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24° CAD anno 2013 Ospedali Riuniti di Trieste Azienda Ospedaliera Universitaria Servizio Sanitario Regionale Struttura Complessa Chirurgia Generale Direttore: Prof. Nicolò De Manzini moderatore: Barbieri
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Sì, adesso comincio a sentire.
Buongiorno, Barbieri di Reggio Emilia, Dottor De Maggini, ciao.
Buongiorno, ciao.
Ribenvenuto a Roma.
Grazie.
Noi vediamo l'esterno della sala operatoria adesso.
Sì, d'accordo, io sono questo, buongiorno a tutti.
Adesso ci accingiamo per un paziente di una duplice lesione del colon sinistro, scoperta a causa di un'anemia microcitica.
Vi mostriamo un attimo le immagini endoscopiche per definire il caso.
Questa è una lesione a 45 cm biopsiata ad enocarcinoma e più a valle.
Ne vediamo una adesso, eccola qua, biopsiata a polipo con displasia severa.
a un'endoscopia è data a 15, all'endoscopia rifatta per fare il tatuaggio è marcata a 20,
quindi immaginiamo due lesioni, una del sigma pieno e una del sigma distale.
Possiamo tornare sulla sala operatoria, come dicevo stamattina abbiamo la fortuna di lavorare
in una sala integrata e vi mostro soltanto se ci allontaniamo un pochino la posizione
del paziente, forse adesso è difficile che la vediate, il paziente è supino con gambe
leggermente divaricate per avere un accesso alla strutturatrice transanale e la cosa interessante
che ormai non potete più vedere è che non c'è nessuna fissazione, nessuna legatura,
nessun bendaggio del paziente, abbiamo soltanto un materasso di gel antiscivolo e i gambali
di Allen, in questa maniera riusciamo a avere una posizione anche molto angolata, molto
sbandata lateralmente senza rischi di lesioni neurologiche del plesso, toccando ferro non
non abbiamo mai avuto problemi di scivolamento del paziente.
Partiamo con una laparoscopia open 5 cm sopra l'ombelico,
in maniera da avere un buon accesso ai vasi.
Abbiamo un accesso molto limitato, quindi non usiamo un vero e proprio trocar di asson,
ma semplicemente facciamo un orifizio fasciale piccolissimo
e questo ci permette di andare giù con normali, sono banalità, la cosa sulla quale poi cercherò di mostrarvi
e qualche dettaglio di come cominciare l'intervento, perché poi nei video vediamo facilmente delle manovre relativamente semplici,
punto di fissazione e vorrei cercare di farvi vedere appena abbiamo sistemato i trocker come
disponiamo il paziente e come disponiamo il tenue per poter avere un campo operatorio agevole
bene mi dà il primo trocker il primo trocker è smusso ma dopo aver aperto fascia e peritoneo
dovremmo riuscire a inserirlo così eccoci fatto gas per piacere quindi abbiamo questo accesso
open molto semplificato perfetto andiamo con la telecamera vedete a tenuta nonostante non ci sia
questo non va staccato da qua non sia un vero trocar di asso ma un normalissimo trocar ok qui
siamo dentro cambiamo le luci in sala ci puliamo un attimo vorrei avere quello schermo lì qua per
per piacere, e questo è un po' girato, puliamo l'ottica, ci siamo subito, mi sentite sempre?
Sì, vediamo anche molto bene, è una cicatrice quella in fossilieca sinistra?
Questa? No, è un po' di odio, ok mettiamo a fuoco e ci siamo, vedete già che ci sono degli spruzzi di carbone
di un tatuaggio abbastanza
diciamo efficace
succede
puliamo ancora un momentino l'ottica
perché non è perfetta
bene
direi che le immagini sia esterne
e anche quelle interne sono di grande qualità
bene mi fa piacere
questo è tutto onore di chi ha installato
questa sala per tavola
bene trocar 10 qua
allora noi non siamo
tanto
metti il 10
usiamo comunque
anche se è un po' contro tendenza forse
usiamo sempre 5 trocar
scusate solo che mi pulisco
un trocar ipogastrico
che stiamo mettendo adesso
nella serie in cui ci sarà poi il mini fan
in stile di estrazione
forza Eli
dai
spingi, ok ci stiamo arrivando
un altro epigastrico
e poi due trocar per la mano destra
e la mano sinistra dell'operatore
Questo paziente ha un BMI decente di un 27-28, quindi non è del tutto magrolino, andiamo a mettere il 5 sopra e quindi noi preferiamo comunque, tieni lì, trocar 5, avere due trocar da esposizione, uno in epigastrio e uno in ipogastrio e poi due per le mani dell'operatore.
Li mettiamo anche di calibri ridotti perché abbiamo, qui adesso inserisco un 5 fatto, mi da un altro 5 qua, per la mano sinistra dell'operatore basta un trocar 5, quindi non occorre andare tanto con trocar molto impegnativi.
Ok, ci sistemiamo un momento meglio, possiamo far vedere ancora un momentino un'immagine qua,
l'ho appena messo di là, lascio dire, ok, sì, ok, allora, trocar ottico, i piedi sono qua, trocar ipogastrico,
trocar epigastrico, mano sinistra dell'operatore e adesso metteremo qui la mano destra dell'operatore
in maniera che con questi due trocar possiamo fare l'esposizione di quello che ci serve
e con questo e quello che mettiamo adesso qui possiamo lavorare
la cosa interessante rispetto a quello che vediamo più spesso
è che l'ottica che andrà qui, mettila pure, non sta in mezzo alle mani dell'operatore
Questo secondo me nel colon sinistro e nel retto è più comodo perché evita che operatore e cameraman si incrocino le mani.
Ok, bene, facciamo un'ultima visione esterna per cortesia.
Anzi, adesso dovreste mettere per piacere una visione esterna in piccolo e una visione del campo operatorio interno in grande.
Se le potete incrostare assieme perché vorrei farvi vedere la cosa forse più importante per cominciare bene questo intervento.
ok
allora adesso
due pinze
adesso dobbiamo per prima cosa
diamo un'occhiata, tieni questa
una pinza per me, una pinza lunga sotto
per prima cosa dobbiamo andare
giusto a vedere, ancora una pinza per me, una qualsiasi
diamo un'occhiata un momento
si scalderà l'ottica, adesso no
si appanna un po' troppo, andiamo a pulirla
velocemente, aiuta
quello che vorrei farvi vedere è l'esposizione
che otterremo ruotando il tavolo
operatorio, ma vorrei farvelo vedere in diretta
dalle due telecamere. Piccola cosa prima, guardiamo soltanto se vediamo i segni del
tatuaggio, allora sembra già di sì, questa è la prima macchia di tatuaggio, sembra essere
sul Sigma abbastanza consistente, che è ancora un po' carico di aria, nonostante abbia fatto
una preparazione senza isocolant senza purganti ma solo con la dieta priva di scorie e con un
clisma ieri sera allora così non riesco a vedere ancora la lesione più distale ma abbiamo già
quella più prossimale che è qui con il tatuaggio che vedete abbastanza bene e abbiamo un sigma
ridondante questo non aiuta tanto per bene veniamo bene indietro adesso viene indietro
fabio no no no sui vasi verticale allora pronti a ruotare il tavolo adesso dobbiamo cercare di
esporci bene i vasi mesenterici stai più lontano tiragli indietro il trocar coraggio senza che ve
lo dica bene andiamo con la rotazione dobbiamo fare in modo che le ansie del tenue caschino
via bene vai stiamo ruotando il tavolo forse lo vedete con la mano di qua ok stiamo ruotando il
tavolo verso l'operatore qui solleviamo il mesocolo un trasverso vai segui così bene
segui ancora ancora ruota coraggio ruota ruota ruota ruota ruota fino alla fine bene così stop
in questa maniera avremo purtroppo un po viene indietro il sigma che ci cade addosso mi date
da sedere, alziamo un po' il tavolo, ma adesso sollevando il mesocolon trasverso e tirando
in giù il sigma avremo un'esposizione quasi automatica sui vasi mesenterici inferiori,
bene? La sella per me no, no Fabio aspetta, hai l'immagine tutta storta, ora concentrati
sull'immagine, molla l'altra pinza, no no no, non sei bene, scusami, lascia a me, ok,
Allora, per orientarci, milza e stomaco là sopra, scendiamo piano, facciamo così, qui abbiamo un sigma ridondante e adesso ce lo portiamo via provvisoriamente, lo prendiamo con la pinza ipogastrica che è questa Joan più lunga e ce lo tiriamo provvisoriamente via, così, proprio senza far nulla di particolare.
Tieni Elisa, adesso la seconda pinza per me, aspetta Fabio, sollevo il colon trasverso, lo sollevo bene, vediamo il ureno, sollevo l'epiplon, sollevo ancora il mesocolon trasverso piuttosto che l'epiplon, ecco Fabio vieni a prendere qui.
Adesso chi mi aiuta con la pinza che sta in epigastrio afferra, come avete visto, il mesocolon trasverso in prossimità del duodeno, del traiz.
Lo solleva verso la testa. Bene, io cerco di accompagnare via, tu seguimi un po', l'epiplon in eccesso e di lasciarlo andare via.
In questa maniera, se abbiamo fatto le cose per bene, avremo un'esposizione corretta, andiamo qua sotto, del duodeno che ci permetterà anche in un individuo corpulento di arrivare alla orta e alla mesenterica inferiore.
allora, per il momento non abbiamo ancora un'esposizione buona
perché l'epiprion continua a cadersi sopra
allora forse basta tirare un po' di più
adesso andiamo con la pinza in ipogastrio
a sollevare la radice del mesosigma
che sembra essere questa
e la prendiamo così
bene, adesso con questa pinza ipogastrica
che è questa qui che vedete in alto a destra
tieni, in tensione
con questa qua che tu non molli ma tiri
con l'epigastrica in tensione
guardate rilasciamo un po' l'epigastrica
il campo si affloscia
la tiro e il campo va in tensione
ultracisio
adesso al di là del fatto che c'è un po' di
grande epiplono ridondante qua che allontaniamo
devi un po' di più campo per cortesia
va bene
adesso cercheremo forse di sistemarlo ancora un po' meglio
forse ce la faremo
dovremmo avere qui sotto
qua il passaggio per trovare la mesenterica inferiore
arteria e vena
allora cominciamo con lo staccare
questa aderenza qui
qui ancora tra meso sigma probabilmente e meso colon sinistro.
Vabbè, saremo un po' infastiditi da questo pezzo di colon.
Poi andiamo qui e cominciamo a staccare da subito, vediamo se riesco ancora un attimo a sistemarvi via l'epiplo.
Fammi vedere su.
Proviamo a mettere un leggero trendel in bull per il momento, poca cosa, giusto per far star via l'epiplo.
Vada, vai vai vai, finché non ti dico.
Ecco, basta, vediamo, adesso non ci serve il trendelimbul, ci serve solo per tenere via le pipole, un di qua se possibile, vediamo se riusciamo a sistemarlo, forse, vai un po' più in qua, dietro, ma il di qua è la tua pinza, no?
forse sì
è giusto per lavorare comodi
ok, torniamo a vedere giù
più o meno
bene, allora andiamo a cercare la fossetta duodeno disunale
e a liberare questa che è
la prima ansa del tenue
subito dopo il ginocchio inferiore del duodeno
vedete che il vero piano sarà qui dietro
questo piano qui dobbiamo aprirlo
altrimenti pensiamo che questo sia l'angolo di Trice
ma non è vero
mi sentite bene?
Molto bene, soprattutto vediamo estremamente bene, grande qualità.
Bene, vanno elogiati i nostri ingegneri per questo, mi fa piacere perché è il frutto di un lavoro cospicuo in cui ogni sala operatoria sarà equipaggiata in questa maniera.
Adesso abbiamo cominciato con questa e con un'altra e adesso a breve termine avremo addirittura la sala della chirurgia d'urgenza. Vai un po' più vicino Fabio, equipaggiata sia per la registrazione sia per la trasmissione a distanza.
Allora, guardiamo un po' qui, deve fare uno strano giro, vedete?
Probabilmente, non probabilmente, la quarta porzione duodenale è questa, sale qui, sale fino al traizio e poi scende.
Noi dobbiamo liberarcela perché il piano di apertura sarà poi questo qua.
Adesso dobbiamo stare attenti semplicemente a liberare a corto di gas, a aprire, mi pare che qua ci siamo, ad aprire bene senza fare danni sul duodeno.
Bene, questo succede spesso di avere, credo che tutti abbiano esperienza di quella che è la fossetta duodeno disunale che noi chiamavamo anche falso traiz perché vi faceva sbagliare il repere da cui partire per la ricerca dei vasi mesenterici inferiori all'origine.
Una volta che ci liberiamo questo avremo un accesso migliore e comunque qua questa parte va sezionata perché poi fa parte del meso sigma e quindi dovremo comunque andare ad aprirla.
Vedete che nonostante ci sia ancora un po' di dilatazione residua dell'intestino, abbiamo relativamente poco tenue che ci dà fastidio perché abbiamo usato una rotazione molto spinta verso la destra del paziente e questo senza utilizzare delle forme particolari di contenzione,
ma soltanto il fatto che il paziente stia appiccicato al tavolo operatorio
ci consente di avere una buona posizione
e di non rischiare delle lesioni neurologiche ai plessi
bene, adesso
se potessi avere qualche informazione di più riguardo quel materassi in gel
per chi non può di averlo
passo il microfono alla mia strumentista
grazie
dica
non faccia segno di no
dica quello
è un po' timida
è un materassino in gella
la cosa importante è che il paziente
sia completamente adeso
quindi che non abbia creme
o che non ci sia sottobetadine
il paziente rimane perfettamente
è in silicone comunque
e naturalmente non ci deve essere nessun telo
tra il paziente e il materasso
ok qui stiamo andando
inutilmente troppo in basso
perché la orta è questa
quindi qui entreremo nello spazio interaortocava
dove c'è l'ipogastrico di destra
che è inutile andare a stuzzicare. Quindi qui vediamo anche in trasparenza la horta e andiamo
quindi a cercare l'origine della mesenterica inferiore che mi pare già di vedere qua,
scommetterei che è qui. Infatti se poi la mia brillante equipe infermieristica vi mostrerà
adesso con l'altra telecamera un altro materasso che abbiamo per l'altro tavolo
l'operatorio, così ve lo facciamo vedere. Questo anche per mostrare che nonostante il
nostro infermiere referente sia a Roma, siamo capaci di fare bene le cose lo stesso. Lo
stiamo facendo vedere? Sì, ecco. Questo è il materasso di gel, metteteci una mano sopra
qualcosa così si veda bene. Di fatto questo qui evita qualsiasi altro tipo di legatura
o di fissazione del paziente sul tavolo operatorio. Bene, io nel frattempo sto cercando di isolare
l'origine dell'arteria mesenterica inferiore, grazie, cerchiamo sempre di recuperarla all'origine
per due motivi, uno oncologico, anche se come sapete è discorso in letteratura, soprattutto
per i cancri del retto basso, è uno un po' più vicino Fabio, e un altro funzionale che
che è quello che l'incrocio con il nervo ipogastrico di sinistra non avviene mai nel primo centimetro di questa arteria,
per cui la cerchiamo proprio nel diedro tra aorta e arteria, direi che qui dovremmo esserci,
mi sembra un po' sottilina così, però mi sembra un po' troppo sottilina anche, vediamo un momentino meglio,
però provi a darmi il grosso cistico, il grosso disettore, non sono convinto, però forse è subito qui sotto,
Infatti è subito sotto. Quindi questa cosa che ho isolato aveva solo una pulsazione trasmessa. Ultracision ce ne sbarazziamo subito e poi andiamo sull'arteria.
L'altro motivo per arrivarci all'origine è che ritrovarla lì dove parte dalla orta vi dà la sicurezza di legare la mesenterica inferiore, altrimenti se andassimo a cercarla qui dove ho l'ultracisimo adesso, rischieremmo di prendere la prima branca che va verso l'alto, c'è il tronco delle sigmoidee cistico,
e quindi in una resezione diretta rischieremo poi di non poter seguire il piano dell'arteria,
ma di sbagliarci e di non trovare poi il piano della TMA, il piano dello scollamento retro-retale.
Ok, qui l'arteria è abbastanza ben liberata, vedete probabilmente dietro anche qualche branchetta nervosa,
ma questo lo vedremo dopo, ed è qui proprio all'origine della orta.
Bene, andiamo a cercare la vena, ultracisio, adesso se io ho disposto bene le due pinze che tengono i miei due colleghi, dovrei avere la vena abbastanza tesa e quindi riuscire a trovare quel piano che ci sta dietro, fammi vedere più in alto, solo che dovrei riuscire a sbarazzarmi, adesso proviamo magari a cambiare la tua presa e a metterci un po' meglio, allora fermi così, vieni indietro con l'ottica, prova a rilasciare la tua presa e a prendere qua piuttosto,
giusto, forse questo ci farà, ci solleverà meglio la tenda, toglie i gas e ci tiene anche
via l'epipro, perfetto, bene, allora il piano probabilmente giusto è questo, insomma raggiungiamolo
da qui, paradossalmente nel paziente un po' più corpulento è difficile trovare il piano
ma poi è più facile seguirlo, contrariamente al paziente magrolino in cui, forse qui la
in cui si rischia facilmente di andare oltre la fascia digerota e di entrare nella capsula renale.
Qui non ci siamo ancora, allora ci apriamo un po' di più, ci apriamo solo il peritoneo se possibile,
e quanto più siamo vicini al pancreas, tanto più la vena dovrebbe essere visibile,
non è ancora il caso visibilmente, ma ci proviamo.
vediamo, non c'è ancora quella chiarezza del piano posteriore che di solito siamo abituati a vedere, forse lì adesso, vediamo questo, allora vediamo ancora un po', prova a tirare un po' di più Elisa, vediamo se da qui riusciamo, in genere una struttura tesa così dovremmo trovarla l'avena dentro, e forse qua c'è stato un accenno di visibilità del piano, ecco l'avena, era abbastanza ben seppellita nel grasso,
comunque, questo vuol dire che passandoci qui sotto dovremmo riuscire a fare la dissezione posteriore del mesocolon sinistro
un po' più lontano per piacere
allora adesso la riafferro meglio e cerco di abbassare quello che è di pertinenza renale
però vedete non è proprio pulitissimo, andiamo a porre un po' più in qua
di solito in un piano perfetto non c'è questo piccolo sanguinamento che qui invece c'è
questo vuol dire che dobbiamo stare un po' più alti probabilmente
però insisto ancora una volta sul fatto che anche in questo paziente
che non è un paziente ideale né se ne è tanto meno selezionato come avete visto
la buona posizione di trocca, la buona rotazione del paziente
esporre correttamente quella pinza che sta in basso e quella che sta in alto
vi permette di ottenere poi una dissezione per lo meno fattibile
mi da l'aspiratore anche in un paziente corpulento, d'altra parte se vogliamo essere un po' critici
è proprio in questo tipo di pazienti che l'aspiratore non funziona, che ha senso farne
la paroscopia, al di là di esserne convinti, ma se c'è un beneficio è proprio in un paziente
che non sia magrissimo. Adesso andiamo a ripulirci un po' meglio la vena e così potremo
poi essere pronti per legare arteria e vena con un unico passaggio della clippatrice.
Qui devo sezionare tutto questo grasso, è importante secondo noi sezionare la vena abbastanza
in alto, sia perché anche se oggi proprio non sembra la dimostrazione ideale, la si
trova più facilmente, sia perché è stato descritto e noi abbiamo avuto un caso tanti
anni fa di trombosi di un monconcino di vena mesenterica inferiore troppo lungo, con una
conseguente trombosi portale, in un signore che tra l'altro, lo ricordo bene, aveva un
T1 del colon, quindi che guariva il suo tumore, ma che per sei mesi si fece degli anticoagulanti
orali e ancora se la cavo abbastanza bene. Qui siamo pronti a sezionare la vena, è proprio
più lei, sì, perché si mette in tensione, se mettiamo in tensione il meso sigma, alziamo
ancora un po' qua, vedete qua, non è proprio pulito come lo vorremmo, il problema è soprattutto
di non stare troppo in basso, di non prendere dei rischi a livello uretere, adesso penso
che abbiamo isolato l'arteria e la vena, possiamo interromperle, è carico, bene, ok,
Allora l'arteria, aspetta che mi dia, c'è qualcosa che sanguina, andiamo a vedere, probabilmente
qualcosa che viene da qua, su mi dà l'aspiratore, devo aver, col fatto che il piano non è perfetto
devo aver toccato qualcosa che non occorreva, e infatti è qua, ok, dovrebbe essere questa
la cosa che sanguina, apparentemente sì, bene, cerchiamo di risolverlo subito per non
sporcarci e direi spero che sia sufficiente sembra di sì mi da di nuovo la clippatrice
forse c'è ancora qualcosina no aspetta ancora qualcosina vediamo di risolverlo perché non c'è
niente di peggio che un campo operatorio sporco non riesco a vederlo allora teniamo mi da
l'aspiratore puliamo dopodiché finiamo di clippare sezioniamo i vasi ok clip piccolo
l'artificio, vedete abbiamo cercato di tenere relativamente lungo il moncone dell'arteria
in maniera da poter fare, mi segui un po' più da vicino per piacere? Ok, da avere tra
queste clip che restano e queste che se ne vanno un po' di spazio, ne metto sempre una
terza, forse l'ho accavallata, l'ho accavallata, è meglio toglierla, questo perché? Perché
poi mi servirà a far trazione, la tiriamo via, mi servirà a far trazione sul moncone
dell'arteria mesenterica inferiore per poter sollevare bene il piano giusto, questo soprattutto
nella chirurgia del letto, che non è il caso oggi. Mi spingi dentro questo trocar per piacere?
Bene, bene, ottimo. Andiamo a legare la vena. Ecco, qui vado abbastanza in alto per arrivare
il più possibile sotto il pancreas. Ultracisium. Dubbio, ma sì, è un po' posteriore. Mi è
venuto un piccolo dubbio perché la vedo molto posteriore la vena. Allora, prima di andare
la sezione anche le clip possiamo le clip possiamo togliere tra un attimo se necessario vorrei
soltanto un dubbio che era venuto anche noi la vedo molto posteriore quella vena allora le clip
se dovessi rimuovere adesso non ho fatto danni zero allora prima di prima di sezionare quello
che potrebbe essere un vaso un vaso genitale non mi pare ma adesso faremo un'altra tanto
ci liberiamo un po qua e qui visibilmente non c'è nulla il dubbio abbiamo avuto tutti
è sì però andando avanti qua se adesso dovesse venire fuori una vena ok adesso faremo finisco
momento questa ripulita qua ma direi di no adesso facciamo ancora una verifica in questo senso
prendiamo la pinza che tira il sigma viene un po indietro che è questa mettiamo in trazione
prendiamo qui questo è meso sigma con certezza e però tirando vedete che la vena se ne viene con
noi bene è però meglio prevenire il dubbio era perché un po era un po posteriore poi il piano
di scollamento non era perfetto eccetera quindi era era legittimo essere un po prudenti no anche
perché qui sotto un altro che abbiamo un altro vaso che potrebbe essere una polare inferiore
del rene e non abbiamo visto all'attack però questa la lasciamo con cura lì perché non è
non fa parte della famiglia questa piano giusto e qua adesso appare situazione non facilissima
di interpretazione
la vena ormai è chiaro però
probabilmente questo piano qui dentro
questo è sbagliato e questo è giusto
che c'era sembrato di vedere l'uretere
anche per quello avevamo qualche dubbio
sulla vena
esatto adesso
io non ho ancora avuto questa impressione
ma forse voi con maggior distacco
l'avete visto meglio
non avevo mai dubbi
l'abbiamo avuti anche noi
qua state tranquilli. Diciamo che qui sotto eravamo in un piano troppo posteriore. Adesso
andiamo a sezionare l'arteria prima di dimenticarci le cose importanti. Per trovare l'uretere
secondo me bisogna afferrare l'arteria, sollevarla, avvicinati, staccarsi delicatamente dal piano
dei nervi e correndo, alzando l'arteria mesenterica inferiore, riusciamo a scoprire il piano che
che ci porterà a vedere lo scavalco dell'uretere, il passaggio dell'uretere lombare a uretere pelvico.
Ruotami un po' l'immagine Fabio, per piacere. No, in quell'altro senso.
Infatti la caccia all'uretere la faremo in quest'altra maniera,
cercando di lasciare giù tutto quello che è fibrosi qui sotto.
Questo primo segmento è sempre un po' più impegnativo,
perché adesso posso afferrare l'arteria in maniera migliore, senza strappare via le clip.
Ok, ruotiamo ancora un po' l'immagine per piacere, bravo, sì, così.
Questa prima parte di sgancio dell'arteria è sempre un po' più fibrosa, un po' più rigida,
però adesso dovremmo riuscire tra pochissimo ad avere il tessuto che da fibroso diventa, ecco, diventa adiposo cellulare lasso
e dovrebbe permetterci di vedere la quiluretere.
Ruota ancora un pelino per cortesia, sì.
dovremmo attraverso questo passaggio dovremmo riuscire a vederlo vado a prese molto piccole
vedete meno della metà del morso dell'utracisio per di qua dovremmo riuscire a intra vederlo
senza fare nulla di più apriamo un po di meso ancora qua questo si darà più questo si dovrebbe
dare togli gas sempre andiamo tra un attimo andremo a pulire l'ottica ma non volevo perdere
di vista l'obiettivo, adesso che abbiamo tessuti soffici andiamo su di qua e andiamo
a cercarlo, non ruotare Fabio, dovremmo trovarlo qui adesso, avviciniamoci per cortesia, qui
sotto vedete l'iliaca sinistra, adesso andiamo piano piano e lo troveremo, forse qui c'è
già una strutturina, vedete come in fondo i dubbi sono partiti dal fatto che non c'era
a quel piano, o almeno non sono riuscito a identificarlo, quel piano retrocolico più
semplice, più chiaro, più pulito, e adesso pian piano facendo così per via smussa lo
troveremo l'uretere, la mia mano sinistra tiene molto sollevato con molta energia l'arteria,
il moncone distale dell'arteria, quindi qua dovremmo arrivare all'uretere, avvicinati
bene adesso per cortesia vediamo se già questo non sembra qui siamo già sul piano dello psoas
se quello sembra essere il tendine dello psoas in un vaso molto stirato e adesso lo troveremo
vieni un momento indietro per piacere qui dobbiamo ancora alzare il piano della vena
un po di pazienza e di tranquillità e adesso ci arriveremo forse è quassù eccolo lo vedete
e qui su
qui stavo scendendo
in un piano troppo profondo
conseguenza
della imperfetta dissezione
della prima fase dell'intervento
e adesso i giochi sono recuperati
questo è il
rischio
quello che ci ha fatto venire
i dubbi a tutti, il fatto di non aver
trovato il piano perfetto
sin dall'inizio
con tutto quello che ne consegue dopo
per cui prudenza nella sezione
di quella che poi era effettivamente la vena, ma adesso ricerca dell'uretere più in alto
di quello che pensavamo fosse, e in effetti il vero piano si sta finalmente aprendo qua.
E questo fa parte delle situazioni difficili che possono verificarsi, poi non è neanche
difficile, è semplicemente pericoloso. Adesso che l'abbiamo visto ci liberiamo di questo
spazio. Normalmente avremmo cercato di dissecarlo meno all'uretere ma qua è così. Togliamo gas,
avviciniamoci un po' e lentamente ma inesorabilmente questo piano lo stiamo ritrovando. Questa è vita
vera di ogni giorno. Bene, abbassiamo l'uretere qua ancora. In questa fase ci fermiamo lì dove
l'uretere da lombare diventa pelvico. Adesso dobbiamo però ancora andare a ripulire, a dissecare
questo piano un po' di più verso l'alto, quindi qua ci fermiamo qui dove l'uretere
incrocia l'arteria eliaca e ce ne occuperemo nella terza fase dell'intervento e adesso
proviamo ad andare su di qua, ok, l'uretere è qui, andiamo ancora a staccarci il colon
qua sopra, un po' più vicino per piacere, bene così, andiamo e abbassiamo tutto, così
così ancora stare attenti, vedete com'è veramente la situazione, qua siamo troppo bassi ancora,
siamo troppo bassi, vieni un po' indietro per cortesia, siamo troppo bassi perché siamo passati,
a forza di seguire l'uretero verso l'alto, siamo ficcati in un piano troppo basso, addirittura retrorenale,
quindi non bene, ma questo confermo che quindi questa è la vena mesenterica inferiore,
il problema è che andando giù di qua passavamo dietro l'arena, questo francamente non mi era mai capitato.
Allora io faccio una cosa, mettiamo una garza adesso e attacchiamo dall'altra parte.
E questo di dover seguire così l'uretere per essere, perché di solito ci basta identificarlo,
invece qua è successo che non avendolo identificato subito siamo passati addirittura in un piano più posteriore
e questo ci stava inducendo ad andare in un piano retrorenale, che onestamente è una prima.
Bene, allora noi cerchiamo di disporre questa garza a coprire gli elementi retroperitoneali,
adesso lo faremo con la maggior cura possibile, in maniera che nella seconda parte dell'intervento
non dobbiamo, usiamo la garza come repere, quindi alziamo qua, la mettiamo bene a coprire aorta uretere,
scusate di dire che è uretere
e qui cerchiamo di andare a coprire
l'uretere è qui sotto
e noi cerchiamo di metterci qua
e di portarci la vena sopra
ok, bene
la usiamo proprio come
reper anatomico
allora smolliamo la pinza sul sigma
puliamo l'ottica
e adesso metteremo l'ultracisio
tirala via
dalla pinza
dal trocar ipogastrico
il fascino della diretta è che questo era un quasi errore
ma il dubbio è venuto
proprio perché il piano di clivaggio
non era l'ideale
e perché non riuscivo a trovarlo
non so se avete commenti su questo
ma credo che
ciao Nicolò
Marco Vitellaro
ciao Marco
stavamo guardando e in effetti abbiamo avuto
la sensazione che
tu fossi un pochino più basso
ero troppo posteriore
sì ma è però l'importante rendersene conto è infatti bene secondo fase dell'intervento
tumore la tua presa fabio andiamo a farlo scollamento del colon sinistro questa che
vedete entrare la pinza epigastrica questa è la mia mano sinistra e questa è la mia mano destra
che sta nel trocar ipogastrico e che corre quindi parallela alla fascia di tolta l'accoglimento di
che devo andare a sezionare, Elisa mi metterei bene dentro il trocker per cortesia, vai, perfetto, bene, e qui stiamo, mi pare che come vedete siamo già arrivati o quasi, comunque quello che era forse interessante da discutere, andiamo a vedere qua su,
Era come il mancato riconoscimento del piano di scollamento tra fascia renale e foglietto posteriore del mesocolon discendente, abbia portato poi a un riconoscimento tardivo dell'uretere, a una risalita nella dissezione, a questo punto per sicurezza, dell'uretere lombare, in maniera che di solito non ha senso fare.
e a questo punto una chiarezza, perlomeno a posteriori, ma prima di far danni dei piani.
Stacchiamo un po' tutte queste aderenze delle piplo, il signore non è mai stato operato
prima, ma un po' di aderenze se le fate è lo stesso, e cerchiamo di andare, allora è
vero che abbiamo un sigma lungo, convoluto, che la parte di sigma prossimale alle lesioni
ancora abbastanza importante, ma è anche vero, e quindi potremmo dire lasciamo la flessura,
ma è anche vero che in laparoscopia non abbiamo mai una buona stima, riprendo da qui, una
buona stima di quella che è la tensione dei visceri che andiamo ad anastomizzare, quindi
di solito, se non di solito, sempre abbiamo l'abitudine di staccare la flessura sinistra,
magari in maniera poco estesa, nel caso di una anastomosi coloretale alta, in maniera
molto estesa fino alla metà del mesocolo, un trasverso, nei cancri dell'aretto, tanto
più se candidati a anastomosi su pouch o cose del genere.
Per cui, perlomeno, torniamo in alto, il giro, torniamo indietro ancora, vediamo, vediamo,
Eccoci qua, perlomeno chiarezza in questi piani è meglio averla, secondo me, e viceversa aggrediamo sempre in senso retrogrado la flessura, cioè partendo dal discendente, diciamo che non ci capita mai di aprire, se non in condizioni eccezionali, in difficoltà maggiori, di aprire il gastrocolico o di cominciare dall'alto verso il basso.
Qui addirittura da discutere se sezionare tutto questo perché potrebbe essere dell'epiprion che si tiene esposto il colon trasverso, ma mi pare che qua non sia il caso.
Togliamo un po' di nebbia anche qua.
Il paziente è grande, quindi sono con l'estremità degli strumenti in uso, ma posso sempre passare eventualmente a usare il trocar epigastrico per la mia mano sinistra?
Forse sì.
No, no, stai, stai con la pinza dentro. Questa sarà più facile, al limite passerò con questa
più in alto. Forse ce la faremo a un certo punto a vedere la milza a fine giornata, spero. Però,
ripeto, nonostante in questo paziente ci sia un buon esubero di colon discendente, credo sia
sia prudente e logico di fare pianino pianino questo, anche perché mi pare che stiamo arrivando
finalmente dall'altra parte a vedere qualcosa, coaguliamo qui subito e analizza che protettori
di parete abbiamo dopo, protettori di parete, cerchietto, perfetto, bene. Ok, qua stiamo
finalmente arrivando a vedere l'altra faccia di questo accollamento, vi chiedo un po' di
pazienza perché mi pare credo che tutti voi lo sezionereste no sì sì sì vedete vibrare un po
l'ultracismo perché sta entrando del trocar che in basso ma è quello che è più pratico aspetta
facciamo una cosa proviamo a passare da qua sì ecco così è più semplice mica tanto neanche ma
sarebbe ancora se proprio non arrivassi la possibilità di mettere la telecamera da un
un altro trocar e avvicinarmi ancora di più, ma insomma mi pare che con un po' di spinta
piano piano adesso a vedere, allora Fabio riprendi tu l'epiplon qua, aspetta, vediamo
un po' perché forse c'è un po' di epiplon che ci blocca tutto, allora prova a tenerlo
così, ecco chiudi forse la sicura, io riprendo un'altra pinza e adesso con la pinza epigastrica
che tiene l'epiplon verso la testa e la mia pinza che cerca di tirare il colon verso di
me, non afferrando il colon ma magari, ma andiamo a vedere qua, questo va tutto staccato
perché probabilmente la flessura in realtà è abbastanza bassa, ma c'è un po' di aderenza
tra epiplom e colon discendente che rischierebbe scioccamente di bloccarci un po', o forse
se ne stanno, no vedete la flessura è ancora più su, c'è un po' di aderenza tra il colon
discendente e il colon trasverso secondo me infatti, questa secondo me è meglio liberarla
anche se ci porta via un momento di tempo, ma questa è una frangia epiplomica e questo
è epiplom, quindi devo cercare di separare le due cose, anche se in buona sostanza probabilmente
ovviamente tutto verrebbe giù in blocco, ma insomma cerchiamo di fare le cose in maniera pulita.
Si vede la differenza di tessitura tra il grasso dell'epipron e il grasso della frangia epiploica.
Credo sia meglio farlo, insomma, anche un po' più didattico,
anche se navigare in mezzo al grasso non è mai la cosa più carina.
Andiamo un po' più in avanti, qua si vede qualcosa.
cosa, cerco di sezionare dove vedo il diverso tipo di grasso, ma non è detto che trovi
sempre la strada migliore, normalmente non dovrebbe sanguinare nulla, andiamo un po'
in su intanto, qui lo rivedo adesso, l'ideale sarebbe venire indietro, sarebbe provare a
passare sotto, così, e a vedere che cos'è colo sinistro e cos'è colo trasverso, ma
in questo momento mi sembra un po' complesso, proviamo a passare qua io direi, forse, proviamo a spingere, aspetta, provo a portare tutto, qui c'è del trasverso, ok, qui c'è una curva, quindi va bene, proviamo ad andare un momento più in su e vedere, facciamo una cosa, proviamo a liberare ancora un po' di discendente,
però cerco di afferrarlo da qui
facciamo una cosa alla volta
proviamo a liberarci bene il discendente
riparto da qua sotto
e a trovare la garza
la prossima volta prenderemo un paziente più magro
per la diretta
così è e così bisogna fare
altrimenti che diretta è?
no
se no ci filmiamo i casi ideali
e non portiamo a casa nulla
allora
ok adesso scherzi a parte
vediamo
Questa penso sia la loggia renale sotto la quale avevo cercato proditoriamente di passare prima, il guaio è che anche questi pazienti, tutti i tessuti sono estremamente flaccidi, quindi la sensazione palpatoria di andare a dissecare è inesistente, però qui forse qualcosa di vagamente anatomico stiamo riuscendo a trovare.
bene punto dovremmo anche trovare la garza allora ricominciamo da più sotto
partiamo dal giunto tra discendente e sigma togli sempre un po di gas per
piacere di quindi il piano cerchiamo di aprirlo uno strato alla volta su tutta
la lunghezza per evitare di fare di scavare in profondità senza avere
larghezza nello spazio e qui normalmente dovremmo riuscire a ritrovare
eccole a forse il piano della nostra garza qui sotto mi pare che stia per
arrivare qua si bene adesso soltanto se l'abbiamo disposta bene un buon
reper e sappiamo che siamo sopra il piano retroperitoneale che contiene
l'uretere però abbiamo visto che il rene è questo comunque che qualche
movimento non preciso l'avevamo fatto e quindi non ci fidiamo neanche
completamente della posizione della garza. Un'altra cosa indiretta che fa sempre piacere è che la garza
non è imbevuta e quindi vuol dire che mentre abbiamo cambiato piano non c'era un sanguinamento
residuo che si potesse... questo è anche un buon, è un buon così, re per intraoperatorio di aver fatto
le cose. Segui un po' per piacere Fabio. Ok, bene. E qui quel piano che non eravamo riusciti a trovare
bene prima adesso salta agli occhi poteva essere più gentile farsi vedere prima ma forse potremmo
essere noi un po più accorti nel trovarlo ok andiamo a staccarci quassù si dicevano che
adesso si vede molto bene il pian gerota probabilmente l'operatore prima no meno
accorta e me la difficoltà di quello forse si intuiva più difficile di quello che chissà
Sai che cosa? Quello che dicevo prima, in effetti, nel paziente grasso è difficile trovare il piano e poi se lo trovi è facile seguirlo, ed è esattamente il contrario che nel paziente sottile, in cui magari la linea di demarcazione la vedi, ma è facile passarci oltre.
Qui ci sono passato oltre sicuramente perché se abbiamo visto l'uretere gettarsi nel bacinetto quasi, il piano non era proprio quello giusto. Qui stiamo muovendo la milza, la vedete, la intuite qua dietro coperta, eccola lì, e quindi devo ancora staccare il legamento freno colico, che secondo me è il minimo per qualsiasi resezione di colon sinistro.
però adesso Fabio prova a prendere l'epiplon qua sopra, ecco esattamente, e qua riusciremo
anche un po' meno, prova con la branca inferiore a inserirti in quel buchino che c'è sotto,
bravo, ecco, è sempre facile dar consigli a chi vi aiuta, ma dopo con la mano sinistra
tenendo la telecamera con la destra, adesso qui stacchiamo un po' di trasverso, perché
viene un momento indietro che riverifichiamo, no questo è sempre discendente, non è trasverso,
E vabbè, un po' di pazienza e ci arriveremo.
Ok, solleva bene Fabio.
Qui forse sta... no no, questo è tutto discendente ancora.
E niente, ci vuole un po' di pazienza, altrimenti nel momento in cui lo abbassiamo ci viene giù tutto l'epipro
e questo non è una buona cosa.
Se non altro perché adesso staccarlo è un lavoro di pazienza e basta.
Basta, doverlo staccare di necessità perché avete un'anastomosi che tira, secondo me è peggio, anche perché è molto meglio finire una fase, psicologicamente sappiamo che abbiamo portato a termine quel tempo lì e che non abbiamo il dubbio di doversi tornare sopra alla fine dell'intervento, quindi un po' di pazienza, ma io questo epipeno lo staccherei.
C'è tanto, ma vieni un po' indietro, proviamo a riprendere da sotto, prima non c'ero riuscito da sotto, vediamo se adesso, forse così, come avete visto all'inizio dell'intervento ha un bel sigma convoluto, lungo, ma è difficile capire cos'è veramente, questa mi sembra una frange epiploica, anatomicamente era più facile sul Rainer stamattina,
qua forse qualche vago accenno
di piano c'è
togli pure un po' di gas
mi dà un momento un'altra pinza
proviamo a fare
provo a vedere
proviamo a risalire
vieni un po' più indietro Fabio
cerchiamo di vedere una visione globale del tutto
qua se tiro su mi viene su tutto il sigma
bello con tutto il suo grasso
se tiro in giù
da qui forse qua c'è un vago segno di passaggio
proviamo a vedere
da dove abbiamo messo la compressa qui sotto
lì ci sono le clip sulla horta
lì c'è la garza
questo è il meso
che deve venire giù
quindi adesso ci devo ripassare sopra
e io dovrei passare così per separarmi le strade
non è facilissimo
vedete com'è
scelta del piano di disezione
pensavamo che noi fosse quello
questo qui no?
sì, quella è la superficie anteriore del mesocolone
e quello è il mento
Il problema è che questa parte qui, il problema è questo secondo me, qui non riesco, mi sembra più ovvio sezionare qui, però ho l'impressione che questo grasso qua sia di pertinenza colica, ma c'è un po' di peritoneo, però qua c'è un piano facile.
però vedete questo sembra frangia epiploica e questo sembra epiplo, il piano di passaggio più facile però mi pare questo, tanto qui grossi danni non possiamo farne,
Quindi diciamo che l'anatomia qua è un po' più complessa, però forse così riesco a staccarmi un po'.
Non semplicissimo, però non vorrei lasciargli... ecco, forse qua adesso qualcosa riusciamo a trovare.
Tira un po' Elisa.
Sì.
Adesso possiamo fare ancora una cosa, ci apriamo... sto andando un po' come posso.
A me sembrerebbe che il piano migliore di passaggio sia questo.
Allora, proviamo a fare un'altra cosa.
Andiamo a vedere dove colla un trasverso, andiamo indietro, no, no, viene indietro con l'ottica, no, è in su, indietro e verso la testa, no, questo è discendente, di qua devi andare, quello è lo stomaco, aspetta che arrivo io, viene indietro, verticalizza l'immagine, va bene, ancora, verticale, verticale di più, di più, eccolo, questo è trasverso, ok.
ok, allora se questo qui è trasverso e questo è discendente, questo è il duodeno, bene,
quindi dobbiamo passare esattamente qua, allora entra un po' nel trocker, che non si vede,
oppure tira indietro il trocker, Elisa con la tua pinza che tiene il colon discendente,
questo qua è di pertinenza colon discendente, allora senza neanche mordere, facciamo leva
così, ce l'hai, io faccio leva così e tagliamo in mezzo. Adesso credo che in qualche modo sono
riuscito a trovare la strada giusta, perché adesso questa pinza qui tiene tutto quello che è di
pertinenza colon discendente e la mia pinza è quella epigastrica che si sta muovendo là in
alto, stanno tenendo tutto quello che è di pertinenza del colon trasverso. E succede di
di averli un po' come a cane di fucile, un trasverso ridondante e un discendente un po'
mobile, però vedete non posso dire di essere andato sempre, forse qua c'è un vago accenno
di stradina percorribile, ci sono proprio fusi assieme, ogni tanto riuscite a intravedere
un barlume di piano, come qua, è là che uno pensa con nostalgia alla buona sana vecchia
chirurgia open, ma vabbè, nella quale questo problema sarebbe stato risolto in pochi secondi,
ma vabbè, così, e qua non possiamo fare altro che andare avanti così, cercando di
tirare il discendente da una parte e il trasverso dall'altra, senza sezionare nulla di importante,
importante, difficile, difficile perché non è una fase tecnicamente difficile, ma è difficile
capire dove andare, qui forse c'è di nuovo un passaggio, brava Elisa, poi qua c'è di nuovo
un passaggio, mi spiace vi sto annoiando un po', ma qua l'ha fatto così e basta, stai pure un po'
un po' più vicino Fabio, mi dai l'aspiratore che pulisco, ci siamo, ultracisio, adesso
andiamo ancora a fare, aspetti un momentino, facciamo ancora un test di mobilità, molla
pure la tua presa Fabio, andiamo qua, vediamo cosa succede spostando il colon, così, così,
così, così, e ancora qua dobbiamo staccarlo, provo a prendere qua su Fabio, sotto la mia
mia pinza, bene, ok, bene, e io passerò di qua, Elisa tieni, aspetta, facciamo una cosa,
prendiamo in una zona non pericolosa, prendiamo così, no, così è pericoloso, così forse,
ecco, tienilo delicatamente così, altrimenti resta subito l'impronta della Joanne, che
almeno riuscissimo a avere bene la flessura che si delinea, questo sarebbe un bel passo in avanti,
bravo Fabio, si tira bene così, tira un po' tu Elisa verso i piedi,
spero che adesso andando su di qua questo colon cominci a girare verso il fegato,
sarebbe, saremmo molto contenti se volesse farlo, aspetta provo a ferrarlo io delicatamente,
mente, prova a tirare via la tua pinza, la metto io al posto tuo, ok, allora proviamo
così, forse riprendendo la strada vecchia riusciamo a ribaltarci il colon da questa
parte, togli parecchio gas perché forse adesso così viene un po' meglio, si è obbrancolato
un po' a destra e a sinistra, ma qui pian piano dovremmo passare sopra la coda del pancreas
che in un paziente del genere spesso è difficile da distinguere rispetto al grasso, poi a cose fatte una volta che è dissecata si capisce bene, ma mentre ci si arriva non è detto che sia una distinzione agevole.
Qui piano piano ci stiamo arrivando, probabilmente qui adesso come dissezione della flessura potrebbe bastare, credo che siamo già sufficientemente, abbiamo allontanato abbastanza la flessura della milza, adesso lo verifichiamo tra un attimo.
resta ancora questa piccola incognita dell'epiplon attaccato al discendente, che è stata poi
la nostra principale difficoltà in questa fase dell'intervento, veniamo ancora un po'
indietro, un pelino, qui abbiamo la garza e il rene, invece da qua bisogna staccarci
ancora, qua è abbastanza facile e credo che il pancreas sia questo, adesso cerco di dimostrarvelo
lo meglio, l'errore sarebbe passare qui tra rene e pancreas, dobbiamo passare tra pancreas
e colon, e qua ci siamo sicuramente, vedete adesso credo che salti agli occhi di tutti,
ma pochi secondi fa, se non ci pensi, eccolo qua il pancreas, allora tiro ancora un po'
qui e credo che qua saremo abbastanza a posto, staccarti, restami lì, e credo che qua ci
ci potremo fermare, ci sono ancora, è tenace questo signore, però ripeto, proprio le persone
corpulente di che gli diamo un vantaggio nel posto operatorio netto, bene, io qua mi fermerei
come scollamento, andiamo indietro, mi da una pinza, proviamo a rimettere il colon nella
sua posizione nativa e qua mi pare anche che quella liberazione che abbiamo fatto forse
non è completissima ma ci permette perlomeno di portare una larga parte del discendente
verso giù, va bene, l'aspiratore diamo una ripulita se ce ne fosse bisogno e poi passeremo
alla terza fase di intervento per la quale ci serve invece una posizione di trendelenburg
più accentuata, la garza è lì e la lasciamo lì tranquilla, ancora qua dobbiamo forse
fare qualcosa, mi da l'ultracisimo ancora un attimo per completare il tempo lombare
prima di passare il tempo pelvico, dobbiamo ancora aprirci qua, avvicinati un pochino,
la garza è lì sotto e quindi è da qua che devo ancora staccare, attenzione ho fatto
sanguinare qualcosa, bene andiamo qua, tutto quello che riesco a fare senza posizioni molto
spinte preferisco farlo da qua, lo che è un guaio veramente è che c'è un grasso di
una fragilità unica, vai pure più vicino per cortesia, allora completiamo tutto quello
che possiamo ancora con quel paziente che è praticamente piatto. Abbiamo messo un tremdello
limitatissimo solo per spostarci se possibile le pipron, altrimenti non l'avremmo neanche
flaccidi e c'è una notevole difficoltà, è quella di riuscire a non strappare ma a
a mettere i tessuti comunque in tensione per poterli identificare e sezionare con la maggior sicurezza.
Comunque, qua dovremmo esserci, e qui dovremmo essere alla radice di quello che è il giunto tra discendente e sigma.
Vediamo ancora questo, ci sono proprio accollamenti che non hanno nulla a che vedere con l'anatomia.
Andiamo a rivedere dove è la garza, qui, ecco il piano invece interessante è questo, questo era il moncone dell'arteria,
la garza, il moncone della vena, la protezione di tutto e qui sotto dovremmo scoprire l'uretere, vai più vicino, che è questo credo infatti, che è qui, allora qui possiamo ancora liberarlo un pochino,
direi per anatomico della nostra garza che ci ha permesso di ritrovare un piano corretto lì
dove l'avevamo lasciato precedentemente prego è il piano e dico è tutto un po difficile questo
signore però partiamo dall'idea che all'inizio c'era il piano retroperitoneale che non avevamo
scoperto bene e questo l'abbiamo pagato adesso bene adesso torniamo indietro rimettiamo tutto
tutto il colon di qua, cominciamo a pensare ad andare in Trendelenburg, potete rispondere
al telefono se c'è una cosa che riguarda, ok andiamo in Trendelenburg per piacere, un'altra
pinza, vai vai vai vai, andiamo in Trendelenburg in un colpo solo, abbastanza spinto, sì,
basta, ok, andiamo a pulire l'ottica, venga più vicino col tavolino, tirate via, puliamo
l'ottica, adesso avremmo dovuto vedere le ansie intestinali andare verso l'addome e
avere la pelvi libera, in maniera che tutta quella grossa ansia di sigma sia sparita verso
l'alto, bene, ok, quindi qui abbiamo un cambio di visione, proviamo a portare tutto il blocco
di questo sigma gigantesco verso di qua, qua vedete l'idiaca destra, adesso cerco di andare
a recuperare l'origine della mesenterica inferiore che mi servirà di nuovo come repere
e che Fabio tu cercherai di afferrare con la tua pinza, eccola, quindi ripassando da
quest'altra parte, ecco lì il moncone dell'arteria, piglialo, lo prende Fabio con la pinza epigastrica
e lo solleva, non prendere le clip, bene così, per cui adesso tutto quello che è a monte,
che è di là, non dovrebbe più darci fastidio, la pinza è lunga, vedete come un cambiamento
di posizione, ma il mantenimento di alcuni reperi, segui giù, vai, vai, vai, ci consente
di arrivare a quella che è la seconda marcatura, il secondo tatuaggio, che mi pare di intuire
da queste parti qua eccolo ok e che sarà il nostro limite di sezione di stale lo afferro
lo teniamo su se ci riesco nomi della pinza corta questa tiene un po di meno ecco finalmente con una
buona esposizione ricaviamo in un qualcosa di più pulito bene tieni pure ce l'hai se mi dà
l'ultracisio e adesso io grazie alla trazione sulla pinza ipogastrica che vedete qua in primi
primissimo piano, se solo riesco a ribaltare queste frange un po' dall'altra parte, vedo
il passaggio, vedo il tatuaggio, lo vedete questo qui, della lesione più distale e quindi
so che ci devo arrivare più sotto. Bene, andiamo, apriamo il peritoneo da qui, segui,
frusta un po' verso di me, proviamo a fare un'altra cosa, mettiamo un momentino, vieni
un po' indietro, diamo più campo, questa pinza non tiene più niente, guarda in alto
per cortesia, la pinza qua non prendeva più nulla, eccoci, così va meglio e adesso l'esposizione
di colpo è migliore, tieni, ce l'hai? Bene, qui vedete molto bene il tatuaggio della seconda
lesione e quindi io devo andarci sotto, resterà comunque una resezione rettocolica relativamente
alta, bene, e peraltro su una zona in cui, andiamo avanti, frusta verso di me, ok, usiamo
bene l'angolazione della 30°, peraltro in una posizione in cui è più facile entrare
poi con la strutturatrice transanale e comunque vai avanti in una sezione che deve essere
in una sezione del retto alto o del giunto retto sigma, ma non sicuramente, evitando
accuratamente di lasciare un moncone di sigma, torniamo indietro sul versante distale che
mi sembrerebbe una fesseria, torniamo indietro, vediamo dove cominciamo, cominciamo da qui,
perfetto, quindi qui adesso stacchiamo il piano posteriore che deve venirse più o meno
da solo, restiamo il più vicino possibile alla fascia recti, attenzione qui vai vicino,
quello potrebbe essere ancora uretere infatti, così credo sia, no è l'iliaca, bene, andiamo
proprio avanti di qua, vi ricordate che avevamo ancora l'uretere da qui che non era staccato
benissimo, dovremmo farci attenzione tra un po', vai avanti di qua per cortesia, stacchiamo
la faccia posteriore del retto alto, cerchiamo di identificare la fascia
recti con precauzione perché qui stiamo andando un po' verso sinistra, qui lo
spazio si libera abbastanza bene, qui sotto sento il promontorio, adesso coaguleremo
anche subito quella cosa che non va bene lì, mi riposiziono qua, ok, passiamo di qua,
bravissimo, ok, è più facile il percorso sotto come vedete ma poi per esclusione
vorrei cercare di vedere, questa zona che va in trazione probabilmente è l'ipogastico di sinistra
quindi se riesco a staccarla dal retto posteriore è meglio, qua è difficile dire se lo è con certezza
ma nel dubbio questa zona che va in trazione ha tutte le caratteristiche per poter essere l'ipogastico di sinistra
quindi cerco di abbassarla e di tenermi vicino alla faccia posteriore del retto alto
Tra l'altro qui dovremmo già essere arrivati a quello che sarà il nostro futuro limite di sezione, andiamo a verificarlo da qui, ci stacchiamo prima da destra e poi staccheremo tutto da sinistra, che è la parte opposta a quella della visione migliore e quindi la affronteremo per ultima.
non avevo deciso che questa era la zona
vedete qua c'è la marca
il tatuaggio inferiore
entrambe le lesioni sono state tatuate sopra e sotto
questa macchia che vi ho mostrato
è il tatuaggio inferiore della lesione distale
quindi ci sono
un paio di centimetri sotto
quindi direi bene dal punto di vista
di quello che dobbiamo fare
comincio ad avvicinarmi al viscere qua
va bene così
prepareremo una suturatrice lineare
60 a questo punto
giunto, verde, sì, tireremo via un bel malloppo di intestino, bene, sulla vascularizzazione
di stale non ci sono grossi dubbi, allora cerchiamo di sollevarci bene, qui abbiamo
proprio la faccia posteriore del retto alto e mi sono lasciato per ultimo tutta la parte
di sinistra che potremo eventualmente raggiungere passando dall'altra parte, ecco qui stiamo
avvicinando al viscere teniamo a mente che abbiamo ancora un pezzettino più in
alto per piacere di zona di conflitto dell'uretere di sinistra che vorrei
lasciarmi tra tra poco ok ma forse ci fermiamo perché abbiamo quasi completato
il giro allora veniamo lentamente indietro piano
solleviamo qui viene ancora indietro guardiamo poi qua qua ci è cascato
soprattutto quell'eccesso di sigma allora noi ci muoviamo in un'altra
maniera adesso ti aspetta allora proviamo a dare la tua presa fabio tieni questa tieni su qui così
elisa ok mi ridai questa pinza qua proviamo a fare una cosa del genere che abbiamo dietro le
nostre spalle per dirla in termini visivi tutto il malloppo di questo sigma molto pesante che ci
sta via qui adesso cerco di alzarmi qua ecco andiamo a vedere così tieni chiuso forse ce
E adesso andiamo per di qua, perlomeno a caccia dell'uretere sinistro, andiamo pianino avanti, qui così, qui vedete l'idiaca, aspettate che mi espongo ancora un po' meglio, questa è una fase un po' critica del passaggio tra il tempo lombare e il tempo pelvico, avvicinati pure, vai vai vai, ancora, ancora, ancora, credo sia lui qui, eccolo, perfetto, lo vediamo qui,
va qui e non è che va giù di qua, ma va via di qua. Quindi abbiamo ancora tutto questo
settore qui da liberare. Allora sicuramente non avremmo voluto dissecarlo tanto l'uretere
verso l'alto, ma così è stato per i motivi che abbiamo visto. Adesso qualcosa facciamo
da qua e qualcosa faremo dall'altra parte, passando da sinistra. Cerco intanto di piazzarmi
bene qui con le mani e di abbassare così e poi lo andremo a riprendere subito dall'altra parte
vedete questo è ancora pericoloso perché proprio perché è tutto flaccido rischiamo di portarcelo
via andiamo a rivederlo per piacere dove va ci sono sotto ci sono sopra non lo so direi che ci
sono sopra, ecco lì appare, ci mettiamo qui, eccolo lì, è qui, dobbiamo ancora staccarlo
così, adesso possiamo fare un'altra cosa, possiamo fermarci un momento così, vieni
indietro con l'ottica, vieni bene indietro, ancora, ancora, ancora, ancora, spostiamo
il colon da quest'altra parte, è imponente il pezzo operatorio, ma è così, è ruota
in quell'altro senso andiamo a vedere se lo ritroviamo da questa parte tieni così e li
aspetta così elisa bene mi dà l'ultracisio e adesso dobbiamo ritrovare l'uretere da qua che
non sarà facilissimo ma lo troveremo possiamo anche aprirci prima il peritoneo c'è ancora una
terza e ultima possibilità che non usiamo quasi mai è quella di sezionare il retto alto e poi di
in via retrograda di isolare tutto ma se posso preferisco non farlo solleviamo il peritoneo qui
e cominciamo ad aprirlo forse possiamo cambiare mano ok bene proviamo così mi pulisce un momento
l'ultracision che è sporco bene non abbiamo pulito ma non importa allora apriamo il peritoneo pelvico
dico da questa parte qua, vai pure un po' più avanti, stiamo usando, ho cambiato mano,
uso l'ultracisione con la sinistra e la, anche qua cerco di affrontare il problema da lontano,
ok, adesso cerchiamo di capire quanto in giù dobbiamo arrivare rispetto all'incisione fatta
dall'altra parte, questo già ci darà una maggior possibilità di movimento, ok, ricambio
torniamo un momento indietro
se non lo trovo adesso faremo un altro passaggio
che permetterà di
vedete qui veramente
il passaggio tra destra e sinistra non è semplicissimo
visibilmente da qui
così non ci riusciamo
allora rimettiamo di nuovo
il column verso sinistra
io faccio passare tutto il resto
nel momento
dell'estrazione avremo delle sorprese
spingilo di là Elisa
bene
Bene, bene, bene, ancora, e qua ci ricade addosso, bene, bisogna fare i complimenti all'endoscopista, perché no?
Allora, proviamo a sistemarci un po' meglio adesso, andiamo con questa pinza qua, prendiamo un po' più in basso e lo solleviamo bene,
tieni così, lì vedete l'ipogastrico di sinistra che va in tensione, tieni così, ultracisio, proviamo ad andare più vicino adesso,
adesso vediamo se raddrizza un po' l'immagine Fabio, adesso prova a venire tu qua, hai l'arteria
qui, prendila, sì, l'arteria è un repere solido, così, sì sì, e la teniamo su e adesso
io provo a passare qui sotto, andiamo, vai, avvicinati al piano del nervo, che è un piano
più vicino, che possiamo seguire con una certa serenità, ruota l'immagine perché
che non vedo bene, no no, ecco sì, entrambe le cose, allora questo lo possiamo seguire,
quindi qua cerchiamo di andare giù da questa parte, vai più vicino, a un certo punto qua
ci separeremo, lì c'è un kinking dell'Iliaca anche, esatto, ok, qua il nervo siamo abbastanza
a posto, dobbiamo passare più sopra, adesso vieni indietro, riprendiamo il passaggio dell'uretere,
ruotami la telecamera un po'.
Pronto De Manzini, mi senti? Sono Roberto Russo, scusa se ti disturbo, ciao, complimenti per l'intervento perché il paziente è particolarmente difficoltoso.
Una domanda perché non riusciamo a vedere bene prima, c'era sembrato di intravedere il ramo ipogastrico, allora era corretto.
E' questo qua, questo è l'ipogastrico di sinistra e stavo cercando di scolpirlo via dal retto.
Adesso ho incrociato l'ipogastrica però.
Tu intendevo l'arteria infatti perché a questo punto l'uretere dovrebbe essere ancora più in alto, giusto?
L'uretere è ancora più in alto, infatti ero... scusa un momento, resta qua Fabio.
Raddrizza l'immagine, ruota.
Allora, il promontorio è questo.
Nervo ipogastrico di sinistra, arteria iliaca a sinistra, arteria ipogastrica di sinistra.
E ho staccato il nervo dalla faccia posteriore, vai più in alto, del retto sigma, che vedete qua.
Adesso ci resta da staccare l'ultimo pezzo di uretere che incrociava qui, torniamo indietro,
che è questo, che fa un giro del genere, ripeto, un giro del genere,
e adesso devo cercare di staccarlo perché altrimenti mi viene via quel pezzo operatorio.
Stai più indietro, solo che la difficoltà è che questo paziente è tutto lasso e flaccido
e che tiri qualcosa e ti viene via tutto.
E adesso ci proviamo.
Ok, andiamo a provare a andare a vedere.
Ok, ecco lì lo vedete bene l'uretere penso, però non riuscivo ancora a recuperarlo dall'altra parte.
forse qui ci faremo piano piano al limite non è molto bello da dire ma il limite gli resterà un
po di un pochino di grasso del meso sigma sull'uretere ma è meglio questo del dell'inverso
però veramente difficile da staccare però qualcosa di buono pare che stiamo facendo adesso quello che
possiamo ancora fare proseguire questa strada fino a dove riusciamo e dopo di che lasciare
una pinza qui come re per spostare il campo operatorio e andare a ritrovarsela dall'altra
però credo che qua stiamo, qua l'uretere ha scavalcato, bene, lì lo vedete abbastanza bene l'uretere, non proprio benissimo, ma abbastanza, adesso proviamo di arrivare dall'altra parte, sarebbe la cosa migliore, allora facciamo così, lasciamo questa pinza così, venite indietro con l'ottica, Elisa spostiamo il colon di qua, tieni, mi dà una pinza,
complimenti perché è veramente ostico
questo paziente
però vedete che con questo trucchetto
di aver lasciato la pinza
sull'estremità della dissezione
e aver scavalcato il tutto
adesso so che qua posso
sezionare
non so se il giochino è
apparso agli occhi di tutti
ma adesso bisogna anche riuscire
si si molto bene è apparso
adesso però devo riuscire a passare
vediamo forse così
forse
allora qua credo che in sil
sarebbe stato un po' difficile
vai avanti di qua
ok lì c'è tutto lo scollamento
dobbiamo fare prima questa parte qua
perché se apriamo questo
a sto punto i giochi sono fatti
ecco l'uretere lo vedete lì sotto
lì dove scavalca
ok quindi adesso posso
finalmente tagliare
qua con tranquillità
uffa
stai un po' più lontano Fabio
adesso posso sfilare la pinza da sotto
e rimetterla da qua davanti
ok
raggiungiamo la garza e così abbiamo finito
queste ultime cose
che ci tenevano
la parte lombare dell'intervento
ancora un po' fissa
questi qua dovrebbero essere i vasi genitali
ma la storia di questo paziente
è che il dottor
Fabio Porcelli che mi sta aiutando
dice è un bel caso per il corso
perché ha due lesioni contemporanee eccetera e così via ok andiamo in qua è vero un bel caso
per il colo allora andiamo a rivederci bene l'uretero un'ultima volta e questo eccolo lo
vedete bene qui sì ok ok e su questo siamo tranquilli andiamo a finire di liberare qui
qui, adesso è tutto più semplice, guardiamo a che punto eravamo arrivati dall'altra
parte, vai pure avanti Fabio, sempre dritto, e qua ci siamo, bene non ci resta che liberare
il moncone rettale, prepariamo a farci il lavaggio del retto, facciamo in intraoperatorio
un piccolo lavaggio del retto che ha due scopi, quello di passare del betadine per la cosa
forse più teorica che altro delle cellule esfoliate e un'altra più prosaica è quella
di essere sicuri di non aver fatto dei buchi misconosciuti nell'intestino, cosa che evidentemente
ci è successa, altrimenti non avremmo questa preoccupazione. Sembra un altro paziente qui
addirittura, cerchiamo di liberare tutta la parte meso, mi dare l'aspiratore un momento
che puliamo, scusa, ne manca solo questa parte qua, ultracisio, cosa volevi fare Lisa? Bene,
una volta che abbiamo terminato questa fase potremmo, potete mettere la sonda sotto, c'entra
un po' di più per piacere, abbiamo ancora questo po' di grassetto posteriore da sezionare
per non prenderlo nella suturatrice, ritorniamo dall'altra parte, attento a non sporcarti,
ok vai pure giù
qua mi pare pulito
adesso cerchiamo di
cerchiamo ancora di afferrarlo
qui sotto
ok andiamo a vedere
ma il paziente adesso è in
adesso è in
30 gradi
ma
in genere noi ci fermiamo
quando il tenue comincia a starsene
da solo in alto
ok possiamo andare col lavaggio
vieni pure indietro
prima siringa fatta
mi da l'utracismo ancora che devo aprire un po' il meso davanti
il peritoneo davanti, vai pure in avanti
si
non è appeso per i piedi
ok bene, vedete che si è gonfiato
il retto perché l'abbiamo lavato
può svuotare
non c'è liquido che appare
quindi non dovrei averlo bucato
e direi che abbiamo
forse ancora un pelino
di qualcosa da portare via qui dietro
esatto
poi mi darà ancora l'aspiratore
adesso si vede bene, si vede bene cosa manca ancora, mi da l'aspiratore, c'è un vasetto qua dietro, ma vabbè, questo vuol dire che va scolarizzato bene, non è bello da vedere, ma mi da l'aspiratore, teniamo pulito, ok, giro un po' il colon, credo che possiamo andare con la suturatrice adesso, sarà da divertirsi a tirar fuori tutto questo colon, ok, allora, questa entra da qui, bene, allora, andiamo qui,
ce l'angoliamo cerchiamo di far entrare tutto in un morso solo forse ci
strutturatrice motorizzata ho paura che mi servirà comunque una ricarica non
non riuscivo a angolarmi meglio, andiamo a vedere da vicino, vediamo un attimo se mi
da l'ultracisio, tra quello che viene sotturato, scusi, respiratore, andiamo a verificare subito
perché tra quello che viene sotturato e quello che viene sezionato c'è una differenza, quindi
vediamo se forse, sì sì no, credo che qua non c'è bisogno di, basta l'ultracisio, non
non c'è bisogno di un'altra ricarica direi, proprio no. Ok, tracisium, passiamola qua
sopra e andiamo qua. Bene, ci prepariamo a estrarre tutto, aspirazione e lavaggio, puliamo
bene la pelvi, dopodiché estrarremo il pezzo operatorio e garza dalla mini laparotomia,
laviamo un attimo, metteremo la telecamera esterna, vieni pure un po' indietro, riverifichiamo
ancora una volta, ipogastrico di destra, il sinistro era qui sotto da qualche parte, ma
adesso che non va più in tensione, andiamo a rivedere l'uretere ancora una volta, eccolo
qua, l'ipogastrico di sinistra è questa, l'ipogastrico di destra è qui sotto e l'uretere
di sinistra è questo, bene, allora un'altra pinza, andiamo a prendere il moncone colico,
andiamo a prendere il moncone, scusate la garza che continua a rimanere pulita e va bene così, passiamo in open, andiamo a fare la mini laparotomia, telecamera esterna, per piacere luce, scialitica, via i gas, apriamo tutte le valvole per non sfiatare il paziente attraverso la laparotomia,
aprirete quel cerchietto piccolo
mi li fate vedere prima di aprirli per cortesia
ma credo sia meglio questo
vista la corpulenza del paziente
ok
qui allarghiamo
l'incisione ipogastrica in mini funnestil
onestamente
vista la massa
del colon
non ho fatto un taglietto
piccolissimo
6 cm circa
il solito è un po' più piccolo
Certo. Senti una cosa, tu consideri l'idea di esplorare
l'anastomosi con un endoscopio alla fine dell'intervento?
ottima domanda
e vedo dove vuoi arrivare
allora la risposta è no perché
noi facciamo un test
idropneumatico
subito a fine intervento
per vedere se l'anastomosi è attenuta
e l'idea è che se l'anastomosi
non fosse attenuta
in un caso come questo
di anastomosi intraperitoneale
se la
l'insufficienza anastomatica
è piccola ci aggiungiamo dei punti, se è grande rifacciamo l'anastomosi, invece in
un'anastomosi extraperitoneale se l'insufficienza è piccola andiamo per via endoscopica, mettiamo
un CAD da emorroidi e aggiungiamo dei punti da sotto, il discorso dell'endoscopia varrebbe
di più per l'emorragia e onestamente di emorragia ne abbiamo avute talmente poche, tra l'altro
con il lavaggio intraoperatorio potresti vederle subito. Mi dai il cerchietto prima per cortesia?
Aspetta, scusate, bisogna tirare un po' di più, ok, bene, e vediamo, adesso mettiamo
protezione di parete dovrebbe entrare bene ok questa non è male e costa poco quindi ho messo
apposta un po più grande del solito perché il pezzo operatorio che aiuta che dovremmo tirar
via è più grande del solito apposta così bene si vede mi dà da pulire un momentino che siamo
un po sporchini qua va bene ok se riuscite a puntare la telecamera così sarebbe ma va
bene comunque può va abbastanza bene così pinza d'anelli estraiamo la garza ok si vede
no se adesso vediamo che popò di roba teniamo che potete togliere i divaricatori ok qua abbiamo il
il moncone dell'arteria, abbiamo pinza, abbiamo i due tatuaggi del polipo a displasia grave
che è più basso, che è quindi qua, che sento anche, e adesso cerchiamo di tirare fuori
il tumore più grosso, abbiamo fatto bene a mettere questo cerchio più grande perché
che passerà a stento, eccolo che arriva, eccolo, bene, ci siamo, vediamo di raddrizzare
il tutto, questo è, ok, mettiamo un telino per terra per cortesia, se no c'è già, va
bene, ok, fatto, allora proviamo a farvi vedere, uno il polipo dove ho il mio pollice
c'è qui, la lesione più distale, la lesione più prossimale è questa con l'ombelicatura
qui, che si vede qua e quindi qua sopra ci possiamo fermare, del resto qui c'è, lì
dove c'è l'ombelicatura c'è anche il tatuaggio, quindi lo vediamo bene e quindi noi ci possiamo
fermare qui, qui c'è il moncone della vena sulla pinza d'anelli e il moncone dell'arteria
qui quindi abbiamo tutta la nostra resezione lascia pure lasciare accadere tutta la nostra
resezione oncologica solo che qui abbiamo ancora un pezzo di intestino che fa un loop eccolo qua
ok allora adesso se riusciamo a avere una visione migliore vi mostro il perché di tutto questo patà
track di discusa e di sezione proviamo a dare campo accendete le luci di sala e adesso ci
spieghiamo un po meglio una manina qua adesso abbiamo capito mi dà una garza grande accendete
l'altra cialitica adesso tutto si spiega pinza mi vedete bene si era il terzo verso accollato
No, no, no, vedrai molto peggio. Proviamo a seguire con la telecamera la mia pinza. Margine di sezione distale, primo polipo, saliamo, saliamo ancora, qui c'è il cancro, poi saliamo ancora, il sigma fa così, viene giù di qua, ecco, il sigma va su di qua, viene giù di qua e torna qui.
e qui c'è il discendente guardiamo qua un attimo quella c'era una cosa che a meno non mi piaceva
che c'era qua il meso sigma questo livello era tutto sclerotico e duro meglio meglio la
telecamera qui cosa aveva questo signore ha un quadro di predisposizione splendida al volvolo
del sigma guardatelo un po più lontano con la telecamera un po più lontano un po più lontano
ancora un po' più lontano, guardatelo, tutto il Sigma in mano ha collato su se stesso su un meso ridicolo, questo faceva così e così e questo aveva dato tutte le aderenze qua sotto, quella zona che io non riuscivo a dissecare bene e di fatto poi il discendente è una banalità in sé.
e adesso qua lo vedete ancora meglio
tutto il
meso retratto di quello che sarebbe
stato un potenziale volvolo
del sigma
ce l'abbiamo fatta
adesso ho capito perché era così difficile
così sì
spero di avervelo potuto dimostrare
forse così lo si vede ancora meglio
quindi questa è l'arteria
ma poi qua su c'è tutto questo
giro di sigma che faceva che ci rendeva
le cose difficili
tienilo pure Fabio
adesso è fatta
ultracisio
lascia pure qua
sezioniamo qui
prepariamo due ellis per cortesia
un pochino
però non mi fido della vascolarizzazione
a questo punto
credo che spieghi
a posteriori tutte le difficoltà
che abbiamo avuto
e naturalmente queste sono le cose che con l'endoscopia
non riuscite a
perché paradossalmente il collega che ha fatto l'endoscopia
non ha descritto nessuna difficoltà
è arrivato fino al cieco abbiamo avuto solo un problema di pulizia del colo ma niente di più
bene bisturi elettrico calibro 29 si perfetta ok pronta con le ellis sì sì lo so che se metteremo
un tamponcino per pulire questo è preparato solo con la dieta bene pezzo operatorio lo diamo giù
no grazie forse è meglio sì se lo possiamo aprire il pezzo operatorio è meglio ok bene ancora un
tamponcino che gli lascio a lei da che se non faccio danni ok allora facciamo così elisa
tiene così e fabio passi sotto e cominci a fare un po di rivoluzione lentamente bene abbiamo una
pulito sommaria lo pensavo fosse mamma mia mucoso attenzione venga con una garza per cortesia
raffreddore ancora un tamponcino e ci siamo comodo bene ok prolene per pure e quando hai
due o tre dita dentro poi puoi andare noi terminiamo rapidamente la borsa richiudiamo
intanto uno di noi si sta già preparando per l'anastomosi e la borsa è sempre manuale nessuna
borsa la facciamo manuale senza tanti fronzoli ma pronto pronto i contatti inter fine volta bene
Bene, siamo di nuovo, no?
Sì, ora sì.
Sì, sì, la borsa è sempre manuale.
Vedrete che la raddoppiamo semplicemente a un certo punto.
Non tirar tanto, vedi?
Ok, mi dà la destina.
La vedete bene, no?
Sì, devo dire che questa telecamera esterna ha una definizione veramente, almeno di qua, impressionante.
Poi ve la facciamo vedere con un'immagine.
lei riesce a orientare la telecamera
ambiente per far vedere l'installazione
adesso io sto solo annodando fili
vediamo se riusciamo a mostrarvi
come siamo messi
taglia pure
allora qua basterebbe così ma in realtà
il bisturi elettrico
ripuliamo bene dal grasso e poi
ci metto su un'altra legatura
semplice che posso
tirare con maggior
decisione di quanto non tiri sulla
borsa di tabacco
le ricette della scuola
ma a livello del colletto
dove incomincia l'icudine
si si si
perché qua
non voglio che ci sia del grasso in mezzo
voglio essere sicuro
che non ci siano di verticoli
nella linea di sezione
e poi magari non ho osato
tirare tanto su
si si ecco abbiamo messo
una legatura sopra e basta
sta ok questo può andare dentro via non so se riuscite a fare inquadrare la mentre noi chiudiamo
ok mentre noi chiudiamo vi mostriamo un po dove qual è la nostra telecamera esterna che su un
braccio si potete spostare quello che volete e abbiamo di fatto qual è ogni sala ognuna delle
le nostre sale a una sì allora poi inquadriamo bene c'è l'altro anche eccolo la si è perfetta
allora poi lo poi lo inquadriamo dopo vi dicevo che ognuna delle sale a questa se questa telecamera
che vedete qui che per esempio anche comoda se fate un tempo perineale in cui in genere
la strumentista non riesce a vedere nulla
puntando la telecamera
è comodo anche
certo per chi assiste comunque
adesso con questa telecamerina
possiamo passare
facciamo vedere il pezzo operatorio
nel frattempo io chiudo
la mini laparotomia
e poi andremo via con l'anastomosi
no no niente forbici
guarda qua per il torneo come viene su
ecco qua chiudiamo
semplicemente
forbici un attimo
non credo bene sì sì è giusto adesso chiudiamo semplicemente peritoneo e fascia poi mettiamo
una garza imbevuta di betadine nella mini laparotomia facciamo l'anastomosi e decideremo
se mettere un drenaggio ecco vedete il pezzo operatore se qualcuno con una pinza indica
il tumore non occorre indicarlo ma più in giù c'è il polipo con displasia grave che è piccolo
ma che c'è nel pezzo operatorio e che comunque sarebbe stato secondo me anche difficile lasciare
mezzo sigma distale sia dal punto di vista vascolare sia dal punto di vista di come era
messo anatomicamente sarebbe stato credo un errore lasciarlo mi darà un altro filo solo per la fascia
per piacere ok tra un attimo tra un attimo ritorniamo dentro mettiamo a scala camera
Un minuto e ritorniamo dentro, un attimo soltanto e siamo da voi, ok, chiusura della fascia, ok, andiamo qua su, via, pronti con i gas, quindi andremo di nuovo con la telecamera interna per cortesia, forbici.
Nicola scusa, quanti anni ha il paziente?
Una cinquantina, scusate 66, a occhio mi sembrava di meno, però deve aver avuto a mio avviso quel rispessimento della radice del mesosigma, degli episodi di mezza torsione di volvolo.
lo deve aver avuti, secondo me se io sapessi da prima che un paziente ha un quadro di volvelo
del sigma che si è risolto, onestamente lo opererei in open con una piccola incisione
a sinistra, non oncologica e toglierei via quello che c'è in eccesso, senza abbassarne
su una flessura, possiamo aprire i gas, qui ce lo siamo trovati a nostra insaputa tra
tra i piedi, andiamo con i gas, scovolino, bene, adesso le insuffliamo e dovremo poter
fare l'anastomosi, potete fissare il pezzo, bene, stiamo gonfiando, possiamo di nuovo
ricambiare le luci in sala, due pinze, in sala operatoria con la peroscopia usiamo una
luce di fondo blu che aumenta il contrasto di quello che vediamo sullo schermo, quindi
vediamo anche forse un po' meglio di voi, bene, mi dà l'aspiratore, aspetta Fabio,
fammi vedere giù che pulisco bene
sei già arrivato
ok
noi siamo già abbastanza invidiosi perché vediamo
delle immagini splendide che arrivano da Trieste
mi fa piacere
ma veramente una qualità altissima
mi fa piacere perché vuol dire
qualità anche
poi facilità di chi
lavora, facilità di chi impara
eccetera, mi da un'altra pinza
prima di andare a occuparci del tempo
pelvico andiamo solo a vedere
vedere che il colon scenda bene e che non sia torto, Elisa lo segui a ritroso, bravissima,
ok, e qua tutto sommato viene giù abbastanza bene, ok, andiamo avanti, scendiamo nella
pelvi, scendiamo nella pelvi, perfetto, tiro il tenue, non ce n'è, vai avanti Elisa, Fabio
alza molto il manico, ancora alza molto il manico, ancora, vieni un po' avanti, la punta
verso di me, sì, così, e adesso viene un pochino avanti ancora, ok, e qui puoi abbassare
il manico e svitare, ci siamo, perfetto, qua viene senza nessuna tensione, quindi va bene,
svita pure, sta arrivando, eccole, perfetto, bene, vai, ottimo, bucato, la punta un po'
verso la sinistra del paziente, aspetta che esca il rosso però, ok, un po' più alta
metto la punta così riesco a... mi è scappato, bene, vieni un po' indietro Elisa, ok, sentiamo
il clac, tac, fatto a vita pure, ci siamo, bene, guarda indietro Edy, ok, questo è bello
soffice, direi che problemi non ce ne sono, anche se non l'abbiamo proprio staccato tutto
onestamente mi pare abbastanza soffice, spara pure, acqua per me e aria per Fabio, adesso
Adesso test idropneumatico, poi andiamo, sì, vai, adesso abbiamo ancora tre cose da fare, vai, via due mezzi giri perché questa strutturatrice basta poco, gira tutto lo strumento, andiamo via, verifichiamo le rondelle, svita un po' di più, ok, fatto.
Esatto, verificate le rondelle, noi facciamo un test idropneumatico, vedete è proprio bella soffice, sì, quella inferiore comunque, anche se non è un cancro del retto, ma sistematicamente, vai, bene, non c'è perdita di aria, facciamo ancora una, sì, a posto, bene.
Bene, allora test idropneumatico a posto, chiudiamo, togliamo via l'acqua in eccesso, restano ancora due cosine da fare, andiamo a vedere che non ci sia andato del tenue sotto il colon abbassato, un'altra pinza, Elisa vieni qua, ci verticalizziamo, questo ci è successo più volte di vedere a fine intervento che un'ansa del tenue entra qui dentro.
Allora, primo bisogna cercarla, secondo, mi dà l'aspiratore un momento, quello che noi facciamo sistematicamente è di prendere il peritoneo che abbiamo aperto qua e di attaccarlo al colon abbassato con due clip in maniera da evitare che si possa formare un'ernia interna qui dentro.
Ne abbiamo visto, vedete, in un certo senso che non si vedano più le clip che sono sulla orta.
A noi è successo un paio di volte che in corso di intervento vedete l'intestino che è passato dall'altra parte.
Ci è capitato di vedere una paziente operata benissimo in un'altra città senza recidive dopo anni,
che aveva tutto il tenue che era passato al di là del colon sinistro nel tempo
tempo e allora cerchiamo di fare questo, se con le clip non ci riesco metterò un punto
ma qua direi che ce la facciamo. Un nostro amico in una città qua vicino con cui condividiamo
molto spesso queste esperienze ha dovuto rioperare un paziente per un'ernia interna, per cui
con questa piccola manovrina, vai a vedere di qua, cerchiamo che non ci siano delle ansie
del tenue qui oltre. Ultima cosa, drenaggio o non drenaggio? Allora di solito in una
una stomosi intraperitoneale non dreniamo, però qua abbiamo avuto un sacco di difficoltà,
un piano retroperitoneale sbagliato, eccetera, eccetera, il paziente non proprio fit, come
dicono gli oncologi, io come vedete a sinistra un drenaggio non mi fa molta paura di metterlo.
Andiamo indietro, adesso rimettiamo il paziente diritto e prima di rimetterlo diritto però
però controlliamo che il tenue non cada davanti al drenaggio, altrimenti il drenaggio è completamente inutile.
Bene, mettiamo il paziente a piatto, ci è successo una volta di aver trascurato questo dettaglio,
cioè di tenere il drenaggio molto basso in maniera che il tenue gli passi sopra
e ci è capitato di avere una piccola raccolta pelvica col drenaggio che era stato spiazzato completamente dal tenue.
e qua invece va bene così
ok
e qui noi avremmo finito
vi ringrazio della pazienza perché è stato lungo
credo che il messaggio da portare a casa
era che se il piano iniziale
è difficile da trovare
attenzione estrema
a tutto perché
poi avete visto l'ureterra arrivava
alla velocità della luce
la seconda cosa
siamo noi che ringraziamo te per la qualità
dell'intervento, per la qualità
delle immagini veramente
Tanti complimenti
Bene, grazie a tutti voi
Grazie a nome di tutta la nostra squadra
Che è qui presente
Ciao, complimenti, grazie mille
Arrivederci, grazie a tutti
AI 对话
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