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15° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA I SESSIONE LA CHIRURGIA LAPAROSCOPICA ROBOTICA: PRESENTE E FUTURO Illustrazione dell’ultimo UPGRADE (Versione potenziata e aggiornata della tecnologia) e momenti di interattività con il ROBOT DAVINCI, valutazione di outcom in termini di risultato clinico. Aspetti ergonomici. A. Ravizza (Torino)
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A questo punto diamo la parola ad Alice Ravizza per l'illustrazione dell'ultimo upgrade e per i momenti di interattività con il robot Da Vinci, valutazione di outcome in termini di risultato clinico e aspetti ergonomici.
Io non sono Ravizza evidentemente, la introduco e vi porto i saluti della Regione Lazio per come si è messa la mattinata che è molto sprint quindi la dottoressa Ravizza dal Politecnico di Torino chiuderà questa prima parte e poi dopo si inizia insomma con quella che è la sessione canonica.
Benvenuti, buon lavoro a tutti.
Buongiorno a tutti, io sono un po' un pesce fuor d'acqua oggi perché di formazione sono un ingegnere biomedico,
per cui cercherò di raccontarvi la nostra esperienza al Politecnico di Torino.
Io ho una collaborazione didattica in associazione col Politecnico di Torino
e specificatamente mi occupo di sicurezza dei dispositivi medici, in particolare di prevenzione dell'errore umano.
Quindi anche con i ragazzi e gli studenti stiamo facendo una serie di lavori per valutare la probabilità di errore umano nell'utilizzo dei dispositivi complessi e come possono essere valutati in maniera standardizzata questi errori, per poter poi portare alle ditte fabbricanti dei dispositivi e ai progettisti delle informazioni corrette dal campo operatorio, perché questi errori umani siano il più spesso possibile prevenibili e non solo correggibili.
Adesso mi chiedo come andare avanti con le slide, forse così, mi chiedo scusa ma questo aggeggino che mi avete dato non vuole funzionare.
Ok, allora partiamo da qua, che è un'immagine che fa parte della vita di tutti noi, chi non ha visto almeno una volta nella vita i ciclisti comportarsi così o i pedoni.
Ora, se succede questa cosa ai giardini pubblici non è un problema. Se accade che l'utilizzo quotidiano di un dispositivo complesso come un robot non sia esattamente secondo il seminato, il tracciato che hanno pensato i progettisti per l'uso quotidiano, il danno non è all'erba ma è al flusso operatorio per primo, al personale che lavora in seconda battuta e in terza battuta, si spera di non arrivarci mai ma può capitare, può essere un danno al paziente.
Quindi questa è una maraverità che fa parte della vita di tutti i giorni. I progettisti e gli utenti non hanno la stessa mentalità, non hanno le stesse priorità, non seguono gli stessi percorsi quando lavorano e quando eseguono le attività quotidiane.
Continuo a non volersi... porto pazienza ma mi fai capricci.
Fai capricci vero? Grazie che gentile. Allora cosa facciamo noi? Noi siamo degli ingegneri biomedici e ci dedichiamo alla progettazione e ai test di dispositivi medici nell'ottica di applicare la nostra conoscenza delle competenze e conoscenze degli utilizzatori finali allo scopo di costruire dispositivi medici il più semplice possibile per l'utilizzatore.
I test che vengono svolti quindi servono per dimostrare che questo dispositivo medico in effetti, questo robot per esempio, in effetti sia performante, cioè riesce ad eseguire tutti i passaggi che sono attesi, riesce ad eseguire tutte le azioni e queste azioni vengono svolte in maniera sicura per il paziente e anche in maniera efficiente, cioè in modo rapido e con un basso utilizzo di risorse.
Prossima slide se è possibile.
In particolare noi non ci occupiamo soltanto degli aspetti di sicurezza tradizionale come per esempio la sicurezza elettrica, la prevenzione dell'elettrocuzione, la sterilità, ma ci occupiamo di questo fattore molto moderno e innovativo della visione di sicurezza del paziente che è l'usabilità.
Quindi la possibilità del dispositivo di essere utilizzato secondo l'uso previsto senza interruzione nel flusso di azioni e senza che queste interruzioni possano provocare ritardi o addirittura eventi avversi.
Vedete che l'usabilità, cioè la capacità di un dispositivo di essere manipolato, porta con sé tante connotazioni.
Nel nostro caso di progettisti e anche di utilizzatori di dispositivi medici, sicuramente abbiamo indispensabile il conteggio dell'efficacia,
cioè il dispositivo deve essere un buon aiuto al nostro lavoro, deve essere uno strumento utile, maneggevole, che ci consente di portare a termine il nostro compito.
Deve essere anche efficiente, cioè quando confrontato con il flusso operatorio deve consentire un flusso il più rapido possibile, il più coordinato possibile e deve consentire ai vari gruppi che lavorano intorno al dispositivo di lavorare in armonia e non, lasciatemi dire un termine un po' in dialetto, incoccarsi uno contro l'altro, prendersi dentro.
L'ultimissima cosa che si commenta che non è una priorità nel settore medico ma può essere una priorità in altri settori è la soddisfazione dell'utente, questo dal punto di vista della persona che utilizza, cosa fatta, capo A, come si sente dire, da trovare soddisfazione nel proprio lavoro.
Dal punto di vista della ditta produttrice è molto interessante perché un utente soddisfatto che dà un feedback positivo sull'utilizzo del proprio dispositivo è di conseguenza anche un utente fidelizzato.
Non dobbiamo dimenticarci che tutti questi aspetti di usabilità, sia l'efficienza che l'efficacia, che la soddisfazione dell'utente, detta soprattutto in termini di mancanza di frustrazione, quindi mancanza di brontolare al dispositivo, fanno parte integrante di un approccio alla sicurezza, perché la sicurezza dell'utente non è solo data dal fatto che il dispositivo è sterile, dal fatto che il dispositivo non gli dà la scossa,
ma è anche data da tutti questi fattori sia di performance che di efficienza.
Per favore, posso avere la slide successiva? Grazie.
Allora, questa piramide dell'importanza degli effetti dell'usabilità viene da un libro di design,
un libro che normalmente gli studenti studiano quando vogliono diventare dei grandi disegnatori di sedie,
o lampade, o magliette, però interessa anche a noi, d'accordo?
Perché vedete che nell'interazione uomo-macchina o nell'interazione uomo-dispositivo complesso la sicurezza è sempre alla base e fa parte degli aspetti ergonomici. Se io non riesco a raggiungere il pulsante di emergenza di un macchinario non riuscirò a fermarlo in momenti di emergenza.
Ma l'usabilità fa... scusi volevo finire di dire una cosa sulla piramide, me la rimette? Grazie.
Ma la funzionalità è anche molto determinata dagli effetti umani, perché il robot può avere tutti i possibili comandi disponibili,
ma se io non li conosco e non li trovo, la sua funzionalità non sarà mai efficiente come quella di un robot che mi permette di avere nella sua interfaccia,
nella sua pulsantiera, nel suo schermo, ciò che mi serve al momento giusto.
L'ultimissima parte di questa piramide è il perfezionamento personale.
Nella chirurgia robotica il perfezionamento personale non è un fattore importante,
però pensate a tutti gli altri campi del medicale dove invece l'interazione col paziente sveglio e attivo è molto molto importante.
Io normalmente faccio sempre l'esempio delle stomie.
quanto è importante per un paziente un'astomia che gli consenta di avere la sua normale vita
e quindi di portare avanti una sua immagine personale di persona sana e non di persona malata portatrice di un device, di un dispositivo
e grazie adesso ho finito quello che volevo dire, perfetto
allora la sicurezza e l'usabilità vanno a pari passo
questo esempio è un esempio che secondo me è bellissimo per uno strumento così complesso come un robot chirurgico
Ecco, se la mia interfaccia utente, per esempio la mia pulsantiera, per esempio il mio schermo della telecamera è pieno di informazioni, pieno di mille diversi dettagli, pieno di numeri, pieno di allarmi che suonano in continuazione, ecco che è possibile che io ignori una o più di queste informazioni e che semplicemente non riesca a distinguere all'interno di questa marea di informazioni quella che mi serve in questo momento e quella che è critica per la sicurezza del paziente.
Quindi sta a chi progetta le pulsantiere e a chi progetta le interfacce e a chi progetta gli allarmi essere in grado di dare all'utente la giusta criticità di ogni informazione e il giusto ordine con cui gli allarmi suonano e con cui gli allarmi vengono comunicati all'utente.
Grazie, prenderei la prossima slide se è possibile.
Anche l'efficacia è influenzata dall'usabilità.
Vedete in questa slide io ho provato a portarvi uno studio del 2016 fatto negli Stati Uniti sul Da Vinci.
Allora questo studio è molto interessante secondo me perché fa vedere che per tutte le fasi di lavoro del robot
e per operazioni molto molto diverse fra di loro l'efficacia è fortemente influenzata dall'addestramento
allenamento e hanno provato che c'è una margine di 15 minuti in più se in sala c'è uno specializzando
è una cosa positiva dal mio punto di vista perché fa capire che l'equipe chirurgica dedica alcuni
minuti allo specializzando ma è anche una cosa negativa perché se allo specializzando devo stare
lì a dire attento non toccare quel bottone lì perché quello in fianco che tu vuoi toccare vedi
si assomigliano ma quello a destra serve per muovere il braccio e quello a sinistra serve
per spegnerlo. Sto perdendo
del tempo prezioso in chirurgia
quando in realtà questi problemi
di progettazione dell'interfaccia
possono portare non solo a perdite di tempo
ma anche a errore umane. Quante volte
ci è capitato di avere una pulsantiera che ci
confonde perché tutti
i bottoni sembrano che abbiano la stessa importanza.
A me addirittura è capitato con uno studio
con i pazienti, adesso non centralmente con il robot
ma per farvi un esempio, con dei pazienti
con ritardo cognitivo
che dovevano compilare, scrivere
delle parole sul tablet.
Ora, avevamo dei grossissimi problemi perché molti pazienti non riuscivano a trovare le lettere sulla tastiera, perché non erano in ordine alfabetico, erano con la QWERTY.
Noi progettisti pensavamo che fosse la cosa più intuitiva del mondo, dare una tastiera da computer, però i nostri pazienti settantenni con un piccolo ritardo cognitivo dovuto magari a diverse patologie cognitive, non trovavano le lettere.
E quindi non siamo riusciti a portare a termine la valutazione perché non avevamo delle tempistiche confrontabili.
Un'altra cosa che vorrei dire a proposito di questa slide è la possibilità di dividere il lavoro in fasi al di là del tipo di chirurgia che c'è e che a noi interessa molto come progettisti perché ci serve per capire quali sono le figure professionali che sono coinvolte in ciascuna fase.
Quindi la fase di preparazione paziente senza che il robot sia coinvolto, la fase di installazione del robot, la fase di utilizzo della console chirurgica, è una cosa che non si vede mai nei congressi, la fase di rimozione del robot e di pulizia e preparazione del robot per l'operazione successiva.
Per noi i progettisti sono tutti altrettanto importanti, perché gli attori che partecipano a queste diverse fasi del grande show sono attori altrettanto importanti, per cui ci sono degli studi che spesso non si vedono nei congressi, che però parlano della possibilità degli strumentari di essere smontati per poter essere decontaminati e successivamente sterilizzati,
E che sono di fondamentale importanza perché quando si parla con l'equipe della sala di sterilizzazione ha delle esigenze totalmente diverse dall'equipe che invece prepara il robot.
Per favore vorrei la prossima se si può.
Allora cosa facciamo noi? Noi dividiamo il mondo in due grandissime metà.
Di qua c'è la macchina e di qua dall'altra parte c'è la persona.
Qual è la differenza? Che le persone rispetto alle macchine interpretano le informazioni.
Alla computer se io schiaccio A sulla tastiera vedo A sullo schermo perché input, processazione e output sono perfettamente prevedibili.
Qualcuno l'ha programmato e la macchina fa così.
Invece le persone sono diverse, le persone ricevono l'informazione dei propri sensi, dalla vista, dal tatto, dall'udito,
ma anche dalla percezione di tutto l'ambiente che hanno intorno e ci pensano su, elaborano queste informazioni e quindi non fanno degli output di processazione, bensì eseguono delle azioni dopo aver preso delle decisioni.
Per noi ingegneri è molto complessa questa cosa perché ci servirebbe se volete addirittura l'aiuto degli psicologi per capire la parte di processazione dell'informazione che avviene all'interno della macchina più complessa del mondo ancora finora che è il cervello umano.
Quello che noi facciamo è progettare la strisciolina rossa, l'interfaccia, in maniera che sia il più comoda possibile per chi comanda, che è sempre l'umano.
Per cui la macchina sotto ha tutta una serie di progettazioni perché l'umano possa percepire l'informazione in maniera il più completa possibile,
di conseguenza processare l'informazione nella maniera per noi più prevedibile possibile
E di conseguenza agire su controlli della macchina nella maniera per noi più prevedibile possibile è corretta. Grazie.
Allora vedete che questa è la teoria dell'interazione uomo-macchina e mi scuso perché è veramente un'immagine in bianco e nero, tristerella, viene da una norma tecnica di progettazione per gli errori umani che usano i bioingegneri, che non sono particolarmente capaci di scrivere delle cose interessanti.
Però mi interessa tantissimo perché vi fa vedere che mentre la macchina ha una maniera sola di lavorare, gli esseri umani percepiscono l'ambiente e potrebbero percepirlo male, potrei non sentire un allarme, non accorgermi di una casellina che è spuntata su uno schermo, non percepire che sto toccando un tessuto più denso di quello che stavo toccando prima al tatto e quindi posso fare degli errori di percezione, posso fare degli errori di ragionamento
e posso fare degli errori di azione, magari io voglio spegnere il macchinario ma schiaccio il tasto sbagliato, io voglio spostarmi a destra ma invece mi sto spostando a sinistra, chi di noi non l'ha fatto almeno una volta, il primo giorno che avete guidato io avrei tanto voluto schiacciare la frizione ma poi non ho schiacciato il freno, capitano queste cose, perché la curva di apprendimento sui macchinari complessi ci porta a decidere un'azione corretta ma a eseguirla in maniera scorretta,
Non solo, ma la nostra decisione ci può portare a agire in maniera totalmente scorretta, quindi a decidere di fare un'azione che non è assolutamente accettabile dal macchinario, quindi non riuscire a chiudere il circolo virtuoso di output della macchina, input della persona.
Grazie, questa è la più noiosa della... l'ho finita, andiamo pure avanti per piacere.
andiamo per avanti per piacere
che forse
un'altra cosa importantissima da tenere in considerazione
è che i progettisti
devono poter interpretare
gli errori di utilizzo
perché gli errori di utilizzo fanno parte della vita quotidiana
fanno parte dell'uso
normale dei dispositivi
l'uso che noi dobbiamo conoscere
e che noi dobbiamo
indirizzare nella maniera più corretta
quindi gli errori utente
devono essere calcolati
Previsti e dove possibile evitati con diverse misure di controllo. Queste misure di controllo vanno dall'addestramento all'utente dicendo stai attento a non fare così perché potresti sbagliare al costruire un dispositivo che non permette di proseguire se c'è un errore.
Vi faccio un esempio della vita quotidiana, quando si compilano online, su internet, i nostri dati personali, spesso e volentieri ci viene chiesto metti la data di nascita, metti il tuo nome, metti il tuo codice fiscale e la macchina che mi dice attento il tuo codice fiscale non va d'accordo con la tua data di nascita, ricontrolla che cosa stai mettendo.
Questo è un classico esempio di uso, di errore dell'utente, che fa parte della vita quotidiana e che il sistema blocca.
Anche in una chirurgia robotica è importantissimo che chi progetta possa avere la lista dei possibili errori,
imparando dall'esperienza e imparando da ciò che gli utenti gli portano,
della propria opinione su come il dispositivo potrebbe essere utilizzato in maniera errata,
perché vanno tenuti in considerazione quando si fa progettazione.
Cosa totalmente diversa invece è l'uso abnorme che sarebbe il dolo, quindi utilizzare un dispositivo pur sapendo che stiamo sbagliando, lo facciamo per motivi di emergenza, lo facciamo per pigrizia, lo facciamo perché non ci interessa quell'allarme o decidiamo di ignorare quell'allarme ma è una cosa che i progettisti non possono tenere sotto controllo.
Grazie, se è possibile chiederei la slide successiva, per piacere.
Grazie.
Quindi, vedete, l'utilizzo scorretto tipicamente è dovuto al fatto che io sto interpretando male
e sto quindi prendendo delle decisioni sbagliate.
Nella mia esperienza personale, su dispositivi così complessi come i robot,
sono errori dovuti al mancanza di addestramento o perché l'addestramento che è stato ricevuto è stato dimenticato.
Esatto, all'inizio della diretta della sala robotica l'infermiera responsabile ha detto e noi ci andiamo a rinfrescare la memoria se è un po' di tempo che non facciamo quell'operazione perché abbiamo delle procedure, ecco questa attività che loro fanno è una procedura che serve appunto per evitare gli errori scorretti, gli errori decisionali dovuti al fatto che l'addestramento che si è ricevuto è stato dimenticato o perché è stato diciamo superato da informazioni più fresche che poi mi portano a non ricordare più.
Quello che avevo imparato nell'addestramento precedente.
Andiamo pure avanti per piacere?
Ecco, me la fa vedere tutta per piacere la slide, basta che vada avanti con il...
Grazie.
Ah grazie, che gentile, così non devo risumare.
Grazie.
Allora, anche l'uso cattivo, l'uso doloso esiste.
Quello che noi progettisti non possiamo fare è entrare nella mente criminale di chi decide di ignorare un allarme.
di chi decide di smontare una protezione, di chi decide apposta di non utilizzare, voglio dire, le protezioni del campo sterile.
Noi progettisti non possiamo arrivare a bloccare questo tipo di utilizzo doloso.
Quello che noi però possiamo fare è dare degli allarmi il più possibile interpretabili,
perché è noto che se l'allarme è di difficile interpretazione verrà tipicamente ingiornato.
questa è una cosa che noi invece possiamo fare. Con chi lavoriamo? Allora noi altri lavoriamo
tipicamente con le persone vere, per fortuna non siamo ingegneri di vite e bulloni, lavoriamo
tipicamente con due gruppi di persone, il paziente e anche l'utente. In alcuni casi il paziente e
l'utente sono la stessa persona perché il paziente utilizza il dispositivo su se stesso, però nel
Nel gruppo degli utenti noi abbiamo persone di diversissima formazione e di diversissima competenza.
Molto spesso ci si dimentica del fatto che anche i manutentori, il personale di servizio e il personale che si occupa delle pulizie della sala chirurgica
è direttamente coinvolto nell'utilizzo del dispositivo.
Stamattina venendo in pullman un collega mi diceva, ah sai mi hanno chiamato e non riuscivo ad accendere il robot,
Perché in fondo alla macchina c'è un pulsantino piccolo piccolo che è scritto 01, sicuramente qualcuno l'aveva pacioccato sistemando dei cavi e nessuno si era accorto che avevano spento il robot, perché la persona che ha inavvertitamente toccato questo pulsante non sapeva dell'importanza del pulsante, non ha dato importanza al fatto che stava manipolando dei cavi lì vicino, e sicuramente era una persona di servizio, non era una persona che normalmente utilizza il robot tutti i giorni.
quindi noi che cosa facciamo?
andiamo a valutare tutti i punti di interazione
col dispositivo, sarebbe bello se riuscissi
ecco grazie
noi abbiamo bisogno di capire
dagli utilizzatori che cosa vedono
che cosa sentano e che cosa toccano
perché questi sono i tre sensi
che noi cerchiamo di interpretare di più
e ci interessa moltissimo
riuscire a comprendere tutte le fonti di informazioni
che vengono dal dispositivo
nel caso del braccio robotico
al di là delle informazioni che ci sono sullo schermo, per noi è fondamentale l'informazione relativa alla dimensione, al volume che occupa il braccio robotico
e allo spazio di cui ha bisogno per potersi muovere e per poter essere correttamente posizionato.
Quello che si fa normalmente quindi è valutare queste tre macrofasi.
che cosa il dispositivo deve fare, come la persona può comandare il dispositivo e che cosa io mi aspetto come uscita, come informazione in uscita e come azione in uscita dal dispositivo.
Provo a farvi vedere questo esempio, perché secondo me è illuminante.
Questo è uno studio fatto su 89 pazienti con l'S e l'S1, quindi è uno studio un po' vecchiotto pubblicato nel 2015.
E fa vedere per quattro macrofasi di operazioni con il da Vinci le diverse motivi per cui la pratica clinica è stata interrotta, per cui il flusso operativo normale, il flusso operativo atteso è stato interrotto.
E vedete che nella parte bassa c'è il motivo per cui il flusso operativo normale è stato interrotto. Vi faccio vedere per esempio quello che abbiamo visto oggi. C'è stata un'interruzione del flusso operativo normale per un cambio strumento.
Vorrei tanto farvi vedere però, quello che ci tenevo a farvi vedere, è che questo gruppo di lavoro, questo gruppo di ricerca statunitense ha ritenuto importantissimo tenere nella lista dei fattori che possono portare a un'interruzione del flusso chirurgico normale la comunicazione, il coordinamento del team e l'addestramento.
Vedete quanti sono gli indicatori che sono stati utilizzati per calcolare i motivi per cui il flusso operatore è stato interrotto, che sono relativi all'operatore e alla squadra di lavoro.
E vedete che invece i fattori paziente, per esempio se il paziente è anziano, se il paziente è obeso, sono stati messi tutti in un unico indicatore.
Questa cosa ci fa capire che la visione, lato usabilità dell'utilizzo del robot ci dà informazioni molto ampie sia per quanto riguarda le necessità di addestramento sia per quanto riguarda le necessità di comunicazione tra il team.
Se ci sono n possibilità di disegnare una maniglia di una porta, quante possibilità ci sono di disegnare la pulsantiera di un Da Vinci?
Il fatto che la pulsantiera sia intuitiva, il fatto che i comandi sui bracci robotici siano posizionati in maniera corretta,
Quanto più efficace che mettere l'etichettina braccio 1, braccio 2, on, off, alza, abbassa o spiegare come funziona il robot.
Questo era il motivo per cui vi ho messo questa foto così stupida.
Questo qui è il robot, non ve lo descrivo neanche, ci tenevo a dirvi soltanto che ci sono tre macrogruppi di persone che a me interessano quando cerco di valutare le interazioni tra uomo e macchina.
Se si riescono ad andare avanti.
E niente, questa macchinettina non mi vuol bene.
Va bene, vi abbiamo detto che a noi interessa molto capire quali sono le attività che il dispositivo deve svolgere per mantenere la sicurezza del dispositivo e riesco soltanto ad andare indietro perché questo l'abbiamo detto, ve lo salto.
Vi citerei a farvi vedere quella dopo. Se noi conosciamo il flusso chirurgico possiamo capire quando l'errore umano avviene e di conseguenza possiamo prevedere la situazione pericolosa che avverrà.
Abbiamo avuto l'esempio oggi, il chirurgo non riusciva a posizionare correttamente il braccio, si è accorto di questa necessità del fatto che stava compiendo un errore di posizionamento e ha chiesto la sostituzione della posizione reciproca fra gli strumenti.
Se lui non si fosse potuto accorgere del motivo per cui non riusciva a far interagire gli strumenti in maniera corretta, quindi se non avesse avuto un addestramento al tipo di macchinario, non avesse saputo qual era la flessibilità del macchinario, non avrebbe potuto risolvere questo problema.
Questo è quello che facciamo noi quindi da una parte progettazione dall'altra test di approvazione. I test di approvazione sono fondamentali per poter valutare insieme ai clinici, insieme agli utilizzatori finali se la progettazione è andata a buon fine.
Tipicamente i test vengono fatti utilizzando delle interviste marcate da indicatori di performance che si fanno con gli esperti.
Quindi si utilizza la partecipazione di esperti di tutti i gruppi di utilizzatori partendo dagli infermieri fino ad arrivare ai chirurghi fino ad arrivare alle persone che si occupano della sala di sterilizzazione e vengono fatte delle domande strutturate per poter avere degli indicatori di preferenza.
Tipicamente quello che io riesco ad avere sono dei grafici a bersaglio dove se molti utenti mi danno un'informazione raggruppata nel centro del bersaglio significa che il dispositivo è sicuro ed è stato approvato per l'uso previsto.
L'ultimissima cosa che volevo dirvi, i test di usabilità, i test di simulazione, c'è una differenza tra l'addestramento e i test di simulazione perché io ho bisogno di andare a valutare senza alcuna interruzione nel flusso chirurgico dove sono le attività e dove sono gli eventuali near miss ed errori effettivi.
Quindi i test di usabilità richiedono una grossissima preparazione, questa qui è la preparazione che noi abbiamo fatto a un test di usabilità di un software per la pianificazione chirurgica della protesi d'anca e abbiamo dovuto descrivere tutte le possibili azioni che svolge il chirurgo quando lavora con questo software di pianificazione.
Abbiamo poi osservato vari chirurghi che utilizzavano questo software di pianificazione
per andare a vedere se riuscivano a compiere tutti questi passi descritti nella nostra flowchart
e dove invece il flusso veniva interrotto.
Questo invece è un altro esempio di un altro studio che abbiamo fatto
con tecnici di laboratorio biomedico che utilizzavano delle frigoemoteche.
Vorrei soltanto farvi vedere che si riescano a ottenere degli ottimi indicatori visivi
del fatto che l'azione viene svolta oppure se non viene svolta
a commentare dov'è il rischio paziente
e dov'è l'interruzione del flusso
c'è un grosso lavoro di preparazione prima
perché bisogna spezzettare
l'interazione uomo-macchina
in mille piccoli passaggi
un'altra cosa che noi facciamo
sono queste interviste
di richiesta
di commento che tipicamente utilizziamo
nelle fasi di progettazione
perché utilizziamo queste tecniche
che si chiamano di progettazione partecipata
dove c'è un gruppo di ingegneri che lavora
in collaborazione con un gruppo di clinici
L'ultimissima cosa che facciamo sono le interviste, vi assicuro che è una fonte di dati incredibilmente ampia, però ci sono delle tecniche specifiche per porre le domande alle interviste perché altrimenti ci è capitato molto spesso che i nostri partecipanti alle interviste partissero per la tangente e ci raccontassero cose che non erano particolarmente utili al progetto.
L'ultimissima cosa che volevo dirvi, usabilità e trial clinici. Abbiamo bisogno di fare studi sul campo, c'è una grandissima necessità di utilizzare studi su paziente per valutare non solo il beneficio clinico al paziente, ma anche l'andamento del flusso chirurgico e eventuali interruzioni del flusso chirurgico dovuti a cattiva interazione tra il macchinario e l'utente.
nell'ottica di portare delle informazioni preziose a chi metterà in commercio la nuova iterazione del macchinario
che si spera essere non solo tecnologicamente più avanzata ma anche più semplice da usare.
Basta, era quello che ci tenevo a dirvi, vi citerrei molto a far capire che gli ingegneri non possono lavorare senza i clinici,
abbiamo bisogno sia in progettazione che in convalida del fatto che gli utenti partecipino a questo tipo di studio clinico
perché è indispensabile
avere una statistica basata sui dati reali
grazie
grazie mille, va bene, non importa
allora io la ringrazio innanzitutto per aver accettato
l'invito, penso che questa è stata una relazione
credo e auspico
che vi sia piaciuta perché
si è dato un punto di vista differente
delle cose che noi vediamo tutti i giorni
e su questo devo dire che è stata molto
incisiva, io vorrei fare un mio commento
personale
noi possiamo
Possiamo definirci, spero, quasi tutti, dei digitali nativi, quindi già avanti in questo.
Però manca ancora la cultura dell'accettazione reale dell'interazione uomo-macchina.
Quindi possiamo uscire da questa sessione con questa nuova parola nel nostro portfolio personale, che è l'ergonomia.
cioè la capacità di riuscire a essere efficienti e efficaci anche con addestramento a sempre nuove tecnologie.
Lei diceva a proposito del fatto del confronto in fase di preparazione, non so come dite voi, di progettazione, io invece è sicuramente fondamentale, però credo che sia fondamentale il dopo,
Perché molto spesso quello che voi progettate perfettamente a tavolino, poi nella realtà si evidenziano tantissime criticità. Quindi soprattutto lo dico come infermiera, mi piacerebbe avere più spazio per avere questa possibilità.
La buona notizia è che dal 2020 le ditte fabbricanti di dispositivi medici avranno l'obbligo legale di portare informazioni sulla prevenzione dell'errore umano.
Noi abbiamo iniziato a lavorare in anticipo rispetto all'obbligo legale e speriamo nel 2019 di riuscire a portare un esempio positivo di uno studio o più studi
che proprio coinvolgano gli operatori nella loro vita quotidiana
con tecniche però di analisi ingegneristiche
sia del near miss che dell'errore effettivo
perché bisogna sempre pensare che se c'è un errore nell'utilizzo del macchinario
nel 90% dei casi è colpa della macchina
questa è una bella notizia
perché è la macchina che non mette in condizione l'operatore di guidarla
esatto e questa è la cosa che deve passare anche nella cultura dell'utente
perché quando i pazienti a noi dicono
ma a me mi opera il robot
come se il robot venisse
non è il robot
se io non riesco a utilizzare il macchinario
è perché la macchina non mi mette in condizioni di guidarla
non perché io non so
qualche volta capita che io non sono capace
io non ci arrivo
per questo è fondamentale la progettazione
assolutamente
la verifica sul campo che ciò che è stato progettato
è effettivamente utile
bene ringraziamo la dottoressa
per questa
Questa bella relazione.
è diventata la quotidianità. Invito le prossime moderatrici, la dottoressa Cipri e Cappelli
a prendere posto e al primo relatore della nuova sessione. Grazie.
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