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27° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE SIMPOSIO SICO 2° SESSIONE STRATEGIE DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE NEI TUMORI EREDITARI COLORETTALI Moderatori: L. BERTARIO (Milano) P. DELRIO (Napoli) La colectomia nelle sindromi ereditarie: note di tecnica M. Vitellaro (Milano), E. Urso (Padova)
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Rapidamente. Allora se Emanuele viene qua anche lui, se mi dà intanto la seconda presentazione.
Rapidi e mini-invasivi.
Mini-invasivi, mini-invasivi.
Sei perplesso sul mini-invasivo.
No.
Ok. Io vi dico quello che in qualche modo noi facciamo nella poliposi familiare, nel senso che ovviamente abbiamo fatto anche delle colettomie per sindrome di Lynch,
però mi fa piacere un pochino più riportare quella che è la nostra esperienza, che sicuramente è importante sulla poliposi familiare.
Lo schema in cui noi mettiamo i trocar nell'addome è questo, due accessi da 10-12 nei pazienti adulti,
normalmente questi qua sono da 5 mm nei pazienti pediatrici,
Due da 5 mm alti, diciamo negli ipocondri destro e sinistro, un accesso da 10-12 in regione sovrappubblica che poi diventa un'incisione di 5-6-7 cm, dipende poi anche dalla costituzione del paziente.
Questi sono i tempi che non vi sto ad elencare. Quello che invece in qualche modo dobbiamo stare attenti se ci occupiamo di questa chirurgia è la ricerca dei desmoidi. In realtà questa qua è una placca del peritoneo parietale in ipocondrio di destra, vediamo qua il fegato riconoscibile.
Questa è una placca predesmoide. Questa qua diventa estremamente importante perché se poi una volta operati vogliamo dare della terapia antinfiammatoria, da un lato è sicuramente importante, dall'altro lato se nei nostri follow up dobbiamo poi considerare quello che può essere un follow up che preveda magari anche una risonanza magnetica per vedere se abbiamo delle crescite di desmoide oppure no.
Qua dovrebbe esserci un video, se me lo fa partire, solo per... grazie.
Il primo tempo che noi facciamo è quello dell'apertura del legamento gastrocolico,
per i chirurghi in realtà questo ci ha semplificato la vita perché ci ha aiutato a schematizzare
tanto un intervento che un intervento lungo, però quello che in questo modo io vi voglio fare vedere
che noi qua abbiamo un desmoide, nel legamento gastrocolico qua in questo paziente abbiamo un
desmoide. A questo punto ovviamente finiamo quello che è il tempo della mobilizzazione della flessura
splenica, qua vediamo la milza, il corpo del pancreas e a questo punto, vado alla diapositiva
successiva, vi faccio vedere quello che è il desmoide nel pezzo operatorio. Noi avevamo un
desmoide di circa 3 cm
nel legamento
gastrocolico, che vi dico
onestamente, all'attacco preparatorio non si è
visto. Andiamo avanti, questa qua
è la identificazione
che poi viene legata da vena mesenterica
inferiore, quindi il primo tempo vascolare
per noi è questo. Il secondo
tempo vascolare è andarci
a cercare l'arteria mesenterica
inferiore, che cerchiamo qua pure,
dovrebbe esserci un video se me lo fa partire,
che in qualche modo
no, niente,
basta, dove in realtà noi andiamo a
cercarci i rami colico-sinistro, i rami
sigmoidei, in maniera tale da andarci a
fare una conservazione selettiva della
emorridaria superiore, in maniera tale da
far sì che questi pazienti possano,
quelli che mantengono il retto, ridurre
al massimo quelle che possono essere
anche delle situazioni ischemiche di
proctiti nel loro, speriamo, lunghissimo
follow up. Questa infatti fa vedere la legatura della colica sinistra fatta e questa qua è il
ramo per le sigmoidee, poi la mesenterica inferiore scorre qua sotto. Andiamo oltre,
viene poi fatta la sezione del retto con questo proprio come i tempi chirurgici che noi dettiamo
utilizzando una strutturatrice con carica blu poi passiamo alla il chirurgo si sposta da destra del
paziente a sinistra del paziente va a preparare una finestra nel meso a livello della ultima
anzi leale seziona l'ultima anzi leale con questo punto noi usiamo la carica bianca per ridurre al
massimo quelli che possono essere dei sanguinamenti qua e poi questo è un dettaglio di tecnica per
per fare vedere che in realtà noi possiamo anche introdurre, poi per muoverci meglio,
sfilando via il trocar utilizzando solo la suturatrice.
Facciamo poi la preparazione dei vasi iliocolici e noi la facciamo da distale approssimale,
quindi fondamentalmente iniziamo dalla ultima anzeleale,
identifichiamo i vasi gliocolici, ce li prepariamo e poi una volta preparato l'occhiello ce li andiamo a legare.
Qua invece dovrebbe esserci un video.
Questo è un altro piccolo passaggio di tecnica che in qualche modo vi fa vedere i vasi colici medi.
Il chirurgo a questo punto è tornato a destra del paziente e sta affrontando la preparazione dei vasi colici medi
dove vedete qua i rami di destra, il ramo venoso, che qua è comune per tutti e due,
e poi i vasi di sinistra.
Andiamo avanti, mi fa vedere qua quest'altro video?
Vedete che qua viene chiusa prima la vena, che è un po' la nostra esperienza.
Vi faccio vedere anche come in qualche modo bisogna avere tanta cura di quello che facciamo.
Poi chiudiamo l'arteria di destra, sezioniamo con il device a ultrasuoni, ma guarda che in realtà ho visto che la trasmissione laterale non scaldano da nessunissimo problema.
Io, come vedi, abbiamo preparato poi la parte... e poi alla fine chiudiamo la parte arteriosa di sinistra.
Vado rapidamente nelle... intanto qua viene sezionato allo stesso modo.
Vado successivamente per farvi vedere che poi a questo punto lasciamo qua i vasi distalmente, stomaco, bordo inferiore del pancreas.
noi finiamo praticamente, ecco qua visto, bordo inferiore del pancreas, milza, colon,
noi finiamo, dopo aver iniziato il piano superiore per il legamento gastrocolico,
avendo fatto tutta la parte di sinistra, fatto la parte di destra,
torniamo e facciamo il meso del trasverso.
Così finiamo la colettomia.
E poi qua mi fa piacere, se mi fa partire quest'altro video, poi abbiamo finito.
L'anastomosi viene fatta meccanicamente e una delle cose alle quali noi crediamo tantissimo, perché poi abbiamo visto che diventa estremamente importante,
Importante è che la valutazione, questa è l'anastomosi che viene fatta, la valutazione della anastomosi realizzata la facciamo in diretta con gli endoscopisti che vengono in sala operatoria e che ci controllano che di fatto non ci sia nessuna perdita d'aria e che non ci sia sanguinamento.
Questo per dirvi che questa è un'anastomosi normale, ricordiamoci che uniamo retto a piccolo intestino, però purtroppo questa è un'anastomosi che sta sanguinando in un punto per il quale gli nostri endoscopisti hanno messo tre clip.
Io con i nostri dettagli di tecnica ho finito, lascerei parlare Emanuele.
Grazie Marco.
Un po' di suspense.
Attendiamo trepidanti.
Buongiorno a tutti. Questo breve durerà dieci minuti in tutto, ma possiamo accelerare.
Parte con un caso clinico di una donna di 50 anni che ha una sindrome di Lynch conosciuta tardi e da sei anni fa controlli endoscopici.
A maggio gli trovano una denoma piatto del colon trasverso, glielo tolgono a pezzi in altra sede e una denoma con disprasia lieve, grave, margini non valutabili.
per fortuna data la presenza della sindrome i colleghi di un altro ospedale la rimandano
e noi con questa donna decidiamo quindi, mi torno un attimino indietro sul video,
un secondo solo, ecco qua, la rimandano e per un controllo c'è ancora una recidiva di adenoma
giudicata non asportabile endoscopicamente, la vediamo e le proponiamo tre cose su cui ragionare,
Una resezione segmentaria, una resezione totale, siccome la donna ha 50 anni, non ha avuto figli e non ne potrà neanche più avere, le mettiamo davanti la possibilità di fare anche una colectomia totale e una istranessectomia.
Con lei quindi ragioniamo di quei dati che vedremo fra poco insieme, che avendo una mutazione su MSH2 il suo rischio di avere un tumore del colon è un rischio elevato,
e un rischio di circa il 20% a 40 anni, a 50 anni del 20%, scusate, a 60 anni credo il 40%.
Le facciamo vedere come l'asportazione dell'utero e degli annessi le porterebbe un rischio zero ovviamente di avere cancro dell'utero e cancro dell'ovaio.
Le facciamo notare anche che c'è una probabilità non bassissima di avere un cancro endometriale occulto quando si fa un'esterectomia profilattica, ma anche parliamo con lei del fatto che i pazienti, ci sono dei dati recentissimi che adesso passeranno,
I pazienti che hanno un cancro del colon, dell'endometrio riscontrato durante la sorveglianza hanno una sopravvivenza altissima e quindi lei può decidere se fare una colectomia totale estesa o un'isteronesectomia o fare soltanto una resezione segmentaria, sorveglianza e poi trattare eventualmente il secondo tumore.
La donna decide chiaramente subito che vuole fare colectomia totale e isteronesectomia e per questo, avendo dati in letteratura che concordano con questo, questo abbiamo fatto con lei.
Quindi è una donna che viene sottoposta a una colectomia totale e ad una isteronesectomia per una denoma con dispersia grave. Pensatevi come penosa una scelta del genere, soprattutto se occorre qualche complicanza severa.
Anche noi iniziamo la nostra colectomia totale dall'angolo collico sinistro soprattutto secondo me perché è il momento in cui è più facile avere complicanze gravi ed è più facile capire quanto è difficile l'intervento soprattutto nel paziente grosso e quindi può essere il momento eventualmente di decidere di convertire subito.
Invece in questo caso l'angolo collico sinistro scende abbastanza bene e dopo la liberazione dell'ultimo tralcio o mentale, la paziente in questo momento è ancora in posizione litotomica dritta, qua ci sono delle aderenze del mesentere con il mesocolon trasverso che vengono lisate in modo che il ligamento di traiz possa abbassarsi, vi consiglio di fare sempre questo cosa.
Poi passiamo, il nostro primo tempo è l'identificazione del piano fra told e gerota al di sotto della vena mesenterica inferiore, il gas ci aiuta ad identificare il piano, vedete che la fascia di gerota rimane sotto la fascia di told sopra, questo piano viene trovato abbastanza agevolmente in questa paziente, è la paziente ideale, né grassa né magra.
e dopo il tempo successivo l'identificazione dell'arteria mesenterica che viene preparata
al solito modo, dopo la formazione della tenda viene identificato l'uretere che vedete là
in basso, a seguire si apre il piano fra fascia pressacrale e fascia propria del retto, io
mi aiuto con questo scollino che è poco elegante, però mi piace, è efficace, secondo me mi
trovo tanto bene con il mio scollino. Successivamente in questi pazienti specialmente uso sezionari
vasi principali con la strutturatrice meccanica, non so, negli altri ospedali, da noi costa
19 euro una carica di
endogia bianca
quindi insomma penso che sia una spesa che posso
permettermi in un intervento
che dura dalle 4 alle 6 ore
la vena mesenterica
sotto l'altraizia viene
sezionata fra clip
dopo una
piccola accortezza
sulla vena
non lo so, la metto sui peduncoli arteriosi
sempre
la cosa sui peduncoli arteriosi
Infatti ne vedrete tre, una sull'ileocolica, una sulla mesenterica e una inferiore e una sui vasi colici medi.
Adesso stiamo completando la distinzione dello scolamento parietocolico, ci troviamo il nostro piano sotto,
ecco adesso è tutto abbassato, la gazzetta che metto come repere di essere arrivato nel punto che mi ho precedentemente creato.
A questo punto, soprattutto nella donna, siccome la donna è traditrice anche a livello rettale, metto dentro la strutturatrice meccanica, dove prima ho fatto un segno per trovare i 12-13 cm che intendo lasciare,
e quindi mi isolo e retto sulla guida della strutturatrice meccanica
perché a volte mi sembra di essere stato tanto alto e poi mi rimangono 8 cm di retto che non voglio
in questi pazienti voglio lasciarli in un po' di più
e quindi prepariamo il passaggio fra retto medio e retto alto
Qua siamo a destra, noi differentemente dal dottor Vitellaro ci prepariamo standard anche nell'emicorectomia destra per cancro, ci prepariamo i vasi partendo dai vasi, una volta isolata l'arteria e vena, di nuovo la sudoratrice per sezionare i vasi colici, iliocolici, vedete che si vede bene l'arteria e la vena separati.
Adesso ci dirigiamo verso la flessura epatica, qui c'è un vaso costante su cui mettiamo una clip, ma purtroppo non si può accelerare di qua.
Ecco adesso ci abbassiamo la flessura collica destra entrando nello stesso piano che c'eravamo preparati da sinistra e quindi quello che vedete è l'obsorse, ci ricongiungiamo diciamo al piano guadagnato per via medio laterale agendo adesso per via latero mediale.
La parte più interessante e secondo me più difficile dell'intervento è la preparazione del mesocolon trasverso, questi sono i vasi colici destri e dopo vedrete invece la sezione dei vasi colici medi.
A questo punto il paziente lo mettiamo un po' in antitrendellenburg e il chirurgo si mette in mezzo alle gambe del paziente e procedendo un po' da destra e un po' da sinistra nella dissezione identifichiamo il peduncolo dei vasi colici medi che lo vedete ben evidente e qui un'altra staplerata e l'intervento è la parte demolitiva vascolare e praticamente conclusa.
a questo punto c'è la
c'è la sezione
della
c'è la sezione
dell'oretocollagia
e dopo una parte di chirurgia
che non è vera chirurgia perché c'è l'isterectomia
è venuto il ginecologo
e siccome i ginecologi non sono veri chirurghi
non ce ne sono in aula, vero?
noi possiamo anche, se volete, fermare qua
se volete vedere un po' di
isterectomia
non è proprio chirurgia, dai
volete che questa è la parte dell'isterectomia
laparoscopica che è bellissima, tra l'altro il dottor Saccardi che è un aiuto della clinica
ginecologica la fa proprio bene. Di resto è finito praticamente, c'è la parte di sterectomia.
Qua sta scollando la piega vescico-uterina, davanti c'è la vescica.
La vivenza dopo un tumore dell'endomezio è oltre il 90%, però di fronte ad un problema
Il problema ovarico è estremamente più drammatica, per cui è chiaro che in questi pazienti è un'informazione che noi dobbiamo avere in maniera tale da poter trasmettere, da fare un cancelling pre-trattamento che in qualche modo possa considerare questo. Per questo è una cosa estremamente importante.
Ecco, la sopravvivenza comunque brutta è dell'85%, cioè dall'85 al 90% è un incremento modesto, perché il tumore dell'endometrio ha di per sé di base una elevata sopravvivenza.
però quello che
anticipo una mia riflessione
d'accordo proporre a una paziente di fare
un intervento con queste caratteristiche
che se lo fai a tutti c'è qualcuno
in cui ne esce un pochino malconcio
togliere tutto, mi domando perché
i tre dicono che la chemioterapia
cioè la chemioprofilassi con aspirino funziona
ma il paziente ha detto
lei preferisce controlli, aspirino o farci operare
questo
dovrebbe essere l'approccio futuro etico
perché tu hai un rischio
ma non hai la certezza
è un rischio di avere un secondo
cioè queste persone a 40 anni
se non hanno avuto un tumore del colon
il rischio di avere un arresto della vita
è il 20%
non è il 70 partendo dalla nascita
da quel momento
e quindi forse anche un approccio
di chemoprevenzione andrebbe considerato
poi che si
è anche vero che non tutti la chemoprevenzione la possono fare
soprattutto nell'aspirina
esistono tante persone con problemi
di tipo allergici e di intolleranza
però neanche tutti possono fare
un certo tipo di chirurgia
mettiamo insieme queste le cose
alla fine, era quello che dicevo prima
torniamo alla mia
divertente per me
partiamo di precision surgery
cioè adeguamo
una chirurgia al soggetto con le
caratteristiche migliori, perché
proporre colettomia totale
qualcuno se fosse stato niente avrebbe detto
perché non gli fa anche la protocolettomia
li toglie il retto? Perché no?
Quindi alla fine
tu dici qual è il vantaggio
e il vantaggio va misurato
sul fatto che non è la chirurgia
di tutti, perché il rischio
non è cancro e cancro non vuol dire morire
questi sono gli assiomi, quindi
proporre un intervento, secondo me
è correttissimo, però
devi avere un coinvolgimento del paziente e devi avere
un'alternativa, se tu gli dici che non gli viene
cancro, però gli proponi niente
deve avere a disposizione
di tutti gli strumenti di conoscenza
e di mettere
a disposizione del paziente in maniera tale
che si possa poi arrivare ad una soluzione
che sia la migliore
e quello che mette il paziente
nelle condizioni di maggior
sicurezza.
Secondo me si introduce un concetto nuovo
che esistono anche i pazienti allergici alla chirurgia
a questo punto, cioè quelli che
sostanzialmente non si vogliono
far operare perché temono
lo stesso tipo di rischio che può essere
quello dell'assunzione di un farmaco
e l'obbligo che noi abbiamo è quello di selezionare sempre di più le indicazioni sulle caratteristiche del rischio e della malattia a cui va incontro, perché il discorso dell'endometrio secondo me è cruciale, noi non abbiamo necessità di offrire un trattamento radicale.
Io volevo dire due cose. Uno, secondo me, è che questi casi di chirurgia estesa nella sindrome di Lynch sono uno dei pochi casi in cui realmente c'è il consenso.
Io non credo molto nel consenso del paziente. Dico una cosa impopolare, non credo molto nel consenso reale del paziente perché è come il figlio di Benigni,
dici vuoi la bistecca buona buona buona
o la pesce cattivo cattivo cattivo
cioè il paziente è molto influenzato
nel suo consenso da quello che
il chirurgo gli dice
questo è uno dei casi in cui uno dovrebbe cercare di essere neutro
e di riguardare
se ha la possibilità di avere un secondo cancro
sappia che può sopravvivere
è vero che non c'è solo sopravvivenza
c'è ansia
c'è nuovo intervento
nuovi rischi
c'è una cosa
l'altra cosa è una nota di tecnica
e a seguire una cosa curiosa
e avevamo programmato nell'intervento che vi ho appena fatto vedere di estrarre il pezzo per via vaginale.
Era una cosa che avevamo già fatto per evitare anche la piccola incisione addominale,
di fare una cosa proprio mini mini invasiva e questo era stato programmato e viene anche molto bene,
non ci sono problemi, se non che per chi non è chirurgo dovete immaginarvi il paziente in sala operatoria
con le gambe allargate e il pezzo che viene fuori che deve essere sezionato,
in qualche modo lavorato per mettere la testina
della suturatrice, quindi il chirurgo deve avere
dove appoggiarsi in questo spazio angusto
e avevamo trovato un tavolino
che andava giusto in questa
e il giorno prima avevo detto alla caposana
mi raccomando, questo tavolino
che non vada a finire in alta
lasciatemi il mio tavolino che domani
il tavolino è scompasso
in tutta l'azienda ospedaliera non si è potuto trovare
il tavolino che ci stava
per cui la signora ha fatto la sua piccola
laparotomia perché
non c'era il tavolino e il pezzo non era
potuto essere estratto
per via vaginale
sono gli aneddoti
che però dovrebbero far pensare
che se tu operi una persona
a 50 anni e gli fai questo
e gli fai anche una cicatrice nel fondo vaginale
domanda il resto della sua vita
con una cicatrice
che le cicatrici sono un po' fibrotiche
magari è una complicanza
non è che ha un impatto sulla sua qualità di vita
domanda perché in questo tipo di chirurgia
la qualità di vita diventa pesantissima
come questione
perché le cure non devono essere mai
peggio della malattia
certo, quindi
era questo che, ecco perché
torniamo al precision surgery
quanto è meglio
adeguato al paziente
perché per esempio il B-RAF
che si è riuscito a parlare prima è utile
perché se uno ha mutato il B-RAF
certe chimioterapie non le fa, quindi i costi
sono pensati, però mi sarebbe piaciuto
che qualcuno ti dasse fuori la questione
del caparazzo nei tumori
Perché il caparazzo è molto vicino, abbastanza vicino nei mutoi H, perché alcuni mutoi H sono mutati o meno caparazzo e qualcuno usa uno screening cercando il caparazzo che poi serve nei tumori del colon, perché se hanno una mutazione caparazzo può essere che...
Per cui sta diventando che i tumori ereditari non sono il prototipo per capire gli sporadici, ma meritano un'attenzione assoluta. E se non si conosce, come dice qualcuno, fare un trattamento senza diagnosi è malpractice. Questo è il problema.
Noi cerchiamo di portare l'argomento in questi termini, tutte queste discussioni sono fatte sempre finalizzate, che meglio si conosce, meglio è. Conoscere costa fatica, però la conoscenza poi è il vero ritorno su tutti i pazienti, perché quando hai competenze le allarghi, le tue competenze non ti fanno diventare miope.
Il tempo per un'altra domanda, il dottore De Luca che è un'ora che cerca.
Volevo fare una domanda al collega Vitellaro per quanto riguarda gli interventi per PAF profilattica.
In questi maschietti che sono nel pieno della loro attività sessuale, consigliate una donazione del seme precedente? Hai detto bene che fai la legatura della mesenterica un po' più distalmente, io credo che non solo per un discorso di proctite successiva ma anche per mantenerti lontano dal ramo sinistro lombo-aortico che potrebbe dare poi delle sequedie, delle disfunzioni sessuali.
La mia domanda un po' provocatoria è nel caso di proctocolectomia totale in un maschietto segui la TME che tu fai in maniera egregia, splendida o adotti un altro tipo di tattica?
La seconda, quei tre pazienti che hanno avuto l'adescenza anastomotica, li avevano visti gli endoscopisti al termine dell'intervento ed erano state anastomosi negative e poi hanno sviluppato comunque l'adescenza?
La prima domanda è la TME, quando viene fatta nei pazienti che fanno la proctocolettomia, cerchiamo i nervi, dopodiché facciamo una TME completa.
I pazienti in una fase iniziale della nostra esperienza venivano inviati al centro della fertilità per fare eventualmente la donazione.
Poi in realtà, andando avanti, noi ne parliamo, spieghiamo nel nostro consenso quelli che sono i rischi, però devo dire che poi alla fine nessuno ultimamente ci ha più chiesto di potersi eventualmente riferire a dei centri per la fertilità.
E' anche vero che noi stiamo monitorando quello che succede e da un punto di vista di complicanze di tipo uro-sessuale non ne abbiamo viste.
Le avete chieste?
Le abbiamo chieste, lo chiediamo regolarmente.
Davvero, lo chiediamo regolarmente.
E quindi è una cosa che...
Anche perché sai, il vantaggio è che avendo poi un ambulatorio che di fatto seguo personalmente,
io lo chiedo, così come nell'ambito di quello che è un discorso della parte femminile,
più di una donna hanno poi comunque portato avanti delle gravidanze
e più di uno degli uomini ha comunque poi avuto dei figli.
Per quanto riguarda l'altra domanda, due erano proctocolettomie e noi nella proctocolettomia facendo la ileostomia di protezione non facciamo il controllo endoscopico,
perché in realtà mettiamo un drenaggio
e vediamo se c'è un sanguinamento
e di fatto verificando questo
alla fine dell'intervento non abbiamo fatto il controllo
e la collettomia totale
di cui abbiamo avuto una fistola
risale all'inizio
quindi 2007-2008
non facevo il controllo dell'anastomosi
Certo, non è assolutamente...
Sì, sì, ma se hai la fistola ce l'hai comunque, ok?
Sì, sì, sì, nonostante gli ostomia, certo.
Noi vogliamo fare una notazione che ci trovo d'accordo.
Voi avete visto una colettomia totale standard da istituto oncologico.
Se voi andate negli altri paesi, non crediate che le colettomie siano così legature diverse e paracoliche con la scena dei mesi.
Se noi ci siamo posti, se questa ridotta frequenza dei desmoidi per ora, sperando che sia mantenuta, non sia il fatto che togliendo il mese dove ci sono placche abbiamo ridotto, non inconsciamente, noi l'abbiamo fatto per un motivo oncologico.
Se togliamo qualcosa che è sospetto che abbia un tumore facciamo l'infadenetomia come siamo cresciuti e ce la siamo inventata.
dalle altre parti, se uno dice
la diagnosi non ha cancro, io perché devo
trattare uno senza cancro come uno con cancro
e quindi
temiamo che questo, ci piacerebbe
molto capire che l'intervento non sia
perché la procedura è laparoscopica
ma è l'anatomia chirurgica
che noi facciamo che è diversa
questo dato andrebbe sottolineato perché
mi piacerebbe capire quanti fanno le colettomie
nel mondo, non le fanno
se andate a Cleveland Clinic quando fanno le mini
laparotomie in contraposizione
alla laparoscopica, fanno un taglio così
E secondo me è paracolica perché non puoi fare un taglio solo sul tuo umbilicale grande così, io penso la mia mano, cioè diventa impossibile. Penso ho i miei limiti, però questo è un dato importante che forse è descritto ma non è enfatizzato come merita, secondo me.
volevo ringraziarvi per la partecipazione
anche per essere rimasti così numerosi
fino alla fine
abbiamo necessità di chiudere la sessione
per cui Lucio ti prego di concludere
le conclusioni credo che
a parte ringraziare perché avete capito che c'è
non solo competenza ma anche
l'entusiasmo, senza entusiasmo questi risultati
non si sarebbero ottenuti
perché come sempre bisogna sempre andare un pochino
oltre l'ostacolo e l'ostacolo
se tu ti impegni lo risolvi
quello che abbiamo capito è che sono state fatte
dei passi avanti importanti
La speranza è che questa cultura si diffonda e che la chirurgia sia sempre più ritagliata, come dicono gli americani in Italia, sull'individuo e venga colto tutto, se uno è mancino, è destro, è più grande, più piccolo, più magro, non di principio uno vada e trova lei e vuole XL e vabbè questo me ne ma sporge, mi dispiace, questo è quello.
vorremmo la chirurgia perché io ho incominciato facendo il chirurgo perché
credevo che avesse un ruolo ma non distruttivo curativo e curare non vuol
dire che le persone devono avere tutti la stessa cura buona probabilmente il
futuro è una precision surgery e credo che la società di chirurgia oncologica
abbia la forza e devo opporsi a uno di questi temi come quando e che cosa
grazie
AI 对话
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