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25° CAD anno 2014
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Pronto? Sì pronto. Buongiorno da Roma. Buongiorno da Trieste. Ciao barbieri da Roma. Buongiorno.
Buongiorno. Di nuovo quest'anno. Cinque. Niente siete in linea con la sala operatoria con gli
esterni al momento. Bene. Se qualcuno volesse illustrare il caso. Ma lo farò io che ho il
microfono. Allora intanto buongiorno a tutti, qua siete in linea con la nostra sala operatoria
a Trieste, sala operatoria integrata, molto bella, perché ci permette di essere online
e di trasmettere in realtà semplicemente schiacciando un bottone, grazie a una tecnologia
tecnologia molto bella e molto utile nel quotidiano anche. Quindi cerchiamo oggi di farvi vedere
assieme alle mie colleghe, dottoressa Giuricini e dottoressa Giacomelle, un intervento per
una voluminosa ernia iatale. Allora vi illustro il caso, possiamo mostrare la Tc, una signora
una settantina d'anni, che presenta dispnea, affaticamento, una leggera anemia, viene studiata
una voluminosa ernia iatale, non so se la state vedendo adesso, possiamo far scorrere
un po' le immagini per piacere, qui vedete c'è una migrazione molto importante dello
lo stomaco nel mediastino, alla gastroscopia una piccola erosione responsabile dell'anemizzazione
e quindi con questa indicazione, quindi i sintomi respiratori e l'anemizzazione, dopo
aver escluso altre cause di anemia naturalmente, partiamo con l'intervento di correzione dell'ernia
in aiatale. L'idea sarà adesso di valutarla, poi in un primo tempo di ridurre l'ernia
in addome, di ressecare il sacco, di fare un'aiatoplastica con un rinforzo protesico
e di concludere l'intervento con una plastica antireflusso. Vi faccio vedere tra un attimo
la posizione dei trocar. Avrei una domanda, avete nel protocollo PH manometria in questi
In questa paziente non abbiamo fatto la piacometria perché non ha sintomi clinici di reflusso
e perché non ha esofagite alla gastroscopia.
La manometria la riteniamo comunque utile per avere un'idea sulla peristalsi esofagea.
Allora vi farei vedere, l'immagine esterna mi dà una pinza esterna,
dunque la paziente sarà messa in leggero proclive
abbiamo il primo trocar
lo mettiamo sistematicamente
10 cm sotto l'axifoide
in maniera da avere un repere costante
lo vedete qui
quindi dall'axifoide che è qui
scendiamo qui a 10 cm
e qui mettiamo il primo trocar
abbiamo fatto un primo peritoneo questa volta con un agoriveres
successivamente dei trocar 5 in epigastrio, in ipocondrio destro, in parombelicale sinistra
e in ipocondrio sinistro. Questo qui è l'unico trocar più grosso perché è quello attraverso
il quale passeremo i fili e la rete. Possiamo passare all'immagine interna, due pinze e
e poi una pinza lunga qui sotto, andiamo a sollevare il lobo sinistro del fegato, ci
arriviamo e piazziamo il nostro aspiratore, il nostro divaricatore, ecco, bene, piazzatelo
bene ragazze, ok, perfetto, solleviamo un po' meglio, tieni questa, va bene, ecco,
prima cosa abbiamo cercato di esporre bene, di sollevare bene il lobo sinistro, mettiamo
la paziente un leggermente più proclive per cortesia, antitrandelenburg, scusate dobbiamo
cambiare i gas perché qua non c'è pneumo, c'è pochissimo pneumo, va bene così, alziamo
un po' il tavolo operatorio per cortesia, abbiamo pochissimo pneumo, i flussi sono aumentati,
aumentiamo un pochino la pressione perché ci serve un po' di più, in genere facendo
Quando leva con lo strumento sul fegato si scombina un po'.
Ok, primo tempo andiamo a ridurre l'ernia.
Ecco, penso lo vediate, no?
Molto bene.
Ok, bene.
Ecco, contrariamente all'intervento antireflusso, qui cerchiamo di metterci in una posizione
in cui lo stomaco viene mantenuto ridotto da questa pinza, da questa joanna con i morsi più lunghi,
che è un po' meno traumatica.
ecco, tieni pure così, tira via quell'altra pinza, prendi questa, ok, la tieni un po' così, via, ultracisione, bene, allora adesso vorrei fare questo lavoro qua, andare a, no, ci stiamo incrociando con le mani, passa sopra, ok, bene, perfetto, no, sei tutta intorcolata, così non va, devi trovare una posizione in cui non mi dai, ecco, molto meglio, bene,
Allora, stavo dicendo, il primo tempo consiste a sezionare qua il colletto in maniera da poter far trazione e ridurre il sacco erniario, solo che qua dobbiamo sistemare lo stomaco un po' meglio, devi tenerlo così, così siamo anche un po' meglio.
Bene, attenzione al fegato che non cada, quindi attacchiamo qui e dicevo questo contrariamente all'intervento banale per reflusso con piccola ernia in cui cerchiamo subito di fare il giro dietro l'esofago.
qua l'esofago adesso è schiacciato in basso dalla posizione operatoria e dal primo peritoneo vedete
qua la tecnologia porta ad avere strumenti che fanno molto poco fumo cerco di fare tutto il
giro del colletto erniario che una volta spero di riuscire a farvi vedere come lo vedete già
qui che una volta che il è stato inciso si scolla abbastanza dovrebbe scollarsi abbastanza
facilmente dal pilastro, qui vedete bene il pilastro sinistro, comunque noi continuiamo
a fare tutto il giro del colletto nella speranza di riuscire poi a ridurre in addome, così
come abbiamo ridotto il contenuto erniario, ridurre anche il sacco, adesso sarà un po'
più difficile sul pilastro destro, ma intanto ci miglioriamo la nostra presa e poi vedete
qua il residuo della membrana di limer completamente distrutto e poi lo vedete abbastanza bene
qui, adesso cerchiamo di scendere lungo il pilastro destro, vedete che spesso rischia
di esserci attirato tutta una parte di piccola curva che dobbiamo cercare di non rovinare
naturalmente ecco qua sto cercando di passare vicini proviamo un momento a spostare lo stomaco
quindi a fare aspetta lo prendiamo è anche opportuno spesso modificare queste prese
perché sono sempre traumatiche ok teniamo così ce la fai forse tu Michele da questa parte perfetto
ok bene e qua vedete molto meglio il pilastro destro e questo è ancora quello che resta della
della pass flaccida della piccola curva, che ovviamente così come è andato sullo stomaco
è andata su anche lei, forse adesso riusciamo a vedere attraverso il sacco probabilmente
l'esofago qui sotto, forse questa trazione qui potrebbe essere il nervo vago, ma è solo
un'ipotesi per il momento, quindi continuiamo con il nostro lavoro di apertura del colletto,
Perfetto, eccolo, lo afferriamo qua e lo apriamo lungo il...
Pronto la sonda degli anestesisti?
Ok, qua vedete sto cercando di spingere indietro il residuo della membrana di Leimer,
qui apriamo ancora, il pilastro è molto esile, questo ci fa già pensare alla fase successiva dell'intervento
in cui dovremo ragionare sulla consistenza dei pilastri
per capire il tipo di iatoplastica protesica che faremo
ma ne parliamo in una fase successiva
e qua sto solo cercando di completare questo giro
si, va benissimo
vedete bene penso no?
molto bene
ecco vedete quindi in questa fase soltanto cerchiamo di incidere l'orlo del colletto
perfetto per quanto più lontano possibile, dovrei cambiare mano eventualmente, questo
ci dovrà spero permettere tra poco, vediamo di fare un po' di emostasi su questa piccola
cosa, di portare in addome, così come abbiamo portato lo stomaco, di portare in addome anche
tutto il sacco, condizione indispensabile alla futura, alla persistenza di quello che
faremo ok bene allora proviamo se possiamo posizionarsi un po in maniera diversa vediamo
se possiamo tirare forse lo stomaco così proviamo a spostare ancora un po la piccola curva perché
mi piacerebbe vedere se riesco ad arrivare alla base del pilastro di destra però forse meglio che
non prenda che prenda stomaco piuttosto che grasso in maniera da arrivare qui sotto vediamo un po
prova a tenere così gretta e noi andiamo a cercare di prendere qui piano piano allora
apriamo ancora un po di questa pass flaccida che veramente merita il suo nome provate a cambiare
mano voi va bene ecco vedete come stiamo arrivando alla base dei pilastri come riesco ancora qua
qua spero a farvi vedere abbastanza bene il colletto e qua adesso probabilmente da questa
parte potremmo fermarci per il momento, perché poi il vantaggio è che procedendo in questa
maniera noi dovremmo riuscire, aspiriamo un momento che puliamo un po' il campo operatorio,
dovremmo riuscire tirando giù tutto il sacco per esclusione a vedere l'esofago, quindi
senza averlo mai toccato, ok, benissimo, andiamo a guardare, qui sotto c'è questo cellulare
lasso che separa il sacco dalla pleura di destra, adesso lo faremo meglio in un'altra
maniera, mi ridà l'ultracisium per cortesia, ok, cerchiamo di separare queste piccole lacine
qua, non va male, adesso finiamo, guardate, restate un momento così, andiamo un po' più
vicino e cerchiamo di staccarci così per via smussa e poi ripasseremo dall'altra parte prova
a centrare un po di più l'immagine perfetto cerco anche qua di afferrare il sacco chiaramente sono
movimenti sono spostamenti abbastanza importanti quindi chi segue con la telecamera non è
necessariamente a suo agio perché muoviamo parecchio i visceri bene allora adesso ci
ci spostiamo dall'altra parte, ok, bene, poi ci proviamo a spostare dall'altra parte e
riprendiamo il sacco sul suo versante sinistro, capita raramente, ma capita di avere in questa
voluminosa ernia addirittura la milza, ok, teniamo lo stomaco un po' così adesso, perfetto,
ce l'hai? Sì, ok, mi dai il tracisano di nuovo e andiamo a cercare di recuperare il
sacco dall'altra parte, bene, ovviamente è scappato in su fino a quando non, ecco
qua vedete il piano di scollamento è abbastanza evidente, cerchiamo piano piano di progredire
così come l'abbiamo fatto a sinistra, di staccarci a destra, stiamo un po' più indietro
per piacere, ecco, ovviamente qua il rischio di apertura della pleura a sinistra che potrebbe
potrebbe essere questa in effetti, così come il peritoneo era entrato nel mediastino e
aveva spostato la pleura, adesso finché le cose sono attaccate è abbastanza facile portare
con sé la pleura, quindi cerchiamo di andare per via smussa, adesso che il sacco è stato
inciso, che ci permetterà tra l'altro di fare una trazione su una struttura che poi
poi è destinata ad andare via, quindi che possiamo afferrare anche con una certa mancanza
di delicatezza perlomeno su queste strutture qua. Vedete che pian piano il sacco è il
suo piccolo lipoma, l'anatomia dell'ernia è sempre quella, si sta separando abbastanza
bene, vedete in fondo più biancastra la pleura, qui ancora qualcosa da sezionare sicuramente,
Un po' più vicina Michela, per piacere. Aspetta, andiamo. Ancora tutto questo da liberare. Alla fine dovremmo restare soltanto con l'esofago e eventualmente se avessimo difficoltà a riconoscerlo faremo passare la sonda calibratrice che ci servirà poi per la fondoplicatio.
Bene, qua abbiamo quasi congiunto la parte destra e quella sinistra dello scollamento, della riduzione del sacco in addome, vedete quasi sicuramente l'estrema propagine della pleura di sinistra qui, un po' più biancastra.
mi dà l'aspiratore che tengo un po' più pulito, bene, perfetto, pilastro sinistro
che sembra più solido di quello destro, così, fa una prima occhiata, la milza è già lì
vicino, per forza perché i vasi brevi ci sono, allora, adesso dobbiamo liberarci ancora
queste ultime frange qua, stando attenti perché qui sotto a un certo punto schiacciatissimo
dallo primo peritoneo ma ci sarà l'esofago. Il passo successivo sarà quello di circondarlo,
mi da l'ultracision di nuovo, vedete che ho cambiato velocità, si va molto più piano
perché ci stiamo avvicinando dal davanti all'esofago e vedrete quanto possa sembrare
esile una volta che con l'abito è schiacciato in giù dallo primo peritoneo. Vediamo un momento
di sezionare questa frangia qua, c'è sempre un po' troppo, un pelino di sangue di troppo,
piano, aspiriamo ancora un attimo, vorrei riuscire a evitare che sia una sorta di pozzo
nero, ma è chiaro che è profondo, perché qua siamo dietro al cuore di fatto, è bastato
una gocciolina di sangue per, ci stiamo avvicinando all'esofago, dovremmo cercare di passarci
dietro, adesso lo faremo nella maniera la più traumatica possibile e sa che cosa analizza
bisogna? Prepariamo la pinza, la zona articolata, ecco vedete qua il vantaggio è che adesso
abbiamo il sacco quasi tutto ridotto e su questo sacco possiamo fare tutte le trazioni
che vogliamo, quindi sicuramente qui ci sarà ancora qualcosa da liberare e probabilmente
qua cominciate a vedere il corpo esofageo, così si vede meglio, perfetto, quindi dobbiamo
liberarci da queste qua, ultracisium, bene avanti, vai vai vai, proviamo ad andare avanti
da, ottimo, giriamo un po' la telecamera così, stiamo naturalmente operando con un'ottica
a 30 gradi e che attenzione qua probabilmente il vago e in genere come tutte le cose che cerchi
dove ne vedi almeno 10 prima di vedere quello giusto ma però perché no perché no anche se
sembra una struttura più anteriore io non ci giurerei ancora ok e come quando cerchi
che ne vediamo 10 prima di trovare quello buono. Adesso piano piano mi sposto dall'altra
parte e cerchiamo ancora di afferrare bene il sacco qua, forse ci conviene adesso cercare
ancora di liberare il sacco qui dal pilastro sinistro e questo ci permetterà di avere
Vedete la milza è già qui e quindi cerchiamo di, adesso che il sacco è parzialmente ridotto e perlomeno non rientra più in mediastino, possiamo completare la sua liberazione, qua lo vedete abbastanza bene, vedete ancora un residuo di tutto quello che è stato trascinato in su dello stomaco e che adesso pian piano noi cerchiamo di portare in giù.
vediamo se riusciamo a evitare di avere questa parte di viscere sopra si guarda che bene aspetta
allora è chiaro che il problema che non si pone in questi interventi qua è quello poi della
fundoplicatio perché il fondo gastrico è stato talmente spostato in torace che non si corre in
genere il rischio di una fundoplicatio troppo stretta perché di stoffa ne abbiamo tanta in
questi casi qua, la difficoltà qui è quella della riduzione e vedete qua questa piccola
riflessione di pleura, la vedete?
Sì, associ sempre la fondoplicazio qua.
Ma direi di sì, perché comunque basta guardare tutto quello che stiamo facendo, porta a una
volente o nolente, a una completa sovvertimento dell'anatomia dell'angolo di Is, che è già
sovvertito per conto suo, però come dicevo l'anatomia di queste voluminose ernie iatali
fa sì che non ci sia il rischio di confezionare una fondoplicazio troppo stretta e allora
non dimentichiamo che Nissen aveva descritto questo intervento pensando a creare un rinforzo
anatomico per evitare la recidiva dell'ernia, forse del reflusso, lui non ne sapeva ancora
tantissimo, quindi la stessa Nissen è nata come un intervento che garantiva dalla recidiva
di ernia, non di reflusso. Allora è vero che mettiamo una protesi, è vero che facciamo
una iatoplastica, ma è anche vero che la Nissen serve anche a mantenere una certa stabilità
stabilità del giunto esofago gastrico, due è vero che noi andiamo anche a sovvertire
ancora di più i meccanismi anatomici antireflusso, spero di aver risposto.
Abbondantemente.
Bene, adesso proveremo a vedere se, vedete qua abbiamo ridotto tutto.
Un'altra ragione che si trova in letteratura a questo riguardo è che nei pazienti
Senza reflusso con questo tipo di anni di tipo terzo, una volta ridotte e riparate, possono avere una prevalenza di reflusso che è intorno al 20-25%, cioè compare il reflusso dopo la riparazione delle erne, che è uno dei motivi per cui si tende ad associare la fondoplicazio di principio, cosa su cui noi non siamo d'accordo peraltro,
Adesso per caso mai quando la confezione ne possiamo parlare ancora, non voglio disturbare in questo momento.
No, no, ma non c'è problema, se sono in difficoltà lo dico, volevo solo evitare questo piccolo sanguetto.
Quindi vedete che quella prima cordicella probabilmente non era il vago, quindi comunque lo troveremo.
bene, allora adesso si tratta di andare da una parte o dall'altra a fare il giro dell'esofago
in maniera la più traumatica possibile
a mio avviso conviene ancora un po' continuare qui
e cercare, vedete, esattamente quello che volevo
di staccarsi ancora posteriormente
e qua potremmo vedere il vago posteriore
la mia idea è di riuscire, qui dove ho la pinza
di riuscire a vedere la base del pilastro di sinistra, perché se riesco a vederla qua
e riesco a passarci sotto, dovrei esserci, allora mi darà la pinza, credo di esserci,
devo stare attento perché so che la milza è lì vicina, la pinza articolata, adesso
ci passiamo con uno strumento, poi prepara la fettuccia robusta, lo so che è pronta
analisa, devo dire in questo gioco di squadra che la chirurgia, la squadra conta molto,
io sono una persona fortunata, andiamo un po' indietro, vediamo se riesco a farla emergere
da quest'altra parte, mi da forse una Johanna che è più indicata, va bene, proviamo a
tirare giù tutto, vedete quanto era voluminoso il sacco e quanta stoffa, eccoci qua, e qua
siamo arrivati all'altra parte mi dà la fettuccia allora greta puoi togliere la tua pinza dalla
sotto se la fettuccia sì sì perché metteremo una pinza corta di qui entriamo con la fettuccia bella
solida larga sulla quale possiamo far trazione vediamo se riesco a ritrovare la punta del mio
il mio strumento, sì, bene, andiamo indietro Michela, ecco, quindi qua dovrei aver passato
questa fettuccia, mi ridà la Giovanna Retta, attorno all'esofago, al di sopra del sacco,
sacco che alla fine dovremmo resecare, perché, proprio per, anche sulla base di quello che
dicevi tu dell'utilità o meno di fare una plastica antireflusso, se facciamo una plastica
antireflusso e non resecchiamo questo sacco e questo sacco poi va a incunearsi dentro
il montaggio antireflusso rischiamo di avere stupidamente una disfagia del tutto evitabile.
Quello è dell'escezione del sacco, delle poche cose su cui sono d'accordo quasi tutti
siamo tutti quelli che fanno questa chirurgia, si è correlato anche alla minore prevalenza
di recidive una volta, poi non so se in realtà, io credo sia come dici tu, cioè la buona
escisione del sacco dà un'idea della completa riduzione dell'esofago in cavità addominale,
questo è il problema, se tu non riesci ad esciderlo vuol dire che non hai ridotto l'esofago
in maniera sufficiente
quindi non so se
è l'effetto o la causa
no no no, sicuramente
non so se è l'effetto o la causa
è vero
quindi in ogni caso
o per
perché crediamo a una teoria
o perché dobbiamo comunque avere la certezza anatomica
di quello che stiamo facendo
bene, allora vedete
la fettuccia l'ho nodata perché
lascia un attimo
perché se ci filiamo solo delle pinze
spesso è meglio fare un buon nodo poi lo si taglia allora adesso andiamo a esporci bene
prova a tenere così greta adesso aspetta che te la chiudo ok bene mi dà l'ultracisio proviamo a
spostare un momentino la valvetta del fegato vediamo se riusciamo perché questa è la
spiacevole è molto morbida ma scappa via ogni tanto allora dobbiamo andare qua sotto
ecco un fegatino bello dedicato ok bene rimettiamo questo in posizione aspetta
lascia un attimo a me ce la giriamo sì ci siamo scordinati greta non c'è problema
ecco allora adesso siamo in condizioni di vedere bene tieni pure così bene ce l'hai
così è l'ultracision per me io passo sopra forse e adesso andiamo a giocare un po più di fino
andiamo vicino michela e andiamo a valutare bene come questo esofago e quindi questo dovremmo
essere in grado di far vedere a tutti se è ben messo sicuramente c'è una parte più posteriore
che dovremmo ancora cercare di qui vedete c'è ancora un residuo posteriore quasi di sacco che
emerge qui, lo sto prendendo qua e che devo portarmi giù, qui abbiamo un po' di ciccia
perigastrica che se ne viene via, la nostra fettuccia e qua abbiamo ancora del sacco da
portare via, vedete?
Come nella terapia della materia del flusso, la parte diciamo più tecnicamente completa.
Sì, infatti ce la teniamo per dopo perché volevo prima affrontare quello che è più facile qui a destra, perché poi è un po' meglio, provo a verticalizzare un po' l'ottica, perfetto, eccoci.
Adesso vorrei riuscire ad arrivare alla congiunzione dei due pilastri perché è da lì che dovremmo prendere le misure per la iatoplastica e che sia protesica o non protesica comunque deve partire da lì sotto.
Andiamo vicini qua. Cos'è questo? Buona domanda. Non sapendo che cos'è, supponendo che possa essere un nervo, lo lasciamo in pace.
Sicuramente si tende con la trazione dell'esofago, però vorrei riuscire da qua.
In realtà questo non è un ostacolo, questa fibra qua che potrebbe essere il vago, non è un ostacolo alla nostra dissezione.
quello che mi interessa adesso è di scendere di qua e di riuscire a vedere il pilastro
sinistro che va di là, che è qui sotto, però dobbiamo vederlo bene perché se dobbiamo
sotturarlo non dobbiamo sotturare grasso ma dobbiamo sotturare muscolo, quindi abbiamo
ancora qua un po' di lipoma, residuo di sacco, non lo so, dobbiamo comunque liberarlo, forse
se riusciamo così a passare, perfetto Michele, ecco, ecco, direi che qui sembra, sembra per
il momento, vediamo l'aspiratore, teniamo più pulito, va bene, proviamo a schivare
il fegato così, se riesci, quasi, no, no, ma abbiamo perso, così, no, no, l'aspiratore
per piacere, bene, vedete che già adesso tutto resta in addome, ma volevo cercare di
ripulire da questo po' di sangue che però ha un po' infiltrato i tessuti e volevo cercare
di arrivare da qui al pilastro sinistro, qua c'è sicuramente ancora un residuo di sacco
aderente da reseccare, cosa succede? Aspetta, però qua stiamo vedendo bene, vedete? Siamo
riusciti a aspirare quel minimo di infiltrato emorragico che ci toglieva visione, prova
Prova a tirare un po' di più sull'esofago, Greta.
Eccola, così, bene.
E adesso dobbiamo ancora riuscire bene a isolare perfettamente il pilastro di sinistra.
Forse muovendoci da qui.
E ad abbassare, questo ci permetterà poi di abbassare bene l'esofago in tonalità, in addome.
Questo credo che possiamo sezionare, qui non c'è nulla di...
Ok, mi dà l'ultracision di nuovo.
Con questo la visione è buona.
Va bene.
Vediamo se ci arrivo, sì.
Sembra che ci sia ancora una propaggine del sacco.
Eh, c'è ancora qualcosa, infatti.
Però adesso che abbiamo liberato bene da destra, probabilmente passando dall'altra parte ci arriveremo meglio. Proviamo.
Intanto sappiamo che a destra è liberato bene.
Dai un attimo in mano a me tutto questo malloppo.
Ok, prego.
questo è un ematoma
un piccolo ematoma che ho fatto io
su qualche vaso
forse è un vaso del sacco, adesso è difficile dirlo
allora ci spostiamo di nuovo
così
e andiamo a
proviamo a metterci, eccola là, così
bene Greta, perfetto, ultra scisio
e andiamo avanti
da questa parte
andiamo ancora avanti da questa parte
proviamo a spostare bene il fondo gastrico
e vediamo benissimo
due cose che dobbiamo liberare
qualcosa ancora sull'esofago e qualcosa sul pilastro sinistro, cominciamo dall'esofago,
quello che forse andando un po' troppo per via smussa ho fatto sanguinare qualcosina
anche, e qua possiamo, vediamo di liberarsi, ecco adesso la vediamo lì, vediamo qui in
alto, questo dobbiamo ancora liberare, non è sicuramente nervo, perché è multiramificato,
bene, e adesso di colpo questo già ci permette di abbassare di più l'esofago, adesso andiamo
a vedere, mi dà l'aspiratore ancora un momento che tengo pulito e poi andiamo ancora a staccare
tutto quello che avanza sul pilastro, sulla base del pilastro di sinistra, perfetto, qui
vediamo abbastanza bene, tengo pulito e dobbiamo andare a liberarci qua, allora con la migliore
esposizione possibile, che potrebbe essere, se riesco a tirar via questo grasso, potrebbe
essere questa. Vediamo un po', se ne sta l'ultracisio. Di fatto siamo quasi a quello che è il legamento
gastrofrenico. In effetti dovremmo, lo dico un po' al condizionale, dovremmo riuscire
a scendere di qua fino al primo vaso breve. Non so se sarò in grado di farlo vedere su
questa ernia così voluminosa nel reflusso è banale vederlo qui forse sarà un po più complicato ma
proviamo vediamo se riesco a modificare un po la mia attrazione sì perfetto vai pure un po avanti
ok così è perfetto e qua credo che riusciamo a tirar via quel grasso che ci veniva addosso da
sotto. Allora, un po' di difficoltà a tenere giù tutto questo rigurgito di grasso che viene da...
andiamo qua un attimo, bene. Mi ridà di nuovo l'aspiratore che vorrei tenere più pulito. Ci
non manca molto ma è la parte più difficile forse, come dicevi anche tu prima. Ok, teniamo ancora
pulito sì sì va bene e ci manca ancora questa parte qua perché poi qua sotto dovremo riuscire
con notevole facilità a vedere il pilastro anche da dietro ci siamo e qua ci siamo bene
vediamo di non sezionare strutture che non conosciamo bene ancora credo non sia nulla
credo non sia nulla però prima lo mettiamo in evidenza bene e dopo ci ragioniamo sopra
credo siano tutti avanzi di galera
di sacco
certo
questo lo dobbiamo sezionare
però adesso lo posso fare con un'esposizione corretta
bene, ottimo
era quello che ci mancava credo
problemi di interruzione della pleura
lesione della pleura
ne abbiamo avuti
Sì, abbiamo avuto la prima cosa che provoca un capnotorace senza lesioni polmonari, quindi
in realtà si riassorbe molto velocemente. Prudenzialmente ci abbiamo messo un punto
sopra qualche volta, ma non credo che cambi tantissimo. Andiamo un po' indietro, vediamo
di fare un po' il giro della questione, forse adesso ci siamo, mi dà l'aspiratore, tieni
bene così, perfetto. Abbiamo avuto un caso recente di una voluminosissima ernia di boc
d'aleca destra in cui era risalito tutto il colon destro oltre al fegato e soprattutto
era risalito il rene e il rene naturalmente era extraperitoneale e lì per staccarlo dalla
pleura abbiamo provocato un buchino nella pleura che però l'abbiamo sotturato senza
Senza neanche drenare il torace, in poche ore si era riassorbito.
Vieni un po' più indietro, perché vorrei essere sicuro che questo adesso sia il pilastro.
E direi di sì. Prego.
E il boctale in laparoscopia?
In laparoscopia, in posizione laterale, come per un surrene destro.
Non è venuto... è stato un bel intervento.
Il paziente era molto indaginoso a liberare il rene, è ultracisimo, veramente difficilissimo.
e la paziente era un po' pagato con un versamento pleurico che abbiamo votato, però se l'è cavata molto bene, sono quelle cose rare, le vedi poche volte, adesso vorrei che ci concentrassimo su questa cosa qua per capire se c'è ancora qualcosina, io penso di no,
no, penso che ormai sia, però vieni forse un po' più indietro Michele, ok? Ancora,
ancora, allora seguiamo il pilastro destro, andiamo in giù, sì, andiamo in giù e a
un certo punto lui deve congiungersi o quasi col pilastro sinistro, proviamo a vedere,
e poi deve essere circa qua, cerco solo di esporre nella maniera migliore e al contempo
meno traumatica possibile, ecco, così forse può andar bene, andiamo di nuovo un pochino
avanti bene perché non so cosa sia questo quindi non lo tagliamo va bene qui ancora
dobbiamo ecco però qua ci siamo vedete quasi già a fiore il grasso e vedete la milza anche
appena c'è appena la propagine del sacco ancora sul pilastro sinistro prima della
la decustazione
eccolo qua
esatto
appena sotto
si
allora vediamo
intanto se riusciamo
ad afferrarlo
si
perfetto
vieni un po' indietro
per piacere
questo
perfetto
qua ci siamo
pilastro
andiamo un po' più sotto
io credo
l'unica cosa
che non mi fido
a tagliare
questa struttura qua
anche se
è troppo lontana
dall'esofago
per essere
il nervo vago
si
forse possiamo vedere se troviamo l'esofago e il nervo vago vicino all'esofago,
a questo punto questa lacinia la tagliamo, anche perché sembra l'ultima che osta a stare in addome.
Sì, abbiamo deciso che non è il nervo vago, però era lecito pensarci un momentino.
Allora, riafferriamo il pilastro sinistro
Ecco il pilastro
Bene, adesso che ce l'ho di qua
E adesso è più facile in effetti
Bene, continuiamo in basso
Brava Michela
Bene, mi pare che qua siamo quasi a posto
Ancora un pochino qua sotto
E questa è la parte più, un momento più ostica
però c'è ancora questo velo qua che non è pulitissimo, però comincia ad essere abbastanza chiaro almeno.
Bene, l'aspiratore, puliamo tutto e cerchiamo di avere un'idea globale di quello che abbiamo fatto.
Problemi sulla pleura non mi pare ci siano, volevo vedere se riesco a identificare una struttura più rigida qua,
che potrebbe essere il vago, con la semplice palpazione, così è un po' difficile dirlo onestamente.
Allora, volevo ancora vedere se qua abbiamo un passaggio buono che ci permetta poi la chiusura e il posizionamento della protesi facilmente, sì, qua sembra di sì, provo ad andare indietro Michela e Greta sposta l'esofago dall'altra parte, benissimo, io provo a tirare giù di qua e qua abbiamo di nuovo, ci avviciniamo e abbiamo di nuovo una visione buona.
Diciamo che la signora non è magrissima, credo che possa andare bene, allora proviamo a mettere l'esofago al centro, lo tiriamo verso il basso e cominciamo a ragionare,
il sacco lo resecheremo alla fine
cioè prima della fundopricatio
penso
anche se in questa occasione forse ci viene bene
di resecarlo subito
perché ormai una trazione efficace
sull'esofago ce l'abbiamo
se lo resechiamo adesso ci portiamo via
sono d'accordo
si ci portiamo via qualcosa
che ci da fastidio
eccolo qua
allora teniamo l'esofago così
e anche così liquidiamo
questo problema di emorragia
e dell'ematomino che ho provocato, l'utracision. Bene, allora un po' di emostasi banale, da
dove partiamo? Direi da qua sotto, sì, possiamo partire da qua. Sì, qua è variabile, talora
può convenire tenerselo per avere una trazione su una struttura che poi si sacrifica, ma
insomma qua mi pare che forse ci impedisca più la visione, una visione chiara che altro.
Piano, non vado in fornodino, proviamo a tirare un po' l'esofago verso i piedi, così, e comunque un po' verso la mezza anche, va bene, brava.
Vediamo se riesco a seguire la strada qui, sì, non tirare tanto, non occorre, bene.
Sono tessuti un po' masticati da tutte le prese che abbiamo fatto.
penso che ci darà spero almeno che ci darà più chiarezza di visione ferma greta con il tuo
resisti alla mia trazione per piacere ecco possiamo andare giù così attento a non portare via piccola
cura il grasso della piccola curva naturalmente però mi pare che qua andiamo bene così ricordo
che vi ricordate all'inizio dell'intervento la tutta la parte flacida del piccolo epiploma era
distesa e risalita in torace, cerchiamo di capire qui qual è il limite, questa parte
qua non la porterei via, poi ho quell'ematoma che si è autolimitato in realtà, però questo
poi lo porteremo via a fine intervento, andremo a parcheggiarlo sopra il lobo sinistro del
il fegato, forse un po' di più, sì, non è così evidente di capire dove finisce, però
un po', eh sì sì, il rigidito, va bene così, siamo alla fine, penso che avremo una miglior
visione anatomica tra poco, è solo che bisogna riuscire a fermarsela, qua ci sono i primi
i vasi della piccola curva, questo è sacco, questo è sacco, e qua credo che convenga
a un certo punto fermarsi per non rischiare di devascularizzare, infatti sollevando così
vediamo bene che questa è piccola curva con i suoi vasi e che quindi possiamo passare
qua direi, come sempre un gioco di esposizione per capire dove andare, un po' di pazienza
questa fase un po' noiosa, un po' di fumo, un po' di pazienza sta venendo via, è chiaro
che più ne togliamo più le nostre manovre successive saranno semplici, ecco qua ho
fatto sanguinare qualcosa, quindi sono andato un po' troppo sulla piccola curva, bravo,
abbiamo eventualmente delle clip, eventualmente le apriamo, ecco brava, resta in posizione
Ok, abbiamo capito, cerchiamo di pigliarlo meglio, fammi vedere un pelino, ok, qui ho preso sicuramente, sono andato un po' troppo verso la piccola curva, ho portato via qui dall'aspiratore un ramo arterioso alto, ma per fortuna lo stomaco è vascolarizzato molto bene.
Stavo proprio per dirlo, la difficoltà è portare via abbastanza per lavorare meglio e non portare via troppo per non provocare quello che ho appena fatto.
Comunque ripuliamo tutto bene e controlliamo ancora bene le mostre, si ultracisino ancora e quindi ci fermeremo qua sopra e non qua sotto.
Pronti? Via!
Veloce, veloce, veloce.
Ok, quindi abbiamo capito che più in giù di così non dobbiamo andare.
Questo è un po' dovuto al fatto che l'anatomia di quest'ernia paraesofagea ha attratto in alto la piccola curva che di fatto si trova a essere esuberante e flaccida, più uno tira più se la porta dietro.
Comunque adesso dovremmo esserci, quindi adesso stacco questo, lo mettiamo sopra il fegato, ripuliamo bene il nostro campo operatorio e poi pensiamo all'aiatoplastica.
Cominceremo a mettere il sondone per piacere
Ok
Prova a guardarmi sopra il fegato
Sì
Resta pure con il divaricatore lì
Vediamo se riesco
Sì
Fatto
Dovrebbe starci
Eccolo
Dai
Ecco fatto
Bene, torniamo giù
Aspiratore
Dobbiamo ancora andare a rimettere a posto questo ematoma
Prova a tirare un po' l'esofago in giù per piacere
vedete qua c'è ancora un residuo ma a questo punto non so più dire se è un residuo di sacco, forse ancora, lo porteremo via in due pezzi, ripuliamo subito quel po' di sangue che è andato lì dentro, un po' anche in qua, cerchiamo di avere un campo operatorio pulito, niente paura, ancora un pelino indietro per piacere,
Devo ancora verificare se c'è ancora qualcosa
Che devo portare via qua
E probabilmente la risposta è sì
Perché tutto ciò
Mi sa molto di sacco
Ancora
E quindi ancora un po' di pazienza
Perché dobbiamo portarlo via
Quando vuoi
Mi avverti quando stai scendendo
Ok
Aspetta
Tiralo un po' indietro
Ancora
Torna avanti
Benissimo
Ok, avete visto scendere la sonda di calibrazione esofagea. Finiamo di portare via questo eccesso di sacco qua. Quanti French? Questa qui dovrebbe averne 45. Non è enorme, però è abbastanza facile da mettere. Noi sappiamo che dobbiamo comunque fare una plastica lassa attorno.
sotto c'è l'arteria che avevamo, ok, anche qua ci siamo quasi, perfetto, andiamo a metterlo, forse ce la faccio a metterlo già sulla qui, rilascia un po' di varicatore, no, devo passare da dietro, è più logico, vado solo a parcheggiare via quest'altro pezzo di sacco, perfetto, fatto, bene, quello è parcheggiato lì, ci da meno fastidio, andiamo ad aspirare, puliamo bene,
sta scappando da sopra aspetta facciamo così vediamo se ci sta se no lo tireremo via tanto
è più comodo tirarselo via dopo ebbe decisamente invece lo tireremo via subito allora pinza
evitare che diventi un videogame tutto questo ok tenga tenga mi dà forse una cocker allora
allora aspetta, facciamo così
mettiamo il gas da un'altra parte
e usciremo col trocker ed è più facile
così non ci pensiamo più
ok, tenga questo, mi ridà il manderino
ce n'è ancora un pezzettino ma lo taglieremo dopo
ok, vai pure
ok, pinza e aspiratore
a ripulire tutto e a prepararci, spero, finalmente la iatoplastica
ok, la greta tiriamo un po' in giù
andiamo ad aspirare questo sanguetto che c'è qui dietro, bene, ho fatto un piccolo ematoma
anche qua, sì, dimmi, sì sì, abbiamo fatto un ematoma qua che non ci voleva, allora pianino
andiamo a sistemarci meglio, no no credo che è altro, no sai cos'è, è la stessa cosa
solo che c'è adesso la sonda dentro, sì, mi pare poca cosa, se è stabile non farei
altro che controllarlo, infatti vediamo un po', sì sì, lo lasciamo in pace, bene, aspiratore,
andiamo a verificare, teniamo bene l'esofago in là e andiamo a prepararci l'aiatoplastica,
adesso forse finalmente, tieni così, vediamo il vago, tieni bene così, ok, così, no,
non ce l'hai, così, e mi dà l'aspiratore e poi l'ultracisio, c'è ancora un pochino
di emostasi da fare, ecco, forse qua mi era sembrato di palpare qualcosa di più,
Ecco, probabilmente il vago è qua sotto, è questa cosa che si tende qua, quindi come
sempre deve essere attaccato all'esofago.
Bene, allora adesso mi da un'altra pinza, andiamo a valutare un po' i pilastri.
Allora, adesso parliamo di iato plastica, qua i pilastri mi sembrano il sinistro abbastanza
solido, il destro un po' di meno, però a occhio, così mi pare possano, tira un po'
di meno sull'esofago, mi pare che possiamo fare una chiusura, sì ci sta. Allora la nostra
strategia di solito, noi usiamo questa rete bicomponente di Gore-Tex polipropilene, mi
da l'aspiratore ancora, se riusciamo ad avvicinare i pilastri in maniera discreta, è sempre
una sensazione, facciamo una iatoplastica e la rinforziamo con una rete posizionata
se questo non è possibile e succede di avere dei pilastri molto fragili, delle strutture molto sfilacciate, la rete la mettiamo a ponte, questo è abbastanza, so che è stato discusso e discutibile, mi dai l'ultracisio?
Devo dire che non abbiamo centinaia di casi, ne abbiamo appena 10, però non abbiamo avuto recidive e questi pazienti sono tutti seguiti.
La critica che è stata fatta è che è forse un caso in cui sovvertiamo una regola della riparazione protesica,
non c'è sovrapposizione della protesi
qui, perché viene messa proprio
a ponte, quindi non è una rete
molto grande, mi dà ancora aspiratore
che venga messa
molto molto più larga
della porta erniaria
però forse anche
la situazione è differente
non è un'ernia inguinale, non è una parocele
e
devo dire che ci siamo trovati
bene e soprattutto i risultati sono lì
adesso il problema è capire se riusciamo
una domanda
Nel caso di questa metodica on-lay, cioè di fare da bridge, come la fissi?
Con una continua incavigliata, qui e qui, io adesso comunque cercherei, mi preparo un
punto, di vedere se posso avvicinare qualcosa, sono un po' tesi, non ho l'impressione che
riusciremo a combinare un granché, se non ho ancora che lo...
Quindi in pratica la valutazione sull'impiego di materiale protesico è sulla dimensione dell'oiato o sulla competenza dei pilastri?
Sulle due cose, sicuramente la dimensione e poi sul fatto della solidità e elasticità dei pilastri.
La solidità mi sembra sicuramente buona a sinistra, discreta a destra.
Adesso vediamo se riesco a mettere un punto che tenga, capiremo subito.
Punto di Etibond?
Questo sì, materiale intrecciato non riassorbibile, zero.
Zero, ok.
Sì, sì, questo deve durare.
Perché ho il monitor di fianco dove c'è Corcione che sta facendo lo stesso intervento e usa lo stesso filo.
Beh, ci conosciamo molto bene, però lui userà una rete diversa, vedrete.
È forse una delle poche cose in cui non la vediamo alla stessa maniera.
Meglio così, così potrete giudicare, ognuno potrà fare le considerazioni che vuole.
A meno credo che sia così. Adesso poi si sta svolgendo diversamente, perché io seguo il tuo, per cui...
Certo.
Però ti tengo aggiornato.
questo primo nodo tutto sommato è confortante perché vedete che anche se mi sto intralciando
un po' con qualcosa però sta tenendo da solo, prepariamo un altro filo così, allora qui
mettiamo una clip metallica, non tanto perché per sfiducia, mi dai una pinza prima?
L'orepre radiologico.
Esattamente, esattamente.
Lo vedete questo punto qua tenuto bene?
Fate qualche controllo radiologico o nell'immediato?
Allora, nell'immediato se il paziente sta bene o no.
A distanza, mi dà ancora un momento il portaghi senza niente, devo aggiungere un nodo.
In realtà abbiamo visto che la diagnostica per immagini migliori in questo caso qua è la TC.
Come l'avete visto nella immagine preoperatoria abbiamo un ottimo controllo dopo, con un po' di contrasto però si fa anche da RX transito e vi dice molto bene soprattutto nella ricostruzione coronale se tutto è posizionato bene, se la rete è dritta, quello c'è poco da fare se non l'avete messa dritta.
assolutamente d'accordo
anche noi facciamo follow up con l'Attac
si anche perché poi
se no cominci quel circolo vizioso di indagini
non del tutto
rassicuranti e si finisce
con l'Attac più tutto quello che si è fatto
prima
troviamo a mettere un secondo punto
vediamo cosa riusciamo
quanto riusciamo ad avanzare
questo è un po'
il bello ma anche il soggettivo
di questo intervento in cui
per cui purtroppo bisogna andare un po' a sensazione di quello che riesci a recuperare durante l'intervento.
Gastropessi non ha esperienza.
Gastropessi quale?
C'è qualche autore, tra cui quelli colleghi di Pisa, che l'hanno descritto come,
come, diciamo, non dico sostituto della protesi, ma comunque iatoblastica più gastropessi,
in pratica si fisse il fondo dello stomaco alla parete addominale.
Sì, che era l'intervento di Lortagia-Cobber.
Allora, un solo caso trattato, era una paziente in cui aveva avuto una disfagia,
dopo un intervento per reflusso, una disfagia totale ma intermittente dovuta al fatto che
l'assenza di aderenze della tecnica laparoscopica aveva portato a una protesi, scusate, a un
duplicazio molto lassa a riempirsi di cibo e quindi a portare ogni tanto dei fenomeni
di disfagia totale ma che si risolvevano
e questa paziente abbiamo fatto
una gastropessi
dell'emivalva
che ha risolto il problema
ma è l'unica cosa che so dire
ok
ho incavegliato
sarà AX e non AZ
noi ridiamo perché avevamo
un nostro collega che adesso
non è più con noi
che si faceva delle grandi discussioni sui punti a x z y eccetera allora ci ridiamo sempre un po
sopra allora però io vorrei riuscire a annodare senza che questo grasso no questo scusatelo su
sbagliato io vediamo se forse un poco prova così greta giusto giusto il tempo che hanno
nodo portai va bene forse ce la faremo a vedere se uno e due ok quale sarà quello buono questo
qui sa che l'ho fatto male a questo punto se non lo rifacciamo forbici e un esclusi
il precisino sbagliato ho sbagliato qualcosa lasciato doppio allora intanto tiriamo fuori
rilago. Aspetti un momento, devo tirare fuori ancora un pezzo di filo che non ci sta. Bene,
nuovo filo, vedete che basta poco per fare degli errorini e domani dovremo fare la stessa
cosa da Udine, credo tra l'altro, perché Roberto Petri domani ha messo in programma
due grosse aeree atali, una la fa lui e una dovrei farla io, vedremo cosa combineremo
in trasferta, avrò un cameraman peggiore, come dice giustamente la mia collega.
Non so se sei d'accordo, soprattutto in questo intervento l'equipe fa la differenza.
Sì, ma non solo in questo intervento.
No, non solo in questo.
Se sarebbe la torre ci fa vedere, faccia vedere la nostra equipe finché io annodo e vedrete
che io sono un uomo fortunato.
perché la dottoressa Giulicin
che tiene la telecamera
voi non sapete ma
è stata la prima
quando era specializzante
è stata la prima specializzante in Italia
a operare in diretta al congresso di Palazzini
è fatto un'ernia vero?
con la Proce
abbiamo cominciato con la Colecisti
perché volevamo mostrare che
da noi gli specializzanti operano
è stato un gran parlare
tra gli specializzanti italiani
non scherzo
no è vero
tra l'altro mi ricordo commentavo io se non sbaglio
quindi vedete
gli spiriti migliori si ritrovano
ok
bene
adesso qua si pone il problema
continuiamo così
continuiamo così
mettiamo una protesi subito
questo adesso diventa
un argomento un po' più spinoso. Ultracisimo, andiamo a tagliare. No, qua non metto clip
perché abbiamo già il raper, il clip ci serve solo come raper abbiamo detto. Ne metteremo
una poi sulla fundoplicatio. Perfetto, mi dà l'aspiratore, ripuliamo un attimo, andiamo
a ragionare su cosa ci conviene fare per chiudere questo hiato. La rete la metteremo sicuramente
ma il problema è sapere se la rete la mettiamo a cavallo, qua vedete la vena cava, va bene.
Ok, prego, si, è pulito adesso, devo capire se ci sta un altro punto o no, forse si, direi di si, questo ci permetterà allora di mettere la rete in sovrapposizione e non a ponte.
Bene, ancora un punto, attenzione ai tubi qua, vediamo se ci sta ancora un punto.
E con la rete avete più disfagia rispetto alla iatoplastica?
No, anzi paradossalmente io non vorrei esagerare qua proprio perché quello che mi preoccupa
un po' è l'eccessiva tensione dei pilastri, poi viene tutto bello a fine intervento ma
un anno dopo cosa c'è? Qui va bene, no qui non va bene, c'è qualcosa sotto, ok.
ha detto che in molti giorni quando
vedete qua questo pilastro è molto più
più sottile
mi preoccupa un po' che non si sfilacci
per cui sicuramente adesso
se questo punto tiene
la rete sarà messa sopra
in overlap, in sovrapposizione
e questo sarà l'ultimo punto
proviamo
se invece non tiene bisogna mettere la rete a ponte
però forse ce la facciamo
sono moderatamente ottimista
si va bene
questo non è niente
però vedete il pilastro è
quello che è
vediamo un po' come si comporta
ma non si comporta molto bene
beh soprattutto il ritorno del filo
però quell'altro, il primo sembra
no?
si, va bene
ok, io non chiuderei di più
e il resto lo facciamo con la rete
ricordo che questa rete qui
è una rete che può stare a contatto del magari la telecamera esterna salvo la filmiamo un attimo
perché questa rete che ha questa specie di bavaglino di di goretex che può stare a contatto
con l'esofago dov'è la posi la rete stare qua se solo su una garza verde non su una garza bianca
Io non chiuderei di più qua, se infatti, conviene appoggiarla, non so se la vedete, sì, sì, sì, sì, sì, molto bene, se lui si sposta un attimo, cosa sposta? Bene, perfetto, il vantaggio è che abbiamo questa parte che può appoggiarsi all'esofago, a posto salvo, va bene così,
così, Gloria dovresti tirare un po' indietro il sondone perché è un po', il sondone indietro,
grazie, bene, perfetto, prova ad andare avanti di nuovo, piano, piano, piano, ecco così,
non di più, bene, peccato per sto ematoma, ma vabbè, adesso si è stabilizzato, andiamo
ad aspirare, c'è ancora un po' di sangue, puliamo tutto e andiamo giù con la rete,
qui vedete
ho una sonda di calibrazione
45, non una 54
e però mi passa ancora
un centimetro, adesso il resto lo possiamo
il vantaggio di questa protesi
è che poi può fare
è nata per fare da bridge, quindi può
può essere
anche a contatto, questo è un po' quello
che ci ha dato soddisfazione
con l'uso di questo materiale qui, andiamo
sulla pinza lunga
però no, la deve mettere
a tenere girata
sì così bene no mi dà un primo filo sempre a 15 perché qua non facciamo il filo a 20
ragionerei ne usiamo un filo più lungo perché la fisseremo con una continua ok allora questo
lato lucido sta verso l'addome questo lato rugoso sta verso il torace diciamo bene apriamo un po di
di più, purtroppo le fanno sempre bianche e questo è fastidiosissimo, quindi dobbiamo
andare ad attaccarci l'apice della protesi qua sotto, questo è il punto direi per iniziale
che è la cosa più importante, fatto questo il resto viene da solo e vedrete che poi questo
permette anche di fare degli aggiustamenti sopra l'esofago e eventualmente verso il centro
del diaframma. Bene, andiamo giù, abbiamo detto di fissare l'apice della protesi all'apice
della confluenza dei pilastri, evitiamo di fissarla sulla vena cava, pare che non sia
utile. Il primo punto è questo dove ci sono le clip, questo lo annodiamo, qua il filo
è volutamente un po' più lungo, di solito se la mettiamo a ponte, ripeto, facciamo una
continua, adesso vediamo qua come comportarci, d'altra parte vediamo molto bene l'unica
struttura pericolosa che è la vena cava e quindi possiamo permetterci probabilmente
di anodare anche sul, di passare i punti sul pilastro senza grossi problemi, ok, vieni
un po' indietro che la ripiazzo, va bene così, il capofilo è lì, siamo sempre un
un po' infastiditi da questo grasso della piccola curva, ma abbiamo visto che non ci
polipropilene per queste suture, ma sono molto più difficili da annodare, credo che li usasse
tanti anni fa Lorenzo Novellino con un nodo extracorporeo che personalmente mi convince
di meno. Ok, qua dobbiamo andare sul pilastro un po' più larghi però. Bene, andiamo a
disporre un po' meglio la protesi in maniera che si sparisca la parte che non ci interessa
subito, dove l'orifizio è a tale, lassù. Allora facciamo una cosa, prima di continuare
andiamo a disporla che sarà più facile e più anche dimostrativo. Mi da un'altra pinza
per piacere, cerchiamo di passare
quest'altro lato
della protesi a sinistra
in maniera che ci disturbi di meno
ok, anche se non è
dopo la distenderemo bene
ma così sarà più facile
sotturare e quindi anche più facile
vedere, ho di nuovo fatto sanguinare qualcosa
si si ho visto dal punto
e da qua
e dall'aspiratore, eh accidenti
ecco qua tenendo tirato
si ferma l'emorragia
allora dobbiamo continuare a sotturare
c'è un po' di grasso dentro
insomma non è proprio bellissimo
proviamo
proviamo infatti
un attimo niente, Greta prova a darmi questa
vediamo se riusciamo
a tenerselo via così
sì, brava, ottima idea
mi ridà un attimo
l'aspiratore che volevo tenere pulito
e dopo vorrei riuscire a
posizionare bene, tira un po' Greta
un po' qua
adesso è proprio brutta da vedere
tra un po' spero di convincervi un po' meglio
mi darei un precisio
senza che prendo il filo
bene, adesso
mi dai il portaghi
e scusi, no, no, mi dai una joan prima
vorrei bene riuscire a posizionarla
nella posizione teorica giusta
e dopo vediamo il resto
questa è la parte che va su a destra
ok
e che fisseremo fino a sotto
il triangolare
cioè qui
poi qui
qui, poi qua c'è il famoso bavaglino e qui da l'estero è la parte che va a sinistra,
ok, bene, aspiratore e poi portaghi, attenzione ai cavi, ai tubi dell'aspiratore, Greta tieni
andiamo su, perfetto, ok, vedete lo iato è lì, quindi vado ancora un po' in sovrapposizione,
facciamo in due volte così vediamo bene
e mi spingi dentro
questo trocker qua per cortesia
vai vai vai, perfetto
bene, finiamo qua perché qua si era un po'
sfilacciato e quindi preferisco
pigliare tutto
bene
lo incaviglio perché mi da
una maggior stabilità del filo
devo passare qui sotto
pigliarlo qui
e tirare
bene andiamo ancora avanti
per un pochino, ok, qui c'è un po' di, cominciamo ad avvicinarci al centro frenico, ma qua credo
che possiamo fermarci a nodare e poi eventualmente potremo perfezionare con qualche punto staccato
se no, se la cosa no, la vedete la cava sovraepatica lì? Allora, vediamo di tirarlo bene il filo,
Adesso ci ripasso un punto per fissarlo
Ok, da questa parte mi sembra abbastanza bene
Ripassiamo soltanto
Per poter annodare
Anche il prossimo filo sarà un po' lungo
Un po' di acrobezzetto
Bene
Questo ci serve giusto per annodare
Un po' indietro
Spero di farcene
Se no metteremo
Però preferisco annodare
Bene
c'è di peggio
ultimo
quasi
lo sono un po' tenuto
un po' troppo lungo dall'altra parte ma c'è un motivo
che servirà per annodare
dall'altra parte, ok, ultracision
andiamo a tagliare
lago fuori, adesso
molla pure questa pinza qua
riprendiamo
il laccio
che è qui, andiamo ad aspirare
dall'altra parte e cerchiamo di fare la rete dall'altra parte, vedete come già sta emergendo
la rete dall'altra parte, vediamo qual è la posizione che mi espone meglio, temo sia
soltanto questa, così, tieni pure così, aspetta che te lo chiudo, ok, mi da un'altra pinza
un attimo, anzi mi dia prima l'aspiratore, puliamo, ok, tira un po' Greta sull'esofago,
adesso dobbiamo fare in modo che
questa rete che in questo momento sembra
un orrido groviglio
mi dia la pinza, diventi qualcosa di
accettabile
abbiamo anche la minza molto vicina
ma era previsto
vieni pure più indietro
no aspetta Greta, adesso dobbiamo farla lavorare
in un'altra maniera, dai pure questo a me
un attimo
questa la tiriamo così, lascia un attimo a me
lascia a me, abbiamo sempre tutto questo
grasso della piccola curva che ci da un po' fastidio
ma adesso ci arriveremo, cominceremo a fissare la rete qua su e poi seguiremo il contorno
e vedete di fatto la rete non fa il giro completo dell'esofago ma ci manca molto poco, prova
a tenere così l'esofago, benissimo, mi da una pinza e poi la prossima mossa sarà il
punto, cerchiamo di sistemarla bene e poi alla fine la sutura dovrebbe essere, dar luogo
a qualcosa di esteticamente valido, quindi cominceremo a fissarci qua, proviamo però
prima di fare qualsiasi manovra a cercare di vedere bene l'insieme della protesi, allora
proviamo così, mi da una pinza, sposta un po' così, andiamo a vederla qui sotto, qui
è stesa bene e vedete come ha quella sorta di grembiulino, non questo, questa è una
parte che dovremmo fissare ancora, una volta che avremo fissato questo, il suo grembiolino
che è qua sotto, che adesso non riesco a farvi vedere bene, starà contro l'esofago,
c'è ancora qualcosina che mi tiene, mi da un momento l'aspiratore ancora, cerchiamo
di pulire, mi dà fastidio, va bene, mi dia pure l'aspiratore, questa finalmente è una
una visione migliore, avviciniamoci pure, adesso qua la fisseremo naturalmente qui e
resterà questa parte qui sotto che deve ancora essere un po' ripiegata in maniera che la
parte in rete non tocchi l'esofago, ci arriveremo tra un attimo, penso così, cominciamo a fissarla
dall'altra parte, purtroppo spara molto il bianco quindi la visione non è la migliore
ora del mondo, ma ce la faremo. Bene, proviamo a spostare l'esofago dall'altra parte lentamente
e provate a tirare indietro il sondone, adesso per cortesia, piano piano, in maniera che
non ci dia fastidio per la sutura, dopo lo rispingeremo in avanti, vai pure, vai, vai,
vai ancora, vai, vai ancora, vai, ancora, tira, tira, tira, tira, tira, tira, ancora,
ancora, ancora, ancora, ok, bene così, grazie, perfetto.
Avete esperienza di colle biologiche?
In sesso? No.
Sì, per la protesi, per fissare la protesi.
No, usiamo, in quelle indicazioni residue che ci sono per le ernie inguinali,
usiamo piuttosto delle colle non biologiche, tipo glubra,
per punti, al posto di un punto di sutura, non ancora aspiratore per piacere.
Invece, cominciamo a usare anche delle reti autofissanti in uso dell'ernia.
Mi spiace, ma ci sono due cose che danno fastidio.
Un po' l'eccesso di grasso, che mi ha portato a resseccare con un po' di cattiveria e ad avere questo ematoma.
Comunque, stiamo finalmente arrivando alla posizione definitiva della protesi.
non è proprio la cosa più bella ma però vedete che qua ci stiamo arrivando adesso devo fare una
continua che vada da qua fino a giù a congiungersi col punto dall'altra parte abbiamo sempre sto
fondo gastrico che è quello della nostra foto ma questo no ok proviamo così dai punto sì va
bene sì allora un attimo che spostiamo un tubetto del gas qui chiudiamo questo è già chiuso questo
Abbiamo perso il video, sento bene l'audio ma si è fermato un fotogramma.
ecco adesso
è tornato?
sì
bene
allora una cosa che ho imparato è di andare molto alti con questo punto
quindi praticamente quasi a fare un giro a 360 gradi
perché di fatto la protesi risulta essere abbastanza grandina
anche se non sembra
e quindi io addirittura la prendo così
e lascia ancora uno spazio per eventualmente per mettere in tensione un po' di più attorno all'esofago.
Sono incastrato da qualche parte, bene, perfetto, continuiamo ancora, ok.
Qua vedete il filo è apposta a lungo perché poi andremo giù con una continua, in linea di massima almeno.
Vedete, quello che stride un po' è che mentre la sutura dei pilastri aveva una certa tensione,
tensione, la rete qua è assolutamente senza tensione.
Sì, la domanda sulle colle biologiche perché nel monitor di fianco lo stesso intervento,
secondo me lo specchio della controversia di questo argomento, c'è il corcione che sta
facendo, ha messo una protesi che mi sembra dalla tessitura, non avendo seguito non sono
sicuro, polipropilene, fissata in basso con dei secure strap riassorbibili, due punti di sutura
come questo e la colla biologica. Ho capito. E configurata ad U invece che come questa qua.
questa è a V essenzialmente
a da rovesciato
cosa devo dire
è aspiratore
l'unica cosa che posso dire è aspiratore
ho visto
più volte l'intervento
che fa Franco Corcione
che ha tutti i suoi presupposti
diciamo una cosa
scusa se ti interrompo
quella macchia bianca che si vede
nulla
credo sia un nulla
niente niente
Portaghi
grazie
i vantaggi di questa protesi
sono che il lato che poi va a contatto
con l'esofago
è un lato assolutamente
può avere contatto
con l'esofago
è poco dannoso
questo è innegabile
poi
poi fino a dove mi sanguina, c'è qualcosina lì sotto, l'ho visto, decisamente la signora non ci aiuta, oggi mi dà l'ultracisio, vai vai vai, vediamo un po' dov'è, ogni punto che ho preso mi è sanguinato qualcosa, è proprio bravo, la signora non c'entra niente, è il chirurgo.
Allora, come faccio a fare le mostre di qui? Così, eh? Aspiratore? Forse è andata.
Niente, tengo il filo perché mi permetterà di esporre.
No, va bene, attenzione.
Diciamo che mi sono un po' complicato la vita oggi, ma...
Ok, puliamo, qui ancora un pochino, sì.
Mi dà di nuovo l'ultracisio, vediamo di...
Sì, probabilmente tirando va meglio, però...
Vai, vai, vai, vai, vai, ok, proviamo un po' così.
No, dobbiamo passarci sopra, all'apeggio si sezionerà il filo, ma intanto non è grave, l'importante è fare.
Ok, ciao Umberto.
Ok, sembrerebbe bene, no?
Proviamo a aspirare un attimo.
Se diciamo che la milza è simpaticamente vicina oggi, ci...
Bene, andiamo avanti.
Portaghi, vai pure più avanti.
allora quello in cui sicuramente adesso mi complicherò un po' la vita
è che cerchiamo di fare una sutura che accompagni tutta questa protesi
su tutto il lato sinistro e quindi che a un certo punto passerà anche
dovrà passare sotto l'esofago dall'altra parte e dovremo recuperarla
questo a mio avviso se la protesi è proprio messa a ponte è indispensabile
Qui forse lo è di meno, quindi qui potremmo anche accontentarci di punti staccati, perché c'è già una iatoplastica efficace in prima battuta.
Cerchiamo di spostare giù questo fondo esuberante, aspiriamo applicando la vita, però lì ci siamo quasi.
Quindi passiamo ancora un punto qua, portaghi, passiamo un punto esattamente qui, vai, bene,
e adesso cercheremo di recuperare il filo dall'altra parte, mi riderà un momentino
la pinza articolata, proviamo a spostare l'esofago di qua, adesso Greta, dopo vedrete, vedete
c'è ancora una piega di questa rete da sistemare, ma lo faremo tra un attimo, eccoci, mi dà
una pinza, niente, adesso cerco di, sono passato con una pinza sotto l'esofago, afferriamo
il filo e lo portiamo dall'altra parte e terminiamo la sutura dall'altra parte, andiamo, porti
l'esofago di là, verso la mezza, segui, beh, l'agono è preso, perfetto, comunque stai
seguendo entrambi, quindi, bene, mi ridà una pinza retta qua, ok, bene, quindi cosa
abbiamo fatto? Abbiamo passato la struttura che avevamo cominciato a sinistra, l'abbiamo
passata a destra, adesso verrà fuori dall'una o dall'altra parte, eccola, perfetto, adesso
cerchiamo di vedere bene, in maniera da completare egregiamente qua, ok, aspiratore, andiamo
a ripulire e poi completiamo e poi questa parte quando la spinta in avanti avremmo finito e
avremo solo da fare i due punti della missa quindi vedete questo è l'ultimo punto abbiamo passato da
sinistra mi dà la joanna poi mi darà il portaghi questo è l'ultimo punto passato da sinistra non
ci resta che scendere fino a qua e hanno darci eventualmente sul capofilo dall'altra parte
Ora facciamolo subito e poi sistemiamo il dettaglio della rete.
Diciamo che quello che oggi ha complicato il tutto è stato questo modesto sanguinamento persistente
e questo grasso che ci ha reso un po' la vita difficile.
Ok, qua devo andare, eh no, devo aspirare.
Aspiratore, ok, bene.
questo dovrebbe essere l'ultimo passaggio
del filo di sinistra
e vedete come di colpo
la rete appare più distesa
meglio, vediamo se troviamo
il capofilo dall'altra parte
eccolo
avvicinati un po' per piacere qua sotto
dov'è? eccolo qua
quindi dobbiamo annodarci su questo
e poi andiamo a vedere
se dobbiamo mettere un dettaglio
ancora da qualche parte e poi facciamo la fondoplicazia
a concludere questo punto, questo nodo, dov'è? Ah lì, dovrei prenderlo così, ancora, no,
maledetto, vabbè rifacciamo, allora rifacciamo una cosa, proviamo a rimettere la pinza di
di Greta, dammi pure sul grasso, ok tieni così, brava Greta, Portaghi, diciamo che
qua come vedete la complicazione, uno avrei potuto fare dei punti staccati, due c'è questo
eccesso di grasso della piccola curva che volevo ressecare di più ma avete visto che
prima non era il caso di farlo e quindi questo ci ha un po' impedito di progredire bene,
bene, terzo un po' di sangue e quindi l'intervento risulta di colpo meno carino e meno convincente,
bene, ultra cisio, adesso andiamo a sistemare la parte alta della rete, abbiamo finito questa
fase qua che secondo me era la più impegnativa oggi, algo fuori, aspiratore, puliamo e poi
un'altra pinza e sistemiamo bene la rete in alto, resta pure così Greta, bene, andiamo
a vedere qua, perché adesso questa parte qui deve andare in su, forse girandola un
po', allora il nostro bavaglino è qui sotto, questo deve andare ancora via così, eccoci,
e aspetta, anche no, adesso riprendiamo la fettuccia, molla pure il grasso, riposati
la mano un attimo, ok, credo che adesso abbiate, chiudi pure la sicura, una visione abbastanza
buona della rete vediamo solo se bisogna ancora di un punto staccato quassù come
penso un punto corto qui ecco la rete abbiamo finito vedete l'esofago appoggia
soltanto vieni dietro Michela un po' l'esofago appoggia soltanto sulla parte
in Gore-Tex la chiusura non è a 360 gradi ma quasi ancora un attimo una
pinza lì bisogna ribaltarla e ecco il vantaggio secondo me che tutto questo
resta una struttura abbastanza al tempo stesso solida ma lassa bene andiamo
esposta all'esofago dall'altra parte punto tirano un po in giù nessuno va
bene così va bene così greta e poi andiamo a farla fondoplicatio e faremo
ridiscendere il sondone, bene, andiamo avanti, e qua dobbiamo proprio pungere così, proprio
per tenerla e basta, questo qua è giusto uno sfizio per essere sicuri che la rete non
finito con la piatto plastica, che è stata la cosa più complicata, andiamo adesso a
preoccuparci ancora di fare una fundoplicazio l'assa e via, l'ematoma si è stabilizzato,
lago fuori, un'altra pinza, adesso devo passare sotto e prendere il fondo gastrico, tieni
così Greta per cortesia, bene, la pinza qui, il fondo gastrico è qua, ok, viene indietro,
ecco fatto questo è il nostro passaggio dell'anissa in modalità tiene così greta
adesso schiacciato la schiena l'altra pinza e poi ero cielo già scusate ce l'ho già
abbiate pazienza e poi punto 15 centimetri gloria poi rimanda sui sondaggi la sonda
anche la rimettiamo un attimo ecco adesso c'è di nuovo va bene così gloria quindi poi poi
la appena finisco qua la togliamo e facciamo una fiera di zoffra noi non mettiamo sondino
nasogastrico rialimentiamo in prima giornata ok tira un po greta così allora i due criteri
per che la valva sia soffice
prima questa manovra qua
e poi deve restare da sola
ok, punto
si certo
vedete che se ne sta tranquilla lì
corta e lassa
come ormai sappiamo tutti
occhio che le tagliate
ci diamo un po' fastidio
e direi qua su
forse ho preso un po'
no no, va bene
sembrava di aver preso poco
terzo elemento
e sarà che il nodo tenga da solo
vedete che bella larga metteremo qua una clip invece sempre a scopo di reperi
radiologico e ci stiamo avviando alla conclusione
mi darà la clip e poi ancora un punto e ancora un colpetto di aspiratore
Puliamo tutto e poi dobbiamo togliere il laccio, no drenaggio invece dobbiamo togliere il laccio, attenzione a non ruotare l'immagine, togliamo il laccio subito perché ormai non serve e rischiamo di pigliarlo con un... molla pure Greta, molla, molla, perfetto, ultracisio, beh no resta con noi, dai non andare, ok, bene, ok, laccio fuori, ultimo punto, ecco vedete,
Non so quali commenti vogliate fare, ma diciamo che non era proprio il caso più brillante e migliore che abbiamo potuto fare. Vai pure avanti un po' con l'ottica.
Io non sono d'accordo
e secondo me anche questi casi
vanno trasmessi
in diretta perché
non è il caso ideale
che si deve far vedere perché deve dare
un'idea delle difficoltà
più che altro mi chiedevo
uno con un po' meno
della tua esperienza a fare questa sutura
posteriore continua
era l'esempio classico di come uno si può mettere nei guai da solo
no è il contrario, secondo me non è una cosa facile
questo volevo dire, comunque anche in un caso ideale
la sutura continua post retroesofagea
però uno può fare tre punti per parte e la cosa è risolta
certo
secondo me, qua abbiamo messo una protesi in sovrapposizione
quindi i tre punti staccati andavano benissimo. Forse, allora direi in sintesi, il sacco era
un po' difficile da staccare ma è venuto giù bene, quello che ha dato fastidio era
il sacco unito al grasso che ho dovuto staccare con difficoltà, mi dà l'aspiratore per una
visione finale, questo ematomino, questo campo operatorio non chiaro, tutto questo grasso
qui sulla piccola curva che ho cercato di ressecare ma poi mi sono trovato un'arteriola
e quindi va bene, ecco qua vedete il vantaggio, abbiamo fatto una struttura dei pilastri che
ha tenuto, quindi la rete è una cosa in più, questa cosa in più l'abbiamo fissata
nella maniera la più lassa possibile, stabilizzata bene e fissata bene all'apice, ha una continua
incavigliata che va su, più un punto finale e una continua incavigliata che dall'altra
parte va in giù e si ricongiunge la precedente. Nulla vieta di farla a punti staccati. Se
l'avessimo messa a ponte avremmo dovuto fare dei punti molto più dettagliati perché sono
quelli che danno la garanzia della tenuta di tutto. Adesso i punti servono solo perché
la rete si appoggi e aderisca. Nella configurazione a bridge sarebbero comunque due continue?
proprio perché secondo me
questo ci dà una pinza
dobbiamo portare via ancora un pezzo di sacco
eccolo qua
lo porteremo via col trocker
poi svitare il divaricatore
quindi la sutura
continua o non continua
è un dettaglio non fondamentale
quello che è importante
è di suturare con molta cura
quando la protesi on lei è a ponte
qui
Qui probabilmente anche una fissazione più modesta come quella che intuisco stia facendo Franco Corcione, se la rete è più vasta basta anche di meno, questo non c'è nulla da dire.
Bene, qua possiamo estrarre, e qua, allora io adesso da qua chiuderei, è una coca che dobbiamo portare via, aspetta, aspetta, quindi chiuderei il collegamento perché abbiamo finito e ci rivediamo più avanti,
noi abbiamo un cancro del giunto retto sigma e poi un polipo del retto medio-basso che
asporteremo con una tem. Intanto complimenti per questa procedura che era veramente come
dicono demanding secondo me sia come dissezione del sacro che come resto e poi rimaniamo in attesa
intanto grazie. Va bene grazie a voi a più tardi grazie a più tardi grazie a tutti.
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