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26° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidenti A. BRESCIA (Roma) F. PRETE (Bari) Moderatori G. CONZO (Napoli) P. MASCAGNI (Roma) D. MASCAGNI (Roma) M. F. PANZERA (Milano) Elementi che concorrono a ridurre la percentuale di conversione negli interventi di colecistectomia laparoscopica: nostra esperienza retrospettiva C. Benassuti, I. Dal Dosso, H. Alireza, E. Amedeo
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Buongiorno a tutti, ringrazio Presidenti e Moderatori per avermi dato la parola.
Lavoro nell'ospedale di San Bonifacio in provincia di Verona e vi presento un lavoro sulla nostra esperienza,
su quelli che sono fattori importanti a nostro avviso per ridurre la conversione negli interventi di colecistectomia laparoscopica.
Noi abbiamo un'esperienza in 5 anni e mezzo di 1.451 interventi di colecistectomia,
1.379 dei quali sono stati fatti in laparoscopia con un tasso di conversione del 2,3%, conversione
che invece si è portata al 6,8% per il riscontro intraoperatorio in elezione e non solo in
urgenza di una forma di colecistite. Le scelte strategiche che riteniamo importanti per raggiungere
questi obiettivi sono innanzitutto ogni chirurgo deve essere in grado di eseguire un intervento
di colecistectomia laparoscopica, questo in elezione ma anche in urgenza, con la possibilità
del resto di coinvolgere un chirurgo più esperto in caso di difficoltà. Del resto
anche le esigenze di un'equip operatoria capace di eseguire una laparoscopia in qualsiasi
ora della giornata, di giorno e di notte. Secondo noi le conoscenze e le capacità che
deve avere un chirurgo per raggiungere questi obiettivi sono innanzitutto quello di poter
di sapere eseguire un'adesiolisi di aderenze come vediamo qua tra una colecisti non infiammata e lo stomaco
ma anche in casi, quindi un'adesiolisi tutto sommato semplice, ma anche un'adesiolisi in quadri di colecistite
questo è il caso di una colecistite con il colon adeso dove ovviamente lo scollamento è stato fatto con una forbice a freddo
per evitare lesioni sulla viscera.
Importante è anche riconoscere le variabili anatomiche
perché se noi prima di iniziare l'intervento abbiamo un corretto bilancio anatomico
possiamo riconoscere quelle varianti anatomiche che ovviamente possiamo trovare.
In questo caso abbiamo un'arteria epatica di destra
che decorre in tutta prossimità dell'ilo della colecisti e che quindi va risparmiata.
La possibilità poi si diceva di poter eseguire anche una colangiografia intraoperatoria, vedete qui l'esame che facciamo, la capacità anche di eseguire una bonifica della via biliare principale.
Questo è un paziente che era stato precedentemente sottoposto a RCP e posizionamento di sondino nasobiliare per la presenza di un grosso calcolo nella via biliare principale che ovviamente per via endoscopica non era riuscita.
quindi abbiamo durante l'intervento in laparoscopia aperto la via biliare, vediamo qua il sondino precedentemente posizionato e sempre per via laparoscopica senza dover convertire abbiamo chiuso, abbiamo ripristinato la normale integrità della via biliare e abbiamo portato a termine l'intervento in laparoscopia.
La capacità anche di controllare uno spandimento biliare, qui vediamo siamo al termine dello scollamento di una colecissi dal letto e a un certo punto ci accorgiamo che c'è uno spandimento di bile e anche qui non abbiamo aperto, non abbiamo convertito e abbiamo posizionato un punto con completa risoluzione della perdita biliare.
Ma è importante per noi riconoscere anche e gestire un eventuale danno sulla via biliare, qua vediamo in corso di colecistectomia con un quadro di idrope della colecisti, abbiamo svuotato la colecisti, siamo andati a fare la legatura del dotocistico e durante poi lo scollamento della colecisti dal letto epatico ci siamo accorti di questa perdita biliare.
A questo punto è stata eseguita subito nel dubbio di aver provocato una lesione sulla via biliare principale una colangiografia
che ci ha invece evidenziato un'integrità della via biliare principale e dell'intrepatica
e trattarsi invece di un adotto di terzo ordine del quinto segmento.
Quindi escluse lesioni significative siamo andate a sotturare con un filo in prolene il dotto responsabile di questa perdita biliare e anche qui l'intervento è stato completato senza la necessità di convertire alla laparotomia.
vediamo qua il lavaggio che risulta pulito e quindi l'intervento è stato completato così
ma anche la capacità di controllare un sanguinamento
qui nel corso di una colecistite acuta durante l'intervento si è avuto subito una perdita ematica significativa
perché era una lesione sull'arteria epatica di destra
in questo caso abbiamo controllato il sanguinamento
Qui è venuto un collega sicuramente più esperto in sala che una volta che ha controllato appunto quel posizionamento di un bulldog laparoscopico, una volta controllata l'emorragia, con calma ha posizionato dei punti di sottura e anche qui l'intervento è stato completato in laparoscopia
e alla fine vediamo un'arteria pulsante senza spandimenti e quindi la risoluzione del problema.
Quindi sicuramente è importante per noi cercare di ridurre il numero di conversioni di un intervento di colecistetomia laparoscopica
tenendo conto che questo non deve mai comunque compromettere la sicurezza del paziente
E per fare questo è importante che il chirurgo abbia delle capacità tecniche ma anche l'equipo operatoria con la quale lavora perché in fondo il chirurgo non lavora mai da solo, lavora in un'equip e deve avere alla base anche una sala operatoria efficiente a sua disposizione.
Grazie.
ringraziamo la dottoressa Benassuti
se ci sono, penso che domande
ce ne dovrebbero essere
sì grazie
volevo sapere una curiosità
sono Mattacchione Stefano
dal San Giovanni
lavoro del dottor Pernazza
volevo sapere il vostro approccio
diciamo alla colecistectomia di routine
nel riconoscimento
delle strutture eccetera
è secondo la critical view of safety
oppure un approccio infundibolare
In un roccio classico riconosciamo il triangolo di calò e cerchiamo di identificare le strutture dell'ilo della colecista e appunto una volta riconosciute le andiamo a clippare e sezionare.
Di solito usiamo clipper assorbibili che un pochino ci obbligano a una migliore preparazione delle strutture che poi di solito riusciamo a...
Quanti scusi? Usiamo due trocar da 12, uno in periumbilicale e uno operativo in fianco destro e poi usiamo altri, sinistro e altri, un trocar da 5 per sollevare il fegato e un altro trocar da 5 sul fianco destro.
Grazie.
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