomia sinistra, con un gruppo robotico.
Ciò che abbiamo notato è che in quei casi in cui si è prefissato di conservare la milza con i vasi splenici, in casi in cui oncologicamente era possibile fare questo, l'utilizzo dell'approccio robotico ha permesso di ottenere questo risultato della conservazione della milza e dei vasi splenici in misura maggiore rispetto al tradizionale approccio laparoscopico.
E questo è razionale.
Questo, poiché appunto come possiamo vedere anche nelle immagini, l'articolazione degli strumenti ageva naturalmente la fine di istruzione e il progressivo scollamento del pancreas.
Certo, tutti i vantaggi robotici in questa fase.
Qualche anno fa la presentazione di un intervento del genere fatto in open usando il bisturi elettrico si scandalizzavano i laparoscopisti perché si usava un bisturi monopolare, mentre nessuno si scandalizza di vedere adesso usare il monopolare molto vicino ai vasi splenici.
probabilmente la spiegazione è che anche il bisturi elettrico ha fatto dei passi avanti
quello che si usa sul robot non ha niente a che vedere con quelli che si usano in open abitualmente
questo bisogna dirlo, è molto più preciso, meno traumatizzante i tessuti vicini
la visione tridimensionale è magnificata, amplificata, aiuta anche in una fine distezione
rispetto a un approccio
ovviamente open
nei casi più grossi
preferiamo
essere più sicuri mettendo
un emolock
quindi si completa poi
la fase della mobilizzazione
liberando completamente il pancreas
dai vasi splenici
il decorso poi di questo paziente
è stato regolare, non si sono
verificate problematiche fortunatamente
di fissura pancreatica
e appunto l'esame istologico ha confermato
il fatto che si trattasse di un tumore neuroendocrino
del corpo del pancreas
quindi questa è l'ultimissima fase dell'intervento
quindi si è completata la mobilizzazione
e la liberazione del pancreas
ottimo
complimenti
ho avuto una comunicazione
che somigliava un po' ad una minaccia
hanno rispostato
all'una e mezza
perché mi aveva detto lei stessa
prima che era le 12.45
quindi
avremmo fatto in tempo comunque
comunque, ma adesso respiriamo meglio.
Il collega Longo?
Ah no, c'è una domanda.
Ho un commento, una domanda.
Parte l'idea bellissima di un'altra tecnologia con la legatura del moncone con il lino
che mi ha fatto veramente molto piacere,
perché vuol dire che in chirurgia la tradizione non si deve mai buttare via.
Una domanda.
La conservazione della mizza, sempre perché è paziente giovane,
sempre sempre quando fate le sezioni
corpocaudali, qualche
volta, in base alla patologia
normalmente in base anche alla patologia
di base, credo che nei carcinomi
certo, credo che nei carcinomi
però non mi avventurerei
a fare una cosa, quindi solo
perché è in relazione alla patologia
laddove ci sono indicazioni
alla conservazione della milza, mentre si parte
proprio per conservare la milza
e i vasi splenici, diciamo
criteri oncologici, se il presidente
Sicuramente il moderatore mi consente di fare un passo indietro con la dottoressa. Io vengo da un'esperienza robotica perché vengo da Alessandria e quindi ho lavorato con il primo robot con la prima versione e lei ha detto giustamente che adesso si ripara di questa escissione completa del mesocolon perché si vede che in laparoscopia molto spesso questo non viene fatto.
Il motivo come ha già sottolineato Prete è che se lei vede degli interventi fatti con una tecnica più approssimativa sono interventi fatti male perché le regole vanno rispettate, se no noi chirurghi laparoscopisti offriamo il fianco a chi critica la laparoscopia dicendo che è però così.
Allora, se uno vuole fare la laparoscopia bene, la deve fare bene, se no non la deve fare.
Allora torni alla chirurgia open e come diceva giustamente il poeta, i tumori dell'angolo colico e del trasverso prossimale,
si deve portare via la cattagastropiproca e arrivare alla radice della gastropiproca di est.
È una considerazione generale.
Grazie per questo ulteriore apporto.
Grazie collega Di Franco.
Longo?
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