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24° CAD anno 2013 F. CORCIONE gastrectomia
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Pronto? Sì, siamo in sala e ascoltiamo.
Il sole del genio. Esatto, mi ha riconosciuto.
Buongiorno maestra. Senti Franco, che devi fare oggi?
Siamo in una gastrottomia per un CA dell'Angulus.
Benissimo. E una signora di 82 anni.
Ok, acqua calda. Intanto, buongiorno a tutti.
Sì, siamo introducendo i trocast.
Non so se avete avuto l'immagine del caso clinico.
No, non abbiamo avuto ancora niente.
La regia per cortesia.
La regia per cortesia.
Michele, poi se mi date le immagini esterne.
Perché così...
Ok, mi date le immagini esterne.
Dieci.
Immagini esterne, così facciamo vedere i trocar.
E poi facciamo vedere anche...
Dieci.
Immagini esterne...
Prima la diapositiva, per piacere.
Ma andiamo?
noi vediamo solo te
è già una bella cosa
l'abbiamo riconosciuto
è l'unica immagine bella che c'è in giro
dai Vistri
stiamo lavorando in 3D
quindi volevo darvi anche un'immagine
della sala operatoria
è la nostra novità
da qualche
settimana
abbiamo avuto
questa integrazione 5
con
l'aggiornamento tecnologico
delle nostre sale integrate e con l'aggiornamento video full hd 3d e quindi con la possibilità
di scegliere indipendentemente da tutto il tipo di tecnologie che vogliamo utilizzare
quando lavoriamo in sale operatorio quindi se vogliamo lavorare in 3d lavoriamo in 3d
se vogliamo lavorare solo in full hd lavoriamo in full hd. Per ora il tuo commento qual è
il vantaggio è evidente
L'autocultura avanzata
tipo gassettomia, retto
il 3D è sicuramente una marcia in più
una marcia in più
perché permette veramente una visione
migliore rispetto a quella che siamo
comunque abituati ad avere
ed è come
lavorare il robot
per il chirurgo
con la differenza che tutti vedono in 3D
e quindi laddove c'è una sutura
quindi l'ipotesi
di fare una sutura, quindi come nella
cassettomia, di avere
un'immagine sicuramente
ok, allora
vedete un po', non è solo
il 3D questa
chiaramente voi non l'avrete il 3D
avrete la visione normale
e quindi non potete
valutare la differenza, perché trasmettiamo
comunque in 2D
per quello che mi riguarda
ripeto, è un passo avanti
lo dicevo ieri, non è un giochetto di
playstation è veramente un superamento delle tecnologie attuali inoltre queste
sale operatorie si distinguono non solo per il full hd 3d ma anche per le
tecnologie one touch screen che vedete adesso utilizzare dallo strumentista che
adesso mi abbassa un po' il tavolo mi comanda un po' di anti trend ellenburg
mi può accendere la luce mi può registrare intervento mi può basta mi
mi può fotografare una fase dell'intervento, mi può far vedere quello che succede nell'altra sala operatoria,
mi può trasmettere nella saletta multimediale che abbiamo attrezzato.
Insomma, tutta una tecnologia che facilita anche il lavoro dei nostri collaboratori.
E' un solo inconveniente in questa tecnologia, a mio avviso che va migliorato,
è quello dell'ottica, che è un'ottica non di 30 gradi come siamo abituati ad avere,
un'ottica angolata ma di 0°, il che significa che non potrò mai avere la visione 3D, cioè la visione 3D con l'ottica angolata come siamo abituati ad avere nella poloscopia cosiddetta tradizionale,
perché chiaramente il problema è che la 3D praticamente ristabilisce
quello che è la nostra visione con i due occhi
ed è difficile avere quindi una tecnologia che dà una visione dei due occhi
che girano di 30 gradi, che sarebbe un'immagine distorta.
E allora si sono inventati gli amici dell'Olympus questa ottica angolare
che pur offrendo un'immagine quindi frontale, ti dà la possibilità di ruotare l'immagine
e quindi avere una visione diversa in qualche fase dell'intervento.
Il problema di questa ottica è che è un'ottica, ahimè, piuttosto complessa da gestire, lunga,
e quindi noi l'abbiamo posizionata proprio quasi sopra l'ombelico,
perché è un po' più lunga delle ottiche che usiamo normalmente.
Assolutamente, allora iniziamo l'intervento, volevo mostrarvi la fase esterna, i trocar sono per il momento 4, difficilmente ne utilizziamo 5, a questo punto inizia l'intervento, avete le immagini interne?
Sì, sì, si vede molto bene, non c'è problema. Abbiamo interne ed esterne, vediamo i trocar.
I trocar sono a classica posizione a rombo, la mano destra e sinistra, entrambi trocar da 10-12, perché probabilmente la sotturatrice per il dioreno la inseriremo qui.
Qui iniziamo l'intervento con lo scollamento coloepiproico, quindi parto dal colon trasverso.
Il mio orientamento è quello di fare un intervento di gastretomia praticamente quasi totale,
visto che è dell'angulus, ma non essendo un grosso tumore, dopo andremo a verificare,
probabilmente sarà sufficiente fare una resezione della quasi totalità dello stomaco,
lasciando quella che noi chiamiamo una cuffia gastrica
che da un punto di vista oncologico non determina niente
perché comunque andremo a fare un'infectomia della stazione 2
il tumore non è grande, è un'ulcera
e poi daremo alla paziente la possibilità comunque
di avere una maggiore comprensione post-operatorio.
Sulla montectomia si accettano commenti
partecipato alla stesura di un libro tedesco da parte del gruppo di Korankov
e noi abbiamo trattato ovviamente l'aspetto tecnico laparoscopico
ma nel libro si parla di tutti gli aspetti relativi al cancro gastrico
e fra cui anche l'omentectomia
e oggi non tutti sono d'accordo nell'eseguire un'omentectomia di principio
soprattutto per i tumori iniziali
visto che il professore
Eugenio che è in sala è un esperto
chiediamo anche il suo parere
che per anni sicuramente
per i tumori iniziali
siamo d'accordo, si può fare pure una
wedge resection, non è un problema
per i tumori più avanzati
con interessamento
della serosa, beh io
portare via l'aumento
non metto proprio
l'intonia
perché ritengo che si debba proprio fare
Perché l'aumento è come uno stupino che drena tutto. Noi lo riceviamo per i linfedemi per un certo periodo, facciamo l'intervento di Thompson, portavamo il grande aumento alla gamba e veramente in pochi giorni la gamba diventava sottile.
C'è l'aumento a capacità straordinaria di aspirazione, quindi se ci sono delle cellule neoplastiche in giro, le aspira.
E quindi per me, nei tumori iniziali, sono d'accordo che potrebbe essere una manovra superflua, come tante linfadenectomie a mio avviso sono superflue.
Però non è una complicazione, non è difficile portare via l'aumento.
Sul scollamento con l'epiprovi ho aperto la retrocavità, espongo il pancreas, parete posteriore dello stomaco e a questo punto...
Non si vede all'esterno l'ulcera, no? Non ci sono segni di interesse molto.
Sono partito direttamente per questa fase che comunque è standard perché comunque mi porterà a...
Vado innanzitutto qui, lascia tutto, a prepararmi il duodeno, poi dopo andrò sulla grande cuffia e decideremo.
Franco, sul grande aumento, però i problemi sono due. Uno, l'aumento embriologicamente dipende dal mesogastrico, quindi nei concetti di una chirurgia che ha anche delle linee guida embriologiche.
Secondo punto, quando leghi la grande arcata di Wiesel, cioè Gassi, Piroglia, destra e sinistra, chi ci pensa poi a errorare il grandomento Gesù Bambino?
Cioè voglio dire che soprattutto come diceva il professor De Genio, per tumori di un certo impegno, che senso ha conservare un grembiule che non ha più una bella irrorazione?
Ah, conservarlo dici tu?
No, no, voglio dire, fa parte dello sviluppo del mesogastrio, quindi è una struttura che con lo stomaco ha una derivazione comune.
Secondo punto, la stazione 4, quella della grande curva, viene via con la recessione gastrica e da quella arcata dipende l'irrorazione del grande aumento, parliamo del gastrocolico, non del piccolo aumento.
E quindi in questo caso questo grande grembiule è chi viene interrogato, quindi non ci sono i presupposti meno concettuali, poi uno può fare come crede per conservarlo.
Ecco il distacco invece è la parte più noiosa in la paroscopia perché non è come in aperto che la trazione con le mani consente di far presto.
No, qui raggiamo molto con la gravità, Francesco, nel senso che hai visto, tenendo sollevato le prime, il colon trasverso cade per gravità e quindi vado sul piano che desidero evidenziare.
Nel momento nella parte destra vede la coalescenza di quattro foglietti, nella parte sinistra due più due sono separati, ecco perché dal centro verso sinistra la gravità si apre bene.
Quando andiamo sotto il piloro troveremo quattro foglietti addensati, quelli che alcuni chiamano la bursettomia pre-duodenale ma che non ha niente a che fare con la bursettomia o mesocassettomia intesa in senso classico.
Qui bisogna fare attenzione quando si procede verso il duodeno, lo dico perché purtroppo è capitato anche a me, è facile entrare nel mesocolon, se non si va a preparare bene il passaggio tra mesocolon e pancreas,
Quindi bisogna stare più vicino al pancreas e vedere bene, mettere in tensione il mesocolone in modo da, qui mi vado a completare la lomentectomia in modo da non avere rugne e interferenze anche visive diciamo con l'epipron.
quindi preferisco staccarlo completamente in modo da avere una box di lavoro piuttosto limpido
e non inquinato comunque dall'aumento che mi cade davanti
la signora è un'ex obesa, è dimagrita molto per questo problema
anche se ripeto non era molto sintomatico
ti stai tirando un po' qua le pipron, tirati un po' le pipron qua
si, si, dico ci sono problemi col microfono?
bene sentite meglio adesso bene bene sempre bene e allora il palazzini colpisce ancora
c'è stato il pienone ieri la gente continua ad arrivare un buon passaggio attraverso questo
ecco qua questo lasciamo al giù e qua ce ne andiamo su ok è un tempo noioso sia in open
che la paroscopia ma è la paroscopia ancora di più come diceva giustamente francesco quindi
Quindi un po' di pazienza, ci tocca.
Quello che ha detto il professor Colcione, che verso destra sta molto attento a separare i piplum dal mesocolum,
perché abbiamo detto che a destra i quattro foglietti si avvicinano pericolosamente, sono fusi,
e quindi deve trovare un clivaggio come sta facendo.
Con il professor Del Genio dicevamo che in questo momento ha due spiegazioni,
Una latina, operimentum, cioè viscere ricco di grasso e lo si vede benissimo, oppure greca che dà l'idea di che fa l'epipleo, galleggio sopra, cioè coro da tutte le parti a proteggere. Questi antichi erano preparati.
Comanda anatomica che serve anche a me, che non l'ho mai fatta, Francesco, ma mi è venuta in mente qualche tempo fa e te la volevo fare, ma non mi è mai capitato di potertela fare.
Uno dei motivi per cui è consigliata l'omentectomia, oltre quello oncologico, può essere anche legato al fatto che se io nella gastretomia ovviamente vado a legare tutta la gastroepiproice destra e sinistra, la vascoletta è assicurata?
C'è ragione, in realtà il grande aumento è nutrito dalle arterie gastroepiploiche che si chiamano appunto gastroepiploiche perché ognuna di loro dà i vasi epiploici che scendono giù a pettine verso l'aumento, i più poderosi sono l'epiploica di destra e quella di sinistra e insieme formano l'arcata di barco,
fonarcata importantissima
l'epiplon è eroratissimo
se sull'epiplon casca un fibroma
un mioma che si è staccato dall'utero
quello viene, si innesta e vive
però se tu gli reghi le casse
iuroiche, chi lo nutre? Gesù Bambino?
ecco quindi
la ipotesi che si è esagerato
pensare di
conservarlo avendo
tolto la fonte di erorazione
di un'altra risorsa
non c'è altra risorsa?
delle casse iuroiche, tant'è vero
Se ti ricordi, quando uno fa il famoso tubulo gastrico per portare su lo stomaco, conserviamo la gassa epiproica a destra, altrimenti chi lo nutre questo tubulo? Lo stesso vale per il versante epiproico. Chi lo nutre questo versante epiproico se io leggo l'origine, comunque leggo le gasse epiproiche a destra e a sinistra, da dove prende sangue? Dalla mesenterica, dalla splenica, da dove? Non esiste.
Come sono le vostre immagini?
comunque abbiamo sezionato
abbiamo lasciato
l'epiplon non è mai morto
probabilmente
non sento professore De Genio
io non ho mai visto una necrosi
del grande aumento
e perciò volevo chiedere
perché
noi sapendo che c'è questo
problema anatomico
neanche io ho visto necrosi
perciò volevo sapere dal nostro
riferimento anatomico
Il problema è che perde quelle funzioni così vitali e importanti, quella di accorrere quando c'è un'infezione, di coprire i visceri e di drenare, ma rimane il grasso comunque, il grasso ha bisogno di poca irrorazione,
Se no le donne non farebbero più tutti gli interventi che fanno, è vero, spostando il grasso da una parte all'altra. Quindi una grossa irrorazione, non c'è bisogno.
io non ho le esperienze chirurgiche
vostre, anche se l'ho fatta anch'io
questo mestiere
vado a fare un retto
e alla fine mi trovo
questo epiplon che mi diceva
disgraziato, ma hai reso ischemico
una poltiglia, quindi la ischemia
dell'epiplon quando è legata
alle fonti, certo se uno riesce
a conservare dei rami
come dice il professore del genio
ha mille risorse
è veramente diabolico
Però non gli vuoi dare troppa botta in testa, poi si incazza. Adesso lui, Franco, cerca di portarsi un po' di sotto il piloro, sta facendo un tempo delicato perché ci farà vedere il piloro, la stazione 6, i sottopilorici più battuti dai tumori dell'antro e sta spatolando, vedete, cercando di vedere la gastro duodenale tra un pochino.
Ecco, il mio landmark, eccolo qua, l'ho ritrovato, la gasa duodenale, vedete?
Ecco, quella viene, sappiamo, dall'epatica comune, che a quel punto, come dalla gasa duodenale diventa epatica propria,
la gasa duodenale scende dal ramo pancreatico duodenale anterior superiore e la gasa epibloga di destra, quella di cui si stava parlando.
E' vero, diceva il professor Delgenio, a quel livello quelle fasce di accollamento che si chiamano pre-duodenopancreatiche, che sopra il mesocolon si chiamano sopra-mesocoliche e sotto il mesocolico si chiama fascia pre-duodenopancreatica sotto mesocolica di Fredet, il grande francese, a questo punto è chiaro come dice il professor Delgenio si fa anche una bursettomia pre-duodenale.
portiamo via di principio la capsula pancreatica quando accediamo poi al tripode eccola qua adesso
la vediamo meglio eccola qua lo scoperta completamente il nostro landmark che dobbiamo
sempre ricercare per due motivi primo perché dobbiamo essere certi di fare poi la resezione
al di là del piloro o perlomeno a livello del piloro e quindi questo è il landmark che separa
il primo e il secondo duodeno
e poi
per una corretta linfadenectomia
andiamo a stretto
più che primo e secondo duodeno
il passaggio tra il duodeno
primo mobile rispetto a quello fisso
ecco, la castra duodenale
si alloggia lì, tant'è vero che
nelle plastiche per il duodeno
difficile tipo Nissen
praticamente
si rincappucciava
la parete anteriore del duodeno
per coprire il moncone che è la dirittrice di affondamento.
Questa è la gasso duodenale che sta scendendo giù,
c'è un ramo che sale su, che è la gasse epiploica di destra.
La gasso duodenale mi va ad allegare la gasse epiploica arteria all'origine.
La vena c'è un altro decorso che adesso Franco Rotolo ci spiega.
La vena, come dice il professor Corcione, è la vena gasse epiploica di destra
E' una delle afferenti, delle componenti del tronco gastrocolico di L, cioè questa vena che corre lungo il grandometro insieme all'arteria, arrivata a questo punto fa un percorso proprio, cioè scende giù verso la mesenterica superiore, proprio nell'area sottomesocolica predotenopancreatica,
per andare a fare con la colica media
con la colica destra superiore
e con la pancreatica
venere il tronco di L
la cui configurazione varia
a seconda dei soggetti
ma afferisce al bordo destro
della vena mesenterica superiore
in questo caso a lui non interessa
legare
il ramo della colica media
quindi legherà solo la vena gasoepifloica
destra e il tronco di L
lo lascia in pace
Amen
E qui mi leggo la gastroepipoica e sto portando via tutto il pacchetto linfono d'Ada a stazione 6.
La sottopilogica, sì.
Unblock, insieme poi a quello che sarà la sezione dei vasi, e quindi circondo il nemico.
Ecco qua.
Quindi adesso io ho arteria e vena che posso legarmi qui.
Mi dai una gestione?
Manovra che noi abbiamo fatto migliaia di volte, ma quasi alla cieca, conoscendo l'anatomia.
Ora con questa tecnologia si vede benissimo tutta la notorietà.
E questa è la differenza proprio, giustamente.
È questa la differenza.
Mi dispiace, ma stiamo vedendo in modo completamente diverso da quello che vedete voi.
Però ci basta, ci basta, vediamo bene noi.
La profondità del campo che abbiamo qui è spettacolare, la definizione poi dei capillari,
dicevo ieri, quindi non è...
Ha una maggiore tranquillità.
Sicuramente, quindi dicevo ieri non è un lusso, molti dicono ma probabilmente questo è un lusso che non tutti si possono permettere, credo che nel nostro lavoro di lusso non bisogna parlarne, direi cistico, deve essere proprio una necessità avere delle tecnologie.
Ma è una evoluzione della tecnologia, mi sembra.
non ho sentito bene Francesco
la tua descrizione
dell'L
ah si
diciamo questo tronco di L
è di grande interesse
in tutti i casi che riguardano
l'emialdome destro
pensiamo al colon
ma anche in questo caso è utile ricordarlo
la gasa epiploica di destra
vena
la vena colica media
la vena colica destra superiore, di cui si parla molto poco ma che in realtà è molto presente, e la pancreatico-dotenale anteriore inferiore vena, confluiscono nell'area sottomesocolica predotenopancreatica, formare il famoso tronco di L, che non è necessariamente fatto da tre vene.
Può anche succedere che tutte le vene sbocchino separatamente sulla vena mesenterica superiore. Dal punto di vista chirurgico il chirurgo sa che tutto ciò che afferisce al bordo destro della mesenterica superiore vena in corso di amicolettomia destra va legato, invece in corso di gastrettomia soltanto la vena gastroepiploica destra va legata lasciando in pace le altre che assicurano il deflusso venoso del colon destro.
Questo è il concetto anatomico. Poi nella pratica uno deve fare i conti con ciò che incontra.
Questo è importante perché il concetto anatomico poi dispira la pratica. Se non è ben chiaro il concetto anatomico la pratica poi diventa sicuramente più difficile.
Il cosiddetto praticone.
Adesso lui deve definire anche la preparazione della strazione, se deve completarla e poi il monco nevrotenale.
Ecco qua, quindi ho mobilizzato per un bel tratto il dodeno, la gastro-dodenale si vede bene, è scheletrizzata.
Volevo aggiungere anche una cosa per i giovani chirurghi, che questa è una zona che ha delle vene che sono particolarmente fragili.
Si esercita una trazione eccessiva, sanguigna, non si rompono facilmente, bisogna postare molta attenzione nella trazione.
Maestro, infatti, la voce del maestro ha detto una cosa giusta perché è uno dei bias anche della chirurgia open ovviamente, nel senso che sono... scusate mi volete dare una bipolare che... no così mi faccia un po', mi disidrata un po' questo legamento che ci dà un po' di fastidio.
Un ricordo anatomico, questo legamento rotondo che il professor Corcione tira su, si va ad inserire sul recesso di Rex, cioè sull'avena porta di sinistra, quindi è un ottimo aiuto tirarlo, sollevarlo, però mai strapparlo perché sennò soccavoli, quindi un ricordo così anatomico.
Il percorso della vena umbilicale che nella Baumgarten, che sarebbe la perfidietà della vena, porta all'ipertensione del neonato, altrimenti diventa un legamento, legamento teres o rotondo.
Cosa mi fa ricordare Francesco? Mi fa ricordare quando abbiamo tentato anche la ricanalizzazione della vena umbilicale per nutrire i pazienti, quando all'epoca non si aveva la possibilità di fare la nutrizione attraverso l'aggiuolare o attraverso il suclame.
Eppure di pazienti cirrotici?
C'è la ricanalizzazione e su questa base noi abbiamo tentato di fare la ricanalizzazione, a volte con successo.
Ma tutti quegli interventi, tutti quei tentativi spariti completamente?
E' chiaro, fanno parte della storia, si rimangono nella storia.
il professore Zannini aveva una fama mondiale
sulle portocava
ne trattava moltissime
proprio per le nostre malattie
virali e endemiche
e poi improvvisamente
il chirurgo non se ne è occupato più
perché si è capito che
poteva ben poco
anche per i progressi della medicina
certo
ma il chirurgo poi si inventa altre cose
l'obesità non esisteva
e ce la siamo inventate
attenzione c'è una macchia
sull'occhio sinistro, dobbiamo per forza lavarci
ecco un altro problema è che
nell'ottica normale una microscopica
macchiettina la tollerate
nell'ottica 3D
siccome ci sono
i due terminali alla punta se si sporca
anche una piccola macchiettina
avete la sensazione di lavorare con un occhio
con un occhio sporco
per cui assolutamente dovete
pensi che noi non ce ne eravamo proprio accorti
eh infatti perciò ho detto
Ho detto, piglia adesso la golecisti, piglia la golecisti adesso, e invece, perciò ho detto, non dà le immagini, basta che la feri e sollevi tutto così.
Ok, sto lavorando con due specializzanti, di cui uno molto scarso e l'altro un po' meno, ma tutti e due bassa qualità, diciamo, bassa manovalanza.
Sono la nostra forza.
Sono stato recentemente a Washington all'American College e ho parlato con un chirurgo di origine italiana che molti di voi conoscono, Marco Fatti, che mi ha raccontato delle difficoltà che incontrano anche in America nel reperire giovani chirurghi.
E mi ha detto, sì, abbiamo comunque la possibilità di reperire i chirurghi, però non sono molto bravi, perché i bravi non fanno più la chirurgia.
Fanno la ricerca?
No, non conviene più, perché hanno dei problemi legali infiniti.
Lui personalmente, attualmente, è arrivato a pagare 200.000 dollari per la sua assicurazione.
E mi ha detto, non ce la faccio più.
In più l'università che è privata, dove lui insegna, non gli fa neanche la previdenza, quindi l'assicurazione per la vita, non gli dà pensione e quindi deve mettere da parte anche i soldi per la pensione.
Noi ci stiamo arrivando, la differenza io dico col sistema americano perché molti dicono che in America funziona così, però le parcelle sono diverse, se paga 200 mila dollari l'anno e guadagna 200 milioni, le proporzioni sono completamente diverse.
Sì, sono diverse, però hanno difficoltà pure loro. Come vedi, certamente guadagnano più di noi, però oramai le spese sono diventate anche per loro non sopportabili. I ginecologi pagano oramai 800 mila dollari. Ma chi paga?
Franco, usciamo dalle tristezze, lui sta dissecando il foglietto anteriore del peduncolo epatico perché cerca la pirorica, la gastrica destra, dovrà cercare che è stazione 5, che se no con queste tristezze, professore, di queste difficoltà vere,
E quindi adesso sta dissecando il peduncolo epatico perché domanderemo poi a lui che stazioni vorrà portare via del peduncolo epatico, ma è essenziale che trovi la pirorico-gassica destra.
Allora questa è stata una modifica nel tempo perché io prima avete visto ho preparato il duodeno dal versante inferiore
e poi me lo sezionavo cercando di andarmelo a preparare un po' sul margine superiore
e poi procedevo alla linfectomia dell'ilo.
Invece adesso ho abbandonato questa strategia perché preferisco partire d'amblè dopo aver preparato il duodeno inferiore con la linfectomia
in modo tale da identificare la pylorica dall'alto
e non andarmela a cercare al basso
che è quasi sempre fonte di sanguinamenti fastidiosi.
Invece in questo modo faccio comunque una dissezione
che avrei dovuto fare nel corso dell'intervento
ma che mi facilita poi la successiva preparazione del duodeno superiore
e quindi abbiamo cambiato strategia
vedete
cioè non vedete ma io qui
questo è il vantaggio della 3D
che si riporta a quella
della visione robotica
io sto vedendo come se
ma neanche a pancia aperta
perché io ho un ingrandimento
incredibile dell'immagine
ho un ingrandimento
veramente delle strutture
linfatiche a volte sono talmente grandi
ma che cos'è questa l'epatica
quello è un linfatico
quindi ci vuole anche un po' di curva di apprendimento
sulla possibilità di vedere in 3D, noi abbiamo grazie a Dio anche un po' di esperienza robotica
come tutti sanno, ma qui il vantaggio enorme è che tutti ne possono beneficiare, anche
gli specializzanti che non capiscono, che stanno qui a guardare.
Questa è la cosa veramente più importante, che tutti possono godere contemporaneamente
a differenza del robot
di questa visione straordinaria
è un sistema anche didattico
incredibile perché
la visione che possiamo offrire qui
adesso prima scherzavo chiaramente
io adoro gli specializzanti
perché lavoro sempre con loro, da sempre
e cerco di
stimolarli, cerco di spiegarli
sono uno dei motivi
di maggior interesse
di questo mio momento professionale
oltre alla SIC
chiaramente
Poi tu sei nato universitario, non ci dimentichiamo.
Eh sì, ma io penso che è una distinzione che comunque…
Cioè il piacere dell'insegnamento.
Il piacere dell'insegnamento è una cosa che è insita indipendentemente, però lo si acquisisce se si vive in un ambiente in cui l'insegnamento ha una sua priorità.
Allora io l'altro giorno parlavo con un collega del rapporti chirurghi universitari ospedalieri e ancora una volta dico che il problema non esiste nel senso che io ritengo di essere stato veramente fortunato nella mia vita anche per il mio profilo professionale perché ho potuto beneficiare di entrambe le esperienze.
e il beneficio di entrambe le esperienze mi ha portato poi a raggiungere certi livelli di soddisfazione professionale
e ripeto anche quello dell'insegnamento, di scrivere un lavoro, vederselo pubblicare bene
è una soddisfazione che viene dalla mia cultura universitaria, quella di poter operare in certo modo e avere esperienze
invece dall'altra cultura ospedaliera
c'è poco da fare
da negare i due aspetti
che non sono assolutamente
in contrapposizione ma che sono evidentemente
diversi
datemi una clip
oppure non posso andare neanche con questo
e quindi
questa è la pylorica
ecco che in genere viene
dalla epatica propria di destra
però fa come gli pare
e quindi lui con l'energia
la stai trattando? Esatto. E stazione 5? Sto portando via tutto dall'alto, questo è
il motivo per cui ho cambiato strategia, perché in questo modo posso portare via tutto dall'alto,
vedi? E poi mi ritroverò il duodeno già preparato. Allora questo sembra un vaso, ma
non lo è, è un linfatico a mio avviso. Nella mia esperienza di gastritomia laparoscopica
che c'è purtroppo di tutto, c'è una lesione della via biliare, c'è una sezione del mesocolon,
quindi con sacrificio poi del colon destro e il motivo per cui poi quando do i miei riferimenti
li do alla luce della mia esperienza, sono cose descritte anche in chirurgia open chiaramente,
però quando li toccano poi acquisiscono maggiore significato.
Scopriamo anche la via biliare.
Nell'interstizio tra le due si pone la vena porta, posteriormente.
Non scopriamo perché non fa parte di questa l'infettomia,
la andiamo a cercare per scoprire quando invece andiamo a eseguire l'infettomia per città del pancreas.
Come pure un'altra cosa che volevo ribadire,
che mettere su fettuccia le arterie come abbiamo fatto per anni, anche quella è stata una fashion, si è capito che era solo una semplice dimostrazione di abilità tecnica, ma io l'ho fatto anche io, facevo girare i miei filmati con tutto l'ilo scheletrizzato su fettuccia, però alla fine si è capito che non serve e non è descritto.
Nell'interstizio che vedete c'è tra la via biliare che è sulla destra e l'arteria epatica sulla sinistra, se il professore mette di varica appena appena con la pinza le due strutture si vede il colore artesia della vena porta.
testizio là, uno, ecco qua i tre elementi, fai bene a dire queste cose, però per perfezionare
la cosa, se lui la via biliare la tira verso destra e nell'intestizio tra via biliare
e vena porta, se uno ha una epatica berrante destra, la becca lì, adesso non è il caso,
Qui dove andiamo?
Gastro duodenale, vedete il diverso livello della gastro duodenale rispetto all'arteria gastrica destra, che è più superficiale, che lui ha sezionato.
Quella gastro duodenale che abbiamo già visto prima quando ha preparato il duodeno.
Ok.
Ok, ecco, lui a questo punto sta in un, ecco il professor Corcione adesso, dove sta sessionando, sta sessionando a livello di quello che il professore Tonelli chiamava il triangolo di Bucciarelli.
Quella da gastrodenale la vedete, il pancreas è al centro, l'epatica è sopra e dentro c'è la porta un'altra volta, il triangolo di Bucciarelli, che però riguarda la chirurgia del pancreas.
Ecco, vedete quella è la gastrodenale, il pancreas è sotto lo strumento.
È definita la porta della porta, nel senso che quando si esegue una duodenocefalo
è il ramo che dà l'accesso alla porta, una volta legato la porta viene evidenziata.
Ecco la gastrodenale che avevamo posteriormente identificato e preparato,
Adesso è completamente scheletrizzata e il duodeno adesso automaticamente mi è preparato in tutte le sue facce, inferiore, superiore e quindi siamo pronti per la sezione poi. Ci possiamo fermare.
Il gastroenale è lontano, il pancreas è qui.
Anche perché l'irroreazione...
Facciamo togliere il sondino dall'anestesista.
Tira un po' qua adesso lo stomaco.
Prepariamo una suturatrice bianca.
Vai qua, fammi vedere qua.
No, no, no, lascia, lascia, lascia.
Il duodeno bisogna qui circondarlo un po'.
Mi date la bianca, ok?
Solleva un po' il fegato.
Allora, il trocar da 10 della mia mano sinistra.
Anche qui è stata un'evoluzione, vedete il duodeno completamente preparato, la suturatrice andrà qui, aspettiamo di rimuovere completamente il sondino perché ci è capitato più di una volta l'intrappolamento, non a questo livello, però per definizione è meglio toglierlo che intrappolarlo.
E quindi la suturatrice, adesso se la regia fa vedere un attimo l'esterno, facciamo vedere come la suturatrice, l'importanza del trocar da 10, della mano sinistra, molti lo mettono da 5, io credo che un trocar da 5 o da 10 cambia poco.
Questo ci permette una sezione, bisogna avere l'idea che la sezione di visce deve venire nel modo più corretto possibile, quindi nel modo più perpendicolare all'asse e quindi questo troga, vedete, mi permette di introdurre la suturatrice, vuoi prendere la tua manina qua adesso?
adesso abbiamo anche la visione esterna
ecco, vedete?
è perpendicolare
no, no, qua, qua, qua
solleva, ecco qua
contorna perfettamente il duodeno
stiamo proprio
al di sotto della
stai usando la mano sinistra?
esatto
sei ambidestro
ma come tutti i chirurghi
molti gli artisti
adesso abbiamo solo l'esterno però
non abbiamo l'interno
adesso l'interno per piacere
interni ok ce l'avete sì ok quindi strutturatrice da 60 che mi permette un colpo solo di strutturare
di avere una linea unica compatta regolare e vola adesso un colpo qui la garzina la recuperiamo a
qui che c'è una sorta di singardo oppure no di protezione no no da bianca no no la
La calzina, la sotto dove l'abbiamo messa?
Dove?
La calzina la voglio vedere subito, così ce la recuperiamo.
Eccola qua.
Asciughiamo un poco qua.
Adesso togliamo questa calzina e poi dopo ne mettiamo un altro dopo,
se no questa ci da fastidio.
Sì, ok.
Lascia tutto.
Adesso andiamo a vedere le cose nostre e decidiamo che cosa fare.
Eccola qua.
Questa è la lesione, la vedete?
Credo, eh?
La vedete?
Vediamo.
E' questa, quindi il mio obiettivo è quello di fare una subtotale estesa alla piccola curva in alto e allora a questo punto, perciò non ho voluto procedere sulla grande curva prima per rendermi conto, ho fatto prima il tempo standard e poi per decidere poi l'estensione della gastrectomia,
adesso mi porto sulla grande curva
e vado a legarmi fino alla cassa epiproica
fino a lasciare i vasi brevi
perché farò una
allora prendi qua
l'equip cambia posizione adesso
il motivo per cui si deve andare con una certa razionalità
è perché
tutta l'equip si sposta
prima stava alla mia destra
adesso è passata alla mia sinistra
e io vado a prepararmi
la grande curva
ok qua, abbassa un po' la tua
No, abbassalo, lascia, abbassalo significa perfetto, mettiamo l'epipron lì qua, l'epipron, tira l'epipron, dobbiamo staccarlo qua ancora, piglia qua l'epipron, solleva, perfetto.
In modo che guadagniamo del tempo nella standardizzazione della metodica, passando da un lato all'altro senza cambiare molto la nostra disposizione.
Per fortuna avere cinque monitor che ruotano intorno al tavolo ci ha facilitato la vita, nel senso che ho ancora il ricordo dell'unica colonna
che quando si facevano interventi complessi si staccava con tutti i cavi, poi si passava da destra a sinistra, dal basso in alto, quindi con grossa fatica anche degli infermieri, e adesso invece con un dito si sposta un monitor, se ne hanno cinque a disposizione che ruotano intorno al tavolo,
la signora è un'ex obesa
e come tale
allora lascia un po' di lateralità
verso Iovino
ecco qua, togliamo tutto l'epiplon
verso Iovino
e l'infermiere che adesso
sterilmente mi sposta il tavolo
questo è il legamento criminale
è vero Francesco?
questo è della Milza?
dicono, ad esempio, che è un chirurgo americano
che tra quelli
che ha messo a punto l'anatomia chirurgica
della milza, cioè i vari segmenti della milza, richiama l'attenzione su quelle pliche tese
dallo stomaco alla milza, pliche le chiama splenomentali criminali perché possono lacerare
la milza. Questa parola criminale potrebbe anche ricordarci quello che diceva il papà
di Vittagrassi, il professor Grassi, che quando faceva le vagotomie, se qualche fibra scappava
alla vagotomia e riproponeva il problema di ipersegrezione, li chiamava le fibre criminali.
Comunque si invita ad essere delicati per non lacerare la milza.
Ieri è finita bene quel colon, Francesco?
Bene, abbiamo seguito quasi fino alla fine.
Penso che comunque abbiamo fatto la buona anastomosi, oggi sta benissimo.
Però si diceva con quei professori che è correlato pure all'abilità che hai raggiunto e che non è proponibile se non sei a quel livello.
Io dieci anni fa non ero a quel livello.
E poi c'è sempre il problema della natura di quelle aderenze che è un po' una sfida, giusto?
Io sempre dirigo un gruppo che è cresciuto vertiginosamente in questi 15 anni nel mio primariato qui a Monaldi, ma è cresciuto il gruppo, ognuno di noi in questi 15 anni ha acquisito esperienze che erano inimmaginabili,
Dallo specializzando, vado per dire, 15 anni fa non facevo quello che fa adesso, all'ultimo degli aiuti. Quindi il mio messaggio è che bisogna crescere tutti, se si cresce tutti cresce il gruppo, se cresce il gruppo inevitabile.
Bisogna sempre porre l'asticella un po' più in alta tutti quanti insieme, cercare di saltarla, ognuno con la propria abilità, con la propria esperienza.
Ecco qua, io qua sono sui vasi brevi, qua mi fermo, la signora ha 82 anni e quindi a questa età fare le sezioni ancora più estese credo che sia, non dico superfluo, ma anche inutile.
Allora, il professore Delgenio, voglio l'accordo del professore Delgenio però, se no continuo.
l'unico problema
è che se sezioniamo
se andiamo molto più in alto poi riduciamo questa cuffia
la mia sarà una sezione
non la resezione gassica
la sezione dei vasi brevi soltanto
sono d'accordo con te
non fare un'ampia resezione
però una resezione dei vasi brevi
ti aiuta a far scendere giù lo stomaco
la milza se ne va in alto
e non esercita più trazione
e tu hai un bel moncone
il problema è che io vado a legarmi
ovviamente la gastrica sinistra
o l'infettomia del tripoli
quindi se mi sezionano questi vasi brevi
ma non tutti
devi sezionare alcuni vasi brevi
sono arrivato qui
quindi io mi faccio
questa sezione
se sezioni un altro paio di vasi brevi
secondo me ti trovi
col moncone gastrico
che ti scende più agevolmente giù
e la trancia è verticale
per evitare
il ritardo di svuotamento gastrico
che si può avere se la trancia è orizzontale. Ecco, questo è tutto.
Importante credo che sia l'anastomosi, noi facciamo verticale.
Franco, adesso quando poi aprirai bene la retrocapità, cioè ribalti lo stomaco verso l'alto,
ci fai vedere bene quella famosa briga di Husk, che dal pancreas sale sulla piccola curva,
dove c'è la gastrica sinistra, che è una cosa che si presta in laparoscopia a vedere.
Ok, ok, ok. Adesso ribaltiamo tutto in alto e aggrediamo.
Si vede il pancreas, vedete la faccia posteriore dello stomaco, lui la tira verso l'alto, la tira su su, il pancreas rimane dove deve stare.
Tra il pancreas e lo stomaco, dopo che ha alisato queste aderenze, si vedrà una plica che va verso l'alto, che è l'endemarche del tribo decediaco e che contiene i vasi gastrici di sinistra, stazione 7.
Poi c'è un'altra arteria di cui tenere conto molto frequente, verso sinistra, della gastrica posteriore che se c'è ha un suo ruolo per il fondo gastrico.
Andiamo con ordine e disciplina.
Non ci confonderete, così prepariamo il capitolo successivo.
Questa è l'aderenza col pancreas, ecco qua, adesso siamo liberi.
Ok, esce un po', vediamo un po' di ribaltare tutto, esce un po' tutto, ti lavi pure perché,
andiamo a ribaltare tutto di là perché è bello grosso il pezzo.
Adesso aggrediamo il tripore e l'epatica, ecco qua, vediamo un po', solleva qua.
Vedete rimasta la parsa condensa del piccolo mento, compare il caudato,
Si intravede la vena cava laggiù nella profondità e lui ribalta il tutto verso il pezzo, verso l'alto. Il solco venoso di aranzio dove spinge quella pinza, la parscondenza che viene sezionata, il caudato di nuovo e in quel pertuggio in fondo c'è la vena cava inferiore.
Eccola là, c'è anche un'energia tale, ok, ti lavi?
Non è apparsa finora nel piccolo momento quella frequente arteria epatica aberrante sinistra che viene dalla gastrica sinistra, arteria di Irtle, che è diciamo una stima del 20-30% dei casi nel presente.
C'è una macchia ancora? Aspetta, c'è ancora una macchietta, sono convinto che non la vedete.
Sono convinto che non la vedete questa macchietta, ma a noi disturba.
Questa la mette sotto il fegato.
Si vede anche su 2D?
Via, pulisci.
Si vede?
A noi disturba di più, è chiaro.
Allora.
Eh no, però hai pulito i tuoi occhi.
Non puoi pulire un occhio se hai un occhio no.
Ok, via.
Una calzina a me adesso.
Mi piace aprire la mia calzina.
Prendi un po' qua.
Lascia la calzina sotto.
Innanzitutto, prendiamo questa applica qui, qua dove ce l'ho io, solleva, perfetto.
Esci tu.
Vedete il professor Corcione sul margine superiore del pancreas, con quel fegato che viene giù e dà un po' fastidio,
sta preparando l'epatica comune di destra
e poi vedremo in quella plica che si ha al centro
la gastrica sinistra e poi verso sinistra la splenica
sto accedendo al tripode
questa è la stazione 8A
poi 7 è quella dei vasi gastrici di sinistra
e poi 11P prossimali, quelli della splenica
e il tripode invece è 9
Sapete che queste classificazioni cambiano continuamente?
Beh, però comunque danno un'idea per l'anatomo patologo di che si tratta.
Questa plica che lui sta dissecando è la plica duodenopancreatica,
che nasconde l'epatica comune, come la gastropancreatica nasconde la gastrica sinistra.
Tutti fanno parte delle fasce che inglobano il pancreas,
perché sia l'arteria epatica comune
che la sprenica corrono fasciate
dalle fasce del pancreas
il profilo della vena gastrica
di sinistra
che è anteriore rispetto
all'omonima arteria
il primo landmark che dobbiamo andare a ricercare
cioè lui tirando con quella pinza
verso l'alto quella plica
tende i vasi gastrici di sinistra
lui sa che a destra manca
come due ali
lì, infatti sui libri viene chiamato il gabbiano in radiologia, il tripode celiaco, verso l'alto
la gastrica sinistra o colonaria stomacica, a destra e a manca epatica esplenica. Questi
già sono piccoli linfonodi, dietro sembra di intravedere già la gastrica, quindi la
prima è la vena che è il ramo della porta, la seconda è l'arteria che è il ramo del
il tripode celiaco. A volte nasce indipendentemente dal tronco celiaco e quindi non si chiama
più tripode, non è più ad amodum tridentis come si dice, ma separatamente. Questa briga
è chiamata briga di Usche, che era coevo di Lusca e dal testù in giù è descritta
a caratteri piuttosto evidenti. Come diceva il professor Del Genio prima, se da questa
arteria fosse nata una arteria aberrante per il fegato di sinistra e fosse stata
cospicua allora l'arteria andava scheletrizzata la gastrica fino oltre
l'emergenza di questa arteria aberrante e poi sezionata perché a volte il suo
contributo all'irrorazione del fegato sinistro a volte veramente prevalente
Quindi lui finora ha fatto la stazione 6, la stazione 5, un po' di 12, 8A, adesso sta sulla 7, insomma è una di uno di due.
Guardiamo sul canale 5.
Sì, su rete 4. Comunque Gervinio sta meglio.
Chi?
Gervinio sta meglio.
Ai ai ai.
Lo so.
Ci dà la notizia che non è che proprio ci faccia piacere.
Lo so però voi siete planetari quindi dovete... voi non siete del Barcellona però riconoscete che il Barcellona...
Ti rinnovo la domanda che ti abbiamo fatto ieri, scusa Francesco, ma ieri, mercoledì tu che cosa hai fatto?
Cioè mercoledì voi romanisti che fate?
Chi l'ha visto?
Voi romanisti mercoledì che cosa fate?
Guarda, i giovanissimi sono leali, se il Napoli gioca bene è forte, non c'è problema.
Anche la Lazio è stata brava l'altro anno, quindi è la cosa più bella.
Abbiamo il Colosseo, lo capisci?
Un po' da lavare? Scopro l'epatica, qui, un po' da lavare.
Vedete proprio al centro, l'arteria che si staglia verso l'alto era nascosta da una plica di peritoneo,
quella che appunto è chiamata plica gastropancreatica, un riferimento anatomico più preciso parte dal tubero mentalis, sul pancreas c'è un nodulo, un nodulo che è chiamato tubero e da lì si impianta questa plica che nasconde la gastrica sinistra.
Come si impianta proprio, ed è un landmark perché così ti fa capire dove è l'epatica e dove è la sprenica. A volte può succedere che uno prende l'epatica per sprenica se non ha fatto riferimento alla gastrica sinistra e può succedere, è successo, di sezionare un'epatica comune in luogo della sprenica.
Dopodiché devi raccomandare alla gastro-dudenale che faccia il tuo compito totale per il fegato. A proposito del grande aumento di prima, diceva il professor Del Genio, però se tu hai salvato i vasi gastrici brevi, adesso non c'entra, allora è chiaro che l'irrorazione può comunque avere una spiegazione.
Il tessuto è denso a questo livello perché noi sappiamo che il tribode celiaco è circondato da strutture nervose del ganglio celiaco, cioè dei gangli similunari, cioè un'atmosfera di tessuto denso, connettivale e nervoso.
Scopro l'epatica, mi stai dando l'immagine troppo parallela.
Questo è il gruppo 8A, cioè il gruppo di linfonodi che stanno davanti dell'epatica comune.
A volte ce n'è uno molto voluminoso al passaggio da epatica comune a epatica propria.
L'infonodo è chiamato di chinaglia, molto grosso, non necessariamente patologico,
ma è legato al fatto che c'è un turbinio di circolazione linfatica che rende l'infonodo megalico, grosso.
Questa classifichiamo l'epatica all'origine?
Adesso vedete che sta portandosi un po' verso la splenica pure, ecco la gastrica sinistra scende verso la piccola curva dal ramo cardiotuberositario, poi si riporta lungo la piccola curva per andarsi in osculare con il ramo del pylorico gastrica destra e formare l'arcata della piccola curva.
Qui la stazione che lo rappresenta è la 7, sulla piccola curva invece diventa 3.
Poi dopo che abbiamo fatto il tripode ribaltando lo stomaco sempre verso l'alto, vediamo se lungo il margine superiore del pancreas c'è un'altra arteria che parte dalla splenica e la gastrica posteriore.
Dobbiamo prima sezionarci l'arteria gastrica per vedere se c'è, c'è quasi sempre però, più o meno rappresentata, ma c'è quasi sempre.
Sì, sì, sì. Franco, dicevi che è sempre quasi presente?
Qui facevi riferimento.
Sì, quella diceva il professor Del Genio, che in effetti la troviamo sulla sinistra, sulla testa dello schermo, lungo il margine del pancreas.
Le stime radiologiche, le stime autoptiche, le stime chirurgiche variano, ma tutte si collano sopra il 50-60%.
È stato motivo di scuola a Roma, di studio nel 1930 con il professore Versari che è veramente un maestro e poi Carallievo di Chiaruggi, quindi proprio di scuola forte e poi dai giapponesi che la chiamano ramo, esofago, gastrico, ascendente e posteriore e ne sottolineano l'importanza perché fa parte della stazione 11, decorre su quel tratto di stomaco che non c'ha peritoneo,
va come diceva il professor Del Genio
ai picchiari, sull'aria, sulle nariche
insomma è un'arteria che ha
anche per il comparto linfatico
una certa importanza
gassica di sinistra
legata all'origine
con clip e applicazione di energia
adesso andiamo sull'oiato
quando va sull'oiato
andiamo sui paragardiali di destra
e poi c'è quelli di sinistra
che però non ci interessano
i paragardiali destri, stazione 1
si continuano poi con quelli della stazione 3
lungo la piccola curva
e vedrete che Corcione come tutti i chirurghi
che fanno questa chirurgia
raschiano ampiamente la piccola curva
per portare via il tessuto linfatico
che è a quel livello
si chiama in termine francese
raclette, raschiare
in open veniva proprio da sé
di raspare
proprio lungo la piccola curva
e denudarla
e magari poi dopo risperdionizzarla
raclette sarebbe
è il gatto francese
allora una galzina a protezione
della
un piccolo mento
entra
le fibre nervose destinate ai biebiliari
per ora le ha conservate
quindi anche l'ipotonia della colicisti
può essere scongiurata
completo l'enfectomia
qui siamo sulla splenica
vedete sta denudando
l'origine, ecco quella cosa che tocca
forse non sezionarla non fa male
che sia un'arteria pancreatica dorsale
è un'arteruzza che nasce a quel livello
dalla sprenica e si piglia
molto impegno sul corpo coda pancreas
il tripode è preparato
e queste sono stazioni
sono 11p
prossimali
qui Mariuama comincia il suo
lavoro di cosiddetta
pancreas
preserving
fa una linfettomia
che denuda
proprio
porta via un segmento
di arteria sprenica però a valle
dell'origine della pancreatica dorsale
e della pancreatica magna
perché i linfonodi
non stanno dentro il pancreas
ma sono avvolti dalla capsula del pancreas
e qui ci siamo
questi 11 prossimati
però se non è d'accordo
perché?
perché così?
quindi come li definisci?
come li chiama?
Che numero gli dai? Per lui è 8.
8, 8.
No, 8, se siamo sulla splenica.
Questa è arteriepatica.
Arteriepatica ancora?
Eh sì, no, no, è arteriepatica.
Eh, allora no.
Arteriepatica, quindi adesso è completa.
Scusa, no, scusa, no, aspetta, quello che hai tolto, Franco, è sulla splenica, dove stai toccando adesso è splenica.
No, no, questa è l'epatica, questo è il tripode, questa è l'epatica, questa è la cassa adenale.
Sì, 8A.
ma felice c'è sempre ragione
no no io
no no è vero
tutto ciò che sta toccando adesso è ambito epatico
tutto ciò che sta dall'altra parte
adesso è ambito sprenico
guarda che io non ti ho voluto contraddire
no no c'è ragione
è felice che non lo so perché
c'era un po' con te ti contraddice sempre
un amico dice la verità
ti ringrazia
grazie
siamo via anche questi
e poi
questo è ancora 8 quindi 8 esatto sembra lo stesso sì perfetto noi li classifichiamo così
l'anatomofatologo ce l'ha ok adesso mettiamoci una calzina pulita qui ok penso che l'infettomia
sia più che buona vedete il tripode la prima parte della splenica e adesso saliamo sui
paracardiali eccoli qua e li portiamo tutto a un blocco col pezzo operatorio può da lavare
Si vede il pilastro del diaframma, io andrò a stretto contatto col pilastro ovviamente, vedete la cava come si disegna bene, quindi il pilastro, il caudato, la cavola, il pilastro destro del diaframma, l'epatica comune dell'amico felice, la sprenica, la sprenica e così via.
Un po' di lateralità adesso.
Adesso lui discega il pilastro destro del diaframma,
vedete, sta salendo.
Basta, basta, basta.
dei paracardiali di destra.
Puoi vedere sopra?
Ok, andiamo qua.
Ma non serve più.
Non c'è più niente a cosa possiamo portare.
No.
Ok, vai sopra.
Siamo tutto a blocco, quello che possiamo portare, ok.
In questi tubori, questa è una delle stazioni più importanti, il pilastro lo denudiamo completamente, ci affacciamo appena anche sul pilastro a sinistra, anche se non è contemplato.
Qua si vede bene il vago e adesso scopriamo le soffa.
Professor Corcione, dopo che hai fatto questa distezione, ci fai una panoramica? Il professor Di Matteo vuol vedere che hai combinato?
oh il professore di Matteo
è felice questo tempo che gli chiede
ha detto lui
e poi sono cavoli tuoi
ieri mi ero lamentato
ho sentito Giorgio Palazzini
e lo dico pubblicamente
mi ero un po' lamentato con Giorgio Palazzini
perché ho detto
è la prima volta
che non ho sentito il professore di Matteo
e lui ha detto
no no c'era ma era tratto da Michela Piccoli
e dico ok
ho le mani
quindi questa dimostrazione
dell'affetto che ho verso il professore Di Matteo
non ci dimentichiamo che questo
congresso si chiama Palazzini ma nasce
Di Matteo ed è il fatto
che è sempre intervenuto nelle mie dirette
allora ieri c'ero rimasto un po'
male, forse non è venuto
aspetta, Franco
si sta collegando il professore
in secondo solo, se no così
te sente proprio
e domandavo al professor Del Genio
questa dissezione che stai facendo
quasi iatale
è necessaria proprio?
Per me sì, perché è dell'angulus il tumore, per cui io adesso devo asportare tutto il tessuto linfatico che dai pilastri contorna la piccola curva dello stomaco.
1 e 3, siamo 1 e 3.
Ecco, questo è il lavoro che diceva appunto Raclet, cioè raschiare bene i tessuti lungo la piccola curva perché appunto fa parte dell'infettomia della stazione 3.
1 è paragardiale, 3 è quello che proseguirà, dove sta toccando adesso.
Un tratto di piccola curva dove cadrà poi la sezione ma proprio un piccolo tratto, la grande curva l'abbiamo risparmiata un po' di più in modo da dare, ecco qua mi fermo io, scendo praticamente appena sullo stomaco ma da un punto di vista oncologico credo che abbiamo portato via tutto quello che vedete nella mia mano sinistra è tutto tessuto linfatico.
e quindi credo che questa sia
la stazione diciamo più importante
quella più battuta è la 7
di quest'area, quella più coinvolta
statisticamente
quella che è praticamente la castrica di sinistra
vedete vado a raschiare
la piccola curva
allora se la sala, voi mi dite che è piena
c'è qualcuno che mi sente
approfitto per ringraziare Giorgio
per questo invito
per dire ancora una volta che è stato bravo
in questi tempi a sollecitare
l'animo
del chirurgo italiano
a aggiornarsi
e che ha dimostrato che ha aggiornarsi
contro l'ingrevio
e poi ringraziare
anche la mia equipa
perché in questi due giorni
abbiamo fatto un lavoro credo ciclopico
quale io ho fatto una piccola parte
e gli anestesisti
gli strumentisti, gli infermieri
i miei collaboratori
quelli che appaiono e quelli che non appaiono
hanno fatto la parte più grossa
quindi
in microfono, in silenzio
perché a Palazzini è tutto
silenzioso
io un grande ringraziamento
lo rivolgo a tutti i miei
la schiamo
l'hai mai mangiata la regletta?
non l'ho mangiata
buona
niente male
un po' ipercalorica
un po' come Mediterranea però
ogni tanto
qui la grande curva
dobbiamo vedere dove deve cadere la sezione
vedete tutto questo
dobbiamo ancora scendere un po'
secondo me è vero
poco poco poco ce ne scendiamo qui
e poi semmai possiamo anche portare la sezione più in alto
però l'importante è che
abbiamo la visione
ottimale di quella che è la piccola curva
scheletrizzata
nel frattempo facciamo preparare le sudoratrici
questo lavoro che sta facendo
lungo la piccola curva
poi va in definitiva anche a sezionare
molti rami terminali
della classica sinistra, quella che viene chiamata
la zampa d'oca vascolare
per mimare
la zampa d'oca invece della targe
che è il nervo vago anteriore
che scende giù col suo ramo motore
e che innerva poi soprattutto l'antro
si chiama
con i suoi linfonodi ovviamente
perché quando parliamo di arterie
parliamo di linfatici
il rapporto è satellite
satellitare
vado a lavare adesso
una volta trovato il piano sulla piccola curva
si può teoricamente
scheletrizzarla completamente
questa grossa parte
no, viene meglio di qua
viene meglio di qua
ci possiamo accontentare
perché abbiamo scheletrizzato fin troppo
Allora, se vogliamo avere adesso una visione d'insieme di quello che è il nostro problema,
mettiamo lo stomaco in asse, si è ruotato, dammelo a Giovanna,
mettiamo lo stomaco in asse e ok, via.
Come diceva un amico mio, ci vuole uno stomaco a farlo lo stomaco in laparoscopia.
E' certamente l'intervento più impegnativo del colon.
Ok, adesso l'abbiamo raddrizzato, credo, fammi vedere qua.
Fammi vedere qua perché non sono convinto, questa è la sezione del duodeno e la mettiamo qua, questa è la grande curva e questo è l'epiplon che si è ribaltato, ok, e noi lo ribaltiamo, ok, il sondino l'abbiamo già tolto, vero prima?
prima e questa è la nostra sezione. Siamo pronti, attenzione entra con l'ottica, fai
vedere un po' qua sopra dall'alto, ecco qua. Questa è la nostra situazione, andiamo
a sezionare questa parte di stomaco, in questo senso, il tumore esce, lo palpavo, fammi
vedere dove, più giù ancora, si palpava appena, ma comunque siamo belli alti. Ok,
Daltemi la suturatrice, abbiamo le Echelon perché già le abbiamo utilizzate prima per la sezione 2D, la bianca, qui utilizzeremo una oro che come sapete è quella che risolve i capri e i cavoli e rinforzata con un sistema guard.
esatto
vedi come la sezione dei vasi brevi
ti dà più spazio
sulla grande curva
e non c'è trattazione da parte
della milza
e puoi fare un anastomosi verticale
voglio
girarlo un po'
ok
questa è la nostra direzione
eh
così va meglio
stiamo bene
ok
ok, via, si stringe, prepariamo un'altra, aspettiamo un po' di secondi per la compressione
e poi agiamo, sì sì, un altro e abbiamo una bella cuffietta di stomaco su cui possiamo
adagiare la nostra ansa. Adesso che portiamo via lo stomaco poi vedremo, daremo un quadro
generale di quello che rimane. Io quando faccio questi interventi uso sempre l'endoscopio,
è una mia passione
l'endoscopio
mi consente di vedere
la distanza dal tumore
mi fa vedere bene la distanza
dall'esofago
perché a volte non si riesce
a vedere bene il punto di entrata
dell'esofago, fa vedere la cuffia che rimane
l'esofago
inizia lì proprio dove sta
lojato, si vede bene
quindi io sto proprio qui
a due centimetri sotto l'esofago
neanche
è quello che lascia sempre un po' più di grande curva chiaramente
e comunque l'endoscopia è sicuramente un ausilio importante
specialmente chi non ha l'esperienza che tu
quindi un giovane che si appresta a fare questa chirurgia
secondo me può avere un aiuto
come è anche importante avere
e qui è la fortuna del professore del genio
un endoscopista
in sala che sia chirurgo
o addirittura il chirurgo
endoscopista
ma i miei specializzanti obbligatoriamente
dovevano imparare l'endoscopia
questo era il mio pallino
sono scomparse ormai prof
e beh io non ho più specializzanti
però i miei continuano
a parlare sistematicamente
ah guarda un po' ce ne vuole un'altra
senza niente
una oro, una ble
quello che vuoi, è solo un tessuto
È un tessuto già protetto, giusto per tranquillità ce la mettiamo.
Allora vedete, è bello allineare la cuffietta e qui la parte più esuberante, lì andrà l'anza.
Ok, abbiamo lo spazio.
Un'ultima.
Lei le usa queste protezioni, professore?
No, onestamente non mi sono ancora innamorato.
Ma io dico male non fanno, siccome sono diventate anche economiche perché si sono messe in concorrenza le varie ditte, mi date l'ultracisio?
E come diceva una volta il professor Galloni, dice io oltre a mettere la cintura metto anche le bretelle.
Esatto, esatto, togliamo tutto, mettiamo tutto sul fegato per piacere, no no, dammela a Giovanni, ecco qua, mettiamo tutto sul fegato, poi ci penserà felice a divertirsi, farà parte di chi estrae il pezzo, ecco qua, è un fanestil, perché abbiamo visto che quando ovviamente facciamo tutto per via la paroscopica, tutte le due anastomosi, vai, solleva,
e preferirebbe fare il fanesti. Prima facciamo l'anastomosi a piede d'anza,
dammi da lavare, per via open con l'incisione di servizio periombelicale.
Abbiamo visto come per il colon destro una riduzione del dolore,
una migliore, bravissimo, l'ernia soprattutto, i lavaroceli, li frequentissimo.
Allora questa è la situazione finale, pancreas denudato, l'epatica, l'ilo,
filo, scendi, duodeno sezionato, gastro duodenale, vai sopra, gastrica sinistra all'origine, la stazione 1 asportata, la cuffia gastrica preparata.
Domande su questo, poi andiamo alla fase ricostruttiva.
Fase ricostruttiva, già domande, la sala non può fare domande.
Fase ricostruttiva, vedete il colon completamente denudato dall'epipron,
Juan, prendi il giallo, solleva un po' il colon, andiamo alla ricerca del nostro traiz, che è qui.
Dico sempre che uno dei svantaggi della chirurgia alla paroscopia è che non abbiamo la transilluminazione.
Questo comporta qualche volta il sacrificio di qualche centimetro di ansa, perché non si riesce a preparare bene il percorso.
Adesso andiamo su quello che dovrebbe essere la terza arcata che è quella che più ci permette di salire. Prendi qua adesso tu, qua al posto mio, grazie. Ultracision a me e cerchiamo di indovinare un passaggio perché ripeto abbiamo anche provato ad avere una doppia fonte a fare tanti escamotaggi, non serve a niente.
e allora a questo punto andiamo con un po' di cautela, andiamo a cercare noi un passaggio.
Quando sono ovviamente tumori grossi, soggetti particolarmente a rischio,
facciamo l'anastomosi a piedi d'anza con un'incisione periombelicale,
ma quando vogliamo dare il massimo facciamo tutto per via la paroscopia.
È un discorso veramente completamente diverso, se non abbiamo complicanze,
perché la complicanza può avvenire anche per l'intervento perfetto, in terza o quarta giornata si alimentano, fanno un transito in terza giornata, anche se non ben canalizzati, veramente di missioni precoci.
Io che ero un preistorico chirurgo, nel senso che mi piacevano i drenaggi sondini, ormai li togliamo tutti precocemente, a volte non li mettiamo neanche.
Brava, brava.
Ma tu facessi anche una pubblicazione con Califano sui drenaggi, o mi sbaglio?
Eh, come no? Sì, sì, una monografia.
Una monografia, mi ricordo, ce l'ho pure.
Un'isola di drenaggi in chirurgia.
Esatto.
gli sono stato sempre il contrario
sia il sottilio
che il sottilio gastrico
che ha i vari
oggi poi abbiamo
l'ecografia, la TAC
la verità
è che chi non usa il drenaggio deve avere
una buona radiologia
questa è la verità
e c'era una volta
Brice Gaillet, chirurgo francese
tra i più performanti
che esistono al mondo
che in una conferenza disse
lui il drenaggio lo metteva neanche
nell'advodenocefalo
e allora lui disse ma scusa ma il drenaggio lo metti mai
neanche? No mai mai mai
ma come si spiega? Si spiega perché
c'è un figlio che fa l'angioladiologo e mi drena
tutto, ah vabbè
è così
fa lavorare il figlio, vabbè
però è così
chi ha una buona radiologia
può stare tranquillo
può stare tranquillo, chi non ce l'ha
si deve arrangiare
Qui abbiamo un grosso vaso adesso che dobbiamo assolutamente sezionare. Poi abbiamo anche qualche volta, ma in genere la gastrottomia totale, utilizzato degli escamotage per allungare l'anza andando sulla terza arcata.
Vediamo qui come possiamo sezionarlo, perché chiaramente uno dei presupposti di questa anastomosi, come in chirurgia open, è la buona vascolarizzazione e l'assenza di tensione sull'ansa che sale.
ecco qua, possiamo andare qua
fammi vedere qua adesso
ok, così abbiamo una visione
voglio vedere dove va quel vaso
prima di fare
qualsiasi cosa
perché posso anche mobilizzarlo così senza sezionare niente
vedi, vado proprio
raso, esatto
comunque si allunga
si, non ci sono vasi importanti
eh si
hai fatto già una buona preparazione
penso che ci possiamo anche accontentare
poi eventualmente
si può sempre ritornare
l'anza la passi transmesocolica?
si transmesocolica
mi piace di più
è più breve e sei più tranquillo
ecco qua
ho sbagliato
da lavare
vediamo un po' che succede dell'anza adesso
si può ripipolare
adesso bisogna vedere che conseguenze abbiamo
sull'anza che volevo portare sopra
Come dicevo prima, eventualmente bisogna fare una resezione di qualche centimetro di ansa e lo scotto che bisogna pagare.
Ok, vediamo un po' che succede adesso.
Ma questa è l'ansa prossimale.
Sì, sì, per cui vediamo se si devascolarizza. Due minuti e si vede subito.
Nel frattempo possiamo già, perché quella, dammi una Giovanna per piacere, vediamo, lascia tutto, rivedo adesso prima di sezionare qual è il senso del traiz, perché dico sempre meglio, come dice Pirozzi, meglio dieci misure, no dammi una Giovanna, dieci misure è un taglio, che dieci tagli è una misura.
e questo è un messaggio per i giovani
allora andiamo sul trance
l'ansia fissa è questa
questa è l'ansia che rimane
datemi una clip
quindi la prossimale
esattamente, quindi la identifichiamo
con una clip in modo che poi
nei vari movimenti non ci perdiamo
identifichiamo con una clip quella che sale
ok
selezioniamo, non mi sembra di vedere
le devascularizzazioni
tirate un po' il trocar
ok, l'unico inconveniente
di queste 60 è che essendo
molto lunghe, a volte
bisogna, ecco qua, ok
non si può mai avere la moglie ubriaca
e la botte piena
la certezza dell'anza che sale c'è data
dalla clip, tira un po'
ok, dammi da tagliare qui
la signora ha fatto questa diagnosi
per un'anemia, ecco perché era una diagnosi
precoce, mi chiedevano, mi date?
lascia, lascia, dammi da lavare
dammi da lavare
adesso prendiamo il mesocolon
ok
quest'anza la mettiamo di qua
il mesocolon lo solleviamo
senza spingere molti in alto
ecco qua il mio passaggio
dammi l'ultracisio
sotto la mia
si vede bene un fogliettino
c'ha un nome quel fogliettino
traslucido, ruotolo
vabbè ma questa aria traslucida
che non la chiamiamo di ruotolo
Franco del Mesocolon, un'area traslucida dal Mesocolon, loro la descrivono perché dicono che sono praticamente le aree in cui non c'è irrorazione della Riolano, vengono chiamate aree avascolari di Riolano,
Cioè quando fai la transilluminazione tutto ciò che è privo di vasi importanti viene chiamata area vascolare di Riolano in contrapposizione alle aree di Riolano che sono di vascolarizzazione. Quindi hanno un nome insomma.
Io ho evitato il nome tuo? Eh? Ti volevi dare il nome tuo?
No, no, no, il nome tuo te l'ho detto.
No, no, è Riolano.
Lascia tutto?
L'area vascolare di Riolano, che è il contrario di dove c'è l'irrorazione.
E sono più evidenti verso la radice del mesocolo che non verso il bordo mesocolico.
Per motivi appunto, come dice il professor Delgenia, di arborizzazione.
vedete l'importanza della clip
che ogni volta
bisogna
andare a ricercare per sicurezza
invece adesso l'abbiamo identificata dall'inizio
sembrano banalità ma vi fanno risparmiare
un sacco di tempo
ok, puoi mollare tutto
ecco qua l'anza che passa
e vediamo se arriva bene
ok
adesso
risollevati un po' il fegato
Ok, prepariamoci un'altra sodduratrice, pronti a lavarsi.
Allora, il senso dell'anastomosi, io incido qui, parte più declive e quasi verticale, eh prof?
Ok, ultracision.
Quindi posteriore.
Sì, posteriore faccio incisione.
Posteriore verticale, isoperistaltica.
Io per anni ho fatto l'antiperistaltica sull'intestino.
adesso prevede tutte le anastomosi isoperistaltiche
lo svuotamento gastrico è importante
per la qualità di vita
siccome questi pazienti sopravvivono a lungo
una volta morivano tutti
oggi è diverso
se arrivava a una diagnosi
ma anche oggi abbiamo diagnosi molto tardi
purtroppo sta peggiorando
un'altra volta un po' di aspiratore
dai
inutile dire che quando vogliamo fare
come dico sempre
un buco e un viscere
abbiamo sempre difficoltà
e quando non lo vogliamo fare
si determina subito
adesso io faccio così
faccio sempre un'incisione
della serosa muscolare
e poi entro, avete visto
con la lama tagliente all'interno del lume
altrimenti si rischia di stare otto ore
e di creare dei problemi
suturatrice, ti tiri un po' il trocar, la parte ampia della suturatrice nell'anza, mettiamo prima la parte più sottile
aspettiamo un po', sono di calibro diverso, la suturatrice è l'unica
Quale suturatrice hai usato?
Sempre la stessa Echelon con la stessa carica. Adesso la ricostruzione manuale, primo punto laterale, lascia il fregato che non serve più, pigliati questa protezione qui così mi riempisco.
Mi sto ricordando adesso quando facevamo le ricostruzioni, le resezioni gastriche, che se ne facevano tante all'epoca, con le dodici cocherine rette e poi con quelle curve dall'altro lato, poi si coagulavano, ma proprio con una meticolosità incredibile e oggi è tutto superato da questa tecnologia straordinaria, sembra preistoria.
Posso? Eppure l'abbiamo visto, perché me lo ricordo, dentro fuori, fuori dentro,
continuo in lino, continuo in catwood, cocherina di qua, cocherina di là,
legature, lacci liberi. E il ferrista, noi eravamo ferristi, aveva un ruolo importante.
Vedi che i ferristi di oggi caricano la sedulatrice e via.
noi tutto a mano, anche la preparazione delle continue, le cazziate, tutte manuali,
l'ultra recensione? Eh questa si è sfilacciato un lago, vedi? Ce la faccio, sì sì, faccio con questo,
dai. No no, lascia un po', andiamo a mettere l'altro angolo, il contrario me lo metto,
perché devo
il famoso fuori dentro dentro fuori
non mi piace
orientiamolo meglio
poca bucosa e molta serosa
quella che regge
mettiamo questo punto
e poi congiungiamo con una continua
questo qua lungo
ok e completiamo
senza tirare molto
di meno
no no non mi piace così
prendi solo questo allora
solo la, esatto, lo tieni in sospensione, perfetto, meglio così vediamo bene la rima
perché andiamo col biloc, non mi fai vedere, mi fai vedere a scatto, non mi piace
non mi fai vedere da sotto, sto contro, non si sente il microfono, no, mi sentite in sala?
si, si, ti sentiamo, dimmi
la mano destra è un po' troppo mediale, per cui ho difficoltà a articolarmi all'interno della mano destra
che è troppo
come dire
centralizzata
per cui non è al centro
mi permette di passare nell'asola
in una maniera
incredibilmente rapidamente
e incredibilmente precisa
no dobbiamo dare una soluzione
prendi qua il suo filo
vediamo un po' se va bene
se ti fai allontanare il moncone gastrico
forse vedi meglio
questo voglio fare però
ho difficoltà
blocchiamolo e tiralo
Perché prendi pure il moncone gastrico?
Lo sollevando, per tirarmelo in alto e passare, perché non riesco a passare.
Ecco, così va bene, però devi prendere anche dietro.
Anche un po' di mucosa.
Un po' di serosa del digiuno.
Il bilocco è un bellissimo filo, però obbliga a ogni passaggio a bloccarsi, a tenerlo.
quindi in trazione perché
no più che in trazione a bloccarlo
perché se facciamo due passaggi
a voto poi dopo
si blocca
prepariamo un sondino
ma non mi dare lo scatto ti prego
ok
tira del
filo
proprio lateralissimo
non riesco a passare un attimo
non riesco a passare bene
ecco qua aspetta aspetta
aspetta, ora ci sono riuscito
sto troppo là, beh, shh, shh
tieni qua, si si, l'ultimo passaggio
lo facciamo a ponta
pronti per lavarsi dopo perché c'è una macchiettina
che noi non vediamo
se io chiudo l'occhio sinistro
c'ho l'occhio destro macchiato
è incredibile
ok, ce lo notiamo con quello
allora adesso
Adesso il filo che normalmente dicono di non annudare, di passare due volte nella parete, io invece lo annudo col filo che ho posizionato come mio terminale.
Abbiamo avuto un problema. Che cos'è qua? What is this? Questo è il filo di prima di... Ah no, non ci interessa.
E allora c'è un altro passaggio, vedi? Ecco qua, tieni qua. Lui va contro male, capito? La pinza la devi mettere, eh, tiri così verso di te, in basso, senza sollevare, in basso. Oh, bravo.
Com'è importante mettere i fili, gli angoli, per capire dove inizia e dove finisce?
Come abbiamo sempre fatto in chirurgia aperta, no?
In chirurgia laparoscopica credo perché abbiamo proprio un problema di visualizzazione dell'insieme. Adesso siamo arrivati.
Non lo possiamo annodare, la calzina dentro ci sta, solo quella del fegato, contate sempre le calzine perché anche il laparo le si perdete, soprattutto il laparo, dammi un tracisio, mi date adesso un blu di metilene per piacere, una calzina bianca a me, che cosa? Lascia.
una garzina bianca a me
solleva il fegato tu
da lavare a me
dai solleva il fegato
datemi da lavare
esatto
via
un attimo solo
dammi da sbarrare l'anza
ok vai col blu
facciamo la prova al blu di metilene
questo
ecco qua vai vai vai ancora
aria aria aria
un po' di acqua a me
ancora aria
questo ce l'hanno insegnato i chirurghi bariatrici
stai stuflando aria
blu
blu di metilene
Vai ancora. Ok. Grazie. Aspiriamo. Contenti? E prof?
Benissimo. Perfetto.
Aspiriamo tutto. Allora io adesso devo mettere un punto qui nel passaggio del mesocolon. Felice.
La nastromosiapite danza, che è una cosa ripetitiva, e estrarre il pezzo con la mini laparotomia.
Allora, siccome adesso stiamo preparando un capparetto basso, questa anastomosi a questo punto lo lascio a Filippo Giozzi, ma credo che fra dieci minuti, sì, un drenaggio, fra dieci minuti li prendiamo. Sono le dieci e un quarto.
Pronto? Pronto, ciao Corcione, sono Di Matteo. Pronto? Pronto, sono Di Matteo, ti volevo salutare. Ieri ha sentito che mi ero un po' lamentato con Giorgio Palazzini perché ho detto la prima volta che non ho sentito il professore Di Matteo.
Non l'ho sentito perché ero impegnato in un altro schermo, qua con gli schermi non ci capisco un granché e poi mi sono assegnati e solamente quando mi impongo posso scegliere, come oggi, però ho un po' ritardo perché ero impegnato altrove.
Allora, ho visto tutta la fase ricostruttiva, bella, dimostrativa, didattica, non c'è nessun problema. Volevo farti qualche domanda per la mia memorizzazione del metodo laparoscopico.
E tu quando non facevi la paroscopia in Open, perché naturalmente avrai una grande esperienza di Open, specialmente in questi campi digestivi che erano quelli preferiti di allora, ecco, facevi sempre la trasmesso colica?
Questa era una cosa che c'è stata tramandata dal mio maestro il professore Califano, quindi dal professore Lanzara, amava sempre la trasmesso colica.
La trasmesso colica, sì, ho capito.
Io ho fatto sempre la precolica, è vero che qualche volta nei malattie particolarmente grassi o in costituzioni in qualche modo irregolari
può tirare un po' l'ansia e quindi sei costretto a fare la trasmesso colica.
Pure è vero però che nel 90% dei casi va bene l'antecolica, anche perché poi nei mesocolongrassi come questo,
poi io sto notando, insomma anche per via laparoscopica non è che sia molto spedito fare questa fissazione.
Ma comunque questo è un particolare nessuna importanza.
Noi negli ospedali romani all'epoca facevamo sempre l'antecolica, mentre all'università si faceva la mesocolica, è una di quelle combinazioni così alternative che l'una classe poi cercava nell'altra.
Poi nasce dal fatto che... scusa dimmi, dimmi.
secondo me proprio nei soggetti
grossi l'antecolica
quando l'ansa deve salire molto in alto
come in questo caso
può avere
una certa mobilità
invece per via
se fosse una via più rettilinea
e quindi l'ansa
ha più di morbidezza
questo è il contraltare di quello che giustamente
diceva lei
All'epoca si faceva la brauna a piede danza per evitare il cortocircuito diciamo.
E quando si può bisogna evitare?
Infatti, sempre la RU, poi negli ultimi tempi anche in Open facevamo la RU e adesso anche nella paroscopia la RU.
Esatto, ma adesso la usi molto spesso il laparo?
Sì, sempre questo tipo di anastomosi prof, quando è possibile ovviamente.
Ecco, ho capito.
No, dico, usi molto spesso la RU a cosiddetto piede d'anza?
Sempre la RU preferisco, il piede d'anza, diciamo, del gastro digiuno di una volta,
no, facciamo la sezione dell'anza, la mobilizziamo come abbiamo fatto oggi e poi il piede d'anza,
secondo RU, ecco, non la bravo.
Beh, non c'è bisogno naturalmente.
Io ti dirò che facevo la gastromosi meccanica gastrodigionale e la facevo sul tipo di quello che tu hai fatto oggi,
facendo una gastromosi chiudendo il moncone gastrico più o meno alto,
poi preparando posteriormente lo stomaco, preparando si fa per dire perché era già preparato,
e poi facendo una anastomosi latero-posteriore rispetto allo stomaco, laterale rispetto all'anza,
quindi che assomiglia moltissimo a quello che tu hai fatto oggi.
Con la sudura meccanica non facevo il secondo strato e poi avevo sempre un po' paura,
nonostante il dato scientifico che la barretta dello stomaco è molto ben irrorata,
avendo sempre paura che quella listerella interposta fra la sutura di chiusura del moncone gastrico e la sutura invaginante meccanica del tenue potesse avere qualche problema di irrorazione, cosa che però assolutamente non si verifica.
Poi sono arrivato un po' tardi e ho visto che hai lasciato un moncone gastrico veramente piccolo, come bisognerebbe fare anche in forme distali della sede del tumore.
Non so se ho visto la linfectomia, prof.
Siamo partiti dall'ilo.
Quando tu stavi pulendo la piccola curvatura e ne hai perfezionato l'infectomia, che era perfetta perché si vedeva proprio il profilo, spesso, della piccola curvatura prossimale dello stomaco.
Grazie.
Allora, ci prepariamo per…
La tua linfectomia che è stata una D2?
Una D2 classica, sì.
Una D2 classica.
Una D2.
Era un tumore a persone di 82 anni, ulcerangolare, quindi neanche un...
Sì, sì, sì.
Quindi mi sembrava...
Il ulcerangolare è ovvio che era abbastanza alta, ecco perché tu giustamente hai fatto la sezione molto obliqua, ho visto.
Esatto, esatto.
Come ho fatto sempre, comunque come ho fatto sempre, anche se non lo costringe, non lo indica la sede del tumore.
Ti ringrazio tanto.
che cosa fai adesso?
10 minuti e incominciamo
stanno già
bene
allora io resto qua
fra 5 minuti mi preparo
il tempo di prendere un caffè
grazie ancora
volevo riprendere
la discussione sulla transmesocolica
i vantaggi della transmesocolica
volevo dire al professor Di Matteo
perché abbiamo avuto questo insegnamento
dalla scuola di Valdoni
Una delle complicanze più frequenti di questa chirurgia è la torsione delle anze.
I punti fondamentali sono un'anza prossimale molto corta, quindi andare il più vicino possibile al traiz.
Il secondo punto è far passare attraverso il mesocolon la lanza, quello che abbiamo imparato nel tempo, perché noi torsioni sull'anza prossimale del colon ne abbiamo viste.
E quindi abbiamo visto delle torsioni dell'anza digiunale prossimale, ma abbiamo visto anche delle torsioni sull'anza che passa davanti del colon, quindi necessariamente più lunga, che può avere a sua volta delle difficoltà di scarico per la torsione che si può venire a verificare.
facendo passare attraverso una piccola breccia mesocolica
a cui sistematicamente comunque viene fissata l'anza che sale
proprio per evitare le torsioni
si guadagna dello spazio perché certamente il tragitto è più breve
poi siamo d'accordo come facevamo le vecchie gastroentero di una volta
che l'anza portata su deve essere sempre messa sulla parete posteriore
Anche per gli stessi motivi, di evitare le deteriorazioni e facilitare lo svuotamento gastrico. Certo è che facendo un'anza verticale posteriore, lo svuotamento che, io mi ricordo all'epoca ci occupavamo di problemi di svuotamento gastrico, che gli americani denunciavano nel 30% dei casi di gastroentero e noi non la vedevamo con questa tecnica.
Ti ringrazio molto per la messa a punto, ma ci sento l'interrogo. Hai fatto un'ottima messa a punto.
Però prima di tutto io parto dalla coda del tuo discorso. Io ho visto fare delle resezioni gastriche in America da grandi chirurghi
e ti devo dire che uno di questi ci mise un 3-4 ore a fare la resezione gastrica
poi sudato e ansante, era un grande crudo della via biliare ma faceva anche molte resezioni
e mi chiamò e mi disse, certo lei si sarà meravigliato, dica di che cosa
perché so che voi la fate molto bene, molto bene
ma noi non abbiamo grande esperienza come voi delle resezioni gastriche
E quindi facciamo una tecnica che può non piacere o comunque è un po' più pesante di quella vostra. Per quanto riguarda il passaggio più breve, ma dipende anche dalla taglia dell'ammalato, dalla condizione di preparazione del colo, dipende da tante cose.
Perché se prendi una persona relativamente magra con un collo sano, poi la distanza grossomodo sarà la stessa, anche perché lo stomaco come giustamente ha fatto Corcione, lo stomaco lo sezioni obliquamente come deve essere fatto a favore della grande curvatura e allora te lo trovi lì, non c'è nessun problema.
Ti dirò un'altra cosa molto importante, che in tempi ormai archetipici, io purtroppo ho assistito, io ero assistente degli ospedali, ho assistito a due casi di torsione retronastomotica dell'anza.
Ecco, torsione significa uno scivolamento, non proprio torsione come noi lo intendiamo, scivolamento.
L'ernia retronastomotica è una cosa seria, una cosa grave, tant'è vero che di questi due manati uno morì addirittura perché si arrivò in ritardo e c'era lo sfacelo di una delle due anze perché si può incarcerare o l'afferente o l'efferente.
Quindi se tu fai passi attraverso il mesocolon, praticamente lo spazio posteriore è minimo, ma i bordi ne sono taglienti e quindi finisce con l'avere la possibilità, nel caso della retronastomotica che è diventata, io credo che non esista più, c'è la possibilità che si strangoli più presto e più gravemente che non se fosse un'ansa piuttosto libera precolica.
L'importante è fare una breccia ampia nel mesocolon e poi fissare l'ansa alla breccia, quindi è ampio, è ampio e si è.
Allora non ci sono più questi spazi virtuali in cui si può incarcerare un'ansa e l'ansa è fissa e non può ruotare perché l'ansa prossimale è fissa dal traiz, è fissata posteriormente e quindi non si muove.
Quindi quando è corta non si muove. L'ansa distale viene portata in alto attraverso un'ampia breccia mesopolica, però viene sistematicamente fissata al meso.
Quindi noi poi, da quando abbiamo sistematicamente utilizzato questa metodica, ma sin da quando ero aiuto dal professor Lanzara, non abbiamo più visto questo incidente che prima ci dava grosse problematiche anche perché mollava il duodeno.
All'epoca che facevamo le suture manuali mollava il duodeno e noi di chirurgia gastrica ne facevamo tutti i giorni perché noi operavamo, minimo c'era un ulcere da resegare.
Il problema dell'ansafferente era sempre lo scarico dell'anastomosi, allora era molto importante evitare le torsioni.
Felice? Felice? Professore Pirozzi? Professore Felice?
E' bravo, è veramente bravo. Se non sente, è una persona molto preparata, bravo.
Professore Rotolo? Felice? Sì, bravo, buongiorno.
Hai sentito che diceva il professore Delgenio? Sì, sì, ho scordato tutto, ma non mi ero
microfonato, ma adesso mi hanno messo il microfono. Quindi stiamo vedendo te, stai facendo questa
Stiamo facendo un attimo l'eredanza, mettiamo come sempre i punti angolari e poi faremo con la continua, con il buloc, la chiusura della breccia di servizio.
dica
se ci sono delle domande da fare
perché penso che adesso
dall'altro lato
e quindi poi vi collegherete
con il retto
senti
questo paziente dopo
anticipaci qualche cosa
visto che poi non c'è tempo
questo retto è uomo o donna?
questo paziente è felice?
un downstaging
con un passaggio
da 7 a 10 cm
della lesione
quindi quando poi
Franco opera
già ci trova preparati
siamo stati informati
e quant'anni ha?
possiamo far vedere un attimo
se voi volete
la diapositiva
vogliamo mandare
un attimo
no no
possiamo dare la diapositiva riassuntiva
in modo che nel prossimo iniziate in cartucce arrivata perfetti modo che
adesso ci portano un microscopio che profondo che un sito è vero con il mare
tuo dice il fondo delle positive tutto come il tuo mare il nostro colore che ci
ci caratterizza, diciamo così, volevo, vabbè dammi il blocco, va bene, va benissimo, ah
perfetto, perfetto, la, state leggendo la, no è troppo piccino il carattere, per cui
non ti vogliamo disturbare, continuiamo a vedere quello che fai, vabbè allora faccio
una cosa, se c'è da, mi puoi pigliare un attimo, la cartella della signora, in modo
ti diamo anche l'età e tutto, possiamo vedere queste cose? No, dell'altra signora, non della
signora. Però è giusto fare un commento alla giornata di oggi, all'intervento che
abbiamo visto e che ora stai completando egregiamente. Io ritengo che sia stata una bella, utile
giornata perché abbiamo avuto la fortuna di avere un grande chirurgo come Franco Corcione,
perché abbiamo avuto la fortuna anche di avere un commento in diretta dal più grande
che abbiamo in Italia che conosce l'anatomia come nessuno conosce forse al mondo, abbiamo avuto la fortuna di avere anche il commento del professore Di Matteo sulla cui esperienza c'è poco da dire e abbiamo visto anche l'utilizzo di questa nuova tecnologia tridimensionale che veramente rappresenta un indubbio vantaggio.
E quindi possiamo essere più che soddisfatti e credo che l'uditorio sia rimasto molto contento. Quindi complimenti a voi, a professore Corcione e a tutta la sua equipe e complimenti a Palazzini per aver organizzato una seduta così interessante.
Ok, adesso facciamo questa sudura in continuo, ovviamente partiamo un po' più arretrati perché non viene fatto un nodo, ma si passa soltanto attraverso l'asola e quindi non è molto attenuta e quindi preferiamo sempre passare un po' più arretrati,
in modo che sia questo passaggio
quello che determina
la tenuta
della sutura
e quindi lo fa già in
una parte
di sutura
già chiusa
facciamo sempre
un'extra mucosa
così grazie
Date di nuovo la scheda, la scheda la mandate per piacere, lateralità verso di me, mi date il microfono con la sala, lateralità spiccata per piacere.
Non si riesce a leggere la diapositiva, è un po' confusa, non è messa a fuoco, non è messa a fuoco, viene sfumato.
Signori, vai, vai, vai, vai, mi date l'audio, l'audio, mi sento lì tra l'altro, ti sentiamo, ti sentiamo.
Benissimo, allora ho preso un caffè e riprendo, avete la diapositiva, però ve lo spiego io, una signora giovane non italiana, filippina,
che ha scoperto di avere questo cancro del retto, che la prima assaliazione era piuttosto importante, era un T3N1,
ha fatto quindi Radiochem un tumore a 7 cm, ha avuto una buona risposta, alziamo un po' il tavolo perché è risalito anche di un centimetro ma ha avuto anche una riduzione dello stage che adesso dovrebbe essere un T2N1 e quindi intervento adesso a due mesi dalla fine della radioterapia.
L'intervento che è iniziato con l'identificazione di quello che è il landmark che tutti possiamo ritrovare, cioè il TRAITS, anzi che è iniziato col posizionamento di 5 trocars, il trocar dell'ottica, ottica 3D.
Ci fai vedere le immagini interne?
Come no, l'esterno per piacere.
Ecco, avete l'esterno?
Sì, abbiamo tutti e due, sì.
Perfetto, allora, il trocar dell'ottica 3D che è un po' più distante dall'ombelico rispetto all'esterno.
Però non sono inquadrati i trocar.
Non vedete i trocar?
No.
E che vedono allora all'esterno?
Regia, stai inquadrando i trocar?
Io ho qui il cameraman con i miei.
E allora non arriva.
Che vedete all'esterno?
Vediamo una ragazza, vediamo.
Una ragazza?
No, chi è?
Ora vediamo i trocar, ma non vediamo l'interno.
Vabbè, adesso mi fermo per l'interno.
Allora, il trocar dell'ottica è al centro dell'addome, ripeto, un po' più spostato perché la nostra ottica non è angolare,
è quella articolabile, quindi è un po' più lunga, un po' più difficile da manovrare, quindi ci allontaniamo un po' di più rispetto al normale.
Poi abbiamo un trocar da 5 sull'ombericale trasversa molto laterale del fianco sinistro che serve all'aiuto e solo a me nella fase di preparazione della flessura, un trocar da 10 sovra pubblico laddove avverrà l'incisione per la preparazione dell'anastomosi e per l'estrazione del pezzo e che servirà per anche la sezione del retto e anche nelle manovre di scissione del mesoretto.
le mie mani destra e sinistra come nell'emicolettomia sinistra
qui noi disegniamo, l'ho detto anche ieri
perché col pneumo peritoneo molte volte non è facile
identificare l'esatto punto di un'eventuale idiostomia
che un soggetto che avrà l'eccezione totale del mesoretto
ha fatto radiochemio, probabilmente andremo a posizionare
con un protocollo che poi dopo vi dirò
quindi abbiamo iniziato l'intervento
con il posizionamento di questi 5 trocar standard
che sarebbero i quattro dell'emicolettomia sinistra
più un quinto che noi aggiungiamo
quando dobbiamo scendere verso il pavimento pelvico
quando dobbiamo affrontare il retto
che per me è un insieme di due interventi
l'emicolettomia sinistra più il secondo intervento
che è un vero intervento che è l'eccezione mesoletta
e devo dire che ancora oggi molti confondono retto con colon
ritengono che una volta arrivati sul promontorio
Poi togliere il retto è facile e invece è una delle cose secondo me più difficili che esistono in chirurgia e devo dire che io ho tratto molto benefici dagli insegnamenti che direi due o tre volte all'anno.
li riceviamo da Bill Hild che è quello che ha messo a punto perché non è stato poi il primo a pensare al mesoretto ma è stato quello che ha sistematizzato l'importanza dell'ecissione del mesoretto, del cancro del retto e quindi questi insegnamenti noi chirurghi più giovani abbiamo fatto dei notevoli progressi in questi ultimi tempi.
Allora, penso che le immagini esterne siano sufficienti. Possiamo entrare in addome. Io mi ero fermato. Adesso mi dite se avete le immagini dell'anno.
Sì, sì, lo so.
Perfetto. Allora, le immagini addominali vi fanno vedere la joanne dell'aiuto che sospende il mesocolone in alto. Qua si vede il pancreas.
il traiz che noi andiamo
come ho fatto vedere ieri
a lateralizzare
perché in questo modo
anche se qui si vede bene
abbiamo una migliore mobilità dell'avena
mesenterica che appare subito
al lato del traiz
ecco qua adesso
l'abbiamo rettilinezzata
mi va bene così
a questo punto
vediamo se qui c'è da fare qualche altra cosa
l'aiuto che adesso sospende il mesocolon
l'ammalato adesso è in decubito laterale destro, le anze sono scivolate verso di me, ok, adesso l'aiuto che tiene sospeso il mesocolone, lascia il mesocolone che vedete va bene così e sospende l'avena mesenterica, no, no, no, l'avena mesenterica, scusa qua, qua c'è un po' più giù, stringi poco, adesso perché l'avena mesenterica?
Io prima partivo dal basso, invece mi sono reso conto che il riscontro di una dissezione atraumatica al di sotto della vena è quello che permette a chiunque, vedete io non coagulo, di ritrovare, eccolo qui, già lo vedo, il piano di dissezione tolgerota, eccolo qui.
E' il modo più semplice, meno rischioso di trovarsi sul piano giusto senza difficoltà. Si solleva la vena, si ritrova quello che il ruoto lo definisce il sacco della transversalis e qui comincia il nostro intervento.
Quando abbiamo ritrovato questo piano abbiamo già per noi soddisfatto una parte delle difficoltà che si possono avere in laparoscopia perché una volta ritrovato questo piano non è difficile proseguire questa dissezione.
venire sempre con manovre di trazione e di controtrazione utilizzando
alternativamente destra e sinistra come vi farò vedere tra poco
aspettate qui c'è un po' di... mi sembra gigante... e alternativamente le mani
destra e sinistra per sospendere ancora meglio la una calzina a me per piacere e
questo è il nostro piano di sezione quindi le manovre devono essere dall'alto verso
Il modo più semplice per imparare a riconoscere questi piani, il modo più semplice per eseguire una dissezione che deve essere safe, sicura e quindi proteggere tutte le strutture retroperitoneali.
Andando avanti in questa dissezione in senso mediale-laterale noi non abbiamo necessità di andare a ricercare l'uretere o altre strutture perché sono sicuro che è al di dietro di questa fascia.
vedete senza coagulare
io preferisco un po' di
una goccia di sanguinamento
piuttosto che andare a coagulare
e quindi andare a determinare
poi delle
ecco delle discontinuità
del gerota stesso
e quindi proseguo
in questa mia dissezione
blunt dissection
ecco qua, nel momento in cui ho
individuato bene il piano
mi porto al di sotto
della corda, vedete
qui si vede bene la signora è magra e compliacente l'arteria mesenterica ma se non l'avessi vista
ero sicuro che sotto questa corda andando a sezionare in senso mediale laterale avrei trovato
l'arteria altro elemento importante da non trascurare perché nei soggetti obesi è importante
come è successo ieri quando si hanno difficoltà si deve andare medialmente all'arteria iliaca che
che si individua qui, si va ad aprire il peritoneo sollevando l'applica di Gruber, non sento ruotolo.
C'è poco da dire.
No, tu c'hai sempre tanto da dire, quindi un po' di garzino per piacere, un abipolare.
Lui incide questa plica mesenterico-mesocolica che fa da repere, perché uno non può toccare,
anche se chirurghi esperti come Corcione ed altri, a forza di lavorare con lo strumento,
riescono ad avere una sensazione tattile peraltro mediata, almeno mediata. Comunque
apre questo peritoneo, solleverà il meso sigma e sollevando il meso sigma solleva di
fatto l'arteria mesenterica inferiore. Sotto la vena ha fatto una finestra, finestra venosa,
sotto l'arteria una finestra, finestra arteriosa che normalmente è socchiusa. Qualcuno dice
se c'è il vento della pneumodissezione si apre, perché l'accollamento dove va il puntatore,
un fioco, fa vedere la finestra sigmoidea, quindi mesenterica inferiore arteria, corda
della mesenterica inferiore, finestra sigmoidea, sul piano sottostante allo strumento c'è
l'obsorse e così via, lo vedremo.
Allora come vedete io ho disegnato questa linea e al centro di questa dissezione mi
ritrovo sicuramente l'arteria mesenterica che è sempre circondata da tessuto linfatico che devo
riconoscere e preparare sezionare se voglio evitare poi di se voglio avere un buon corretto
posizionamento delle clip perché su questo tessuto eccola qua su questo tessuto linfatico le clip
ovviamente non hanno capacità di tenuta e quindi o di utilizzare una suturatrice una suturatrice
vascolare che non mi piace, oppure devo denudare l'arteria, come state vedendo, per il posizionamento
della clip e la sua successiva sezione. L'angolo che si forma tra questa arteria e la orta
è la xilla addominale di Bacon, dove appunto c'è la stazione di linfanodi che se coinvolti
sarebbero un N3. Ecco che lui prepara l'arteria, la diabiantiziata. Quello che afferra adesso
è la colica sinistra che sale con la vena mesenterica inferiore, si chiama arco vascolare di Traiz, questo che indica il puntatore e che la gioan tiene verso l'alto.
Allora sto a un centimetro neanche dalla orta, ho denudato l'arteria mesenterica, vado a mettere la clip di protezione.
Guardate come fa la mesenterica, è fondamentale, vedete adesso lui che tira, mentre la mesenterica inferiore va verso il basso, la colica sinistra verticale e poi verso l'alto.
Adesso un altro punto chiave di questa dissezione, vedete che qui ci sono i nervi che decorrono dietro l'arteria, eccoli qua, si vedono bene?
Sì, li indichiamo.
O perlomeno noi li vediamo benissimo con la nostra...
Sì, lo stiamo indicando col puntatore.
Vedete adesso lui porta i nervi al destino di stave e seziona quelli verso l'arteria mesenterica.
Per cui il segreto è andare a stretto contatto con l'arteria e in questo modo, sempre con quelle manovre che vi ho detto, eccolo qua il nervo, con queste manovre, noi adesso andiamo in modo atraumatico a congiungere il piano che avevamo già predeterminato qui della discezione torsionale.
del gerota, con quello che si è ovviamente discontinuato intorno all'arteria, perché
l'arteria viene dall'aorta in un piano extraperitoneale e quindi qui a questo livello noi abbiamo
una discontinuità del gerota. Il nostro obiettivo adesso è di ricongiungere il gerota
che integrò, che abbiamo preparato dall'alto, con quello che deve continuare a contornare
lo spazio dell'arteria e quindi facendo queste manovre, vedete adesso sempre di trazione
e di contrattrazione, noi ricongiungiamo i due piani e ci portiamo di nuovo a continuare
quella dissezione che avevamo invece stoppato perché non potevamo continuarla in quanto
avevamo la barriera dell'arteria che ci impediva di progredire in questa dissezione.
La dissezione è che, come vedete, se trovate bene il piano, è una dissezione in un piano assolutamente avascolare.
Ma sono quei piani di clivaggio che, ad esempio, il professor Baldoni nel suo libro e qui no,
dicono piani assolutamente avascolari, c'è qualche rametto del sistema di Rezzus e poco più,
e che sono appunto in grado di separare i compartimenti.
C'è una ciste renale.
Vedete qua su, che traspare.
Non bisogna mai stancarsi di continuare a preparare questo piano e di portarlo sia in alto verso il pancreas ma soprattutto in basso perché una delle cause di lesione dell'uretere è proprio quella di una mancata preparazione del gerota a questo livello.
Si è convinti che preparandolo qui abbiamo salvato l'uretere, invece l'uretere si lateralizza e se non prepariamo questa gerota lateralmente, poi quando andremo per via lateromediale a preparare la doccia parietocolica potremmo determinare una lesione dell'uretere.
E' un punto chiave di questa dissezione. A questo punto andiamo in alto, prima di scendere verso il vaso, andiamo a sezionare l'avena e a mobilizzare completamente la flessura. Esci un po', vai dall'alto, dall'alto per Luigi.
Ok, la vena è qui, qui abbiamo un ramo, come ieri Francesco, un ramo della colica che va sul pancreas, eccolo qua, lo vedete?
Sì.
E' buona norma assolutamente non sezionarlo.
Questo è il dutto meseraico di nuotolo.
Di patelli, di patelli. Io di me non c'è niente proprio.
Prepariamo la vena mesentere che è in alto sul pancreas.
Ok, una clip. Questa arteria sta qui, riesce di andare a fare quello che facciamo sempre, cioè una operazione sul pancreas mediale laterale, probabilmente al basso.
sta parlando un attimo
il professor Palazzini
quindi ascoltiamolo
vuole sentire se è contento
no
questo mi dà la forza
per essere intervenuti
con il numero 8 congresso
come avete visto ormai
l'attitudine di questo congresso
è che ogni anno partecipo la tifta
per forza di essere noto
ma potete essere utili
anche nell'ambito
e quindi avete visto ieri
che ha parlato con gli altri
di America
oggi abbiamo una tizia
penso che sia la prima volta
qui in un congresso
nel 1530
per esempio
si parla di un personaggio
che è per un paio di 23 anni
un personaggio che molti di voi
la parte di sotto l'uomo
pensate che vi inserite
è un uomo che ha vinto
7 campionati del mondo
e quindi ci ho tenuto in modo
particolare perché qui vivendo a Modena, da un pochino più compresano, forse se mi
permette di farlo al centro del mio ringraziamento, mi fa particolarmente piacere presentare
l'ingegnere Marzola, che ci trae le razze, alcune cose molto interessanti, che spero
di averlo ancora, magari a maturazione della difficoltà di sminizzare, e gli darei un
Per letto, pure prima.
Grazie.
Anche perché sapete che io sono una personale che non sia una persona, credo che la tecnologia sia così. Grazie e da ora, da ora a tutti, e ovviamente sento un po' d'orgoglio, come vi dicevo, si affincerà con le sue caratteristiche.
sentiamo
Franco
eccomi
vediamo che stai distaccando
il mesocolon dal margine
del pancreas
che praticamente
si sta riportando
per liberare sempre più
l'angolo colonico
la flessura
quindi vediamo pancreas
adesso togliamo questa garzina sporca
gerota verso il basso
tolte verso l'alto
ok, è tutto preparato
adesso togliamo la garzina
e ci mettiamo una garzina pulita
che va a coprire
una garzina perché
quando poi passerà di lato
e poi si riporterà
in senso lateromediale
e dal basso
verso l'alto avrà la protezione
della coda del pancreas
quindi dell'ilosplenico
da ogni eventuale insulto
che la distensione potrebbe comportare.
Diamo un senso laterale e praticamente è abbassata la funzione.
La doccia parietomolica, la linea bianca di Toll de Monc e quindi lo scollamento.
Parte proprio dalla regione iliaca e risale su piano piano.
La regia mi dà un po' le immagini esterne perché adesso devo far vedere questo movimento importante.
Voi vedrete che man mano che va verso l'alto si porterà più vicino al colon e poi ha chiesto la cartuccia perché attraverso la porta per lo strumento che servirà alla discezione, completare la discezione, vediamo un istante come introduce lo strumento nel porte di sinistra.
E' chimosi determinata dalla mia dissezione posteriore, quindi eccola qui, vedete? Quindi io vado a ricercarla per entrare in questo spazio.
Franco, Franco, Franco, il corcione? Abbiamo solo l'esterno adesso, vediamo che manovri le mani molto bene, però dentro non vediamo niente. Il professor Tricarico si è seccato, capito?
il professor Nunzio si è seccato
adesso vediamo in cartucce l'interno
l'interno?
vediamo in cartucce l'interno
il professor è tricarico
no, ha detto, dice io sono venuto fino a Roma
mi fa vedere qualche cosa
si è un po' irritato
ecco qua
ciao Franco, buongiorno
ciao Nunzio
non è vero che mi sono irritato
era giusto un'osservazione
per far vedere la tua maestria
e la preparazione così brillante
ho guadagnato il paradiso
allora
vado con questo strumento
adesso nel trocar
laterale
mentre l'aiuto
mi tira, mi sospende
un po' il colon verso di me
il colon discendente, vedete
io vado a recuperarmi il trasverso
con l'ultracision
non vado
questo è un messaggio importante, non vado
Vado a staccare l'epipron dal diaframma, ma vado qui come se fosse una sorta di scollamento con l'epiproico da completare, in modo che vado a perfezionare quello che facciamo già dall'alto.
Franco, potremmo invertire le immagini, avere in cartusce se vuoi la parte esterna e invece all'interno la cartusce mandiamola all'angolo supero esterno destro.
lascia la tua manina perché non c'è niente alla tua manina vedi
allora vedete io vado qui vicino al colon e quella garzina che abbiamo
posizionato sul pancreas mi servirà da linea guida sul passaggio sul pancreas
e quindi mi protegge il pancreas
in questa disezione finale
l'ottimo step
eccola lì la garzina
so che il pancreas è lì sotto
quindi non ho problemi
e vado a completare questa mobilizzazione
che è un tempo fondamentale
ecco in questa parte sta incidendo
il freno codico
perché si vede che sta sotto la minza
ma viene inciso
il legamento freno codico
ok
e poi l'epipron
fa la culla
della milza
con la varietà
bene effetti
questa calzetta
si protegge il pancreas
adesso la dissezione
è completata
vedete tutta la flessura
adesso è lontana dalla milza
il pancreas è libero, il gerote è integro
e a questo punto
un dettaglio
vedete dove c'è la cisti
quel piano giallo rosio
è il piano di Gerota
e se si porta verso il basso
il giallo che compare
è l'aspetto posteriore del mesocolon
che si chiama fascia mesocolica
di Tolde
che sarebbe l'aspetto posteriore del mesocolon
qui deve ancora completare
la doccia parietocolica
verso quello che si chiama recesso sigmoideo
comparirà tra poco l'obsorse
e le strutture di vicino
approfitto di questa posizione per
completare questa dissezione
per quando posso lateralmente
appena appena la tua voce
Francesco che dici?
il professor Di Matteo stava parlando di questo
recesso di Ionesco
o Fossetta appunto che sarebbe
questo al livello
del sigma
Per il peso del sigma la teoria è che l'accollamento tol de gerota sia modesto, anzi il tol sia molto scarso, insomma c'è una zona di facile scollamento perché c'è un recesso, cioè il recesso in embriologia e anatomia è il contrario della fusione, è la mancata fusione, quindi l'accollamento dei tessuti rende più facile la separazione, l'accollamento blando.
Ok, andiamo di là. Adesso prendere il buco spinto per piacere, prendere il buco spinto a questo punto, solleva verso di te, ok? Un po' più in alto, se no ti fermi. No, no, scusa Stefano, qua devi prenderlo, vedi? Piccina, entra pure tu.
Ok, ritorniamo sulla nostra dissezione verso il basso, teniamo presente il nostro landmark che è l'iliaca esterna, poco a poco, sì, e poi mi date una garzina, che quella l'abbiamo tolta, basta, basta.
Quando lui incide questo peritoneo, vedete che va dal mesentere al mesocolon e viene chiamata plica di Gruber, cioè è un punto di lepre perché uno sa che incidendo in questo modo cade sul piano della orta.
Qui è la testa, ovviamente, qui i piedi, in alto sinistro, in basso destra.
Approcciamo il retto.
Ok, molla tutto.
tutto. Quello è il problema, se no non mi espone. Iniziamo dai due lati e meglio è,
più capacità di portarci nel piano giusto e quindi affrontare bene. Adesso preparatemi
il lago per l'utero, sospendiamo anche l'utero. E lì vedete come dicevo prima, se non si
prepara bene in questa fase c'è il rischio di...
Questo punto che dice Corcione viene chiamato dagli urologi il punto di repere per l'uretere nella dissezione laterale, recesso sigmoideo.
Allora la 3D adesso fa la differenza, ovviamente non possiamo trasmettervela questa nostra sensazione di magnificenza delle immagini,
credo che comunque vi giungano delle buone immagini.
ok
adesso un punto per l'utero
per piacere
adesso come lui solleva
il fondo dell'utero
compare il cavo di Douglas
che è appunto il cavo per definizione
retto uterino
adesso questo punto
di sospensione
quello è il legamento rotondo laggiù
poi tra un pochino
ci fa vedere la tuba
E' importante la sospensione perché non tanto per l'esposizione, perché abbiamo una mano in più, vedete abbiamo il trocar sovrappubbio, ma perché ci tende la vagina, quindi quando entriamo nello spazio vaginale ci facilita quella discezione, qualche volta è più dolosa e crea traumi.
la stessa, una garzina
aspiratore prima
devi prendere qua e tirare, vedi qua
un po' più in alto, ecco qua
stringi bene, tira in alto e sospendi
ok
prepara il pinoz per la dottoressa
il pinoz sarebbe
quel tamponcino montato, perché pinoz
è l'unica parola americana che so
significa nocciolina americana
e il tamponcino
montato, questo pinoz
gli servirà per una dissezione
molto plant, però voi vedete che lui farà discezione smussa e anche discezione sharp, a seconda dei momenti.
Si vede già il giallo del mesoretto che è diverso dal giallo del meso, dell'epiplon, perché è un giallo, vedete, sembra quasi pancreatico, si vede subito la differenza qui, questo è l'approccio al mesoretto.
Questo è il promontorio sacrale e da qui comincia lo spazio presacrale retrorettale,
quello che poi Hilde chiama l'holy plane, cioè il piano sacro, cioè scivolare tra questo complesso che sarà retto-mesoretto
e della decisione del professor Di Matteo, complesso-retto-mesoretto, rispetto al piano parietale.
È un piano sostanzialmente avascolare, sta a trovarlo, e l'holy plane nel senso di piano sacro,
only play nel senso che è l'unico
piano veramente da seguire
per essere radicali
non so se il professor Di Matteo
mi ascolta
però io dico sempre che una delle cose più belle
da cui ho imparato molto
è stato quel suo
video, quella sua descrizione
ma soprattutto la sua dimostrazione
in chirurgia
chiaramente open dell'epoca
quindi ancora più da apprezzare
su tutta l'innervazione
del mesoretto
e di tutto quello che può succedere
in una dissezione di questo tipo
ti ringrazio moltissimo
ti ringrazio
ci ho dimenticato
ma ormai sono passato di moda
tu sai fare tutto
ce l'ho conservato
è molto bravo a fare tutto
ci sforziamo
tra un pochino mentre
Corcione scende giù
Questo aspetto giallo che vedete, per un'indentazione dovuta a strutture connettivali, formerà come due chiappe, Bat-Clay, che io conosco solo il romano, comunque le natiche di Hill.
E su un libro lui scrive le natiche di Hill, che insomma, non so, molto belle, penso.
Corcione, naturalmente io vedo che tu sei perfetto nella dissezione mesorettale posteriore, che è poi quella più importante.
E soprattutto hai richiamato la necessità e l'opportunità di lasciare integra la fascia mesorettale.
Quando è possibile ci sforziamo, prof, non sempre.
Lo so perfettamente e mi pare che ci stia riuscendo anche oggi.
La mia domanda è questa. Che cosa pensi di quei metodi particolarmente recenti, di larga sperimentazione, ma comunque che vanno progredendo nella convinzione di molti chirurghi,
che prevedono addirittura nell'intervento endocanalare per tumori del retto che abbiano una certa caratteristica sulla quale non mi soffermo.
Che cosa ne pensi della discontinuazione mesorettale che dall'interno del retto si fa per asportarne una parte o addirittura il tutto per via pre-sacro-coccigia?
Quella forse, l'asportazione mesoretto presa coccigio, probabilmente rispetta un po' questa prudenza di lasciare integro la fascia mesorettale, anche se poi in pratica la rispetta non completamente.
Ma altre formule per cui attraverso la parete rettale, avendo asportato un tumore per cui ci sia indicazione, poi si discontinua in maniera grossolana e anche profonda il besoretto,
tanto ad asportarne, secondo la dichiarazione degli autori, una consistenza piramidale che ha la base sulla concavità sacrale e l'apice verso il lume rettale.
Non è anche questa una discontinuazione tanto più grave in quanto si fa dall'interno del retto? Grazie.
Le apre la discussione su un campo che sembrava standardizzato, sembrava addormentato e poi recentemente ha avuto tutta una vitalizzazione grazie a queste nuove proposte terapeutiche,
ma nuova tra virgolette la transanale, la TME, poi alla possibilità di trattare il mesoretto dal basso per via transanale,
la possibilità di usare la NUTS per entrare in cavità e quindi per trattare sempre l'ecissione del mesoretto,
L'obiettivo è sempre quello e devo dire che sono affascinato da queste evoluzioni e quello che sto cercando è di selezionare i pazienti per valutare l'efficacia dei trattamenti trans-anali, non tanto l'escissione trans-anale, a quale credo, ma credo soltanto per un numero limitatissimo di indicazioni,
Quando proprio per l'escissione del mesoletto in combinata con l'approccio laparoscopico per la parte alta. Quindi è un campo sicuramente tutto in divenire, uguali ripeto ci sono ancora poche esperienze, ma lo stesso Hild che notoriamente è un tipo che con un po' la sua mentalità inglese impone,
Un po' perché chiaramente è colui che ha tutto l'interesse a portare avanti sempre solo il discorso mesolettale, però davanti a queste innovazioni dichiara tutto il suo entusiasmo e ovviamente tutto il suo interesse per portare avanti delle innovazioni anche in questo campo.
Io qui sto cercando di procedere il più possibile per via posteriore utilizzando una garzina che mi sospende il mesoletto per evitare quello che purtroppo in laparoscopia è una costante, cioè la lacerazione della fascia mesolettale che assolutamente bisognerebbe evitare perché è uno dei fattori prognosticamente sfavorevoli in questi pazienti.
e quindi il pinoz, la garzina
servono esattamente per
evitare queste
lacerazioni
comunque Franco tu stai facendo
quella che si chiama la dissezione
mesorettale posteriore
ci sono delle strutture che non abbiamo visto
però lui nella testa se fa questo
intervento ce le ha chiare
quella che si chiama la cartografia
esempio sul piano del promontorio
rispetto a Rezzo
lui si è tenuto qui distante
tutto ciò che è sul promontorio
i lipogastrici che stanno scendendo e che poi circondano il retto mesoretto sono stati sicuramente preservati, però lui sta scivolando un po' sui lati, un po' di dietro, vedete la diserzione è posteriore, laterale e anteriore, però non in modo ortodosso, è stata molto posteriore, adesso fa un po' di laterale superiore, va verso il Douglas che nella donna viene inciso non come nell'uomo più a ridosso della vicenda, ma proprio nel vero Douglas,
perché non c'è necessità di andare davanti alla dénonvillée che è tipica dell'uomo.
E quindi lui sta lavorando a ridosso del retto perché sa che gli ipocastrici, che magari ancora non ha individuato,
sono lì a ridosso e circondano a fionde il retto.
Quindi tutte le tecniche che diceva il professor Di Matteo, il professore Ilde Corcione,
però non possono prescindere dalla conoscenza precisa dei piani, che io affronto il mesoretto dal perineo, intraluminale o meno, io il suo decorso, la sua composizione, le strutture che passano vicino, i nervi, le arterie, sono sempre quelle, quindi non posso scappare da queste conoscenze, più le conosco bene, più posso fare anche delle vie più rapide, ma sempre guidate dalle conoscenze assolutamente precise, se no non esiste.
adesso incide il Douglas
è bene assurdo quello che è
il nostro pensiero
va nello spazio di retto perdico
sottoperitoneale
quel giallo che vedete
con il pinocchio che spinge
è il retto perdico sottoperitoneale
che dal Douglas va al piano degli elevatori
sono 4-5 cm di roba
circondata dal tessuto
cellulinfograsso
che è il cosiddetto mesoretto di Hilde
periretto di Valdai e Rodiglionesco
Questo tessuto, come dice il professore Di Matteo, ha una sua relazione a come cent'anni prima disse Gerota, ci sono i linfonodi che sono i primi linfocentri che drenano la linfa dalla mucosa di questo retto, quindi sono i primi linfonodi, pensate al sentinella dell'ascella, in cui la linfa impatta e sono contenuti all'interno della fascia mesorettale.
Dice giustamente Hilde, se invece di portare via il retto in modo conico come verrebbe comodo, visto che l'addome lo pretende, faccio cilindrico, cioè faccio un blocco, come vedete anche nella relazione del professore che risale ormai a 15 anni e passa, ebbene penso di aver fatto una cosa oncologicamente corretta.
Allora l'esposizione della nostra linea incisione avviene con una massima esposizione del mesoretto e nel tentativo di andare su spazi assolutamente avascolari proprio perché è l'unico sistema per non danneggiare il mesoretto e nello stesso tempo non entrare sui nervi, soprattutto i nervi adesivi.
Ecco, per quanto riguarda i nervi, quella che si chiama la cartografia della pelvi, voi vedete questa gioanca che sta qua su, qui pensate che c'è il plesso ipogassico superiore, da cui parte, come dice il puntatore, due nervi.
Ecco qua, questa è la destinazione rettale, quindi lo dobbiamo sacrificare.
che circondano il retto
poi sulla parete laterale della pelvi
c'è il plesso pelvico
che è equidistante dalla parete del retto
dove c'è quel tampone che spinge
Franco deve stare equidistante
tra il retto e il tampone
che nasconde il plesso pelvico
qui può incocciare un'arteria rettale media
che è molto frequente
al di là di quello che si pensava prima
e che è un altro landmark importante
ma tutto si basa su una cosa
che viene nella testa
altrimenti
volete chiamare Milcare
qui già si vede
come se non ci sta
si comincia a vedersi un ipogastrico
perché dopo un po' di tempo
si rivelano
dica
professore Di Matteo
io sono un po' vecchio disgraziato
va bene
professore di liceo
professore di liceo
di liceo
o non esistono cosa gli anni del vento allora non è che dunque il concetto è questo qua adesso
tu stai dimostrando una cosa che la dissezione meso rettale condotta nel piano oli plane tra
la fascia meso rettale la fascia presagrale è un piano sciolto perché tu sei bravo hai usato il
Pinoz, hai usato la coagulazione con estrema cautela, ma il piano è all plane, quindi
è quello il piano. Sui lati tu vedi che stai lavorando per cercare di liberare il retto
dai suoi ancoraggi laterali, chiamali come ti pare, ali del retto secondo la teoria
classica, peduncolo neurovascolare secondo il professor Nano che dice che dalla parete
pelvica dove c'è il presso pelvico vengono i nervi per il retto e poi c'è l'arteria
rettale media che veda l'irriaca interna
quindi sono strutture
che travalicano e passano
verso il retto, su questo non si discute
tu mi devi dire se esiste in natura
un nervo o qualche cosa
o un esercito che va senza genieri
cioè la sera i soldati che fanno
muoiono, non dormono
cioè ogni struttura nervosa
e vascolare è sostenuta
dal connettivo per definizione
quindi qui ci sono degli attenzamenti
laterali, allora tu che fai scuola
ecco qua si comincia a vedere forse
Tu che fai scuola devi dire sui lati, stati attenti perché posso danneggiare il presso pelvico, devo mantenermi equidistante, vedo l'arteria bella robusta, vedo i nervi bene, non importa, quello poi è un fatto epicritico.
quindi è un punto di condensazione
è un punto critico
perché è la parte più difficile
della dissezione, perché qui freghi
il plesso pelvico
che giace sulla parete laterale della pelle
4 cm sopra gli elevatori
2 cm sotto l'uretere
e non sono numeri così a caso
all'altezza della vena uterina profonda
quindi, allora se tu ti mantieni
qui distante come stai facendo adesso
tra parete del retto e quello che porti verso l'esterno
tu
Tu trasmetti alle più giovani, vedi le strutture che tu stai separando qua, le stai preparando,
tu vai cercando di rispettare tutto ciò che può essere rispettato.
Questa è una struttura che va in questo senso e tu sezionerei così.
La dissezione mesolettale posteriore sarà completa quando vedremo il rosso dell'elevatore,
il muscolo coperto da una fascia.
Laterale anteriore, qui sto sul tumore perché sento la parte rigida, eccola qui,
Qui entra dentro l'ottica, il tumore ha avuto un buon downstaging, vedo perché non vedo affiorare massa, ecco, congiungiamo la nostra linea di distensione anteriore e dicevo adesso si attesta sugli 8 cm dall'ano, quindi significa che comunque è una buona eccezione del mesoretto.
un'altra cosa va detto
il retto che è avvolto dal mesoretto
è un retto pedico
sottoperidoneale
però non è regolare nella sua conformazione
sulla faccia anteriore
è molto più breve
sulla faccia posteriore risale più
verso il promontorio del sacro
quindi è asimmetrico
come un cono
segato in un certo modo
vedete qui strutture nervose che lui
intuisce esserci
e si mantiene equidistante
tra la parete pelvica e il retto.
No, no, no, non entrare.
E mettili sopra.
Adesso dobbiamo preparare il setto retto vaginale.
Ecco, sul setto retto vaginale c'è una grossa cherelle,
una grossa disfuga.
Anche nel 2013 c'è gente, ad esempio, che dice
che il setto retto vaginale, la cloison retto vaginale,
il setto della donna, non esisterebbe.
ci sono studi che dimostrano essere più che uno spazio, altri invece che dimostrano che esserci addirittura strutture nervose, c'è la microscopia elettronica che viene incontro e quindi c'è questa diatriba che tra la parente posteriore della vagina e la parente del retto ci sia o non ci sia nella donna qualche cosa.
Allora per insegnare che cosa bisogna dire? Che noi possiamo trovare in questa discesa anteriore qualche cosa di connettivale che ci convince ad essere un setto, non trovare niente, non cambia il nostro comportamento, noi dobbiamo rispettare la parete posteriore della vagina, qualunque cosa si trovi, vuole dire che uno mette due dita nel fornice vaginale, propende la vagina verso il chirurgo,
fa capire, ma l'essenziale, quindi le strutture anatomiche devono servire per aiutarci, non per incasinarci.
E vi dirò un'ultima cosa, a proposito di quello che ha detto il professore Di Matteo e Corcione
sugli approcci perineali al retto, non gli approcci alla Miles, cioè l'ISFRA anche per dire,
ma quelli che sono proprio approcci intraluminali, ebbene, attualmente si è fatta a strada la NEMO,
che sarebbe neuro orientata
in mesoretta
di scissione, cioè questi nervetti di cui
parliamo e che si vedono
e più spesso non si vedono nella dissezione
ma che abbiamo nella testa
ci consentono di fare
delle dissezioni in cui il sacrificio
di qualche nervo è voluto
non potendo fare altrimenti, nel rispetto
degli altri e qui viene in ballo
la neuro
autonomic pelvic preservation
però
però si tramute la struttura, il nervo, l'uretere e qualsiasi cosa ricorrente,
non come un nemico ma come una guida.
Accettando queste strutture, conoscendole meglio, abbiamo da queste strutture solo dei vantaggi.
Se mi ha concesso di parlare un attimo del setto interretto vaginale,
Devo dire che secondo la mia esperienza la parte più alta è sempre piuttosto saldata, quindi con una piccola maggiore difficoltà di dissezione, mentre poi superata la parte più alta che è quella più aderente, allora il piano si trasforma, come detto giustamente, ruotano in spazio.
In questa distinzione che sta facendo Franco, vedete come il tampone indenta le cose e sembrano due natiche, che dice il professore Hilde. La distinzione che sta facendo Franco deve tener conto di una cosa, tra il sacro e il retto c'è la fascia retto sacrale, che è una struttura tesa tra la quarta retta e la sacrale e il retto.
Questa fascia che alcuni attribuiscono a Baldaier, il quale tra l'altro nel suo libro Das Becken e della Pelvi le descrive e non se le attribuisce a nessuna, avendole descritte tutte.
Però è importante, questo che sta lui portando a questo livello, tra poco troverà un Rafe, che è il Rafe Anoco Cigio, che appartiene all'avvatore.
deve sezionarlo per arrivare
eccolo qua
noi abbiamo invece il legamento
anococcigio che sta più sotto
va dallo sfintere al coccige
il rafianococcigio
l'arrivato dal coccige
vorrei dire che questo raf è più alto
e quell'altro è più basso
mi chiamare
forza
sembrava quasi una descrizione live
Francesco
rafianococcigio
te lo sezionando mentre parlavi
Posso dire un'altra cosa per eccesso?
Sopra quel racciano coccigio, se uno va a vedere istrologicamente, trova delle fibre muscolari che rappresentano il muscolo retto coccigio di Traiz.
Quello stesso Traiz che ci parla di tutte le altre strutture, ha descritto questo muscoletto che scivola dalla muscolatura longitudinale del retto sopra gli elevatori al coccige,
che è il corrispondente del retto uretrale di L davanti.
quindi nella sua dissezione
Franco, si fa una dissezione posteriore
laterale e anteriore
però a seconda delle opportunità
un po' da dietro, un po' davanti
un po' di lato
mi date un'aspiratore
adesso ci diamo lo spazio
al setto retto vaginale
io prendo sempre il peritoneo per
ancora ultracision
la vostra impressione, un po' di edema
da radioterapia ovviamente
lascia un po' adesso Stefano
andiamo un po' lateralmente di qua
lascia tutto
no no stai bene tu
qua è fisso un po' bisogna agire
entra entra entra
entra entra entra
perciò dicevo l'ottica è penalizzante
visto
pochino
quel pochino che però penalizza
siamo quasi
il problema è adesso perché l'ottica non è
a 30 gradi e quindi
devi cercare di
articolarmela bene
no no c'è l'occhio sporco
non pregare
avete chiamato a Milker?
o chi per lui?
ok entra
togli la manina
togli un attimo la manina
togliete tutto
io devo lateralizzare qua
tu c'hai la mano libera
l'importante è sfruttare le mani in questa chirurgia
entra abbiamo il trocar in più rispetto
fai entrare il suo trocar
così prepariamo, ok solleva lì, no no no più avanti, più giù, più giù, qua dentro scusa Stefano, così, solleva, basta che sollevi, ok, esci un po', ecco qua, qua, qua, qua, qua, entra qua dentro con la tua manina, sì, ok perfetto, perfetto, così liberiamo anche la faccia laterale, bisogna fare un po' di passaggi di qua e di là, un po' a Gesù e un po' a Maria, come si dice a Napoli,
esci, esci, esci
non anteriormente sempre dobbiamo andare
qui c'è il tumore che ci impedisce di
ok, qui, qui, qui, entra qui
è rimasto solo quello, dai
quel diaframma, fermo così
qui siamo nel setto
retto vaginale
perlomeno cerchiamo
chirurgia è sempre un tentativo
di fare il massimo
volete, chi dice?
Piero?
Felice, 45
Sì, sì. Ok, adesso andiamo. Attenzione, non ti sporcate. Adesso facciamo tradurre un dito in vagina o un dito nel retto per capire il tumore adesso a che livello sta.
dentro, ti ho detto, no, no, no, guarda, stai spingendo male, devi sollevare qui il setto,
col tampone, solleva, ma senza spingere, sollevare, ok, quasi lo scolliamo dal setto, cos'è
questo beep ragazzi? Ok, vediamo qua davanti ancora, e qui ho recuperato un piano che non
mi piaceva, bisogna fare sempre l'autocritica, eccolo qua il piano mio, credo di essere sceso
abbastanza, adesso verifichiamo
esattamente
quanti centimetri, prenditi qua
adesso, dobbiamo solo preparare, no no no, tu stai sempre bene
tu, Stefano
prendi qua, Stefano è un
tramo ogni volta che vieni a stare con Isoletta
devi avere il peritoneo così non puoi sbagliare
entra, entra
e adesso credo di essere sceso
sul pavimento, l'edema
si vede l'edema della radioterapia qui
tira questo di te Stefano
ecco, lo stai di là
ha fatto una buona radioterapia
perché si vede
secondo me si
ha fatto un'atomoterapia
che è completamente diversa
ha risultati veramente brillanti
infatti si vede
perché in genere abbiamo un piano di scollamento
assolutamente ottimo
e c'è un po' di edema
ma insomma
a volte abbiamo proprio difficoltà
e poi ho avuto una buona risposta
un buon downstaging
la signora è venuta a me
poverina che non si riusciva neanche a sedere
e dopo la radioterapia invece
tant'è che dice ma mi devo operare
il tumore si è ridotto
ma c'è sempre
tanto più efficace a me sembra di poter
considerare perché la radioterapia
è passato un certo periodo
di tempo, un paio di mesi mi pare
tra la terapia
la radioterapia
e l'intervento
quindi
l'efficienza, l'efficacia
della radioterapia si è potuta espletare
quasi completamente
Completamente, hai detto giusto, hai detto.
Ok, tira sempre verso di te, laterale qui adesso.
Ecco qui, adesso aspettiamo il risponso di Amilcare.
Adesso un dito nell'anno per capire esattamente a quanti centimetri sto dall'anno e se si sente il tumore.
Se dovessimo avere dei problemi di interpretazione, la cosa migliore da fare è una rettoscopia, chiaramente.
Ma qui il tumore è abbastanza alto perché 7 cm significa che una volta che abbiamo appurato e qui siamo scesi al pavimento pelvico, quindi a 3 cm dall'ano, non ci resta che strapplerare questo retto.
Lascia un po', andiamo un po' dall'altro lato, ma credo che siamo arrivati.
Esci un po', lo sento il tumore sta proprio qui in alto, quindi giù lo abbiamo preparato bene.
C'è la manina tua, ok? Solleva la vagina, vedi questa? No, non mi fai vedere. Oh, così, bravo. Vediamo un poco. Mi preparate una sudoratrice per piacere? Ok, siamo proprio nel pavimento, eh?
è Francesco
si si è chiaro
si vede bene
mi date la sudoratrice
intanto io la
superare l'ostacolo
sotto sotto
sempre sotto
ok
dammi la sudoratrice
esce un po'
mettiamo il dito nell'ano
vedi un po' a quanti
centi
entra
adesso ti metto
senti il tumore
che l'ho rettilizzato
lo senti
adesso ti metto la sudoratrice
togliamo il batuffolo
prendi il batuffolo
adesso il batuffolo lo metti qua
si si, metti il batuffolo qua
io entro con la strutturatrice dall'alto
prendi qui
vai laterale sull'utero
scendi sul setto
solleva il tuo batuffolo, solleva
perfetto, mi tirate un po' il trocar
per piacere
allora per quanto riguarda il
si si
ha detto Nuzio che non va via se non fai l'aretroscopia
tutto?
ha detto non va via se non fai la rettoscopia a bravo mi spiega perché non si va via se non faccia
rettoscopia e lo voglio venire con me quindi lo lascio lì rettoscopia aspetta se io scendo
sul pavimento per un tumore di 8 centimetri che sta 8 cm io c'ho addirittura tre centimetri di
no no no mi fai vedere
mi metti il ditino ancora
Franco sei stato
si mi senti?
si si inunzio
no giusto perché sei stato così didattico
così scolastico
insomma uno sguardo da giù
non perché sia realmente
indispensabile
allora scopriva dicevo
è indispensabile se
noi abbiamo
difficoltà interpretative un tumore a 5 cm
non sai per esempio
di quando si è sceso bene io qua invece c'è la percezione che come buono adesso perché il dito
mi dice che sto a due centimetri all'anno non sente il tumore neanche quando io ho tolto
ovviamente la suturatrice quindi è entrato nel retto e quindi significa che non posso che stare
nello spazio buono adesso io sono ritornato sui miei passi per le suturatrici volevo sentire anche
anche il vostro parere, vedete che ho utilizzato una E-Chalon elettrica ma la 45 nel retto,
perché? Perché, adesso vi faccio vedere perché, perché intanto con la 60 era difficile angolarla
ed era difficile dare un unico colpo, per cui avevo quasi sempre un 90% di sezione e
mi mancava sempre una piccola parte, poi è difficile angolarla e mi veniva una sezione
sempre piuttosto obliqua, con questa io ritorno ad avere una sezione secondo me più rettilinea, parlo ovviamente del tumore del retto basso.
Siamo d'accordo, tra l'altro questa intuizione di introdurre la cucitrice dal sovrappubbio che già per la prima volta, se ti ricordi, fu proprio Brisgaier a suggerirla, secondo me è proprio la chiave di volta per questo tipo di intervento.
Vedete adesso proprio il monconcino diretto all'interno del pavimento pelvico, preferisco metterci, potrei anche sezionarlo con l'ultracisano, ma voglio esserci sicuro di non lasciare.
E invece a questo punto il problema è quello della protezione di queste anastomosi.
L'ostomia.
Pure secondo noi l'ostomia.
Sì.
Ecco qua, esci un po', esci un po', datemi la calzina, non ti muovi.
da dare a me, rivediamo la nostra progressione verso il letto, esci un po' se puoi, allora
il tumore era ovviamente extraperitoneale, per vedere le radici sacrali, vediamo un po'.
Diciamo Franco che gli ipogastrici sono quelli che stai toccando adesso con lo strumento,
mentre le radici vengono dalla parete più distale, sì, posterolaterale, non si intuiscono
Qui si interessa la fascia presagale che copre, vedete, che rispetta tutte le...
Eccole qua, eccole qua.
Questa è l'unica calzina che abbiamo utilizzato per l'intervento, che lasciamo lì.
A questo punto incisione sovrapubblica, repertiamo il moncone rettale, togliamo tutto.
Sì, sì, lasciamo solo la... lì.
E allora le immagini esterne.
E le soffriamo per piacere.
Togliamo la posizione, le soffriamo.
Vedete come il nostro strumentista lì sta manovrando sia l'insufflazione sia il movimento del tavolo, basta così abbassare un po' e questo significa ottimizzare il personale in sala operatoria, basta togli il Trendelenburg che non ci serve più, ancora un po', ancora un po', ancora un po', vedete che il Trendelenburg è spinto, grazie, basta, bisturi.
Per quanto diventa una fase meno interessante per chi ci ascolta,
datemi i bisturi, però è ugualmente importante perché bisogna vedere
sia l'entità della mobilizzazione, sia la polarizzazione.
Dato il bisturi elettrico per piacere.
Chi è? Francesco ti dice qualcosa? Non si sente?
No, no, no, è la sala che è ammirata di tutti quanti, non solo di te.
Asciughiamo.
Sì, sì, sì.
Sotto?
Sì, sì, sì.
Il cocker.
Sì, ci possiamo andare.
Franco, pensa se Fannesti c'avesse i diritti d'autore sul suo intervento, quanti soldi farebbe con questa incisione che è fatta per tante cose?
Ma sai ogni cosa veramente, se uno avesse i diritti d'autore, cose che ci ha insegnato, ma anche l'incisione che era per il cesario, per l'utero.
Stamattina quindi due interventi in 3D, secondo me interventi che hanno indicazioni, qualcuno mi chiedeva che indicazioni dai, questi sicuramente,
chiaro che anche una sola ectomia potesse avere una sola validità, però interventi dove c'è una magnificazione delle immagini e che serve questa magnificazione delle immagini per migliorare il gesto chirurgico,
a mio avviso sono proprio questi interventi maggiori, stomaco, esofago, retto.
Allora la pinza che mi reperta il retto mi permette di andarla a ritrovare in questo buchetto,
eccolo qua, esteriorizziamo il retto e vedo già che abbiamo una buona clearance
perché il tumore appena si sente, si sente qua, quindi ho addirittura tre dita sotto il tumore.
Per aver fatto la radioterapia ne basterebbe uno.
Invece siamo al di là.
Basta un centimetro.
Tutto in mesoretto, vedete?
La mobilizzazione è buona.
Decidiamo dove, datemi una cocker.
Questa è l'arteria e questa qui.
Decidiamo dove far cadere qui.
Si discute se fare una laterale, una pouch o quant'altro.
Personalmente ho provato la pouch, assolutamente no.
la laterale
può essere una buona opzione
secondo me
il problema è che c'è una sutura in più
quindi almeno teoricamente
aumenta il rischio
di una
complicanza
e poi ti da stipsi pure
quindi
non lo sto così diretto ormai
non lo ho fatto già
non lo sto così diretto a quello che facciamo
è sempre un cul di sacco
che i momenti ci hanno velocizzato l'intervento
la vascularizzazione è buona
la mobilizzazione è buona
scende in modo morbido
ok
faccio qua
aghetti
interostato
via, medadine
il professor Di Matteo ha notato
un difetto nell'intervento
Franco
il professor Di Matteo ha notato una mancanza
nell'intervento
una tua mancanza
un'omissione
molti lo dice lui
lui mi ha ricordato molto affettosamente
che io per mettere dentro
senza correre lisci sul
spoppastrello del dito
gli aghi dritti sulla cremaliera dritta
e usavo
un ditale
che poi è passato un po' alla storia
si capisce la storia di secondo ordine
ed è conservato
quel ditale ti aiuta a spingere
molto bene e più rapidamente
l'ago
Nella nella nella nella tunnel della cremigliera una bella cosa prof che non ce l'ho non ce lo regalo perché può capitare effettivamente ma uno solo ce n'ha era l'aveva rubato a casa vero no no avevo esatto che me lo scegliessero fra di tali preziosi era tutto era di d'argento di che no c'era un sacco di disegni sopra.
Vai, vai, poco poco qua, né molto né poco, ok, acqua un poco qua, se no questo mi sanguina un po' nel posto operatorio, vai, ok, mettiamo dentro, pronti per l'anastomosi, vedete proprio piccola l'incisione, ecco qua, allora posizione del paziente, insufflazione per piacere, gazze grosse, mandiamo l'insufflazione già per piacere.
allora, gliostomia sì, gliostomia no
facciamo prima l'anastomosi
voglio dirvi una parola su questo
perché anche qui abbiamo
cambiato un po' il nostro atteggiamento
recentemente
un po' di anti-Trendelenburg
di Trendelenburg, scusate
Ritorniamo in laparo per piacere
luce di sala
ok, va bene così
va bene così, va bene così
basta così, basta così, basta così
vogliamo solo un po' di
di acqua calda per l'ottica
e a me l'aspiratore
lo sporco
l'occhio destro
ok ok ok
fammi entrare con la mia
si si c'è il pneumo
bisogna mettere ancora un poco poco
fammi vedere qua
in alto il mio troco a destra
esce esce esce
non ti sporchi
non abbiamo pneumo
non abbiamo
e qua voglio
vedere qui perciò le ho chiesto di vedere
fai vedere
ecco qua adesso si ok
va benissimo
adesso scendiamo giù
vediamo di togliere quella calzina
vedete che il colon scende
molto bene molto morbido
dai la calzina a lui
esci un poco poco
mi date una
Giovanna togli quella calzina
dai la tua pinza
poi mi solleva l'utero, l'applica peritoneale Douglas, ok, solleva bene lì, una giovane a me, puoi entrare felice, piano piano qua sopra, fammi vedere qua, gira l'ottica, ok, entra poco poco ancora,
venire sta proprio all'ingresso del dell'anno si può dire stiamo provo che via via e tutto
e tutto e tutto perfetto vai vai vai fammi prendere preparate il tiscolo e piacere non
per l'anastomosi mentre ecco qua vediamo il senso della della tenia per capire se non fa
un twist il colon scende bene ok scende bene se seguiamo la tenia e diritta tenia diritto
puoi stringere, felice, puoi stringere tenendo ben alto qui la vagina, ok, vedete la vagina
è liberata bene, quindi l'anastomosi non prende alcun che, da alcuna parte della vagina,
è uno dei problemi, forse si apre un po' dello giro, poco poco, felice, ok, stop, vai,
stringi tutto, ok, stringi tutto, adesso mentre sta stretto esci un po', chiudiamo lo spazio
retromesocolico
dove ci possono essere
come è successo nella nostra esperienza
in quella di Brizzi-Caillé
delle ernie interne
e il sistema è più rapido e efficace
perché qui è difficile come
a destra ripetitorializzare
qui abbiamo la orta al centro
abbiamo il trazzi che
incombe sempre
e allora ci siamo inventati questa
dopo la complicanza che abbiamo avuto
questa possibilità di incollare
il meso al retroperitoneo
no, sopra
ecco qua
vedete già l'effetto collo è venuto
quel poco che deve servire per evitare
che le ansie scivolano dietro
ritorniamo sui nostri passi sull'anastomosi
via, possiamo sparare
colpo secco
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10
apriamo ampiamente
poi mi dai una calzina
Allora, gliostomia sì, gliostomia no.
Noi chiaramente sappiamo la necessità di proteggere questo tipo di anastomosi in soggetti che hanno avuto radiochemio,
che è un'anastomosi ultra basso, quindi un rischio di leak che varia dal 25 al 35%.
Il problema è che se si ha il leak si ha non solo una complicanza peritoneale importante,
ma si ha anche molto spesso a questo livello un'alterazione di quella che può essere la qualità dell'anastomosi
che va incontro quindi a un processo di fibrosi e allora siamo passati dalla colostomia all'iliostomia
e poi per molti anni, ma ancora oggi, abbiamo utilizzato il cosiddetto device di Montemurro, il no-coil.
Dico abbiamo perché non è che l'abbiamo abbandonato ma non lo siamo più con la metodicità di prima, perché? Perché abbiamo avuto ovviamente delle complicanze, complicanze che si sono manifestate bizzarramente soprattutto nelle donne con fistole, vai vai vai facciamo la prova comunque al blu, vedete, vai con l'aria, comunque facciamo la prova al blu per vedere se ci sono dei leak, ecco niente, la calzina serve proprio a questo,
potete vedere se ci sono delle macchie blu, non ce ne sono, e allora utilizzavamo questo stent in condizioni come queste.
Quando abbiamo fatto i 150 abbiamo visto che l'indice di complicanza si attestava nell'ordine del 7.5% e quindi non poco
e soprattutto si attestavano in quei pazienti che avevano avuto radioterapia e pazienti di sesso femminile.
Abbiamo avuto ben 5 fistole retto vaginali, inspiegabili perché come vedete prepariamo la vagina, l'anastomosi viene lontano dalla vagina.
E allora ci siamo dati una regola perché è inutile continuare se la strada è sbagliata, bisogna tornare sui propri passi.
La regola oggi recita che un'anastomosi bassa o ultra bassa in un soggetto non radiotrattato di sesso maschile mettiamo il no coin.
O di sesso femminile, dipende un po' dall'età, dal stato generale, no coin.
Paziente invece sempre radiotrattato e soprattutto di sesso femminile radiotrattato sempre gliostomia.
Per quanto riguarda gliostomia stiamo invece da pochissimo avviando un protocollo nostro
che però voglio capire se è nostro oppure se esistono altre esperienze,
per cui un paziente come questa signora avrà adesso l'iliostomia
che ovviamente vedrete mentre io mi vado a prendere un caffè
e questa iliostomia mentre prima aspettavamo i canonici 40-60 giorni
compromettendo molte volte anche il problema della terapia oncologica
perché se il paziente deve iniziare una terapia oncologica i 60 giorni non se li può permettere
oppure si rimandava a 6-8 mesi dopo l'intervento alla chiusura di gliostomia
e con qualche problema per una anastomosi che rimane a lungo del funzionalizzato.
Allora che cosa abbiamo pensato e che stiamo proponendo?
Quella dell'iliostomia con chiusura precoce, non la ghost perché non ci piace,
facciamo una vera iliostomia che protegge l'anastomosi per 15 giorni,
in decima e dodicesima giornata controllo, se è tutto ok, 15-20° giorno chiudiamo l'irostomia.
Un commento dalla sala.
Se permetti, di Matteo, vorrei fare un commento di approvazione assolutamente.
Come tu sai io facevo l'irostomia, ma non è questo il tema.
Il tema è che io fin da quando raggiungo una buona e significativa esperienza,
io ho chiuso l'idiosomia sempre a breve tempo, tanto breve che il malato spesso non usciva dalla presenza.
Ecco, questa è la nostra idea.
In modo che dentro 7, 8, 10 giorni, avendo naturalmente esperito tutti quei mezzi che mi permettevano di pensare o di essere più o meno certo,
che non ci fosse una deiscenza. Sono perfettamente d'accordo con te.
Un'altra cosa mi devi dire, io leggo queste casistiche americane in cui loro adesso sono molto prudenti con l'ileostemia pur facendola con buone applicazioni e indicazioni perché hanno addirittura una mortalità, denunciano di circa il 3%.
Allora la mia domanda è questa, ma l'iliostomia per quanto si possa complicare, a noi non costa che un'ostomia possa avere una mortalità? Grazie.
No, mortalità no, abbiamo avuto noi stessi, uno dei problemi dell'iliostomia è quasi sempre la parocele, abbiamo avuto un'occlusione su briglia intorno all'iliostomia,
morbilità legata all'iliostomia una sola con una microscopica decenza che però è regredita con terapia conservativa.
Però anch'io ho letto in letteratura che c'è una grossa morbilità legata alla chiusura dell'idiostomia, però anche noi come professore Di Matteo non abbiamo rilevato nella nostra esperienza un indice così alto.
Ci sono problemi legati proprio alla morbilità dello stomaco, quindi la parocele, l'irridazione peristomale e quant'altro, però ho grossissime complicanze, ma soprattutto mortali no, onestamente proprio no.
Bene, allora io lascio Angiolino a fare un'aerostomia laterale, Felice e Angelini, mi prendo un caffè e poi iniziamo il terzo intervento con la vostra compiacenza e sarà un aspetto mio per un caso interessante.
Quindi un quarto d'ora di pausa, cioè di pausa, continuiamo a trasmettere, se non ci sono altri commenti in sala, altri, continuiamo a trasmettere la fine di questo intervento.
Ti volevo fare i complimenti come al solito e volevo dire che il messaggio che mandiamo all'Assemblea è questo, cercare di fare almeno possibile le iliostomie perché comunque hanno una mortalità, una morbilità eccetera.
Quindi in linea di massimo, tranne casi come questa, una donna anziana trattata con radiochemio, allora varrebbe la pena di farlo, anche se non siamo tutti completamente sicuri di questo vantaggio dell'iliostomia, avendo oggi delle possibilità diagnostiche precoci per poter eventualmente intervenire e farlo.
Eh sì, noi abbiamo anche provato questo prof, però il problema, io mi sono convinto dell'utilità dell'egliostomia di una protezione.
La protezione da Montefurro va benissimo, quello che vuoi.
In due casi ho avuto purtroppo complicanze stenotiche di un'anastomosi che aveva avuto un leak e grazie a questo leak o per colpa di questo leak aveva avuto poi un'anastomosi del genere, cioè a livello del pavimento.
Se ha un'astenosi, la signora è costretta a portare una colostomia a vita. Allora, in questa ottica, piuttosto che rischiare una colostomia a vita, riesco a rischiarla perché non ci trovo.
Perché tu pensi che l'astenosi o il LIC sia stato determinato dalla mancanza dell'iliostomia?
no dalla complicanza che ha avuto
no no dalla complicanza fistulosa che ha avuto
ha avuto il LIC
per cui il LIC ha creato la peritonite
per cui siamo intervenuti
lavaggio, toilette, ileostomia ovviamente
la conseguenza di tutto questo
in due casi è stata
l'astenosi
diciamo
di un'anastomosi che sta a 2 cm dall'anno
per cui
di metterci le mani a quei livelli
soprattutto quando sono pensieri anziani
Per cui così alla fine finisce a colostomia definitiva e la verità è che poi io tra una colostomia definitiva e un'iliostomia adesso per 15 giorni, insomma, è vero che c'è un reintervento.
L'ideale sarebbe stato il Montemurro, però purtroppo ci ha dato questi problemi in determinati pazienti per cui...
Franco, scusami, Giuseppe Modica sono.
Caro Presidente.
Ex Presidente, se tu senti, io parlo di un'esperienza di più in open che in laparo, secondo me l'iliostomia non elimina la fistola, perché se devi fistolizzare ti fistolizza, elimina la complicanza della fistola.
Se tu metti un drenaggio che esce per contrappertura e lo segui, in realtà la fistola succede tra la quarta e la sesta giornata, non appena tu di mattina fai la visita e vedi il viraggio del drenaggio e fai la colostomia di protezione, tu riduci l'iliostomia di una percentuale piuttosto alta.
Mi spiego, in questo caso, come tu ci hai fatto ben vedere, l'anastomose è su, è morbida, è ben isolata, non ci sono ematomi. Hai fatto la famosa Knight e Griffin, che sono due suture a tenuta perfetta, cui semmai, quando non faccio l'iliostomia, la controllo subito per via endoscopica.
e quindi c'è una prova
sia col bledimetilene
sia subito dopo l'intervento
se l'anastomosi è perfetta
in molti casi non faccio l'iliostomia
è un'idea mia personale
no no no
ma per carità io sono stato uno di quelli
che ha cavalcato la tigre
a spada tratta del Montemurro
però vi ripeto
purtroppo abbiamo avuto questi casi
e l'esperienza ce la facciamo
sempre sulla nostra pelle
su quelle dei presenti che trattiamo
E quando poi alla fine vedi che un intervento si conclude con una colostomia terminale perché non abbiamo fatto questo, non abbiamo fatto questo, non abbiamo fatto questo, dico davanti a un tumore così basso non è colpa mia se la signora ha un tumore, però preferisco fra un mese che la signora ha risolto e ha tolto l'iliostomia anche con un altro intervento piuttosto che rischiare quell'unico caso, ovviamente sono casi rari, in cui poi si determina la necessità di una colostomia terminale.
Perché il problema, Giuseppe, anche io faccio il giro a mattina, vedo il paziente sta male, c'è il 39 di febbre, c'è il drenaggio sporco, cose che non avevo il giorno prima, il tempo di organizzare il reintervento, tu c'hai una peritonita.
Io ho paura di questa anastomosi, se avessi un'anastomosi a 6-7 cm all'anno potrei anche rischiare, anzi li rischio sempre, perché poi ho la stoffa per eventuali interventi.
Qui questa è l'ultima spiaggia, lì sotto non ci si può tornare e allora in questa ottica dico prevenire è meglio che curare.
Può darsi che è come sparare a una mosca con un cannone, però qua si parla di un problema che comporta poi, anche perché da un punto di vista oncologico, vista la risposta, la si vorrebbe avere anche una lunga vita e quindi a quel punto perché no anche una buona qualità di vita.
Per evitare un reintervento a distanza di 20 giorni? Non lo so. Questo ovviamente apre un'ampia discussione su tutte le possibilità su questo argomento.
Io volevo fare un brevissimo intervento per permetterti un caffè, su quanto ha detto Modica.
Il fatto di essere pronti a fare la lirostomia, quando tu hai la sensazione o l'obiettività che si sia prodotta una decenza, in genere non è che è detto che di regola salvi l'ammalato.
Attenzione, perché quando tu fai la diagnosi sicura, la pistola di scienza è già avvenuta da un certo breve tempo, ma è avvenuta se tu aspetti al drenaggio che viene fuori un lipido fecaloide, come lo chiamiamo impropriamente noi, è troppo tardi.
Quindi io direi che la distomia o la fai o non la fai preventiva. Io con tutti quegli elementi che ha bene esposto Corcione e che noi abbiamo anche integrato, bisogna dire che ecco, la distomia se la devi fare, la fai subito.
Sì, infatti sono d'accordo, perché poi quando c'è un inquinamento, una penitonite, questi sono pazienti che non vanno sempre bene, incominciano con la pleurite, con la raccolta subfrenica, con la febbre, con la dispnea, con la sepsi, insomma sono pazienti che poi possono precipitare anche per loro difese immunitarie.
Quindi, ripeto, sono ritornato indietro sui miei passi perché mi piace che il problema venga affrontato con la maggiore tranquillità possibile, con tutte le garanzie che possiamo offrire, anche se questo passa ovviamente per un reintervento, che poi non è la fine del mondo, una chiusura di gliostomia, anche se passa per un'altra anestesia, che non è una fine del mondo, per una gliostomia, a volte addirittura si fanno in spinale.
però mi sento più sicuro di aver fatto il massimo per evitare alla signora o al paziente
una complicanza importante che porta anche a mortalità
perché per quanto celeri possiamo essere
io a qualche volta ho visto anche pazienti che avevano peritoniti diffuse
e che il giorno prima stavano apparentemente bene
quindi non sempre si riesce a fare diagnosi e trattamento nell'arco di tre ore
sarebbe l'ideale
Ma quando non si riesce poi subendo tutto quel corredo che i nostri anestesisti ci hanno insegnato negli ultimi tempi, dall'insufficienza respiratoria, varie sindrome polidistrettuali, sepsi e quant'altro.
quindi evidiamole
e credo che alla fine
alla conclusione dell'iter
comunque il vantaggio
sarà evidente per questi pazienti
ok grazie
allora vado a prepararmi per l'altro caso
10 minuti
e quarto d'ora penso che partiamo
grazie a voi
AI 对话
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