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13° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 3° SESSIONE L'INGEGNERIA CLINICA AL SERVIZIO DELLA SALA OPERATORIA Moderatore F. Deplano (Cagliari) 5 regole d’oro del time management dei processi di assistenza R. Cipri (Bari) Tracciabilità dell'assistenza infermieristica in una sala operatoria tecnologica di eccellenza G. Bonometti (Brescia) Tecnologie in aiuto nelle competenze di Team G. Camilli (Arezzo) L’evoluzione delle suturatrici meccaniche in chirurgia S. Testa (Tricase, LE)
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Bene, buon pomeriggio. Riprendiamo quindi i lavori affrontando una tematica sulla quale non sempre ci soffermiamo a riflettere,
che è quella della gestione del tempo. A questo proposito diamo la parola a Rosa Cipri,
che è una coordinatrice infermieristica dei blocchi operatori dell'ospedale di Terlizia e Corato
e anche un componente del comitato scientifico AICO.
Buon pomeriggio, è un orario un pochettino bruttarello quello del dopo pranzo, comunque io sono appunto un coordinatore quindi il tempo, la gestione del tempo, del mio tempo e del tempo delle persone che ho l'onore di coordinare è chiaramente molto importante.
Dove posso andare? Avanti. Non me lo ha dato. Scusate, la tecnologia qualche volta non si riesce a vederla neanche dov'è.
quando parliamo di tempo
e il tempo chiaramente
spesso ci viene da dire
chi ha tempo non aspetti tempo
le cose fatte di fretta
non sono cose fatte per bene
e tutti questi
modi di dire
queste locuzioni sul tempo
esaminiamo il tempo che cos'è
il tempo è la risorsa
forse più democratica che esiste
infatti ne abbiamo tutti
la stessa quantità
Quello che dobbiamo invece guardare è la qualità del tempo, cosa facciamo nel tempo che ci è destinato e appunto analizzando ancora che cos'è il tempo, noi sappiamo che il tempo è un'unità limitata, è incontrollabile perché noi non la possiamo gestire.
E di qui forse il dubbio che qualche volta ci viene, noi non possiamo gestire il tempo, noi usiamo il tempo. Il tempo è irrecuperabile, spesso e volentieri noi diciamo il tempo perso, ieri non lo possiamo recuperare.
E' invariabile perché purtroppo è una unità che è sempre quella, è sempre statica, si ripete 24 ore su 24.
Le attività del tempo sono illimitate, è lo che possiamo fare, ognuno di noi può ricavarsi uno spazio nella stessa unità di tempo.
In effetti, dice un mio insegnante, non dire che non hai tempo perché il tempo che è dato a te è stato dato anche a madre Teresa di Calcutta e ad Einstein.
Quindi le attività sono però controllabili, sono recuperabili e anche variabili.
Quindi da qui il concetto è il time management e spesso e volentieri, ormai è da più di 30 anni che si parla di organizzazione del tempo, il tempo visto come una unità dove si doveva fare di più, proprio come fatto meramente economico di risorsa.
Oggi nella gestione del tempo noi invece andiamo a vedere quelle che sono le azioni da fare in quel tempo, ma anche a pensare ad utilizzarlo al meglio e soprattutto dobbiamo saperlo utilizzare quando ci siamo posti un progetto, quando abbiamo un obiettivo.
E questo obiettivo può anche essere nella vita di relazione, nella vita privata. Imparare a gestire il tempo vuol dire anche imparare a gestire quello che dobbiamo fare e sul lavoro e come ci dobbiamo anche astrarre da quella che è l'attività lavorativa nell'attività quotidiana, quella di ogni giorno, quella della nostra vita di relazione e della nostra vita familiare.
Il time management quindi è un insieme di scelte consapevoli per fare che cosa? Per organizzare le risorse temporali finite, quindi è proprio quella disciplina che ci permetterà di controllare la nostra vita, ma tutta quanta come dicevo prima.
Ma fermiamoci un attimo a pensare e quello che spesso, almeno quando mi ci sono soffermata e ultimamente anche con alcune colleghe abbiamo cominciato ad analizzare quello che facevamo durante la giornata, ci siamo resi conto che analizzare quali erano i momenti di spreco è la cosa più importante perché il peggiore spreco è quello che non siamo risposti a riconoscere.
Se io dico che per fare una richiesta ci devo mettere 30 anni perché semmai devo andare a ritrovarmi quella che ho fatto prima, copiare quell'altra, non sapere utilizzare bene un sistema informatico, è chiaro che quella è perdita di tempo e non devo dire che non lo so fare, devo imparare perché quello è spreco.
Ecco, il nostro approccio alla gestione del tempo è perché in pratica la percezione del tempo purtroppo è soggettiva, in quanto noi sappiamo benissimo che noi del sud, io sono pugliese, fiera di esserlo, ci dicono che andiamo poco poco più slow rispetto a quelli del nord, ci sono anche delle caratteristiche ambientali, delle caratteristiche esperenziali,
però qualunque sia la nostra percezione del tempo
due domande sono importanti che ce le poniamo
siamo consapevoli di come sprechiamo il tempo nella nostra giornata
di come lo spendiamo e di come lo sprechiamo
abbiamo mai preso nota da qualche parte del tempo dedicato alle attività
e qui apro una parentesi
spesso veniamo demonizzati da qualche chirurgo
perché noi andiamo a prendere i tempi operatori
Il tempo non serve per usare il tempo nella maniera migliore possibile, non serve a demonizzare oppure ad accusare,
ma serve soprattutto a migliorare e a quantizzare, ad organizzare meglio le attività.
Il tempo, quindi abbiamo detto che ha purtroppo una percezione soggettiva,
Però si può passare da una mentalità dal tempo da riempire a organizzare le cose giuste nel momento giusto. Quindi la vita ci impone di usare il nostro tempo o essere gestiti dal tempo.
Io per carattere non mi farei mai gestire dal tempo, ma userei il tempo.
Il tempo, spesso, ecco, quello che ci sentiamo sempre dire, il tempo corre, il tempo non corre, il tempo scorre, inessorabile, ineluttabile, costante, sembra ieri che avevo 30 anni, oggi ne ho molto di più.
Il tempo scorre costantemente e si può sempre imparare a guadagnarlo, a non perdere, ecco perché va bene chi diceva sempre quando ero piccolina anche a scuola per infermieri, alle vecchie scuole regionali perché io sono datata, signorina si muove a chi ha tempo non aspetti tempo, in effetti è così.
Andiamo adesso nel cuore del time management e cominciamo a vedere quali sono le regole.
Innanzitutto stabilire gli obiettivi e le priorità.
È chiaro che se non ho obiettivi e non conosco quali sono le priorità non potrò mai gestire il tempo.
E quindi la maniera più comune di iniziare una giornata lavorativa è o farsi travolgere dagli eventi,
arriva il primo infermiere
io domani non posso venire perché c'ho da fare
arriva il chirurgo
io devo operare perché ieri
ho dimenticato di mandare la lista
beh, io
il suggerimento
un respiro profondo, dedichiamo
qualche minuto a sviluppare
un macro piano della giornata
aspetta un attimo e vediamo
quello che si può fare, quel minuto, quei 10 minuti
che perdiamo, sicuramente
saranno propedeutici
a una visione più organizzata della giornata stessa.
Quindi usare il tempo e non farci usare e non farci travolgere da esso
ci costringe comunque a prendere una posizione riguardo alle cose a cui diamo più valore.
Quindi dobbiamo imparare a dare valore.
Una delle cose più importanti è l'agenda.
Che l'agenda sia informatica o che l'agenda sia cartacea
è bene che l'agenda ci sia perché nell'agenda andiamo chiaramente a scrivere, andiamo ad inserire a tutti quegli impegni che vogliamo assolvere.
Ci sono due tipi di impegni, quegli impegni che vanno assolutamente rispettati e che chiaramente dobbiamo trascrivere in agenda
e quelli che non consideriamo validi, per cui l'onere di rispettarli rimane facoltativo.
Quindi dobbiamo cominciare a segnarci le cose da fare.
È chiaro che il corollario di questa regola qual è?
Quello che tutto quello che decidiamo di inserire liberamente nell'agenda deve essere onorato poi.
Facciamo un esempio.
Arriva la collega del servizio infermieristico o qualche altra buonanima ogni mattina
dice che mi dai un'occhiata a questo documento, controllalo, guarda un po'. Allora ci viene da dire, ma senti, guarda, temo di non poterlo fare per domani, se vuoi lasciamelo e poi guardo.
Oppure domani do un'occhiata e ti scrivo. Qualunque sia la risposta, ma soprattutto nella seconda, quello in cui noi diciamo che le diamo un'occhiata,
è chiaro che ci appuntiamo a leggere quello che ci ha detto il collega, però chiaramente c'è un'altra cosa da fare, che in questo momento storico che noi l'abbiamo scritta non dobbiamo e non possiamo ignorare quell'impegno, ma dovremmo assolvere a quell'impegno puntualmente, tranne se non c'è stata qualche altra urgenza e anche qui andremo poi a definire il significato di urgenza e di priorità.
Quindi per rascrivere correttamente degli impegni occorre che cosa? Specificare il carattere di priorità.
Ad esempio se io so che ho il punto di riordino di un device e che se non lo riordino entro quel tempo c'è la possibilità che non possa avere quegli strumenti nel momento opportuno, ebbene quella è la prima cosa che faccio perché so che è importante da fare.
Ma se mi succede un imprevisto che ha un carattere di vera urgenza, che io faccio l'ordine mezz'ora dopo o il giorno dopo, se il punto di riordino è di 15 giorni, non mi cambia la vita.
Quindi vedete questo è l'utilizzo poi mirabile del tempo. È chiaro che un'altra abitudine che dovremmo avere è quella di monitorare il nostro piano di lavoro, cioè noi chiaramente a fine giornata dovremmo guardare quello che abbiamo fatto e vedere chiaramente se quello che avevamo pianificato avremmo poi realizzato.
Spesso e volentieri dice ma tu fai la filosofa, queste cose si dicono, no perché purtroppo diventa automatico, quando abbiamo l'abitudine di andare a guardare quello che abbiamo fatto, andare soprattutto a controllare e qui apro la parentesi, il controllo può essere anche fatto da qualcuno che ci fa notare che semmai quell'azione poteva essere fatta diversamente, questo vuol dire anche lavorare in gruppo e vuol dire anche avere la mentalità del io non so tutto.
E nella gestione del tempo è molto importante andare a guardare a posteriori quello che abbiamo fatto. È chiaro che il bilancio è qualcosa che molte volte può essere anche non molto realista o non molto obiettivo.
Ecco perché dicevo prima anche qualcuno che ci fa notare che la gestione di quel tempo non è stata ottimale va presa e va fatto tesoro. Allora una cosa molto importante è organizzare la scrivania e gli archivi e voi dite perché la fissazione invece no, è molto importante avere tutto organizzato perché il tempo che si perde a cercare un documento è oro,
Il tempo che si perde in una scrivania dove ci mettono le mani tutti, dove c'è tutto quanto, quindi sulla nostra scrivania dovrebbe esserci assolutamente quello che ci serve in quella determinata giornata.
Però ci sono dei ladri in giro, che sono chiaramente i ladri del tempo.
E quali sono? Le visite programmate, le telefonate.
Io ho una mia cara amica, nonché collega, che dice sempre
io non so che cavolo si fa il telefono quando noi dobbiamo cominciare la seduta operatoria.
E Filomena ne sa qualcosa.
cosa? Le riunioni non organizzate, le chiacchiere durante il lavoro e nella pausa caffè, disordine
sulla scrivania e nell'archivio e purtroppo sono ladri del tempo. Chiaramente per gestire
meglio il tempo una delle regole del time management è quella della delega. Non possiamo
Possiamo fare tutto noi, dobbiamo delegare, però quando deleghiamo dobbiamo essere molto attenti perché noi abbiamo due diverse tipologie di delega, una delega di responsabilità e una delega operativa.
Non entro nel merito della delega di responsabilità perché sappiamo tutti che si deve delegare a un proprio pari la responsabilità, però delle deleghe operative bisogna farle e chiaramente è una delle attività più rischiose e soprattutto più onerose,
Perché quando si delega voi sapete che anche quella operativa dobbiamo cercare la giusta persona e la giusta attività chiaramente. Quindi una gestione efficace del tempo che cosa può produrre? Sicuramente un più alto livello di produttività professionale e lasciatemi aggiungere anche una soddisfazione personale maggiore, avere fatto tutto quello che si era prefissati di fare.
C'è un'altra cosa che bisogna ricordare, se una macchina può fare qualcosa al nostro posto è bene che questa macchina lo faccia.
Noi abbiamo fatto la tracciabilità di processo da noi, è chiaro che prendevamo tempo a scrivere tutto quanto sul registro e quant'altro,
adesso abbiamo scoperto, anche se c'erano difficoltà iniziali, che possiamo cliccare, con tre clic andiamo ad avere una gestione sicura di un processo
e che chiaramente quel tempo che io perdevo la mattina a valutare, a validare tutto quanto, da mezz'ora si è risolto in dieci minuti.
Quindi anche questo, quello che può fare una macchina, bisogna anche lasciaglielo fare.
E comunque c'è anche un'altra cosa da dire, che impazzire troppo a lungo su qualcosa, molto probabilmente non porta a capo di nulla.
Se io impazzisco per far quadrare i turni di Natale, di Capodanno o di quant'altro, questo è un problema scottante,
cerchiamo di fermarci un pochettino, non sprecare altro tempo, resettiamo e poi ricominciare quando abbiamo l'animo più sereno.
I suggerimenti per gestire anche la posta elettronica. Io non sono niente nessuno per dirvi come uno deve gestire la propria posta,
Però anche questo è un ladro del tempo, perché se io non gestisco bene la mia posta, quando andrò a trovare dei messaggi, e noi sappiamo che oggi anche le direzioni amministrative, nonché quando dobbiamo gestire degli ordini o quant'altro, lo facciamo via mail, è bene anche qui essere ordinati, avere degli archivi, avere chiaramente sotto mano a tutto quello che c'è più importante.
Nella mia posta che ho AICO, collegio, ospedale 1, ospedale 2, io smisto quotidianamente tutto quanto perché se no non mi ci raccapezzerei più e mi è capitato di non raccapezzarmi.
Quindi cancelliamo pure tutte le mie spazzature.
Quindi quello che vi dicevo prima, imparare a gestire il tempo non è soltanto imparare a gestire il tempo di lavoro perché noi non siamo fatti solo di lavoro, siamo fatti anche di tempo libero, siamo fatti anche di tempo da dedicare a noi.
Non ci possiamo portare il lavoro a casa così come quando stiamo a lavoro dobbiamo cercare di organizzare il lavoro e non pensare ad altro. Per l'utilizzo del tempo ci sono delle regole che chiaramente molti economisti o anche esperti del settore del management hanno stilato.
Quella che mi sento di andare a confrontare con voi, tanto le relazioni sono a disposizione, ve la potrete anche andare a guardare, io sono sempre in AICO quindi potete chiederci anche sia a me che ad altri membri del comitato scientifico tutto quello che vi serve,
mi preme andare a farvi apporre l'accento sulla legge di Pareto che dice che il 20% di qualsiasi cosa è solitamente responsabile per il restante 80%.
Quindi il 20% è l'importante, l'80% è quello che facciamo e in pratica può essere fatto con soltanto l'utilizzo di poche risorse,
Con soltanto l'utilizzo di poco tempo. Io posso andare avanti oppure pronto perché se no vado a braccio, non ci sono problemi. 30 secondi. E io comunque continuo a parlare perché se no poi roviniamo il filo anche del discorso, diciamo così.
In pratica quando spesso e volentieri noi andiamo poi a gestire tutto quello che è la nostra scrivania, il nostro modo di fare e quant'altro, è chiaro che c'è qualche cosa di importante che dobbiamo imparare.
Quello di imparare a gestire i ladri del tempo, come abbiamo detto prima.
Però per gestire i ladri del tempo la prima cosa che dobbiamo imparare a fare è sapere dire di no.
E' difficile dire di no, perché come dicevo sempre a mio figlio quando era piccolo, è più facile dirti di sì, accontentarti, che spiegare e dirti di no.
Quando stiamo facendo un lavoro importante e la distrazione potrebbe essere veramente fatale anche per i registri, per scarichi di stupefacenti o per altri, dobbiamo imparare a dire no.
No, si può dire no in mille maniere, non mi scocciare vai via, no, senti per cortesia in un altro momento, sto facendo una cosa anche molto importante, il collega o chi per lui capirà, se non capisce imparerà a capire che è importante.
Quindi difficilmente si arriva a portare a termine i lavori se non impariamo a dire di no.
Io vi faccio un flash sulla gestione delle priorità.
Spesso e volentieri nelle organizzazioni si confonde il termine urgente con il termine importante.
Quello che è urgente è quello che va fatto in un lasso di tempo brevissimo.
Quello che è importante è quello che deve essere fatto ma può essere anche procrastinato e spesso e volentieri diventa urgente, diventa urgentissimo un cesario che si dice che ha liquido verde, poi liquido verde non ce l'ha, noi corriamo, utilizziamo il tempo in maniera differente e invece quella cosa poteva essere fatta in un altro momento.
Parliamo di urgenza perché semmai devo andare via, mi serve che tu fai questa cosa e questo non è vero.
Quindi impariamo a gestire e a guardare quali sono le vere urgenze, quali sono le vere cose importanti.
Quindi dobbiamo appunto solo imparare a fare questo e quindi dobbiamo capire che nell'urgenza è soltanto determinante il fattore tempo.
Tutto il resto poi andremo a procrastinarlo. Comunque bisogna dire che l'urgenza scaccia sempre l'importanza e che l'urgenza produce stress e ansia. Quindi quando l'urgenza e importanza coincidono allora si verifica una crisi ma dobbiamo comunque cercare di sapere anche gestire le crisi.
Quindi come vedete quando qualcosa è molto urgente bisogna farla, poi abbiamo chiaramente delle attività che sono importanti ma che non sono urgenti, quindi quelle occupano il secondo posto nella nostra agenda, al terzo posto attività meno urgenti e meno importanti e comunque dobbiamo imparare anche nella giornata ad utilizzare Flowchart,
capire che qualche volta schematizzare è importante perché ci serve per capire cosa dobbiamo fare, però dobbiamo anche capire che l'urgenza scaccia l'importanza, questo è un fatto molto ma molto rilevante.
Altro amico nemico è il telefono, che squilla nei momenti meno importanti, e il telefono è un ladro del tempo.
Spesso e volentieri abbassiamo la suoneria perché se no non riusciremmo a portare a termine quello che vorremmo fare.
Noi non è vero, come diceva Seneca, che abbiamo troppo poco tempo. La verità è che ne sprechiamo molto.
Quella foto che vedete di lato è una foto reale che una mia collega è riuscita a scattare al suo economo, al suo farmacista che non riusciva più a raccapezzarsi perché aveva un sacco di fogli buttati sulla bacheca, rispondeva a due telefoni quindi non riusciva a fare niente nel tempo giusto e niente bene secondo me.
E questo è il mito della porta sempre aperta e questo è un altro ladro del tempo, non si può avere la porta sempre aperta, qualche volta la porta della stanza deve essere chiusa, qualche volta anche se la porta è chiusa c'è il toc toc e lì bisogna imparare a dire no.
Io sto facendo qualcosa di molto importante, mi dispiace, chiaramente è la comunicazione verbale, la comunicazione anche non verbale che fa capire che non è che mi stai dando fastidio ma è una cosa molto molto più importante da fare.
Oggi comunque la gestione del tempo, la velocità ormai è diventata padrone con Whatsapp, ci chiedono anche se si può cambiare il turno con Whatsapp, ci si chiede col telefono nei momenti meno opportuni.
comunicazioni o di telefonate oppure di messaggi urgenti sono ladri del tempo, quindi impariamo
a dedicare a delle ore ben definite le risposte anche al telefono sul lavoro, ma spesso e
volentieri non si riesce davvero a gestire quello che si deve gestire se non impariamo
a collocarli nel tempo giusto e comunque nella gestione dovremmo imparare uno dei diktat del
time management è quello di gestire anche l'energia mentale, comunque cominciare a scandire i tempi,
cominciare nelle agende a non mettere troppi impegni ma a mettere quegli impegni importanti,
quegli impegni che sappiamo che possiamo portare a termine e io vi dico soltanto impariamo ad usare
il tempo e non lasciare che il tempo scivoli oppure che ci governi lui. Vi ringrazio per
l'attenzione e buon proseguimento.
Grazie Rosa Cipri, quindi abbiamo ben compreso che il vero paradosso del time management
è che noi non possiamo gestire il tempo, ma quello che noi possiamo fare è gestire
noi stessi e le nostre azioni. Dobbiamo imparare a considerare il tempo una vera e propria
a risorsa e quindi siamo noi che decidiamo se investire in questa risorsa o sprecarla.
Bene, non perdiamo tempo e andiamo avanti. Chiamerei la dottoressa Gabriella Bonometti,
coordinatore aria blocco operatorio poliambulanza di Brescia, che affronta la problematica sulla
traggiabilità dell'assistenza infermieristica in sala operatoria, tecnologia di eccellenza.
buongiorno a tutti buon pomeriggio spero di non farvi dormire vista l'ora e ringrazio
l'organizzazione per avermi invitata la mia relazione sarà improntata appunto a parlarvi
della tracciabilità dell'assistenza infermieristica in sala operatoria e andare a tracciare poi anche
Anche il tempo non deve essere visto come un controllo, ma è stato utile appunto per andare a ridurre quelli che potevano essere gli sprechi di tempo
e utilizzare meglio le risorse e anche migliorare i processi organizzativi.
Lavoro in Fondazione Poliambulanza, che è un istituto ospedaliero privato no profit accreditato già in commission,
almeno fino a fine mese perché dalla settimana prossima avremo per tutta la settimana di nuovo gli americani per il rinnovo
e la nostra struttura già da anni ha investito molto sull'innovazione digitale in sanità.
Quindi non solo a livello amministrativo gestionale ma entrando molto sul campo.
Questo ha comportato comunque un cambiamento nel modo di lavorare per tutte le figure, per i chirurghi, gli anestesisti, gli infermieri e anche gli os della sala operatoria, ma la strategia corretta è stata quella appunto di avere una formazione in aula ma poi non essere abbandonati e quindi avere sul campo gli esperti dei sistemi informativi
che ci hanno supportato o addirittura hanno anche apportato delle modifiche agli applicativi che comunque venivano inseriti e man mano implementati.
E appunto per questa innovazione tecnologica e l'innovazione appunto dell'informatizzazione, Poliambulanza ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
Il più recente è questo che è stato appunto dato a Poliambulanza e ad altri quattro ospedali italiani oltre poi ad altri ospedali europei il 21 novembre scorso e abbiamo ottenuto appunto questa certificazione che viene conferita agli istituti che implementano soluzioni informatiche efficienti a supporto dei processi clinici e di cura del paziente.
Il livello massimo è il punteggio 7 e è stato dato a poliambulanza il punteggio 6. E che cos'è? Che attesta questa certificazione che viene data da un organismo americano, attesta appunto che tutti i processi di cura e di trattamento del paziente sono orientati alla gestione della documentazione clinica medica ma anche infermieristica,
la gestione appunto del ciclo corretto di prescrizione e di somministrazione delle terapie
e tutto quello che è relativo alla completa digitalizzazione dei tutti i percorsi diagnostici
quindi della radiologia, dei referti, dei vari laboratori.
Il contesto appunto in cui lavoriamo è questo, almeno questa è una parte delle sale operatorie
Noi abbiamo comprese le due nuove sale cesari una ventina di sale operatorie, di queste dieci sono totalmente integrate, il blocco nuovo è stato aperto a maggio e questo ha comportato ovviamente non solo discorso di innovazione tecnologica e quindi le sale di chirurgia, ginecologia, urologia dotate di tecnologia 3D o 4K,
ma anche un cambiamento e un modo diverso di lavorare da parte di tutti. Ovviamente il personale che è stato inserito non è stato inserito in modo sproveduto ma questo ha comportato comunque dei corsi di formazione che raggiungessero il 100% degli operatori tenuto da noi con il supporto ovviamente delle aziende che hanno inserito apparecchiature e strumenti vari.
Qual è il vantaggio per noi operatori di lavorare in questo contesto? Vuol dire appunto avere la possibilità di visualizzare le immagini da diverse fonti sui numerosi monitor che ci sono all'interno della sala operatoria, alcuni anche di grandi dimensioni.
Lì vedete ad esempio quello della sala di ortopedia, è un monitor a parete da 65 pollici, ma voi immaginatevi comunque anche vedere su questi monitor tutti gli interventi in laparoscopia, quindi consente a tutti di vedere da varie prospettive l'intervento e quindi seguirlo meglio.
meglio, ma anche andare a recuperare tutti i dati della cartella clinica e il monitoraggio appunto
dei parametri vitali. Il ventilatore è affiancato da un apposito monitor con l'applicativo che viene
gestito dall'anestesista durante l'intervento. Lavorare nelle sale integrate vuol dire anche
gestire le apparecchiature elettromedicali, almeno le principali, il tavolo operatorio, la colonna
la paroscopica, l'elettrobisturi, la shalitica direttamente dal monitor touchscreen coperto
sterilmente e anche lì è un modo diverso di lavorare ma bisogna fare in modo che comunque
si inizi a utilizzarlo che non resti comunque solo un monitor da spolverare ma noi abbiamo
anche qualche chirurgo laparoscopista giovane che in certi momenti comunque aiutano e fanno
direttamente loro la modifica di certi assetti comunque che sono necessari in corso di intervento
e in questo modo abbiamo anche ridotto l'intervento dell'operatore circolante che a volte
viene coinvolto contemporaneamente per più attività ma da non trascurare anche il discorso
della didattica e quindi peraltro noi di queste dieci sale operatorie una al momento non l'abbiamo
ancora attivata perché ampliare l'attività chirurgica ha comportato l'assunzione di nuovi
infermieri e os che sono in addestramento alcuni infermieri stanno frequentando il master per
strumentisti perché noi appunto abbiamo una sede distaccata dell'università cattolica di roma e
quindi sono presenti solo alcuni giorni in sala operatoria ma in questo modo abbiamo cominciato
di utilizzare la sala operatoria per una didattica interna piuttosto anche che per piccoli gruppi di
chirurghi che sono venuti ospiti e hanno avuto la possibilità di interagire con la sala operatoria
di un'altra città e poi visualizzare da quella sala direttamente anche l'intervento che veniva
effettuato sia nell'altra sala operatoria che a fianco. Quindi questa innovazione tecnologica e
e informatica che cosa ha comportato? Un'ottimizzazione e una semplificazione della gestione del paziente
perché ogni operatore per l'attività di competenza documenta e traccia la propria attività,
quindi non c'è più nessuno che scrive per altri, cioè se l'anestesista deve inserire i suoi dati
lo fa direttamente lui perché tutti si devono logare, perché deve essere tracciato quello che si fa
e in quale momento si fa proprio velocemente anche un discorso dei reparti d'agenza per
agevolare anche l'attività degli infermieri o degli os che dovevano andare a rilevare i
parametri al letto dei pazienti sono stati dotati di tablet in modo da poter registrare al letto
del paziente sul diario infermieristico tutte le informazioni o effettuare le valutazioni dei
i bisogni assistenziali. Le schede infermieristiche sono compilate in elettronico, quindi tutte le
informazioni relative al posizionamento, alla sostituzione o alla rimozione, ad esempio di un
catetere venoso periferico, di un sondino nasogastrico, di un catetere vescicale, vengono
tracciate e viene identificato chi lo fa e in quale momento lo fa. Anche banalmente nella
la gestione delle medicazioni, non c'è più la necessità di andare a scrivere sulla medicazione la data,
perché comunque viene tracciato direttamente dalla scheda infermieristica.
Il paziente che deve essere trattato in sala operatoria, ovviamente quello programmato,
viene accolto e visitato a livello di ambulatorio anestesiologico nella fase di pre-ricovero
E quindi qua si cominciano a recuperare i dati che vengono inseriti nel dossier clinico del paziente e non c'è più la necessità poi di andare a reinserirli successivamente. Poi ovviamente si fanno i dovuti controlli e questo programma di gestione code, GECO, appunto crea dei percorsi differenziati in base alla specialità chirurgica, vengono definiti anche gli orari di chiamata dei pazienti per evitare di convocarle tutti insieme.
L'infermiere di anestesia inserisce i dati anagrafici e fa la rilevazione dei parametri e nel frattempo nell'altro ambulatorio l'anestesista prosegue con la visita del paziente e poi viene fatto firmare il consenso informato perché le uniche cose che sono rimaste al momento ancora cartacee sono il consenso informato all'anestesia e all'intervento.
E attraverso gli applicativi che vengono utilizzati in blocco operatorio il percorso del paziente viene tracciato e viene regolato per garantire qualità e sicurezza.
C'è questo discorso della rilevazione dei tempi, quelli canonici, ingresso, uscita, inizio anestesia, fine anestesia, inizio intervento, fine intervento.
Se il paziente rimane in recovery room si va a tracciare anche quello e poi c'è il discorso della checklist. Da noi si è fatta la scelta di non individuare il coordinatore della checklist nell'infermiere dedicato all'anestesia per un semplice motivo.
Siccome abbiamo dei ritmi abbastanza frenetici non volevamo correre il rischio di avere una checklist compilata senza effettuare i dovuti controlli e quindi per togliere anche un po' di attività agli infermieri abbiamo concordato con l'ufficio risk management appunto di farla gestire dall'anestesista per una loro parte e la terza parte dal chirurgo.
La checklist è ancora cartacea e diventerà anche quella informatizzata a breve, penso inizio 2017, perché si sta cercando anche di andare a modificare la checklist pro operatoria che compilano a livello di reparto per evitare di avere ridondanze.
Il chirurgo poi compila il verbale operatorio, l'infermiere invece si occupa della parte di tracciabilità dello strumentario, del conteggio garze, ferri e taglienti.
Relativamente alla gestione del materiale usato in sala operatoria l'applicativo consente la parte dell'approvvigionamento che ha delle figure dedicate e per materiale che comunque è di uso rutinario ci si avvale comunque di un paio di OS che sono stati addestrati, esperti e che quindi sono in grado di gestirlo in autonomia
togliendo comunque questa attività i referenti di settore al coordinatore ma consente appunto
questo applicativo di gestire la tracciabilità del materiale impiantabile. Qui vedete comunque
che cosa viene tracciato e chi si occupa appunto dell'attività quindi l'anestesista dell'attività
di sua competenza e cosa importante che comunque i vari parametri vengono ereditati in flusso
continuo e quindi vengono tracciati dal momento in cui il paziente viene collocato in postazione
presala, il suo monitor poi lo segue, viene collegato al ventilatore e c'è comunque una
trassabilità di tutto il flusso in continuo. Se va in recovery room c'è comunque una parte che
che viene gestita dall'infermiere piuttosto che dall'anestesista se deve fare prescrizioni farmacologiche,
il foglio unico di terapia è informatizzato ma il concetto è comunque quello del reparto,
quindi nel caso dell'antibiotico profilassi l'infermiere di sala operatoria verifica la prescrizione che il medico magari ha fatto in reparto,
somministra e conferma quindi anche qui l'importanza della somministrazione nel momento
giusto non quando è già stata effettuata l'incisione e quindi quello che dico sempre io
agli infermieri fatevi rispettare anche per quel tempo perché se poi tu tracci che somministri
dieci minuti dopo l'antibiotico profilassi perché l'anestesista o il chirurgo non ti hanno dato il
tempo potete immaginarvi qualora ci fosse magari un'infezione del sito chirurgico e uno va magari
sia vale di un avvocato ovviamente essendo tutto tracciato poi non si è tutelati e poi ovviamente
la tracciabilità della parte del laboratorio radiologia e altra cosa che comunque ha fatto
non avere più l'operatore che andava a far refertare in cardiologia l'ICG qualora in recovery room fosse necessaria perché è tracciato in via telematica.
Qui vedete comunque, diciamo, relativamente al percorso del paziente, la rilevazione dei tempi e questo ormai con suetudine ha fatto sì di andare anche a porci una riflessione.
appunto abbiamo visto comunque che a volte il paziente rimaneva troppo in sala operatoria
prima dell'intervento piuttosto che dopo e a volte avere il paziente per un tempo più lungo allora
nel pre potete immaginarvi comunque anche per il paziente che è agitato è meglio che sia nella
sua stanza magari con una persona cara vicina e nel post anche rischiare di avere il sovraffollamento
Comunque quindi anche non riuscire a ben controllarli. Per cui, come diceva il collega stamattina di Arezzo, anche da noi dal 2015 abbiamo adottato la filosofia Lean e quindi il passaggio nel nuovo blocco operatorio è stata l'occasione per andare a scardinare alcune abitudini, consuetudini.
E quindi verificando appunto come avveniva il processo di lavoro delle varie fasi, si è visto comunque che c'erano delle attesi inutili a livello di reparto e quindi questo comportava l'arrivo in sala operatoria del paziente in ritardo,
soprattutto per quei pazienti che entrano il giorno stesso dell'intervento
piuttosto che attendere i medici in reparto per la valutazione multidimensionale
oppure attendere i chirurghi che erano impegnati altrove.
Allora per ridurre i tempi di stazionamento è stata individuata una figura all'interno del blocco operatorio
l'infermiere supervisore, un infermiere esperto del gruppo di anestesia
a cui è stata data la responsabilità di coordinare le chiamate
quindi ottimizzare il flusso dei pazienti
e questo ha avuto una ricadita positiva in blocco
perché c'erano sempre posti a disposizione nel pre e nel post
ma anche sono state molto contente le mie colleghe coordinatici del reparto
perché i loro operatori che venivano a consegnare i pazienti
non facevano dei viaggi a vuoto al ritorno
perché appunto chi coordina le chiamate sa
sa se ad esempio ha convocato dei pazienti della Wix Surgery dove ci sono più specialità.
E qui vedete schematicamente come è stato appunto approcciato il discorso.
Quindi qui a livello di reparto si è cercato di creare degli standard dal punto di vista dell'accettazione medico-infermieristica
per andare a ridurre quelli triangolini che vedete in rosso.
a sinistra vedete attraverso la Valium Stream Map
quello che era la fotografia di quel momento, la SIS
il 2B è stato quello, vediamo di mettere in campo delle strategie
per andare a ridurre i tempi di attesa inutili
per far sì che i pazienti in reparto
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