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28° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE INNOVAZIONE E PROFESSIONISTI: DI COSA PARLIAMO QUANDO NE PARLIAMO? Lettura Magistrale: E- Health nell'era del cloud e della banda ultralarga Opportunità e nuove sfide per la professione medica G. Tilia (Roma)
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Chiamo il primo relatore, no, do la parola al Presidente per un saluto.
grazie a tutti voi
qui con gli amici
abbiamo voluto fare questa
simposio a tavola rotonda
per cercare di rendere un pochino più vivo
il congresso, già di chirurgia
se ne parla talmente tanto
nella sala principale con 101 collegamenti
quest'anno quindi già è diventata
difficoltosa la gestione
quindi avere qualche argomento di quello
che sarà nel futuro io penso che
sentire l'ingegner Tilia
dargli la parola all'ingegnere
che è mio carissimo amico da una vita e sentire quale sono le evoluzioni che ci saranno e che ci
potranno dare una mano per gestire meglio il paziente, credo sia la cosa migliore. Prego Giuseppe.
Buon pomeriggio a tutti, grazie della vostra presenza, ovviamente un grazie speciale al
professor Giorgio Palazzini che ha voluto invitarmi a questa sessione, la ventottesima,
di un congresso che conosco molto bene, perché occupandomi di tecnologie, soprattutto di telecomunicazione informatica e cose connesse,
per noi il congresso di laparoscopia è sempre stato un po' la cartina di tornasoli di come l'innovazione tecnologica potesse alimentare in maniera continua
lo sviluppo proprio della pratica medica della medicina a servizio dei pazienti, al servizio dell'industria che la caratterizza.
Quindi un grazie veramente sentito e ben felice di far parte di questa sessione un po' strana che parla un attimo meno di cose mediche in senso stretto, però certo vi anticipa qualcosina che succederà nell'ambito dell'innovazione tecnologica, sia delle telecomunicazioni che del mondo dei dati, del mondo del cloud, che avranno un impatto come strumenti per essere al servizio dei medici per la salute dei pazienti.
Io ho cercato di condensare veramente in poche slide, ma ci sono pochi concetti perché sono delle immagini, ma alcuni campi sono indirizzati per dare un po' più di struttura al ragionamento,
Perché parlare di e-health è qualcosa che non è una novità insieme, ne parliamo tra una cosa e l'altra da ormai dieci anni, ma parlarne con un flash un po' più preciso in termini di cosa quello che si verificherà nell'ambito dei prossimi, non molti, due o tre anni, quindi ci siamo già dentro a questa trasformazione tecnologica,
nell'ambito di alcuni comparti, perché certamente la medicina è molto vorace in termini di innovazione,
forse uno dei primi settori che ha la capacità di individuare le declinazioni di un'innovazione tecnologica
nel proprio ambito e di farne uno strumento di sviluppo nelle practice mediche.
Ecco, però io vi lancerò dei flash che riguardano alcuni comparti molto specifici,
che sono le telecomunicazioni, il mondo dei device, quindi i computer di smartphone che sono per noi tutti familiari, il mondo del cloud computing, il mondo dei dati, questo enorme momento di trasformazione sui dati per cui a un certo punto anche ciascuno di noi è al tempo stesso un metadata, siamo la somma dei nostri comportamenti, delle nostre preferenze
e c'è qualcuno che, dandoci dei servizi a volte apparentemente gratuiti, in effetti sta leggendo i nostri comportamenti
e ci inquadra adeguatamente, potete ben capire con quali tipi di implicazioni.
E poi vedremo il tema degli analytics, che sono gli strumenti nuovi per analizzare anche enormi moli di dati.
Naturalmente nessuna innovazione è prima di difetti o di problematiche, di criticità nuove che nascono,
Quindi vi dovrò fare un flash a due o tre macigni che si frappongono a una fluida adozione, a un fluido sviluppo di questi nuovi elementi, queste nuove potenzialità tecnologiche e poi daremo veramente una conclusione in termini di sguardo al futuro.
futuro. Medicina e innovazione, dicevo un connubio totale perché non c'è branca del sapere che vada
alla fisica, alla chimica, alle biotecnologie, alla robotica che non abbia a che fare con la
medicina. Qualunque cosa ha a che fare con l'innovazione è per definizione un potenziale
ambito di applicazione medica. Quindi parliamo di una simbiosi tra questi due mondi che è per
per definizione quasi scontata, però io vorrei cominciare con quello che è il primo comparto che vi avevo indicato
in termini di what next nell'ambito delle telecomunicazioni, facendo una piccola sottolineatura su questo congresso,
la ventottesima edizione, in effetti è un punto di arrivo ma è anche un punto di ulteriore ripartenza,
perché di fatto questo congresso ha vissuto tutte le ere tecnologiche da quando è nato,
per quanto riguarda le telecomunicazioni, perché ha avuto sempre l'intuizione,
io devo dire, l'ho detto in tutte le sedi possibili, veramente nuova, veramente verso il futuro,
di un concetto di momento di knowledge management tra addetti a un settore molto, molto specialistico,
che in quante occasioni, a parte gli strumenti delle riviste scientifiche e così via,
hanno possibilità nell'anno di incontrarsi, confrontarsi, vedersi e, diciamo, ragionare
sulle fattispecie più rilevanti dal punto di vista accademico e medico?
Beh, non molte, perché si parla di gente solitamente piuttosto impegnata.
E quindi qui c'è il miracolo della copresenza di migliaia di persone
addette ai lavori estremamente rilevanti in termini di responsabilità nel quotidiano.
E questa cosa com'è fatta? È fatta con un meccanismo che fa un ricorso incredibile a che cosa?
Al massimo delle tecnologie nell'ambito del comparto laparoscopico,
che chiaramente ricorre a fibre ottiche, automatismi e meccanismi di intervento mininvasivo di cui non sono io a dover parlare a voi, ma soprattutto fa un ricorso veramente massiccio alle telecomunicazioni per garantire la contemporanea rappresentazione sullo schermo, sul multischermo, di molti interventi che si stanno verificando in questo preciso istante, con ciascuno che può scegliere l'intervento che vuole eseguire, partecipare al dibattito conseguente
E quindi in definitiva io dovrei dire che Giorgio Palazzini è stato l'inventore del meccanismo dello schermo a mosaico prima che lo avesse fatto la Microsoft, la Apple e tanti altri soggetti che poi ne hanno fatto dei meccanismi che sono adesso raccontati come i nuovi media.
I nuovi media sono dei media che consentono a ogni utilizzatore di creare lui il suo palinzesto, cioè io decido giorno per giorno che tipo di telegiornale vedermi, non necessariamente tutto mentano oppure porta a porta di Bruno Vespa, ma un mix ragionato e a mia misura di quello che mi occorre.
Quindi in questo senso qui siamo già nel tempio di una innovazione vissuta continuativamente con le videoconferenze di Giorgio che ricordavo sono partite con i circuiti diretti, poi l'ISDN, poi adesso l'IP e continueranno appunto nella ripartenza anche con le novità di cui vi dico proprio due flash.
I due flash importanti che riguarderanno tutti noi sulle telecomunicazioni da qui al 2020 sono, per quanto riguarda la rete telefonica, la rete di telecomunicazioni fissa, una pervasività del dispiegamento della fibra ottica fino alla casa di tutti gli italiani.
Quindi di fatto le case, le abitazioni ovviamente nonché gli uffici e le siti della pubblica amministrazione non verranno più serviti per quanto riguarda le esigenze di telecomunicazione con i cavi in rame ma con una fibra che arriva a casa e che consente una cosa meravigliosa e cioè la potenzialità di usufruire di velocità che diciamo per gli addetti ai lavori si misurano in gigabit per secondo.
Quindi praticamente dal megabit parliamo di gigabit e quindi dal mondo dei milioni parliamo del mondo dei miliardi di bit di unità elementari di informazione al secondo.
La velocità è solamente un'ebbrezza del tecnico che fa queste cose perché è più bello andare veloce, è più bello andare con la Ferrari piuttosto che con la 500 e diciamo un po' può esserci questa deviazione dei tecnici ma la verità per chi invece usa queste cose è che a maggiore velocità corrisponde maggiore qualità, a maggiore velocità corrisponde maggiore risoluzione di un'immagine radiologica,
A maggiore velocità risponde una maggiore immediatezza tra un comando e un'esecuzione per un robot di un intervento, come posso dire, fatto con l'ausilio delle macchine.
Quindi maggiore velocità è qualcosa di molto di più che un capriccio per andare più svelti, è una cosa che apre nuove importanti opportunità.
Questo nell'ambito della rete fissa succederà nel giro di tre anni, perché è già parte di un piano di investimenti pubblico e è anche un obbligo di tipo europeo, perché per il 2020 la fibra dovrà essere presente nel 100% del paese,
fino almeno agli armadi che stanno sotto le case, gli armaditti grigi della telecom per capirci
e nel 50% di queste case quella fibra dovrà salire fino all'appartamento
quindi molta più velocità sostanzialmente con un trend dei prezzi che non significherà un maggior prezzo
perché queste cose sono ormai sostanzialmente nell'ambito del basket di spesa a cui siamo abituati
Sulla parte invece delle comunicazioni mobili, la rivoluzione prossima avventura a tre anni, quindi da qui al 2020, è che dall'attuale meccanismo a cui siamo abituati degli smartphone connessi con quello che chiamiamo standard 4G,
si passa a una cosa che si chiama 5G e che consentirà delle velocità di scarico dei file, download di immagini, file e così via, a livelli intorno ai 10 e 50 gigabit.
Quindi velocità prima inimmaginabili con un reintervento sulla rete molto importante per cui vedremo più antenne ma molto più piccole e più capillari sul territorio.
Quindi questa è una trasformazione che è già adesso in corso di sperimentazione in cinque località sul territorio nazionale che sono Milano, Prato, L'Aquila, Bari e Matera e nell'ambito di questa sperimentazione che è guidata da un programma comune europeo è stata data una indicazione molto precisa che deve prevedere proprio sperimentazioni di tipo applicativo.
Applicativo vuol dire non la sperimentazione di come è bello fare una telefonata con questi nuovi standard rispetto a quella di oggi, perché la telefonata sarà la stessa cosa, ma perché deve toccare con mano come le potenzialità applicative si calano nei settori core dell'innovazione.
Il primo settore su cui è richiesto questo tipo di sperimentazione è quello della sanità.
In particolare ci sono tre progetti importanti, uno su Milano, uno su Prato e un altro su Bari,
che riguardano applicazioni di e-health nella nuova prospettiva del cosiddetto 5G.
5G, ripeto, nuovo standard della telefonia cellulare, quindi questi qui tra un po' li vedremo trasformarsi ulteriormente
e sarà nel giro di tre anni quella a cui diciamo saremo abituati, ma ripeto è una trasformazione veramente rilevante e dirompente.
Un altro ambito di grande trasformazione riguarda proprio il mondo dei computer e degli smartphone,
perché in definitiva questi ormai sono diventati dei terminali che ci identificano individualmente,
nel senso che ognuno di noi ha almeno uno smartphone, mediamente ogni due di nuovi ci sono tre sim,
Quindi ogni due persone, una delle due ha due sim e in tutto il mondo ci sono 7,7 miliardi di sim attive e 5,5 mi pare user, quindi ci sono 5 miliardi e mezzo di abbonati con un totale di 7 miliardi e 700 milioni di sim.
Quindi è un fenomeno, cioè il mondo è cambiato così. Questo fenomeno non è a questo punto, mi pare, insomma, come la cosa che disse il Papa ad Expo, c'era un po' di fase celebrativa e ci fu un intervento in videoconferenza, peraltro, del Papa,
e disse, sento cose piacevoli nel sapere che si produce nel mondo cibo per tutti, ma quello che mi preoccupa è che ci sono ancora persone che hanno fame.
Ecco, in effetti, quando parliamo di quelle sim e di quei cellulari, di fatto c'è ancora circa due miliardi di cittadini del mondo che non hanno queste tecnologie, non usano, insomma.
E voi immaginate che il fenomeno però ha un tale tasso di crescita che ancora oggi, in questo momento, ad esempio l'ultimo trimestre in Cina ha contato un incremento di 20 milioni di abbonati al telefonino e in India 17 milioni in un trimestre.
Quindi è un fenomeno assolutamente dilagante e tre case, che conosciamo tutti quanti, coprono sostanzialmente tutto il mercato mondiale di questi dispositivi e sono nell'ordine la Samsung, Huawei ed Apple.
Quindi è una cosa che ha trasformato il meccanismo, ha dato a ciascuno di noi uno o più di questi dispositivi come una parte integrante di noi stessi e quindi sarà uno scenario in cui anche la medicina troverà nuove fattispecie di pazienti, di cittadini pazienti,
perché in definitiva ognuno di questi terminali è in grado anche e sempre di più lo sarà di leggere parametri biometrici, di fare una misura sui comportamenti più o meno diciamo appropriati dal punto di vista dello stile di vita, della mobilità, dello stile alimentare e quindi in definitiva vediamo nell'aspetto positivo è un ausilio anche a una autocoscienza di sé da un punto di vista della gestione diciamo salubre e salutare della propria vita.
Quindi questo è un ambito di grande e forte trasformazione e lo vedremo nelle nostre condizioni. Una cosa che parallelamente si verifica a che fare con i sistemi sanitari molto rilevante è il fatto che sta piano piano scomparendo il concetto che i miei dati, e questo è un aspetto denso di significati positivi e potenzialmente negativi,
In questo caso è più estrema la distinzione tra quello che è bene e quello che è male di questa faccenda.
Noi siamo stati abituati, finché abbiamo gestito i nostri archivi, di cose rilevanti con la carta,
crearci delle cartelle, metterci magari la data dell'anno in cui il documento è stato prodotto,
avere un po' di categorizzazione, le tipologie, case, utenze e così via.
e in definitiva c'era un luogo fisico
un armadio di casa
in cui c'erano queste cose
poi siamo passati alla prima informatizzazione
tutta questa cosa ha cominciato
ad avere anche una vita digitale
ma magari c'era il nostro computer
c'era un hard disk
poi qualche pennetta ci siamo comprata
se siamo stati abbastanza ordinati
è probabile che abbiamo
una parte dell'ultimo periodo
con un archivio anche digitale
ovviamente si riesce a essere
sarei meno virtuosi nell'avere un buon archivio digitale che non quello cartaceo, però questo è un dettaglio.
Ma la nuova frontiera del cloud è veramente una sfida imponente, perché chiunque di voi, e ormai credo che lo facciamo tutti,
insomma, usi Apple, usi diciamo il mondo Samsung, Android e così via, è ovvio che ha delle cose tipo, che ne so,
i repositori delle foto di famiglia o degli amici che quasi sicuramente stanno in cloud con iPhoto o con altre soluzioni analoghe.
Il concetto di cloud è un concetto che virtualizza moltissimo il luogo in cui la memoria di cui sto parlando, sia essa una foto o un documento, è fisicamente depositata.
Allora questo ha in sé una grande ottimizzazione delle risorse, cioè è inutile che ognuno di noi si fa una base di dati con dei server, con delle macchine che possono guastarsi, che possono avere dei problemi di continuità elettrica e quindi con dei dati che sono anche a rischio,
molto meglio averli in mano a qualcuno che lo gestisce in maniera industriale, su grandi economie di scala, uguale cloud, perché questo è più efficiente e questo è l'aspetto positivo.
Chiaramente la minaccia da questo punto di vista, soprattutto se parlassimo di dati sanitari e sensibili, la minaccia è dall'altro lato della vicenda,
che è la sostanziale perdita di una relazione precisa tra il dato e il server dove è depositato
anche perché vi dico di più che il server potrebbe cambiare nel tempo
e essere per un certo periodo a nuova devi e poi l'anno dopo lo mettono a Reykjavik
perché è più conveniente
quindi nasce una problematica sui dati molto molto forte
ma le richiamerò verso la conclusione perché c'è un tema che è molto attuale
che è il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati
Però sul cloud, veramente, ecco, warning perché ci sono degli aspetti che uno deve vedere con molta attenzione e gestire in maniera molto ordinata gli account di memorizzazione in cloud.
Big data. Con quel fenomeno che dicevo prima, 7 miliardi e mezzo di apparati di sim che girano per il mondo, ecco voi immaginate che noi siamo costantemente, chi di voi disattiva la localizzazione? Pochi.
Noi siamo continuamente monitorati il luogo in cui stiamo con un'approssimazione di circa 20 cm e siamo continuamente monitorati sui nostri comportamenti attraverso tutti gli algoritmi di profiling con cui qualunque motore di ricerca ci inquadra.
Quindi conosce le nostre preferenze, ci fa un book delle notizie che a pop-up ci vengono mandate, vedrete su Google, vi capita sicuramente, ci sono delle notizie che ci arrivano senza che noi le abbiamo chieste.
Ecco, queste notizie sono estratte dal mondo infinito delle notizie sulla base delle cose che ognuno di noi ha più a cuore perché loro lo vedono in base alle ricerche.
E ci azzeccano veramente, cioè obiettivamente io sui pop-up, confesso, ci vedo delle cose generalmente 9 su 10 interessanti per me. Questo è gradevole, anzi confortevole, però di nuovo pure su questo vediamone le inevitabili componenti potenzialmente negative.
Però Big Data è, a questo punto c'è una generazione continua, ognuno di noi è un generatore di dati. Questi dati vengono catturati da grandi player internazionali che ci offrono servizi gratuiti, ma in effetti noi li stiamo pagando con i nostri profili di clienti.
E questi soggetti fanno poi merchandising di quello che è il profilo delle persone. E questo in una condizione di totale normalità e legittimità.
Per non parlare dell'eventualità, esempio Uber, che si è visto rubare un certo numero di milioni di account clienti e che ha recuperato la refurtiva pagando un riscatto.
Cioè quindi stiamo parlando di robe in cui il livello di casino che ne può derivare è di tipo veramente galattico. Quindi big data è perché ormai tutto quello che facciamo costituisce un dato, viene memorizzato a prescindere, modello come dicevo a mio padre, ma perché buttare? Potrebbe servire.
E in effetti tutto serve. Addirittura vi dico in maniera puntuale che il tema delle intercettazioni telefoniche, che è disciplinato per legge in maniera molto rigorosa e l'intercettazione può essere effettuata solo per disposizione dell'autorità giudiziaria, con differenti sfumature nelle varie legislazioni,
Negli Stati Uniti, purtroppo il fenomeno delle torri gemelle, insomma, quindi dopo il 2001, venne adottata una tecnica diversa, e cioè le comunicazioni venivano per definizione memorizzate, ma non perché si dovessero leggere.
Quindi c'era sempre la tutela del segreto, diciamo, da questo punto di vista, ma perché all'occorrenza di un'eventuale investigazione di tipo antiterroristico, in qualunque momento, anche anni dopo, si potesse reintervenire sulla base dati, sulla base di un'indicazione della magistratura e fare una qualche interrogazione specifica per ricavare da quei dati un eventuale elemento positivo ai fini di un'indagine.
Quindi proprio pesca la chiamavano a strascico, cioè io tengo tutto, tengo tutti i dati, problemi di memoria non ce ne sono, abbiamo proprio i terabyte quanti ne vogliamo e quindi c'è proprio il concetto, ripeto, di tutto quello che capita, prendiamo in termini proprio netti l'interpretazione del fenomeno,
Tutto quello che capita da un punto di vista di mondo elettronico o del mondo dei dati è per definizione una traccia elettronica che è difficilmente cancellabile.
E pertanto, ecco, questo deve fare da stella polare nelle vicende anche della gestione del dato sanitario, perché anche lì c'è una tendenza a vedere questi concetti di condivisione tecnologica, però ci sono dei requisiti molto, molto più stringenti che non nella normalità delle situazioni.
sono al massimo livello di protezione, quindi una sfida veramente importante.
Se io ho tanti dati, quindi avendo fatto la pesca a strascico,
ho proprio una quantità di informazioni che fa paura,
non esiste intelligenza umana che possa poi su queste rimettersi a ragionare
per capire da quello che c'è in miliardi e miliardi di bit
qualcosa che abbia il livello di un indicatore di sintesi o un trend
oppure una certa visione più sistemica e più sintetica
ecco allora a questo punto, questa è la nuova frontiera
ne sentirete parlare spesso penso, sempre di più
che è il mondo degli analytics
gli analytics sono praticamente i software che sono in grado
perché non lo può fare neanche un esercito di cinesi
questo lavoro qui, sono in grado di scandagliare
moli di dati impressionanti
andando a ricercare l'eventuale insorgenza di correlazioni
tra fatti apparentemente a un'analisi puntuale difficili da correlare, quindi da questo ricavando
delle indicazioni di tipo statistico o di orientamento che si applicano a differenti
materie e discipline, dalla medicina all'economia ai comportamenti umani. Per quanto riguarda
la medicina vi faccio un esempio di un costruttore che conosciamo tutti, insomma l'IBM, ha avvarato
si chiama Watson, che riguarda proprio gli analytics applicati al settore della medicina
e in particolare questo che era un programma di ricerca ha tra l'altro i capaci di interagire
con il linguaggio naturale rispetto alle interrogazioni e adesso è arrivata una fase commerciale
perché alcuni ospedali hanno cominciato ad adottarlo proprio per l'analisi.
C'è un esempio concreto relativo al cancro del polmone in un ospedale, Sloan Cathay Clinic, per fare l'analisi delle correlazioni del caso specifico cliente con tutto il condensato dello storico dei casi analoghi per vedere se ci sono delle ricorrenze che possono dare,
da advisor chiaramente, insomma il medico poi che valuta tutte queste cose, una indicazione utile al trattamento del caso specifico.
Quindi queste cose stanno entrando piano piano, parlando della piattaforma IBM è una cosa grossa, ancora non consumer o di facile approccio,
però c'è un programma di sviluppo molto molto importante, c'è un miliardo di investimenti, un miliardo di dollari proprio su questa fattispecie.
Quindi gli analytics sono quelli che in questo diluvio di bit riescono a estrarre valore in varie discipline.
Ovviamente tutti i salmi finiscono in gloria, c'è un problema di soldi, molto importante però, perché parliamo a questo punto della sanità.
La sanità in Italia è sostanzialmente attestata su un livello di spesa di 150-140 miliardi di euro per anno, di cui 110-120 sono di sanità pubblica.
Ecco, questo dato in effetti ha un valore in sé, diciamo, se viene rapportato almeno a un minimo di confronto da benchmark europeo, insomma.
Io ho letto l'ultimo rapporto Censis, quello di metà 2017, che faceva vedere come sostanzialmente il livello di spesa per noi è rimasto inalterato con un incremento dell'1% medio per anno dal 2010 ai giorni nostri.
Questo rimanere inalterato in effetti ha un valore purtroppo molto negativo perché nel frattempo gli altri sistemi, parliamo dell'Europa a 14 membri, quindi quella prima dell'estensione, hanno invece mostrato un mantenimento costante di una maggiore spesa per anno in investimento dell'ordine del 4-5%.
fine di questa storia è il fatto che noi siamo circa il meno 33% oggi
in questa erosione del posizionamento durato 6-7 anni
siamo meno 33% come spesa sanitaria fratto pill
cioè praticamente noi stiamo disinvestendo sulla sanità
e la sanità se deve cavalcare l'innovazione
Purtroppo non può farlo senza nuova linfa, senza nuovi investimenti.
Questo è un tema che si cala moltissimo anche in alcune sfide attualissime per il settore sanitario, ci sono degli esponenti autorevoli di realtà locali peraltro di eccellenza perché naturalmente quell'indicatore che è macro nazionale poi ha un altro indicatore che è di una suddivisione delle 20 realtà regionali con dei casi di eccellenza, dei casi medi e dei casi invece che sono al di sotto dei livelli medi nazionali.
e quindi molto al di sotto del livello medio europeo, quindi c'è proprio un tema di squilibrio nazionale su questo argomento, quindi grande problematica sui fondi e i fondi sono indispensabili per un approccio sistemico all'innovazione, cosa che viene poi portata al reale beneficio di tutti.
Altro flash, questa è la fase dei macigni, insomma un po' di ostacoli che ci sono nel percorso perché l'innovazione, diciamo, è certamente da vedere, da cavalcare, da comprendere, ma non è mai banale.
Il discorso della data protection. Allora, il sistema sanitario è già da tempo, insomma dal 2003, nella condizione di massimo livello di attenzione al tema dei dati per via appunto del dato sanitario come dato sensibile.
Però la nuova direttiva europea, quella che in Italia è una direttiva dell'anno scorso, che in Italia entrerà in vigore da maggio 2018, se vogliamo e se mai fosse possibile appesantisce ulteriormente le implicazioni.
Con un'attenzione al concetto che il dato sanitario è dato personale, dato massima sensibilità e praticamente con delle prescrizioni che sono in termini di ripartizione dei meccanismi di abilitazione, i vari ruoli dell'incaricato del trattamento, la gestione del consenso e così via,
che vengono sottoposti a un rigore in termini di certificazione delle varie fasi che insomma effettivamente in certi casi qualcuno si sta chiedendo se ad esempio un sistema sanitario che abbia un suo sistema informativo, quindi una realtà locale già attrezzata e strutturata,
che deve recepire in questo sistema tutte le prescrizioni di questa nuova edizione della legge sulla data protection, gli convenga fare un progetto di trasformazione sul sistema che ha o piuttosto non gli convenga dire io faccio un progetto di integrale sostituzione perché quello che ci devo mettere è talmente tanto che mi conviene rifare e rifare nuovo.
E' come il dilemma tra questo vecchio casale, mi conviene ristrutturarlo in muratura oppure lo abbatto completamente e lo rifaccio nuovo. Ecco, una vicenda di questo tipo. La scadenza in questo caso è molto prossima e tutti sono un po' presi da questo dibattito e questa auto-interrogazione.
A questo punto ovviamente gli ostacoli li ho citati perché chiaramente ci deve essere consapevolezza di potenziali benefici ma anche delle difficoltà obiettive che non possono essere taciute.
Però quello che volevo riportare come conclusione, che è un po' un'idea che io mi sono fatta, è che vi faccio un esempio relativo a quello che sarà che si erano letti troppi libri di Asimov.
Qualcuno tempo fa parlava dell'intelligenza artificiale, cioè del fatto che i computer arrivati a un livello di sofisticazione sempre maggiore, sempre maggiore, sempre maggiore,
sono dei soggetti capaci di lavorare in autoapprendimento, quindi capiscono rispetto a quello su cui erano programmati,
che trova delle realtà con cui si confronta il computer diverse, di capire le situazioni diverse e di cambiare quindi il proprio atteggiamento,
di mettere in campo quasi una capacità di lettura e rielaborazione del pensiero, quindi proprio alla Asimov.
e pertanto proprio a livello tecnologico c'erano dei fanatici del concetto di intelligenza artificiale,
quindi una realtà di computer che a un certo punto procede in totale autonomia
e Asimov si inventò che diventava talmente autonoma che a quel punto scatenava la guerra contro chi l'aveva inventato, cioè l'uomo.
Allora in effetti, diciamo in questo c'è la fantascienza, invece la scienza dimostra un aspetto che è questo,
Ho visto che in effetti più che di intelligenza artificiale stanno cominciando anche altri scienziati di scienze cognitive e così via a parlare di intelligenza aumentata.
E' una differenza importante perché l'intelligenza aumentata è dire che in effetti questi strumenti, gli analytics, i big data, quello che cennavo prima, sono delle cose che aggiungono elementi al processo di valutazione e di decisione che però è sempre nelle mani dell'uomo.
E in particolare questo lo riapplicherei in maniera piena alla vostra scienza medica, insomma, che è il vostro mestiere, il vostro lavoro, perché è come se il medico da questi sviluppi tecnologici potrà avere una miriade di ausili in più, con più o meno un'invadenza e una positività invece di contributo nelle fasi diagnostiche della cura, dell'intervento chirurgico,
ma in definitiva la decisione finale, armeggiando tra tutti questi strumenti, rimane nelle sue mani, quindi è veramente, anzi, secondo me, un'ulteriore riaffermazione del ruolo di sintesi estrema che è nelle mani del medico quando parliamo della salute del paziente.
Allora, io così ho concluso, ringrazio ancora tutti quanti e buona continuazione di lavori.
Siamo noi che ringraziamo e pensavo a una cosa, se questo è il futuro noi non possiamo che morire perché il dato 2015 della informatizzazione delle cartelle cliniche dei nostri ospedali è il 9%, quindi possiamo dichiarare che evitiamo di perdere tempo e di soffrire inutilmente.
Non so se Vito D'Andrea può darci qualche nozione più aggiornata e positiva, ma se questo è il futuro noi siamo abbondantemente indietro.
L'altra riflessione è quella del disinvestimento, perché è vero, io lo citavo in un'intervista recente,
se noi potessimo disporre di 3 miliardi di euro cash da investire sulle tecnologie, avremmo un ritorno di investimento di 15 miliardi in 3 anni.
Ovviamente non avendo i 3 miliardi non avremo mai il ritorno dell'investimento, però è un gatto che si morde la coda e qualche riflessione purtroppo andrà fatta.
Io ho una domanda per il relatore, una premessa. Ieri ho discusso con il commissario straordinario, dottor Giuseppe Polimeni,
Discutevamo di intramenia allargata e quindi dell'impiego del posto obbligatorio per evitare i pagamenti incontanti.
E dunque, dicevamo, entrambi ci siamo trovati d'accordo sulla necessità di ridurre sempre più l'uso del contante e quindi per la trasparenza e la tracciabilità soprattutto.
Io l'ho affermato e vengo quindi alla relazione che è molto interessante, in cui quando ha parlato dell'uso degli smartphone, dei software, dei computers,
Oggi, appunto come lei ha detto, chiunque, anche gli immigrati, non voglio dire i clandestini, hanno uno smartphone.
E quindi sarebbe possibile, io l'ho scritto da qualche parte, il dottor Polimeni quando ha detto questo ha fatto una battuta perché ha detto allora lei non pubblica soltanto su Annals of Surgery, pubblica anche questo tipo di articoli.
E cioè l'eliminazione, l'abolizione del denaro contante, grazie non più alla moneta elettronica, cioè alle carte di credito, bancomat, ma con lo smartphone e i pagamenti elettronici con mobile payment.
E la mia domanda è questa, se oggi grazie a questo sviluppo e quindi il possesso di smartphone ormai da parte di tutti,
Se è possibile pensare a un'abolizione del denaro contante grazie al mobile payment che consentirebbe di eliminare completamente o quasi sia l'evasione fiscale che la criminalità.
La risposta è che ciò da un punto di vista tecnologico con questi dispositivi è assolutamente possibile già da adesso, due flash, se uno vede l'applicazione Apple Pay è già questo, ma aggiungo di più, proprio recentissimamente l'ABI sotto una pressione che è rilevante su questo aspetto qui,
perché il discorso della moneta elettronica è già un futuro presente in molte parti, in molte realtà e si affermerà rapidissimamente, ha approvato il regolamento per il bonifico istantaneo.
Faccio un esempio, una persona va da un professionista, da un medico, da un ingegnere per una prestazione sanitaria o tecnica e riceve contestualmente la sua ricevuta per il corrispettivo.
E' in grado in quell'istante di fare il bonifico istantaneo, quindi è appoggiata neanche alla carta di credito ma al suo conto corrente bancario col meccanismo di password che sostanzialmente è attraverso la generazione della on time password, cioè il sistema riceve la mia richiesta per un corrispettivo della prestazione, mi manda il codice che io devo inserire,
Io riscontro questo e siccome il telefono viene visto come già una soluzione di forte self-authentication, il fatto che io sia titolare della SIM, è chiaro che può esserci l'evento del furto, ma nell'evento del furto naturalmente ci sono una serie di difficoltà per il ladro a avere credenziali di accesso, meccanismi di riscontro e così via.
Allora questo qui è un futuro già presente, anzi io direi ampiamente auspicabile. Un aspetto importante è il fatto di poterlo concepire come una cosa che per definizione azzera il precedente meccanismo, cioè il contante.
Fino ad oggi al discorso dei totali azzeramenti è stata opposta una forte resistenza da varie categorie, compresi i commercianti, perché effettivamente c'è uno zoccolo duro di popolazione che è refrattaria all'utilizzo di queste cose.
L'Italia ancora oggi rimane un paese in Europa purtroppo messo molto male su un aspetto, noi abbiamo il 32% della popolazione che non usa internet, cioè proprio never used, cioè la categoria della statistica never used.
E naturalmente abbiamo anche uno zoccolo duro di gente che pur avendo una media di 2,5 sim ad abitante in Italia, vuol dire che ne abbiamo alcuni che ce ne hanno 5 ma rimane ancora uno zoccolo di che non ne ha nessuna.
Quindi in questo senso qui la risposta è tecnologicamente il pagamento tramite questi dispositivi è già cosa praticabile, il fatto che possa essere totalmente sostitutivo richiederà il doppio canale per un po' di tempo.
Bene, grazie.
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