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Mi dice quando ci siamo? Buongiorno a tutti, come d'accordo con il professor Palazzini iniziamo la diretta qui da Sesto San Giovanni,
dall'ST Nord Milano, Gianandrea Baldazzi, oggi inizieremo la giornata con un intervento che vi verrà presentato successivamente dalla nostra collega di Emicolettomia Destra.
Come d'accordo inizieremo il collegamento con una moderazione locale in attesa che poi da Roma qualcuno intervenga nella moderazione e si prosegua durante la mattinata.
Bene, io prima di iniziare ovviamente è per me un piacere presentare tutta l'equipe, questo è il secondo anno che facciamo la diretta al congresso nazionale della Pado di Gerente qui da Sesto San Giovanni, quindi al tavolo sarà aiutato dalla dottoressa Cassini che mi segue da anni in queste dirette e ai lei nella sua carriera professionale,
assieme alla dottoressa Colletti che è una nostra specializzata dell'Università di Milano. Assieme a noi opererà Martina che è la nostra strumentista ineffabile che mi segue da quando sono arrivato qua, coadiuvati da Anna Maria, Carmela e Francesco.
Per ultimo ma non ovviamente l'ultimo è il dottor Suber che è il nostro anestesista Matteo Suber a quale approfitto di fare complimenti in diretta perché con dispiacere ci lascerà alla fine del mese perché è diventato giovine primario in un altro ospedale.
Bene, io direi che lascerei la parola alla presentazione del caso clinico, alla dottoressa Marta Spalluto, anche lei specializzando al primo anno dell'Università degli Studi di Milano, in maniera tale che vi presenti il caso clinico.
Dopo di che inizieremo la discussione, sarò aiutato come voce fuori campo dal dottor Monaldo Picchi Graziani, mio valente e insostituibile collaboratore qui di Milano.
Bene, allora Marta a te, presentiamo pure il caso clinico, dopo di che iniziamo l'intervento chirurgico.
E' un pregresso ictus ischemico, gli è stato attribuito una sascor pari a 3 e in passato nel 2017 è stato sottoposto ad un intervento chirurgico di recezione transuretrale della prostata.
Nel mese di ottobre del 2019 durante una colonoscopia di screening è stata riscontrata la presenza di una lesione polipoidea a livello della flessura epatica,
lesione che all'esame istologico ha rivelato essere un adenoma tubulo villoso con foci di adenocarcinoma.
Noi vediamo le immagini della lesione alla colonoscopia e successivamente il paziente è stato sottoposto ad un'attacca addome con mezzo di contrasto che ha escluso la presenza di metastasi a livello sistemico, ha evidenziato la neoformazione a livello della flessura epatica senza evidenza di linfadenopatie.
Qui abbiamo le immagini dell'attacca, vediamo in sezione coronale la neoformazione a livello della flessura epatica che qui vediamo invece in sezione trasversale.
Per quanto riguarda il trattamento è stata posta indicazione per un intervento di emicolectomia destra con l'infadenectomia guidata dal verde indocianina e 24 ore prima dell'intervento chirurgico il paziente è stato sottoposto ad una seconda colonoscopia allo scopo di effettuare l'iniezione perilesionale di verde indocianina.
che vediamo qui, e adesso il paziente sarà sottoposto a un intervento di emicolectomia destra a vidola paroscopica con l'infadenectomia guidata dal verde in docianina.
Io però non ho il ritorno su qui. Ok, bene, se riusciamo a inquadrare un secondo l'esterno dell'addome, faccio vedere la posizione dei trocker, scusa un secondo la telecamera diretta,
vedete qui abbiamo il pube, xifoide, l'arcate costali e l'ombelico
la posizione è standard nel senso che per tutte le patologie del colon di destra
questa è la mia posizione, il trocar che è a metà dello spazio
tra pube e xifoide a un centimetro della linea mediana
La mano destra e la mano sinistra andando a configurare un triangolo isoscele. Il ferro dell'aiuto è posto in epigastrio. Questa è la posizione standard. Il paziente è in decubito supino con un tilt di circa 15-16 gradi.
Ok, io direi che possiamo passare alle immagini interne, io al momento non ho alcun ritorno di audio, non ho ancora alcun ritorno di audio né da Roma né qui da Sesto, sento solo un po' gracchiare se devo dire la verità.
Approfitto prima di iniziare di estendere e completare i ringraziamenti che non sono
doverosi ma sono assolutamente sentiti riguardo prima di tutto la nostra padrona di casa che
La coordinatrice del blocco operatorio è Lucia Masiach.
Pronto? Gaetano?
Sono Federico.
Pronto?
Sì, comunque.
Posso assegnarvi un moderatore se mi dite che operazioni vale?
Sì, Colom Demico, 8000 a destra.
Guardi se ci dovrebbe essere o il dottor Narilli o il professor Anania, credo.
Ok, controllo subito.
Noi nel frattempo iniziamo anche con la moderazione locale.
Va bene, quindi comunque stavo dicendo alla signora Lucia Masia che è veramente la coordinatrice del blocco operatorio assolutamente insostituibile e prezioso, un aiuto veramente per me importante assolutamente.
E il dottor Paolo Cortellazzi che è il primario di anestesia e reanimazione dell'ospedale, quindi due persone attraverso le quali tutti i lavori che stiamo riuscendo a svolgere sicuramente non sarebbe stato potuto essere effettuato.
Bene, come avete sentito si tratta di una neoplasia iniziale del colon destro per la quale i nostri endoscopisti non hanno posto indicazione all'asportazione endoscopica perché pare proprio a livello della flessura.
Scusate regia, io sento dei continui ritorni di disturbo dall'altoparlante in sala, non so cosa possa essere.
L'indicazione nasce dalla presenza di questo adenocarcinoma iniziale in una sede non grande, quindi un T1, in una sede non tecnicamente asportabile endoscopicamente
perché dietro una plica, dietro la flessura, quindi con tutta una serie di problematiche non banali che hanno richiesto l'intervento chirurgico.
Poi immagino che ci sarà anche modo di parlare del tipo di resezione, dopo vedremo se da Roma qualcuno si collega.
Sì, sì, non sento il ritorno da Milano, non so se si sente, ecco adesso ti sento, ecco di qua, ciao Monaldo, perfetto esattamente, stiamo iniziando, allora stavo dicendo qual è il tipo di approccio,
Anzi io direi passiamo un attimino in luce a fluorescenza, a infrarosso scusatemi, allora vedete questa è la marcatura, noi abbiamo una discreta esperienza di marcatura intraoperatoria transparietare della lesione.
Questo è stato fatto ieri dai nostri endoscopisti che come potete vedere sono ancora all'inizio della curva d'apprendimento perché si sono fatti prendere da un po' di entusiasmo col verde, evidentemente gli piaceva il colore verde e hanno un po' esagerato nonostante avesse dato indicazioni precise di 0,25 cc per quadrante ma forse si sono fatti un po' entusiasmare per paura che non lo vedessi.
Ma detto ciò, questa è una lesione perché il concetto è quello di marcare le vie linfatiche e andare a fare una linfodirettomia mirata sul mappaggio linfatico.
Adesso lo vedremo magari pian piano andando a fare la dissezione se in effetti abbiamo avuto una colorazione non soltanto della serosa ma anche delle vie linfatiche.
Ritorniamo a luce normale, il mio approccio è un po' diverso, visto che abitualmente è un po' più vicino, innanzitutto un secondo vediamo un attimino un momento di anatomia perché è importante,
Questo è il nostro stomaco, qui c'è l'arcata gastroepiploica che ovviamente lasceremo ma dissecheremo per poter avere anche accesso alla retrocavità dell'epiploma e alla sezione del legamento gastroecolico.
Dicevo, abitualmente partiamo con la dissezione, la mobilizzazione del colon, proprio perché facendo la marcatura interlesionale io ho bisogno di almeno 40 minuti perché le vie linfatiche diffondano il verde e quindi mi identifichino le vie linfatiche.
Detto questo, in realtà questo approccio che è un po' niente di più, niente di meno di quello che si faceva una volta dal dome aperto, quindi prima la mobilizzazione del colon e poi la legatura dei vasi, è un qualcosa che io vado a ripetere in tecnica laparoscopica esattamente alla stessa maniera.
Questo dal mio punto di vista ha due vantaggi. Il primo che mi permette di far evidenziare subito quella che è la testa del pancreas e l'acido denale che è sicuramente una delle sedi un po' più complesse perché sapete tutti meglio di me delle eventuali variabili anatomiche
Dicevo delle variabili anatomiche del colon destro e quindi questa estrema variabilità fa sì che la dissezione dell'inserzione del mesocolon trasverso sulla testa del pancreas sia sempre un momento di risoluzione.
estrema attenzione. Vedete qui come abbiamo già liberato lo stomaco, il piloro, avanti,
dentro, la prima parte del duodeno, adesso stiamo scivolando sulla seconda parte del
duodeno. È evidente che in questa sede avremo, che in questo momento sono coperti e poi discuteremo
anche sulla linfadenectomia successivamente, avremo i gastroepiploici che scendono fino
fino ad arrivare a livello della testa pancreatica con l'intersezione di quelli che sono i vasi colici di destra,
dalla colica di destra al ramidesti dei colici medi.
A questo livello sapete tutti molto meglio di me come esistono questi collettori anastomotici venosi noti con il tratto di L,
ma in realtà il tratto di L non è un singolo vaso, ma è un piccolo collettore di circa un centimetro, un centimetro e mezzo, che può dare più diramazioni e questa è l'espressione di questa variabilità.
e laddove decidessimo di fare un intervento radicale o comunque una linfadenettomia estesa, ovviamente è una regione anatomica da evidenziare, scoprire e preservare nei limiti del possibile.
Bene, vedete che io lentamente, tra una chiacchierata, sto proseguendo in quella che è la dissezione della superficie posteriore del colon trasverso, che è questa, lungo la fascia di Fredé, che è la fascia che troviamo a livello del duodeno, spingendomi lateralmente fino alla dissezione completa della flessura di destra.
Quindi i vasi prima mai o a volte li fai prima della flessura?
di riuscire già a vedere molto bene quelle che sono l'inserzione del mesocolon trasverso
sul nostro testo pancreatico e quindi vedete già qui come si vede dalla superficie posteriore
i nostri vasi del colon destro e del colon trasverso, dicevo fa sì che poi proseguendo
Posseguendo in questa dissezione, che ovviamente è una dissezione gentile, l'importanza di queste manovre prima di legare i vasi, il concetto di legatura vascolare ovviamente è legato alle manovre con cui si gestisce il pezzo operatorio,
quindi è importante non fare nessun tipo di manovra, di manipolazione a livello del colon e ovviamente del tumore ancora più, permette di poter fare questa dissezione in maniera assolutamente sicura.
Vedete come qui si intravede la riflessione della fascia digerota, perché qui siamo a livello del rene, che ovviamente essendo un piano anatomicamente ma soprattutto embriologicamente differente riescono a scivolare uno sull'altro in maniera assolutamente atraumatica e soprattutto su un piano realmente avascolare.
Quindi questa dissezione che conduciamo lungo questo piano vascolare ci permette la mobilizzazione di tutto il colon di destra, che in realtà l'ultima volta che ho avuto modo di fare una diretta e confrontarmi con altri colleghi temevano che questa,
Vedete come si vede molto bene la riflessione della fascia posteriore della lamina di Toll, come si scivola molto bene in maniera tale da proseguire con la dissezione vascolare.
La paura era un po' quella che mobilizzando tutto il colon trasverso questo poi ricadesse sul campo operatorio creando delle problematiche.
In realtà, come vedrete poi dopo, finita la dissezione si rimette il colon nella sua sede naturale e non si ha nessun problema a questo riguardo.
Ma il vantaggio qual è? Che nel momento stesso in cui noi andiamo, vedete, per l'altro questo è un malato con un colon di destra molto corto, con un appendice totalmente posteriore o poco posteriore laterale, diciamo così,
Quindi non ricade assolutamente nel piano di dissezione vascolare ma rimane serenamente nel suo alloggiamento.
Questa dissezione permette successivamente quando si andrà ad affrontare le legature vascolari di fare queste legature soprattutto la dissezione dei vasi dietro l'aria nel senso che i piani essendo già dissecati uno non ha nessun rischio ed è sicuramente agevolato.
Nella flessura quanto ti estendi verso il trasverso?
Diciamo che il fatto di fare questa marcatura è un po' il significato di cercare di darmi dei limiti di estensione sia della rinfectomia che della resezione colica.
E' ovvio che valgono al di là di tutto e sempre le solite regole e cioè la regola del 10, che cos'è la regola del 10? La regola del 10 ci dice che degli autori giapponesi che è necessario asportare almeno 10 centimetri di colon sano perché in questi 10 centimetri uno ha ovviamente la possibilità di asportare tutto quello che è il ventaglio mesiale,
del viscere, la quale è compresa la neoplasia, in maniera tale da fare un intervento oncologicamente radicale.
Per quanto riguarda la dissezione vascolare, nei casi laddove deve essere fatto l'aninfagranitomia estesa si arriva ovviamente ai vasi colici medi che vanno preparati e di solito va sezionato il ramo destro dei colici medi.
Vedete come qua io piano piano sto scivolando sul piano posteriore del gerota, proseguendo la dissezione, quindi lasciando quello che è fondamentale, la fascia posteriore del mesocolon integra, che è uno dei tami di quella che adesso ci divertiamo un po' tutti a chiamare CME.
me e sicuramente è un po' gli argomenti un po' caldi della chirurgia è l'emicolettomia
destra e l'estensione della dissezione e della linfaerettomia. Certamente è importante
un intervento che segua i piani anatomici, questo faccio un minimo di emostradi,
per non sporcare il campo, dicevo questo è assolutamente fondamentale, le regole sono quelle che ci stavamo dicendo,
quindi distanza di 10 cm dal tumore rispetto di quelli che sono i piani di dissezione viscerali,
che è quello che state vedendo in questo momento, quindi mantenere assolutamente integra quella che è la fascia di Toll
posteriormente sia al mesocolon trasverso che al mesocolon ascendente e una linfadenetomia di tre.
Voi sapete molto bene di come ogni catena linfatica dai giapponesi sia stata numerata e identificata con estrema precisione
In questo caso ovviamente per poter configurare una linfadenectomia D3 nei casi dei tumori del colon destro vanno asportati tutti i tumori delle arcate sia iliocecocolica sia colica di destra laddove sia presente sia colici medi e la loro origine.
sui vasi mesenterici. I linfonodi un po' più incriminati e quelli sul quale fa un po' la differenza tra un tipo di linfodectomia e l'altro
sono quelli lungo l'asse dell'arteria mesenterica superiore e quindi partendo dall'iliocecocolici, colica destra e colica media,
203, 213 e 223. Noi quelli sempre in questo lavoro perché come vi avevo accennato all'inizio abbiamo fatto una serie di malati che peraltro sono anche la tesi di specializzazione di una collega che peraltro si specializzerà a metà dicembre.
La dottoressa Bianca Sollazzo, che dopo vi presenterà il secondo caso clinico della giornata, diceva che abbiamo fatto una serie di malati con mappatura intraoperatoria,
come dicevo con iniezione 4 quadranti di 1 cc di verde di endocianina per vedere in effetti l'estensione della linfadenetomia paragonata con una linfadenetomia standard sempre di 3 ovviamente.
Quindi se in effetti il mappaggio linfatico con verdi di endocianina ci dà qualche notizia in più.
È una cosa, devo dire la verità, sulla quale mi affascina e mi interessa molto, devo essere onesto, perché lo trovo interessante.
Anni fa avevo fatto una discreta esperienza, una serie, sempre con la dottoressa Cassini, ho pubblicato dei dati sulla mappatura del linfonodo sentinella in chirurgia correttale con la tatuatura col Blue Patent.
In realtà era il periodo in cui eravamo tutti entusiasti di questo e ci eravamo un po' illusi a avere risultati, ma purtroppo non è lo stesso risultato del colon.
A proposito del CME che hai accennato prima, dal punto di vista dell'outcome funzionale o della decenza post-operatoria hai notato qualcosa nei pazienti?
Devo dire la verità, questa è una bella domanda, nel senso che è un argomento sul quale ci chiacchieriamo addosso.
Ecco, vedete, abbiamo mobilizzato tutto il colon trasverso e ascendente, in maniera tale che abbiamo i vasi del colon, probabilmente questi sono gli iliocecocolici, però completamente ricoperti da questa lamina traslucida che è la lamina di tolda, che è fondamentale in questo tipo di intervento.
Ecco, scusate, ti rispondo subito Monaldo, ma voglio dire quindi l'unione della dissezione lungo l'asse vascolare con l'infaglianetomia di 3, il rispetto della dissezione lungo le fasce anatomiche naturali e le linee embriologiche,
e la distanza dal tumore di almeno 10 cm, 1, 2, 3, è quello che è il concetto di base della CME.
Certo, voi sapete nell'articolo originale dove lui spinge anche a fare i retropancreatici, ma quello che è più interessante nell'articolo originale,
e devo dire a volte i lavori si leggono, poi si rileggono e si trova sempre qualche cosa in più, quello che secondo me è molto interessante del lavoro di Hohenberg è la dimostrazione che esistono a livello dei mesi del colon
questi depositi di cellule neoplastiche che lui in maniera secondo me molto romantica ma altrettanto suggestiva ed efficace chiama le lacrime del tumore.
Questi sono microdipositi che sono extra vascolari, extra nodali, extra linfatici e questa è l'espressione dell'importanza del mantenere integre queste fasce.
Bene, a questo punto abbiamo finito la nostra dissezione, ci rimettiamo il colon che vedete che sta molto bene.
Tu mi avevi chiesto dell'outcome, in realtà un dettaglio di tecnica, perdonami, adesso l'aiuto che prima sottendeva la colecisti o comunque il fegato o lo stomaco in qualche maniera per poter avere il piano libero,
adesso sottende il colon trasverso in maniera tale che poi io con la mia mano sinistra vado
a sottendere l'ultima ansa e si crea quello che è lo spazio dei vasi ileocecocolici con
i vasi mesenterici. Allora dicevo, outcome funzionali, è esperienza di tutti che spesso
questi pazienti, spesso qualcuno ha qualche ritardo di canalizzazione, allora la cosa
strana è che in teoria se io andassi a fare una linfagognitomia estesa lungo il vasi,
L'arteria mesenterica superiore dovrebbe avere esattamente il contrario, perché la lesione del plesso mesenterico superiore mi determinerebbe un iperprestaltismo e quindi in realtà una diarrea.
Allora, vedete, io adesso mi sono fatto la nostra finestrella, seguo quello che è l'asse dell'arteria idrocircolica e mi apro la finestra per poter andare a eseguire la linfadenetomia.
La degenza dei pazienti che...
Quindi la dissezione che viene fatta lungo i vasi mesenterici è diversa, il tempo è diverso, le complicanze sono potenzialmente diverse.
Quindi è evidente che sono interventi un po' diversi e quindi vanno gestiti in maniera un po' diversa.
L'accenno alla complicanza è un'altra cosa.
Allora le più temibili certamente sono quelle vascolari perché purtroppo a volte sono segnalate in letteratura queste dissezioni lungo i piani vascolari ogni tanto qualche dispiacere ce lo possono dare, quindi quelle ci sono.
Il paziente nel posto operatorio, dopo il bellissimo lavoro del gruppo italiano che tutti voi conoscete, quello della Valentina Giaccaglia, sinceramente abbiamo iniziato tutti a scatenarci sull'utilizzo della procalcitonina.
vedete qui si inizia a intravedere i nostri vasi ti metti un secondo col verde vediamo se qui vedo
qualcosa se si forse vedete che è un po più verde rispetto al resto ritorna normale va ok dicevo
abbiamo iniziato un po' tutti a utilizzare il dosaggio della poca alcitonina nel post
operatorio, questo certamente ci ha insegnato un sacco di cose, oltre ad averci fatto aumentare
i costi in maniera non irrilevante, perché purtroppo su un larga scala è evidente che
i costi aumentano, il dosaggio della procalcitonina ha un costo non banale e quindi noi lo facciamo,
abbiamo fatto questa serie, c'è anche il lavoro bellissimo di Marco Catarci con il gruppo
iCral dove è stato fatto, scusate ho dei ritorni di disturbo dall'audio, non so cosa
Sì, sì, ok, perfetto. Allora adesso piano piano vedeteci, proseguiamo quindi la dissezione, vedete come in effetti aver già dissecato precedentemente il duodeno, aiuta, ok.
Sì, pronto? Sì, tutto bene, buongiorno.
Adesso la sua voce la sento bene.
Sì, ma fino adesso si sentiva?
Grazie, buon lavoro.
più dritta, scusami, grazie, senza alcun problema. Vedete questa è sempre la nostra
tenda, gli idrocecocolici, qui adesso questa è la grossa differenza fondamentalmente
neanche poi quello che è il pezzo anatomico finale, è proprio anche nella forma dello
lo specimen perché abitualmente si risaliva qui e poi si faceva l'altra allegatura vascolare.
Nella CME ovviamente proseguendo la dissezione lungo i vasi mesenterici, mesenterica superiore
e l'arteria vena, evidentemente questo è diverso perché si porta via tutto questo
blocco di mesa. Due parole mentre proseguiamo con la nostra dissezione, Molaldo ti ho perso?
No, sono qua. Eccolo qua, molto bene. Dicevo due parole su quello che è il fido strumento
che sto usando. Perché appunto la dissezione vascolare così che stai facendo lo strumento
penso sia fondamentale. Sì, allora è evidente che anche in questo caso sono un questione
di abitudini, io devo dire la verità in passato avevo apprezzato molto gli ultrasuoni, successivamente
Mi sono avvicinato a quelle che sono le radiofrequenze e quindi ho iniziato a utilizzare questo strumento che è il Kaiman che tutti voi conoscete molto bene.
soprattutto nella sua ultima
versione, questa Merida, anche a me
piace molto, proprio perché ha una punta
traumatica, permette una bella linfa
una bella dissezione, vedete come qua
andiamo a scoprire
vena e arteria
piano piano, mentre chiacchieriamo
quindi ci può
anche dissecare il cellulare
si, si, vedi che a me piace
molto, prima di
tagliare, proprio fare questa operazione
di dissezione, come se avessi
uno shonness tra le mani come si faceva
perché alla fine
il gesto chirurgico
deve rimanere sempre lo stesso
non ci dobbiamo inventare altre cose
quindi se
le aziende ci permettono
ci danno degli strumenti
che ci permettono di fare
gesti chirurgici consueti
credo che sia sicuramente
un vantaggio in più
in alternativa a una radiofrequenza
preferisco anche in questo caso
un qualcosa di combinato e non di unico ultrasuono. Questo è uno strumento estremamente versatile che coagula senza nessun tipo di problema, permette queste dissezioni molto gentili in maniera tale da poter eseguire l'intervento in maniera desiderata.
Ecco, certamente dovremmo parlare in questo momento dell'estensione della linfadenetomia, perché ne parlavo proprio ieri con i miei colleghi e con le dottoresse di scuola di specialità,
dove insomma visto che di questa patologia ne trattiamo abbastanza e la linfaretomia è sempre molto spinta
nel senso che facciamo abitualmente una linfaretomia D3 nei tumori del colon destro
ovviamente mi hanno subito redarguito dicendo ma dottore cosa fa? Non fa mai con la D3
perché in un T1 potrebbe rappresentare un overtreatment
E in effetti ciò che dicevano le giovani dottoresse ha un grosso fondamento perché sono uscite nel 2019 le linee guida della società giapponese di cancro colorettale dove sono molto chiare.
dove sono molto chiare
cosa vuol dire?
vuol dire che
la linfadenetomia D3
vedete questa è la nostra vena
è indicata nei tumori
T3, T4, N0
o negli altri casi
In caso di tumore N radiologicamente visibile. Quindi in realtà a voler essere estremamente precisi in questo caso non ci sarebbe un'indicazione scientifica ab inizio per una linfodonettomia estesa.
pur tuttavia
io credo che comunque
una verità
che è un po' un mio convincimento
con il quale mi piace confrontarmi con colleghi
con esperienza in tema di chirurgia colorettale
indiscutibilmente
secondo me
sta cambiando la biologia dei tumori
Sono tumori estremamente più aggressivi, biologicamente meno differenziati, con una percentuale di alterazione delle proteine di membrana maggiore, con una percentuale di instabilità microsatellitare maggiore che li rendono estremamente più aggressivi.
E' un convincente che mi sono fatto, quindi è un qualcosa che, adesso scusate io sto andando molto piano perché insomma un po' ce la raccontiamo e quindi approfitto.
Una zona abbastanza delicata.
Sì, queste fuori discussione, vedete qui abbiamo velocemente, la variabilità del colon destro fa sì che noi non sappiamo mai dove troviamo l'arteria rispetto alla vena.
Guardate qua, probabilmente abbiamo l'arteria, sembra, ho intravisto un battere qualcosa, quindi con un po' di pazienza e calma, tanto abbiamo la mattinata per noi.
Comunque è un tumore più aggressivo, giustifica se possibile?
In realtà qui non mi giustificherebbe una linfadenetomia troppo estesa, però io credo che almeno un minimo di linfadenetomia vada fatta,
Vedete qua sembra che si palesi l'arteria, dicevo un minimo vada fatta, poi è ovvio che veramente in maniera un po' sciocca, ma come le ciliegie, uno si trova lì e pian piano alla fine poi si trova ad aver preparato tutto l'asse vascolare.
Qui piano piano ci puliamo dal tessuto linfograsso, vedete in questo caso ha tutta l'aria di avere il ramo arterioso anteriore e il ramo venoso posteriore.
Piano piano ci separiamo, vediamo, spesso l'arteria di solito è craniale rispetto alla vena ma non è infrequente vederla posteriormente, vederla in contesti differenti.
differenti, vedete questo è tutto questo linfograsso che con un po' di pazienza cerchiamo
di portarcelo via, ovviamente bisogna ricordarsi che dietro abbiamo il processo uncinato, quindi
di risalire in queste manovre di dissezione, vedete come adesso abbiamo, avere preparato
prima il duodeno fa sì che io facendo queste manovre, adesso vedete dietro già l'aria,
Vedete che non c'è niente, quindi mi rimane semplicemente da prepararmi bene i vasi e poi successivamente regarli.
Questo per la preparazione che hai fatto precedentemente, razionale di partire da lì.
Vedete come piano piano riusciamo ad arrivare allo sbocco della vene eriocicoccolica sui vasi vesenterici, vedete qua com'è importante che tutto questo linfograsso venga portato via.
questi sono i 203 che a volte hanno questa tendenza alla ripresa di patologia
purtroppo credo che sia esperienza di tutti quelli che hanno dei numeri importanti
prima di questo intervento aver avuto delle recidive in questa sede
queste sono le cose che un po' più dispiacciono perché uno probabilmente poteva fare chirurgicamente qualcosa di più
ecco come detto adesso qui c'era finiamo di preparare bene con un po di pazienza che
abbiamo un dotto linfatico qui un po più dritta diretta per il pubblico guardante forse ci siamo
un po sporcati allora ci puliamo tra un secondo è indiscutibile che ok dai puliamoci che c'è una
una piccola ombra, è indiscutibile che questa sia una chirurgia che sia una chirurgia di
tecnologia, ormai la chirurgia laparoscopica, ma forse anche tutta la chirurgia, non è
più ipotizzabile come una chirurgia come si faceva una volta con strumenti e risorse
Io devo veramente ringraziare la mia amministrazione perché mi ha da subito messo in condizione di poter operare, io sono arrivato in un centro dove non c'era una consuetudine consolidata alla chirurgia laparoscopica, quindi tutta una serie di strumentazioni non c'erano,
ma devo dire c'è stata un'enorme disponibilità nel darmi tutti gli strumenti per poter lavorare, quindi permettetemi di ringraziare i miei direttori, nella persona del direttore generale che è la dottoressa Fabbrini e del direttore sanitario che è la dottoressa Fumagalli,
che si sono trovate un po' ad affrontare un piccolo tsunami che è arrivato a cercare di lavorare come un pazzo e veramente con un volume di malati importante, quindi a starmi dietro continuamente a comprare materiale che devo dire non mi negano mai.
Bene, io direi che questa è la nostra avena che possiamo tranquillamente legare, vedete questa è l'avena ben preparata, questa è l'avena che ce la andiamo a legare.
Io metterei delle clip, mi può dare delle clip, benissimo, e quindi devo dire che ormai mi conoscete tutti, i miei ringraziamenti non sono mai fatti per piageria ma sono fatti perché davvero ci credo e quindi perché, mi dà le forbici grazie,
Perché insomma senza un team deve avere la collaborazione di tutti a tutti i livelli, purtroppo è indiscutibile che non si possa, la chirurgia non è un one man show, è un lavoro di equip, a volte bisogna essere anche un po' fortunati
Io, come sapete, sono da due anni, sono qua ritornato nella milanese, sono stato fortunato, ho trovato un'equipe di colleghi con grande voglia, gli ho cambiato un po' la vita, come alcuni protocolli.
Chi mi conosce sa come io sia un sostenitore dei vari protocolli ERAS, quindi ci siamo buttati ovviamente a implementare subito il percorso del paziente e quindi un po' la vita gli è cambiata, ma ho trovato grande entusiasmo, ho trovato grande voglia di collaborare, di imparare cose nuove.
io direi che qua ci metteva un emoloc
che secondo me siamo arrivati
Martina è già da un quarto d'ora
che aveva l'emoloc in mano che io non volevo prendere
che aveva deciso che era
ora che io chiudessi sto vaso
vedete, anche qui
siamo alla radice
dell'arteria, questa è tutta
l'infadenetomia che abbiamo
compiuto
bene, dicevo quindi
veramente colleghi con voglia
di imparare, di seguirmi
in nuovi protocolli con entusiasmo, perché è evidente che diverso seguire un paziente che viene ricoverato
sta 10 giorni, diverso è seguire quelli che sono la filosofia ERAS, quindi insomma dei percorsi di chirurgia
con degenza breve, rialimentazione precoce e in questo senso anche tutto il personale infermieristico
dalla Chirurgia Generale, capoetanati dalla Rosa Stigliana, Elisabetta Confalonieri che
sono le mie due coordinatrici di reparto dove si sono trovate a gestire un nuovo modo di
fare sanità, un nuovo modo di fare chirurgia, e voilà, dicevo un nuovo, dritta, diretta,
ecco vedete come, dritta, dritta, dritta, dritta, ancora, ancora, ancora, ancora, ancora,
ancora, ancora, ancora, meraviglioso, ok vedete come si vede bene, testa del pancreas, fascia
pancreatica che se noi seguiamo bene i piani in realtà potremmo farlo anche con la forbice
a freddo, perché è importante seguire il piano in maniera corretta, ci andiamo a ricongiungere
con quello che avevamo fatto prima, è più dritta, diretta, molto bene.
Poi la dottoressa Cassini, devo dirlo, nonostante abbia minacciato di morte, stanotte me l'hanno
operare perché per una serie di motivi che mi sono sfuggiti era reperibile e devo dire che qui
noi abbiamo una tv vedete che se il piano è giusto vede come si riescono a fare dissezioni con le
forbici perché è il piano corretto ok allora dicevo che la protesta cassini me l'ha fatto
operare ha dovuto salvare l'ennesima vita umana e quindi fino alle tre di notte era qua io ho
ho provato a minacciare di morte qualcuno
di turni natalizi
pasquali ma non c'è stato verso
allora adesso
io mi fermerei un secondo a fare
una piccolissima riflessione di carattere
semantico, cioè cosa voglio dire
adesso
mi dà una gazzetta che puliamo che è un po' sporco
qui abbiamo fatto sicuramente
dall'infrareddottomia
adeguata
poi chiunque stia guardando
scelga se è adeguata, estesa
A questo punto io dovevo decidere se continuare la schedelizzazione dei vasi mesenterici che comunque sono qua e io ho portato via tutto perché vedete qui adesso va la retropancreatica quindi ci sono.
Io a questo punto, vedete con questa tenda, scusate un attimo che miglioriamo la presa della dottoressa Colletti, vedete come alla fine se il malato ha un'anatomia umana, come dico io nel senso che non è praticamente complesso, basta una presa che non è più necessario muoversi.
Quindi, risaliamo lungo l'asse che è quello dei vasi colici medi che sono esattamente qua e andiamo a sezionare eventualmente che potrebbe essere qui, o il vasi colici di destra o il ramo destro della colica media.
Allora questo è il punto sicuramente un po' più delicato della dissezione perché qui arriviamo a livello della testa pancreatica quindi bisogna risalire in questo piano perché sennò è il rischio di lesionare la capsula pancreatica anteriore.
la dottoressa Cassini che mi fa sì con la testa perché mi stava dicendo che devo salire
e in effetti è vero, tanti anni passati assieme qualcosa serve, perché tutto questo deve
scendere, perché fa parte del piano pancreatico e bisogna stare molto attenti, se noi volessimo
fare una CME estesa allora dovremmo portare via anche questa fascia, ma in questo caso
considerato il malato, un overtreatment assolutamente.
Quindi adesso saliamo verso il colon trasverso e andiamo a vedere se troviamo un'asse vascolare di pertinenza del codice medio o del codice destro.
Se avessimo l'Ansa DL o qualche collettore il punto sarebbe esattamente questo, qui probabilmente qualcosina c'è ma è sottofasciale quindi non ci interessa o forse può essere qualcosa di un pochino più laterale ma anche in questo caso devo essere onesto non è di nostro interesse.
eccolo lì, molto bene
vi comunico ufficialmente che la dottoressa Cassina
si è svegliata e mi sta indicando ogni passaggio
e quindi ci siamo a posto
lei creda che io non lo dica in diretta
ma lei sa che io dico sempre
tutto in diretta
bene, bene, bene, bene
allora adesso questo è sicuramente uno dei passaggi
dal mio punto di vista un po' più delicato
perché bisogna sempre
essere molto attenti
c'è una cosa molto bella
che
che con l'amico Luigi Bonio, che credo che stia operando anche lui in contemporanea,
con l'Università di Pavia, nella persona del professor Pietra Bissa,
hanno fatto un qualcosa di veramente molto bello,
che è una stampa tridimensionale dell'anatomia del paziente
sulla riscontro di TAC ad alta definizione.
E' qualcosa di veramente molto molto bello perché si ha il calco in uno a uno, quindi in dimensioni reali, di quello che è l'anatomia del malato e indiscutibilmente aiuta moltissimo.
Io sto seguendo questi perché possono essere anche i codici media o una biforcazione. Io ieri, noi ovviamente non ci fanno le posa angiografiche di routine e chiederle specificatamente per il congresso, credo che non ha senso.
Io credo che questo evento, che rimane unico e fondamentale, ha senso se facciamo quello che facciamo tutti i giorni. Far vedere le cose mirabolanti che si fanno solo in occasione del congresso per far vedere quanto siamo bravi, credo che non abbia veramente senso.
Per questo io con molta sanità e molta onestà, ieri ai miei endoscopisti quando gli ho detto che inizia da domani la serie che mi tatuate sempre voi col verde in docianina, ovviamente tutti mi hanno guardato e mi hanno detto che era la prima volta in diretta.
Certo perché facciamo vedere quello che stiamo facendo davvero, non facciamo vedere quello che non facciamo. Non è banale anche la marcatura intraoperatoria perché veniva benissimo con dei piccoli butterfly che erano meravigliosi ma per una serie di motivi che mi sfuggono me li hanno tolti dal commercio.
Perché non erano dotati di dispositivi di sicurezza, questo mi è dispiaciuto molto molto molto.
E quindi mi sono trovato a dover farlo con degli aghi da spinale molto sottili per via trasparietale, non è mai banale.
che si spande molto poi intorno
non riesci bene
si si si si spande
anche lì ci stiamo ragionando
grazie proprio
alla collega che sta
approcciando la tesi
vedete io sto seguendo i vasi
perché non sono certo che andrò a sezionarle
sapete
e dicevo
ah ecco si dicevo
grazie alla collega che sta facendo la tesi
stiamo guardando
un po' le esperienze degli altri
ci sono dei nordcoreani che bagnano le garze
con una soluzione alcolica che ancora non abbiamo capito
che soluzione alcolica sia
noi un po' li inumidiamo
ma insomma
stiamo diventando
ovviamente caso dopo caso
sempre più bravi
e quindi
indietro diretta bravissima
e quindi devo dire che
la contaminazione non è
è tanta, è estremamente incostante la diffusione linfatica, ho alcuni video meravigliosi, devo
essere onesto che ovviamente i più belli me li porto in giro, li faccio vedere a tutti,
altri onestamente dove la diffusione è molto poca, quello che ho fatto ieri, devo dire
la verità non ha diffuso, sono stato troppo veloce io, non mi ha veramente diffuso, detto
questo, tra una chiacchiera e l'altra, piano piano stiamo proseguendo, vedete come in realtà
non manchi tantissimo, vedete qua già tutto il nostro colon è staccato, quindi mi manca
da fare l'ultimo tratto di meso
vedete questa che verosimilmente
forse è l'arcata
destra di una colica media
che è questa però onestamente
non mi sembra
necessario sacrificarla
anche perché qua dietro
vedo qualcosetta di altro
perché vedete sto comunque
facendo una linfectomia
ok
vediamo se
Se dobbiamo sacrificarlo o meno non lo so perché vedete alla fine il tumore è molto lontano, perché il tumore qua io sono ben oltre 10 cm, stiamo parlando sempre di un T1, quindi è vero che comunque non dovremmo avere problemi di vascularizzazione.
Ma adesso vediamo, insomma, come si dice, siamo tra amici, piano piano vediamo bene che tipo di resezione e di legature vascolari andare a…
In genere la leghi?
allora come dicevamo
prima Monaldo
come tu ben sai
visto che
assieme lavoriamo
con grande gioia
spero reciproca
leghiamo i vasi di destra
seguiamo bene
seguiamo bene
i vasi di destra e quindi
li andiamo
a legarli tutti lasciando unicamente
Il ramo di sinistra della coica media, ma anche questo è estremamente variabile, cioè lo sbocco dei due rami destra e sinistra, l'arcata che vanno a configurare è sempre diversa tra paziente e paziente.
E' sempre diversa tra paziente e paziente, quindi anche in questo caso bisogna proprio capire bene l'anatomia.
Devo dire che quel modellino che peraltro, vedete, è qua, non so, possiamo completare la linfadenetomia, vedete, seguirlo bene fino al viscere e sezionare semplicemente le piccole collaterali che andiamo a trovare, mantenendo, adesso la seguiamo bene, forse qui a questo punto la possiamo tagliare.
Vi comunico che dalla sala annuiscono. Mi spiace che non possa avere un confronto con qualche collega seduto a Roma sul quale era bello sempre confrontarsi. Qua mi danno sempre ragione. Sarà che sono il primario.
Secondo te il fatto che sia il primario può influire sul giudizio che mi stanno dicendo tutti di sì?
Va bene, allora qui siamo quasi arrivati al viscere.
La suturatrice userai?
Scusa non ti ho capito.
La suturatrice?
Allora, strutturatrice, sicuramente strutturatrice è un argomento importante, abbiamo una crescita tecnologica indiscutibile su ogni device,
un device di ultima generazione, usiamo dei device di visione di ultima generazione, come vedete con la possibilità di switchare da luce calda a luce bianca ad infrarosso, perché l'ho preso così da lontana?
perché io credo che anche riguardo alle strutturatrici non si può far finta di sapere che esistono delle nuove strutturatrici robotizzate o comunque elettriche, che c'è una bella differenza, c'è una profonda differenza.
Perché c'è una profonda differenza? Perché un conto è un motorino, un conto è una suturatrice intelligente che legga lo spessore del viscere, che legga quello che sta facendo e a parte questo quello che è fondamentale è la stabilità dello strumento.
Questo è un qualcosa al quale io credo assolutamente e credo l'importanza. Vedete qua, vedete qua, io mi diverto un po' a seguire un po' i vasi perché secondo me è un po' la parte bella del nostro lavoro.
Vedete qua in realtà c'è un vaso che si biforca qua che sale su ma c'è anche una rubettina qui di fianco quindi io direi qua come idea, visto che io vorrei sezionare esattamente qua,
Io credo che qui sia un punto corretto dove sezionare il nostro vaso senza doverlo sacrificare dall'inizio, che sarebbe molto banale perché basterebbe legarlo qua e l'ho già staccato tutto.
Però io credo che dal punto di vista linfatico sia più che sufficiente, vedete abbiamo qua la parte venosa che risale e poi si divide e qui abbiamo l'arcata invece arteriosa che va verso il colon destra che credo che giustamente entrambe vanno legate.
in realtà con questo device
potrei serenamente chiudere il vaso
proprio senza nessun tipo di problema
però insomma
una clip
per dormire più sereno
ma guarda
in realtà anche qui
io sono un po' proiettato verso il futuro
e un po' figlio di vecchie abitudini
insomma
quindi un po' mezzo e mezzo
un po' mezzo e mezzo
e quindi qui abbiamo fatto sgocciolare
qualcosa che non so bene cosa sia ok prepariamoci una finestrellina qua oppala c'è un globulo lì
eccoci mettiamo due clip qui abbiamo fatto una piccola cruentazione posteriore di pochissimo
conto adesso andiamo a chiudere due venine che ci hanno un po' sporcato il campo ma adesso andiamo
a pulire subito, mi può dare anche caima, dopo vi pulisco il campo, perdonate lo piccolo
sgocciolamento, ecco fatto, mi da ad aspirare, facciamo un po' di pulizia di queste tre gocce
di sangue che direi che quasi ci siamo, aspirare che togliamo via queste cose che esteticamente
sono pessimi, un boccetto d'acqua per migliorare la qualità del campo, ok, bene, quindi scusate
mi sono distratto con questo boccetto di sangue, quindi la stabilità delle strutturatrici
motorizzate è saldirà che sia quella che uno voglia usare, però io credo che sia un
qualcosa anche questo di ineludibile, è dimostrato, sono bellissimi lavori dove fanno vedere come
si muove la come si muove la punta della stapler durante la chiusura meccanica quindi proprio un
qualcosa che si vede molto bene e quindi non si sono tutta una serie di traumatismi caiman grazie
tutta una serie di microtraumatismi che sono importanti per quanto riguarda la carica io
Io utilizzo sia per il colon, sia per l'ileo, sia per l'anastomosi, sempre una carica senate,
che è una carica che permette un'adeguata emostasi con un'adeguata vascularizzazione del moncone.
direi che questa è l'ultima piccola parte del legamento gastrocolico
e qui forse ci rimane ancora qualche piccolissima tendina
l'unica roba che adesso avendo il simpatico endoscopista
ha dipinto tutto il mio colon di verde
modello Grinch
farò fatica, temo
perché una roba che facciamo sempre
è l'iniezione endovenosa sempre del verde di endocianina per vedere la vascularizzazione.
In questo caso ho come la sensazione che sia già tutto simpaticamente verde.
Direi che qua ci siamo, puoi lasciare Gaia, grazie, lascia pure la tua pinza, molto bene.
Io direi che qua siamo arrivati circa a metà trasverso, vedete la nostra preparazione.
Qui è tutto preparato, dopo finita la ressezione, scusa Monaldo, noi la facciamo sempre abitualmente, lo facciamo abitualmente col verde endocianino endovenoso con circa 0,25 mg pro chilo di verde, ma non lo so, lo vediamo assieme adesso cosa succederà.
Adesso l'aiuto mi tiene ovviamente il mesocolonio trasmesso e ascendente, 4 farei, adesso completiamo la sezione dell'ultima ansa.
sul verde ti è capitato
a volte ci è capitato di vedere
un'anza che sembrava rosa
assolutamente bellissimo, lì dove fare
la resezione e poi col verde
cambiare idea e farla diversamente
assolutamente
questa è una cosa importante
devo dire la verità
ormai c'è moltissima letteratura
c'è moltissima letteratura
sull'utilizzo
del verde
per la perfusione
ed è diventata anche questa un ausilio importante.
Allora scusatemi finisco di liberare un po' dietro così che non avevo completato la liberazione qua
vedete che c'è un po' di ultimassa che è un po' adesa qua posteriormente
E quindi è importante, ed è veramente esperienza comune il fatto che ci si trovi a cambiare il punto della sezione.
Non c'è sempre corrispondenza tra la visione macroscopica e quella del verde.
Poi possiamo raccontarci un sacco di cose, c'è un bellissimo lavoro sempre di Luigi Boni fatti col gruppo del San Raffaele dove in realtà sì, ha cambiato punto ma non c'è un'indifferenza statisticamente significativa di comparsa di fistola nei due gruppi, quello fatto col vero indocenino e quello fatto col controllo.
A me adesso non è l'argomento di questo intervento, magari lo raffrontiamo nel secondo intervento.
Quello che invece interessa e mi farebbe piacere sviluppare al momento ancora delle problematiche tecniche è quello di controllare le anastomosi del colon sinistro sempre col verde di endocianina con endoscopia intraoperatoria.
Però secondo me è un qualcosa che può essere anche questo ben interessante e quindi è qualcosa che mi piacerebbe fare insomma. Allora, proseguiamo lungo la nostra…
Senti, che anastomosi farai? Intracorpore?
Allora, il dottor Monaldo sorride perché sa che io sono un profeta, no scherzo, cioè io sono sempre stato un assertore ultraconvinto da subito dell'anastomosi intracorporea.
Poi ci siamo convinti anche noi.
Esatto, devo dire che ho convinto tutti. La domanda mi viene da dire, se uno si mette a fare una linfodirectomia, una CME, mi sfugge quale sia la difficoltà tecnica e concettuale di fare una stomosi, ci mancherebbe altra, a volte può essere complessa, però non credo che sia lì.
Vedete che con questo strumento non mi sono preoccupato di cercare l'arcata vascolare, terminare le ale, perché questo strumento permette un'emostasi veramente sicura e mi viene da dire super serena.
Dicevo quindi, detto ciò, non so se ci sia in aula, che mi ha detto che mi avrebbe moderato, ma secondo me è ancora a far colazione, l'amico Gabriele Anania col gruppo della SICE, a cui anche io ho fatto parte, è appena uscito su Surgical Endoscopy nel novembre adesso, quindi è ancora a caldo di stampa.
signori in tutto ciò
credo di aver finito
dicevo
una
survey molto bella
di più di 2000 casi
di emicotomia destra
fatta da una settantina
di gruppi in Italia
e udite udite
bene, abbiamo finito
udite udite c'è una grossa
percentuale di anastomosi
extracorporee
e bisogna considerare
in tutto ciò che
evidentemente chi ha risposto
sono gruppi laparoscopisti
quindi
è così, va bene
io direi che quello che è
il tempo di
dissezione e smontaggio l'abbiamo finito
facciamo il verde di Indocianina
grazie, adesso
voglio, molto bene
mi spostiamo alla garza che da un punto di vista
cinematografico non è bella
la mettiamo qua
molto bene, dopo la recuperiamo
ok vogliamo nel frattempo pulire l'ottica così l'immagine viene agevolata cosa allora adesso no
meglio scusate ripulisco un po la ripulisco un po l'ottica allora stringiamo il fuoco per avere una
migliore definizione del verde e passiamo in modalità infrarosso e si sperava che fosse
fosse stato fatto un quarto d'ora fa, vedete che, tieni, tieni, tieni, tieni, tieni, tieni,
tieni, tieni, tieni, allora purtroppo qua è super verde tutto, però vediamo cosa succede
ragazzi, è super verde tutto, l'anno prossimo prometto che i miei endoscopisti sapranno
marcare in maniera adeguata anche col verde endocenico, perché in realtà il passaggio
dove la demarcazione è questa, è tutto verde, è tutto simpaticamente verde oserei dire, quindi sarà difficile da poter capire, come sapete prima si vede il fegato, ecco qua indietro,
vabbè adesso possiamo dire che il colon è tutto verde e quindi io direi che essendo verde tutto
qua anche qua non vedete il gradiente forse lo possiamo vedere nell'ileo meglio si vedete dove
forse ancora l'unico angolo di viscere che gli endoscopisti non hanno pensato di colorare non
ancora vedete, qui si vede abbastanza bene direi, vedete come c'è un gradiente, vai un po' lontano di Letta, ecco vedete come c'è un gradiente dove si vede bene, ok, direi che col verde abbiamo giocato a sufficienza, possiamo toglierlo, io forse qui devo fare un altro piccolo passaggino col Cayman, ok, meglio dottoressa, così è meglio, ok, voilà, andiamo a suturare, voilà,
se mi mancava giusto un piccolo ok direi che siamo arrivati bene al viscere bene mi dà la
signa grazie eccoci qua la vedete dritta dritta vuoi ritornare con lo zoom come eravamo prima
aspettiamo avete carica senape si vede si aspettiamo gli usuali 30 secondi provviste
Vedete come il movimento permette che la mano sia assolutamente ferma, ha un ruolo perché lo stretching delle fibre viscerali dovute ai movimenti dell'azionamento meccanico sono indiscutibili.
Quindi io lo considero un adeguamento tecnologico, mi verrebbe da dire quasi obbligatorio. Meglio del verde fu il rosa, come potete voi vedere.
Stavolta ci accontentiamo del rosa.
Eh, cosa dici, Monaldo? Il rosa si vede meglio.
Ma io sono una persona maladatta, ma se la dottoressa Cassini annuisce va bene.
esatto vede come fosse allora ok molto bene lo snodo della sessi l'angolatura è fondamentale
è un po per diretta ecco brava se no inciampiamo nel trocca e non viene bene lascia pure grazie
vedete come rispetto alla sede della marcatura che qua abbiamo oltre 10 cm
assolutamente vede come riusciamo anche a essere perpendicolari angolando bene la
sotturatrice e teniamo il trocker grazie molto bene allora mi dà subito un sacchetto che mettiamo
subito il nostro viscere in un sacchetto spostiamo un attimino il l'ottica dal fianco di sinistra per
poter posizionare il pezzo operatorio nel sacchetto questo spesso la parte più complicata
dell'intervento come si può notare perché a volte i pezzi sono veramente grossi e la difficoltà a
metterli dentro non è mai a volte banale ma è solo un'estrazione del pezzo sempre sopra pubblica
l'estrazione del pezzo poi la vedremo dopo è sempre da un fan e stile che di solito faccio
sempre terribilmente piccolo per la gioia di tutti voi mi dà una pinza grazie ancora molto bene ok
adesso bene questa lasciamo qua molto bene pur ripuliamo ancora l'ottica così vediamo un secondo
Oggi l'anastomosi com'è la fase?
Perché tu la fai manuale o meccanica?
No, adesso vi faccio vedere bene tutto.
Allora, guardiamo un attimino quello che abbiamo fatto, che è anche un po' il significato di questi congressi,
far vedere bene l'anatomia, far vedere bene i passaggi, i tempi degli interventi.
Ok, adesso, un secondo, eccoci qua, così, mi ridai l'aspiratore, vedete bene, spero che si venga bene a Roma quanto noi da Milano vediamo.
Allora, abbiamo il nostro bordo duodenale con tutta la linfadenetomia, la vena mesenterica, la arteria mesenterica pulita con tutta la linfadenetomia che seguiamo, testa pancreatica, C duodenale, abbiamo qua, mettiamoci un po' più verticali che si vede meglio, ok, così, meraviglioso.
Perfetto, abbiamo qui quelli che erano questi rami della colici media, a cui abbiamo fatto tutta la linfadenetomia, abbiamo qui dietro i nostri rami gastroepiploici che scendono in questo grasso che sono esattamente qua,
Qui probabilmente c'è un picco collettore o comunque una pancreatico dorsale e direi che dal punto di vista di linfaderectomia e di estensione credo che in considerazione del paziente del tumore sia più adeguato.
Vedete qui il nostro piano assolutamente conservato fino alla riflessione parietocolica.
Ok, adesso, scusami mi dicevi Monaldo, l'anastomosi, io faccio abitualmente sempre una lateralaterale isoperistaltica, adesso potete togliermi un po' di decubito, ma forse neanche tanto.
Ok, benissimo, andiamo a prendere l'ansa da nastro Mizzane, c'è un minimo di trazione che allora ce l'andiamo a, eccola qua, vedete c'è un po' da liberare qua, adesso ce l'andiamo a sezionare per dare la giusta morbidezza e evitare qualsiasi tipo di trazione.
Vedete qui, ce la possiamo tranquillamente sezionare, mi dà ancora Cayman.
Sì, quello che è indiscutibile, come ci dicevamo, che insomma, anche se si riesce a fare un intervento ormai con pinze e forbici,
una forbice monopolare, una buona bipolare, si potrebbe fare veramente tutto, questi strumenti,
abbreviano assolutamente i tempi operatori.
anche la sicurezza
sicuramente
è ovvio che
un po' in politica ci sono i partiti
delle radiofrequenze, i partiti
degli ultrasuoni
c'è il mio
caro amico Massimo Carlini
che ha pubblicato
quella serie incredibile
di
800 malati fatti a clipless
tutte con radiofrequenze
insomma quindi direi che
problemi non ci sono, bene secondo me siamo arrivati
tra un colpo di caima e l'altro seguiamo bene il verso del meso ce l'abbiamo qua questo è il nostro
colon questo è il nostro viscere e ci siamo allora questo lo portiamo un po' più in là mi dà un
crochet gentilmente associato a un pedale molto bene ok quindi dicevamo anastomosi anastomosi
Latero-laterale isoperistaltica, meccanica. In alcuni casi abbiamo optato sempre per una stomosi intracorporea, che è quella di routine, ma per una stomosi manuale.
Nei pazienti magari o con terapia anticoagulante, quindi con fragilità di sanguinamento, pazienti cirrotici, anche qui con possibilità di sanguinamento, pazienti sarcopenici, fragili, magari con arrivati in urgenza, quindi che non hanno potuto seguire una preparazione come quella che avremmo voluto fargli,
Preparazione non intestinale intendo, puliamo grazie, un programma di preabilitazione, allora in quel caso è stata fatta una stomosi manuale in duplice strato in struttura continua.
Devo dire che è un apparimento efficace, ovviamente un po' più lungo, per fare quattro suture ci vuole quel quarto d'ora, 20 minuti in più, quindi ha senso farlo.
La tua scelta manuale e meccanica è calibrata sul paziente?
E' calibrata molto customizzata, terrorizzata, ma è parola d'ordine, è chirurgia, è tailored surgery. Va bene, va bene, direi che ci siamo quasi.
attimino la breccia che se si carica come abbiamo sì sì carica sempre se neppe 60 senza nessun tipo
di problemi ora se riesco introduco la parte l'incudine quindi quello un pochino più sottile
a livello del colon e l'altra parte la introduco nel lineo perché seguendo le buonissime regole
era se noi non prepariamo i pazienti. Ovviamente qui a questo punto andiamo nel combattimento
filosofico mistico perché per farlo tatuare i miei endoscopisti per dipingere tutto il
colon di verde voglio una preparazione intestinale, quindi la cosa mi fa molto pensare, devo dire
la verità, perché noi il colon destro non lo prepariamo veramente da molti anni, insomma
io credo che un'immagine di una macchina ferma perfettamente valga più di qualsiasi
parola. Ok, mi da una pinza con una garza, che puliamo sempre un po' il trocar che si
si può sempre un po' sporcare, ma devo dire che oggi per la diretta è rimasto meravigliosamente
pulito, per farmi fare un figurone, a volte ci sono un po' di contaminazione fecale,
ma insomma, tenere il trocca ragazzi, bene, tenga, ok, allora come facciamo l'anastomosi?
Anastomia la facciamo, è molto semplice, primo punto in monosin, quindi tre zeri, a chiudere l'angolo più alto che ci servirà anche da punto di trazione.
In modo che poi hai la linea di sutura rettilinea.
esattamente
quello che ci servirà da punto di trazione
proprio per
tenere e trazionare
verso l'alto tutta la breccia
in maniera tale
che dato questo primo punto
andremo a partire
andremo a partire inferiormente
ognuno che
per chiudere questa breccia si sia
fatta la sua strategia
cioè
Dicevo ognuno si fa la propria strategia per chiudere questa breccia e l'importante è che uno, come ci siamo già detti, identifichi quello che crede più opportuno, più corretto e poi faccia sempre lo stesso gesto.
Questo permette di ottimizzarlo, di standardizzarlo, di fare un minimo di scuola e far sì che le cose siano fatte sempre alla stessa maniera e permette certamente degli outcome migliori laddove andiamo a standardizzare.
Adesso il collega sostiene la contina, mi dà una forbicina che portiamo via l'ago, che gli aghi in laparoscopia è bene non lasciarli, vedete l'importanza anche questa, ci sono sempre molti giovani che chi tiene la telecamera segua il portaghi che sfila l'ago dal campo operatorio, proprio fino a che l'ago non è mai dell'estrumentista.
Adesso iniziamo con la sutura, un'altra meraviglia che l'industria ha fatta è quella di inventarsi questi fili spigati o spirali formi.
Questo si chiama Quill, anche esso ha le sue simpaticissime spire o barbe, alla fine ne esistono mai di diversi tipi, questo è della Brown,
vedete con un occhiello che è calibrabile perché io ho dei grossissimi problemi a centrale gli occhielli, ma ognuno nella vita ha i problemi suoi.
E questo vedete è autoregolabile e autostringente, dicevo ormai ogni azienda ha il suo simpatico autobloccante e sono per noi chirurghi un grande plus, non c'è niente da dire, perché agevano le suture in maniera incredibile.
Questo è il solito PDS che utilizzo per la sutura di queste brecce, sutura che sarà fatta con un'andata e un ritorno, sempre dal basso, se vedete parto dal basso in maniera tale da con la trazione dall'alto,
con la trazione dall'alto
vedo molto bene
l'angolo che è quello sempre un po' più
delicato
che secondo me è molto utile
e permette una
chiusura sicura
insomma vedete
faccio un'andata e un ritorno
che lo faccio ormai da diversi anni
ormai perché
dico ciò perché ho perso un po'
il conto di che anno è che faccio
era diretta al Palazzini
a questo congresso
credo che ormai sarà il decimo anno
forse dieci no, ma sette, otto tutti
e a uno di questi
eventi mi ricordo
mi moderava l'amico
Gabriele Anania
che
disquisendo
io facevo un monostrato
e mi disse ma guarda io
faccio come fai tu ma poi
visto che tanto ho il filo torno indietro
e devo dire la verità mi è sembrata un'idea
Un'idea molto lungimirante e quindi gliel'ho copiata e da quel giorno la faccio sempre anch'io. Nello stesso periodo è uscita quel lavoro di Franco Corcione dove aveva messo a confronto una serie di malati con struttura singola, struttura doppia.
E ha dimostrato nella sua serie, quindi comunque una serie adeguata, che aveva meno fistole col doppio strato e quindi tra Gabriele Anania e Franco Corcione mi hanno convinto e da quel di la sutura.
Come vedrete è un'andata e un ritorno. Così come a me piace sempre attribuire le giuste paternità a tutto quello che faccio, perché poi alla fine quello che facciamo un po' ce lo inventiamo, un po' lo apprendiamo da altri colleghi.
L'idea del punto craniale così l'ho rubata a Paolo Bianchi, lui quando la faceva robotica diceva che da questo punto qua mi aiuta molto.
E in effetti confrontarsi tra colleghi tranquilli che hanno quel minimo di esperienza è sempre molto utile perché ogni giorno ci permette probabilmente di migliorare la nostra tecnica e affinare quello che è il nostro gesto chirurgico.
quindi anche quello gliel'ho mutuato e devo dire mi trovo molto bene, vedete come la sutura risulti discretamente agevole, adesso è ovvio, io cerco sempre di fare ovviamente come ci hanno insegnato, una sutura extra mucosa, secondo me possiamo migliorare il fuoco, meraviglioso, ok, miglioriamo,
andiamo proseguiamo chiaramente qui ecco mi piace aperla bene in maniera tale da vedere
bene il bordo voilà poi introflettiamo anche l'ultimo l'ultima parte ecco che questa vedete
com'è importante che poi sia tutto bene introflesso voilà mi ricordo quando si
facciano stesse uture coi fili normali insomma sempre più lungo perché bisogna tenere i fili
più lunghi, i fili più lunghi in laparoscopia sono sempre una piccola scocciatura e la gente si è inventato
di fermare le clip con... io devo dire la verità, devo essere onesto, le prime volte che usavo questi
fili li fermavo con una clip, poi onestamente ho smesso perché devo dire la verità, tengono
benissimo insomma, non c'è proprio problema, non c'è veramente problema, ecco qua vedete adesso
adesso abbiamo chiuso tutto, facciamo, qui vedete c'è in realtà un minimo di aumento
pneumo, da induzione di pneumo, lo schiviamo, vedete a questo punto faccio un rapido ritorno
sieroso. Gianandrea la questione del meso? Allora bravo, non lo chiudo mai, non lo chiudo
di battuto, c'è chi lo fa, c'è chi non lo fa, a me qualcuno un giorno mi raccontava
che nei buchi grandi non succede niente, poi bisogna vedere se è vero o no, ma insomma
è una favola che io non lo chiudo. Poi c'è sicuramente quella a cui magari gli è successo
qualche piccolo dispiacere, allora poi si mette a chiudere, ma insomma al di là della
della medicina
della chirurgia basata sulle evidenze
uno poi si trova a fare
forbici grazie
si trova a fare anche quello che
la sua personale esperienza l'ha portato
a fare
ok così come io do
un ultimo puntino qua
a chiudere definitivamente
l'anastomosi
a chiudere
no mi dà le forbicine scusi che tolgo
ok
ok allora dicevo l'ultimo puntino benissimo ma anche questo lo faccio sempre non so se sia così
utile però mi sembra di togliere quel minimo di tensione in realtà forse aveva più senso quando
quando non chiudevo non facevo un doppio strato devo dire la verità forse lì poteva avere più
senso adesso forse un po meno senso però lo facciamo e fine decina tanto credo che porti
via veramente niente di tempo ok allora io direi che qua possiamo considerarci a un discreto punto
diamo un minimo di lavaggio alla cavità addominale mi dà ancora la pinza senti già nel drenaggio si
No, non lo metto mai, l'ho messo in alcuni casi dove abbiamo fatto delle linfadenetomie veramente molto estese, anche all'arcata gastroepiploica e questo così perché nel rischio di qualche linforrea.
vogliamo mettere il malato dritto
grazie
in questo caso assolutamente no
devo dire
ho ricominciato a mettere in qualche caso
dicevo
l'infarinettomia è molto estese
ma onestamente
non
ne abbiamo discusso
proprio
un paio di settimane fa
al bellissimo congresso che ha fatto
Massimo Carlini
discutevamo
Mi da una pinza, mi fa vedere la garza che se no la dimentichiamo è male, abbiamo discusso proprio dei drenaggi, insomma ognuno fa un po' quello che reputa più giusto, di certo non è il drenaggio che ti fa non aprire o aprire un paziente.
Bene, io direi che possiamo estrarre il pezzo, se rimanete ancora collegati 5 minuti vi farei vedere il pezzo, ritorniamo con le immagini esterne, grazie.
Grazie, vi farei vedere il pezzo, così vediamo se abbiamo fatto un… allora l'incisione come dicevo, io faccio un'incisione secondo Kusner, che cos'è? Insomma molti la conosceranno, è un'incisione orizzontale nell'acute e le fasce verticali.
per chi non ha potuto vedere gli occhi della dottoressa Cassini
mi ha già guardato malissimo per le dimensioni della mia incisione
solite insomma, more solite
io purtroppo mi ha aiutato a fare mostrasi, grazie
dopo ve la faccio vedere, purtroppo io ho sto vizietto di farle molto piccole
insomma io credo che un anastomese extracorporeo
in un paziente più o meno normo peso
forse ha un minimo di peso in eccesso
questo prevederebbe un'incisione non meno di 10 cm, certamente non sovrappubblica, quindi sarebbe sicuramente un qualcosa di più traumatico, io credo che tra una ventina d'anni i lapparoceli complessi come eravamo abituati a vedere spariranno piano piano.
Abbiamo avuto un periodo di simpatici laparoceli periumbericali nel periodo di entusiasmo da single site, perché si facevano queste aperture da 3 cm periumbericali, venivano chiuse male.
insomma credo che l'esperienza single size così come sia nata sia non so credo un po tramontata
se non in qualche eccezione che non so devo dire di tutti gli amici che conosco non saprei chi la
continua a portare avanti con rutinarietà devo essere onesti anch'io me l'ho messa a farla
lascia un po' il tempo che trovo, ci da due farabe, molto bene, adesso mi spiace che non vedete molto
perché lavoriamo un po' in un pozzo, era solo per farvi vedere il pezzo, abbiamo quasi finito,
ci da due penne, benissimo, più delicatina, benissimo, ok chiudiamo il gas, grazie, mi da due farabe
fu un po' più grande ok un altro grazie mi dà una pinza da nelli allora la nostra pesca
miracolosa vedete che raffinesco adesso riusciamo si riesce a far vedere un attimino l'incisione
vedete sono circa 4 centimetri si vede se riesce a zoomare a farla vedere un po' meglio va bene
Adesso vi faccio vedere il pezzo, mi da un telino per favore, grazie, o la compressa va benissimo, perfetto, lo mettiamo qua sopra un attimo, ok possiamo inquadrare, questo lo metto lì, ok se riusciamo a inquadrare il nostro pezzo, vedete quello che è diverso è proprio il fatto che sia un, non so se si intravede forse un po' male, si vede bene?
Vedete come non è più un triangolo ma è proprio un parallelepipedo la linfa anetomica.
Qui si sente molto bene la sua neoplasia che è qua, che in realtà c'è un po', sì sì abbiamo 10 cm abbondanti, che in realtà è un po' retraente la sierosa.
In effetti non so se sia solo un T1, va bene, abbiamo finito, vi ringrazio, mi dicono dalla regia che il prossimo collegamento qui da Sesto sarà per le 12, quindi buon lavoro a tutti, buona prosecuzione, ci vediamo dopo alle 12, grazie.
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