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12° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 2° SESSIONE SICUREZZA e FORMAZIONE Moderatore: R. Cipri (Bari) Tutoring e Modalità didattiche innovative in un Master per Strumentisti di sala Operatoria C. Cicala (Roma) L'esperto risponde
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e passare alla successiva, che è quella dedicata alla sicurezza e formazione.
Per cui do la parola alla collega Caterina Cicala, del Gemelli di Roma,
Tutoring e modalità didattiche innovative in un master per strumentisti di sala operatoria.
Grazie Loredana, buongiorno a tutti.
Ringrazio la Presidente Aico, la Dottoressa Caputo, il Professor Palazzini
per questo consueto appuntamento qui in questo congresso
che ogni anno ci vede impegnati in questa importante condivisione.
La relazione che porto oggi è un po' un progetto nostro che poi abbiamo attuato, adesso ne parleremo,
e non ho messo la prima diapositiva riguardante proprio il titolo della relazione.
Nell'anno accademico 2006-2007 all'Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Facoltà di Medicina a Carugia
nasce il master di primo livello di sala operatoria, nasce da un'iniziativa infermieristica e proprio
per questo ha da subito un'impronta didattica differente. In che cosa lo vediamo? Inizialmente
si utilizza un modello didattico tradizionale attraverso una didattica frontale e il tutoraggio
clinico in sala operatoria. Nelle edizioni successive però ci si rende subito conto
che gli infermieri che si iscrivono al master sono differenti. Se nei primi anni gli infermieri che si iscrivevano
erano infermieri che volevano colmare delle lacune in sala operatoria che avevano, quindi avevano bisogno
delle nozioni da acquisire, negli anni successivi e soprattutto negli ultimi anni, gli infermieri che si iscrivono
ai master specialistici sono quelli che escono dalle lauree e che quindi non hanno nessuna competenza
riguardante appunto le sale operatorie se non quella del tirocinio che fanno
durante il corso della triennale. È necessario pertanto creare un programma
formativo dinamico perché sono studenti e già infermieri che spesso proprio
durante il corso entrano nel mondo del lavoro e quindi proprio per questo
abbiamo creato un master che nel tempo è cambiato. In che maniera? Andando in
corso, andando incontro a quelle che sono le skills, le abilità differenti
dei diversi infermieri. Quindi alla dottrina dei contenuti, che era quella che precedentemente proponevamo,
si sostituisce un percorso didattico di apprendimento estremamente differenziato, fatto di esercitazioni, simulazioni,
case role playing e tutoraggio clinico in sala operatoria. Non è più quindi un modello studente-docente,
è un modello in cui il docente è al centro del progetto, ma è un modello studente centrico.
E in che maniera l'abbiamo utilizzato? Andando incontro allo studente.
Abbiamo inserito negli anni successivi la didattica online.
Abbiamo utilizzato una piattaforma digitale, Learning Management Systems,
che l'Università Cattolica utilizza, in cui noi docenti abbiamo inserito
dei materiali didattici multimediali.
Il formato adottato per i materiali di studio è basato sulla sincronizzazione di slide in versione asincrona, quindi gli studenti possono visionare questi materiali in ogni momento della giornata e da qualsiasi punto dove si trovano, dal lavoro, anche da casa.
I corsisti hanno la possibilità di visualizzare questo materiale seguendo una logica sia lineare che ipertestuale e anche attraverso l'indice dei contenuti.
Hanno inoltre la possibilità di effettuare anche una ricerca attraverso parole chiavi e leggere eventuali commenti inseriti dai docenti.
C'è inizialmente una sessione introduttiva proprio basic per far sì che tutti gli studenti possano avere un'alfabetizzazione informatica in maniera tale che possano essere in grado di utilizzare la piattaforma digitale.
Gli argomenti principali che abbiamo inizialmente messo in questa piattaforma erano argomenti di carattere generale, caratteristiche strutturali dei blocchi operatori, rischio clinico, le prime norme comportamentali degli operatori nel reparto operatorio, le competenze infermieristiche e la scheda infermieristica.
Ma se questo è quello che nella fantasia pensavamo che potesse essere un progetto che gli studenti effettivamente potessero utilizzare, fossero felici di utilizzare, in realtà il risultato iniziale fu questo.
E che cosa avevamo sbagliato? Qual era il problema? Era un problema di comunicazione, perché fra lo studente che faceva appunto la didattica online e il docente che metteva il contenuto non c'era relazione, non c'era comunicazione.
Abbiamo visto prima il discorso anche dei precedenti relatori riguardante la comunicazione, quanto è importante la comunicazione. La comunicazione non è solo verbale, tutt'altro. Quanto è la parte di comunicazione verbale? È il 7%. Tutto il resto è i movimenti del corpo, soprattutto le espressioni del viso, il volume, il tono e il ritmo.
E allora come potevamo cambiare quelle lezioni? Ecco, importante è stato un breve stage che abbiamo fatto in Francia, a Parigi, in un posto, la Francia è antesignana della didattica online e utilizza già nella triennale la didattica online.
La dottoressa Catherine Feraud, che è la referente della didattica online in questo istituto di formazione francese, ci ha idotto su quello che potevano essere i cambiamenti che potevamo fare su questo percorso e ci ha detto che seppur mettendo nelle slide il contenuto dato dai docenti doveva essere presente marginalmente il relatore che doveva essere il docente stesso.
Ecco qui la vedete infatti Katrin Ferro che parla e che commenta il commento audio. Questo perché? Questo perché inizialmente il commento audio delle nostre diapositive, delle nostre slide, era stato fatto non da noi, non da noi docenti che avevamo preparato le relazioni, ma dagli ingegneri informatici che collaborano con noi da anni, ma che non erano competenti delle lezioni stesse.
Allora noi abbiamo cambiato e abbiamo inserito noi proprio nelle lezioni così come fanno in Francia. Questa è una sessione online esempio di previsione della difficoltà in cui ad esempio io in questo caso sono presente e commento la lezione.
Qui ecco c'è un breve filmato in cui dovrebbe partire, vi faccio vedere.
La successione dell'invento nell'algoritmo, se non si hanno problemi di ossigenazione ed è normale la ventilazione, si effettuano manovre alzate.
Ok, questo per farvi vedere, come ho detto, sempre l'ossigenazione, il tono fa sì che alcuni concetti rimangano negli studenti in maniera completamente differente,
Cioè la formazione deve essere fatta da noi, non può essere fatta da altre persone, solamente chi è competente dell'argomento può trasmettere veramente quello di cui vogliamo che gli studenti vogliamo poi che apprendano.
Quindi della metodologia didattica che era stata considerata se vogliamo la cenerentola degli strumenti didattici, volevamo proprio che divenisse in realtà la principessa degli strumenti di formazione.
Avevamo davanti tutti studenti digitali nativi che fanno parte di una generazione di millennials e che quindi sono in grado, generazioni multitasking, di divenire infermieri multitasking, infermieri strumentisti multitasking.
Ma in che maniera? Quindi adottando delle nuove tecnologie, abbiamo visto prima i cellulari come strumenti di apprendimento, passiamo quindi da quello che era il libro all'utilizzo dei telefoni cellulari, dei tablet, quindi la necessità di un nuovo modello di apprendimento.
E come potevamo ancora cambiare questa modalità? Abbiamo deciso di cambiarla attraverso la modalità blended. Che cos'è la modalità blended? È appunto una commistura tra la didattica in presenza e la didattica a distanza, cioè noi proponiamo le stesse lezioni frontalmente e le riproponiamo poi a distanza con dei percorsi interattivi.
Da questo progetto abbiamo avuto un feedback eccezionale, cioè gli studenti ci dicono attraverso un questionario finale che effettivamente la didattica frontale in qualche maniera si perde se non viene poi reiterata attraverso la didattica a distanza.
Ecco, nelle sessioni in presenza abbiamo inserito delle sessioni di simulazione che ugualmente sono state molto importanti.
Questa ad esempio è una sessione di simulazione in cui si simula in aula, in un'aula abbiamo portato la colonna video
e quello è un finto addome, fatto banalmente da uno scatolone, in cui però si simula l'accesso laparoscopico.
In questa procedura spesso ci facciamo aiutare anche dagli studenti stessi,
proprio per far sì che le simulazioni possano divenire più realistiche possibile.
È chiaro che avendo dei centri di simulazione il tutto è ancora più realistico,
però questo per farvi vedere che anche in assenza di centri di simulazione,
una simulazione fatta portando solamente in aula la colonna video può essere estremamente realistica.
Abbiamo fatto anche ad esempio una simulazione sulla sepsi chirurgica delle mani e attraverso appunto il macchinario ci siamo resi conto facendo vedere ai ragazzi quanto è importante
ad esempio questa ragazza aveva lo smalto e come in questo caso attraverso la simulazione non veniva assorbito il gel alcolico
e anche in questo caso, ad esempio questa ragazza era una fumatrice e si vedeva il callo proprio del fumatore, come il gel alcolico non veniva assorbito dalle mani.
Ecco, queste sono le slide che appaiono appunto nella parte multimediale, si vede appunto il procedimento e lo studente deve selezionare la risposta,
nel momento stesso in cui la risposta non è esatta, lo studente non riesce ad andare avanti nel percorso.
Vediamo adesso assieme degli esempi di quella che è la didattica online che noi proponiamo. In questo caso dopo aver fatto delle lezioni di didattica frontale proponiamo agli studenti il riconoscimento dello strumentario chirurgico in una sessione online.
Gli proponiamo questi due servitori che possono essere preparati sia per una nucleoresezione renale che per una neflectomia radicale. Quali sono la scelta degli strumenti distintivi per un intervento rispetto a un altro?
E lui si deve rendere conto, come in questo caso, che ad esempio gli strumenti per la rimozione costale vengono utilizzati per la nucleolisezione renale, perché è un intervento che viene fatto in posizione, mentre invece una nefetomia radicale viene fatta per via anteriore e in quel caso non c'è bisogno di levare la costa se ci fosse bisogno.
Ugualmente in questo intervento di timettomia lui col cursore deve andare e deve indovinare le incisioni chirurgiche esatte.
Gli chiediamo ugualmente qui di indovinare qual è il giusto strumentario chirurgico, qui c'è il strumentario chirurgico per una lobectomia e dall'altra parte quello per una timettomia.
Qual è quindi lo strumento distintivo? È il divaricatore esternale.
Ugualmente, ecco, vedete questa è una schermata della piattaforma, lo studente deve indovinare se gli appare esatto, se identifica col cursore del mouse il giusto divaricatore, gli appare esatto, altrimenti gli appare errato.
Anche molto importante è stata la valutazione della sessione online, la valutazione è sempre una valutazione interattiva e su quelle che abbiamo fatto interattive abbiamo avuto un feedback eccezionale, questa ad esempio è una lezione che abbiamo proposto frontale e online e questa è la valutazione della sessione online.
Qual è l'anestesia nell'endoarterectomia crautidea? Quelli che vedete in rosso sono ovviamente le risposte esatte. Qual è l'incisione esatta? Lo strumentario qui si proponeva sia quello per un'endoarterectomia crautidea che quello per un aneurisma della orta.
O che cos'è questo, lo riconosci? Qual era il divaricatore? Le pinze? Tutto un percorso per farvi vedere quanto è importante, dopo aver fatto una lezione, quanto è importante la valutazione che venga fatta ugualmente su quelle che erano le cose proposte proprio durante la lezione stessa.
Igualmente abbiamo proposto anche ad esempio per interventi di endoscopia urologica in cui alcuni step sono più difficili, abbiamo proposto dei percorsi abbastanza semplificati.
Qui ad esempio in un'ureteroscopia proponiamo l'entrata del cistoscopio in vescica e appare il cistoscopio, la pielografia ascendente che viene fatta con un cateterino di Pollack e appare appunto il cateterino ureterale.
Successivamente viene inserita una guida e appare la guida che deve essere attivata. Successivamente appunto per inserire la seconda guida viene utilizzato un dilatatore o un dual lumen, quello che sia, e su questa guida viene poi inserito alla fine lo strumento.
Ecco, questo ovviamente brevemente per farvi vedere come la didattica online ci può aiutare soprattutto anche nel ricordare, soprattutto per gli studenti, non tanto per noi che lo facciamo tutti i giorni, ma per chi non ha nessuna conoscenza di queste procedure.
procedure. Quello su cui stiamo lavorando è chiedere allo studente di fare un'analisi
di processo degli interventi che abbiamo insegnato. Lui deve fare una flowchart, in questo caso
io ho proposto l'obiettomia polmonare, deve essere in grado di fare dalla fase preoperatoria
comprensiva anche di tutte le fasi della checklist e alle fasi successive, identificando anche
anche quelle che sono le attività di equip. Vediamo anche la parte in questo caso molto importante dell'intubazione che viene fatta con un broncocat
e nella fase successiva tutta la parte dei vari step chirurgici. Successivamente la parte finale della checklist, ugualmente con il contoggio crociato
e anche il momento stesso in cui il paziente deve essere estubato, se è portato in recovery oppure no,
o se c'è bisogno di sostituire il tubo endotracheale e il bronco con un tubo monolumine.
Che cosa abbiamo avuto? Intanto una tracciabilità rispetto a questa tipologia di insegnamento,
un feedback dato dalla tracciabilità del percorso. Possiamo vedere le percentuali di risposte corrette per studente,
renderci conto che ad esempio, come ad esempio nella 4, se vediamo che tutti gli studenti non indovinano quella risposta,
Il problema non è degli studenti, il problema è del docente e come facciamo nella didattica frontale a renderci conto in realtà se un concetto noi non riusciamo ad esprimerlo?
In questa maniera abbiamo una traccebrità reale e questo è un dato veramente importante e veramente utile.
Abbiamo avuto nel numero di accessi, soprattutto nelle lezioni iniziali, quelle che erano più pesanti, ecco ci siamo resi conto che gli accessi sono aumentati e anche le percentuali di risposte sono più corrette.
Quello che inizialmente non ci tornava era che le lezioni iniziali che avevamo proposto, quelle di carattere generale, fossero in realtà, avessero un maggior numero di hits.
Che cosa sono gli hits? Sono gli accessi. Quindi gli studenti non ci tornava che avessero un numero di hits maggiore su quelli rispetto agli ultimi.
Invece poi abbiamo capito il motivo, questo proprio dato dal feedback degli studenti, le lezioni interattive sono in realtà quelle più fluide, quelle che lo studente fa veramente in meno tempo, quindi ci siamo resi conto di quanto l'attività blended fosse, avesse un risultato positivo e l'abbiamo avuto proprio dai punteggi dei test stessi.
questo ad esempio che è quello che vi ho fatto vedere nella valutazione precedente della chirurgia vascolare, come potete vedere tutti gli studenti hanno avuto un punteggio estremamente alto.
In un'analisi di accesso delle aree del corso il numero di accessi maggiori è quello dedicato al contenuto, mentre invece segue poi la selezione dei voti che gli studenti vogliono avere e invece un dato che abbiamo visto che è completamente decresciuto nel tempo è proprio la partecipazione al forum.
Questo perché? Non perché gli studenti non vogliano partecipare o comunicare fra di loro ma nel tempo è cambiato per l'introduzione di Whatsapp. Whatsapp ha fatto sì che gli studenti nel momento stesso in cui si iscrivono al corso creano un gruppo Whatsapp che ovviamente è molto più veloce e ha sostituito il forum della piattaforma.
Gli accessi nel giorno e nelle ore sono cambiati, sono presenti anche durante l'ora di notte, quindi gli infermieri che a volte anche lavorano fanno le lezioni anche durante la notte.
Nel giorno sono cambiati, sono più presenti anche nei festivi.
Concludo dicendo che il valore aggiunto di questa metodologia è una tracciabilità dei risultati fenomenale, che è una cosa che non avviene nella didattica frontale,
un feedback immediato anche da parte del docente stesso, una flessibilità di utilizzo perché come avete potuto vedere questi moduli possono essere visti in qualunque posto e in qualunque ora del giorno e della notte e appunto è anche il fatto che possono favorire l'apprendimento cooperativo.
E inoltre l'obiettivo comune deve essere a nostro avviso la collaborazione e la cooperazione, il miglioramento dove presente e passato esaltano e dove la gerarchia viene prevaricata dalla condivisione, dalla curiosità continua nell'apprendere metodologie inferimistiche avanzate che sono determinanti nella cura della persona oggi. Grazie a tutti.
Grazie Caterina per aver illustrato questa modalità alternativa di percorso formativo.
Noi potremmo ritenere, ci sono delle domande per la collega, se questo sistema non potrebbe anche essere applicato a chi studente non è ma ad esempio un collega che decide di andare in sala operatoria
e quindi chiaramente sentivamo dalla corsia di andare in sala operatoria, non ci si improvvisa, anche se noi necessariamente per l'organizzazione credo che sia comune a tutti o a quasi tutti,
Quando arriva il nuovo arrivato dopo i primi dieci giorni che poi viene messo di fronte a delle realtà che deve cominciare a strumentare anche se sappiamo che quella persona sarà ritenuta strumentista dopo un po' di tempo.
Però non ci permettono di, intanto non esiste il tutor che li assiste, che li segue, eccetera.
Volevo chiedere se questo sistema non poteva essere applicato o usato anche per chi cambia lavoro e per gli operatori che stanno in sala operatoria ma magari devono imparare una metodica nuova,
una tecnica nuova e potrebbe essere, io ritengo che potrebbe essere un risultato, un sogno nel cassetto, spero che prima o poi una società scientifica come AICO sul sito potesse mettere le procedure fatte in questo modo
e io, socio o io che mi voglio informare, clicco e se non so preparare il tavolo per la nefrectomia e lo devo fare per la prima volta, magari consultando, confrontando una lezione del genere potrei già essere meno preparato.
La ritieni possibile?
Sì, io ritengo che sia possibile, anzi a mio avviso proprio noi come società scientifica dovrebbe essere un imperativo categorico nel senso che la cosa più bella sarebbe creare addirittura un'app che potrebbe essere utilizzata poi da tutti e che potrebbe essere anche poi il segreto per il futuro di una condivisione reale,
perché ovviamente queste sono lezioni che noi facciamo agli studenti ma la condivisione fra tutti noi è una condivisione ben differente che porta a un miglioramento continuo che è tutto quello che noi ci auspichiamo.
Il bello di questa tecnologia, tornando al discorso tuo di questa mattina, è che in realtà possiamo utilizzarla facendo sì che possa diventare un mezzo utile ma anche estremamente essenziale, che possa essere veramente utile nella pratica quotidiana.
Quindi assolutamente sì, io addirittura ho proposto che possa essere inserito nelle sale operatorie, abbiamo creato questo progetto che si chiama Progetto PISOLO, che è proprio un progetto, l'acronimo è Procedure Informatizzate Linee Guida di Sale Operatoria, che vuole proprio inserire queste procedure all'interno della sale operatoria.
Il problema è che ovviamente la piattaforma digitale ha un'organizzazione che viene utilizzata dall'università, invece in questo caso tu dovresti utilizzare una specie di organizzazione interna che ogni azienda dovrebbe avere ed è ovviamente sempre maggiormente farraginoso, per questo sarebbe bello se l'Aico potesse realizzare l'app, in questo caso sarebbe ovviamente una cosa differente, un progetto nostro.
Si occupa di formazione, poiché nella nostra realtà abbiamo dei problemi inerenti all'inserimento dei nuovi assunti, spesso e volentieri per un discorso di carenza di risorse di personale vengono inseriti in qualche modo e spesso vanno verso altri lidi.
Mi chiedo se è possibile, se magari hanno già stilato un percorso di inserimento oltre a questo tipo di formazione.
Allora, la nostra coordinatrice ha sostituito il vecchio coordinatore pochi mesi fa.
Stiamo riprogettando tutto quello che è l'inserimento del nuovo assunto con un sistema di tutoraggio un po' diverso da quello che facevamo precedentemente.
Ci siamo accorti infatti negli scorsi anni che non era efficace al punto giusto per poter fare in modo che una persona si sentisse sicura e capace del lavoro che deve eseguire tutti i giorni nel tempo che riteneva necessario.
Quindi stiamo proprio riprogettando in queste settimane il sistema. Sicuramente sarà un sistema, come dicevo nella mia relazione, graduale.
Partiamo dalle basi, dalle più semplici anche. Andremo avanti con i concetti di tecnologia, di anatomia, di tecniche chirurgiche per tutte le discipline che abbiamo all'ospedale di Rimini.
E poi si faranno dei periodi di affiancamento per gli strumentisti proprio sugli interventi dove non si troverà in fase iniziale mai da solo ad intervenire, anche noi abbiamo carenze di personale e adesso stiamo avendo delle assunzioni perché il blocco nuovo operatorio che ci viene consegnato il mese prossimo aumenta di attività chirurgica, quindi di conseguenza aumenteranno anche gli infermieri.
Premetto che attualmente eravamo in 45, meno di 50 e abbiamo all'attivo più di 10.000 interventi annui, operiamo con una frequenza incredibile, infatti anche noi a leggere i dati ci siamo stupiti tempo fa.
Però adesso è venuto il momento di aumentare il personale e per fortuna, forse anche grazie ai dati che abbiamo presentato, ci stanno implementando.
Per cui nonostante le carenze, il personale che ci arriverà non supporterà il reale bisogno, sarà sicuramente di qualche unità in meno, abbiamo già fatto un progetto a garantire l'affiancamento sui primi interventi di media e di grosse difficoltà, dovrà sempre comunque essere affiancato.
Non si può pretendere che un neoassunto o comunque un infermiere che lavora già magari da qualche mese in una realtà operatoria e ha delle conoscenze ma non si deve mai approcciare da solo di fronte all'intervento medio o di alta complessità.
del paziente prima di tutto
per il rispetto del chirurgo
e per il rispetto della persona stessa
perché fiondarlo su un intervento
che può complicarsi da un istante all'altro
è veramente una presunzione eccessiva
per cui i primi periodi
si erano appunto affiancati
e poi verranno fatte delle valutazioni costante
questo percorso è stato
no perché proprio
è in fase di costruzione
è work in progress attualmente
una specie di test
L'ho fatto io qualche anno fa, quando ho iniziato ad approcciarmi al mondo degli strumenti, degli interventi, dell'assistenza chirurgica, dunque da noi prima era strutturato che si iniziava dalla parte anestesiologica, perché gestiamo tutte e tre le figure, anestesia, responsabile di sala e assistenza chirurgica, quindi i primi mesi l'ho fatto come tecnico di anestesia in supporto all'anestesista,
Poi ognuno si orienta verso le cose che ama fare, giustamente così riesce a portare sul proprio mestiere anche un po' di passione e un po' di amore.
Orientarci, devi fare tutto.
Ecco, noi per fortuna siccome c'erano pochi colleghi che erano propensi alla strumentazione, avevamo abbastanza campo aperto.
e quindi funzionò così
che il direttore di unità operativa
insieme a una delle strumentiste più esperte
hanno deciso di selezionare dei colleghi
da mettere sugli interventi
prima affiancati
poi man mano che avevano competenze
sempre più soli
a termine di ogni intervento
dalla bassa complessità
all'altissima complessità
veniva valutato
su una scheda di valutazione
dal direttore
dal strumentista
e da un responsabile
quindi tre valutazioni che se si incrociavano nella positività ad un certo livello allora ti consentivano di passare allo step successivo, quindi questo esperimento è nato con me e altri due colleghi, attualmente l'unico certificato sono io, quindi non è che tutti passano da questo percorso che era un progetto e adesso sta diventando realtà,
Non è che tutti passano, quindi ci sono delle restrizioni abbastanza ferre perché giustamente non è un mestiere semplice, non è un mestiere primo di sbagli e l'errore è sempre presente.
Per cui sarà questo a grandi linee il tipo di percorso che vorremmo creare perché abbiamo visto che è stato efficace allora e cerchiamo di riportarlo su tutti i nuovi assunti coloro che si approceranno allo strumentazione.
In ogni caso se poi le fa piacere posso metterle in contatto con la coordinatrice, quando avremo un progetto glielo possiamo inviare e anche la condivisione è importante per avere il lavoro di gruppo, avere una visione più ampia e poter collaborare per creare qualcosa di veramente buono.
Un'ultima domanda in fondo alla sala.
Il progetto che ci viene presentato dal collega è qualcosa che almeno a noi al sud, io parlo delle nostre realtà, cioè non esiste proprio, in che senso?
Che è così come diceva la signora Caputo, noi veniamo buttati nel vero senso alla strumentazione, cioè tu arrivi in servizio, stai un giorno, due giorni, conosci l'ambiente e ti mettono a strumentare.
perché siamo in pochi, perché c'è necessità, perché non ci sono altre persone che in quel giorno possono strumentare.
Allora ciò che dice il collega è bellissimo, magari tutti avessimo il tutoraggio, conosci l'ambiente, conosci le persone, conosci Ferri soprattutto
però la realtà non è questa. Ora siccome penso che io non sia l'unica in questa sala a essere stata buttata sul tavolo operatorio
invece di pensare a come dovrebbe essere così come giusto che sia
cioè il tutoraggio e tutte queste cose belle
perché non pensiamo a come ovviare
nel senso la realtà è questa, siamo in pochi
ti può capitare il neoassunto di doverlo mettere a strumentare
come possiamo fare al meglio questa cosa?
Il tutoraggio non sempre esiste
non lo so, voi siete stati tutti tutorati?
posso rispondere
punto
allora io mi auguro che le nuove
eleve abbiano tutto il tutoraggio
la formazione
l'argomento è bollente
ma quanti di noi
io il primo giorno
non faccio il nome perché il caposala sta in sala
qua che sono arrivata
in sala operatoria mi hanno messo a fare una
protesi di ginocchio
ti ho detto tutto
è una cosa folle
guardi io condivido quello che mi dice
tant'è vero che, le dicevo pure
adesso stiamo riprogettando il sistema
di tutoraggio perché
11 anni fa quando ho iniziato
eravamo allo stesso livello vostro
no no ma
infatti
però pian piano ci si fa le spalle
larghe, poi si imparano cose
poi si usa la testa e si arriva dove si arriva
sì sicuramente
questa si chiama evoluzione
infatti
sì
il primo anno di lavoro
è stato dell'Ethereo
comunque il programma
che avevamo in passato
da dieci anni fa
a pochi anni fa
quando poi è stato introdotto un sistema diverso
era appunto quello
di prendere persone
dove tutti dovevano far tutto anche da noi
in effetti
quindi un giorno si stava l'anestesia
un giorno si stava fuori sala
un giorno si faceva l'ordine
un giorno si strumentava
E non c'era un senso logico di questa cosa, solo che col tempo abbiamo notato che non c'erano dei professionisti che potevano essere definiti professionisti, eravamo delle persone messe in una situazione dove bene o male gestivamo, il nostro mestiere non lo consente questo, non possiamo bene o male risolvere una situazione o inventarci una soluzione senza cognizione di causa, senza conoscenza, senza affiancamento.
Ce ne siamo accorti dopo qualche anno, probabilmente io sono arrivato in un momento dove se ne stavano già accorgendo, però ancora funzionava in quella maniera malata e adesso, Sabrina è rientrata, poi se vuole intervenire, lo stiamo riprogettando completamente il sistema di tutoraggio, di formazione e abbiamo visto anche che sicuramente una motivazione, per quello che dico, qualcuno è fatto per strumentare, qualcuno è fatto per fare altre cose,
E' giusto seguire le motivazioni delle persone affinché possano dare il loro massimo impegno, il 100%, perché senza passione, la facciamo per il 27 del mese quando arriva lo stipendio, poi dal 28 già c'è finita la voglia se non abbiamo un po' di credo in quello che facciamo.
Il problema è che quei tipi di percorsi lì dovrebbero essere aboliti, distrutti, però sono ancora in molte realtà applicati purtroppo.
ma veramente utopistico
perché proprio non è possibile
a noi ci stanno lasciando in 20 addirittura
in un blocco operatorio di 8
io la capisco, le dico
noi in 40 abbiamo fatto 10.000 interventi
vuol dire lavorare in una maniera incredibile
in un ospedale come Rimini dove
non è che abbiamo 500.000 persone
d'estate aumentiamo però
in Veneno siamo 150.000
e abbiamo altre realtà vicine
ma io ti dico che a noi se un giorno c'è uno in più
ci mandano in reparto
cioè è proprio così
Sì, quindi non è così facile sentire determinate cose, il cambiamento, è vero che è un privato, però il nostro cambiamento è venuto dopo dieci anni di battaglia, quindi noi dopo dieci anni di battaglia, quindici anni è venuta la Hasle e ha fatto cambiare qualcosa perché le nostre lettere protocollate, mandate ovunque non sono servite a niente, quindi non è così semplice come pensate voi che riuscite a fare queste cose, cioè il cambiamento non è così semplice.
Noi siamo stati fortunati forse perché abbiamo questa opportunità, nel giro di un anno cambiamo coordinatrice, cambiamo blocco operatorio, praticamente è rivoluzionato appieno il nostro tipo di lavoro e siamo fortunati ad entrare in questo periodo qui.
Ci sono concesse tante cose ma tante non ne abbiamo, però imparando a lavorare in un sistema antico come eravamo noi abbiamo imparato anche a lavorare con poco e lavorare molto bene, lo dico perché è vero, molto bene.
Poi è vero, ci sono persone che hanno lavorato con noi. Per cui le dico, dieci anni di battaglia sono valse qualcosa e anche forse intersecato al sistema che adesso cambiamo blocco, cambiamo coordinatore, è un momento fortunato.
Non tutti sicuramente avranno le nostre fortune.
No, è già arrivato il coordinatore.
Bene, io ringrazio tutti i relatori che sono intervenuti questa mattina, vi do appuntamento alle ore 14 e vi prego di osservare al massimo la puntualità in maniera tale da finire nei tempi previsti.
Grazie a tutti e buon proseguimento.
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