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35° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 2024 Prof. P. P. Bianchi Plastica Robotica di Laparocele Ombelicale con rete Retromuscolare ASST SantinPaolo e Carlo Milano Ospedale San Paolo Dipartimento di Chirurgia Generale
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Buon pomeriggio, oggi presentiamo il caso di una plastica robotica di la parocele ombelicale
con posizionamento di rete retromuscolare.
E' il caso di una paziente di sesso femminile, 52 anni, BMI 26,7,
in anamnesi, una pregressa anestectomia bilaterale laparoscopica, ipotiroidismo, scoliosi.
dopo pochi mesi dall'intervento laparoscopico
insorgenza di tumefazione mediana ombelicale
divenuta progressivamente sintomatica
per cui eseguiva un'ecografia con evidenza di laparocele ombelicale
con presenza di ansie intestinali
eseguita un attack studio di parete
che confermava la presenza di laparocele mediano e regione ombelicale
e diastasi dei muscoli retti
con un difetto di 5x5 cm di diametro latero-laterale craniocaudale, vediamo qui l'immagine TAC, la misurazione del difetto circa 5 cm, a contenuto o mentale e ileale.
Nel setting della sala operatoria il robot entra dalla destra del letto del paziente e utilizziamo 3 trocar, escludendo un braccio robotico e sfruttando quindi la tecnica trocar in trocar.
Ok, perfetto, grazie.
Grazie.
Buon lavoro.
Mi sentite? Sono Bianchi.
Professor Bianchi, buonasera. Ciao Pierpaolo Mariani.
Ciao Pierpaolo, piacere sentirte.
Ciao, come stai?
Come sta? Bene, grazie. Tutto bene?
Bene, bene. Tutto sotto controllo.
Ottimo, ottimo.
Senti, un po' lunghi quei tempi, mi scuso, ma oggi è giornata difficile.
Ci mancherebbe, guarda.
Anche qui direi che è una giornata abbastanza intensa.
Intensa, immagino.
Direi molto intensa.
è un piacere
sentirti e vederti
anche per me, grazie
allora adesso noi come secondo caso
abbiamo messo
un laparoscene
umbilicale
che approcciamo con tecnica robotica
adesso ti faccio presentare
il caso dalla dottoressa di Raimond
ah l'hai già presentato, basta scusami
sì sì ce l'ha presentato
allora vi faccio vedere i trocar
come li mettiamo
Noi facciamo, ormai da un po' di anni devo dirti la verità, utilizziamo la tecnica robotica
per approcciare la parete anche con tar bilaterale sui laboratori più complessi perché effettivamente
è molto convincente a mio modo di vedere, nel senso che riusciamo a fare una rips dall'interno
con la tecnica meno invasiva
e
obiettivamente gli outcome
sono buoni anche come degenza
e tutto, oltre al fatto che
secondo me per iniziare
la robotica è anche una buona
piattaforma di training
per i giovani
perché hai tante suture
quindi cominci
a muoverti alla console
ed è un ottimo
un'ottima palestra
secondo me è un'ottima palestra
qui abbiamo Marco Giovenzana
da Salai che sono al tavolo
e i trocar avete visto
come vi illustrava
poi nella presentazione del caso
abbiamo tre bracci
due bracci operativi e la camera
utilizzando
una tecnica che in realtà
intuitive non
sottoscrive
che sarebbe il trocar in trocar
cioè mettiamo un trocar robotico all'interno dell'air seal
non sottoscrive credo semplicemente perché non è una cosa standardizzata
però ci permette di non utilizzare un trocar in più
che obiettivamente in questo intervento non ci è utile
il difetto hai visto per Paolo Comè, questo è quello segnato
un difetto di quasi 5 cm su un pregresso trocar
Sì, l'abbiamo visto da fuori. Abbiamo visto anche le immagini TAC che ci ha mostrato la collega.
Io passerei la parola anche a Ada, che sarà quella poi che fa l'intervento.
Se vuoi dire qualcosa, io sono qua.
Sono collegata?
Sono collegata?
Ecco, sì, la sentiamo, forte e chiaro.
Buongiorno a tutti, mi sentite?
Benissimo.
Piacere, sono dottoressa Delona Salai.
Il caso l'avete già visto, ci tengo a precisare che nell'approccio della parete nella tarup in questo caso ovviamente tutte le volte è preferibile posizionare i trocar dopo aver insufflato con l'ago di Verres in modo tale da avere diciamo una distensione addominale già prima di posizionare il primo trocar.
Vengono posizionati più o meno sulla linea ascellare anteriore, questo perché permette di avere una visione e di stare abbastanza distanti dalla linea semilunaris omolaterale,
in modo tale da poter chiudere poi la fascia posteriore del muscolo retto con più tranquillità e facilità.
In questo caso abbiamo indicato al da Vinci posizione renale, il robot viene dalla destra del paziente, eseguiamo il puntamento,
uno dei bracci rimane escluso e l'altro trocar viene posizionato direttamente al braccio e poi successivamente viene inserito nel trocar dell'air seal, quello è il trocar in trocar che il professor Bianchi vi specificava prima.
In questo caso vengono usati solo due strumenti monopolare e bipolare, abbassiamo il pneumo e lavoriamo più o meno con 8 mm di mercurio, abbassiamo il pneumo peritoneo a 8 mm di mercurio e il più delle volte nella fase di struttura si arriva fino a 6 mm.
Benissimo, grazie.
entrare nel piano sottocutaneo
e quindi adesso
durante l'intervento poi
la dottoressa Salae
vi illustrerà bene
quello che secondo me è il punto un pochino
più
delicato per seguire bene
il piano anatomico. Poi l'anatomia
vista in robotica
è ancora un po' sporca ragazzi
molto favorevole perché effettivamente
uscite poco a poco col trocar della Bipo
qui vedete, segniamo il peritoneo posteriore e la fascia posteriore
l'overlap del difetto deve essere sufficiente per quanto riguarda la rete
noi seguiamo almeno 5 cm se possibile
certo e purtroppo come come sai per paolo questi soprattutto questi laparoceli sono un po insidiosi
fatti dall'esterno allora l'iphone secondo me è un'ottima tecnica ancora oggi che possiamo
discutere del fatto di mettere la rete intraperitoneale quello che vuoi però rimane
un buon intervento, però su un difetto
così grande
certo devi mettere una rete grande
non c'è discussione
sì, perché altrimenti
non hai comunque risoluzione della problematica
non rischi di avere
dei dispiaceri, recidive
insomma
noi ne vediamo
tanti, grazie anche agli urologi
devo dire la verità
sui trocchi
non bellicali ci vengono
in aiuto
scherzo, scherzo
però scherzo ma non troppo
e diciamo che poi
contribuiscono a
ad aumentare
la casistica
esatto dai
qui vedi siamo con l'ottica
naturalmente down to up
è una 30 gradi ruotata dal basso verso l'alto
la bipolare
sulla mano, chiamiamola la mano sinistra
e la monopolare forbice
sulla destra
quindi piano piano sta liberando il piano retromuscolare fino apriamo tutta
la fascia così c'è un buon un buon lembo e non rischiamo di rompere il peritoneo
fino a raggiungere poi la linea alba e a fare quello che vi dicevo il passaggio il crossover al di là della linea alba
io devo dire una chirurgia che è molto io non è che ho mai amato tantissimo la
parete da quando lo facciamo robotica noi abbiamo iniziato già grossetto a farla parete robotica
perché sia stati fortunati che ce l'ha fatta fare sai il problema è solo quello che è ovvio
che dal punto di vista costo efficacia e soprattutto per le ernie incisionali più
grandi è sicuramente efficace perché riduce la digenza riduci le complicanze però dimostrarlo
alle direzioni strategiche non è sempre facile, come immagino anche tu sappia.
No, assolutamente, però sicuramente in centri ad alto volume di chirurgia robotica
credo che poi questo possa far parte del bagaglio da poter offrire come tipo di intervento.
Qui allora si tiene il grassetto preperitoneale verso l'alto, faccio il nostro spazio retromuscolare.
Il discorso di prima di metterli abbastanza laterali è proprio perché a fine procedura si ha difficoltà di poter performare la sintesi della fascia che abbiamo appena aperto.
si, c'è un minimo di distanza
per poter lavorare
senza avere una sovrapposizione
l'angolo superiore e l'angolo inferiore
se hai i trocar che sono troppo mediali
fai fatica
non riesci proprio a incontrare
i conflitti
si, sono un po' più insidiosi
e adesso il pneumo l'avete abbassato
a 8 dicevate?
si, in questa fase siamo a 8 mm
si, qua sai non hai bisogno
tanto di avere
di avere troppo pneumo, quanto basta per poter muovere gli strumenti, questo è un vantaggio del robot secondo me, un altro vantaggio importante perché hai comunque il docking del braccio robotico che ti mantiene un po' sollevata la parete, quindi fai una specie di, fai un effetto tenda che ti aiuta a poter lavorare anche con basso pneumo per i tornei.
Certo, una sorta di lifting in alto insomma.
Esatto.
E poi hai questa visione anatomica, devo dire, che nel dettaglio è molto effettiva.
Sì, molto molto bella effettivamente, precisa, comunque riesci proprio a, fibra per fibra,
a trovare il piano corretto e a scollare in modo assolutamente preciso e senza sanguinamento, senza nulla.
Poi l'unione tra la fascia anteriore e la fascia posteriore.
Ci manca ancora un po' perché qui siamo vicino al difetto.
valutiamo magari una volta che si fa il crossover anche la diastasi cosa che nella tac non sembrava
della fascia tra la fascia anteriore e posteriore e quelli poi il punto dove noi andiamo a incidere
di solito mezzo centimetro al di sotto della fusione delle due fasce che è più o meno a
a questo livello in maniera da riuscire a raggiungere la linea alba senza entrare nel
piano sottocutaneo e poi dopo si raggiunge naturalmente, si apre la fascia posteriore
e controlaterale in maniera da liberare anche lo spazio retromuscolare del retto controlaterale.
E scusami, cranialmente e caudalmente rispetto al difetto, lo scollamento per quanto lo fai?
quanti centimetri? Noi qui misuriamo 5 centimetri di solito, 5 sopra e 5 sotto in maniera di avere
una sovrapposizione della rete che sia 5-5-5. Poi se c'è anche associata una diastasi dei retti
magari ci si spinge, però il problema non è la diastasi, il problema è riuscire a stendere
una bella rete, qui siamo dove c'è il difetto erniario, poi invece più in alto c'è la
fusione tra parete anteriore e parete posteriore, credo che questo sia un ottimo intervento
dal punto di vista sia di tecnica che di risultati, è chiaro che la doppia console del Da Vinci
è uno strumento di insegnamento
io credo fantastico
perché
tu hai questa possibilità
di shiftare gli strumenti
dal chirurgo senior al chirurgo junior
durante ogni
passaggio della procedura
hai modo
con le tue freccine di far vedere
insomma una cosa che a noi
se l'avessimo avuta noi
quando imparavamo l'avremmo sognato
è una
è una guida
devo dire, no, estremamente utile
e i chirurghi giovani
in effetti hanno anche una manualità
con questo tipo di strumenti
molto molto superiore
a quelli più anziani
sicuramente è un momento didattico
estremamente importante
due console
fondamentale
sulla visione dell'anatomia
che per carità
come la laparo, voglio dire
la chirurgia video assistita comunque
comunque è stata una grande rivoluzione.
Questa robotica è ancora più, secondo me ci aiuta ancora di più proprio nel dettaglio,
nella precisione del movimento chirurgico, nella visione anatomica, nell'esposizione.
Il vantaggio di poter controllare la telecamera, adesso diciamo delle cose scontate sul robot,
però secondo me va sempre la pena sottolinearle perché vedi la stabilità della camera
che controlli tu come operatore è già quello che tutti i lavoratori si sognano perché comunque per
quanto tu abbia un team ben affiatato insomma hai sempre un altro che ti fa vedere ecco questo
è il punto no Ada dove incidi adesso siamo incidiamo circa 5 mm dall'incrocio tra la
fascia anteriore e la fascia posteriore, fino ad accedere diciamo al grasso preperitoneale,
eccolo qua. Questo è il punto importante, cioè mettersi a mezzo centimetro sotto la
fusione delle due fasce anteriore e posteriore e raggiungere il grasso preperitoneale,
se lo apri un po'. Questa qua si percepisce anche un pochino di diastasi, ma non credo
che è il problema clinico della paziente
anche qui lasciarsi un po' di margine della fascia
è importante perché poi dopo bisogna che chiudiamo il tutto
certo devi avere comunque un minimo di tessuto
nella chiusura appunto si riesce a prendere
tutte e due, anteriore e posteriore
da ambe due i lati
qua si vede che il muscolo si medializza un po'
per cui secondo me superiormente siamo più che sufficienti
l'altra osservazione che mi viene da fare
è che non bisogna neanche far si prende troppo
dell'entusiasmo, perché qua vedi talmente bene
che poi fai degli smontamenti
delle voci
magari anche esagerati
quindi bisogna sempre mantenere
tenere conto
5 cm vanno bene
se ti viene bene la fascia
contro laterale
non hai bisogno di fare un release
del trasverso
però poi magari quando siamo dall'altra parte la facciamo vedere dove è il trasverso perché si
riesce a vedere molto bene insomma quando hai i difetti incisionali più grandi riuscire a fare
un bel release e poter avvicinare poi bene la fascia e ricoprire la rete è un grande vantaggio
ecco qua forse già il muscolo dall'altra parte questo è il retto controlaterale ecco qui il grasso
Tendiamo a lasciarlo invece più a contatto col peritoneo perché rinforza un po' il peritoneo parietale.
In questo paziente ha un grasso rappresentato bene, non ha un peritoneo molto sottile,
però delle volte puoi avere una fascia posteriore e un peritoneo sottile in questa sede,
Quindi il grasso mantenuto sotto fa sì di non creare difetti a livello della fascia posteriore del peritoneo.
Certo, così come rinforza proprio da avere un tessuto più spesso.
Sì, esattamente.
In maniera da poter mettere, noi mettiamo delle reti in polipropilena,
in questi casi da non dover mettere reti diverse perché se hai tanti difetti peritoneali
poi il rischio è che la rete rimanga a contatto.
cambiare il tipo di rete
però normalmente
la rete in polipropilene
è quella che usiamo di solito
PVDF, polipropilene
comunque non riassorbibili
se noi in realtà
usiamo le Dynamesh
che sono
questo è il nostro laparocene
cerchiamo di ridurre
un po' di sacco dove è possibile
non sempre lo è
se lo usi poi anche quello
la precisione nella visione
nei movimenti chiaramente
devo dirti che proprio sulla parete
secondo me
hai un cambiamento
nella visione anatomica
importante
nei grossi laparoceli
il tempo più
indaginoso di solito è l'alisi di aderenza
è quello che poi
ti prolunga magari
di molto l'intervento ed è molto
soggettivo quindi
Quindi se hai interventi anche a cui devi fare del release bilaterale del trasverso,
talvolta la lisi aderenziale è quella che ti occupa il maggior tempo.
Molto.
Sì, talvolta sono interventi lunghi.
Questa secondo me è un'indicazione ideale perché hai visto non c'erano aderenze,
il difetto è abbastanza grosso perché non è l'ernietta umbilicale piccola piccola,
ma la parruccia è già un po' più grande
si è già bello discreto
insomma praticamente l'assenza di aderenze
si sta a fargli un intervento così
qua si vede bene il sacco
dove è possibile ridurlo
ripeto è sempre meglio
perché se si crea il difetto in questo punto
magari il più delle volte
una mini tar controlaterale
il più delle volte forse è necessario
se si riesce a preservare il sacco magari si evita appunto di performare la tarda all'altra parte
sì perché sai la tarda è tecnicamente una cosa che fai agevolmente
però comunque sia interrompi una parte importante della parete addominale
dal punto di vista del sostegno quindi alla fine chiudi il difetto
ma crei in qualche modo una debolezza nella sede del release, del trasverso, per cui è sempre da valutare con attenzione, più più si risparmia sulla demolizione della parete,
meglio poi uno riduce quello che riesce a proviamo qui è già un po più per via
smussa quel che riusciamo così evitiamo magari anche il siro ma post operatorio
che il sacco era molto più grosso rispetto al porta stessa.
Forse conviene che ci giriamo dall'altra parte.
È colpa dei ginecologi stavolta.
Ah, ginecologi!
Sì.
Stavolta sì.
Uno dai!
È un po' per uno, esatto, facciamo equilibrati.
non scontentiamo nessuno
non scontentiamo nessuna specialità
dai
voglio dire anche a lui capita spesso
di avere
si per carità è fatto
si è ridotto praticamente tutto
si
alla fine si è ridotto
quasi tutto
per via smossa
è venuto
controlliamo bene magari l'amostasi
il rischio dunque dopo il fatto di avere sieromi in effetti può essere un problema post operatorio
che insorge adesso soprattutto quando magari lasci il sacco non lo riduci completamente noi
un po' li impacchettiamo questi malati facciamo una compressiva e poi gli lasciamo la fascia
per un mesetto dopo l'intervento
finché tutti gli strati che abbiamo separato
in qualche modo non si consolidino
io direi che possiamo
iniziare con la TAR
ancora un pochino qua
controlliamo anche dall'altra parte
dove il retto
è un buon trucco
perché da sotto lo vedi bene
il retto controlaterale
il trasverso di là e il retto di qua. Qui inizia il trasverso e qui inizia il nostro retto.
Secondo più controllo. Sì, giusto per me. Qua si vede bene. Lei adesso apre e subito compare il muscolo.
Altro trucco per definire l'incrocio delle due. Si entra con la bipolare e il corrispettivo di
qua e dall'altra parte. Si mantiene lo stesso spessore in maniera che poi non fai fatica dopo
perché purtroppo devo scappare, ho una riunione. Ok, grazie Paolo è stato un piacere. È stato un
piacere come sempre anche per me alla prossima ciao paolo grazie ciao ciao
che la diastasi non c'è quasi mai rarissime volte per cui i muscoli ci
un po' di più rispetto al bordo. In questa fase aiuta a ruotarsi con l'ottica dall'altra parte,
puliamo un secondo l'ottica e poi mi mettete una garzina bagnata. Prepariamo un paio di v-lock
dello 0 lungo 23
dammi
era un po' sporco
l'occhio sinistro
ok, datemi una garza prima
si Giulia grazie
direi che anche inferiormente
è sufficiente
hai raggiunto la tasca, si hai fatto una tasca
lo spazio è perfetto
grazie
dammi la forbice
voi riuscite a vedere bene o è sporca l'ottica?
no vediamo, vediamo bene
grazie
Sì ce l'hai proprio frontale insomma.
Sì.
Come decorso post-operatorio, quali sono i pazienti che li mettete già in prima giornata?
Il più delle volte anche in prima giornata, dipende, se abitano un po' più lontane magari in seconda,
perché questi interventi li facciamo quasi sempre nel pomeriggio, dopo magari interventi un po' più lunghi,
per cui mettere un altro intervento più impegnativo si sfora con gli orari della sala.
Per cui il più delle volte sono interventi che finiscono tipo alle sette e mezza, otto di sera.
Sì, sì, giusto, quindi è una questione organizzativa nel senso che...
Sì, magari in seconda giornata vengono dimessi.
Dipende anche dall'entità.
Una TAR bilaterale è ovvio che sta due giorni sicuramente.
Inizia già il trasverso con i suoi bundle neurovascolari,
che diciamo il landmark più importante quando si perfeziona e si deve eseguire la TAR,
diciamo che per eseguire la TAR il punto di incisione è a circa 5 mm dal bundle neurovascolare
in corrispondenza della poneurosi dell'obliquo e devono essere rigorosamente risparmiati.
Qui forse è un altro bundle che io preserverei, perché direi che siamo abbastanza sufficienti anche laterali.
Qui ci avviciniamo già al grasso che riveste gli epigastrici dall'altra parte, questa è la semilunaris controlaterale, il muscolo retto in quel punto finisce.
Le mostre mi sembrano perfette.
Ok, io direi, passatemi il primo V-Lock, ecco il V-Lock ha rivoluzionato comunque non solo questo ma la chirurgia in generale, i fili autobloccanti hanno dato un aiuto importante.
la fascia anteriore la chiudiamo sempre con un filo calibro 0 invece la posteriore come
vedrete in seguito sempre autobloccante ma calibro 30 questo il suo tour cat
in questa fase meglio girarci dall'alto verso il basso mi pulite ragazzi che vedo un po di
il pneumo ragazzi
portiamo a 7 in questa fase
poi vediamo
grazie
poi stringendo la sutura
si blocca
rimettiamo a 8 il pneumo
che mi si chiude abbastanza il campo
si blocca
permette di eseguire dei movimenti
che con l'ecologia della parete
non puoi fare
forse solo con l'ecologia
alcuni interventi
in laparoscopia
tecnicamente parlando
secondo me sono un po'
concordo che i movimenti che tu riesci a fare
con questo tipo di piattaforma
in laparoscopia non riesci a fare
appunto, riesci a proporre
tecnologie di interventi
che in laparoscopia è veramente
riesci? No, fatti aprire due adesso, però cerchiamo sempre di spezzarli in modo tale da allentare forse un po'
anche la tensione. La tensione, ok, quindi poi parti dall'angolo caudale e risali, giusto?
Sì, sì, arrivo, secondo me con questo altri due passaggi, quindi dovrei fermare e partiamo con l'altro.
Non sempre parto di là, perché il più delle volte partendo da qua ti trovi il punto in mezzo abbastanza chiuso,
quindi il più delle volte riparto sempre da dove mi sono fermata,
perché questa parte come vedete il lembo della fascia un po' tende a sparire qui
e magari è difficile reperirlo una volta che si parte dal basso
perché si chiuda abbastanza il campo direi
si continuando dall'alto diciamo che riesci a trazionartelo quindi a vederlo meglio
partirei già con l'altro faccio un paio di passaggi al contrario
prendere prima l'altro punto, vai, fuori, ok, ricostituiamo proprio interamente l'integrità
della parete in questo modo, chiudiamo il difetto, chiudiamo, si proprio viene completamente
ricostruita la sua anatomia. Sì permette appunto chiusura primaria con sutura e successivamente
sempre a tutti i pazienti una TAC senza mezzo di contrasto a riposo e sotto valsalva e quello
importante perché già preoperatoriamente partiamo diciamo con una strategia se tar
monolaterale, se tar bilaterale, questo anche per una sorta di organizzazione delle tempistiche
operatorie perché la tar bilaterale come diceva il prof Bianchi tra viscerolisi e tutto
è un intervento che può durare dalle 3 alle 4 ore. Applicando la formula di carbone più
più o meno misuriamo la distanza dei muscoli e la distanza del difetto, partiamo già con
un'idea, che è la maggior parte dei casi, di quanto dobbiamo estenderci magari con la
nostra tasca piuttosto che con la dissezione, il più delle volte va così, il più delle
volte quando magari in alcuni casi il sacco non si riesce a ridurre o l'integrità della
la fascia del difetto non si mantiene, magari un po' di tarmono laterale dall'altra parte potrebbe essere necessario.
Si è quasi arrivato, sì.
a rilassare un po'.
Troviamo un po' le moste,
misuriamo la tasca.
Buono.
Ragazzi, non ho campo,
fatemi rilassare la pazienza.
Aspetta che controllo
le moste di sotto,
possiamo chiudere la pezza
e mettere in giro.
E dicevi che utilizzi una rete in polipropilene, giusto?
O PVDF, oggi abbiamo la PVDF, che è quella della Dynamesh, non riassorbibile, macroporosa.
Aspettate, ne avevo avvicinate due.
Quindi togliamo solo 5 della parte più lunga.
Il metodo di fissaggio invece usiamo quasi sempre la colla di cianacrilato,
magari nell'età un po più estese qualche punto di fissaggio magari al cooper piuttosto che sul
triangolo giallo a livello del processo questo video prevalentemente colla ma colla ok ragazzi
questo troppo per fuori quindi togliete la bipolare mettete bene il troppo dentro anzi
metti dentro il trocker, togli lo strumento prima, spingi il trocker dentro, sgancia il
Ok, magnifico, ecco, ci ho tenuto a tenere questa parte perché riposizionando il trocar rischia che può uscire dall'altra parte, dai, poco poco indietro, ok, perfetto, va bene così, poco poco più dentro, non ti preoccupare, abbassa la tenda, ok, perfetto, metti la bipo,
Così poi mi mettete la rete
Mettetemi il portaglio
Un secondino
Grazie
Ci aiutiamo con le frecce
Sì, al centro, le frecce al centro
Non si è mai ci sbagliato
Certo, cercate di fare dei reperi
Giusto per poterla collocare
Poi in modo più chiaramente
Sì, con il pennarello da fuori
Sì
È la sua?
È la sua, direi
direi di sì
brava la Giulia
possiamo pian piano
aspettate un secondo
iniziamo ad incolarla magari nella parte nostra
così
aspettate un secondo
potete entrare con la cannulina bianca
anche senza toglierne lo strumento
aspettate un secondo
Marco
fermati un attimo
direi che la rete è perfettamente adagiata
il premio l'avevi già abbassato a 6 dicevi giusto?
nella fase della chiusura
adesso sono ritornata a 8
tra la cresta iliaca e le coste era abbastanza stretto
per cui il più delle volte spezzarla a livello dell'anca aiuterebbe
aiuterebbe perché come avete visto i troper sono abbastanza laterali
per cui quando si va nel margine più craniale o più caudale
può capitare che il braccio dello strumento
può tipo sbattere contro il letto o contro il corpo della paziente
Per cui spazzarla aumenti lo spazio tra le coste e la cresta iliaca.
Non è più gioco per il movimento?
Sì, la distanza tra un trocher e l'altro è sempre di 8 cm più o meno, però nei pazienti magri a volte puoi avere un po' di conflitto quando vai tanto verso l'alto e tanto verso il basso.
e prendo solo il peritoneo perché qui abbiamo già il bundle del trasverso della nostra parte
per cui il più delle volte facendo questo passaggio abbastanza alla cieca rischia di danneggiarlo
ho evitato di prendere la fascia e ho pizzicato solo il peritoneo
ecco diciamo che è più qua il bundle, l'avevo visto mentre scollavo il piano
Dov'è uscito di nuovo? No.
Il pneumo aumentate di due per cortesia.
Questo fa un po' di pratica.
Dai, dammi un'altra, partiamo dall'altro angolo.
Un solo.
Tanto farò con una mano qui, l'angolo.
Sì, questa posizione è decisamente favorevole, più delicato, però usando magari una mano sola si riesce.
Cosa ne pensate? C'era un buchino nel...
Un buchino di là, sì.
Adesso controlliamo, ma non so quanto...
Mettiamo un attimo il portaghe, controlliamo bene, ma non so quanto ne vale la pena.
Adesso controlliamo bene, era qui del sacco, mi ricordo bene?
Sì.
Perché è così ridondante che una volta che si tessufla direi che questo buco diventa insignificante.
Assolutamente, sì.
Però, dammi un iCryl 3.0 lungo.
a 15
prendendolo in mano si è allargato
non dovevamo guardarlo
si è allargato
sembrava molto più piccolo
effettivamente
bang
maledetto
qualche domanda?
certo
intanto un saluto a tutti sono Graziano
Bernazza da Roma
ciao Graziano
complimenti per il bel lavoro che hai fatto
volevo chiedere
scusami ti sento un po' male
Andrea se possiamo ottimizzare il volume
volevo chiedere qualche domanda
l'ho fatta per canali non convenzionali
ma insomma che ha beneficio di tutti
l'accesso sistematicamente dal lato sinistro
Ha una ragione anatomica o di praticità di mano?
Allora, intanto diciamo che già il Verres lo facciamo sempre nel punto di Palmer e siamo a sinistra.
Diciamo che lavorando da sinistra a destra sei lontano, vabbè, allo spazio epatico e si riesce normalmente a lavorare molto meglio.
Ovvio, lavoriamo a destra nel momento in cui abbiamo quelle di confine, tipo la porocelli su costomia, quindi tutti i difetti laterali e sinistri.
Ovvio, lavoriamo bilaterale quando la TAR si fa bilaterale. Possiamo togliere, ragazzi, lo strumento?
Sì?
Sempre, sempre, sempre.
Mi senti, Graziano?
si si si ti sento
e ho compreso la risposta
l'ultima domanda
volevo chiederti è se
hai mai avuto la necessità
di sudurare oltre che la linea
mediana sulla diciamo
versante parietale
la linea mediana sul versante
che diciamo abbassi
diciamo di fascia posteriore
o se quello non lo suduri
mai e neanche
nei casi in cui hai dei grossi difetti
o magari
L'altra domanda era se hai dei riferimenti dimensionali per scegliere questo approccio piuttosto che una riparazione diversa, trattare bilaterale, se hai dei riferimenti dimensionali sui quali scegliete l'approccio.
Certo, quello che dicevo anche prima, soprattutto nei laparoceli importanti,
diciamo quelli più di 5 cm, a tutti i pazienti facciamo fare nel preoperatorio
una TAC senza mezzo di contrasto a riposo e sotto valsalva
e misuriamo accuratamente la distanza dei due muscoli retti e la distanza del difetto.
Applicando quella che è la formula di Carbonell, riusciamo già nel preoperatorio
ad avere un'idea precisa se è necessario fare una tarmono laterale piuttosto che una bilaterale
piuttosto che una semplice tarot.
Partiamo già con un'idea nel preoperatorio.
Per quanto riguarda l'altra domanda, se ci capita di chiudere la fascia posteriore
in corrispondenza del difetto avviene quasi sempre nei laparoccelli
perché in questo caso è stato molto agile ridurre il sacco dell'ernia quasi del tutto, c'è stato un piccolissimo difettino che ho chiuso adesso all'ultimo con un punto unico, ma nei laparoceli ampi è quasi impossibile riuscire a preservare l'integrità della fascia posteriore,
Per cui il più delle volte si fa la sintesi dell'anteriore, la sintesi della posteriore e successivamente il posizionamento della rete.
Grazie.
Grazie a te.
Grazie per l'ottimo intervento, grazie dottoressa e grazie a tutta l'equipe del San Paolo.
Perfetto, grazie mille a tutti, è stato un piacere e ci vediamo alla prossima.
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