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35° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 2024 Dr. F. Londero Segmentectomia Apicale del Lobo inferiore (S6) sinistro in VATS Biportale Dipartimento Cardiotoracico SOC Chirurgia Toracica Direttore: Prof. Andrea Zuin ASU FC, Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale
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Buonasera a tutti, sono Andrea Zuin, responsabile della chirurgia toracica di Udine, con Francesco Londero.
Saluto il pubblico, il moderatore.
Buonasera a voi, ci sono Marco Rigamonti, ti chiamo da Roma.
Buonasera a tutti, buon lavoro.
Buonasera, grazie. Ringrazio intanto l'opportunità, i colleghi anestesisti, personale infermieristico e di assistenza.
Il caso di oggi vi verrà presentato da Francesco Londero, una paziente con una neoplasia polmonare del lobo inferiore di sinistra, il cui intervento è probabilmente una resezione segmentaria dell'apice del lobo inferiore, una lobertomia inferiore sinistra per via videotoracoscopica.
Adesso il caso vi verrà presentato, lo vedete forse alle mie spalle, intanto le prime immagini tac, e verrà presentato tra poco da voi e poi ci risentiremo quindi in corso di intervento.
Perfetto, grazie.
Benissimo, perfetto.
Adesso qui il paziente, vedete intanto, riuscite a vedere il paziente, paziente in decubito laterale destro, quindi ovviamente con il lato sinistro esposto.
L'accesso utilizzato da noi di solito è una videotoracoscopia biportale, di solito preferiamo questa modalità di accesso, possiamo usare la forma triportale in certe evenienze ma nella maggior parte dei casi l'accesso biportale, quindi cercheremo di farvi vedere tutte quante le fasi dell'intervento.
Perfetto, passo la parola al dottor Londero per la presentazione del caso.
Buongiorno a tutti, mi unisco ai saluti del professor Zuin che come vi ha già detto
appunto oggi andremo a eseguire una segmentectomia apicale del lobo inferiore sinistro in vazio biportale.
Si tratta di una signora di 68 anni che ha un'anamnesi patologica remota rappresentata da un infarto nonstemi
nel 2014 sottoposto a PTCA più stent, un'obesità, ex fumatrice con un'importante esposizione al fumo
una sindrome ansiosa depressiva e un'allergia al mezzo di contrasto iodato
in terapia con cardiospirina che rutinariamente non sospendiamo per l'intervento chirurgico
un bisoprololo che rende conto anche della bassa frequenza cardiaca e un antipertensivo
nel 2020 la signora sviluppa un'infezione da covid sintomatica
con una dispnea che persiste negli anni
per cui con un po' di ritardo esegue una radiografia del torace
che evidenzia, come si può vedere dalla freccia rossa, un'opacità polmonare sinistra, che viene ulteriormente indagata con un'attacca torace che dimostra un nodulo solido di circa 2 cm di diametro a carico del sesto segmento.
L'attack PET conferma la captazione a livello del nodulo non evidenziando captazioni linfonodali patologiche e viene eseguita pertanto una broncoscopia a scopo diagnostico che ci restituisce una diagnosi di un adenocarcinoma wild type in stadio precoce, quindi uno stadio CT1CN0.
La spirometria dimostra dei volumi, una capacità di diffusione del monossido di carbonio sostanzialmente normale e quindi viene considerata fit per intervento. Adesso procederemo con l'intervento.
Il momento di elezione quando possibile è l'obectomia, però attualmente da molti studi eseguiti con la diffusione delle resezioni anatomiche sublobari in condizioni in questo caso dimensionali favorevoli, quindi tumore che comunque entro i 2-2,5 cm in paziente in particolare con una serie di fattori di rischio dall'obesità e tutto.
in questo caso è possibile e consigliabile eseguire una resezione quindi non lobare ma sublobare però anatomica, quindi una resezione segmentaria che quindi prevede la chiusura e legatura di tutti gli elementi dell'ilo del segmento,
quindi non una resezione non anatomica o atipica, ma una resezione completa, quindi con sezione degli elementi venosi e arteriosi per il segmento,
sezione dei piani segmentari e linfodenectomia.
Chiedevo l'indicazione al segmento ectomia, oltre che per le ragioni già citate,
E' anche in rapporto al fatto che la PET non ha dimostrato linfadenopatie ilario-idomediastiniche?
Sì esatto, non ha fatto vedere certo.
Aspetta che avevo la domanda scusa.
Sì dico.
Certo dimmi dimmi.
Quindi anche dal punto di vista della radicalità dell'intervento non occorre andare all'ilo per la linfadenetomia.
in quanto non ci sarebbero linfonodi Ilari, giusto?
Allora, certo, c'è stata anche sorpassata questa fase
in cui le vecchie linee guida davano che se in caso di interessamento
dei linfonodi Ilari e anche dell'ilo lobare
non si poteva fare la segmentaria ma si dovesse fare comunque la lobectomia
E quindi era richiesta, in caso di previsione di segmento, di eseguire un'estemporanea nel caso di sospetto interessamento linfonodale.
Anche questo però adesso è stato passato, quindi se comunque la linfodertomia è possibile, anche in caso di coinvolgimento linfonodale del segmento, è possibile comunque procedere con la resezione sublobare.
Molto chiaro.
Ecco, è proprio un quadro in continua evoluzione ed è una delle problematiche di cui si discute di più adesso.
Quindi adesso sono molto in voga le resezioni sublobari, anche per lo sviluppo di tutte le metodiche di screening,
quindi con il riscontro sempre più frequente di noduli polmonari più o meno neoplastici di piccole dimensioni in cui diciamo si cerca ovviamente di risparmiare in qualche modo sulla resezione parenchimale e quindi adesso questo è un argomento molto molto molto in boga diciamo sia in chirurgia ovviamente non invasiva videotoracoscopica che robotica.
Alexis?
Se in broncoscopia non aveste avuto una diagnosi citologica, presumo, di adenocarcinoma, avreste fatto altre indagini diagnostiche, oltre la PET che è diventata positiva?
Benissimo. Allora, tenete conto di una cosa. Se la lesione è centrale del lobo, quindi è richiesta una lobectomia, noi allora in quel caso dobbiamo procedere con un'altra metodica di diagnosi.
Prima di fare l'alobectomia dovremmo procedere con una biopsia transtoracica, ad esempio, o anche con una biopsia chirurgica, però l'importante è comunque di avere la diagnosi prima dell'alobectomia.
Nel caso di una resezione segmentaria invece la procedura viene considerata come diagnostica e terapeutica, quindi nell'interessamento segmentario la segmentectomia costituisce anche quello che sarebbe stata eventualmente la wedge, cioè l'asportazione del nodulo con l'esame estemporaneo per completare poi l'intervento.
Quindi dicevo, se l'intervento in programma è una lobectomia, allora dovremmo fare la diagnosi, vi dicevo prima.
In questo caso non è necessario. Se la diagnosi non è stata fatta prima, possiamo procedere lo stesso.
Ok, molto bene.
Polmone non perfettamente escluso.
Voi state inquadrando, Gian Carlo, l'intervento? Loro stanno vedendo l'intervento adesso?
In questo momento abbiamo le immagini interne, sì.
Vedete nel frattempo che gli anestesisti provvedono a sgonfiare un po' il polmone si vede già la neoplasia che confermiamo a carico del sesto segmento, una scissura abbastanza rappresentata che dovrebbe un po' aiutarci nell'identificare le strutture vascolari.
C'è una scissura compiacente, diciamo così.
Sì, abbastanza, dai, abbastanza.
Ok, facciamo intanto il secondo accesso.
La lesione ha un aspetto, diciamo francamente, neoplastico, beh dopo la rivediamo per la retrazione viscerale.
Non ancora, è tanto gonfio.
Ok, beh pure tu Viola, dammi la pinza da presa.
Vi confermo che un aspetto di questo tipo consente la resezione del segmento evitando la diagnostica al congelatore.
Intanto facciamo il secondo accesso che come vedete è sovradiaframmatico.
Segmentare ovviamente possono essere eseguite a livello di qualunque segmento polmonare.
Diciamo che il segmento numero 6, cioè il segmento apicale del lobo inferiore, anche nel segmento di Nelson, è uno di quelli più eseguiti, perché è un segmento molto anatomico,
cioè già con delle divisioni anatomiche spesso qualche volta evidenti già sul polmone nativo,
ha delle diramazioni evidenti e ben note a caico del sistema bronchiale, venoso, arterioso,
quindi è probabilmente anzi quello più eseguito.
Poi in ordine andiamo con le resezioni a caico del lobo superiore di sinistra,
come retezioni segmentari a carico della lingula o del culmen
che costituiscono le due porzioni del lobo superiore
più indaginose risultano invece le retezioni di segmenti singoli a carico
ad esempio del lobo inferiore o del lobo superiore di destra
in cui i rapporti anatomici sono più complessi
è ancora un po' gonfietto, potete anche lasciare dentro una cannula in aspirazione così pian piano
qua si vede bene, ecco la situazione favorevole, non posso dire scelta apposta, insomma quasi
come vedete sul fondo della scissura si vede, adesso vedete Francesco sta incidendo la pleura viscerale
la riflessione della pleura viscerale al di sopra e sotto, si vede il giallo dell'arteria polmonare,
cioè il piano corretto intercissurale.
Viene completata solamente la scissura posteriore,
perché vedremo che è quella che consente di dividere il segmento
e di trovare gli elementi vascolari per il segmento,
Mentre la scissura anteriore in questo caso non è necessaria interromperla.
Si procede per via mista, via smussa e con l'alta energia.
Adesso vediamo, si può già vedere l'arteria polmonare, la parte che arriva per il lobo inferiore,
si vedono le diramazioni di una doppia diramazione per il segmento apicale, corretto?
e poi l'arteria che procede per il resto dei restanti segmenti del lobo inferiore
che costituiscono la piramide basale.
Questi sono i due rami arteriosi per il segmento apicale del lobo inferiore.
Si vedono molto bene.
la lesione intanto che la vedi
se riuscite a inquadrarla
era per far vedere l'aspetto
macroscopicamente
provate a inquadrare un attimo
la neoplasia
la retrazione della pleura viscerale
l'aspetto lardaceo iniziale
fa una diagnosi macroscopica
molto verosimile
di lesione neoplastica
ancora un attimo
adesso è molto meglio
sia un polmone che rimane un po gonfietto però sì sì sì siamo già predisposti 45 gradi vengono
diciamo della scissura della scissura posteriore provate a darmi il 45 circondiamo sempre i ragni
entrambi ovviamente come sempre l'anatomia va verificata in loco e quindi essere sicuri
quindi anche qua la vascularizzazione dei lobi, dei sperimenti, in particolare polmonare, è abbastanza variabile.
Quindi chi si acciglia a questi interventi ovviamente sa che va sempre verificato la presenza di tutti i rami
che deve valutare, che deve circondare e chiudere.
nel più spesso dei casi il segmento apicale dell'opio inferiore ha una diramazione arteriosa
però è solamente una questione statistica, qui ce ne sono almeno due vicini e forse un terzo.
Sicuramente la visione anatomica fa sì che la cosa di cui siamo certi è che vadano tutti nello stesso segmento
e quindi possono essere chiusi con certezza.
I vasi vengono circondati e verranno chiusi con la strutturatrice, però vedete che hanno delle dimensioni che sono probabilmente sotto i 7 mm che consentirebbero anche la chiusura diretta con l'alta energia.
Una veruzza probabilmente posteriore
È quasi, probabilmente un po' di tessuto che teneva
Allontanati un po' con la telecamera
I vasi arteriosi polmonari sono molto fragili ovviamente
però per fortuna di solito è sufficiente una compressione
per controllare sanguinamenti minori
Spesso diciamo in presenza di piccole lacerazioni di vasi polmonari la cosa migliore è sempre la compressione e l'attesa giocando sul fatto delle basse pressioni del circolo polmonare.
Quindi evitare manovre che tante volte possono essere legate all'ansia di cercare di chiudere o strutturare un vaso quando si rischia di peggiorare la situazione.
Quindi tante volte quando la compressione è effettiva si ha il tempo di valutare l'effettiva entità del guaio. Qui vedete una compressione di meno di un minuto in teoria ha consentito per adesso di fermare l'emorragia.
Io lo lascerei, però forse un po' a riposo andrei a fare la vena dietro.
Lasciamo completare il coagulo, andiamo adesso posteriormente per vedere la vena polmonare inferiore e quindi andare a cercare la vena efferente dal segmento interessato.
Come stavo dicendo, come dimensioni dei vasi fino a 7 mm, noi usiamo anche la chiusura diretta con gli strumenti ad alta energia.
Siete ancora in aspirazione dentro il bronco voi?
Perché non è un po' gonfietto?
Qui siamo in una visione del mediastino posteriore, questa è la orta, il polmone è trazionato leggermente verso l'avanti
e qui andiamo a cercare la vena polmonare, come vi dicevo inferiore e in particolare la vena segmentaria.
normalmente la via classica di reperimento della vena polmonare inferiore
prevede la sezione del ligamento polmonare
quindi partendo proprio dal basso
si seziona il ligamento polmonare e si arriva fino alla vena polmonare inferiore
in questo caso noi non dobbiamo isolare tutta la vena polmonare
ma solo il ramo segmentario, che è spesso un ramo abbastanza distinto dal tronco principale della vena.
Infatti è un ramo che tante volte nelle lobectomie inferiori, quando si circonda la vena polmonare,
quando la manovra è un po' troppo affrettata, mare o frettolosa
si rischia di lasciare fuori l'avena del segmento apicale
non è un grosso problema se uno se ne accorge ovviamente perché poi viene chiusa
però se uno è convinto di aver chiuso tutta l'avena e traziona il lobo
può avere qualche brutta sorpresa
quando vedete c'è la pulizia della parete dell'avena
a quella che è inquadrata, ovviamente è proprio il ramo segmentario,
che è quello più in alto, il primo che si vede scendendo dall'alto in basso.
Quando l'intervento è fatto su segmenti voluminosi come questo, il segmento apicale,
o i segmenti multipli del lobo superiore sinistro, cioè i tre segmenti apicali, il culmen,
o i due segmenti più bassi della lingula, le vene referenti vengono isolate e chiuse.
Quando invece andiamo su segmenti del lobo, come vi dicevo, superiore destro o dei segmenti della piramide basale,
invece in genere là non è indispensabile l'isolamento della vena che viene chiusa poi durante la sezione dei piani intersegmentali.
Qui la posizione dei trocar e quindi del chirurgo non è molto agevole, molto comoda.
Aspetta, scusami che non ho sentito bene.
No, dicevo che a questo livello posteriore la posizione dei trocar non è comodissima, quindi è un po' più difficoltoso.
Allora, questo fa parte proprio dell'abitudine al posizionamento dei trocar, quindi magari all'inizio, in genere se uno dovesse dare un consiglio per chi sta iniziando l'archeologia videotrocoscopica,
l'ideale è partire forse con una via triportale per cui hai sicuramente una maneggevolezza
maggiore e quindi hai una possibilità di visione migliore sia anteriore che posteriore,
poi con l'esperienza ti consente di ridurre il numero di accessi da 2 a 1 e quindi anche
superare queste difficoltà, certamente meno sono gli accessi più difficoltà in teoria
puoi avere. Questa è stata una diatriba che è andata avanti per un bel po' nel nostro ambito
su quanti accessi fare, quindi 3, 2, 1 e sembrava che fosse un problema particolarmente importante.
Poi è diventata molto di moda la via monoportale, poi si è visto che le differenze sono molto poche
sugli effetti sul paziente, sul dolore e quindi alla fine è stato un argomento passato.
Ognuno utilizza sostanzialmente la via che preferisce ma non ci sono grandi differenze
per il paziente che alla fine è quello che conta.
In effetti il numero di trocar o di accessi, se li vogliamo chiamare così, in chirurgia
addominale è relativamente meno problematico rispetto alla torace perché il dolore di
ogni accesso è molto maggiore in torace che non in atome, per cui è giusto avere delle
diatribe anche sul numero di accessi in torace, meno se ne hanno meglio è.
No, assolutamente, però così approfitto che ti dico per dire, allora questa è la diatribe iniziale, poi si è visto che grandi differenze non ce ne sono, ma cos'è stato quello che ha poi un po' cambiato di nuovo tutto? Con la chiugia robotica, qui la chiugia robotica sono ancora più accessi, sono quattro accessi almeno, adesso si è tornati, però si è visto che qualche volta il robot, anche con quattro accessi,
con quattro accessi il paziente ha meno male rispetto a magari l'accesso monoportale
perché i trocca robotici sono meno traumatici come movimento, questo riguarda sul torace
quindi abbiamo avuto chirurghi che hanno colleghi che avevano cavalcato all'inizio la triportale
poi la monoportale e poi sono passati a robot
Quindi esaltando per un bel po' l'accesso singolo e poi passando all'accesso quadriportale.
Noi che facciamo tutte e due abbiamo visto che veramente tante volte con 4 accessi che magari vengono fatti 3 almeno sullo stesso spazio intercostale quindi confondendo un po' le idee abbiamo visto veramente tante volte un dolore veramente molto limitato, minore rispetto alla trocoscopia.
perché abbiamo visto che la leva che fanno gli strumenti trocca robotici è minore,
probabilmente più controllata dalla macchina, in chirurgia manuale diciamo così si possono fare delle leve maggiori.
Quindi ci sono meno danni sui nervi intercostali?
Potrebbe essere alla fine, questo so, mi hanno detto anche i colleghi, me lo dicevano anche in chirurgia addominale qualche volta,
ma noi abbiamo visto che per carità non ci sono secondo noi tantissime differenze, certo meno invasivi si è meglio è, adesso qua avete visto è stata circondata la vena tegmentaria, la resecchiamo con una carica vascolare
il polmone purtroppo è rimasto un po' gonfio e quindi un po' di problemi di spazio
abbiamo una delle situazioni, c'è anche un po' la difficoltà legata al polmone
che non si riesce a escludere perfettamente
avete provato a mettere dei trocar a tenuta d'aria
e fare una specie di pneumo torace con l'insufflatore
in modo da collassare
il polmone un pochino di più
noi lo usiamo
nel timo, nella chirurgia del mediastino
ma nel polmone
tante volte noi possiamo avere bisogno di
gonfiarlo
tante volte
di includerlo o escluderlo dalla ventilazione
durante l'intervento
quindi c'è chi lo usa
c'è chi usa
anche in chirurgia robotica
ancora il 45
il premotorace
con la CO2
però noi personalmente
sulle risoluzioni polmonari
se l'esclusione
è buona come c'è di solito
secondo me non dà
tantissimo aiuto
mentre sulla chiusura del mediastino invece si
proprio la insufflazione dell'aria
di pana
tante volte proprio il tessuto
l'asso mediastinico aiuta
parecchio
però certo potrebbe essere
se hai un polmone che non si esclude bene
sicuramente una insufflazione sì sì un premo un premo torace assolutamente potrebbe aiutare certo
però ti dico molti si si molti lo usano quindi è un'opzione possibilissima e poi bisognerebbe dire
alle ditte tipo etikon di questa di fare delle strutturatrici un pochino più piccole in modo
in modo da poterle usare su traccia in maniera più agevole
quello è un'altra certo
anche in particolare adesso come ti dicevo
c'è lo sviluppo della chirurgia segmentaria
in cui vai su vasi sempre più piccoli
e quindi tante volte l'impressione quando entra lo strumento
lo strumento sovrasti il vaso
e infatti si punta anche molto all'utilizzo
non delle strutturatrici
su vasi piccoli
ma dell'alta energia direttamente
uno deve acquisire fiducia
però insomma su vasi piccole dimensioni
usatele in modo corretto
non abbiamo mai avuto problemi
quando le segmentetonie
si svilupperanno un pochino di più
aumenterà
il commercio
sicuramente
quindi saranno strutturatrici adeguate
le dita avranno
interesse
diverse
verissimo
fino a poco fa era l'alobectomia
oppure la resezione atipica
e lì andavano bene
le strutturatrici
di dimensioni normali
sicuramente andare a circondare
i vasi del segmento
richiedono strutturatrici delicate
Adesso ritorniamo in scissura, abbiamo lasciato un po' a riposo l'arteria polmonare.
L'arteria polmonare è una struttura molto delicata, per anatomica muscolare praticamente trasparente o quasi inesistente
e quindi
resiste molto poco
alle trazioni
formando facilmente ematomi
vediamo se forse
facciamo con l'alta energia
facciamo una cosa, dammi prima il Maryland
per favore, e una pinza da presa
pulirla posteriormente, forse un po' di più
si esatto
allora, tieni un secondo
questa cerca sempre di
andare un po' più indietro
piuttosto
sei riuscito a guardare al di là
delle due arterie
C'è sotto sicuramente un linfonodo che dà un po' fastidio, però lì vede, l'avevo preparato, mi sembrava bene, prova a dare il Maryland.
Poi al di sotto dei rami arteriosi ci sono le strutture bronchiali.
Non vedo benissimo, quello che rimane sul lobo superiore è un linfonodo?
Sì, esatto.
Un linfonodo che può essere tolto dopo, certo.
Certo, infatti per noi il linfonodo è un riferimento che indica che siamo arrivati sul piano dell'arteria polmonare quando facciamo le sostanze.
Sì, va bene, così intanto io faccio un pochino di compressione.
Beh, è indelicato quel vasetto.
Molto?
Molto delicato.
No, indelicato volevo dire.
Sì, no, è delicato anche, sì, sì.
Sì, anche delicato.
Indelicato nel senso poco educato, diciamo così anche.
Poco educato, certo.
Certo, abbiamo dei momenti in cui sicuramente c'è qualche briglia che traziona il passaggio dello strumento.
Intanto ne approfittiamo che gli anestesisti controllano il posizionamento del tubo,
perché come vedete normalmente siamo abituati a lavorare con polmoni molto più sgonfi,
e questo rende conto anche un po' delle difficoltà di prima con la strutturatrice.
Vediamo se capire da dove può aver sanguinato.
riesci ad aprire con l'alta energia
quella pelloglia
quella tela
vediamo al di là
del vaso
no vabbè
devi girarti un po' con l'optica
ok grazie
esattamente
ah c'è l'altro vaso
c'è un terzo vasetto
è una così
almeno sembrerebbe
che ci fosse un terzo
che ci sia un terzo vaso
quindi il vaso va sotto quel vaso più esterno diciamo va verso il basso di
quello che ti ha regalato. Ancora il maryland per favore faccio provare a darmi
quella visione bellissima che mi davi prima un po' più dall'alto
O dall'alto, esatto.
Adesso dovrei avere questa, una visione che mi piace già di più.
Forse è un'altra ricarica, no?
Sì, cosa dici?
Sì, una PVS andrei con una suturatrice.
Sì, sì, assolutamente, una suturatrice.
Erano, vedete, tre rami.
Infatti.
Sì, ma poi vedi alla fine come sempre,
e questa è una cosa che ogni tanto spieghiamo anche ai ragazzi,
che
della importanza di andare alla ricerca
ovviamente quando si è in difficoltà
del piano anatomico
questa è una regola chirurgica
che tante volte nel chirurgo magari esperto
quando vedono operare un chirurgo esperto
io parlo della torocoscopia
per carità
la tendenza adesso per velocizzare gli interventi
è non pulire le strutture
e quindi
vedono fare delle manovre
e tante volte che magari il chirurgo esperto
può fare perché sa cosa sta facendo
ma in cui il vaso non viene pulito, lo strumento passano con gli strumenti heli, i passafili e via.
Se il chirurgo giovane impara direttamente così, diciamo che tante volte i problemi ci sono.
Quindi qua a te visto c'è un problema, si ritorna indietro, si pulisce il vaso, come si faceva, come si fa in open.
Ma tanti te inovano.
A volte l'estetica vuol dire anche funzionalità.
Assolutamente, se usi la metodica in open, la tendenza è di non fare come l'open, dare una pulizia veloce della superficie del vaso e passarlo.
Per carità, se è fatto dal chirurgo esperto va bene, perché vuol dire che probabilmente sa quando farlo, ma tante volte si tende a imparare che bisogna fare le cose veloci a tutti i costi e quindi poi il problema di rompere un vaso che non è isolato, lo sappiamo tutti, e invece continuo a essere convinto che la pulizia, l'estetica, come diceva Giancarlo, l'estetica e l'eleganza sono funzionali.
per il vaso pulito lo controllo
qualunque cosa succeda
qualunque cosa
poi la velocità di un chirurgo
ormai è appannaggio solo di
pochi anestesisti
una volta gli anestesisti dicevano
il chirurgo è molto bravo perché è veloce
in realtà
poi si prolungavano i tempi di degenza
no ma come sempre
ma il rischio è di imparare
pensando che la prima cosa da fare
è essere veloci
e invece, beh questo dicevo anche
però insomma l'ho sempre insegnato
so che vieni dalla scuola
da Padova
anche tu come scuola di specialità
no?
con il pro Sartori
la generale
la generale l'ho fatta con Sartori
Calabro
la Toracica scusami
era una scuola
che
ma anche l'altra scuola
di chirurgia generale
erano scuole che davano
importanza estrema
alla pulizia
e quindi alla possibilità
di gestione di ogni complicanza
solo quando un campo operatorio è pulito
ma certo, mi ricordo anche quando dicevano
quando allora magari potevano
arrabbiarsi con un chirurgo
un po' più anziano perché magari era stato
lento ma quando vedevano chirurgo giovane che preso dalla frenesia di essere veloci diceva
stai buono tu non devi essere veloce adesso tu devi imparare dopo diventi veloce e quindi
adesso stiamo isolando il bronco si vede bene il bronco si ecco noi possiamo cominciare a
a preparare una ricarica verde
mi toglierei anche
quel linfonodo che è un po' in mezzo
alle scatole
anche qua la rimozione del linfonodo
ovviamente consente poi di
vedere bene le strutture dell'ilo
non fate estemporanea
a un linfonodo che potrebbe
essere innocente
ecco dicevo esatto
allora il linfonodo qui non ha aspetto patologico
e quindi per carità
ovviamente è una operazione macroscopica
però comunque
Se anche fosse un linfonodo positivo, se la lesione è ben localizzata nel segmento e quindi viene con dei margini marcoscobici buoni e si completa la linfonodonectomia, la segmentaria è autorizzata.
Diciamo così, queste sono considerazioni relativamente recenti, fino a poco fa veniva dato come linea guida però non era molto seguita, che in tutte le segmentarie fatte su pazienti funzionalmente che potrebbero tollerare anche la lobectomia diciamo di fare l'estemporanea del linfonodo ilare tipo quello e quindi decidere in base all'estemporanea se fare la segmentaria oppure dover fare la lobectomia.
Però anche questa considerazione è stata superata.
Poi vogliamo farvi vedere un'altra metodica che ovviamente conoscete ma che usiamo anche in toracico,
cioè l'uso del verde d'indocianina per evidenziare le linee di divisione tra il segmento che vogliamo portare via e la parte del polmone che resta.
Una delle cose più complesse negli interventi di direzione di segmento è l'individuazione dei piani corretti tra un segmento e l'altro, che spesso non sono visibili.
quindi la metodica tradizionale è quella di, dopo aver chiuso il bronco, di far gonfiare il polmone
sperando che il segmento interessato si evidenzi, però sappiamo che con la ventilazione collaterale
spesso non si evidenzia niente, mentre è interessante utilizzare il verde
cioè dopo aver chiuso i rami arteriosi in questo caso dopo aver chiuso anche il bronco
iniettiamo il verde che ovviamente quindi va a perfondere il parenchima ancora vascolarizzato
delineando quindi la linea dove noi possiamo mettere le strutturatrici
certo perché lì circoli collaterali non ce ne sono
No, non ce ne sono, sono lenti diciamo, quindi no, effettivamente è vero, se noi lasciamo lì, se tu inietti il verde e stai lì a aspettare un po', dopo un po' anche il lobo in cui noi abbiamo chiuso i vasi un po' ovviamente si illumina anche lui, perché c'è un po' di insicurazione collaterale, però è molto lenta diciamo e quindi quella macroscopica si evidenzia rapidamente e quindi questo diciamo è abbastanza di aiuto.
intanto andiamo alla ricerca del bronco
e quando non c'era il verde di
doccianina
allora facevamo
vi basavate solo sulla
insufflazione del polmone
sulla insufflazione se ci aiutava certo
certo
e poi anche sulla ispezione visiva
diciamo in qualche modo
ovviamente andando
perché poi
quando lo facciamo
in open
Maryland
seguendo sempre la scuola
del pro Sertori
e del pro Freia, tagliando il bronco
e poi andando proprio con le dita
a cercare il piano del segmento
e poi mettendo
la strutturatrice
nel passaggio che era stato fatto
quindi veniva proprio fatto il piano aperto
adesso con le strutturatrici
diciamo, non si fa più
e uno infatti
per carità, secondo me
degli effetti negativi
del farlo con la strutturatrice
che il parenchima si accartoccia
mentre aprendo il piano
c'è proprio un'apertura del piano intersegmentale
comunque se non abbiamo il verde
facciamo con l'insufflazione
certo
toglimi la curiosità
come mai parlando con me
hai parlato di chirurgia toracica
della scuola padovana
ho avuto una dritta
ho avuto una dritta
da Giancarlo Pedro
Giancarlo
hai capito
che è qua a fianco di me
Giancarlo salutamelo
ciao Marco
ciao Giancarlo
un piacere sentirti
grazie un piacere sentirti
stai bene tutto a posto
tutto a posto
sono felice
anche tu
invecchio bene
la cresta dell'onda
invecchio bene per fortuna
intanto che io soffro
Giancarlo è
non ha memoria storica
di più
io tre quarti delle cose che so
sui colleghi tra Paolo e Udine
tutto le so grazie a Giancarlo
ma con Giancarlo
si impara anche la chirurgia
un attimo il 45 ancora
prima si si si è lui che tiene su per cui ok prova a fare un po di trazione sul
polmone verso il basso sì perfetto la certo che dove c'è giancarlo non c'è
privacy
questa cosa è stata divulgata
nel letter
appunto
siamo orgogliosi
la scuola
è la scuola
con la sezione bronchiale
di solito
se non sono dubbi viene fatta
dovresti riuscire a farmi vedere un po' meglio
se possibile
allora prova a fare una cosa
se no
facciamo anche il controllo
Chiediamo il controllo endoscopico, ad esempio, durante la procedura di piano.
Sì, cioè dovresti un po'...
Ecco, così, perché così mi dai lo spazio per passare.
Proveri a dare il 45 un attimo, che devo risimulare il passaggio.
Non è necessario.
E tra un attimo vi chiederai un controllo broncoscopico per vedere la pervietà.
Un controllo.
Là.
Ogni tanto cerchiamo comunque di far fare ai ragazzi, quando possibile,
delle strutture manuali dei bronchi, ad esempio.
perché è una cosa che diciamo veramente hanno poca occasione di fare e se tu hai
un colunque problema con la strutturatrice e il broncolo devi chiudere
alla vecchia maniera diciamo così a mano e se non hai mai fatto non è
assolutamente intuitivo. Certo questa è un'ottima idea. Quando possibile perché
nella struttura bronchiale proprio la strutturatrice ha
proprio facilitato tantissimo
le cose
molti si sono messi anche
in colore, chiugi anche in opera
e usai sempre la sutratrice bronchiale
come facciamo anche noi per carità
il problema è però se tu hai un qualunque problemino
se la malattia
non è contenuta
se va oltre la rima bronchiale
se hai un problema che la sutratrice
non ha chiuso bene
è la diatriba
che c'è dappertutto
dammi un attimo la pinza dell'infonodi
è che in certe occasioni l'alternativa è quella di chiamare
il chirurgo esperto e che non sempre c'è
certo esatto
ma il problema è che
poi ti può afferrare
perché la struttura bronchiale è fatta male
non la vedi subito magari
ma la vedi dopo
la struttura vascolare
si chiude con un'angolatura sbagliata
con la tensione
e ti si riapre dopo qualche giorno
non è proprio piacevole
noi quando possiamo per dire
se abbiamo l'occasione e non così e c'è da fare la scura a mano ovviamente cerchiamo di farla fare
un attimo solo che passo la pistola veramente sono bravissima con la toracoscopia ma in open
io ho chiuso solo l'apicale venire un po più indietro che non ok lì e 7 nell'inferiore scusate
che non prova a venire su adesso stiamo controllando non si vede che il ovviamente di
aver chiuso solo il bronco segmentario e sembra un po piccolino no per essere tutto però se mentre
il superiore al superiore lì se mi pare me per apposta ok bene allora procederà edificato e
quindi si può eseguire la sezione per un piano perfetto era ovvio ma forse dobbiamo farci un
po' il piano sull'arteria. Merlin? Adesso viene completato un po' il piano sopra l'arteria
polmonare. Il piano scissurale sopra l'arteria. Esattamente. Proseguendo, vedete, in trasparenza
preparare il verde d'indocianina. Bene, adesso proseguiamo quindi con il verde. Allora, quando
Quando inietteranno il verde, puoi schiacciare questo tasto in alto a sinistra, l'immagine va in sovrapposizione, quindi non diventa scura, a occhio mi sembra che sia così il discorso, però adesso vediamo di accertarlo.
Avvisatemi quando siete pronti, bene.
Adesso stiamo per iniettare, l'uncino è pronto perché serve a segnare sul parenchima quella che
dovrebbe essere la linea di sezione. Ok, vai pure, poi gli fai un flash di 50, bene, adesso qualche
secondo dovrebbe arrivare, eccolo qua. Ecco qua, riuscite a vedere, si vede bene? Si vede benissimo,
non è sempre così evidente
questa è andata
questa volta
questa è proprio una linea netta
diciamo che il segmento
questo segmento si presta
in altri è
diciamo qualche volta che sarebbe molto utile
però qua
qui è molto
ok prova a darmi un endodebè
che è grande per favore
e prepariamo pure
almeno altre due ricariche da parenchima sì perché va in sovrapposizione
fantastico bello anche perché qui esatto è andato in sovrapposizione l'immagine senza
necessità di di spegnere la luce come dobbiamo fare di solito per cui
l'avete preparata bene per la diretta questo è giancarlo non so come ha fatto
ma in qualche modo ha fatto. Quando c'è Giancarlo ci sono anche le arterie pulmonari che si inchinano.
Ok, stai bene su con l'ottica. Io aspetto sempre un 5-10 secondi dopo aver chiuso sul parenchima.
Non usate sotturatrici rinforzate o rivestite?
No, non di routine, vengono usate su parenchimi particolarmente fragili, quindi su polmoni molto
infisematosi in cui dobbiamo fare delle resezioni ampie, si le usiamo, non frequentissimamente
però certo. Normalmente usiamo le cariche, possiamo arrivare alla carica nera, di solito
l'ultrafidabile su parenchimi molto rigidi, ad esempio pazienti già operati o con polmoni quasi
fibrotici altrimenti di solito invece su infisemi polmonari importanti si pensa di
se vediamo se ultima andiamo di sicurezza che arrivo spetta caspiro un attimo che sento
telepaticamente giancarlo pengo che mi dice giustamente di tenere il campo pulito si medio
Complimenti all'operatore e a tutta l'equipe, è stato un intervento anatomico, pulito, didattico,
scolastico quasi grazie forse le condizioni perché forse didattico dove si vedesse forse anatomico
quindi insomma davvero molto bene ok andiamo a fare il legamento che facciamo un po di
linfodendectomia la pinza da presa corta adesso non entra pure da lì solo resta inquadrata verso
il basso così. Giancarlo loro stanno sempre in collegamento. Puoi anche togliere adesso il side verde.
Perfetto, provo ad andare un po' dentro, bene là. Ok, collegamento cortissimo.
Siete riusciti a fargli vedere il segmento? Non lo so, forse Giancarlo hai fatto una ripresa...
Vuoi che lo mettiamo un attimo? Sì, vogliamo fargli vedere a questo punto il segmento estratto.
io ci vado un attimo solo Francesco a fargli vedere
si ma penso che faccia
pengono
aspetta che vediamo se
allora cerca di stare bravissimo
la pinza
non so se riesco a lavorare
dammi un'altra pinza da presa per favore
ci spostiamo la lingula
ma adesso vediamo molto bene il segmento
volevo vedere se
riusciamo a fargli vedere
ok lasciami pure questa
Il segmento era visto da fuori, possiamo metterlo così come visuale, questa che ho sulla pinza è proprio la punta che adesso si vede, questo è proprio visto dall'esterno e questa è la punta,
proprio il visore frontale, la lesione, l'aspetto sul piano segmentario corretto e il lato,
i vasi non si vedono ovviamente tanto perché sono a raso della rimbatissatura, corrisponde
macroscopicamente al segmento apicale. Adesso glielo mandiamo all'anatomia patologica.
Trocar, entriamo da qua, tieni Silvia.
E adesso completiamo con la linfodonectomia.
le stazioni solito che vanno esplorate dal lato sinistro
sono partendo dal basso la stazione 9
quella del ligamento polmonare
dove stiamo guardando adesso
le stazioni 8 che sono le stazioni pari esofagee
le stazioni 7 della carena
stazioni 11 e 10 del Lilo e stazione 5 della finestra ortopolmonare.
la stazione carenale è una stazione centrale quindi non viene indicata con un lato
mentre le stazioni del ligamento polmonare, paresofagee, destro e sinistro
le stazioni della finestra autopolmonare è una stazione unica e quindi ha una denominazione unica con il numero 5
La nomenclatura è una delle poche cose che è rimasta stabile dopo l'evoluzione della
stadiazione del TNM del Tumore del Polmone, mentre il T e l'M vengono aggiornati continuamente,
fino adesso la mappa linfonodale invece è rimasta sostanzialmente quella come sedi anatomiche
denominazione tra visto un esofago non vedo grosse linfadenopatia ma andiamo a
campionare comunque un po di tessuto provare una pizza linfonodi altra
approfittando l'altra diatriba nel in questo ambito è quello tra chi sostiene
la diciamo la linfo da netto mia radicale chi sostiene sempre l'info
nodale e noi di scuola sia della mia provenienza che qua siamo per la linfo
L'infodanectomia solitamente non ci sono provvidenze, ognuno difende la sua scelta.
Ovviamente secondo noi la linfoanectomia comunque consente una stadiazione più precisa,
campionando comunque un maggior numero di stazioni linfonodali,
possibilmente asportando tutti gli linfonodi di quella determinata stazione, o almeno una buona parte.
Certo, a volte si riesce anche ad essere radicali.
Sì, certo, meno come intento, è proprio diverso l'approccio.
L'intento è radicalità.
L'intento è radicalità, è proprio l'approccio che uso, il sampling, il primo linfonodo che prendi lo togli,
Quindi la linfonotectomia ti richiede la ricerca del piano e quindi è già una procedura ovviamente un po' più complessa.
Certo, qui non c'è ancora il linfonotocentinello.
Sì ma c'è poco, abbiamo visto che sono il minimo sindacale per la linfonotectomia.
In questo caso bisogna stare attenti, in questo caso il paziente ha un tubo doppio lume sinistro e stiamo lavorando a sinistra, va benissimo, però ovviamente bisogna tenere conto che il tubo è dentro il bronco principale di sinistra e la cuffia del tubo che stabilizza il tubo all'origine del bronco principale spinge verso la carena
e quindi può qualche volta
proprio
sembrare un linfonodo
adesso vedo di trovarti
quindi una delle cose da stare attenti
è che uno vede una formazione
bluastra, nerastra
e scambia
il bombè della cuffia
a livello tracheale per un linfonodo
perfetto
non è piacevole perché
vai a toglierlo e ti trovi dentro
l'albero rucchiato
adesso non voglio dirglielo
adesso fa la manovra ma visto che siamo in sede c'è tutto le cose di cui tenere conto
insomma sapendo ovviamente che in base alla tipologia del tubo presente sapere quali
possono essere effettivamente le problematiche solitamente il tubo doppio lume sinistro consente
di eseguire per noi qualunque intervento praticamente sia a destra che a sinistra a
A meno che non dobbiamo lavorare all'origine del bronco principale di sinistra, ad esempio se bisogna fare una pneumonectomia o una ricostruzione bronchiale, in cui allora non dobbiamo avere nulla dentro l'albero bronchiale, quindi chiediamo il posizionamento del tubo doppio lume destro che è un po' più complicato da mettere e da gestire.
Un po' più indaginoso, sì.
Sì, bisogna predisposizionarsi, perché se non è indispensabile non chiediamo questa cattiveria all'anestesista.
Marilyn?
Ma no, in realtà anche all'attacco effettivamente non si vedevano grosse tumefazioni.
Qui siamo con una visione, abbiamo portato la telecamera, sta inquadrando la porzione anteriore, quindi sotto vediamo il cuore, Francesco sta facendo la pulizia dell'ilo superiore per andare sul piano dell'arteria polmonare e verso la finestra autopolmonare.
A sinistra si vede il nervo frenico, qui sotto vedete siamo tra la vena polmonare superiore che si vede al centro dello schermo quasi, l'arteria polmonare che si intravede sotto adesso la pinza, adesso portiamo questo linfonodo ilare superiore.
caduta la pinza del linfonodo, il linfonodo che sanguinicchia, come si ricava che è quello,
finiamo di cavarlo, sotto vediamo quello è il ramo principale dell'arteria polmonare,
Mi dispiace, sono linfonodi piccoli.
L'arteria polmonare, il ramo principale, da cui si intravedono i primi rami per il lobo superiore.
Adesso questa è l'apertura della pleura al di sopra e siamo nella sede della finestra aorto-polmonare.
La struttura a cui stare attenti è quella del passaggio del nervo ricorrente di sinistra, ovviamente gira attorno alla orta, un pochino più avanti, quella sede là.
Metà, ma tienilo pronto tra un attimo. Di nuovo l'endoellis.
Bisogna stare attenti nel procedimento della linfonectomia, evitare quindi di bruciare tante volte in modo eccessivo, perché il rischio di lesione del nervo è abbastanza alto.
Stazione 5, ti do ancora, c'è ancora un frammentino se vuoi prendertelo, se si prendi pure.
bene, qua in paraortica
non c'è niente
qua vedete il nervo frenico
che scende giù, a cui dobbiamo stare molto attenti
forse ve l'aveva già
detto il professor Zuin
ma ero coinvolto
ok, prepariamo un po' di acqua
e facciamo la prova idropneumatica
esci pure
un attimo
l'intervento è finito
viene fatta la prova adesso
di tenuta aerea
Tra un attimo vi faccio rispandere il polmone, ok?
Sì, sì.
E poi metteremo un drenaggio.
Vediamo in base alla prova.
Prova ad entrare.
Sì.
Quando volete.
Vai pure.
Vieni un po' più indietro, per favore.
Il polmone viene ventilato.
Noi facciamo il controllo ovviamente macroscopico della perdita
e chiediamo anche spesso il conteggio proprio all'anestesista tramite il ventilatore
mettendo il paziente in ventilazione normale e quindi vedendo proprio la differenza tra il TIDAL in entrata e il TIDAL in uscita
per avere anche un'idea numerica per capire se possiamo lasciare
in modo da capire
se è parafisiologico
se dobbiamo cercare
di porre un rimedio
provate nell'embi polmonare
mi dici quante perdite aeree hai
per favore
il bronco a posto che è qua sotto
c'è una piccola
lacerazione parenchimale
il bronco
soprattutto la cosa importante
è non perde
diciamo che è
situazione favorevole perché è la
superficie del lobo che va a contatto
con lobo superiore per cui
esatto quella breccia che fa vedere
esatto vicino alla strutturatrice quindi
ci si aspetta vedete che va già che va a
contatto e qui dovrebbe chiudersi
spontaneamente però abbiamo chiesto la
la prova anche vedere quant'è
quantitativamente voi non avete perdita
Se metti un 4 o 5 di PIP
No, no, ma non metti 0 PIP
Facciamo 0 PIP
Così non abbiamo problemi
Mi ha messo una ventilazione in questo momento più simile possibile
a quella fisiologica
senza pressione positiva
fino all'esplorazione
e l'anestesista non ha
non registra perdite significative
Ecco, se me lo riescludete
solo un attimo
Voi che facciamo dei blocchi
Come sapete sono le perdite aeree
un altro a questione
eterna
comunque niente, perché tanto lì si va
in scessura
quanto al periodo aereo è considerare paranormali
e quindi
con la possibilità di
certo, fai conto che su una media
prende un po' da
dicendo conto che
una media di un Tidal di 500
cioè che l'anestesista
mette 500 cc di AI
ogni atto
diciamo che fino a
80-90
si può considerare
che non è pochissimo
però si può anche
decidere di chiudere il paziente
e drenare
e attendere l'aerostati spontanea
se le perite sono maggiori
bisogna ovviamente cercare di capire
cosa si può fare
se è necessaria una struttura
parenchimale
una nuova resezione
oppure l'uso dei vari sistemi.
Ovviamente anche dipende un 80-90 su una situazione rapidamente risolvibile,
una lacerazione, allora questa viene ovviamente chiusa.
Qualche volta la perita aerea magari è più ampia dopo l'isi aderenziale ad esempio
o decorticazioni in cui non hai una zona singola ben evidente
e quindi ti accontenti anche di perite maggiori
contando nella riespansione del polmone
che il polmone andando a parete poi si attacca
e poi valutare
anche qua c'è tutto l'eventuale uso
di tutte quelle che sono le colle
i patch di vario tipo
che possono aiutare in questo
adesso mi pare che tenga
certo
tante volte dopo interventi di decorticazione estesa
quella fatta per esempio per il mesotelioma pleurico
in cui il polmone viene
decorticato completamente
oppure dopo in PM
in cui hai delle pelle che possono essere
150, 200
in cui non hai modo però di
fermarle completamente
e quindi
decidi di accettarle
in attesa
che il paziente in respiro spontaneo
il solito poi
e si chiudono da sole
se hai invece delle
le perdite localizzate, ad esempio da un bronco che non è chiuso bene,
da un'accento del polmone, quelle invece devono essere riparate
perché quelle inevitabilmente, ovviamente, resterebbero aperte.
Certo, sempre tenendo presente che appunto in certe situazioni,
in certe occasioni, cercare di fare un'aerostasi completa potrebbe anche peggiorare la situazione.
Assolutamente, se cerchi di riparare sotturando un polmone infisematoso
rischi che ogni tentativo di passaggio del lago
peggiori il quadro
quindi devi lì con un po' l'esperienza
di capire quando puoi aspettarti le rostre spontanee
e quindi puoi permettere di essere conservativo
verissimo
nello stesso tempo è sempre là
di non avere fretta di chiudere
per dire sempre la pazienza
di dire per il momento
vediamo se le perdite posso risolvere in qualche modo
se c'è qualcosa che mi è sfuggito e nella fretta ho chiuso invece dopo lascio
lascio la breccia e quindi il buon senso diciamo ok allora andiamo a mettere qui
in finestra un metà tabo lasciamo di solito del tabo nelle sedi di
linfodanectomia entriamo da sotto con la telecamera che lo mette in carena
una cosa che abbiamo notato
con l'uso delle alte energie
nell'esecuzione della linfodonectomia
si sono praticamente azzerate
le complicanze
tipo chilotorace
questo è stato
una differenza
prima dell'uso delle alte energie
anche in opere veniva fatto
con la pinza bipolare
monopolare
spesso noi usiamo la monopolare
e se non usavamo CLIP non era infrequente avere complicanze di chilo torace dalle sedi di linfonertomia estese.
Con le alte energie abbiamo visto quasi un azzeramento di questa complicanza, ad esempio.
Questo perché in parte il campo operatorio è più pulito, quindi è più facile intravedere eventualmente il dottor Traccico,
oppure anche perché le alte energie ti determinano delle lesioni di tessuti molto inferiori rispetto alla vicinanza della macchina.
Sì, secondo me sì.
Migliore dispersione in pratica.
Sì, sì, sì, secondo me sì.
Miglior sigillo e però con minor danno collaterale vicino.
sicuramente
prima quando avevamo pazienti
con adenopatie
neoplastiche
con estesa
l'infodonectomia
dovevamo, se non usavamo clip
dappertutto
e quindi evitavamo di bruciare
avevamo veramente
spesso la complicanza
del chilo torace
era abbastanza frequente
con l'alta energia
non è facilissimo da risolvere
Eh no, però parte con tutta la dieta lipidica, il digiuno e quindi fino a reinterventi, con chiusura del dotto, tra parentesi.
Con l'alta energia questo, devo dirlo, non è più successo.
Ecco, credo che adesso avete visto, è stato messo un tubo di drenaggio sotto visione,
il polmone viene fatto riespondere sotto visione e siamo a posto, credo.
Arriva all'apice con dei fori anche alla base, verso il diaframma.
Allora sì, questo diciamo, intanto lo facciamo, sì, sì, questo si può fare,
mettendo un drenaggio, cerchiamo di ampliare l'area.
Bene, riaspansione ottima.
Bene, va bene, San Carlo dici?
Ovviamente.
Bene.
Bene, io rinnovo i complimenti a tutti, è stato un intervento davvero molto interessante,
molto bello da vedere e quindi la bellezza a volte l'estetica come dicevo prima significa
anche funzionalità e e buon esito dell'intervento stesso io guardo ringrazio noi grazie a voi per
stati grazie ovviamente l'equipe nostra i colleghi personali anestesisti giaccarlo
sono stati sempre preziosi
quindi se no non potremmo fare
un piffero da soli
mi unisco anch'io
ai ringraziamenti, volevo ringraziare
la strumentista Silvia Cattoli
e la dottoressa Beola Sambataro
che mi ha assistito durante la procedura
bellissimo
e un grazie personale
a
a chi mi ha ricordato
i vecchi
pregressi
di Padova
ecco dai
di tanti anni fa ormai
bene
grazie infinite
buona
grazie
ciao
AI 对话
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