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10° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 2° SESSIONE LA FORMAZIONE AVANZATA DELL’INFERMIERE DI SALA OPERATORIA: MODELLI DIDATTICI A CONFRONTO Presidente: P. Mariani (Roma) Moderatore: E. Thiene (Padova) Il modello didattico svizzero F. Lubinu (Lugano)
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Lascio la parola al secondo relatore della giornata che è il dottor Lubino, arriva che ci vuole parlare del modello didattico svizzero per una professionalità infermiere, quindi anche in questo senso estrema curiosità. Grazie.
Allora, innanzitutto ringrazio l'organizzazione scientifica che mi ha invitato a presentare questo percorso particolare. Ringrazio anche il professor Zanotti perché ha già anticipato una serie di cose, soprattutto dal punto di vista dello sviluppo pedagogico per quanto concerne alcuni profili professionali.
e lavoro presso la scuola superiore medico-tecnica che è una scuola specializzata che si trova a Lugano, questa qui la vista dall'alto
e non è soltanto la patria delle mucche, del cioccolato, degli orologi a cucù sicuramente, esiste anche una figura professionale
e questa è la nostra nuova sede, è una scuola che racchiude una serie di professioni professionali, non è una scuola universitaria
dopo potremo approfondire sicuramente l'argomento con il professor Zanotti, ma è una scuola che forma anche il tecnico di sala operatoria.
Attenzione, non venga frainteso questa espressione di tecnico, giustamente il professor l'ha già anticipato lui prima,
questo qui è il nostro logo della scuola, soprattutto della nostra formazione.
Beh, giusto per capirci, inizialmente il lavoro subalterno, sicuramente sì, inizialmente il chirurgo si arrangiava da solo, giusto per capirci, non è che era nata la figura del strumentista e la figura del chirurgo.
Ci sono stati degli addestramenti da parte di chirurghi, soprattutto in questa mansione di strumentista, ferrista, a dipendenza della situazione geografica dove ci troviamo.
Poi sono nate alcune formazioni parallele all'aspetto lavorativo soprattutto sul campo, ricordiamo le grandi guerre che ci hanno aiutato tantissimo nello sviluppo di queste tecniche per arrivare ad esempio in Svizzera nel 1972 dove viene fondata la prima scuola di tecnico di sala operatoria presso l'università di Berna.
Poi sono state aperte successivamente anche a San Gallo, poi è stato riconosciuto dall'associazione svizzera infermieristica e con la loro collaborazione abbiamo creato una formazione leggermente abbreviata per quanto riguardava la figura dell'infermiere con la formazione di infermiere di base e questa specializzazione per la sala operatoria come formazione post diploma.
e poi è stata finalmente regolamentata anche la formazione specifica per quanto riguarda il tecnico di sala operatoria
dunque non più legato prettamente alla figura dell'infermiere.
Poi abbiamo avuto ancora dei successivi sviluppi fino a quando nel 1986 la Croce Rossa Svizzera
che è l'ente di riferimento per la supervisione di tutte le formazioni sanitarie a livello elvetico
ha deciso di dare mandato e di strutturare una formazione un pochino differente, ossia è stata abbandonata la formazione
prettamente legata alle conoscenze tecniche, quelle che spiegava prima il professore, che sono finalizzate solo ad un unico aspetto,
al tecnicismo non sempre applicabile poi nei contesti operativi, per arrivare finalmente nel 2009 con l'uscita della Croce Rossa
e l'intervento dell'Ufficio federale per la formazione e la tecnologia.
Cosa vuol dire? Che questa nuova figura professionale non valuta più lo studente per le conoscenze
ma prettamente su un percorso particolare atto a valutare le competenze.
Dunque si lavora in un ambito, un contesto lavorativo diverso dal punto di vista scolastico
ma prettamente legato alla pratica professionale.
Allora, riassumendo, nasce nel 72, siamo nel 2012, adesso 2013 da quest'anno ed è stato ufficialmente riconosciuto un unico modello per tutta la confederazione elvetica, prima voi sapete che la Svizzera è una confederazione di stati e ogni singolo stato aveva il suo modello formativo.
Questo è stato unificato e dunque in qualunque stato della confederazione svizzera elvetica uno faccia la formazione automaticamente viene riconosciuto a livello dell'intera confederazione.
Chi è il tecnico di sala operatoria? La domanda a cui mi sono detto è che devo venire a presentare un modello formativo elvetico svizzero e come lo presento il nostro professionista?
Questa è la parte più interessante. Sicuramente il tecnico di sala operatoria si occupa di mansioni in sala operatoria che possono essere sicuramente l'accoglienza, l'assistenza al paziente, questo sicuramente fa parte della nostra quotidianità.
È in grado di allestire le sale operatorie per l'intervento? Sicuramente sì, a dipendenza del tipo di intervento con cui si confronta.
Altra cosa, preparano il materiale e strumenti necessari?
Sì, noi sappiamo tutti quanti che ogni sala operatoria, a dipendenza del chirurgo che ha e dell'operatore, della singola specialità, richiede delle competenze e delle caratteristiche diverse una dall'altra.
Altra cosa, si occupa sicuramente, e questo qui è un aspetto veramente molto interessante, soprattutto dopo le presentazioni dei colleghi di questa mattina su analisi di situazioni, cosa fare e cosa non fare,
Nel profilo professionale del tecnico di sala operatoria è previsto che lui si occupa anche di vegliare e conoscere affinché le tecniche di assepsi siano rispettate, che è la cosa fondamentale, e non soltanto conosciute.
Verifica la sterilità, sicuramente la funzionalità degli strumenti, in base al tipo di intervento, al tipo di operatore, in base alla specificità della sua struttura sanitaria dove presta servizio.
altra cosa assiste il chirurgo durante l'intervento
penso che questa qui di tutto l'aspetto del tecnico di sala operatoria
sappiate che nel profilo professionale delle competenze di un tecnico di sala operatoria
che sono circa 4 pagine è un paragrafo
cioè la strumentazione, saper strumentare un intervento è un paragrafo
dunque è tutto il resto delle competenze trasversali che sono importanti e vengono valorizzate
Altra cosa, anche dei ruoli per quanto riguarda la sterilizzazione, sicuramente ha un ruolo attivo, poi spiegherò che hanno anche un diploma abilitante ad esercitare questo tipo di professione per la decontaminazione, il lavaggio, il controllo e la sterilizzazione degli strumenti.
altra cosa ha un ruolo
si parlava oggi quante persone
quante figure abbiamo in una sala operatoria
abbiamo sicuramente la persona che sta al tavolo
ma lui si occupa anche dell'assistenza
dunque del posizionamento del paziente
dell'assistenza
alla strumentista, al chirurgo
al di fuori della strumentazione
allora quante ore
abbiamo deciso di dedicare a questo tipo
di formazione
la formazione è prevista
una formazione che è di tipo triennale
Cioè vuol dire tre anni di formazione specifiche per un tecnico di sala operatoria.
Tecnico per quello vi dicevo che è un'espressione poco rappresentativa di quale figura professionale è.
Abbiamo una parte teorica che siamo intorno al 40% di tutta la formazione e un 60% per quanto riguarda la parte pratica.
Qui vi facciamo vedere come sono distribuiti proprio il nostro programma scolastico.
Abbiamo praticamente un primo anno dove abbiamo la maggior concentrazione di parte teorica perché 23 settimane vengono passate a scuola e 21 nei posti di stagio di tutto il canton Ticino.
Nel secondo anno inizia a diminuire la parte teorica e inizia a incrementare la parte invece pratica.
Per quanto riguarda invece un terzo anno, e rientriamo nell'ottica dell'expertise, dove si può veramente praticare e ci si mette veramente in discussione dove l'allievo può iniziare a produrre lui qualcosa di personale, diventano solo sei le settimane di scuola dove si può discutere di casi clinici e 38 completamente nella parte pratica.
Beh, io ho inserito giustamente il docente di scuola, metto anche quali sono gli argomenti, ma gli argomenti penso che li conosciate tutti quanti, gli argomenti sono sicuramente l'anatomia, la microbiologia, aspetti di asepsi e chi più ne ha ne metta.
Poi a dipendenza anche delle richieste da parte degli studenti durante la formazione spesso vengono integrati ulteriori argomenti, abbiamo delle visite presso delle ditte che producono dei materiali specifici, abbiamo delle consulente da parte di partner esterni che partecipano alla formazione e dunque si segue un po' di tutto.
Come l'abbiamo voluta fare?
Diciamo che questo qui c'è stato un pochino imposto dall'ufficio federale della formazione
dove facciamo una formazione prettamente a moduli.
Ci sono formazioni lineari, formazioni modulari, poi per alcuni argomenti è stato semplice organizzare dei moduli
per altri dire dove finisce una competenza e dove inizia un'altra competenza
o qual è il tema che non viene poi ripreso in moduli successivi
è stato un po' un lavoro prettamente formale, perché poi nella pratica molte cose vengono riprese o anche nella teoria vengono riprese durante i tre anni di formazione.
Il percorso sicuramente è basato su situazioni esemplari, cioè noi abbiamo abbandonato le conoscenze a carattere generale,
dunque tutta la chirurgia di base, ma abbiamo selezionato, ahimè, con il vecchio tipo di formazione,
ci sembrava che abbandonare una serie di interventi sembrava quasi che non gli abbiamo dato queste nozioni teoriche, poi abbiamo visto che tu puoi fare tutte le nozioni teoriche che vuoi ma quelle che hai trattato al primo anno, se non ha avuto la possibilità lo studente di metterle in pratica, di esercitarle, di trasformare questa conoscenza in capacità e in esperienza personale spariva, lei parlava già di sei mesi, in alcuni casi alcuni argomenti anche dopo tre mesi se veramente non vengono utilizzati.
Dunque noi l'abbiamo suddivisi così, abbiamo tenuto in considerazione dei moduli di base che sono all'inizio della formazione comuni a tutte le materie trattate e dei moduli prettamente specifici.
Poi vediamo che ogni singolo modulo è strutturato in base anche all'esperienza pratica che lo studente, l'allievo può svolgere.
Cioè è inutile fare la cardiochirurgia per capirci chiaro a un primo anno perché nel programma scolastico avevamo tempo ma lo studente la cardiochirurgia la farà soltanto a una fine di un secondo anno o a un inizio di un terzo anno scolastico.
Allora vengono spostate e si cerca sempre di far combinare il supporto teorico adiacente e in alcuni casi con maggior profitti, questo ne va descritto un po' di Rousseau e della sua pedagogia, se la teoria viene fatta dopo la pratica professionale.
Dunque il discorso che faceva prima il professore calza perfettamente a pennello.
Attenzione, i gruppi che abbiamo diviso noi abbiamo fatto così, è una scelta, è una proposta, non è che deve essere sicuramente un modello, un modello giustamente si presta a tante osservazioni, opinabili sicuramente e sicuramente migliorabili, benvenga.
tanto più che all'interno della nostra formazione è previsto per ogni singolo anno delle valutazioni sia da parte dei docenti ma da parte degli studenti
e soprattutto delle persone di cui molti colleghi li vedono qua anche presenti a questo convegno che li seguono nella parte pratica
perché è inutile che io nel programma inserisco discipline tipiche quali la traumatologia e l'ortopedia esempio
E poi ho uno studente che mi lavora invece in una clinica dove ortopedia e traumatologia non la fa, fa solo ginecologia e chirurgia viscerale. Allora mi pongo il problema, questa traumatologia e ortopedia che gli ho insegnato, cosa gli serve lui in questo periodo? Non serve a niente.
Allora le abbiamo suddivise e gli stage pratici solitamente vengono accompagnati in base alla possibilità di praticare queste conoscenze e queste esperienze pratiche.
Poi abbiamo una serie di strumenti didattici. Non è che la Svizzera abbia inventato qualcosa di diverso dal resto del mondo.
Diciamo che l'Ufficio federale per la formazione della tecnologia è da circa 30 anni che la Confederazione svetica ha fatto degli enormi sforzi sia dal punto di vista di risorse, che possiamo quantificarle, che dal punto di vista logistiche, strutture, convenzioni, sostegni economici per le attrezzature.
Sicuramente sì perché porta avanti una serie di progetti che mirano soprattutto lo sviluppo di competenze.
E competenze potete sicuramente immaginare, ne ho contate all'incirca 34-35 definizioni di queste competenze, poi ognuno penso che possa scegliere quella che preferisce e quella che si adatta più alla sua necessità.
Sicuramente quello che noi abbiamo puntato tantissimo è su questo tipo di apprendimento, cioè training and transfer, ma inteso che cosa?
di utilizzare dei metodi didattici particolari che siano finalizzati a portare nella pratica o viceversa,
attenzione perché non è più solo la scuola o la parte scientifica che dice perché si basa su degli studi fatti poi clinicamente ma sulla pratica.
Dunque questa scissione che si tende sempre a fare tra teoria e pratica viaggiano sempre più a braccetto, direi, se mi concedete il termine.
Ed è proprio questo, dunque queste competenze soprattutto trasversali di saper trasferire conoscenze pratiche e conoscenze teoriche e viceversa è sempre più richiesta ed è sempre più redditizia soprattutto.
Cosa ci porta? Beh ci porta sicuramente che possiamo preparare sicuramente in modalità molto mirate le capacità e le abilità delle singole persone.
In alcuni casi è possibile, proprio grazie anche alle persone che li seguono nel campo pratico, programmare uno stage in maniera mirata sulle basi anche delle caratteristiche dello studente, perché non siamo tutti uguali.
Dunque non è che possiamo utilizzare un modello che io ho fatto così, col primo ha funzionato, col secondo funziona, col terzo sicuramente no, magari col terzo ho dei risultati orrendi e per niente positivi.
Altra cosa esercitare le competenze soprattutto quelle delle motivazioni cliniche, cosa vuol dire? Vuol dire riflettere sull'esperienza, vuol dire andare a ricercare cosa mi serve a me per fare questo intervento, devo preoccuparmi delle conoscenze del chirurgo o devo preoccuparmi delle mie conoscenze organizzative, preparo questi strumenti.
Il collega stamattina diceva bene facciamo l'antisepsi, scelta di uno scelta di l'altro, ma lo dice chi? Ma io che scelgo cosa scelgo? Perché lo scelgo? Perché lo dice qualcuno? Perché ho capito veramente qual è l'indicazione all'utilizzo di un antisettico più torto che un altro dal punto concretamente pratico.
Altra cosa, ho già detto appunto che apprendere queste conoscenze proprio facendo questi transfert poi si ripercuote perché alla fine di un terzo anno all'allievo, e questo viene anche valutato, viene richiesto di accompagnare terze persone.
Dunque se io devo chiedere che il profilo professionale dello strumentista o del tecnico di sala operatoria deve essere in grado di formare terzi, benissimo, io ti chiedo che tu devi sapere formare la nuova persona che ti viene affiancata, ma non l'ho mai valutato, non l'ho mai monitorizzato se sei in grado di formare terzi o meno,
non sai distinguere se hai un obiettivo quali sono gli strumenti didattici che puoi utilizzare
oppure che esperienze pratiche posso far fare a un allievo di primo anno che deve raggiungere questi obiettivi
nei confronti di uno di un secondo che ne ha ben altri
però se queste pratiche vengono richieste poi attraverso dei corsi particolari
a un tutor, a un mentor, a un coach, oggi ci sono tantissime di queste figure professionali
che hanno una formazione specifica, la stessa cosa deve essere il tecnico di sala operatoria
Altra cosa, abbiamo degli strumenti che in maniera particolare mi piacciono anche perché mi sono dedicato molto e negli ultimi anni stiamo facendo parecchi lavori su questi aspetti che possono essere interviste di esplicitazione,
e dopo in due parole vi racconto di cosa si tratta, simulazioni in sale operatorie protette dove abbiamo il mio capo alla grandissima risorsa,
il direttore della mia scuola che quando serve qualcosa dice so fare il direttore, nel senso che so trovare i soldi, che è la funzione principale.
Altra cosa, abbiamo la possibilità di fare dei debriefing post esercitazioni online e dopo vi faccio vedere,
e analisi di situazioni cliniche reali e negli ultimi 5-6 anni abbiamo sviluppato, di cui faccio parte anche io a questo progetto a livello federale, di questo progetto che si chiama Scuola Visione, vabbè non è oggi la sede per presentarlo ma a breve ne sentiremo parlare sicuramente di più.
Allora, questo training transfer esercita le capacità e le abilità.
Abbiamo gli LTT, degli skill, degli skill lab che vengono esercitati.
Sicuramente questi qui, il learning training transfer, noi li sviluppiamo soprattutto in ambiente simulato
quando si tratta di fare queste esercitazioni teorico-pratiche, proprio in ambienti protetti.
Noi abbiamo una sala operatoria simulata dove gli allievi possono fare le lezioni sia teoriche, abbinando delle aule di pratica, e esercitarsi teoricamente e praticamente preparandosi in maniera individuale oppure assistita a un determinato intervento.
Dunque io parlerò con l'ecistetomia laparoscopica ad esempio e ho la possibilità di predisporre la sala operatoria affinché loro si organizzano per fare questo tipo di intervento.
Ovviamente i pazienti sono loro, si organizzano, non si esegue la tecnica proprio operatoria, però dispongono il materiale, eseguono le antisepsi, posizionamenti dei pazienti, tutte quelle cose che poi si trovano a svolgere realmente nella pratica professionale.
una volta che hanno potuto fare questo
si possono esercitare
una volta, due volte, tre volte senza la pressione
ovviamente dell'organizzazione
della sala operatoria
dove c'è il paziente reale
dove ci sono i cambi, dove c'è l'anestesista che preme
il chirurgo che ha altre necessità
si può svolgere un apprendimento
soprattutto di tipo riflessivo
e sistematico, individuale
perché l'apprendimento spesso
si fa in equipo, in gruppo
io non condivido questo, l'apprendimento è individuale
Poi la condivisione collettiva sicuramente è arricchente, ma per apprendere devi imparare qualcosa, ma lo impari da solo solitamente.
Altre cose si può sicuramente apprendere trasferendo quelle che sono le esperienze che loro hanno svolto durante il periodo di distanza nei vari ospedali.
Ad esempio quello che ha già avuto esperienze in chirurgia viscerale solitamente è molto ben disposto a condividere questa sua esperienza con quello che ha avuto più esperienze in traumatologia o in ginecologia.
Ah ma voi fate, oppure meglio ancora quando capitano due che hanno fatto esperienze di chirurgia viscerale in due ambiti completamente diverse,
allora loro si discutono e si rendono conto che per arrivare allo stesso risultato si possono percorrere strade completamente diverse
ed entrambi le strade percorse sono sicuramente validi, professionali e senza venir meno a quelle che sono i canoni richiesti sicuramente di base.
In questo caso sono delle esercitazioni, alcune le facevamo direttamente in sale operatorie vere, altre nella nostra sala simulata, ecco qui ci vedete nella fase di relax dove si sta discutendo del tipo di posizionamento, per quale motivo, come è andato, quali sono state le reali difficoltà.
Poi abbiamo dei workshop, anche questi qui spesso li facciamo sia all'interno della scuola oppure li organizziamo anche presso strutture ospedaliere, ad esempio un workshop in ambito protetto è quello della sintesi, della traumatologia, organizziamo tre giornate full immersion dove parleremo sia di aspetti teorici sull'applicazione delle viti di compressione, di placche, di osteosintesi nei casi principali ma faremo anche un sacco di esercitazioni pratiche con ossa simulate da una parte.
Dall'altra invece si può predisporre ad esempio la sala operatoria per argomenti e tematiche ben precise, suturatrici meccaniche per chi è del campo sicuramente le conosce bene, potremmo parlare della chirurgia videoassistita, possiamo parlare di interventi molto particolari che richiedono posizionamenti particolari o con supporti particolari, collaboriamo con delle dite che ci mettono a disposizione esattamente gli stessi materiali che vengono utilizzati nella sala operatoria.
dove svolgono l'attività pratica, perché non bisogna dimenticarsi che se l'esercizio viene fatto in un contesto completamente diverso,
dopo quando mi trovo nel contesto pratico, parlavamo di assepsi igiene, se parliamo in Africa a volte non hanno l'alcol, non hanno l'antisettico,
dunque ecco che perdiamo subito il principio di base che abbiamo discusso.
Altra cosa, il workshop, in questo caso il workshop il paziente è sicuramente finto, la sala operatoria era vera,
Nel senso che abbiamo delle ditte che ci mettono a disposizione fortunatamente del materiale, in parte gratuitamente e in parte a pagamento, per realizzare queste esercitazioni.
Altra cosa, le analisi di situazioni professionali, questo qui è un po' il campo mio in maniera particolare dove io dico sempre l'assistenza alla strumentista, la strumentazione, le prestazioni di cura all'utente, organizzazione logistica e chi più ne ha ne metta, sono tutte delle bellissime competenze.
Prima il professore parlava e diceva che noi le valutiamo, subito mi si è acceso il campanello, ma quanti di voi ci sono confrontati con valutare una competenza?
Io dopo anni sono sceso alla conclusione che tu la competenza non la puoi valutare, tu puoi vedere l'effetto che ha la competenza che tu hai, dunque guardo il risultato della tua competenza perché la competenza di per sé non è palpabile, non è misurabile per come intendiamo noi con delle misure.
Attenzione, i risultati della non competenza sono molto evidenti e dunque il fatto di escludere alcuni percorsi ti portano a dire che tu sicuramente puoi fermare chi ha delle competenze.
Beh, altra cosa c'è questo progetto Scuola Visione veramente interessante, lo trovo, che è un progetto che ci permette di filmare delle attività professionali vere, realizzate nelle sale operatorie e costruite in maniera multimediale con una serie di analisi e di approfondimenti sia in letteratura, teorici, ma anche degli approfondimenti con degli skill poi da sviluppare praticamente.
Praticamente si va a ricercare quelle situazioni professionali molto particolari a dipendenza del modulo che teoricamente o praticamente stanno svolgendo nella pratica professionale e si presuppone che uno possa individuare qual è il problema da risolvere, sicuramente tipo problem solving, che cosa si può proporre, a chi è destinato, dove è applicabile e soprattutto come applicabile.
E qui ci sono tantissimi lavori che abbiamo fatto, penso che l'anno prossimo, parlavo prima con i colleghi, riusciremo anche a pubblicarli.
altra cosa l'intervista di esplicitazione di Pierre Vermers
che è una pratica un po' particolare
si fa un corso abilitante a questo tipo di intervista
che serve per verbalizzare le pratiche professionali
lo utilizzano molto gli psicologi
ad esempio negli sportivi
lo sciatore che deve fare la sua discesa particolare
e non riesce a correggere un determinato errore
nella gestualità, nella manualità
ecco attraverso questi percorsi particolari
si riesce a optare questo tipo di problematica.
Beh, quello vi stavo giusto dicendo.
Altra cosa, abbiamo la possibilità, perché abbiamo dei primari che della formazione professionale
è una culturalmente molto inserita, molto radicata in Svizzera,
si prestano ben volentieri a farci riprendere delle situazioni professionali reali,
da utilizzare poi per essere analizzate.
Dunque vuol dire che in alcune circostanze, pianificandole ovviamente,
durante l'intervento XY con l'allievo particolare c'è la possibilità di riprendere quell'intervento durante la situazione reale
che è ben diversa da quella simulata.
Allora si possono vedere una serie di attività, una serie di operati che l'allievo può analizzare sia in maniera singolare sia in gruppo
per poi cercare di correggere quelli che sono a volte degli automatismi che possono portare a delle problematiche nella pratica professionale.
L'educazione peer to peer, quella alla pari, penso che sia oramai condivisa da tutto il mondo, spesso il docente ha sempre questa simmetria nel dare delle indicazioni e di passare delle informazioni a livello pedagogico, da studenti a studenti sicuramente questo passaggio di informazioni avviene in maniera più lineare.
Questi sono alcuni risultati. Abbiamo una piattaforma multimediale dove tutte le lezioni sono a disposizione degli studenti, ma attenzione non solo degli studenti ma anche degli altri docenti e di tutte le persone che seguono il tecnico di sala operatoria nella pratica professionale.
dunque se devono discutere di un particolare argomento ci si aggiorna all'ultima versione discussa
spesso abbiamo anche dei colleghi che lavorano nella pratica professionale
che dicono attenzione guarda che non è così aggiornato quello che voi state dicendo
allora sarebbe meglio opportuno guarda che ho questa letteratura
ci si aggiorna online diciamo a mano a mano che la formazione procede
beh questa è la nostra sala interattiva
Abbiamo una sala compresa di regie per poter fare queste simulazioni, questa è la simulazione del prodotto che noi utilizziamo, dopo abbiamo la stessa identica situazione con questo centro di simulazione medica avanzata dove gli allievi sono ripresi da 4-5 telecamere diverse e si può rivedere col tempo cosa hanno fatto, cosa hanno detto e uno non può più dire no ma io non ho fatto, no ti vedi direttamente.
Ecco, questo aiuta moltissimo lo studente ad autoanalizzarsi, che era quel famoso terzo step che tutti quanti vorremmo raggiungere, che è quello più impegnativo.
Bene, concludo velocemente dicendo che il tecnico di sala operatoria frequenta un modulo specifico abilitante ad ottenere il livello 1 di sterilizzazione,
che è riconosciuto dalla società svizzera di sterilizzazione e spas competenza che è l'organo di riferimento.
Queste sono le nostre sedi in tutta la Svizzera, ne abbiamo un po' a San Gallo, Basilea, Sursè, Losanna, un po' il problema sono legati anche a chi parla il francese piuttosto che il tedesco.
Abbiamo 9 blocchi in tutto il canton Ticino e negli ultimi anni abbiamo stretto anche rapporti con l'ospedale San Raffaele di Milano dove possiamo mandare degli allievi di informazione per le patologie specifiche.
bene, abbiamo anche qui nel nostro profilo professionale
che potete trovare sul sito della scuola
ssmt.dilugano
una serie di descrizioni sulle sue attitudini
ma quello che mi interessava era un attimino
qual è il processo di ammissione
cioè come fa una persona ad accedere a questo tipo di formazione
bene, allora abbiamo un test psicoattitudinale
un colloquio con un docente della scuola
e uno psicologo
poi deve svolgere uno staff preliminare di almeno due settimane in una sala operatoria
dove viene valutato sia dalla persona di referenza
che dice guarda che questo è stato un individuo che è stato seduto due settimane
veniva la mattina e piangeva
oppure dopo la prima settimana non l'abbiamo più visto
è la visita medica, questa è semplice formalità
poi abbiamo anche noi degli aspetti sicuramente economici
in Svizzera su questo non si scappa
dove c'è una tassa semestrale per quelli che hanno la residenza in Svizzera
e diventa di 2.050 per quelli che invece arrivano fuori dalla Svizzera.
Giustamente agevolano maggiormente quelli che fanno parte del territorio elvetico.
Poi c'è da dire che gli allievi durante la formazione percepiscono una retribuzione.
Hanno 500 franchi, 5 per 8, 40, 400 euro al mese all'incirca al primo anno, 700 al secondo e 900 a un terzo anno.
Allora, una volta finita questa scuola quali sono effettivamente questi sbocchi futuri?
Oltre a fare il tecnico di sala operatoria, dal curriculum quadro noi possiamo risalire che possono frequentare dei corsi di gestione di sala operatoria, per le gestioni proprio della sala operatoria.
Poi possono fare dei corsi specifici presso l'istituto universitario per la formazione della tecnologia per l'allievo in formazione,
possono diventare degli insegnanti come del resto abbiamo all'interno della nostra formazione, si possono dedicare alla ricerca scientifica facendo un ulteriore corso di due anni post diploma, occuparsi del risk management, dell'igiene ospedaliero, questo è un altro settore un po' particolare, quello dell'industria perché spesso questi tecnici vengono poi prelevati dalle sale operatorie e assunti da delle ditte in qualità di esperto di settore per alcuni tipi di materiale.
Altra cosa è il livello 2-3 di sterilizzazione.
Bene, concludo, arrivo alla fine, dicendo che se qualcuno è interessato questo qui è l'indirizzo dove potete vedere tutte le formazioni sanitarie proposte dal canton Ticino, soprattutto dalla scuola medico-tecnica.
Ribadisco, mi ha anticipato, mi ha rubato un po' la battuta prima, effettivamente esiste un solo bene, si dice la conoscenza, è un solo male l'ignoranza.
Confrontarsi, discutere e approfondire è un bene sicuramente per tutti.
Grazie al dottor Lubino. Sicuramente le due presentazioni ci stanno ad hoc, sono divergenti, mi fanno riflettere, ci mettono in discussione, estremamente interessanti.
Ero rimasta a una modalità di preparazione del tecnico di sala operatoria, quando frequentando le orna mi condividevo spesso alcuni aspetti con i colleghi olandesi che già avevano previsto questa figura.
Quindi devo dire che è ampio al dibattito tra poco.
AI 对话
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