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12° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 3° SESSIONE MANAGEMENT e COMUNICAZIONE Moderatore: N. Sannicandro (Foggia) Forme di comunicazione nella multidimensionalità: perché non si scrive più oggi – Progetto NOE S. Petruzzelli (Barletta)
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Buonasera a tutti, prima di cominciare vorrei ringraziare per l'invito la nostra Maria Caputo
e sono portavoce anche di altri tre colleghi col quale sto seguendo questa campagna editoriale
della promozione della cultura infermieristica anche nell'editoria online.
Allora ringrazio in questo caso Giuseppe Papagni, Vincenzo Ricchiuti e Massimo Randolfi
che oggi non sono potuti essere qui presenti insieme a me.
Bene, questo è un progetto al quale parto dal punto zero ad oggi perché ha una vita di praticamente 5-6 mesi e quindi vi illustro quello che c'è dietro la nascita di questo progetto.
Allora, prima di cominciare noi abbiamo avviato un progetto editoriale che si chiama North Time.
Questo ha l'obiettivo di coinvolgere maggior parte di colleghi che vogliono entrare nel mondo della comunicazione
perché ovviamente, l'ha detto prima e lo continuo a ripetere, ci sono molti colleghi che sono molto competenti in materia
ma non hanno ancora quell'abilità a far capire al di fuori del luogo in cui si lavora che cosa fa e perché lo fa in determinate condizioni.
Quindi ci sono delle variabili che ritengo fondamentali, che sono il tempo, cioè noi lavoriamo, facciamo veramente tanto in così poco tempo
E produciamo veramente tanti contenuti con rispettivi riferimenti bibliografici, ma ha una deficienza, un deficit in questo caso, che è il destinatario.
A chi rivolgiamo questi contenuti? A noi stessi.
Bisogna un po' cambiare il punto di vista dell'informazione, perché ovviamente dai dati del dodicesimo rapporto del Censis ci sono più persone che navigano su internet.
In questo caso noi abbiamo ben 70,9% della popolazione italiana e confrontandolo con le varie percentuali nei social network notiamo che il 50,3% è iscritto a Facebook, il 42% degli utenti guarda YouTube e il 10,1% usa Twitter come social network per comunicare.
Bene, ho trovato varie ricerche su questo campo della valorizzazione della professione e noi siamo definiti operatori incompleti. È un brutto termine da dirsi, ma è così, perché siamo ottimi competenti, ottimi manuali, ottimi professionisti che lavorano, ma non sanno portare al di fuori quello che fanno.
Quindi siamo definiti operatori incompleti. Quindi bisogna migliorare il passaggio, cioè la chiave di lettura dell'informazione, cioè a chi rivolgiamo i contenuti della nostra informazione.
Quindi noi parliamo di professionalizzazione, di competenze specialistiche della 566, siamo pronti, tutte le campagne che vogliamo, ma a chi le rivolgiamo? A noi stessi.
penso che in questo caso bisogna coinvolgere colui che non è stato mai coinvolto prima
che è il cittadino
bisogna capire che il cittadino se non capisce in prima persona chi siamo
che cosa facciamo e perché noi lo facciamo in determinate condizioni
non andremo da nessuna parte
allora adesso voglio mettere alla luce una ricerca
sulla promozione della professione infermieristica
attraverso dei contenuti pubblicati su youtube
E quindi sono stati definiti dei filmati a valore positivo e a valore negativo. È il numero di visualizzazioni settimanali di questi video. Bene, su filmati a valore positivo possiamo notare che soltanto dei clip tratti da film o clip con contenuti positivi hanno il maggior numero di visualizzazioni.
Ma questi sono filmati a valore positivo. Se notiamo quel valore negativo, la situazione è a gran parte diversa, perché abbiamo clip registrati da trasmissioni televisive, video amatoriali, scenette comiche, amatoriali o teatro, clip tratti da film che hanno un valore negativo, vengono visualizzati ancora di più.
E sono questi i punti sul quale il progetto che oggi presento dobbiamo lavorare. Allora, molto particolare questa immagine dove dice quello che noi eravamo e quello che noi siamo tutt'oggi. Non cambia nulla, l'unica differenza è che oggi lavoriamo davanti a un computer e quindi tutto quello che facevamo lo continuiamo a fare attraverso i social network.
Che cosa sono i social network? Sono tanti ambienti, tante stanze dove noi comunichiamo, diciamo qualcosa, quel qualcosa lo decidiamo noi, quindi dipende dalla nostra volontà e la forza di farlo.
I rischi di questi social network, lo sappiamo tutti, è la privacy, dobbiamo stare attenti a quello che pubblichiamo e come viene pubblicato, perché ognuno di noi può limitare le visualizzazioni dei suoi contenuti.
Però è un'opportunità perché attraverso questi canali noi possiamo diffondere messaggi e campagne di promozione e pubblicizzazione dell'informazione.
Bene, questo schema che oggi vi faccio vedere, praticamente spiega a carattere generale tutte le varie fasi del progetto al quale io oggi vi sto presentando,
che corrispondono ai criteri sul quale bisogna definire il progetto, selezionare i canali al quale comunicare questi progetti,
definire anche i social network, quindi i vari media che noi dobbiamo promuovere affinché ci sia una maggiore visualizzazione dell'informazione.
Quindi, come ho detto precedentemente, bisogna creare quella relazione tra professionista e infermiere e il cittadino
che adesso è praticamente ridotta ai minimi termini.
Dobbiamo incentivare, aumentare, promuovere quello che è la relazione professionista-cittadino
E' una delle catene cardine del sistema sanitario. E prescinde dall'informazione. Quindi se noi non comunichiamo, non diamo notizie chiare, semplici e dirette, non riusciremo mai a lanciare il nostro messaggio al cittadino e a valorizzare noi stessi.
Quindi bisogna avere anche una capacità, che è quella di informare, coinvolgerli e raggiungere quegli obiettivi di gestione e di governance della professione.
Adesso vi faccio vedere un video che ovviamente abbiamo pubblicato sulla nostra rivista online che spiega a caratteri abbastanza elementari quali sono le strategie per avere una buona comunicazione dell'infermiere al cittadino.
Io penso sia una cosa che vale per gli infermieri ma vale un po' per tutte le categorie professionali.
L'errore di fondo che una categoria professionale fa nel comunicare all'esterno chi è e che cosa vuol fare
è sostanzialmente quello di avere una forte autoreferenzialità e di non parlare con quelli che sono gli obiettivi della sua attività professionale.
Allora, scendiamo subito nel merito dell'infermiere perché è quello che ci interessa.
l'infermiere qual è la cosa che porta avanti con più entusiasmo e con più trasporto?
il rapporto col cittadino, il concetto dell'assistenza, del prendersi cura
quindi dovrebbe riuscire a rivolgersi non tanto alle istituzioni per chiedere giusto
dello stipendio che è assolutamente
lecito per chiedere
un'altra risorsa
professionale, ma per
far capire che senza l'infermiere
il cittadino è solo
perché facciamo fare la visita al medico
fa una diagnosi, prescrive una terapia
e il medico se ne va
e il cittadino che fa? Il paziente che fa?
C'è l'infermiere, è questo che deve far capire
l'infermiere, che c'è lui
deve far capire che lui è
la chiave e la carta
vincente del cittadino
perché possa avere
la soluzione dei bisogni di salute
ora, come, semplicissimo
poi finiamo rapidamente
come? Parlando con il cittadino
cioè, essendo lui l'interlocutore
primo, quello che gli spiega
non tanto cosa c'ha, quello si lo fa normalmente
è chiaro, è evidente, ma quella è una parte
clinica che rispetta anche all'infermiere
spiegargli cosa si succede
intorno, perché magari
non so, perché ha dovuto fare
una lista d'attesa lunga, perché
perché ha un problema e non trova le medicine, perché deve pagare un ticket che è sempre più alto in alcune regioni
mentre magari il suo zio che abita in un'altra regione non lo paga, perché l'infermiere è nervoso così come il medico
e così come un altro operatore sanitario e che magari non è tanto gentile in un momento particolare
perché ha dei turni massacranti, perché non ce la fa più, perché è un essere umano, perché ha altri pensieri,
perché purtroppo magari sta crescendo lui con l'età e diminuiscono le persone che l'aiutano
perché non c'è più ricambio, è tutto un sistema che poi come vedete rientra nel sindacale
ma è un parlare con la persona che è l'obiettivo finale di quello che è l'assistenza
anche del medico ma soprattutto dell'infermiere
e questa è la cosa che è stata detta brevemente, quella che dovrebbe essere la chiave
di una comunicazione diversa e la difficoltà nella comunicazione è proprio questa
che ancora nessuna categoria professionale ha capito che la prima cosa che deve fare,
oltre al rivolgersi alle istituzioni, che mi sembra premastico perché dobbiamo chiedere le cose,
è parlare con le persone che si aspettano da lui qualcosa di diverso.
Il cittadino non si aspetta un aumento di stipendio per l'infermiere,
il cittadino si aspetta di essere curato dall'infermiere.
Allora spiegargli, innanzitutto stargli vicino nel modo in cui già fate,
ma soprattutto spiegargli se c'è qualche problema, perché c'è il problema e che cos'è.
A quel punto si aprono le porte, come parlare con un bambino.
Se al bambino gli si parla con i termini difficili, il bambino non capisce e non metabolizzerà mai quello che gli si è detto.
Se gli si parla in termini semplici, non infantili, perché l'infantile non sta bene da nessuna parte,
semplici, chiari e diretti, il bambino capisce e si comporta di conseguenza perché si sente anche valorizzato.
Quindi si sente valorizzato il paziente, vi sentite valorizzati voi
poi c'è una comunicazione che è quello che manca, ripeto, non solo per le infermiere ma in tutte le categorie professionali.
Quindi continuiamo con la nascita di questo sito internet che si chiama Nurse Time.
Nurse Time oggi è un portale di informazione e formazione infermieristico a livello nazionale
e ha come obiettivi quello di coinvolgere molti infermieri che possano attraverso questo strumento
momento poter divulgare quella che è l'informazione infermieristica. Bene, la storia forse qualcuno
non la conosce, ma io comunque la racconto lo stesso. Questo gruppo di infermieri che
ovviamente dalla Puglia hanno portato questa innovazione nasce su Facebook attraverso un
gruppo che si chiama Infermiera Professionista della Salute. Non so per chi è amante dei
social e a conoscenza di questo gruppo. Vi informo che è il più numeroso al momento
in Italia come iscritti sia infermieri e non e quindi abbiamo la possibilità di poter
divulgare quella che è la nostra informazione a 360 gradi. Abbiamo notato che c'è stata
molta partecipazione e lo è ancora tutt'oggi e insieme abbiamo voluto fare il salto. Il
Il salto è stato proprio a Nurse Time e quindi attraverso questo portale noi vogliamo e sfidiamo tutt'oggi tutti quegli infermieri
che si sentono pronti a divulgare quelli che sono i contenuti atti, a migliorare quella che è la qualità sia professionale e sia quella rivolta al cittadino.
Su internet quindi capiamo che molte volte abbiamo delle difficoltà nella comunicazione perché c'è sempre colui che critica, c'è sempre colui che manda messaggi di spam o parolacce varie, insomma abbiamo creato anche un codice di comportamento.
Questa è la netiquette, cioè un elenco di comportamenti che noi applichiamo affinché ci sia una corretta comunicazione nel social network e in questo caso nel gruppo dal quale noi siamo amministratori.
Questo è il portale oggi perché è nato nel 2013, siamo a quasi due anni di attività e stiamo sviluppando nuovi progetti che ovviamente io sono a portavoce e vorrei condividere con tutti voi qualora ne volesse farne parte
e cerchiamo di dare quella che è l'informazione a 360 gradi. Ovviamente abbiamo anche la qualità di utilizzare dei feed RSS che servono per essere, nonostante la distanza,
sempre aggiornati sulle ultime notizie che sul portale noi andiamo a pubblicare.
Bene, adesso vi spiego la nascita di questo progetto. Noi abbiamo recuperato un articolo che nel 14 settembre scorso è stato pubblicato sul The Guardian dove vengono messi alla luce quali sono i possibili stereotipi che vengono percepiti dall'infermiere nel luogo comune, quindi dalla cittadinanza.
E su questo obiettivo, Nurse Time, partorisce un progetto intitolato NOE, ovvero Nurse On Eye, abbiamo dato un inglesismo, ma alla fine l'obiettivo chiave era quello di far vedere il punto di vista sugli infermieri di, quindi quel di noi lo andiamo a definire col progetto stesso.
Allora, il punto di vista quindi è una figura, della figura serve non tanto a capire che cosa è l'infermiere, ma a capire i nostri pregi e i nostri difetti che servono a valorizzare, cioè fare da autocritica alla nostra figura professionale.
Quindi non vi aspettate che ovviamente tutti parlino bene dell'infermiere, che sarebbe una cosa impossibile, ma ovviamente essere un po' autocritici, ecco, dico questo perché attraverso questo progetto dobbiamo cercare tutti, e ripeto tutti perché noi siamo un'entità unica, non siamo delle piccole isole sparse a livello nazionale.
Quindi dobbiamo cercare di fare gruppo e attraverso questo riuscire a capire qual è il vero essenza, il vero valore della figura infermieristica a livello nazionale.
Allora, quindi il progetto Nurson Eye raccoglie il punto di vista di personaggi pubblici che si sono distinti nello sport, nella musica, nella politica, nella moda e nello spettacolo,
al fine di andare ad evidenziare quello che gli altri pensano di noi, cercando di capire il vero valore sociale che viene associato a questa professione.
Bene, questa è stata una sfida, perché quando è nato il progetto non c'era assolutamente nulla.
Qualcuno ha creduto in questo progetto e fin da allora ha voluto che io lo presentassi oggi qui a voi.
E quindi è stata Maria lungimirante perché non ci aspettavamo ovviamente nulla di così entusiasmante rispetto a questo progetto.
Allora ricordiamo inoltre che questa figura è silenziosa, cioè lavora in silenzio senza spiegare alla persona di quale noi andiamo ad assistere il valore e quello che noi andiamo a fare e perché lo andiamo a fare.
Quindi con il nostro progetto andiamo a cercare di spronare quella barriera che ci siamo creati con il cittadino affinché uniti possiamo andare avanti e coinvolgere la cittadinanza tutta per migliorare quella che è la nostra entità professionale.
Bene, al momento questi sono alcuni dei personaggi al quale abbiamo fatto delle domande, noi non ci aspettavamo neanche di arrivare a questi personaggi perché c'è stata veramente una sfida,
quella di metterci in discussione e affrontare le personalità,
nel quale vedete ma ce ne sono molte altre e ce ne saranno molte altre,
perché il progetto si sta allargando a macchia d'olio,
al quale noi abbiamo chiesto il loro punto di vista in modo particolare sulla professione.
Poi abbiamo fatto raccontare le loro esperienze personali, qualora ci fossero,
e se ci sono state esperienze positive o negative,
il loro punto di vista della locultura della professione infermerista e quindi il valore del titolo accademico, la difficoltà nel trovare un'occupazione, quindi le varie difficoltà che ci sono state a livello nazionale tramite spending review nel trovare un'occupazione, quindi quali potrebbero essere eventuali messaggi che possono lanciare ai politici e i loro suggerimenti affinché la professione venga considerata una professione perfetta.
Bene, al momento questi sono alcuni dei personaggi che io ho intervistato.
Beh, ce ne saranno altri, non so se qualcuno ha già visto su internet, attraverso i social, qualche articolo con queste immagini.
Bene, questo è una parte del progetto, perché il progetto è rivolto anche ai politici e voglio dare un'anteprima.
da dicembre sarò in Parlamento per parlare di questo progetto, affinché ci sia un coinvolgimento politico sulla nostra figura professionale.
Quindi, andando ad applicare le tre chiavi di lettura, quello sistemico, pragmatico e strategico, andiamo a cercare di creare, come possiamo dire,
un progetto che vuole cambiare le carte in tavola, cercare di unire, perché alla fine siamo nel 2015, scusate colleghi, ma bisogna essere uniti per andare avanti, altrimenti non andiamo da nessuna parte, grazie.
Il contenuto che porterà questo progetto servirà alla fine di creare un contenuto, una raccolta, un progetto editoriale che servirà per quantificare e qualificare la formazione della professione infermieristica.
Io come sviluppi futuri al momento non so bene dove andremo a finire con questo progetto, ma vorrei farvi vedere quello che è successo attraverso lo sviluppo del progetto Norsonai, attraverso un programma televisivo, Rai 1 a conti fatti, condotto da Elisa Esoardi, dove l'ospite Rosanna Lambertucci parla degli infermieri.
Nel percorso che ho seguito quando mi sono trovata ad accudire una persona a me molto cara
che purtroppo non c'è più ma che è stata curata
e devo spendere una parola importante anche per tutti gli operatori sanitari
perché noi dimentichiamo che ad esempio il personale infermieristico è fondamentale
perché il medico, il paziente lo vede ogni tanto
Ma chi poi lo segue giorno dopo giorno è l'infermiere di turno che diventa una persona di famiglia.
Diciamo l'obiettivo è quello di entrare con prepotenza in questi canali perché dobbiamo far vedere che non c'è solo il medico, ci siamo anche noi.
Quindi il messaggio che vi do è quello di aiutarci, quindi essere uniti.
Io lancio un messaggio come lo ha lanciato Steve Jobs tempo fa, siate affamati e siate folli affinché ci sia un cambiamento reale nella nostra figura professionale.
Io voglio concludere con un progetto che Nordsteim sta continuando a fare attraverso i social network ma anche su internet, quello di invogliare la scrittura nei canali comunicativi, quindi cercare di migliorare la scrittura in primo luogo.
E' un secondo luogo quantificare, cioè scrivere quantità industriali di contenuti, ma non solo su internet, ma devono essere divulgati anche sulla carta stampata, sulla televisione.
Dobbiamo, a tutti i costi, entrare in questi canali comunicativi per dimostrare che noi siamo e sappiamo fare, perché siamo competenti.
Io vi ringrazio.
grazie Savino
grazie, bellissimo progetto
io vi seguo, vi seguo sui social network
sono un iscritto al vostro gruppo
e seguo Nurse Time
dalla nascita veramente
devo dire che questi personaggi famosi
si accorgono che noi esistiamo
però solo quando hanno bisogno di noi
o quando hanno avuto bisogno di noi
perché la Lambertucci ha fatto
dieci anni di programmi
in televisione sulla salute
ma non ha mai parlato di infermieri
Adesso ha avuto bisogno degli infermieri e si è accorta che noi esistiamo, ma non solo lei, come tanti altri personaggi famosi.
Il messaggio era molto semplice, loro conoscono noi soltanto quando si trovano all'interno e non sanno veramente se al di fuori di una situazione di salute, tra virgolette, l'infermiere chi è e cosa fa.
Chi è e che cosa fa, non lo sa nessuno.
Un'altra cosa che forse non avete notato, ma ve l'accenno, è che il progetto era destinato anche ai canali di comunicazione, quindi ai giornalisti.
I giornalisti non hanno fatto nessun tipo di intervento perché loro non sanno cos'è un infermiere.
Basta vedere sui giornali quando succede qualcosa, un os nell'RSA, Saverio Andreoli ne ha scritte di tutti su Facebook, infermieri condannati e poi andiamo a vedere, sono sociosanitari, sono os, giornalisti, non conoscono, non ci conoscono e non conoscono proprio la nostra persona.
Perciò benvengono queste iniziative sui social network, sulla stampa, sul web, sono benvenute proprio perché mettono in mostra la nostra professione e ci fanno conoscere e speriamo che quando va in Parlamento anche il Parlamento impari a conoscerci.
Auguri anche per questa avventura.
AI 对话
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