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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Giorgio Giannone Asportazone GIST Gastrico Istituto Oncologico del Mediterraneo (Vivagrande - Sicilia)
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che siamo già in linea anche se io in cuffia non ricevo niente e quindi così devo parlare
senza feedback. Comunque buongiorno a tutti, siamo qui all'IOM di Catania e ci stiamo
collegando per trasmettere l'intervento di questa mattina. Ovviamente il mio compito
è quello di salutare, quindi buongiorno a tutti, anche se non riesco a sentire se c'è qualcuno che risponda oppure no,
e comunque accettate i saluti a tutti in generale, in particolare al professore Palazzini che ci ha voluto inserire in questa manifestazione
veramente importante per noi. È un ringraziamento particolare agli amici che in questo momento trepitanti
attendono dall'altro lato della regia l'inizio dell'intervento chirurgico.
Vi presento l'equipe di questa mattina, ovviamente gli anestesisti, il dottore Mario Cuglielmo e il relativo specializzando Francesco.
gli strumentisti Gaetano e Marco Zuan specializzando di quarto anno
che abbiamo avuto anche qui l'anno scorso come telecamerista
adesso invece è passato ad aiuto
avremo come telecamerista la dottoressa Costanza D'Agata
che conoscerete tra poco perché vi presenterà il caso clinico
Il paziente ve lo presenta Costanza a cui credo di poter passare, passiamo la linea dall'altro lato perché poi Costanza deve venire qua per lavarsi e cominciare l'intervento chirurgico.
Grazie dottore Giannone per la parola, vi vorrei parlare appunto del paziente che oggi si trova in sala operatoria all'Istituto Oncologico del Mediterraneo a Via Grande in Sicilia.
Parliamo di un uomo di 58 anni, 1,83 m per 104 kg.
In anamnesi patologica remota riferiamo ipertensione arteriosa e sindrome delle apnee ostruttive notturne.
Per quanto riguarda l'anamnesi patologica chirurgica pregressa, è stato operato di ernie del disco
e ho fatto un intervento per risolvere le apnee notturne.
Il paziente da qualche mese è venuto da noi in ambulatorio, ci ha riferito epigastralgia, disturbi addominali specifici, pertanto si è sottoposto a un'ecografia addominale che rileva la presenza in sede epigastrica sinistra di una massa di 55x65x77 mm fortemente disomogenea che assume stretto rapporto con altro gastrico.
Viene approfondito l'esame ecografico da una TC che conferma la presenza di questa massa in sede epigastrica del diametro di 80x71 mm che sembra originare dalla parete antrale dello stomaco, a sviluppo prevalentemente esofitico con estensione verso il basso.
completa lo studio, il work up diagnostico con una gastroscopia dove risulta essere indenne la mucosa gastrica
ma si presenta una compressione a bestrinseco in corrispondenza dell'antro gastrico
qui vi ho messo un paio di slide dove analizziamo le immagini TC nelle tre proiezioni
vediamo qui questa massa diciamo in corrispondenza dell'antro gastrico e qui abbiamo le altre proiezioni
ed ecco qui insomma questo è il nostro caso clinico ci vediamo in sala operatoria a dopo
parlare al di sopra della trasmissione anche se ripeto è uncomfortable a dir poco
il fatto di parlare e non sentirsi quello che uno dice comunque i ragazzi stanno facendo hanno già
fatto credo neomo e primo accesso marco perché abbiamo scelto di farlo lì questo accesso in
questo paziente sulla nella presentazione che io non ho potuto sentire hai detto che paziente
un metro e ottanta e qualche cosa per 103 kg di peso no dove farà piacere naturalmente se
se ci sta seguendo al dottore Piazza che si occupa della chirurgia dell'obesità, va bene.
Se sistemiamo un sondino nello stomaco non è male.
Marco tu, ecco, ti fai un giro nella pancia, mi pare che non ci sono impianti peritoneali.
Ok ragazzi, fate le altre porte, nel frattempo io me lavo e vi raggiungo.
Questo credo che sia il sesto disc gastrico che operiamo.
prossimamente l'acqua mi serve
abbiamo fatto
5, 4
abbiamo fatto resezione locale
infatti in genere
non c'è bisogno di resecare l'organo
né di fare l'infadenectomia
quando ci si trova di fronte a questo tipo
di patologia
ad eccezione di uno di questi gisti che era localizzato
all'aggiunzione
esofagocastrica in cui abbiamo dovuto fare
una gasectomia polare superiore
per riuscire a
Puliscono l'ottica.
E puliscono l'ottica.
Poi mettiamo l'altro drogher.
Perfino adesso non ci serve l'altro drogher.
Sono sempre convinto che
mettere troppi drogher
nella pancia a volte è più facile
e a volte invece crea confusione.
Dalla serratta due mani ce n'hai
e due ce la
l'aiuto.
Giustamente se non metto un altro drogher
è come se lui non partecipasse
all'intervento, no?
Vediamo, vediamo, da qui com'è.
E' antrale, mi accorgi?
E mettetelo a un togher da cinque, mi aiuti dai.
Togher?
Spattino.
Visto?
Andiamo qui.
Quando vuole dottore.
E io che c'entro, tu vuoi mettere il togher?
Mettilo nel punto giusto poi, non ti fa ragazziare.
Dai, è un poco più giù, mettilo più giù, più giù, più giù, più giù.
lì più giù perché altrimenti poi siamo nella stessa linea l'altra parte se tutto va bene
l'aiuto non fa qualche cosa storta a scendere come fa l'operatore un pochino a rilassarsi
se vuoi rilassare ok andiamo qua ragazzi ora questa punta merida io la ritengo veramente
cioè forse i tecnici dell'escola hanno avuto una bella fantasia. Ovviamente gli specializzanti che
sono appunto Costanza e Marco ci fanno vedere le immagini che ci servono e cercano di stare nel
piano giusto, il piano giusto, notoriamente, loro sono convinti che è quello che non sangue,
adesso che cos'è, niente, un vaso, allora da qui lo possiamo ancora aprire, non lo so se vale la
pena di andarci anche dall'altro lato, ma in genere la laparoscopia nello stomaco si lavora meglio
dal lato di sotto che dal lato di sotto, cioè veramente c'è bisogno di fare, tranne quando non
bisogna salire all'Aggiunzione Sottolucastrica, allora chiaramente bisogna andarci dall'altro
è collegato, comunque sono sicuro che almeno ci sono due dei ragazzi che hanno frequentato
E dovrebbe esserci pure Vanessa con Emma, la piccolina, che dice che ha ancora qualche mese, meno di sei mesi, però dice che già con sangue non mente, si guarda il palazzino e ci piace.
Ciao Vanessa.
Allora, che stiamo facendo?
Attenzione.
Dobbiamo sempre stare nel piano giusto.
Purtroppo non riceviamo niente in cuffia, potremmo anche, in qualche modo, avere qualche consiglio dall'audience
sulla strategia da seguire. Non sappiamo neanche se c'è qualcuno collegato oppure no.
Andiamo qua. No, no, no, no, Marco. Non prendere niente.
se ci mettiamo a tirare
dobbiamo andare a carezzare
così
penso che qua
adesso se possiamo passare da qui
guarda
senza fare sangue
sangue niente
che vuol dire stare nel piano giusto
qual è il piano giusto Marco?
quello che non sangue
ah ecco
penso questa cosa
che l'avete preparata per essere facile
andiamo sopra, vediamo dove possiamo uscire, qui solleva lo stomaco, poco poco, ok, quindi non c'è il rischio di stenozizzare l'angelo secondo me perché c'è questo bel peduncolo, ecco, è grande questo coso, ha un bel peduncolo, ecco, vedete, questo ci passa di sotto, ora procederemo con una suturatrice,
lineare, endoscopica e meccanizzata. Per la struttura che vedete di questo peduncolo
abbiamo scelto un tipo di ricarica gialla che ha un punto di altezza di 3,8 mm che è una via
di mezzo proprio per la consistenza del tessuto. Se vuole farla vedere dall'esterno, l'avete fatta
Adesso introducendo la suturatrice, il collo della suturatrice ha uno snodo, parliamo delle suturatrici della Rich Surgical, ha uno snodo di 55 gradi, lo snodo si può fare ovviamente solo prima della morsa,
perché per sicurezza non potrà poi essere modificato questo angolo una volta preso il tessuto.
Come vedete adesso facciamo la presa con il manico, ovviamente adesso che è ancora aperta si può cambiare l'angolazione della strutturatrice
senza fare danno
senza lesionare ovviamente
senza violare
quello che è il principio
andiamo ad incorporare
tutto il peduncolo
vediamo
stoccalo verso là
verso l'altra
per gli spettatori degli altri regioni
stoccalo qua in Sicilia
significa articola
sfruttiamo il grado di angolazione
della macchina
non tiene così?
E se io rientrassi da questo lato?
Ovviamente, abbiamo fatto delle varie prove per trovare l'angolazione giusta necessaria.
Proviamo ad avere l'angolazione giusta perché dentro lo stomaco non c'è niente, dal lato mucoso.
No, è una cosa esofitica completamente.
È esofitica, altrimenti la biopsia l'avremmo fatta.
L'avremmo fatta intragastrica però.
L'avremmo fatta da dentro lo stomaco.
Esattamente, la mucosa era integra.
Siamo quasi all'integra e francamente andare a puncere la massa trattandosi molto probabilmente di questo tipo di patologia
non è, riteniamo che non sia una buona idea, per carità se ne fanno biopsie tutti i giorni.
Non è good practice però.
Esattamente, vediamo se da qui, ah penso di sì, stiamo facendo un po' di teatro.
Ovviamente lo strumentista riesce ad angolare, a seconda del caso, la testina, angola ancora un po', si ha la chiusura.
A questo momento parte un cicalino lampeggiante di colore blu che conterà circa 15 secondi durante i quali il tessuto si va a privare di tutti i liquidi e quindi consentire una miglior chiusura della ricarica.
la ricarica. Ecco poi dopo 15 secondi c'è un bip e possiamo premere il pulsante azzurro.
Premi, basta. E procedere col grillettino all'avanzamento della lama.
Questo lo faccio io. Avanzamento che può essere continuo come sta facendo il dottore
Giannone oppure progressivo. Si auto-retrea automaticamente e a questo punto con dei pulsanti
posti sul pollice possiamo aprire la strutturatrice. E questa è fatta la sezione.
Eligio, ci daresti una continua sopra la sutura attrice tua o no?
È sempre possibile fare un sopraggitto per...
Sì, questo è che sia possibile, il problema è vedere se è desiderabile, no?
Perché vediamo...
Se avete fiducia nelle suturatezze meccaniche, generalmente non serve, però...
Ah, ecco, tutti dicono così, poi tutti alla fine finiscono per darci un colpo di sutura,
quando è cielo aperto e la paroscopia c'è chi dice che non è diventa ancora meno necessaria
di prima perché deve andare necessario che si pare che si sia già autolimitato che ci
gode esattamente quindi il gemizio vedete sia autolimitato ha detto enrica e quindi non facciamo
perché purtroppo abbiamo assistito anche a pazienti con recidive importanti perché questo risultato di avere la massa integra
è come la vedete una cosa fondamentale per la prognosi del paziente negli anni a seguire
magari non nell'immediato ma negli anni a seguire potrebbe essere molto importante per il paziente
E' chiaro che il follow up di questo paziente non va fatto come normalmente succede con le gastroscopie perché raramente il gist recidiva nello stomaco, recidiva in peritoneo, quindi il follow up lo ha fatto.
E poi i follow up che anche a distanza di tanto tempo possono mostrare delle sorprese.
Per quanti anni dovremmo fare ora il follow up a questo paziente? Considerato che lui quanti anni ha?
Tu l'hai presentato. Marco, ti muovi come?
Il paziente ha 58 anni.
Potrei tirarlo fuori il sacchetto ancora per aprirmi qua e far venire...
Lo posso tirare fuori? Sì?
Senza romperlo.
Ancora è chiuso qua, no? No, è aperto.
Ah, è aperto, va bene.
Allora, ora lo chiudo.
Ecco, eventualmente te ne puoi colpire un altro.
Lascia, lascia. Vediamo dov'è.
Come, come?
Di lasciarlo libero.
Prima che glielo lasci.
Ma è che si è rotto dal sacchetto?
Sì, si è rotto il supporto, quindi devi tirare fuori tutto col trocker.
Abbiamo perso tutto il...
Chetano.
Perché c'è la polvolina aperta.
Togli il trocker e rimetti l'introduttore.
Può uscire tutto?
Sì.
Brava.
L'introduttore.
Marco, fermo che mi sono incastrato le dita.
Le guanti.
I guanti.
I guanti sono femminili.
il gas dove ce l'avete?
il gas ce l'abbiamo qua
va bene
è importante anche l'esame istologico
facciamo affare nel temporaneo?
no
in base ai numeri di mitosi
e le dimensioni
cambia anche il rischio
noi abbiamo una grande fortuna
quella di avere
degli anatomopatologi che vengono in sala operatoria tutti i giorni e non si seccano
e quindi anche oggi credo che chiamiamo la dottoressa Piombino aspetta un attimo
Una pinza, sì, fammi mettere questa cosa.
Mi dai anche un po' d'acqua?
Vabbè.
Voi?
Ok, andiamo là.
Ormai no.
Questo sono io e quello sei tu.
Ok, andiamo qua.
Ok, costante.
Dottore.
Una bella inguatata allo sponsor.
Ok?
Perché qui c'è scritto...
Sì, da qui, è da qui, ok? No, noi non vogliamo conflitto di interesse e quindi facciamo quello che dobbiamo fare, no?
Questo strumento bipolare, come vedete, funziona anche a branche aperte, no? Cioè non c'è bisogno di chiudere, vedete?
Cioè, intanto fa partire il bottone, non bisogna tenerlo premuto.
Lui sta acceso e puoi anche non chiuderlo e la corrente passa lo stesso, vedete?
Ora lo chiudo tutto e va bene, gli do un altro pop.
Insomma, questa io era una cosa che cercavo nell'astrumento che avevamo prima.
Cioè, la possibilità intanto di avere una punta Maryland e di avere l'interruttore sollevata.
Guarda, fammi vedere Costanza se posso prendere quel pochino di stomaco, ce lo usciamo da qui, benissimo, ora mi deve dare il sacco.
Insomma ce l'avevo, aspetto di una cosa encefaloide, per favore stavolta non facciamo...
Tutto, tutto, tutto.
No, così lo posso uscire già, no?
Si, si può uscire, certo.
Eh, certo, no?
Apriamo.
Avanti, avanti, avanti.
Avanti, Silvio.
Ora, questo sacchetto non ci ha sponsorizzato, quindi non lo so come si chiama.
E non lo riproporremmo a nessuno.
Va bene, va.
La vita è una farsa, se dice a Catania.
Va bene, possiamo tirare?
Tiriamo, ora dentro.
Bene.
Adesso purtroppo ancora non abbiamo nessun interlocutore,
quindi non possiamo neanche chiedere l'impressione.
Ragazzi, che fate? Ve lo uscite questo cosa?
Da dove lo usciamo? Ecco, l'altra versata è questa.
Dal fannestil?
Insomma, tutte le masse addominali escono meglio dal fannestil,
ha meno, si dice, morbidità di una incisione mediana o di una incisione sottocostale.
D'altra parte questo gistro non dovremmo romperlo.
E dentro il sacchetto?
E dentro il sacchetto, quindi insomma facciamo un fannestil, anzi fate un fannestil.
Proteggete l'accesso, la laparotomia di servizio la proteggiamo.
Esattamente, prendiamo uno strumento che serve oramai rutinariamente per proteggere la laparotomia di servizio
che però appartiene alla ditta che ci ha sponsorizzato l'anno scorso, quindi va bene, non è importante.
Costanza, lo fate questo?
Sì, sì, procediamo.
Quindi ancora l'intervento continuo, fino a quando non portiamo fuori.
L'ha chiamata la dottoressa Piombino?
Sì, giusto.
Assolutamente sì.
Il sacchettino, fate il progetto.
Allora, suggerimento di Eligio, scusatemi.
Mettetelo, il paziente, mettetelo piatto.
Eligio suggerisce di risparmiare, e il risparmio in casa di cura, come voi sapete, è sempre benvenuto.
Quindi Eligio dice, non usate nessun produttore, usate il sacchetto,
quindi uscite il laccio del sacchetto dalla ferita,
se solo uscite dentro il sacchetto non c'è bisogno di proteggere la ferita.
E questo è giusto anche questo, sicuramente.
Vedete, il bello di essere così, in tanti, a guardare un intervento,
è che possono venire suggerimenti e magari uno certa volta non ci pensa,
perché è preso da fare sempre la stessa routine.
Per esempio, tutti i reni, noi facciamo un numero significativo di neoplasia renale.
Impressionante, non impressionante, bisogna vedere chi lo sente, no?
Sì, sì.
E comunque facciamo molti reni, diciamo così.
Ovviamente l'incisione più adeguata per uscire i reni dalla pancia è il fannestil,
quello che ha meno morbilità.
E poi è un'incisione facile da fare, facile da chiudere e non ha molta morbilità.
Non fa bene.
Guardate la fannestil.
che la fanno tutti i giorni no perché per loro ce l'hanno reso
l'udinaria il farnestel quindi di questo le ringraziamo eppure certe volte noi usiamo
un protettore di ferita ma tutti i reni li usciamo messi dentro il sacco sempre d'accordo
quindi da ora in poi non vi sarà più consentito di mettere protettore di ferita nel farnestel
per uscire il rene, va bene? Grazie Aligio, penso che qua il direttore ti ringrazierà per questo, va bene?
Se i tempi lo permettono potremmo far salire gli anatomopatologi, far vedere la...
Sì, perché vuoi chiamarla? Perfetto, lo dici? Così...
perché questo è una cosa per noi rutinaria
togliere il pezzo dalla pancia
chiamare l'anatomofotologo
guardarlo insieme a fresco
e questo è particolarmente importante
per giudicare a volte il mesoretto
perché tutti dicono che il mesoretto indenne
è la cosa più desiderabile dell'intervento chirurgico
il retto come lo fai, fai di sopra, di sotto
zanzanale quello che sia ma l'importante è avere un mesoretto indietro ora io credo che il momento
migliore per fotografare e valutare il mesoretto indietro sia proprio appena esci il pezzo da dentro
la pancia esattamente perché poi se uno questo lavoro non lo fa in quel momento probabilmente
quando cerca di vedere la statistica dei mesoretti integri poi ne escono molti di più integri e poi
Poi bisognerebbe appunto fotografarlo in sala operatoria il mesoretto per poter dire guardate queste sono tutte fotografie di mesoretti integri o quantomeno ci intendiamo su che cos'è il mesoretto integro secondo i criteri di Quirk.
Ci sono dei criteri ormai che sono accettati da tutti.
Ma ritornando alla storia del gist, questo paziente adesso dovrà fare un follow up.
Io credo che questo paziente bisogna inserirlo in un protocollo di terapia adiuvante.
Saranno valutati i fattori di rischio di questa neoplasia.
uno ce l'abbiamo già
che è le dimensioni
perché
ci sono criteri di rischio
naturalmente legati alla morfologia
del pezzo e questi sono
i criteri dell'AFIP, c'è l'associazione americana
di anatomia patologica
sono 5 criteri che
in qualche modo
quasi quasi ce li abbiamo qui
più i criteri microscopici
cioè di questa neoplasia
vogliamo sapere il diametro
vogliamo sapere il numero di mitosi
per campo microscopico e questi sono parametri anatomopatologici, ecco perché sono i criteri
di rischio dell'Asep. Poi ci sono criteri biologici, quindi le mutazioni, che questa
neoplasia ha delle caratteristiche, uno è CD117 positivo, cioè ha un antigene positivo e spesso
contiene la mutazione delle zone. Marco, tu sui resta stira le mutazioni? Certo, non mi sentono, se parli forte ti sentono, certo.
Ovviamente le zone 9 e le zone 11 sono i due soni da prendere in considerazione, esatto, nelle mutazioni del Cichit fondamentalmente.
Nella mutazione del ciclismo.
Il zone 11 è quello che impone la terapia con i matinib a 800 mg, quindi rattoppiata.
La malattia risponde anche in relazione al dosaggio dell'inibitore dell'aterosinogenase,
cioè i matinib che poi, insomma, è il clivec commercialmente parlando,
che rappresenta sempre il capostipite dell'inibitore dell'aterosinogenase.
Quindi questo paziente dovrà fare un inibitore dell'aterosinogenase
perché ha un fattore di rischio di pensione e io penso a guardarlo come un encefaloide molto cellulato
è probabile che abbia pure un numero di mitosi elevato per cui ha anche questo fattore di rischio
vedremo poi quale mutazione ha per fare eventualmente un dotaggio di 400 mg o di 800 mg
e vedere come risponde perché non hai malattia arrivata a questo punto
quindi tu non ti puoi basare né su parametri di laboratorio né su parametri di diagnostica per immagine
per valutare la riduzione, però deve farlo, il problema sarà per quanto tempo deve farlo
anche quello è un issue della patologia, d'altra parte non avendo, essendo la terapia adiuvante
e quindi non avendo una malattia residua, come fai a dire ora mi fermo, lo fai su base
statistica, cioè sulla base di quello che hanno fatto sugli studi prospettici che sono
sono state fatte, si cerca di capire per quanto tempo anche lo devi fare, d'altra parte
sicuramente l'Hematinib non ha cambiato l'overall survival di questa malattia, però ha cambiato
il decorso clinico della malattia, quindi il disease free survival, sicuramente l'Hematinib
ha cambiato il disease free survival, ma poi alla fine quelli che purtroppo hanno malattia
diffusa o sistemica sono quelli che non sopravviveranno, quindi alla fine l'opera survival rimane
lo stesso. Tuttavia l'oncologo si deve regolare, perché non è che nessun farmaco è privo
effetti collaterali. Per giunta si è fatta a lungo termine, cioè se noi facciamo 400
milligrammi per cinque anni, prima o poi avrà il paziente qualche problema. Allora eravamo
partiti per due anni di terapia, poi si prolunga, ma sempre non basandosi su dati specifici
del paziente. Poi eventualmente se dovesse comparire una recidiva, che può essere epatica
chiaramente, o locale nella pancia, e quella locale nella pancia può essere diffusa,
quindi potremmo chiamarla gistosi peritoneale, cioè una carcinosi peritoneale da gisti,
oppure localizzata, cioè tu hai di nuovo una massa come questa, che magari aderisce
a uno, due organi, quello che sia, poi non risponde più all'inibitore della serosinogenasi,
allora che fai? Fai chirurgia di nuovo, c'è la possibilità soprattutto di ottenere un
R0, perché il gold standard di questa chirurgia è la chirurgia R0, come per tantissimi tumori
però qui è importante
è estremamente importante
anche perché rompere quella massa
mentre la togli
se la togli così
magari ce l'ha aperta
è più facile
sì, Eligio
perché
che c'è?
è uscito
ha visto Eligio?
chiudete
io
Io? Se prendi il metro, il metrol, il metro, no il metrol, va bene.
Vedete qui era dove era attaccato, no?
E abbiamo un margine di stomaco, stiamo sicuri su questo.
La cassa è sola e indenne, anche se ci sono queste aree di irregolarità.
Poi io mi sto compromettendo, assumendo che sia un gisto.
Vediamo cosa dice la dottoressa.
Possiamo avvicinare la dottoressa.
Dottoressa, che ti sembra?
Possiamo scendere il gas?
abbiamo portato le tavolette però
si e prendele dai
come che si chiamano?
powerette?
no le tavolette numerose
ah le tavolette
ok
aspetta ci mettiamo
si asciugolo
ci mettiamo la tavoletta di sotto
così resta fotografato
dal momento che siamo collegati
gli facciamo vedere anche la superficie di taglio no?
ma lo facciamo fare alla dottoressa
ecco
ok
Ok, la dottoressa viene affezzata qua in sala operatoria, anzi oramai gliele teniamo qua queste cose, ok, per dire che è di casa.
Questo è il bel perestro con la china.
Mi dire che vuoi chinare, allora se vuoi chinare qua devi chinare questo qua, la linea di sutura, ok, sbava un pochino.
si certo, pezza
il margine viene chinato
e c'è il negro
si centrale
il torre è stato sempre un gisto o no?
a te è sempre un gisto
ma vedi quante metose ci sono?
intanto quanto è grande?
8 centimetri come diceva la TAC o? Circa 8. Vedete, questa aveva una diagnostica, il radiologo,
qua spesso fanno gioco del radiologo, li chiamano quelle della diagnostica per immaginazione,
però ci aiutano e ci aiutano tanto, soprattutto se si lavora insieme, perché così come con
con l'anatomo patologo c'è questo tipo di rapporto, con i radiologi si leggono, la diagnostica
si legge insieme e quindi noi impariamo tante cose, non abbiamo degli interlocutori con
cui poter discutere il percorso che abbiamo fatto, oppure chiedere se qualcuno avesse
fatto qualcosa di differente, ci accontentiamo così, come mai non abbiamo un collegamento
né in cuffia, forse non c'è nessuno, che ne so.
C'è la situazione dove c'è la sutura, il tessuto, si ferma, continua.
Fa la inquadrazione.
Sì, lì ora...
Allora, il giste è un acronimo che vuol dire
che ha su in testa uno stromo al tumore.
Ora, da dove deriva? Perché non c'è niente nella mucosa, nello stomaco?
Non posso dire niente.
Perché in effetti questo tumore deriva dalle cellule stromali di supporto delle cellule nervose
che si trovano tra i due strati della muscolatura, dello stomaco.
Quindi praticamente a volte quando il tumore comincia a crescere verso l'esterno
sposta uno strato di muscolatura e la mucosa verso l'interno senza infiltrarle, senza intaccarle.
E questo è quello che è successo in questo caso.
quindi questo è un tumore che deriva da queste cellule e sicuramente la sede più comune
per chi normalmente fa questo tipo di cose il rapporto è 5 gastrici, 1 digiunale e 1 colico rettale
di aprire e chiudere la mano
tutto automatizzato
va bene
ma poi dicono che costi pure di meno
che i prezzi sono vantaggiosi
rispetto a quella di prima
sicuramente
va bene
dottoressa
grazie, noi avremmo finito
siamo ancora
non so se lo siamo in trasmissione
no?
no, perché c'è una bella mostra
e chiude
Ok, chiudete le porte, serrate le finestre, drenaggio sì, drenaggio no, ecco questa è un'altra cosa.
Guarda qua per risparmiare le inventano tutte, drenaggio no, quindi non lasciamo un drenaggio.
Se questa sutura non tiene bene nell'ottomoco, ti telefoniamo.
Non ha rimanuto tanto la staglia.
Tutto regolare.
Sondino sì, sondino no.
Sondino è messo, si potrebbe anche...
Io mi chiedo Eras sì, Eras no.
Cioè questo sondino quando glielo lasciamo?
Domani lo togliamo.
Domani lo togliamo?
Compromesso, lo lasciamo tutto oggi e domani lo tagliamo.
non lo so quanta evidenza ci sia che ripeto questo paziente ha bisogno di un zondino e
quanta ce ne sia per dire che non ne ha bisogno certo dispiacerebbe se il paziente dovesse avere
un paio di gonate di vomito dovuto alla morfina che ci avete fatto voi a non avete fatto a quindi
seguite pure protocolli eras a volte si va bene Francesco e allora che ci facciamo un poco di
marcaina nelle porte in modo tale che il paziente non ha dolore completamente e quindi ovviamente
non fa morfina e ovviamente può seguire un protocollo ERAS le porte non sanguino
non d'accordo questa è buona norma prima di chiudere di andare a ispezionare le porte da
10 quantomeno quelle da 10 anche se le due porte da 10 da lavoro sono messe sul bordo
del muscolo retto, quindi le vasi peccatrici e le vasi muscolari normalmente non ce ne sono.
Ogni tanto capita che una porta sanguigna, ma sono le porte che tranciano un vaso significativo.
Se noi le mettiamo in un punto dove...
Le diamo un colpettino di...
Rimetti il trocar, un altro.
No, uno, ecco.
Dalla, dalla...
Ma c'è, c'è l'Alessia messo?
Sì.
Ah, l'avete messo, eh.
Se ci vuoi dare, per favore, prendi il caimano.
Dai.
Da sotto, da sotto.
Vai, viene meglio.
Vedete, questo probabilmente non succederebbe niente se lo lasciassimo,
ma non è, non è prudente, è meglio coagulare.
Gira con la punta verso l'interno, così, poggialo, ecco, vai, vai, vai, no, no, costante, stai lavorando, ecco, ecco, così, ecco.
Vedi se puoi mettere una branca dentro e una fuori, così, vai.
Dico, ci sono tanti modi per controllare una porta che sanguina, ma la prima cosa è quella di osservarla prima di chiudere, prima di andarsela.
se sanguina poi ci sono tanti sistemi per poterlo fare
eventualmente preparaci un elettrodo monopolare
e qua sono sicuro che se avessimo potuto avere feedback dei colleghi
ognuno ha un modo suo preferito di controllare la porta che sanguina alla fine dell'intervento
sai che ci passa il folio dentro, gonfia il palloncino e lo tiene 5 minuti
c'è monopolare, bepolare, insomma, non ci sono...
è importante comunque che i giovani colleghi, diciamo gli specializzanti
devono stare attenti a questo dettaglio che come vedete
non abbiamo fatto niente di strano però c'è una porta che sanguina alla fine dell'intervento
poi eventualmente devi fare un foley, una seringa per gonfiare il polloncino
spingi così, ti fai dare l'elecito monopolare?
Vanessa, vedi Costanza come fa a fare questa cosa? Come facevi tu, a quindicina d'anni fa.
Fai fallo cadere quel coagulo, così.
E metteci, no, metteci il... ecco, metteci l'elettrodo, lì.
Così, coagulo, coagulo, coagulo.
Ecco, va bene.
Beautiful.
Today is Black Friday, right?
Not today.
e anche Thanksgiving ragazzi
oggi non ce ne sono famiglie in America
che non si mangiano il tacchino
con la marmellata di prugni
che bellezza
il tacchino è freddo
quindi col tacchino
e marmellata di prugni
metteci un po' di uffolino per un secondo
aspetti un pochino
e poi
noi praticamente avremmo finito
possiamo continuare a chiacchierare quando vogliamo
ma sostanzialmente possiamo chiudere
va bene?
salutiamo tutti gli amici
se ce ne sono stati che ci hanno guardato
ringraziamo di nuovo il professor Palazzini
e ci sentiamo per il prossimo anno
magari prepariamo un caso più lungo
ma questo non si sa
poteva durare anche un po' di più
va bene, finita così
grazie, arrivederci
Grazie, a prossimo anno.
AI 对话
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