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34° Congresso Chirurgia dell'Apparato Digerente Dr. P. MAIDA Emicolectomia destra video laparascopica Casa di Cura Malzoni U.O. Chirurgia Generale Avellino
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Pronto dottor Remaida, mi sente?
Il microfono?
Pronto?
Mi sentite?
Sì sì, pronto, mi sentite?
Pronto, sì, sento molto bene, buongiorno.
Eccoci, buongiorno.
Roberto Russo da Roma, sarò il vostro Roberto Russo da Roma.
Ciao, buongiorno.
Io sono di Milano, ma sono qua a Roma, possiamo darci del tu, ciao.
Assolutamente.
sarò il vostro trade union qua con la sala
voi siete
già sul monitor
siete molto bene
ride, sentiamo molto bene
se gentilmente
ci illuminate
avete il campo esterno
esattamente
ho il campo esterno adesso
abbiamo fatto il pneumo
procediamo all'inserimento dei droghe
nel frattempo vi presentiamo il caso clinico
e una emicolectomia a destra
grazie
Salve a tutti, siamo in diretta dalla clinica Malzoni di Avellino
il primo intervento è un'emicolictomia destra alla paroscopica
e il primo operatore è il dottore Pietro Maida
la paziente è una donna di 73 anni
è stata operata di mastectomia destra per una neoplasia della mammella
in corso di follow up durante una PET
cioè una captazione in corrispondenza del colon ascendente
quindi esegue una colonoscopia dove si vede questa lesione proliferativa a carico del colon
all'esame biottico ad enocarcinoma colico moderatamente differenziato
poi esegue una TAC che parla di disomogeneo spessimento a carico del colon destro
la paziente come pregressi interventi a livello addominale ha un'appendicectomia open
queste sono le immagini TAC dove si può notare la neoformazione a carico dell'ascendente
Siamo procedendo all'inserimento dei trocar, avete sentito il caso, noi abbiamo in programma di nemicolectomia destra, procediamo all'inserimento, normalmente due trocar da 10 e due da 5.
io ho l'abitudine di inserire
troga normalmente
sulla linea
quasi completamente sulla linea mediana
in questo caso alla tacca abbiamo avuto
la sensazione che
i passi mesenterici
siano un po' più medializzati rispetto al solito
e quindi tenderemo
un po' più verso sinistra
rispetto al solito però veramente
poca cosa
e ovviamente
il programma è quello di eseguire
un'emicolecchiotomia destra
totalmente intracorporea
quindi con
con l'anastomosi
intra
se posso
rispondere
quali sono
i vantaggi
di intra rispetto a un vestito
i vantaggi di
l'anastomosi eseguita
intracorporea rispetto a un
voglio dire
chiaramente dovrei fare
una mini lamp
per l'estrazione del pezzo
per cui
nella tua esperienza
il vantaggio è
rispetto a una
classica
il vantaggio ovviamente
è di
fare una procedura
in cui abbiamo il controllo
completo
del campo operatorio
dall'inizio alla fine
di avere ovviamente
la possibilità di fare un'incisione
anche più piccola
i vantaggi sono molteplici
devo essere sincero
noi eseguiamo con questa tecnica
la quasi totalità ormai degli interventi
ma non abbiamo
disconosciuto completamente
la possibilità in casi particolari
di ricordare un'anastomosi
extra
e questo lo facciamo in casi molto molto selezionati
a volte ci regoliamo proprio sul momento
Ma ormai la regola è quella di farla intra. Mi date un po' di anti-trendelenburg per fuori. Vedete che il colon c'è un dolico trasverso. Avete sentito che la lesione del colon ascendente, in questi casi, questo è uno di quei casi in cui noi non ricordiamo la marcatura preventiva della lesione,
perché riteniamo che non ce ne sia bisogno
in quanto abbiamo una sede
una sede abbastanza tipica
mi fai un po' di lateralità verso di me?
e poi mi inverti le luci per favore
dicevo una sede abbastanza tipica
in quanto la coloscopia è stata completa
con l'identificazione del cieco
e quindi l'endoscopista è piuttosto sicuro
della posizione della lesione
e poi la lesione si evidenzia
all'attack, quindi essendo un colo
nascendente non abbiamo necessità
di una marcatura
né preoperatoria
che facciamo con clip metalliche
né quella intraoperatoria che facciamo
con tatuaggio
quindi questo è un caso diciamo standard
vedete che abbiamo un minimo
di distensione
delle anze e quindi adesso cerchiamo di
venirne a capo
allora vedete questo è il cieco
questa è l'ultima ansa che ovviamente costituisce il reper
allarga appena appena
mi invertite le luci per favore in sala
allora allarga di qua
allora questo è il duodeno vedete che
abbiamo i reperi abbastanza chiari
ok
essendo una lesione dell'ascendente
diciamo che non abbiamo la necessità
di estenderci molto sul trasverso
ma allarga sotto
cerchiamo di dare la giusta tensione
vedete il malato diciamo non è particolarmente
grosso, però vedete che ha dei mesi comunque ben rappresentati. Vediamo sotto, e qui adesso
vedete abbiamo la possibilità di fare trazione sull'ultimanza per avere l'evidenziazione
della tenda, vedete che è qui, e vedete che come anticipato, vedete che la sensazione
è che l'inserzione degli ileocolici sia un po' più mediale rispetto al solito. Allora
Ok, allora, cosa? Mi dai un po' di ante anche? Ok, avvicinati. Iniziamo qui, vedete, apriamo
ovviamente il peritoneo su quella che dovrebbe essere la proiezione dei vasiliocolici, adesso
andiamo alla ricerca del piano. Utilizziamo ovviamente energia avanzata, ma utilizziamo
anche la corrente monopolare che insomma ci dà la sensazione di poter fare una dissezione
a larga appena appena abbastanza accurata. Ovviamente diventa anche una questione di
abitudini e di attitudini. Avvicinate, a larga appena appena. No, adesso è un po' più larga.
Avvicinate. Allora, immagino sarete in pieno svolgimento congressuale, ma insomma lasciatemi
Voglio ringraziare Giorgio per l'invito sempre molto gradito che ci dà la possibilità di confrontarci su quella che poi costituisce la nostra attività quotidiana.
Io penso che queste siano le occasioni in cui effettivamente si possa in diretta discutere e ragionare su quello che facciamo ciascuno di noi singolarmente nel quotidiano
ma avere la possibilità di farlo poi confrontandosi con una platea di colleghi penso che rappresenti un valore aggiunto per ciascuno di noi e quindi grazie a Giorgio per la costanza, la tenacia che dimostra nell'organizzare questa sua manifestazione.
Vedete che qui pian piano cerchiamo di sviluppare il piano, come dicevo il paziente non è particolarmente grosso ma ha un BMI diciamo medio ma comunque ha mesi ben rappresentati.
questa è la fase iniziale in cui stiamo ancora sviluppando il piano
vedete che lateralmente sono ancora aderenze
che normalmente la prima cosa che tendiamo a fare è quella di raggiungere i postacci fin quasi
alla doccia paritocolica in modo da essere certi di avere in basso tutti gli elementi che vanno risparmiati
e tutto il meso, invece, salvaguardato verso l'alto.
Spondo adesso il basso.
Ok, allarga appena appena.
Vedete che più o meno ci dovremmo essere.
Questa dovrebbe essere già la parete del colon.
Allarga e indietro.
A questo punto torniamo indietro
e adesso andiamo alla ricerca.
Vedete il duodeno che è qui,
che è il punto di repere fondamentale.
Andiamo alla ricerca, ovviamente, degli ileocolici.
E quindi procediamo verso l'alto.
Vedete, tenendo presente anche
anche l'altro repere che è offerto dalla pinza dell'assistente
che, avete visto, mantiene il mesocolon trasverso in tensione.
Il letto è in questa fase in leggera posizione di anti-trend Ellenburg
e abbiamo dato anche un po' di lateralità che manterremo per tutto l'intervento,
mentre invece il leggero antitrendelenburgo verrà poi variato a seconda dei momenti, vedrete un po' più avanti come poi ci ricolleremo.
Qui cominciamo a intravedere gli leucolici e questa è la mesenterica superiore che ovviamente costituisce il repere fondamentale,
Per la verità non è un repere che evidenziamo in tutti gli interventi, ma la paziente ha già una storia neoplastica di malattia mammaria risolta, è una paziente di 73 anni, quindi il programma sarebbe quello di eseguire l'infectomia standard.
Adesso vedremo un po' come si sviluppa il Cayman, vedete che alcuni vasi un po' più evidenti tendiamo a trattarli con l'energia anche per mantenere il campo il più esangue possibile e utilizziamo nella fattispecie una radiofrequenza.
Si vede molto bene, ho una domanda, qui si vede molto bene la distezione perfetta oltretutto con l'uncino.
Nei pazienti particolarmente difficoltosi per dei mesi spessiti, grassi, i punti chirurgici che utilizzi sono sempre distressi e nel caso per trovarli hai qualche atteggiamento particolare.
a volte il codeno non è visibile
né tanto o meno
se riesce a identificare molto bene
la piega
dell'eleobicecolica
hai qualche consiglio
da poter dare per favorire
la ricerca degli stessi?
Sì, allora
quello che noi facciamo
abitualmente
è quello che avete visto
mettiamo in tensione il mesocolon trasverso
mettiamo in tensione l'ultimanza
e quindi a quel punto si delinea la tenda
che, come avete visto, ci dà poi l'accesso più o meno rapido agli ileocolici.
Poi, come vedrete, il distacco coloepiploico e quindi l'apertura della retrocavità
la riserviamo al momento successivo.
Ci sono casi in cui effettivamente tutto questo non è immediato.
Le alternative sono quella di procedere allo scollamento
appunto, diciamo in maniera quasi tradizionale, quindi del cieco e del colono ascendente, quindi in senso quasi latero-mediale, pur mantenendo questa posizione dei trocar.
e l'altra cosa che facciamo sempre in alternativa in casi particolari è quella di procedere anche dall'alto
ossia di aprire, fare il distacco colloepiploico e quindi procedere in un secondo momento all'isolamento poi dei vasi
così come state vedendo adesso, una volta preparato dal punto di vista sul lato mediale, liberato il colon e quindi protetto anche il retroperitoneo con la garzina, procediamo poi all'isolamento dei vasi.
Quello che state vedendo è quello che ovviamente tendiamo a fare sempre, ed è quello che riesce nella quasi totalità dei casi. Vedete che in questo caso il fatto di avere il bordo sinistro della mesenterica libera ovviamente ci facilita perché chiaramente il reperimento poi anche dei vasi successivi è sicuramente più semplice.
posizioniamo una emolock e poi normalmente andiamo avanti con la energia che normalmente ci
dà la possibilità poi di mantenere un campo di sangue e di risparmiare anche al minimo poi
le clip che lasceremo in sede. Questo che state vedendo è la nostra procedura standard, quella che
tendiamo a fare come dicevo prima nella grande maggioranza dei casi. Adesso andiamo alla ricerca
dell'arteria. Uncino, lascia messa a fronte. Ok tieni bene così per far piano piano. Avvicinati.
Vedete l'arteria normalmente è quasi subito evidente, in questo caso non lo è. Avvicinati.
Dovrebbe essere qui dietro. Non vediamo la pulsazione, adesso la cerchiamo.
Vedete? Generalmente in questi casi usiamo noi a trovare lei o lei a trovare noi. Adesso vedremo
cosa si verifica. Dovrebbe essere questa che abbiamo davanti però francamente non vediamo,
non so se la vedete voi la pulsazione, se la percepite, nel momento non sembra molto
evidente, eccola qui, vedete è piuttosto piccola, allora procediamo anche alla, per
la verità il posizionamento di clip non è fondamentale come sapete, questa è una procedura
che si può svolgere con l'utilizzo dell'energia avanzata, diciamo sigillando i vasi unicamente
con l'uso appunto dei vari le varie forme che poi vengono utilizzate di volta in volta noi
abbiamo conservato l'abitudine almeno sui vasi principali di utilizzare la clip a questo punto
andiamo alla ricerca del piano sul duodeno che per la verità non abbiamo ancora visto in alcuni
casi a questo punto è già evidente e quindi proseguiamo in questa distrezione avevamo
intravisto per trasparenza avete visto eccolo qui il duodeno che affiora e lo vedete qui per
trasparenza quindi andiamo in alto vicino adesso andiamo ovviamente alla ricerca dei vasi destri
che come sapete non sono costanti e quindi la dissezione qui si fa un po più cauta proprio
perché deve confrontarsi diciamo con eventuali varianti anatomiche e dentro vedo che qui
Qui proseguiamo con un po' di discezione smussa che ci allarga un po' il campo.
Vedete, qui c'era questa piccola adessione che non ci aveva permesso di aprire adeguatamente il campo,
invece adesso abbiamo ben chiaro il mesocolono che resta in alto e il duodeno, il ginocchio inferiore,
che man mano tendiamo a dissociare.
L'uso della corrente monopolare, ci tengo a dirla questa cosa, ovviamente non è fondamentale,
anzi è piuttosto diffuso l'utilizzo dell'energia avanzata anche per questa distrezione, non credo sia un aspetto fondamentale dell'intervento,
penso che ciascuno faccia i conti con le proprie attitudini e quindi sviluppi poi una tecnica che è più o meno confacente alle abitudini e alle attitudini.
Allora, proseguiamo in alto, vedete qui andiamo in alto verso la pinza che mantiene il colon trasverso nel punto che abbiamo identificato per la sezione, che diciamo è poco oltre la flessura, come vi dicevo, una lesione del discendente che tutto sommato non richiede una grossa estensione del sacrificio del viscere.
ad ora i vasi non se ne vedono
normalmente a questo punto sono già
comparsi i colici
destri
adesso ci troviamo in una di quelle
situazioni
quello che hai in alto appena sotto la pinza
l'infonodo o il grasso retratto?
questo?
sì, esattamente
stavo cercando di capirlo
perché aveva incuriosito anche me
perché normalmente sapete
gli infonodi sono soprattutto in prossimità
A me non sembra di vederne, però vedete che comunque facciamo la distrezione in maniera tale da portarlo su nel pezzo.
Vedete che subito dietro c'è il duodeno, non abbiamo ancora visto neanche la superficie pancreatica.
Ecco, vedete che sempre dietro abbiamo come riferimento il duodeno che ovviamente deve rimanere in basso.
E quindi stiamo portando in alto tutto questo grasso che ovviamente contiene gli infonuti e quando presenti i vasi.
Il duodeno è un po' alto, nel senso che normalmente a questo punto la ghiandola pancreatica si è già resa evidente, cosa che invece non è in questo caso.
Modifichiamo leggermente la presa sul meso e proseguiamo nella dissezione.
A questo punto vedete che la mesenterica resta in basso, pulisce un attimo l'uncinio e fa.
e quindi il pancreas si comincia a vedere in basso
vedete che quindi stiamo lasciando
queste mi sembrano insule pancreatiche
e quindi andiamo in alto
e ci dirigiamo verso la pinza
che abbiamo posizionato sul colono
nel punto che abbiamo prescelto per la sezione avvicinati
a questo punto mi sentirei di dire
che i vasi colici destri non ci sono
anche se rimaniamo ancora un po' guardinghi
e quindi probabilmente ci sarà da fare solo la sezione dell'arcata
vedete qui probabilmente qualcosina c'è
un po' di trazione indebita sul pezzo
allora facciamo di qua, allarga, allarga, allarga
vedete come l'ho detto già prima, lo ripeto
è un paziente non particolarmente grasso ma che ha un meso particolarmente rappresentato
diciamo che per certi versi questa cosa è anche vantaggiosa, però ovviamente bisogna fare estrema
attenzione a cercare i piani giusti nel corso della dissezione, vedete qui potrebbero effettivamente
esserci idee, allarga appena, fammi vedere qua sotto, non si capisce bene, avvicinati qui, sbanda un po'
verso sinistra, voglio vedere bene qua, vedrai il caiman? Vedete questo è un piccolo vaso comunque
Comunque duodenale, che va verso il duodeno, allarga, allarga, appena, appena.
Questa qua sembrerebbe essere una piccola calcificazione senza grosso significato.
Probabilmente sono questi i testi, vedete?
Che come dicevo, vedete, sono un po' più alti rispetto al solito.
Ecco, vedi qua che piacere mi sono passato.
Allarga, allarga, appena, appena, se non si vede.
Ok, dammi l'emolock.
Vedete i testi?
Non c'è un'origine diretta, siamo lontani dalla mesenterica ormai.
probabilmente nascono come collaterale di un ramo pancreatico.
Caima, allarga appena appena così se non vedo.
Ok, miscelati.
Allarga appena appena.
Allora, vedete che noi a questo punto proseguiamo ancora un po' verso l'alto,
poi di solito siamo usi a posizionare una garzina che ci preserva il piano durenale
e poi ricongiungerci dall'alto dopo aver aperto lo spazio, dopo aver aperto il legamento gastrocolico.
Adesso vediamo come si sviluppa il piano e decidiamo quando procedere.
Qui potrebbe essere il tronco di L che è un altro ramo che non si incontra stabilmente in corso di emicolectomia testa
e che quindi poi ci dà la liberazione completa anche della flessura.
Dammi l'Hemlock, ok, mollami il filo, vedete che c'è un altro vaso lì in basso, adesso penso regolerimo anche con l'energia.
Scusa, tu stai operando in 2D o in 3D?
No, siamo in 2D, anche perché penso non avremmo potuto trasmettere, avevamo questa opzione,
ma alla fine adesso stiamo operando in 2D
avete una buona visione, vero?
si vede perfettamente
si si
qui siamo
interessante sempre
io sono direi vecchio
per cui è sempre più interessante rivedere
l'utilizzo dell'uncino
in modo appropriato
è francamente una cosa che noi abbiamo
un po' mantenuto
soprattutto nei passaggi
Oggi più delicati degli interventi, penso, non so, l'infectomia sullo stomaco piuttosto che la distezione del mesoretto, un po' cercando di riproporre quello che facciamo in chirurgia aperta.
Però poi non c'è veramente nessuna preclusione all'utilizzo dell'energia avanzata perché rimane comunque un grosso ausilio che ha facilitato alcune parti di intervento in maniera fondamentale.
Ecco, vedete che qui siamo quasi al di là del meso, quindi qui adesso noi ci fermiamo.
Vedete, questa è la flessura colica, vista ovviamente dal basso.
Allarga, allarga, vieni in alto.
In genere facciamo anche la sezione dell'arcata in modo da avere praticamente residuo soltanto quella parte di meso minimale,
eccola qui l'abbiamo trovata, dammi il caiman, dammi l'aspiratore che puliamo.
come sempre succede nella paroscopia
ovviamente bisogna fare estrema attenzione
perché al di là del sanguinamento
che può essere facile o difficile da controllare
rimane poi lo svantaggio oggettivo
che si sporca il campo
e la visione poi diventa anche complicato di pulirlo
quindi per quanto possibile
cerchiamo ovviamente di essere molto accurati
ancora un po' di sangue
la bipolare per favore
e poi dopo proseguiamo
Vedete che fa parte dell'arcata questo vaso, anzi dammi il camion direttamente, allora lo sezioniamo tanto.
Ok, allora vedete questa è l'arcata, quella che stavamo cercando come vi ho detto, quindi procediamo direttamente alla sua sezione e andiamo poi verso il viscere.
Preparate la garzina per farlo.
Vedete che qui abbiamo già aperto penso il mesocolon dal basso e quindi siamo già a ridosso del legamento gastrocolio.
Quindi ci fermiamo qui con la sezione.
ok, allarga un po' in basso
mi fa un po' di massa
questo strumento vedete come tutte le radiofrequenze
può essere utilizzato anche come
bipolare
allarga, il duodeno è qui
posizioniamo la gazzina a protezione del duodeno
la mettiamo qui
vedete mi sarebbe aspettato
una posizione più mediale di tutto
mentre invece vedete che alla fine
gli ileocolici e la mesenterica sono più o meno
in posizione standard
allora a questo punto passiamo dall'alto
laviamo l'ottica che è sporca
quindi non accedi quasi mai
tu alla loggia sovra mesocolica
da sotto voglio dire
ma lo fai dall'alto
sistematicamente
si diciamo normalmente facciamo
quello che abbiamo appena fatto cioè
apriamo praticamente il mesocolon
trasverso
per quello che serve dal basso
ma poi in realtà
adesso vedete che procederemo
all'accesso
alla retrocavità, quindi l'obiettivo è quello di ricongiungere i piani.
Dammi il caiman, metti dritto, gira la mano, gira, gira, gira, ok.
Allora, adesso procediamo all'apertura del gastrocolico,
diciamo che questo è un tempo abbastanza tranquillo dell'intervento,
volevo approfittare per ringraziare un po' tutte le persone che lavorano con me,
come potrete immaginare
un evento del genere al di là
della voglia
della carica che può dare
come dicevo prima della valenza
anche formativa
costituisce comunque un aggravio
di lavoro per tutti
nell'impossibilità di nominare
tutte le persone coinvolte
in questo evento mi limiterei
a due che sono
sono Ignazio Sordelli che mi sta aiutando della telecamera e della persona con la quale condivido il lavoro quotidiano
e l'anestesista dottoressa Oppido che in questo momento non è proprio vicinissima
ma che è comunque la persona che ci permette di effettuare questo lavoro in assoluta tranquillità.
Ovviamente ci sono poi tutto il personale di sala operatoria, ci sono gli specializzanti,
il personale di reparto che ovviamente non compare in prima persona e un altro ringraziamento è alle aziende che ovviamente ci sono sempre vicine e che ci permettono di effettuare questi interventi con grande tranquillità per quanto riguarda la dotazione del materiale.
che c'è un po' di ridondanza del grande aumento e quindi adesso procediamo alla ricerca
ovviamente della garzina che abbiamo posizionato precedentemente, che mi aspetto di trovare
più o meno in questa posizione. Io credo che l'emicolectomia destra sia stato uno degli
interventi che più si è giovato dell'approccio laparoscopico, consentitemi il gioco di parole
solo in termini di mini-invasività, nel senso che ci ha permesso veramente di approcciare
con un insulto minimo per il resto dell'addome una patologia che è estremamente importante,
nonché diffusa e che richiede ovviamente talvolta anche interventi più allargati.
Penso per esempio a tutta la patologia infiltrante, vedete la garzina qui in basso che ovviamente ci dà la conferma che siamo nel piano giusto, c'è tutta la patologia del colon infiltrante e anche la parete addominale che trova spesso una buona indicazione nell'approccio laparoscopico senza andare a scapito della radicalità dell'intervento.
Quando arriviamo a questo punto ovviamente abbiamo la sicurezza di essere nel piano giusto, di avere il mesocolon, tutto quanto dalla parte giusta e soprattutto di non allargare indebitamente il piano di distezione con la salvaguardia in primis del duodeno e poi di tutte le altre strutture.
perché ovviamente in questo momento il duodeno è al di sotto, è protetto diciamo dalla garzina.
Vedete qui proseguiamo adesso nella mobilizzazione della flessura epatica che avete visto abbiamo approcciato dal basso,
come vi dicevo ci limitiamo a vederla e poi vedete completiamo dall'alto la dissezione che abbiamo fatto in un primo momento
E quindi adesso vedete che arriviamo nella zona di, sembra esserci un minimo di aderenze col fegato, che però sembrerebbero essere piuttosto tranquille.
Vedete, qui siamo nella riflessione della doccia, vedete, quindi largamente, vi faccio vedere il duodeno, dov'è, per darvi un'idea.
Lo vedete dov'è il duodeno?
E quindi siamo oltre, abbondantemente oltre, nella zona di sicurezza.
Sono queste aderenze col fegato ma che insomma non mi sembra abbiano alcun tipo di significato.
Adesso procediamo al completamento del distacco della flessura dal fegato.
Allarga appena qui dove siamo.
Allora vedete che adesso riprendiamo il piano che avevamo lasciato qui lateralmente.
Qui procediamo verso lo scollamento dell'ascendente.
Lo accenniamo soltanto, dopodiché procediamo alla sezione del trasverso abitualmente e poi ricambiamo campo e ci riportiamo nella parte bassa dove avevamo iniziato per completare il distacco del meso con gli ileocolici e quindi poi l'ultima ansa ileale.
Ecco vedete il gerota ben chiaro in basso e quindi qua continuiamo a sezionare l'inserzione della flessura dal retroperitoneo, vedete è un piano piuttosto chiaro che va seguito, in questa fase io preferisco avvalermi dell'energia avanzata perché vedete ci da un campo totalmente sangue,
che a volte qui sono presenti piccoli vasi collaterali che si controllano con maggiore difficoltà con l'energia monopolare.
Questo è un po' quello che abbiamo messo a punto nel tempo.
Allora, allarga un attimo, torniamo indietro.
Allora, vedete, qui abbiamo distaccato, allarga, allarga, affermate il colon, avete il colon trasverso che è qui,
il meso che è completamente aperto, vedete, con la linea di sezione del meso che abbiamo fatto dal basso,
questa è la gazza che avevamo posizionato, quindi adesso non facciamo altro che riprendere,
il colon trasverso
cioè è pronta la suturatrice?
sì
e procediamo alla sezione del colon
noi non abbiamo l'abitudine
di preparare il colon
normalmente ricordiamo
un clistre di pulizia solamente
nella patologia del retto
vedete questo appunto
il campo che si ritrova
diciamo
il vantaggio diciamo
che è quello anche di avere, ci sono vari modi per preparare il colon, ma diciamo in
questo caso ovviamente normalmente le anze non sono distese e quindi l'intervento è
particolarmente agevole e fluido. Vedete che adesso procederemo come dicevo alla sezione
del colon e poi in un secondo momento, subito prima dell'anastomosi, vi faremo vedere,
utilizziamo normalmente il verde endocianina allarga appena appena per
assicurarci sulla vitalità dei monco di strano tieni piano piano dai allarga un
po' fa vedere allarga allarga allarga ok vedete abbiamo compreso a filo del
meso che avevamo preparato prima il collo molla Stefano apri la pinza e molla
ok dammi un hemlock e le forbici vedete che è rimasto uno sperone che
che probabilmente è già chiuso, anzi dammi le forbici, vedete che le clip hanno chiuso tutto,
normalmente la lama della sudorice non arriva fino in fondo,
e quindi questo spiega perché non c'è stata la divisione completa.
Uncino, vedete che fa anche un po' di sangue, che ovviamente è da interpretare positivamente.
Allora, pinza per togliere la garza, e poi se facciamo, lasciamo la lateralità,
io non so se avete anche le immagini esterne
lasciamo la lateralità
mentre invece passiamo
da una fase di leggero antitrendelemburgo
a una fase di leggero trendelemburgo
avete l'immagine esterna?
no io sono l'immagine
adesso si è arrivato anche il cartuccio esterno
giusto per darvi l'idea
questo è l'ombelico
no no anche meno
vedete il trocar dell'ottica
che è questo
che si trova in sede periombelicale
normalmente cerchiamo di metterlo a metà strada tra l'axifoide e il pube, poi abbiamo un 5-6 cm più in alto il trocar della mano destra che in questo caso è poco laterale alla linea mediana che invece è questa per il motivo che vi avevo detto, poi abbiamo il trocar che serve questo qui da 5 in regione picastrica per la sospensione del colon e poi il trocar della mano sinistra dell'operatore al di sotto dell'ombelico che vedete qui.
Allora a questo punto l'intervento prosegue in questo modo, abbandoniamo il trasverso, recuperiamo il moncone dei vasi ileocolici, io recupero l'ultima ansa, vedete che è libera e quindi mi posiziono così, vedete che qui si identifica un vaso,
vedete che va verso questo vaso qui, che noi ovviamente adesso tenderemo a risparmiare,
e quindi la dissezione cercheremo di portarla verso l'ultima anza in questa direzione qui.
Ecco, vedete il vaso, che adesso sezioneremo con l'ausilio di un emolock, lasciando ovviamente la continuità allarga.
Allarga appena, completiamo il distacco del meso che è l'altro aspetto fondamentale perché ovviamente nell'emicolectomia destra normalmente non è obbligatorio visualizzare l'uretere, però diciamo questa è la zona in cui possiamo avere appunto la possibilità che sia ancora aderente al piano di discezione e quindi fare un minimo di attenzione a isolarlo,
quantomeno a isolare bene il piano che ci consente di abbandonarlo in basso
vedete anche qui siamo in prossimità della doccia
allarga allarga allarga ok
allarga un po' di più ok
vedete la restrizione posteriore ovviamente ci consente di isolare al meglio il meso
allarga appena appena ok
allora riprendo l'ultima lanza così
dammi le molocche per favore ok
Ok, anche questo è un passaggio non indispensabile, diciamo che l'energia avanzata è normalmente sufficiente a controllare questi vasi.
Ecco, qui abbiamo questo meso, qui siamo in prossimità della zona del tumore, quindi anche l'espessimento che si vede potrebbe essere anche dovuto all'infiammazione peritumorale,
Questo non lo sappiamo, ma è comunque un piano che va dissegato con attenzione.
Vedete, deve rimanere, deve ricadere in basso.
Vedete, l'abbiamo sollevato. Allarga, allarga, appena, appena.
Vedete che pian piano si evidenzia...
Questa è proprio la zona peritumorale.
La cosa che si può fare arrivati a questo punto, proprio per ovviare...
Dammi un attimo l'uncino.
Intanto procediamo a dissegare ulteriormente questa zona, ma...
la pinza dell'assistente mantiene i vasi leocolici
mentre io con la mia mano sinistra sottendo
questo che sto sollevando è il tumore
e quindi questa è proprio la zona di adesione peritumorale
per cui la cosa che possiamo fare a questo punto
intanto è di spingere ancora un po' la dissezione
in senso medio laterale
perché ovviamente questo farà sì che la dissezione
che faremo poi dalla parte laterale sarà sempre meno e soprattutto questo ci consente di, come
dicevo prima, essere certi che tutta la fascia di gerota con le strutture sottostanti che vanno
risparmiate resti effettivamente al di fuori del piano di dissezione. Vedete che con la pinza
mi porto proprio, io così sento il tumore, vedete che si evidenzia il cellulare lasso che appunto
ci indica il piano di sezione
allarga, allarga, allarga
vieni qua
come dicevo a questo punto
l'altra cosa che si può fare
che facciamo talvolta
la faremo anche adesso
ma un po' a scopo dimostrativo
posizioniamo ulteriormente
una piccola grazzina qui
e procediamo alla mobilizzazione
dell'ultima ansa
dal basso
in maniera tale da essere assolutamente certi
che stiamo portando via
solamente la parte
di tessuto che ci interessa
posizioniamo questa garzina in questo modo
a questo punto
a proposito di garzina
non utilizzi mai
per
quella parte di sezione
una di sezione smussa
proprio tramite una garzina
in genere è un cellulare lasso
e si trova un spazio agevole
senza l'utilizzo della corrente
se è sempre solito utilizzare la corrente
o monopolare o qualche legge
sì, no, io in genere
utilizzo comunque una forma di cosente
in realtà è difficile
che si faccia dissezione all'ama fredda
ma in questo
penso di aver mutuato
l'abitudine che ho in chirurgia
tradizionale
dove effettivamente facciamo
un utilizzo giudizioso
ma importante della
cosente monopolare, vedete la garzina
è già qui, quindi in realtà
avevamo già dissegato in senso medio laterale tutto il tessuto e vedete che questa insomma
è l'ultima parte della dissezione che ci consente di da un lato di isolare il cieco l'ascendente
vedete riunirci al piano che avevamo effettuato dall'alto e poi ovviamente a questo punto ci
resta da sezionare soltanto l'ultima ansa che diciamo rappresenta vedete lasciamo attaccato
Qui ancora per poco, invece adesso procediamo, cambiamo la trazione della pinza della rutina così piano piano. L'altra cosa che facciamo a questo punto è che ci assicuriamo che l'ultima ansa sia sufficientemente mobile anche se il ricorso all'anastomosi intracorporea ha ridotto di molto la necessità di mobilizzare l'ultima ansa.
E' una cosa che eravamo abituati a fare prima nel confezionamento dell'anastomosi extracorporea, c'è la necessità di una mobilizzazione maggiore.
Vedete qui, un po' sulla guida della garzina, un po' sulla guida della trasparenza dei tessuti, procediamo, come dicevo, questa è una fase da non spingere troppo perché non ce n'è reale necessità, salvo casi particolari.
però diciamo che questa mobilizzazione ci rassicura poi sulla fase che andremo a eseguire subito dopo
quando avremo comunque un minimo di trazione da esercitare sull'anza di ileo per portarla a livello del cieco
vedete questo è semplicemente un tralcio di tessuto che era restituato alla restrizione
e quindi qui i piani allarga, allarga, allarga, vedete il mezzo dell'anza che è abbastanza allungato
Quindi qui ci fermiamo e adesso dammi la pinza che togliamo la calzina e riprendiamo la dissezione che avevamo abbandonato lungo il meso dell'ansa e che rappresenta l'ultima fase dell'intervento.
riprendiamo i vasi ileocolici
mantieni così, pinza
a questo punto vedete che abbiamo
tutto il piano molto chiaro
vi mostrerò dopo il piano in alto
quello che ci interessa adesso
è la parte al di sotto del duodeno
che è coperto
vedete, al di sotto del duodeno
vediamo gli ileocolici
che sono un po' alti
questa è la sezione che abbiamo fatto
degli ileocolici
qui in basso, la vedete?
questa è la vena mesenterica
quindi questo è tutto il piano
retroperitoneale che deve rimanere intatto
e qui adesso abbiamo quindi il meso
dell'ultima ansa, vedete con la clip
che avevamo posizionato
sull'arcata e adesso
procediamo semplicemente a terminare
la sezione del meso
preparati la carica bianca
vedete che a questo punto
tutta la dissezione che abbiamo fatto
il meso è ridotto a uno spessore minimo
siamo distaccati completamente
completamente, vedete, da retroperitoneo e quindi abbiamo semplicemente il meso da sezionare,
quindi è una cosa abbastanza agevole, ovviamente anche qui una attenzione particolare all'emostasi,
anche dei piccoli vasi.
Approfitto per salutare e presentarvi anche il nostro primario anestesista che tra i suoi
molteplici impegni ha trovato il tempo per venire, cosa di cui lo ringraziamo, il dottor
Pasquale Scafuri che ovviamente ci assiste in questa attività quotidianamente.
sorride e vi saluta
ma non è microfonato
potrà cambiare
la suturatrice
ok tieni così
allora sezioniamo l'ultimanza
vedete abbiamo veramente di fatto
il
allora vedete che il pezzo l'abbiamo
veramente staccato
provvediamo a posizionare
ah no non ancora
l'avevo dimenticato
giusto nella piacevolezza della conversazione, l'ho dimenticato e dobbiamo distaccare ancora la doccia,
mantieni così, piano piano, uncino, però vedete che ormai in virtù di tutto il lavoro fatto di preparazione
Questo punto lo facciamo esattamente all'incontrario, ci stiamo avvicinando al duodeno e quindi ovviamente per evitare qualunque tipo di pericolo procediamo dall'alto.
Tieni così, piano piano.
Vedete anche qui abbiamo il duodeno che rimane sempre qui, lo vedete?
Coperto dal mesocolone e qui è il piano che avevamo già preparato e che dobbiamo semplicemente completare.
ok, Stefano molla pure, allora vedete facciamo uscire bene il fumo, allora il pezzo è staccato,
lo posizioniamo come d'abitudine sul fegato in maniera tale da avere il campo operatorio
completamente libero, avvicina famiglia bene, avvicina, allarga allarga di qua,
allarga di qua, tieni un momento, ok allora facciamo uscire il fumo che se non si vede
nulla, laviamo un attimo, laviamo un attimo l'ottica in modo da avere una visione più
più possibile nitida. Abbiamo terminato la fase demolitiva, a questo punto procederemo
prima alla revisione del campo operatorio, poi vi chiediamo scusa dell'inconveniente,
noi abbiamo come dicevo l'abitudine di utilizzare il verde endocianina per valutare la vitalità
dei moncomi e in questo caso noi avevamo predisposto l'ottica 3D che però oggi non
abbiamo utilizzato come dicevo perché non abbiamo la possibilità di trasmettere, quindi
Quindi sull'ottica tradizionale, è sporco, non si vede, sull'ottica che abbiamo adesso non abbiamo disponibile sulla 30° e quindi cambieremo momentaneamente, passeremo alla 0,
facciamo la valutazione della vitalità dei monconi e poi procederemo nuovamente con la 30° al confezionamento dell'anastomosi.
Allora vedete qui abbiamo, allarga un pochino, allora vedete il campo operatorio è questo che avevamo fatto all'inizio, vedete i vasi leocolici che sono qui legati all'origine, la mesenterica, quel po' che abbiamo dissecato che è qui in basso, poi vedete qui saliamo verso la testa del pancreas con i due vasi che abbiamo legato, i destri e probabilmente il tronco di Enel, allarga, questa è la sezione del meso, del trasverso, questo è il colon sezionato,
Vedete che è piuttosto morbido per il confezionamento dell'anastomosi e sangue di fatto non ce n'è, non cola nulla e qui in basso abbiamo l'ultima ansa che adesso valutiamo come sale, la disponiamo già per l'anastomosi.
faremo una isoperistaltica secondo abitudine
vedete questi sono i due visceri che sono già di fatto appaiati
sono già messi uno vicino all'altro
e come vedete l'intervento alla fine rispettando i piani è totalmente sangue
possiamo cambiare l'ottica
ed è l'obiettivo principale da perseguire
perché ci consente ovviamente di fare una dissezione adeguata e corretta
se ricordate abbiamo utilizzato l'aspiratore solamente in occasione di quel piccolo sanguinamento dal vasso dell'arcata
ma che è una cosa assolutamente accessoria
non so se avete domande nello specifico sulla fase demolitiva
no, nello specifico no, rinnovo però i complimenti per l'utilizzo della monopolare
Che in mani esperte può ancora essere utilizzata in modo più efficace. È chiaro però, come peraltro ho già detto, che in alcune situazioni di medie fondamentalmente molto grazie o nelle situazioni, non era questo il caso, infiammatorie, altre fonti di energia possano chiaramente facilitare in modo importante l'aspetto di salute.
Certo. Allora, procediamo all'iniezione del verde. Abbiamo cambiato l'ottica.
Una domanda. Da quando utilizzate il verde vi è cambiato qualcosa a riguardo delle, tra virgolette, complicanze post-operatorie di scopristo o meno?
Allora, immagino che il senso della domanda sia se abbiamo modificato l'atteggiamento interoperatorio a seguito dell'utilizzo del verde, cioè se abbiamo effettivamente identificato la rischemia.
ed è la prima domanda alla quale rispondo no
l'altra domanda
non è cambiato molto ma
nel senso che abbiamo
l'incidenza di fistole più o meno simile
però devo dire
che per esempio
abbiamo abolito
quasi completamente l'utilizzo del drenaggio
cosa che non facevamo prima
che non so se è connesso a questo
ma francamente ci dà una sicurezza maggiore
al di là della valutazione
ad occhio che possiamo fare
vedete il verde qui sull'ultima anza
è già arrivato e vedete che il moncone
è perfettamente
vascolarizzato, adesso valutiamo
anche il colon che vedete è anch'esso
perfettamente vascolarizzato
fino alla linea
di sezione che è questa
anzi ci mostra anche
un po' di sanguinamento che adesso andremo
a regolare
quindi se ho ben capito
non è cambiato nulla
nel senso che il verde
conferma, è una conferma di qualcosa che c'era anche prima, cioè non avete avuto un miglioramento
o non avete riscontrato qualche deficit vascolare che altrimenti non avreste visto.
Mi riferisco soprattutto al destro dove perlomeno nella mia esperienza ogni tanto la fistola
non è data tanto dall'anastomosi ma dal cul di sacco.
Sì, esatto, e lì effettivamente il momento vascolare potrebbe avere la sua importanza, in realtà il verde per esempio nella nostra esperienza ha la sua importanza e validità per esempio sulle sezioni della flessura dove la vascolarizzazione ovviamente è molto più atipica e lì effettivamente ci ha dato un contributo piuttosto importante.
Se togli un attimo il verde mi dà l'arabipolare, perché qua se ne c'è un po' di sanguinamento, lo vediamo meglio.
Allora, vedete che adesso l'arabipolare, regoliamo, vedete, la trancia di sezione sul colon,
dopodiché passeremo nuovamente alla 30° e confezioniamo l'anastomosi.
Ecco qua avete un minimo sanguinamento, giusto per mantenere il campo di sangue,
ma mi sembra che sia veramente poca roba.
Ok, allora, allarga appena.
Vedete, i monconi sono già, vedete, i monconi sono già appaiati.
fai vedere sotto quale, ce lo siamo perso, dammi un attimo, allora si è sovrapposto,
allora il moncone è questo, eccolo qui, vedete sono già appaiati, perfetto,
allora cambiamo nuovamente l'ottica, ripassiamo alla 30 e confezioniamo l'anastomosi.
Normalmente tendiamo a solidarizzare le due anze con una sutura preventiva,
però adesso non so se ce ne sarà bisogno in quanto veramente i monconi sono già appaiati perfettamente,
adesso vediamo se è il caso o meno di farlo.
allora vedete che sono già qui quindi forse forse potrebbe anche non valere
nemmeno la pena e quindi adesso qui procederemo all'apertura dei due visceri
allora apriamo prima il colon
non sei neanche solito mettere un punto per facilitare la trazione
no ho detto proprio quello dico normalmente lo facciamo però in un caso
come questo dove veramente è già pinza dove sono già vedete appaia allarga
appena appena scusate
avevo capito
una sutura
una continua lunga
prima non soltanto il punto di trazione
no no no
parlavo del punto di trazione
come dicevo è una cosa che normalmente
siamo soliti mettere
sembra di averla aperto
però vi ripeto perché adesso
stanno proprio perfettamente appaiati
tutto sommato potrebbero essere così
indispensabili
ho avuto la sensazione di essere entrato
idealmente il bordo è anti mesenterico pinza ecco qui allora suturatrice allarga appena appena
tieni così stefan anzi tieni così piano piano allora fammi vedere un attimo
fare il trocar dov'è vedo che ci prendiamo un po di spazio in più col trocar vediamo se
la paura ovviamente di essere corti sull'anza tendiamo ovviamente a lasciare un cul di sacco
un po' lungo, ma diciamo che questo di per sé
non è un problema
perlomeno a noi non ha mai dato particolari problemi
un po' di pazienza qui perché
come se ci fosse un po' di mucosa
invaginata, eccola qua
e questa è l'ansadilio
che invece scorre abbondantemente
facciamo una rastromosi
non sempre sfruttando
tutta la lunghezza della suturatrice, non è sfondamentale
però diciamo
cerchiamo ovviamente di
di dare un'ampiezza
molto ampia all'interno, un minimo di sanguinamento che, come si suol dire, non guasta. Dì così
Stefano, piano piano. Vai. Allora posizioniamo un primo punto di Vicryl 3.0 a monte, sull'estremo
distale e poi normalmente con un ago, con un filo spinato, barbed, proseguiamo con la
sutura in senso diciamo medio laterale partendo dalla porzione posteriore del buco del foro di
alla anastomosi come detto adesso lo aspiriamo giusto per avere ben chiara la visione dell'angolo
normalmente effettuiamo un doppio strato
quindi diciamo abbiamo comunque un margine di sicurezza
però è bene identificare
dai, andiamo a bipolare un attimo scusa
perché sennò ci darà fastidio tutto il tempo
anche questa coagulazione non è fondamentale
però proprio a beneficio dell'immagine
che credo sia fondamentale in una trasmissione
quindi procediamo alla coagulazione
se ce la fa fare
ecco qui
allora questo è un V-Lock
un riassorbibile monofilamento
a medio riassorbimento
con ovviamente le ancorette
che ci consentono di bloccare la sutura
ed è secondo me un valido aiuto
e permette di confezionare effettivamente una lastromosi in assoluta tranquillità.
Non vedete se è sporcato?
Adesso provvediamo a lavare.
anche se trattandosi del primo di un duplice strato
si potrebbe anche procedere ad una sutura a tutto spessore
però cerchiamo di essere extramucosi in maniera tale da avere tutte le garanzie possibili.
vedete che in questo caso
siamo riusciti a ottenere
effettivamente non avendo la minima
attenzione sui capi di sutura
una linea di sutura
molto allineata
fin dall'inizio
capita talvolta
di
di dover
riprendere la simmetria
della sutura
ma non è stato questo il caso
effettivamente è stata una sutura
in cui fin dall'inizio i due capi si sono allineati perfettamente
ed è una cosa che nonostante gli sforzi che facciamo non è la regola
quindi è un qualcosa che talvolta sfugge anche alla nostra volontà per così dire
nel senso che pur rispettando tutti i criteri ci ritroviamo a volte in una situazione
di dover porre rimedio a una sutura che interessa un viscere piuttosto che l'altro, quindi di
asimmetria della sutura. Ok, altro punto. Vedete che riprendiamo queste due, tutte le suture che
abbiamo fatto che tanto più o meno rispondono alla stessa zona e ripartiamo dal basso, vedete,
per il secondo strato. Vedete che il campo è completamente sangue, il controllo delle mostre
se l'avevamo effettuato già prima, non c'è praticamente nulla e quindi ci sono tutti i presupposti per un intervento in cui al termine non posizioneremo neanche il drenaggio.
Nel senso che il drenaggio attualmente lo mettete alla demanda oppure proprio ultimamente è stato abbandonato?
No, lo mettiamo assolutamente alla demanda, dove la demanda si può quantificare un 10% dei casi, per dare un'idea di quello che facciamo, veramente ridotta al minimo.
E devo dire che da questo punto di vista il riscontro è stato ottimale nel senso che anche l'evidenza di complicanze piuttosto che il trattamento delle stesse non si sarebbe in realtà giovato della presenza di un drenaggio.
quindi ci ha confortato nella nostra scelta, di contro, come ben sapete, esperienza penso comune di un po' tutti,
l'assenza del drenaggio è effettivamente un fattore di comfort aggiuntivo per il paziente notevolissimo,
sia di comfort soggettivo e poi anche di ripresa delle abitudini sotto tutti i punti di vista.
nella nostra esperienza ormai sono questi i pazienti che mangiano, assumono liquidi già nel pomeriggio dell'intervento
si mobilizzano precocemente e il giorno dopo partono già con la dieta semiliquida
e quindi sono pazienti che hanno poi anche una dimissione precoce ovviamente quando possibile
per cui sono tutti i pazienti che si avvantaggiano appunto del fatto di non avere il sondino,
non avere il catetere e a maggior ragione non avere il drenaggio che è uno dei punti fondamentali.
Il doppio strato per la verità invece ha cambiato molto diciamo gli esiti dell'intervento perché
perché oggettivamente ha abbassato l'incidenza di fistulizzazione.
Vedete che andiamo ad affondare anche questi punti.
Ecco qui, ok, avvicinati.
Due pinze.
Allora, vedete, l'intervento ovviamente è finito.
Pinza.
Vedete, qui abbiamo l'anastomosi.
Normalmente non abbiamo l'abitudine di richiudere lo spazio.
è qui
molto morbida, tranquilla
qui ovviamente vedete
tutta la zona dove non c'è assolutamente nulla
e quindi adesso procediamo unicamente
all'estrazione del pezzo
valutiamo solamente
il dark glass è libero
quindi adesso procederemo a un funnestill
voglio solo aspirare
questo po' di secrezione che c'è qui
che però vedete residua
al posizionamento del pezzo
nello spazio sub-diaframmatico
il pezzo lo postiamo giù in pelvi
ecco qui, sta giù comodamente
la finestra peritoneale
non la chiudevate neanche in aperto?
in aperto
la chiudevamo e la chiudiamo
questo poi sai, per esempio
ti posso dire un'altra differenza
con l'aperto, ci organizziamo per aprire
facciamo il fan
in aperto per esempio
l'altra abitudine che ho conservato
metti il dito
la mia bipolare è quella di fare una piccola sutura sulle rime di sezione fatte con la meccanica, cosa che ovviamente la paroscopia non facciamo, quindi alcune piccole differenze le abbiamo mantenute, non mi sentirei di dire che sono fondamentali, però mi sbaglio un po' l'ottica verso di me.
questi sono sono brecce che adesso chiuderemo ma insomma un minimo di epostasi dall'interno
dammi dammi l'aspiratore momento fammi di qua tira sull'ottica fa veramente letto
diritto si è continuato a fare gemizio adesso vediamo di controllarlo la mia bipolari no
togliamo ultimo toro da cinque qui ok allora passiamo alla fase in open purtroppo la mia
la pinza, vi possiamo dare solo
adesso vi faremo vedere il pezzo quando lo estraiamo
non abbiamo
la telecamera ovviamente ambientale
cercheremo di stringere il più possibile
per darvi l'immagine
allora, se mi mettete gli occhiali
abbassate sull'orecchio
piano, piano, piano
tirali un po' più fuori
soppoggiati sull'orecchio
allora, riusciamo a stringere un po' l'immagine?
oppure se no possiamo fare
vediamo
casomai dopo si prepara Stefano con l'ottica latente. Mettiamoci nella cazzatura. Ok allora
mettiamo la luce qua. Il letto è diritto secondo me è storto il letto. Allora perché non ci avevi
dato i manipoli? Qual è questa? Allora sì possiamo stringere. Allora se mi date i manipoli in modo
Non so quanto è chiara l'immagine adesso, comunque insomma è un fannestil classico.
No ma si vede bene.
No, bene.
Oggi abbiamo il programma di chirurgia generale che proseguirà dopo con un colon sinistro,
il tempo di procedere al cambio del malato, mentre invece domani avrete l'opportunità
di vedere il dottor Mario Malzoni, qui dalla clinica Malzoni nella quale io lavoro da un
paio d'anni circa, c'è una tradizione pluriparentennale almeno di chirurgia ginecologica di altissimo
livello e quindi credo che farà vedere una resezione per patologie endometriosiche più
o meno sempre allo stesso orario per chi fosse interessato e vi dico che è un'esperienza da fare
perché abbiamo la possibilità di vedere l'approccio al viscere che noi trattiamo
tieni questo così piano piano, no, tieni così, scusa, piano piano. Ok, facciamo l'apertura del
dell'incisione con l'alexis che è un altro strumento, un altro device che è particolarmente
utile. Guardate una grazia grande, pensa qua, vedete il pezzo che già a fiora l'avevamo posizionato,
quindi lo associamo alla sua estrazione. Una grazia anatomica mi serve, o un telo o qualcosa. Eh sì,
il tumore non è piccolo, vedete, eccolo qua che è uscito. Lasciamo un attimo questa grazia dentro,
due secondi. Metti un telo, un camice, dammi qualcosa, scusa, un camice, dammi una cosa,
vi mostro il pezzo
facciamo vedere il pezzo
che ho orientato
vedete la mia pinza
ce l'avete l'immagine?
si
ecco un campo più largo
allora
questa è l'ultimanza
il cieco
questa è la lesione
esattamente nella zona
mostrata alla tacca
e poi vedete tutto il meso completo
che è stato spostato col pezzo
d'accordo?
Sì, perfettamente.
Ok, cambiamo i guanti. Allora io direi se ci sono altre domande?
No, al momento nessuna, devo dire che l'intervento è stato particolarmente esaustivo
e alcuni dei temi un po' controversi mi sembra che siano stati evidenziati.
Infatti, una mia ultima domanda, se ho ben capito in chirurgia aperta però continui a mettere il drenaggio, ho capito bene?
No, no, no, no, le uniche differenze, no, no, l'indicazione al drenaggio è la stessa, quindi molto ridotta, due coca, quello che cambia in chirurgia aperta, dicevo, è la sutura che continuo a fare sulle rime di sutura meccanica, quindi sul moncone ileale e sul moncone colico, un po' di betadine,
e ovviamente l'anastomosi
che qualche volta facciamo a mano
ma insomma alla fine più o meno tendiamo
a riprodurre anche il doppio strato
sulla chiusura del buco di servizio
la facciamo praticamente allo stesso modo
quindi diciamo le differenze
ridotte proprio al minimo
bene allora rinnovo i complimenti
per la bella dissezione
e l'intervento esortivo
mando i saluti e ringraziamenti
da parte del
al Palazzini
per questa partecipazione
non so se sarò con voi domani
se capiterà sarà
mio piacere
no aspetta
esatto
vi richiamiamo appena cambiamo
la sala
ho sbagliato io ho detto che adesso vai su un coro sinistro
non so se sarò ancora io con voi
perché come tu sai ci sono
varie cose
quindi magari mi troverò
con un altro collega, nel caso sarà
un mio piacere, grazie
complimenti ancora
grazie a te, grazie a te e grazie a tutti
a presto
a presto
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