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24° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidenti: L. CASCIOLA (Spoleto) A. D’ANNIBALE (Roma) A. MORALDI (Roma) Moderatori: A. ELIO (San Bonifacio VR) G. GASPARRI (Torino) P. GENTILESCHI (Roma) L. MASONI (Roma) M. F. PANZERA (Milano) F. RULLI (Roma) G. SALVINI (Roma) Initial experience with robotic liver resection: left lateral sectionectomy for a benign tumor F.A. Ciarleglio, A. Brolese, S. Marcucci, P. Valduga, C. Prezzi, P. Beltempo, G. Bellanova, P. Bondioli, G. Viel, F. E. D’Amico
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Un video che io presento, mi sono Ciarleglio, vengo da Trento, è un video di una settorectomia
laterale sinistra condotta interamente per via robotica per una neoplasia benigna.
In questo caso si trattava di una ragazza molto giovane di circa 16 anni che la cui
indicazione alla chirurgia è stata apposta per la sintomaticità della lesione, per una
alla sindrome dispeptica e per un dolore continuo riferito in ipocondrio destro e in epigastrio.
Anche qui noi ci siamo approcciati alla terapia chirurgica con un'ecografia preliminare
più che altro per valutare al meglio i rapporti vascolari della lesione,
si sconfinava o meno verso il quarto segmento e abbiamo utilizzato un approccio all'ilo
Partendo però dal recesso di Rex e scendendo verso i vasi, come vedrete adesso in sequenza verrà isolata e poi dopo clippata e sezionata l'arteria epatica a sinistra.
In realtà siamo all'inizio noi per quanto riguarda la chirurgia epatica robotica, dopo una grossa esperienza, noi siamo la costola ospedaliere della scuola del professor D'Amico, quindi veniamo da Padova, abbiamo una grossa esperienza in chirurgia open e trapiantologica, meno in chirurgia mini-invasiva e soprattutto in chirurgia robotica.
Per cui abbiamo altamente selezionato i casi anche per un rispetto profondo dei costi visti i tempi che corrono e come in chirurgia open non ci siamo fidati, come potete osservare in questo caso, di un semplice uso dell'emuloc, ma abbiamo posizionato anche un punto di sutura per la tranquillità del chirurgo, possiamo dire, su quello che è il ramo sinistro dell'arteria epatica.
Le legature delle branch portali sono state effettuate all'interno del fegato, visto che si trattava soltanto di una setriectomia per evitare di legare i vasi del caudato e soprattutto quelli afferenti al quarto segmento.
Vedrete poi dopo in sequenza la legatura selettiva del ramo per il secondo e del terzo segmento.
Il video per una questione di durata scorre in maniera un po' rapida.
Il grosso, possiamo dire, in chirurgia epatica, secondo me, svantaggio che si ha nella chirurgia mininvasiva
è la mancanza della mobilizzazione del fegato e quindi la padronanza e la possibilità di poter controllare,
soprattutto nelle epatectomie maggiori, non in questa, ma nelle epatectomie maggiori,
quello che è l'ilo di deflusso cavale.
Motivo per cui noi alla fine, dopo aver peduncolizzato il lobo anatomico sinistro del fegato lungo la sovraepatica di sinistra, abbiamo utilizzato per l'ultima fase della transizione parinchimale e per la sezione della vena sovraepatica sinistra un'endogio vascolare con doppia carica.
natura, ovviamente legatura del ramo biliare
per la transizione parenchimale
e della sovraepatica sinistra
visto che si trattava di una patologia benigna
non è risultato fondamentale
la sua scheletrizzazione
quindi si è perfezionato il controllo dell'emossisi
poi come vedrete dopo della biliostasi
applicando anche della cola di fibrina
sulla trancia
e per l'estrazione del campione chirurgico abbiamo preferito eseguire una piccola laparotomia
secondo Fannestil in sede sovra pubblica.
L'esame istologico poi definitivo ha confermato essere una iperplasia focale nodulare.
Grazie.
Fare l'epatectomia destra, B prima, questa di sinistra, qual è il percorso?
Ti trovi il robot, te lo compano, ti dico guarda che bello c'è il robot, cosa si comincia a fare?
posso parlare sulla mia
esperienza? Io penso che poi sia un percorso
comune di tutti quelli che hanno un po' immaginato.
Il percorso comune parte
e dopo penso che possa parlare anche il dottor Ceccarelli
per la sua esperienza.
Secondo noi parte da
una profonda conoscenza della chirurgia
epatica e questa si assicura
dalla parte open. Mi riferisco proprio all'aspetto
tecnico-robotico.
Il tecnico-robotico
noi siamo partiti dalle colecistectomie.
Abbiamo fatto 70 colecistectomie
Prima multiport, poi single site, ed è stata questa la porta di accesso alla chirurgia robotica.
Quindi il percorso è simile a quello della paroscopia?
Potreste dirci sprecando risorse, potenzialmente sì, però la learning curve è sicuramente una learning curve molto più breve rispetto a quella della chirurgia laparoscopica.
La colecistectomia, la siperfezione nel giro di due o tre tentativi, un chirurgo con una buona esperienza in chirurgia laparoscopica riesce tranquillamente a completare l'intervento nel giro di uno o due tentativi.
passando poi dopo ad una chirurgia del colon
una chirurgia pancreatica
come faremo vedere poi dopo in un video
successivo
che si limita per noi
le indicazioni sono state
la parte demolitiva
dell'intervento di Whipple
e l'esplenopancreasectomia
questo è un po' nell'ambito della chirurgia pancreatica
e adesso
in pratica la utilizziamo
o per questo tipo di procedure
oppure per le resezioni del retto
Ecco, queste sono state un attimo le indicazioni, anche perché utilizziamo il robot in coabitazione con tutte le altre unità operative dell'ospedale, per cui possiamo utilizzarlo una volta alla settimana, anche noi con problematiche relative alle valutazioni anestesiologiche e al fatto che l'anestesista ti dia l'ok, perché possiamo dire che anche dopo 150 interventi di chirurgia robotica ci riteniamo ancora in fase di learning curve per tante procedure.
Certo, grazie.
secondo me l'esperienza nostra per la chirurgia robotica è veramente più bassa rispetto a quella della laparoscopia
forse 70 pollici stettomi sono tante per avvicinarsi alla procedura robotica
secondo me partendo da un'esperienza di robotica, di chirurgia epatica in questo caso
o di altre indicazioni e di conoscenza tecnica dell'intervento, probabilmente ci vogliono
molti meno interventi di livello inferiore per partire con una chirurgia maggiore sul
fegato. Noi per esempio nella nostra esperienza quando iniziamo a fare la chirurgia robotica
qualche anno fa, proprio di principio anche considerando i costi del dispositivo, il professor
Il professor Mosca, il nostro direttore, dopo decise che si doveva partire già con la chirurgia maggiore, quindi i primi interventi furono comunque già interventi di chirurgia colica e addirittura il settore laterale sinistro fu uno dei primi interventi che facevamo.
Credo che se tecnicamente il chirurgo ha conoscenza, come sicuramente aveva il vostro gruppo di chirurgia epatica e di chirurgia vatorioscopica già medio avanzata, non c'è bisogno di fare questi tanti pollici stessi.
In realtà le colecistectomie erano inserite in uno studio internazionale di confronto fra il multiport e il single site, sia la paroscopico che il robotico, quindi per questo motivo essendo stati inclusi c'era stato richiesto di fare un certo numero di casi, sostenendo anche i costi da parte della compagnia che gestisce il Da Vinci delle procedure.
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