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23° CAD anno 2012
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ok, dammi una giovanna pure a lui
via, siamo pronti
dammi una giovanna a me
dammi una calzina a me
ancora un po' di anti e un po' di lateralità
verso Pierluigi
una calzina a me
anti, così
ma io sento uno spiffero, dove vi?
oh grazie, vai vai vai, esci
ma non può essere, esci
esci, oh
esci, sporca l'immagine
c'è una macchia proprio qua
stai mandando l'immagine?
e allora aspetto
tu questa carzina la potresti mettere
un poco più dentro
qua sotto al fegato
basta, perfetto
ferma così
robotico devi essere, immobile
non dire molto aspetto
sembra l'Olympus, ci sta?
no, rocco l'altro
guarda il colore di quel maxi schermo, rosso
dove sta mister Olympus?
quella, quella, rossa
ma perché?
Se nessuno glielo dica, ma perché?
Ma perlomeno simile, è rossa.
Ma perché non si è...
No, non è vero, non è stato così, all'inizio era buono.
Perché quel monitor è così rosso rispetto a questo colore qua?
Si può regolare?
E lo vogliamo regolare?
Attenzione a tirare, tiri troppo.
Che dici, possiamo andare?
Oh, ci sta gente.
Basta delle due secondi compresse e poi lo togliamo, dai.
È già un po' più tenue, anche se i colori sono comunque diversi da questi qua.
però è meglio, quel rosso era bruttissimo
fermo, fermo, basta così
ah, ok
hai visto Pirozzi?
no, sempre così
ma nessuno parla, nessuno se ne fotte
e quindi
no, è come se
fosse una cosa che pensaste voi
no
ah, ecco, bravo
bravo, bravo
Lorenzo, vedi che dice Pirozzi
vedi, vedi, anche dall'altro lato
si, si, è molto svegliato
ma capite che è possibile
nothing is impossible
io pensavo
avete 30 anni di galera
io pensavo signor giudice
che la pistola non fosse carica
ho sparato e l'ho ucciso
ma io pensavo
pensavo avete 30 anni di galera
diceva mia nonna
pensavo
pensavo
appena parti tu
appena è pronto di là
a mangiare
ci siamo sullo schermo?
e allora scusi vado
chi se ne futta?
tiè
vai
lascia un po' a te
lascia un po'
lascia un po'
lascia un po'
lascia un po'
lascia un po'
no no
non mettere mai
gli strumenti davanti agli occhi
calassia di che grado è questo?
non mi fai del bene
entri e girati un po'
no tutto il contrario
no
stai sotto sopra
si
con la testa sotto sopra
mamma mia
no di meno di meno
la miotomia la iniziamo di qua
la miotomia la iniziamo da
la miotomia
la iniziamo da questa cosa qua
questo è il vago anteriore
non si ha
dopo quando metti la sonda luminosa
tieniti pronta
la sai mettere?
tieni qua
aspetta aspetta
ripolare
pronta a lavarsi
tieni qua così
esci esci
mamma mia ragazzi
ma perché siamo così bassi
non teniamo appena, siamo tre
nessuno se ne accorge, non sta bene, sta a tre
perché sei girato
porco cane, voglio pensare dormita
tieni, ti giuro che è dormita
entra a mezzo metro
Franco sono sempre io
mi senti?
qualcuno mi ostacola, chi è?
professore, soccorcione
Edano?
Eccomi qua, siamo pronti.
Aviamoci.
Grazie al professor Costanzo Natale.
Franco, sono sempre io.
Grande Costanzo.
Eh, che grande tu.
Cosa c'è da adesso?
Allora, abbiamo iniziato un intervento di acalasia esofagea,
giovane 18enne, acalasia.
Solita sintomatologia inizialmente trascurata, disfagica,
poi sempre più ingravescente.
fino poi a portarlo alle solite diagnostiche radiologica, endoscopica e soprattutto funzionale manometrica, che è evidenziato appunto un megesofago agalassico, classico quadro.
E quindi siamo partiti con la disposizione dei trocars secondo tutta la chirurgia sovramesocolica, il rombo per le mani, l'ottica e il divaricatore epatico, un quinto trocar per esporre, trazionando lo stomaco verso il basso in modo da avere migliore accesso allo iato.
Gli ato che abbiamo iniziato a preparare, abbiamo preparato i due pilastri, non circondiamo più l'esofago come facevamo una volta, adesso l'esofago penso che sia ben preparato, molla appena appena, no di meno, ecco qua, e andiamo a ricercare il vago anteriore che sta qui, perché nella miotomia ovviamente si corre il rischio di sezionarlo,
Per cui, perché ha un decorso assolutamente obliquo, come se tagliasse in due l'esofago e allora bisogna individuarlo, eccolo qui, e iniziare la miotomia in modo tale da evitare, eccolo qua, prepararlo in modo tale da bypassarlo in un senso o nell'altro,
in modo da evitare lesioni del vago anteriore che non sono importantissime, però se si può evitare tanto di guadagnato.
Forse conviene portarlo a destra.
Sì, infatti volevo iniziare, eccolo qua, iniziare la preparazione, eccolo là che se ne va adesso.
Tu parli della destra del paziente o della destra del morito?
Della destra del paziente.
Intanto adesso lo sto mobilizzando, in modo che poi durante l'intervento possiamo giostrare come vogliamo.
Ecco qua. Adesso, come dicevi tu, destra del paziente e abbiamo lo spazio per poter lavorare.
Per poter lavorare poi anche verso lo stomaco.
Quindi iniziamo questa miotomia dall'esofago distale.
Attenzione a usare l'ultracision per questa miotomia.
Qui abbiamo una muscolatura ancora bella spessa, quindi ci possiamo permettere di passare attraverso i fasci longitudinali senza correre grossi rischi.
Qui si incomincia a intravedere un po' di strutture muscolari circolari, ancora presto per trovare il piano di dissezione della sottomucosa.
Qui si incomincia a intravedere le fibre circolari e qui dobbiamo fare un po' di più di attenzione.
E qui adesso penso che abbiamo individuato il piano nostro di dissezione, quindi l'accortenza di usare l'ultracision o al contrario con la lama vibrante dall'esterno, ecco, oppure sollevare bene, vedete l'egnazione della mucosa?
Sì, però il problema è che quando lo usi così, poi non hai la sensazione di averlo aperto. Allora io uso questo piccolo escamotage, vado con la lama attiva, entra.
Sollevandola.
Esatto. Qua si vede il passaggio tra fibre longitudinali e fibre circolari. Una volta individuato il piano, poi è abbastanza agevole procedere dal basso in alto verso la sezione della muscolatura.
Il nostro obiettivo è quello di eseguire una buona miotomia almeno per 8 cm, di cui sei sull'esofago e un paio sullo stomaco.
Qui siamo ancora sull'esofago.
Ma sei già sufficientemente in alto?
Già sono abbastanza in alto, poi semmai vediamo dopo se la cosa più antipatica è scendere adesso.
Eh sì.
Una volta trovato il piano, è facile andare da bassa in alto, potrei salire.
Vedete, comunque l'enneazione della mucosa è abbastanza evidente, è soddisfacente.
Attenzione a questo strumento, come qua.
E le eventuali lesioni della mucosa sono sempre, il vago l'abbiamo lasciato qui verso destra,
sono sempre a questo livello, leggermente più basso, cioè verso l'aggiunzione gastroesofagea,
dove qui c'è una linfadenopatia importante
che abbiamo liberato inizialmente
l'aspetto proprio della muscolatura
le fibre circolari si appiattiranno
e c'è sempre quel vasellino criminale
e la giunzione
che dovrebbe essere questo
che è quello che segna il passaggio
tra l'esofago e lo stomaco
almeno nella mia esperienza
perché se sanguina poi ti crea dei problemi
eh sì
È uno dei motivi per cui preferisco usare l'ultracision anche per questa chirurgia.
Dimenticavo di dirvi che ho avuto anche una dilatazione, ragazzo.
Non so perché a 18 anni si può prevedere una dilatazione.
Per fortuna non vedo grossi residui infiammatori,
perché il botulino e la dilatazione rappresentano per me proprio una controindicazione,
a meno che non sono persone super anziane, novantenni, accompagnate dai genitori e inoperabili,
perché anche se un novantenne è operabile, è meglio operarlo.
Invece ancora oggi, nonostante i deludentissimi risultati, gli endoscopisti...
Vedete com'è cambiato il piano di dissezione?
Qui sono sullo stomaco, non c'è più quella muscolatura solida, circolare,
Le fibre qui sono più, diciamo, più fini, più sottili e la mucosa qui è più fragile.
Questo è il momento in cui il chirurgo può avere qualche piccola lacerazione della mucosa.
Non è un problema, l'importante è riconoscerla.
Ecco qui.
Quasi per via smussa questa miotomia in basso.
Esce un po'.
andremo a misurare l'entità della miotomia con una fettuccina che il nostro strumentista ci ha millimetrato e ci ha misurato in 8 centimetri
qui stiamo francamente sullo stomaco adesso
ci sono poi diversi modi per valutare l'efficacia dell'intervento
da quello proposto dai nostri maestri che facevano capo alla scuola di Lanzara
Il professore del genio propugna ovviamente da primo allievo la manometria intraoperatoria che abbiamo eseguito per molti anni, devo dire all'inizio ci è servita perché l'occhio del chirurgo non è abituato molte volte alla valutazione di una buona miotomia, soprattutto in open, era molto utile a mio avviso.
Siamo in laparoscopia, siamo abbastanza tranquilli che l'effetto visivo che abbiamo dopo una miotomia e l'entità, soprattutto la lunghezza della miotomia, ci mettono tranquilli su quella che può essere la bontà del risultato nel post-operatorio.
C'è una macchiettina sull'ottica, se cortesemente ci laviamo, se no il professore Costanza Natale non vede bene.
Segno che ci dobbiamo fermare. Siamo arrivati nella muscolatura dello stomaco e come avete visto è ben vascolarizzata.
questi vasi su quelli dell'esofago non si trovano il segno indiretto che siamo
scesi laddove dovevamo scendere cioè sullo stomaco
avevamo percezione di questo passaggio anche come tipo di muscolatura tutta
quella bella l'ispessimento muscolare delle fibre circolari la abbiamo perso
qui siamo francamente da questo punto in poi questa qua finisce l'esofago a mio
Mi avviso che qua inizia lo stomaco.
I due centimetri ci stanno.
E adesso lo misuro con questa fettuccia.
Con questa fettuccina.
Perché sembra strano, non disponiamo di un metro sterile, è vero?
Morbido che deve scendere.
Allora, vediamo questo.
Aspetta, dammi un attimino ancora perché vedo che c'è una piccola fibretta ancora lì.
Fettuccina.
Questa è 8 centimetri.
Vedete, allora sembrava lunga, bisogna allungarla ancora.
Hai visto? La paroscopia, sì.
Entra? Entra qui? In la paroscopia?
La paroscopia è data dalle false immagini di grandezza.
Sì, ma basta, fammi riprendere la fettuccia.
Credo un centimetro, bisogna prolungarlo, non di più.
Però l'utilità di misurarlo è importante.
Entra, un po' di bipolare, entra.
pareva già sufficientemente alta
eh sì, lo abbiamo appena appena
allora adesso
prima di una fundopricazio
secondo DOR
un passaggio con la sonda
dalla nostra anestesista
adesso facciamo passare il sondone
riduciamo un po' l'intensità della luce
riduciamo l'intensità
della luce laparoscopica
e agganciamo il sondone
diminuisce un po'
ancora, ancora, ancora
ancora, ancora
ancora, ok per il momento, basta per il momento, poi dopo la riduci ancora, vai, con la dolcezza
un attimo la nostra, ah, aspetta, qua c'è sangue, sì, fermati un attimo, un po' di bipolare
della sonda per cortesia
sta entrando o no?
è bloccata?
no no non l'hai messa bene allora
no no esci esci perché qui non c'è
vai? ecco adesso si
ferma ferma adesso si
spegnete un po' riducete la luminosità
qui aumentate la luminosità della sonda
via
riduci quella endoscopica
quella endoscopica riducila
ancora io la sento la sonda
è qui però non vedo la luce della sonda
Entra un po', entra un po', qui appena appena si intravede adesso, sì, ok, ok, adesso, ok, ok, e vicinati.
Allora, questa sonda sostituisce la gastroscopia, fibre non ne vedo, lungo il decorso, ok, puoi rimuovere, puoi rimuovere, grazie, puoi rimuovere, dateci la luce normale, la paroscopica, ok, grazie.
a questo punto puoi mollare
e partiamo adesso per la ricostruzione
per una fundoplicazio
anteriore
due, aspetta
un po' qua, fammi vedere se questa viene
copriamo così
ok, e anche qui
credo il professore del genio non sta in sala
se no sarebbe intervenuto
eh? sarebbe intervenuto
sta qua, sta qua
ma te lo passo
molla poco poco
Franco
professore illustre
stavolta vi ho chiamato io
mi sente?
pronto? io la sento
molto bene
pronto? mi sente?
io sento benissimo
regia che cosa succede al canale?
mi sentite?
mi sentono in sala? pronto?
io la sento prof
dimmi
l'ho chiamata perché
Perché facendo una calasia e facendo una torra, comunque le do in là per la sua...
Io rimango fedele ai miei studi e grazie a Dio questi studi sono stati pubblicati anche bene recentemente.
Poi sono stati confermati con l'impedenzometria, con la manometria ad alta risoluzione e quindi controllo a distanza.
Lo so, no, volevo...
E ti ringrazio, sei affettoso.
L'avevo chiamato perché siamo in una riunione, io ritengo, al di là di quello che si può dire del Palazzini,
comunque didattica su quello che esiste in Italia e nel mondo di innovazione in chirurgia o di standardizzazione in chirurgia.
Noi abbiamo preferito dopo anni di trattamenti, di travaglio spirituale e morale legato, come lei ben sa, al fatto che comunque avevamo un nonno in comune.
Poi i risultati, devo dire, molto più brillanti, almeno nell'immediato, di una DOR ci hanno fatto convincere del contrario.
dell'immediato
i risultati dell'immediato sono nettamente
più favorevoli
però stando in corso dove ci sono
molti specializzanti
e quindi
devono avere un'idea di quello che
o perlomeno di quelle che sono le alternative
di questa chirurgia
ho ritenuto opportuno, visto che
ci eravamo sentiti prima
chiedere
il suo parere
pur conoscendolo ma soprattutto farlo conoscere
a coloro che in sala
o su stream non lo conoscono e quindi avevo chiesto a Costanzo se c'era il professore del
genio in modo tale da dargli la parola. Io ti ringrazio molto per questo perché questa è una
chirurgia funzionale quindi noi abbiamo la presunzione da chirurghi che con un atto meccanico
risolviamo un problema funzionale. Per questo è un problema. Per quel che riguarda la calasia, cioè la mancata
per tutto il cardinale se noi ci riusciamo benissimo perché abbiamo capito oramai dopo
lunghi studi che cosa bisogna fare per abolire la calasia, bisogna abolire l'attività dello
sfintere che non è soltanto esofageo ma è anche gastrico, quindi noi dobbiamo fare
una miotomia lunga almeno quanto è lungo lo sfintere, quindi qualche centimetro, 3-4
centimetri sull'esofago e un centimetro e mezzo e due centimetri sullo stomaco quindi non dobbiamo
anche una galassia più corta degli 8 cm che dicevo io sì sì sì sì è sufficiente abolire lo sfintere
se lo vedi con la manometria intraoperatoria ti rendi conto che bastano diciamo 5 centimetri
sono più che sufficienti perché scompare lo sfintere il problema è che facendo uno un
un intervento di questo genere, cioè volendo completamente l'attività dello sfintere,
noi abbiamo reflusso obbligatoriamente e quindi dobbiamo completare l'intervento con una plastica antireflusso.
Oggi come oggi nessuno si sognerebbe di fare per un'esofagite da reflusso una plastica secondo Dorn.
Credo che sia stata abbandonata, così come in linea di massima è stata abbandonata anche la Lortacea Cobu per curare il reflusso.
Da quanto si è visto anche oggi tutti i chirurghi hanno effettuato un intervento secondo Nissen Rossetti, tutti utilizzano la parete anteriore dello stomaco per fare il capitonale sopra.
Allora non si capisce perché dopo un intervento di miotomia completa non si debba, e che quindi determina obbligatoriamente Rebrus, non si debba fare una plastica totale come l'ha appunto Brigazio secondo Nissen-Rossei.
Io credo che il discorso sia stato molto influenzato da De Mister, il quale diceva che la Nissen costituisce un ostacolo alla progressione del volo alimentare.
Se la Nissan è ben fatta e se non ci sono complicanze, perché a volte ci possono essere delle cicatrici che possono peggiorare il risultato funzionale della Nissan, la Nissan non rappresenta alcun ostacolo alla progressione del volo alimentare.
Ecco quindi non è una filosofia, è proprio un modo di studiare, è un credo scientifico oramai documentato dal tempo, però bisogna fare molto bene la Nissen, bisogna calibrarla, bisogna essere sicuri che questa attività funzionale di neosfintere creata dalla Nissen non solo sia efficace nell'immediato ma anche nel tempo.
Per avere questa certezza bisogna fare un cappio abbastanza stretto che non sempre, quindi nell'immediato post-operatorio, dà i risultati ottimali perché i pazienti nell'immediato post-operatorio hanno una disfagia in una certa percentuale di casi.
Però dopo sei mesi, tre mesi, sei mesi, anche un anno questa disfagia regredisce in linea di massimo.
Ecco allora bisogna riflettere se conviene avere nell'immediato un ottimo risultato e che fa piacere al chirurgo, però avere un risultato che rimanga nel tempo, questo è il dibattito.
Io ti ringrazio molto Franco per avermi dato l'opportunità di aver detto queste cose.
grazie a lei prof
grazie e complimenti sempre
perché sei un chirurgo straordinario
grazie
allora, DOR con due continue anteriori
che hanno interessato
come primo punto
il pilastro, poi solo il margine
della miotomia
questo fondo va a coprire
la miotomia come se fosse
una sorta di protezione
mettiamo un drenaggino
e facciamo un transito
in seconda giornata
se ci sono
dei dubbi o se il paziente non sta bene
altrimenti se è canalizzato sta bene
e comincia a bere
domande o commenti
Costanzo
Franco
Franco
sono Pippo Cucchiara
siccome ero qui
accanto e ho sentito
ti volevo invece
dire che io chiaramente
non ho assolutamente un'esperienza
specifica in questo campo
Però ho sempre fatto la DOR, le ho controllate anche a distanza e vanno bene ugualmente.
Quindi, come sempre in chirurgia, quando tu hai trovato la strada giusta per ottenere un certo risultato, se la fisiopatologia ti accompagna.
In fondo, io su questo argomento ho sempre pensato alla ureteroneocistostomia, se ce l'hai presente, la Pachempolitano.
che crea un tunnel sotto mucoso
su cui poi la pressione intraviscicale
fa una pressione e impedisce il reflusso
e se mutatis mutandis
con quella semicirconferenza
meglio se un po' di più
si ottiene lo stesso risultato
quando il fondo si distende
quindi tutto è possibile nella chirurgia funzionale
aspetta per dire qua prima
ripeto io avendo avuto un nonno
in comune con il professor De Giani
per anni abbiamo fatto soprattutto in open
la chirurgia della galassia
completata da una fundoplicazio
vediamo questo
però che cosa succede?
qui il problema
il professor De Giani faceva un ragionamento molto logico
l'unica cosa che però non quadra
è che poi è responsabile di un Atocam
che per un paziente disfagico
è penoso perché
continua a rimanere disfagico nell'immediato
Poi certamente migliora, però non ha quella sensazione che l'intervento gli ha risolto il suo problema.
E l'altro problema serio è che questi esofagi sono degli esofagi nei quali ovviamente non c'è peristaltismo che tenga.
Noi andiamo, come diceva il professor Reggione, andiamo a modificare con la chirurgia, abbiamo l'illusione di modificare con la chirurgia un atto che deve essere funzionale.
E allora il problema è che questi esofagi acalastici sono esofagi che non hanno una capacità contrattile ovviamente, per cui bloccare il passaggio del CIPA, a differenza di quello che avviene per una fundoplicazia seguita per un N-aiatale dove l'esofago invece ha un peristaltismo sempre normale, qui invece abbiamo un esofago che non ha questa capacità.
E allora ancora più difficoltà a superare quelli che sono gli inconvenienti di una disfagia post-operatoria che, ripeto, può essere anche molto lunga e importante.
Allora, meglio l'uovo oggi che la gallina domani? Io preferisco l'uovo oggi, ma c'è qualcuno ovviamente che preferisce la gallina, è una questione di filosofia.
comunque altre domande
nell'attesa che siamo per
partire con l'ultimo intervento
credo che mi devo complimentare con te
e credo
che il mondo è bello
perché è vario insomma
è certo
il problema
della calasia è prevalentemente
legato
alla disfagia
legata alla malattia
forse il problema del reflusso
è meno importante
se un giorno ci sta
vuol dire che ci sta
la pazienza
scusa ho visto che hai messo un drenaggio
c'è un motivo particolare
ma lo metto
nel lene natale non mettiamo drenaggi
nella galassia io ho sempre paura
di una micro perforazione
e allora
è una spia 24 ore
48 ore alla canalizzazione
Ripeto, ho detto prima, di principio non facciamo transiti radiografici post-operatori se non in presenza di un quid clinico che ci orienti verso un'eventuale complicanza. Quindi se il paziente è canalizzato, non ha febbre, in seconda giornata beve, tre o quattro giorni e va a casa.
Dovrei sapere, febbre a 39 o dolori, facciamo transiti e vediamo. O un drenaggio produttivo, è chiaro che ci preoccupiamo.
va bene
allora grazie ancora ci vediamo fra poco
ci sentiamo anzi fra poco
abbiamo l'ultimo intervento della giornata
ho capito
il penultimo
a fra poco
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