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Webinar dedicato alla chirurgia laparoscopica delle ernie inguinali, moderato dal Prof. Giorgio Palazzini con la partecipazione dei professori Vincenzo Pilone, Lorenzo Novellino e Francesco Fidanza. La sessione si apre con un'analisi approfondita delle linee guida internazionali, discutendo i fattori di rischio, le indicazioni all'intervento e la scelta tra approccio anteriore e laparoscopico. Viene esaminata l'anatomia chirurgica della regione inguinale, con particolare attenzione ai triangoli di rischio. Il Prof. Pilone presenta un video operatorio di un'ernioplastica laparoscopica TAPP, illustrando la dissezione dello spazio preperitoneale, l'identificazione del legamento di Cooper e il posizionamento della rete. Successivamente, il Prof. Novellino condivide un video storico che mostra la sua tecnica di sagomatura e posizionamento della protesi. L'evento si conclude con una ricca sessione di domande e risposte, affrontando temi come i metodi di fissaggio della rete, il confronto tra le tecniche TAPP e TEP, la gestione delle recidive e l'uso di materiali protesici assorbibili e non assorbibili.
Benvenuti, ci rivediamo. È la prima sessione 2024 di questo webinar di Laparoscopic e dall'anno
scorso abbiamo iniziato queste sessioni. Ce ne saranno sette durante l'anno che ci accompagneranno
in preparazione del 35° congresso di chirurgia dell'apparato digerente e come argomento abbiamo
scelto il trattamento della chirurgia laparoscopica nelle ernie inguinali. Abbiamo invitato Vincenzo
Pilone che ormai conosciamo da diversi anni, che si è trasferito a Napoli a posto del
professor Corcione, è arrivato da Salerno e anche quest'anno l'abbiamo visto fare degli
interventi durante il nostro trentaquattresimo congresso e gli ho chiesto la cortesia di parlarci
delle ernie inguinali. Come stimolatori della sessione abbiamo il professor Novellino, vecchia
Gloria perché dopo 35 anni di
chirurgia laparoscopica ha
deciso di dedicarsi ad altre
attività poi ci abbiamo
Francesco Fidanza anche lui che
ci saluta caramente stato sempre
con noi sin dagli albori del
nostro congresso io darei la
parola a Vincenzo Pilone già ci
siamo parlati di come mandare
avanti questa sessione eh
diciamo i partecipanti stanno
mano a mano aumentando e poi
Poi alla fine vi diremo in quanti si sono collegati a questo webinar. Gli iscritti, l'ho detto, fino a poco fa erano 411 e vediamo alla fine quante persone sono arrivate e quanto tempo siamo riusciti a intrattenere. A te Vincenzo.
Buongiorno, grazie per le affettuose parole che hai nei miei riguardi sempre e ogni anno
tutti coloro i quali ci seguono li salutiamo
e l'argomento che mi è stato affidato da Giorgio è stato per le ernie inguinali laparoscopiche
che è stato pure uno degli interventi che ho eseguito durante il tuo evento
Ovviamente saluto gli amici che ci ascoltano Francesco e Lorenzo e ne approfitto per presentarmi perché come diceva per l'appunto Giorgio sono trasferito sei mesi fa all'Università dei Studi di Napoli Federico II da Salerno e dirigo l'unità operativa complessa di chirurgia generale oncologica e mini-invasiva.
venendo al discorso in essere da dove partiamo partiamo con un po di storia vediamo che già nel
2009 un primo lavoro che viene pubblicato su ermia di quello che sono le linee guida del
trattamento delle ernie inguinali il primo che viene pubblicato su una rivista molto importante
nel 2011 invece compaiono le prime linee guida nel trattamento della procedura laparoscopica
quindi TAPP e TEP. 2014 il trattamento invece delle linee guida delle ernie incisionali e ventrali sempre per via laparoscopica e solo nel 2015 in Italia abbiamo ospitato la prima conferenza mondiale sulle ernie organizzata dall'amico Giampiero Campanelli da cui invece partiamo che è il lavoro pubblicato nel 2018 in realtà sono le linee guida che ancora oggi in essere nel management delle ernie inguinali.
Che cos'è questo lavoro? Sono 50 opinion leader che si sono riuniti andando ad analizzare 3500 articoli fino a luglio 2015 dandoci statement e recommendation, quindi statement e raccomandazioni nel trattamento delle ernie inguinali.
Come conclude questo lavoro e le linee guida? Concludono fondamentalmente che con questi tre concetti che potete leggere non esiste tecnica standard, essere pronti a più approcci e concordare l'approccio con il paziente.
Cosa vuol dire tutto questo? Potrei concludere la mia presentazione perché capite bene che questi tre concetti ci lasciano un po' perplessi perché noi in realtà ci aspettiamo da delle linee guida quello che è l'indicazione al trattamento chirurgico dell'ernia per quel determinato paziente.
Per cui lo stesso paziente, se va da tre chirurghi differenti, naturalmente avrà lo stesso intervento. Così non è, perché come vedete nasce il famoso concetto della tailored, cioè del cuscire addosso al paziente l'intervento, per cui concordare l'approccio con il paziente, ovviamente il chirurgo deve avere molti approcci e non esiste una tecnica standard per cui, come capite bene, viene lasciato tutto al rapporto medico-paziente e all'expertise del chirurgo.
lo stesso. Vediamo un attimo a questo punto che cosa ci dicono le linee guida. Primo tra tutti
i fattori di rischio, i fattori di rischio che hanno un livello di evidenza scientifico molto
alto per cui dobbiamo tenerlo in considerazione. Primo tra tutti la familiarità, come potete
leggere parenti di primo grado con diagnosi di ernia inguinale soprattutto tra le donne,
quindi vuol dire che le donne hanno una maggiore incidenza nella familiarità dell'ernia. Il sesso
invece è più comune nei maschi, circa 8-10 volte in più nei maschi rispetto alle donne, l'età in
cui è più frequente va tra i 70 e i 80 anni, il metabolismo del collagene implicato perché? Perché
c'è una diminuzione del rapporto tra collagene tipo primo e collagene tipo terzo, una prostatectomia
soprattutto radicale a cielo aperto ha sicuramente un'incidenza nel rischio maggiore nello sviluppo
dell'ernia e così come l'obesità è un fattore di rischio perché abbiamo un aumento della pressione
intra-addominale e di conseguenza le porte erniare sono maggiormente stimolate. Questo è un dato di
fatto e sicuramente sono condizioni che dobbiamo tenere presente. Se andiamo a vedere invece quello
che è il rischio di recidiva di un'ernia, invece il sesso femminile risulta avere una maggiore
incidenza rispetto al sesso maschile, anche qui ritroviamo anomalie del metabolismo e del
collagene, ma invece ritroviamo alti livelli metalloproteasi tipo 2 essere un fattore di
difetti anatomici e compare con una cosa molto molto interessante su questi 3500 articoli
analizzati vedete che l'errore di tecnica chirurgica e cosa dicono questi lavori fondamentalmente che
i centri a basso volume hanno un'incidenza maggiore di recidive e l'utilizzo dell'anestesia
locale che come sappiamo oggi in tutte le aziende ospedaliere abbiamo i famosi pac per quanto riguarda
le ernie e di conseguenza le dobbiamo fare senza addirittura il pernottamento, l'anestesia
locale sembra, per quanto abbia tanti benefici come vedremo dopo, sembra avere un aumento
del rischio delle recidive. Come vedete il lavoro invece che viene considerato da questa
meta-analisi è questo lavoro pubblicato nel 2015 su Surgical Innovation, una cosa che
anche qui ho sottolineato perché per me è molto interessante, cosa che già non pensavo.
Vedete, non presentano il fatto di rischio dimensioni del difetto e bilateralità.
Questa ovviamente è una metanalisi, abbiamo detto, del 2015, 200.000 interventi di ernioplastica.
E a questo punto, visto che le dimensioni del difetto non incidono come fattore di rischio delle recidive,
così come la bilateralità, dove se noi concettualmente abbiamo una sola ernia da un lato avremo un rischio X,
se ne dobbiamo due porterniare
a modo nostro di vedere
il rischio naturalmente doppio di una recidiva
invece i lavori ci dicono
che non è affatto così
a questo punto io mi fermo
e sarei curioso di sentire
gli altri due ospiti
cosa pensano di questo concetto
prima di andare avanti invece
con le altre presentazioni
quindi Lorenzo
tu cosa ne pensi di questo concetto
pubblicato nel 2015
che le dimensioni del difetto e la bilateralità
non presentano un fattore di rischio
penso di essere d'accordo
un pochettino me lo aspettavo
e devo dire che quanto hai detto
è un bel punto d'arrivo
anche se sembra che siamo alla partenza
perché poi lascia all'interpretazione del chirurgo
il da farsi
però effettivamente questa è una chirurgia di parete
è come uscire un vestito da una persona e sappiamo tutti e io di questo ne sono profondamente
convinto che con l'avvento della chirurgia laparoscopica finalmente i chirurghi hanno
capito com'era la regione inguinale. Assolutamente d'accordo con te. Perché se torno indietro
a ormai 50 anni fa quando ho iniziato a lavorare dove sì c'erano tutti i punti anatomici tutti i
reperi ma ma poi si trovavano non si trovavano considerando che io che ho cominciato a sondrio
ho avuto anche l'occasione di operare un'ernia strozzata in un bambino di 20 giorni perché non
essendoci la chirurgia pediatrica e devo dire che il deferente era un capello però lo spessore della
parete ai più era sconosciuta la chirurgia laparoscopica ci ha permesso di vedere esattamente
la parte posteriore e quindi rendersi conto di quella che la funzionalità poi con l'avvento
delle reti e questo si creava come indispensabilità di cosa perciò sono d'accordo dobbiamo cucire un
vestito addosso anzi dovete cucire un vestito addosso alla gente sì pensando che il risultato
finale deve essere quello del rimettere il più velocemente in essere e possibilmente col minor
numero di recidive questo perfetto Lorenzo poi tanto dopo avremo tante cose da dire Francesco
tu cosa ne pensi invece che le dimensioni del difetto non sono una condizione di aumento
il rischio di recidiva così come la bilateralità poi do la mia idea naturalmente interpretazione
di questo lavoro scientifico ma io sono invece molto dubbioso nel senso che i fattori di rischio
secondo me aumenta in base alla dimensione del difetto non invece per la bilateralità tutto
Tutto sommato, quando ormai cominci l'approccio laparoscopico, il fatto di considerare di dover fare l'intervento sia a destra che a sinistra, questo non crea grossi problemi.
Mentre invece le dimensioni del difetto sono importanti.
Sono importanti perché, e vi dico, ormai dopo tantissimi anni che facciamo questa chirurgia con l'approccio laparoscopico,
e io ancora esigo
se devo operare io
a parte che ho i miei
che comunque hanno iniziato
e stanno cominciando
anche se non è facile
come per le altre
diciamo procedure chirurgiche
l'ernia inguinale
la paroscopica non è così facile
perché sappiamo che c'ha dei rischi
la famosa zona del dolore
la zona
dopo la vedremo
la vedremo
ma infatti
comunque ecco
Per quanto riguarda invece la dimensione, io anche oggi, se devo operare un paziente, voglio vederlo prima, voglio visitarlo prima per essere sicuro che l'approccio laparoscopico, conoscendo bene com'è, come diceva bene Lorenzo prima, dall'interno l'anatomia, se faccio un buon intervento con l'approccio laparoscopico per via minimo-invasivo.
completamente d'accordo con voi
allora a questo punto
non scopriamo tutte le altre carte
e andiamo un attimo avanti
vista quindi
il rischio di recidiva
a questo punto capiamo
quali sono gli elementi
che incidono invece
nell'eventuale
rischio chirurgico
possono essere classificati in tre condizioni
condizioni legate al chirurgo
condizioni legate al paziente e condizioni legate alla protesi che naturalmente sono tutti i fattori
che incidono nel risultato finale come vedete in maniera semplicistica oggi le protesi possono
essere sintetiche non assorbibili rivestite non assorbibili o parzialmente assorbibili così come
biologiche importante il design e l'architettura che può essere macro porosa micro porosa la
forza tensile la tecnica che possiamo utilizzare quindi approccio anteriore o approccio laparoscopico
E poi ci sono fattori di rischio legati al paziente, cioè le comorbidità del paziente stesso, così come l'expertise del chirurgo. Capite bene che oggi cercare, questo era il problema, la risposta a quello che voi avete detto, il problema in letteratura.
Cioè comparare delle varie tecniche chirurgiche di vari chirurghi risulta essere difficile ancora oggi nel 2024 per la chirurgia delle ernie, proprio per i motivi che ci siamo detti un attimo fa, della famosa chirurgia cucita al paziente, perché vedete che ancora oggi abbiamo una scarsa numerosità campionaria, il livello di esperienze dei chirurghi non sempre è noto, perché? Perché abbiamo bisogno della famosa learning curve, la curva di apprendimento.
molti dettagli tecnica
vanno a determinare la variabilità
i punti, c'è la locazione dove andiamo a mettere
il punto, che materiali utilizziamo
assorbibile o non assorbibile
monofilamento o multifilamento
il tipo di mesh e il follow up
che spesso è ridotto perché sappiamo
benissimo che ognuno di noi dice essere bravissimo
perché io non ho complicanze
ma io vedo la complicanza forse di Lorenzo
Lorenzo vedrà la mia
e questo è quello che poco all'interno
di quello che sono i registri delle società
scientifiche riusciamo ad oggi ad
intervenire e quindi veniamo al primo
statement delle linee guida indicazione
all'intervento quali sono le indicazioni
cosa ci dicono queste linee guida che
c'è un basso rischio di complicanze
negli uomini quando sono asintomatici o
minimamente sintomatici vedete un attimo
dopo vi farò una una se le leggete con
attenzione ci sono alcune che si
si contrastano con le altre stesse.
Vedete la riparazione delle ernie inguinali
incarcerato-strussate
è associata a una maggiore morbidità e mortalità
rispetto alla riparazione stessa
e la maggior parte degli uomini
con ernie inguinali asintomatiche
o poco sintomatiche
negli anni svilupperà sintomi
e quindi richiederà un intervento chirurgico.
Vedete che si contraddice rispetto alla prima fase.
Questo è lo statement, non l'ho scritto io.
Dice, leggiamo nuovamente la prima,
dice che il basso rischio di complicanze negli uomini asintomatici con un'ernia inguinale.
Quindi cosa vuol dire? Vuol dire che un uomo che ha un'ernia asintomatica ha un basso rischio di complicanze.
Bene, la terza invece dice che quando un paziente è asintomatico, negli anni svilupperà i sintomi
e quindi richiederà un intervento chirurgico e allora noi lo dobbiamo operare?
Vedete l'ultima, watch and wait, è bellissimo. Guardare e aspettare cosa fare per ernie inguinali asintomatiche è sicuro poiché il rischio di complicanze dell'ernia è basso. La decisione gestionale vengono prese tra il chirurgo e il paziente.
Allora, se noi abbiamo detto che un'ermia asintomatica negli anni svilupperà una complicanza, come dice, e richiederà quindi un intervento chirurgico, dall'altro, dice, noi dobbiamo fare watch and wait, cioè aspettare e vedere cosa accade, però se noi aspettiamo l'intervento chirurgico in urgenza, come vedremo tra un attimo, ha un maggiore rischio di complicanze, per cui cosa dobbiamo fare?
come vedete in grassetto la decisione vengono prese sempre tra chirurgo e
paziente cioè ancora una volta la famosa chirurgia decisionale tra il centro e
l'esperienza del centro stesso si parla con il paziente e si stabiliscono i
pro e i contro. Tra le raccomandazioni questo proprio per dirvi che la minore
morbilità della chirurgia elettiva deve essere valutata rispetto a quello che è
la chirurgia d'urgenza. Come vedete le complicanze nella chirurgia elettiva
sono bassissime, morbilità 8%, mortalità 0,5%, invece dopo attesa, morbilità 32%, mortalità 5,5%. Non è poco, cambia tantissimo. E quindi noi che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo fare watch and wait? No.
No, vedete questo lavoro pubblicato nel 2013 molto simpatico, dice piuttosto che dire watch and wait, dobbiamo dire watch and worry, cioè dobbiamo preoccuparci, punto interrogativo, vedete che la strategia è di attesa solo in casi selezionati, evitando i pazienti a maggior rischio.
e chi sono età superiore ai 50 anni, ernie di lunga data, ernie femorali. Vuol dire che quando
si riferiscono ai nostri ambulatori delle persone che hanno un'ernia asintomatica o leggermente
sintomatica, se ha più di 50 anni dobbiamo dare l'indicazione all'intervento. Se ci dice anche
se è asintomatica ma io quella ernia la tengo da oltre dieci anni, dobbiamo operarla. Se sono
ernie femorali sicuramente li dobbiamo trattare quindi queste sono già un primo punto saldo da
tenere in considerazione quando dobbiamo dare un'indicazione ad un intervento di chirurgia
erniaria nei pazienti asintomatici o leggermente sintomatici e a questo punto se noi diamo
un'indicazione la domanda nasce e che trattamento dobbiamo utilizzare sapete approccio anteriore
oppure un approccio laparoscopico. Sulla destra la migliore tecnica operativa dovrebbe avere,
questo riguarda tutta la chirurgia generale e come noi chirurghi diciamo sempre rappresenta
un'utopia ma rappresenterebbe il punto di arrivo di qualunque trattamento chirurgico perché un
intervento noi ci auguriamo sempre che sia un intervento a basso rischio di complicanze,
che sia facile da apprendere, che abbia il paziente un recupero rapido con risultati
stati riproducibili, economicità. Naturalmente questo rappresenta per la chirurgia generale,
non per la chirurgia dell'ernia, un punto di arrivo, ma è molto spesso un'utopia per noi
chirurghi, per cui la decisione dipende dalle caratteristiche dell'ernia, dal tipo di anestesia
che vogliamo utilizzare, tutti i punti che poi vedremo mano a mano, la preferenza del chirurgo,
perché questo ce lo dobbiamo dire, molto spesso il chirurgo indirizza il trattamento chirurgico
verso quello che lui sa fare meglio e non
è detto che sia sbagliato anche questo
ma questo poi rientriamo nel capitolo
dei centri di eccellenza cioè dare
l'accreditamento al chirurgo e
l'accreditamento al centro e anche di
questo ne parleremo quindi la formazione
e capacità logistica a questo punto
diciamo nuovamente io mi fermo perché
pongo nuovamente ai due super esperti che abbiamo quindi Lorenzo prima cosa ne pensi di questa
pongo nuovamente ai due super esperti che abbiamo quindi lorenzo prima cosa ne pensi di questa
conclusione del trattamento delle linee guida cosa vuoi che dica io che sono fuori da cinque
anni vedo che le cose d'altra parte i lavori vedo che riportano studi al 2015 2018 è un dato di fatto
È un dato di fatto quello che vedo in rosso scritto sotto, le caratteristiche dell'ernia, il tipo di anestesia, la preferenza del chirurgo. Preferenza del chirurgo che però sta nella capacità del chirurgo di eseguire allo stesso modo un intervento anteriore o laparoscopico.
Questo è il dato di fatto, cioè se il chirurgo per sua formazione riesce a dire io mi sento esattamente nella stessa condizione operativa, mentale, di manualità nel fare una laparoscopica o nel fare una anteriore, allora io credo che giudicherà per gli altri motivi, l'anestesia, il paziente e così via.
Ma sai purtroppo Lorenzo che non è così.
Certo, certo. Se un chirurgo non è arrivato ad avere questa esperienza nello stesso modo sviluppatasi, allora sceglierà poi quello che gli fa comodo a lui.
Qual è stato il mio problema negli anni? Considerate che io ho fatto la prima ernia nel 91, quindi c'era il dibattito addirittura allora se usare o non usare protesi rispetto alla vecchia Bassini, stiamo parlando di 33 anni fa.
In una situazione di questo tipo mi sono reso conto che allora, ma allora dico anche dieci anni fa, centri erneologici che sviluppavano l'ernia non erano in grado di fare quella laparoscopica.
cioè io penso che se un centro
non è in grado di fare quella laparoscopica
non può essere un centro riconosciuto
per risolvere questi problemi
perché sicuramente si condiziona
in quello che deve fare
grazie Lorenzo
Francesco, dacci la tua su questi punti
la decisione dipende anche da
sì, grazie Vincenzo
allora io penso che
un po' mi allineo con quello che ha detto
Certo Lorenzo, vi posso fare una mia riflessione che oggigiorno abbiamo dei pazienti che si presentano per la visita che sono già molto informati, per cui è facile che si informano dove c'è il centro, dove vengono offerte tutte le varie possibilità
e la maggior parte della ricerca viene proprio per cercare un centro dove si faccia la chirurgia mini-invasiva.
Un po' per tutto, è ovvio, ormai con le cisti, bariatrica, chirurgia del colon, ma anche chirurgia di parete,
per cui già sanno, per cui è facile che arrivano negli ambulatori di un reparto
dove viene offerta tutta la possibilità della chirurgia di parete che arrivano già con le idee molto chiare.
È vero che in alcuni casi invece è il chirurgo che in base alla situazione del paziente e ricordiamoci che io mi affido a quelle che sono le linee guida per cui di solito offro ai pazienti come offrono anche chiaramente i miei collaboratori la possibilità per quanto riguarda le ernie bilaterali, le ernie recidive, plurirecidive
o in pazienti particolarmente motivati che possono essere sportivi o altro
l'indicazione è farla mini-invasiva.
Per cui da una parte è già il paziente che arriva con le idee più chiare
rispetto a 20-30 anni fa e dall'altra parte noi che siamo un centro
che possiamo offrire, ma come ormai quasi tutti insomma,
possiamo offrire la possibilità anche della laparoscopia e della mini-invasività
ecco che là c'è l'unione delle due idee fra paziente e specialista.
Perfetto, poi vedremo quali sono le indicazioni che le linee guida ci danno
per l'approccio anteriore o l'aparoscopio.
E quindi vediamo, l'approccio anteriore è obbligato,
quindi non abbiamo dubbi nel caso di malattia pelvica,
nel caso in cui ci troviamo un paziente che ha fatto radioterapia o dialisi peritoneale,
è da preferire invece nel caso di
ernie femorali, pazienti
con comorbidità per cui l'intervento
lo eseguiamo in anestesia locale
o nel caso di ernie
irriducibili. Questo vedete che
già questo inizia
a chiarire le idee
su qual è l'approccio
che dobbiamo utilizzare partendo
dal presupposto come per l'appunto hanno detto
gli altri due relatori
che dobbiamo poter offrire tutte le
possibilità chirurgiche ma
ma siamo obbligati a un approccio anteriore, ripeto, quando c'è una malattia pelvica,
un paziente che ha fatto radioterapia o dialisi peritoniale,
qui non abbiamo dubbi che l'approccio migliore è quello anteriore,
così come se un paziente è a rischio, anziano, dobbiamo fare l'anestesia locale,
per cui non abbiamo dubbi sotto questo aspetto.
L'approccio laparoscopico invece che cosa ci dicono le linee guida?
Soltanto che è da preferire in giovani sportivi con la necessità di una ripresa precoce,
non dice altro
quindi quello che noi spesso divulghiamo
che le bilaterali, l'indicazione
è laparoscopica
non è un gold standard
ma è da preferire
questo è molto importante poterlo dire
proprio perché oggi dobbiamo attenerci
alle linee guida
quindi da preferire nelle bilaterali
giovani donne con sospetta
malattia ginecologica
nel caso in cui dobbiamo fare un altro intervento
laparoscopico o nel caso di recidive
di un approccio anteriore
è naturale che utilizzeremo un approccio che è vergine, quello che è l'approccio laparoscopico.
Questo quindi, ripeto, sono i due punti fermi nell'utilizzo, ripeto, torno indietro, approccio
anteriore, malattia pelvica, radioterapia, dialisi peritoneale, approccio laparoscopico
ci dicono solo giovani sportivi perché ci chiedono una rapida ripresa funzionale. E
E quindi che cosa andiamo a vedere? Qual è lo stato dell'arte della chirurgia laparoscopica in Italia?
Vedete che addirittura, io non me lo aspettavo, tutti questi lavori scientifici ci dicono che nei paesi occidentali la laparoscopia viene eseguita dal 15 al 55% dei paesi occidentali.
Quindi vuol dire che è abbastanza diffusa la chirurgia laparoscopica della chirurgia di parete.
Naturalmente dopo vedremo, abbiamo la TAP e la TEP, ma è molto importante dire che i risultati in termini recidive tra i due approcci è sovrapponibile, dove rispetto alla tecnica anteriore i vantaggi significativi sono fondamentalmente sul dolore cronico e sulle complicanze acute.
acute questo è molto rispettoso definirlo al paziente quando quando andiamo a dire dobbiamo
discutere dell'approccio da utilizzare quindi i risultati sono sorrapponibili tap tap e i vantaggi
dell'approccio laparoscopico sono fondamentalmente dolore cronico e complicanze acute e quindi a
questo punto nasce spontaneo l'approccio anteriore lo stato dell'arte che cosa ci dice un attimo
Prima il professor Novellino ci ha detto protesi, non protesi, bassini. Lo stato dell'arte dell'approccio anteriore ci dice che la riparazione la possiamo fare con mesh o senza mesh e ci dice che nel caso di non utilizzare la mesh qual è l'approccio migliore, la Shouldice, mentre invece nel caso dovessimo utilizzare una mesh come oggi è oltre il 90% dei pazienti che trattiamo con l'approccio anteriore, invece la scelta, il gold standard, deve essere la Lichtenstein.
Su questo naturalmente è stato pubblicato nel 2019 European Hernia Society, dove vedete che nonostante i risultati comparabili, gli impianti tridimensionali non sono raccomandati, quindi quando parliamo di mesh, piuttosto che anche oggi oramai sono in disuso, ma c'è stato un periodo nel quale possiamo in maniera impropria dire che erano alla moda le protesi tridimensionali,
ma questo, ripeto, non lo dico io, lo dice la letteratura scientifica e le linee guida della
società europea delle ernie, ci dice che non sono raccomandate a causa dell'uso eccessivo di
materiali estranei, della necessità di entrare sia nel piano anteriore che in quello posteriore,
oltre che di un costo aggiuntivo. Secondo statement, l'esperienza del chirurgo. E vediamo
quindi a questo punto se è necessaria. Quando il chirurgo ha sufficiente esperienza, le tecniche
che laparoscopiche e non richiedono più tempo dell'approccio anteriore. Questo è un dato molto
importante perché molto spesso viene criticato l'approccio laparoscopico per i tempi operatori,
ma questo come dico sempre da chi non la esegue, come anche gli altri due relatori hanno detto,
per cui il tempo operatorio è sovrapponibile. L'esperienza del chirurgo, quando il chirurgo
ha sufficiente esperienza non si osservano differenze significative nelle complicanze
perioperatorie tra laparoscopia e approccio anteriore, le tecniche laparoscopiche danno
meno dolore cronico e recupero più rapido, questo è l'unico dato certo che abbiamo visto e
rappresenta anche l'unico gold standard oggi dell'approccio laparoscopico e sicuramente la
curva di apprendimento nelle tecniche laparoscopiche è leggermente più lunga rispetto alla tecnica
anteriore, ma io aggiungerei perché sicuramente devi avere già una curva di apprendimento,
di fare chirurgia laparoscopica avanzata
per poter approcciare
alla parete
inguinale dall'interno
quali sono le
raccomandazioni che ci danno le linee guida
paziente di sesso maschile
con ermia inguinale unilaterale
primaria e suggerita la tecnica
laparoscopica a causa
di una minore incidenza di dolore postoperatorio
a condizioni che sia disponibile un chirurgo
con esperienza specifica e risorse sufficienti
questo nessuno
se lo aspettava cioè tra le raccomandazioni 2018 pubblicate su ernia che sono ancora quelle che
sono le linee guida che più utilizzate da tutti vedete che l'ernia unilaterale non bilaterale
primaria è suggerita la tecnica laparoendoscopica a causa di minore incidenza del dolore e a
condizione che sia disponibile un chirurgo che abbia una grossa esperienza quindi capite bene
Bene che ci sono caratteristiche del paziente e dell'ermia che giustificano invece la tecnica anteriore.
Come abbiamo detto che nel caso in cui dobbiamo utilizzare con protesi o senza protesi andremo a utilizzare una tecnica piuttosto che un'altra.
Quindi, ripeto, questa non è la mia idea o l'idea degli altri, è la linea guida.
E nel caso in cui dobbiamo utilizzare un approccio anteriore, quale anestesia dobbiamo utilizzare?
Senza ombre di dubbio il gold standard, è l'anestesia locale.
Perché? Perché possiamo dimettere il paziente precocemente, è quella che i pazienti accettano maggiormente rispetto alla generale o la spinale, ha un minor rischio di ritenzione urinare, minori complicanze, costi più bassi, utile anche in pazienti con comorbidità severe, ma meno indicata per ernie non riducibili e recidive.
Quindi capite bene però che quando eseguita non correttamente c'è un maggior rischio di recidive, questo perché se andiamo a leggere bene questi due lavori ci dicono che il maggior rischio delle recidive dell'anestesia locale è legato al paziente che naturalmente è insofferente, è dolente, si muove e questo naturalmente spinge il chirurgo ad accelerare i tempi, spinge il chirurgo a non fare quelle che sono le manovre, la tecnica adeguata con il risultato finale di avere un maggior rischio di recidive.
di recidive. E quale anestesia allora in chirurgia erniaria? La spinale sicuramente è più vantaggiosa
per il chirurgo perché il paziente naturalmente è fermo ed è collaborante, ha certamente un maggior
rischio di complicanze mediche in pazienti anziani e i possibili vantaggi da integrazione con blocco
nervoso locale intraoperatorio senza ombra di dubbio per cui sicuramente in questi casi andremo
ad effettuare una spinale e invece quale l'anestesia generale anestesia generale sino
ad oggi era l'unica anestesia che potevamo eseguire nel caso di una chirurgia laparoscopia
delle ernie ed è stato per anni ed è tuttora forse uno dei punti più critici dell'approccio
laparoscopico delle ernie ma come vedete c'è un ma perché perché anche noi stessi stiamo da otto
mesi portando avanti uno studio perché
perché facciamo le anestesia
locoregionali spinale la famosa spinale
alta tora colombare e sedazione quindi
possiamo fare pneoperitoneo devo dire
che al policlinico di napoli federico
secondo nel quale io lavoro abbiamo un
'equipe anestesiologica di un livello
altissimo per cui oggi io addirittura ho
fatto anche dei colon faccio le
colicisti faccio le ernie inguinali
laparoscopiche con una spinale alta
altatora colombare che mi consente di fare il poneoperitoneo senza problemi. E quali sono le
complicanze allora in chirurgia erniare? Le complicanze sono le complicanze classiche
dell'approccio anteriore, l'ematoma, l'orchite, l'atrofia testicolare, l'infertilità e disfunzione
sessuale, ma in percentuale maggiore vedete 10-12% il dolore cronico. 10-12% è una percentuale che
spaventa vuol dire che se io opero dieci
pazienti uno avrà un dolore cronico e
vi assicuro come tutti noi facciamo
chirurgia della parete addominale il
dolore cronico per un paziente è un
qualcosa di invalidante per il paziente
e il paziente ritorna nel centro perché
chiede una soluzione e vedete che è un
dato che poi vedremo perché il dolore
cronico prevede un reintervento nel
30 40 per cento dei casi con o senza rimozione la mesh open o laparoscopico a questo punto mi
fermerei e chiederei come sempre ai miei correlatori un attimo due parole sul dolore
cronico visto queste percentuali molto alti vista la grossa esperienza di anni che loro hanno qual è
la loro percentuale di reintervento per dolore cronico, se loro realmente corrispondono a queste
percentuali e come si sono comportati di fronte a questi pazienti. Prego, professore Novellino.
Ma dunque sul problema del dolore cronico che io riporto nella mia esperienza presente nella
la prima fase, direi i primi dieci anni, presente in modo sistematico. Successivamente secondo me
è andato un pochettino perdendosi e questo fatto del dolore cronico e il fatto di rimettere mano
umano come in certi periodi si andava sostenendo mi ha sempre visto un po' contrario. Tutte le
persone che sono giunte alla mia osservazione o perché rioperate da altri, devo dire che io non
mi sono mai lasciato condizionare dal dolore riferito dal paziente, anche perché quelli
Quelli che arrivavano da me per via della tecnica laparoscopica che ai tempi la facevano in pochi perché mantenevano questo tipo di dolore erano pazienti che erano già stati anche già toccati ma il dolore non era diminuito, non era scomparso, si era modificato sempre riferito in senso peggiorativo.
L'idea che con la tecnica laparoscopica mi è capitato in qualche caso di portarli ad eseguire, specialmente quando si usavano i plug, io ho visto dei plug entrare nel cavo peritoneale, dei plug creare delle aderenze con visceri perché scivolati all'interno.
Questo Lorenzo l'abbiamo visto perché le protesi 3D sono quelle di plug, quindi sicuramente sono stati abbandonati.
Certo, ecco, in quel caso che capitava di vedere e di rendersi conto com'era la situazione, l'assenza di recidive, attenzione, il dolore molte volte è dovuto a piccole recidive che sfuggono lateralmente alle protesi messe per via anteriore, che non sono riconoscibili dal davanti e dal davanti prevede l'eliminazione della protesi stessa, che non è sempre così facile.
L'aspetto posteriore invece ci faceva vedere delle pinzature. In quei casi si aveva il miglioramento del malato o se non si trovava niente, si aveva il miglioramento del malato perché si rassicurava dal fatto che all'interno non c'era niente.
Quindi penso, adesso io sono fuori ormai da cinque anni, penso che il problema del dolore nella casistica, parliamo di lavori che lo riportano eccetera, ma nella casistica personale non è così alta come si diceva vent'anni fa, assolutamente non è così alta.
Francesco, tu pensi che quindi questo dolore che anche nella casistica di Lorenzo è cambiato è legato all'expertise del chirurgo, del centro oppure al miglioramento delle tecnologie dei materiali, della tecnica chirurgica?
raccontaci
allora sì no dobbiamo differenziare
qui parliamo di dolore
questo è riferito
all'accesso anteriore
assolutamente
parliamo solo accesso anteriore
aspetta un attimino
torno un attimino indietro su quello che erano
le probabili indicazioni che ho letto
che c'era la possibilità
a parte gli sportivi che infatti
io sono d'accordo su quella che è una buona indicazione
ecco io sono assolutamente
contrario ad associare un intervento di ernia laparoscopica ad altri interventi. Non lo faccio
manco in libera professione, manco a pagamento. Non esiste che io faccio un intervento e già che
c'è un'ernia metto anche una rete di laparoscopia. Sono assolutamente contrario. Hai ragione, però il
Il fatto che se tu sei su un intervento con le cisti
e c'è anche un'ernia, tocchi l'ernia, sono d'accordo.
Ma se uno arriva con un'ernia e c'è anche una calcolosi,
io le ho sempre trattate.
Le poche volte che l'ho fatto, anni fa, poi mi sono sempre pentito.
Francesco, io sono d'accordo con te, soprattutto nella colecisti,
perché alle volte se si rompe la colecisti durante l'intervento,
La bile si può infettare la protesi per quanto noi andiamo a riperitonizzare la regione, quindi soprattutto per la colecisti no, nel caso in cui a me capita spesso durante l'intervento al colon per diverticoliti trovare delle porte erniari e io come te non la vado a riparare perché già dobbiamo augurarci che l'intervento vada a buon fine, la nostra mastomosi, se ci mettiamo pure una protesi lì che può dare dolore, può dare fastidio,
dove il paziente probabilmente
non si era nemmeno accorto di avere quell'ernia
ma l'abbiamo visto alla paroscopica
io le correggo soltanto
quando il paziente ha
spesso, devo dire, mi capita sia l'ernia
umbilicale che le
ernie inguinali, mi approfitto
e entro direttamente in umbilico
col trocar che poi mi vado a chiudere
di conseguenza senza mesh
questo va bene
anche io ho fatto
soprattutto con amici sportivi che avevano
l'ernia umbilicale e l'ernia bilaterale
Per cui ho associato le due cose. Però ecco, altri interventi su altri organi, su altre cose e poi fare l'ernia mi è successo, ma da quando mi è successo e sono tanti anni fa non lo faccio più. Io dico chiaramente al paziente che non lo faccio. Se poi è un reperto occasionale è ancora peggio perché non c'è mai quel consenso, per cui non se ne parla nemmeno.
Per quanto riguarda le infezioni, abbiamo parlato anche delle infezioni, la paroscopia praticamente non mi è successo, invece per via anteriore può succedere. Come ci comportiamo?
E siamo più o meno nella media della percentuale che viene pubblicata.
Intanto sì, sono anch'io contrario alle protesi tridimensionali, plug, che all'inizio poi soprattutto non erano nemmeno semi riassorbibili o riassorbibili, mentre invece ecco già le protesi che sono semi riassorbibili trovo che abbiano una migliore indicazione.
Anche perché io sono sempre dell'idea, ma anche questo mi viene dall'esperienza dei laparoceli laparoscopici, che meno corpi estrani mettiamo nel nostro organismo e meglio è. Per cui è importantissimo la tipologia di protesi.
Grazie.
l'ultima cosa
la terapia del dolore che cosa facciamo
vabbè se c'è infezione
bisogna cercare
di rimuovere
ovviamente rimuovere la protesi
il patto è con il paziente
che se per caso
perché a volte non succede la recidiva
c'è l'infezione si rimuove
la protesi bisogna cercare di rimuoverla
tutta il più possibile
e una buona terapia
antibiotica ovviamente aiuta
e poi il patto è che se dovesse esserci una recidiva ovviamente si fa l'approccio laparoscopico.
Terapia del dolore, ultima cosa, il primo approccio è quello con un buon centro di terapia del dolore.
Gli anestesisti che si dedicano a questo riescono a volte a quel fastidio che si comincia a avere magari dopo il terzo, quarto, quinto mese, che comincia a dare un po' di fastidio, magari la protesi si è un pochettino arrotolata o è andata a coinvolgere qualche nervo della nostra regione inguinale, ecco che con alcune terapie di infiltrazione a volte si risolve il problema.
in rarissimi casi c'è stato bisogno di fare un intervento per togliere la protesi però sempre
fatto in quel caso sempre fatto per via anteriore grazie grazie quindi a questo punto diciamo mi ero
riservato quindi la tecnica chirurgica nel caso della paroscopia ecco che entra un po nel vivo
del discorso, questa è un'ernia sinistra, abbiamo medialmente il deferente, lateralmente i vasi
gonadici, al centro quello che chiamiamo triangolo funesto, ho detto impropriamente triangolo della
morte perché abbiamo i vasi liaci, arterie e vena, e poi abbiamo invece il triangolo del dolore nel
quale ci sono i nostri nervi. Ecco che come per chi ci ascolta andiamo a individuare se un'ermia
è diretta o indiretta all'interno dell'addome dobbiamo andare a individuare i vasi epigastrici
e quindi rispetto ad i vasi epigastrici questa è un'ermia di destra nel caso in cui è un'ermia
indiretta quando sono medialmente, mentre invece è indiretta quando è lateralmente ai vasi
epigastrici, la nostra porta erniaria, e quindi di così andiamo ad individuare che tipo di erni
abbiamo di fronte. Quello che invece vedete in azzurro è il nostro triangolo del dolore, nel
quale si vedono in maniera molto chiara in laparoscopia, naturalmente in un soggetto magro,
il ramo femorale del nervo genito femorale e il nervo femoro cutaneo. Perché è interessante? Perché
questa per me è stata la slide più bella di tutta la presentazione. Come potete vedere noi abbiamo
detto la branca femorale del nervo genito-femorale, cioè non so se vedete il mio cursore, se il dolore
il paziente ve lo riferisce in regione inguinale è impossibile se l'intervento fatto per via
via laparoscopica. Perché? Perché abbiamo
il nervo l'ilio inguinale e l'ilio
ipogastrico che non incontriamo proprio
per via laparoscopica. Di conseguenza il
dolore in regione inguinale in
laparoscopia nel postoperatorio non lo
possiamo avere. Ma avremo un dolore alla
radice della coscia, di conseguenza
vuol dire che abbiamo intaccato il
nervo genito femorale, contrariamente il
nervo femorocutaneo dà un dolore proprio
sulla faccia anteriore del quadricipite
femorale, di conseguenza il dolore
il paziente pensa quasi che l'intervento
non c'entri nulla con questo dolore
perché riferisce un dolore sulla faccia
anteriore della coscia e molto spesso
anche pazienti che avevano
già visto altri chirurghi che sono venuti
da me con questo dolore
tutti dicevano no probabilmente è stata
un problema dell'anestesia
la posizione sul tavolo operatorio
no, quando andiamo a intaccare
il nervo femoro cutaneo
questo devo dire
è proprio una bella immagine
molto chiara per chi ci ascolta
E quindi vedete bene la tecnica chirurgica, per cui se l'ernia è monolaterale qual è la posizione del paziente, il braccio omolaterale all'ernia deve essere abdotto e il contronaterale addotto, contrariamente quando abbiamo un'ernia bilaterale il paziente deve avere entrambe le braccia addotte.
La posizione del trocar potete vedere direttamente nel caso della bilaterale che vengono posizionate quasi sullo stesso asse tutti e tre perché dobbiamo andare a trattare sia il lato destro che il lato sinistro di conseguenza dobbiamo metterle su uno stesso asse perché ci consente di lavorare da entrambi i lati.
contrariamente se abbiamo una destra una sinistra è naturale che la posizione possiamo triangolare
l'immagine questa vedete è una regione inguinale a questo punto sinistra sopra abbiamo i vasi
epigastrici che come abbiamo sempre detto rappresentano il nostro reperi anatomico per
stabilire se si tratta di un'ernia obliquo esterna o di un'ernia diretta vedete che in basso abbiamo
un'ernia diretta al sopra invece abbiamo un'ernia obliquo esterna sempre andando ad individuare
quelli che sono i vasi epigastrici e quindi come inizieremo la tecnica chirurgica? La tecnica
chirurgica inizia come vedete in giallo da quello che è l'individuazione della spina
iliaca anteriore superiore quindi dall'esterno il chirurgo va a palpare la parete addominale
sulla spina iliaca anteriore superiore e diremo questo è il nostro punto d'inizio con cui con
le forbici fredde dobbiamo aprirci il peritoneo dove ci fermiamo? Ci fermiamo il nostro secondo
punto è sulla plica ombelicale mediana è il punto di arrivo della nostra incisione peritoneale quando
poi andiamo a operare che cosa dobbiamo andare a individuare ad un certo tratto il legamento di
Cooper vedete che è un po spostato medialmente a quello che è la plica ombelicale mediana dobbiamo
andarlo a vedere come lo vediamo lo vediamo in la paroscopia come un aria soffusa su cui ecco che è
Questa immagine è molto molto bella perché non so se voi vedete il mio cursore, vedete la Corona Mortis che sta esattamente sopra il legamento di Cooper e la stessa immagine riportata in basso, vedete come quest'area di trasparenza viene considerata, non so la vostra immagine sul monitor ma penso che sia uguale alla mia,
Questa immagine è rappresentata da quello che si chiama spazio di Bogros, che è lo spazio nel quale poi andiamo a individuare il legamento di Cooper e la corona mortis che vedremo anche durante l'intervento che ho eseguito durante il congresso del nostro amico Giorgio Palazzini.
Ecco, vedete, ho cerchiato quello che è questo, è la corona mortis, e quest'area, questa trasparenza, diciamo, è l'area nella quale di Bogros andremo a individuare il legamento di cupere.
Quindi ci dobbiamo spostare, vedete, il legamento visto molto molto bene, e quindi a questo punto qual è la tecnica che dobbiamo utilizzare?
La parietalizzazione del funicolo è un aspetto molto importante e queste immagini a sinistra le ho messe perché ci sono degli autori la cui rete non la vanno a poggiare sopra gli elementi ma vanno a creare un piccolo tunnel posteriore tra gli elementi e la faccia posteriore della parete addominale introducendo la rete tra il deferente e i vasi gonadici.
devo dire io personalmente non ho mai visto nessuno farlo ma in letteratura esiste e a questo punto introdurre una protesi ho scritto 10 per 13 la protesi si utilizza una banale protesi in polipropilene che considerando che noi andiamo a riperitonizzare questa zona quindi in una zona a contatto con le ansie di conseguenza possiamo utilizzare qualunque protesi noi vogliamo
La protesi può non essere fissata, in alternativa si può utilizzare la colla come devo dire faccio io anche se all'inizio dell'esperienza utilizzavo le clip per bloccare la protesi mentre invece oggi già da diversi anni utilizzo la colla e la chiusura del peritoneo naturalmente l'ideale è un materiale riassorbibile, oggi abbiamo i fili spinati che ci hanno agevolato sia nei tempi che sia nella manualità.
adesso mi fermo prima di iniziare il video che ripeto non è un video montato doc mail non è
altro che professore palazzini ha mostrato il video che ho eseguito in diretta durante il suo
intervento durante il suo congresso e che poi analizzeremo quindi chiedo a questo punto ai
nostri 22 amici quindi vuoi francesco e lorenzo prima di iniziare il video cosa ne pensano della
della tecnica laparoscopica e se questi punti anatomici,
direi, per questi landmark che ho fatto vedere,
anche per loro sono condivisibili ed è la stessa tecnica
che loro utilizzano e utilizzano da tanti anni.
Prego, Lorenzo.
Direi che sei stato perfetto, cioè sul discorso anatomico
non direi impeccabile nel senso di individuare
degli spazi, quegli spazi che ci permettono di capire ad esempio il decorso delle tipologie di ernie. Forse nel disegno, in una delle immagini che ho visto, è bello inserire anche la cosiddetta ernia crurale che fatta per via anteriore spesso sfugge perché le tre ernie,
e a me è capitato non in pochissimi casi di trovare sia l'indiretta, sia la diretta, la cosiddetta ernia pantalone, sia una crurale, presenza anche di crurale.
E quindi questa anatomia ci mette nella tranquillità. I triangoli è fondamentale saperli, una volta non ci si imponeva di questi problemi prima dell'era laparoscopica, poi abbiamo imparato a conoscerli e devo dire, questo io lo dico, l'ho sempre detto,
L'ernia che spesso, non so adesso, ma ai tempi non veniva fatta perché è considerata difficile, è per me il preludio delle tecniche laparoscopiche maggiori perché questa permette di fare tutta una procedura di dissezione nel rispetto di strutture importanti,
perché se parliamo del triangolo della morte capisci che penso sia effettivamente al di sotto ci sono strutture molto importanti che danno una sicurezza nel maneggiare le dissezioni corporee al chirurgo.
Perciò nulla da dire, anzi complimenti perché hai fatto una bella sintesi di quello che si vede da dentro.
E poi lo vedremo anche da dentro.
Poi sul mio problema ne parleremo dopo, tu dici non l'hai mai vista, io ho sempre posizionato una rete nel rispetto della trasversalis, cioè la trasversalis non ha niente a che vedere col peritoneo, è al di sotto e il funicolo ne resta nella parte che poi va in addome al di sopra.
Quindi la mia rete è sempre stata tagliata e la branca inferiore è sempre stata messa scivolando al di sotto del funicolo perché secondo me una volta che poi si chiudono le due branche il punto, l'anello, si ribare a costruire l'anello inguinale interno e quello impedisce qualsiasi tipo di rotazione dell'ernia, della protesi.
con una maggior sicurezza nel rischio di recidiva.
Francesco, tu cosa ne pensi anche in relazione a quest'ultima nota di tecnica?
Allora, mi senso no, condivido tutto quello che hai dimostrato,
che hai fatto e dimostrato, per cui la parte iconografica sicuramente
e anche dal punto di vista dell'approccio di come affrontare
e dal posizionamento dei trocar, eccetera,
Condivido più o meno quello che faccio io, ultimamente un po' cambiato utilizzando la chirurgia robotica, però per la laparoscopica perfettamente le stesse cose.
In qualche caso io come Lorenzo mi sono trovato in situazioni particolari dove di ridurre il sacco completamente dove ho preferito e devo dire con buoni risultati, ottimi risultati,
ho preferito a un certo punto fermarmi e sezionare, facendo molta attenzione al funicolo, sezionare il sacco,
abbandonando parte del sacco, che a volte si può creare un po' di sieromi ma nemmeno più di tanto,
e posizionare la rete come diceva Lorenzo, nel senso tagliare la rete, farla passare al di sotto del deferente e dei vasi spermatici
e poi mettere una clip che andava a ricongiungere superiormente sulla transversalis
facendo sempre molta attenzione ai vasi epigastrici
a posizionare una o due clip che mi servivano proprio per ribloccare il taglio
per ricucire il taglio che avevo fatto
e basta
Perfetto, quindi a questo punto partiamo con il video, ecco che la prima cosa, questa è un'ernia inguinale sinistra, è un'ernia inguinale sinistra dove potete vedere che rispetto ai vasi epigastrici la fossetta è laterale, questo è un obliquo esterna,
Questa è la nostra ernia, naturalmente Lorenzo, fermatemi senza problemi che io stoppo il video e andiamo avanti. Ecco che andiamo a vedere la spina iliaca anteriore e superiore dove si trova, questo ripeto è proprio il video e la diretta che potete vedere sulla Paroscopic fatta durante il congresso per cui non è un video, i nostri video che prepariamo belli belli fatti, ma è proprio il video della diretta.
Ecco che apriamo con forbici fredde, spina iliaca anteriore e superiore e poi la plica ombelicale mediana. Iniziamo la parietalizzazione, naturalmente qui al momento non abbiamo utilizzato bisturi a radiofrequenza, bisturi a ultrasuoni, bisturi monopolari o bipolari che siano.
Si vedevano delle... hai sezionato delle aderenze con il... cosa c'era? Il sigma un po' attaccato?
all'inizio assolutamente
sì mi capita e penso anche a voi
capita molto molto spesso
e a me piace liberarlo perché poi quando vai
a chiudere il peritoneo
non ti tira perché altrimenti c'è il peritoneo
che è attaccato su
l'intestino è attaccato al peritoneo
e di questo si spesa
per cui mi vado sempre a liberare il colon
quando lo trovo attaccato
infatti a sinistra succede spesso
sono tutti
i pazienti diverticolotici
diciamo così, una terminologia che non si utilizza spesso.
Qua come vedete, essendo ricchi, abbiamo utilizzato uno strumento a radiofrequenza,
questo è uno strumento a radiofrequenza che si chiama Voyant,
che riesce a percepire tra le branche quello che è lo spessore,
di conseguenza va ad emanare una radiofrequenza adeguata in relazione al tessuto che trova tra le due branche.
deferente poiché stiamo a sinistra se quella il deferente io devo andarmi a trovare i vasi
deferente poiché stiamo a sinistra se quella il deferente io devo andarmi a trovare i vasi
gonadici che sono quelli che io trazioni con la mano sinistra questa è la mia mano destra
sulla sinistra tengo i gonadici sulla destra tengo l'uretere e l'uretere tengo il deferente
perdonatemi vedi vincenzo che nelle immagini che fate vedere poc'anzi praticamente il funicolo era
già staccato dalla parte assolutamente assolutamente non volendolo fare ci sono passato da
soffrire unicolo è tutto sommato una volta riconosciuto il deferente che lo si riconosce
anche per trasparenza del peritoneo passarci sotto e e forse la parte più facile dell'inter
esatto esatto vedi che adesso tra tra
deferente e vasigonatici dobbiamo andare
alla ricerca come abbiamo detto del
famoso triangolo funesto che è proprio
questo che iniziamo a vedere di fronte a
noi vedete non sono naturalmente contento
quindi continuo la paritalizzazione
vedete bello attaccato vuol dire che
probabilmente era tanto tempo che questa
persona aveva questa nostra ernia ma
certo che così non sono contento ancora
E quindi mi vado a trovare quello che è l'area di Bogros e quindi il legamento di Cooper. Ecco, vedete quest'area di trasparenza? Questo proprio è l'area di Bogros dove dentro vediamo, tra un certo punto vedo la corona mortis pure.
Guardate, questo è fondamentale nella paroscopia, quest'area, per questo lo facevo vedere anche durante la diretta, mi sono soffermato su questa zona perché questo è il nostro limite laparoscopico che dobbiamo raggiungere.
Se non facciamo questo, molto spesso ho visto alcuni fare interventi senza andare a ritrovare questo spazio che è fondamentale, dove sappiamo bene che la Corona Mortis può anche non essere presente, ma è molto spesso invece presente, e a questo punto vado con la mia rete.
Cosa mi dite? Cosa ho sbagliato? Dimmi tutto, ditemi tutto.
Allora, posso?
mi fermo mi fermo mi fermo vado avanti tanto è quasi finito dimmi tutto no no allora e vabbè ho visto tu cominci da sinistra verso destra io sono abituato l'ernia sinistra a farla dalla parte mediale ma questo non cambia molto
Sono un po' più ampio nell'incisione del peritoneo, però poi sono d'accordo con te nel fare una tasca che sia adeguata alla rete in maniera che sta da sola la rete.
ecco insomma non ho visto molto bene e il cooper si è fatto vedere la zona del botto su tutto quanto
però non si è visto il legamento di Cooper bianco traslucido che è quello che mi
dà la sicurezza che sono nella parte giusta nello spazio giusto e ho la vescica che ho separato e
l'ho medializzata. Questo assolutamente
è fondamentale
quello che tu hai detto anche perché
non dimentichiamo che quando noi
utilizzavamo le clip, quello era il punto nel
quale andavamo a fissarci la
protesi, per cui all'inizio dell'esperienza
naturalmente
va strapulito
per poter mettere le clip, ora con l'utilizzo
benissimo che ognuno di noi dice essere bravissimo
di Bogoros, arrivato lì
è naturale che se lo vediamo
è molto importante
è un paziente molto magro
comunque
sì sì assolutamente
ma soprattutto è uno sportivo
è una persona con una massa muscolare
molto molto importante
e adesso stai usando uno spinato
per chiudere
assolutamente un filo spinato
e vabbè l'intervento fondamentalmente
è completato
vedete l'importante che la protesi sotto
si accomoda
in maniera corretta
che deve arrivare per l'appunto dal legamento fino alla plica ombelicale mediana, deve coprire completamente tutti gli elementi e nulla, insomma a questo punto direi attendo, vedete anche qui questa è la riduzione del peritoneo nel quale prima c'era il sacco, vedete come è rimasto esuberante, questo alle volte mi è capitato di resecarlo, a voi invece non capita, lo lasciate così come l'ho lasciato io oppure fate qualcosa su questo?
dentro in questa struttura qui lo infilo dentro e cuccio sopra in maniera che non così esteticamente
dal punto di vista estetico non vedo questo questa protuberanza ecco insomma però l'estetica che
nessuno vede per me la vediamo posto io ieri ho avuto modo di vedere l'intero film e in cioè il
fatto del cooper eccetera eccetera in effetti non è che non si vedeva qui in questa ritaglio del
film è stato un po messo e quindi consiglio a chi sta seguendo questa questa serata di andarselo
a rivedere perché la paroscopica che c'è che c'è il legame permette e dopo questo dibattito e penso
che se si perde un'ora perché non dura più di un'ora permette di capire anche la colla che
che hai messo, tutti gli indirizzi, anche perché io sono stato sorpreso
e questa mattina ho telefonato a Giorgio dicendo
sapevo che tu raccoglievi i film ma non sapevo che eri riuscito a mettere in essere
un patrimonio di video chirurgici nell'insieme dell'intervento
con tutti i passaggi e le sofferenze anche dei vari chirurghi, sofferenze o tranquillità o manualità, quello che vuoi, che dà la possibilità, nel momento che uno ha un po' di tempo, di dire mi voglio interessare all'ernia.
ci sono di tutti i tipi in questa raccolta che permette veramente, anche perché sono tutti tratti, non da montature di film fatti, ma dalla realtà che si è vissuto quel giorno.
E nella realtà che si è vissuto quel giorno il chirurgo che guarda capisce anche la difficoltà. Ora questo intervento che tu hai fatto vedere in dieci minuti merita di essere visto tutto perché fa vedere come la sicurezza anatomica, la conoscenza del problema, poi possiamo decidere come mettere la protesi eccetera eccetera,
Quello che tu poni nel ritagliare la protesi cercando di tenerla al massimo della sua ampiezza ma nella correttezza di non mettere troppo materiale, da un film così o dai film che si vedono in giro ai congressi non si vede, non si vede.
Grazie per il complimento.
che per me la prima manovra è quella di arrivare a liberare effettivamente tutta la zona fino al Cooper
per poter essere certo che la protesi lo sormonti praticamente per quel centimetro o due centimetri
e che mi permette quindi di scoprire bene anche tutta la parte della diretta, perché quella deve essere ben coperta in ogni modo.
Perfetto, perfetto. Francesco, prego.
sì e volevo chiederti e senza dubbio come diceva anche lorenzo il fatto di vedere dei video che
sono stati interventi stati fatti in diretta è una cosa eccezionale infatti diciamo che congresso di
giorgio e senza dubbio ti dà una capacità di poter assimilare e vedere quelle che sono le
Le situazioni anche un po' particolari, ne abbiamo viste di tutti i colori, per cui nel corso degli anni veramente è stato interessantissimo.
Anche in altri congressi, mi ricordo anche che Francesco Corcione, i suoi grandi congressi al Monaldi, ci faceva andare nelle sue sale operatorie a lavorare e lì era una diretta non con i numeri e le cose della paroscopica di Giorgio,
Però comunque era sempre molto stimolante. Vedere l'intervento in diretta è fondamentale perché ti fa capire cosa puoi migliorare anche della tua tecnica. Avere sempre quei consigli anche da chi ti fa da moderatore a volte a me è servito perché in certi momenti erano un po' critici, ma anche per la chirurgia di parete.
Perché c'erano momenti in cui dovevi decidere che cosa era meglio fare, che cosa utilizzare piuttosto di una rete, di un plug, di una cosa piuttosto che un'altra.
Per cui quella è senza dubbio una cosa fondamentale, soprattutto anche per i giovani che vogliono specializzarsi in qualche tecnica particolare.
E sul discorso dell'intervento, io ho visto solo questo, non l'ho visto prima e sì, ti avevo fatto quel commento.
assolutamente d'accordo
con entrambi
devo dire
ora andrò avanti con altre poche slide
questo ripeto era una bilaterale
nel quale volontariamente da un lato
avevo utilizzato una protesi in polipropilene
dall'altro lato avevo utilizzato una
che è una protesi autoadesiva
senza utilizzo della colla
proprio per far vedere in diretta le differenze
tra un intervento con colla
e un intervento senza colla sullo stesso paziente
e naturalmente
condivido che il patrimonio laparoscopico che Giorgio possiede anche io durante l'epoca covid
2020-21 dove la mia attività si è ridotta notevolmente mi ricordo dei pomeriggi che ho
trascorso davanti al computer guardandomi dei video stupendi ho passato dei pomeriggi veramente
in compagnia di tanti chirurghi colleghi nel vedermi interventi che in quel periodo naturalmente
non tutti lavoravamo nel pieno delle forze
per cui è un qualcosa
tanto per i più giovani
anche per i meno giovani
molto interessante
vedersi dei video integrali
volevo chiederti solo
una cosa rapida rapida
se per caso hai esperienza
perché le sto molto utilizzando
in questo ultimo periodo
delle reti
un po' tridimensionali
ma tridimensionali nel senso
che
puoi scegliere la misura
e in laparoscopia ovviamente sono fatte esclusivamente per la laparoscopia robotica
per cui non hanno bisogno né di colla né di fissazione né niente, basta fare una tasca adeguata
e poi al limite che puoi ampliare se per caso la rete che hai scelto è leggermente più grande
però ecco devo dire che si posizionano molto bene e proprio le vedi che stanno là
volevo sapere se anche tu avevi provato questo tipo di reti
Le ho provate, condivido tutto quello che hai detto, però ripeto, stasera come avete notato l'utilizzo del materiale non era un argomento, perché sappiamo bene che se iniziamo a dire macroporoso, microporoso, tridimensionale, entriamo in un mondo dove probabilmente Giorgio deve organizzare un'altra serata solo nel tipo di materiali che esistono nella chirurgia di parete, voi Ernie, voi laparoceli, dove c'è un mondo oramai che la tecnologia ci accompagna.
Per cui per evitare di annoiare tutti andiamo avanti con quello che sono fondamentalmente l'ultima slide e poi lasciamo a tutti le domande, delle conclusioni, forse l'unica slide personale perché il resto sono le linee guida che ho rappresentato a tutti e concludo dicendo che la personalizzazione dell'intervento,
avendo la possibilità di almeno le due tecniche
quello che un po' hanno detto sia Francesco sia Lorenzo
dobbiamo poter offrire sia l'approccio anteriore
che l'approccio laparoscopico
il rischio di recidiva è inversamente proporzionale
al volume di attività del chirurgo
un'adeguata curva di apprendimento
TAPP e TEP con consigliata supervisione
io dico sempre all'inizio dell'esperienza
facciamoci coadiuvare in sala
da un esperto di quella tecnica chirurgica
e sicuramente la necessità di registri
delle nostre società scientifiche
per quanto abbiamo visto che
nel caso della chirurgia di parete è
complessa proprio perché è una chirurgia
tailored e infine
accreditamento di centro e accreditamento
di chirurghi perché perché entrambi
oggi parliamo dei famosi centri
accreditati ma io sono molto critico
perché spesso dico bisogna accreditare
non il centro ma sia il centro
e sia il chirurgo perché io sono
un centro accreditato ma probabilmente
un mio collaboratore non è un chirurgo
accreditato ma lavora in un centro
e quindi se c'è una complicanza
è una complicanza di un centro accreditato
ma in realtà con un chirurgo non accreditato
quindi dobbiamo nelle società scientifiche
lavorare su un doppio canale
io già lo sto facendo in diverse società scientifiche
che noi tutti conosciamo
per accreditare sia il centro
e sia il chirurgo
quindi
concludo con questo e a questo punto
Giorgio
lascio a te per le domande e poi le risposte
a noi tre di quelle che eventualmente
ci possono essere
essere non ti senti entrambi sia Vincenzo, Fidanza e Novellino è stato bello e animato quindi quello
che avevo pensato mi sembra che sia riuscito abbastanza bene poi sentiremo lorenzo se vuole
far vedere quello spezzone di vent'anni fa credo no no era meno 12 anni fa 12 anni fa decidi tu se
se vogliamo rubare i cinque minuti e dopodiché apriamo la danza alle domande.
Ecco, io stavo per dire un dato di fatto quando parlava delle protesi tridimensionali o quasi.
La cosa che mi ha sempre dato molte soddisfazioni nel tagliare la rete,
Francesco e anche tu l'hai provato, se in alcuni casi ti sei trovato a farlo,
è che quella certa tridimensionalità la crei
perché tagliando la rete e sormontando le due branche
ecco il film, non so quanto fai durare quella parte della rete
fa capire come la sormonto delle due braghe
crea una concavità
e si pennella esattamente sulla regione dove va posizionata
Mentre la rete che parietalizza il funicolo finisce ad essere un po' plissettata tutto lungo il confine e il percorso.
Questa plissettatura mi faceva dire che non so la rete poi nel tempo quando si sistema se si sormonta, non si sormonta, se crea pieghe, non crea piede, considerando che all'inizio dell'esperienza, parlo del 91-92, tutte le ernie bilaterali le facevamo solo monolateralmente
per poter vedere a distanza di sei mesi il risultato della rete, per convincersi che stavamo facendo un bel lavoro. Sto parlando di un momento in cui nessuno sapeva, nella rete posizionata dentro, cosa sarebbe successo.
E devo dire che rivedendo queste reti decise per chi abbiamo fatto la monolateralità per mantenere la possibilità di rientrare nel cavo, oppure persone che sono state trattate successivamente per altri interventi, colecisti o altro, se erano stati operati ieri si andava a vedere con la scoperta meravigliosa che la rete praticamente non si vedeva più.
Si vedeva appena la trama nelle parti superficiali della rete sotto il peritoneo e cosa meravigliosa era che con le clip che si usavano, ti ricordi Francesco, le EMS, non c'erano aderenze, non c'era assolutamente aderenze sulla linea di sezione, cosa che il filo purtroppo può maggiormente provocare.
Giorgio, se tu l'hai trovato il pezzettino lì, lo puoi far andare, con la voce di allora però.
Intanto che Giorgio fa partire il video, volevo ricordarvi a proposito di reti,
anche che c'è stato il periodo degli occhiali, cioè rete unica che passava davanti.
Certo, certo, che era un bel casino quando la si faceva pre-peritoneale, che poi si bucava il peritoneo.
Francesco in robotica
se guardiamo l'esterno
adesso vi faccio vedere
mi devi dare un
telo verde
ma con quella è l'esterno?
allora mettiamolo qua
è molto bello
rivedere film
del tempo perché
fa capire anche la passione
che ci si metteva
anche perché
è una rete
che viene da 10 per 15.
Non so se vedete l'immagine.
Sì, sì, vediamo.
Allora, la rete che serve in laparoscopia deve avere queste caratteristiche.
Prima di tutto molto trasparente, quindi la trama deve essere larga,
perché noi abbiamo sempre bisogno di tenere controllate le strutture sottostanti
quando metteremo l'eclipo o altri punti di ancoraggio.
Primo dato è questo.
Secondo dato è quello che la rete deve tornare, quando si manipola, deve immediatamente scattare e rimettersi in posizione, altrimenti vi troverete con una rete morbida che passerete i minuti, anche tanti, a cercare di spianarla.
riduco questa rete tagliando gli angoli grosso modo abbiamo visto che queste 13 adesso la
ridurremo anche un pochettino in lunghezza vedrete che sarà comunque grande 15 andremo ad avere una
rete grosso modo di 9 centimetri per 12 13 cm poi decido voi siete al contrario mi dai una
pena in una demografica lavagna improvvisata se volevo fargli un disegno qua sulla carta così
cerchiamo di capirci lorenzo che a me spesso capita di introdurre la rete poi la legge dentro
cerchiamo di capirci Lorenzo che a me spesso capita di introdurre la rete poi la legge dentro
anche oggi l'ho tolta
taglio un altro centimetro
da questo vi hanno detto che parte
il deferente
che va mediamente
e i vasi epigastrici
con questa curva
i vasi epigastrici
la nostra ernia è qui
è una diretta
allora io dovrò mettere la rete
in modo tale
che il taglio che noi andremo
a fare adesso sulla rete
La rete sarà messa in questo modo e il taglio è a questo livello, in modo che faremo passare questa parte al di sotto del funicolo e riposizioneremo il resto al di sopra.
Quindi per fare ciò io ho bisogno di fare un taglio grosso modo di 2-3 cm, faccio l'apertura del funicolo spermatico, perciò voi la vedrete in questo modo.
Adesso, quando passerà sotto e io fisserò la rete, vedete che forma una specie di scodella che si sagomerà sulla concavità della parete dello scavo pelvico.
Metto due puntini, uno sulla branca inferiore della rete tagliata, e poi vedrete il perché, ed uno che direi che possiamo chiamare il punto del Palazzini.
Perché? Perché vent'anni fa fu lui un giorno a dirmi, ma Lorenzo perché non blocchi l'orecchio in modo tale che quando entri questo non ti rompe le palle? Sono arrivato a casa, ho provato a utilizzarlo e devo dire che ormai sono vent'anni che questi due punti e vedrete adesso la comodità di esercizio.
mi dai una papera
lo dobbiamo pubblicare
questo punto di Palazzini
eh sai
ho preso la rete
sei già passato l'interno
purtroppo da ospedaliero
lo scrivere è sempre poco
determinato modo che adesso vedremo
eccola qua
vedete
vedete come arriva
il punto
questo
che è messo nell'angolo
superiore
della branca inferiore della rete che ho tagliato
Questo lo devo e così lascio la rete. Vedete che questo orecchio, se non ci fosse questo punto, si aprirebbe su questa regione impedendomi di lavorare.
Grazie Giorgio, se mi senti, perché questo era stato un intuito.
Prendo il mio passo al di sotto, vedete, a prendere il punto e riportandolo, senza poi curarlo troppo.
Perché adesso cosa devo fare? Eliminare questo, che è un punto che sembra, ma cosa l'hanno messo a fare visto che lo tolgono subito?
e invece la sua funzione la svolta egregiamente, lo tolgo, prendo il corpo della rete e così come viene la mando nell'alloggiamento.
A questo punto posso dedicarmi, vedete che grande la rete, non sembrava, ma è grande, ma ormai poi l'occhio...
aspetta che Luisella viene un po' indietro, devo creare un pochettino di spazio, credo che dovremo poi usare gli strumenti, ok, questa adesso si adagia sul sistema, viene indietro e questa deve, vedete che è grande la rete, eccola qua, fammi vedere, ok, vedete che sormonta e sarà bloccata insieme
e adesso andremo a posizionare la nostra rete, eccola qua, il buco è questo e questa rete ci copre totalmente il forame, qui è qui, obliquo esterno, cioè il forame interno del canale, ci copre totalmente la diretta e ci copre la crurale.
Bene Giorgio, l'importante in questa tecnica allora si usavano le clip EMS, voi capite che è una rete in polipropilene perciò non riassorbibile, clip rete con rete chiude le branche sicuramente e mi bastava una clip messa sul clip per rafforzare la cosa.
sono arrivato a mettere cosa adesso io
alzo devo andare a vedere essenziale
quello guardate che questo punto viene
dato proprio il triangolo del dolore
perché questi punti deve alzare la rete
per poterlo essere certi che non si
tocca la parete sotto e la rete il
funicolo cioè il nuovo
ricostruito impedisce rotazioni ma è
È bellissimo vedere, ecco, in questo modo si è visto cos'era dieci anni fa.
Considerate che la tecnica era stata messa a punto vent'anni prima, nel 91.
91-92 si è arrivata quella tecnica e non l'ho più toccata, facendo, boh, non so, nel mio reparto si sono fatte forse nove, diecimila ernie.
E devo dire che all'inizio ho messo sotto gli specializzanti che andavano a fare tesi di specializzazione per andare a ricostruire il percorso di 1200 persone operate ed è per quello che devo dire e dico che attenzione il dolore, sapete, molte volte è anche andare dietro al paziente laddove altri chirurghi, almeno allora, io ho avuto delle recidive,
fatte da altri che non erano recidive, erano sieromi.
È ovvio che se uno dà un'indicazione e lo riopera non può dire che era un sieroma
perché bastava prendere un ago e svuotarlo.
Lorenzo e anche Vincenzo e Giorgio, nel caso delle dirette che sono abbastanza voluminose
Ecco, io preferisco tirarmi dentro il sacco e fissarlo al Cooper. Lo fate anche voi? Cioè per evitare proprio quei sieromi fastidiosi nelle dirette?
Sì, la diretta può dare il sieroma. Devo dire che il sieroma io l'ho visto molto di più nelle grosse oblique perché quando si apre il peritoneo la diretta con tre colpi la liberi e quindi non vai a massacrare la regione.
mentre se si cominciano a massacrare
un funicolo che poi può dare
i suoi problemi verso
il testicolo eccetera
i sieromi poi si
questo è vero infatti
prima vi dicevo che in certi casi
inguinoscrotali fastidiose
preferisco e ho meno
problemi a resecare
abbandonarlo
sono d'accordo con te
se ho quei sacchi
inguinoscrotali
Io faccio sempre la manovra, come ho visto fare, come ci ha fatto vedere benissimo prima, di prendere il sacco e portarlo all'interno.
se viene così bene
sei tranquillo che è un sacco che riduci tutto
se vedi che non viene
perché ormai tira a livello
scrotale eccetera eccetera
lasciare perdere
tagliarlo, abbandonarlo
quando facciamo l'ernia iatale
alla mister Rossetti
quando mi tiro il fondo posteriormente
che deve rimanere lì e non deve tornare indietro
uguale, deve rimanere in addome
e non deve risalire
assolutamente grazie
grazie a tutti
Giorgio
a te la parola
grazie a voi tutti
sembra che questa sera non vogliono fare domande
le persone collegate
fino adesso abbiamo superato
i 302 personaggi
colleghi
che ringrazio indubbiamente
è stato un pochino più del 20%
quelli che non si sono presentati all'appello
ma comunque noi siamo soddisfatti
lo stesso perché è la prima riunione
dell'anno che abbiamo fatto
Mi sembra che sia andato egregiamente. Abbiamo trovato anche dei reperti antichi. Chiunque è interessato può andare su Laparoscopic TV, ci sono circa 6.000 video interamente commentati sia dall'operatore che dai relatori, dai commentatori che erano in aula.
Poi nel periodo Covid stavano a casa, ma siamo riusciti sempre a mandare avanti questo povero Lavaroscopic. Speriamo di continuare con questi seminari e ringrazio tutti i relatori. Chiedo alla regia se si è vista qualche domanda.
c'è una domanda e Vincenzo se vai sotto
la puoi vedere direttamente su domande
c'è un buonasera se volete la leggo io
dice buonasera eh beh professore
Pilone opinioni riguardo i metodi di
fissaggio delle protesi clip
assorbibili versus colla versus pro
grip ebbene questo è proprio quello che
in realtà nel video integrale volevo
far vedere il video integrale che ripeto
C'è sulla paroscopica che da un lato ho utilizzato la colla e il cianoacrilato che è il principio attivo di qualsivoglia colla, dall'altro invece ho utilizzato la ProGrip che è una protesi che non ha necessità perché porta delle piccole parti da uno dei due lati della rete che ne consentono il tissaggio.
Quali sono i pro e i contro? La colla al momento sembrerebbe avere soltanto dei pro, bisogna solo fare attenzione su quello che è il triangolo del dolore dove abbiamo i due nervi che ci passano per cui fare attenzione all'utilizzo della colla.
Per quanto riguarda invece la Progrip, tecnicamente non è facile utilizzarla, proprio perché è adesivante, vedo che Francesco annuisce, quando la vai a posizionare, tutte quelle manovre che ad esempio Lorenzo ci ha fatto vedere, che fa il foro sul funicolo, lo fa passare, con una Progrip non sarebbe possibile.
Per cui ci sono i pro e i contro. Devo dire che le clip oramai sono state, mi permetto di dire, forse abbandonate da, non dico tutti, ma da tanti, sostituiti oramai con la colla, perché addirittura le linee guida prevedono anche il non fissaggio della protesi stessa, per cui da un lato potremmo anche non fissarla proprio, di conseguenza già la colla, diciamo, con le tecnologie della colla stessa, funziona in maniera eccellente.
per cui io mi sento molto soddisfatto
nell'utilizzo delle colle
ed è ciò che naturalmente propongo
non so Francesco come la pensa
no assolutamente sono d'accordo con te
e meno o meno
anche se ci sono le clip riassorbibili
però comunque ti possono sempre dare qualche problema
per cui preferibile la colla
o ancora meglio ultimamente
non mettere proprio niente
adagiare bene
o col metodo di Lorenzo o con queste reti che comunque sagomate o che sono un po' tridimensionali
che ti danno proprio la possibilità del passaggio dei vasi filiaci e si posizionano così fare una
tasca corretta in maniera che la rete non può andare da nessuna parte è la cosa migliore insomma
a sapore o della colla
o del non mettere proprio nulla
poi c'è una seconda domanda
che dice potrebbe essere fuori tema
ma volevo sapere di più sull'ernia
con la tecnica TEP
devo dire sicuramente questa è una bella domanda
ma io come posso rispondere
perché confesso non utilizzo questa tecnica TEP
per cui non mi permetto di esprimere pareri
però le linee guida
e la letteratura scientifica
riguardo metanalisi parlo
le paragonano la TEP e la TAPP
e dicono che a parità di curva
di apprendimento in termini di
complicanze, in termini di recidive
sono completamente sovrapponibili
questo lo dice la letteratura, ripeto
non lo dico io, forse Francesco
ha esperienza della TEP
io ho fatto un periodo
proprio ma tanti anni fa
e
ho fatto un periodo dove mi sono
sono proprio in posto di fare di seguito 50 TEP
e devo dire che è bello l'intervento,
è bello anatomico, se è extraperitoneale,
cioè è tutto così, però...
E non rompi mai il peritoneo.
Appunto, però se ti apri il peritoneo,
perché è un disastro, diventi matto,
perché devi mettere, far uscire l'aria da un trocar,
è abbastanza complicato.
e per cui in alcuni casi
addirittura mettere un loop per chiudere
dove si era rotto il perito nero
insomma devo dire che è stata
una bella esperienza
dopo 50 casi
ho detto basta e sono tornato
alla TAPP senza dubbio
più tranquilla, più sicura
posso dire
che nel 1991
ebbi l'occasione
di andare
a trovare
McKernan. McKernan, che lavorava da 30, era il chirurgo che più di ogni altro ha sposato la
preperitoneale e addirittura lui lavorava su tre trocar messi sulla linea alba dall'ombelico al
pube. Io mi innamorai della tecnica, era molto bravo, tanto che sposai, non so se vi ricordate,
Ricordo un bellissimo congresso a Ravenna dei primi, forse il 92, dove proposi il palloncino per aiutare la dissezione del peritoneo dal resto.
Per rendermi conto che l'anatomia, mentre nella TAPP, perciò io ero un sostenitore della TEP allora, mentre nella TAPP ce l'avevi sott'occhio dall'inizio alla fine e avendo individuato con peritoneo chiuso tutti i reperi che ti interessavano,
tu li andavi a trovare
nella TEP era un terno all'otto
in un tessuto che non avevi la più pallida idea
di che cos'era e cosa non era
con risultati che ogni tanto si spaccava da un lato
si gonfiava e cosa del genere
e devo dire che dopo una sessantina di casi
parlo del 1994
decisi
perché c'è un altro fatto
che con la TEP sfido chiunque a fare una
assolutamente da proscrivere l'ernia io dicevo sì ma se questa tecnica mi permette di fare una plurirecidiva con il rischio di recidivare ulteriormente pari ad un'ernia primitiva e
assolutamente da proscrivere l'ernia io dicevo sì ma se questa tecnica mi permette di fare una
tri recidiva con il rischio di recidivare ulteriormente pari ad un'ernia primitiva e
e beh io ho raggiunto un bel risultato come arma che ho a disposizione
e quindi abbandonai totalmente la TEP per la TAPP.
Questa è storia.
Però ripeto, queste sono esperienze personali
per cui penso che la risposta che noi dobbiamo dare agli spettatori
che comunque sono 170 persone alle sette e mezza di sera,
anzi alle otto meno un quarto che ci seguono,
che le due tecniche a parità
di curva di apprendimento sono
sovrapponibili
posso dire
non sono
pari nel riuscire
ad apprenderne bene la tecnica
assolutamente questo va detto
la TEP a mio avviso
è molto più complessa
nella curva di apprendimento
andiamo avanti con le domande
c'è un'altra domanda che invece
dice la lesione del nervo ipogastrico
ipogastrico può determinare una impotenza? Allora, partiamo dal presupposto che la lesione
del nervo ipogastrico è rarissima e riguarda soltanto l'approccio anteriore, non l'approccio
laparoscopico, e devo dire che ci sono lavori scientifici nei quali c'è la lesione del nervo
ipogastrico, ma non dà assolutamente impotenza, può dare soltanto dei dolori che possono inficiare
la possibilità
erettiva nel maschio
ma non una vera e propria impotenza
per cui sono stati fatti degli studi
ma ripeto non è un'impotenza legata
all'addizione del nervo ma è il dolore
in regione pubblica che può
determinare delle
difficoltà erettive
quindi
nel paziente maschio
questo ovviamente lo rispondo io per entrambi
sia per Francesco che per Lorenzo
perché non c'è altro
Per quanto riguarda invece il paziente viene gestito con dei sargeri o passa la notte in riparto? No, nel caso dell'intervento laparoscopico è un one day surgery, quindi dorme per notte, un po' come facciamo per la colecistectomia che oggi ci impieghiamo dieci minuti, un quarto d'ora, ma il pernottamento è un pernottamento a mio avviso obbligato anche per l'ernia inquinale laparoscopica.
Penso anche Francesco, giusto?
Giusto? Assolutamente sì. Una notte. Perfetto. Dice qualche consiglio tecnico nel caso di ernie
operate in urgenza. Bene, io a Salerno ho fatto il primario per otto anni di un reparto di chirurgia
genale d'urgenza e devo dire che le ernie in urgenza le abbiamo sempre fatte in open ma
abbiamo visto anche che oggi le linee guida ci dicevano che nel caso di un'ernia incarcerata e
quindi urgente o intasato
o incarcerata e le case dell'urgenza
il gold standard
è l'approccio anteriore
quindi su questo anche qui penso
che la risposta deve essere univoca
perché è quella che è la risposta delle linee
guide di ciò che devo dire anche io ho fatto
in questi otto anni. Assolutamente
d'accordo. Dopodiché ci dice
buonasera fare
la lisi di aderenze
tra il sigma e il peritoneo
non rischia di indebolire il peritoneo
così da rendere difficile poi la chiusura della tasca
assolutamente no
assolutamente
c'è solo il rischio che durante questa dissezione
naturalmente ci manteniamo più a ridosso del peritoneo
possiamo bucarlo
come anche a me è capitato
un punticino e mi vado a richiudere
quel piccolo buchino sul peritoneo che ho causato
ma ripeto
sempre io mi vado a liberare
sia a sinistra
spessissimo il sigmo e sia a destra
quando ci troviamo anche l'appendicio
il cieco perché
dopo il peritoneo quando vai a chiuderti la tasca
ti sale più comodamente e non ti pesa il colon che aderisce al peritoneo parietale.
Lorenzo e Francesco siete d'accordo penso con la mia risposta?
D'accordo.
Perfetto, andiamo avanti.
Venendo da un centro con limiti di budget e non potendo utilizzare sempre la colla di fibrina,
quali i tips e tricks del non fissaggio delle protesi?
essendo all'inizio della learning curve
ammesso che il non fissare completamente la protesi
mi crea qualche preoccupazione
assolutamente se la protesi la va a spiegare in maniera corretta
oppure come ci ha fatto vedere il professore Novellino
con una tecnica pseudo tridimensionale
ci passa posteriormente facendo l'occhiello
assolutamente non vedo se l'intervento viene fatto correttamente
le landmark le abbiamo rispettate
Abbiamo parietalizzato tutto il funicolo, il deferente, i vasi gonadici, abbiamo i due triangoli ben visibili, cioè l'anatomia è stata rispettata. Devo dire, io utilizzo sempre la colla, ma non utilizzarla non vedo alcun problema. Francesco, non so se tu hai esperienza con o senza.
No, io come dicevo prima, ultimamente non ho fisso. Sarà un po' anche perché il discorso della robotica, però insomma non la fisso più.
E quindi anzi a maggior ragione consiglio a questa persona che dice anche per un problema di costi del cianoacrilato, devo dire che non costa tantissimo, però sicuramente è un costo, ebbene inizi a farne tante senza fissarle e poi ci fa un lavoro che ci può servire anzi per dare una pietra miliare nel non utilizzo delle colle o dei fissaggi delle protesi stesse nelle ernie inguinae laparoscopiche.
Qual è la curva di apprendimento per un giovane chirurgo che fa già le colecistectomie laparoscopiche? Quante procedure secondo voi deve fare per acquisire la tecnica operatoria delle ernioplastiche laparoscopiche?
Ma guardi che nel momento in cui già è un chirurgo che fa le colicistectomie laparoscopiche da sole, soltanto come io già ho scritto, farsi accompagnare in sala da una persona che già le segue, questo le consentirà di iniziare immediatamente da solo a farle queste avendo un suggerimento in sala.
ma bastano una decina di ernie inguinari laparoscopiche con un supporto anche meno che può proseguire da solo e proprio oggi grazie a quelle che sono le librerie laparoscopiche che abbiamo grazie a Giorgio Palazzini che uno può vedere un po' quello che è l'intervento integrale fatto da altri per vedere quelle che sono più che black video i landmark e le difficoltà che si possono incontrare durante l'intervento e non durante i video che vediamo nei nostri congressi
dove facciamo vedere sempre che siamo tutti bravissimi
e che non c'è nessun problema
durante la tecnica chirurgica
siete d'accordo?
sì sì assolutamente
che dice
la rimozione della protesi in caso di dolore cronico
che non risponde a terapia
si associa a quale incidenza
di recidiva
ebbene questo non so rispondere
perché non voglio dare dei numeri a caso
perché dovremmo andarci a studiare la letteratura
perché ripeto
la rileggo, cioè la rimozione della protesi in caso di dolore cronico che non risponde a terapia,
si associa a quale incidenza di recidiva? Devo dire che io nella mia vita ne ho tolte forse tre
o quattro di protesi, devo dire che il paziente non ha avuto recidiva, sarò stato fortunato,
non lo so, ho tolto la protesi e il paziente non ha avuto l'ernia, non so nemmeno come si spieghi
questo, sicuramente il professor Novellino e il professor Fidanza hanno più esperienza di me
nelle annualità, anzi vorrei ascoltare loro nella loro esperienza.
Io personalmente, Francesco vuoi andare tu?
No, no, io l'avevo già detto prima durante le slide
che mi è successo di togliere appunto delle protesi
e concordare col paziente che se fosse venuta fuori la recidiva
l'approccio sarebbe stato laparoscopico, però non mi è successo insomma.
Di solito si forma una fibrosi tale che pur c'è stata l'infezione o il dolore cronico
che vai a togliere la protesi dopo un tot periodo.
Ecco, lì è importante scegliere la tempistica, cioè né troppo presto né troppo tardi.
A me è successo addirittura anche con i laparoceli mediani,
dove la rete e il paziente non avevano il laparoceli, non so come.
I tessuti hanno questa specie di fibrosi e quindi se una rete, se un'ernia è stata fatta anteriore la protesi va tolta per via anteriore fregandosene della recidiva proprio lasciando come, e che il malato lo sappia, la spazio della laparoscopica in caso di recidiva.
Ma devo dire anch'io che nei pochissimi casi che mi è capitato di toglierla o di persone che l'avevano tolta in altra sede, io non ho mai visto comparire erni. Sono numeri ridotti.
Peccato Giorgio che non sono riuscito a fare, ma proprio oggi ho fatto un'ernia inguinale bilaterale in un paziente con una recidiva che aveva una protesi completamente arrotolata, che ho fotografato, era una pietra lunga forse 7 centimetri, ho fatto l'approccio laparoscopico, ho corretto l'ernia dall'interno come se fosse un paziente mai operato ovviamente, quindi vergine,
e poi una mini incisione
per levare anteriormente
questa protesi che era un gomitolo
che dall'interno non riuscivo nemmeno
a portare nel foro erniario
a volte succede
che non è la paroscopia
trovi il plug
e tu fai l'intervento
per recidiva, trovi il plug
ma è di pietra
se è recidiva può essere lasciata
la vecchia rete
aveva dolore
che arrivava fino al testicolo
quindi ho fatto la protesi
anteriormente e ho fatto l'intervento
alla paroscopica
forse c'è un'altra domanda
domanda sciocca
non esistono domande sciocche
allora perché non usare
reti assorbibili
non so se parla dell'approccio
anteriore o dell'approccio laparoscopico
nel caso dell'approccio
anteriore forse
Sono d'accordo con la domanda di questo collega che dice perché non utilizziamo protesi assorbibili? Perché rispondo che costano tantissimo rispetto alle protesi non riassorbibili nel caso di un approccio anteriore.
Nel caso di un approccio laparoscopico lo stesso se usassimo protesi assorbibili in quella zona non abbiamo fibrosi perché siamo in una zona peritoneale diversa perché siamo dentro il peritoneo. Lorenzo dici la tua, Francesco dici la tua perché questa naturalmente è una mia supposizione, non è nulla di certo.
Ma io dico che quando, ti ricordi Francesco quando si cominciava alla fine degli anni 80 a mettere le reti, che ci spaventava l'idea di che cosa poteva succedere a queste reti, io ricordo di aver visto in un congresso una sigaretta, si facevano le sigarette,
E venne messa in una crurale di una ragazzina di 18 anni di mettere questa sigaretta a fianco dell'avena femorale e io ero inorridito rispetto a fare l'intervento tradizionale secondo Bassini e quant'altro perché mi son detto se anche solo problemi salteranno fuori fra 20-25 anni, questa ne avrà 39-40 di anni.
Oggi possiamo dire che abbiamo un numero di anni sull'utilizzo delle protesi che ormai è sui 40 anni e devo dire che se le tecniche prevedono una posizione corretta e tutto, grandi problemi non li dà, proprio non li dà.
Quindi pensare a una protesi riassorbibile quando abbiamo ancora la paura di non fissare una rete non riassorbibile, se poi il costo è maggiore, questo non lo so perché sono fuori dal giro, perciò non ho idea, credo che le varie aziende ospedaliere impediscano di spendere soldi.
è sempre stato e credo che in questo momento
lo è ancora di più quindi non ho idea
dei costi e di quant'altro
però mettere una rete
piana laparoscopica
la si mette
sicuramente bene che in qualsiasi
altra tecnica per via
anteriore perciò sulla via
anteriore lascio
ad altri il parere
su quella laparoscopica credo
che una rete messa piana
all'interno tra peritoneo e parete
non possa dare nessun tipo di disturbo
se messa bene
Francesco, tu vuoi dire qualcosa?
Sì, anche se io sono
abbastanza favorevole
alle reti non completamente
riassorbibili
a quelle parzialmente sì
mi piacciono perché comunque c'è la mia idea
che alla fine ci rimarrà
meno corpo estraneo
all'interno del nostro organismo
dei nostri tessuti
e comunque danno una sicurezza di tenuta
buona
Sono d'accordo. Semi riassorbibile va molto bene. In alcuni casi, per via anteriore, invece se devo, sì non mi piace tantissimo, ma se devo usare un ombrellino, un paracadutino, un plug, allora quello sì che sia riassorbibile.
E la rete sopra invece è semi-riassorbibile o questo e questo.
Tornando al discorso delle reti, non per le ernie inguinali, più usciamo un attimo, però nei laparoceli io ho fatto un grosso rientro. Io ero uno dei fattori della Paroscopi, non so quanti ne ho fatti in diretta con Giorgio e in altri congressi.
e poi col tempo, piano piano, qualche fastidio l'ho visto nei pazienti
e ho anche tolto qualche rete che allora in primi tempi
mettevamo delle bei lenzuoli, insomma, per cui qualche fastidio
soprattutto per il paziente, certo, ma anche per me che ero stato l'operatore
c'è stato e allora, da allora, sono ritornato un po' indietro.
per la linea inguinale invece no
assolutamente d'accordo
la rete non riassorbibile
nella TAP va benissimo
o anche semiassorbibile
Giorgio come vedi
viste le domande e viste le risposte che stiamo dando
dobbiamo organizzare un evento
sulle protesi
assorbibili, non riassorbibili, semiassorbibili
questo è un argomento che
ti interessa per noi e per le aziende
quindi questo è un qualcosa che dobbiamo
secondo me sviluppare
Piuttosto che dire per il laparocele e per l'ernia, ma le caratteristiche intrinseche delle protesi, dare una cultura generale per tutti noi è importante.
importante. Dettoci questo abbiamo un'ultima domanda che è lunga e devo dire un po' complessa
perché l'ho letta ora una volta ma non è forse stata buttata giù un po' velocemente perché dice
buonasera se durante il trattamento di una doppia recidiva di ernia crurale trattata precedentemente
per via anteriore e corretta la terza volta per via open e videolaparoscopica quindi non so cosa
Si individua una crurale controlaterale asintomatica, è indicata la correzione anche della controlaterale e nel caso di un trattamento laparoscopico di un'ernia otturatoria, l'osservazione intraoperatoria di un'otturatoria controlaterale è indicata la correzione bilaterale?
è un po' complessa. Ciò che possiamo dire è che c'è una differenza importante tra la crurale e l'otturatoria. Quando è una crurale va sempre corretta, l'ha detto pure prima il professore Novellino, perché sono quelle più a rischio di complicanze rispetto ad un'otturatoria.
ma in ogni modo se noi facciamo
una laparoscopia e troviamo
vuoi un'otturatoria ma vuoi
naturalmente una crurale vanno sempre corrette
cioè tutto ciò che possiamo correggere
dobbiamo correggere nel momento in cui abbiamo
una chirurgia di parete
differente è se stiamo facendo come l'abbiamo detto
un altro tipo di intervento laparoscopico
e ci andiamo a trovare un'ernia
un colon piuttosto che con l'ernia iatale
e ci andiamo a trovare un'ernia
vuoi otturatoria vuoi crurale
a quel punto vuoi per un problema
di consenso informato andrebbe un attimo in assenza di sintomi condiviso con il paziente
l'approccio piuttosto che trattamento in un unico tempo anche anche importante nei casi come come
possono succedere un po complessi un po così di recidive quello e quell'altro cioè io faccio
sempre fare un attacco cioè perché va bene l'esperienza va bene quello va bene quell'altro
però avere anche delle immagini
ma fai fare una TAC
prima delle ernie inguinali
in caso di recidive
in caso di situazioni
difficili che con la clinica
che con la visita, semplice visita
non riesco ad essere convinto
le faccio fare una TAC in bianco
tranquillamente
io confesso che non lo faccio fare
sempre di routine nelle recidive
però insomma
sicuramente è un'informazione
iconografica
maggiore. Mi riguarda l'esperienza
della laparoceli che lì, sì, voglio
parlare. Parliamo dell'ernia inguinale
diverso certamente dalla laparoceli perché
vuoi avere impegno di ansia. Però in alcuni
casi mi è successo di dire
no, qui è meglio che facciamo un attacchio
in bianco e vediamo un attimo com'è la
situazione.
Anche davanti a formazioni
che danno delle tumefazioni inguinali
che però non sei convinto
non ti va dentro
ma sei convinto che è un'ernia
ecco hai ragione
sono poche ma può essere
sono poche
mi è capitato la settimana scorsa
di una cisti
del funicolo
che era stata scambiata
per una
per cui
mi sono trovato poi dopo a fare una incisione
toglie la cisti del funicolo
è una banalità
è chiaro
Giorgio a te i saluti
allora grazie a tutti perché è stata
senz'altro una sessione molto
interessante abbiamo visto molti
partecipanti e ovviamente c'è chi entra
resta dieci minuti chi è rimasto invece
tutto il tempo però insomma il numero
complessivo totale ha superato i 300
che è una grande cosa certo chi è
rimasto dieci minuti non avrà
l'attestato di partecipazione perché
almeno il 40 per cento della presenza
bisogno farlo. Gli attestati arriveranno
nei prossimi giorni
e mi raccomando
controllate anche nello spam
perché spesso e volentieri
quando c'è un allegato sull'email
va nello spam. Scusate
se faccio anche queste comunicazioni di servizio
ma poi la gente telefona
non mi è arrivato l'attestato perché
allora, meno del 20%
di presenza, niente attestato
chi ha superato il 20%
di presenza con le nuove
tecnologie sappiamo vita e morte
è miracolo sappiamo che a casa di Lorenzo
Novellino c'era qualcuno che si muoveva
dentro casa perché c'era il segnale
che andava su e giù
del wifi quindi quando io vi dico
cavo di rete è il cavo di rete
ragazzi
grazie
grazie Giorgio, grazie Lorenzo, grazie
Francesco, grazie a voi
una bella serata, grazie a tutti
grazie a voi
ciao
7 febbraio, ciao
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