Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
13° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 1° SESSIONE ESIGENZE CHE EMERGONO, INFERMIERE CHE CAMBIA TECNOLOGIA, COMPETENZE ED UMANIZZAZIONE Saluti Inaugurali Prof. G. Palazzini, Dott. B. Tomei, Dott. S. Casarano Moderatore M. Caputo (Bari) Esperienza di evoluzione tecnologica di un blocco operatorio C. Marnetto (Arezzo)
Questo video non è ancora stato analizzato
Accedi per avviare l'analisi AI o la trascrizione.
Invitiamo l'ultimo relatore di questa prima sessione, il collega Marnetto Claudio, coordinatore del blocco operatorio di Arezzo, che ci parlerà dell'esperienza di evoluzione tecnologica di un blocco operatorio.
Buongiorno a tutti, un'aula pienissima. Ringrazio l'organizzazione, ringrazio Aico per averci invitato. Per un romano che vive in Toscana, tornare a Roma e parlare davanti a tanta gente è un po' emozionante.
Il mandato che mi era stato dato non era molto semplice per me perché o lo banalizzavo nel senso che vi faccio vedere tutti i device, tutte le cose che conoscete meglio di me perché parlo a un pubblico esperto, non parlo a gente sproveduta.
E quindi mi sono domandato, come un bambino guarda dalla finestra incuriosito, vede quello che c'è all'esterno, da dove viene tutta la tecnologia che noi utilizziamo, le sale operatorie, quali sono le strategie aziendali, quali le strategie sociali ed etiche.
ma soprattutto nella quotidianità del nostro lavoro
siamo abituati a fare le cose meccanicamente
mai soffermarci su effettivamente quello che facciamo
conosciamo veramente la definizione di un blocco operatorio
cos'è, dove siamo, quello che c'è veramente dentro
quello che viviamo quotidianamente
stiamo ore e ore all'interno dei blocchi operatori
a fianco dei chirurghi, a fianco dei colleghi ossa, a fianco dei tecnici
È un complesso architettonico, impiantistico, ci sono impianti delle più svariate tipologie.
È a bassa carica microbica, noi respiriamo l'aria, sembrerebbe di stare in una stanza di casa,
invece siamo in un ambiente totalmente asettico.
È distinto perché è una piastra, ma contiguo alle altre strutture ospedaliere, perché tutte afferiscono a noi.
Noi siamo il cuore dell'ospedale, attorno alla piastra operatoria ruotano le degenze, ruota il DEA, che poi vedremo.
Ed è indispensabile ovviamente per effettuare interventi chirurgici.
I requisiti previsti, li conosciamo tutti, comunque ve li rielenco, sono tecnico-impiantistici,
se non ci sono questi requisiti non si può aprire un blocco operatorio.
strutturali, igienico-ambientali, organizzativi, gestionali, da non sottovalutare.
Io vi parlerò un po' più di organizzazione e gestione.
I requisiti tecnico-impiantistici, queste sono tutte curiosità che io sono andato a vedere,
alcune non le conoscevo e ve le propongo proprio come curiosità e come stimolo
proprio per magari un approfondimento successivo.
L'impianto di ventilazione, quindi dobbiamo avere un microclima adeguato,
un'umidità, una ventilazione. Queste sono tutte tecnologie che noi utilizziamo giornalmente
senza rendercene conto. Chiamiamo il tecnico della manutenzione per l'umidità, io non
so quanti, dice il chirurga, caldo, freddo, credo che siano problemi comuni a tutti. L'impianto
elettrico, l'impianto dei gas medicali, l'impianto idrico-sanitario, dovremmo avere un'acqua
totalmente diversa da quella del restante complesso ospedaliero
e l'impianto della rete telematica che nell'ultimo decennio ha avuto uno sviluppo enorme.
Questa è una simulazione di una planimetria di alcune stanze operatorie.
I requisiti igienico-ambientali, quindi agenti fisici, chimici,
la contaminazione parcellare, la differenziale, determinazione del rumore.
immaginate la prevenzione quando viene nei nostri blocchi operatori
tutta poi la formazione che fa durante l'anno nei piani formativi
io credo anche voi avete degli stimoli da parte della prevenzione
gli agenti chimici col protossido di azoto che noi non abbiamo più
ma stiamo reintroducendo con le bombole tipo dentista per l'isteroscopia
perché effettivamente le signore che vengono a fare l'isteroscopia operativa
poi dopo hanno dolore, un ospedale con dolore non va bene, e gli allogenati.
I requisiti organizzativi, ho sentito i colleghi che hanno dato molti stimoli, molte chiavi di lettura,
i requisiti organizzativi questi sono minimi, minimi, del decreto del 97,
due chirurghi e due infermieri anestesista, un chirurgo e un infermiere per la chirurgia ambulatoriale.
Ma noi dobbiamo dare la miglior risorsa possibile per tipologia di intervento.
Su un intervento di chirurgia vascolare, un aneurisma con endoprotesica, con recupero sangue intraoperatorio,
quindi immaginate, sentite, già quante macchine utilizziamo in quel momento.
Non certo si può lavorare con due infermieri, due chirurghi e un anestesista.
Non so se siete d'accordo.
Io ancora ci riesco, noi ancora ci riusciamo.
Questo cosino, ecco, andavo troppo avanti.
L'infermiere del blocco operatorio, qual è il compito che svolge all'interno?
C'è lo strumentista, che come vedremo più avanti, vedrete da dove origina lo strumentista,
il supporto all'anestesia, perché noi non abbiamo più di infermiere anestesia,
lo strumentista, l'assistente di sala, la PACU, che è il post-operatorio,
dove ci lavora il personale dedicato delle terapie intensive.
Di che? No, ma le abbiamo create noi all'interno del blocco operatorio però, tutte le persone che hanno, sì no lo gestisco io, però è personale dedicato, non gira, non ruota, e allora mi sono domandato ma da dove viene tutta questa tecnologia?
Quali sono le strategie? Cosa c'è dietro veramente? E alcune cose io non le conoscevo. Conoscevo l'ingegneria clinica, come diceva il collega Liguori, conoscevo tante piccole cose, ma sono andato un po' più sullo specifico.
Quindi la tecnologia in sala operatoria è progettazione ed aspetti gestionali, non si prescinde da questo, e quindi il Lilt Technology Assessment, che è un processo multidisciplinare che studia le implicazioni di natura clinica, organizzativa, economica,
Guardate quante parole, clinica, economica, organizzativa, sociale, etica, sicurezza, quello che diceva il collega, perché dobbiamo lavorare sempre in sicurezza, in maniera di introduzione, diffusione ed utilizzo delle tecnologie sanitarie.
Quindi a monte c'è tutto questo lavoro, che noi giornalmente facciamo, che conosciamo, però siamo talmente distratti dalla routine, dal tran tran quotidiano, che non ce ne rendiamo conto.
Uno degli obiettivi principali del piano strategico dell'HTA è quello di creare occasioni di dialogo e di integrazione sugli interessi e le varie esigenze dei membri e delle discipline che hanno però contesti diversi.
è multidisciplinare, c'è l'ingegnere, c'è l'infermiere, c'è il medico, c'è il chirurgo, c'è l'anestesista,
con lo scopo di contribuire a costruire, c'è la direzione sanitaria, quindi i medici di presidio,
scopo di contribuire a costruire reti internazionali di sostegno e collaborazione.
Questa associazione quindi si è messa in rete, come le linee guida sono in rete,
perché non possiamo più prescindere di essere in rete, anche noi dovremmo essere tutti in rete.
La domanda che viene spontanea è, ma l'HTA può essere impiegato anche sulle politiche di disinvestimento
oltre che quelli di investimento? Certo che sì.
Quindi massimizzare il valore dell'HTA chiudendo il ciclo di vita delle tecnologie
perché le tecnologie obsolete, la sostituzione di una tecnologia piuttosto un'altra,
Abbiamo detto prima, ci diceva il collega, del televisore, dei quei monitor ingombranti e la sostituzione con i monitor attuali.
In Italia siamo arrivati un po' dopo. In America sono partiti nel 67 e noi siamo arrivati nel 2003.
Però ci siamo arrivati. Quindi con un progetto finanziato dal Ministero, aveva come oggetto la qualità e la sicurezza del sistema sanitario nazionale,
è stato realizzato questo network italiano dell'Health Technology Assessment
e ha formulato nel 2006 la carta di Trento sulla valutazione quindi delle tecnologie che noi utilizziamo qui in Italia.
Questa è una società scientifica e nel 2007 dalla società scientifica dell'Health Technology Assessment
che è una società multidisciplinare come dicevo perché se non coinvolge tutti
Tutti, come diceva anche il professor Palazzini, non c'è sanità, non c'è collaborazione, non c'è intervento che tenga, non c'è tecnologia, perché se il chirurgo non dà l'indicazione a chi produce il macchinario, il macchinario non è atto all'intervento.
quindi promuovere l'HTA attraverso formazione, congressi, iniziative culturali
e di favorire sinergie nazionali ed internazionali
entra in gioco quindi in Italia l'Agenas
che è l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali
che svolge un ruolo di collegamento
di collegamento e di sopporto decisionale
perché ha potere decisionale
per il Ministero della Salute e le Regioni
quindi sulle strategie di sviluppo del servizio sanitario regionale
sentivo ieri nella riunione che ha fatto AICO
che menzionava Agenas anche sulla formazione.
Quindi una revisione sistematica degli strumenti, metodologici,
perché c'è una metodologia di lavoro, si lavora su linee guida precostituite
e sulla revisione. Funziona malino, eh?
Quindi questa associazione è una rete di collaborazione tra le tecnostrutture delle regioni e Agenas.
L'iniziativa, vedete, nasce nel 2009, sviluppa progetti,
interventi volti ad utilizzare le valutazioni sistematiche delle tecnologie sanitarie
nell'ambito dei servizi sanitari regionali, perché noi abbiamo tanti servizi sanitari regionali.
La rete è stata istituita con un accordo tra agenzia, regioni e pubblica amministrazione.
L'intento è quello di avere iniziative comuni, supporto reciproco, collaborazione tecnico-scientifica.
gli ambiti relativi di maggior interesse anche per l'Agenas sono quelli di avere rapporti con decisori e collaborazioni internazionali, da cui non possiamo più prescindere, cioè non si vive più nel guccio nostro.
Allarghiamo la mente. Quale scenario quindi? Una sfida per i chirurghi e altri decisori per la dinamicità con cui si sviluppano nuove tecnologie.
Non faccio neanche tempo di utilizzare una macchina e subito ne viene un'altra.
Ora non volevo fare pubblicità su alcune suturatrici.
Gli ospedali vengono stimolati a prendere decisioni prima che ci siano, cioè vengono stimolati prima, celermente.
Gli ospedali si affrontano per distinguersi gli uni dagli altri, abbiamo sentito Tricasa, abbiamo sentito Modena, sentiamo Arezzo, sentiamo Roma.
insomma il gemelli con la collega che saluto, le compagnie di assicurazioni non vogliono contrabbilanciare interventi che non hanno dimostrato un valore aggiunto, quindi deve essere mirata, la tecnologia più recente viene spesso percepita come il miglior trattamento, è generalmente più costosa e può non essere necessaria,
Quante volte magari utilizziamo una tecnologia che viene poi piano piano abbandonata?
E lì sono soldi.
Il dibattito è anche di natura etica, perché la persona che riceve il trattamento percepisce e vuole il miglior trattamento per sé.
Quindi non è detto che veramente una tecnologia poi tanto costosa sia quella più efficace su quella persona.
Il processo invece decisionale dell'HTA è basato sulla ricerca di informazioni per ridurre l'incertezza circa i vantaggi e svantaggi dell'innovazione.
Il modello PULS, sembra oggi più adatto a guidare i chirurghi in questo processo, vedete l'organizzazione, la clinica, la pratica, la tecnologia, chi lo usa, l'economia, oggi è fondamentale l'economia anche, la fase di sintesi e poi la divulgazione.
L'elemento clinico quindi riflette tutte le evidenze cliniche del trattamento che il paziente riceve, le variabili che si sovrappongono possono essere le condizioni di medio utilizzo, le condizioni ideali di impiego, quella che è la reazione psicologica del paziente viene vissuta in un altro contesto.
L'elemento economico, tanto che ha le nostre direzioni attualmente, è l'analisi di efficienza dei costi con il termine costi, intendiamo i costi sia per l'ospedale che per quelli sociali perché noi dal sociale non possiamo prescindere perché i finanziamenti ci vengono da tutti noi praticamente.
L'elemento organizzativo, meso e macro nei confronti dell'adozione e dell'attuazione chirurgica, si contraddistinguono quindi quelle grandi variabili che influenzano o vengono influenzate dall'innovazione chirurgica, micro, meso e macro, paziente utilizzatore e l'organizzazione, l'ambiente dell'organizzazione, altre organizzazioni e organizzazioni internazionali.
Perché ricordo non siamo soli, deve passare questo concetto. Gli aspetti giuridici etici, perché l'etica non prescinde dalla tecnologia. Molto importanti perché legati sia agli elementi organizzativi che quelli relativi al paziente, ricordiamoci sempre che abbiamo da fare con un paziente.
Le innovazioni chirurgiche possono portare a delle modifiche nelle tecniche chirurgiche, abbiamo visto la robotica che facciamo anche noi, parliamo con il collega della chirurgia laparoscopica, parliamo con Casarano della laparoscopia, dei tanti interventi che fanno.
Se pensate fino a 15 anni fa forse non era così, ma a volte possono essere anche rischiose pratiche di chirurgia sperimentale.
Il processo di adozione di una nuova tecnologia all'interno degli ospedali è l'acquisizione, test, implementazione ed uso, valutazione, adattamento, manutazione e aggiornamenti.
Queste sono azioni che facciamo tutti i giorni, le fa in primis l'azienda, con le straducie, con l'acquisizione, con i test e poi dopo entrano da noi che noi valutiamo, monitoriamo e aggiorniamo e manutentiamo.
Quindi l'acquisizione è quell'insieme di attività con quale un'azienda sanitaria acquisisce, testa e utilizza una nuova tecnologia.
tecnologia, voi immaginate l'infermiere quante cose fa, io quando mi sono messo a fare questa
relazione dico ma quante cose si fa lì dentro? Pazzesco, perché non c'è solo l'endomeccanica,
non c'è solo la colonna videolavorostopica, non c'è solo il robot, ma dopo vedrete quante altre
cose ci sono dal punto di vista della prevenzione, dal punto di vista dell'antincendio, sono tutte
cose che sappiamo e non ce ne rendiamo conto di sapere. Quindi la valutazione attività
a supporto dell'intero processo di adozione come sintesi di valutazione formale ed informale
sull'utilità, l'efficienza, la performance e la costa efficace. L'esperienza italiana,
c'è uno studio di cinque aziende sanitarie direttamente coinvolte dall'agenzia, che sono
l'IRCS di San Giovanni Rotondo, il Poliglino Universitario del Gemelli, l'Azienda Ospedaliere
Universitaria di Padova, l'IRCS di San Matteo Pavia, l'Azienda Provinciale per i Servizi
La prospettiva nei cinque casi sono individuabili in quattro macrofasi, la raccolta dei bisogni e di definizione delle proposte di valutazione, l'istruttoria, la selezione delle modalità di acquisizione e di negoziazione con i fornitori, perché oggi si negozia con i fornitori, non è come prima che ti calava, si negozia.
Gestione e monitoraggio delle prestazioni.
E in questo gioco c'è l'unità di valutazione delle tecnologie,
che oltre a presentare le quattro macchine o fasi,
coordina e definisce la revisione periodica delle linee guida interne.
Questo per le modalità di svolgimento del processo,
perché noi andiamo avanti sempre per processi.
Noi scomponiamo i processi giornalmente senza rendercene conto,
anche a livello organizzativo, durante la giornata.
Anche quando parlava la collega dell'organizzazione all'interno della sala.
Su un mandato del vertice aziendale ovviamente perché il vertice aziendale che è detta alle strategie è costantemente con gli obiettivi di natura strategica e di piani di intervento.
Queste sono delle esperienze della Svezia, della Danimarca, vedete i singoli professionisti con un background assumono il ruolo di Sparry Partner, sotto i singoli medici raccolgono e propongono informazioni compilando una checklist.
list, Canada, Australia e USA invece hanno delle aree diverse, manager, tecnici, comitati
formati da manager, tecnici e tutte le figure che abbiamo elencato, raccolgono le evidenze,
elaborano raccomandazioni e procedure vincolanti. L'unità di valutazione delle tecnologie,
Canada e Italia, sono strutture organizzative permanenti in staff alla direzione. Nella
la nostra direzione di presidio o di presidio o sanitaria c'è questo, che include competenze
multidisciplinari. I bisogni, quindi gli interlocutori principali chi sono? Sono i chirurghi, gli
anestesisti, il coordinatore del blocco operatorio insieme agli infermieri, gli ingegneri clinici,
gli ingegneri informali. Voi immaginate anche la tecnologia informatica che utilizziamo
tutti i giorni. Quando andate lì e compilate il registro operatorio, tutti i giorni compiliamo
Siamo registri operatori, accettiamo il paziente, mandiamo l'esame all'Utic, mandiamo l'esame...
Questa è tutta tecnologia che utilizziamo senza rendercene conto.
Se scomponete i processi giornalmente e li misurate, vi renderete conto del lavoro che facciamo.
Ingegneri impiattistici, civili, architetti ed altri componenti dell'equip operatoria che oggi si è un po' allargata.
La dotazione non ve la sto a elencare perché la conoscete meglio e più di me.
disporre soluzioni che ottimizzano il flusso di lavoro
rendere il monitoraggio del paziente il più possibile tra i reparti
anche la comunicazione con le degenze
posizionamento del tavolo operatorio parallelamente rispetto alla direzione di accesso
ventilatore su ruote, supporto in linea infusionale e quant'altro
il pensile, almeno due monitor, la lampada
questo è il minimo
rispetto dei standard di sicurezza che ci ricordava Liguori
Il collegamento consiglio che è un altro progetto, è molto interessante, la qualità del data video modulata in funzione delle necessità cliniche, la concentrazione del controllo e del monitoraggio dei parametri.
Tutte queste macchine, tutte queste azioni le facciamo noi durante la giornata lavorativa.
La raccolta e visualizzazione della diagnostica degli allarmi provocati dal funzionamento delle apparecchiature, la raccolta e visualizzazione dei dati di funzionamento delle apparecchiature per finalità gestionali, perché poi tutti i dati che raccogliamo durante la giornata in equip vengono poi elaborati dal coordinatore che poi li trasmette.
Questo identifica e misura il nostro lavoro,
che è una cosa fondamentale ed importante.
Possibilità di invio comandi di preset per tutti i dispositivi collegati.
L'ergonomia, parlavamo di rischio attivo, passivo.
Io l'ergonomia pensavo che fosse la seggiola,
dicevo, seggiola ergonomica, è fantastico, invece no.
È quella disciplina che studia le interazioni degli esseri umani con le macchine.
Andate per la legge, c'è uno studio bellissimo,
io ce l'ho in cartaceo, e l'ambiente al fine di migliorare il benessere psicofisico degli operatori e la performance del sistema,
perché loro sostengono che il rischio clinico, come l'85% mi sembrava, è dovuto alla cattiva organizzazione.
Alla cattiva organizzazione. Poi l'altro ce lo mettiamo, si fa del nostro, siamo umani.
Uno studio del 1910, sui tempi e metodi di lavoro del personale di sala operatoria, rivelava che il chirurgo all'epoca prendesse i ferri da sé e facesse l'intervento,
sicché ogni volta che prendeva il ferro si distraeva e non continuava l'intervento oppure sbagliava.
E' da qui che nasce lo strumentista.
E' da qui che nasce lo strumentista. In effetti se dopo leggete tutto quanto, io non l'ho riportato, sono andato a lunga, già mi hanno sgridato per le 50 slide, ma leggete perché è veramente interessante.
La tecnologia quindi abbraccia anche, come dicevo, la prevenzione, antincendio, dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale, l'ergonomia, l'ergonomia di una sala operatoria, come ci muoviamo, come non ci muoviamo, questo è tutto benessere per l'operatore che sta in sala.
Un conto è che te devi saltare la macchina, salta su, metti di sotto al paziente e lavori male, esci dopo sette ore di lavoro stressatissimo. I sistemi informatici che prima non c'erano, fortunatamente ci sono e ancora non al meglio, con la programmazione, la programmazione è fondamentale per noi, noi dobbiamo sapere quello che si fa, quando si fa, nel mese quanto se ne fa e come si fa.
altrimenti se sono lasciate a libero arbitrio non raggiungiamo nessuno standard il registro
operatorio importantissimo noi abbiamo cambiato dal sistema con norma web da qualche da un paio
d'anni all'inizio abbiamo avuto difficoltà perché non tutti compilano ci abbiamo le tre convalide
è stata un po dura all'inizio le immagini prima non riusciamo a visualizzare le immagini vediamo
le immagini, il collegamento
con i laboratori
con l'Utic
con tutti
poi noi abbiamo avuto una
riorganizzazione
della sanità in Toscana
ci hanno accorpato con
Grosseto e Siena quindi faccio parte dell'area
sud-est e vi lascio immaginare
già il campanilismo
tra città e l'altra
poi quello che è venuto fuori
e però piano piano ci stiamo indirizzando
nella strada giusta
E' stato faticoso all'inizio. I sistemi di trasporto, la movimentazione dei pazienti, vi siete mai chiesti l'osso che vi porta il paziente? Io ho l'osso che è sprecato per portare il paziente, a parere mio.
Chi ha il portantino? Come lo porta? Lo spinge, lo traina da solo? C'è il bad mover. Anche lì è tecnologia. La comunicazione con la teleconferenza, noi comunichiamo, se io devo parlare con uno di Siena, vado giù, prenoto la stanza, c'è la teleconferenza, dobbiamo fare una discussione su X per X motivi, ci troviamo giù in teleconferenza.
Questa era una sala operatoria, problemi di ergonomia, movimenti dell'equip, operatori limitati, elevato numero di cavi a vista, cavi dappertutto c'erano, problemi di sicurezza enormi e questa è la nostra sala robotica e come diceva il collega è grande, ampia perché è la sala più grande, relativamente nuova perché è già del 2010 quindi sono sei anni che è stata costruita.
è suddivisa, dopo vi faccio vedere
come da un lavoro che hanno fatto
i colleghi dell'urologia
come hanno sviluppato
i movimenti all'interno della sala
perché lui diceva
mi devo infilare sotto
mi dà noia lo strumentista
ora vi faccio vedere come si sono organizzati loro
e come hanno creato
procedure all'interno
perché noi lavoriamo solo per procedure
questo è il mago
perché noi facciamo chirurgia robotica
ginecologica
ortopedica chirurgia generale o torino e urologia che è quella che ne fa più di tutti perché alle
indicazioni migliori perché la chirurgia robotica va su indicazioni su casi studiati prima e non su
tutto anche perché costosissima al momento quindi nel 2010 ora entriamo più nel vivo più nello
spicciolo più nel noioso nostro di arezzo c'è cambiato il mondo lavoravamo per gruppettini
io stavo in urologia io stavo in vascolare io stavo in chirurgia io non faccio quello io non
faccio quell'altro se viene l'urgenza devo aspettare lo strumentista di chirurgia deve
aspettare lo strumentista non esiste a parere mio quindi abbiamo inserito l'introduzione del
il concetto di equip nei gruppi e poi vedrete lo sviluppo piano piano c'era questo infermiere
d'anestesia che abbiamo integrato nell'equip facendo una formazione anestesiologica a tappeto
su tutti gli infermieri del blocco operatorio a tappeto quindi abbiamo creato da un gruppo di
sei otto persone che erano ne abbiamo creati all'epoca 55 infermieri che sanno d'anestesia
Perché oggi con la paura, gli anestesisti, mi ricordo una riunione, 21 anestesisti contro di me, perché avremmo creato disastri, sarebbero morti i pazienti, sciagure, non è stato così, perché l'infermiere poi sostanzialmente il suo lavoro lo sa fare.
Quindi, anzi, abbiamo raddoppiato l'offerta e ora sono ben felici, se li portano dappertutto, in sala parto, se c'è un problema alla tacca vanno alla tacca, insomma.
Quindi una formazione per due anni l'abbiamo fatta, un primo anno e un secondo anno, con imparo e lavoro, on the job.
Formazioni strumenti, c'erano lezioni frontali e poi lavoravamo.
la formazione di strumentisti
perché di cosa abbiamo bisogno
di cosa non c'è più in sala operatoria
gli strumentisti, ce n'è pochi
cioè nessuno vuol più venire a lavorare
nel sala operatoria, almeno nelle nostre realtà
giovani ce n'è sempre meno
se ne parlava ieri
e quindi abbiamo bisogno
di formare strumentisti
la formazione, anzi è interessante quella formazione
che hai fatto te Caterina
e
cioè che gli strumentisti
fossero più flessibili
e non troppo settoriali, non troppo flessibili ma non settoriali come prima.
Quindi abbiamo formato gli strumentisti con due corsi, altri due anni, abbiamo formato gli assistenti di sala
e negli assistenti di sala abbiamo fatto la formazione all'OSSE perché a tutt'oggi l'OSSE è entrato a far parte
dell'equipe chirurgica, è l'assistente di sala in alcune condizioni nelle nostre sale operatorie.
Quindi abbiamo cambiato il modello organizzativo, avevamo sette gruppi, nove persone ripetibili la notte, un turnista che stava dentro, un'infermiera di turno e un osse che non fanno niente da soli praticamente.
praticamente, abbiamo creato questo concetto di flessibilità integrando le chirurgie per affinità,
quindi chirurgia generale, ginecologia, vascolare, urologia, otorino e da sé, e oculistica ma ancora per poco,
e poi la parte più grande dell'ortopedia perché quella è la branca più complessa.
Io ho fatto 11 anni lo strumentista d'ortopedia e la sicura è veramente complessa.
Quindi, ma quale difficoltà ho incontrato?
Abbiamo incontrato difficoltà della tecnologia,
perché fare lo strumentista su tutto,
cioè su tutto, su una bella fetta del blocco operatorio,
delle sale operatorie, non è semplice.
C'è un ventaglio non indifferente.
Però io avevo a che fare con gente esperta,
gente che lavora lì da vent'anni,
insomma, e quelle relazionali,
perché questa compressione in gruppi,
divisione in gruppi
quelli che facevano l'urologia
guardavano male quelli che facevano l'ostetricia
ginecologia
insomma è stato difficile
integrarli tutti insieme
è stato difficile integrare l'osse nell'equipe chirurgica
all'inizio l'osse non lo voleva nessuno
il tutto attraverso
dei percorsi formativi
la formazione è fondamentale
noi ci dobbiamo formare continuamente
perché questo avvenga
e perché si riesca
perché ci sia la riuscita organizzativa
abbiamo raggiunto delle specifiche competenze
professionali dei vari attori coinvolti
questi sono i numeri della chirurgia robotica
che facciamo ad Arezzo
abbiamo iniziato nel 2010
il 5 ottobre 2010
e finiamo con il 2016
che ancora andremo sui 420 interventi
abbiamo una sola macchina
due console
ma una sola macchina
per la chirurgia
insomma numeri non indifferenti
il gruppo robotico è composto
da 5 persone fisse
che abbiamo formato fisse
due in particolare
e tutti gli altri devono sapere di
robotica, tutti
abbiamo preso spunto dall'Oieo
andammo all'Oieo a Milano
da Danuta a vedere quello che facevano
loro come lavoravano
sul robot, anche se loro
per chi c'è stato hanno delle sale
Minuscole. Ecco qui, quello che vi dicevo, questo l'ho preso dalla collega Ciabucchi che è un'infermiera del blocco operatorio di D'Arezzo, ha presentato questo lavoro a Firenze, vedete c'è l'area della vestizione del robot, sono tre aree distinte, quindi quando ne prepariamo il paziente non dobbiamo aspettare che lo strumentista sia pronto, che l'anestesista abbia inserito tutti i suoi device,
che la preparazione del robot, questa è la nostra sala, il paziente entra da lì, si prepara l'anestesia, si prepara lo strumentario, si veste il robot e poi loro sono fortissimi, hanno ridotto, compresso i tempi di cambio, è una cosa incredibile, vanno a 20 minuti ogni cambio paziente, sono terribili,
Ma però c'è da dire che non è che lavora un componente dell'equipe, lavora tutta l'equipe, non è che io in 20 minuti riesca a fare un cambio se lo faccio da solo, tutta l'equipe ruota.
Abbiamo applicato la filosofia Lean, stiamo facendo dei corsi, la seconda parte si concludeva ieri, scomponiamo i processi, coinvolgiamo tutti gli attori, progettiamo insieme ai professionisti, insieme a tutti, misuriamo le attività per il miglioramento continuo.
e il cambiamento deve venire sempre dal basso
mai dall'alto
perché è dal basso che si chiama
perché è il professionista che sa quello che fa
perché è il professionista che sa utilizzare la macchina
perché il professionista è teso a dire
guarda lì c'è una buca e qui no
le scoperte di ogni generazione
vengono confutate dalla tecnologia di quella successiva
sicché dobbiamo ricominciare un'altra volta
già domani
grazie
grazie a collega Claudio
Chat AI
Accedi per chattare con questo video tramite AI.