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23° CAD anno 2012 FANFANI Policlinico A. Gemelli Roma pancresectomia totale
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Pronto? Sì. Pronto Roma? Sì, pronto. Pronto? Roma? Sì. Gemelli? Pronto. Sì, perfetto. Buongiorno. Sono dottor Pazziera qui dalla sala.
sala. Buongiorno, mi presento, sono Roberta Di Battista, la coordinatrice della sala operatoria
di osservizio e ginecologia. Volevo salutare tutta l'aula e un ringraziamento particolare
al professor Palazzini che ci ha dato questa opportunità. Approfitto e do una descrizione
di quello che è il nostro
la piastra
pro-difunzionale
diciamo che la piastra nasce
nel 2004
come programma
di ingegnerizzazione strutturale
per mantenere
il politico al passo
con i tempi
si legge, legge, c'è il coppo
...
alcuni modelli
organizzativi non ancora presenti
nelle realtà italiane
Questo ha consentito il trasferimento di 7 giochi operatori tutti in un'unica piastra polifunzionale che a oggi è costituita da 33 sale operatorie dislocate in tre piani.
Ovviamente questo ha consentito l'ottimizzazione sia delle risorse umane e sia delle risorse tecnico-strumentali, garantendo sicuramente una migliore efficacia del servizio reso e contenendo i costi di gestione.
Da un punto di vista dei professionisti ha sicuramente motivato la crescita professionale del personale verso l'acquisizione di competenze polispecialistiche che li ha resi in grado di effettuare interventi dei vari ambiti disciplinari integrando le competenze dei singoli insieme agli altri.
Ovviamente in questa piastra polifunzionale sono presenti tutti quelli che sono i servizi di supporto indispensabili all'attività chirurgica, quali la terapia intensiva post-operatoria, la centrale di sterilizzazione, la farmacia satellite, nonché i servizi afferenti quali i laboratori diagnostici del policlinico e il servizio trasfusionale.
Ovviamente è una re-ingegnerizzazione molto complessa che prevede la centralizzazione di tutti i processi che riguardano l'attività chirurgica attraverso l'unità di programmazione centralizzata che afferisce come gestione alla direzione sanitaria
e adottando tutti i sistemi per rispondere ai requisiti richiesti dal progetto
la chirurgia sicura salva la vita attraverso l'attuazione dei 16 obiettivi
raccomandati sia dall'OMS che dal Ministero della Salute
e questo ci ha anche condotto a elaborare una cartella infermieristica di sala operatoria
che a oggi è parte integrante della documentazione clinica del paziente, a partire dalla identificazione del paziente che viene eseguita attraverso un check-in elettronico
su di un braccialetto munito di codice a barre che viene assegnato al paziente al momento del ricovero e che lo accompagnerà fino alla dimissione.
Ovviamente queste sono tutte caratteristiche che rendono il Policlinico un centro d'eccellenza e che in tutti questi anni si è posto sempre nuove mete, per cui nel 2011 due sale di queste 33 sono state totalmente ristrutturate come sale integrate.
La sala integrata è la sala che vedrete oggi in onda con la diretta ed è una sala che ha un sistema operativo altamente tecnologico e che consente la gestione informatizzata e integrata di tutte le apparecchiature elettromedicali, del controllo ambientale e delle procedure.
dure. Chiaramente ci permette di gestire tutte le apparecchiature endoscopiche compresi gli
elettrobisturi, le lampade scialitiche e il letto operatorio. C'è un sistema di gestione
audio, video, musica con un dispositivo iPod control. Ci consente la gestione ambientale
e il sistema di videoconferenza. Ovviamente dà grandi vantaggi al personale di sala, sia la strumentista che alla fuorisala, perché è un sistema che è configurato totalmente touchscreen in due postazioni, una sterile, che è quella che utilizzerà la strumentista, e l'altra non sterile ed è posizionata su una parete della sala operatoria,
è un'interfaccia intuitiva per cui la fuorisala può gestirlo nell'eventualità che la strumentista
può essere impegnata. Ovviamente i vantaggi sono quelli di ridurre l'errore umano e soprattutto
di ottimizzare i tempi. Le caratteristiche peculiari di queste sale operatorie sono quelle
di poter personalizzare le procedure chirurgiche in base al chirurgo o in
base al tipo di intervento ha aumentato la sicurezza perché tutte le
apparecchiature elettromedicali sono munite di allarme con
diciamo sia la visione che la risoluzione del problema nonché la
notifica degli eventi di manutenzione è possibile standardizzare le procedure attraverso la
registrazione dei protocolli e ci permetterà in futuro anche di informatizzare la cartella
infermieristica di sala operatoria per quanto riguarda la descrizione diciamo mi sono mi fermo
e passo la parola alla ostetrica fuoristrada corinna che ci descriverà un po quello che è
che è la gestione della paziente e delle attività di fuorisala.
Mettiamo la musica.
Buongiorno Corinna.
Salve, buongiorno a tutti. Sono l'ostetrica Garofolo.
Mi accingo a annunciarvi tutte quelle che sono le nostre attività di preparazione
che ovviamente iniziano ben prima che la signora arrivi all'interno del blocco operatorio.
L'evento chiave della nostra attività di fuorisala caratteristica per questo tipo di intervento è la posizione della paziente sul letto operatorio.
Ma che intervento state per realizzare?
Stiamo per mostrarvi un'isterectomia laparoscopica LESS.
Perfetto, ok.
Ok, dicevamo la nostra premura è quella di procurare un letto operatorio adeguato al tipo di intervento, poi vedremo in che modo, e preparare tutti quei presidi medico-chirurgici, monouso, poliuso e in generale curare l'organizzazione della sala per essere pronti nel momento in cui la paziente arriva alla nostra utenza.
Il primo passaggio che dobbiamo curare è sicuramente quello del riconoscimento del paziente, di valutare brevemente l'anamnesi della paziente e di individuare eventuali fattori di rischio che possano precludere il regolare svolgimento delle attività operatorie programmate.
E questo tipo di riconoscimento lo facciamo sia verbalmente con la paziente, ma deve anche essere registrato attraverso la nostra rete informatica, di cui possiamo soffrire direttamente dalla sala.
sala. Dopodiché assisteremo la paziente in tutti gli step che partono dalla sala di pre-anestesia,
che è proprio fuori dalla nostra sala operatoria, all'interno della sala e successivamente a
risveglio e poi nell'accompagnamento fino alla sala della recovery room. Appena la paziente
assistiamo l'anestesista nel posizionamento di una periferica venosa, quindi prepariamo
le sacche di infusione e siamo proprio noi a valutare che tipo di deflussori, raccordi
e prolunghe poter inserire, perché in questo caso, proprio nel caso di questa isterectomia
adesso poi vedremo che sarà necessario avere una preparazione specifica. Dopodiché entriamo
in sala e aiutiamo la signora a assumere la posizione ginecologica. La posizione ginecologica
prevede che la signora sia disposta sul lettino operatorio con il bacino sul bordo del lettino
in operatorio stesso e la aiuteremo a posizionare le gambe sui cosciali, generalmente i cosciali
di Allen, i quali ci aiutano nello svolgimento proprio dell'intervento. Questi ci aiutano
a alzare le gambe della signora che avrà quindi le cosce flesse sull'addome e le gambe
flesse sulle cosce, a divaricare le gambe della signora per poter permettere agevolmente
la manipolazione uterina durante l'intervento e inoltre ci aiuterà la posizione, proprio
questo tipo di posizione, ad aumentare lo spazio tra sinfisi pubbiche e promontorio
sacrale per facilitare la visione virtuale della pelvi agli operatori. In questo tipo
di intervento il paziente dovrà assumere la posizione di Trendellenburg in maniera
Era molto efficace, un trendelenburg spiccato.
Per questo motivo dovremo posizionare degli spallacci su entrambe le spalle,
avendo l'accortenza di proteggere le spalle della signora con dei presidi morbidi al fine di evitare possibili lesioni.
E questo ci agevolerà per due elementi, ovvero eviterà ovviamente che la signora scivoli indietro
durante l'intervento chirurgico, compromettendo quindi una corretta manipolazione uterina
e inoltre ci aiuterà ovviamente a proteggere da eventuali cadute accidentali.
Nell'isterectomia LESS gli operatori assumono una posizione particolare, caratteristica e specifica per questo intervento.
In una fase iniziale in cui si effettuerà l'accesso addominale, l'operatore e l'aiuto saranno disposti ai lati della paziente.
Successivamente invece il primo operatore assumerà una posizione caratteristica alla testa della paziente
ed è proprio per questo che dicevamo prima di procurarci un letto che possa essere spezzato in più parti.
Infatti se la distanza tra la testa della paziente e la posizione dell'operatore fosse troppo ampia,
quest'ultimo non riuscirebbe ad utilizzare adeguatamente gli strumenti laparoscopici
perché ovviamente il braccio deve lavorare in maniera molto comoda ed agevole.
Durante la prima parte dell'intervento la fuorisala è anche tenuta ad assistere la strumentista
in tutta la sua fase di preparazione, quindi la preparazione del campo,
la compilazione della checklist dei ferri chirurgici, la compilazione della scheda infermieristica,
delle richieste di esami istologiche ed eventualmente citologico
e proprio al momento dell'incisione sarà colei che aiuterà l'equip del campo operatorio
ad effettuare tutti i collegamenti delle apparecchiature elettromedicali.
Mentre il controllo può essere declinato o comunque condiviso tra strumentista e fuorisala
nelle nostre sale integrate, questa fase di collegamento diciamo che il personale è strettamente coeso l'uno all'altro
e bisogna lavorare insieme in armonia e in equip.
Durante tutto l'intervento ovviamente la fuorisala assiste a tutte le fasi dell'intervento
procurando anticipatamente tutto ciò che potrebbe anche essere possibile
cercando quindi di provvedere in maniera anticipata tutte le possibili variabili
che si possono presentare durante questo tipo di intervento.
mentre al termine dell'intervento stesso la priorità ovviamente è sempre data alla paziente
quindi la nostra prima premura sarà quella di riposizionare la paziente in posizione supina
togliere gli spallacci per eventuali eventuali lesioni durante il risveglio che può essere più o meno agitato
e assistere l'anestesista in questa fase molto delicata.
dopodiché
diciamo che la collaborazione
con la strumentista termina
nello smaltimento di tutti i materiali
che sono stati utilizzati e poi
la signora verrà accompagnata fuori dalla sala
operatoria. Perfetto
è stata una spiegazione precisa
ed esaustiva
grazie
pronto?
pronto?
collegata con la sala, parli pure
sempre collegata con noi, sì
volevo farla parlare
la strumentista che ci darà delle indicazioni su quella che è la gestione del campo operatorio
nella tipologia di intervento.
Buongiorno, salve a tutti, sono Rosa Cuomo, strumentista ostetrica, sarò molto breve
in modo tale da invitarvi alla visione dell'intervento.
Diciamo che fondamentalmente è da definire la chirurgia ginecologica LESS, quindi l'aparo
endoscopic single side, è una chirurgia che ha dato l'evoluzione della laparoscopia fondamentalmente, che consente una visione chirurgica prettamente non invasiva e senza cicatrici.
Questo perché permette all'operatore di accedere all'addome attraverso un'unica incisione, quindi transobellicale, con un unico accesso, o meglio con un unico strumento, il triport, strumento cardine della lavaroscopia LES.
Vi dico subito com'è costituito. È costituito da una guaina in silicone, al quale viene montato un raccordo con tre valvole da 5 mm, valvole contenenti gel, e una valvola da 10 mm, dove viene introdotta l'ottica o vari strumenti.
Strumenti che hanno la particolarità, a differenza della laparoscopia tradizionale, di avere una lunghezza di 45 mm rispetto ai 35 mm.
rispetto ai 35
quindi scusi la mia domanda
siccome pratico anch'io
molto a Sils
che è un sinonimo della LES
avete voi i ferri più lunghi
e l'ottica normale
perché normalmente si ha l'ottica più lunga
e i ferri normali
no assolutamente no
l'ottica è un videolaparoscopio
scusami
Noi utilizziamo un'ottica da 5 mm lunga 50 cm.
Sì, sì, assolutamente sì, lo siamo anche noi.
Utilizziamo un'ottica, un videolaparoscopio, ripeto, da 5,4 mm con la punta regolabile, flessibile.
Molto lussuoso, molto lussuoso.
Perfetto, che dà l'opportunità a 100° in quattro direzioni.
E quanto è lungo quell'endoscopio?
questa è 35
quindi avete i ferri operatori
sono più lunghi dell'endoscopio
si
ho capito
posso continuare?
mi sentite?
ok perfetto
quindi grazie a questa punta
la parte estrema della punta
viene regolabile
con praticamente 4 direzioni
e 30 gradi 5 mm, come avevo detto.
Dopodiché, un altro strumento cardine della laparoscopia LESS
è uno strumento multifunzione che dà l'opportunità all'operatore
di dissezione coagulo e di taglio ENSIL.
Nel nostro caso specifico dell'isterectomia,
Altro ferrocardine è l'uncino collegato ad una corrente monopolare, il quale permette di eseguire la colpotomia.
Perfetto.
La forma dell'uncino è data per ovviare all'interferenza delle mani, essendo in lessa.
Perfetto, per una migliore ergonomia e meno contrasto dei ferri retti fondamentalmente.
Quindi usate dei ferri dedicati quando fate la LES? Non usate i ferri normali della laparoscopia?
No, inizialmente usiamo il ferro normale della laparoscopia, una pinza traumatica che permette la mobilizzazione dell'intestino e il tiraggio delle strutture circostanti,
Mentre per una, in caso di linfodenectomia, in questo caso parliamo di un cappendometrio, possiamo utilizzare il cosiddetto grasping.
Sì, sì, con che sono sempre ferri dedicati, con curvi apposta.
Assolutamente sì, con una curvatura a 30 gradi circa.
È chiaro che per quanto riguarda la nostra competenza da strumentista ci sono due campi operatori.
Il primo campo, il primo servitore è prettamente addominale, quindi dall'accesso open a paroscopico per poi terminare dopo l'isserectomia, quindi la colpotomia, a eseguire una colporafia vaginale.
Quindi ci troveremo il servitore prettamente vaginale. Il servitore vaginale è costituito da uno strumento cardine, il manipolatore uterino, ossia il clemon ferran, che è costituito da un'asta con una punta che permette la retroversione e l'antiversione dell'utero.
Una delle guaine di silicone inserite in vagina in modo tale da evitare la perdita di CO2, quindi del pneumoperitoneo.
E una valva di ceramica che consente durante la colpotomia la visione dei fornici vaginali.
Viene la cervice uterina di conseguenza per l'inserimento...
E' un strumento meraviglioso che ci ha appena fatto vedere, monouso o poliuso?
Assolutamente poliuso, questo è poliuso.
Ci sono varie punte in base quindi poi alle anamnesi e quindi alla visita seguita dal ginecologo
e vengono quindi sostituite.
Per l'inserimento, ripeto, del manipolatore uterino del Clemon Ferran
viene dilatato il collo dell'utero con dilatatori di Egar
che purtroppo non vedete in quanto la telecamera è posizionata dietro, fino al diametro 8,5.
Questa operazione la fa il ginecologo e noi la assistiamo nella procedura.
Ora vi lascio così ciò che ho praticamente esposto è molto più facile vederlo anche nella pratica.
ringrazio tutte e vi auguro
buon lavoro. Grazie mille. Sì
passo il dottor Fanfani. Sì
possiamo pronto? Sono sempre di
Battista. Sì dica pure. Pronto?
Dica dica. Ascolte sto chiamando
il professore un attimo per la
descrizione della tecnica e ci
richiamate voi appena lui è qua
o possiamo aspettare due minuti
per la diretta? Beh la paziente
sta già dormendo?
noi possiamo intanto iniziare
forse è meglio, poi dopo la tecnica
ci scrivi in corso d'opera
in corso d'opera, va bene
eccolo, eccolo
professore, sta arrivando
intanto
pronto? pronto, vi sento perfettamente
chi c'è lì?
no, no, chi è?
chi sto parlando io?
sono Panzera di Milano, sono un
chirurgo, ma ho fatto anche molta
chirurgia ginecologica
per cui conosco molto bene l'intervento
e voglio vedere come lo metti in atto
sono molto curioso
e tutta la sala è curiosa con me
allora io sono Giovanni Scambia
buongiorno a tutti
mi sentite bene?
perfetto
allora adesso
il caso che è stato selezionato
è un tumore iniziale dell'endometrio
quindi dovrebbe essere un tumore
un primo stadio G1
che quindi non necessita, almeno allo stato attuale, di una linfadenectomia.
Per cui l'intervento consiste in un'esterectomia radicale tipo A,
insomma comunque un'esterectomia extrafasciale,
che il dottor Fanfani eseguirà coadiuvato da due nostri specializzanti,
il dottor Vizielli e il dottor Guelialetti,
e lo eseguirà con una tecnologia LESS, quindi single port.
Avete visto probabilmente già lo strumentario che usiamo.
Fra un po' vedrete la disposizione al tavolo operatorio.
Intanto il dottor Fanfari sta iniziando l'incisione sull'ombelico.
E tanto tempo che utilizzate la SILS per questo intervento?
Dunque, noi abbiamo fatto un centinaio di interventi di isterectomie e almeno il doppio di interventi per patologia annessiale.
Peraltro, recentemente abbiamo avuto modo di pubblicare questa serie di 100 casi di LESS e confrontarla con una serie di casi eseguiti invece con tecnologia robotica.
Questa è una tecnica che a noi piace molto, questa dell'ES, per tutti i vantaggi in termini di dolore post-operatorio, di ripresa e ovviamente anche di cosmetica, perché tutto l'intervento poi viene eseguito attraverso un'unica incisione ombelicale.
Poi voi, avendo pazienti solo donne, siete agevolati in questo senso?
Sì, direi di sì. Adesso vedrete l'introduzione del trocar, che avviene ovviamente con i mobili.
è quel trocar? Quello ha due centimetri e quindi l'incisione finale sulla fascia è di due
centimetri al massimo e tutto da un punto di vista della cute è tutto racchiuso all'interno
dell'ombelico quindi alla fine dell'intervento si chiama proprio intervento scarless proprio
proprio perché non ha cicatrici.
Ora, quello che noi abbiamo fatto, poi lo vedrete meglio,
è di riprodurre con l'ES lo stesso tipo di isterectomia
che facciamo con la laparoscopia tradizionale
che a sua volta seguiva esattamente il tipo di isterectomia
che facevamo ad addome aperto.
Quindi vedrete una chiusura delle uterine all'origine con delle clip.
Adesso vedete l'introduzione del trocar.
Adesso vedrete che all'inizio noi operavamo con questa disposizione qui,
qui quindi con l'operatore a sinistra della paziente e l'aiuto a destra
e poi ovviamente abbiamo un terzo operatore che si occuperà della manipolazione dell'utero dalla vagina.
Credo che uno dei vantaggi della ginecologia è proprio questo,
cioè che l'organo che noi asportiamo può essere in qualche modo manipolato anche dal basso,
quindi consente fondamentalmente di vicariare,
l'assenza di un aiuto attivo
insomma
e poi siete agevolati
per l'estrazione del pezzo
assolutamente
noi in generale
per filosofia facciamo pochissime
esterectomie subtotali
veramente poche
un po' perché la maggior parte dell'attività è di tipo oncologico
un po' perché non amiamo molto
il morcellamento dell'utero
quindi una porta per l'entrata del gas
una porta per sfiatare il gas
e eventualmente
adesso se vedete
io non so cosa voi vedete
vedete la disposizione della sala?
adesso vediamo
il device posizionato
che si sta gonfiando
allora adesso
gli operatori hanno cambiato
la loro disposizione
cioè praticamente
Praticamente l'operatore, il primo operatore è alla testa della paziente, questa è una cosa che abbiamo introdotto a un certo punto perché lavorando soprattutto con strumenti curvi, con strumenti retti, viene molto più ergonomicamente facile se l'operatore sta dietro la testa della paziente.
E l'anestesista si è fatta convincere a spostarsi?
E quindi la disposizione che non so se voi vedete, l'operatore ha la testa, dietro la testa, la paziente è in una posizione di Trendeleburg molto spinta, anzi io la aumenterei un pochino, ecco così, ancora ancora, ok, siamo al massimo?
E poi c'è ovviamente l'aiuto sempre a destra della paziente che tiene la telecamera e il terzo operatore per via vaginale sta cercando di posizionare il manipolatore uterino, quindi deve dilatare il canale cervicale e posizionarlo.
Una visione in cartusce dell'interno.
Sì, ecco vedete un utero mobile, non ci sono...
Adesso l'operatore, il dottor Fanfani, deve coagulare le tube perché nel momento in cui si andrà a manipolare all'interno dell'utero
è bene che per prassi coaguliamo le tube per evitare il passaggio di materiale dall'interno attraverso le tube.
In pratica la chiave di questo intervento è la disponibilità anche di strumenti multifunzione.
Quindi lui, il dottor Fanfani, in questo caso avrà una pinza bipolare e un ensil.
Adesso fa un washing per vedere la citologia.
Quello che noi abbiamo potuto dimostrare con questi casi fatti fino ad ora
e che si riesce a fare un'isterectomia assolutamente sicura con single port,
il numero di linfonodico, allora necessiti la linfadenectomia, è adeguato, che si possono eventualmente prelevare.
I tempi operatori sono dilatati rispetto alla paroscopia tradizionale?
Leggermente, ma non molto, alla fine non molto.
Assolutamente, la cosa che va anche considerata è che c'è una curva di apprendimento che ovviamente il LESS comporta.
Adesso il nostro obiettivo scientifico in questo momento è il confronto di questa tecnologia LESS con il single port invece robotico e con la laparoscopia con strumenti da 3 mm.
quindi in generale questi casi sono stati fino ad oggi randomizzati a utilizzo di less o la
paroscopia con strumenti da 3 mm adesso sì giusto un po di preparazione del campo ecco
vedete che senza uno strumento del genere sarebbe difficile lavorare dito dito ecco
Adesso se vedete, vedrete l'utero muoversi perché sta introducendo il manipolatore uterino
e ovviamente la speranza è che l'utero non si buchi introducendo il manipolatore
perché questo ci metterebbe in seria difficoltà nel continuare l'intervento.
Ma questo è una cosa comune a qualsiasi tipo di procedura endoscopica.
Ecco vedete adesso quanto è importante in un intervento del genere la manipolazione ed è devo dire anche in questo intervento molto importante l'abilità di chi tiene l'ottica e anche come sempre in ginecologia la manipolazione uterina non è una cosa semplice,
cioè devono essere persone addestrate a fare questo
perché in certe situazioni è assolutamente fondamentale
avere una persona esperta che faccia la manipolazione
Gli specializzanti sono le persone veramente le più utilizzate
per questo tipo di ruoli in genere
Sì, devo dire che da noi anche operano abbastanza
Mi sembra anche giusto. Sono persone esperte. Ecco una curiosità tanto per intrattenere la sala. La gestione dei gas, diciamo così, dell'eliminazione dei gas è lasciata all'assistente di sala o ai chirurghi? L'apertura della valvola per fare il gas?
Agli assistenti di sala, sì sì, agli assistenti di sala.
Poi quello che vi vorrei far notare anche è che la composizione dell'equip da noi è fatta in generale da persone anche molto giovani in generale,
anche l'operatore, il dottor Fanfani è un chirurgo bravissimo, ma comunque giovane,
E credo che poi la formazione deve essere molto precoce, cioè bisogna iniziare a lavorare in laparoscopia e comunque in chirurgia in maniera attiva da subito, dalla scuola di specializzazione.
Quindi cosa sta facendo adesso il dottor Fanfani?
Adesso lui ha tagliato il legamento rotondo di sinistra, ha aperto il legamento largo di sinistra, sta in qualche modo staccando il sigma, perché quella è un'aderenza quasi fisiologica in moltissimi casi, però a noi un po' ci disturba, per cui la stacchiamo.
e fra un minuto si andrà a cercare l'uretere, l'origine dell'arteria uterina.
Tra l'altro l'uretere un pochettino si era anche visto, credo, a un certo punto.
Questo tempo qui, che voi vedrete adesso,
vedete, il vantaggio sta nel fatto che l'utero è in qualche modo spinto in alto
e questa è una funzione importante, assoluta, del manipolatore.
Mentre nella laparoscopia tradizionale si può anche in certe circostanze, per esempio l'altro giorno abbiamo fatto un'isterectomia in cui non era indicato il manipolatore per vari motivi, la possiamo fare anche senza manipolatore.
Nel caso invece di un'isterectomia less lo riterrei diciamo una delle condizioni indispensabili per lavorare in sicurezza.
Adesso lui sta cercando di isolarsi l'arteria umbilicale e l'uretere.
Ecco questo ve l'avete visto?
L'uretere perfettamente.
Adesso lui lateralmente all'uretere andrà a cercarsi l'origine dell'arteria uterina
che come sapete il primo vaso che parte dall'ombelicale questo tempo qui diciamo un tempo
che noi abbiamo introdotto nella laparoscopia tradizionale e perché diciamo da una garanzia
di sicurezza maggiore di emostasi e consente di coagulare molto meno ai lati dell'utero
l'arteria uterina
quindi consente di lavorare con maggiore
tranquillità. L'abbiamo fatto
la prima volta
in una condizione di emergenza
perché c'era un sanguinamento e quindi
siamo andati a prendere l'arteria
all'origine e poi l'abbiamo
introdotto come tempo
diciamo importante
preliminare. Ha due
significati secondo me. Uno
la tranquillità
nell'emostasi
il secondo che obbliga in un certo senso a vedere l'uretere e quindi ti fa lavorare poi con maggiore sicurezza, in una situazione di emorragia uno sa bene che avere per esempio delle clip di riferimento sull'arteria uterina ti indica in che posizione è esattamente l'uretere,
Quindi ti fa lavorare molto più tranquillo. Vedete che con l'ES, mentre questo è l'unico tempo secondo me che richiede dei tempi maggiori rispetto alla laparoscopia tradizionale, perché gli manca proprio l'aiuto di un assistente che gli possa in qualche modo mettere in tensione l'uretere e fargli identificare più facilmente l'arterio uterino. Questo credo che sia il tempo più difficile di tutto l'intervento.
ma gli operatori sono comodi
ergonomicamente
ergonomicamente con questa posizione
direi di sì
noi abbiamo avuto
non hanno troppe interferenze tra chi tiene l'ottica
e chi sta operando?
no, perché come vi ha fatto vedere
l'ottica è
un'ottica particolare
e soprattutto
bisogna farci un po' di mano
però alla fine
noi abbiamo avuto un periodo nel quale
abbiamo anche provato a usare degli strumenti curvi
che potrebbero forse favorire un po' di più
evitare l'incrocio delle mani
e proprio l'affollamento delle mani sul campo
però in realtà la mia preferenza è sempre stata per gli strumenti retti
e anche chi da noi aveva un po' di passione all'inizio per i curvi
ha cambiato idea
Secondo me la posizione migliore è strumenti retti e con operatore al centro.
Vedo che sono abbastanza comodi, non hanno troppe interferenze di mani.
No, no, adesso dovremmo essere quasi arrivati.
Adesso il dottor Fanfani sta un po' aiutando il nostro specializzante a posizionare meglio l'ottica.
Un attimino che la puliamo perché si è...
L'importante è vedere molto bene.
Ecco, adesso vedete sta arrivando a preparare l'arteria uterina, ecco vedete che si vede
abbastanza bene, credo, l'arteria uterina e il passaggio dell'uretere sotto l'arteria
uterina. Adesso in quella posizione mettiamo una clip, anzi due, e quindi ci siamo messi
con una certa tranquillità a fare un passaggio emostatico importante per tutto l'intervento.
Adesso il passaggio successivo è la chiusura del peduncolo ovarico che una volta visualizzato
secondo me in questi interventi è la riproducibilità assoluta, cioè bisogna fare assolutamente
tutte le stesse cose, quindi qui chiunque di noi fa un'isterectomia del genere la fa
sempre con gli stessi tempi. Adesso si rifà esattamente la stessa cosa dall'altra parte.
fatele insomma
direi che state procedendo
con molta razionalità
e tutto molto ben illustrato
adesso vedete di nuovo
taglio del legamento rotondo di destra
apertura del legamento largo
problemi con la vescica
non ce ne sono mai
beh dipende
in questo caso è una paziente che non ha fatto
cesarei così quindi
Quindi qualche problema ci può essere a volte nel caso di...
Nel caso di...
Sì, però insomma...
Questo mi sembra un utero abbastanza compiacente.
Sì, l'abbiamo, diciamo, selezionato apposta perché credo che vi possa dare un'idea più adeguata
proprio della tecnica, dell'anatomia, insomma, di com'è.
Chiaro, chiaro, chiaro. Una scelta corretta.
La paziente non è magrissima, però insomma si presta bene.
Abbassalo un pochino l'utero, leggermente.
Ecco, vedete, si intravede l'uretere.
Beh sicuramente questa metodica permette di avere un sicuro controllo dell'uretere che è sempre stato un po' un punto debole.
lei? Diciamo che il nemico numero uno del ginecologo è l'uretere, per cui per noi diciamo
è un po' come scuola una fissazione, cioè non facciamo niente se non visualizziamo l'uretere
in linea di massima, anche in un'annessiectomia ovviamente non lo visualizziamo lì, lo visualizziamo
più in alto, però è difficile che chiudiamo dei vasi ovarici senza aver visto dov'è
l'uretere. Poi in base al tipo di intervento lo possiamo solo visualizzare o isolare più
o meno fino alla vescica, però in linea di massima non c'è intervento in cui l'uretere
non viene in qualche modo visualizzato. Ed è importante perché adesso non ci sono
fattori di rischio particolari, però ci sono situazioni oltre al cancro, ma anche di endometriosi
per esempio, in cui l'uretere può essere dislocato di molto e quindi se uno non lo visualizza il rischio esiste.
Poi c'è anche, penso, una variabilità soggettiva da paziente a paziente.
Ci sono pazienti nei quali l'uretere è abbastanza basso, diciamo, quindi più sulla parete vaginale,
altre in cui il contatto col collo dell'utero è più evidente, quindi ecco adesso vedete
si tratta di continuare a farsi questo spazio.
Se aveste dovuto fare un intervento più radicale sareste stati più verso la parete immagino?
L'intervento radicale avrebbe, diciamo noi abbiamo adesso la distinzione di varie classi
diciamo di isterectomia. Un intervento già più radicale per esempio avrebbe comportato
l'apertura del tunnel ureterale e quindi la sezione anche dell'arteria uterina oltre
che alla legatura e proprio l'asportazione di tutto il tessuto paraureterale. Però ecco
nel cancro e l'endometrio questo non serve. Ecco vedete si vede bene l'origine dell'arteria
euterina, adesso lui con dei movimenti di scollamento la deve preparare un po' di più
e a quel punto la può chiudere. Ovviamente nell'isterectomia invece fatta con strumenti
scelto oggi questo tipo di intervento perché diciamo che la chirurgia ginecologica o oncologica
che oramai va da interventi il più possibile mini-invasivi come questo
a invece interventi molto molto pesanti soprattutto nel caso di tumori ovarici
però abbiamo pensato che essendo voi dei chirurghi generali
forse questo è più interessante per voi vedere questo tipo di intervento
piuttosto che magari un intervento per tumore ovarico con una resezione intestinale
o una peritonectomia del diaframma, questo è abbastanza tipico del ginecologo questo intervento, quindi lo abbiamo preferito.
E si fanno ancora isterectomie per via vaginale?
Sì, sì, si fanno, c'è una scuola che lo supporta molto, devo dire che la nostra, essendo, si vede l'uretere anche sulla parete, attraverso il peritoneo lo vedete anche,
e diciamo che noi siamo sempre stati una scuola molto addominale
e quindi il passaggio per noi più diretto è stata la laparoscopia
quindi non siamo mai stati dei vaginalisti spinti
però ci sono delle scuole italiane di chirurgia vaginale molto efficienti
che hanno invece tratto dalla laparoscopia il vantaggio di poter visualizzare il peritoneo, però per esempio un'isterectomia less si può anche fare laparoassistita e cioè chiudere per via laparoscopica solamente i peduncoli ovarici per esempio e poi completare tutto l'intervento dal basso.
e questo col vantaggio che nel caso di un carcinoma uno ha la possibilità di avere una panoramica anche del peritoneo
vedere se ci sono diffusioni o meno
noi in linea di massima quasi tutta la nostra chirurgia è o la parotomica o endoscopica
vedete quanto è importante questo strumento multifunzione, uno strumento di questo tipo
perché altrimenti sarebbe molto difficile procedere con bipolare e forbici
Sì, ma anche noi chirurghi ormai senza questo tipo di strumenti praticamente non facciamo quasi più nulla.
Ecco, adesso c'è la preparazione dell'applica vescico-uterina.
Si parlava una volta di colpo d'unghia, no?
Parlavamo di?
Colpo d'unghia, mi sembra di ricordare.
Sì, comunque diciamo che secondo me la preparazione di questo tempo è facilitato anche proprio dal gas stesso, dall'anidride che in qualche modo disseca e quindi vedete com'è chiaro il campo, si vede l'uretere in tranquillità lì sotto e quindi noi possiamo procedere ai lati dell'utero con molta più serenità.
volte noi facendo l'isterectomia laparoscopica oltre a questo tempo
anteriore facevamo anche una preparazione dello spazio posteriore che
adesso nell'isterectomia di questo tipo diciamo estrafasciale così non facciamo
più, in un'isterectomia radicale sì. Quindi adesso vedrete completare questo tempo anteriore
di scollamento della vescica e poi chiusura dei vasi uterini lateralmente al collo e poi
asportazione dell'utero. Gianni mi senti? Sì, pronto? Mi senti Gianni? Sì. Sono Titta
Grazie. Ascoltami Gianni, intanto complimenti per la metodica e complimenti soprattutto per far lavorare i giovani. Ti volevo fare una domanda. Noi quando ci troviamo a lavorare sulla chirurgia pelvica, qualche recidiva, complessi, io all'inizio preferisco mettere degli stenture eterali per stare più sereno.
Tu con la transilluminazione, con gli stenture, visto che in fondo come tu stesso hai sottolineato
quello che fa stare meno sereno il chirurgo è proprio l'uretere, non l'utilizzate mai?
Guarda, preventivi in linea di massima no, nel senso che c'è stato un periodo anni fa in cui li abbiamo utilizzati
però a parte in un intervento del genere ovviamente non serve,
E' chiaro che si possono visualizzare bene gli ureteri, quindi magari è più il problema di metterli stent che in un'isterectomia radicale in realtà noi se li mettiamo, li mettiamo alla fine se riteniamo di avere in qualche modo qualche potenziale problema di vascolarizzazione dell'uretere.
Ma preventivi abbiamo smesso di metterli perché in realtà siamo sempre pronti intraoperatoriamente se serve, se è una difficoltà, a metterli.
Ma metterli a tutti così ci sembrava eccessivo.
E devo dire che la maggior parte delle scuole oncologiche italiane si sono orientate così oramai in ginecologia.
Ci sono dei casi, per esempio, io a volte lo faccio se per esempio abbiamo delle recidive vaginali a cui dobbiamo fare una vaginectomia, magari dopo irradiazione lo facciamo, ma oramai molti di questi casi li sottoponiamo in realtà poi a delle pelvectomie, quindi...
Certo, il problema cade.
però sai dove secondo me può essere utile a volte
e andrebbe forse in alcuni casi di endometriosi molto severa
ecco in quei casi lì potrebbe essere utile
adesso guardate un caso del genere
vedi l'uretere è lì insomma tranquillo
noi andiamo una volta che è fatta questa preparazione
andiamo abbastanza distanti poi dall'uretere
quindi non ecco adesso ci avviciniamo
Ecco, vedete che qui ci avviciniamo alla fine dell'intervento, no?
Quindi, insomma, adesso non andrebbe detto fino a che non è finito, però vedete che anche in un tempo come questo, sui vasi è praticamente diventato un intervento sangue, avendo...
Legato in periferia, logico, avendo clippato.
Sì, sì.
In che giornata dimettete la paziente?
Domani.
Ah, domani.
poi sai, questa è anche un po' soggettiva
a volte c'è qualcuno che
questa per esempio è una paziente
di Salerno
quindi magari ci chiederà di restare un giorno in più
non lo so insomma
però in linea di massima il giorno dopo
è dimissibile, cioè la mediana
dei cento casi
che abbiamo fatto è un giorno di degenza
ed è una mediana riproducibile
perché
noi quel lavoro
lo abbiamo pubblicato insieme
al gruppo di Cleveland
della Cleveland
Clinic
e i dati erano assolutamente
sovrapponibili
loro usano una tecnica diversa
perché non chiudono l'uterina
all'origine però insomma
Ma hai avuto dei vantaggi
tra l'ES e
la paroscopia tradizionale
Allora
secondo me l'ES
è superiore alla
paroscopia tradizionale
in termini di dolore post-operatorio di ripresa, l'ES e la paroscopia a 3 mm sono fondamentalmente uguali.
Ecco, vedete, si finisce di completare lo scollamento della vescica.
Secondo me questa tecnica l'ES, l'indicazione migliore assoluta ce l'ha nella patologia annessiale,
Per esempio, annessiectomie bilaterali in caso di patologia benigna, annessiectomie bilaterali in caso di pazienti con forte familiarità per tumore ovarico.
La patologia annessiale è veramente questo, secondo me, l'impostazione ideale.
L'isterectomia ci vuole una curva di apprendimento di un certo tipo importante, insomma non è proprio intuitiva.
Adesso se vedete che lui ha inserito la valva all'interno dell'utero e quindi se la muovila un attimo Tito, vedete?
Si fa praticamente una contrattrazione.
lui ha praticamente
questa valva
consente di
visualizzare poi dove
andare a sezionare la vagina
e adesso lo vedrete meglio
nella colpotomia
avete partecipato a qualche
intervento notes con accessi
dalla vagina?
no, e ti dico
la verità
ho avuto modo di scusare, sono fermamente
contrario
anche noi
secondo me l'utilizzo della vagina per accedere all'addome è una cosa che non mi piace per tanti motivi
anche perché lascia delle cicatrici che insomma non mi sembra giusto
c'è una tecnica per la quale i ginecologi si oppongono fermamente
ecco adesso praticamente con un uncino monopolare si procede alla colpotomia
e quindi all'estrazione poi del pezzo.
E poi dopo lo suturate la colpotemia?
Ecco, questo è il punto debole dell'esse, secondo me, la sutura.
Nel senso che noi la sutura la facciamo in questo caso per via vaginale.
Ci viene molto più comodo e quindi facciamo così.
È un escamotage?
Sì, può essere anche un limite nostro.
diciamo un vantaggio che
ci prendiamo
avendo questa facilità di sutura
per via vaginale preferiamo farlo così
ma tutto il discorso
sul
ricreare un sistema
legamentoso di sospensione
non
ma guarda in realtà
su questo
da un lato
sicuramente è importante però un'isterectomia
di questo tipo secondo me
ricostruita
diciamo la vagina
automaticamente vedrai che la fascia
pericervicale si riaccosta
e però ti dico
che siccome questa è una tecnica che noi
usiamo oramai da moltissimo tempo
e con
successo
di
prolassi effettivi, così se ne vedono
molto pochi
con che criterio ha deciso dove
incidere?
adesso infatti
vi ho detto un attimo di abbassarla un po' di più
e
scusa, prova a spingere
spingi l'utero, beh è spinto
mi sembra un po'
la valva dov'è?
dunque il criterio coincide
in questo tipo di tumore qua
noi non abbiamo necessità di portare via
vagina
quindi sostanzialmente
diventa una buona esterectomia extrafasciale
se può venire qualche millimetro
di vagina viene ma non è
indispensabile
ovviamente in un'isterectomia radicale sì
dove decide di incidere
lo guida la valva
adesso se riusciamo ve la facciamo vedere un po' meglio
ecco adesso
e ti farò una domanda sciocca da chirurgo
e chiudere e sezionare
la vagina con delle suturatrici
dall'interno non avete mai provato?
è troppo spessa?
no lo sai che c'è
che noi
questa è una domanda da chirurgo
perché vedendo lì mi era naturale pensare
La domanda è tutt'altro che sciocca, secondo me la differenza è il rispetto che i ginecologi hanno della vagina, che secondo me non va suturata in maniera meccanica, perché questo poi crea dei problemi.
La sutura vaginale in realtà è un punto importante degli interventi, per esempio quando lo facciamo per via addominale non passiamo mai un punto o cerchiamo di evitarlo all'interno della mucosa vaginale perché questo ti dà dei granulomi e poi per i rapporti può essere doloroso.
quindi è una sutura che è sempre extra mucosa
e allo stesso modo
secondo me
va molto
sai che dopo le clips cadono
quando ha finito la loro funzione normalmente
sì sì però guarda
ti assicuro che
comunque
possono creare dei problemi
tant'è vero che nessuno dei ginecologi
le usa mai
adesso la vedete la valva?
assolutamente sì
Sì, avete aperto il...
Quella è la guida.
Guarda, lui si sta tenendo adesso il più possibile conservativo.
Lascia più vagina possibile.
Sì, c'è anche da dire, mi stava ricordando adesso il dottor Fanfani,
che la paziente ha anche un cistocele.
Comunque, vedete, quella valva lì serve da guida,
quindi lui adesso seguirà la valva, anzi la valva segue lui, guardate.
Quando per esempio fate interventi per endometriosi che coinvolgano anche organi tipo il colo, il retto, coinvolgete anche il chirurgio o gestite in proprio tutto?
No, li facciamo insieme, li coinvolgiamo. Da noi c'è una collaborazione veramente eccezionale, lavoriamo in sintonia assoluta. Generalmente facciamo noi quasi sempre la parte demolitiva e poi la parte di anastomosi, così la facciamo insieme.
Questo secondo me ha vari vantaggi. Non è solo un problema tecnico, perché quando siamo in difficoltà le abbiamo anche fatte le anastomosi, ma è un problema intanto di rispetto di competenze, che secondo me è fondamentale, e di imparare tutti insieme.
e siamo cresciuti tutti insieme molto così, veramente.
Ma anch'io la penso come te.
Io penso che nessuno sa fare, anche se uno sa fare delle cose,
è bene che soprattutto in un policlinico universitario o in un ospedale
che ha tutte le competenze, scambiarsi le idee, lavorare insieme aiuta tutti.
Chiaro, chiaro, chiaro.
Quindi per darti un'idea, nel caso in cui è stata fatta per esempio una collecistectomia con l'ES
è andato uno di noi a dargli una mano per mettere a punto insieme alcuni aspetti importanti dell'intervento
quindi veramente abbiamo una collaborazione magnifica e siamo molto grati ai nostri chirurghi per questo
E collaborate anche con gli urologi nella gestione del pavimento pelvico?
No, in quel caso i ginecologi sono completamente autonomi sul pavimento pelvico e collaboriamo con gli urologi per esempio nel caso di eviscerazioni per neovesciche, ovviamente nel caso di reimpianti ureterali li facciamo insieme,
ma sul pavimento pelvico in realtà c'è una scuola di uroginecologia che diciamo è autonoma rispetto al...
Un'altra domanda, non ho capito la presentazione, per esempio l'assistente di sala è dedicata alla ginecologia?
Sì, noi abbiamo...
O turna anche in sale chirurgiche?
No, no, no. Noi abbiamo in questo forse un vantaggio, cioè che tutto il nostro personale di sala operatoria è di formazione ostetrica, quindi lavora solo con noi.
Quindi fa sia la parte ostetica che la parte ginecologica, diciamo così, chirurgica.
No, sono separate, cioè le ostetriche che stanno in sala operatoria fanno solo sala operatoria di tipo ginecologico,
poi c'è invece il personale che fa la sala parto e fa la chirurgia ostetrica,
però sono due ambienti totalmente diversi, noi qui al Gemelli condividiamo la piastra centrale per la parte ginecologica,
con tutti gli altri
però il personale
nel caso specifico è un personale
solo nostro
vedete in questo tempo qua
guardate com'è importante
aver capito dov'è l'uretere
quindi lavoriamo tranquilli
si ricordo bene
qualche volta si lasciava anche aperta la vagina
si faceva un sopraggitto
emostatico e poi la si lasciava aperta
Questo era una cosa che si faceva molto per favorire il drenaggio, in realtà non è utile, quindi non lo facciamo più, addirittura una volta si metteva un tubo a T che passava poi per la vagina, di drenaggio mi ricordo all'inizio che facevamo così anni fa, adesso non si fa più.
Ecco, in questo tempo una delle cose difficili è mantenere il pneumo peritoneo.
Pensa alla fuga dalla vagina del gas.
Manca il pneumo?
Grazie.
Però mandi Camilla su, che la devono vedere subito perché lo abbiamo liberato.
Un attimo di pazienza perché questo è un tempo in cui c'è un po' di difficoltà ad avere il primo peritoneo e intanto se avete delle altre domande me le volete fare?
E allora dobbiamo spostare la...
No, guarda, uno dei problemi...
No, ma non è questo.
In questo momento il problema in realtà non è dell'ES, lo avremmo anche con la laparoscopia normale,
perché la paziente è un po' venuta indietro
per cui non riescono a manipolare l'utero
quindi il problema è di manipolazione dell'utero
adesso riportiamo la paziente un po' avanti
in maniera tale che si possa rimanipolare per bene
e poi si finisce
quindi non è un problema dell'ess
in questo caso è un problema che avremmo avuto comunque
probabilmente la posizione molto spinta di Trendelenburg
ha fatto scivolare la paziente indietro
abbiate pazienza due minuti
intanto noi qui
sai che Palazzini fa le cose in grande
abbiamo dieci interventi
che vanno in
simultanea
intanto qui è entrato
adesso il dottor Papa
poi che devono operare dopo
che già dice quando finite venite andate
noi adesso cerchiamo
di fare presto
se no il professor Doglietto
si arrabbia e quindi
Sì, adesso sì.
Ormai manca proprio poco a completare la visione.
Ecco, vedi, adesso è esposto abbastanza bene.
Il problema di pneumoperitoneo, se riusciamo a farlo, dovrebbe essere a posto.
Grazie.
Sì, siamo in difficoltà su questo. Adesso ci riproviamo un attimo. Peccato perché manca proprio poco.
Sì, ho visto che manca un pezzettino della circonferenza.
Sfiata un po'?
Vedete quanto è importante la manipolazione.
Questa è una manipolazione molto difficile adesso, però senza di questa sarebbe impossibile.
a questo punto
è chiaro che uno qui
l'intervento a questo punto lo può anche concludere
per via vaginale però insomma oramai
è fatta
l'ideale
stiamo spiatando
comunque
dovremmo quasi
esserci alla fine
praticamente la parete posteriore
adesso parte la parete posteriore
Adesso bisogna probabilmente andare dall'altra parte, quindi ruotare tutta la valva, cioè la valva viene portata indietro nella vagina e rigirata dall'altro lato per completare la sezione.
con l'uncino
dagli pure una botta
si preme
Devo dire che l'emostasi sulla vagina richiede sempre molta attenzione.
Sì, guarda, il tempo che perdi adesso lo recuperi dopo, quindi c'è tempo che eviti di sprecare dopo.
Quindi adesso se lui riesce con l'uncino monopolare a fare quest'ultimo passaggio, praticamente...
Ora, questi movimenti sembrano semplici, no? Ma in realtà non sono semplicissimi da fare.
complimenti perché capisco le sue difficoltà facendo anch'io molto sales chiaramente su
altri organi e non è facile per uno che vede dall'esterno crede che sia banale ma
con una pinza cerca di favorire la trazione.
Se avete intenzione sfrutta la valva posteriore, la vagina.
Vai verso l'alto, non c'è tanto modo di esserci quasi.
Ma il manipolatore è in commercio o l'avete?
Sì, no, no, è in commercio.
È il più usato in ginecologia attualmente.
Ce ne sono anche altri tipi.
Questo secondo noi è il migliore che si può usare.
C'è stata grossa discussione su questo,
Vedete, adesso l'utero è libero e quindi lo posso mestrare.
C'è stata molta discussione sull'utilizzo di questo manipolatore
che va all'interno dell'utero in caso di tumore.
Però poi ci sono state tante sperimentazioni, comprese nostre,
in cui abbiamo dimostrato che è assolutamente sicuro.
Vedete, il pezzo adesso è fuori.
Adesso non vediamo nulla.
No, adesso non vedete nulla.
il pezzo ve lo possiamo
inquadrare
classica esterectomia
ben eseguita
in tempi rapidi
in linea di massima
qui rispetto ai tempi solidi
abbiamo perso un po' di tempo
in più legato
a quelle difficoltà che abbiamo
avuto in fase di estrazione
sono quei 10 minuti che ballano sempre
sempre negli interventi
che poi magari in diretta
la tensione è un po' maggiore
sia in chi opera sia in chi sta
quindi alla fine
va anche capito questo
non so quanti siete
voi lì a questo convegno
saranno
avrete un migliaio
di persone che vi stanno guardando
quindi operare
davanti a un migliaio di persone crea forse
qualche problema di tensione
in più
Comunque complimenti, l'intervento è stato ottimamente eseguito, sicuramente il personale infermierista che aveva rotto molte nozioni interessanti anche dalla presentazione fatta prima dalle vostre coordinatrici.
Adesso voi proseguite o finite qui la vostra diretta?
No, adesso proseguono credo i chirurghi.
Ah, fantastico.
adesso proseguono loro
non so che intervento abbiano
una pancreasectomia totale
sempre SILS?
no no no
era provocatore la mia domanda
no no devo dire che qui
al Gemelli
SILS lo usiamo solo noi fondamentalmente
in questo momento
per la chirurgia dell'obesità
noi a Milano
abbiamo il problema opposto invece
che lo usiamo noi chirurghi
io cerco di farla adottare ai ginecologi
ma sono un po' resti
e chi sono i ginecologi lì da te?
io lavoro al San Carlo di Milano
e c'è
il gruppo diciamo
dei discendenti
del professor Pardi
penso che tu abbia avuto modo di conoscere
Sì, come no? Vabbè, glielo diremo anche noi.
Il responsabile è il professor Buscaglia.
Sì. No, secondo me, guarda, adesso, al di là di tutto, questa è una tecnologia sicuramente interessante, importante, vantaggiosa per la paziente.
Molte cose ancora da mettere a punto, però se penso a come era due anni fa quando abbiamo iniziato,
Ad oggi abbiamo fatto dei progressi enormi, adesso credo che i prossimi anni con strumenti ancora migliori, insomma è una cosa che va tenuta in grande considerazione.
Tanto quanto anch'io e la comunità scientifica crede sempre meno nella NOZ, sicuramente la SILSO, la LES che dire che si voglia, che in casi selezionati è il futuro della paroscopia ritengo.
Io penso di sì, quindi noi dovendo fare un riassunto ti direi che patologia annessiale la trovo probabilmente dal mio punto di vista la tecnica di scelta.
Isterectomia probabilmente molto utile in alcune circostanze, sicuramente più difficile di una laparoscopia tradizionale.
il competitore
vero in questo momento
secondo me per l'isterectomia
è la strumentazione 3 mm
perché quella veramente
anche lì
è un tipo di tecnica
molto vantaggiosa da tanti punti di vista
queste due cose si contenderanno
mi senti tu?
sì sì io ti sento
tu? mi senti?
io vi sento bene
mi sentite voi?
no no, i regia arrivate bene
è un problema in regia centrale
io sì, io sento
voi?
sì, adesso sì, è stabilito il contatto
no, dicevo, quindi il futuro in questo
probabilmente è la competizione tra
3 mm e l'ES
ecco, credo che questo sia un po' il panorama
attuale, poi si va a un ritmo
tale di velocità che insomma vediamo
in futuro cosa ci riserva
ti ringrazio, tutta la sala ti ringrazia
grazie a tutti voi
e vi applaudo, grazie mille
ciao, arrivederci
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