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10° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 2° SESSIONE LA FORMAZIONE AVANZATA DELL’INFERMIERE DI SALA OPERATORIA: MODELLI DIDATTICI A CONFRONTO Presidente: P. Mariani (Roma) Moderatore: E. Thiene (Padova) Il modello laziale C. De Santis (Roma)
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Il prossimo intervento è della collega Cinzia De Santis che è un'infermiera coordinatrice al corso di laurea della Cattolica di Roma, mi pare che mi abbia detto, la quale ci presenta il modello laziale. Facci ritornare a casa.
Buongiorno a tutti, vi presento appunto uno dei modelli laziali perché ce ne sono diversi e questo è quello istituito presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
Ma è sicuramente un ritornare a casa perché non abbiamo la fortuna di avere certe situazioni che ci permettono di andare avanti nella formazione come abbiamo visto delle unità didattiche specifiche, delle sale operatorie specifiche ma abbiamo fatto del nostro meglio con le situazioni che abbiamo noi in Cattolica.
Come già diceva il dottor Zanotti in precedenza il nostro panorama formativo in Italia è piuttosto variegato ed è in più legato anche alla formazione degli atenei delle singole regioni per cui anche nel nostro caso la formazione del master segue l'ordinamento didattico del singolo ateneo dove è istituito e si presenta come un'offerta formativa didattica.
Si accede al master di primo livello dopo aver conseguito il corso di laurea in infermieristica e produce appunto una formazione specifica per infermieri di sala operatoria e quindi possiamo definirlo come un corso di perfezionamento specifico per questo operatore.
L'esigenza di una offerta formativa individualizzata che ci ha portato nel tempo a colmare lacune precedenti e poi a creare un programma formativo individualizzato, dinamico e flessibile
che segue l'EBN ma che può portare da parte dell'infermiere strumentista, anche se il termine può essere poi opinabile, ma possiede poi l'infermiera a possedere delle diverse abilità.
E questo ci ha permesso anche di organizzare il corso di formazione pensando alla nostra formazione come architetti, nel senso che durante la formazione specifica per la sala operatoria l'infermiere può acquisire delle competenze professionali ma con metodo, quindi con la scientificità del corso.
e questo poi lo porta anche ad avere delle curiosità e diversificare poi l'apprendimento su temi, su tematiche, su argomenti che gli sono propri.
E quindi come abbiamo più volte ripetuto è un percorso formativo finalizzato alla formazione di una figura infermieristica.
Figura infermieristica perché nella nostra realtà operativa l'infermiere non è legato soltanto alla strumentazione chirurgica,
quindi all'atto chirurgico vero e proprio ma è una figura infermieristica che si occupa dell'assistenza del paziente a tutto tondo perché non avendo l'infermiere di anestesia ci occupiamo dell'accoglienza del paziente e quindi della relazione con il paziente, poi della realizzazione dell'atto chirurgico
e poi successivamente abbiamo nella nostra sala operatoria anche una recovery room nella quale lavoriamo noi infermieri
che ci permette appunto di fare assistenza infermieristica al paziente dopo l'intervento.
Come abbiamo organizzato questo master formativo?
Costruendo un percorso didattico che si avvale di un processo di apprendimento con metodi e tecniche formative della didattica attiva
Quindi oltre alle lezioni diciamo così formali abbiamo, ci avvaliamo di esercitazioni, di simulazioni, di cast study, role planning e tutoraggio che però non abbiamo la fortuna di realizzare in una sala operatoria dedicata a questo tipo di formazione ma lo facciamo in un'aula apposta dove appunto facciamo delle simulazioni e delle esercitazioni.
Il modello didattico formativo a cui ci riferiamo è un modello di acquisizione delle abilità secondo appunto il modello Dreyfus-Bender dove l'infermiere che comincia questo percorso formativo segue degli step formativi fino ad arrivare,
Non dico all'esperto perché è chiaro che all'esperto ci si arriva anche dopo un percorso non solo di formazione teorica ma anche di esperienza pratica, ma riusciamo ad avere degli infermieri che hanno delle abilità e delle competenze, delle abilità poi a seconda della loro formazione precedente.
Negli ultimi anni abbiamo anche notato una diversificazione dell'accesso alla domanda. Prima erano più infermieri che lavoravano già in sala operatoria che avevano la necessità di concludere un percorso formativo con questo master e avevamo la possibilità di confrontarci con moltissimi colleghi che provenivano da diverse regioni d'Italia e come abbiamo sentito molte regioni hanno modelli diversi per cui il confronto è stato anche molto stimolante.
Negli ultimi anni c'è una tendenza diversa proprio perché il mercato del lavoro è saturo, spesso abbiamo infermieri che si iscrivono a questo master ma che sono appena laureati o addirittura non hanno neanche terminato il percorso di laurea e questo crea poi qualche problema di apprendimento perché non hanno neanche la capacità di poter osservare in maniera più critica l'elaborato o certi lavori della pratica.
della pratica assistenziale. Procediamo durante la formazione del master per obiettivi specifici con dei diversi livelli, abbiamo cercato di classificare in questi obiettivi alcuni step
In cui lo studente insieme al tutor che lo affianca durante il percorso di apprendimento in sala operatoria possa valutare e verificare l'acquisizione di queste competenze e questo attraverso l'osservazione, l'esecuzione controllata o l'esecuzione autonoma.
E questo permette allo studente di verificare un suo proprio percorso di autovalutazione nel momento in cui non ha raggiunto certi obiettivi e chiede la realizzazione di questi obiettivi e al tutor di verificare quanto poi sia impegnato effettivamente lo studente perché ci è capitato come diceva prima il collega magari delle persone in sala operatoria che stanno sedute,
che non hanno nessuno stimolo, nessuna curiosità perché magari nel tempo si sono resi conto che non è quello il percorso formativo che volevano fare, immaginavano qualcosa di diverso e questo anche dovuto al fatto che non lavorando non hanno capito qual era il tipo di ruolo e il tipo di competenza che si richiede all'infermiere di sala operatoria.
Il nostro metodo didattico si avvale della didattica frontale, di una didattica online e di un percorso di tirocinio.
Per quanto riguarda la didattica frontale abbiamo delle settimane di full immersion in cui una settimana è spesa con gli insegnamenti propedeutici all'attività pratica.
nella seconda settimana abbiamo insegnamenti di anatomia tecnica chirurgica e assistenza perioperatoria per la chirurgia generale
nella terza settimana anatomia tecnica chirurgica per gli interventi di chirurgia specialistica
voglio dire però che la chirurgia specialistica che facciamo noi è una chirurgia specialistica che afferisce alla chirurgia generale
Quindi interventi di chirurgia toracica, interventi di chirurgia epatobiliare, trapianti, interventi di urologia. Non abbiamo in questo corso degli insegnamenti sulla traumatologia, sulla cardiochirurgia, su altre specialità diciamo così più settoriali, lo torino o via discorrendo.
Anche se spesso ultimamente il paziente quando viene operato che ha delle diverse patologie allora entriamo in collaborazione con gli infermieri che si occupano della strumentazione specifica di quell'intervento.
Ci avvaliamo poi per la didattica online di una piattaforma informatizzata, la Blackboard, di cui si avvale la nostra università e questo è lo specifico della prima pagina di didattica online della piattaforma
che è strutturata in una parte con avvisi e staff, in una parte di contenuti dove ci sono i materiali e in una parte di conversazione, di chat che è rappresentata dal forum e dalle email.
Per quanto riguarda la parte dei materiali sono previste delle cartelle nelle quali vengono inserite tutti i materiali didattici che i ragazzi hanno usufruito durante la settimana di didattica in aula.
In più vengono inseriti tutti i materiali per quanto riguarda la didattica online, quindi tutta la sessione interattiva.
Per esempio il primissimo step è quello di inserire tutte le lezioni, il materiale informativo didattico sulla piastra tecnologica che è la presentazione poi della piastra della sala operatoria dove gli studenti andranno ad esercitare il tirocinio.
qualche volta è stato possibile fare anche una visita della sala operatoria ma ultimamente con i ritmi serrati in cui la sala operatoria è costretta a lavorare
non ci permette poi di andare in un periodo di sala operatoria vuota con gli studenti a fare una visita e anche per il discorso di asepsi che abbiamo fatto stamattina
è diventato anche un discorso obsoleto e in questo modo gli studenti hanno la possibilità di accedere alle lezioni in maniera lineare
seguendo appunto tutto il percorso quindi seguendo le slide in maniera lineare oppure navigando con l'indice ipertestuale
che gli permette di andare a cercare e ricercare dei contenuti che magari non hanno capito o hanno necessità di conoscere in maniera specifica.
presentiamo anche loro la piastra operatoria fisicamente dove è ubicata, come è suddivisa, quali sono le sale, il personale che vi lavora dentro
i locali di servizio e i locali annessi e connessi alla sala operatoria
presentiamo loro anche il kit che si troveranno a gestire nel momento in cui andranno a fare il tirocinio
Questi sono dei kit a monopaziente, loro devono riconoscere il kit necessario all'intervento che dovranno eseguire attraverso un codice intervento o il nome usuale dell'intervento e anche con tutto il materiale sanitario, presidi e farmaci e compresa la teleria che viene fornito dalla farmacia satellite, dalla sterilizzazione, da un servizio per quanto riguarda la teleria
che è specifico per quel paziente. Per quanto riguarda la sessione interattiva, questo è un esempio delle lezioni che inseriamo, le sessioni interattive specifiche di queste chirurgie vengono inserite dopo che lo studente ha fatto in aula la formazione della didattica tradizionale, della didattica frontale.
E questo serve a far riconoscere allo studente, come potete vedere da questo esempio, il servitore specifico per quel tipo di intervento, l'accessorio collegato a quel tipo di intervento in base ad un nome che noi gli diamo.
E questo permette anche loro di identificare meglio lo strumento, di identificare meglio il servitore anche se poi si rendono conto familiarizzando appunto con gli strumenti che ce ne sono alcuni che sono ovviamente considerati di base, che vanno bene per tutti gli interventi e questo li tranquillizza anche molto dal punto di vista psicologico nel riconoscimento di alcuni strumenti piuttosto che di altri.
Lo stesso è un esempio, la domanda è quale divaricatore utilizzare e poi loro devono procedere alla identificazione del divaricatore e se la risposta non è corretta compare la scritta errata e alla fine del percorso c'è anche una valutazione, se lo studente non raggiunge un certo punteggio non è in grado di sostenere quel tipo di attività, quel tipo di percorso quindi lo deve rifare.
Questo ci permette anche di fare un'autovalutazione perché la tracciabilità del percorso che la piattaforma ci dà ci permette di valutare quanto lo studente accede, per quanto tempo accede e anche la percentuale delle risposte esatte.
Questo nel tempo ci ha anche permesso di vedere che se le risposte errate erano tutte su una stessa domanda probabilmente c'è stato anche un nostro difetto nella formulazione della domanda stessa e quindi ci ha permesso anche di migliorare poi il percorso stesso.
Il confronto con lo studente poi attraverso il forum e attraverso le chat è sempre diverso perché se loro hanno un qualsiasi tipo di problema possono scriverci e noi rispondiamo in maniera indiretta attraverso il forum o anche diretta attraverso magari incontri in aula o in altre occasioni, in altre sedi.
questa è un'attività di simulazione che appunto noi facciamo in aula dove procediamo alla vestizione, al lavaggio chirurgico delle mani
più per verificare la procedura che non con il disinfettante piuttosto che l'acqua o il sapone
però era per far vedere allo studente la posizione, la vestizione perché per chi non lavora in sala operatoria
sappiamo essere una delle difficoltà di approccio maggiori quella di sentirsi tutti bardati in sala
operatoria. Poi abbiamo il tirocinio e la pratica clinica. Lo studente viene inserito negli
interventi chirurgici affiancati sempre da un tutor che lo segue per tutta la giornata e cerchiamo
Speriamo anche di mettere lo studente con il tutor con il quale ha un maggior affiatamento e questo perché favorisce sicuramente il processo di apprendimento.
C'è stato possibile, ma purtroppo non sempre lo è, riuscire a fare questo tirocinio rock planning nei locali dello stabulario dove i ragazzi hanno provato a strumentare, a vestirsi, il primo approccio con questo tipo di attività senza il senso di angoscia che ne deriva pensando che lì sotto c'è un paziente e che quindi questo crea anche una sudditanza psicologica.
E questo è stato anche un gioco che ha prodotto dei risultati, veramente attraverso il gioco, dei risultati notevoli.
Il tirocinio è organizzato in quattro settimane e nella prima settimana gli studenti hanno soltanto un approccio con il paziente,
per cui si occupano dell'accoglienza del paziente, della relazione con il paziente,
specialmente quando il paziente rimane nei locali di pre-anestesia un'ora due ore prima senza che nessuno controlli che sia coperto che sia da solo una parola di conforto perché ovviamente in sala operatoria sono da soli e si occupano di tutta questa assistenza e dell'assistenza all'anestesista
perché come vi dicevo in precedenza non abbiamo l'infermiere di anestesia ma siamo noi che ricopriamo questo ruolo in maniera alternativa.
Nella seconda settimana procediamo agli interventi di chirurgia generale ma diciamo così per la prima settimana per quelli che consideriamo minori non negli interventi ad alta complessità o se non c'è la possibilità di essere affiancati in interventi minori perché la piastra operatoria dove lavoro è una piastra che opera interventi ad alta criticità
facciamo seguire gli studenti con dei step, magari nella prima parte dell'intervento lo fa affiancato dal tutor
poi si sposta dall'altra parte del tutor che prosegue l'intervento mentre nella seconda parte, quella che definiamo la chiusura
quando è finita la parte critica ricompare lo studente e questo ha permesso allo studente di procedere
nell'acquisizione dei tempi dell'intervento anche in maniera più graduale e quindi più facilitato nell'apprendimento
Nella terza e quarta settimana lo studente procede alla strumentazione di interventi chirurgici più complessi, sempre affiancato dallo studente.
Si sono verificati pochissimi casi in cui lo studente ha eseguito l'intervento da solo, ma erano studenti che già lavoravano in sala operatoria, avevano già un'esperienza di sala operatoria, quindi con un bagaglio di competenza grande.
anche durante l'intervento chirurgico noi abbiamo dei momenti didattici
in cui è vero che abbiamo delle tecniche perché la nostra professione è anche molto tecnica
e quindi spendiamo del tempo didattico a spiegare come si possono montare delle clip
piuttosto che montare dei punti anche se lo facciamo durante l'attività di simulazione in aula
Il ruolo del tutor clinico in questo caso è assolutamente fondamentale perché sostiene il processo di apprendimento, trasmette il sapere infermieristico, in questo caso non è dettato soltanto dalle conoscenze teoriche ma anche dalla pratica e dall'esperienza che il professionista ha in questo specifico settore.
Facilita il percorso di iniziazione, è funzione di guida, supporto e modello e gratifica ad obiettivi raggiunti. Ovviamente quando si raggiunge un livello di competenza sentirsi riconosciuto in questo livello è un grande sostegno.
Non ci dimentichiamo che il nostro lavoro è appunto fatto anche di competenze che non sono tecniche, proprio perché abbiamo il paziente nella sua visione globale nel percorso della sala operatoria, per cui cerchiamo di trasmettere loro, di insegnare, di educare ad avere abilità relazionali, alla comunicazione facciamo anche delle lezioni specifiche su questo, al lavoro di gruppo durante l'attività di simulazione facciamo anche dei lavori di gruppo,
che permette allo studente di confrontarsi in questo momento con il suo pari, che è un altro studente, ma che poi può permettere nell'equipe multidisciplinare a riuscire a trovare una comunicazione, un'interazione con un'altra figura.
E al processo decisionale perché la sala operatoria spesso richiede delle decisioni immediate che sono comunque derivate e si richiedono nel momento in cui tu hai anche una grande competenza in questo senso.
e il coordinatore qui viene presentato come un direttore d'orchestra perché riesce a coordinare il tutor d'aula e il tutor clinico
perché possono essere le stesse persone ma possono essere anche figure professionali diverse
perché abbiamo dei tutor d'aula che sono diversi da coloro che seguono lo studente nel tirocinio
E l'orchestra di questo e la coordinazione di questi due tutor permette a noi coordinatori di avere una visione globale di tutto il percorso che lo studente ha fatto durante questo periodo.
Seguire un corso di formazione specifica come questo del master ha permesso all'azienda in cui lavoro ma anche abbiamo avuto riscontro in altre aziende di inserire il professionista nella sala operatoria con una competenza maggiore rispetto ad una neofita.
Ed è chiaro che poi affiancato dai colleghi che hanno fatto il tutor e dall'esperienza però ha favorito notevolmente il periodo di inserimento. Grazie.
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