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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Francesco Corcione Emicolectomia Sx con risparmio dell'AMI VL Università degli studi di Napoli Federico II DAI di Chirurgia Generale, Endocrinologia, Ortopedia e Riabilitazione U.O.C. Chirurgia Generale e Oncologia Mini -Invasiva
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Allora, buongiorno a tutti, sono la dottoressa Maria Angele Lardi e presenterò questo prossimo
caso di queste giornate full di chirurgia.
Avanti con le slide.
Si tratta di un paziente di 38 anni, di sesso maschile, con un BMI di 21,97 e una classe
di rischio anestesiologico di tipo 1.
Il paziente riferisce storia di calcolosine renale e nega pregressi interventi chirurgici.
Da circa 5 anni riferisce algie addominali localizzate a quadranti addominali inferiori
associate ad alterazioni dell'albo in senso diarroico.
A luglio 2021 riferisce inoltre un episodio di intenso dolore che si associava a naso e vomito.
Per questo motivo si rivolgeva al medico curante ed iniziava una terapia medica antalgica,
con la quale però tuttavia non trovava beneficio.
Per questo motivo, per approfondire il quadro clinico, eseguiva una colonoscopia
che evidenziava la presenza di diverticoli a piccolo e medio colletto
localizzati in tutti i segmenti colici, ad eccezione senza segni di flogosi
ad eccezione del sigma, dove invece si evidenziava un'intensa flogosi interdiverticolare come da SCAD-A
Avanti.
Successivamente eseguiva un'attacca a dome completo con e senza mezzo di contrasto,
che invece evidenziava la presenza di moltiplici di verticoli del colon e del sigma discendente
e un marcato addensamento del tessuto adiposo pericolico a livello dell'aggiunzione discendente sigma.
Inoltre, una raccolta fluido-corpuscolata del diametro di circa 16 mm in contatto con la parete colica posteriore.
Un quadro come da diverticolite complicata da microperforazione.
Avanti.
E dunque, con una diagnosi di malattia diverticolare complicata,
l'intervento proposto è un'emicolectomia sinistra
col risparmio dell'arteria mesenterica inferiore.
In bocca al lupo ai chirurghi.
Grazie.
Gira dell'ottica.
Gira dell'ottica.
Vi senti Francesco?
Nunzio?
Sì, sì, sentiamo.
Pronto, Franco?
Sì, sì.
Come no?
siamo presenti
il tetto
presenti e contenti
grazie
io volevo farvi vedere
l'importanza
del posizionamento dei trocars
perché si discute sempre
se la tecnica ma uno degli aspetti più importanti
nella chirurgia laparoscopica
è il corretto posizionamento dei trocars
vedete le immagini esterne
immagino
che ovviamente fai
in transilluminazione
ok e allora regia se diamo le immagini esterne adesso ci sono perfetti allora abbiamo c4 trocar
quello dell'ottica come vi dicevo prima per il colon destro così anche per il colon sinistro
ai lati dell'ombelico sul lato destro le mie le mani ai lati degli occhi destra e sinistra però
avete visto questo trocar della mia mano destra come entrato esattamente se avete le immagini
interne esattamente accosteggiato i vasi epigastici io sono andato a vedermi ecco
i vasi epigastici e ho inserito il trocar proprio vicino ai vasi epigastici questo per
due motivi il primo per arrivare meglio alla flessura sprenica che è molto lontano e secondo
Secondo perché quando introdurremo la nostra sape arriverà il più perpendicolare possibile.
L'ultimo motivo è che se lo mettete molto lateralmente qui, come è capitato a me una volta,
le ansie si porranno davanti e ogni volta che cambiate strumento rischiate di lesionare un'ansa.
Quindi anche il posizionamento del trocar operatore è importante in chirurgia alla paroscopia.
Adesso il primo step è quello di andare a individuare la patologia.
sappiamo essere una patologia ovviamente diverticolare però il primo step di questa
tecnica standardizzata è vedere qual è il margine la patologia da trattare ecco qua qui c'è un vero
pseudo tumore si vede bene eccolo qua eccolo qua allora mi date una clip vedete qua proprio
sembra quasi ecco se non sapessi che è infiammato è proprio rigido durissimo qua allora io vado a
sentire intraoperatoriamente qual è il margine il margine soft questo è tutto
duro qua ci sono dei diverticoli lungo tutto il l'asse e quindi io facendo alla
fine dell'intervento facendo una sezione a questo livello
sto in tessuto sano quindi io vado a segnarmi con due clip quello che
dovrebbe essere il margine di sezione perché in open molte volte non si riesce a
valutare detto questo adesso inizia l'intervento attenzione è ingrassato i miei specializzanti che
io lavoro solo con loro e che mi fanno innervosire perché ogni volta è un'impresa lo so bisogna avere
molta pazienza allora primo step di questi interventi intervento che se la regia ha la
disponibilità di un'immagine che vi volevo far vedere non arriva ok che allora qual è la
filosofia e la strategia che useremo noi dobbiamo resegare il sigma fino a una decina d'anni fa
soprattutto poi in tutto il mondo con chirurghi che si dedicavano alla chirurgia laparoscopica
del colon eseguivano la stessa tecnica per il tumore e per la diverticolite, perché è
molto semplice andare a sezionare un vaso, l'arteria mesenterica, un altro vaso, vena
mesenterica, questo sta dormendo, come diciamo, così lo diciamo al mondo? E quindi ci sembrava
logico fare lo stesso tipo, vedi che io qui uso un altro tipo di, perché non va? Non
Va? Ah ok, sta andando, sta andando.
Dunque, dicevo, sto usando un altro tipo di strumento perché la tecnica che andiamo a effettuare
è una tecnica completamente diversa dalla tecnica oncologica,
è una tecnica che ci porterà a entrare nei mesi, nei mesi spessi,
nei mesi purtroppo interessati da processi infiammatori linfonodali
e quindi come tale uno strumento con maggiore capacità di sintesi, a mio avviso, è l'ideale,
vi fa perdere meno tempo, meno sangue e vi velocizza l'intervento.
Intervento che inizia come per la chirurgia oncologica.
C'è minore diffusione del calore, Franco, che a volte può essere pericoloso per il viscere.
Noi iniziamo questo intervento con lo scollamento coloepiproico come per la chirurgia oncologica.
Ah, vi stavo raccontando la storia perché ho cambiato idea.
La racconto sempre e mi fa piacere raccontarla sempre anche al Palazzini, dove, ripeto, le possibilità di trasmettere i messaggi sono veramente tante.
Allora, ero in una diretta a Strasburgo, una delle mie prime dirette, e chiaramente feci per una diverticolite l'intervento oncologico.
Facendo un intervento, devo dire, molto buono, non voglio dire splendido, ma un intervento molto buono.
Alla fine ricevete i complimenti dei chirurghi in sala e i commenti dei chirurghi in sala, molto gentili e molto affettuosi.
A un certo punto si alza in sala della facoltà Patrick Ambrosetti, chirurgo svizzero, che si alza e mi fa i complimenti.
E mi dice testualmente, Francesco complimenti, hai fatto un intervento eccezionale, non una goccia di sangue, una dissezione perfetta, abbiamo visto tutta l'anatomia, c'è un solo neo.
Peccato che il paziente non teneva il tumore.
e quindi io rimassi raggelato perché dicevi fatto l'intervento spende ma inutile e quindi
da lì è nata e scattata la mossa chi l'aveva selezionata scusa no no il presidente selezionato
da stasburgo ovviamente però era una diverticolite io l'avevo trattata come un tumore poi ero io
l'operatore no quindi la colpa era mia non di me aveva senso e quindi da allora dissi ok bisogna
a cambiare atteggiamento. Come? E mi sono andato a studiare un po' i lavori di Patrick
Ambrosetti, ho consultato molti chirurghi italiani che all'epoca facevano come me la
chirurgia oncologica per la malattia di verticolare e devo dire che in Italia ci sono stati precursori
come il buon Casciola, che ricordo sempre con affetto, e lo stesso Pinuccio Spinoglio
che cominciavano a proporre l'intervento di Valdone per la resezione del sigma di verticolare
e devo dire che questa loro idea all'inizio non veniva recepita bene
perché sappiamo bene che questo intervento è un attimino più complesso in laparoscopia
ed è anche un intervento meno edificante perché non andiamo su piani anatomici
o perlomeno non andremo nella fase clou su piani anatomici, andremo nel meso, come facevano i nostri antilimaessi mettendo le cocker, noi non mettiamo le cocker, usiamo questi strumenti più sofisticati, ma l'effetto è lo stesso, e quindi abbiamo abbracciato questa croce, abbiamo cominciato a studiare i nostri pazienti anche con manometria rettale,
Abbiamo capito che quella sindrome che per primo Shafik descrisse 50 anni fa sulla denervazione post-operatoria nei pazienti, quindi la sindrome pervirettale, era vera, molti pazienti accusavano qualcuno addirittura incontinenza, qualcuno urgenza defegatoria, molti alternanza dell'alvo, insomma non era banale il problema sollevato dal buon Ambrosetti.
e quindi da allora passo dopo passo abbiamo modificato il nostro atteggiamento
e abbiamo standardizzato questa tecnica
tecnica che prevede quindi risparmio della mesenterica
la mobilizzazione della flessura
sempre perché anche se risparmiamo la mesenterica
per me come dimostrato da alcuni lavori
nell'80% la mobilizzazione della flessura è necessaria
del 20% no, io non so mai qual è il 20% in cui non serve, non mi piace alla fine dell'intervento
mercanteggiare sulla disponibilità di un segmento di intestino più o meno lungo
e quindi con l'idea di standardizzare la tecnica vado a mobilizzare sempre la flessura.
In questa fase il franco mi senti?
Sì, sì, sì.
In questa fase il paziente è in che posizione?
Adesso è a piatto, non abbiamo modificato niente.
Non è in antitrendere?
No, no, no, no, piatto.
Perché l'antitrendere è un buggevole alla discesa del colon trasverso.
Vedi, io ho la buona apertura della finestra e c'è l'aiuto che mi sottende adesso il colon trasverso
e io mi porto per quando più posso verso la milza ho aperto la retro cavità come come succede
nell'emicolettomia sinistra oncologica si però l'anti trendelemburg agevola un po questa fase
di dissezione guarda siccome c'è la trazione qui e la trazione qui non c'è niente che mi
mi interferisce, vedi Nunzio, non c'è niente che non c'è, ti arrendere? No, no, non mi
arrendere. Comunque Nunzio mi fa piacere, sarai tu a commentare in questi due giorni
o ti alternerai? No, no, si sono io, tranne oggi pomeriggio che sono impegnato in un'altra
sala poi ritorno. E che altra sala? E poi domani c'è un convegno congiunto con la
Sipad, devo presentare il mio video. Ah sì quello lì. Sì sì, il tuo video, il nostro
video. Il nostro, il nostro. Ok.
Il sorcorcione? Il sorcorcione? Franco? Allora, però, per quelli meno bravi, meno esperti, il sorcorcione ha cominciato la mobilizzazione dell'angolo colico-sinistro partendo dallo spazio sopra-mesocolico e distaccando dalla tegna aumentale il regamento gastro-colico.
che passerà
nello spazio soddisfattivo
più attuale
la pubblicazione
secondo la sua
non si sente Francesco
non si sente
se devo farlo
non mi sente
adesso mi avviene a retrocapita
è un'aperta
e adesso va sotto
è una manovra che si fa
che aiuta
moltissimo
stiamo commentando
l'apertura
della retrocavità
il microfono di ruotolo
non funziona bene, non si sente purtroppo
lateralità è Trendelenburg per piacere
massima lateralità
ancora
ok Trendelenburg
ancora un po' di Rendelenburg
ok
massima lateralità
Francesco
parla col microfono
di Nunzio
perché non si sente
ma Nunzio sta in un'altra parte di Roma
una parte legante
lui sta in un quartiere
un po' povero
allora in questa posizione
l'intestino tenue
ruota verso destra
fai vedere come ruota
esponiamo
mi segnerebbe il ruotolo
ecco lo ruotolo
qui si vede bene l'anatomia
all'apoteosi dell'anatomia abbiamo la orta, la vena mesenterica, l'arteria mesenterica,
i linfonodi infiammatori, qui vedete quanti linfonodi, man mano che ci avviciniamo al
processo infiammatorio qui c'è proprio un pacchetto linfonodale e allora il segreto
qual è? Il segreto è che invece di andare qui a sezionarsi i vasi, perché non so se
la regia ve l'ha mandata questa immagine, il problema non sono i vasi del plesso
io ricordo sempre, il professore Di Matteo mi sta ascoltando un video bellissimo che girò qualche mese fa
sulla chirurgia del retto con conservazione dei nervi
e lui faceva vedere l'anatomia di tutti i nervi, plesso simpatico, parasimpatico, tutti su fettuccia
ora noi quelli li risparmiamo quando facciamo la chirurgia maggiore del colon oncologico
ma quello che noi non possiamo risparmiare facendo una sezione a questo livello dell'arteria mesenterica
sono tutti i nervi motori che vanno al discendente e al retto
per cui siccome non è una patologia oncologica
noi dobbiamo assicurare al colon discendente che rimane e al retto che rimane
una motilità e una funzionalità il più vicino possibile a quella attuale
e per cui noi invece di andare a sezionare arterie e nervi qui
andiamo a cercare il passaggio per sezionare il meso a questo livello
quindi da qui ci porteremo in basso costeggiando il colon
fino ad arrivare ovviamente al retto
e decideremo dopo la sezione del retto
vedete però come sono espessiti qua i mesi, questo è durissimo
Allora, per fare questo però noi dobbiamo comunque partire dall'avena, quindi prendi l'avena qua, adesso prendi l'avena, la sollevi piano piano, solo l'avena, solo l'avena, sollevala, piano piano, ok, ferma così.
così, allora per individuare il tol de gerota, l'ideale, solleva bene, lateralizzati un po',
è andare sotto l'avena senza coagulare niente, questo ovviamente è lo stesso discorso, questo
è il dotto di ruotolo, il dotto linfatico di ruotolo, vedete io sto spatolando semplicemente,
Spatolando, spatolando, mi ritrovo nello spazio told gerota, garzina, solleva, non coagulo niente.
Professore abbiamo quello fatto.
Perfetto, facciamola vedere e si vede bene come i nervi motori che costeggiano l'arteria mesenterica, andrebbero a alterare tutta la motilità del discendente.
Per cui la sezione invece dei vasi a stretto contatto col viscere vi permette, come vedete nella foto, di risparmiare i nervi, le estremità che vanno sia al discendente sia al retto.
Questo è il concetto diciamo fisiopatologico.
Allora vedete il gerota come appare qui, girati, tu devi sollevare, mamma mia, è un key point questo della...
che paradossalmente
nei soggetti
magri come questi
è più difficile
si ci vuole un po' di grassetto
la paroscopia è il paziente magro
il paziente grasso sono sempre più difficili
mamma mia
devi stare fermo così guarda
pareci come si arrabbia
la tua arrabbiatura rispetto ai nostri
vecchi maestri non è niente
no sto in diretta
sto in diretta
in diretta non posso far vedere
ma la prossima volta ti faccio vedere la mia
anzi dammelo subito
c'è qualcuno che mi riprende?
allora
si grazie
dammi la manina
guardate un po' in diretta
come l'ho tratto
bel divaricatore sulla mano
a fine giornata la mano poi se ne cade da sola
poi c'è un'altra forma di punizione
che è legata
alla gravità dell'errore
e quindi offrono i cornetti
o se l'errore è ancora più grave, le pizze, esci, la calzina dentro, dove sta? Esci, esci, non sta là dentro, sta qua fuori.
La calzina dove sta? Abbassa la manina, non ci sta, solleva, dove è andata a finire la calzina? Vedi qua dentro, qua dentro, qua dentro, eccola qua.
E poi la punizione più importante è lo scozzettone che ricevono sul collo.
e invece quando li premi
che cosa fai?
quando li premi
li faccio
ma guarda non vanno mai premiati
si qualche cosina
ma non vanno mai premiati
perché non fanno niente bene loro
niente niente
io sono contrario ai premi
poi se la credono
guardate che io adesso sto
apparentemente andando molto lentamente
ma ho quasi completato il mio scollamento
però
però a differenza della chirurgia oncologica questo scollamento sto cercando di portarlo il più lateralmente e più in basso possibile
e poi vi spiegherò il perché, vedete in un altro momento quando devo andare a sezionarmi la mesenterica mi fermo e vado direttamente sulla mesenterica
Qui no, qui sto continuando fin dove posso e posso ancora perché dopo mi servirà come punto di repere per quel passaggio che poi ho dovuto sudare le sette camicie per capire come bisognava farlo e quindi in questa ottica vedete questo scollamento mi servirà per dopo.
Sempre più si vedono giovani con patologie di verticolari importanti e questa è proprio la dimostrazione della patologia sociale e quindi l'importanza di fare un intervento adeguato.
ok, adesso completiamo lo scollamento
come per la chirurgia oncologica
solleva
allora guardate che qui c'è un tranello
che bisogna tenere presente
normalmente io vado a
lascia un po'
ma perché ti mantieni?
lascia
normalmente io vado a sezionarmi la vena qui
qui però abbiamo
questo ramo
che viene dalla colica media
e quindi se vado a sezionarmi la vena qui
intanto non posso aprirmi questo spazio e quindi non posso salire sul pancreas ma soprattutto non
posso andarmi a ledere questo ramo che molte volte un compensatore della collica di sinistra eccola
qua la collica di sinistra anche se qui non andremo a legare la mesenterica quindi teoricamente potrei
anche farlo però per una tranquillità per la vascolarizzazione di questo colon preferisco
conservare questa arcata e quindi come tale io andrò a legarmi la mia vena qui
ok usando un escambotage per risalire sul pancreas quindi vi date intanto un
logistico una clip e leghi quindi leghi e sezioni della vena più a valle di
quanto non si faccia esatto ma anche se fosse stato oncologico avrei fatto la
stessa cosa anche se fosse stato oncologico perché qui la linfarctomia non è indispensabile
e perché la mia preoccupazione è la vascolarizzazione
Non vai a cercare la vena mesenterica anteriore, la dove immerge nell'angolo di 3S?
No, perché il mio problema è il passaggio su pancreas, allora quando non apro questo spazio me lo vado a cercare dal basso, qua si vede la vena splenica, quindi...
Sì, siamo già nella faccia posteriore.
Esatto, e io vado ad aprirmi questo spazio sopra al pancreas.
Sì, sì, sì, lui distacca il colone dal margine antero-inferiore del pancreas, per adire all'avventura del pancreas da sotto.
Sì, perché questo è il pancreas e io lo faccio...
Tutto questo che tira su è il nervo respiratoriano, qui, e non c'è la situazione collaterale.
esatto
esatto
c'è
piglia qua
piglia di la
la vena qua
non ti sento
no no
non ho detto nulla
ah
ogni tanto ci sono le voci
da altri commentatori
io sto
costeggiando il bordo superiore del pangas
il bordo antero inferiore
il pangas è sollevato
è il bordo anterinferiore
la vena splenica
non può essere altro
che la vena posteriore
ecco Franco posso dire una cosa
come no?
tu farai una preservazione
dell'arteria mesenterica inferiore
e non una scheletrizzazione
perché il professor Corcione
la vena mesenterica inferiore
l'arteria mesenterica inferiore
non la tratta
gli lascia i nervi tranquilli intorno
mentre nel lavoro del professor Baldoni
scheletrizzando
di fatto sezionava anche i nervi
quindi è una preservazione
preservativo
nel professore preservativo
è un'altra cosa
che avrei dovuto dire
nel senso che abbiamo anche provato a fare
la scheletrizzazione, un intervento bellissimo
ma come la sezione
della mesenterica è inutile
perché i vantaggi
oggi da un punto di vista funzionale non ce ne sono e quindi ecco aperta la retrocavitale
anche dal basso, vedete? Lo stomaco, lo stomaco, il pancreas e adesso poniamo la calzina lì,
entra, ecco l'importante è questa calzina che diventa un repere chirurgico, ce lo spiegherà
Eh sì, perché adesso io ho mobilizzato il mesocolon da gran parte del pancreas, devo
staccarlo dall'anilosplenico, lascia tutto, e questo è l'ultimo step della mobilizzazione
della fressura.
Vorrei sottolineare come ancora di più il soggetto magro è più difficile in queste
fasi di separazione dei vari piani anatomici.
Vedete che c'è molti diverticoli lungo tutto il trasverso, quindi poi penseremo a che tipo di anastomosi fare, non escludo in questi casi di fare una latero terminale.
Vedete che qui già c'è il limite della nostra preparazione della gerota.
Io sto andando ancora con il mio strumento nel trocar della mia mano destra, fra poco cambierò, vedete qua è tutta la fase di scollamento, una volta individuato si entra dentro facilmente.
Ecco, adesso vedo la mia garzina, cambio il mio trocar operativo, l'aiuto entra invece al posto mio e mi sottende qui il colon verso di me, io ho una mano libera e mi tiro il colon trasverso e lo strumento che entra adesso lateralmente arriva perpendicolarmente alla sezione di questa ultima parte.
Seguendo il mio landmark che è la calzina, perché la calzina mi copre il pancreas, quindi lì lo splenico lo tengo protetto, non devo avere grossi vasi qui, avendo aperto la retrocavità dall'alto con lo scollamento con l'epiproico, adesso il mio obiettivo è congiungere i due piani di scollamento.
Ecco lì qua, ok, il pancreas è libero, la flessura è libera, la parite può essere dello stomaco, ok, e questo o per l'oncologia o per altre patologie benigne del colon sinistro è sempre lo stesso.
Adesso, adesso viene il bello, perché l'intervento si trasforma, qui c'è addirittura una bella adesione, si trasforma da intervento tra virgolette laparoscopico a intervento, vedete com'è rigido qua il colon, a intervento che di laparoscopia, di bellezza, di dissezione laparoscopica non c'è più niente.
allora il passaggio più difficile è questo
andiamo qua, la vena
fai vedere
fai vedere la vena
qua, solleva la vena qua
ok, verso di me e verso di qua
abbassa e tira verso di qua
ok, allora qui abbiamo la vena
quindi l'arteria io la vedo qui sotto
fai vedere
coperta da questo grosso linfonodo
qui c'è la vena che scende verso il basso
il mio punto adesso di passaggio
tra questo spazio
torte gerota
quello di sopra
dove devo andare poi a mobilizzare
il meso del colon per iniziare
poi la sezione
è quello che passa sopra la vena
muovi un po' la vena
vedete, no no, sollevala
questa è la vena, quindi io devo
andare sopra la vena, sapendo che
sopra la vena qui non posso trovare
né la collica di sinistra
né la mesenterica che invece
intrapido qua, perché la vena è il nostro
landmark è quello che è sovrasta la biforcazione colica sinistra mesenterica
quindi se io lascio intatto tutto questo spazio e vado al di sopra sono sicuro di
non ledere i vasi motori del colon qual è il problema però che arrivato qui io
devo entrare in un meso senza avere un'indicazione perché non c'ho
non ti tieni sulla faccia mediale della pesa come succede per la chirurgia oncologica
esatto, esatto, quindi io vado a sezionarmi, questo lo posso sezionare, ecco qua, questo è un vaso che fa parte della mia sezione
quindi vado sotto questo vaso
e cerco di aprirmi questo spazio
sapendo che
molto sottile
è sotto cellulite
esatto, questo è il problema
è profetto
però
il vaso è sottile
e la pressione è scarsa
con il professore dicevamo
che tu sotto questo piano
c'ha i ruveteri, i vasigonati eccetera
e siccome è molto poco
spesso
ci vuole attenzione come stai facendo
e questo stavo dicendo
per cui una volta aperto
questo spazio mi devo congiungere
con quello che ho
già predeterminato prima
ecco perché prima mi sono un po'
attardato alla
preparazione del gerota
per ritrovarmelo qui
e per quando mi possa
possa essere attardato, non lo ritrovo ancora, quindi vedete che devo...
Poi perfetto perché si vede bene il piano muscolare, che si deve sempre vedere.
L'obsorzo, l'obsorzo, il muscolo obsorzo.
Esatto, l'obsorzo.
Vedete, vado sempre sopra la vena, il mio landmark è la vena, mi faccio spazio sulla vena.
Si vede la gonadica.
Come diceva Nuzio il soggetto, ma...
Lascia un po' la tua adesso.
Ecco qua, questo è il passaggio.
Il soggetto magro è a double pass.
Questo è il passaggio.
Questo è il passaggio, eccolo qua, questo è il passaggio che abbiamo cercato prima, questo è il Gerota, però voglio mobilizzarlo ancora meglio,
e questa è la e la chiave di volta di questo intervento questa è la grossa difficoltà entra
questa è la grossa difficoltà adesso io sono entrato vedere qui è rimasto solo questo pochissimo
gerota qui è che riprendo da quest'altro lato se mi sollevi qua adesso qui chi parlava non si sente
No, ma era qualche altro collegamento, che c'è forse un dottore che ha il suo stesso nome.
Appunto, Francesco, ho sentito. Solo io e il Papa si chiamiamo Francesco.
Ruotolo, vuoi dire che cosa sta facendo il professore Corcione?
Sta lavorando perfettamente, è un artista, sta sfidolando, sta creando un clivaggio tra il tol di Gerota.
Ricordiamo una cosa, che Gerota è molto sottile, quindi ci vuole grande abilità.
Adesso va a livello di quello che si chiama, ma a voi non piace, quello che si chiama il recesso di Ionesco, cioè laddove il sigma si adagia sulla parete laterale dell'addome, a quel livello, qui c'è una patologia che crea delle aderenze,
ma in condizioni normali a quel livello il sigma si stacca molto bene e compare un buchino, attraverso cui passa l'ugletere, quello è il registro di Ionesco che per i rumeni è come colcione per noi italiani.
c'è una cena pagata
c'è una cena pagata
no veramente guarda
questi hanno il senso di rispetto
di chi è passato
di chi è passato
di chi è passato
di chi è passato
ma c'è veramente un senso
non è come in Italia
di erotera, rumeno
rumeno e romanista
romanista
ah
i tedeschi lo chiamavano
Gero
si però
si dice Gero
il professor
che avevo detto
Gero
la polizia
dice che si legge così
non lo so
ok
Todd
era di cassette tedesche
tedesco
austriaco
ed era nato a Brunico
adesso sto
mobilizzando il sigma
perché qui
che ha avuto la perforazione
si vede la tenace aderenza
io vado per via smussa
preferisco fare un po' di sanguinamento
piuttosto che creare altri problemi
questo mi serve
per chiaramente
mobilizzare adesso tutto il tratto
che va resecato
quando ci sono queste condizioni
in urgenza
ho trovato molto utile
usare l'aspiratore
come dissezione
aspirando e secando
contemporaneamente
anche io lo faccio spesso
vedi qua, mi ha dato per via smussa
perché
comunque la struttura più delicata
in questa fase
adesso mi date il trendelenburg
il morito lo mettiamo un po' più giù
sinistro
Adesso abbiamo mobilizzato tutto il sinistro, inizia la discesa agli inferi, Trendelenburg per piacere, prenditi la Gioan.
Franco possiamo dire due cose?
Come no, puoi fare quello che vuoi.
Una è questa, il professor Corcione adesso quando si porta lungo il percorso del sigma, quindi verso il retto,
chiaramente si tiene sempre più a contatto del viscere, quindi del colon.
e arrivato all'edito del retto di Montdor
che sarebbe il punto dove la mesenterica inferiore
si divide nelle rettali
e dove il mesoretto lascia una soluzione di continuo
esatto, tra i due
a un certo punto che succede?
che per circolazione si porterà sempre più addosso
della parete del retto
facendo sì che l'arteria mesenterica inferiore
e i suoi rami di divisione terminali
si adagino sul piano posteriore
perché lui deve preservare comunque
la mesenterica inferiore anche nell'ultimo tratto. E poi l'altro concetto, a che punto
si porterà sul retto lui? Perché noi abbiamo il passaggio tra sigmo e retto, che non è
un passaggio rapido, ma è un po' la giunzione esofogastrica, è una terra di nessuno. A
questo punto, superato la scomparsa delle tegne, approssimandosi al Douglas, lui si
trova sul retto pelvico intraperitoneale che è quello che verrà sezionato perché
lui deve cadere a valle della giunzione sigma-retto dove è descritto uno
scintere di O'Bairn, Schiaffira l'ha messo in grande evidenza ma anche a Roma qui al
Policlinico e quindi deve cadere al di sotto della giunzione sigma-retto che
si identifica con quell'area che precede la riflessione di Dulles altrimenti
lascia la zona di ipertensione
e i diverticoli si possono rinformare
Francesco mi senti?
mi ero fermato
perché volevo mostrarvi
il passaggio successivo a tutta quella preparazione
che abbiamo fatto
e la finalità di quella preparazione che abbiamo fatto
a che cosa servirà
perché
adesso c'è una bella immagine, io mi sono fermato
in religioso silenzio
per mostrarla poi con calma
ecco qua, allora
questo è il passaggio che abbiamo predeterminato
ok, qua manca a farla apposta
le clip che ho messo all'inizio dell'intervento
quindi io devo
sezionare questo tratto di mesa
e da qui scendere su queste sigmoidee
che adesso si vedono bene
scendendo su questo piano
e man mano che scendo mi avvicino al retto
ok
siccome l'immagine è molto bella
e questo è il passaggio
adesso ve lo faccio vedere
eccolo qua quindi questo è il passaggio del meso con le arterie qui ok siccome era interessante
manca fa la cosa vedi corrisponde al mio al mio landmark qui entra in gioco questo strumento
perché entrare in questo meso non è semplice e quindi non è vero che questa tecnica aiuta
a preservare gli ureteri le strutture per chi anzi è più pericolosa lascia un po lascia un po
ok, li prendi
li prendi qua qua
ok, fammi entrare in mezzo
qua, qua qua
dove stanno le grappettine
eccole qua, vedi
quindi è una legatura
di questi vasi molto
terminale
mola tutto
fammi mobilizzare meglio qua
non lo preferisco andarmene qua
qua vediamo meglio prendi prendi prendi e vedi si muove proprio come un tumore via qua vedete
lo spazio che adesso si è aperto sotto al colon io vado in questo spazio è un intervento devo
devo dire, di una rara bruttezza, se così si può dire, perché noi siamo abituati soprattutto
in laparoscopia a lavorare su piani embriologici, avascolari, questo sembra quasi la negazione
di tutto quello che abbiamo sempre detto e fatto in laparoscopia, però anche a questo
proposito...
...che facevano alcuni vecchi primari prima che si cominciasse a fare la linfadenectomia
a ridosso della mesentetica
eh sì
è un intervento però
ugualmente bello e spettacolare
quello della legatura dei vasi
sulla mesentetica
scheletrizzazione della mesentetica
però è un intervento lungo
e da un punto di vista funzionale
abbiamo verificato assolutamente niente
vedete che adesso vado proprio a costeggiare
il colon
perché man mano che scendiamo
la possibilità di entrare
cioè si riduce
c'è l'entità del meso, e quindi più sei vicino al colon...
...si fermerai sul retto intraperitoneale.
Esatto. E qui però voglio raccontarvi, allora, questi sono gli infonuti, guardate come sono grossi,
voglio raccontarvi quello che una volta dissi, come stavo dicendo, qui a Strasburgo,
c'era Hilde come presidente di sezione, e dissi queste parole,
mi dispiace farvi vedere un intervento che è esteticamente brutto,
insomma che non è un bel vedere
e lui mi disse
Francesco è un intervento bruttissimo
quello che stai facendo dal punto di vista estetico
ma è il migliore che puoi fare al tuo paziente
e quindi
avendo anche
il placet di uno che si chiama Bill Hild
allora tira un po' più su
lascia lascia lascia
si prende qua
tira
mi date da aspirare
la calzina c'è
questo è un altro dato interessante
Nuzio, la calzina c'è dentro?
si
quello che stavi dicendo tu prima
la calzina dov'è?
fammi vedere qua
andiamo sempre a cercare
questa calzina in addome
siamo sicuri che sta in addome
sempre a destra
a destra
allora, dammi da lavare
dunque, l'altro dato importante è che
quando facciamo la resezione
del retto dopo legatura
della mesenterica, tu devi tirare, non spingere, devi tirare verso di te.
Uh, bravo, tira, tira, tira.
Nessuno lo vuole in prestito.
Gira.
Abbiamo detto a gennaio.
No, ma questo è un altro.
Questo proprio è regalato.
No, no, ma questo non è quello di prima.
Questo è meglio, annuncia, te lo consiglio.
Allora, quando andiamo per via oncologica, andiamo a sezionare la mesenterica e portiamo
via tutto il meso arriviamo qui e entriamo in questo modo sul retto qua no qui scendiamo
dall'alto in modo da preservare tutto quello che intorno al meso retto ok ruotolo c'è qua
devi scendere ancora un altro pochettino scenderei adesso voglio vedere le tegne dove finiscono tira
verso di te ma io non lo so questo è il mio limite questo è il mio limite prepariamo l'indaco cianino
non serve non serve perché però facciamo vedere allora questo tipo di anastomosi noi la controlliamo
a differenza di quella oncologica con una endoscopia intraoperatoria perché nella mia
esperienza proprio per questa per questo tipo di approccio noi abbiamo avuto due tipi di problemi
e quindi bisogna dire il bello e il buono di ogni cosa vedete che i grossi linfonuti stanno qua
abbiamo due tipi di prima un importante più più del dell'approccio oncologico importante incidenza
di diciamo sanguinamenti una sola volta è stato veramente importante tale da richiedere un
un'endoscopia di controllo con le clip, ma in genere piccoli sanguinamenti che però
qualche volta sono fastidiosi, preoccupano il paziente oltre che il chirurgo e noi per
ridurre al minimo questa possibilità non la zeriamo, andiamo a verificare intraoperatoriamente
con un'endoscopia se non ci sono sanguinamenti, qualora ci fossero ovviamente li andiamo a
trattare in situ al momento dell'intervento, ciò nonostante anche se l'endoscopia per
operatoria negativa nel post operatorio abbiamo avuto come dicevo dei sanguinamenti questo è il
primis secondo vedete tutti i mesi avrete non lo proprio secondo problema io ho avuto ben tre per
i toniti post operatorie non legate all'ic legate a che cosa legata al fatto che ci abbiamo ragionato
dopo siamo entrati in un mese dove ci sono linfomodi che sono ovviamente contaminati
da processi di verticolari allora per ridurre al minimo anche questo intanto sulle prime due
peritoniti io abusivamente mesi un iliostomia di protezione dicendo non si vede un eventuale
emorragia c'è una mentale lic però non posso rischiare siccome non lo vedo non posso rischiare
poi che il lic continua 15 mesi due casi confezionare un iliostomia mi date la struttura
nel terzo caso vedendo che ovviamente ci siamo posti il problema vedendo che non c'era l'ICC
allora ci siamo posti il problema e abbiamo pensato proprio anche perché il quadro non era
di peritonite enterica diciamo così bensì di peritonite settica per cui abbiamo lavato e
messo un drenaggio il paziente è stato benissimo da allora prepariamo questi tipi di pazienti con
gli antibiotici per sette giorni allora adesso voglio articolare sì allora aspetta così questo
qua no voglio articolarmela così ok ok ok adesso l'apriamo fammela vedere quando mi avete dato
sentito dire all'inizio che volevi fare una termino laterale vediamo da me un'altra vediamo perché ho
visto che c'è dei grossi linfomodi lungo tutto l'asse e quindi e quindi voglio vedere se non
riesco a prepararmi bene il moncune facciamo una laterale adesso lo vediamo
vediamo con l'estrazione del pezzo
mi ha avuto un'interruzione
mi ha avuto un'interruzione non indifferente
tu stai preparando adesso adesso sto sezionando il retto
della pelvis è insomma
a che altezza hai passato
la struttura meccanica
sono
praticamente all'aggiunzione
all'aggiunzione
al di sotto
delle tenie
andremo a fare un'anastomosi
considerata
la teoria
dell'alta pressione
dell'aggiunzione retto sigma
al di sotto di questa aggiunzione quindi evitando eventuali o riducendo almeno la
possibilità di altre recidive hai fatto salva hai salvato completamente quindi la parte estrema
del mesenterico inferiore esatto questa è la visione finale guardi questo è tutto il meso
da mesenteriche qui con i suoi linfonodi io sono andato qui in alto e qui è tutto intatto vedete
come se non fosse stato
esatto, ho preservato tutti i rami
della mesenterica
e sono
prima vi ho citato professore
per quel bellissimo video
che spopolò negli anni
70, no 80, non vogliamo esagerare
sulla chirurgia del retto
con preservazione dei nervi
che io ci ho ancora conservato
in VHS
ok
adesso siamo pronti per la
minilaparotomia
io
faccio solo il tempo laparoscopico
Michele D'Ambra fa quello open
e poi si preparerà per la
anastomosi, luci di sala
desuffriamo per piacere
bisturi, ho segnato
un po' più sotto
sì, quando?
interventi colorettali
tutti a seguire
e quindi andremo a esaminare la mesenterica
in tutte le salse
questa è la prima salsa, poi ne avremo altre due
sempre colo sinistro prossimo e retto sentirete la storia interessante e poi abbiamo un colon
sinistro per oncologico quindi ne abbiamo di tutte le salse e poi abbiamo la chirurgia di
lato e francesco quando ce l'abbiamo stasera oggi noi andiamo a seguire facciamo h 48 ore
oggi e domani, non andiamo a letto, facciamo i turni, a seguire i quattro conorretti, sono quelli registrati,
e questa chirurgia di verticolare così messa a punto, credetemi, non è stato facile in laparoscopia,
Perché ci sono dei passaggi cruciali dove all'inizio era facile cadere in vari tranelli.
si francesco è un gruppo di studiosi inglesi e anche legati all'immigrazione che sostengono
che è particolare
questo certo coffre
che lo dice il caso
mi dipende
no Francesco non ti sento
non so perché il microfono oggi non ti sento
è contrasto con l'intervento che fanno altri
no no
ripeti perché non ti abbiamo sentito Francesco
no ci sta un gruppo
di anglosassoni
sostanzialmente irrandenti
ma c'è anche il del mezzo
però è un uomo che ogni novità
c'è ci si mette dentro
in prima figura, il meso intero è la causa di mille problemi, cioè della malattia di
particolare, del Crohn, che contrasta con questi eventi che vengono fatti proprio lasciando
il meso e portando via il viscere. Ma sono gli stessi che hanno detto che il mesocolone
è il 79° organo del corpo umano, hanno scoperto che il mesentere è una cosa continua, basta
che avessero fatto una volta tanto un'autopsia in cui staccano all'angolo regionale l'intestino
e con il tagliente vanno lungo il meso fino al resto, il mesentere e il mesocolo non sono
continui, quindi è tutta una cosa
che non continui niente
e mi dà un sacco di fastidio
che mi si dia importanza a sapere
il piano tolto e gerolto
alla fascia di tutti i sistemi
e pure a parte
ora oggi si può vedere
il postaggio tolto e gerolto
e non c'è una stessa
boh
mi dispiace ma io riesco a sentire
neanche il 50% di quello che dici
perché salta il microfono
no no invece no
No, sai benissimo quando sono importanti le cose che dici e quando...
Scusi, provi a parlare un po' più distante dal microfono, forse la sentiamo meglio.
Stavo un metro dal microfono.
Eh, proviamo adesso, vediamo.
Ma poi è meglio che non dico niente, sono per sedia.
No, no, no, dimmi, dimmi, Franci, ripeti, scusami.
Adesso vediamo un attimo.
Vedete che poi che ho messo che rispondo proprio al tratto...
No, no, sotto.
vedi Franco
adesso
il professor di Matteo
ti vorrebbe dire una cosa
a questo punto
quando mette i due aghi
poi per non farsi male
al dito
aveva il ditale
di metallo
lo sai?
come no
era un po' una sciccheria
lo faceva un po' per sciccheria
era d'oro
era d'oro professore?
no no era banalissimo
però era un pezzo antiquariato
perché lo usavano le vecchie donne
per proteggersi
appunto
c'era la sigla sopra
G D
c'erano le iniziali?
c'erano le sue iniziali
no no no non ancora
dai
enterossato
che poi bloccava l'ago bene
Perché siccome è tutto grigliato in fondo, no?
Sì.
E allora...
L'aro non scivolava.
Sì, quando uno scivolava.
E rimaneva tra due palline.
Sì.
Solamente io l'ho usato, per cui...
Vedete com'è vascolarizzato?
Ellis?
È anche un seguito pornografico.
Lo puoi dire?
Un'altra, una pinza qualsiasi?
Per allargare?
No, no, una cocker.
Ok, testina.
Sì, iniziate.
Un'altra cosa che dimenticavo di dirvi è questo device che usiamo sempre per ridurre
al minimo la possibilità di avere emorragie post-operatorie, è una sorta di sim guard
della sim card della stapler che anche quella ha prodotto un miglioramento del del una riduzione
delle complicanze post operatorie relativamente però solo ovviamente all'aspetto emorragico
vediamoci un problema questo voglio dire lo prepari ma non è il 6 disinserita no è il
il problema. Dopo, dopo, pinze e forbici, forbici qua, vediamo che esce sotto, perché
già, no, scusa un attimo, me l'avete girato e non mi trovo, ok, anche l'occhio vuole
Francesco Ruotolo, che cosa sta facendo adesso il professore Corcione?
I termini così sta sgrassando il moncone in modo davvero accettabile, c'è troppo tessuto intorno, almeno dalla parte mia si vede così.
Sì, sì.
Non farli stancare.
Vai, vai, fanno, fanno.
Non credo perché tutti i pedicabili hanno subito, hanno andato fuori.
Voglio capire qua.
E' stato imparato, quindi l'ha fatto.
E ne sono dovuti andare in interazione.
L'infonuto.
E' stato abbastanza capace.
Allora, siamo in diretta a Palazzini, chiaramente se ne è in dovere di essere presente.
Nella routine, a parte che non l'avrei fatto io, l'intervento, ma avrei già lasciato le armi a qualcuno per la preparazione del Moncone e l'anastomosi, perché c'è un'equipe, devo dire, mi arrabbio sempre con loro, però qualche cosa la sanno fare, altrimenti per me sarebbe impossibile.
Se benisse il nostro lavoro di squadra, anche quello che vedi come espressione del risultato finale, necessita di una preparazione e di un affiatamento di equip.
ma fate una pausa pranzo voi noi noi abbiamo un offertorio di pizze da parte del dottore
d'ambra che spontaneamente spontaneamente adesso non mi ricordo la motivazione ma
sicuro non lo ricordi
confesso
ah ecco
no no raccontiamolo
raccontiamolo
questo è un insegnamento
perché i palazzini
è un insegnamento continuo
soprattutto per i giovani che ci stanno ascoltando
lui offre le pizze
perché come dicevo prima
quando ci sono
degli errori
importanti
io alterno i cornetti alle pizze, la pizza è il massimo dell'errore e il dottore D'Ambra
davanti a una signora, operata di emicolettomia sinistra, che era rientrata per una sintomatologia
strana, dimessa in quinta o sesta giornata, ma è benissimo, ogni tanto una goccina di
vomito, però canalizzata, senza febbre, la signora va a casa in sesta o settima giornata
e ritorna dopo 24 ore con 39 di febbre, 39 di febbre con un flemmone del fianco sinistro.
Secondo la versione che ho fatto mia di Barry Solki, se un paziente operato in laparoscopia
dopo 2-3 giorni ha la febbre, è disanalizzato, ha dispnea, ha mal di testa, non ha altre patologie,
C'è una complicanza chirurgica e allora se volete fate fare una TAC, se no portatela in sala operatoria.
Il verde, sì, vai, cambia, cambia.
Allora, questa signora rientra, la vediamo in queste condizioni, ovviamente, giusto anche per aspetti medico-legali,
facciamo fare una TAC, fatta la TAC, dice a voce c'è una raccolta, dico, vabbè, portatela in sala operatoria.
E il dottore D'Ambra, che era stato l'operatore, come tutti gli operatori, cerca di chiudere gli occhi davanti all'evidenza e dice
ma non ho visto ancora la tacca, aspettiamo domani che la signora è canalizzata, e c'è la diarrea, e la diarrea non è canalizzazione.
Insomma, ho detto, si opera subito, il dottore D'Ambra l'ha operato, l'ha pulita, l'ha fatta in idrostomia, la signora dopo quattro giorni si è andata a casa.
E quindi il dottore D'Ambra deve pagare perché se avesse dovuto decidere lui e operare il giorno dopo, la signora avrebbe avuto un altro decorso.
Quindi, messaggio ai giovani, non chiudete gli occhi davanti all'evidenza, se c'è una complicanza trattatela come tale,
tanto, diceva quello, comunque la dovete trattare, tanto vale oggi piuttosto che domani,
ne beneficiate voi
perché quella notte di attesa
non vi farà dormire
e ne beneficia la paziente
perché può avere più chance
di risolvere il problema
però qua lo diciamo sempre
visto che io ritorno a Napoli
eh
mi posso inserire
visto che ho assistito a questa vera
mi inserisco nella pizza
eh vieni vieni
no ma quello è oggi
oggi lui porta le pizza
si ma tutte
qua stanno tecnici
è una cattiveria
la punizione è pesante
non è una cattiveria che lo fate oggi
scusi
oggi oggi
e la gente poi la cosa bene non gli dà manco soddisfazione
perché mangerà
sai
saltuariamente chi di qua chi di là
allora datemi per piacere
per tornare all'anastomosi
non fai più una latero terminale
no no no ho preparato
la termina terminata perché ho visto che si poteva preparare non c'erano di
verticoli che ci impedivano di fare una buona nette griffin a lavare il verde
verde prima abbiamo cambiato l'ottica ok allora prepariamo il verde sì sì mi date
un attimo mi date un attimo il la calzina no ma mi domandavo a guarda
guarda guarda guardare di volare guarda guarda e questo è il rovescio della
la medaglia come vi dicevo che rimane tutto ben vascolarizzato, ripolare, meglio adesso
che dopo. Vedete che veramente come la nostra professione è legata a un quid di imponderabile,
Cioè questo vasellino poteva sanguinare fra due ore,
non mi devo ancora bipolare,
e quando la gente dice, ah, quindi, esatto, ma come mai?
Ma adesso lo sai che il come mai è arrivato pure a dire,
ma come mai non ci avete messo il drenaggio?
Ebbene, certo, si evolve.
Hai capito? Un signore che diceva, come mai non ci avete messo il drenaggio?
Ma Gesù, già facciamo tutte queste spiegazioni. Allora, una calzina.
Con che accorgimenti serve? Come lo gestisci sto strumento?
Francesco, scusa, veramente è il tuo microfono allora, perché io ce lo sento bene.
Come lo gestisci sto strumento con tanta tranquillità? Che trucco c'è?
Ah, vi posso dire quello che mi ha detto un chirurgo, l'ho letta già questa cosa,
eri presente pure tu a Palermo quando ho fatto la lettura sui 30 anni,
ed è una cosa che mi ha commosso ed è inorgoglito molto come chirurgo italiano.
Quell'email di un chirurgo francese, Philippe Chasserac,
che è quello che per prima ha pensato di organizzare la chirurgia ambulatoriale del colon.
Oggi c'è più di 200 casi trattati come noi trattiamo le ernie,
cioè con zero degenza, con tutto un protocollo chiaramente.
E questo mi ha mandato un'e-mail il giorno dopo una diretta a Strasburgo,
lui era in sala chiaramente,
E in quell'email dice esattamente quello che stavi dicendo tu, cioè Corcione opera, sembra con una grande lentezza, poi in effetti l'intervento è rapidissimo, opera con una grande calma, vi sto facendo una sintesi, con una grande calma e non si sfassidisce delle domande.
Insomma fa un paio di questi complimenti e alla fine dice io ho capito perché, perché è un chirurgo italiano e semplicemente elegante, quindi un complimento alla chirurgia italiana oltre che a me e mi fa sempre piacere riportare questa sua, ok, vedete come veramente non la dissi.
La domanda di Francesco era un'altra.
C'è un segreto, non so, c'è un segreto e non lo vuole dire.
no poi diventa diventa patrimonio come i grandi chef e come i grandi chef che non ti dicono mai
la ricetta vera del gioco allora prepariamo il verde per piacere e allora switch amo verso il
verde fammi del moncone il moncone il moncone vai verde non so eccolo qua
Va bene, guarda il verde qua, ritorniamo alla visione per piacere, guarda è veramente, ok.
C'è ancora un po' di sanguezzio lì.
Sì, sì, ora ci facciamo un'altra puntatina di bipolare, perché io lascio tutto il meso retto, io non lo aggredisco lateralmente, lo lascio tutto intatto, poi adesso sulla scorta della saple andiamo.
Perché è dai lati che entra il sangue, perché lateralmente, perché i dettagli entrano sui badi, dai cosiddetti regalenti all'aria del resto, che lei non tocca in questo caso.
Adesso io vado sotto sotto.
spingi un po' questo lato
tiratelo un po'
ok, abbassa la manina
no, verso di me
verso di me, ecco, ecco
sollevalo un po', lateralizzalo
lateralizzalo un po'
13 cm, 13-15 cm
abbassa la manina
no, questa sarebbe sulla parete anteriore
non ci piace. Ok, se mi abbassa la manina adesso e lo fai abbassare, no, tutti, ecco qua, firmo, non è guadagnato, no, e devo selezionarti un po' di grasso, ti devo selezionare un po' di mesoletto qui, Umberto, ah, eh, come avevo detto io, e quindi ecco, si fa così, sì, allora fai un po' di droga, vedi un po' se va, aspetta, aspetta,
ok, meglio adesso
ritiratelo un poco
ok, vai adesso
questo è l'altro handicap di questo intervento
perché
ma, dico, abbassando la manina che succede?
ah, aspetta, aspetta, aspetta
ecco qua, ecco qua
dammi la giovanna
allora, selezioniamo ancora questo
dammi
purtroppo, vedi, per
dare il massimo
poi devi perdere un po' di tempo a limare la situazione
ecco, ferma, alza la manina adesso
no, alzala in questo senso
ok, ancora un poco
perfetto, un altro poco poco
sollevala
ok, ok, dammela a Giovanni
no, no, aspetta, si, si, puoi uscire
si, puoi uscire
vedete, abbiamo insistito
per la night griffin, proprio perché
vai, vai, vai
perché avremmo avuto altre opzioni
che apparentemente sarebbero state più comode per questa situazione, però io preferisco la Knight Griffin classica, famiglia di Moncone, il Moncone sta sopra, sta sopra, allora Filotico è in vendita, cioè in vendita, è un regalo per Natale,
Se venite a Napoli, a San Gregorio almeno, troverete anche la statua di...
Sì, sì, il pastore Filotico, che viene dato in omaggio insieme al Filotico Vero.
Esci, esci, esci.
Fammi vedere sopra, dammi una garzina, non ti muore, dammi la...
Stringi, stringi, stringi.
Sì, però devi uscire, Filotico.
Comincia a stringere, poi la stringiamo dopo.
Comincia a stringere.
Lascia la partita aperta un po'.
Fammi vedere, fammi seguire, fammi seguire, la vedo un po' torta, un po' torta, no, va bene, segui, segui, segui, segui, segui, segui, mi va bene no?
Dammi la gazzina, si, mi date, apri un poco poco, no è così, no è così, fai vedere, fai vedere la tenia, fai vedere la tenia, appunto, e questa scende dritto così ragazzi, è così va bene, vai vai vai, chiudi, chiudi, dammi la colla.
Mi dai il punto? Vai sopra. Mettiamo sempre la colla a chiudere lo spazio. Mi dai anche il puntino? Lo spazio che abbiamo preparato è comunque lo stesso di quello della chirurgia oncologica, quindi è uno spazio pericoloso per la migrazione delle ansie nel postoperatorio.
Noi ne abbiamo avute più di una e quindi suggeriamo di incollare il retroperitoneo, ma non basta perché ne abbiamo avuto anche con questa tecnica, per cui oltre a usare la colla, il problema del punto qui è che abbiamo la orta, allora io suggerisco di mettere un punto semplicissimo che chiuda l'angolo di Traitz, che è quello più responsabile di una complicanza di questo tipo.
In Franco, sui testi antichi, proprio questo concetto che il duodeno, una volta un po' mobilizzato, si fosse infilato sotto il meso, era molto presente.
Ma sai Francesco, noi abbiamo anche pubblicato su Starge Calendoscopy la nostra esperienza con la colla, perché ci andava molto bene, recentemente abbiamo avuto una complicanza anche in un soggetto a cui avevamo utilizzato la colla, e quindi segno che molte volte la colla non basta, quindi questo punto mi fa dormire più tranquillo.
Chiude l'angolo critico.
In modo che il traizio non si infili sotto la corda del mesocolmo.
Quello è il pericolo.
E poi in quel caso la fune è alta, perché è il duodeno che subisce la compressione.
È la motilità del duodeno che è responsabile.
Sì, ma poi il duodeno è presso, quindi la occlusione è alta.
Ago fuori, pronti a sparare, pronti a sparare via.
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
10. Acqua. Adesso faremo una endoscopia. Il dottore D'Ambra è pronto, se la regia può
mostrare le immagini, non lo so se è possibile. Mostriamo le immagini e la rettoscopia, quindi
nel frattempo io lavo in modo che qualunque cosa viene evidenziata dall'alto. Puoi entrare.
È una prova di test dell'anastomosi e della vascolarizzazione, cioè della vascolarizzazione
di eventuali piccoli gemizi, mandiamo le immagini? Vai, ok, non c'è sangue, stai insufflando
e non c'è aria, perfetto, noi non ci accontentiamo, non ci accontentiamo mai, facciamo comunque
il test al blu di metilene, perché a mio avviso è quello che più facilmente evidenzia
l'IC di piccolissima portata
vai
un po' di aria
grazie
non c'è blu, non c'è aria
siamo tranquilli, la vascolizzazione è buona
lasciamo
D'Ambra a posizionare l'epiplon
a pulire ancora, a chiudere la
mini-laboratomia e io li vi sederò
perché siamo già pronti col terzo
intervento
però mi è stato detto che
allora la regia
c'è un microfono fuori campo sì c'è un microfono fuori campo un microfono fuori campo per un'altra
persona non per me allora noi oggi abbiamo inaugurato le nuove sale tecnologiche della
della nostra del nostro dipartimento e con l'acquisizione di questa tecnologia 3d 4k
IK, IGC e quant'altro e con l'acquisizione di una nuova tecnologia che pochi conoscono
che si chiama Orbai e che è una sorta di microscopio che serve a farci lavorare con
l'addome aperto come se stessimo in laparoscopia, cioè magnificando le immagini, direi anche
meglio della laparoscopia e permettendo al chirurgo di lavorare guardando lo schermo,
permettendo agli specializzanti di guardare lo schermo per imparare le manovre che si fanno in chirurgia open
perché altrimenti non capirebbero mai quello che avviene in addome
e quindi tutto questo nasce dalla sinergia dell'azienda ospedaliera universitaria e della facoltà
e quindi in questo momento mentre passo da una sala all'altra è venuto a salutarci il direttore generale
che ho il piacere di presentare
se ci danno un microfono
no no
alla direttrice
dove sta?
qua arriva il microfono
no no a me arriva
una telecamera qui che la inquadra
una stiratina di questo sangue
così
ah ok
eccoci
eccoci
no no ma che cosa
ti volevo far fare un saluto
ti ho annunciato
però dentro perché ti devono rivedere
non posso non stare qua fuori
si si si
qua proprio all'ingresso
non nella sala, ci mettiamo fuori alla sala
ma ci sei qua?
si si
forte e chiaro li sentiamo
no? ok
c'è Emilia
appunto appunto
adesso la nostra direttrice
guarda come è cambiata
questa sala operatoria rispetto
rispetto a pochi mesi fa, questi schermi che ci magnificano gli interventi.
Allora, telecamera e microfono all'avvocato Anne Erbolino, che è il nostro direttore generale.
Lucio, voi mi sentite lì a Roma, vero?
Io no, no, no.
Sì, sì, forte e chiara.
Ok, ok. Quindi se la regia ci dà...
Può? È collegato il microfono della dottoressa Erbolino? Ok, vai. Prego.
Allora, buongiorno a tutti, sono il direttore generale del Policlinico Federico II e insomma sono in una veste veramente, diciamo, unica in questa mattina, proprio in sala operatoria che è un'emozione.
sapere tante persone collegate e soprattutto vedere tanti giovani che sono qui ad apprendere dai migliori chirurghi le tecniche più all'avanguardia e l'attenzione che pongono.
Si sente proprio, percepisco una grande emozione da parte di tutti quanti.
Si tratta di un intervento che abbiamo realizzato in sinergia con la parte universitaria, quindi va ringraziata la professoressa Triassi che è stata così sensibile verso questo tema
e naturalmente a vantaggio della didattica, a vantaggio anche dell'assistenza.
Un policlinico universitario è proprio il luogo ideale dell'integrazione tra ricerca didattica ed assistenza e quindi sono emozionata e sono contenta però di testimoniare il frutto di questa virtuosa sinergia e che spero sia antesignana di un percorso di integrazione sempre più intenso e che quindi ci apra nuove esperienze di questo genere.
Io non sottraggo altro tempo, mi scuso ancora per le emozioni, a voi tutti un ottimo lavoro e spero soprattutto che gli studenti e le persone che ancora sono in formazione possano vedere soddisfatte le loro ambizioni e tutti i loro propositi con i quali si sono approcciati a questo evento. Buon lavoro a tutti.
Io volevo un applauso virtuale perché noi siamo purtroppo in un teatro, però un applauso virtuale molto sentito e molto intenso, volevo ringraziarti sia ovviamente per tutto il percorso che è stato fatto e che ha portato alla realizzazione di queste sale operatorie, sia perché oggi veramente credo sull'onda dell'emozione sei voluta venire inaspettata ma gradita ospite a questo evento e quindi a vedere il funzionamento di questi gioiellini che abbiamo realizzato.
Proprio così. Grazie a te, grazie a Emilia, la nostra direttrice sanitaria e andiamo avanti così.
Bene, buon lavoro.
Io sono pronto per il prossimo comunque, adesso è il tempo di organizzarmi.
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