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35° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 2024 M. Massani Chiusura di Ileostomia Open sessione Infermieristica Primo Operatore: Dott. Massani Marco Assistenti: Dott.ssa Di Giacomo Adriana,, Dott. Stecca Tommaso Prima Chirurgia Generale AULSS2 Marca Trevigiana Ospedale Ca' Foncello di Treviso
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Buonasera a tutti, buonasera, un saluto al moderatore.
Grazie, Marco Barbieri da Reggio Emilia.
Buonasera, dottor Barbieri, buonasera, sono Butarelli Claudio, coordinatore blocco operatorio, sempre qua dall'ospedale Treviso.
Presidente AICO nazionale dell'Associazione Italiana di Camere Operatorie.
E' da 21 anni che collaboriamo con il professor Palazzini e questi momenti sono sempre momenti molto belli e anche interessanti nella condivisione, anche a livello infermieristico.
perché questa da oggi alle 2 è iniziata la sessione infermieristica
proprio come condivisione delle procedure, dei protocolli
e anche di come si lavora nelle varie sale operatorie, l'organizzazione
per prendere spunto, esempio, sempre nell'evoluzione continua, nel miglioramento
nel soddisfacimento dei bisogni, sia organizzativi che anche del paziente ovviamente
però insomma è anche il primo anno
che ci colleghiamo qua dall'ospedale Treviso
da quando abbiamo
siamo entrati nel blocco operatorio nuovo
e allora è anche un vanto
da parte nostra
questo collegamento
e lei sa
che intervento
io ho letto chiusura di leostomia
si si si questo è un intervento di chiusura
di leostomia open
e soprattutto è stato
diciamo che
Se lo permettete, volevo un pochettino dirigere il focus sulla gestione della strumentazione,
sulla gestione dei dispositivi medici, sull'organizzazione del campo operatorio e del tavolo dell'infermiere strumentista.
Perché volevo condividere, proprio anche passando la voce alla strumentista, la spiegazione di come abbiamo ideato l'organizzazione dell'apertura dei kit, proprio multispecialistico e anche pensato in modo tale da poter affrontare interventi complessi in poco tempo nella preparazione anche del campo operatorio.
adesso passo la parola
alla strumentista
ciao io sono Cristina, sono una strumentista
buonasera Cristina
il kit
che abbiamo aperto oggi
noi lo chiamiamo kit urgenza
viene definito kit urgenza
in cui principalmente in uno ci sono
ferri e in un altro ci sono
valve di
tutti i tipi praticamente
compresi farabe
certo certo
il kit
diciamo viene chiamato anche kit urgenza perché è molto veloce da montare nel senso che una volta
che si aprono i cesti la rastrelliera è già composta e già montato con tutti i ferri e
basta togliere letteralmente del degli elastici che tengono fermi i ferri attaccati già la
rastrelliera da contare sono molto veloci perché vedete sono sono già in questa maniera sono anche
anche molto pratici appunto da verificare il numero, una volta contati tutti i ferri e verificati anche nella checklist,
ogni cesto ha la sua checklist con il numero di ferri, quindi verifichiamo sempre all'inizio e alla fine dell'intervento
che comunque i ferri ci siano tutti, perché sono anche molti, essendo tanti appunto come diceva Claudio,
possiamo fare tutti i tipi di intervento
da quelli di addome maggiore
a quelli più
tutti insomma
anche in un caso di urgenza
un po' di trauma che ci può arrivare
al volo
diciamo che questo kit letteralmente
in tre minuti è montato
non esige altro
ecco
ci sono anche tutte le
posa clip
poliuso
e tutte le varie pinze chirurgiche, vascolari e anatomiche di tutte le lunghezze.
Ecco, dalle più corte alle più lunghezze.
Io sì.
Ecco.
Bravissimo.
È proprio un'organizzazione che permette una standardizzazione di porsi
e anche di affrontare l'intervento chirurgico.
Quindi anche la versatilità del poter strumentare in una chirurgia, in tutte e due le chirurgie, compresa l'urgenza, in modo tale da dare la sicurezza allo strumentista che apre il cesto a tutto pronto e tutto uguale.
E anche come divaricatori perché a volte ci sono dei cesti in cui abbiamo divaricatori, invece in questo cesto abbiamo anche la possibilità, mettendo un archetto alla testa del paziente, di avere tutti i tipi di divaricazione possibile con tutte le valve che ci sono a disposizione.
da alzare la carta costale
costale
insomma questo è
ci tenevo particolarmente
condividere
questa organizzazione
dei feri chirurgici
e così
adesso il paziente è già addormentato
abbiamo disinfettato
prima disinfettato col betadine
perché in questo caso non usiamo la clorexidina
perché abbiamo
una cute esposta
La mucosa, quindi passeremo col betadine e poi niente, campo chirurgico, tessuto non tutto.
L'importante è che in tutte le sale, ecco un'altra cosa che mi segnalano da dire che è importante,
è che tutte le 20 sale sono munite di aspiratore fumi, che è un argomento molto importante,
che AICO si sta anche impegnando molto nella gestione, non tanto prevenzione, ma nella gestione dei fumi chirurgici generati da tutte le fonti elettriche che usiamo durante gli interventi, dall'elettrobistoria alla laparoscopia.
Ho visto che avete preparato voi l'astomia, già? Avete fatto una detersione anche del lume, ho visto?
Sì, abbiamo fatto una detersione e il chirurgo ha posizionato all'interno del lume proprio una lunghezza di betadine.
Ok. Il motivo per cui era stata eseguita questa ileostomia?
un paziente qua
adesso passo la parola a questo paziente
che è stato operato
con l'ente perforata
tranquillo va bene
direi che
un'altra particolarità
delle sale operatorie
delle nostre sale del blocco
è tutto il sistema di monitoraggio
e tutti i ventilatori
io passerei la parola alla dottoressa Daria Michelon
che insomma
è bene anche un attimino
illustrare tutto il percorso
anestesiologico che abbiamo organizzato nel blocco operatorio dell'ospedale di Treviso.
Buonasera a tutti, io sono Michele.
In pratica in ogni sala del blocco operatorio la workstation di anestesia è uguale,
i monitor e i ventilatori sono tutti uguali in maniera che non ci sia nessun problema
passare da una sala a quell'altra e che non sia un problema né per l'equipe
anestesiologica né per l'equipe infermieristica siamo tutti tutti quanti
ventilatori sono dotati di un monitoraggio anche della profondità
dell'anestesia che per quanto riguarda il nostro blocco operatorio è stato
deciso di utilizzare il masimo che ci permette di fare monitoraggio non solo
l'appunto dell'anestesia del integrato e poi ovviamente anche il monitoraggio del blocco neuromuscolare.
Inoltre i nostri pazienti vengono tutti quanti monitorizzati in pressala.
Sono disposti quindi dei piccoli monitoraggi che si possono togliere dal monitor principale del ventilatore.
il paziente viene monitorato in pressala e poi viene portato in sala operatoria, diciamo pronto per essere addormentato.
Lo stesso monitoraggio è presente anche in terapia intensiva, di conseguenza noi quando trasportiamo il paziente
che ha necessità di un monitoraggio, questo piccolo monitor portatile che verrà attaccato al ventilatore della terapia intensiva.
Quindi senza dover ogni volta smonitorizzare il paziente e questo ci permette fondamentalmente di essere molto avvantaggiati nel lavoro.
Inoltre è tutto registrato telematicamente, tutti quanti i dati, il paziente viene messo nome e cognome, data di nascita del paziente,
fino alla fine dell'anestesia, del monitoraggio e anche nel recovery room.
noi abbiamo tutti quanti i dati registrati telematicamente e ufficialmente.
Grazie.
Grazie dottoressa.
Insomma è un'ulteriore uniformità nel monitoraggio.
Anche perché la grande criticità del blocco operatorio è proprio il fatto che con 20 sale,
io prendo l'esempio ovviamente del nostro ospedale, 20 sale operatorie,
Pensate che solo nel sormonto dei due turni, alle 2 del pomeriggio, sono presenti 237 persone di media nel blocco operatorio, quindi anche la numerosità delle sale e delle specialità presenti è un fattore importantissimo, il poter standardizzare il più possibile l'assistenza al paziente.
Come ha detto la dottoressa D'Aria, partendo da quando entra in blocco operatorio con il sistema di monitoraggio tutto uguale a quando si entra in sala operatoria con tutti i ventilatori uguali e anche tornando al discorso che facevamo prima, anche la gestione di tutti i device e dei ferri chirurgici, tutti i kit uguali.
è una cosa sperimentata che ci permette di lavorare in sicurezza, più sicurezza possibile, certo che c'è sempre da migliorare ovviamente, però ci stiamo trovando bene, diciamo che abbiamo dei risbuoni da parte del personale e di ritorno anche come sistema di lavoro.
Adesso stiamo preparando il campo operatorio, lo strumentista si sta collegando con l'elettrobistro e con il sistema di aspiratore Fumi, tra poco si parte.
A parte la checklist dei dispositivi medici cerchiamo di rispettare tutte le norme della prevenzione del rischio, contagarze, contamateriali, scatoletta degli aghi, tutto quanto è registrato in un sistema operativo di gestione delle sale operatorie che noi stiamo utilizzando Digistat.
che ci permette oltre che nella programmazione degli interventi e delle varie specialità ogni sala praticamente abbiamo un monitor sia di infermiere di sala che l'anestesista in modo tale da segnare e da rendere tracce di tutto quello che si apre con il barcode, tutti i dispositivi che si aprono e anche tutta la conta di garze, taglienti e tutto quello che viene aperto durante l'intervento chirurgico oltre che all'equipo operatoria.
Adesso stiamo facendo il time out, siamo tutti fermi, questa è una particolarità che è molto importante, a volte è difficile, però la checklist è una parte del percorso assistenziale, soprattutto nei posti come la sala operatoria, che è importantissima.
la gestione del rischio, il riconoscimento del paziente, ma poi anche l'antibioticoterapia,
insomma è una prassi che viene rispettata, diciamo così, non tanto perché siamo collegati,
ma devo dire proprio la verità.
Grazie.
oltre a ringraziarvi
vi salutiamo tutti
direi che siamo noi che ringraziamo
per la
buona serata e buon rientro a casa
arrivederci, buonasera, grazie
buonasera
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