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22° CAD anno 2011 VIDEOFORUM Presidenti: G. BELLI (Napoli) E. CROCE (Milano) V. MANDALA' (Palermo) Moderatori: F. BENVENUTI (Poggibonsi SI) S. BRESSANI DOLDI (Milano) L. BUCCI (Napoli) L. MASONI (Roma) G. NOYA (Perugia) A. SAGGIO (Catania) Discussant: P. MARCHESA (Cefalu’ PA) P. MEZZATESTA (Palermo) G. PANTUSO (Palermo) • Resezione segmentaria lingulare toracoscopica P. Magistrelli, P. Bonfante, E. Falco
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Sentite? Sì. Ringrazio i moderatori e gli organizzatori per il cortese invito.
Il video che vado a presentare si riferisce ad una resezione anatomica, toracoscopica, nel segmento lingulare, nel contesto del lobo superiore sinistro.
Si trattava di una paziente anziana con una considerevole compromissione della funzione respiratoria
grave...
Si, ecco, se potete spegnere le luci...
Se potete spegnere quel faro
laggiù, che così...
Così magari possiamo vedere meglio.
Scusi?
Dicevo, vabbè, andiamo avanti lo stesso.
Dicevo, era una paziente con una grave
compromissione della funzione respiratoria
ed una grave
deformità cifoscogliotica
della gabbia toracica, per cui avevamo
già d'amblè escluso
la possibilità di fare
una lobectomia superiore sinistra.
Premetto che la paziente era stata da noi operata nel mese prima per una tirodectomia totale
e le radiografie e tutti gli accertamenti avevano evidenziato occasionalmente
la presenza di un nodulo sospetto nel territorio del segmento della lingula, nel lobo superiore.
I vari accertamenti, le varie procedure diagnostico-stadiative avevano permesso di porre diagnosi
di carcinoma squamoso a partenza quasi sicuramente quindi ad una primitività polmonare. Poi
successivamente una PET-TAC aveva escluso la presenza di adenopatie mediastiniche e la
presenza di lesioni extra polmonari quindi avevamo ragionevolmente quasi sicuramente
concluso che si trattava di una neoplasia
diciamo inquadrabile
come T1, T2, N0
M0. È chiaro che in questi
casi i protocolli prevedono
quando possibile l'esecuzione di
una lobectomia superiore con
l'infadenectomia, però proprio per le
motivazioni che dicevo poc'anzi
cioè la limitazione funzionale
avevamo
escluso la possibilità di fare
questo intervento.
Aveva questa paziente
un 5-1 oscillante intorno ad un litro
per cui eravamo molto al limite
la paziente
è stata sottoposta ad un intervento oracoscopico
la posizione è stata
quella di un decubito laterale
sinistro
con l'ottica posizionata
sul sesto spazio intercostale
in ascellare media
che era quello che permetteva di centrare bene
e visualizzare la regione della scissura
dove è fondamentale
avere il controllo dell'arteria polmonare
dei suoi rami
Quindi sul sesto spazio nottica. Gli altri due trocar operativi sono stati posizionati sulla linea scellare anteriore, orientativamente nel terzo e sesto spazio.
Gli operatori sono sempre in questo caso posizionati al di fronte della paziente, proprio perché la regione della lingua è quella più vicina all'operatore in questa posizione.
Quindi si trattava in sostanza di eseguire una mini lobectomia. Il primo step dell'intervento come potete vedere è stato quello di avere il dominio sul piano scissurale del tronco della terra polmonare e dei rami che da qui si staccano per i lobi superiore ed inferiore.
In questo caso è stato poi sottopassato il ramo per la lingula che proprio direi che guardando la scissura dall'avanti all'indietro è il primo ramo che si stacca ed è quello che è stato isolato.
normalmente i rami segmentari vengono trattati e suturati quando possibile
ovviamente con endostabler vascolari quando le dimensioni del vaso sono rilevanti
in questo caso ovviamente non era possibile posizionare un endostabler a questo livello
per cui in questi casi o utilizziamo dei lacci oppure utilizziamo delle clips
posizionate opportunamente
dopo esserci sincerati
che possano tenere adeguatamente
la dissezione delle strutture
noi normalmente la eseguiamo
col bisturi ad ultrasuoni
che è quello che ovviamente ci permette
di minimizzare anche i sanguinamenti
eseguito il trattamento
del ramo arterioso
il secondo step è quello del dominio
del vaso venoso
Quindi ribaltando il polmone dall'avanti verso l'indietro e liberandolo dal grasso si intravede l'avena polmonare superiore con i suoi rami che sono tributari dei vari segmenti.
vedete, si vede chiaramente ma abbastanza bene
i rami più a destra della vena
che sono quelli che drenano proprio dalla lingula
anche in questo caso
vista l'esiguità di questi rami
abbiamo deciso di trattarli
posizionando delle clips
ovviamente in numero di due da una parte o tre
proprio per evitare che non ci siano dei sanguinamenti
che a questo livello sarebbero ovviamente
estremamente pericolosi
la chiave di volta di questi interventi
ovviamente è sempre il dominio della scissura e dei rami della polmonare.
Poi si tratta ovviamente convenientemente di mettere in tensione gli elementi dell'iro
per poterli vedere opportunamente.
Ecco, una volta trattato l'elemento vascolare arterioso, poi quello venoso,
si tratta di andare a trovare l'ultima parte, l'ultimo componente della minilobectomia,
che è quello appunto del bronco.
Una volta isolati i due rami, vedete il bronco è subito al di sotto.
Ecco in questo caso ovviamente abbiamo posizionato una statua che è quella che ci garantiva una perfetta chiusura del bronco.
Successivamente, una volta completata la sezione dei tre elementi del peduncolo polmonare,
a questo punto si è trattato con qualche difficoltà di sezionare il parenchima polmonare con le suturatrici,
stando convenientemente distanti
dalla lesione e quindi
completare la lingolettomia
anatomica
c'è stata un po' di difficoltà
come potete vedere anche perché essendo
e trattandosi di un polmone
enfisematoso e quindi
iperinsufflato
non è stato molto agevole
riuscire a posizionare le
stapler per poter chiudere
e poter completare
l'intervento
Ovviamente in questi casi sono preferibili delle sudduratrici che possono avere una sezione di taglio piuttosto lunga.
Al termine poi dell'intervento, non è compreso poi in questo video, abbiamo provveduto ad asportare anche dei linfonodi a livello locale e a livello ilare,
però già la PET ci aveva escluso la presenza di linfadenopatia a livello mediastino,
erano presenti alcuni linfonodi di aspetto antracotico, che però poi sono risultati essere tutti negativi all'esame istologico.
Completato l'intervento, poi ovviamente l'estrazione del pezzo è stato fatto con un endobag,
di quelle più grosse per intenderci, poi è stato sufficiente a polmone sgonfio
allargare leggermente uno dei tre accessi per favorire l'estrazione del pezzo.
L'esame istologico, poi abbiamo completato per perfezionare l'emostasi un po' di flosil
che ci ha garantito una migliore emostasi.
L'esame istologico definitivo è stato quello di un T2N0, quindi che ha confermato tutta quella che è stata la valutazione preoperatoria.
La paziente è stata poi dimessa in quinta giornata senza particolari problemi.
Grazie.
Commenti?
Ecco, signorina.
I rapporti con la paziente, come vi siete comportati nel scegliere prima la tiroidettomia dell'asportazione del tumore?
perché ha sicuramente un riflesso tipo psicologico sulla paziente.
Cioè qual è il criterio per cui avete proceduto prima
al trattamento del gozzo e poi del tumore?
Dunque, allora, l'opacità polmonare è venuta fuori
nella valutazione per operatore della tiroide.
La paziente è stata messa al corrente del problema
prima dell'intervento, trattandosi l'intervento della tiroide
di un intervento che prevede una rapida ospedalizzazione
e una dimissione all'arco di un paio di giorni
si è concordato assieme a lei di fare lo step più rapido
che tanto era già stato programmato
e poi di procedere a tutta quella che è la stadiazione del nodulo
che invece prevedeva un pochettino di tempo
la biopsia, la PET eccetera
per cui la paziente stessa ha accettato di buon grado
di seguire questo idea che noi gli avevamo proposto
cioè eravamo tranquilli sulla tiroide
tanto ci leviamo alla parte più semplice
poi ci dedichiamo a quella che invece
era la parte più importante
il gozzo aveva
una compressione tracheale
qualcosa che
era un gozzo di medie
no, era un gozzo
che è stato trattato
era un intervento che si
prevedeva avesse un decorso
tranquillo
il polmone che non si è sgonfiato
era solo perché
perché c'era l'enfisema cronico o è stata una scelta di tenere comunque una ventilazione parziale?
No, perché aveva un enfisema cronico, anche perché usiamo i tubi selettivi,
per cui in genere, insomma, chiediamo sempre...
Sì, avrebbe dovuto essere completamente afflosciato il polmone, invece non lo era.
Esatto.
Ecco, ho visto che sono state utilizzate le stapler standard della chirurgia laparotoracoscopica
e poi avete messo sul solito collino.
Avete esperienza delle suturatrici con la lama protetta e la copertura?
Perché ci sono in commercio delle suturatrici che hanno sulla porzione di taglio
un materiale di rinforzo che in una paziente che ha questo problema di struttura polmonare
evitare nel limite del possibile
qualsiasi perdita aereana
in posto operatorio
può essere un ulteriore ausilio
generalmente non ne facciamo uso
anche se sappiamo che
perché
sappiamo bene che le perdite posto operatorio
in un paziente critico
magari ti allungano un po'
e poi
quanti anni aveva questa paziente?
aveva 78-79 anni
quindi insomma
C'è la paziente anziana, c'è il ritardo di espansione, poi dopo c'è le atelettasie,
comunque poi effettivamente è andata tranquilla, non ha avuto problemi.
Perfetto, grazie.
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