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23° CAD anno 2012 9° Corso Infermieri di Sala Operatoria 1° SESSIONE PROFESSIONE, FORMAZIONE, ORGANIZZAZIONE Moderatore: S. Montemurro (PA) L'Infermieristica di sala operatoria: Tracce di un percorso incompiuto S. Andrenula (BA)
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Il Saverio Andreola, cortesemente di Bari, ci illustrerà, anzi facciamocelo dire da lui,
alcune tracce di un percorso incompiuto.
Sì, intanto vorrei ringraziare la presidenza di questo corso di formazione
che mette assieme due professionisti che sono protagonisti assoluti della sala operatoria.
La sala operatoria è di per sé un ambiente in cui sono ben presente due professionalità di spessore nel panorama sanitario, medico e infermiere, forse uno degli ambienti in cui è necessario avere questa stretta interdipendenza nell'ambito delle attività professionali richieste.
Una prima provocazione rispetto ai termini utilizzati, giusto per così entrare nel vivo dell'argomento che mi è stato assegnato.
Possiamo dire corso per infermieri di sala operatoria.
Corso per infermieri di sala operatoria sta a significare che sono elementi di conoscenza
che vengono portati all'attenzione di una specificità professionale
che si caratterizza per un ambiente di lavoro che è particolarmente performante nell'ambito dell'esercizio professionale.
Questo di per sé è già un elemento di confronto sul quale avremo motivo di soffermarci un attimino.
La prima domanda che sorge spontanea quando si parla dell'infermieristica in sala operatoria è qual è il percorso formativo oggi necessario per dare all'infermiere le competenze, le conoscenze, il sapere per stare in sala operatoria e per dare in questo ambiente un'attività di ampio respiro professionale.
Quali le competenze che sono richieste e ancora qual è il riconoscimento che oggi viene dato sia dal punto di vista giuridico che ancora nell'ambito dei contenuti esplicativi del ruolo relativamente al riconoscimento di natura direi contrattuale non solo che riguarda gli ambiti di natura economica ma anche di riconoscimento del ruolo che si sviluppa all'interno di un contesto così specifico.
Ed ancora quali ambiti su cui si sviluppa la carriera dell'infermiere di sala operatoria, letta come tale ma non considerata nello stato attuale delle cose e quali eventualmente le opportunità contrattuali.
Io faccio presente che in questo ultimo periodo sta emergendo una lettura sull'ambito di rappresentatività della professione infermieristica che è molto complessa ed è dettata più da ragioni di natura economica e quindi con una lettura ragionieristica piuttosto che con una considerazione di natura espressiva sul valore professionale di esercizio che ci riguarda in via diretta.
Abbiamo oggi un contesto in cui le parole chiavi che animano i dibattiti attorno allo sviluppo del sistema sanitario che è incentrato sul contenimento della spesa sanitaria, sulla razionalizzazione della spesa e ultimo questo spending review, questa revisione della spesa soprattutto in tema di sanità,
pur in considerazione di un fatto che in Italia il welfare che ovviamente accompagna l'ambito di spesa sanitaria individua il nostro paese come ai primi posti rispetto alla riduzione della spesa rispetto al PIL.
Siamo un sistema sanitario che investe poco in sanità e ciò nonostante abbiamo avuto modo di rilevare come le difficoltà del momento ci impongono di dare una revisione concreta agli ambiti di spesa.
Sono cambiati, stanno cambiando radicalmente i bisogni sanitari, c'è una domanda da parte dell'utenza che è sempre più specifica e sempre più alla ricerca di una risposta performante che solo le professioni sanitarie sono probabilmente in grado di dare.
Si parlava di progressi tecnologici, ovviamente sono all'ordine del giorno nell'ambito della medicina ed in particolare nell'ambito chirurgico. Siamo in un momento di ristrettezza dei risorsi finanziari, di interessi politici che allo stato delle cose governano il sistema sanitario, c'è l'esigenza di un ampliamento quindi della pratica infermieristica, abbiamo bisogno di elevare il livello degli studi per dare da subito l'opportunità all'infermieristica di entrare a pieno titolo nella sala operatoria.
abbiamo ovviamente proprio perché una professione performante l'esigenza di essere espressivi nell'ambito della carriera, abbiamo ovviamente da questo punto di vista bisogno di avere un migliore riconoscimento di natura contrattuale, siamo consapevoli del fatto che nell'ambito operatorio c'è la possibilità di dare veramente sviluppo alla ricerca infermieristica.
Oggi siamo di fronte a richieste di prestazioni complesse, di competenze specifiche, siamo in un momento in cui la responsabilità professionale soprattutto nei quartieri operatori emerge in maniera prepotente nel senso che ci sono dei casi in cui si rileva proprio nello specifico il ruolo dell'attività medica ed infermieristica in equip.
Siamo una professione intellettuale e abbiamo quindi l'esigenza di dare risposte appropriate ai bisogni di salute della popolazione.
Ovviamente dal punto di vista della formazione siamo nella condizione normativa di avere dei percorsi specifici che attribuiscono all'infermieristica di sala operatoria,
l'infermiere cosiddetto della sala operatoria, una costante manutenzione e integrazione delle proprie competenze e quindi dare continuità al proprio sapere professionale in linea con le specificità del ruolo.
Da questo punto di vista oramai le università si sono adeguate ed offrono ovviamente delle opportunità di sviluppo del sapere professionale che sono oramai codificati nell'ambito dei percorsi di master.
Come voi sapete l'ambito di sala operatoria a mio modo di vedere potrebbe essere incardinato in un contesto di valutazione di infermiere specialista.
Si parla spesso in questi ultimi tempi e ormai questo è argomento che sta animando il dibattito all'interno delle organizzazioni professionali, delle regioni, oramai interprete delle attività di organizzazione sanitaria
sulla esigenza di avere infermieri capaci di dare risposte appropriate ai bisogni di salute
e che quindi specializzano il proprio intervento.
Chi è l'infermiere specialista?
È un infermiere superiore a quello generalista, autorizzato da esercitare come specialista
particolarmente esperto in uno specifico ramo dell'assistenza piemeristica e infermieristica
e credo che da questo punto di vista noi possiamo eventualmente mettere in parallelo
il vostro ruolo, quello di infermiere in sala operatoria, in un contesto di lettura legislativa
che è proprio dell'infermiere specialista. L'infermiere specialista è stato introdotto
con la legge 43 del lontano 2006, si parlava della ragione per cui oggi l'infermiere in
sala operatoria ha titolo e necessità di specializzare il proprio percorso professionale
a partire da quello universitario che ormai è perfettamente incardinato e quindi normato
ma per dare continuità al percorso normato nella università e quindi nei contenitori a valenza tecnico-giuridica,
prima fra tutti quello contrattuale, c'è l'esigenza di dare corretta applicazione alla legge 43 del 2006
che proprio entra nell'ambito di questa specificità riconoscendo la possibilità per alcuni ambiti di esercizio professionale
di avere un riconoscimento direi non solo normativo ma anche tecnico giuridico che sia coerente con le esigenze di cui poc'anzi abbiamo parlato e quindi con le evoluzioni che sono oggi presenti sul nostro territorio
e quindi offrire uno strumento di lettura delle esigenze organizzative delle regioni che pongano gli infermieri in sala operatoria nella condizione di poter recitare il ruolo di specificità professionale con migliori riconoscimenti non solo nell'ambito della loro attività di natura espressiva in un quartiere che chiede una professionalità adeguata ma anche e soprattutto riconoscimenti formali dell'ambito di lavoro
e quindi normo contrattuale. Dicevo che la legge 43 2006 risponde a questa esigenza, la norma è meglio nota come norma istitutiva degli ordini professionali, voi sapete benissimo che nella norma c'è la delega al governo istitutiva degli ordini professionali e quindi proprio il titolo l'incompiuta deriva dal fatto che i governi a seguire questa delega l'hanno fatto scadere
e siamo ancora in attesa di avere riconoscimenti da questo punto di vista.
Ma non è l'unico aspetto che la norma definisce ma è anche l'ambito di riconoscimento
dello specificità di esercizio professionale del cosiddetto infermiere specialista.
Chi è l'infermiere specialista? È quello il quale in possesso, dice la norma del master di primo livello
per le funzioni specialistiche rilasciato dall'università.
Ovviamente è necessario nel nostro attuale sistema sanitario avere un infermiere che abbia delle conoscenze specifiche in alcuni rami di esercizio professionale e se fosse il caso pregherei la regia di aprire i file in pdf che attengono al momento particolare che si sta vivendo sui tavoli ministeriali
che per certi versi entrano in perfetta sintonia con gli ambiti applicativi della norma, poiché volevo informarvi, manco a farla apposta, capita per certi versi in coerenza con gli obiettivi formativi di questo evento,
la Costituzione a Roma su iniziativa delle regioni di un tavolo tecnico che sta proprio discutendo degli ambiti di competenza specifica delle attività infermieristiche e quindi è una partita sulla quale probabilmente l'AICO potrebbe eventualmente avere un ruolo importante per i contenuti dell'esercizio professionale in sala operatoria
e anche perché nell'ambito della società scientificaico sono ben evidenti i segnali di contribuire a dare alle pubbliche amministrazioni contributi specifici per dare risposta concreta ai bisogni di specificità assistenziale dei cittadini.
Se mai apriamo anche l'altro file, chiudendo quest'altro, perché nel tavolo tecnico di cui si parlava c'è un'area, quella dell'area chirurgica che è stata elaborata da tecnici nominati dal Ministero che avrebbero forse bisogno di essere revisionati.
Ci sono alcuni aspetti positivi che probabilmente incontreranno la vostra soddisfazione, ci sono altri aspetti che probabilmente andrebbero meglio declinati.
Se fosse il caso strutturare da subito un tavolo di confronto con il Ministero della Salute e con le regioni fortemente interessate a portare avanti questa proposta e l'AICO da questo punto di vista potrebbe essere determinante nel inserirsi in questo dibattito e quindi far valere le proprie ragioni di rappresentanza professionale.
Questo è un congresso che capita Presidente Caputo proprio a fagiolo, mi si lasci passare questo termine e quindi vi dà l'opportunità studiando e analizzando il contesto in cui si muove questa proposta regolatrice degli ambiti di competenza che attengono all'infermieristica nell'ambito dell'area chirurgica di dare un contributo e quindi eventualmente di trovare risposta in alcuni percorsi che come si diceva ancora oggi stentano
ad essere compiutamente definiti.
Se puoi tornare alle slide vado subito a concludere.
Questo è l'ambito su cui si è praticamente arenato l'applicazione della norma prevista.
Questo è il contratto Bieni Economico 2008-2009 che ha ripreso in evidenza la legge 43-2006.
Non è a molti conosciuta questa posizione che riguarda l'ambito applicativo contrattuale della legge 43 che potrebbe dare a voi infermieri di sala operatoria dei riconoscimenti sullo status giuridico di infermiere di sala operatoria e un aspetto che mi permetto di criticare pubblicamente.
Non è possibile considerare in una data, il 31 luglio 2009, la difficoltà e la complessità della materia considerando che c'è una legge dello Stato, la legge 43-2006, ancora inapplicata.
e da questo punto di vista è necessario che voi infermieri di sala operatoria facciate sentire la vostra voce che è importante per sostenere l'esigenza di contrattualizzare una legge dello Stato.
Mi rendo conto che siamo in una situazione un po' particolare, proprio quando si iniziava a discutere dell'opportunità di dare a voi infermieri di sala operatoria dei riconoscimenti di status all'interno del contesto normativo
C'è stato il blocco dei contratti ex legge Brunetta fino al 2013, il problema è che lo stesso blocco è stato prorogato col governo Monti al 2015.
e 15. C'è tanto lavoro da fare, possiamo farlo, possiamo farlo insieme, possiamo stimolare
la crescita dell'esercizio professionale così particolare e così specifico nell'ambito
della sala operatoria. Il sistema sanitario ha bisogno di infermieri preparati, il sistema
sanitario ha bisogno di una forza che è propulsiva dell'infermieristica a partire dagli specifici
di esercizio professionale abbiamo l'esigenza di muoverci in questa direzione e quindi rimbocchiamoci
le mani e lavoriamo in questa strada. Grazie per la vostra attenzione. Grazie Saverio, a mio parere
ritengo che hai focalizzato quello che sta più a cuore a noi infermieri, il riconoscimento perlomeno
di quello che è l'identichitti di tutti i giorni tra lo status e tra la valenza sociale, tra i bisogni professionali e assistenziali e non a caso questo documento IBDF che ci hai presentato probabilmente appunto 1114 vorrebbe non solo collaborare, vero Maria,
ma anche rendersi attori responsabili in funzione della stessa legge che ha battuto il manzionario per rispondere con autonomia, competenza di tutto quello che è l'identikit nostro.
Quindi l'impermieria specialista potrebbe essere in funzione di questo obiettivo che ci poniamo una pagina nuova della professione impermieristica in Italia del nursing clinico.
Grazie e veramente complimenti.
Buongiorno a tutti, intanto volevo ringraziare il collega Andreula per la bellissima relazione.
Volevo fargli una domanda un po' provocatoria, nel senso volevo chiedere a lui cosa ne pensa rispetto all'utilizzo dei tecnici specializzati in sala operatoria.
Dall'ultimo congresso e orna che c'è stato adesso due settimane fa a Lisbona abbiamo conosciuto moltissimi tecnici che lavorano nelle sale operatorie sia in Olanda che in Germania.
Allora siccome di questo argomento avevamo già parlato anche col collegio degli infermieri in Italia, voglio sapere cosa ne pensa lui rispetto a questo argomento e all'utilizzo dei tecnici, loro dicono molto specializzati sia in anestesia che in strumentazione nelle nostre sale, grazie.
Sì, velocemente. Intanto la realtà italiana ovviamente è per culture e per classi completamente diversa da quella degli altri paesi comunitari.
Per certi versi siamo in alcuni ambiti quello che attiene alla organizzazione specifica dell'ambito operatorio in presenza di professionalità, medici e infermieri che da questo punto di vista si sono distinti per la specificità del ruolo e per la performance che sviluppano e sulle evidenze scientifiche credo che non ci sia veramente nulla da dire.
Certo è che stiamo vivendo un momento laddove in Europa proprio per dare possibilità per tutte le professioni di varcare i confini e di avere la legittimità all'esercizio professionale si stanno codificando dei percorsi, si sta cercando da questo punto di vista di uniformare per certi versi i percorsi.
Trovo non compatibile con la realtà italiana l'idea di dover utilizzare nel quartiere operatorio dei tecnici che siano in grado, stante l'attuale modello organizzativo, di sostituire gli infermieri.
Noi abbiamo e lo ribadisco uno strumento formidabile che è quello della legge 43 del 2006 che voi come società scientifica o ancora come associazione che si identifica nella valorizzazione del ruolo degli infermieri di sala operatoria dovete spendervi nel senso che dovete orientare le scelte politiche di campo sul riconoscimento del ruolo.
Io non a caso provocatoriamente ho esordito col dire corso per infermieri di sala operatoria, chi sono? Allo stato delle cose in Italia l'infermieristica è ancora ferma al palo rispetto alla valorizzazione del ruolo, della specificità e delle competenze.
Colpa di qualcuno? Forse anche sì ma siamo noi che possiamo da questo punto di vista utilizzando le esperienze e le risorse di cui siamo capaci di spingere e di orientare alcune scelte che qualche volta sono di natura politica.
Prego, la Presidente ha un quesito.
Vorrei fare una rassicurazione, l'AICO si spenderà per questo documento e farà le sue riflessioni e osservazioni per poter sottolineare quali sono le competenze e le specificità dell'infermiere di sala operatoria.
E' ovvio che combatteremo con tutte le nostre forze perché i tecnici non possono sostituire gli infermieri di sala operatoria. La strumentazione non può essere affidata a un tecnico perché non è soltanto un passare sterilmente ferri,
ma è tutto un discorso, tutta una preparazione e anche un voler adeguare il proprio piano assistenziale che sta avvenendo durante l'intervento chirurgico e questo lo può fare solo chi ha ricevuto gli strumenti di una preparazione che parte dall'inizio del percorso perioperatorio fino poi ad arrivare anche al momento dell'intervento chirurgico.
Quindi l'Europa si sta orientando in questo senso ma credo che l'Italia non ha bisogno di tecnici, ha bisogno di infermieri, di quello c'è bisogno e di infermieri che svolgano le proprie competenze nel ruolo dove sono chiamati a lavorare.
In questo caso è la sala operatoria e quindi per questo noi ci spenderemo.
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