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13° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 3° SESSIONE L'INGEGNERIA CLINICA AL SERVIZIO DELLA SALA OPERATORIA Moderatore F. Deplano (Cagliari) L’evoluzione delle suturatrici meccaniche in chirurgia S. Testa (Tricase, LE)
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Con la prossima relazione della collega infermiere strumentista Sabrina Testa di Tricase che ci parla sulle evoluzioni delle strutturatrici meccaniche in chirurgia.
Buon pomeriggio, sono Sabrina. Ringrazio il professor Palazzini e Salvatore Casarano per aver invitato a questo congresso.
Vi parlerò delle strutturatrici meccaniche. Ma che cos'è una strutturatrici meccanica?
Leggiamole insieme. È un device meccanico in grado di effettuare in modo automatico e guidato
suture ed anastomosi chirurgiche. E perché vengono introdotte in sala operatoria? Per aiutare la
manualità del chirurgo. Questi punti, che andrò a leggere dopo, sembrano sterili, letti, ma poi vi
presenterò un video di 7 minuti e prenderanno forma. Rendono più agibili e affattibili alcune
suture tecnicamente difficili per posizioni anatomiche come può essere un esofago o un
retto basso. Danno più sicurezza alle suture messe a rischio dalla seticità del sito chirurgico
come possono essere intestino e stomaco. Abbreviano i tempi chirurgici della manovra
di sutura, assicurano una maggiore sintesi dei tessuti e in conclusione riducono i tempi di
digenza del paziente. Facciamo un breve cenno alla storia. Nascono nel 1908 da un chirurgo
ungherese, M. Rult. Dopo ci sarà un susseguirsi di innovazioni. Avremo l'introduzione delle
cartucce, l'esordio della suturatrice vascolare e nel 1960 la presentazione della suturatrice
circolare. Da qui nascerà l'esigenza di istituire istituti di ricerca e di assemblaggio delle
suturatrici meccaniche. Ho voluto dividerle in due specifiche, circolari e lineari, proprio per le
suture che loro stesse appongono. Sono composte da due branche, una che contiene le staplers,
l'altra che funge da incudine per modellarle. Possono essere motorizzate, robotizzate,
e articolate e vengono utilizzate in tutti i settori della chirurgia. Iniziamo a parlare
delle circolari. È una suturatrice circolare che quindi fa una sutura, come dice la parola,
circolare e può fare anastomosi termino-terminale o termino-laterale. Può essere fornita in vari
modelli, sia retti che curvi, e la testina cambia in base al calibro di segmento da sezionare. Appone
una doppia fila di punti con lama tagliente e attraverso, come vediamo in questa immagine,
la rotazione della manopola avvicina la testina al caricatore, eseguendo così la sezione ottimale.
Vediamo ora un'innovazione delle strutturatrici vascolari, che è il sistema Orville. È una
testina inserita a un sondino orogastrico, verrà introdotta dall'anestesista e poi recuperata in
in addome dal chirurgo. Ha un sistema di sicurezza e bloccaggio che è il filo blu che vedete che
verrà poi sganciata per togliere appunto il sondino orogastrico. Ma andiamo a quelle che
conosciamo praticamente tutti, le vecchie suturatrici lineari. Una è la TA che come
ricordiamo è esclusivamente occludente, quindi dopo la sezione del segmento bisognerà tagliare
il viscere. Andiamo poi a parlare della GIA che è una suturatrice lineare capace di sezionare e
suturare contemporaneamente. Vado avanti veloce queste perché le conosciamo tutti quanti e ora
parliamo dell'innovazione. Queste sono le lineari articolate, sono per open e laparoscopiche. Dove
sta la bravura di uno strumentista, soprattutto in laparoscopia? Riconoscere il trocar giusto
per l'inserimento della suturatrice e poi non a caso ho messo queste due immagini perché queste
due suturatrici si differenziano come montaggio. Una dovrà essere inserita lo stelo con una
rotazione mentre l'altra solo la carica. In questa immagine però la carica è già priva della levetta
di protezione ed è importante prima di inserire non staccare mai la levetta perché potrebbe non
non farla funzionare bene, scusate, questo mi è venuto così,
appone una doppia, tripla fila sfalsata di punti di sutura al titanio,
mentre una lama taglia il tessuto al centro.
Ho messo questa fotografia un po' per fare pubblicità
e un po' anche per far capire, ancora una volta,
l'importanza che ha la conoscenza dello strumento da utilizzare.
Questa è una suturatrice robotizzata.
motorizzata, che è differente, ha la possibilità di diminuire dell'88% lo scivolamento del tessuto
e grazie alla batteria il chiurgo non deve più azionare il manico, ma la suturatrice partirà da sola
evitando così micromovimenti. Ma l'importanza sono i due tastini di sicurezza. Uno è quel
tastino grigio che vedete, interruttore di inversione del bisturi, che inverte il bisturi
automaticamente. Mentre se anche questo non dovesse funzionare, sopra la suturatrice si ha un vano,
viene aperto, c'è una levetta nera e manualmente richiama la lama al suo interno. È importante
molto la compressione dei tessuti. Deve essere tra i 15 e i 20 secondi perché deve dare la
possibilità al tessuto di appianarsi e quindi garantire una corretta... scusate... una corretta...
non mi viene la parola
e va bene
una corretta
scivolamento della lama
un appianamento corretto dei tessuti
la nuova tecnologia
sono le ricarie grip surfing
cioè che diminuiscono
lo scivolamento del tessuto
questa è la sutura
robotizzata
ha un manico
pluriuso con all'interno
una batteria, ha un microprocessore
all'interno che garantisce il riconoscimento dello spessore del tessuto e così aiuta alla
chiusura delle branche. Ha uno stelo che viene inserito, ha la possibilità di una rotazione di
360 gradi, un'angolazione che va da 0 a 45 gradi e un feedback di riconoscimento della venuta del
corretto montaggio. Torno un attimo indietro. Sotto alla ghiera della suturatrice si hanno
delle luci verdi che si accenderanno ogni volta che lo step è stato completato. L'inserimento
della batteria venuta si accenderà a luce verde, l'inserimento dello stelo un'altra e così via.
Sopra invece alla ghiera ci dà l'emivita della suturatrice stessa. Ma ora andiamo a parlare
delle protagonissime delle suturatrici che sono le spille metalliche. Vediamo la conformazione
prima dell'incontro col tessuto e la conformazione dopo aver incontrato l'incudine. Le dimensioni
sono molto importanti e cambiano leggermente al variare dello spersore dei tessuti da trattare.
È composta da una corona, da due gambe e da uno spike che agevola l'inserimento nel tessuto.
È composto da due materiali, il core, che è un materiale super elastico, e lo snell, che è un materiale in titanio.
Attraverso la compressione collabisce i tessuti e garantisce la tenuta con le file sfalzate.
I ruoli dell'infermiere quali sono?
L'ho ripetuto molte volte, la conoscenza, cioè il corretto funzionamento del device, il montaggio, la scheda informativa e il giusto utilizzo.
Il controllo, perché noi siamo responsabili di garantire una seduta operatoria.
Dobbiamo sapere il materiale che deve essere utilizzato nella giornata odierna.
La formazione, non poco importante, sia fuori che dentro il campo.
Ho voluto fare un piccolo paragone, perché noi strumentisti di solito lo facciamo continuamente sui device che utilizziamo,
ma non per dire svantaggi e vantaggi, esclusivamente per mostrare la nostra esperienza del blocco operatorio.
Abbiamo l'eDrive, che è quella robotizzata, che ha una batteria esterna, quindi deve essere inserita con l'aiuto dell'infermiere di sala,
con quindi una procedura che potrebbe essere contaminata, mentre l'Echelon Power Plus ha una batteria integrata nella confezione.
L'eDrive ha bisogno di vari step del montaggio, mentre l'Echelon Plus con due step è pronta.
L'eDrive è pluriuso, quindi ha un minore impatto ambientale, perché sarà smaltita esclusivamente la carica, cosa che invece l'Echelon Plus è monouso.
No, scusate, ora deve partire il video.
Vi farò, vediamo nell'applicazione, nella realtà, alcune stablerate del nostro blocco operatorio.
Iniziamo con un'allobectomia inferiore sinistra.
Vediamo l'isolamento della vena polmonare inferiore.
Qua useremo una sotturatrice lineare con becco che aiuta la dissezione e l'isolamento del vaso con una carica 35.
Passiamo poi a sezionare il parenchima polmonare con sempre una sotturatrice lineare di carica media che ci garantisce una buona emostasi.
In seguito sotturiamo l'arteria polmonare sempre con la sotturatrice col becco, sotturiamo poi il bronco polmonare inferiore di sinistra e infine concludiamo così la nostra lobectomia inferiore sinistra.
Passiamo all'epatotomia sinistra.
Utilizziamo una sotturatrice lineare con carica vascolare sul ramo biliare di sinistra.
Dopo aver preparato il parenchima epatico, andiamo a sezionare la vena sobrepatica di sinistra, completando così la nostra epatectomia sinistra.
Passiamo alla pancrasettomia subtotale con sezione dell'ismo pancreatico con suturatrice con carica rivestita.
È una carica particolare in materiale PGA che garantisce una sigillatura totale e una buona emostasi.
Viene rassorbita in 15 settimane.
Possiamo poi porre attenzione alla complessità del caso.
Questa era una neoformazione che prendeva lo stomaco, la milza e, scusate,
Infine suturiamo il corpo e coda pancreatico e confezioniamo la nostra anastomosi colico-colica intracorporea laterale con suturatrice con carica vascolare.
Controlliamo l'emostasi della breccia e suturiamo con un filo.
Andiamo alla gastrectomia subtotale, facciamo la sezione duodenale sempre con strutturatrice lineare con carica media, andiamo poi a sezionare lo stomaco, anche questa con una carica 60 di colore viola media,
vascolare. Controlliamo le mostati sempre della breccia e suturiamo. Questa è la gastrettomia
totale. Dopo aver fatto la sezione duodenale e una linfodenectomia passiamo a sezionare
l'esofago. In questo caso vedremo l'utilizzo della testina Orville. Viene sfrutturato l'esofago
con una sfrutturatrice lineare di carica media. In questo caso usiamo il verde indocianina per
vedere la vascolarizzazione del moncone esofageo. Il chirurgo pratica un taglio al centro della
la sezione per estrarre il sondino orogastrico. Come ho detto prima verrà poi sganciata e siamo
pronti per confezionare la nostra anastomosi. Il caricatore viene introdotto a livello addominale
andiamo a una resezione del retto basso. Selezioniamo l'ano con una suturatrice lineare
con carica 45 per permetterci i movimenti nella piccola pelvi. Dopodiché andiamo a confezionare
l'anastomosi Nightingriffen. Vediamo il caricatore che entra dall'ano, l'inserimento della testina
e poi l'estrazione
del caricatore
rimane l'ultima slide che ringrazio
scusate
ma l'emozione
bene, siamo più o meno
nei tempi per cui ringrazio
tutti i relatori intervenuti
in questa sessione e lasciamo
spazio alla successiva, grazie
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