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34° Congresso di Chirurgia dell' Apparato Digerente, Roma 2023 Prof. F. CORCIONE Diverticolite laparoscopica Chirurgia Generale e Oncologica Mininvasiva Clinica Mediterranea Struttura Ospedaliera ad Alta Specialità Napoli Francesco Corcione Emeritus President of the Italian Society of Surgery
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Test sentite? Pronto? Pronto? Sì abbiamo visto senza sentire.
Buongiorno il prossimo caso è una signora di 63 anni con un BMI di 21 è stata sottoposta a un'appendicectomia in età infantile
e la sua storia clinica recente inizia da settembre 2022 con dei dolori addominali specifici e con alterazioni dell'albo.
Motivo per cui ha anche effettuato diversi accessi a impronto soccorso, ma è stata sempre trattata con una terapia medica conservativa.
Quindi poi è stata indirizzata a degli approfondimenti diagnostici e il primo esame che ha fatto è stata una coloscopia virtuale il 12 ottobre,
che ha rilevato in corrispondenza del sigma retto superiore un ispessimento concentrico delle pareti con scarsa impregnazione contrastografica,
determinante una substenosi del lume intestinale che si estende per 6 cm e con interessamento del retto superiore e medio.
Nel contesto di questo spessimento è presente qualche piccola estroflessione di verticolare.
Si è poi anche sottoposta a una rettosigmoidoscopia qualche tempo dopo, a novembre sempre del 2022,
che ha confermato la presenza quindi di modeste diverse cavità di verticolari a medio e ampio colletto rivestite però da mucosa normale
male, ma che non ha confermato l'astenosi del tratto retto sigma. Sono state effettuate
biopsie negative per malignità e attualmente con la diagnosi di malattia di verticolare
complicata si sottopone a un intervento di emicolectomia sinistra con risparmio dell'arteria
mesenterica inferiore.
Prego, professore.
Pronto?
Sì? Sentiamo male.
Lontano e con
rumori di fondo.
Non sentiamo più.
Non si sente più.
Però non c'è...
Eh, perché manca.
Via qua. Adesso mi sento, no?
Io l'ho avverto.
Tira verso il basso.
adesso si sente
esatto, ma perché l'ho detto io
si si mi sento, mi sento
allora lascia un po' voglio farvi vedere
allora mi senti adesso
dacci l'immagine interna
che la vediamo soltanto, ecco adesso si
l'esterno l'avete vista?
abbiamo visto il tuo cipite
il mio?
cipite
allora adesso avete le immagini interne?
si abbiamo le immagini
va beh, allora i trocar sono
posizione classica nostra
praticamente sovrapponibili a quelli del colon destro, con la differenza che invece del trocas
sovrapubblico mettiamo un trocas da 5 laterale, quindi 4 trocas, 2 da 10 e 2 da 5, e l'incisione
sovrapubblica finale. Abbiamo iniziato l'intervento con l'esplorazione del colon sinistro per
identificare, cosa che consiglio di fare all'interno dell'addome all'inizio dell'intervento prima di
di qualsiasi adesio lisi, il tratto discendente sigma,
qui vedete che è tutto ispessito, c'erano delle aderenze che abbiamo risato nella vostra attesa,
qui è il tratto più duro, ispessito, c'è una substenosi,
e qui è la parte del discendente, ok, giunzione col discendente,
Al di sotto di questa giunzione, laddove crediamo che ci sia una buona qualità di colon, abbiamo posizionato due clip, perché quando andremo fuori difficilmente riusciremo a capire il passaggio.
Poi è chiaro che da questa clip è il minimo della resezione, quindi dovremo salire, questo ci identifica il limite minimo di sezione di colon.
E' chiaro che con questo colon lungo potremmo salire agevolmente, però è una raccomandazione che do sempre all'inizio dell'intervento perché quando si sta fuori non si sa mai qual è la giunzione.
quindi qual è il vero
mi senti?
oh Nunzietto
ieri mi sei mancato
mi hanno messo su un'altra sala
ci devo salutarti
e ti auguro buon lavoro
grazie Nunzio, grazie mille
e soprattutto grazie per ieri
non l'avevo capito
allora
quindi una volta identificato il tratto di Scenelle Sigma
andiamo a riportarci
anche per la
La emicolettomia sinistra di verticolare io consiglio, anche se qualcuno dice che è inutile, ma io consiglio sempre l'abbassamento della flessura che come per la patologia oncologica avviene allo stesso modo.
Si porta in basso il colon sinistro, il colon trasverso, con la mano dell'aiuto e incomincia quest'opera un po' noiosa che è preferibile fare all'inizio dell'intervento piuttosto che alla fine quando si è stanchi, quando si cerca di valutare se vale la pena, se non vale la pena e quindi di andare a sezionare, a disinserire l'epipron dal trasverso.
scollamento colo epiproico
come si dice
una considerazione
la voglio fare subito
questa chirurgia è aumentata vertiginosamente
negli ultimi anni
io ricordo che
quando ero giovane
veramente erano mosche bianche
i pazienti che si sottoponevano a un intervento
per diverticolite
e oggi invece
è una patologia che colpisce molto i giovani
patologia del benessere
perché morire per un intervento di diverticolite
ma poi tutto quello che
è quello il problema
adesso gli interventi sono
molto più sicuri di una volta
allora come vedete sto usando un altro
strumento
ti anticipo la domanda, non me l'hai fatta
per via medio laterale
com'è?
vai sempre per via medio laterale
medio laterale, si, piglia qua
medio laterale e vado a
a seguire
il margine del colon
trasverso
in questo caso vedete c'è un colon
molto lungo
e entri nella retrocavità
questo però è uno scollamento
ancora colo epiproico
perché c'è questo colon che fa
una sorta di curva
scende e poi risale ed è tenuto anche
da questa corda epiproica
stavo dicendo come vedete
com'è?
inizi dal trasverso medio
sì, sempre
sempre dal trasverso medio e vado lateralmente
qui però stavo dicendo
ho la sensazione che il colon
faccia una sorta di curva
per poi risalire, per cui noi seguiremo
prima questo profilo
e poi andremo
sul vero scollamento
coloepiproico, che non è questo
ecco qua, questo qui
è il colon che sale, vedete?
questa parte di trasverso è venuta
molto giù. Quindi è un'esuberanza di colon trasverso. E io seguo il profilo del colon
trasverso fin quando posso, cercando di portare in alto l'epipron e indicare la strada. Stavo
dicendo prima, mi meraviglia che il mio amico Fernando non mi ha fatto ancora una domanda,
hai cambiato strumento
non volevamo
lasciare la pubblicità a te
no no
io ho fatto il presupposto che
non è il Thunderbit
non è il Thunderbit
perché in questo intervento
uno dei pochi
devo dire
di verticolite non tumore
preferisco questo strumento
di cui non faccio il nome
Questo problema di diverticolite e non tumore, ma ti è capitato qualche volta di trovare diverticolite e tumore?
Ah sì sì, allora hai aperto una finestra enorme, questa chirurgia è cambiata, è cambiata perché fare come abbiamo fatto per anni, o perlomeno io ho fatto per anni,
lo stesso intervento per patologia benigna e maligna, alla fine si è rivelato un flop.
Tu, se ricordo bene, sei stato uno dei primi che ha auspicato un intervento diversificato.
Correggimi se sbaglio, Ferdinando.
No, no, non so se sono stato tra i primi, ma un salvataggio, un rispetto dell'arteria mesenterica inferiore
fino ai rami rettali superiori, conviene farlo, certamente.
Poi quando arriveremo vi racconterò la mia storia, molti conoscono.
Allora, abbiamo preparato questo epipron, adesso non siamo, il mio obiettivo è entrare nella retrocavità,
vado a rettilinizzare il colon trasverso, ecco qua, e mi pengo vicino al colon trasverso.
Adesso c'è un tuo gemello in due canali in cui si vede il tuo intervento.
Ah, ecco, come si dice, meglio s'abbondare quando è difficile.
Allora, qui ho aperto la retrocavità, il mio obiettivo era quello, la parete posteriore dello stomaco e il pancreas.
Ecco, la parete posteriore dello stomaco.
Quindi ho raggiunto l'obiettivo. Una volta raggiunto l'obiettivo conosco il mio percorso perché per quanto posso devo portarmi in senso medio laterale a prepararmi la fessura splenica.
Ci sono varie possibilità di preparazione della fessura splenica. Negli anni le abbiamo sperimentate un po' tutte le modalità.
E alla fine anche qui ho standardizzato questa metodica che permette a mio avviso una riduzione dei rischi e di anche apparentemente di agevolare e di abbreviare i tempi di questa mobilizzazione che all'inizio erano veramente noiosi.
Torno un attimo sullo strumento che non è pubblicità occulta, non ha bisogno la ditta, è una necessità per il tipo di intervento che andrò a effettuare.
Stai usando le radiofrequenze.
Eh sì, perché questo strumento, se devo prepararmi la mesenterica, non mi sta bene. Visto che la mesenterica non la devo vedere, ma devo entrare nei mesi, mi permette, mi assicura, una mostrasi sicuramente più efficace e più rapida rispetto ad altri strumenti.
Questa è l'unica vera verità. Mi sono portato in senso medio laterale fino a intravedere la milza che è lì, non eseguo trazioni verso di me per paura di lacerare la milza, appena lo strumento non mi permetterà più di avanzare mi fermerò e comunque ho realizzato quella che era la mia aspirazione, cioè entrare alla retrocavità e mobilizzare il colon trasverso.
l'epiprono è libero
aspetta per appena appena un poco qua
a questo punto chiediamo
alle nostre
bellissime anestesiste
bellissime
Franco
hai fatto bene a sottolineare
il problema delle trazioni
perché lì c'è il legamento criminale
di Morgerson
che può crearti problemi con la milz
si allora
Allora, adesso lui prende, il mio assistente prende il mesocolon trasverso,
la nostra anestesista mi dà un trendelebum, un po' di trendelebum ma soprattutto lateralità massima verso di me
e il mio cameraman dalla mia destra è passato alla mia sinistra.
Quindi abbiamo cambiato la posizione del paziente e la posizione dell'equip.
Anche questo è standardizzato. Basta così. Adesso lateralità massima, lateralità massima verso di me. L'assistente che è tra le gambe del paziente, attraverso il trocar laterale mi spinge in alto il mesocolon trasverso, vedete, mai l'intestino.
Vai alla lateralità, mettendo il paziente in lateralità destra, basculiamo l'ilio verso di me e anche questo è un momento importante perché andiamo a scoprire l'anatomia.
L'anatomia che ci deve evidenziare che cosa? Più che la vena mesenterica, che molte volte ai soggetti obesi non è possibile osservarla d'amblè, bisogna cercarsela, il nostro landmark è il traiz, sempre.
Perché lo riconosciamo sempre? Perché è sempre fisso e quindi in questo caso c'è questa aderenza al di sopra dell'avena mesenterica che andremo a lisare in modo da mobilizzarlo più lateralmente possibile e evidenziare ancora di più l'avena mesenterica che è sempre a fianco del duodeno.
eccola qui
solo una volta nella mia vita
mobilizzando il duodeno
non ho ritrovato la vena mesenterica
c'è due volte nella mia
ed era
in diretta a Strasburgo
diretta a Strasburgo
davanti a Hild, davanti a
Berrisolchi, davanti a tutti
e stemmo, perché io stavo in camera operatore
loro stavano in aula
circa un'ora
a cercare questa vena mesenterica
andando a girare in tutti i distretti dell'addome
Alla fine concordammo che l'avena mesenterica in quel paese c'era un'eventuale agenessia, ma fu l'unica volta nella mia vita che accanto al Traiz non la trovai.
Visto che c'è il ruotolo, lo mettiamo sotto fatica e gli chiediamo se può esistere l'agenessia dell'avena mesenterica?
Ruotolo invece di non fare niente.
Sì, te lo passo subito. A me è capitato due volte.
Ah, ok, allora esiste.
hai avuto la risposta
che ti meditavi
Franco, hai avuto la risposta
che ti meditavi
va bene, grazie
a questo punto il mio assistente solleva
la finestra
una sola volta
anche qui era una bella ragazza
che per la prima volta mi aiutava su un colon
ha tirato talmente tanto
che mi ha lacerato la vena mesenterica
adesso c'è Gianluca Pagano
che non ha molta forza
dammi la gazzina
Prima che finisci l'intervento, vedi quella struttura bianca che accompagna la vena mesotelica inferiore? Dimmi che cos'è.
Eccola qua, questo è il dotto peritoneale di ruotolo, che normalmente andiamo a sezionare perché lo troviamo qui.
Qua è adeso alla vena e io lo lascio, così cambia un po' di più. E ci serve.
Ti piace la risposta?
Questo è un punto cruciale, su cui io insisto, sia nella patologia oncologica che in quella infiammatoria.
Cioè quella di andare a individuare il piano di Tol de Gerota. Per anni, e Fernando e Francesco Rotolo sicuramente ricorderanno, le diatribe tra il voler partire dall'arteria o dalla vena, dalla vena è meglio, dall'arteria è peggio, viceversa, io ho iniziato dall'arteria, come un po' tutti, alla fine ho materializzato l'idea che partire dalla vena ti permette sicuramente di...
ti permette sicuramente
di individuare subito
quello che è il punto nevralgico
dell'intervento
anche per questo intervento
l'individualizzazione del passaggio
tra Tord e Gerota
come si fa?
ho provato mille soluzioni
la più efficace è quella che io suggerisco
e che mostro sempre
sollevamento della vena mesenterica
quindi preparazione della finestra duodenale
se è possibile mobilizzare il duodenum
no duodenale
finestra sinistra
hai detto finestra duodenale
qui qui qui
questa qui
adesso sotto la vena
senza sapere
né leggere né scrivere
andiamo a cercarci il piano
senza usare nessuno strumento
di coagulazione o di dissezione
semplicemente come dicono
gli inglesi blunt dissection
facendo questi movimenti
dall'alto in basso
tenendoci sotto la vena
ok
eccolo qua
abbiamo individuato il told
il told e il gerota
ruotolo si sbaglia
quando dice che il told è quello che sta in alto
e il gerota è quello che sta in basso
perché altre volte dice esattamente l'opposto
allora visto che sta là
chiarisci il quadro
è pure vecchio rimbambito
l'altra volta ti sei sbagliato
quindi non ti sbagliare
correggi quello che sto dicendo
con Francesco abbiamo una collaborazione
ancora oggi
solo quest'anno
ci siamo visti tre volte a Napoli
vedete come
una volta individuato il piano
è agevole
senza
Mazzarella è bravissimo a farvi vedere subito
le variazioni
in effetti Franco
su questa separazione
che stiamo facendo
La fascia di tolde, che è mesocolica, ha vasi più evidenti, vettilinei, come si vede, e quella di gerota ha più vasi, un po' più piccoli, più trasversali.
E poi i colori che cambiano dalla parte giallo puro, dall'altra parte il giallo rosso.
Io dico sempre la white line, come dico, bene?
Certo.
Eccola qua.
In effetti, la riflessione tra i due.
queste vene
fanno parte del sistema
di vere IEN
per i renali
è una dissezione
praticamente sangue
non faccio una coagulazione
mi aiuto con la garzina
e la differenza con la chirurgia oncologica
è che in questo caso io continuo
per quando posso a mobilizzare TOV e gerota
se fosse stato un tumore
e se avessi dovuto legare
l'asteria mesenterica all'origine
mi sarei già fermato da tempo
perché sarei andato a facilitare questo compito andando qui a prepararmi l'arteria,
sollevare tutto e completare l'opera.
Invece qui no, qui mi devo aiutare un po' con la garzina, un po' con la dissezione plant,
cercando di portarmi il più possibile verso il basso e quindi anche verso lateralmente,
ma soprattutto verso il basso, fino praticamente ad andare dietro l'arena mesenterica senza vederla.
ecco qua
facendo il massimo di sforzo
per questa mobilizzazione
perché ve lo dimostrerò fra poco
intanto io devo completarmi l'opera
perché così non torno più in alto
e quindi vado a legarmi la vena
l'ortolo che
capisce qualcosa di anatomia
mi ha insegnato che
l'arteria non va toccata
perché altrimenti determina delle alterazioni
vascolari
la vena mesenterica la possiamo trattare
come e quando vogliamo. Francesco, confermi?
Devo per forza confermare,
se no ti arrabbi.
No, no, non mi arrabbi.
No, scherzo, no, no.
In effetti però su sta vena,
mentre fai sta cosa qui,
tu hai messo queste due grippette.
C'è qualcuno, esempio Usher,
che in qualche intervento recente
sul colon sinistro,
soprattutto la flessura,
Parla di un risparmio della vena mesenterica inferiore legando la vena colica di sinistra. Ci ha portato pure da te a Napoli un esperto. Quindi si discute ancora sul fatto che legare la vena...
però se usce l'ha detto che non sa se serve
allora fa una cosa
indaginosa senza che serve
onestamente
c'è sempre curiosità
su queste cose
comunque Cristiano
è uno che porta sempre avanti
il discorso innovativo
quindi che ben vengano
però bisogna anche essere un po' pratici
adesso il professor Corcione
sta cercando appunto di portarsi sul pancreas
per fare un'operazione
che è quella di staccare il mesocolon trasverso
alla sua radice che poi è a vascolare
rispetto appunto agli altri piani
e cercherà di andare in senso medio laterale
e si parla di finestra di melani
e che praticamente è questa specie di vuoto
che ha creato adesso
Senti, ti posso dire questa finestra di melani?
Franci, ti posso dire questa finestra di melani?
Eh, sì
Perché è una cosa che sta andando avanti da troppi secoli
Beh, va bene, è una cosa esagerata
la finestra di Melani
lui l'ha imitata da me
che è questa che tu ci hai insegnato
e quando io ho fatto
e lui quando ha fatto
questo intervento una volta a Strasburgo
così nascono le cose per caso
ha detto vedete questa è la finestra
allora c'era non mi ricordo chi in aula
ah beh non l'avevo mai vista
allora chiamiamo la finestra di Melani
ecco vi dicevo guardate la vena mesenterica
uno l'ho mai vista chiamiamola vena di Corcione
no no
io ieri ho domandato
a Marco Lirici che stava qua
che è un altro
molto studioso
in effetti è quell'apertura che si fa
sul mesocolone per vedere
la retrocavità
e sti cavoli da mo' che si conosceva
però ti posso dire
c'è una tendenza attuale
di inventarsi le cose
già descritte
prendi il famoso
la opera di
di Coffey, Calligan e sempre presente Hilde,
che dicono che il mesentere l'hanno scoperto loro
e c'è un articolo che qualcuno di voi avrà letto
perché è stato strapubblicato,
c'è anche un libro in cui loro lo chiamano
il 79° organo del corpo umano in mesentere
quando praticamente se tu prendi
Leonardo da Vinci nel suo disegno
ma prendi un tecnico di sala settoria
e gli dici guarda mi distacchi l'intestino tenue
quello parte dal traizio
scende giù con un tagliente
e arriva fino al retto
ma insomma questo ci viene per coglioni
parliamo italiano
allora il pancreas
è isolato adesso
per una certa lunghezza
non vado oltre sempre per problemi
ipotetici
e lesioni splendide
copro il pancreas sulla calzina
che rappresenterà il mio landmark
e adesso vado lateralmente
lui dorme
sta dormendo, se vado lateralmente mi devi togliere la mano, lascia, bravo, si chiama Gianluca Pagano, è sul mercato, non costa molto, anzi a qualche amico lo potrei anche regalare,
consuma molto formaggio, vi piacciono i formaggi? Adesso vado a mobilizzare così non ci torno più la flessura splenica completamente e poi inizierà il passaggio vascolare
che fa la differenza in questo intervento. Fin qua è come se avessimo fatto un intervento oncologico.
Franco, poiché io per le diverticoliti seziono la vena mesenterica inferiore a monte della confluenza della vena colica sinistra
e non riesco a capire il motivo per cui debba essere legata all'origine.
Me lo spieghi tu?
No, non è un motivo, non è diciamo obbligatorio al 100%.
All'origine, cioè allo spotto, alla radice.
Esatto.
Non all'origine.
Se io seziono la vena qua, accedo direttamente al pancreas
e mi mobilizzo il pancreas, come avete visto, in senso medio-laterale senza nessun problema.
attenzione c'è un po' di sangue qua
addirittura qua
da un appendice piproica
e quindi è un fatto
esquisitivamente di facilità
di esecuzione tecnica, niente di più
però da un punto di vista
visto che da un punto di vista funzionale non cambia niente
approfitto per fare
poi una cosa più rapida
più consona
alla mia chirurgia, però sono d'accordo
con te, la puoi fare anche lì
e teoricamente ci sono
però visto che la leghi
o la leghi là o la leghi 10 centimetri sopra
voglio dire il concetto
lasciamo la colica sinistra
la vena colica sinistra
perché
ma Usher ci ha insegnato
che
cioè Usher scusate
è Ruotolo
quello che ci ha portato a fare questo
che ha detto che noi possiamo fare quello che vogliamo
con la vena mesenterica non succede niente
Francesco sei là, testimone, parla
difendimi e difendi la tua teoria
perché è la tua teoria che mi ha portato a fare questo
forza
ecco questo è bello del palazzino
vedete come sto andando
rapidamente perché avevo
precedentemente preparato
non è
soltanto un rispetto
della vena, è un rispetto anche
dell'arteria
l'arteria non l'abbiamo toccata proprio
rispetti la
radice della
ami, dell'arteria mesenterica
che è inferiore per salvare
la vascolarizzazione del discendente
della flessura
dovresti dire
no no no
allora aspetta prima di tutto voglio mostrare
ai più giovani
ho cambiato posizione del mio strumento
solo in questo momento perché mi arriva
perpendicolarmente e vicino
alla mia area di dissezione
che andrò a completare
e a unire con quella
precedentemente messa in atto dall'alto
grazie, vedete la calzina
mi fa da landmark, mi protegge
il pancreas e mi fa
passare indenne
sulla coda del pancreas
ecco qua
adesso io la legatura
dell'arteria mesenterica
sì, per salvare le arterie rettali
siamo d'accordo
per la vascolarizzazione del retto
no
caro
professore mio
Adesso ti do io una lezione. È arrivato il momento. Mettiamo i microfoni proprio ad altissimo volume. La storia di Corcione, di questa tecnica, che non è di Corcione ovviamente, nasce dal fatto che anch'io credevo che il problema della mesenterica fosse un problema vascolare.
Per cui prima legavo l'arteria all'origine, poi mi hanno detto che non si deve legare l'arteria all'origine perché deve risparmiare la corica sinistra. Poi legavo quindi solo il tronco dell'arteria risparmiando la corica sinistra. Poi mi dicevano che però potevo avere problemi vascolari con la giunzione corretta e quindi dovevo andare sull'arteria.
Tutto questo è vero da un punto di vista vascolare, ma non è un problema vascolare. Eseguivo questo intervento molti secoli fa a Strasburgo e andai a legarmi l'arteria mesenterica all'origine, perché all'epoca così facevo per una diverticolite.
vi ricordo questa storia che è emblematica
ma anche in Italia
tra di noi ci confrontavamo
anche con Carlo Sartori
ricordo perfettamente
Carlo ma tu che fai?
no ma è tanto
l'ambulanza oncologica andiamo bene
perché non dovremmo andare bene
a volte ci sono dei pistelli di tumori
ok, trendermus spinto e lateralità spinta
e allora vado a Strasburgo
mi fanno fare un paio di interventi oncologici
poi una volta mi fanno fare la diverticolite
Faccia la diverticolite come un'emicolettomia sinistra oncologica, come questa, piani individuati bene, senza sangue, eccetera, finisce l'intervento a pausa e a scena aperta.
I maggiori aspetti di ugea colorettale vanno a Strasburgo due volte all'anno, tra questi Patrick Ambrosetti, il guru della diverticolite, quello che ha più pubblicato sulla diverticolite.
Dopo i complimenti di Hilt e di tutti quanti, si alza Patrick Cambrosetti e dice
Caro Francesco, complimenti, hai fatto un intervento stupefacente, bellissimo, senza una goccia di sangue, anatomico, c'è solo un neo.
Peccato che il tuo paziente non avesse un tumore ma aveva una diverticolite.
C'è come dire, hai fatto una cosa sbagliatissima.
Vado a studiarmi il problema.
Se qualcuno dei miei specializzanti avesse avuto l'idea di portare i disegni, adesso potremmo mostrare i disegni che poi ho recuperato tramite anche Francesco Ruotolo,
che recitano che il problema non è solo vascolare. Se io vado a legare l'arteria all'origine qui, vado a denervare parte del discendente.
E quindi denervando parte del discendente, il paziente va incontro a quella sindrome che Shafik, chirurgo egiziano nel 60, descrisse già come quella sindrome funzionale della resezione del retto.
Cioè hanno gli stessi sintomi, diarrea, stitichezza, incontinenza e indagando sui miei pazienti che erano contenti di essere stati operati in laparoscopia, ma molti di loro scontenti perché avevano problemi funzionali, ho rivisto tutte le mie idee.
Per cui non è solo ed esclusivamente per un problema vascolare, ecco perché io comunque non scendo più sull'asse vascolare, mi tengo lontano e vado più vicino possibile nel meso, ecco perché uso questo strumento, nel meso del colon, in questo senso, risparmiando tutti i nervi che vengono dal presso sacrale.
se il ruotolo è lì
li può far vedere o ci può dire
anche lui qualcosa
e che arrivano qui intorno alla mesenterica
quindi anche quello che noi facevamo all'inizio
di risparmiare la mesenterica
cosa che faccio, vado per dire per i tumori
della flessura sprenica
vado sulla mesenterica, qua
denudo la mesenterica
mi porto sulla corica di sinistra
seziono la corica sinistra all'origine
e poi mi porto via il meso
questo significa comunque denervazione
qui non abbiamo necessità
di l'infectomia
abbiamo necessità di dare una migliore qualità
di vita al nostro paziente
e quindi non solo per problemi vascolari
ma soprattutto di quei nervi che non sono
i nervi ipocastici che noi vediamo bene
sono dei filuzzi invisibili
che contornano l'arteria
e che nel momento in cui andiamo a preparare
il meso dell'arteria inevitabilmente
le andiamo a recitare, vengono dal presso sacrale
fanno così e vanno
a raggira, a innervare
il colon discendente e il colon
per cui se io mi riporto qui nel meso
vado a sezionarmi solo quelli
che sono interessati alla parte di colon
che verrà asportato
ti è piaciuta questa?
ti posso fare una domanda?
no, però ti devi pagare adesso
dimmi tutto
ma tu mi devi dire quanti tumori
che hai operato del colon sinistro
del colon sinistro
e del sigma
hanno disturbi funzionali
allora abbiamo indagato anche questo
il paziente che ha il tumore
se ha disturbi funzionali
se ne frega
allora lei come va in bagno?
a volte 7 volte, a volte 0
però il problema suo è oncologico
non è funzionale
chi ha la resezione ultra bassa
e va 10 volte al giorno
e a volte anche un po' incontinente
se ne frega
perché ha avuto un intervento con conservazione degli sfinteri
e con
oncologicamente corretto
questo qua no
è un intervento per stare
stanno bene loro
perché nei momenti di benessere
questi stanno bene, mangiano, viaggiano, fanno quello che vogliono
se si operano è per stare meglio
non per stare peggio
questo ha bisogno di un atto di fede
per essere creduto
non lo dico io
l'ha detto Patrick Cambrosetti
ci sono i lavori di Patrick
non è certamente Vangelo
allora se tutto questo è vero
perché hai legato
Hai sezionato la vena mesenterica, la radice.
Perché lì non ci sono nervi.
Eh no, ci sono nervi.
No, no, no, questi nervi qua che dico io, te l'ho spiegato.
Quelli dell'arteria, ma ci sono anche quelli della vena.
Salgono di qua e vanno così, non salgono proprio verso la vena.
Dimostrato anatomicamente.
Ma c'è il buono ruotolo?
Lasceremo, sì c'è il ruotolo, ma siccome è preoccupato della mia presenza,
forse non dirà tutto.
Allora, no, no, no, la tua presenza è superlativa.
Dunque, basi linfatici...
Aspetta, mentre parli, Francesco, voglio solo spiegare che io adesso ho individuato l'avena che sta qui,
me ne vado al di sopra dell'avena e quindi dell'arteria colica di sinistra, nel meso, qui, dove c'è la mia garzina,
qui, e mi porto verso il margine del colon, che adesso lui prenderà meglio qui.
E da qui in poi, una volta raggiunto più o meno il margine, a questo livello scenderò nel meso come facevano i miei maestri con le cocker che scendevano nel meso e facevano la sigmoelettomia.
Quattro cocker, quattro punti e finiva l'intervento.
Siamo tornati indietro.
Certo.
Dunque no, il satellitismo nei riguardi dei vasi sanguigni è più legato ai nervi e ai linfatici, le vene non hanno tutto questo ben di Dio intorno.
Il tratto esempio dell'avena mesenterica inferiore dopo l'arco vascolare di Traiz, che ricordate essere il punto in cui l'arteria colica di sinistra decorre insieme all'avena mesenterica inferiore per un tratto di 3, 4, 5 centimetri.
Poi l'arteria e la vena coliche di sinistra si portano verso l'angolo colico, la vena mesenterica inferiore accompagnata dal vaso linfatico si porta sotto il pancreas e dietro il pancreas.
In effetti il satellitismo è più nei riguardi delle arterie che sono veramente coinvolte dai nervi, tant'è vero che si parla di plesso mesenterico inferiore facendo riferimento soprattutto all'arteria.
però in effetti si dice che
se uno può avere un deflusso venoso buono
il retto ne risente positivamente
quindi siete due grandi chirurghi
e ci avete ragione tutti
hai messo pace in famiglia, ho capito
no, ma poi siete veramente
ma guarda la cosa bella del palazzini
è che si può discutere di tutto
In effetti se tu guardi la vena mesenterica inferiore, quella lì uno la guarda con attenzione sotto il pancreas perché a quel punto può essere vicino a quella che è l'arteria avverrante colica destra o sinistra, chiamala come ti pare.
C'è il problema del meso, che mi permette di entrare in questo spazio senza creare problemi ai vasi retroperitoneali.
Perché ho individuato il percorso che avevo disegnato con un po' di fatica all'inizio e adesso scendo nel meso, come avevo detto, dall'alto in basso.
Ti faccio parlare anche per mezz'ora adesso perché non ho niente da aggiungere.
Franco, buongiorno. Angela.
Oh, Angeletta, ciao. Professoressa illustre, come stai?
Senti, Franco, siccome qui l'aula è piena...
Come sempre.
Io ho la fortuna di avere tre grandi personaggi, maestri, che sei tu, professor Prete, e poi Francesco Ruotolo.
Allora noi dobbiamo fare assolutamente un punto di questa situazione, perché se no il giovane vuole capire, lega in una diverticolite la vena all'oruggine,
sì o no la può legare
viene fuori il messaggio
che vedi
tutti abbiamo capito perché tu leghi
all'origine però alla fine
dobbiamo aggiungere una conclusione
perché non è innervata
ma poi Francesco ci dice
che non legarla all'origine
forse migliorerebbe il deflusso venoso
poi l'arteria
non la leghi all'origine
Francesco dice che la puoi legare
senza avere nessun problema
e guardate qua che stenosi che ha
eccolo qua il malloppone suo si vede benissimo allora no siccome poco fa francesco ha detto che
forse è meglio non legarla all'origine perché migliorerebbe il deflusso allora partiamo dalla
vena francesco ci stai ascoltando la vena la leghiamo all'origine non ci sono nervi e non
crea problemi la prima domanda francesco e poi per quanto riguarda l'arteria non la leghiamo
all'origine, la leghiamo perifericamente
per tutta la problematica
che hai detto tu
quindi vorrei fare un po' l'arbitro
fra te
e il professor Frita
perché non si devono dare in un congresso
come Palazzini due messaggi diversi
da due maestri così importanti
io vorrei che ora
facessimo questa
mi sembra più che
logico e doveroso
è fatto bene puntualizzare questa cosa
Se no passa molto sottotono questa cosa.
Io ho dato la mia spiegazione, nella vita molte cose si modificano.
Quindi ora diamo un attimo la parola a Francesco che chiarisce qualche aspetto e poi la parola al professor Prete.
Come no, come no.
Francesco vai.
Allora, la vena mesenterica inferiore, che è raramente assente, eccezionalmente assente,
Quando giunge al livello del margine inferiore del pancreas, in quello che è chiamato il triangolo di Riolano, cioè lo spazio in cui avviene l'anastomosi tra la circolazione della mesenterica superiore con quella inferiore,
La vena si presenta sola, tutt'al più c'è questo linfatico che l'accompagna. Il punto di legatura intanto dipende dalla condizione anatomica perché non è che vai a sofisticare la cosa quando non vedi la vena colica di sinistra.
Se a un certo punto vedi che questa vena colica di sinistra sbocca chiaramente nella vena mesenterica inferiore, affluisce quindi, a un certo punto puoi far cadere la legatura non subito al margine inferiore ma un pochino più in basso.
tenendo conto però di una cosa
che più la legatura è vicina al pancreas
e più è sicura
più è lontana
quindi in mesocolono
e più i danni alla circolazione
tra le due mesenteriche superiori e inferiori
chiamiamolo Arcata di Rolano
chiamiamolo Vaso di Drummond
eccetera eccetera
quindi una considerazione è questa
legare la vena mesenterica al meglio
e più rasente che possibile al pancreas
Posso rispettare la vena colica sinistra perché la vedo bene e la rispetto. D'altronde già dei tempi di Valdoni la vena mesenterica inferiore è la prima struttura legata nel corso dell'intervento.
faccio riferimento a quest'autore
perché è stato un grande
perché il tempo poi non ha
vedete anche i tentativi di Usher
di fare degli studi
sulla possibilità di non legare la vena
vanno incontro poi a delle verifiche
sostanzialmente uno lega la vena mesenterica inferiore
al margine inferiore del pancreas
nel rispetto della colica media
vena se questa è lì vicino e ben chiara
tutto qua
Quindi in sintesi la tua risposta qual è?
La risposta è questa, che va legata al margine inferiore del pancreas.
No, perciò dico, non ho sbagliato, questo voglio dire.
Non ho sbagliato?
No, quello che sappiamo, se poi gli studi di Usher, altri, dimostreranno che c'è un vantaggio a cercare di rispettarla,
perché qui le cose sono due, cominciano i lavori e poi i lavori finiscono dopo pagine, pagine, pagine,
Però c'è bisogno ancora di una verifica, però quello che pensiamo è giusto, però dobbiamo dimostrarlo. Allora noi abbiamo dimostrato finora che si può vivere benissimo legando l'avena pesenterica inferiore al margine del pancreas, se poi i dati successivi diranno di spostare un po' il livello di legatura, uno obbediente lo farà.
Posso aggiungere qualcosa? Vuole aggiungere prima qualcosa?
No, allora, ora passiamo alla parola. Dì, parla, parla.
No, io allora, quindi il buon Rudolf mi ha detto che questa è una cosa logica e tra virgolette doverosa per questo tipo di chirurgia. Io vi ho raccontato una storiella che non è una storiella campatinaria perché credetemi, quel giorno quando mi fu detta quella parola dal guru della diverticolite, quello che ripeto ha pubblicato il chirurgo svizzero, che più ha pubblicato sulla diverticolite e sulla chirurgia diverticolare.
e quindi
ci ho studiato, mi sono consultato
il ruotolo lo sa, me lo può confermare
vedete che aderenza del meso
si si si vede bene
e mi sono consultato
e quando poi sono ritornato
perché come dicevo prima vado
a operare a Strasburgo
alla fine o da qui o da lì
più di dieci volte all'anno
mi è capitato un nuovo caso di diverticolità
a quel punto dico mo li frego
perché faccio l'intervento che vogliono loro
benissimo
Faccio l'intervento che vogliono loro, che è questo un attimino più brutto. Adesso io ho mobilizzato, vedete, il mio percorso entra nel meso, vado qui e risparmio tutta la vascularizzazione qui e tutti i nervi che stanno al di sotto tra arteria e viena qua.
E allora feci questo intervento e dissi alla fine, mentre stavo entrando nel meso e stavo cercando di sezionare il meso con questi strumenti che, vi ripeto, sono efficacissimi, ma a me non piacciono.
mi piace la dissezione anatomica
mi piace la chirurgia
degli scollamenti
come avete visto prima per il colon destro
questa chirurgia la vedo grossolana
e mi ritorna alla mente quella del mio maestro
con le cocker, l'ho detto prima
allora stavo a questo punto dell'intervento
quando dico
questa è una chirurgia efficace per il paziente
ma brutta da vedere
brutta da fare per il chirurgo
c'era in aula un certo billild
ecco perché dico
sgombriamo il campo dalle polemiche inutili
che dice, caro Francesco, è un intervento brutto, ma è il migliore che tu puoi fare per il tuo paziente.
Allora, detta da Patrick Cambrosetti un suggerimento, confermato da Hilda, che non è l'ultimo arrivato,
io credo di essere sulla strada giusta.
Quindi tu, Franco, in un caso del genere, legatura all'origine della vina,
perché comunque anche ci accede a quella zona del pancreas molto più facilmente,
e perifericamente gli arteri
ora vediamo che ne pensa
alla fine il professor Prete
non ridere
è meglio che non dica tutto
e attenzione a quello che dici si può ritorcere su di te
mi augurerei che queste cose
fossero dimostrate scientificamente
e non sulla scorta
dell'esperienza di uno
per quanto esperto, per quanto grande
come Ambrosetti
oppure
Hilda
oppure
Hild non credo che abbia grande esperienza
di verticoli
insomma qualche colon
l'ha vista nella sua vita
in ogni modo posso concludere dicendo
che non è vero ma ci credo
a quello che dici
mi piace, mi piace
salomonica conclusione
guardate il pseudotumore infiammatorio
come ballotta quella
ci sono dei linfonodi qua dentro
il messaggio del professore è forte
nel senso che oltre
l'esperienza di alcune persone
che hanno fatto
tutto questo deve essere accompagnato
da evidenza scientifica
va bene facciamo così
grazie
io vado su un altro canale
no no no ti sei introdotto
devi rimanere
troppo comodo
troppo comodo
ma lei è capace
è capace di andare a destra e a sinistra
di seguire
molti chirurghi
la conosciamo bene la professoressa Pezzolla
aia aia
professionalmente
perché vuoi dire qualcosa di negativo?
assolutamente
siccome sono in fase di chiarimento in questo periodo
ah si?
ma noi non abbiamo bisogno di chiarimenti
e te?
fra me e te non ci sono
invece è stato molto bella
mi è sembrato giusto e necessario
io ero in una pausa
perché stavo seguendo Massimo Viola dall'altra parte
e ora è una pausa
per cui avevo seguito questo
e anche i giovani
mi facevano questa domanda
sono venuti fuori dei bei messaggi
sia da te che da Franco
che vanno seguiti tutti e due
non me ne volere ma sono tutti e due validi
vedi che malloppone l'infonodale
voglia voglia
e comunque la frase che dici
non ti piace questo ma è così che si fa
è così
però basta
Franco
grazie Angela
In questa dissezione che sta facendo il professor Corcione, lui si tiene a contatto del sigma, praticamente lega, seziona le arterie sigmoidee all'esterno della vena mesenterica inferiore, al ridosso proprio del colon.
Però man mano che scende, e se pensiamo al sigma che fa il sigma stesso, quella S, è chiaro che si avvicina sempre più alla parete del colon in questa sua emostasi.
Poi arriva la giunzione sigma-retto dove lo spazio è ancora più limitato e allora lui si porterà ancora più ridosso del colon, del retto e dovrà stare però attento a non danneggiare l'ido del retto di Mondork dato dalla divisione dell'arteria mesenterica inferiore che lui ha in programma di rispettare.
Quindi la sciale tra il retto di Mondor, che è la parte in cui c'è il punto, è la faccia posteriore del sigma retto dove l'arteria mesenterica inferiore arriva e si divide nelle due branche delle rettali superiori.
e quindi deve stare attento a non danneggiare questo rito del retto perché ha fatto tanto per rispettare la mesenterica inferiore e poi alla fine la sega perché segando le tali superiori di fatto toglie di mezzo la mesenterica inferiore.
Le mostre sia a contatto del retto quindi userà una più delicatezza nella dissezione a quel livello per non creare anche dei danni tecnici a livello dell'ilo del retto di Bondor che è un chirurgo francese a cui i francesi hanno dedicato varie istituzioni perché era veramente bravo dicono di più.
mettiamoci la calzina sempre sotto controllo visivo
sempre calze contate ovviamente
la paroscopia è più facile che in chirurgia open
a lasciare le calze in addome
non ce lo scordiamo mai
difficoltà entra
e questo è il motivo per cui sto usando questo strumento
vedete com'è spessito questo meso
fosse stato un tumore
avrei avuto
essendo un'emostasi
che non prevede la chiusura del rubinetto centrale
ma di andare a sezionare i singoli rami in prossimità del colon, viene da sé che un po' l'emorragia al livello dell'anastomosi può essere un po' più importante nel posto operatorio di quanto può accadere quando la legatura è centrale.
c'è una bella città d'acqua
in un palazzo
chiudi l'appartamento
chiudi il pubblico centrale
o chiudi dei singoli rubinetti
hai anticipato quello che avrei detto
Francesco
quello come dice il professor Predio
anche il professor Corciona
devono fare delle verifiche
adesso ci sono pure gli strumenti per andare a vedere
un operato
di microelettromia sinistra
per tumore
e come si svolge
il flusso venoso
con tante possibilità di
così si conclude
il problema
Francesco hai anticipato la tematica
che avremo
no no solleva
che molli
che avremo ovviamente affrontato
al momento della gastrosi
vorrei avere un po' più di confusione nella testa
prende il libro
sul mesentere
dei chirurghi irlandesi
Un libro che dal punto di vista delle immagini, delle pagine scritte è veramente sorprendente. A un certo punto loro dicono che alla base della malattia diverticolare e di altre malattie del colon c'è il meso, il mesentere che si dimostra, è il passaggio dei nervi, è il passaggio di strutture, di cellule, è veramente fondamentale.
E allora la domanda a loro è se dite queste cose e perché a un certo punto si accetta per queste malattie benigne come la diverticolosi una sezione di questo tipo che di fatto lascia il mesocolon perché il pressocorcione sta portando via il mesocolon paracolico, non porta via il mesocolon centrale.
E invece se il beso colon è la colpa di tutte le cose, come dicono loro, fanno uno studio sul mese intero che fosse appunto il cuore, il cervello e il corpo, a un certo punto perché allora voi ammettete e lo conservate sempre e quindi ci sono una serie di cose da mettere a punto.
D'altronde con gli anni, perché io sono abbastanza vecchio, parecchio vecchio, le cose sono viste cambiare in tutti i modi, non posso mettere una mano dietro il sigmaretto, la mano che scende giù, la mano di Kenu che scolla attraverso il piano retrosacrale, retrorrettale e presacrale, è una manovra che praticamente è smussa.
Invece bisogna andare con il tagliente perché sennò si danneggiano i nervi e non negli ipogastici che si vedono quanto quelli parasimpatici, splanquici. Anche questa spiegazione mia così contorta dimostra l'incertezza che c'è.
Andiamo qua. Allora, il mio obiettivo è arrivare alla giunzione.
Dammi lavare un attimo qua dentro. Dall'alto? No, no, sollevo. Perché muoio ogni tanto?
Scusami Gianluca. Ecco scendo dall'alto, non vado perpendicolarmente all'asse del
retto, ma mi porto dall'alto verso il basso a scoprire la giunzione. Una domanda
la faccio io a Fernando
se è ancora
in diretta con me o sta guardando
ma perché ti vuoi? Volete vedere
in diretta che cosa faccio a Gianluca?
Si può far vedere l'esterno?
No, eh? Vabbè, peccato.
Eh? Sì? Si può vedere
l'esterno? Benissimo, allora dammi il diviaricatore
diviaricatore
regalino a Gianluca, pagano
Gianluca pagano
ecco qua, dammi la manina
ecco in diretta il premio che Gianluca
Capagano, bravo. Hai visto? Se l'hai meritato. Io e questi specializzanti miei voglio bene.
visione, vediamo qua, ecco qua, bisogna mobilizzare un po'. Vediamo se siamo arrivati quasi, questa
Questa è l'aggiunzione, questo va via, quindi ci siamo, ci siamo quasi.
Prepariamo la sudoratrice.
quel punto più delicato è l'aspetto posteriore,
che deve appunto stare rasente all'aspetto posteriore, lasciando in pace
l'arteria mesenterica inferiore che si porta a valle del punto di resezione.
Non deve essere assolutamente… deve demurare bene dietro.
Ultracision, ancora un po' di ultracision, dai. C'è ancora un po' qui da rifinire, là da destra.
Circa il drenaggio venoso, Franco, c'è da tener conto di quelli che sono i sistemi retroprisoniali di drenaggio venoso.
perché proprio nei riguardi di questa malattia diverticolare
ci sono degli articoli che dimostrano appunto
come attraverso il sistema di Rezius
il sistema retropolitoneale
che si attiva quando c'è un'ipertensione portale
quando c'è qualche ostacolo venoso
le vie di deflusso sono molteplici
tant'è vero che la trombosi della vena
nei pazienti con diverticolite
è piuttosto rara
nonostante ci siano infezioni in atto
certe volte
e qual è il perché?
è Francesco
il retrobritoneo
ok qua vado bene
dimmi Francesco
Francesco
la voce
Francesco
ma non era qui la film?
ma non era Gaetano?
allora una cosa importante
vedete che io la dissezione la sto portando
dall'alto in basso complicandomi la vita ma sempre nell'ottica di dare una migliore qualità perché
non voglio invadere i nervi che salgono quelli del plesso sacrale che salgono e che terminano
nel meso retto per cui se fosse andato in questa sezione probabilmente avrei denervato in parte
anche questa parte di retto invece così dall'alto in basso mi sono preparato la parte di sigma da
sezionare l'aggiunzione l'importante è arrivare al livello dell'aggiunzione usiamo 245 non mi piace
usare la ecco qua la 60 in questo caso perché molte volte anche se qui forse è stato utile
Franco sei andato quindi sotto il punto
ti sei portato sul retto intraperidoneale
cioè al di sotto della zona di Opelle
esatto
perché questo autore
200 anni fa descrisse questa zona
di ipertensione
tra il colmo distale e il retto personale
vedete la vascolarizzazione
mi date la bipolare per piacere
vedete che vascolarizzazione
no però ha conservato le rettali superiori
cioè in questo modo
avendo rispettato
le rettali superiori
si che il moncone
che c'è diretto
soprattutto nella parte diretto
pellico intraperitoneale
sia irrorata
Franco a proposito del venaggio venoso
A proposito del drenaggio venoso, va detto che in questi casi c'è la possibilità che il sistema di Rezius,
che non è altro che un sistema quiescente tra i circoli intraperitoneali e estraperitoneali,
si attivino attraverso le renali, attraverso tutte le vene del plesso retroperitoneale.
le lombari, le azigos eccetera
quindi le possibilità ci sono
Franco
ecco Fernando, ti avevo perso
scusa, con il rispetto
della vascolarizzazione
sì
dell'arteria mesenterica inferiore
mi è capitato più di un caso
di proctoragia
postoperatoria
mi è capitato anche a te
però generalmente
queste forme
Non hanno bisogno di reintervento.
No, però l'intervento dell'endoscopista sì.
L'intervento dell'endoscopista sì, anche a me un paio di volte.
Perché addirittura a me è capitato quando stavo a Monalde, all'inizio proprio di questa esperienza,
non facevamo una mossa che poi abbiamo messo a punto e che vi mostrerò.
e arrivò a sedia emoglobina
sedia emoglobina in poche ore
rettoregie profuse
quindi chiamiamolo endoscopista
e fece una buona emostasi
e da allora abbiamo detto
che cosa si fa
e che cosa abbiamo pensato
abbiamo pensato di fare sempre
un'endoscopia intraoperatoria
alla fine dell'intervento
il problema è che per fare endoscopia
o ci vuole uno che ha il rettoscopio
e ne capisce
e quindi ci vogliono endoscopisti
il quale sistematicamente
non può venire in sala operatoria
non so da voi nella vostra realtà
ma sai è comunque uno spreco
perché poi la fa
90 volte su 100
non fa niente, c'è tutto ok
allora che cosa abbiamo fatto?
intanto prendiamo le precauzioni di rinforzare
l'anastomosi come vedrete
ma poi faremo
un'esplorazione con una calzina
a parte le prove che faremo
del blu, dell'aria
una garzina immacolata all'interno dell'ano
se esce blu
perché abbiamo iniettato il blu
bene, se esce tutta rossa
a quel punto
qui teniamo l'endoscopista che sta allo stesso piano
però lo chiamiamo
nell'arco di pochi minuti viene
va a verificare, eventualmente va a mettere una clip
un punto
però abbiamo semplificato le cose
ma non trascurando il check finale
che come dicevi tu
può portare nel posto operatorio
ad avere anche morregie importanti
come è avvenuto anche nella mia esperienza
cose che invece nell'intervento oncologico
ti dico che non mi sia mai capitato
ma soprattutto mai capitato di questa imponenza
qualche goccia di sangue
però questo è tutto il pseudo tumore infiammatorio
e questa è la visione finale
il meso conservato, il retto conservato
estrazione del pezzo con l'incisione sovrapubblica
già disegnata
desuffriamo
no no, 31
31, sempre
bisturi
stop gas
Ferdinando ma sei arrivato ieri al Palazzini?
sì
ti sono mancato ieri?
sì, certamente
dire che
è stata una giornata grigia
ma quanto sei bello
sì, grazie
raddrizziamo un po' il letto
allora, Ferdinando, posso dire
Ferdinando Prete, lo posso dire? Lo posso dire? Lo posso dire? Non lo posso dire? Ferdinando Prete, quando l'ho conosciuto, era già considerato il più grande chirurgo dell'Italia meridionale.
No, no, non sto scherzando. Era un grande chirurgo. Era considerato una grande mente, aveva un unico grande neo che quando l'ho conosciuto criticava i chirurghi che operavano in laparoscopia.
Sì, soprattutto il retto. E non me ne sono mai pentito di averli criticati.
No, no, va bene, la criticava sempre.
Né i laparoscopisti né i robotici. I robotici che esistevano già ai tempi del robot Bracci.
Però che cosa è successo? Siccome è una persona intelligente, siccome è una persona che non si attacca alle cose senza ragionarci, improvvisamente, ma vi dico improvvisamente, è diventato uno dei migliori chirurghi laparoscopisti che c'era all'Italia.
Uno dei più anziani sicuramente.
Sì, ma uno che si è messo in discussione in età avanzata e non erano molti, non sono stati molti, direi quasi pochissimi, mentre qualcuno anziano era partito un po' meno anziano, tu sei partito proprio anziano, ma sei partito per convinzione e in poco tempo, proprio per la tua abilità, la tua mente, hai superato tanti che erano partiti molto prima di te.
questo lo sto dicendo
a onore del vero
non è bisogno di essere
elogiato in pubblico
e quindi era uno dei chirurghi
che io avevo
fisso quando facevo le full immersion
al Monaldi
veniva a fare sempre interventi
colorettali, la sua specialità
ma gli ho visto fare anche gastrectomia
gli ho visto fare tante cose
grazie Franco
poi ti darò il compenso
quello che abbiamo concordato
la prima volta che ti vedo
quello che abbiamo concordato
non voglio di più
solo quello che abbiamo concordato
quello che avevamo stabilito
qui abbiamo anche
la nostra bella caposala
a cui facciamo i complimenti
per aver gestito
la tua sala operatoria
la inquadriamo per piacere
non solo brava ma anche bella
dove stanno le telecamere
così facciamo invidia a tutta Italia
tutta Italia
la mia Katia
partorita da poco
nonostante questo
quando c'è il palazzino e lei lascia il figlio
il marito
ecco qua, questo è tutto l'espessimento
noi siamo andati vicino proprio alla
parete, guardate
apparentemente è tutto mobilizzato
non riusciamo a vedere bene
allora vediamo prima Katia
la salutiamo
la Katia l'avete vista
allora qua sono le clip, vedete
Quando io vi dicevo, io non so il passaggio discendente, l'esterno volevo, l'esterno discendente sigma, la patologia è qua.
Un po' di mal di mare stiamo avendo.
Perché c'è un marinaio che non ha la stampella.
Che non ha preso...
Allora, questa è la parte patologica e qui è tutto il spessimento che abbiamo poi lasciato, quelli infornuti giù.
questa è la zona passaggio discendente sigma
dove stanno le due clip
come vi dicevo quando noi mobilizziamo il cono
poi non sappiamo esattamente
allora sappiamo adesso che questo è il passaggio
discendente sigma quindi la mia anastomosi
deve venire al di sopra
siccome non abbiamo legato vasi
basta che io faccio così
e me ne vado nel meso
e vado a prepararmi qui l'anastomosi
ok
ultracision
non vi arrabbiate se chiamo ultracisione
questo strumento
no perché già ho visto qualcuno che si è arrabbiato
cominciamo a preparare
il verde
una parola sul verde professore
una parola sul verde
sui test
che facciamo per la vascolarizzazione
ormai sono diventato obbligatori
da un punto di vista morale
perché se non li fai dopo è la comprensione
ma perché non lo fai
però io non sono di quelli sfegatati
meno male
nel senso che purtroppo lo faccio
perché devo stare a posto con la coscienza
però non sono mai
arcisicuro al 100% perché molte volte
non abbiamo la percezione
della reale efficacia
non c'è un indice colorimetrico
bravissimo
di sicurezza
cosa che secondo me dovrà rappresentare il prossimo futuro
ok
dai col green e dammi la
ok
pronti? andiamo col green
fatto? ok due secondi
e vediamo
abbiamo una buona assistenza qui
della casa madre
quando i voi scompaiono
dove sono andati?
grazie per l'assistenza siete stati preziosi
in questo momento
stanno qua da stamattina
un camice di troppo
vogliamo vedere il verde per piacere
Franco il professor Di Matteo
per non piccarsi il dito nel passaggio
di due aghi
aveva un
ditale che usava
la nonna
sul serio, lo metteva su
io una volta sono andato a vederlo
e lui dice così non mi picco il dito
capito?
ho capito
ovviamente non c'è il professor Di Matteo quest'anno
allora
vediamo il verde che è arrivato
fino alla nostra suturatrice
qui e vedete che giù
è tutto grigio
Vedete la differenza abissale, come teoricamente possiamo essere contenti di questa vascolarizzazione, per cui fili, grazie, grazie, grazie, bravo, bravo, ve lo presento, il mio strumentista si è emozionato perché mi ha dato le forbici, il bisturi senza darmi i fili, bravo.
se io fossi stato
Rosario dipendente
avrei sezionato
Rosario, si chiama Rosario
è in vendita anche lui
costa poco pure lui
possiamo fare un pacchetto
Pagano, Nicola e Rosario
dai, enterostato
enterostato, che è successo
ragazzi
non potete giocare con me
lascia, ok, tira tutto
dammi i forbici, dai
Forbisci? Vai, ok.
Bisturi e betadine?
Bisturi? Vai col betadine.
Betadine?
Il buon Alberto Porcelli, it's ready for the transanal anastomotic.
Dammi Alice.
Molte volte, credo che sia capitato anche a te Fernando, qualcuno lo fa di principio nella diverticolite,
Una anastomosi latero-terminale. Io la faccio solo di necessità.
Di necessità, ma quando ci sono diverticoli sul retto?
Sì, purtroppo capita. Non mi piace perché credo che aggiungiamo un rischio di descenza in più perché facciamo una sutura in più.
Perché c'è la sutura lineare.
ma togli un rischio
di descenza in meno
perché serve a finire sul diverticolo
che è poco
la chirurgia purtroppo
è fatta di rischi, devi cercare sempre
di scegliere il
meno frequente
il meno pericoloso
ok, giro intorno
per tradizione
ecco, vedi, una bella tradizione
ti piace? pure tu lo fai?
sì, sì, sì
metti il doppio nodo, se no non si va
Ok, forbici, taglia corto, pinze e forbici a me, andiamo a denudare un po' il margine di resezione, perché sono dei vasi.
Ok, coagula, coagula a me, coagula a me.
La sala è piena, mi dicevano.
Sì, sì, molto piena.
Come sempre?
Come sempre.
Ma come fa Palazzini?
Ricordi una volta esisteva il Palazzini e il Corcione.
Poi il corcione si è fatto vecchio, ma la sine è sempre in auge.
Gira un po'.
Anche per questo faccio un messaggio di Richard Cohen, un chirurgo del St. Mark's Hospital, che è ospite al Monaldi per una settimana, proprio per la chirurgia laparoscopica colorettale.
Quando arriviamo a questo stadio, ovviamente cercavo di sfruttare le sue conoscenze in chirurgia colorettale open.
e disse Richard, ma qua che consigli? Andare proprio a pelare il capello o di essere grossolani?
E lui sa che rispose? No, una distinzione né troppo né poco, ho capito.
Come dire, mi lavo le mani, fa quello che può. Vedete che vascolarizzazione.
Sì, in effetti, esagerare in questa scheletrizzazione della...
però qui è un margine
molto vascolarizzato e quindi aumentiamo
ancora più il rischio di emorragia
ok
mettiamo tutto dentro
mettiamo il coperchietto, insuffliamo
Alberto è già pronto
nel frattempo diciamo agli anestetisti
di preparare di là
l'hanno già pronto?
devo dire forse dobbiamo rallentare un po'
se no non arriviamo a stasera
abbiamo due sorprese che ci faranno perdere un po' di tempo
tempo, dai. Ci ho due, un po' di lateralità verso di me, un poco poco di lateralità verso di me,
due giù ando per piacere, ok, grazie, basta, basta, basta. Adesso, no, no, ti lavi, vedete scende da
solo il colon, quindi, no, ti devi lavare. Mi dai un divaricatorino piccolino, ciuffettino, così
facciamo vedere il castigo che deve avere Nicolino in diretta, dove sta il mio divaricatorino. No,
Io dicevo, si vede? Ecco qua, il divario catarino sulla manina, così si impara.
Vai, vai. Allora, il colon scende da solo.
Però prima che scenda andiamo a verificare in alto se è tutto ok.
Ok qua, ok qua, ok qua, ok qua, ok qua.
Vai, adesso introduciamo la nostra stanza.
Tu solleva l'utero e io tolgo la mia calzina, che in questo momento è solo l'ostacolo.
allora ricordiamoci che noi abbiamo
il meso quasi tutto
integro posteriormente
e quindi
ecco, aspetta un po', esci un poco
ecco qua, perfetto
ok, stop così
benissimo, vai Alberto
Alberto non è in vendita
mi dispiace per voi, Alberto non è in vendita
vai
che poi in realtà non ti vendi nessuno
vai vai vai
ok, stop
Stop. Lo vorresti Alberto, ma costa, costa moltissimo.
Non sai com'è.
Vai, comincia a stringere.
L'intervento non è finito, dico sempre, perché intanto andiamo a vedere l'Atenia.
Mazzarella mi fa vedere l'Atenia.
L'Atenia, eccola qua, fammi seguire l'Atenia.
Nicola, ok, sempre giù, sempre giù.
Puoi stringere, Alberto.
Ok, questo è uno. L'intervento non è finito perché, ne parlavamo prima con il professore Prete, non so se lui l'ha avuto, noi ne abbiamo avuto i due e abbiamo pubblicato su Starge Calendoscopy la nostra esperienza di occlusioni post-operatorie dopo emicolettomia sinistra dicendo che andiamo a mettere la colla perché è una superficie vasta e la colla mi protegge di più.
Abbiamo in due casi rioperato il paziente che aveva l'intestino completamente migrato, abbiamo avuto tutti e due casi convertiti. Dopo aver pubblicato quasi 200 casi con zero complicanze, ironia della sorte, che cosa succede? Un'altra occlusione postoperatoria, colla a colla.
E l'immagine era completamente diversa perché vedevamo, ce l'ho ovviamente filmato, la presento sempre nelle mie complicanze, un piccolo orifizio qua su Traiz, un'anza incarcerata, quindi piccola occlusione, ma ovviamente, e il resto era tutto incollato.
Allora, siccome il punto di debolezza di migrazione è il traiz, da quel momento, anche se la colla, avete visto, ha già fatto il suo effetto, io ho preso la precauzione di chiudere il traiz con un punto qui.
Alla radice del meso corto.
Ricordo a me stesso quello che disse, io ho imparato molto dalla frequentazione dei corsi colorettali a Strasburgo,
quello che disse un chirurgo a Strasburgo che appunto sollecitava di chiudere il meso
e fece vedere un filmato in cui all'epoca non c'era la colla, lui non usava la colla,
quindi metteva tutta una serie di punti, a volte si vedeva anche un po' faticosi, un po' farraginosi.
e dalla sala
ci sono domande
un chirurgo brasiliano
ha visto complimenti
però ho visto la grande fatica
e non capisco l'utilità
perché io non l'ho mai avuto
una complicanza del genere
eppure ho fatto centinaia e centinaia di colonzisti
e lui disse
non faccia come me
perché anche a me veniva suggerito
di mettere dei punti, di chiudere questo spazio
e io dicevo ma io non ho mai avuto una complicanza
e poi ne ho avute due pure io
allora passate a prendere
dei provvedimenti
prima di avere la complicanza
e questo è il messaggio che lancio
alla sala
perché pure io centinaia di interventi
non avevo avuto complicanze
poi ne ho avute due
non dico una presa all'altra
e sono complicanze che purtroppo
richiedono un intervento che in tutti e due i casi
o solo nel terzo
quando abbiamo messo la colla
è stato possibile
fare il labbro perché era una piccola
un piccolo incarceramento di un'anza
quindi ci perdiamo tre secondi
a mettere un po' di collo e un punto
ma dormiamo meglio la notte
detto questo
adesso siamo pronti per l'anastomosi
ma l'intervento non finisce con l'anastomosi
e non va
vai, adesso
dammi una giovanna, pronti, vai
Alberto, go
1, 2, 3, 4
Quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci.
Tre file.
E' quella di tre file di punti.
E fra poco arriveremo a cinque file di punti.
Da una, due, tre, perché no, cinque.
E' una elettrica o no?
No, no.
Noi siamo antichi.
C'è Alberto Corcelli che ha la forza.
Non lo inquadriamo perché non vogliamo spaventare.
però insomma è uno che ha già forza
vedete le rondelle, inquadriamo per piacere
là
inquadriamo, vedete
le vedi Fernando le rondelle
complete, ok
adesso una garzina pulita
per piacere, Alberto mi fa
la prova al blu e la prova
al rosso, blu
e aria, lui che guarda
senza capire che io devo entrare qui
prima il blu e l'aria
mettiamo una garzina
perché anche una micro goccia di blu si evidenzia bene tutta prima il blu questa cosa adesso la
roma si così morbida e anche un po e anche un po eccessiva questa prova col blu e vabbè sai mai
dire mai ancora un'altra e poi mettiamo la calzina nell'ano ma è molto aria chiudi il colon a monte
in questo caso, in questi casi, oppure no?
Che cosa?
Clampi il colon al monte?
Sì, sì, qui, vedi, sto comprimendo così, vai, vai, vai.
Infatti si gonfia, ma blu non se ne vede.
Va bene, thank you so much.
Mettiamo la calzina, togliamo la nostra che è immacolata,
andiamoci a prendere, come sempre, l'epiplon,
come abbiamo fatto prima per il colon destro,
e lo portiamo sempre al davanti come cane di guardia,
anche se questo è peduncolizzato
no no dammi l'ultracision
peduncolizzato
non mi piace così
nel frattempo Alberto Porcelli
sta mettendo una garzina
nell'ano per essere certi
che questa garzina non esca rossa
di sangue
ecco qua, mettiamola giù
la garzina è blu
la vedete
quindi non c'è necessità di chiamare l'endoscopista
fosse stata macchiata di rosso
o tutta rossa
avremmo chiamato l'anestesista e aspettato 10 minuti.
A questo punto non dobbiamo fare altro che togliere i trocar sotto visione.
Uno, due, mio, vai, ok, e il terzo, ultimo, quello più pericoloso,
vedete che va posizionato proprio lateralmente alla corda dei vasi epigastici, qui.
Né più lontano né più vicino.
Primo per evitare la lesione dei vasi, se lo mettiamo più lontano
va a essere un po' impedito
dalle anze che durante il decubio laterale
destro possono impedire
il naturale passaggio, questo è quello più
pericoloso, lo osserviamo con attenzione
non c'è sanguinamento
io vi saluto e credo
che fra pochi minuti ci ricollegheremo
col terzo intervento
grazie Franco, grazie a te
grazie a tutti i suggerimenti
via, è pronto di là?
no, è troppo rapido
calmatevi in atto
ti prendo un caffè adesso
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