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24° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidente: F. PRETE (Bari) Moderatori: A. BESOZZI (Bari) P. MARINI (Roma) L. MASONI (Roma) M. MONTI (Roma) G. PERNAZZA (Roma) A. PEZZOLLA (Bari) M. ROSSI (Roma) F. RULLI (Roma) A. SAGGIO (Catania) A. TRICARICO (Napoli) Massive bleeding during laparoscopic cholecystectomy G. Romano
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Buongiorno a tutti, presento il video al posto del professore Romano
sono lieto di avere in sala il professore Prete
che recentemente abbiamo visto a Torino in una sessione di brecche video
veramente ripresento un caso clinico di un paziente
giunto alla nostra osservazione con una colecissita acuta
poi l'esame estologico rivelerà la presenza di una colecissita imprimatosa
che già si mette bene in evidenza
se avete visto bene sulla destra
il controllo prima dell'intervento che portava un 15 a 6 demoglobina
il controllo subito dopo l'intervento chirurgico con 10 a 5 demoglobina
quindi il paziente durante l'intervento ha perso ben 5 punti di demoglobina
subito all'esplorazione si mette in evidenza la coecistita acuta
il paziente giunge alla nostra osservazione al pomeriggio
viene operato durante le prime ore della serata
da un'equipo ovviamente esperta in laparoscopia
caso clinico particolare anche perché parente, il fratello di una nostra anestesista di sala operatoria
che quindi ci chiede la cortesia di non differire assolutamente l'intervento ma di farlo la sera stessa
quindi lei in sala, cominciamo l'intervento, ci avvariamo dell'idrodissezione
attuiamo un approccio combinato all'infundibolo, comunque al triangolo di caloccio
e in parte una critica al biosafety, in parte un approccio infundibulare
Sul versante laterale comincia però in queste prime manovre uno stilicidio arterioso che sembra inizialmente di poco conto, per cui tentiamo improvvidamente di mettere subito una clip per avversare il sanguinamento, il disastro si mette bene in evidenza il sanguinamento, anche se l'ottica è sporca, cerchiamo subito di andare a clampare e quindi mettiamo subito un clamp.
A questo punto cerchiamo di riorganizzarci, otteniamo inizialmente un facile crampaggio della struttura arteriosa per cui continuiamo in laparoscopia, in realtà il video è montato durante una decina di minuti, l'intervento è durato due ore e mezza e gran parte dell'intervento è stata dedicata proprio all'arresto di questo sanguinamento.
Ovviamente il paziente è stabile dal punto di vista emodinamico, l'anestesista, quindi la sorella, ci rassicura sulle sue condizioni emodinamiche e ci dice di proseguire tranquillamente come meglio riteniamo.
Per cui a questo punto abbiamo clampato nuovamente il vaso, iniziamo con quelle che sono delle manovre di irrigazione e suzione per avere un po' meglio chiara l'anatomia.
siamo praticamente a ridosso della colecisti
ecco qui sembra che l'abbiamo nuovamente arrestato
in realtà non sarà così
e qui sembra che stiamo per isolare questa struttura arteriosa
in realtà proviamo nuovamente a mettere delle grippe
su una struttura che era già più preparata
anche la difficoltà
in questo momento il vaso è clampato dall'aiuto
quindi sia l'aiuto sia il primo operatore sono due chirurghi esperti
e neanche questa volta riusciamo
A questo punto cambiamo completamente strategia e il vaso viene clampato dalla mano sinistra del primo operatore, quindi non più l'aiuto, ma l'aiuto a questo punto svolge di nuovo la sua funzione di esposizione con il dissettore e il primo operatore riprende in mano la situazione.
Aver cambiato mano ovviamente ci fa avere un approccio diretto perpendicolare alla struttura che viene clampata nella sua interezza e denotare proprio il calibro, la portata di questo vaso arterioso per cui già capivamo che non potesse essere in realtà l'arteria cistica perché inizialmente da quello stilicidio anche su una seda anomala pensavamo potesse essere un'arteria cistica e a questo punto abbiamo clampato definitivamente per l'ultima volta.
procediamo ancora delle manovre di lavaggio per isolare ancora meglio in
maniera smussa il vaso. A questo punto il quadro è più chiaro e possiamo
posizionare delle clip su una struttura che non è preparata sicuramente al
punto abbiamo risolto la complicanza emofragica, laviamo ancora una volta e
E continuiamo con l'intervento di corecistettomia per capire anche un po' meglio l'anatomia di questo triangolo di calore.
Il dottor Cissico si presenta aumentato di dimensioni, in realtà non è dilatato, lo vedremo successivamente, ma è imbibito dalla flogosi,
per cui non è possibile posizionare delle grippe in sicurezza e ricorriamo in questa situazione alle legature intracorporee.
non abbiamo effettuato la colangiografia intraoperatoria
sia perché peroperatoriamente il paziente non aveva alcun indizio di una litiasi alla via biare principale
sia perché come accade spesso in questi casi il cistico stesso più che essere dilatato è coinvolto nella frogosi
per cui più che essere dilatato dal passaggio di un calcolo si presenta imbibito nelle sue pareti
vedremo successivamente che a questa legatura il cistico verrà sezionato
e il lume del cistico in realtà è molto piccolo, quindi assolutamente nella norma.
In questo caso soliamo spesso non utilizzare almeno la prima parte delle forbici a freddo
ma utilizzare le forbici elettrificate per evitare che si possano dislocare proprio le legature.
Ecco, stiamo aprendo il lume del cistico e il lume del cistico non presenta il proprio interno materiale litiasico
ed è molto piccolo comunque nella norma.
procedendo una dissezione
identificiamo un primo ramo arterioso
siamo a ridosso, una dissezione condotta proprio a ridosso della colecisti
per cui identifichiamo questo primo ramo arterioso che è l'arteria cistica
in realtà sarà soltanto un ramo, quindi il ramo anteriore
si mette bene in evidenza il lume
nelle riprese successive
e qui anche il ramo posteriore dell'arteria cistica
quindi che viene sezionato
quindi proprio a ridosso del letto della colecisti
A questo punto quindi mettiamo in evidenza anteriormente le crippe sull'arteria cistica, sugli errami, invece posteriormente le crippe sulla nostra struttura.
Durante tutto l'intervento ovviamente abbiamo osservato il fegrato per vedere se andava incontro a fenomeni di ischemia, non si è verificato alcun fenomeno almeno durante tutto l'intervento di ischemia,
per cui abbiamo deciso, ragionevolmente, forse anche rischiando un po', ma comunque sicuri della giovane età del paziente e del fatto che anche l'anestesista ci confortava, abbiamo deciso di terminare l'intervento di corecistectomia, alla fine abbiamo posizionato delle frangiarità così le sullette epatico della corecisti per ottenere un ulteriore perfezionamento dell'emostasi e abbiamo mandato il paziente a letto.
il degosso postoperatorio è stato regolare
a parte il calo di emoglobina intraoperatoria
non si è osservato più alcun calo emoglobinico
nel postoperatorio
il drenaggio è stato sempre silente
e il paziente è stato dimesso
forse un po' prematuramente
in terza giornata postoperatoria
l'intervento è stato seguito nel 2011
quindi ormai due anni fa
e da oggi il paziente che è stato controllato
ecograficamente con delle ecografie
e non presenta alcun segno di ischemia o comunque di lesione epatica
che possa essere imputabile alla legatura di un'arteria principale.
Grazie.
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