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31° CAD anno 2020 Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Università Cattolica del Sacro Cuore
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Buongiorno, io sono il dottor Gallotta, lavoro al Policlinico Gemelli nell'equip del professor Scambia nell'unità di ginecologia oncologica, oggi opereremo una paziente di 37 anni con un tumore dell'endometrio.
È una storia un po' particolare perché in realtà la donna ha una forte familiarità per i tumori colici e verosimilmente come da protocollo interno lei è stata avviata all'ambulatorio di oncogenetica e siamo in attesa ovviamente dei risultati della sindrome di Lynch.
Perché ovviamente nelle donne giovani che hanno una forte familiarità per i tumori gastrocolici è importante avere un test genetico che ci escluda l'eventualità che sia in presenza di una sindrome di Lynch.
Perché in presenza della sindrome di Lynch nelle donne sotto i 40 anni c'è la possibilità di sviluppare un tumore dell'endometrio che ha un'incidenza che varia dal 20 al 30%, quindi numeri molto importanti.
E questo nasce ovviamente dalla consapevolezza che ormai il tumore dell'endometrio ha dei profili molecolari, dei profili genetici ben caratterizzabili.
Quindi nelle donne giovani è molto importante impostare questo tipo di discorso.
Noi oggi faremo un'isterectomia radicale con l'asportazione dell'infonodo sentinella e l'anesectomia bilaterale.
Questo intervento viene fatto per via laparoscopica, che oggi è lo standard in tutte le scuole, perché ovviamente riduce di molto la morbidità.
L'isteroannesectomia può essere un intervento curativo e definitivo nel momento in cui i fattori prognostici che vengono analizzati con l'esame istologico definitivo
non identificano appunto dei fattori di rischio, che solitamente sono la dimensione del tumore, l'infiltrazione del miometro superiore al 50%
e ovviamente l'infiltrazione degli spazi
linfovascolari. Per quanto
riguarda invece il concetto di infondo sentinella
questo è qualcosa che nei tumori ginecologici
ovvero noi abbiamo
ereditato dal tumore della mammela
che di fatto anche questo è un tumore
ginecologico appunto perché è un tumore della donna
e
per il tumore dell'endomero il concetto
dell'infondo sentinella ha rivoluzionato
quello che è l'atteggiamento chirurgico
perché dagli studi
dai prospetti randomizzati di cui
anche l'Italia è stato diciamo
protagonista, uno studio pubblicato
nel 2008 a cui abbiamo partecipato
anche noi, di fatto si è visto che
la linfodentomia sistematica
nei tumori early stage dell'endometrio
non migliora la prognosi
a fronte però di un grandissimo
diciamo di una importante morbidità
se pensiamo soprattutto alle donne
che più facilmente sviluppano il tumore
dell'endometrio, ovvero donne
tendenzialmente in una fascia di età che va dai 50
ai 70 anni e
pazienti con delle caratteristiche
e di morbidità ben particolare, ovvero donne obese, donne diabetiche.
Il sintomo più importante, legato alla complicanza più importante
correlata con la linfanectomia, è appunto il linfedema
e la formazione dei linfoceli.
Quindi il linfo nodo sentinella ha due target, due outcome molto importanti.
Uno, quello di ridurre la morbidità, ma ancora di più quello di caratterizzare
al meglio uno dei fattori prognostici più importanti,
ovvero l'incidenza delle metastasi linfonodali, ovvero la possibilità di analizzare soltanto il linfonodo sentinella ci consente di effettuare un'analisi molto più accurata e istologica.
Negli ultimi anni noi utilizziamo e lo faremo anche oggi un'analisi molecolare del tessuto linfonodale perché ovviamente la possibilità di effettuare un ultra staging ci consente di caratterizzare anche il tipo di metastasi linfonodale,
Ovvero non soltanto la semplice descrizione, presenza di metastasi o meno, ma la presenza di macrometastasi, micrometastasi, ITC, solete tumor cell, e invece con le metodiche molecolari addirittura si ha una quantificazione, non soltanto la definizione se il linfonodo è metastatico o meno, ma anche quant'è l'attività mitotica e quindi l'attività aggressiva, il comportamento aggressivo della metastasi.
Questo ovviamente ha aperto nuovi scenari perché ovviamente la sfida, il challenging dei prossimi anni sarà quello di capire come ci dobbiamo comportare in presenza proprio di queste pazienti con caratteristiche estologiche ben particolari e mi riferisco alle donne con presenza di micrometastasi linfonodale piuttosto che di isoli di tumor cell.
Perché ovviamente le altre armi che noi abbiamo nel post-operatorio, una volta che abbiamo quantificato il rischio, è appunto quello di offrire la possibilità di un trattamento adiuvante che può essere o la radioterapia o la brachiterapia, la radioterapia fascisterne o la brachiterapia.
per gli early stage veri sicuramente ovvero quelli con un profilo basso di aggressività
il trattamento finisce così e l'infondo sentinella è assolutamente un trattamento sicuro
adesso sono in corso dei trial randomizzati prospettici
che valutano nei pazienti con rischio intermedio e rischio alto di tumore dell'endometrio early stage
stage se il concetto dell'infondo sentinella può essere diciamo prognosticamente valido
sull'outcome oncologico. Finisco la presentazione, volevo provare a sentire anche il professor
Scambia che al momento non è presente, ci sentiamo dopo e passo la parola allora alle
e oggi sono nel ruolo di fuorisala.
Tra le cose più importanti nella preparazione di un intervento chirurgico-ginecologico
vorrei porre l'attenzione sulla posizione della paziente sul lettino operatorio.
Vi è infatti la necessità, nel momento in cui si allestisce la posizione della paziente,
di garantirne la sicurezza e il comfort per prevenire eventuali danni muscoloscheletrici,
neurologici oppure per evitare comunque la decupitazione di quelle aree che sono soggette
a compressione prolungata per lo scarico del peso durante l'intervento. Nella nostra chirurgia è
necessaria la posizione ginecologica, le gambe vengono sollevate e messe a sostegno su dei
cosciali, la necessità di avere il bacino affiorante, il lettino consente di garantire
la retropulsatilità dell'articolazione sacrococcigia che negli interventi di gineconcologia è fondamentale
qualora l'operatore avesse necessità di fare una manipolazione uterina con i dispositivi dall'accesso vaginale.
Per quanto riguarda le braccia, vengono fissate lungo il corpo della paziente per consentire la collocazione
ambe i due lati degli operatori. Non meno importante è il montaggio degli spallacci.
Noi lavoriamo con un trend, con un trend Ellenburg molto spinto che può arrivare anche a 30 gradi
di inclinazione. Il montaggio degli spallacci garantisce stabilità e fissità della paziente
sul lettino, fondamentale per il lavoro. Grazie per l'attenzione, vi passo la parola alla mia
mia collega strumentista. Buongiorno a tutti, io sono Alessia Bonino e sono l'ostetrica
strumentista dell'intervento. Oggi vi vorrei parlare un po' di quelle che sono le tecniche
di strumentazione in ginecologia oncologica che diciamo hanno subito un processo di innovazione
che è riflesso del processo di innovazione della chirurgia nell'ultimo decennio. Per
quanto riguarda le tecniche di strumentazione in ginecologia oncologica sono abbastanza
standardizzate anche se vengono adattate a quelle che sono sia le esigenze dell'operatore
che è la patologia di base per cui la paziente viene trattata, che è i dati anamnestici della paziente.
Lo strumentario viene diviso su quelli che sono tre servitori principali,
mentre l'esubero di materiale chirurgico viene posizionato sul tavolo madre come da scuola ostetrica.
I servitori saranno sia il servitore laparotomico, utilizzato in caso di conversione laparotomica,
che il servitore laparoscopico, che in ultimo un servitore vaginale.
Sul servitore laparoscopico metteremo sia i ferri per procedere all'open laparoscopy, sia i veri e propri ferri laparoscopici, quindi sia pinze da presa, a traumatiche e traumatiche, Johanne Grasper, che pinze per provvedere alla coagulazione, in questo caso oggi utilizzeremo una bipolare della B-Brown, uno strumento multifunzione, il Kaiman, sempre della B-Brown,
i cui punti di forza principalmente sono la possibilità di articolarsi e la punta Maryland, è uno strumento a radiofrequenza.
Oltre che le clip poliuso della Emoloc che verranno utilizzate per la chiusura di vasi linfatici e sanguigni
e un presidio monouso quale il sacchetto LendoBag che verrà utilizzato per l'estrazione dei pezzi chirurgici
evitando quello che è lo spillaggio intraoperatorio.
Sul tavolo invece vaginale, che è il tavolo proprio della chirurgia ginecologica, verranno posizionati quelli che sono gli strumenti atti a permettere l'infiltrazione del tracciante in docianina, sia quelli che sono gli strumenti per permettere la manipolazione uterina intraoperatoria e la colpotomia e la colporafia se si procede per via vaginale.
Grazie mille.
un amico, un collega
con cui collaboriamo tantissimo
se ci sente
pronto? ci abbassate tutto il letto
allora questo me lo devi abbassare tutto
questo lo devi staccare
lo devi abbassare
mi sentite?
si si ti sentiamo
io sono Gia Pezzolla e ti vediamo
ok
allora presento intanto la mia equip
le strumentiste già sono state presentate
l'anestesista che anche lui è un amico
un collega, il dottor Punzo
gli anestesisti
sempre amici e colleghi, mi raccomando
assolutamente
fondamentale, di fatti gli ha fatto
una dose maggiore per ritassarla
abbiamo il fuorisala, lo strumentista
fuorisala che anche lui è un amico
forbici, farabeuf, ci abbassi
tutto il letto giù da fuori, forse è ancora
un po' tesa, abbassiamo tutto il letto
noi facciamo un accesso
open, transo embellicale
penso un cocker
mi servirà, è tesissima
Franny tu me l'hai rilassata vero?
cocker, non ti serve questo? cocker
Giovanni li puoi fare un altro po' perché è proprio tesa tesa
cocker
altro ice, le forbici e il fore
penso perché lei è giovane e molto molto tesa
mi dovete dare l'altro tubo
per collegare questo
allora, telecamera
qual è il mio monitor? telecamera
mi mettete il letto tutto giù per fore Giovanni?
mettilo proprio al minimo
questa è accesa
l'altra la telecamera
adesso dovrete vedere all'interno della pancia
come noi, è tesissima però
proprio una pietra
cioè l'addome è teso
si noi vediamo come clip dall'esterno
dentro non vediamo ancora
ok stiamo per vedere dentro
avete acceso il gas?
mi date la telecamera allora
un po' affannato ma vediamo dentro
Sì, adesso puliamo subito, poi tra un attimo accenderemo il...
Abbassare ancora il letto, i denti ci danno dei trend generosi, non ce la fa di più.
La prima cosa ovviamente è l'esplorazione dell'addome, non ci sono segni di carcinosi.
Io scusami, non ho sentito il tuo nome.
Lama, vieni qua.
Io sono Anja Pezzolla, sono all'ospedale Politecnico di Bari,
vivo in un'unità di chirurgia videoparoscopica all'università.
piacere e ti capita di vedere i pazienti con con sindrome di lynch che invia i colleghi
abbiamo collaborato insieme ai ginecologi quindi vediamo
pensate la voce ragazzi abbiamo un attimo un problema con la telecamera
possiamo andare direttamente con l'indocianina ragazzi
facciamo solo con l'indocianina non c'è bisogno dell'altro
questo è quello dell'indocianina
Scusatemi la domanda
Questa è quella dell'indocianina?
Dove si switcha?
Dove si switcha ragazzi?
Con la telecamera
Tu ci vedi adesso?
No
Sì sì io vedo voi fuori
E nella telecamera in piccolo però
Perfetto
Vedo voi fuori però
Vabbè
Cerchiamo di risolvere
Allora sospendiamo un attimo i collegamenti
E ci proviamo a sistemare i collegamenti
E l'ottica
ok
perdonatemi
noi abbiamo due telecamere
voi vi siete collegati con tutte e due
no, non vi è stato detto che abbiamo due telecamere
ci mancherebbe
accendetemi del SIL
ok, 40
io sono Nania
con che sala siamo collegati?
ciao, Valerio Gallotta, ginecologia oncologica
Policlinico Gemelli di Roma
io sono Anania Chirurgo di Ferrara
ciao
abbiamo avuto un po' di problemi con
con i collegamenti
esatto
adesso però si vede
chiedo scusa
cosa state
che caso è, che intervento è
allora adesso
ripresentiamo tutto
la donna è una donna giovane
con un tumore dell'endometrio
una donna di 37 anni
che ha un tumore dell'endometrio
Lei ha una storia oncologica particolare, lei e la sua famiglia, perché purtroppo c'è una forte familiarità per i tumori gastrointestinali e di fatto noi abbiamo al Gemelli da qualche anno ormai un ambulatorio di oncogenetica che lavora molto, perché noi trattiamo tantissimi tumori dell'endomero e tumori dell'ovaio.
Ovviamente il tumore dell'ovaio nell'ultimi anni ha avuto una rivoluzione pazzesca con la correlazione al gene BRCA1 e 2, ma anche per i tumori gastrointestinali abbiamo visto che nelle donne giovani la sindrome di Lynch è correlata a un'incidenza maggiore di tumore dell'utero.
Quindi di fatto quando una donna ha una sindrome di Lynch sotto i 40 anni ha un rischio che arriva anche al 20-25% di casi di poter sviluppare un tumore dell'endometrio.
Di fatto la signora, a parte questa formazione miomatosa, ha un tumore dell'endometrio di circa 4-5 cm che ha un'infiltrazione superiore al 50%.
Noi oggi dobbiamo fare un'esterectomia, un'anestectomia e dovremmo asportare, un attimo la caposola prova a dirmi qualcosa, il professore, un attimo volevo anche introdurre il direttore scientifico del nostro policlinico, il nostro primario, il professor Scambia, siamo appena collegati.
Buongiorno
sono Anania da Ferrara
sono un chirurgo generale
Sì, sono Anania da Ferrara
sono un chirurgo generale
e mi hanno messo a
commentare
e sono onorato tra l'altro
di poter commentare un intervento
che vi precede
oggi vedrete
questo intervento di sterectomia
con mappatura del linfonodo sentinella
perché sapete
che oggi
in ginecologia noi utilizziamo
il linfonodo sentinella come routine
nel cancro dell'endometrio
sta diventando
una routine anche nel cancro
della cervice
e abbiamo messo a punto
anche la tecnica
per il tumore dell'ovaio in fase iniziale
ma questo è uno studio sperimentale
che è iniziato
Abbiamo adesso arruolato una sessantina di pazienti, dobbiamo farne un po' più di cento. Quindi è cambiato proprio l'approccio. Per noi oggi in ginecologia non è più la quantità dei linfonodi che conta, ma è la qualità di quello che andiamo ad esaminare.
e ovviamente questo ha due problematiche
la prima è che si fanno molto meno linfadenectomie
però quando si fanno sono quei casi in cui la linfadenectomia
ha un significato di rimozione balki della malattia
quindi sono le linfadenectomie più pesanti, più grosse
che coinvolgono generalmente sia la pelvica e il campo aortico
però da un punto di vista della qualità di vita delle pazienti
Qui vedete si è visualizzato molto bene il percorso dei linfatici e adesso il dottor Callotta che è un chirurgo bravissimo vi farà vedere come si va a trovare il linfonodo sentinella in questi casi e credo sia interessante anche per voi chirurghi generali vederlo.
Insomma è un'evoluzione della nostra materia.
Ovviamente faccio un ultimo commento e poi vi lascio a Gallotta il microfono.
Ovviamente la ginecologia ha subito in questi anni dei grandi cambiamenti in senso chirurgico.
Grande rilievo alla mini e tutto ciò che è mini-invasivo e robotico nei tumori dell'utero.
grande aggressività nei tumori ovarici in fase avanzata
cioè io adesso per esempio vado a operare un tumore ovarico
che necessita proprio una chirurgia di tutto l'addome ad addome aperto
quindi dalla pelvi al diaframma
quindi è proprio un'evoluzione storica per noi in questo settore
e quindi mi fa piacere che voi vediate questo
perché il carcinoma ovarico per voi forse è più usuale
vedere le manovre che facciamo
mentre invece questo può essere
interessante e quindi abbiamo scelto questo caso
quindi lascio volentieri
a Gallotta che è un chirurgo
bravissimo e vi farà
vedere come facciamo noi in questi
casi il trattamento dei tumori dell'endometrio
questa mi sembra sia tra l'altro una ragazza
giovane, 37 anni
ha una
sindrome di Lynch
quindi
quando ieri
l'altro giorno a Palazzini mi hanno detto
ti metto a commentare ginecologi
e io ho detto volentieri anche perché qui
a Ferrara abbiamo il buon Pantaleo Greco
che su questa cosa qua ci sta
facendo fare parte
del gigante
e noi con Pantaleo
tra l'altro siamo molto amici
ho una sua specializzanda qui adesso
lui era qui qualche giorno fa
per cui
ne parliamo spesso
di queste cose
stiamo condividendo adesso un po' di percorsi
anche sulla robotica, sul verde in doccianina
sull'info da sentinella
le stiamo più condividendo
insomma stiamo lavorando molto in questo senso
ecco, qui mi pare si veda
molto bene il sentinella
già si intravede così
ecco l'altra notazione
mentre Gallotta prepara il campo
che vi volevo dire
noi stiamo utilizzando per la valutazione
di questo linfonodo
abbiamo una tecnica
che è quella della
tecnica OSNA
C'è una tecnica molecolare di valutazione che nasce nel campo del carcinoma della mammella, poi noi l'abbiamo iniziata ad adottare anche in ginecologia, però è uno studio sperimentale in cui poi l'infonodo viene trattato a metà con l'osna e con l'ultrastaging.
Quindi vedete bene la via dinfatica, si vede molto bene. Adesso lui procederà a isolare l'uretere, a preparare il linfonodo sentinella e lo manda per la valutazione.
che non facciamo più in estemporanea
prima la facevamo in estemporanea
perché nel caso di positività
avremmo fatto una linfadenectomia radicale
adesso non lo facciamo perché lo studio non lo prevede
prevede invece l'ultrastaging
e la valutazione con l'osna
nel frattempo inizia uno studio internazionale
di randomizzazione tra linfadenectomia
e Sentinella
al quale parteciperemo
è uno studio che nasce negli Stati Uniti
a cui abbiamo contribuito anche noi
al disegno
e quindi faremo questo
tra una ventina di giorni e un mese parte
intanto ci completiamo
questo nostro sull'OSNA
che è diventato poi uno studio anche questo europeo
quindi io
vi lascio
e buon lavoro
se avete domande
se c'è qualcuno che vuole fare delle domande
Le domande in generale sono qua, siamo qua per rispondere, se volete approfittiamo di questo momento, vedete la preparazione è molto pulita.
Si vede, si vede, c'è anche un retere sotto, è tutto molto bene.
Si, si, si vede molto bene.
Usate sempre radiofrequenza anche voi in questa chirurgia?
Non ho capito.
Si, si, si, assolutamente.
più sicura
è più sicura
leggermente più costosa
però secondo me ne vale la pena
insomma
di utilizzarla
adesso la nostra
tecnica
consiste sempre
nell'isolare l'arteria uterina
all'origine
è una tecnica che all'inizio
in ginecologia c'è stata molto contestata
l'obiezione era
era che operiamo troppo come i chirurghi generali, isolando le cose,
mentre in generale si tendeva a prenderle tutte insieme.
Noi invece le andiamo a isolare proprio all'origine.
Questo lo facciamo sia nella patologia neoplastica che in quella benigna.
Facciamo sempre questo rapido isolamento e chiudiamo con una clip l'arteria uterina all'origine.
Questo secondo me ha due significati.
Uno di migliorare le mosse, evitare di grosse coagulazioni ai lati del collo dell'utero,
se uno lo prende lì e coagula, e l'altro che insegna a tutti gli specializzanti, ai medici in formazione,
a isolare l'uterina, a vedere l'uretere, a fare una chirurgia sotto visione.
il punto di vista oncologico è sempre importante
partire dall'origine
noi chirurghi siamo maieci
noi qui diciamo
lo siamo diventati anche noi
su questo perché penso che sia
importante una questione di pulizia
di ordine, di sicurezza
di tante cose
poi devo dire che
noi ci confrontiamo molto
con i chirurghi generali
su tutte le cose che facciamo
siamo veramente in grande sintonia con loro
e lavoriamo molto insieme
le vostre sale le ho viste
perché ero venuto a uno dei corsi
di Roberto Persiani
per la TATME
mi ricordo che usavamo con le sale di vostro una volta
si, si, si
lui mi confermava
questa collaborazione che c'è comunque
con i ginecologi
si, si, molto stretta
e poi
su tante cose
ma anche culturale proprio, sulla scelta di strumentazioni, sull'utilizzo di alcune tecniche, perché poi il carcinomo ovarico ci porta molto spesso a lavorare sull'intestino, sul diaframma, e quindi lavorare insieme insegna a tutti.
ecco vedete
l'arrivo di Leo Ginec
abbiamo avuto qua
un grosso passo avanti anche da questo punto di vista
qua, veramente importante
poi ripeto, condividiamo tutta la
mini-invasiva, abbiamo adesso
progetti sulla robotica
oltre che sul sentinello e quant'altro
che sta lavorando
tanto tanto, a parte a fianco
nelle stesse operatorie anche
culturalmente stiamo lavorando
anzi manda i saluti perché mi hai appena
scritto
e vedete che il linfonodo
lo mettiamo sempre all'interno
di un sacchetto
non lo tiriamo via mai così
per un fatto di pulizia
facciamo così
d'accordo
ecco vedete l'uterina si vede bene
adesso ci mettiamo una clip sopra
si vede l'arteria
mi pare anche la vena bene sotto
noi vediamo fuori
sul campo esterno in realtà
lo vedi?
ecco adesso si ecco
Ecco, perfetto, adesso si vede bene, sì.
Ecco, quindi si vede l'ombelicale e l'origine dell'uterina, la chiudiamo lì e mettiamo una clip.
E questo ci ha consentito di visualizzare l'uretere, di avere un repere sicuro per l'emostasi,
di diminuire l'entità della vascolarizzazione dell'utero.
Certo.
E vedete, poi è un tempo che ci mette due minuti a farlo, è proprio rapidissimo. Io parlo mentre Valerio sta facendo perché vado tra due minuti a fare l'altro intervento.
L'altro punto che ci accomuna molto, secondo me, è il fatto della sindrome di Lynch, dove secondo me sarebbe interessante una collaborazione culturale forte tra ginecologi e chirurghi, perché noi abbiamo il problema dell'utero e dell'ovaio con la sindrome di Lynch, voi ovviamente tutti quelli intestinali.
Ascolta, ti passo una persona che ti vuole salutare.
Ciao Giovanni, sono Leo.
ciao Leo
saluto io devo andare a operare
mica so come è questo io
ciao Giovanni
ciao
si parlava del film
ne parlavo prima
con
il chirurgo
con Valerio Gallotta
scusami tanto
Valerio
che mi diceva che avete proprio un ambulatorio
di genetica
abbiamo un ambulatorio di genetica
dedicato ai tumori familiari sia BRCA mutati che sindrome di Lynch
e quello che io volevo sempre dire, capita l'occasione
noi abbiamo anche nella prevenzione dei tumori ovarici per esempio
l'unica cosa che funziona è l'asportazione delle ovaie e delle salpingi
non c'è altro
anche quella opportunistica
cioè in pazienti che non hanno familiarità
tant'è vero che noi se togliamo un utero per fibromi
e vogliamo lasciare l'ovaio
per motivi endocrini
togliamo la tuba perché il tumore ovarico origina da lì
allora secondo me anche voi
quando operate per esempio un tumore del colon
ed è in menopausa
o ha finito
diciamo si è meno pausa
l'asportazione delle ovaie
bisognerebbe dirlo ha un grosso
significato
diciamo
preventivo sia sul tumore
ovarico e poi noi vediamo tante
riprese
annessiali di tumori
intestinali
quindi secondo me potreste pensarci
a togliere, a metterlo
tra le proposte alla paziente
dell'asportazione delle ovaie
in fondo aumenta l'intervento di 3 minuti
però garantisce
una prevenzione importante
parte del tesoro di questo
consiglio, spero che quelli che ci stanno seguendo
soprattutto giovani, perché questo qui
è un congresso molto
per i giovani
spero che questo consiglio venga preso
come oro colato, perché in effetti
è vero, tra l'altro
anche noi cercando di studiare
non siamo organizzati
con un'ambulatoria genetica
come avete lì al Gemelli
però insomma su certe cose abbiamo un atomo patologo
che l'ha studiato per anni
che è l'ANSA e quindi ci aiuta molto in questo
però è un'idea da prendere in considerazione
assolutamente
come noi per esempio tutte le pazienti
con tumore dell'utero
anche questa ragazza, questa sappiamo già
che ha una sindrome di Lynch
però noi andiamo a indagare in tutte le pazienti
se può essere correlata
a una sindrome di Lynch
e nel caso le preallertiamo
di andare a fare la colonoscopia
di seguire quel percorso
di fare tutta la prevenzione che serve
tra l'altro credo che Ferrara e Roma
hanno un collegamento storico
sulla genetica
non so se era lì al Gemelli
ma tantissimi anni fa c'era il professor Gandini
un ferrarese che era un genetista
non so se era lì al Gemelli
non ti so dire ma so che collaborano molto
quindi non sarebbe difficile
una collaborazione su questi temi
una collaborazione tra Gemelli
e la genetica
Eppure sarebbe interessante fare un tavolo di lavoro tra la società italiana di ginecologia ostetricia e la società italiana di chirurgia sui temi della prevenzione chirurgica di queste neoplasie.
Anzi potrebbe essere l'occasione che lo diciamo e magari lo facciamo un tavolo di lavoro con delle linee guida italiane su questo.
Sì, mi farò garante di questa cosa qua.
allora io vi lascio
Valerio adesso vi do il microfono
e vi commenta lui bene
l'intervento
ciao grazie mille
arrivederci a tutti
grazie anche dell'invito
grazie a Palazzini che sempre ci
onora della possibilità di partecipare
a questo congresso
grazie a voi
se adesso ci senti
magari ti dici due cose
su quello che stai facendo
Sì, diciamo il professore ci ha per fortuna spiegato bene i passaggi chiave e gli aspetti più importanti dal punto di vista proprio clinico, proprio perché noi diciamo è il leitmotiv della nostra istituzione, quella di una medicina personalizzata.
Lui ha spinto molto all'interno del policlinico questo della medicina personalizzata, della medicina di precisione. Il concetto dell'infondo sentinello ovviamente molto rientra in questa politica, in questa filosofia.
Da un punto di vista chirurgico, quello che ha detto il professore è anche molto vero, molto importante, ovvero che la chirurgia mini-invasiva ci permette da un lato di migliorare la prognosi proprio clinica delle pazienti, ma nello stesso tempo ci consente, essendo un'istituzione universitaria, quella di poter studiare bene, di poter insegnare bene agli allievi, agli studenti, agli specializzanti le tecniche chirurgiche.
Diciamo che la pelvi è di pertinenza proprio del chirurgo e del ginecologo oncologo, perché ovviamente ci sono delle strutture vascolari, ci sono delle strutture nervose e ci sono delle strutture anatomiche ben precise, oltre al retto, all'utero e alla vescica.
Ma noi abbiamo una grande confidenza, andiamo adesso a destra, molla un attimo, abbiamo una grande confidenza con le strutture retroperitoneali, non spingevi Talbo, non c'è bisogno, trazioni il legamento rotondo verso di me, andiamo a fare un attimo un riepilogo dell'anatomia, vediamo qua l'iliaca esterna, l'arteria iliaca esterna, che adesa l'opsos, ovviamente nella dissezione retroperitoneale il gas ci aiuta molto.
Oggi noi fra l'altro stiamo utilizzando il sistema Erzile che ci garantisce una visione, lascio anche a me, nonostante i problemi iniziali che grazie agli strumentisti di sala abbiamo risolto brillantemente del collegamento.
Il retroperitoneo è qualcosa per la quale bisogna avere una conoscenza anatomica molto dettagliata. Ovviamente qui abbiamo l'arteria iliaca interna che diventa ombelicale, l'arteria uterina, qui abbiamo l'uretere.
Questa è la nostra fossa pararettale che noi diciamo sviluppiamo molto, un attimo il Maryland, soprattutto nell'isterectomia radicale, vai indietro sempre con l'occhio, ti avvicini piano piano e qui abbiamo la vena iliaca interna, medialmente nella visione e questo è uno spazio molto importante, forse chi si occupa di retto ovviamente ha una conoscenza molto accurata e molto dettagliata perché qua abbiamo proprio tutte le strutture
Del plesso ipogastrico inferiore, che sono quelle strutture anatomiche nervose che ovviamente derivano dall'anastomosi dei nervi splanchnici e quindi delle radici sacrali rispetto alle fibre ortosimpatiche che nascono dal plesso ipogastrico superiore.
Qua vediamo proprio, si vede abbastanza bene il nervo ipogastrico, però a questo livello si forma il plesso ipogastico inferiore, che è molto importante nella donna, anche nell'uomo per carità, per la funzionalità vescicale, ma anche per la secrezione vaginale e quindi per la funzionalità rettale.
A livello invece della fossa otturatoria possiamo riconoscere il nervo otturatorio che non vorrei dissegare molto proprio per evitare questa morbidità legata alla linfodentomia.
un attimo l'aspiratore
perché in effetti
diciamo che la morbilità
di questa chirurgia nel piccolo bacino
è importante
se abbiamo dei numeri
su quello che
più che altro per aggiornare i giovani
che ci stanno accogliendo in questo senso qua
allora una linfanectomia sistematica
facciamo delle precisazioni
la linfanectomia sistematica prevede
l'asportazione di questi linfonodi
un attimo
dei linfodi quindi degli lieci esterni
degli otturatori
che sono questi
tra la pagina mediale dell'avena
mi dai un attimo il meridiane
e il nervo otturatorio
questo per il tumore dell'endometrio
vai vicino
ok vedete qua già in pratica è tutto libero
perché il linfodo era abbastanza grande
qua abbiamo il nervo otturatorio
che è un nervo di sensibilità ma anche motorio
quindi di adduzione
una lesione
una lesione può dare un deficit
importante soprattutto nelle donne molto
obese
si correla una morbidità importante
nel tumore della cerdice noi
invece andiamo a togliere anche tutti i linfonodi
che sono sotto
caudalmente rispetto
al nervo otturatorio
vai un attimo indietro
vedete io non ho fatto un'apertura importante
del retroperitoneo
perché il gas che mi aiuta
poi siamo qui al livello
ovviamente qui abbiamo l'appendice
un attimo la pinza
cara appendice
e qua invece abbiamo tutti i linfonodi
switchiamo un attimo la telecamera con l'indocianina
qua abbiamo l'iliaco comune di sinistra
di destra
l'iliaco comune di sinistra che si intrabede
ma fondamentalmente abbiamo la vena cava
che è qui e qui già sono dei linfonodi
paracavali
la biforcazione è abbastanza alta
qua vediamo proprio l'origine dell'arteria mesenterica
inferiore, anche questo è un limite
limite nostro di dissezione
per il tumore dell'endometro
e per il tumore
della cervice. Per quanto riguarda
invece il tumore dell'obaio
noi facciamo, lo facevamo
proprio ieri, l'abbiamo detto prima col professore
noi dobbiamo fare una linfoectomia
che si proietta fino ai linfonodi
pre-renali
vi faccio vedere un attimo una cosa
ok, tieni qua per favore
solo per curiosità dopo
quando è un attimo, se ci fai vedere come hai messo
i trocchi alla posizione fuori
a noi serve anche questa cosa qua
dopo quando è un attimo
tieni questo
non so se regge un altro poco poco di trend
Merile, tieni qua
è bipolare
sono pazienti che vengono iniettate quando?
allora viene iniettata
la specializzando
io adesso sto facendo l'intervento con due specializzanti che lavorano con me
molto bravi
che sono la dottoressa Gallitelli
che ha iniettato l'indocianina
poco prima dell'intervento
abbiamo avuto un po' di problemi
ma vedete che quando l'iniezione va bene
non ci sono grossi problemi
solitamente dopo 10 minuti
già si dovrebbe colorare tutto
e poi abbiamo la colorazione
che viene fatta
solitamente l'iniezione viene fatta
all'esterno del canale cervicale
switcha un attimo al fuori Marco
qui vediamo il duodeno
si si si
forse Marco può avere bisogno
di una pedana
metti l'immagine dritta per favore Marco
e tecnologia usata per il verde in goccianina
cosa avrete voi?
orizzontale, non ho capito scusami
scusate, tecnologia usata
per il verde in goccianina
non sento benissimo, l'ho sentito
tecnologia usata per il verde
cosa avete voi?
adesso abbiamo un'ottica dell'Olympus
l'Olympus, ok
per le pazienti robotiche
come diceva il professor
scusami dimmi
ti sei collegato un altro commentatore
che è il dottor Elio
buongiorno a tutti, finalmente sono riuscito a collegarmi
mi ha dato un po' di problemi
mi hanno collegato
io sono riuscito a seguire
prima Maurizio Pavanello
che ha fatto un'egna diatale
adesso siamo
a Genelli di Roma, i ginecologi
che stanno facendo un'inscrizione
anzi, il chirurgo Valerio
che dice bene qualcosa
ok, bene
vi spiego con piacere
sì, assolutamente sì
ok, ciao
allora, noi stiamo operando una donna giovane
che ha presentato prima il professor Scambia
è una paziente con un tumore dell'endometrio
è una donna giovane
che fa parte
di una filosofia
purtroppo lei ha il tumore dell'endometrio
verosimilmente correlato alla sindrome di Lynch
lei ha una fortissima familiarità
per i tumori gastrointestinali
ha lo zio con il tumore del colon
il padre con il tumore dello stomaco
quindi è stata riferita a Professor Scambia
perché diciamo noi da qualche anno
abbiamo proprio un ambulatorio qui a Roma
per i tumori ginecologici
di oncogenetica
e fondamentalmente vengono afferite a noi
tutte le pazienti con i tumori della mammella
e con i tumori della
alzati i bici a me fuori
non muovere le gambe
con i tumori della mammella
e dell'ovaio
gastrointestinali e dell'ovaio
ovvero per i tumori dell'ovaio
noi dobbiamo fare un test genetico che si chiama
ovviamente il BRCA
che è correlato a un'aumentata incidenza
di sviluppare a seconda che sia l'1 o il 2
o un tumore dell'ovaio
o anche un tumore dell'endometrio
invece per quanto riguarda i pazienti con la sindrome di Lynch
abbiamo un rischio aumentato di sviluppare
un tumore
dell'utero
e addirittura si è visto che l'incidenza
può arrivare anche al 20-25%
quindi purtroppo la donna
l'ha già sviluppato il tumore
e quindi in questo momento l'intervento
dovrebbe essere curativo
prevede l'asportazione dell'utero, delle ovaie
dell'infonodo sentinella
dell'infonodo sentinella a livello pelvico
che già sono stati asportati
lei fa parte però di una classe
di rischio, anche se è un tumore
early stage dell'endometrio, intermedia alta
perché il tumore è grande
avremo la definizione
definitiva ovviamente con l'esame
che verrà sequenziato
nei prossimi giorni
però clinicamente è aggressivo
perché è grande e verosimilmente ha un'infiltrazione
superiore al 50%
tutte le donne nell'esame
preoperatori fanno un'ecografia
che valuta proprio l'infiltrazione
del miometrio e lei
ha un'infiltrazione superiore al 50%
questo che cosa vuol dire?
che è correlato ad un aumentato rischio
di metastasi linfonodali
quindi noi andremo a togliere il linfonodo sentinella
Switch a Marco per favore, vedete qua abbiamo anche linfonodi a livello paracavale, di routine noi non lo facciamo se è visto da uno studio americano che questi linfonodi possono avere delle cellule metastatiche isolate a linfonodi pelvici positivi, ma questo rientra nel discorso delle micrometastasi che prima non venivano identificate a livello dei linfonodi pelvici perché ovviamente prima veniva effettuata una linfanectomia sistematica,
A differenza di oggi in cui la valutazione viene effettuata mediante l'esame di ultrastaging, ovvero l'infondo viene sezionato più volte in modo tale da poter analizzare meglio l'eventuale infiltrazione metastatica.
non ruotare la telecamera Marco
il fore, prepariamoci un attimo
a mettere una garza in pancia
portami giù per il fore Marco
se ce l'hai piccola va meglio
però va bene anche così
in realtà vedete questo è proprio un linfonodo
tieni qua un attimo il camera
il fore Vitalba
si vede bene
lascia un attimo la telecamera Marco
ok questo è l'uretere di destra
che va sull'opsoas e quindi
questo linfonodo praticamente è paracavale
vedete la cava è questa ed è
sopra l'iliaco comune, che è una sede
diciamo abbastanza tipica
di localizzazione, soprattutto
per questi, per questo tipo
di patologia. Abbastanza tipica
o tipica, non ho capito. Tipica, tipica
come localizzazione, sì, dell'infondo
sentiella, sì. Un attimo
e do il tempo a Marco di sistemarsi perché
noi abbiamo, ovviamente
farlo in robotica per me è molto più semplice
c'è un'ergonomia un po'
differente perché sto seduto
e tieni qua Marco la telecamera, ok
avete il da Vinci
o avete il
qual era l'altro
il Transenterix
noi abbiamo il da Vinci, abbiamo una grande esperienza
sul da Vinci, personalmente
penso di aver operato più di 300 pazienti
con tumori ginecologici
e siamo diciamo
uno dei centri di riferimento in Italia
però oggi per una politica diciamo di spending
review ovviamente noi dobbiamo
utilizzare il robot perché ovviamente è un costo
completamente differente, sebbene sia
è molto più comodo, si ha sempre la possibilità
di avere la visione 3D
da un po' più di profondità per fuori
Marco, aspetta un attimo
che cosa succede? Che con il tumore
dell'endometrio ovviamente i prezzi cambiano
totalmente, i costi più che i prezzi
e fondamentalmente
noi lo riserviamo agli interventi
ad altissima complessità ma più che
altro alle pazienti obese perché il tumore
dell'endometrio per fortuna
non è una patologia dell'età giovanile
è una patologia che
riguarda una fascia di età che va dai
il fattore di rischio più importante è l'obesità, gli americani purtroppo in negativo ci danno questo esempio, e il diabete ovviamente, però abbiamo visto che poi al di là dei classici tumori dell'endometrio correlati a questi fattori di rischio, esistono anche dei tumori che sono correlati invece a dei fattori di rischio, ad esempio appunto la familiarità per il BRCA piuttosto che la sindrome di Lynch,
E negli ultimi anni si è visto che in alcune donne si può sviluppare il tumore dell'endometrio che viene invece caratterizzato a livello molecolare e quello con una prognosi peggiore, proprio perché viene fatta una mappatura molecolare e genetica di queste pazienti, si è visto che è quello correlato con la mutazione dell'AP53, che è ovviamente uno dei tumori più aggressivi e quindi a noi non basta soltanto più la definizione istologica,
ma ci basiamo sempre anche sulla caratterizzazione molecolare e appunto di immunohistochimica
vediamo il linfonodo sentinella, li switchiamo, ok eccolo qui, va bene
non so se si vede bene, noi, l'ho detto anche ai colleghi di prima, stiamo utilizzando un sistema
che ci consente di tenere sempre la telecamera pulita, che è l'AirSeal
Sto utilizzando degli strumenti molto validi che è il Cayman, in questo caso è un Cayman articolato che dopo forse ci darà dei benefici per la colpotomia perché è anche uno strumento articolato.
Il vantaggio della robotica ovviamente è quello di vedere sempre in 3D, forse in questa immagine non possiamo vedere il dettaglio ma Marco va a risolvere il problema in maniera splendida.
questi sono interventi che fanno anche gli specializzanti
mi dispiace veramente
non vorrei sembrare
presuntuoso ma da noi
gli specializzanti
fanno questo tipo di intervento
perché per noi è molto
importante la formazione
ok puoi anche mollare lì Marco
tieni qua
e adesso andremo a sinistra
quindi adesso mandate il criostato
per l'estemporanea se
se il linfonodo è negativo,
vi fermate con l'infotenectomia.
In realtà, l'abbiamo detto prima col professore,
l'abbiamo cambiato da pochissimo, da qualche mese.
Questo linfonodo verrà mandato all'esame istologico definitivo.
Non verrà più fatta la linfonectomia sistematica,
a meno che non c'è un sospetto intraoperatorio.
E quindi l'esame istologico estemporaneo non viene più eseguito.
Anche questo rientra sia in un discorso di risparmio, sia in un discorso che per noi è molto importante, ovvero di una migliore caratterizzazione istologica del linfonodo.
Perché su questo linfonodo verrà fatto un esame di ultrastaging, solitamente questo negli altri centri di oncologia, oppure nel nostro noi da qualche anno facciamo l'analisi molecolare del linfonodo sentinella con l'OSNA, con la metodica dell'OSNA, che è una valutazione dell'MRNA, dell'acido chirotico.
ok esatto
ricontrolliamo il linfonodo
che è questo, perfetto
puliamo l'ottica e rientriamo dentro
che esperienze avete fatto fino adesso?
quant'è la positività del linfonodo sentinella
non prevista?
qual è la pre... scusami non ho sentito
voi adesso
non fate la linfodenectomia
mandate l'esame normale
del linfonodo
se vi dovesse venire un linfonodo positivo
bisognerebbe fare la linfodenectomia
Sì ma in realtà questa è più legata alla filosofia che avevamo prima invece per quanto riguarda le informazioni che noi riusciamo a ottenere sappiamo che se siamo in presenza di macrometastasi a quel punto attacca negativa esami radiologici negativi la signora ha degli esami radiologici negativi preoperatori poi lo confermeremo anche nel postoperatorio in caso di macrometastasi la signora farà radiochemioterapia adiuvante
E si sta vedendo adesso con un protocollo randomizzato se c'è differenza nella prognosi di queste pazienti ad alto rischio. Ma dai dati retrospettivi non ci sono differenze. Ovvero noi faremo semplicemente l'asportazione dell'infondo sentinella. Questo, ripeto, ha immagini radiologici preoperatori negativi che non identificano l'infondo di sospetti.
Qua vedete l'infodo sentinella dovrebbe essere questo, adesso abbiamo aspettato tanto in effetti, quindi noi asporteremo questo a livello pelvico, apriremo il retroperitoneo, Marco per favore tieni qua il legamento rotondo, già si vede l'iliaca esterna, si intravede, la via linfatica.
si, si, si vede molto bene
ok
perché prima forse era sfuggito
allora, dato fondamentale è che
il preoperatore diagnostica deve essere
apparentemente N0
esatto
assolutamente, vai vicino
nell'ipotesi che
tu hai una diagnostica preoperatoria
con una linfodonopatia
evidente, quindi il linfodon sentinella
non lo fai e fai d'amblè
quindi la linfodonetomia è stesa
giusto, giusto
Ok, ok, adesso perché il messaggio è capito bene, poi questo random internazionale di cui parlava prima il tuo co-op ci darà una risposta effettiva se si prosegue una strada o l'altra?
Sì, prevede un arruolamento di circa 180 pazienti per braccio, viene randomizzato appunto chi fa la sistematica e chi no, ma fondamentalmente verrà visto se la prognosi oncologica che prevede 36 mesi di follow up dovrebbe concludersi l'arruolamento nel 2023 e invece l'analisi dei dati al 2026 dovrebbe dimostrare che non c'è differenza nella prognosi.
Ovviamente noi non siamo sicuri del dato, nel senso che abbiamo soltanto dati retrospettivi, da un'analisi dei dati che abbiamo fatto con il centro di Monza, in cui sono stati analizzati più di 800 casi, se visto che non c'è differenza nel sottogruppo delle pazienti ad alto rischio.
la prognosi c'è sul pelvic failure
cioè sulla recidiva pelvica
sia che sia l'infonodale
che sulla cupola dovrebbe essere
intorno al 2.5%
quindi noi ci aspettiamo
che nei due bracci non ci siano
differenze significative
questo ovviamente
rientra in un discorso molto più generale
ovvero le pazienti per fortuna
riescono ad avere una diagnostica
molto accurata, oggi l'esame radiologico
fatto con la risonanza magnetica
e con l'ecografia pelvica transvaginale
non dico che ci dà una
corrispondenza rispetto all'esame estologico
del 100% ma ci andiamo
molto vicini
questo che significa? Che ci permette di attuare
una chirurgia radicale
modulata sulle esigenze cliniche
della paziente
anche perché poi io ti rifaccio la domanda
solo per chi ci sta seguendo
mi dispiace anche
disturbarti perché sei in una zona abbastanza
delicata e devo essere sincero
ti faccio i complimenti per come ti muovi
però ritornando a noi
una linfodenettomia estesa
come tradizionalmente sempre è stata fatta
e cosa comporta
poi dal punto di vista della morbilità
in queste donne, se ne era accennato prima
vediamo anche dei numeri in questo senso
c'è la percentuale di problematiche
le problematiche intraoperatorie
possono arrivare anche al 4-5%
l'adeggenza ospedaliera
aumenta di tanto
ma quello che è la morbidità più importante che rientra fino al 25% al 30% dei casi è la presenza di linfedema e di linfoceli che non ha soltanto un impatto visivo diciamo di gonfiore della gamba ma anche proprio della qualità della vita
Noi abbiamo fatto uno studio che correla una riduzione nella qualità della vita, quindi le donne che hanno tendenzialmente una prognosi post-tumore ottima hanno però un deficit nella qualità della vita e questo ovviamente può essere modulato con questa attenzione, ovvero noi con la linfodentomia selettiva, quella dell'infondo sentinella, riduciamo l'incidenza delle complicanze che arriva al 4-5%, ovvero non è del tutto assente.
Questa è la sfida forse proprio dei prossimi anni, per questo dicevamo prima che noi facciamo molta attenzione all'analisi molecolare, quasi a poter identificare nel futuro le pazienti che abbiano un rischio zero di metastasi di linfonodale e quindi queste pazienti possono essere candidate alla semplice istranesectomia.
Ok, ok, adesso è tutto molto più chiaro. È anche molto didattico e utile per tutti chi ci sta seguendo.
ovviamente io rimango con la
prima parlavamo della chiugia robotica
in robotica è tutto molto più semplice
perché effettivamente
anche se in realtà l'occhio si stanca un po'
a furia di lavorare durante la giornata
in realtà la visione 3D
anche con l'indocianina
ti consente di lavorare in totale sicurezza
cioè complicanze intraoperatorie sono veramente poche
quelle descritte sono veramente scarse
qui vedete l'uretere
che rimane sulla pagina
Marco sta trazionando il legamento rotondo
tra un attimo vedremo
l'arteria uterina all'origine
intravediamo già
l'origine
mi dai una pinza per favore
l'origine dell'ombelicale
ottimo
mi sembrano domande banali
però lo faccio perché
qui a sinistra ovviamente
è molto importante prepararsi il piano
rispetto al sacro
perché in questi casi
mi dai un sacchetto intanto
perché in questi casi
avere una lesione a questo livello
dell'avena gliaca esterna
è di difficile gestione
quindi è molto importante avere il piano
sacrale più esposto
rispetto a quanto abbiamo a destra
questo ovviamente perché a sinistra
abbiamo le aderenze e abbiamo il sigma
tieni qua
riswitchiamo per favore
dopo se ci fai
vedere la posizione dei troc in un attimo
solo perché non avevamo visto
solo un secondo
allora quello che mi sono permesso di
di spiegare
agli specializzanti che lavorano con me
la cosa importante
è lavorare sempre in sicurezza
ma soprattutto posizionare anche i trocar
a seconda della
conformazione dell'addome
non è che ci siano molte varianti
però è importante per me mettere
i trocar rispettando
due regole fondamentali
il tipo di intervento che bisogna fare
Cioè già sapere se questa paziente verosimilmente fa semplicemente un intervento a livello pelvico piuttosto che un intervento a livello pelvico e aortico. Perché?
Perché? Perché se io devo fare un intervento anche a livello ortico, io devo provare a mettere questo trocar accessorio, che è quello che uso con la mano sinistra, ovviamente tendenzialmente noi dobbiamo provare a essere, non dico ambito, cioè usare tutte e due le mani con la stessa tranquillità, però tendenzialmente in laparoscopia il concetto è proprio questo.
Questo è il trocar ottico ovvero quello da 10 che viene utilizzato anche come porta di servizio per l'estrazione dei linfomodi che vengono inseriti sempre all'interno del sacchetto.
Il primo trocar lo posiziono sempre dopo che l'anestesista, in questo caso il collega Giovanni Punzo, mi ha dato il Trendelenburg massimo. La paziente ha una posizione tipica per noi ginecologici, ovvero viene messa sui cosciali, qui in mezzo alle gambe abbiamo la dottoressa Gallitelli che ovviamente manipola l'utero.
il secondo trocar noi tendenzialmente lo mettiamo, quello sovrappubico, abbastanza alto in modo tale da avere un'ergonomia migliore, soprattutto perché dobbiamo lavorare molto con la spalla, io sono relativamente basso, abbastanza basso, quindi lo metto molto molto in alto, oppure si può avviare a questa cosa lavorando con una pedana, che ci consente ovviamente di avere una migliore ergonomia,
invece da quest'altro lato
abbiamo il trocar di Marco
di Indino Sante che lo specializzano e che lavora con me
ed è ovviamente
lievemente superiore, un po' più in alto rispetto
alla Cressiliaca di destra
puliamo un attimo l'ottica
per fuori
abbiamo la strumentista
Bonin e Recchia
che la fuorisala insieme a Di Sante
oggi siamo in realtà ospiti
in una sala operatoria che è nata con noi
è una sala integrata Olympus
noi al Gemelli abbiamo una sala operatoria dedicata per la gineologia oncologica che è al sesto piano, sono quattro sale operatorie integrate, tutte quante con a disposizione strumenti laparoscopici, ottica sia 3D che con l'indocianina
e invece qui al primo piano in condivisione con i chirurghi generali abbiamo la sala robotica
dove abbiamo due robot e oggi stiamo operando in quella che inizialmente era la nostra sala operatoria
la G8 e la G9 che erano quelle che l'Olympus circa dieci anni fa avevano allestito per noi
per ritornare al discorso delle strumentiste, le nostre strumentiste oltre a essere molto molto brave
Sono anche delle splendide ragazze, tutte quante ostetriche, pinza. Questo perché noi cerchiamo di accompagnare la donna dalla diagnosi alla preospedalizzazione in tutto questo percorso e in questa situazione comunque difficile da vivere.
Lavoriamo molto anche sull'aspetto emotivo
E sicuramente una donna può avere una sensibilità maggiore rispetto ai maschi
Soprattutto in queste situazioni
Una pinza per favore
Identifichiamo l'arteria uterina all'origine
Si si si vede bene
Facilissimo
La fossa paralettale
Vediamo medialmente
Questo spazio ci proietterà
In quello spazio in cui abbiamo detto noi prima che è molto importante
perché a livello delle fibre nervose qua andremo a riconoscere proprio il plesso ipogastrico inferiore
spingi bene per fuori Marco, senza perderlo
tu adesso lì stai usando una bipolare, vero?
sì, è una bipolare, in realtà me ne sono fatta prestare una
ed è proprio della B-Brown, noi solitamente utilizziamo
facciamo un po' meno confusione per fuori
ok, Emolock
ovviamente noi possiamo anche semplicemente coagularla
preferiamo mettere l'Emolock perché ha anche un punto di reper
inizialmente lo facciamo con clip
poliuso, vedete la visione
deve essere sempre questa
perché ci permette di avere
un controllo
totale della pelvi
sempre attenzione quando entriamo con la Emoloc
va indietro per favore perché i vasi sono
esposti
pochi movimenti, anche prima
una cosa che si insegna poco
ma che è fondamentale
l'infonodo, noi ci auguriamo
sempre che sia negativo ma è
importante ed è cura
non manipolarlo molto durante l'intervento
perché nel caso in cui ci siano micrometastasi o metastasi a livello linfonodale
la manipolazione del linfonodo metastatico può avere potenzialmente un effetto negativo sulla prognosi
perché si è visto che nei tumori in cui c'è carcinosi peritoneale
l'approccio laparoscopico può dare delle problematiche
anche se noi nella nostra scuola utilizziamo l'approccio mininvasivo
Anche nel trattamento delle recidive abbiamo pubblicato diversi lavori sia sull'asportazione delle recidive linfonodali che delle recidive spleniche piuttosto che epatiche, recidive singole, sono pazienti intestinali e in pazienti selezionate noi attuiamo ancora un approccio meno invasivo, sia laparoscopico che robotico.
Adesso siamo pronti per fare l'isterectomia, andremo a vedere il peduncolo ovarico, possiamo in questa fase mobilizzare lievemente l'uretere, andiamo a chiedere il supporto della specializzanda che è in mezzo alle gambe della signora che spingerà l'utero verso destra.
e quindi più facilmente
vieni con l'ottica medialmente Marco
più mediale per fuori
vai indietro per abbibolare per fuori
vedete io ho lavorato soltanto con
il Kaiman che ripeto
è uno strumento veramente molto molto efficace
lo utilizziamo sia in laparoscopia
che in laparotomia
l'intervento in laparoscopia
è come il disettore quasi
visto che c'è queste punte Maryland
si riesce a fare una bella disizione
è un bel salto avanti anche qui
vedete l'aver mobilizzato
mi dispiace che adesso è fatto questa pozzetta di sangue
l'aver mobilizzato l'uretere
vi da una
facilità nella dissezione a questo livello
sempre mediale
fai più trazione Marco
più in antiversione Vitalba
non vi addormentate ragazzi
ok vedete qua
questo è fondamentale
questo spazio e questo tempo chirurgico è fondamentale
tu dovresti stare così, non mollare così al volo
aspiratore un secondo
Vi voglio spiegare giusto questo passaggio che per me è fondamentale perché noi dovremmo, allora l'uretere è questo, vai più vicino non so se si vede bene, si si si vede molto bene, quindi noi dobbiamo preparare tutto questo spazio e arrivare al Douglas preparando il setto retto vaginale che diciamo è praticamente quasi già pronto.
Vitalba fa una trazione adeguata
sono degli spazi
tendenzialmente avascolari quindi vedete
anche col semplice aspiratore
ci riusciamo
questi sono gli spazi che noi prepariamo anche per
non solo per l'isterectomia ma anche per le pazienti
che hanno l'endometriosi del setto
retto vaginale
quindi sì l'anatomia della pelvi è un po' di pertinenza
del chirurgo generale che si occupa
di tumori del retto
ma anche fondamentalmente del ginecologo
oncologo
sfruttando il trend Ellenburg ovviamente riusciamo a preparare bene questo spazio
anche in caso di endometriosi con noduli del setto fate questo accesso qua
sì assolutamente sì proprio ieri noi abbiamo il tumor board il mercoledì mattina abbiamo parlato di un caso molto particolare
di una ragazza giovane che purtroppo ha sviluppato endometriosi del setto retto vaginale
e questo nodulo
si è, una donna giovane
non una ragazza, una donna di 45 anni
e lei purtroppo ha sviluppato
un tumore, si è cancellizzato
il nodulo del setto
retto vaginale, un tumore endometroide
guarda, noi proprio con Greco
prima con
collega ginecologo con cui parlavamo prima
l'amico del tuo direttore
ci siamo diventati matti per una paziente
che aveva fatto una resistenza
di una flessura splenica tipo
6-7 anni fa, quindi era fuori
follow up
ha fatto la sua chemio
tutto quanto
giovane
molto giovane anche lei
a un certo punto
compare un nodulo
nel setto retto vaginale
e dicono
ah endometriosi
endometriosi
fa una PET
che però
anche lì era positiva
ma questo
penso che sia
abbastanza normale
nel dubbio
dico
io non mi fido
andiamo a tirarlo via
ed era una metastasi
del carcinoma
del colon
in quella zona
di una roba stranissima
perché non c'era
nessun tipo di rapporto
neanche anatomico
è veramente
una sorpresa
non mi aspettavo che fosse
o un secondo tumore
tra l'altro non è stata preparata diretto
o di sigma a dire ci arrivi vicino
e un po' di
contaminazione che può essere
è stata una flessura splenica completamente
tutt'altra zona
purtroppo bisogna essere preparati
a questi comportamenti anche un po'
inconsueti
ecco e noi sinceramente
non eravamo preparati a questo nel senso che
è stata fornita in sala per togliere
questo che sembrava un nodulo
endometrioso e poi subito lì appena visto
non era così
poi lo disegno istologico purtroppo ce l'ha confermato
forse l'unico vero limite
del disettore è che un po' gli spazi
non li apre
diciamo in maniera immediata
come altre energie
bisogna fare bene le trazioni
quindi in questo caso chiederò alla dottoressa Gallitelli
di spingere molto bene in questa direzione
Marco prenderà
il legamento rotondo
il residuo del legamento rotondo
e me lo porterà verso l'alto
in questa direzione
però io devo vedere
tieni qua Alessio
piano piano vai sempre indietro
al di là delle tue capacità
come strumento ha una capacità
emostatica straordinaria
pazzesca si
avrei perso un globulo rosso
che in parte è merito tuo
però diamo anche un po' di merito
a questo strumento
la radiofrequenza ha fatto veramente un salto
in avanti tantissimo
andiamo dall'altra parte
sì no è vero assolutamente
dico io sono figlio
suoni perché quando ho cominciato
fondamentalmente c'erano
soprattutto buoni
però adesso proprio di principio
ci sono degli interventi
e dei pazienti sui quali uso
comunque la radiofrequenza perché sicuramente
è uno strumento straordinario
in realtà noi l'eccezionalità
di questo strumento la percepiamo ancora di più
nella chirurgia open perché per i tumori dell'ovaio in cui è molto importante essere radicali ma anche
cioè l'emostasi è importante e quindi anche la velocità dell'intervento può determinare un
successo dell'intervento stesso lo usiamo tantissimo e con ottimi risultati noi operiamo
all'incirca 150 pazienti con tumore dell'ovaio avanzato all'anno sia come diagnosi primaria che
E i DS, cioè, già sottoposti a chemioterapia.
A chemioterapia, scusatemi.
Ma il rotondo non serve.
Non spingere tanto, Vitalba.
Facciamo il pedunco, tieni questo.
Il rotondo qua.
Ok, andiamo a ricontrollare.
È sempre importante fare le manovre in sicurezza.
L'uretere lo facciamo scendere, come abbiamo fatto a sinistra, lo facciamo a destra.
Quindi aspetta a trazionare, Vitalba.
Io devo andare medialmente all'uretere, quindi anche l'ottica mi deve...
Aspetta a trazionare, non trazionare.
Vedete, io devo sviluppare questo piano, medialmente mi devo portare con l'ottica Marco a sviluppare qui, verso di me Marco per favore, vai indietro, va a prendere non lì ma questo, è un uturo grande quindi non è semplicissimo manovrarlo, verso di me, verso di me, verso di me, ok, andiamo di qua con l'ottica.
anche il sistema air seal è veramente eccezionale vedete che io a parte qualche volta quando già ero fuori con la telecamera ne ho approfittato per pulirla ma non c'è veramente mai bisogno di pulirla è importante durante l'intervento soprattutto una diretta
vedete quella preparazione mi consente
di arrivare facilmente, andiamo giù con l'ottica
da destra
ok vediamo sempre lui le terre sotto visione
ancora una volta abbiamo un'aderenza
falla vedere bene al fuori Marco
questo rumore è legato al fatto
che io non completo il ciro
quindi questo è il realtà, ok anche qua abbiamo l'aderenza
tieni il caiman, volevo farvi vedere una cosa
vedete queste manovre
che ho fatto mi consentono
di aver preparato praticamente quasi tutto
per poter agire in maniera sicura
l'uretero è tanto giù
tenete presente che noi adesso
sull'utero non abbiamo
il manipolatore ma abbiamo semplicemente
delle martini
dammi sempre la possibilità di vedere lo strumento
che ti avvicini da qui
vedete questo è molto anatomico
come visione
abbiamo la fossa paralettale, questo è importante
soprattutto per i tumori della cervice
la fossa paralettale è preparata
noi abbiamo dei nomi proprio
per queste fosse
che è lo spazio di Lazco
e lo spazio di Okabayashi
e invece questa è la fossa paravescicale
questa fossa qui, la fossa paralettale
è molto importante prepararla
per fare un'isterectomia radicale
perché nell'isterectomia radicale per K-cervice
noi andremo a portare via
tutto questo tessuto
questo tessuto che è il tessuto parametriale
ed è molto importante
in questi casi, vai vicino Marco
per fuori, vedi qua abbiamo
il piano del plessivo classico inferiore
aspetta, devi avvicinarti
tu si parlava prima
esatto, ma la cosa importante
vai indietro con la telecamera, spingi forte verso di me l'utero
ok
voglio provare a farvi dire una cosa
spero che Marco mi inquadi bene
il vantaggio di questo strumento
vedete, è la possibilità di
articolarlo
e di fare in questo
passaggio
di asportare questo tessuto
in modo tale che
l'asse di impatto sulle strutture
anatomiche favorevole ovvero non va in profondità dove io potenzialmente posso andare a danneggiare
le fibre nervose quindi in questo senso questo strumento ci aiuta moltissimo l'abbiamo utilizzato
proprio tanto tanto tanto in chirurgia robotica per l'isterectomia radicale da k cervice però
volevo farvi vedere anche per questo intervento come l'utilità e la sua diciamo versatilità
Pazzesca
Soprattutto per la pelviche
Prova a girare la mano Marco
Ho dato un suggerimento a Marco
Su come impugnare la telecamera
Dammi la bipolare
Adesso stai portando l'uretere in pratica
Stai facendo quello che avevi fatto prima
Esattamente
Qui abbiamo l'uretere che si appoggia
Sulla vena uterina
Che è questa
E invece questa che è sopra
È l'arteria uterina
E quindi questo è il famoso tunnel ureterale
che noi dobbiamo preparare per le esterettomie da K-cervice, che non è il caso della signora ovviamente.
Adesso mi proietto medialmente, vado in sicurezza, anche con l'ottica lavoro un po' più mediale, un po' indietro e fuori.
Io nella mia formazione sono stato fortunato ovviamente di aver incontrato il professor Scambia
che mi ha sempre stimolato e spinto a fare un tipo di chirurgia adeguata e modulata sulle esigenze del paziente,
Però devo anche ringraziare il mio professore di Berlino dove ho lavorato e ho avuto la mia fellowship, il professor Schneider, che è stato uno dei pionieri della chirurgia mini-invasiva in campo oncologico per i tumori ginecologici.
E quindi tutte queste manovre, questa conoscenza dell'anatomia in parte le devo anche a lui. Vedete com'è, questo è importante, mi dispiace veramente, non è vero che è completamente sangue.
Comunque, qua abbiamo l'uretere
Questa abbiamo l'arterioterina
Che abbiamo clippato all'origine
E ha tutto il suo decorso
Fino al corpo dell'utero
Qui abbiamo
La vena uterina
Che è posteriore all'uretere
L'uretere dovrebbe, spero, vermicolare
Dammi l'aspiratore
Aiutami con questo
Stai ad avvicinarti
Noi abbiamo fatto una prelazione un po' accentuata
Ma ripeto, è anche un significato didattico
devo vedere gli strumenti
però è molto importante
quando facciamo questo tipo di interventi
non dimenticarci che l'anatomia ci consente
di fare interventi radicali
ma anche di lavorare in assoluta sicurezza
qua è la vena iliaca esterna
l'ipogastrica
l'arteria iliaca interna
che diventa ombelicale
e quindi abbiamo preparato tutto
completiamo l'intervento velocemente
vai in overview per favore Marco
me lo tirate il filo
la tua trazione
vedete quanti centimetri ho guadagnato
rispetto all'uretere
quindi lavoro in totale sicurezza
entusiasmante
sono di 4
veramente bello
abbassalo
molla
grazie
quel colore che si vede lì
diciamo è il residuo
dell'indocianina
perché noi iniettiamo proprio a questo livello
All'inizio proprio all'interno
Dell'arteria uterina
Mediale
Spingi bene Vitalba
Prendi il prevescicale
Tutto al contrario
Ruota la pinza
Inquadrami
Gentilmente mi togliete la scialitica
Quella scialitica lì
Forse qui è un'energia monopolare
Più immediata
Se troviamo lo spazio
C'è un festival di luci in questa sala
Allora, ho un'altra sciaridica sopra di me, ok, questo è il piano anteriore, rifacciamo l'arteria uterina qui, questo era quello che diceva il professore prima, noi tendenzialmente in ginecologia sezioniamo l'arteria uterina soltanto medialmente, il fatto di prepararla all'origine ci consente di avere un piano più, un campo operatore più esangue.
lo rivediamo che è molto giù
non vedo benissimo
quello là fuori, perfetto
si vede bene anche dalla immagine
si, ecco devo vedere bene
adesso faremo un'incisione
della
della vagina
anteriormente
fai più trazione verso la
fai meglio la trazione
anche tu Marco, verso l'alto
vedete, si si indovina il piano giusto
anche questo dissettore
è eccezionale
è solo una questione di anatomia
la chirurgia è scelta dei piani giusti
in laparoscopia ha maggior ragione
assolutamente
spingi bene
lentamente
dammi il tempo di vedere
Marco devo prendere
e ti prendi dedicato questo
si lì è molto in sicurezza
perché lo refere se lo vuoi indicare
si vede a sinistra
si quello lì esatto
Lavori molto in sicurezza, perché ci segue da casa, in maniera da fargli capire un po'.
Vai indietro con l'altro.
Qua dobbiamo rivedere, vai vicino a fuori Marco.
Ok, di nuovo l'arteria uterina che qua gugliamo, in questo caso è più facile lavorare con la bipolare.
La sfruttiamo, visto che l'abbiamo aperta.
facciamo questa manovra
lo faccio con una
vedete anche questo mi facilita
vai vicino e fuori Marco
che i tumori dell'endometrio hanno bisogno
di sviluppare sempre questo colletto
questa è la vera classe A
cioè noi dobbiamo portare via anche un minimo di paracerdice
questa è la definizione
di classe A, vedete l'uretere come si muove bene
ovvero noi abbiamo
una classificazione dell'isterectomia radicale
che rispetta appunto questi piani anatomici
quindi noi abbiamo
Adesso non riesco a prenderlo perché la bipolare...
Vedete, questo tessuto va portato via in modo tale che la mia incisione sarà adeguata perché deve portare via un minimo colletto vaginale.
Non è l'isterectomia semplice, questo impatta sulla prognosi perché ovviamente nelle donne giovani il rischio di recidiva al livello della cupola è più alto che nelle donne anziane,
Ovviamente che proprio hanno un'aspettativa di vita inferiore, quindi è molto importante essere radicali, conservativi sulle funzionalità, però non dimenticarsi sempre i principi oncologici, questo è molto molto importante, quindi non improvvisare questo tipo di chirurgia, perché purtroppo anche questi dettagli possono fare la differenza.
Inquadriamo bene medialmente, quindi per questo io chiedo sempre lo specializzando in mezzo alle gambe che manipola l'utero, in questo caso con gli Egar, di manovrare tutto in modo tale che io possa portare via questo tessuto e fare la colpotomia soltanto quando è tutto preparato.
vedete, se avessi adesso un tampone
non riuscirei a portare via questo tessuto
vai indietro con l'ottico
si è vero, il camera è eccezionale
proprio uno strumento incredibile
forse anche la scelta della paziente
favorevole
molto molto favorevole, non sono tutte così
vabbè ma questo
è un mal comune
però mi è piaciuto prima
il discorso che hai fatto
che è molto giusto, sui dettagli
in oncologia, cioè tirar via un utero
credo io per una patologia benigna
che andiamo via per una patologia benigna
cambia radicalmente le cose
sembra una cosa così scontata
ma scontata non è perché è una chirurgia
che non va improvvisata nei dettagli
un po' quello che si richiede a noi
sulla chirurgia per esempio oncologica
dello stomaco piuttosto che del colon retto
dove devi comunque seguire
delle regole che veramente
cambiano di gran lunga
l'evoluzione della malattia
sottolineo una cosa
che sembra scontata però è giusto
secondo me ricordarla
non bisogna improvvisare nulla
quando si fa una chirurgia di tipo oncologico
il tecnici bello
tutto quanto non bisogna improvvisare nulla
assolutamente sono
contento che
condividiamo questi principi fondamentali
perché poi al di là di tutto
anche è una scelta
quella di fare oncologia
che ci deve impegnare nel mantenere
questo rigore che non è soltanto il rigore
scientifico ma anche il rigore clinico
perché al di là di
di tutti i protocolli
e quant'altro
poi la vera qualità
controllo della qualità
deve essere fatta da noi stessi
quindi questo rigore
questa serietà deve essere
proprio un modus operandi
no, questa è proprio
una mentalità che devi acquisire
devi essere sempre
attaccato a quello
perché sono malattie dove veramente
il gesto tecnico fa la differenza
e purtroppo
adesso qua spero che non ci siano degli oncologi
che ci ascoltano però
negli ultimi
30 anni, 20 anni ci sono stati passi giganti
sono stati chirurghi in oncologia
molto meno gli oncologi medici
perché insomma
il loro supporto è sempre molto limitato
in queste malattie qua
quindi dobbiamo essere molto radicali noi
nel nostro lavoro
sono assolutamente d'accordo con te
anche in questo forse un po'
noi ginecologi e oncologi siamo più fortunati di voi
perché questo è un po' anche per scuola
Scambia ci ha insegnato
a fare anche
nella nostra fellowship
nel nostro periodo di formazione
noi ci occupiamo anche delle terapie mediche
delle pazienti ginecologiche
ovviamente
ma questo l'ho notato
nei tuoi colleghi anche a Ferrara
intendo i tuoi colleghi ginecologi
che si occupano direttamente
non nel
fare il protocollo
però si occupano direttamente nel conoscere
anche queste terapie
sono molto più preparati
di noi generali
si è vero
ricontrolliamo l'uretere
che è qua lontanissimo
adesso la dottoressa toglierà gli egar
poi prendiamo un sacchetto
verde anche
mi avvicinate l'uncino monopolare per favore
il pedale scusate
voi lavorate anche una sala integrata
credo no?
quella fatta da Olimpo
se l'hai conosciuta qua sali
nella posizione classica cioè non laterale
no così mi
sono scomodo col piede
ok dammi il meridand
non c'è bisogno della garza
spingiti un po' di meno
per evitare diffusione
tieni l'utero per fuori Marco
dentro al sacchetto per avere una
ulteriore precauzione telecamera dentro quello sempre comunque sono d'accordo
tutti gli oncologici vanno protetti per come aiuterà con il sacchetto lo terrà
un attimo così un po aperto il sacchetto la parte superiore è fuori
questa bipolare si veramente complimenti al collega per la pulizia
del campo e per come ha fatto l'intervento è veramente bravo grazie
è tutto a merito
dopo la fine
di visione anatomica
ripercorriamo tutto
perché è veramente bello
una cosa che sia fondamentale
eseguire questo tipo di interventi
e al di là della diretta
ma che possano essere visti dai colleghi
anche magari in registrata
sarebbe più facile
per far sì che veramente la nostra scuola
chirurgica italiana
che non ha niente da nascondere agli altri
si è veramente portato avanti
con questi canoni di esecuzione
complimenti
grazie
noi adesso chiudiamo la pagina per via vaginale
penso possiamo interrompere il collegamento
vi ringrazio
della disponibilità
della pazienza di averci seguito
e sono contento
ringrazio tutta l'equipe
il dottor Punzo, Marco Dindino Sante
la dottoressa Gallitelli
questo scambio ovviamente
le ostetriche Bonin
Recchia e Valentino Di Sante
Vi auguro un buon congresso.
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