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33° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 24 - 25 novembre 2022 P. MAIDA Laparocele VLS Casa di Cura Malzoni, Avellino U.O. Chirurgia Generale
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Buongiorno, sono il dottore De Stefano, un collaboratore del professore Maida, dalla casa di cura Malzoni Avellino.
Il caso è un laparocele in un paziente maschio di 67 anni, operato una sola volta per aneurisma della orta addominale nel 2019.
Alla TAC abbiamo visto...
...la roma, mi sentite?
Mi buttate questo un po' più avanti e alzate il letto?
Sì, sì, sentiamo, sentiamo.
Ci sentite?
sentiamo
chi c'è in linea?
mi dai un software da 5?
pronto?
è capezzuto come discassant
io sono Maida
ma c'è anche un
montatore, chi c'è?
in questo momento
non è preso
va bene
allora io direi vi presentiamo il caso
clinico, questa è la parocella, la linea mediana
vi presentiamo
il caso e poi vi faccio vedere la disposizione
di droga e tutto, va bene?
La ringrazio
Grazie a voi Giuseppe
Salve, sono il dottore De Stefano, un collaboratore
del professore Maida, come stavo dicendo
paziente maschio di 67 anni
operato una sola volta per
aneurisma della orta addominale a marzo
del 2019, presenta
un laparocelle multiplo della linea
mediana, un difetto sovra
umbilicale e un difetto sotto umbilicale
quindi un M2 M4
senza impegno di ansi leali
e questa è l'immagine
nella prima immagine abbiamo il difetto sovraombelicale
invece nella seconda
quello più piccolo sotto ombelicale
perfetto
allora
voi avete l'immagine esterna adesso?
dai la pinza
abbiamo l'immagine
di lei che opera
professore
quella del campo esterno
o il campo interno
L'immagine interna, l'immagine interna, l'introduzione alla telecamera.
Adesso vi faccio vedere l'immagine esterna, eccola, la vedete in cartouche?
Sì, sì.
Allora, la cicatrice, mi dai un pennarello un attimo?
Allora, volevo darvi l'idea del caso, al di là adesso dell'attacca e di quello che vi è stato detto.
Il paziente ha avuto un intervento per l'aneurisma e la vostra addominale,
ha una laparotomia particolarmente piccola che va da qui a qui.
Vedete l'immagine?
Sì, sì, certo, certo.
Questo è l'ombelico e noi siamo sul lato sinistro del paziente. Vedete, siamo piuttosto laterali, siamo tra emiclaveare sinistra e ascellare anteriore.
Abbiamo posizionato un trocar da 12, che è questo per l'ottica, e due trocar da 5 operatori che sono ai due lati della telecamera.
ovviamente abbiamo cercato
avendo fatto il pneumo peritoneo col Verres
abbiamo cercato di tenerci distanti
per poter garantire un'opera dell'appadeguato
con comodità
adesso vi do l'immagine interna
se ve la danno
vedete che adesso sto pigiando col dito
sull'estremità craniale della cicatrice
vedete che il difetto più grande
corrisponde proprio all'estremità craniale
e poi invece vedete abbiamo
Abbiamo uno sfrangiamento quasi completo della cicatrice, qui siamo a livello ombelicale dove c'è l'altro difetto, ma in realtà vedete che la cicatrice è sfrangiata, questa è l'estremità distale della cicatrice.
Quindi adesso esploreremo tutta la lunghezza della cicatrice e credo che poi copriremo con un'unica protesi il difetto.
vedete che è un difetto particolarmente favorevole
nel senso che non c'è bisogno di fare riduzione di nulla
e quindi non c'è bisogno di fare adesiolisi
e quindi partiamo direttamente con la preparazione della parete addominale
che inizia a questo livello
vedete incidiamo il grasso che ricopre la fascia
perché sapete che in questi casi il principio fondamentale
è quello di assicurare la protesi alla fascia e non al grasso.
Domande?
No, tutto bene per adesso.
Volevo sapere se usava degli aghi per delimitare esternamente e quindi anche internamente la parocelle.
Sì, quando facciamo la misurazione poi usiamo degli aghi, certo,
per avere il riferimento, normalmente si utilizzano aghi che vengono fatti corrispondere ai punti poi che vengono fissati sulla protesi come riferimento,
ma questo lo facciamo appena abbiamo preparato il diletto per bene.
Quindi successivamente.
Esatto.
E invece come trattate le diastasi dei retti?
No, la diastasi è diversa perché normalmente la stiamo approcciando con tecnica extraperitoneale, la paroscopica posizionando i trocar in sovra pubblico e quindi con una protesi extraperitoneale.
Per la verità in passato abbiamo anche fatto qualche caso con approccio intraperitoneale, però diciamo che al di là dell'indicazione limitata i risultati non sono poi sempre ottimali.
Con la tecnica invece in cui la protesi viene posizionata in preperitoneo effettivamente la correzione del difetto sembra essere piuttosto soddisfacente.
Tipo Fiori con le cose lì?
Tipo?
tipo un operatore
fiori, fate la parte bassa
del sovra pubblico
scollate, ma poi mettete
la rete la mettete more solito
la mettiamo in trepedito nero
esattamente, retro muscolare
e con che acronimo la chiamate quella tecnica?
non ho capito
con che acronimo la chiamate?
no, io non la chiamo
allora la tecnica
dunque, diciamo
il precursore è stato
scola
l'autore scuola dio il abbiamo parte c'è parte tutto dalla dalla tecnica brasiliana preperitoneale
ma in realtà per esempio c'è collega manetti che l'ha portata avanti e l'ha messa appunto
ed è una tecnica che poi prevede ovviamente avvicinati l'utilizzo delle strutturatrici per
la struttura della fascia ma ce ne sono veramente tante insomma diciamo lì vale più che altro il
principio che nella diastasi
fosse vale la pena posizionare la protesi
in preperitoneo
o forse
apri un troga
ho capito
vai sopra
non ho capito scusami
posizionare la protesi
la plastica della fascia
usiamo la
la fascia viene
strutturata, ma stai parlando della diastasi
si della diastasi certo
Certo, però forse confondiamo un po' la platea se parliamo di diastasi mentre facciamo un laparocele, credo, no?
Queste fasi qua sono fasi classiche, no?
Sì, questa è la fase in cui bisogna fare attenzione a non lasciare contenuto nel sacco perché altrimenti il paziente poi conserva la sensazione di avere ancora l'ernia.
E d'altra parte in questa fase, soprattutto a livello ombelicale, diciamo che abbiamo anche la necessità di salvaguardare la cutere dell'ombelico perché lì poi il rischio di avere successivamente un'infezione della protesi è abbastanza alto.
Quindi sono fasi concordo banali che però riservano la loro importanza soprattutto per quanto attiene al decorso postoperatorio e a possibili complicanze.
Vedete qui si identifica abbastanza bene il sacco che viene scollato e ovviamente l'identificazione di questo piano è il presupposto per avere la certezza di essere nel piano corretto.
Vedete un po' come l'ernia diretta nell'ernioplastica inguinale, però vedete che in questo modo noi abbiamo la certezza di ridurre completamente l'ernia e quindi non lasciare nulla di esuberante.
Ovviamente qui parliamo sempre di grasso preperitoneale, perché vedete che viscere non ce n'è.
Riscinati.
Alla fine è una bella ernia.
Sì, sì, infatti, ma clinicamente era piuttosto evidente.
Riscinati.
Vedete che adesso cominciamo a intravedere il sottocute con lo sacco.
Riscinati.
Sbanda un po' di là, per favore.
Indietro.
Ecco, vedete che qui sezioniamo anche parzialmente il sacco, in maniera tale, come dicevo,
da avere la certezza
di una riduzione completa del suo contenuto
io scusami
mi sono aggiunto un pochino tardi
mi hanno dato un pochino tardi
la tua postazione
ma è in esiti di un intervento
di colcistectomia laparoscopica
o qualcosa del genere
no no, questo è un aneurisma della volta addominale
ah un aneurisma della volta addominale
che è stato fatto curiosamente
con una mini laparotomia
considerate che questo è l'ombelico
la cicatrice va da qui
da qui a qui, e quindi la cicatrice, dopo ve la mostro di nuovo, dall'esterno di una decina di centimetri.
Ovviamente come succede di solito, lo sfiancamento supera un po' le dimensioni della cicatrice,
e quindi, mi date un attimo l'immagine esterna, vi faccio rivedere l'immagine della cicatrice?
Ecco lì, si vede bene.
Allora, vedete, questa è l'estremità craniale, questa è l'estremità caudale,
noi siamo ovviamente a sinistra del malato
e questo è l'ombelico
l'ernia principale è questa
quella che avete visto che abbiamo già ridotto
e questa qui è quella ombelicale
poi c'è lo sfiancamento
però vedete, mi dai il righello un attimo
la cicatrice credo che a occhio non sia più di una decina di centimetri
e quanto lasci poi di overlapping?
almeno 5 centimetri
adesso questo lo calcoliamo insieme
vedete la cicatrice è di 12 centimetri e mezzo
i due difetti vengono stimati
alla TAC
Mi date l'immagine interna? Vengono stimati alla TAC, mi sembra di 4 e 3 centimetri, ma ovviamente bisogna considerare anche tutta la parte di tessuto sano che c'è in mezzo, quindi adesso valuteremo insieme.
Possibile che non funziona più? Adesso funziona.
Facciamo un po' di mostrasi in modo da evitare sorprese dopo.
Certo.
Allora, continuiamo nella propria idea.
Questo qui è il difetto principale, abbiamo detto il più craniale, e qui vedete si intravede quello ombelicale, quindi adesso scendiamo in modo da avere una preparazione uniforme di tutta la parete della parte che ci interessa.
E ovviamente esploriamo tutta la cicatrice in maniera tale da essere certi di non lasciare sfiancamenti, effettivamente nonostante sia piccola sembra una cicatrice che è abbastanza sofferta, probabilmente, anzi forse è proprio questo il motivo, essendo piccola, le trazioni che hanno dovuto impiegare sono state notevoli.
avvicinati, qui siamo dal lato opposto
adesso apriamo la fascia
in maniera tale da avere
ecco, avvicinati
allora noi ovviamente l'overlap
lo misuriamo
però vedete, allarga un attimo
che a occhio qui siamo almeno a 7-8 cm
quindi qui ci fermiamo
e proseguiamo verso il basso
mi faceva piacere
soprattutto, tu chi sei scusami?
pronto?
sono Panzera Mario di Milano
ciao, buonasera
Allora, mi faceva piacere soprattutto confrontarmi con le indicazioni, perché credo che non tutti avrebbero fatto questa scelta e probabilmente ci sono diversi modi tutti corretti di correggere questo difetto.
Questo credo sia uno di quelli, ma sicuramente non è l'unico. Quindi mi faceva piacere sapere se avreste fatto qualcosa di diverso e cosa.
Allora, tieni conto che per tanti anni ho fatto come stai facendo te, poi quando hanno scoperto
che il DRG è di 1260 euro e la rete ne costa 2-3 mila hanno detto basta e si sono tornati a chiuderle
per via tradizionale. Questo mi sembra un ottimo discorso manageriale, ma diciamo tra virgolette
poco scientifico, diciamo in maniera ottima, adesso al di là di questo che è un argomento assolutamente,
dico ma tu quale pensi che sia
il metodo migliore
condivido
ma tu quale pensi che sia
al di là dell'aspetto economico
diciamo
cicatrice complessa con due buchi
dovendo mettere una rete
almeno di 20 cm di lunghezza
per avere un overlapping sufficiente
a garantirti
sicuramente la laparoscopia è il metodo migliore
per cui
poi sto per andare anche oltre
logicamente
l'aspetto l'aspetto economico è ormai in tante strutture aspetto economico è diventato
prioritario facciamo più ernie laparoscopiche che costa troppo certo sei l'ernia normale tu entri
ti operano vai a casa pomeriggio e fine la trasmissione paziente contento se ne ha due
torna dopo due mesi e fa un'altra ernia qui siamo a livello del difetto umbilicale scusami
sempre capezzuto da Roma, poi i difetti li accosterai, cercherai di ridurli oppure li
lasci così e li colmi con la protesi? Noi facciamo l'iphone classica, non facciamo
l'iphone plus, quindi non suturiamo il difetto e questa è una scelta, se mi passate il termine
filosofica, nel senso che sapete bene che sono due tecniche, entrambe validate dalla
la letteratura
diciamo ci sono vantaggi e svantaggi
in entrambe
io francamente credo
che se scegliamo di fare
una tecnica tension free
quale è quella
la paroscopica, forse vale la pena
portarla avanti così fino in fondo
e non appesantirla con una sutura
che poi
non credo che aggiunga molto alla riparazione
quando sappiamo bene che la riparazione
è protesica
quindi
Più che altro è un fatto estetico per il paziente dopo che se lo vede un attimino anche lui ha un'impressione che è ridotto il lavarocele.
Tu fai riferimento al bulging immagino?
Esattamente.
Adesso parlo di IPOM chiaramente, non di IPOM Plus.
quando tu hai il bulging dopo un intervento
devi addebitarlo a un errore tecnico
dove sicuramente
non hai steso in maniera corretta la protesi
quindi non è un difetto
insito della tecnica
è proprio un errore nel corso
del fissaggio della protesi
che diciamo viene fissata male
non adeguatamente
poi i motivi possono essere diversi
quindi diciamo
io francamente non mi sentirei di consigliare
il passaggio all'iPhone Plus
per evitare il bulging
per evitare il bulging
bisogna fissare bene la protesi
indipendentemente dalla tecnica
i vantaggi teorici dell'Icon Plus
noi sappiamo che li possiamo ritrovare
nell'ambito
della
minore incidenza di sieromi
come sappiamo
ma anche lì
se noi facciamo la valutazione
che il sieroma
non è una patologia
Ma è una conseguenza più o meno inevitabile questo tipo di intervento che spesso, la maggior parte delle volte, si risolve da solo. Però, ripeto, è una scelta a monte filosofica che io non mi sento di contestare, nel senso che ognuno poi decide come meglio crede.
ripeto ci sono vantaggi e svantaggi
in tutte e due le tecniche
sono due tecniche che hanno dimostrato la loro validità
in termini di
in termini di incidenza
di recidive
quindi non credo
che sia una scelta sbagliata
propendere per l'uno o per l'altro
secondo me il grosso problema
problema tra virgolette
la grossa opportunità se vogliamo
che ha il chirurgo attuale
il chirurgo di parete attuale
e di avere più tecniche tutte valide per affrontare un intervento di questo tipo
e quindi la possibilità che abbiamo è quella di adattare la nostra tecnica al paziente
a seconda della tipologia oppure a seconda delle nostre capacità o sensazioni
anche il discorso di posizionare una protesi in peritoneo al di fuori
nel momento in cui la letteratura ci dice, ormai questo l'ha detto in maniera chiara e incontrovertibile
che esistono protesi specificamente prodotte che possono essere utilizzate in peritoneo in maniera assolutamente sicura
credo che questo significhi che abbiamo a disposizione più tecniche per riparare il nostro difetto
quindi io ne farei solo una questione di opportunità che noi abbiamo
Ovviamente questo presuppone uno studio attento del malato, presuppone una conoscenza adeguata dei materiali perché poi ovviamente ogni tipo di intervento corrisponde a una diversa tipologia di protesi e questo dobbiamo saperlo molto bene prima di affrontare un difetto di parete.
Questo è un ragionamento piuttosto scontato per chi si dedica regolarmente alla chirurgia di parete, un po' meno per chi si trova, come spesso capita, a fare la parocelle a fine seduta e allora a quel punto, a meno che le dimensioni non siano proibitive, forse la RIV conserva la sua efficacia.
Io francamente, avendo la possibilità di fare la paroscopia, per esempio ho abbandonato la RIV perché le indicazioni sono assolutamente sovrapponibili come dimensioni e quindi mi ritrovo avvicinati a fare un buon numero di laparoceli laparoscopici pur nella consapevolezza che sono, oggi abbiamo un po' di problemi con l'aspiratore di fumi,
pure la consapevolezza che sono patologie
diciamo tra virgolette svantaggiose
dal punto di vista economico
vedete che qui comunque la cicatrice
va ben oltre i limiti cutanei
infatti vedete qui
si sovrappone il tessuto cicatriziale
al tessuto vergine
e quindi dobbiamo portare un po' più di attenzione
nella dissezione
avvicinati
e conviene essere piuttosto accurati
proprio per evitare
sanguinamenti
avvicinare, vai sopra
vedete questo qui è un altro minuscolo difetto
probabilmente di parete ma
i due difetti principali
fai vedere un attimo
vedete qui c'è quello ombelicale
che era il più piccolo
mentre invece più in alto vedete c'è quello lì più grande
e poi in mezzo vedete c'è un altro
piccolino e poi
avrete modo penso di apprezzare
vai verso il basso
vedete la cicatrice
comunque è globalmente sfrangiata
Quindi penso che la copriremo per intero ovviamente con una protesi.
Avvicinati, tira su un attimo, ok, avvicinati, avvicinati.
Questo è l'intervento che abitualmente viene fatto a tre troga.
Normalmente lo facciamo, vediamo la distanza dal difetto, che mi sembra già adeguato.
Facciamo un altro po', avvicinati qua.
Viene fatto a tre troga, dicevo, due da 5 e uno da 12, che è poi quelli che consente l'introduzione della protesi.
grosso modo questa è la tecnica
che viene adoperata un po' da tutti
come metti
il trocar che è sempre quello un pochino più difficile
come metti scusami
il primo trocar che è sempre quello un pochino più
complicato da mettere
allora io sono abituato a fare
il pneumo peritoneo col
verres
diciamo al punto di palmer
dopodiché
questo ci dà l'opportunità
soprattutto nei casi
con pazienti non eccessivamente grossi, di rivalutare ad addome gonfio il difetto e quindi calibrare al meglio il posizionamento dei trocar successivi, per essere certi di avere l'adeguata distanza tra i trocar operativi, l'ottica e il difetto per poterlo gestire, perché sapete che spesso ci si ritrova con l'ottica o i trocar operativi al ridosso del difetto,
e questo è uno dei motivi poi di insuccesso
dell'intervento perché ovviamente
avere i trocar troppo vicini non consente
di dare l'overlap adeguato
soprattutto sul lato
dove è messo l'ottica
esattamente
vedete che io penso che
siamo arrivati alla fine
della nostra dissezione
si
sebbene oltre i difetti
si allora
capovolge un attimo l'ottica
facciamo vedere il difetto
allora vedete abbiamo un difetto qui però vedete che la cicatrice adesso il limite inferiore della
cicatrice questo e vedete che comunque qui è tutta cicatrice sfrangiata quindi noi la ricopriremo
ovviamente l'overlap lo possiamo far partire da qui e dare qualche altro centimetro ovviamente
uno sfrangiamento di questi non necessita di un overlap di 5 cm però considerate che perché siamo
siamo arrivati fin qui, la protesi la facciamo partire da qui, mi dai un ago? Cominciamo a delimitare con aghi il nostro campo per avere un riferimento, quindi più o meno questa è l'estremità distale della protesi, se vi danno anche l'immagine esterna vedrete che corrisponde a un paio di centimetri oltre il limite caudale della cicatrice,
vedete qui siamo in basso
questa è l'estremità caudale
e l'ago si trova un paio di centimetri al di sotto
poi invece proseguendo verso l'alto
sempre sulla linea mediana
vedete arriviamo al difetto principale che è questo
che corrisponde vedete
all'estremità craniale della cicatrice
e quindi qui ci prendiamo almeno 5-6 centimetri
e qui dopo li misureremo
e andiamo qui a posizionare il nostro ago
vedete la distanza che dopo misureremo dall'interno e la stessa cosa facciamo con i difetti laterali
vedete consideriamo questo punto che è il margine del difetto maggiore come limite e quindi ci
portiamo più o meno a 5-6 centimetri lateralmente ovviamente quest'ago è stato posto equidistante
tra i due aghi craniocaudali fammi vedere l'altro lato analogamente facciamo dal lato opposto
Ci portiamo più o meno in questa zona, vedete il difetto, il cui limite è questo, vedete, da qui a qui penso siano almeno 6 cm, adesso li misuriamo dall'interno, talvolta misuriamo anche dall'esterno quando il difetto è semplice come in questo caso, però mi sembra anche corretto nell'ambito di una dimostrazione far vedere la procedura più giusta.
Allora, se mi dai, fammi pensare un attimo. Introduciamo il centimetro. Allora, abbassate a 8 il pneumo, per favore. Ovviamente misuriamo con 8 mm di mercurio, in maniera tale da non avere una iperdistensione dell'addome.
andiamo verso il basso
allora vedete che qui sono 15
in quadra fino a dove c'è il difetto ombelicale
che è questo
il difetto ombelicale è questo
vedete sono già
in quadra verso il basso
sono 7 cm di overlap
vedete?
quindi abbiamo 7
dopodichè abbiamo praticamente
il 15 che arriva fin quassù
che corrisponde più o meno
all'estremità
adesso calcoliamo
quindi sono 15 cm e poi, cioè 14, un attimo che laviamo, abbiamo calcolato 14 cm dall'ago distale al difetto più craniale, adesso calcoliamo l'overlap che abbiamo dato rispetto al difetto craniale e avremo le dimensioni complessive della protesi per quanto riguarda le dimensioni longitudinali.
Allora vedete abbiamo l'ago lì, l'ago è qui, quindi abbiamo 6 cm di overlap, quindi sono 14 più 6, 20 cm, e invece l'aspetto trasversale abbiamo l'ago qui, abbiamo 15,
vedete abbiamo qui e questo vedete il limite più laterale del difetto quindi anche qui abbiamo 6
centimetri vedete di overlappa in verso mini così peggio allora abbiamo da 10 utilizziamo questo
punto come repere questo che sto toccando con la pinza rete 11 centimetri da 4 a 15 e adesso
vieni indietro, calcoliamo la distanza residua, vedete anche qui l'overlap è abbondante perché
vedete che sempre rispetto a questo margine siamo sempre a 6 cm, vedete? Sì, metti la bella 20x15.
La 20x15 esatto, vieni indietro, calcolate che, adesso la tiriamo fuori, allora calcolate che
una 20, normalmente la misurazione di una 20x15 si fa con tutta comodità anche dall'esterno,
anche perché
diciamo essendo un difetto
mediano consente
anche sbagli in eccesso
allora se togliamo questo
facciamo un piccolo campo qua
ci dai il campo qui che facciamo vedere la protesi
la sacromiamo
adesso tagliamo la protesi, cambiamo i guanti
dicevo normalmente
in questi casi la misurazione la facciamo
dall'esterno
però come vi dicevo prima in questo caso
è stato giusto fare una misurazione
tradizionale dall'interno
15-20. Sì sì qua qua. Mi date i guanti? No ma lo facciamo qua non soltanto. No no ha detto di fare
è qui? Perfetto. Allora, noi oggi impiantiamo una sineco, avete l'immagine? Vedete che è
una protesi che ha una doppia faccia, questa qui, non so se avete modo di vederla, è lucente,
questa qui è opaca, questa va a contatto con la parete muscolare e questa va a contatto
con gli usciti. Noi disegniamo su questa ovviamente perché è quella che verrà posizionata
diciamo, verso il basso
e quindi è quella che vedremo
qui diciamo, essendo un difetto piuttosto
semplice e un difetto
mediano, non c'è bisogno di disegnare
molto, ci limiteremo a
disegnare il punto centrale della protesi
e i quattro punti cardinali
ma normalmente
tendiamo a disegnare anche il
difetto, quando i difetti
sono asimmetrici o sono di dimensioni
maggiori, perché può risultare utile
soprattutto quando poi si va
Qui ti basta una croce praticamente.
Ma sì, abbiamo disegnato i quattro punti che dovranno corrispondere agli aghi che abbiamo posizionato.
La misuriamo, ma è una 15-20 questa, vedete, 20 per 15, quindi siamo tranquilli, non c'è bisogno neanche di ritagliarla.
E' una protesi che ha memoria, noi adesso la sottoliamo in maniera tale da avere il punto cardinale, definiamolo nord, subito disponibile. Normalmente non utilizziamo punti di trazione.
Quindi è una di quelle in memoria, quindi ti rimane stessa all'interno e si è più facile.
esattamente
allora pulisci il troga
pinza a me
adesso vediamo l'immagine interna
ok
se invertiamo le immagini è meglio
perfetto
ok
vedete che la protezione è già in parte
svolta da sola
abbiamo il ponte di grasso
preperitoneale che è rimasto integro
però poi dopo decideremo cosa farci.
Adesso diciamo che il nostro obiettivo è quello di far coincidere
il punto cardinale che definiamo nord con l'ago che abbiamo posizionato.
Allora, noi tendiamo a fissare sempre con non riassorbibile,
talvolta utilizziamo un sistema misto,
diciamo che con questa protesi
che è piuttosto leggera
possiamo consentirci qualche libertà
quindi però diciamo
che in linea di massima
la preferenza va
al sistema
non riassorbibile
togli pure
abbiamo tolto l'ago
abbiamo fissato il primo punto
il pneumo è a 8
stiamo facendo tutto l'intervento a 8
per stare tranquilli
adesso vedete che svolgiamo completamente la protesi
andiamo alla ricerca del punto più distale
che è qui, lo vedete?
e vedete che la protesi corrisponde
perfettamente a quello che noi
ai punti che avevamo
predeterminato, come vi dicevo
in un caso come questo
non è fondamentale essere precisissimi
ma aiuta, mantieni
e ovviamente con la misurazione interna
togli l'ago
siamo quasi certi
allora a questo punto noi abbiamo
fissato la protesi, vedete nord-sud
adesso possiamo fare
una serie di valutazioni che sono in primis
il fatto che vedete il centro della protesi
corrisponde ai difetti
e questo si può fare abbastanza
semplicemente in questo caso e poi
l'altra cosa che possiamo fare, vedete andiamo in alto
qui, per evitare proprio il difetto a cui si
riferiva il collega di sbandare verso la
protesi, vedete, qui siamo certi
che siamo in buona posizione, andiamo a vedere
dal lato opposto
e vedete anche qui la protesi corrisponde
perfettamente agli aghi e quindi
a questo punto procediamo
togli questo per favore
a fissarla
adeguata contro pressione ovviamente
andiamo dall'altro lato
togliamo l'ago
allarga un po', allora vedete che adesso
noi abbiamo la protesi che è già su
se avete immagine all'esterno
vedete, premiamo col dito
sul punto del difetto più craniale
che era qui, quindi abbiamo i 6 cm
di overlap a questo livello
poi abbiamo il difetto
ombelicale che era più centrale
e qui abbiamo gli altri 6 cm
che coprono lo sfiancamento
L'intervento sostanzialmente è finito e noi adesso dobbiamo semplicemente limitarci a fissare la protesi e lo faremo ovviamente posizionando dapprima i punti cardinali intermedi per avere un'ottimale stesura della protesi.
In questo modo siamo certi di evitare anche ogni tipo di piega della protesi che pregiudica il risultato e che è all'origine, come dicevamo prima, del bulging, che come vi dicevo è un errore tecnico.
Vedete la protesi come sta bene su, tranquilla. Completiamo il fissaggio con dei punti intermedi, diciamo che qui andiamo a un centimetro abbondante, perché come vi dicevo la protesi è piuttosto leggera e quindi consente anche di risparmiare qualche protac, in termini, sapete che il problema principale del protac è il dolore cronico post-operatorio e quindi in questo caso noi ci sentiamo anche un po' più garantiti in tal senso.
L'importante è fare la contropressione per essere certi che le spiralette penetrino in maniera assolutamente perpendicolare.
Fai sempre una doppia corona, vero?
E facciamo sempre una doppia corona, esattamente, che è un'altra garanzia di buon risultato.
Ne serve un'altra?
Sì, ma fate una prima.
adesso noi posizioniamo la doppia corona partendo dalla zona di assoluta certezza quindi che qui
siamo a 4 cm a occhio più o meno dal limite craniale finito facciamo la stessa cosa dal
lato opposto sempre per mantenere una certa simmetria quindi andiamo esattamente qui
proseguiamo vedete sempre per punti cardinali e poi proseguiamo con quelli intermedi qui ovviamente
poi dipende anche dalle dimensioni del difetto, su quanto noi vogliamo, diciamo, essere sicuri
di fissare bene la protesi, ma insomma la corona interna può essere più o meno stretta,
ripeto, a seconda anche delle preferenze, delle attitudini. E poi io normalmente posiziono
invece qualche altro, quando abbiamo il difetto disegnato noi tendiamo a mettere qualche punto
anche più vicino sul margine del difetto qui diciamo che non ce n'è bisogno quindi mettiamo
qualche punto in più sulla corona esterna vedete anche intermedia tra le due per garantire un
un'integrazione adeguata poi della protesi ecco questo è l'effetto vedete della siamo a favore
di telecamera perché in realtà vedete che la differenza la distanza tra i tre i punti è più
o meno sempre la stessa vedete che la protesi è perfettamente fissata sta su qui non ci sarà
a bulging nella maniera più assoluta
la cosa che si può fare in alcuni casi
ma qui non mi sentirei
di consigliarla, vedete il punto centrale
che corrisponde ai due
difetti, il punto di mezzo
di fascia sana che io sento perfettamente
e qui vedete io posso tranquillamente
posizionare un punto
che vedete tiene la protesi
vedete qui c'è il difetto craniale
che è qui e il difetto
ombelicale che è qui, in mezzo c'era
un ponte di fascia che
garantisce un
un fissaggio adeguato e quindi lo possiamo utilizzare.
Questa cosa non è sempre possibile, però quando è possibile, nei difetti multipli, è consigliabile.
Io mi fermerei qui, adesso dobbiamo solamente, mi dà la pinza, tirare su il ponte,
che si può tirare su oppure lo possiamo sezionare e abbandonare.
Diciamo che è una scelta che di volta in volta può essere fatta
e che secondo me non cambia sostanzialmente nulla nell'ambito della qualità della riparazione.
Ne approfittiamo tenendola su anche per perfezionare le mostasi, come vedete.
Allarga, vedete ci portiamo su un lato perché ovviamente al centro non possiamo fissarla.
Allarga, mantieni, mi dai la bipolare?
Vieni qua, pinza, aspetta, aspetta, tieni qua, vieni qua.
e qui ovviamente ci fermiamo
perché andremo poi nel difetto
e quindi non possiamo fissarla oltre
ok
facciamo una qua
e qui facciamo le mostre
Bipolare, impressioni, commenti?
Bell'intervento
l'hai fatto benissimo
senza esitazioni
a me la penso
ti ringrazio però c'è da dire
che insomma è un caso
anche diciamo non era voluto
così semplice perché poi sai non sai mai cosa ti aspetta però diciamo non era un caso che riservava particolari difficoltà lo sei preparato bene come come se fosse anche difficile capito seguito passo passo a tutti i passaggi sì questo penso sia fondamentale anche perché vedete poi piccole imperfezioni come queste vedete queste mostrasi da fare alla fine se uno poi se le fa in corso d'opera è ancora meglio altrimenti poi rischia di pagarle nel posto operatorio
è un peccato insomma
andiamo di qua
e giù
facciamo un altro po' di sangue
queste sono i bordi
del difetto umbilicale che provvediamo
a coagulare
allora noi abbiamo completato
l'intervento
penso che dobbiamo lasciare
la linea
noi abbiamo un'altra volta
il collegamento alle 16
abbiamo un tumore del retto ma non so se siamo
su questo canale o su
un altro, poi ci informeremo
in regia
sono su un altro
penso su un altro canale
comunque, complimenti
per rivederci
grazie, grazie a tutti
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