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25° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidenti: L. CASCIOLA (SPOLETO) A. MORALDI(ROMA) A. D’ANNIBALE (ROMA) Moderatori: A. ELIO (SAN BONIFACIO,VR) P. IACOVONI (ACQUI TERME, AL) M. F. PANZERA (MILANO) G. SALVINI(ROMA) G. GASPARRI (TORINO) L. MASONI (ROMA) F. RULLI (ROMA) Laparoscopic right nephrectomy for giant renal mass A. Agrusa, G.Romano, G. Frazzetta, D.Chianetta, G.Di Buono, V.Sorce, G.Gulotta
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La paroscopic right nephrectomy for giant renal mass aglusa.
Buonasera, grazie di questa opportunità.
Vi presentiamo un caso che abbiamo definito più unico che raro, trattandosi di un paziente giovane di 37 anni
che aggiunge la nostra osservazione per il riscontro occasionale di una massa in loggia renale.
L'intervento è stato fatto circa un anno fa, quindi siamo a distanza di un anno.
Il 30 maggio 2013 il paziente giovane fa un'ecografia prima di controllo per un certificato agonistico
e successivamente un'attacca con il riscontro di questa voluminosa neoformazione.
In realtà i radiologi avevano dei dubbi, pensavano prima che fosse ad origine surrenalica,
quindi ci eravamo orientati verso un carcinoma surrenalico, mentre successivamente hanno smentito questa diagnosi
definendosi definendo un'origine dal polo superiore del rene destro per cui stante la giovane età e anche il consenso informato del paziente abbiamo comunque proposto nonostante le dimensioni un approccio laparoscopico.
noi realizziamo un approccio laparoscopico alla loggia sul reno renale per via transeperitoneale laterale
per cui il paziente è posto in decubito laterale sinistro e subito una volta effettuata l'esplorazione laparoscopica
ci rendiamo conto come tutto l'ipocondrio di destra è praticamente occupato e anche il fianco di destra è occupato da questa voluminosa neoformazione
Per cui il primo step in questo caso è quello di abbassare la flessura di destra, quindi ci portiamo direttamente sul polo inferiore del rene, tutta la flessura di destra viene mobilizzata e anche lungo tutta la roccia peretrocolica con destra fino ad arrivare in fosseria cadestra.
Questo ci permette di repertare due landmarks fondamentali che sono da un lato l'opsoas, come si vede già in evidenza in queste immagini, e i vasi gonadici.
accanto a questi l'uretere
questa manovra ovviamente
anche se in genere viene utilizzata a sinistra
perché sappiamo che i vasi gonadici
sboccano direttamente nella vena renale
anche a destra in questo caso viene utilizzata
perché ci permettono di accedere
direttamente al versante inferiore
della vena cava
questo è l'uretere
per cui nella successiva dissezione
i vasi rimarranno in basso
e l'uretere invece verrà portato in alto
Continua la sezione del perito neoparietale posteriore a questo punto in senso caudocraniale e incontriamo il duodeno.
Il paziente aveva eseguito fra le varie indagini preoperatorie oltre la scintigrafia renale e la scintigrafia ossea anche una gastroscopia che aveva escluso ovviamente una infiltrazione duodenale ma soltanto una sua compressione abbestrinse come una dislocazione mediale.
per cui vengono effettuate le manovre di cogerizzazione e si sale ancora in alto fino ad arrivare al versante subito sottoepatico dell'amenacame inferiore e poi al legamento coronariepatico.
queste manovre sono state effettuate ovviamente in maniera delicata
utilizzando lo strumento oltre che con la sezione anche come vedete in queste immagini
con delle manovre smusse per cui il duodeno viene completamente cocalizzato
e solo a questo punto è possibile accedere al margine laterale della vena cava inferiore
questo è un caso particolare nella nostra pratica clinica realizziamo in realtà un approccio inverso
cioè in senso craniocaudale, cioè la dissezione avviene a partire dal perito neoparetale
posteriore lungo in margine laterale della vena cava inferiore, dall'alto verso il basso,
in realtà in questi casi la voluminosa neoformazione ci ha spinto ad effettuare
un trattamento alla demanda, quindi in senso opposto.
E questo è l'altro step in cui mobilizziamo l'uretere, che viene portato quindi verso l'alto,
e invece i vasi gonadici rimangono in basso e verranno ovviamente conservati.
I vasi gonadici rappresentano un vero e proprio filo di arianna, ci permettono di raggiungere l'avena cave inferiore
e subito un centimetro, un centimetro e mezzo sopra, identifichiamo e cominciamo a isolare l'avena renale.
Anche queste sono manovre estremamente delicate, tra l'altro la vena renale proprio per la massa aveva un calibro sicuramente di riguardo.
Una volta isolata viene sottopassata e noi utilizziamo sempre repertarla con un loop vascolare.
Questo è il duplice vantaggio sicuramente di avere repertato il vaso ma dall'altro anche di poterlo eventualmente trazionare nelle successive manovre di clampaggio e di accesso all'ilo.
Qui è completamente isolata, viene sottopassata come vi dicevo e passiamo la fettuccia vascolare.
A questo punto dobbiamo accedere direttamente all'arteria, tuttavia ci rendiamo immediatamente conto che posteriormente abbiamo una vena renale accessoria, anche questa di calibro traguardevole.
In realtà a sinistra in questi casi si è solito reperto del tronco di Leijard, qui ci troviamo a destra quindi non abbiamo nella nostra esperienza mai osservato il tronco di Leijard,
Per cui decidiamo nuovamente di passare in alto per mobilizzare ancora di più la massa, identificare la vena sutranalica che qui si mette bene in evidenza e sezionarla, clipparla e sezionarla allo scopo di evitare delle trazioni sulla vena stessa che potrebbero essere particolarmente pericolose per eventuali lesioni.
L'accesso posteriore all'arteria come vedremo fra un attimo è particolarmente difficoltoso per cui mettiamo in atto un esperiente, ecco qui sezioniamo la vena venale accessoria al fine di avere un maggior accesso, un più semplice accesso all'ilo anche posteriormente e successivamente sezioniamo l'uretere.
In genere questo è l'ultimo tempo nelle nefretomie. In realtà in questo caso abbiamo deciso di sezionare l'uretere prima dell'arteria perché abbiamo sfruttato il palpatore epatico per sollevare completamente la massa renale.
In questa maniera viene completamente mobilizzata dal polo inferiore delle rene e possiamo accedere praticamente a tutto tondo all'ilo renale e quindi posteriormente identificare l'arteria renale.
Questa viene preparata, il calibro ci consente in questo caso di apportare
le clips in titanio, eccola completamente isolata e quindi
vengono posizionate alle origini delle clip. Per questa manovra utilizziamo la
nostra esperienza anche altri device come ad esempio dell'EMOLUK L o XL o in tali
casi come vedremo fra un attimo delle strutturatrici con ricarica bianca
quindi vascolare. Una volta sezionata l'arteria la nostra fettuccia ci permette di sezionare in alto
delicatamente la vena, questa si riduce di calibro ma comunque decidiamo di apporre per nostra sicurezza
una ricarica bianca. Quindi la nefretomia continua con la dissezione della parete posteriore,
questa viene sempre effettuata dal basso verso l'alto perché ci permette di sfruttare il tessuto
regolare l'asso presente sul piano dell'obsorse, per cui l'obsorse sarà completamente integro,
come si vede bene in queste immagini, è un piano di dissezione sangue con l'asportazione
di tutto anche il grasso di gelota. Al termine dell'intervento ovviamente posizioniamo della
colla di fibrina comunque in loggia renale e un drenaggio. Questo è il risultato finale,
il peso operatorio, come vedete tutto il rene ha delle dimensioni addirittura di 26 cm,
La massa aveva da sola una dimensione, loro dicono di 14, in realtà la misurazione post-operatoria era di 16 cm e si vedeva bene il risultato a distanza di un mese per cui i risultati estetici ma anche funzionali per questo paziente sono sicuramente ragguardevoli.
lì. Istrologicamente è un carcinoma cromofobo, è identificato un PT2B, N0M0. Grazie.
Avevi detto all'inizio che pensavate che fosse un tumore del surrene, invece era un tumore
del rene, io invece qualche settimana fa ho fatto un tumore che mi sembrava un tumore
del rene, invece ho provato fuori un carcinosarcoma del surrene, praticamente era una massa unica
con il rene
e ho visto
i miei collaboratori
7 casi al mondo
quindi insomma è una cosa che
comunque complimenti per la tecnica
non è facile avere la paroscopia
manovrare una massa del genere
quindi diciamo che
i miei collaboratori
e gliela facevano gli urologi
si si e di fatto a me
me l'hanno mandata come
come rene
Un giovane che ha scoperto la patologia solo attraverso l'indagino militare per una procedura legata al suo lavoro, quindi è un caso interessante che mi sono ostinato a trattare anche la paroscopia nonostante le difficoltà, gli spazi veramente limitati proprio perché ne valeva la pena.
No, volevo solo una precisazione perché non l'ho capito e ormai sono vecchio di studi, però ha fatto una diagnosi istologica di carcinoma cromofobo, carcinoma cromofobo è sul renalico, non renalico, io non ho mai sentito carcinoma cromofobo del rene, poi magari esiste, ma dai miei vecchi ricordi il carcinoma cromofobo è un carcinoma sul renalico.
No, accanto al tumore a cellule chiare, che è sicuramente quello più frequente, abbiamo un 5% di tumori renali che sono cromofobi, a parte gli altri, sarcomatoide e tutti quelli.
Una domanda, il pezzo come l'avete tirato fuori?
Mi dispiace che magari non si è visto bene, al termine c'era l'ultima slide in cui si era risultato a distanza di un mese,
abbiamo fatto una laprotomia di servizio
secondo Fannestil
sì
ho preferito il Fannestil
sia dal punto di vista
della patologia
erniaria
un vantaggio
assolutamente la domanda era legata al fatto che ho visto
un pezzo proposto assolutamente
in tonso quindi
tirare fuori una roba di questo genere
senza rovinarlo
non è facile
io invece volevo chiedere
Lui perché sta al podio, anzitutto complimenti perché è un'ottima dimostrazione tecnica, anche un bel coraggio, però è chiaro che questo provocatoriamente dice che si deve sempre provare se uno ha la tecnologia e la tecnica a disposizione a togliere anche masse superiori a 14 cm per via laparoscopica.
Io nella mia personale esperienza trovo vantaggio nel far ripetere al paziente la TAC nel decubito dell'intervento per avere una sensazione di dove mi troverò i vasi oppure si trova la vecchia TAC, si fa riprocessare, si fa una ricostruzione 3D per quanto riguarda i vasi.
Un'altra soluzione che potrebbe venire incontro, che mi ha aiutato qualche volta, è quella di preparare più medialmente la cava e cercare l'arteria che viene da destra, dalla sua origine sulla orta, per cui una volta che tu hai sgombrato il campo a rischio di emorragia in arrivo sei un passo avanti per quanto riguarda la tranquillità dell'intervento.
Ritengo che poi ci si debba comportare alla domanda nel senso che come avete visto io sono andato non come di solito vado con una mia standardizzazione che cerco di eseguire in maniera rutinaria quando tratto la patologia del reno e del surlene
Ma in questo caso andavo un po' giù, un po' su, in modo da cercare di mobilizzare la mossa e trovarmi spazi. Poi chiaramente tutte le opzioni sono valide purché l'obiettivo si raggiunga.
E' più semplice di come tu possa pensare, ti sgombri il campo dal rischio di sanguinamento arterioso.
Chiaramente è stata eseguita una discussione pre-operatoria col paziente ampia, cioè abbiamo informato bene il paziente della possibilità di una probabile conversione, quindi la questione medico-legale è fondamentale proprio perché chiaramente è un caso particolare.
mi era venuto un dubbio
che non fosse un urologo
perché ho visto che non hai usato l'emoloc
perché i nostri urologi
e così comunque tutti quelli
su quelle vasi lì
non usano mica le clip di titanio
usano tutti l'emoloc
perché sono terrorizzati
quindi quando ti ho visto usare le clip di titanio
devo dire la verità
non avevo
io ho eseguito intervento un anno fa
non avevo l'emoloc
adesso mi sono
da questo momento uso
cioè da questo, da almeno sei mesi
ci sono altre domande?
Presidente a te
per chiudere questa sessione
beh io mi volevo complementare
con tutti i giovani
che hanno presentato questo film
perché a parte che in film
erano tutti molto belli anche dal punto di vista
qualitativo
oltre che
della qualità del video
intendo, a parte poi quello che abbiamo visto
che mi pare che in tutti i casi erano
molto interessanti, complimenti
per come li avete presentati
e finalmente
speriamo forse che cominciamo anche
nei nostri congressi italiani a vedere i giovani
che cominciano a presentare
i film, a presentare delle
relazioni eccetera, quindi complimenti a tutti
e grazie a voi che ci avete seguito fino ad ora
Presidente dipende solo da noi
Grazie a voi.
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