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21° Palazzini 2010 G. MELOTTI Acalasia Esofagea laparoscopica
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Pronto? Sì pronto. Salve ci sentite? Sono il dottor Marchi della sala del dottor Melotti.
Ecco sì sono Megevan. Salve dottor Megevan. Sì buongiorno. Stiamo cominciando, non so
se avete le immagini. Sì bene. È un caso di accalasia esofagea, adesso il dottor Melotti
che mi spiegherà bene il caso. È comunque una donna di 65 anni con una storia di accalasia
che è data ormai da più di 20 anni, con una sintomatologia come disfagia per i liquidi,
poi anche una disfagia paradossa, che chiaramente in una storia così lunga, con la diagnosi
precoce di alcalassia esofagea, come capirete è andata incontro a molti tentativi di dilatazione
endoscopica. Tutto quanto fin quando il quadro, quantomeno clinico, è stato quantomeno parlato
dalla terapia endoscopica
da ormai
molto tempo non rispondeva più alle dilatazioni
e il quadro radiologico è diventato
quello di un quadro di
megasofago a calassico
con delle
immagini chiare
alle indagini funzionali
dello studio esofageo
di immagini veramente amirate
che sono delle tinte
che sono le scuole molto precisate
a questo punto la paziente ha una discogia vera
sia per i soldi che per i liquidi
è studiata
adeguatamente come sempre
dai nostri colleghi
dal centro di fisiopatologia
digestiva, è stata posta in indicazione
all'intervento chirurgico di
miotomia
extra mucosa secondo L
che è l'intervento che noi seguiamo
abitualmente
in questi casi
avete qualche immagine a farci vedere
per caso?
scusate
Il nome dell'operatore per cortesia da Modena?
Il dottor Melotti, sono il dottor Matti, intanto stiamo preparando il campo e stiamo facendo il posizionamento del robot.
Tutti saranno Melotti che opera?
Assolutamente, se avete le immagini esterne vi facciamo vedere soltanto presso a poco dove saranno posizionati i trocar,
come questa mattina, avete visto abbiamo fatto il primo peritoneo con Agoni Verretti,
quando è di sinistra. Questa sarà orientativamente la posizione della telecamera, tre dita di sopra
e leggermente a sinistra dell'ombelico, perché in questo modo siamo in asse con lo iato. I due
tro a sinistra, qui il più possibile in maniera in vicinanza della casa costale, posizioneremo
un trocar del quarto braccio, che è quello che proviene da sinistra, quello che vedete voi da
sinistra sarà dalla destra sollevare il lobo sinistro del fegato per poter accedere alloggiato
qui e qui come vedete distanziati in modo tale da poter avere affinché i braccia le braccia del
rombo possano avere la loro assoluta autonomia gli altri due trocker attraverso i quali inter
hanno le due braccia che sono il braccio destro e il braccio sinistro dell'operatore switch anno
sul braccio sinistro come abbiamo posizionato il robot ora, il primo operatore alla console
robotica potrà utilizzare indifferentemente o questo o la strumentazione di questo braccio
o di questo braccio, è vincolata invece qui a destra all'utilizzo del braccio solo su
questo trocar e qui invece un po' più in basso, sempre in modo tale da poter lavorare
senza intralciare i bracci del robot, verrà introdotto un trocar accessorio che il chirurgo
che è al tavolo operatorio utilizzerà per le adeguate trazioni. In questo caso, adesso
vedremo rendendoci conto, sembra un addome abbastanza grande, ma cerchiamo di stare un
pochino più su rispetto alle posizioni che utilizzeremo per una fundoblicazia perché
dovendo fare una miotomia che risale almeno 8 cm o 10 cm sull'esofago abbiamo bisogno
sia con l'ottica che con gli strumenti di entrare nell'oiate, quindi un po'
trazionarlo in basso, un po' andare in alto, in modo da avere lo spazio adeguato
per poter lavorare in maniera comoda. Bene, la spiegazione è molto chiara.
Vi aggiungo che è stato già posizionato un endoscopio all'interno dell'esofago
che posizioniamo sempre nei pazienti che devono essere sottoposti a un intervento
chirurgico per acalasia, perché questo ci servirà a guidare la miotomia in modo da
essere sicuri di non fare lesioni sulla parete.
Vi dicevo, l'unico problema che noi non facciamo molto volentieri con il robot, ma che in realtà
siamo costretti a fare è il posizionamento del primo trocar alla cieca perché non esiste ad
esempio un visivort o un trocar ottico che si può utilizzare con questa telecamera che come
vedete è piuttosto grande motivo per cui entriamo diciamo così con il primo trocar alla cieca
forse è l'unico dato forse a questo punto avete anche le immagini interne si vediamo utilizzando
manovrando questa telecamera che è poco agevole manovrare come vedete proprio per gli ingombri
andiamo a fare il posizionamento dei trocar
andiamo a preparare un po' di acqua calda
ce l'ho già
allora, vi dicevo
trocar robotici
tratto da 7 mm
qui ci sposteremo
vedete, differiscono di qualche centimetro
rispetto alla previsione
le posizioni dei trocar
questo cerchiamo di metterlo qui a sinistra
appena di sotto dell'arcata costale
del logo destro del pegato
perché ci servirà a sollevare
come vedrete, il logo sinistro del fegato che chiude l'accesso all'odiano.
Vistori.
Sono trocker reusable, quindi non sono trocker monouso, quelli del robot,
e sono da 7.000 metri.
Eccoli qui, non so se abbiamo avuto modo di vederli anche in questa mattina.
Marchi, si è avvicinato un po' l'immagine lì.
Sì, adesso con il prossimo ve lo avviciniamo.
Vai sempre in direzione, adesso sono.
Sono trocar un pochino più traumatici degli altri, come vedete, anche dalle immagini interne,
quindi questo ci deve far porre un pochino più di attenzione nell'utilizzo,
o quantomeno nell'accesso, nella cavità dominante.
Puliamo l'istante del salto all'ottica, puliamo anche l'accesso al proter,
il proter che si asporta, Angela per cortesia.
Con noi la nostra strumentista Angela, che anche lei è in microfonata,
secondo quelle che sono le aspettative e le indicazioni per questo corso,
vedere l'interazione tra il chirurgo e lo strumentista.
Magari poi Angela ci potrà dire se ci sono per una sala operatoria
dove si fa chirurgia robotica rispetto soltanto alla laparoscopica
molte più implicazioni, si è molto più complesso, qual è il suo punto di vista?
intanto vi faccio vedere il troker
vedete?
se avete uno zoom
questo è il mandrino
come vedete è più traumatico
però la cannola lo riuso
anche qui cerchiamo di stare
probabilmente un pochino
diciamo così allora
perché cerchiamo di stare un po' più su
Su e un po' più a destra, così evitiamo altri conflitti con le braccia.
Angela, chiedeva il collega dottor Mecevanda da Roma, dal punto di vista infermieristico,
qual è la maggiore complessità di una sala operatoria, ad esempio dove si indenizza il robot,
rispetto a una sala operatoria dove facciamo soltanto chirurgia laparoscopica?
sicuramente
gli infermieri e gli strumentisti
devono avere una preparazione
adeguata
noi l'abbiamo fatta
la nostra esperienza, come ha detto anche il mio collega
stamattina
l'abbiamo fatta insieme ai chirurghi
direttamente sul campo
ma è molto più complessa
sto parlando con lei Angel, buongiorno
diciamo, il ruolo dell'estrumentista
deve preparare tutta la strumentazione
vestire il robot
che è una cosa non molto complessa, comunque insomma ci vuole una certa preparazione e poi collaborare ovviamente col chirurgo durante tutto l'intervento.
Quindi per voi dal punto di vista tecnico?
Mio collega stamattina penso che vi abbia fatto vedere tutta, prima che inizi l'intervento chirurgico, la strumentista collaborando con l'infermiere prepara tutto il robot, la vestizione, che è un pochino complessa, richiede un po' di tempo.
Allora, a questo punto noi, se avete le immagini esterne, siamo pronti.
I due trocar, il braccio sinistro, le due braccia sinistro del robot per sollevare il lobo sinistro del fegato,
il trocar accessorio per il braccio sinistro dell'operatore, il trocar chiaramente dell'ottica,
il braccio destro dell'operatore e qui il trocar accessorio che serve all'aiuto per trazionare,
soprattutto in questa fase in basso allo stomaco
e consentire di guadagnare
una parte dello spazio
che abbiamo bisogno sul terzo inferiore
dell'esofago per poter eseguire
la piroromiotomia
scusatemi
la miotomia
non c'hanno mandrino
non c'hanno grip
un paletto ce l'abbiamo?
si
prendiamo un paletto
che come questo mattino si sente
Ok, allora siamo pronti per avvicinare il robot, come questa mattina il robot si avvicina
dalla testa del paziente, dalla testa del paziente possibilmente in attenzione leggermente
fa in modo da poter restringere il campo per far entrare il rombo sul campo operatorio quindi da
ridurre quelli che sono gli ingombri e i rischi di contaminazione del robot nel senso di garantire la
sterilità. Eccoci. E a questo punto si va ad avanzare il carrello del robot. Va bene.
Venite avanti. Nel frattempo accendete una delle luci di sala perché c'è comoda in
questo momento. Perfetto. Avanti, avanti, avanti, avanti così. Avanti, avanti, avanti,
avanti. Vieni avanti così. Perfetto. In questo momento dobbiamo fare attenzione appunto a
evitare di compromettere tutto quello che è il lago anestesio del paziente. Quindi
Quindi rischiare di non toccare quello che è il tubo orotracheale, in questo caso il gastroscopio, quindi vieni avanti, vieni avanti, fino a fine corsa, avanti piano piano, piano piano avanti, bene ancora, ancora se ce la fai, ok, fermo così, bene, allora, stesso discorso di questa mattina, ma mi sembra un pochino che dovrebbe venire più avanti il robot però, può venire più avanti?
il più avanti possibile venire contro il letto ok perfetto allora il primo braccio che andiamo
a collocare quello dell'ottica avete le immagini che vediamo vediamo bene ancorato facciamo prima
proviamo leggermente il gas anzi non lo chiamo da questo altro lato e una delle cose ripeto
alcune cose già ripetute questa mattina che è comoda utilizzare in questa fase è sollevare
la telecamera in modo a favorire un effetto tenda che ci faccia guadagnare un pochino
dell'angolo ulteriore ai 30 gradi che abbiamo con la telecamera per andare a rinquadrare
La cosa a cui bisogna fare attenzione in questo momento è posizionare le braccia in modo tale che esse non entrino in conflitto tra di loro.
Questo è il braccio che entra più dall'esterno e che vi dicevo servirà per tenere il braccio che solleverà il lobo sinistro del fegato.
Ok, al click lo ancoriamo.
Cerchiamo di tenere un pochino più basso questo braccio in modo che non entri in conflitto con l'altro.
E vedere che una volta ancorato, come vedete, abbia l'assoluta libertà di muoversi.
Stessa cosa dicati per le altre braccia che sono quelle che si muoveranno di più, perché saranno quelle più utilizzate come braccio sinistro e braccio destro, mano sinistra e mano destra del chirurgo.
Anche qui cerchiamo di dare il massimo di movimento. Vediamo che qui potrebbe entrare un po' in conflitto.
Allora, in questo caso, muoviamo leggermente il braccio destro, in modo da poter dare maggiori gradi di libertà, come vedete qui, al robot.
Questa inclinazione sembra giusta.
Stessa cosa andiamo a fare sul braccio destro del chirurgo.
Sì, per noi quadro è completo. Vediamo bene.
la nostra telecamera all'interno dell'abdomen del paziente. Ecco il lobo sinistro, ci tiriamo
un po' indietro e andiamo a posizionare il bubble grasp a lungo per sollevare il lobo
sinistro. Fa resistenza? In basso, qui, portalo avanti, portalo avanti, ancora, verso il basso,
proviamo così comandiamo e ancora sulla mano sinistra il formellone sarà con le due cadier
profondo e da subito forse la stessa cosa qui
Ok, sul campo operatorio avete le immagini?
Sì, adesso credo che poi possiamo entrare con le immagini all'interno, perché ecco, perfetto.
Perfetto, si sentite adesso?
Bene.
Benissimo, però siete con noi, è la console robotica e cominciamo l'intervento.
Abbiamo già presentato il caso clinico e il dottor Mederano è in sala con noi.
Buongiorno Jacques, buongiorno a tutti di nuovo, scusate ma non avevo il microfono.
Ciao Gianluigi.
Ciao, buongiorno, il caso è già stato presentato, quindi penso che conoscete, si tratta di un caso classico di acalasia.
L'unica variabile che potremmo trovare preventivamente come grado di difficoltà è che questa paziente ha avuto nel corso degli anni numerose dilattazioni endoscopiche.
A volte chi ha avuto numerose dilatazioni endoscopiche ha dei quadri, soprattutto per i cardiali, di flogosi legate forse a microperforazioni o a filtrazioni attraverso la lacerazione delle fibre che la dilatazione può talvolta determinare.
Nulla di comparabile però invece ai disastri che troviamo nei pazienti che hanno avuto trattamento di percorso come il suono di botulino.
Per fortuna questa paziente non l'ha avuto, quindi ovviamente noi troviamo un campo anatomicamente vergine, non c'è nemmeno un'ernia iattale, quindi lo iatto non viene identificato automaticamente e rapidamente,
ma dovremo cercare l'oiato, cercare i reperi anatomici e poi dissecare l'oiato per poter sottopassare, se decideremo di sottopassarlo, non sempre necessario l'esofago,
comunque preparare l'esofago mediastinico per procedere alla miotomia necessaria per trattare questa patologia.
Allora io direi che centriamo bene con il robot, abbiamo già premesso stamattina che tutta la patologia del giunto esofago gastrico noi la trattiamo in robotica perché abbiamo il robot e c'è parso che, prova a lasciare per favore, tirando un po' di più dal fondo,
Ci è parso che questa patologia si presti bene non solo per un trattamento robotico, poi spiegheremo perché in itinere, ma anche per insegnare la chirurgia robotica e per fare crescere la curva di apprendimento di tutta l'equipe,
essendo una patologia in cui i reperi anatomici e i gesti chirurgici sono sempre gli stessi, iterativi e quindi rendendo più facile in qualche modo l'approccio robotico.
Allora, partiamo incidendo e cercando la membrana frenoesofagea.
Gianluigi, scusa, mi senti tu? Pronto?
Scusate, mi dicono che ho un problema di cattiva qualità della ricezione audio, verifico.
Sentite la voce del dottor Melotti dalla sala?
Adesso sì, mi sentiamo.
Abbiamo solo praticato un cambio di batteria che dovrebbe risolvere tutti i problemi.
Mi sentite voi?
Modena?
Allora, vi chiedo che partiamo sapendo intuitivamente dove si trova l'esofago,
anche se in questo momento non siamo in grado di vederlo.
sentiamo molto male, cerchiamo la membrana frenesofagea, in questa fase l'utilizzo dell'uncino
monopolare in modo assolutamente analogo ed identico a quanto facciamo per via puramente
la paroscopica, i gesti sono veramente i medesimi, come d'altronde è logico.
Ci sentite Modena? Se puoi fare un po' più di trazione per favore, grazie.
L'altro repere che cercheremo sono i pilastri, poi la discussione se convenga partire prima dal lato destro o dal lato sinistro è veramente anche in letteratura funzione della preferenza degli operatori o anche della maggiore facilità anatomica che caso per caso si rilevi al tavolo operatorio.
Pronto mi sentite ora?
Come vedete l'esofago comincia ad apparire, quindi dissecchiamo lungo la linea che ci fa pensare che troveremo il pilastro di destra, che intuite già apparire al di sotto di questo piccolo strato di grasso e di peritoneo derivante dal piccolo epiplon.
Pronto? Vedete l'esofago che appare dilatato, il calibro è quello tipico degli esofagi
accalasici, prendiamo ogni piccolo vasellino ad evitare qualsiasi inquinamento emorragico
dove sia possibile in modo da avere un campo chirurgico, perché per questa chirurgia è
un campo chirurgico perfettamente pulito, che soprattutto per questa chirurgia che è
una chirurgia di gesto molto fine è assolutamente indispensabile.
Ci sentite dalla sala, per favore?
Noi molto bene.
Ah, ecco. Allora abbiamo recuperato l'audio, Gianluigi, perché abbiamo perso una parte di quello che ci hai detto
e tu non mi sentivi.
Allora il problema veniva da lì.
Ok, adesso è tutto a posto.
Bene, dicevo che non so fino a dove siete arrivati, comunque stiamo preparando in modo classico, come per tutta la chirurgia del giunto esofago gastrico, la regione anatomica del giunto, apriamo e abbiamo aperto la membrana di Leimer Bertelli, ci dirigiamo verso i pilastri, abbiamo già visto e identificato il pilastro destro, cominciamo a intravedere in questo momento il sinistro.
Penso che per questo intervento dove la paziente è di taglia normale non avremo bisogno di un isolamento posteriore dell'esofago, quindi potremo fare tutto senza bisogno di circondarlo, manovra che non è strettamente indispensabile, lo è solo quando non si riesca ad isolare sufficientemente verso l'alto
e quindi occorra una trazione più forte sul viscere esofageo di quella che la semplice applicazione di una pinza da presa al giunto o sotto il giunto ci possa dare.
Qui mi pare che invece non avremo problemi, per cui prevediamo di isolare esclusivamente la parete anteriore dell'esofago, lasciando la posteriore in sede, in un'ottica di mini-invasività quanto più possibile rispettosa.
Benotti, sono Di Matteo, volevo salutarti.
Buongiorno carissimo, ciao, grazie di sentirti.
Senti, non mi pare che l'esofago e tantomeno il cardias a questa altezza
abbiano alterazioni che si possano imputare all'uso ripetuto del palloncino
che come tu giustamente hai detto con la distrazione e rattura delle fibre muscolari
può dare una reazione per intorno al cardias o all'esofago distale
Per fortuna non è una costante
Questa volta mi sembra che gli endoscopisti siano stati bravi e in effetti non ci sono segni esterni di quello che è stato fatto all'interno dell'ume esofageo.
Sì, di fatto si vedono dei vasetti che percorrono lo strato muscolare esofageo longitudinalmente, sembra un esofago senza danni perlomeno.
Assolutamente sì, sono totalmente d'accordo.
Per fortuna, probabilmente poiché il caso che abbiamo mandato antecedentemente era veramente complesso,
la legge del contrappasso fa sì che il secondo caso sia più didattico e anche più rilassante per i chirurghi.
Se me lo posso permettere, un attimo di tempo, secondo te quali sono le indicazioni dell'uso del palloncino nelle calesie vere?
Non so se ci sono endoscopisti in sala, secondo me zero, perché comunque in ogni caso la terapia dilattativa o anche con l'uso di paralizzanti e del botulino non è assolutamente definitiva.
Quindi oggi alla luce anche delle tecniche chirurgiche disponibili, molto meno aggressive che non in passato, io penso che se questi pazienti vanno subito alla chirurgia evitiamo la progressiva dilattazione dell'esofago che si manifesta ogni volta nell'intervallo fra un ciclo di dilattazioni o di botulino terapie e l'altro.
Altro, evitiamo quindi che l'esofago sfianchi ancora di più la sua parete, dando poi un risultato funzionale al di là dell'astenosi molto peggiore che non quelli che hanno un trattamento immediato.
Di questo sono fortemente convinto, ne cominciano a essere convinti anche i nostri, per fortuna, fisiopatologi digestivi.
Non tutti gli endoscopisti la pensano allo stesso modo e quindi credo che dovremmo, come dire, avere delle linee guida condivise che mandano alla chirurgia, ovviamente mini-invasiva, tutti i pazienti che abbiano una diagnosi di acalasia esofagea.
Molto bene. Ti passo il microfono al collega Jacques.
Dal punto di vista della tecnica chirurgica, se ci dai qualche indicazione, perché abbiamo un discreto numero di specializzanti o di chirurghi più giovani, sull'estensione della dissecazione.
Intanto noi sappiamo, o se non lo sappiamo è bene ricordarlo, che la miotomia, cioè la sezione di tutta la muscolare esofagea, deve estendersi non solo lungo la parete dell'esofago,
che come vedete abbiamo già ben esposta anteriormente, poi discuteremo della lunghezza, cioè dell'estensione verso l'alto, ottimale per ottenere il miglior risultato, ma sappiamo anche che la miotomia deve estendersi anche nella parte delle fibre circolari sottocardiali, quindi abbiamo l'obbligo di proseguire la nostra discrezione al di sotto del cardias fino alla parete anteriore dello stomaco.
e è quello che stiamo in questo momento cercando di realizzare
sapendo che in questa area ci sono a volte dei grossi vasi soprattutto venosi
che impongono un minimo di attenzione per non avere sanguinamenti
che per carità non sono mai cataclismatici ma che possono sporcarci il campo
e noi riteniamo che più che in altri interventi il campo chirurgico qui debba essere veramente un campo esangue
Quindi l'attenzione a procedere in modo da garantire un'emostasi assoluta è un'attenzione che va meditata e ricordata ogni volta che si affronta questa patologia, non solo per ragioni di eleganza.
No, ma proprio per vedere anche l'estensione della miotomia stessa, quindi se c'è un campo...
Ma anche perché la miotomia non è possibile se non si vede perfettamente bene le fibre, quindi ne abbiamo l'obbligo.
L'uncino che è un buonissimo strumento e che io ho sempre utilizzato fin dagli esordi di questa chirurgia anche in laparoscopia, il monopolare, si presta molto bene.
Un limite penso dell'uncino robotico, che però abbiamo imparato in qualche modo a contrastare e ad utilizzare, è che mentre per il trattamento della calasia utilizzavamo degli uncini più fini di quelli per la normale chirurgia,
il robot non ha uncini specifici, o almeno non ha tutt'oggi, a mia conoscenza, uncini specifici per la miotomia.
E quindi è un pochino grossolano, ci obbligherà qualche trucchetto che vi diremo in itinere quando cominciamo la miotomia.
Intanto scendo fino a che non avrò identificato la parete anteriore dello stomaco, che non è lontana, non per il momento, grazie.
Grazie. Vedete che comincia a apparire con chiarezza la parete gastrica, quindi il cardias probabilmente è qui.
Non ho bisogno in questo momento di farlo identificare dall'endoscopista, lo faremo in itinere quando cominceremo a valutare i risultati della nostra miotomia.
Vedete questi vasi di cui parlavo si vedono, sono vasi che sono fisiologicamente presenti sulla parete anteriore gastrica, se riesco a evitare di farli fuori è meglio.
Puoi prendere e tirare per favore? Come strumento di trazione bisogna usare degli strumenti quanto più possibili a traumatici per non lacerare ovviamente la parete gastrica.
Io direi che abbiamo ancora poco da dissecare qui e poi possiamo partire per togliere questo grasso che così ci permetterà di vedere meglio la miotomia gastrica che però non facciamo mai per prima e anche qui in itinere verremo motivando.
io penso che la parte più importante sia la parte esofagea
che è quella che andremo ad affrontare per prima
allora vi dicevo prima
questo lipoma se non ha una base di impianto molto larga
magari ce lo togliamo in modo da offrirci un campo chirurgico più intellegibile
il robot ovviamente offre la possibilità al chirurgo operatore
di controllare perfettamente, oltre che le energie trasmesse dagli strumenti, anche l'angolatura, la rotazione della telecamera, l'ampiezza del campo, la distanza del campo di lavoro, quindi è una macchina che richiede l'uso non solo delle due mani ma anche dei piedi e a volte uno sentirebbe il bisogno forse di avere addirittura un arto in più, adesso sto scherzando,
Però è una macchina che richiede un controllo di tutti gli arti. La pedaliera sotto di me mi serve proprio sia per sbloccare gli strumenti sia per controllare la visione sul campo chirurgico. Ovviamente anche la messa a fuoco della telecamera ha un pedale dedicato.
Certo, la qualità della visione che voi avete, non so com'è stamattina, mi hanno detto che era buona, non esiste ancora un modo di trasmettere, puoi togliere fuori questo se viene, non esiste ancora un modo di vedere esattamente in 3D quello che noi vediamo utilizzando le due ottiche di cui è composta l'ottica del robot,
siamo molto vicini come ci dice la tecnica cinematografica ludica oggi corrente e come
dicono le nuove tendenze anche degli strumenti laparoscopici che in passato avevano già avuto
una fase di ricerca della tecnologia 3d che però non aveva avuto grande successo probabilmente a
a causa della non ancora perfetta tecnologia, che invece parebbe oggi aver imboccato nuovi canali
che ci porteranno a lavorare in 3D molto probabilmente, rutinariamente nel prossimo futuro.
Che vuol dire che Palazzini nei prossimi anni si metterà all'ingresso a distribuire degli occhialini a tutti?
Ovviamente. Il problema di dove cominciare la miotomia è un problema che abbiamo risolto pensando che più si va verso l'alto più lo spessore dell'assiero muscolare è elevato.
Allora, dovendo fare la prima incisione, noi pensiamo che convenga cominciare da circa metà della linea che noi prevediamo
e dell'estensione che noi prevediamo per la nostra miotomia, in modo da partire in un punto in cui la siera muscolare è molto ben rappresentata,
non correndo così il rischio di perforazioni già in esordio dell'intervento chirurgico.
La perforazione è la più comune delle problematiche che possono manifestarsi durante questo intervento, è vero anche che ove si manifesti l'importante è che sia riconosciuta in prima istanza perché è possibile soprattutto per via robotica ma anche per via laparoscopica sotturare perfettamente qualsiasi lesione mucosa e quindi non avere obblighi di conversione dell'intervento da robotico o da robotica.
dall'aparoscopico in aperto a causa di una lesione. Insomma non è una complicanza, diciamo
che è un inconveniente che se detettato si può risolvere elegantemente senza problemi.
Ecco qui Gianluigi, se dopo, io non so in questo momento come stai vedendo tu, ma se
puoi avvicinare un po' quando avrai completato.
Mi avvicino di più, la cosa che sto pensando è che poiché l'esposizione intramediastimica
Non è così fantastica come altre volte, abbiamo un oiato stretto che non abbiamo voluto allargare troppo per renderlo patologico, se dovrò eventualmente mettere il divaricatore che sta tenendo il lobo sinistro del fegato direttamente dentro l'oiato.
Per il momento ancora ci vedo, vedete bene voi adesso cosa sto facendo?
Sì, sì.
Bene.
Il problema è di riconoscere e individuare tutto lo spessore dello strato siero muscolare.
Tira per favore.
A ciò che il bulging, la cosiddetta erniazione, protrusione della mucosa,
ci appaia evidente e ci possa dire che siamo sul piano giusto.
Corretto.
Non vedo corrente in questo momento.
No, c'è, c'è.
vedete appare anche intuitivamente il bisogno se fosse possibile di avere degli strumenti
ancora più delicati proviamo a mettere per favore dentro il divaricatore perché mi serve
più spazio intramediastinico quello che hai sul fegato adesso quello che ho sul fegato lo metto
direttamente dentro poi questo a differenza delle lo provo io a tenere su a differenza
dei divaricatori che noi usiamo in laparoscopia per il fegato che di solito hanno delle dita
apribili e quindi possono tenere molto largo lo loiato qui abbiamo uno strumento non specifico
aspetta scusami che vengo
ok
questo è il massimo che per il massimo
scusa
ancora un poco
devo fare il clanch
ecco
vediamo
prova
andiamo
devo identificare il tuo strumento
ti do ancora più campo
devo passare sotto il tuo strumento
si
ti aspetto
aspetta
ecco ok perfetto
dentro potresti anche provare
no non la puoi aprire tu quindi
va bene vediamo
prova alzare no è che dovresti inclinarla guardi allora io mi fermo così sì se lei adesso
claccia e dà il comando del suo braccio sinistro al braccio destro no no va a comandare il quarto
braccio va bene il terzo lei lo gestisce come vuole prova no no no è ancora sul verde non so
Non so perché non prende il comando, adesso ci riprovo.
No, demolisco il robot e non...
Cambiato? No?
Non lo prende.
Sì.
No, no, non l'ha fatto ancora.
No.
Non prende il cambio di braccio.
Non c'è perché...
Voilà.
Vediamo se riesco a guadagnare un po' di più.
Non sono sicuro, perché in realtà la visione...
Ha il rosso.
Sì, sì, lo so.
purtuttavia non non riesco per il momento riesce a sollevare no guarda non voglio farlo ho capito
che facciamo meglio a fare come come stavamo facendo se vuole adesso lo sto tenendo sugli
logo sinistro me lo torno a bloccare ha cambiato perché non mi vuole dare retta guarda perché lo
stiamo facendo sanguinare con la becco che stringe troppo ok perfetto lasciamolo dov'è e io mi prendo
il mio, mettila di nuovo in posizione, se non ti dispiace, un po' più in alto, attento
a quell'obbetto, scusa, puoi passare sopra a questo che ho paura che lo ischiamizziamo,
lascialo andare sotto, grazie, vai, magari tirando se possibile un po' verso destra,
che centri un po' di più così, è sufficiente, centro di più l'immagine, traziona e userò
Allora rinuncio all'utile, puoi venire anche più su e a prendere, non con il grasso se è possibile, così, bene, perfetto, è una buona esposizione, non abbiamo bisogno di altro, vengo su, metto a fuoco meglio, ok direi che adesso la visione è ottimale e continuo il mio lavoro.
Conviene non andare laterali ma seguire una linea che sia a metà dell'esofago perché è più facile andare dritti, soprattutto quando saremo più in alto. Sposto la mia pinza che ci dia più visione e lavoro solo con l'uncino. Tanto probabilmente il piano giusto l'abbiamo trovato.
Anche perché appare bene sotto la mucosa.
Questo uncino non è protetto posteriormente a differenza di altri strumenti come ad esempio la forbice di Sugarbaker che usiamo in chirurgia laparoscopica o come sono i disettori ad ultrasuoni che si possono utilizzare per questo.
Quindi bisogna mantenere una trazione verso l'alto per essere certi che abbiamo solo la siera muscolare caricata e quindi che non buchiamo l'esofago.
La manovra è questa, sottopassarne un pezzetto, caricarlo, allontanarsi dal piano posteriore e sezionare.
La discussione sulla estensione della miotomia trova abbastanza concordi i chirurghi sul fatto che 8-10 cm di estensione verso l'alto
siano sufficienti a garantire una dilatazione esofagea sufficiente,
quindi noi cercheremo di raggiungere questo tipo di risultato.
L'endoscopista in questo momento è posizionato col suo endoscopio?
L'endoscopio è dentro l'esofago ma non abbiamo ancora cominciato a insufflare
perché fino a questo momento non lo riteniamo necessario.
Vorreste poi darmi un battuffolo per fare una garza dentro con un po' di adrenalina?
L'adrenalina è un ottimo emostatico sulla superficie esofagea
in modo da avere un campo, come dicevamo prima, dove il sangue non ci disturbi.
Mollo la presa?
Per averla dentro?
Sì.
Sì, d'accordo. Grazie.
Grazie. Mettiamo una garza con soluzione fisiologica e adrenalina all'1%,
sufficiente a garantirci un'emostasi dei piccoli sanguinamenti sulla mucosa.
Riprendi pure bene qui in questa zona, ok, e trazione. Perfetto.
Traziona pure, tenendo se possibile un po' più verso destra in modo che abbia in mezzo...
No, così, grazie. Sì, destra nostra ovviamente.
Io penso che quando una cosa la sa fare uno solo è difficile parlare di scuola e è difficile anche pensare di poter garantire un servizio, cioè una concezione troppo presuntuosa della propria invincibilità e della propria immortalità.
Quindi credo che sia, anche perché questa macchina è una macchina molto costosa e quindi non fosse per le ragioni di etica didattica di cui parlavamo, quantomeno per garantire un pieno impiego dell'apparecchiatura.
Se una tecnica diventa routine è evidente che non può essere di uno solo. Anche le linee guida oggi per numerose patologie, sto pensando ai protocolli che stiamo scrivendo per la chirurgia dell'obesità, non permettono di chiamare centro dedicato i luoghi dove vi sia un chirurgo solo che effettua gli interventi.
e dal punto di vista della compliance nei confronti della chirurgia robotica
se puoi fare un paragone con quella laparoscopica
come si sente il chirurgo che adesso ha l'esperienza che hai tu?
ma io dirò, allora l'ho già detto altre volte
magari non mi amano molto quelli che del robot sono innamorati in modo incredibile
Io penso che nelle mani di un laparoscopista molto esperto, e perdonatemi se mi freggio di questo titolo solo in virtù dell'età e della storia personale, probabilmente sulla più parte degli interventi chirurgici i vantaggi sono meno evidenti.
quello che invece ho notato
osservando ad esempio
la learning curve
degli urologi che hanno una storia
molto più recente
nella mini-invasività
e che in gran parte nel nostro paese
poco, ma non solo
nel nostro paese
avevano seguito
la filiera
laparoscopica, vedo che
chi parte in robotica per fare un intervento
chirurgico
in realtà non ha bisogno di un grande background laparoscopico
e che la curva di appartimento mi sembrerebbe, ma paiono dirlo anche molte pubblicazioni, più veloce.
Quindi trovo che i miei collaboratori più giovani fanno meno fatica di quanto ho fatto io
ad acquisire, come tu dici, compliance con il robot e che soprattutto ci mettono meno tempo.
Quello che vediamo noi è un'ottima dissezione.
Ovviamente il vantaggio facilmente intuibile è quello della qualità della visione.
Se tu vedi così bene è più semplice lavorare in una chirurgia che è quasi microscopica come dissezione.
Non muovere la tua attrazione se non ti dispiace.
Per il momento non vorrei spostare niente.
Poi è una chirurgia, devo dire la verità, tutta la chirurgia ovviamente, ma questa in particolar modo in cui le due persone o le tre persone che lavorano
sono distanti fisicamente anche se collegate in audio, è molto importante che l'equipe sia coordinata e che conosca molto bene quello che tutti devono fare
dallo strumentista perché altrimenti i tempi possono allungarsi in modo non tollerabile
e l'aiuto chirurgo si vede moltissimo la differenza se qualcuno è in grado di rifare autonomamente
il gesto che in questo momento sto facendo io.
Poi se mi chiedi qual è l'intervento chirurgico che si presta di più per insegnare la chirurgia
alla paroscopica, quando noi ci siamo posti il problema, noi abbiamo cominciato impropriamente
perché il rapporto costo-benefici è assolutamente inesistente con la colecistectomia, semplicemente
perché la colecistectomia è l'intervento numericamente più presente sempre, quindi
quindi che non pone problemi neanche di reperimento dei pazienti nel nostro reparto, però forse gli urologi partono con la prostatectomia radicale.
Lascia pure, prendi per favore più sul lato, ecco qua, che vediamo se riusciamo perché questo vaso un po' ci rompe, ho bisogno di allargare le braccia.
Se vuoi ci sono delle clip.
Per il momento io non penso di dover attraversare la strada di questo vaso, quindi se riesco a evitarlo lui me ne è grato e io anche, però non è detto adesso di…
Se vuole l'endoscopista è in sala.
Sì, sì, l'ho sentito arrivare, buongiorno. Fra poco è il suo turno. Devo pulire l'uncino perché altrimenti non riesco a…
Allora in questa fase gastrica, perché sono certo che abbiamo già passato il cardias,
l'assiero muscolare è molto molto molto più sottile,
quindi il rischio di perforazione in realtà è molto maggiore qui che non nel tratto esofageo.
Ma più o meno adesso che estensione hai fatto? Quanti centimetri sarà?
Ma dopo possiamo mettere dentro anche un misuratore,
ma secondo me i 10 centimetri di esofago li abbiamo già raggiunti.
e la discussione su quanto sotto il cardias debba estendersi la dissezione gastrica
è per 3-4 cm sufficienti a sezionare le fibre circolari
delle quali penso cominciate ad avere buona visione
come comincio ad avercela io proprio in questo punto
vedi che le fibre qui improvvisamente cambiano direzione
dove si fanno i buchi? Di solito è qui
spero che non sia questo il caso
Il vaso però bisogna esserne consapevoli e quindi cercare anche con più attenzione dopo. La perforazione scoperta subito non è elegante ma è una stupidaggine dal punto di vista riparativo e anche dal punto di vista delle conseguenze per il paziente. Scoperta dopo ovviamente è tutta un'altra cosa.
Ok, cerco di seguire una linea che se possibile mi tenga lontano da questo vaso, che non c'è una direzione precisa da seguire, basta sezionare queste fibre, la cui direzione qui si intuisce molto chiaramente.
Poi la capacità di rotazione delle mani portanti di questi strumenti aiuta molto perché come vedete se non riesco a affrontarlo da un lato provo dall'altro, però se l'uncino fosse solo un po' più puntuto probabilmente avremmo molta meno difficoltà e andremo anche più veloci.
Abbiamo l'impressione anche noi in sala, è intuitivo.
È piccolo ma non abbastanza.
è un po' troppo buttato in punta
è un po' tozzo
però è quello che abbiamo a disposizione
e lascia allenti solo un po'
con la presa che guardiamo
come appare così
a mio avviso potrebbe essere anche
che lo spazio gastrico dissecato
sia sufficiente
ritrazioniamo da qui e andiamo a rivedere
sull'esofago in modo da
poter mettere l'endoscopio
all'endoscopista possiamo dire
fuori scuola telecamera
perché è appannata
è una speritoneizzazione
vai
fuori il fumo
dovresti entrare insufflando ovviamente il meno possibile
perfetta la visione adesso è buona
ok
attenzione
non dovete poggiarvi
se vi poggi sulla colonna
un pochino prova da qui
non portato da là ma fatto uscire qui di là
forse è la cosa più comoda
perché se fai il forzo
si prendi pure
puoi prendere anche sulla miotomia
perché tu prenda non sulla mucosa
vai
ok un attimo
Vi ricordo che siamo tutti collegati se parlate con dei toni di voce bassi.
Tira per favore, intanto che arriva l'endoscopio io guadagno qualche centimetro in più.
dategli un monitor se ce l'avete quando lei ha fatto proprio riduciamo un po la luce se
si riducete la un poco quando lui arriva in zona così altrimenti non lo vediamo va bene
10 ridurre la luce ok secondo me secondo me non c'è ancora qui credo che sia forse addirittura
A che altezza sei?
No, no, non è passato di qui.
Per un istante mettete...
Eccolo qua, lo vedo la luce, spegnetelo, ho visto, è qui a metà della miotomia, guardate.
Riducete ancora la luce.
Sì, mettila a zero per ora, un attimo solo.
Non a zero, ma ecco così.
Appena un po' meno se è possibile.
Meno di questo non credo sia...
Allora, metti il buio.
puoi scendere giù Vidoni
vogliamo farti arrivare
fino al cardias
benissimo
buoni
forza
togliete tutta la luce
allenta la tua
trazione
lascia che lui possa venire avanti
libero
apri pure le branche
adesso è tutto tuo
vedete Jacques la luce dell'endoscopio
Sì, sì, li stiamo seguendo proprio bene.
Avanti.
Puoi insufflare un po' qua, Enon, così vediamo anche distendersi la mucosa.
E ci interessa quando sei al cardias che sensazione di passaggio hai, perché prima era invalicabile.
Sì, sì.
Ma insuffla quel che ti serve, poi puoi desufflare.
Non siamo in grado di dare le immagini dell'endoscopio, non potete mettere la telecamera?
Sì, adesso lo facciamo.
così le mandiamo magari picciola in picciola, a mio avviso sei già nello stomaco, no, no,
non ho bisogno, mi serve solo se il passaggio del cardias senza problemi, senza scatti,
quindi vedi Jacques la prova poi regina di tutto questo è che in un esofago in cui non
si passava l'endoscopista adesso passa e dice non ho avuto nessuna sensazione dell'astenosi
precedente. Ora mandiamo le immagini. Adesso vi mandiamo le immagini endoscopiche. E peraltro
mi sembra una bella e lunga miotomia. No, no, ma infatti io penso che... Molto ampia
e molto rassicurante. Stai fermo con quella pinza. La mia indicazione è di arrivare fino
a dove si può arrivare verso l'alto senza dover fare delle acrobazie eccessive. Non
non inferiore a 8 cm, se poi viene 12 o 15 non ha nessun sì, sì, va benissimo, attento.
Bene, io penso Ghidoni che puoi uscire, che è tutto a posto, grazie mille, se ci ridate
luminosità, come vedete non sanguina, si è aperta grandemente la breccia, quindi la
mucosa è ben esposta senza problemi, ok?
e anche questa garza imbevuta di adrenalina fa bene il suo effetto
è un trucchetto che io suggerisco sempre perché se avete delle superfici cruentate
che in qualche modo sanguinano a nappo conviene utilizzarla per avere un campo
al di là dell'eleganza televisiva per avere un campo chirurgico
guarda assolutamente non sanguina più niente
mi porto a casa anche io qualche cosa stasera
questo trucchetto
che abbiamo inventato molti anni fa
poi dopo ho incontrato in giro per il mondo
qualcun altro che lo fa e che avevamo
postulato ovviamente dalla chirurgia
vascolare
con la quale siamo nati insieme
in questo ospedale
allora non farei nient'altro, va bene così per favore
lascio la mia garza in un angolo
e andiamo a vedere se abbiamo adesso
sufficiente fondo
per fare la fondoplicazio
noi facciamo
una DOR sempre, viene a prendere più in alto. Ma chi ci diceva prima quando ha presentato
il caso che fai la DOR? Come il 99% dei chirurghi del mondo, stretto qui, tira verso destra
in modo da poter staccare un po' il legamento frenogastrico e avere uno stomaco più mobile.
Possiamo congelare gli endoscopisti?
Sì, grazie mille. Stato efficiente, veloce e abile come sempre.
Tira verso il basso, per favore, Domenico, grazie.
Io ho bisogno di vedere di più qui.
Giro il mio strumento nell'altra direzione e vado a cercare di liberare meglio il fondo gastrico.
Forse posso andare un po' più sopra?
Sì, prova. Sbanda in qua. Adesso cerco di prenderlo anch'io.
che in realtà è molto attaccato
è vero che per la DOR
per la DOR non serve tutta questa mobilità
però questa, un più su qui
ok
io provo da questo lato, tira
che vediamo, ok
fermo, tira un poco
verso il basso, così
in realtà la parte che è sempre
la più semplice
qui ha un po' di
difficoltà in più perché è molto aderente
però, e niente, prova a prendere
questo grasso, altrimenti non
non vedo se ci sono vasi brevi oppure no.
Trazionandolo con un grano salis, di cui sotto essere dotato in sommo grado.
Andiamo a vedere.
Tira giù lo stomaco adesso che cerchiamo di beccare ancora presto.
Anche noiosa.
Ovviamente anche i vasi brevi si possono fare con la monopolare,
però bisogna fare più attenzione perché se sanguinano possono complicare abbastanza la vita.
Un attimo, ecco qua, la grande tuberosità che finalmente appare, puoi prendere la grande tuberosità Domenico per favore che è improvvisamente sbucata gentilmente, grazie in modo che io possa andare da questa parte, probabilmente per una DOR abbiamo a sufficienza, adesso andiamo a vedere, fermo un attimo, direi proprio di sì.
senza problemi
quindi se tu la tieni verso l'alto
cambiamo prima gli strumenti
butta dentro prima di tenerla il primo filo
non mi servono fili più lunghi
di 10-12 cm
aspetti che lo ritagliamo
insomma quello che è
poi se mi dai due portaghi
grazie a tutti a posto
ok
Ok, anche qui noi usiamo la seta perché è un filo che si annoda bene, che tiene bene il nodo senza problemi, costa poco, quindi direi che forse è rimasta l'unica chirurgia in cui usiamo ancora la seta, non così, un po' più su se ci arrivi, ecco, verticale, perfetto, proprio così.
Allora il nostro punto prende la parete gastrica, il pilastro, però vorrei partire da un po' più giù, adesso lo faccio uscire, il pilastro,
la sieromiotomia
non tanto con l'intento
non sono cori sicuro che la DOR
sia una grande procedura
antireflusso
ma di sicuro questi punti
mantengono la breccia
della miotomia aperta
e quindi evitano
o aiutano a fare
la profilassi delle recidive
poi vabbè l'altro vantaggio del robot
tanto è enfatizzato
ma io penso che chi non sa
a suturare in laparoscopia non debba fare la laparoscopia al di là della robotica indubbiamente
annodare con queste estremità così rotanti molto più delle nostre mani diventa probabilmente
più facile per chi parta in questo modo. Io non ho mai usato uno spinginodi nella mia
vita e abbiamo sempre fatto battaglia perché è l'annodamento intracorporeo e la sutura
intracorporea fossero parte del patrimonio di chi vuol fare questa
allontaniamo per annodare meglio
Meno facile l'intervento a destra o a sinistra, è il contrario della tradizionale, vero?
Poi io sì, Giovan con conto.
Pardon? Ok.
Terzo punto.
Sì, però bisogna sondegare.
noioso però sopra che dovresti tenere che altrimenti rischiamo che un verso
adesso non tirare più che non serve ok lo facciamo più corto così siamo meglio
che arriva
questo punto sull'altra versante ed è un quarto no ok andiamo a vedere di liberare
qui che è un po fastidioso partiamo dal basso anche qui è domenico quindi prende
Le ribalto la tua velocità
Se mi dai una mano
Sì sì arrivo
Lascia pure
Ecco così perfetto
In modo che ripetiamo la stessa cosa all'indietro
Stomaco
Miotomia
Pilastro che possiamo prendere anche in un punto solo
Però qui non l'ho preso in realtà
Qui basta ancorarlo
Quindi anche se c'è quel filino di grasso
Scusa
Grazie
mi togli il grasso davanti per favore
prossimo se si fosse non c'è neanche bisogno sai lascialo pure ecco questa direi che la
manovra produttiva prendo lo stomaco largamente sarà un po più difficile qui prendere la
siro-miotomia adesso provo che è un po mascherata prova a tirare appena un poco
qui scusa grazie abbiamo un po di sfavorevole situazione da con questo
grasso che però a questo punto non vale la pena disseccare lascia pure la parete
gastrica o non ce l'hai più no no va bene così scusa vengo a stringere il
no no me lo stringo io tieni solo così qui non c'è attrazione forte non c'è
nel decorso post-operatorio, in che giornata?
Noi facciamo un transito con gastrografin domani.
Domani mattina, certo.
Le libero o lo faccio...
Va bene, niente, faccio i loro accessori, va bene.
Se è così, se va tutto bene, domani togliamo il drenaggio,
mettiamo un'alimentazione semiliquida per una settimana,
ovviamente il paziente viene dimesso.
La lunghetta dovremmo...
Ah, scusate, mi sono dimenticato.
Mi sembra una cosa intelligente.
Vedi a cosa servono le checklist.
Sì.
Le strumentiste.
Le strumentiste vanno amate perché si ricordano delle checklist.
Ma tu hai tutte cinzia, strumentista, segretaria, sono solo cinzia.
No, la strumentista oggi si chiama Angela.
Ah, ho capito cinzia.
No, no, è un mito, è l'Angela.
vorrei tagliarlo ancora un poco
è troppo
è troppo lungo perché non vorrei che si
impuntasse
possiamo lasciarlo così
piatto va benissimo
togli pure il trocar
noi a questo punto ti ringraziamo
per questa bella dimostrazione
di chirurgia robotica
di un intervento molto significativo
ringrazio voi dell'attenzione e della compagnia
buon lavoro
saluto anche le mie strumentiste
Queste infermiere che sono in sala da voi, avevo promesso che avrei fatto un saluto particolare come quelli che vanno alle trasmissioni televisive, quindi le saluto di cuore.
E noi ringraziamo il tuo personale e Marchi anche, grazie di cuore, ciao ciao, buon lavoro.
AI 对话
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