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10° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 3° SESSIONE LA FORMAZIONE CONTINUA IN SALA OPERATORIA: ISTRUZIONI PER L’USO Presidente: S. Casarano (Tricase – LE) Moderatori: L. Cappelli (Bari) La formazione continua obbligo legale o imperativo etico? R. Cipri (Bari)
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Abbiamo chiuso parlando di formazione di base, quella formazione che di fatto abilita il professionista
all'esercizio professionale o lo specializza, adesso invece parliamo di formazione continua
che è di fatto quella formazione che deve accompagnare il professionista della salute
lungo tutta la sua vita professionale.
A questo proposito invito il primo relatore che è Rosa Cipri, infermiera coordinatrice del blocco operatorio dell'ospedale Sarcone di Terlizzi e componente del comitato scientifico AICO Italia.
L'argomento segnato è proprio quello relativo alla formazione continua, obbligo legale o imperativo etico.
Buongiorno a tutti. Mi rendo conto che l'ora è poco propensa a parlare di un argomento fra l'ossico, fra come dicono spesso i miei infermieri,
devo avere i crediti sì o no, devo fare questa cosa sì o no, perché mi tocca, perché la faccio.
Io non mi sento in questo momento di non dirvi che la formazione continua e sia un obbligo legale ma soprattutto un imperativo etico.
Io comincio con le conclusioni della mia relazione, cioè noi partiamo dal presupposto che al di là di quello che è la norma, di quello che è adesso il sistema sanitario nazionale, noi comunque come infermieri nasciamo proprio come una professione antropofila, come una professione di aiuto.
E quindi anche nel nostro codice diontologico sono presenti tanti riferimenti alla formazione continua.
Quali saranno i modelli concettuali, i modelli logici su cui si articola questo mio discorso oggi?
Innanzitutto su quelli che sono i modelli istituzionali, quindi andremo chiaramente a parlare di che cosa?
di educazione continua in medicina, ormai quello stemmetto lo conosciamo tutti, è presente sui nozzi attestati dei crediti formativi, andremo chiaramente a definire chi è Agenas, andremo a definire il COGEAPS, forse non tutti sanno che esiste una anagrafica delle professioni sanitarie che si chiama COGEAPS e una banca dati dove sono inseriti dai provider a fine evento tutti i nostri crediti formativi.
E quindi poi in ultima analisi la novità che anche abbiamo avuto modo di poter vedere che in alcune regioni è stata sperimentata il 4 e 5 di novembre c'è stata a Roma la quinta conferenza sull'educazione continua in medicina dove appunto ci sono già regioni che hanno messo in atto, che hanno sperimentato il modello del portfoglio formativo o dossier formativo che si voglia.
Quando parliamo di imperativo etico io già vi ho portato alle conclusioni della mia relazione. In pratica noi vediamo che nel capoterzo articolo 11 il codice odontologico cosa recita?
che l'infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate, quindi aggiorna il proprio
sapere quotidianamente, oserei dire. E io prendo a nome una bella frase di Montagnier che se lo
dice lui lo possiamo ottenere anche noi come monito. È evidente che i progressi della medicina e
della scienza sono talmente importanti, innovativi, che si deve studiare tutta la vita per essere
E in effetti io mi trovo perfettamente in linea e d'accordo con questo proposito. Poi vedremo come si fa, come ci scegliamo anche la formazione perché col dossier formativo è stata messa in atto anche una libertà di scelta della propria formazione.
Un moderno professionista oggi quindi anche la formazione più che obbligo, più che potere diciamo che è proprio imperativo ed è ontologico è richiesto anche in epoca di spending review dove si dà veramente risalto a quelli che sono le figure umane, cioè alle risorse umane.
Andiamo a vedere che oggi un moderno professionista di qualità deve avere degli strumenti perché deve garantire un'efficienza di costosi prodotti produttivi, deve garantire l'efficacia e l'appropriatezza delle pratiche professionali e come la garantisco se io non sono formato, non informato, formato.
La buona gestione delle relazioni umane e professionali come competenze non tecniche e sono comunque anche queste da tenere presente nelle core competence proprio dell'essere un professionista della salute, non solo infermiere.
quindi questo processo è sicuramente un processo long life che parte dall'accesso agli studi di base
e termina purtroppo per noi al termine della nostra vita professionale se non appendiamo il camice al chiodo
se poi andiamo a fare i liberi professionisti a 60 anni io ho intenzione di appenderlo, basta
Basta. Quindi, come vedete da questa bella vignettina che mi sono trovata, è che comunque, ecco, come noi appariamo agli altri, qual è l'impressione che gli altri hanno degli infermieri?
Alcuni dicono, sì va bene, la laurea, il profilo, il codice, spesso e volentieri anche nelle nostre unità operative, il sentire parlare del dottore infermiere qualche volta fa sorridere qualche medico, qualche ghigno, c'è.
Comunque noi siamo cambiati, dobbiamo cambiare ancora di più e comunque dobbiamo convincerci che il cambiamento è necessario. Quindi etica e legalità sono chiaramente unite, una entra nell'altra, l'altra entra pure.
Quindi come vedete nell'aggiornamento è importante proprio il fatto stesso di fare parte di un corpo professionale, quindi di un corpus anche etico e poi tra l'altro anche di tante norme che adesso andremo a guardare a cui dobbiamo sottostare.
Ma la norma secondo me viene in secondo piano, in primo piano è proprio l'imperativo etico.
L'educazione continua in medicina, quindi è il processo attraverso il quale il professionista della salute dovrebbe mantenere aggiornato il proprio sapere.
Come sapete ormai era prassi comune, lo sappiamo tutti, diciamocelo molto francamente,
In passato chi ha voluto aggiornarsi lo faceva a spese proprie, per proprio conto, oppure per esempio non dimentichiamo dei grandi viaggi all'estero per questa pseudo formazione, quindi ben venga all'avere normata l'educazione continua.
E' chiaro che sta a noi non farla diventare una mera raccorsa di punti, anche perché dobbiamo imparare che la misura della competenza in ECM, che chiaramente non è altro che il credito formativo, è la misura dell'impegno che ci mettiamo.
Spesso e volentieri, vi do delle note tecniche perché comunque mi occupo di accreditare gli eventi per IcoProvider, che la misura dell'impegno è il credito formativo.
Adesso sappiamo tutti che per partecipanti da 1 a 100, cioè se abbiamo 100 partecipanti in un'aula, il bonus formativo che abbiamo è di un credito ora.
Se facciamo della formazione interattiva ogni ora viene capitalizzata come 1,5 crediti formativi. Questo perché? Perché comunque adesso i provider non abbiamo più l'accreditamento dell'evento come succedeva fino a non molto tempo fa, adesso il provider si è accreditato.
Che cosa vuol dire? Il provider mette di fronte al Ministero della Salute, stende tutta quella che è la sua rete che usa per fare formazione, quindi dovremmo avere sicuramente una formazione di qualità.
Io da questa ultima conferenza che c'è stata vedo che molto è cambiato, che è chiaramente stata fatta una grossa scrematura dei provider, sono stati appunto individuati quei provider che hanno veramente i requisiti per fare della formazione seria perché spesso e volentieri un infermiere, non parliamo dei medici, un infermiere di sala operatoria si va a fare un bel corso su per esempio l'assistenza domiciliare integrata.
Un infermiere di A a D che comunque deve raccogliere i bollini si va a fare un bellissimo corso sulla chirurgia robotica. Cominciamo a guardare questi aspetti, cominciamo a vedere anche che cosa propongono poi i provider, se hanno un piano formativo adeguato, se sono adeguatamente calati anche nella realtà.
Quando mi vado a scegliere la mia formazione, devo vedere che cosa scelgo e poi vediamo perché. Quindi adesso in Agenas convergono tutte quelle che sono le attività anche formative, non solo di altro.
Io vado avanti, quello che mi interessa dirvi e dove io davvero che vorrei focalizzare l'attenzione è che il COGEAPS che è il detentore della banca data dei nostri crediti è quell'organismo che poi andrà a fornire tutte le notizie ai nostri ordini e collegi.
In maniera tale che sarà poi l'ordine e il collegio a certificare la competenza dell'infermiere.
Noi siamo infermieri, parliamo di infermieri, dei medici, non ci interessa in questo momento.
Quindi come vedete è molto bella questa cosa perché comunque una gestione centralizzata ci permette innanzitutto di vedere a che punto è la nostra formazione.
Se i nostri crediti sono stati effettivamente registrati si può accedere anche al COGEAPS, fra un po' vi do una notizia, là dove noi andremo addirittura a farcelo, a crearcelo con il COGEAPS.
Nella sessione MyHCM, se siamo bravi a smanettare su internet, ci andremo a creare quello che intendiamo fare della nostra formazione, quindi il nostro portafoglio formativo.
Io quello che mi preme per semplificare un sistema che è davvero complesso, quello dell'educazione continua in medicina, noi sappiamo benissimo che nel programma di educazione continua che confluisce in questa grossa casa comune che è Agenas, dove confluisce anche il COGEAPS,
è chiaro che ci sono delle regioni che si sono create in autonomia il loro sistema di accreditamento
che chiaramente nulla toglie a quella che confluisce, è chiaro, con l'accordo Stato-Regioni
anche nella grande casa che è appunto Agenas.
Quindi i crediti ottenuti sia con l'accreditamento nazionale che con l'accreditamento regionale
hanno appunto la stessa valenza.
E arriviamo alle sanzioni.
Noi sappiamo benissimo che con il decreto legislativo 138 del 2011 prevede l'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua.
E continua. La violazione dell'obbligo di formazione determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito
dall'ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione. A questo punto mi aspetto, ma io non ho il tempo, io non posso andare a formarmi,
io non so come fare e quant'altro. Andiamo avanti e poi ce le diamo le spiegazioni. Quindi le tipologie di crediti che possiamo acquisire,
Queste notizie ve le voglio chiaramente dare. È chiaro che noi dobbiamo acquisire in ogni triennio, quindi dal 2010 al 2013, 150 crediti formativi. Di questi 150 crediti formativi ECM è chiaro che alcuni di noi sono stati anche sponsorizzati per venire qui.
Qualcuno di noi è sponsorizzato e reclutato dalle aziende per fare formazione. Ebbene nel computo del triennio non possiamo produrre più di 50 crediti ottenuti con la sponsorizzazione.
E' chiaro che nelle schede di provider intelligenti, provider accorti, nella scheda di iscrizione chiedono sponsorizzato? No, e comunque è molto importante anche questo perché nella certificazione, ecco il ritorno, il COGEAPS saprà che tu hai per esempio 80 crediti formativi sponsorizzati.
Quei 30 non sono chiaramente utili alla nostra formazione continua. Fino a poco tempo fa per gli infermieri non era possibile ottenere il 100% della formazione con la FAD, oggi è possibile anche ottenerlo, anche grazie alle tante pressioni che sono state fatte sulla Commissione nazionale continua in medicina e quindi anche noi li possiamo fare.
Quindi se quell'anno non abbiamo tempo di farci della formazione residenziale qualche corso FAD lo possiamo benissimo fare. Io credo molto nella formazione a distanza. All'inizio ero molto scettica perché comunque mi rendevo conto che alcuni progetti FAD si potevano svolgere anche passando l'aspirapolvere a casa.
Io purtroppo a casa devo passarla, quindi si poteva fare benissimo così. Oggi dei progetti FAD di qualità non ti permettono di fare questo, ti permettono che devi avere una grossa attenzione a quello che stai facendo, quindi la formazione è veramente valida.
quindi mi preme dirvi anche questo
non per bacchettare ma quando si fa la formazione continua
bisogna essere, ecco il dovere etico
oltre che il dovere morale
essere presente al 100% dell'attività formativa
non esistono sconti
se io sono nell'altra sala va bene
noi abbiamo una bella sala multimediale e interattiva
però io devo essere qui presente alla formazione. Questo sia ben chiaro.
Chi è esonerato dai corsi formativi ECM? Chiaramente chi è in aspettativa per la gravidanza,
chiaramente per il periodo più lungo, per esempio se il bimbo deve nascere a febbraio
l'aspettativa più lunga è quella dell'anno prima, quindi per quell'anno siamo esonerati.
Poi chi frequenta un percorso di specializzazione, master e altro e chi soggiorna all'estero per giustificati motivi o per attività lavorativa.
E' chiaro che andremo poi a vedere come ci saranno date sicuramente delle istruzioni operative per come comunicare per esempio al collegio che per quell'anno noi non abbiamo fatto della formazione continua proprio perché eravamo semmai impegnati in un lavoro all'estero o avevamo fatto un master o altro.
E parliamo di quella che è la novità, il dossier formativo. Il dossier formativo è in pratica uno strumento di valutazione, di programmazione del percorso formativo di ognuno di noi.
Si direbbe che non è un portfoglio delle competenze ma può essere considerato un precursore ed è comunque anche corregato al profilo professionale.
Perché vi dico questo? Perché come prima avevamo detto quasi con il sorriso sulla bocca che andiamo a farci corsi semmai dei quali non ce ne interessa niente, spetterà poi proprio all'ordine professionale, al collegio o ad altro, alle associazioni, perché ci sono anche delle professioni che non hanno ordini e collegi, di vedere se è veramente congruo quello che io ho fatto.
Se io sono un coordinatore infermiere, e vi assicuro che corsi per coordinatori infermieri di sala operatoria ce ne sono davvero pochi,
quindi io devo dimostrare come mi sono formata, qual è poi la spendibilità che il mio percorso formativo che ho fatto ha.
Ebbene, quando parliamo di dossier formativo è chiaro che andiamo a vedere che possiamo averne di due tipi.
Quello di gruppo e quello per esempio individuale. Entro nel dettaglio. Se io sono un'infermiere di sala operatoria, per conto mio, se sono un'infermiere che dal punto di vista etico vuole migliorare la propria attività lavorativa, le proprie performance, è chiaro che c'è un'autovalutazione di quello che è il nostro operato.
Io per esempio se mi dovesse approcciare a una sala operatoria che è diversa da quella dove sto, tipo la chirurgia bariatrica, chirurgia plastica ed oculistica, se dovesse andare in una sala operatoria di ortopedia io chiaramente non saprei da dove cominciare, da come fare gli ordini ad altro.
Quindi ognuno di noi cerca di creare quello che è il dossier in base a quelle che sono le sue carenze, quelle che crede che siano le sue carenze culturali e soprattutto dobbiamo anche lasciare un margine a quelle che sono le competenze non tecniche,
quindi corsi di comunicazione, corsi dell'inglese scientifico, quelli chiaramente sono trasversali,
quelli sono trasversali a tutti i professionisti infermieri, quelli tecnici sono chiaramente tecnici.
Esiste anche un dossier formativo di gruppo, in pratica un'azienda sanitaria dovrebbe comunque creare un dossier,
gli uffici formazione dovrebbero comunque creare per esempio il dossier formativo per l'infermiere di area medica,
Un dossier formativo per l'infermiere di aria chirurgica. Direi di più, mi è venuta l'idea quando stavamo al forum ECM che potremmo creare come AICO, se ci aiutate anche voi, un dossier formativo di infermiere di sala operatoria.
Perché no? Si potrebbe pensare con l'aiuto di tutti. Quindi questa sarebbe anche una dimostrazione di come l'infermiere con etica e legalità crea proprio la propria formazione continua.
E questo è segno anche di libertà perché comunque il dossier formativo non è soltanto un accumulo, una esplicitazione di quelle che sono i nostri saperi in educazione continua ma chiaramente può essere e sicuramente è una espressione dell'autonomia professionale.
Perché io professionista, se io mi accorgo, cioè io lo dico sempre anche agli infermieri in sala, io vi verrei a dare una mano o la do, ma più che spesso e volentieri fare degli atti tecnici, lavare i ferri, incannulare una vena, in sala, io faccio chirurgia bariatrica, è chiaro che non ho la velocità, la competenza che ha un infermiere che quotidianamente è lì in sala operatoria e che semmai conosce quante clip deve dare, cosa deve fare, quali sono gli strumenti,
li conosco, li ordino, ma sicuramente sarò lenta e ci metteremo due anni, quindi ho ognuno il ruolo e chiaramente c'è una competenza di ruolo.
Quando si parla di sanzioni per la mancata formazione, proprio a Roma un po' di tempo fa venne fuori che alcuni iscritti dell'ordine dei medici di Roma
Roma avevano ricevuto una mail con il quale veniva richiesto un contributo in
danaro per chi non aveva fatto la formazione. Ebbene, ve l'ho messa questa
notizia proprio per sorridere un po' perché a tutt'oggi non sono chiari quali
sono gli elementi sanzionatori. C'è chi dice che a livello di contrattazione
decentrata chi non si è formato non avrà chiaramente i piani della
produttività o altro. Comunque c'è ancora molta confusione.
Quindi noi dobbiamo andarci a formare non perché saremo sanzionati ma perché comunque crediamo in un'agire professionale anche aggiornato e soprattutto allineato con quelle che sono le ultime evidenze scientifiche.
Concludo. Il professionista nella salute oggi non può non avere nel suo bagaglio formativo, nella sua valigia i 150 crediti, ma non perché c'è una legge che ce lo dice,
Ma perché comunque noi sappiamo benissimo che laddove non siamo culturalmente all'altezza della situazione è chiaro che chi ne soffre per primo è l'utente.
Un utente che si avvale di professionisti non specializzati facciamo un danno sia all'utenza che all'intero sistema sanitario.
Io spesso mi ritrovo a dire che il personale infermieristico è insufficiente, bene, io vi parlo di quella che è la mia esperienza.
Nel mio blocco operatorio quando ci sono le giornate formative a cui veramente gli infermieri tengono e che veramente sono propedeuti,
che stanno facendo adesso dei corsi per l'inserimento dei PIC, che stanno facendo degli altri corsi anche molto belli,
spesso e volentieri chi rimane in sala o autorizziamo dello straordinario per la copertura a turno oppure per quel giorno entro io in sala e per quelle che sono le mie competenze cerco di dare una mano affinché,
Perché nella mia azienda abbiamo cominciato a pensare nella programmazione anche delle ferie, dei congedi e tutto quanto di mettere in conto veramente quelle che sono le famose otto giornate per i crediti formativi e in più c'è una bella cosa che sta andando avanti per quanto riguarda la checklist, stiamo implementando proprio dei percorsi sulla sicurezza quindi questo vuol dire anche che se il collega si va a formare,
Oggi tocca a me, domani tocca a te. Comunque si può benissimo fare un discorso di questo tipo e comunque se ne avvantaggia tutto il corpo professionale.
Ricordiamoci che la formazione costa, la buona formazione costa. Quando andiamo a guardarci un progetto formativo andiamo a guardare l'obiettivo di quell'evento qual è.
Perché noi vediamo benissimo che ci sono degli eventi che effettivamente ci fanno comodo, giusto perché sono a Roma piuttosto che a Milano, piuttosto che l'azienda che ce lo sponsorizza.
Impariamo a pensare a quello che mi serve. Se io so che ho delle carenze io vado a cercare quell'evento che mi serve.
È vero che se un'azienda seria mi crea un portfoglio mi devo mantenere anche all'interno di quello che è il mio portfoglio.
Per esempio se io che sono infermiere di sala operatoria mi vado a fare, e spesse volte vedo molti colleghi, mi vado a fare un corso per stomatoterapia, mi vado a fare un corso che è bello 50 crediti su quelle che sono le piaghe da decubito.
Bene, sono competenze che attengono al profilo professionale dell'infermiere ma nel tuo specifico quotidiano che spendibilità se Rosa Cipri si va a fare un corso sulle piaghe ad adicubito ha piuttosto che come fare perché io credevo di non fare mai la ragioniera ma faccio più la ragioniera che l'infermiera perché comunque i coordinatori purtroppo devono fare anche i conti col budget.
Quindi è bene che io vada a farmi un conto sull'HTA, sulla tecnologia, su come devo sistemare la tecnologia in maniera più adeguata, non vi pare? Quindi cominciamo a pensare in questa ottica, solo così faremo veramente della formazione adeguata, giusta per noi ma giusta anche per l'utente e per il sistema sanitario tutto.
Io vi dico che c'è anche questo mito da sfatare, che l'obbligo all'ECM non è gratis, il professionista sa che la sua formazione continua se la deve anche pagare.
Perché purtroppo chi scrive è un avvocato, è l'avvocato Barbieri che comunque dice che c'è stata proprio una sentenza della Corte di Cassazione che dice che per l'azienda non era importante formare.
Quindi facciamo pressione sulle nostre aziende perché comunque è giusto che sia così perché se l'azienda ha una mission questa mission deve passare anche attraverso la formazione perché se no non è un'azienda seria.
Quindi possiamo fare pressione con tutti i nostri canali, con i sindacati o con qualche cos'altro.
E comunque ve lo dico, ve l'ho detto sempre, ho stressato molto questo concetto, la formazione in ECM non deve, non può essere una raccolta di bollini punti come i punti per la spesa.
Deve essere una raccolta di saperi perché l'uomo che sa effettivamente agisce meglio. Io ho una visione molto socratica della vita, io so di non sapere, proprio questo sapere di non sapere qualche volta mi spinge ad andare oltre.
Questo è quello che provo io Rosa Cipri, io non so qual è la molla che può spingere voi, però ricordatevi che allinearsi a questo modo di lavorare e diventare dei professionisti seri perché spesso e volentieri non siamo credibili e non siamo anche rappresentativi con gli altri professionisti nel blocco operatorio.
Io vi chiedo scusa per l'emotività che ci metto perché io ci credo in queste cose e vi auguro buon pomeriggio.
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