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7° Corso Infermieri di Sala Operatoria Roma 13-14 maggio 2010 SESSIONE 3 LA TECNOLOGIA APPLICATA ALL'ASSISTENZA Presidenti: P. Iacovoni, I. Lamera Moderatori: S. Iuorio, A. Magini F. FERRAIUOLO La gestione del trauma maggiore dal pronto soccorso alla sala operatoria: Quali competenze infermieristiche
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Passiamo dal trauma che arriva dal pronto soccorso alla sala operatoria.
C'è una prima fase di allertamento dove viene allertato l'anestesista di guardia,
il quale alletterà la guardia attiva che chiamerà i reperibili che sono a casa.
La guardia attiva nel nostro ospedale è formata da due infermieri, uno strumentista e di norma un infermiere circolante,
che hanno un compito specifico all'interno del blocco operatorio,
che è quello di allestire la sala operatoria, di preparare lo strumentario chirurgico proprio per l'intervento,
preparare tutti i presidi necessari all'intervento stesso
eventualmente se il paziente arriva immediatamente
sull'alletto operatorio iniziare l'intervento
in attesa che arrivano i reperibili
l'equipe infermieristica reperibile è formata da tre infermieri
che sono uno strumentista e due infermieri
la nostra equipe reperibile è un'equipe polivalente
nel senso che ha dei ruoli intercambiabili
quindi attraverso il pronto soccorso
il paziente segue un percorso dedicato e arriva in queste già nominate sale operatorie 17 e 18
che sono dedicate all'emergenza H24.
Anche nelle sale operatorie si seguono le linee guida del TLS,
quindi appena arriva seguiremo una protezione delle vie respiratorie,
quindi stabilizzeremo la colonna cervicale, dopo valuteremo la respirazione,
dopo controlleremo la circolazione, quindi con un controllo delle emorragie
ed infine valuteremo lo stato neurologico ed infine l'esposizione e la controllo della temperatura.
Passiamo quindi all'interno della sala operatoria.
Cosa fanno gli operatori all'interno della sala operatoria?
Ci sono diverse figure all'interno della sala operatoria, ognuna delle quali conosce il proprio ruolo.
Quindi il paziente appena arriva verrà posizionato sul letto operatorio con entrambe le braccia abdotte a 90°, quindi verrà monitorizzato con un ECG in continuo, con una pressione arteriosa non cruenta e la saturimetria.
Dopodiché sappiamo molto bene che i pazienti spesso traumatizzati sono pazienti ipotermici
quindi proveremo ad innalzare la temperatura corporea
e utilizziamo diversi tipi di tecnologie
Possiamo vedere il primo in alto a destra che è un telino termico
che viene posizionato fra il letto operatorio e il paziente
e può raggiungere una temperatura a fine di 40°C
Dopo vediamo al centro un motore che produce aria calda
che viene applicato a dei telitermici.
Quest'aria può essere portata fino a 40 gradi centigradi
e questi telitermici possono essere utilizzati per la parte inferiore del corpo,
per la parte superiore del corpo o coprire interamente il paziente.
Dopo il paziente arriva in sala operatoria, quindi abbiamo un paziente sveglio e vigile
oppure un paziente già intubato.
Se arriva sveglio verrà intubato e attaccato al respiratore
o se è intubato verrà collegato direttamente al respiratore.
Per quanto riguarda il circolo, quindi per evitare l'ipovolemia, andremo a reperire ulteriori accessi vascolari a quelli già presi all'interno del pronto soccorso e questo come lo facciamo? Attraverso degli introduttori periferici di grosso calibro che sono degli introduttori da 7-8 French.
Possiamo vedere dei particolari di questi tipi di introduttore che si compongono di un seldinger, quindi di una guida, di un bisturino già montato e di una cannula con un introduttore.
Vediamo quindi la cannula con l'introduttore e l'introduttore inserito all'interno della cannula.
Dopodiché andremo a reperire l'arteria radiale, noi utilizziamo un ago specifico per l'arteria radiale.
E questo è il particolare, nel senso che quest'ago funziona sia da guida, vediamo sulla punta una guida che viene inserita all'interno dell'arteria, dopodiché si fa scorrere su questa guida la cannula e verrà raccordato poi tutto il kit della pressione per arteriale adiale che ci permetterà di vedere la pressione sul respiratore.
Dopodiché verrà posizionato un CVC ad alto flusso alla vena giugolare o alla succlavia, ad alto flusso perché questi sono dei CVC diversi dai normali CVC che si utilizzano in reparto o in altri reparti perché hanno un lume delle varie vie più grosso, possiamo vedere da 14 goji quando di solito sono da 16 o da 18.
A questi sistemi poi viene collegato questo apparecchio che è il Level 1, è un apparecchio che ci permette di infondere liquidi o emoderivati a pressione positiva e riscaldati ad una temperatura di 32-36 gradi centigradi.
Anche l'intervento chirurgico che viene eseguito seguirà le linee guide proposte dalla TLS, ora abbiamo provato ad ipotizzare un intervento chirurgico e quindi a rendere l'idea.
abbiamo immaginato un politraumatizzato con un fracasso facciale, un PNX, con una rottura di milza e frattura di un'arto inferiore
quindi la prima cosa che andremo a fare è quella di occuparci del fracasso facciale attraverso un'intubazione rapida o una tracheostomia
dopodiché andremo a trattare il PNX attraverso un drenaggio toracico
dopo passeremo al circolo, alla C, quindi valuteremo la rottura della milza e controlleremo l'emorragia alla gampa
ed infine valuteremo se c'è bisogno di fare una craniotomia decompressiva con svuotamento di un ematoma
e poi alla fine faremo la sintesi della frattura dell'arto inferiore.
Dopodiché, finito l'intervento chirurgico, verranno rivalutati tutti i parametri vitali
e sempre attraverso un percorso dedicato il paziente verrà trasferito nella rianimazione.
Grazie a tutti dell'attenzione, spero di essere stato veloce.
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