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27° CAD anno 2016 Napoli - Francesco Corcione
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Incomincio a identificare il mio landmark che è l'avena cava.
Abbiamo un po' di organizzazione da fare nel burone,
per esplodere meglio l'avena cava.
Sento dei rumori strani.
Allora parlo dicendovi che questo è un intervento un po' di suave,
per noi chirurghi sono di loro fighe.
anche se un po' in Italia hanno capito l'importanza dell'approccio alla paroscopica anche per queste neoplasie
e noi viviamo in un dettaglio storico, essendo stato tra i primi a farlo,
i neoplasici vengono indirizzati nei pazienti con patologie di questo tipo,
la lesione classica è importante, coinvolge il polo superiore,
e quindi in questi casi preferiamo asportare anche il suvene omolaterale.
Il primo step è quello della mobilizzazione del fegato.
Destro.
Abbiamo una calzina dentro per l'operatore, una calzina dentro per l'agri.
Il nostro amico Monette, coming from Giordania, father of a very nice boy, next king of Giordania.
Siamo collegati, non so però perché non mi collegano con l'audio.
Allora, il vantaggio della posizione laterale è enorme in questa chirurgia,
tutta la chirurgia cosiddetta di lato, vene su vene, milza, qualche coda del pancreas.
Fatte in questa posizione ha il grosso vantaggio di vedere naturalmente divaricate, esposte in campo chirurgico con, devo dire, grande facilità perché le ansie decombano sul lato sinistro in questo caso, quindi sul lato controlaterale.
e il chirurgo ha maggiore facilità di accesso a una loggia che è di difficile accesso chirurgico
tant'è che in chirurgia tradizionale intervengono i geni che vedevano ovviamente grosse laparotomie.
L'intervento complesso che stiamo portando avanti con tecnologie avanzate dalla 3D al Thunderbit
come vedete sta impedendo l'offuscamento dell'ottica con l'aspirazione costante di
fumi tutte cose che apparentemente hanno poco significato ma che invece hanno cambiato la
vita del chirurgo con la paroscopia perché se poco poco cosa che faccio ogni tanto si
si fanno rivedere i filmati storici dei primi interventi, ci si rende conto del notevole
progresso che abbiamo fatto proprio in termini di tecnologie, oltre che di skill chirurgico
e questo la dice lungo sulle potenzialità che nel tempo ha acquisito la chirurgia laparoscopica
che prima sembrava appannaggio di pochi, pochi fortunati pionieri e quindi un po' più dotati
di coraggio e di spazio. Oggi appannaggio di tutti perché questa tecnologia facilitando
l'atto chirurgico mette tutte le condizioni di poter affrontare interventi complessi con
approcci meno massimi. Io non mi fermo davanti a questa mobilizzazione ampia del fegato perché
si è visto che non c'è mai limite alla provvidenza di Dio e non c'è limite alla preparazione
Grazie a tutti.
Sì, sì, la sala la segue.
Ecco, io sto mobilizzando ancora di più il vene, il fegato, soprattutto allo scopo di esporre meglio il surrene.
Bisogna fare attenzione in questa fase a evidenziare delle eventuali vene accessorie,
sovraepatiche accessorie, che qualche volta si annidano tra il surrene e il margine inferiore del fegato.
Ok, il fegato.
Perché è la colonna?
Sì.
Perché è la colonna?
Pronto, pronto.
Io adesso lascio qua piedi.
Pronto, pronto, pronto.
C'ho altre cose da fare.
Allora, vediamo un po' se possiamo guadagnare ancora qualcosa.
Pronto, pronto, pronto.
Io posso fare una cosa.
Non ci vuole una strada.
No, dai, provate a trovare questo problema.
Io non mi sento a me lui.
Specializzazione alla resezione polmonare, alla resezione diaframmatica.
tra l'altro abbiamo ricostruito il diaframma con queste protesi costosissime
che tu sai che si mettono specialmente negli immunodepressi
perché era proprio un vuoto diaframmatico
se no la sua cura sarebbe stata troppo sotto tensione
è veramente a rischio, non va bene
le immagini arrivano bene in...
noi sentiamo, noi sentiamo benissimo
non sappiamo chi
Milano San Raffaele
Milano San Raffaele siamo noi
buongiorno professore
buongiorno professore
sono un misero tecnico
un attimino
che le passo
passateci
che il moglie
ha finito
questo è una serie patica
vedete un'altra sovraepatica qui
ok, allora adesso andiamo giù
incomincia l'intervento
con la ricerca del nostro landmark
che è la cava, l'abbiamo già vista
l'abbiamo già preparata
adesso andiamo a cercarci l'ilo del rene
non penso che in questi casi
tumori così voluminosi
che quasi vanno a lambire la pelle
e quindi
vale la pena correre i rischi di resezioni parziali
ormai vanno di moda, io purtroppo non ho bellissime esperienze, non dirette perché ne ho fatte pochissime,
ma indirette perché ho dovuto rioperare alcuni pazienti già operati nelle sezioni parziali che hanno sviluppato delle recidive
e quando ci sono le recidive, come tutti voi ben sapete, l'intervento è sicuramente più complesso
con migliori probabilità di risultato oncologico e anche minore possibilità di avere un buon
autocam chirurgico, per cui ho indicazioni che forse sono più severe di quelle che ormai
usano gli urologi, sono un po' più ottimisti sulla possibilità di trattare molte lesioni
via conservativa
allora io adesso vado a prepararmi
il bordo destro della cava
spero che le immagini
mi giungano buone
le nostre sono perfette
ci siamo
magari potremmo
andare a casa
andiamo anche a fare chiaramente un pick up
in fonodale
in questa preparazione della cava
si si lo so
lo so perché
mi ha chiamato
il nostro obiettivo adesso è quello di mobilizzare in basso la cava al di sotto dell'arenale che già
l'arteria decorre sempre posteriormente alla vena. Il mio obiettivo è quello di legare
chiaramente prima l'arteria. Per fare questo, adesso si intravede, devo
mobilizzare ampiamente la vena. Mi date un cistico e un allaccio.
Se vi è comodo fate un po' di leggo, ma se ci siamo all'area griglia.
Ok, questo laccetto ci serve semplicemente per la trazione sulla vena.
mi prepari un sacchettino di quelli
bene
principale della vina
dell'arteria scusate
codec 9
ok, pronto Genova?
Genova mi sentite?
Genova, è scritto qua Genova
Genova
buongiorno
buongiorno
che tipo di intervento fa?
bisogna il tecnico
stiamo facendo una
connettonia a sinistra
perfetto grazie professor
buon attimo
buon attimo
metto un laccio di sicurezza
chiaramente a monte
prima di mettere le clip
devascularizzare
chiaramente il rene
e quindi rendere più accessibile
la legatura della vena
adesso una clip
vedete non si riempie e che abbiamo individuato bene la presenza, quindi possiamo legare la vena.
Buongiorno, benvenuti a Valle.
Pronto? Io mi chiamo Barbieri, sono di Reggio Emilia.
Chi è, scusa?
Barbieri di Reggio Emilia.
Ciao, Barbieri.
Ciao.
Allora, mi sentite voi?
Sì, vediamo anche molto bene.
Ok, vediamo.
Il collegamento era previsto un po' prima, quindi ci siamo portati un po' avanti.
Allora, il caso che stiamo operando, ve lo descrivo brevemente, è il caso di una signora di 84 anni, che è mai passo, quindi piuttosto magra.
Vedete come la vena si lascia circondare.
Ricordo, parlo con me stesso ovviamente, quando si parlava dei primi tentativi di ruggire la paroscopia del rene,
qualcuno suggeriva di embolizzare l'arteria il giorno precedente per evidenti difficoltà a gestire l'ilo in tempi pioneristici laparoscopici
Oggi invece, ripeto, scusatemi, mi diceva Frantozzi che mi si sono intrecciate le dita.
Allora, una clip. Adesso che circondata dall'accio l'avena può essere anche circondata da una clip di sicurezza.
Ok, datemi l'ultraciso. Questo linfonodo va via, vedremo se... non c'è un bell'aspetto in verità.
Eccolo!
No.
il soccorsione
il professore
Gaetano
Gaetano ma mi ha abbandonato
ah
finalmente
allora l'impaccio
tecnico è stato superato
è l'11
numero 4
io sono arrivato
fino all'anastomosi, ho visto l'anastomosi
completata
e mi rallegro con te per la
la conduzione dell'intervento e per la standardizzazione di questa resezione non dannosa, non pericolosa
per l'ammalato senza reliquati e senza complicazioni, però che lo libera in maniera definitiva
della sua malattia
non tumorale
poi ho assistito
ma non ho sentito
se non occasionalmente
il tuo commento
l'intervento che stai facendo
si tratta di un rene destro
grosso modo, vero?
una voluminazione
del polo superiore
qui abbiamo
sviluppato gli step
di mobilizzazione
del fegato in primis, mobilizzazione della cava, legatura in primis dell'arteria renale.
Sì signore, ho visto perché hai spostato la vena giustamente per farti strada verso
l'arteria che in genere è posteriore, leggermente superiore alla vena in genere. Ai miei tempi
era così, ma anche adesso
penso che sia così
ho dovuto spostarmi la vena
per aggredire l'arteria
clipparla
poi mi sono riportato sulla vena
l'ho sezionata come ha visto
e adesso mi accingo a
clippare anche la parte distale
dell'arteria e sezionarla
in modo da affettare
l'approccio vascolare
e poi mi dedicherò alla mobilizzazione del rene, quindi non touch technique e devo dire che in questo caso io sono dell'avviso, visto che è un tumore voluminoso del polo superiore, di asportare a blocco anche il sul rene omolaterale
e risulta evidente che con l'asportazione a bloc
io non vado ad alterare anche la ligerota
che a quel punto sul polo superiore dovrei mobilizzare
dovrei attraversare per cercare di risparmiare il surreme
quindi per due mari il migliore secondo me è quello di fare un intervento oncologicamente più corretto
e quindi di asportare il surrene, quindi mi porto dal basso in alto alla ricerca
dell'ultimo landmark vascolare che è la vena surrenalica.
Sto lavorando in una posizione laterale che dicevo prima è quella che ha facilitato di molto
la possibilità per il chirurgo di accedere a questi organi laterali per questa chirurgia di lato
Io ricordo i tempi della chirurgia open quando si accedeva alla loggia surrenale che era un trauma per il chirurgo perché lesioni di 3 o 4 cm posti a questo livello in profondità necessitavano di grosse laparotomie e eventuali sanguinamenti erano, ricordo, veramente angoscianti perché bisognava controllare bene la cava, bisognava insomma avere un dominio che era difficile.
difficile da raggiungere con una visione comunque limitata e oggi invece credo che questa visione
laparoscopica è anche duro questo surreno. Qui si vede bene nella preparazione della
cava una sovrepatica, fare attenzione qui un'altra ancora, vado sul bordo laterale
alla ricerca, credo di aver individuato la mia surrenalica, vedete com'è stata importante
La mobilizzazione ampia del fegato. Qualche vena lì si può legare se si vuole, in modo da potersi fare un po'.
A me è capitato, professore, addirittura in diretta, una volta a Olbia, di non accorgermi che c'era una sovrepatica che invece di andare come questa nella cava andava nella surrenalica.
Per cui io nella preparazione della surreale non mi sono reso conto, ho sollevato il fegato e mi sono trovato un bel sanguinamento, come ho potuto controllare all'epoca, parliamo veramente degli albori, c'eravamo ancora i trocar con la valvolina da 5 e da 10, per cui ogni volta che cambiava il movimento era un'angoscia.
però alla fine ci riuscì, da allora massima attenzione a questo momento, si vede bene l'opsoas
che è il nostro landmark posteriore e vado a circondarmi quindi il bordo superiore di questo
surrene in modo da poi avere un'asportazione ambulatoria sul rene, quindi adesso ecco qua
adesso viene tutto giù, allora scendiamo giù adesso, l'ultimo landmark che dobbiamo individuare
il nostro uretere quindi vado verso il polo inferiore del rene lo vado a circondare fino
a portarmi in basso verso l'opsoas il colon viene medializzato dicevo prima prof sono interventi
che si affrontano raramente in ambienti chirurgici però credo che sia interessante anche come condotta
Si impara sempre, anche quando gli interventi non sono usuali, credo, la gestione di una dissezione, la gestione di una complicanza, la gestione di una legatura vascolare.
Quindi ho voluto presentarlo in diretta proprio per questo.
Vediamo sotto, vediamo un po' di intracciarci il nostro uretere.
Allora, lo ritieni quindi tu, lo riconosci e lo prepari adesso, in questa fase?
Allora, c'è qualcuno che suggerisce, ed è un suggerimento che io ho adottato in qualche caso di difficoltà, di andarlo a cercare in primis per avere un lente stabile, tollevarlo e portarsi poi verso l'ilo.
Il problema è che, da un punto di vista oncologico, teoricamente questa mobilizzazione senza legatura vascolare preventiva potrebbe, in linea puramente teorica, facilitare eventuali disseminazioni plastiche.
Per evitare questo problema preferisco laddove è possibile agire come avete visto c'è la legatura nella calzina, la calzina, ho sempre una calzina in addome che mi aiuta.
A sinistra è obbligatorio secondo me legare i vasi gonadici, a destra possiamo evitarli.
Scusa Franco, sono Piero e la domanda è solo un pretesto per poterti salutare affettuosamente. Mi ha riconosciuto chi sono?
Senti, basta, c'è qualche discussione credo ormai superata della possibilità di impiego della chirurgia robotica in questi casi, tu che ne pensi?
Guarda, io penso che, bella domanda, la chirurgia robotica è sicuramente una chirurgia che si adatta ai piccoli campi, quindi in linea teorica quello del rene è un campo più ampio, come avete visto noi siamo dalla spine liaca al fegato, quindi diciamo non è molto indicato.
È molto indicato nelle resezioni parziali, a mio avviso, ed è molto indicato laddove c'è una ricostruzione che in questo caso non avverrà. Per cui negli interventi dove c'è una ricostruzione con anastomosi e quant'altro credo che abbia una sua validità e forse una sua giustificazione.
Per interventi come questi credo che sia molto più pratico di correre al nostro approccio perché questi passaggi dall'alto in basso, dal basso in alto, per via robotica sono estremamente difficili, comportano dei tempi, dei spostamenti degli strumenti e quant'altro senza poi alla fine alcun beneficio reale né per il paziente né per il chirurgo.
Quindi credo che la nefrectomia come tale non sia una buona indicazione. Quella parziale sì, quella ricostruzione vado per dire nei casi di giutopatia eccetera sicuramente sì perché sono cambi limitati in cui c'è una sutura, c'è un'anastomosi.
ma questo anche per la chirurgia generale, credo che ormai tutti sono d'accordo che il ruolo di questa chirurgia robotica per il momento è limitato a questi casi
ma la chirurgia robotica ci stupisce ogni giorno perché mentre siamo per essere fermi su certe posizioni poi cambiano le visioni perché cambia la tecnologia, si aggiorna, si migliora e ci offre possibilità aggiuntive
Allora, prendi l'ureterio e la medda?
Credo di aver capito e non poteva essere diversamente perché tu sei molto chiaro anche quando dici meno di quello che vuoi dire.
Dico il giusto, nemmeno nel molto.
No, giusto. Per noi giusto al sud è un po' di più di quello.
Sono ritornato sul mio piano posteriore, quindi vado a circondarmi adesso completamente il rene.
L'uretere ce lo fai rivedere poi?
Ce l'ha lui, ce l'ha lui.
Eccolo qua.
Ok, grazie.
Questo è il motivo per cui qualcuno suggerisce di legarlo e di metterlo in trazione.
Tenendo in trazione esponi meglio l'idolo, vedi?
Sì, sì, sì, sì.
Questa è la vina gonatica che va alla cava, che in questo caso chiaramente risparmiamo.
C'è Max per...
Non abbiamo idea del tipo istologico...
No, no. Allora, biopsie, sai che molti...
No, no, ma non era una provocazione, era una richiesta di chiarimenti se ne vale o non ne vale la pena.
Secondo me niente cambia. Qualche timido tentativo, qualcuno lo fa nel preoperatorio nei casi dubbi,
ma vedete l'importanza di mettere due clip, questa è saltata, la togliamo prima che mi scappa.
io ho visto disseminazioni lungo il tragitto
degli aghi da biopsia
per i tumori surrenali e serenali
quindi voglio dire
tutto si deve fare
però io credo che
il giusto rapporto
tra efficacia e necessità
deve essere sempre valutato
dal chirurgo quando si fanno
indagini diciamo un po' più invasive
quando si fanno qua in questo caso
una biopsia anche estemporanea
se poi non è di rimente
che facciamo, non togliamo il rene, non procediamo, siccome è una grossa massa di 7 cm, credo
che, ecco un piccolo vaso accessorio e unblock vedete che noi riusciamo ad essere oncologicamente
molto più corretti perché il cuore in effetti non l'abbiamo visto, è avviluppato dalla
gerota, da tutto quello che abbiamo tolto.
Sì, ma così bisogna fare, bisogna lasciare tutto quel grasso intorno al reine in modo che si possa portare in continuità il pezzo complessivo.
Tu hai detto che per quanto riguarda la surrenale, tu pensi che sia necessario asportarla oppure no?
No, questi casi di perdere il polo superiore solo asportando insieme al rene, sul rene credo che si può essere oncologicamente corretti con un'asportazione a un blocco, perché altrimenti bisogna entrare nel gerota e denudare un po' il polo superiore laddove c'è proprio la neoplasia, allora il mio rischio è quello di poter disseminare, invece così io la neoplasia non l'ho vista proprio, l'ho impacchettata in questo...
Sì, passi a largo, ho capito perfettamente. Sì, perché siamo già sul piano muscolare posteriore.
Solo ovviamente per i tumori grossi del polo superiore, attenzione.
Sì, ecco, perché di regola non si toglie, se no la surrenale, anche perché fra surrenale e rene c'è sempre un piano dissettivo naturale
che non connette i territori invasivi.
Però è un piano che purtroppo passa per la dissezione del gerota a livello del polo superiore.
La mia preoccupazione è che in questa dissezione, in questa apertura del gerota verso il polo superiore,
io potevo facilitare un'eventuale disseminazione.
si capisce
avrei dovuto scoprire il tumore
quindi invece così
il tumore neanche l'ho visto
e mi sento più sereno
da un punto di vista oncologico
per aver fatto un buon lavoro
poi per carità
parliamo sempre di qualcosa di poco definito
dal punto di vista dei risultati
perché sono tutti accorgimenti
che abbiamo imparato nel corso degli anni
sono stati trasmessi dai nostri maestri
e abbiamo verificato la loro bontà ovviamente
vedete il tumore è quello lì
Non l'ho neanche scoperto, ma sta lì, quindi avrei dovuto scoprire qui sul rene e con il rene, non nel tumore, ma l'avrei denotato, per cui avrei corso qualche rischio oncologico.
È voluminoso, è voluminoso.
Ovviamente ne abbiamo discusso con il paziente, che sa che avremmo tolto anche il sul rene.
Comunque Franco, i rapporti con gli, tra virgolette, specialisti, in considerazione del fatto che io ti ho visto operare altri casi di chirurgia urologica, nefrologica, che statisticamente rappresentano una percentuale inferiore rispetto a tutti gli altri interventi che fai,
ma i rapporti con lo specialista quando tu fai questi interventi?
Allora noi abbiamo una buona urologia che lavora in robotica e laparoscopia
però risente del fatto che ha iniziato diciamo perlomeno sette otto anni dopo
dopo la chirurgia e anche in generale c'è qualcuno che si rivolge a noi per un
intervento del genere. Chiaramente se un intervento è squisitamente urologico
ricostruttivo è chiaro che non ci pensiamo proprio. Ci limitiamo alle neflectomie e
C'è un rapporto di grande stima perché loro riconoscono che hanno anche imparato da noi, spesso sono venuti dai nostri saloperatori, per cui diciamo che c'è rispetto per un'attività iniziata in tempi non sospetti che abbiamo portato avanti e abbiamo loro suggerito.
c'è stato un momento che addirittura
non dico che facciamo più un effetto
noi che loro all'inizio
parliamo di 15-20 anni fa
ma quasi
dopo di che hanno capito
si sono adeguati
sono andati brillantemente avanti
adesso fanno brillantemente tutto
anche per via robotica
però resta questo piccolo bias iniziale
che ci permette di reclutare dei pazienti
come il signore qui
che non rifiutiamo
perché è una bella chirurgia
a me piace molto
non so cosa ne pensi
però una chirurgia che mi, tra virgolette, mi diverte fare, ecco, non è una chirurgia che...
E poi ti dico una cosa, che, diciamo, questo approccio che noi preferiamo, quello transperitoneale,
è quello che è più affascinante proprio per l'insegnamento, dal punto di vista anatomico, per le strutture che vedi,
piuttosto che quello retroperitoneale, che chiaramente ha una visione molto più limitata.
Tu sei sempre della teoria che quello che piace o diverte o è un peccato, vero?
Se un paziente viene da me e mi chiede di fare una cosa che io penso di poter fare bene, perché devo dire non te la voglio fare?
Il problema è questo, se penso di poterla fare bene sì, se penso che un'altra la possa fare meglio no.
Corcione, ti volevo domandare, io ho una discreta casistica anche di questo tipo di patologia, facevo sempre una linfectomia molto ampia a cavale, yuxtacanave, dal diaframma fino alla biforcazione dei grossi basi.
adesso quando come si fa o non si fa oppure si sostituisce con una terapia adiuvante
grazie prof per questa domanda
allora ecco questo è tutto il campo preparato
allora oggi la tendenza anche degli oncologi e degli urologi
fai vedere qua la cava
è quella di fare soltanto dei piccoli prelievi
perciò ho fatto vedere quel piccolo infonuto che abbiamo tolto
semmai ne andiamo a togliere anche qualcun altro
solo a titolo di staging
perché se visto
non hanno
grande valenza oncologica
quindi solo a livello di staging
è importante farlo per capire
lo stadio della malattia
quindi credo che
sono un po' tutti d'accordo
è migliorata anche l'oncologia di questi tumori
prima non c'era assolutamente niente
adesso con le terapie immunologiche
in qualche caso si hanno anche dei buoni risultati
e quindi
io ho tolto due linfonodi
insieme al grassetto perivenoso
adesso tolgo questo pacchettino
dove intravedo qualche piccolo linfonodo
che non mi sia, chiaramente
in presenza di grosse linfadenopatie
intanto credo che non ci sia
indicazione alla laparoscopia, andrei per via
aperta e poi lì
sicuramente vedo ancora una buona
indicazione a un'estesa linfectomia
a orto cavale
ecco quindi questo è un
semplice staging
linfonodale, allora
Allora, mi date un bag piccolo per questo, poi un bag grande.
Allora, oppure questo lo possiamo...
Datemi un aggiornamento, lo togliamo attraverso il troga dei dieci.
Voglio farvi rivedere la visione finale, poi lascerò a Max Fabozzi l'ingrato compito di mettere il rene in un bag
e di portarlo fuori attraverso una mini-laboratoria sovrapubblica.
Abbiamo da togliere due garzine, solleva il fegato.
Il rene è... esce un po'.
Il rene... eccola qua la mia garzina.
Il reno eccolo qui, abbiamo l'opsoas preparato integro, le sovraepatiche integre, la cava è integra, l'arteria all'origine, la vena all'origine, qui c'è un piccolo vasellino che forse forse metterei una picchettina per tranquillità e dopodiché abbiamo...
ho da mettere un drenaggio
che forse non metterei neanche
voi che dite?
io non lo metterei neanche
ormai siamo contro i drenaggi
servono a poco
anche il colon di prima non l'ho drenato
togliamo la calzina
ci sono domande?
Piero, professore?
no
No, no.
Allora io col vostro permesso vado a prendermi un caffè perché siamo quasi pronti per un altro intervento, facciamo una sua elettomia sinistra, quindi siamo passati all'anatomia della regione laterale ipocondriaca di destra, quella adesso di sinistra.
Poi affronteremo un colon destro, poi abbiamo uno stomaco, abbiamo da lavorare prof.
Ah bene, bene, grazie tanto.
Allora voi continuate a vedere le immagini e io mi vado a prendere.
Sì, bene, grazie.
il caffè del professore
il caffè del
ovviamente
professore
noi il caffè
no
il caffè
ma un'altra cosa
la potremmo fare
cioè che cosa
adesso libero
libero quell'altro
si scusa
no no
vai
ecco volevo chiedere
se forse
forse
anche perché la sala
è molto interessata
si sta levando tutto
sta levando il pezzo
che è un bel pezzo
ho fatto l'accesso per levare il preparato? sovrapubblico ha detto almeno ho sentito
e allora lì c'è spazio quanto ne vuoi ti stai avvicinando all'esofago
Scusa, io non mi sono presentato, sono Mario Pantera,
anche per dire alla sala un messaggio in questo senso.
Grazie mille.
Mi sembra un atteggiamento molto intelligente, molto utile per il paziente.
Io li ho visti, però, bene, ma quello stesso discorso che facevo io con l'altro, l'altro ovviamente, lui dice che effettivamente per il paciente, lui e poi l'altro, entrambi i pezzi sono questi, pure se il paciente è probabilmente il più sicuro dei ragioni che l'ha portato a fare.
L'iovino, questo qui è l'iovino.
interessi particolarmente. Dacci, siccome ti siamo anche interati in corso d'opera,
qualche skills, qualche trucchetto in modo che gli oligarchi con meno esperienza di te
possano gestire con una sufficiente disinvoltura, cosa che non ci deve mai essere in eccesso,
però ci senti in esitura delle patologie.
E il controllo di fai una pezza oppure no?
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