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29° CAD anno 2018 Sistema Sanitario Regione Liguria OspedaleSan Andrea - La Spezia S.C. Chirurgia - Direttore: Stefano Berti Chirurghi: Stefano Berti, Claudio Bianchi, Giuseppina Talamo, Sucameli Francesco Anestesista: Nicoletta Di Palma Tecnico anestesista: Davide Valastro Infermieri di sala: Mascia Vigna, Raffaella Sacchi Strumentista: Armanda Longomarsin Oss: Rosa Grassi Primario emerito: Emilio Falco Direttore S. C. anestesia e rianimazione.: Cinzia Sani Coordinatore infermieristico: Stefania Ricci Moderatore: Giorgio Di Matteo
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Vediamo qua. Mi provi a dare la pinza di Usher e l'ultra acceso.
Alzate leggermente un po' il tavolo perché è un po' basso.
Pronto?
Sì, pronto. Qui Spezia.
Levasso il professore Di Matteo.
Professore, buongiorno.
Pronto, buongiorno Berti. Mi senti?
Professore, buongiorno. Che onore. La ringrazio per dedicarci il suo tempo.
Ah no, assolutamente. Sarai contrario piuttosto ormai.
Dunque, dimmi. Allora, se lei me lo consente... Mi senti bene? La sento molto bene, professore. Va bene, va bene, dimmi. Allora, se lei mi consente, ci sarà il nostro specialista informazione, il dottor Sucameli, che manda delle slide e illustra da subito il caso clinico.
se lei è d'accordo
come no
allora così poi abbiamo modo di
chiacchierare
di che si tratta?
si tratta di un tumore dell'antrogastrico
va bene
e quindi adesso
il dottor Francesco Sucameli
le esporrà il caso
bene grazie
buongiorno a tutti
dal
operatorio dell'ospedale Sant'Andrea di La Spezia
quest'oggi
l'equipe che coadiuva il dottore Stefano Berchi
è composta dai chirurghi Claudio Bianchi e Giuseppina Talamo
l'anestesista Nicoletta Di Palma
il tecnico di anestesia Davide Valastro
gli infermieri di sala Mascia Vigne e Raffaella Sacchi
la strumentista Armanda Lagomarsini
l'operatore sociosanitario Rosa Grassi
ringraziamo inoltre per il prezioso contributo e il supporto
il primario emerito Emilio Falco
il primario di anestesia e rianimazione Cinzia Sani
ed il coordinatore infermieristico del blocco operatorio Stefania Ricci
Allora, la procedura che vi presentiamo oggi riguarda un uomo di 48 anni con un'anamnesi sostanzialmente negativa
per patologie sistemiche di rilievo o per pregresse procedure chirurgiche abdominali maggiori
che in seguito ad un episodio di lipotimia accompagnato da abbondante melena
si è recato presso il pronto soccorso di questo nosocomio dove è stata rilevata una severa animizzazione del paziente.
Il paziente è stato quindi prontamente sottoposto ad una esofago-gastrodo-denoscopia che ha mostrato la presenza di una ulcerazione profonda a livello del passaggio corpo-antro sul versante della grande curvatura e tale lesione è stata sottoposta a biopsie.
L'esame istologico ha mostrato la presenza di un enocarcinoma infiltrante moderatamente differenziato.
I principali markers tumorali sono i risultati negativi, così come l'attacco del torace.
L'attacco addome ha invece confermato la presenza del contrast enhancement della lesione corpo-antrale.
Ed ecco una scansione assiale che mostra la lesione ed il corrispettivo spessimento di parete.
E questa è invece la ricostruzione 3D del tronco celiaco del paziente e delle sue diramazioni.
Ringraziamo a tal proposito il radiologo Anna Botta e Matteo Barattini.
è nostra abitudine comunque eseguire per tutta la chirurgia viscerale un attento studio angiotac
che ci permetta di rilevare preoperatoriamente le eventuali variazioni anatomiche di rilievo.
Il paziente è stato inoltre sottoposto ad ecoendoscopia che ci ha mostrato come la lesione sia probabilmente ascrivibile ad una classificazione T3
mentre la PET-GC, oltre a confermare l'iperattività metabolica della lesione corpo-antrale
ci parla di multiple linfadenopatie ipermetaboliche a livello della piccola curvatura e del tripode celiaco.
Il caso è stato quindi discusso nel contesto del Disease Management Team per l'Upper GI
ed è stata quindi concordata la procedura di gastrectomia subtotale laparoscopica con linfadenectomia D2.
Ecco, quindi, intanto siamo ancora nella fase di esplorazione
perché io sto procedendo allo scollamento colepiploico, questa è sempre la fase più tediosa dell'intervento chirurgico.
Noi per scuola non facciamo la sezione ma facciamo lo scollamento del grembiuleo mentale,
quindi con una sfruttazione subtotale se non totale dello stesso.
In laparoscopia molti invece procedono direttamente alla sezione del ligamento gastrocolico, un autore molto famoso a Zagra di fatti lui questo tempo che sto facendo lo proscrive e con lui molti altri.
Non so se il professore ha una sua opinione in merito a questo tempo che effettivamente è abbastanza lungo e tedioso.
Io preferisco sempre lo scollamento, perché c'è un piano di formazione embriologica
che lo dimostra
anche sto guardando
sto guardando al campo operatorio
di fatti si vede che
c'è scollamento
non tanto sezione
quanto scollamento
dal colon
del grembiule epiploico
questo è anche più logico
se vogliamo seguire
sempre qualche
qualche disposizione
anatomica che si rifà
allo sviluppo embrionale
e anche forse per questioni oncologiche
Sì, di fatti c'è qualcuno che questiona l'utilità di principio di questa manovra
devo dire che nella nostra esperienza proprio in rarissimi casi è venuta meno
oltretutto nella codifica dell'intervento
sia appunto come ricordava il professor Di Matteo
sia della nostra scuola italiana
professor Valdoni eccetera
sia per quanto riguarda la scuola giapponese
è un tempo che non deve mancare
quindi col concetto che anche in laparoscopia
bisogna ripetere i gesti che abbiamo sempre fatto
in chirurgia open
open diciamo noi non è un tempo che generalmente bypassiamo, è un tempo che però presenta le sue insidie perché questa è la fase in cui poi si può incorrere in un errore abbastanza tipico che è quello dell'apertura del mesocolon trasverso e a volte può capitare di ledere la vascolarizzazione del mesocolon trasverso.
Personalmente è una cosa che mi è capitata, è capitato anche questo e quindi poi dopo, qualora questa devascularizzazione sia sufficiente a causare un problema ischemico colico, si deve ricorrere poi a una resezione colica associata.
Ecco, vediamo questa l'eretocavità aperta, anche qui, sebbene il tumore mi sembra che affiori qui alla sierosa o che comunque sia sottosieroso, però diciamo che macroscopicamente non rileviamo presenza di malattia nel piccolo epiplon.
oggi ho la fortuna di avere come primo aiuto Claudio Bianchi
già direttore della struttura di Sazana
e quindi oggi mi omaggia del suo aiuto in questa dissezione, in questo intervento
potete leggermente girare il malato
qui, così, questo, ok, no no, verso giù, così, perfetto, di là, ecco vedete che qui c'è un folding, il folding abituale dell'omento che verso la flessura splenica può essere duplice o triplice,
e vedete come piano piano procediamo allo scollamento sino al sustentaculum
a volte è agevole fare anche una piccola mobilizzazione della flessura
che ci facilita nell'asportare queste frange, queste ultime frange
il limite della nostra dissezione qui è il punto di Van Goethen
cioè l'incrocio
l'inosculo
tra la gastroepiploica sinistra
e la gastroepiploica destra
noi questo è il punto
dove fermeremo
la nostra dissezione
ok, vi preparate intanto
anche l'emolocchio perché direi
che questo
questo è il punto di dissezione
prescelto
volevo osservare
scusa Berti, volevo osservare
che questo metodo facilita
anche la brusectomia nel caso che si decida di asportare tutte le pareti della borsa aumentale
quindi questo metodo guida meglio al riconoscimento dei confini della borsa aumentale per quanto
riguarda la connessione mesocolica con il colon assolutamente vero questo è proprio un punto
chiave mollalo giù questo oggi come oggi diciamo con questo genere se si può lavare un attimo con
questo tipo di device cioè con questi energy nello specifico io sto utilizzando un dissettore a
ultrasuoni di ultima generazione abbiamo la possibilità di procedere in questa fase in
maniera abbastanza garibaldina, nel senso che in open sono necessarie molte legature
e oggi come oggi possiamo, questo sia con gli strumenti a radiofrequenza ma ecco anche
con questi nuovi energy, procedere abbastanza spediti alla sezione del gastrocolico, hanno
una capacità di sealing sino a 7-8 mm, i vasi arteriosi e quindi vedete che sono abbastanza
confidente nell'approcciare anche zone dove potrei ancora incontrare l'arcata gastroepiploica.
In realtà il punto di Van Goethen è proprio il punto dove c'è l'interruzione, perché
più delle volte è un'interruzione più che un inosculo delle due arcate, delle due
emi arcate nella grande curva e di fatti come potete vedere qui io non ho trovato grandi
Perfetto, e qui la parte direi più o meno, adesso poi vedremo se perfezionare un po' più in alto la nostra dissezione per la tasca gastrica, però direi che più o meno siamo in dirittura.
Qui vediamo l'IS, qui vediamo la piccola curva con dello staining sui nostri linfonodi, vedete noi abbiamo fatto una sorta di linfografia attraverso la mappatura preoperatoria della lesione,
della zona immediatamente a monte della lesione, vediamo che si può notare come il colorante vitale
poi lo si ritrovi nelle nostre linfoghiandole che andremo ad asportare con la linfadenectomia.
Ho idea che sia di nuovo da pulire l'ottica.
ecco ora il settore
diciamo sinistro
che in genere è quello un po' più tedioso
dello scollamento
colipiploico è stato fatto
adesso se giriamo leggermente il malato
verso sinistra procediamo invece
allo scollamento destro
un po' qua su qui
senza far male alla gastroepiploica
lì va benissimo
andiamo a vedere
perché poi vedremo
il passaggio tra la fredè
e il mesocolon trasverso
scaldare con dell'acqua
ecco procediamo
vedete che è sicuramente una fase tediosa
che però va assolta con metodicità
come vedete si va sempre
prima verso la flessura splenica
e poi si procede
verso la flessura epatica
stando sempre attenti al piano d'accollamento
questo e l'altro di qui, attraverso lo scollamento e l'abbattimento parziale della flessura con mobilizzazione del colon trasverso.
Scusa Claudio, mollala pure quella.
Questa è una fase molto delicata, perché vedete, questo molla pure, molla, molla, perché mi sa che questo è già un meso.
qui è quella zona in cui si potrebbe incorrere nell'errore di sezionare il mesocolon trasverso
soprattutto qui, in questo versante, il versante destro
cerco di non prenderlo solo con la punta perché altrimenti poi dopo...
aspetta, aspetta, te lo faccio prendere di qua, che sei più comodo
prendilo qui, così, una bella presona
adesso se Claudio
può un attimino
eseguarmi qui prendendo la coleciste
perfetto, proviamo a tirarla
un po' più in alto, molto bene
ecco, non troppo, attenzione
perché ci sono questi, no no no, vai vai vai pure
tira ancora un po', ecco
ma di far dei danni
una diversa
anche colorazione della
superficie anteriore del pancreas
non sempre è così evidente
questa è la cava
quindi diciamo che questa è un po' di sezione del ligamento duodeno cavale
che ci agevola poi per la preparazione del moncone duodenale
sapete che una delle grandi questioni
almeno da un survey italiano
per me è stato molto scioccante
devo dire la verità quando ho letto i dati di questo survey
uno dei problemi che sembra avere la nostra scuola laparoscopica
Per quanto riguarda le gastectomie per neoplasia, generalmente le gastectomie in cancri avanzati, sappiamo che in occidente in genere e in Italia non avendo programmi di screening,
la nostra esperienza è soprattutto sugli advanced piuttosto che come quella giapponese
che è particolarmente dedicata all'early gastric cancer e voglio ricordare che il primo
studio randomizzato in questo senso è a opera di un italiano, cioè la gastrectomia laparoscopica
nell'Advanced, oltretutto è uno dei pochi studi randomizzati presenti, in tal senso
è quella del dottor Uscher, di cui oggi sto utilizzando questa pinza, questa pinza diciamo
da lui stesso disegnata, che presenta dei vantaggi particolari soprattutto nel sampling
linfo nodale, ecco la cava e vedete il ligamento, adesso faccio un po' di sezione del ligamento
duodeno cavale, eccolo qua, con un minimo di cocherizzazione, perfetto qua ci siamo,
adesso possiamo ritornare alla nostra dissezione originaria, scusatemi ancora la fredè, devo
sempre vedere la fredè perché lei è la mia, come dire, si grazie, se mi tieni su lì Claudio,
Qui è la zona molto tricky, cioè la zona in cui si può incorrere nell'errore che vi dicevo, mi rimettete il paziente dritto, senza lateralità.
ecco qua è una frase un pochettino
delicata soprattutto
in questi pazienti che peraltro sono
molto fit per questo intervento perché
ora io non so se è stato
calcolato dai miei ragazzi
il BMI di questo paziente però
sì?
27 quindi siamo assolutamente in un paziente
fit
quindi un paziente diciamo
da congresso ecco
sicuramente
non sono i pazienti abituali questi
per quanto il paziente sia quello che era pronto in questi giorni, non è stato tenuto apposta per il convegno, d'altronde gli altri anni abbiamo dato dimostrazione di come anche nel paziente overweight la gastrectomia paroscopica trovi un suo impiego,
anzi, forse trovi il suo beneficio anche maggiore, però in questi pazienti invece, vedete, l'accollamento può essere anche abbastanza insidioso, l'accollamento tra il residuo, ecco, questa zona di gastroepiploico e invece il mesocolon trasverso.
Quindi ecco perché io pulisco da una parte la freddè e dall'altra continuo con la dissezione nella retrocavità degli epiplon, sempre per avere dei landmark che sono sostanzialmente le strutture vascolari gastriche del colon trasverso.
e se puliamo di nuovo l'ottica
per piacere un attimo, grazie
quindi soprattutto all'inizio
questa è una fase
che può avere la sua difficoltà
quindi meglio scalare di marcia
in questa fase
meglio scalare di marcia
e innestare la prima
e ripartire in prima
perché una volta completato lo scollamento
ci si può far prendere dalla visse secandi
e a questo punto poi essere un po' nocivi
mettimi dritto
no, dall'altra parte cara
ok, ecco qui
qui vediamo già qualcosa che può somigliare
probabilmente a una colica media
e qui iniziamo a preparare la strada
per andare a fare l'harvesting della stazione 6
che molto pazientemente mi sta secondando
provo proprio a prendermi l'antro lì sotto
e a tirarlo verso sinistra
perfetto, come riesci?
ok, perfetto, lì così è meraviglioso
benissimo
vedete, non è una chirurgia statica
e l'importanza di avere dei collaboratori
che vabbè, nel caso specifico poi sarebbero anche primi operatori
senza problemi di questo tipo di chirurgia
però dei collaboratori attenti e abituati al dinamismo che richiede la loro azione di supporto.
Vediamo come oggi si parla molto di linfocintigrafia con dai di inflorescenza, ma spesso a volte il semplice colorante aiuta a fare queste discoperte,
e quindi a guidare la nostra azione, un metodo decisamente economico, però sicuramente tutto il campo della florescenza è un campo molto affascinante
che ancora, se ne discuteva a un recente convegno a Milano, ha delle potenzialità di sperimentazione
veramente molto ampie, ancora poche certezze cliniche, però direi che è un campo che troverà
modo di essere esplorato e meglio compreso da molti. Oltretutto in questo la scuola italiana
Si sta muovendo con delle idee molto intriganti e speriamo che tutto questo lavoro porti poi in fondo a degli presidi che consentano di svolgere questo tipo di chirurgia sempre in maggior sicurezza, sicurezza oncologica ma anche sicurezza tecnica
tecnica perché comunque
sono interventi che possono
presentare delle loro insidie
da questo punto di vista
io quando il professore vuole
commentare o
si va bene ho capito
ma finora c'è poco da commentare
se non deve essere d'accordo
grazie professore
ecco vedete che come
noi vediamo i piani di accollamento
embrionali
quelli che ricordava a testè il professore
di Matteo
ecco comparire subito qua la nostra fredè, ecco la nostra pancreatico duodenale qua sotto a fiorare e insomma l'anatomia è la strada maestra in cui il chirurgo percorre i suoi passi ed eccola qua ritrovata,
Eccola qui ritrovata, quindi vediamo il corpo del pancreas, qui sotto si intravede quello che potrebbe essere il tronco di Enle e questo è lo stalk dei gastroepiploici di destra.
adesso puliamo un attimo l'ottica così avete magari una visione un po' più agevole
perché procediamo in questo contesto alla dissezione della stazione 6
e quindi poi alla clipatura dell'arcata gastroepiploica di destra
arteria e vena
ecco vedete l'arteria comparire, fare capolino attraverso qui la gastro duodenale
questi sono l'infonodini tra le due strutture
che noi ovviamente siamo tenuti a portarci via
oltretutto come vedete contrastati dalla china
probabilmente questi sono i momenti in cui
le ultime tecnologie in 3D consentirebbero anche una visione ancora più precisa
qui abbiamo la nostra vena
possiamo mettere un emoloc
grazie
mettere due clip
ecco questo nuovo strumento
ha delle proprietà
diciamo steriche
così anche sulla dissezione
veramente molto alte
vedete con questa forma
proprio a disettore
che lo caratterizza, lo differenzia un po'
dalla versione precedente
consente di procedere
con estrema cura e precisione anche in queste fasi in cui magari sarebbero richiesti più
strumenti, vedete qui io riesco con uno strumento solo a fare gran parte della dissezione, una
bella gastroepiploica arteria, direi che il signore non se l'è fatta mancare, possiamo
Allora Claudio, possiamo tornare qui, possiamo magari riprendere la Colecisti che ci aiuta a evidenziare il peduncolo.
eccolo, perfetto, eccoci qui, direi che abbiamo spazio a sufficienza di qua per la nostra stapler e recuperiamo magari questa gazzina, la forniamo al nostro aiuto, la metteremo qua nel rex per esporci un pochettino meglio tutto adesso la zona sovramesocolica e il peduncolo epatico,
ecco lì, perfetto, benissimo
vediamo se forse è ancora il caso, Claudio
forse di tenere l'infundibolo colecistico
e con il dorso della pinza
vediamo se riesci, se vuoi spostarti dall'altra parte
vedete, ecco, prendi un po' più su l'infundibolo
guarda un po', eccolo lì
prendilo per bene
e col dorso, ecco
vediamo come viene meglio perché è abbastanza
arcuato qua
ecco, io lo proverei un attimino così
A questo lobo quadrato abbastanza plongiante, proviamo un po' Giussi ad andare qua sul peduncolo, dai, eccoci qui, perfetto, con le cisti, si no ma ci sei, ci siamo bene, sai Claudio, adesso mi apro il canale e poi dopo, direi puntato qua sull'uno, guarda, proviamo un pochettino, si, ah vuoi, ok, perfetto, proviamo a puntarci lì un po' sull'uno e sulla ranza, ecco lì, perfetto.
solo un secondo qua da sotto
abbiamo uno sfarfallio sulla telecamera
potete controllare
potete cortesemente controllare
la
controllare l'attacco
della telecamera
bipolare
probabilmente una gazzina
bisogna ripulire anche la
ripulire la telecamera
lo sfarfallio continua
tiri il sistema claudio un attimino ti alzo l'antro ecco qua prendilo prendi l'antro perfetto
alzamolo su molto bene ok andiamo qua vieni qui fammi preparare un minimo l'arteria
ecco qui, seguiamoci bene
il ragazzo duodenale, così
non facciamo danni
rimettiti là sotto
no, qui dove sono io
rivediamo qui, bene, puliamo
a questo punto dovrebbe essere pronto
eccoci qua
va bene?
ecco, non so come arrivano le immagini in sala
se sono immagini
arrivano benissimo
Benissimo, lo stiamo guardando bene, vediamo il moncone che si sta preparando, ma ormai è già bello preparato, non conviene schiarizzarlo.
No, più di tanto no, sono d'accordo professore. Tant'è vero che uno dei problemi, come stavo dicendo, poi mi sono un po' perso nei discorsi,
Uno dei problemi di questo survey italiano era che in laparoscopia si ha un rischio tre volte più alto di decenza del moncone duodenale rispetto al corrispettivo open, che è una cosa inaccettabile.
E' inaccettabile, non si spiega bene, perché allora?
Questa è veramente una questione che merita un'analisi più approfondita, nel senso che io fortunatamente nella nostra scuola, che è iniziata con il mio maestro e predecessore, il professor Falco,
Ecco, non abbiamo quel genere di esperienza, nel senso che noi siamo in fase di pubblicazione dei dati della nostra esperienza,
un'esperienza di un centro periferico, non di riferimento, che però in questi anni ha praticato più di 170 gastrectomie laparoscopiche
e se non erro abbiamo avuto due dei scienze del moncone duodenale.
quindi insomma
il mucurio duodenale
sa sano
sa integro
perché non sono un uccello duodenale
di una volta
che mi pare strano
mi pare strano
benissimo professore
di fatti capisce
perché è veramente
strano che si abbiano questi tassi
evidentemente c'è qualcosa
nella tecnica
che ancora non è codificata
e che lascia spazio a un hazard così alto, perché sappiamo che è una delle cause di morbilità e quindi poi di mortalità più gravi della gastrectomia.
Sì, bisogna vedere che tecnica è stata usata, con quale finalità, perché naturalmente la sezione è meccanica, no?
Sì, la sezione viene fatta meccanica, adesso la faccio anche vedere, vedete con queste, oramai le moderne stapler hanno addirittura tre linee di sutura, ecco professore, con un sistema di anti-slippage,
cioè durante la sezione non scivola il moncone, si utilizzano oltretutto anche strutturatrici meccaniche
che in questo garantiscono ancora di più la tenuta, però nonostante questo rimane questo dato
che se dovesse essere confermato, perché poi magari lì erano presenti 18 centri
tra cui alcuni centri di riferimento
centri molto importanti della nostra
chirurgia
quindi voci autorevoli si sono alzate
in questo senso
questo ci costringe
se non a proscrivere
questo intervento
però ad avviare una fase
di critica
una fase di rito
però ecco
di questo ho una grande esperienza
perché
nella mia epoca ho fatto moltissimi
stomaci, resezioni standard
per un cere duodenali
e tu immaginerai
quale fosse la difficoltà di dissecare
uno duodeno
con un cere cronico eccetera
ma poi
sono passato alla chiusura meccanica
e dico la verità che ho avuto tante complicazioni
nella vita
ma per la chiusura
del moncone duodenale
non ho avuto assolutamente
delle licenze
nonostante che negli ultimi
tempi ma non neanche tanto ultimi
io abbia chiuso sempre
il duodeno
meccanicamente
senza far
ecco non vorrei che
qualche autore
credesse di poter
chiudere in maniera più sicura
il moncone duodenale
rifacendo di sopra una sutura
punti staccati o
peggio ancora in continua
per affondarlo, io lo lasciavo
sempre così ecco
e all'epoca mia non esistevano
le triplici suture
meccaniche
quindi non me lo spiego
non me lo spiego
io penso che sia, forse non so
bisognerebbe vedere
anche la personalità di questi chirurghi
che esperienza avevano avuto
precedentemente con le chiusure a mano
del duodeno
probabilmente, certo professore
oppure che
abbiano
hanno l'abitudine di scheletrizzare il duodeno in maniera un po' troppo sistematica
perché in fondo se qualche piccolo tralcio grasso rimane dentro la cucitrice
non succede niente perché viene schiacciato, non è una causale di eventuale descenza
quindi non me lo spiego veramente
Sì, penso che lei abbia centrato uno di quelli che sono i problemi, cioè la scheletrizzazione del moncone, con questa tecnica che come tutti sappiamo il campo operatorio è magnificato, è un po' come se operassimo con il 2x3x, si tende magari a essere un pochettino troppo generosi con la scheletrizzazione.
Infatti lei mi ha subito redarguito, mi ha subito avvisato di non spingerla troppo e io ho di buonissimo grado accettato il suo consiglio, professore, perché penso che questo, tra le altre cose, possa essere uno dei motivi non banali di problemi che poi possono insorgere nel posto operatorio.
Anche perché sono duodeni sani, completamente sani, non c'è ragione che lasciano e la comprova che possa esserci alla base una ragione vascolare, di deficienza vascolare, secondo me si trova considerando che nei primi tempi, io ho fatto la chirurgia moltissimi anni fa,
e nei primi tempi quando si operavano quasi esclusivamente quelle uscire stenosanti,
sclerotiche, lunghe attraverso che poi investivano anche il duodono a valle,
noi facevamo un affondamento di tre strati addirittura.
Allora sì che si avevano le decenze, ma allora considerando che comunque i chirurghi
si preoccupavano di lavorare sempre sul territorio sano per evitare la decenza
da maltenuta del tratto patologico e a quel punto sicuramente la ragione sarà stata vascolare
perché facendo tre strati naturalmente si ischemizza molto la parete duodenale.
Certo, vi vede com'è importante l'esperienza e la trasmissione di questa esperienza
e soprattutto un'esperienza che nasce da una scuola, che è la scuola chirurgica italiana, che non ha nulla da invidiare per tradizione e per importanza.
Sì ma poi sullo stomaco gli italiani sono stati sempre bravi, ci sono state delle scuole ospedaliere e universitarie che hanno avuto delle esperienze fantastiche su questo passaggio.
Io penso che i giapponesi abbiano codificato la D2 ma che appunto in certi, penso all'Atlante del professor Valdoni o eccetera, ecco erano delle D2 anteliteram quelle che vedevamo riportate nei loro testi, D2, D3.
D2 allargate erano.
di due allargate, è vero professore
mi sono subito corretto
sembra esserci un inosculo
della gastrica destra abbastanza alto
si
qui abbiamo
qui vediamo l'epatica
adesso poi andiamo a pulirla un pochettino meglio
da tutto questo tessuto
che la avvolge
e questa è la porta
il ramo portale
eccola qua sotto
qui c'è tutta la questione
poi anche della neodiuvante
questione quanto mai controversa oggi come oggi, da chirurgo che ha operato diversi pazienti dopo neaduvante, devo dire che la linfadenectomia comporta molto spesso delle difficoltà aggiuntive dopo neaduvante,
perché c'è una scleroialinosi di tutto quanto il peduncolo epatico che a volte la rende veramente molto impegnativa, forse questo è uno dei motivi per cui i giapponesi la proscrivono sostanzialmente e si sono oramai nei loro protocolli orientati sulla terapia adiuvante.
I giapponesi condannano la chemioradio in complesso, i giapponesi condannavano un po' la chemioradio in complesso, però poi si sono adattati, ma preferiscono non la neoadjuvante, ma l'adjuvante.
L'adiuvante, certo. Diciamo che in questo caso specifico, che ovviamente è stato, come tutti i nostri casi oncologici, discorso in disease management team, in DMT, è stata data l'opzione alla chirurgia upfront perché il sanguinamento e l'importante anemizzazione
mettevano a rischio il paziente in caso di relapse emorragico di una gastectomia poi fatta d'urgenza con tutte le problematiche che potevano presentarsi
o comunque sotto tessuti in cui stava agendo la chemioterapia
Questo succede in minore grado nel retto, è vero che lì c'è una certa scomposizione anatomica dopo la neoadjuvante ma è di non grave entità.
Sì, anche perché nel retto quando siamo sicuri di rimanere nei confini della fascia perirettale, il problema di un harvesting minuzioso lo abbiamo sul moncone principale della mesenterica inferiore ma poi è meno sentito rispetto.
si sono condizioni diverse che per lo stomaco però sono è una cosa che più frequentemente
noi vediamo sicuramente vero professore sì sì in vario grado allora vediamo un attimino perché
si lavati un attimo lo sfarfallio non tende a cedere valutiamo poi eventualmente se dovesse
continuare ragazzi con l'opzione
di cui avevamo parlato
perché sta diventando
veramente
è il nostro
è la nostra applica di usch
eccola qua
mi dai una clip per piacere
una clip, mi dai un attimino
da aspirare
c'è stata, come avete visto
c'è una gastrica sinistra
abbastanza importante
e vena insomma ha voluto farsi vedere un attimino adesso abbiamo fatto queste mostre provvisoria e
esponiamo meglio il campo e andiamo avanti e andiamo in su scusate ragazzi quindi se per
landmark, il pilastro. Per favore il campo operatorio è troppo in basso rispetto allo
schermo, se si può alzare un po', ecco grazie. Eccoci qua, allora dicevo che il diaframma il
il nostro pilastro, che è il limite mediale di questa dissezione dei paracardiali,
l'apertura della lamina di Bertelli.
Lo studio Angiotac non ha evidenziato a questo livello anomalie particolari
per quanto riguarda ad esempio una belsei o qualcosa di diaframmatico
che ci dovremmo trovare in mezzo al campo.
Viceversa però l'origine del tipo di celiaco è quasi intramediastinica, per cui diciamo abbastanza inusuale, abbastanza alta.
Comunque sempre accessibile.
Sempre accessibile, assolutamente, oltretutto io penso ad esempio proprio questa zona, cioè la zona cardiale in laparoscopia trova una sua giustificazione molto alta per quanto riguarda la possibilità di evidenziare le strutture,
perché è una zona che proprio per come è posta la telecamera noi vediamo proprio di infilata, quindi la vediamo molto bene.
Qui alla PET c'era una captazione e difatti mi sembra di poter dire che sono presenti dei linfonodi.
Che sarebbe la zona del linfonodo numero uno?
Sì, sì professore, questo è l'esofago, perfetto, ora possiamo provare a ritornare sulla plica di Usch e quindi poi procedere alla dissezione sia della tripode che della stazione 7, eccoci qua, vedete questa bella gastrica sinistra vena, diciamo che non se l'è fatta mancare questo signore, molla un attimino qui e prova a metterci, molla qua.
Sto vedendo, sì, quella bella di palline, con la vila.
Sì, prova un attimino lì, ti riprendi, la tirascio.
Per quanto ci è possibile, noi cerchiamo sempre di svolgerla in questa maniera,
come avete visto è un blocco da destra verso sinistra, in modo che tutte le stazioni poi rimangano
per quanto possibile aderenti al pezzo operatorio.
Intanto in sala c'è raggiunto il mio maestro che saluto, il professor Falco, al quale comunico
Oggi abbiamo l'onore di essere moderati dal professor Di Matteo, prova a darmi una gazzina, attenzione che c'è la gastrica a sinistra, ecco così perfetto, così sei perfetto Claudio, benissimo.
Tutto bene, se ce l'ho anch'io, se no 3-4.
Un'altra emolocca.
Buongiorno Andrea, super, ci riaggiorniamo dopo, vabbè tu fammi sempre un fischio, interfacciati con Giorgio e Gaetano, va bene, ok dopo, complimenti, ciao, saluto a tutti
sempre destra verso sinistra
in maniera abbastanza sistematizzata come mi è stato insegnato
laviamo un attimo la telecamera
adesso magari per agevolarci un po' proviamo a spostare tutto lo stomaco da questa parte
Sembra bene, eccolo qui, vedete l'imponenza di questa gastrica sinistra che quindi ci induce a una dissezione come vedete abbastanza prudente, in questa fase generalmente si è un po' più allegri sull'arvesti linfonodale, però dico ma se c'è quella gastrica sinistra lì e guardate che teleangestasie, vedete?
allora magari facciamo tutto con un po' più di calma
che adesso andiamo a sezionare
direi che è indubbiamente lui
no, purtroppo non ho una grande esperienza
perché ho capito subito che non erano risolutive
perlomeno all'epoca
all'epoca
l'epoca d'oro
delle vagotomie
è stata negli anni 30
e 40
da parte del professor Pieri
che era primario a Belluno e a Treviso
un ottimo chirurgo
il quale
introdusse in Italia la vagotomia
però la scuola romana
è stata sempre per la recessione gastrica
in ogni caso
vedete come
Queste varicosità, perché sono delle vere e proprie varici, sulla piccola curva mi inducono a essere un po' più lento e tedioso nella dissezione, però uno dei principi cardine di questa chirurgia è che avvenga in un campo il più esangue possibile,
perché sappiamo che altrimenti un sanguinamento soprattutto un sanguinamento venoso può davvero
allungare di molto i tempi operatori perché necessita un controllo che non è sempre così
agevole diretto come un sanguinamento ad alta pressione arterioso ecco perché queste vene
hanno una parete molto sottile
sono grosse vene con pareti sottili
e poi non è facile
fare le mostrasi immediatamente
è un po' sempre
laboriosa potrebbe essere
a parte che più o meno
dovremmo essere nella zona
della nostra
sezione
della nostra sezione professore
adesso non so cosa ne pensa lei
ma io
direi che qui ci siamo abbastanza
appena appena
forse ancora un ticinino
per essere diciamo
la parte mediale del tumore
la parte più alta
e mediale del tumore
a che altezza arriva rispetto
nella piccola curvatura
sulla piccola curvatura
me lo davano alla giunzione
tra corpo e antro
quindi il
scusi professore
Il tumore è tutto sulla grande curvatura, quindi diciamo che questo è un vantaggio nella gravità della malattia in termini oncologici e non so se si è visto all'inizio, adesso provo magari un attimo perché si fosse collegato.
che proprio affiorasse alla sierosa, non affiorasse, forse sotto sieroso,
adesso eccolo qua, eccolo qui forse, forse in questa zona qua, eccolo qua,
in questa zona qui, allora adesso possiamo anche, dunque rivediamo un attimino di insieme scusate
la piccola curva perché dovremmo essere pronti alla sezione invece prossimale dello stomaco,
Ecco, vediamo un secondo ancora, forse ancora un pochettino posteriore, qui sì, però qua è proprio dove iniziano loro, vediamo un po', ecco, magari dall'alto ci arriviamo di qua, però direi che forse ora ci siamo, ora ci siamo, benissimo.
Allora, ora vediamo se la nostra preparazione sulla grande curva era stata sufficiente, forse possiamo pensare di essere ancora un po' più prossimi, forse così, forse qui arriverei, forse ancora qualche centimetro secondo me da guadagnare.
sì, sulla grande curvatura
anche perché poi in alto
ci sono i vasi gastrosplenici
sì, non ho trovato
vasi gastrici posteriori
per cui dovrebbe esserci una buona
vascolarizzazione attraverso i brevi
guadagnato quello che dovevamo
quindi se carichiamo la nostra stapler
carica gialla
per cortesia
direi che questa
Questa è la presunta linea di sezione, possiamo marcarla o possiamo anche abbastanza agevolmente procedere direttamente nella sezione.
E queste sono, come vedete, delle strutturatrici che per ergonomicità e funzionalità ben si addicano al distretto gastrico.
Ecco, quindi il sondino ritirato, mi raccomando, siamo a posto, grazie, ho chiesto conferma alla nostra preziosissima Nicoletta Di Palma.
Ecco, altra cosa che devo sentire di elogiare nel nostro centro è la massima collaborazione che abbiamo da parte degli anestesisti
per l'espletamento di questa chirurgia. Sappiamo che sia nella fase pre che intra che soprattutto post operatoria
oramai oggi come oggi i protocolli di enhanced recovery eccetera, il loro ausilio è fondamentale nell'outcome di questi pazienti
e soprattutto anche nel relazionarsi con noi intra operatoriamente.
Naturalmente sento che non tutti sono così fortunati, quando si parla di fare un intervento in chirurgia mininvasiva spesso magari l'anestesista storce un po' il naso perché di necessità i tempi sono diversi, le problematiche aumentano, tutti ci complichiamo la vita intraoperatoriamente per poi favorirla al paziente postoperatoriamente.
ma insomma questo può non essere una cosa che viene, aspettiamo come ci hanno insegnato i secondi necessari prima di procedere alla sezione, il meccanismo elettrico servo assistito ci garantisce una fluidità e una pulizia del taglio, attiviamolo, probabilmente ce ne vuole ancora una,
è la parte un po' più spessa dello stomaco
noi generalmente non cambiamo cartuccia
facciamo tutto con questa oro
molto bene
cerchiamo di recuperare la gazzina
la mettiamo qua
a fare un po' di amostesi
non serve far altro
però scritto coagulare sopra su queste
a meno che non ci sia proprio un'esigenza
impellente
se no molto meglio utilizzare
tutta quella serie di emostatici che oggi abbiamo a disposizione venite indietro per cortesia grazie
qui abbiamo tutto il nostro pezzo abbiamo tutto il nostro pezzo che è molto abbondante sì sì perché
con l'omento ovviamente con l'omento risulta essere più se mi date un attimo una gazzina
Procediamo e vediamo di analizzare quanto è stato fatto e se il professore vuol darmi qualche consiglio su eventualmente il perfezionamento della linfectomia.
Direi no perché l'hai fatta molto accurata, non c'è dubbio.
La D2 Plus prevederebbe poi anche liberare i portali, liberare la via biliare, andare sui retropancreatici, ma non è il caso di questo paziente, sia per quanto riguarda l'indicazione sia per quanto riguarda anche tutto il work up diagnostico che è stato fatto preoperatorio.
Ecco qui le famose ali di Gabbiano, qui abbiamo i primi centimetri della splenica, volendo si può fare un po' ancora qualcosa qui, ma direi che insomma non vedo del tessuto patologico.
Ecco, qui il tripode, che vi ripeto era molto alto, vedete qua siamo in mediastino e direi che insomma, sì, direi che ci possiamo ritenere soddisfatti.
Professore mi conferma la sua...
Sì, sì, non c'è dubbio.
La ringrazio, benissimo.
Allora, se adesso ci spostiamo qui lo stomaco, ecco, noi preferiamo un'anastomosi generalmente transmesocolica.
Quindi adesso ci recuperiamo il traiz, ecco, vediamo intanto magari un po' di anatomia, vediamo la vena mesenterica inferiore, si vede molto bene, devo dire che il caso è un caso decisamente chirurgico.
Perfetto, ora procediamo a creare la nostra finestra, qui c'è sempre la questione del bilanciamento tra aprire ma non far rerniare, dovrebbe essere sufficiente, il signore ha dei mesi sicuramente complianti, andiamo sul traiz, eccolo, perfetto.
E qui proprio Claudio mi ha insegnato la tecnica del double loop perché è un ottimo chirurgo bariatrico e devo dire che poi è una tecnica che vediamo essere molto agevole poi anche nella fase ricostruttiva dell'intervento oncologico.
ha un vasettino, direi che è ben vascolarizzata, la fai vedere?
no, il medio
eccoci qua
ecco lì, data via la luce
vado una giana di qua, per piacere
sì, dunque, vabbè, adesso
diciamo, io per questa sutura
utilizzerò
un attrezzo
che è un attrezzo robotizzato
diciamo, è un
braccio con capacità di
potersi, come vedete
muovere
nei quattro campi dello spazio e che in genere mi agevola abbastanza la sutura
un secondo
vediamo il sondino
dammi da aspirare un secondo
la Ajan
o se lasciarlo
nella tasca glastrica
anche questo dipende da quanto è agevole
il trovarlo
provate a muovermelo per chiusura
lo state muovendo?
vediamo un attimo
noi non lo vediamo
Non so se è un problema di esposizione nostra, forse lo sentite, ma forse qualcosa sento, scontro contro qualcosa, non vorrei che però si ripiegasse quando arriva lì, mi date un attimino, non vorrei che si ripiegasse, ecco qua io lo sento un po' ammalloppato,
è manloppato
provate a tirarlo indietro
perché io ho paura che si sia ripiegato
vabbè proviamo a rimetterlo
diciamo che noi abbiamo anche l'abitudine
eventualmente con particolari difficoltà
ma abbiamo già fatto delle gastroettomie
diciamo senza sondino
quindi nel caso procederemo in quella maniera
senza troppe difficoltà
eccolo lì, eccolo che sta arrivando
proviamo un attimino a spingere ancora un po'
Come mai questa ridondanza dell'Ansa?
Perché generalmente io, avete visto, non cambio cartuccia,
non cambio strutturatrice, cioè eseguo anche la gastrodigionale
con una strutturatrice da 60.
E diciamo qua bisogna essere, questa forse è una piccola inesattezza,
se vogliamo chiamarla, forse anche un errore,
si può considerare tale mio che diciamo per magari anche un po' per fretta, non sono stato attento bene alla giusta posizione dei due monconi gastrico e enterico e quindi poi c'è questa sovrabbondanza che però uno recupera con la sutura dell'ansa.
deve essere questa, di giusto apporre bene le due branche, perché basta veramente poco
poi farò storcere un po' il naso al professor Di Matteo
perché io ho l'abitudine, è un affondamento duodenale di farlo
quindi mi dispiace controllarla
ma sono quelle cose scaramantiche
anche perché qui è stata un po' indaginosa per questioni mie
la gastro entero è solo leggermente un po meno fluida ma insomma diciamo poi alla fine diamo
così vedono anche in sala, orecchiette ridondanti perché un altro punto potrebbe essere questo,
affondare il duodeno e affondarlo male, meglio non affondarlo, cordice, perché se con l'affondamento
si lasciano delle orecchiette, allora è meglio non affondarlo proprio per niente.
A posto, possiamo far vedere una panoramica perché l'intervento può dirsi concluso,
un attimino, adesso ci sarà l'estazione del pezzo, la prova per quanto riguarda la tenuta
anastomotica, ovviamente.
Allora, cerchiamo di fare un attimino vedere tutto per bene, qui la nostra gastroentero
che adesso andremo a testare, l'abrezza trasmisocolica chiusa, bordo del pancreas,
guarda aspirare per piacere che così facciamo vedere, ecco qui, tripode celiaco,
facciamo far vedere, tripode celiaco, arteria splenica, arteria epatica, gastro duodenale,
gastrica destra legata e poi in ultimo vasi gastroepiploici e duodeno affondato.
Ora facciamo la prova di tenuta, mettiamo il paziente un attimo in Trenzelenburg per
tasta gastrica piena, benissimo, si può stirare l'aria, possiamo lasciare così il paziente
che tanto andiamo a fare il panel still, non so se in sala c'è ancora qualcuno.
no, però è stato seguito da molti
grazie professore
io sono veramente onorato
della sua moderazione
spero che insomma di non averla
appunto fatta storcere
troppo il naso con questo intervento
no no
ti ringrazio per la dimostrazione
completa e perfetta direi
della resezione gastrica
bene
grazie mille professore, grazie alla platea a tutti
e grazie al professor Palazzini
e anche per questa bella opportunità che concede oramai da tanti anni al nostro gruppo.
Molto bene, salutami la spezia.
Grazie professore, la aspettiamo volentieri.
Di nuovo.
Arrivederci.
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