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Il webinar affronta in dettaglio la chirurgia colorettale minimamente invasiva, focalizzandosi sulla resezione del sigma per malattia diverticolare complicata e sull'impiego della tecnica laparoscopica hand-assisted (HALS). La prima parte illustra un intervento di resezione del sigma condotto dal Prof. Guerrieri, mostrando step cruciali come la mobilizzazione della flessura splenica, l'identificazione dell'uretere, la sezione dei vasi mesenterici e il confezionamento dell'anastomosi con controllo fluoroscopico (ICG). La seconda parte, guidata dal Prof. Morelli, esplora le indicazioni e i vantaggi della tecnica HALS attraverso tre casi clinici complessi: una resezione del retto in un addome ostile, una diverticolite acuta con voluminosa massa infiammatoria e un tumore bulky della flessura colica sinistra. L'evento è arricchito da un dibattito interattivo tra esperti su scelte tecniche, gestione delle complicanze e ottimizzazione dei risultati clinici.
Buonasera a tutti, andiamo per iniziare il seminario sulla chirurgia del colon.
Ci saranno due presentatori, il professor Guerrieri da Ancona e il professor Morelli da Pisa.
Poi abbiamo un parterre di colleghi che li stimoleranno e via via cercheremo di tirare fuori il meglio di questi due colleghi.
C'è il professore Emilio Morpurgo dal Veneto, poi Andrea Perri dalla Lombardia,
Giuliano Sarro, milanese, trasferito in Piemonte, Terroso dal Friuli Venezia Giulia,
Nereo Vettoretto, sempre lombardo, se non sbaglio, Brescia, Antonio Agrusa dalla Sicilia, da Palermo.
Io ci darei la parola a Guerrieri con la prima presentazione e mano a mano che il professor Guerrieri farà la presentazione,
prego i colleghi che stanno nelle loro sedi di pungolare il professor Guerrieri.
Buonasera a tutti, ringrazio il professor Palazzini per questo invito molto gentile,
ringrazio tutti i collaboratori che sono presenti, che sono resi disponibili e la regia.
Io prego di cominciare a inviare il video perché comunque andiamo subito nel pratico.
Allora, io non lo vedo a schermo intero, però posso commentarlo lo stesso.
non so se la regia me lo può mandare io vedo il professor sarro ma vorrei vedere il video
schermo intero ecco almeno così va bene infatti stavo dicendo non capisco come vedete la
posizionamento dei trocar il trocar ombelicale poi viene messo metto sempre un trocar subito
aca sinistra, trocar in fossa iliaca destra. Il trocar che metto in fossa iliaca destra ha un
palloncino che mi permette poi di gestire bene, come vedremo dopo, il posizionamento della
palloncino che mi permette poi di gestire bene come vedremo dopo la il posizionamento della
strutturatrice eventualmente quindi è un trocar che non è non si rimuove cioè quando uno estrae
e lo strumento rimane fisso lì e non si muove mai.
Quindi, riepilogando, la telecamera viene messa nel trocar che sta sotto l'arcata costale destra,
poi c'è il trocar ombelicale, sopra ombelicale o sotto ombelicale,
a seconda di come è posizionato l'ombelico,
poi c'è un trocar sotto l'apofisi ensiforme,
e poi due trocar, uno in fossa iliaca a sinistra e uno in fossa iliaca a destra.
preferisco usare sempre cinque trocar per molto tempo usato se ho usato quattro trocar ma invece
negli ultimi anni uso sempre cinque trocar perché il trocar che sta sotto l'apofisi
esensiforme mi resta molto utile per per varie manovre per esempio adesso come vedete è iniziato
chiaramente l'apertura il legamento gastrocolico con la pinza d'anello che vedete a sinistra quella
diciamo così, quella mi serve molto per fare questo tempo qua, e invece
diciamo così quella mi serve mi serve molto per fare questo a questo tempo qua e invece il Voyant in questo caso viene introdotto attraverso il trocar dell'ombelico quindi con
Con la mano destra lavoro attraverso il trocar ombelicale, periombelicale, e con la sinistra, con la pinza d'anello, sostengo lo stomaco, come vedete, attraverso questo trocar che è posizionato subito al centro, nella linea mediana sotto l'apofisi.
Con la mano destra lavoro attraverso il trocaro umbilicale, perium umbilicale, e con la sinistra, con la pinza d'anello, sostengo lo stomaco, come vedete, attraverso questo trocar che è posizionato subito al centro, nella linea mediana sotto l'apofisi.
come vi dicevo il trocar ombelicale viene introdotto sempre con una tecnica open questo
ormai penso che sia una consuetudine un po' di tutti preferisco allora se in base all'anatomia
del paziente se l'ombelico è messo piuttosto in basso metto il trocar sopra ombelicale viceversa
se l'ombelico sta in alto metto il trocar sotto sotto l'ombelico di regolo a seconda del paziente
Questo caso clinico era un paziente giovane di 56 anni, maschio, che non aveva particolari patologie, non assumeva farmaci, aveva una storia di malattia diverticolare con plurimi episodi di diverticolite acuta, recidivante,
trattati sempre conservativamente con antibiotici addirittura il primo episodio sei anni prima
l'ultimo episodio era nell'aprile 2026 questo video si riferisce a fine maggio di quest'anno
fatto lo studio con la tac come sempre si vedevano delle piccole bolle aeree intorno
al sigma compatibili con una microperforazione coperta. Questo è il caso clinico. Come vedete
si vede bene il pancreas e quindi la dissezione della flessura iniziata con l'apertura al
legamento gastrocolico e poi con la sezione della radice del mesocolon trasverso nella
sua inserzione pancreatica nella malattia diverticolare ma anche nelle neoplasie del
sigma ovviamente del retto ma del sigma faccio sempre la mobilizzazione della flessura qui a
tutti i congressi che sono stati ormai la mia attività da circa 30 anni più di 30 anni c'è
C'è sempre qualcuno che dice che la flessura non sempre la fa, non sempre la mobilizza, qualche volta la fa, qualche volta non la fa.
Io la faccio sempre, la mia scuola l'ha sempre fatta, soprattutto la faccio nella malattia diverticolare perché come ben sapete la malattia diverticolare dà comunque una retrazione del viscere,
da molte più aderenze rispetto alla neoplasia, alla fine la neoplasia spesso se non è altamente infiltrante è più semplice come mobilizzazione, invece la malattia diverticolare è un meso retratto più corto sicuramente.
Quindi sicuramente nella malattia diverticolare mobilizzo sempre la flessura andando a resecare l'inserzione del mesocolon trasverso sulla faccia anteriore del pancreas. Lo faccio comunque sempre anche nei tumori.
La flessura come sapete può essere una flessura semplice, abbastanza semplice come in questo caso ma a volte è molto complessa quindi anche mobilizzare la flessura è molto importante anche per i giovani.
è una bella esperienza di fare questo tipo di approccio, perché comunque quando l'hai fatto di routine,
poi quando ti trovi in difficoltà, che sei costretto perché il viscere è retratto,
hai esperienza, l'hai fatta, e quindi io insegno comunque ai miei giovani sempre questa mobilizzazione della flessura.
Passo sempre, faccio una finestra, come vi dicevo, aprendo il legamento gastrocolico.
Anche qui per molto tempo ho iniziato questo tempo facendo prima la parte mediale andando da mediale a laterale, cioè andando subito sulla vena mesenterica, ma ultimamente soprattutto nella malattia diverticolare, cioè non nei tumori, nella malattia benigna preferisco andare direttamente nella flessura sinistra aprendo il legamento gastrocolico,
Mi tengo l'eventuale chiusura della vena mesenterica alla fine, non all'inizio, mentre nelle neoplasie può essere più indicato subito l'approccio alla vena mesenterica inferiore dall'inizio.
Ma nella malattia diverticolare, nelle forme benigne, preferisco andare subito alla flessura e tenermi la vena alla fine. Magari posso salvare una porzione di vena mesenterica e qui non ci sono motivi oncologici per resecarla all'origine come normalmente facciamo nei tumori.
sempre passando diciamo per via laterale scopro bene scopriamo bene tutta la fascia la capsula
renale e poi comunque perfeziono sempre la mobilizzazione fino alla quasi a vedere il
Treitz attraverso da questo lato, quindi fino al legamento di Treitz mobilizzo completamente e
e apro bene questa parte che altrimenti poi un po' tira, quindi tutta la radice mesocolica fino al Treitz, cercando ovviamente di seguire i piani avascolari. Dico delle cose un po' scontate, però magari per i più giovani.
Qui siamo passati al sigma, quindi stiamo inquadrando la parte endopelvica, vedete che la malattia diverticolare è importante con aderenze, diverticoli voluminosi e qui probabilmente questa è la zona dove si è verificata la microperforazione coperta.
come vedete sopra in alto
la dissezione che ho fatto dall'alto
dalla flessura sinistra
cerco di arrivare più in basso possibile
questo mi agevola poi questa manovra
quindi quando mobilizzo la flessura sinistra
scendo nel colon discendente
più possibile fino alla fossa iliaca
in questo caso adesso ci siamo spostati
anche come posizionamento di trocar
come vi dicevo vedete a sinistra la pinza d'anello quello è l'aiuto che entra attraverso quel trocar
sotto l'apofisi ensiforme il quinto trocar e mi aiuta a tenere in trazione il sigma, invece il
vessel sealer, il Voyant, entra dal trocar in fossa iliaca destra, quello col palloncino che lo fissa bene
alla parete come vi dicevo prima. Mario, posso così interrompere un pochino per fare un po' di discussione? Tutti i presenti fanno sempre la mobilizzazione della flessura come prima? No, te lo chiedo perché abbiamo parecchie diverticoliti e molto spesso ci troviamo di fronte, non in un caso come questo era evidente che ce ne sarebbe stato bisogno,
Però soprattutto nelle donne capita molto spesso che la diverticolite venga in seguito anche a una formazione anatomica che è un dolicosigma, quindi dove comunque c'è già un punto di pressione dato proprio dalla lunghezza.
In questi casi diciamo che la flessura non la faccio generalmente, non so se tutti i colleghi partono d'emblée così, era per avere un giro di opinioni su questo.
allora se posso personalmente seguo guerrieri anch'io la faccio sempre di principio proprio
per evitare poi di trovarmi in situazioni un po più diverse quindi poi da doverlo poi fare
qui la faccio di principio assolutamente faccio un accesso però medio laterale io riservandomi
questo l'altro laterale che ha fatto lui solo in situazioni particolari quindi parto dalla
la vena non la leggo ma parto dalla vena io personalmente tendenzialmente facciamo sempre
l'abbattimento della flessura anche perché poi magari ci troviamo nelle condizioni di dover
resecare di più di quello che abbiamo mobilizzato a causa magari della presenza ancora di diverticoli
che magari ti vanno a cadere dentro l'anastomosi per cui preferisco essere sicuro e tranquillo di
di aver potuto mobilizzato
certo in caso in cui c'è un dolicosigma
esagerato
allora magari possiamo parlarne
però tendenzialmente sì
e la faccio come diceva Sarro
medio laterale
perché l'approccio
l'approccio medio laterale
in effetti è molto più utile
per quanto riguarda la patologia tumorale
in quanto si va chiaramente
alla radice del mesentere
ma in questo caso qui
io sono abbastanza d'accordo con Mario
Noi facciamo una procedura tipo Valdoni sulle diverticolite, per cui condivido un approccio latero-mediale come sta facendo adesso Mario.
Per quanto mi riguarda qui a Palermo mobilizziamo sempre la flessura, di fatto considerando che trattasi di una patologia benigna diverticolare
dove sappiamo che sempre di più la letteratura recita che bisognerebbe attenersi a delle resezioni quanto più conservate possibili, ma per un problema di metodologia, di standardizzazione,
E partendo sempre in senso medio, laterale, dall'apertura del legamento gastrocolico, praticamente ho standardizzato l'abbassamento della flessura. Obiettivamente però, ripeto come dice la letteratura, non sarebbe necessario, ma lo considero utile e propedeutico alla resezione poi bassa che è meglio gestibile.
personalmente vi sentite io faccio il primo bastian contrario nel senso che valuto effettivamente caso
per caso paziente obeso non obeso maschio femmina entità della diverticolite entità del coinvolgimento
colico che vado ad osservare come primo step alle volte si vede proprio un salto di qualità
del viscere dal discendente al sigma, presenza o meno del dolicosigma. Certo che se diciamo con
una bassa soglia nel senso che se mi immagino che comunque paziente merita una resezione estesa o
per motivi tecnici è meglio fare un abbattimento completo allora lo faccio ab inizio sempre in
senso latero-mediale nelle diverticoliti, però ecco non sono dogmatico nel farlo sempre e comunque ab initio.
prescindere cerco come primo step di valutare ecco se serve oppure no che penso che comunque
tutto quello che non serve tempo e rischio sprecato e assolutamente anzi vi ringrazio
molto per questa discussione perché alla fine anche io poi decido in base al tipo di paziente
comunque l'importante è che ci sia tensione dopo nell'anastomosi che venga morbida come ben come
ben chiaro tutti insomma chiaramente e devo dire che quando non l'ho mobilizzata la fessura nei
pochi casi che sono sempre un po pentito perché dopo non lo sto tranquillo che sembra che tira
mi sembra che non arriva bene comunque d'accordissimo con tutte le vostre osservazioni
ora come come avete visto sono andato al promontorio nella parte mediale ha liberato
l'insezione del meso sigma uso spesso queste lunghette verdi che mi servono per tamponare
un po e vado a cercare l'uretere vedete l'uretere dall'altra parte non l'ho visto bene quando sono
dato laterale ea volte non mi accanisco troppo a isolare l'uretere dalla parte laterale ma
preferisco vederlo da qui c'è dalla parte mediale perché a volte passavo me le mezz'ore a cercare
l'uretere nei pazienti obesi era sempre difficile finché non lo trovi allora tante volte ormai tanti
diciamo cerco quando è così lascio perdere la parte laterale mi concentro su quella mediale
medialmente sollevo e scollo piano piano finché non lo trovo qui l'avete visto prima sotto mario
scusami ma sei solito fare cateterizzare l'uretere a scopo provvedivo no mai a meno che proprio la
tac non mi dice che l'uretere infiltrato dilatato ecco se no no adesso l'avete visto concordo
concordo anch'io c'è sicuramente no ma solo se la tac mi dice che dilatato o sospetto infiltrato
ecco quello sì io concordo anch'io sulla ricerca cioè sulle evidenziazioni indiretto ecco perché
io parto anche medio laterale perché secondo me lo si vede meglio scendendo dall'alto nel
Nel tuo scollamento gradatamente, soprattutto una malattia di verticolare in cui il problema a volte può essere proprio la reazione infiammatoria.
Esatto, lateralmente è più difficile secondo me.
Certo.
Quindi così piano piano uno se lo trova.
Un attimo che è arrivata una domanda.
La domanda riguarda proprio l'uretere.
Ti chiedono se approcciandolo dalla flessura e scendendo non hai difficoltà per vedere l'uretere. Forse ha mancato l'ultima parte di spiegazione che era quella che hai appena dato.
Sono tutte dalla finestra aorto-mesenterica. Devo dire che è un approccio che probabilmente è il più comune, quello medio-laterale per la visualizzazione dell'uretere, però c'è anche da dire che se parti, come ci aveva insegnato Sartori, dalla vena, quindi in campo oncologico, il piano di Toldt-Gerota lo trovi subito, partendo da lì, dall'arteria, quindi dalla finestra aorto-mesenterica, che è un po' più laborioso.
Mentre anche dal latero mediale il piano lo trovi subito.
Quello è vero, però devo dire che molte volte trovo anche difficoltà a fare l'approccio medio-laterale, soprattutto nell'obeso, spesso ci sono quelle fusioni dei mesi,
cioè quando il meso del discendente o del trasverso è fuso con il mese intero,
cioè quei mesi fusi tra di loro, qualche volta è difficile fare l'approccio.
Regia, è scomparso il video.
Tre o due domande.
Allora, penso che l'approccio latero-mediale nelle diverticolite complesse
diventa rischioso per le zone laterali.
questa è già data la risposta
che poi lo isolo per via mediale
quindi passo appunto medialmente
proprio per evitare il rischio di lesione all'uretere lateralmente
l'abbiamo già detto questa cosa qua
anche l'altra l'abbiamo già risposto
anche quella dello stent
quindi adesso Mario vedendo il video
avendo superato la parte che riguarda
il risparmio all'ureterio
ovviamente viene la domanda spontanea a proposito della legatura dei vasi vedo che hai legato
l'arteria mesenterica inferiore se non ho capito male quello all'arteria e questa è la vena certo
ma aspettavo questa domanda infatti allora io il paziente giovane faccio lo faccio all'origine
quasi all'origine insomma non è proprio indispensabile farlo nel paziente anziano cerco
di salvare sempre la colica sinistra. In questo caso qua il paziente aveva 56 anni, ho sezionato
all'origine, non proprio all'origine, ovviamente stando attenti ai plessi, al nerve sparing
e tutto quanto, però se è anziano no, lascio la colica, cerco di lasciare la colica sempre
la colica sinistra. Allora se posso intervenire a questo riguardo, la mia idea, la mia opinione
è che nella malattia di verticolare
soprattutto nelle pazienti giovani
come questo paziente qua
io cerco sempre di legare
bensì andare alla biforcazione
bensì andare alla disprocazione
dell'arteria mesenterica
quindi quando parte l'emorroidaria
e la colica sinistra
e legare entrambi questi vasi
ma separatamente
in modo da lasciare una bella cuffietta
di arteria mesenterica
che mi protegge i plessi
insomma come problema che ho già sollevato
poc'anzi
quindi io preferisco legare
i due vasi separatamente
è chiaro che si lascia una cuffietta
non cambia niente ovviamente
c'è un po' più di sanguinamento
pochissimo perché ovviamente vai
un po' nel mezzo però secondo me
è preferibile nel paziente giovane
perché ti dà la sicurezza di risparmiare il plesso
insomma ecco perché
l'eiaculazione retrograda
viene descritta insomma
come una certa frequenza se non lo fai
sì sì assolutamente
infatti se hai visto io la chiusura l'ho fatta non proprio all'origine, l'ho fatta un po' più distale
dell'arteria, non era proprio all'origine. Infatti è molto corretto questo. Assolutamente d'accordo
con te, assolutamente. Un'altra cosa che questo intervento è fatto molto bene, il piano è
correttissimo, considerata anche la difficoltà dell'intervento che stai svolgendo. Ovviamente
dal punto di vista scolastico è assolutamente corretto dire di vedere l'uretere prima di negare
l'arteria, su cui siamo tutti assolutamente d'accordo, tuttavia io ho visto che con crescere
dell'esperienza non sempre l'uretere viene visto in maniera così maniacale perché quando hai la
percezione e sai benissimo che sei nel piano corretto non è necessario proprio incapponirsi
andarlo proprio a vedere perché a volte è coperto da un po' di grassetto che onestamente se tu sai
che stai nel piano corretto non è obbligatorio proprio vederlo ecco anche se dal punto di vista
scolastico va visto prima di legare le arterie mesentere insomma ecco non so se i colleghi
concordano con me completamente pienamente concordo pienamente con quello che diceva
purgo però ti aggiungo una cosa se permettete io sulla malattia di
verticolare però tendo a risparmiare la colica di sinistra se
è possibile. Se poi ovviamente l'anastomosi non è floppy come diceva
guerrieri ovviamente la taglierò in un secondo momento magari quando vado a
prepararmi per l'anastomosi però tendenzialmente preferisco
risparmiare la colica di sinistra. Questo è un atteggiamento assolutamente corretto perché
mantiene la vascolarizzazione anche se diciamo così la vascolarizzazione tramite l'arcata è
vicariante assolutamente. Quello che ho notato io e che mi porta comunque sempre a legare anche
la colica sinistra è il fatto che comunque il viscere tende a non uscire bene attraverso una
se è ancora vincolato ai vasi, ecco, tende un pochettino a non venire fuori bene come vorresti per fare un'incisione poi bassa come la Pfannenstiel, quindi questo è il motivo per cui teoricamente preferisco legare entrambi i vasi, insomma, però è corretto mantenere un viscere il più vascolarizzato possibile, insomma, ecco.
Io sono d'accordo e credo che va valutato anche qui un po' da caso a caso. Appunto se il paziente è anziano, è vasculopatico, bisogna cercare assolutamente di lasciare la colica sinistra, magari non farò la Pfannenstiel, farò un McBurney sinistro oppure un piccolo mediano e sono più tranquillo.
è vero, nella Pfannenstiel se non arriva bene
questa è la sezione
se avete altre osservazioni
questa è la sezione
del moncone
con una carica
di tipo di colore
blu, viola
qui non si vede tanto però la carica è viola
cerco sempre di
fare una sola sparata
di isolare proprio bene
fino a che
non ho un colpo solo
qui in realtà non sono riuscito a fare un colpo solo
vedo un po sfocato non so se solo io oppure anche voi non so se la regia può migliorare
la qualità immagine anche noi vedete spocato si vedono sfocato e quindi qua non sono riuscito
però cerco sempre se è possibile di fare una sola sparata concordo o qui allora in questo caso qui
si può fare la Pfannenstiel oppure si può fare McBurney sinistro. Sinceramente dipende, nell'uomo
tendo a fare il McBurney sinistro, nella donna magari la Pfannenstiel, se è una donna giovane, che per
motivi più estetici che che altro non ho mai avuto problemi con questo tipo di incisione cerca
Cercando sempre di utilizzare, ecco qui è già uscito il pezzo, usando sempre l'Alexis e mobilizzando il meso dall'esterno.
Quindi l'incisione è circa 4 cm, poi dipende, varia in base al tipo di intestino, di spessore, della massa infiammatoria.
Quanti di voi, che esperienza hai Mario sulla preparazione del moncone prossimale prima di eseguire la Pfannenstiel e quindi all'interno per via laparoscopica?
Perché io sempre di più mi sto appassionando alla preparazione del moncone prossimale direttamente in laparoscopia. Lo trovo utile dal punto di vista della visione e mi dà quel tempo necessario per accorgermi quando porto fuori il colonno attraverso il Pfannenstiel e la sua vascularizzazione. Non so, che esperienza avete e cosa pensate?
Io sono d'accordissimo se posso con Antonino, anche perché come tutti avranno esperienze, io in questo caso non l'ho visto fare ma non la faccio di routine, l'angiografia con ICG è fondamentale, sono dei passi da fare e si vede molto meglio quando sei all'interno dell'addome.
Io finisco il meso, vado fino proprio al viscere, dove ho scelto di fare l'anastomosi, lo calibro anche sulla base della mobilizzazione che ho effettuato, però sono d'accordo con Antonino.
Io lo segno proprio con una clip, come riferimento poi esterno.
Io faccio tutto il meso proprio, per cui arrivo al viscere, faccio la prova con ICG, vedo se devo allungare o meno la resezione, ma tutto dall'interno e poi tiro fuori solo per fare la borsa di tabacco.
Lo trovo molto utile.
Devo dire che, giustamente come dici Nereo, quando lo tiri fuori è anche più semplice, eviti di strappare, cioè è molto meglio. Non so se gli altri sono d'accordo, ovviamente.
Allora io probabilmente lo faccio insomma con la modalità più tradizionale, quindi metterò fuori il pezzo con tutto il suo meso, mi isolo poi il peduncolo arterovenoso, ovviamente molto più importante nella malattia oncologica, ok, e mi faccio il meso da fuori.
Ovviamente l'ICG è importantissimo, è obbligatorio, insomma è molto consigliato, io però lo faccio sempre subito prima di confezionare l'anastomosi perché lo voglio fare quando il viscere è nella posizione che manterrà dopo, ok?
quindi lo faccio prima di una volta restituito il pneumo e quando mi sono agganciato con le
tettine allora lo verifico ecco perché voglio farlo proprio con il viscere in posizione come
poi sarà destinato a rimanere. Visto che ci possono essere molti giovani magari facciamo
una su questo utilizzo corretto e quando e come del verde indocianina. Nereo cosa mi dici? Io penso
come vi ho detto lo faccio lo faccio comunque l'uso come una geografia in loco trovo che
all'inizio lo facevo anche io da fuori, una volta estratto il pezzo facevo l'ICG per vedere
se cadevo giusto insomma sulla però ho notato che devi far spegnere tutte le luci di sale insomma
ma diventa molto meno affidabile
fatto dentro la visione è molto meglio
scelgo appunto
faccio tutto il mese fino alla scelta
del punto di atterraggio
e faccio l'ICG
dopodiché estraggo il pezzo
lo assegno con la clip come ha detto Antonino
se hai fatto tutto il mese
non è neanche necessario
però lo ritengo molto utile
lo fai anche dopo aver sparato?
sì, faccio una seconda dose
lo rimetto dentro, faccio l'anastomosi e poi faccio una seconda dose perché in questo modo mi fa vedere bene anche la vascolarizzazione del moncone
ho visto che Mario l'ha tenuto molto ben vascolarizzato sono assolutamente d'accordo nel non operare il moncone rettale perché anche quello può essere un punto di debolezza
complimenti veramente per l'intervento questo è sicuro
grazie grazie io anche io più o meno utilizzo come avete detto voi lo utilizzo all'interno
però devo dire che più che altro mi concentro sulla sul moncone perché sopra ormai non lo so
saranno tanti esperienza ma si vede bene quando è vascolarizzato l'anello quando sanguina il colore
devo dire che aspetto un pochino però però insomma ecco utilizzo anche un po vari vari varianti a
seconda del allora diciamo che diciamo che il verde dà ovviamente una sicurezza in più secondo
me insomma ormai è talmente così disponibile in tutte le sale che bisogna farlo assolutamente
tuttavia in questo caso qua noi avevamo già una certezza che il viscere era perfetto, era
perfettamente vascolarizzato perché l'intervento l'ha fatto molto bene ma la cosa l'abbiamo capito
l'abbiamo capito dal fatto che il dottor Guerrieri ha staccato il rischio della
devascolarizzazione del viscere si ha quando tu vai inadvertitamente nel meso del colon che poi
andrai a traspondere e la sicurezza tu ce l'hai quando stacchi il meso proprio dal bordo superiore
del pack. Pericolo lì è un piano a vascolare dove non ci sono vari, tu sei sicuro che non danneggi
nel pack perché lo vedi e ne il meso e in questo video nella parte iniziale abbiamo visto che è stato
proprio staccato dal bordo superiore del pack, quindi avevamo la certezza che il meso era
preservato ottimamente ok questo qui è stato veramente delle immagini molto buone che ci
ha fatto vedere molto didattiche perché ci ha fatto capire il piano di sezione dove tu puoi
andare anche anche di forbice volendo perché è un piano proprio di accollamento del tutto
avascolare esatto infatti è lì il punto in cui è quello più rischioso è esattamente quello il punto
più rischioso. Ricordiamoci che la dischemia o la necrosi del colon trasposto è una delle
complicanze più, le peggiori che possono verificarsi. Perché? Perché dal punto di vista clinico possono
in qualche modo simulare la fistola anastomotica, perché ti danno appunto magari secrezioni provenienti dai drenaggi,
eccetera. Però, ecco, se tu la tratti come una semplice fistola anastomotica senza approfondirne
nella diagnosi e molto nei guai
perché magari tu la fistola la tratti solo
con una semplice estomia
o un'ileostomia
mentre invece purtroppo la necrosi
va trattata con
ben altra metodica
è una complicanza molto temibile
va conosciuta, va prevenuta
con le manovre che abbiamo visto
il stacco corretto del meso
e ovviamente il verde
quindi bravo dottor Guerrieri
volevo farvi vedere e anche sottolineare
che ho fatto una doppia legatura
intorno alla testina non mi accontento di farne una sola e poi cerco di pulire sempre un po quelli
appendici epiploiche senza devascularizzare però tenerla un pochino bella pulita la testina per
quanto riguarda l'anastomosi va benissimo Knight-Griffen, tutto come volete, però io se posso, se
arriva bene preferisco non incrociare le due strutture qui possiamo discutere per mezz'ora
l'incrocio non l'incrocio però se mi viene fu la testa mi viene fuori sulla parete anteriore
io preferisco non incrociare le suture in questo caso viene molto bene proprio perché mobilizzando
la flessura il sigma e mori il colon è morbido va giù bene non c'è tensione allora questo punto
mi posso permettere anche di fare un'anastomosi termino-terminale o termino-laterale
Comunque incrociare va benissimo, però secondo me è sempre meglio non incrociare le due suture.
Per quanto riguarda la domanda di Nino Agrusa, io faccio sempre il meso da fuori, all'esterno, però va benissimo prepararlo anche dentro.
Mi sembra che facendolo fuori faccio prima, dopo ognuno è abituato in quel modo.
poi io vivo in un ambiente dei sali operatori dove più fai presto più interventi puoi fare e
più insomma cerco di non perdere tempo quindi ormai lo faccio sempre fuori però va benissimo
chi lo fa chi lo fa dentro però io ci metterei un po di più di tempo quindi posso commentare
su questo tipo di anastomosi
io non faccio terminale classica
però utilizzo invece
la latero terminale come hai fatto vedere tu
nelle ricanalizzazioni delle Hartmann
la fibrosi del non come
e crea molti
di ostacoli
ottima osservazione
ottima osservazione
a tal proposito Mario
legatura dentro
preparazione del meso dentro
preparazione fuori
anastomosi
Diciamo sulla parete anteriore rispetto al punto di sezione, doppia legatura della testina, quello che mi va di dire in questo momento e soprattutto per la malattia diverticolare è che purché si tenda a standardizzare la propria esperienza,
Se un chirurgo è esperto e maturo come te, è chiaro che se lo fa, lo fa perché è frutto di un'esperienza maturata e perché i risultati sono indubbiamente buoni.
Allora mi va di dire che più che in ogni altro tipo di intervento per ciò che riguarda la malattia diverticolare acuta, bene, cercare di standardizzare e rendere la chirurgia per quanto standardizzabile tailored a seconda del tipo di colon, a seconda del tipo di flogosi, infiammazioni eccetera, ritengo che sia un messaggio secondo me opportuno da dare.
Assolutamente Nino, assolutamente. Ah qui vi volevo far vedere, non so se voi siete abituati, ma io da molto tempo incollo il meso con cianoacrilato. Ho visto molti che suturano, riperitoneizzano eccetera.
Io con questo faccio in un attimo, metto un po' di gocce, si attacca benissimo e non faccio la riperitonizzazione con i punti ma lo faccio con la colla. Non so che esperienza avete però mi sono trovato molto bene.
A questo riguardo io sono di quelli che in linea di massima chiude il meso assolutamente perché l'area interna si può verificare con una presentazione che è assolutamente variabile, da essere totalmente asintomatici a un riscontro occasionale o se riopera il paziente per altro motivo a stimolare i casi più drammatici.
noi facciamo questi casi
facciamo quasi tutti
in aerorobotica
quindi facciamo così con la facilizzazione
delle strutture intracorporee
questo è un altro campo di discussione
ma tanto per farvi capire
noi riperitoneizziamo sempre
con un V-Loc
però partendo proprio dal Treitz
però partendo proprio dal Treitz
cioè il primo punto
io lo metto prendendo il meso trasposto
e quasi la sierosa del Treitz
perché è il Treitz che con la sua peristalsi porta dietro l'intestino tenue. Paradossalmente è più
pericoloso lasciare un piccolo buchetto al Treitz che non lasciare completamente aperto il meso.
Quindi io parto dal Treitz, solidarizzo il meso al Treitz e poi scendo fino al promontorio sacrale. Comunque
è un messaggio sicuramente importante che in linea di massima va sempre. Assolutamente. Poi qui adesso
possiamo discutere il drenaggio si drenaggio no io lo metto sempre il drenaggio sarò vecchio
stampo arretrato tutto quello che volete ma un drenaggio se sanguina un po di sangue tira fuori
un ematomino una cosa io lo metto sempre finito all'era sulla metto anch'io ho finito se avete
altre domande una cosa se possibile volevo chiedere una cosa è mai capitato perché ho
sentito prima dire, più anche per la verifica del moncone rettale, la sua perfusione col verde
indocianina, vi è mai capitato di trovare un moncone rettale ipoperfuso e dover riresecare
o cambiare strategia perché a me non è mai capitato però volevo sottolineare a tal proposito
secondo me io io qual lo dico sempre specialmente con l'approccio medio laterale a volte il giovane
chirurgo meno esperto gli viene voglia di prendere quel bel piano lungo il promontorio sacrale e lì
che va devo a scolarizzare la parete posteriore del retto e lì magari che si può fare l'errore
perché è un bel piano anatomico, mentre quelle immagini che ho visto perfette per cui Guerrieri teneva con una pinza in verticale la giunzione retto sigma e andava a isolarsi il suo punto di sezione, è la chiave nelle resezioni per diverticoli,
che sono diverse
chiaramente dalle altre che ti
proteggono
dal magari avere
qualche tipo di ipoperfusione
non voglio dire ischemia perché poi a quella zona
del retto arrivano basi da varie
parti però
ecco è una chiave
dire di non andare dietro
di non andare nel mesoretto
Sì sì sì
per rispondere alla prima domanda
mi è capitato
quando il moncone è troppo lungo
paradossalmente quando è corto
giù comunque il moncone
è già scoralizzato
se lo lascio troppo lungo
perché magari
il tumore sta sul discendente
è capitato di dover
riresecare
può ischemizzarsi di più secondo me
è una domanda
qualcuno fa mai un sopraggitto
della Knight-Griffen con una
barbed suture
mai preso in considerazione di farlo allora quando seguita sempre una prova idropneumatica
sempre di routine solo quando un dubbio mai di routine ma alla domanda quando ripeto la
bollicina dalla prova idropneumatica si sono solito sono solito dare un rinforzo alla
alla domanda anch'io se necessario. Questa è la mia opinione soprattutto in robotica perché ormai
insomma è così che li facciamo. Io diciamo tendo a fare l'anastomosi colorettale uscendo nell'angolo
sinistro con la strutturatrice con l'incudine in modo da lasciare solo l'orecchietta di destra,
quindi l'incrocio delle strutture solo a destra e assolutamente in robotica affondo sempre l'orecchietta
di destra, metto anche un punto anteriore e se posso un punto anche posteriore. Questo ormai
sempre è una manovra che in robotica è molto agevole e questo è uno dei motivi per cui associato
fatto che l'anastomosi è vascularizzata perché la vedo col verde, è affondata tra virgolette
perché metto questi punti di struttura, è senza tensione perché abbiamo tirato giù
la flessura, quindi è un'anastomosi in cui di fatto non può succedere praticamente quasi
nulla ed è il motivo per il quale non metto il relato. Abbiamo accennato prima a questo
questo fatto, che alcuni lo mettono e alcuni no, io non lo metto proprio per vari motivi
su cui possiamo poi discutere anche a lungo, però la percezione che ha il paziente di
uscire dalla sala operatoria senza drenaggio, senza catetere, è una percezione importantissima
che fa sì che ci consente di mandare a voto il paziente a casa anche in prima giornata
post-operatoria, cosa che stiamo perseguendo con la chirurgia robotica. In questa nascono
di qua, di fatto, fatta così, vascolarizzata, senza tensione e affondata, non può succedere
praticamente nulla. Non voglio dire nulla, possiamo discutere, però per questo io affondo
sempre l'orecchietta di destra.
Buono. Allora, se posso fare, a parte fare i complimenti ai guerrieri per l'intervento,
questi giovani, che preparazione le hai fatto a
questa paziente, se l'hai fatta?
nella malattia diverticolare una minima preparazione la faccio, tipo un litro, un
litro, tre giorni senza scorie, un po' di antibiotico intestinale e un litro
di Selg e basta. Ok, nel retto faccio normale. Esatto, per il retto certo, assolutamente.
Per il drenaggio io concordo con te, uno deve sempre valutare a mio parere anche dove lavora e la struttura e tutto l'insieme che ha a disposizione e quindi anche noi non mettiamo catetere, sondino eccetera eccetera e soprattutto nella chirurgia alta dello stomaco è quello che facciamo di più, però indubbiamente il discorso del drenaggio è potremmo parlarne veramente giorni,
Eras dice di no, però secondo me va valutato, oltre al caso clinico, anche dove lavori e con chi hai a che fare.
Secondo me è molto importante.
Sulla preparazione, Mario, volevo dire, sono d'accordo con te, su una blanda preparazione.
L'unico problema, a mio avviso, è intanto il tipo di diverticolite che sottoponiamo ad intervento,
perché spesso le diverticolite sono talmente importanti che non ti consentono di eseguire una preparazione
perché pericoloso come sappiamo ma soprattutto l'altro problema è ritrovarsi con le ansie
intestinali parecchio dilatate questo è quello che capita a me ecco perché sulla preparazione
sono un po cauto tranne che sul retto che va fatta sempre in maniera perisse quando tutto
il resto io tendo a preparare il minimo indispensabile con la paura di ritrovarmi
poi le ansie troppo dilatate e quindi poter infisciare tecnicamente l'intervento stesso.
Questo è un argomento molto interessante che abbiamo introdotto perché come voi sapete
sulla preparazione siamo passati da tutto a niente nel giro di pochi anni e di nuovo
al contrario di tutto, nel senso che in realtà adesso, prima preparavamo preparazione meccanica,
poi con l'ERAS basta preparazione
in realtà le linee guida attuali
suggeriscono di fare
la preparazione meccanica associata all'antibiotico
quindi paradossalmente
siamo tornati un po' indietro rispetto
a quello che pensavamo fosse l'evoluzione
perché le raccomandazioni
che poi sono al fine di
ridurre il numero di SSI
cioè Surgical Site Infection
è quella di fare la preparazione meccanica
e con l'antibiotico
per osso
Esatto, pienamente d'accordo, però ripeto è una discussione che mi va di stimolare perché vi dico e vi chiedo, la preparazione meccanica, quanti di noi non ha dato problemi appunto di dilatazione delle ansie intestinali che diventano in un colon già espessito, in uno spazio spesso ristretto, veramente efficiente nel poter eseguire un intervento più tranquillo?
Allora ti dico, per la nostra esperienza a sinistra sì, a sinistra retto facciamo preparazione meccanica antibiotica, a destra no, però a sinistra aggiungiamo anche simeticone.
Sì, certo, assolutamente sì, di principio.
Proprio per limitare, poi come dici tu, diciamo la tensione c'è sempre, è venomale.
Sì, sì, nella diverticolite più che nel resto della patologia polica.
Allora, volevo rispondere a due domande. Controllo endoscopico dell'anastomosi nel sigma non lo faccio mai, mai. Nel retto qualche volta se ho dei dubbi, ma tendenzialmente mai.
invece sulle l'utilizzo della robotica io devo dire che non credo che sia opportuno ritornare
alla paroscopia ma io ho fatto questo video perché c'era la paroscopia eccetera però io pure faccio
il 75 60 per cento 70 per cento del colon e robotica quindi secondo me il futuro l'attualità
Insomma, non ritengo che si debba ritornare alla laparoscopia.
Concordo.
Io penso una cosa però, dal punto di vista, mi ha incuriosito un po' questa vostra mezza preparazione,
perché credo che, io la faccio da sempre, la preparazione intestinale con il simeticone, con gli antibiotici,
farne un po', diciamo, non ti rende solo le feci un po' più liquide, quindi un po' meno gestibili dal punto di vista delle infezioni.
Io sto pensando a quando tiri fuori il moncone, quando fai la borsa, eccetera, eccetera.
perché nel destro
sono d'accordo anch'io che
obiettivamente la perdita quando si fa
la nostra misura intracorpore è minima
l'anastomosi intracorporea è minima
mobilizzare molto di più
diciamo la
ho paura che a fare poca preparazione
ti dia un po' di feci
liquidi che possono uscire
quindi o la faccio tutta o non la faccio
tutta ecco magari con le feci
sono d'accordo con te tendenzialmente
ma ti dico intanto la preparazione
La sezione, l'interruzione del moncone viene fatta fuori dall'addome, quindi questo problema non ce l'ho proprio perché preparo poi ed eseguo l'interruzione fuori, per cui non ho un problema di inquinamento intraperitoneale.
Sì, la preparazione secondo me sarebbe l'ideale a mio avviso, però ripeto, la preparazione quando la faccio, la faccio per il retto ovviamente sempre, ho troppo spesso, probabilmente perché alle nostre latitudini noi siamo un po' più cicciotti,
e quindi vi dico probabilmente questo, ho il problema delle anze intestinali troppo dilatate che mi danno fastidio.
ovviamente non abbiamo sottolineato a sufficienza l'importanza della protezione di ferita
ci siamo passati sopra come se abbiamo visto che il professor Guerrieri ha protetto benissimo la cosa con l'Alexis
che è uno strumento ottimo perché ti consente di dilatare e nel contempo ti fa quasi una protezione stagna
diciamo quelle delle sottocude quindi io penso che l'esperienza che abbiamo tutti se anche voi
utilizzate questo presidio che le infezioni di ferita sono praticamente nulle nonostante
che diamo fuori un peso fondamentale quindi è un ottimo presidio e poi ci puoi mettere un trocar
si protegge versatile e veramente rischio infezione praticamente alzerato invenzione
grandiosa bisogna dirlo ok va bene grazie e vi ringrazio complimenti ancora non abbiamo finito
allora vado io grazie ancora presso il palazzini dell'invito non sono intervenuto perché mi sembra
è giusto lasciare spazio a Discussant
tutte osservazioni interessanti
quelle fatte fino ad ora
e io diciamo
nella relazione in questa
oretta che diciamo si
divide dalla
conclusione del webinar
invece farò vedere degli interventi in cui
la paroscopici in cui è stato utilizzato
il dispositivo del GelPort
per fare interventi
con tecnica hand-assisted
laparoscopici con tecnica hand-assisted
la premetto che
ora vedremo tre video
con tre diciamo casistiche
diverse
noi
diciamo nel nostro centro abbiamo
i GelPort in sala operatoria
non sono
come dire
la casistica prevalente
abbiamo raccolti tre giusto per
fare no
una differenziazione rispetto alla prima parte
del webinar il nostro approccio
preferenziale quello della laparoscopia pura gli interventi laparoscopici facciamo molti interventi
di robotica anche noi è iniziato nel 2008 attualmente anch'io personalmente ho superato
i 1500 casi personali robotici, quindi l'approccio hand-assisted è una nicchia che però diciamo si
percepisce soprattutto nel nostro territorio nazionale a livello italiano poco utilizzo
uno scarso interesse
a volte anche
una sensazione come
l'utilizzo della
tecnica hand-assisted sia vissuto
da qualcuno un po' come un fallimento
della propria bravura di
laparoscopisti e quindi
credo che possa essere utile
discuterne almeno
delle possibili
applicazioni
quando
effettivamente il gelport può
aggiungere un qualcosa in un panorama
dove oggettivamente in un centro si può eseguire interventi con ogni tipo di indicazione.
Io ho preparato qualche slide introduttiva, poi dopo vengo rapidamente ai casi clinici e soprattutto poi a vedere video.
Alcune considerazioni mi vengono un po' dalla robotica, perché la robotica è sempre vissuta come qualcosa che non è diverso dalla laparoscopia,
è una forma di laparoscopia più avanzata, quindi a volte anche la contrapposizione è una tecnologia che ci consente di fare alcune cose con maggiore facilità e quindi dove si inserisce il robot, non si parla di interventi di minore o maggiore complessità, bisogna considerare anche l'esperienza di chi fa l'intervento.
L'intervento fatto da un chirurgo neospecialista ovviamente è diverso da quello fatto da un chirurgo esperto con 20-30 anni di casistica, quindi quello che può essere facile per qualcuno può essere difficile per qualcun altro e avere a disposizione una tecnologia che rende più facile alcune manovre, come il robot per esempio, può far sì che alcuni interventi utilizzando il robot possono essere abilitati dall'utilizzo del robot.
come tecnica mini-invasiva
oppure semplicemente facilitati
e lì a seconda dell'esperienza del chirurgo
le cose possono anche essere diverse
quello che può essere abilitante per me
può essere facilitante per qualcun altro
che magari è più bravo di me a fare
l'intervento con la tecnica
mini-invasiva. Credo che un concetto
simile si possa estendere anche all'utilizzo
del GelPort nella tecnica
hand-assisted. Per alcuni chirurghi
e per alcuni livelli di complessità
di chirurgia
il GelPort può diventare uno strumento che abilita a eseguire un intervento mini-invasivo
che altrimenti sarebbe convertito o sarebbe approcciato direttamente al cielo aperto
oppure può semplicemente facilitare alcune procedure, renderle più veloci, più spedite
in alcuni setting particolari.
Nel mezzo ovviamente c'è tutto un continuum che poi ciascuno in base alla propria esperienza
può considerare.
Nella mia esperienza personale avere a disposizione un GelPort in sala operatoria è un valore aggiunto che in qualche caso può far sì che alcuni interventi che probabilmente sarebbero stati fatti poi alla fine con tecnica tradizionale mantengono comunque il vantaggio della mini-invasività.
Quindi l'utilizzo del GelPort visto come anche scelta up-front in alcuni casi, oppure direi più comunemente come un ponte per evitare conversioni a cielo aperto in casi difficili, dove stiamo cercando di standardizzare, di capire quali possono essere i vantaggi dell'utilizzo del GelPort in alcune situazioni.
Per esempio, dissezione, esposizione difficoltosa, la necessità anche di un feedback tattile, fare dissezione smussa, sfruttare la sensibilità della mano per fare manovre, fare trazioni, contrattrazioni in situazioni difficili, il paziente obeso, il progresso a chirurgia, ogni quadro può avere la sua motivazione.
oppure a volte talora è capitato pensare all'utilizzo del GelPort per un uso razionale
di una precedente incisione chirurgica oppure un'incisione che comunque dovremmo eseguire
per esempio un paziente che ha già dei tagli ha già un taglio mediano ha avuto un intervento
precedente a tagli sottocostali sovra pubblici per altri motivi ce l'abbiamo già dobbiamo fare
un'estrazione del pezzo a volte inserire la mano attraverso quella stessa incisione che
che è già presente, magari facilita alcune fasi.
Oppure magari contestualmente bisogna fare una plastica di un'ernia,
perché il paziente ha anche un laparoscele sulla pregressa incisione,
oppure in corso di chiusura di istomia utilizzare il tramite della chiusura
per poi magari fare qualcosa, se bisogna combinare più interventi,
come una chiusura di stomia
con qualche metastasi, come per fare altri esempi.
Non ultimo anche quella della possibilità di mantenere valori bassi di premo peritoneo
qualora gli anestesisti ci indichino difficoltà del paziente a mantenere la ventilazione,
soprattutto questo capita in pazienti obesi.
Nel tempo questo sempre meno, man mano che gli anestesisti si sono abituati a interventi laparoscopici,
però occasionalmente è capitato, è capitato anche recentemente,
abbiamo convinto di lavorare con 4-5 di pneumo
abbiamo convinto di lavorare con vari 4-5 di premo e l'abbiamo portato a termine con tecnica mini-invasiva.
Qui alcuni esempi di vari possibili sedi di incisione, dalla mediana sovra-ombelicale o peri-ombelicale
a seconda dell'intervento, sfruttare un'incisione di un'ernia che poi comunque deve essere corretta
o pregressa chirurgia, questo aveva fatto un sottocostale, abbiamo sfruttato una piccola parte del sottocostale
per fare l'accesso, per esempio per fare una chirurgia sul fegato oppure un'astomia che va chiusa
e poi sfruttare il foro per mettere un GelPort in un paziente che ha avuto anche una peritonite
e comunque offrire una bonifica chirurgica del fegato con un approccio mini-invasivo, per esempio, quindi alcuni esempi.
Allora, rapidamente, ora siccome i video non scorrono benissimo, vi dico velocemente i tre video che avevo selezionato,
quindi rapidamente i casi clinici e poi esco dalla presentazione e vi mostro direttamente i video.
Il primo è un adenocarcinoma del retto, un retto ampollare non bassissimo, 7-8 cm, comunque da TME, un paziente che aveva fatto una radioterapia a short course e che aveva soprattutto una pregressa a chirurgia con un'incisione sottocostale per una chirurgia sulla colecisti di vecchia data e una nefretomia lombotomica con un'ampia lombotomia fatta sempre qualche anno prima per tumore.
Il secondo caso è quello invece di una diverticolite acuta del sigma, una donna di 80 anni con una stenosi diverticolare con lo scoppio interrotta a 20 cm, un pseudotomore infiammatorio legato alla malattia diverticolare.
E il terzo caso è quello invece di un adenocarcinoma della flessura colica sinistra, una massa balki, che si intravede dalla TAC, una massa piuttosto voluminosa.
tutti e tre interventi iniziati con una tecnica laparoscopica pura però per tutti e tre a un
certo punto si è deciso di effettuare un approccio, di continuare l'intervento con un approccio HALS
perché si era posto il problema se andare avanti con tecnica laparoscopica o convertire un paio di
questi interventi fatti da miei collaboratori che hanno avuto delle difficoltà abbiamo condiviso
l'utilizzo del GelPort per andare avanti e così è stato e quindi anche, che no, per richiamare il
concetto anche dell'esperienza per i casi comunque uno differente dall'altro adesso vediamo come come
essere riusciti insomma ecco ma questo è il primo questo è il primo caso vedete il video
ma questo è il primo caso anche questo iniziato al mio collaboratore questo è il tumore del retto
con prevista chirurgia bel taglio sottocostale bello ampio una bella lombotomia molto estesa
per la nefretomia, un quadro aderenziale di accesso alla cavità abbastanza impegnativo,
con esposizione anche piuttosto complessa, fase iniziale la paroscopica,
e il collega decide di sfruttare una parte del taglio precedente per entrare con la mano, montare il GelPort e continuare con la dissezione sotto controllo.
e il collega decide di sfruttare una parte del taglio precedente per entrare con la mano, montare il GelPort e continuare con la dissezione sotto controllo.
nel video ma a un certo punto
nella liberazione delle prime ansie
attaccate alla parete a un certo punto
si determina anche
una lesione parziale di un'ansia
con il dubbio che possa essere
stata lesionata
anche in maniera completa
quindi con la possibilità
di una vera e propria perforazione
dopo si vedrà
che si sfrutta il GelPort
per estrarre l'ansa e fare anche
la riparazione. Chiaramente la mano
consente di
fare trazioni e contrattrazioni con particolari facilità, ovviamente queste si fanno benissimo
anche nella paroscopia, però chiaramente una volta che la mano è inserita all'interno
certe manovre di trazione e contrattrazioni vengono effettuate con maggiore rapidità
e con più facilità. Qui si vede la dissezione con un approccio che appunto abbiamo visto
prima la vena poi all'arteria noi diciamo come per riprendere un pochino anche la discussione
precedente sicuramente casi oncologici cerca di andare sempre prima sulla vena e il secondo passo
dell'arteria la fessura qua non viene fatta sempre in maniera sistematica nel cento per cento dei
casi sicuramente in molti casi sì però ecco il soprattutto nelle diverticoliti laddove il sesso
femminile da dove il colon è particolarmente lungo questo idolico lunghissimi che è veramente
esuberante capita ecco che si possa decidere anche intraoperatoriamente di evitare poi di
andare a lavorare in alto guadagnare un po di tempo e avere comunque un'anastomosi tranquillissima
ma senza tensione e con una quantità di viscere comunque asportato anche piuttosto lunga,
comprendente tutta la parte di verticolare.
Scusa, forse mi sono distratto io. Il GelPort dove l'hai posizionato?
Il gel point era posizionato in sede…
Sulla sottocostale?
No, questo qui è subito sotto, diciamo, in sede sovrambellicale, una piccola medianina.
Ok, perfetto. Scusa, non avevo…
Si vede, i passaggi sono ovviamente gli stessi, l'intervento è di fatto un intervento laparoscopico, sì c'è la mano internamente però l'approccio non cambia, poi la scelta se andare latero-mediale, medio-laterale, prima la vena prima l'arteria, prima la flessura può essere ovviamente indifferente.
Il fatto di aver inserito la mano non cambia, queste sono scelte filosofiche che poi ognuno personalizza in base alla filosofia di base e quindi approcciare tutti i pazienti nello stesso modo, oppure se la scelta deve essere più personalizzata secondo le caratteristiche del paziente, l'obesità.
Io personalmente sono in generale, quale che sia l'approccio, che sia la paroscopico, robotico e assisted, anch'io sono diciamo abbastanza convinto che dobbiamo avere nell'armamentare un po' tutti i possibili approcci, non innamorarsi esclusivamente di una sola modalità, ma poi scegliere a seconda anche della conformazione del paziente, dell'anatomia, dell'obesità, della necessità di estendere più o meno.
fare per ogni singolo caso la modalità che diciamo ci sembra migliore per quel paziente
che abbiamo sotto in quel momento anche la mobilizzazione della fissura allora per conformazione
anatomica può venire bene anche riuscire ad approcciarla anche in maniera mista partire
da medio laterale poi fare un pochino latero mediale aprire l'elettro cavità entra l'elettro
cavità, entrare nella retrocavità aprendo il gastrocolico, quindi ci sono diciamo anche situazioni in cui spesso per la conformazione
anatomica la difficoltà che ci troviamo di fronte nella dissezione avere anche l'elasticità a volte
di cambiare può può esserci sicuramente la standardizzazione in generale questo sappiamo
insomma nel nostro lavoro quando facciamo le cose sempre nello stesso modo e ci troviamo
bene evidentemente aiuta questo anche nel guadagnare tempo e avere diciamo buoni risultati
questo è sicuramente innegabile però ecco anche al tempo stesso puoi avere nell'armamentare tutti i
possibili approcci e anche avere l'elasticità di personalizzare a mio avviso può essere un
consiglio da dare soprattutto ai giovani che si approcciano a un certo tipo di lavoro
una domanda che forse mi è sfuggita, che tu hai messo questo GelPort
sovrambericale da quanto capito che poi hai un accesso imprendite in forza indica
e poi e poi vedo che c'è un ferro che tiene su il complesso vescicoprostatico esatto l'hai
no questo attraverso un altro trocar
il GelPort occasionalmente può essere utilizzato anche per mettere un trocar attraverso cui si
inserisce anche la telecamera e si risparmia un trocar però è come lavorare un po' diciamo in
single site quindi a seconda degli interventi diciamo ci si può lavorare a seconda degli
gli interventi diventano diciamo come dire uno svantaggio tale per cui mettere un troppo era
aggiuntivo e fare un buchetto aggiuntivo non ci cambia la vita ma non ci cambia la vita
non ci cambia la vita ma non ci cambia la vita però è vero che diciamo che nei casi in cui la decisione di inserire GelPort di
casi in cui la decisione di inserire il GelPort è di
cui utilizzando il GelPort e fare quindi di scelta questo tipo di approccio consente di utilizzare meno trocar,
cioè molto spesso l'intervento si fa con la mini laparotomia,
cioè un trocar per l'ottica e un solo trocar per la mano destra e basta,
con la mano dentro spesso non è necessario il trocar della trazione o altri trocar aggiuntivi,
quindi questo è una scelta meno comune, è abbastanza difficile partire direttamente con questo tipo di approccio
Cioè è più facile utilizzarlo per evitare conversioni laddove ci sembra si abbia difficoltà a progredire con l'intervento in laparoscopia pura.
Qui si vede come quell'ansa che era stata bucata all'inizio, da chi aveva iniziato l'intervento, era effettivamente aperta e abbiamo sfruttato il GelPort per tirarla fuori, esplorare bene tutto il resto del tenue e riparare in maniera convincente il danno fatto.
Chiaramente l'estrazione viene fatta dalla sede di inserimento della mano, un taglio da qualche parte ci vuole, è vero che in quella sede non è quella più estetica e non è quella meno dolorosa, sicuramente se paragonata a un funnestil è migliore il funnestil ed è il taglio di scelta che noi facciamo in interventi robotici o laparoscopici puri,
però chiaramente un taglio ci vuole una volta che ce l'abbiamo
e l'estrazione del pezzo avviene attraverso quella sede lì chiaramente
Quanto pesava il paziente?
perché vedo che nonostante l'incisione mediana
la mano non impatta per niente come ostruzione del campo operatorio
anzi aiuta molto
Il paziente era sulla novantina di chili circa
abbastanza cicciotterlo
quello del paziente è più la mano ostacolo della visione
sì, esatto, quello è vero
però anche lì l'utilizzo in maniera corretta della mano
comunque consente di tenendola aperta
in maniera che da garantire il mantenimento dello spazio di lavoro
e della visione con l'ottica
ovviamente si riesce a sfruttare e a fare un lavoro
anche in pazienti con un peso superiore. Però devo dire che il messaggio fondamentale che tu
ci hai trasmesso e soprattutto è quello di ricordarci che esiste anche questa metodica,
che in alcuni casi ci può dare veramente una grossa mano. Complimenti per questo.
Assolutamente d'accordo.
giustamente nella tua introduzione come una tecnica un po' per chi non sapeva fare la peroscopia
in effetti poi la si può sfruttare in mille modi
e teniamo conto che c'è sempre un sito da cui dobbiamo estrarre il pezzo
per cui grazie perché davvero mi hai fatto ritornare
forse alla pila anche di una tecnica di bail out
forse alla pila anche di una tecnica di bailout
questo invece è il caso della paziente con diverticolite e una bella diverticolite
stenosi non valicabile dall'endoscopio mio collaboratore inizia l'intervento diciamo
Un chirurgo già con una discreta esperienza, comunque abbastanza giovane, si trova di fronte a un po' di difficoltà, soprattutto ora in questa fase, la massa è abbastanza bulky,
signora obesotta dall'esterno ma internamente come spesso sono le donne almeno non ci dava quella
difficoltà però soprattutto questa colata infiammatoria che dava un quadro aderenziale
piuttosto importante sul versante ureterale esatto difficoltà nel capire bene l'uretere
un po di timore non so se qui davanti a noi a meno scherza come aderenza come reazione
È una bella reazione locale, poi si vedrà che il quadro infiammatorio scende anche un po' giù nel mesoretto, qui un po' di materiale anche purulento che comincia a uscire in questa raccolta saccata, mi chiama perché aveva voglia di convertire, non riesco a esporre, ho difficoltà, ho dubbi sull'uretere, poi sento che va giù, non capisco bene il piano anche anteriormente dove va a finire sul piano vaginale,
e l'ho consigliato metteci la mano e quando ha fatto collaboratori 77 77 e mezzo ecco chiaramente
con la mano dentro la percezione no del duro della consistenza dei tessuti cambia ci sia quindi con
un po più di sicurezza continua chiaramente la dissezione smussa anche con l'aspiratore scende
comincia a scendere un pochino anche verso il basso comincia a entrare anche nel piano che
che poi porta al mesoretto, l'uretere, piano piano comincia a saltar fuori in maniera direi piuttosto sicura
e quindi su quel versante diciamo almeno ne è uscito fuori.
Scusa Luca, sta continuando il tuo collaboratore?
Sì, sì, continua lui, continua lui, continua lui, sì sì.
E qui continua la sua dissezione, questa parte chiaramente in questa fase non c'è vantaggio particolare,
rispetto a se fosse andato avanti la paroscopia pura il problema viene un
pochino più giù allora si vedrà che il versante anteriore il piano vaginale
effettivamente è piuttosto complesso chiaro che con la mano una sola domanda
vedo che usi moltissimo il Voyant che è radiofrequenza giusto se non sbaglio
come ti trovi rispetto all'ultrasuono cioè è la stessa delicatezza la stessa
sì sinceramente sì mi trovo molto bene è un dispositivo che peraltro anche diciamo il
vantaggio non trascurabile del costo che rispetto agli ultrasuoni anche altri strumenti energia e
radiofrequenza sono comunque
efficaci, costano di più
e quindi unisce
l'utile al direttevole
nel senso che noi, non so voi, ma a livello
di direzione sempre più ci fanno
un po' i conti e cominciano
già a metà anno
a stringere la scinga, a comprare gli strumenti
con più difficoltà, quindi avere
un'alternativa anche un pochino
meno costosa ma sempre al tempo
stesso efficace, effettivamente
è stata una buona
soluzione. Ovviamente
Ma devi attivare, cioè una volta che è coagulato il tessuto, devi attivare la lama del taglio o no? Devi attivarlo come gli altri strumenti a radiofrequenza?
Sì, devo dire che io no, noi lo usiamo praticamente quasi unicamente, soprattutto sulla sovramesocolica, quindi stomaco eccetera eccetera, con risultati veramente ottimali.
come dicevo giustamente c'è un rapporto anche qualità prezzo assolutamente difficilmente
se posso dire Giuliano anche la rapidità bravo bravo hai ragione è la metà degli
altri assolutamente d'accordo con te noi che usiamo soprattutto nel paziente bariatrico la
differenza notevole poi fa poco fumo anche quello che ti viene il dubbio dico ma ci fidiamo ha
coagulato ne faccio un'altra o va bene così il concetto è perché all'interno c'è questo sensore
chiamiamolo sensore per cui a seconda dello spessore del tessuto ha un intervallo temporale
diverso ma ad esempio potete tagliare anche i vasi principali le moroldali
si può senza dover mettere clip io faccio tutti i vasi spedenti
il piano anteriore non si capisce benissimo il piano di distacco rispetto alla vagina non
riesce a trovare un piano pulito a un certo punto si apre e a questo punto lì si apre
fortemente adesiva è inevitabile voglio dire un progetto controllo complimenti al tuo
collaboratore per una domanda e voglio insistere su questo aspetto tu avresti continuato in laparoscopia
o comunque tu avresti posizionato il port per una scelta diciamo almeno nella
fase iniziale sull'uretere penso che avrei continuato in la paroscopia comunque però
considerando poi come come è andata avanti la questione come era sul piano anteriore così
sì, tutto sommato
bisogna trovarsi, man mano che si lavora
penso che sia stata sicuramente
una buona scelta
anche perché
la scelta sia opportuna
adeguata, la condivido
e quindi complimenti anche
per la tua saggezza nell'avere
consigliato, barra
nel non esserti lavato
e aver fatto continuare il tuo collaboratorio
quindi attenzione
sì perché credo che anche un percorso
di crescita passa anche da questo
da trovarsi a casi più complessi affrontarli e però venirne fuori anche qui diciamo la struttura
sulla vagina carità una volta che è risolta la situazione struttura diciamo non semplicissima
che si fa anche la paroscopia però più che altro è stata anche la fase proprio della dissezione
capire il piano e avere la contezza di cos'era viscere cos'era vagina cos'era diciamo rete
e qual è la vagina, che con la mano chiaramente si ha una percezione superiore, una tranquillità nella dissezione
che gli ha consentito anche di evitare di aprire poi il retto e trovarsi poi magari una contaminazione di un campo
che poteva creare problemi poi anche nella fase ricostruttiva.
Una volta ora chiarito il livello di sezione, può entrare tranquillo con la sotturatrice
e fare poi la sua dissezione finale con la ricostruzione.
Luca, toglimi la curiosità perché io sono abbastanza convinto,
sebbene non ci siano lavori in letteratura che lo comprovano,
che l'ileo, cioè l'ileo post-operatorio e quindi i vantaggi della laparoscopia
siano principalmente legati al tempo di esposizione delle ansie.
In questo caso dovresti avere dei tempi di recupero, soprattutto del Lileo postoperatorio,
simili o del tutto sovrapponibili a quelli laparoscopici o sbaglio?
Assolutamente vero, cioè clinicamente io non ho mai trovato nessuna differenza sull'ileo di un
clinicamente io non ho mai trovato nessuna differenza sull'ileo di un paziente operato con la tecnica hand-assisted rispetto alla laparoscopia pura o alla robotica,
cioè esattamente lo stesso il tempo di recupero nel postoperatorio. L'unica
diciamo talora a seconda di dove si fa
l'incisione, per esempio nelle mega milze
l'incisione sottocostale a volte
è un pochino più dolorosa
rispetto al funnesty
quando si fanno le milze un po' più piccole
si parla di milze di 3-4 kg
che occupano gran parte
della cavità addominale che comunque
che occupano gran parte della cavità addominale, che comunque fai hand-assisted e poi morcellate
tirate fuori in un sacchetto da organi
e poi comunque il paziente il vantaggio
ce l'ha lo stesso
infatti io dovresti
paragonare il dolore
del sottocostale destro al dolore
del bisottocostale o del mediano
o del mediano cito pubblico
perché lì si parla di milze
che occupano gran parte della cavità addominale
che arrivano in fossa eliaca
pesano 3-4 kg
noi per esempio le approcciamo direttamente
hand-assisted senza nemmeno provarci
la paroscopia, quando si vede che
messo sul fianco il paziente
la milza
supera addirittura la mediana e viene
viene sulla destra e si fa un sottocostalino destro con il paziente in decubito
e si fa però l'intervento tutto di fatto laparoscopico.
Allora, ora lascio avere il terzo video, bisogna che riesca.
Secondo me sulla terapia antidolorifica ci sono mille cose che si possono fare
per togliere il dolore di una mini laparotomia come quella dell'hand-assisted.
La questione è proprio, quindi lo consideriamo a tutti gli effetti,
io sono d'accordissimo, un intervento mini-invasivo, quindi con gli stessi mentali.
assolutamente sì
un livello di sicurezza
e forse anche di velocità
e anche diciamo di didattica
perché hai fatto vedere giustamente
come ha sottolineato Antonio
quanto queste situazioni
siano assolutamente didattiche
per i giovani chirurghi
la trovo un'ottima soluzione
potremmo dire Nereo
una questione di saggezza
per tutti noi ormai
abbastanza abbastanza come dire assodato che tutte le volte che si pensa ad una conversione
si converte non ci si trova mai meglio rispetto alla alla paroscopia perlomeno questa è la mia
idea mai meglio convertendo tranne che in casi di necessità attenzione ascolto in tanti tranne che
Perché nei casi di necessità la conversione per quanto mi riguarda non mi ha mai aiutato. Questo lo trovo un ottimo buon compromesso, quindi grazie Luca perché non faceva parte del mio bagaglio pratico, culturale sì ma pratico mai, e quindi ne terrò conto e grazie per l'ottima presentazione e indicazione che è assai convincente.
Anche io ringrazio Luca. Io ho un'esperienza di chirurgia end-assisted ma nelle splenomegalie massive
e anche nei reni policistici quando prepariamo i pazienti con nefrectomia al trapianto di rene.
Non l'ho mai utilizzato però nella chirurgia del colon e quel caso lì che ha finito di mostrare poco fa
io l'avrei convertito in diretta cioè non ci avrei pensato un attimo trovo effettivamente e
ringrazio luca appunto per questo trovo effettivamente e come diceva grusa un ottimo
ringrazio Luca appunto per questo, trovo effettivamente, e come diceva Agrusa, un ottimo
della decisione mediana perché nel caso di cui uno non riesca poi a portare a casa con
l'hand-assisted e poi passa direttamente alla alla conversione completa e la filosofia infatti
del medialino è proprio quella che faccio poi è facilmente estendibile se proprio neanche in
hand-assisted, se non si riesce si estende, si fa la classica laparotomia. Grazie. Questo è un altro, che è il
terzo caso di quel grosso tumore della flessura vedete brutta lesione si vede il forse passato
perché stavamo parlando con un secondo indietro prima far vedere inizia l'esplorazione della
paroscopica sempre un mio collaboratore qui apre qui fa l'accesso qui alla retrocavità e tanto lo
il Treitz sotto, c'è qualche dubbio su
il fatto di riuscire a staccarlo e la prima cosa che fa un collaboratore mi chiama e dice qui
Qui bisogna convertire, solito discorso come nel caso precedente.
Anche qui l'idea è stata, va bene, può darsi, però proviamo a mettere,
facciamo una piccola incisione, vediamo di inserire la mano,
proviamo a vedere se si riesce a gestire.
Era una massa bulky, quindi anche l'esposizione è abbastanza complessa.
Qui si vede il pancreas, il quadro aderenziale rispetto anche allo stomaco.
chiaramente con la mano si riescono a fare delle trazioni, l'esposizione, si capisce anche la
mobilità della lesione da asportare, la resezione tangenziale della parte di stomaco interessata,
qui si cerca di capire il viscere a monte dove può essere buono per essere sezionato,
ancora non chiarissimo se si riuscirà a portare a termine con questo tipo di approccio però diciamo
intanto si va avanti e a un certo punto sono intervenuto anch'io non ce l'ho messa io il
trattamento dei mesi comunque anche con questo dispositivo col Voyant super sicuro e personalmente
non mi è mai capitato un sanguinamento anche da basi del meso in tutte le esezioni fatte coliche
anche anche chirurgia pancreatica anche sono basi un po più impegnativi anche da gestire e anche
anche come rischio di sanguinamento, mai avuto problemi di sanguinamento nel post-operatorio.
Qui si scende, distacco il mesocolon dal pancreas, si scende poi verso il Treitz,
lasciando quella lì come parte un po' ultima da capire come si riesce a gestire.
Luca, ma te avevi già valutato, più o meno ti eri fatto un'idea,
se comunque saresti riuscito a staccarlo dal Treitz, magari con la mano?
Sì, mettendo la mano avevo avuto la sensazione che comunque era un'aderenza infiammatoria e ci si staccava poi, con un po' di delicatezza, ma che avremmo potuto farlo.
Si è deciso di andare avanti.
Sì, esatto.
Con sezioni, poi dopo...
Sì, esatto.
E' una buona informazione.
Certo, sì.
Sì, diciamo, è stata la prima cosa, oggettivamente.
Cioè, che la massa si muoveva.
Era grossa, balti, ma si muoveva.
Quindi si capiva che, diciamo, c'era un margine rispetto alle strutture circostanti.
Sicuramente la zona più delicata era quella lì del Treitz.
Eccoci qua.
Eccola lì, la sensazione toccando era che è un'aderenza infiammatoria, si vede bene anche come con il disettore si riesce a mantenere un piano pulito.
Chiaro che qui alla fine siamo riusciti a staccarlo senza fare sezioni, senza aprirlo o senza fare le sezioni, che comunque avrebbe creato notevoli problemi poi ricostruttivi.
Però è chiaro che se non fosse stato possibile trovare questo piano di stacco, lì si poteva anche fare una resezione tangenziale e non sarebbe stato difficilissimo fare una suturetta magari con un autobloccante e chiudere quindi il difetto che si veniva a creare.
Sì, però la sensazione della mano ti aiuta a trovare il bene.
se non male tutto riuscirà a capire anche il morbido no quello che rimane se è duro se è
patologico diciamo chiaramente in questo caso è la chiave di volta perché sennò cioè non è
facile e rimane ora chiaramente la parte di mezzo colon sinistro per andare poi a sezionare il colon
la mano quando si inserisce dietro e fa capire il piano soprattutto quando c'è la massa bulky
il distacco rispetto anche alla milza inserire il dito che si vede sbucare dall'altra parte ci
fa non si dà la sicurezza del piano che stiamo sviluppando e ora a questo punto abbiamo il
nostro discendente e comunque per estrarre un pezzo così un taglietto del genere di si sarebbe
chiaro che avessimo fatto tutto in laparo si estraeva da un Pfannenstiel però insomma
che punto beh quando un po esteso esatto il ramo colico sinistro di drenaggio della flessura ma
questo rientra un po nel concetto e 4 trocca cinque trocca un taglio di un centimetro in
più centimetri in meno importante è fare le cose migliori per quel paziente poi quindi ritengo che
questa tua metodica che c'è poi riportato alla luce che vogliamo dire in maniera così ottimale
possa essere un bel bagaglio che ognuno di noi può a volte utilizzare e quindi quello che dicevi
prima di avere un gel point in sala non è mica una cattiva idea basta averne qualcuno può sempre
prima di avere un GelPort in sala non è mica una cattiva idea, basta averne qualcuno, può sempre
facile insomma approssimare ma i due monconi e farà la stoma e poi fare l'anastomosi per la
ricostruzione che sarebbero arrivati anche fuori per fare una manuale dall'incisione in questo
caso no dove mobilizzare di più si molto da mobilizzare molto sì però talora in qualche
che l'esezione di flessura colica
è successa anche quello
che a quel punto
una volta che uno ha la mini laparotomia
lì, però più comunemente
è chiaro che
per evitare anche
trazioni sui mesi e mantenere
l'esposizione
il meno possibile dei visceri
all'esterno, insomma farla intracorporea
sicuramente è meglio per il recupero
quindi il paziente
la seconda giornata era canalizzato
quasi come se non fosse stato operato no come qualsiasi intervento laparoscopico vi posso fare
una domanda che mi ha sempre sempre un po vorrei sentire l'opinione anche dei colleghi voi usate
una 45 o una 60 per fare un'anastomosi colo-colica questo è in questo caso qua mi sembra che tu
ogni tanto mi dà l'impressione la 45 di non essere sufficiente per il diametro del colon
ogni tanto mi dà l'impressione la 45 di non essere sufficiente per il diametro del collo
io personalmente entero-enterica 45 ma sul colon una 60 la colo-colica non so volevo sentire anche
gli altri colleghi cosa usavano perché a me capita abbastanza spesso la flessura, è uno dei tumori
che secondo me è in crescita numericamente, no? Non so se avete questa impressione. Allora, due
cose vorrei dire, intanto riguardo alla domanda che hai fatto sulla strutturatrice, come ripeto
sono entro 20 giorni che sono quasi esclusivamente in robotica, però anche per semplificare un po' le
cose, di fatto io ho capito che uso quasi sempre la 60, in un saloperatorio anche in
robotica anche che se ne dica sotto nel retto la 45 in realtà non è vero, non è vero
anche se la pelvi è stretta, comunque devi fare quasi sempre due sparate nel retto basso
perché la devi un pochettino personalizzare, quindi sempre la 60 e ovviamente anche un
un po' per semplificare i magazzini, le cose, usiamo praticamente solo la fisanta.
Un'altra considerazione che riguarda un argomento un po' più ampio,
cioè i tumori della flessura asplenica.
Io in un caso così, casi come questi qua, non so, anche la vostra opinione,
quasi sempre, cioè io non amo mai le flessure, perché è un terreno di confine
tra le due vascolarizzazioni, ci può essere un tratto anche un po' ischemico,
l'anastomosi cade
diciamo così sopra le anse
diciamo così sopra le anse quindi un po' mi va a prendere sul Treitz, quindi io preferisco
sul Treitz, quindi io preferisco
in questi casi qua quasi sempre
fare un'anastomosi iodiscente
se avrei asportato anche il colomberto
avrei fatto un'anastomosi iodiscente
non so anche voi cosa ne pensate
ma le reazioni di pressura
non mi piacciono
io se così
io invece le faccio
abbastanza volentieri
Devo dire che vanno meglio di quanto uno si potrebbe aspettare vedendole, perché in realtà, forse in questo caso si viste un po' meno, però la vascolarizzazione è ben standardizzata, cioè si fa all'origine della colica sinistra e all'origine del ramo sinistro della colica media.
per cui col verde di indocianina vedi molto bene se i monconi sono vascolarizzati e soprattutto
un'anastomosi coloconica latero-laterale è un'anastomosi che dà pochi problemi. Cade sulle
ansie, è vero, bisogna stare un po' attenti alle ernie interne, questo strutturare la... però la
cosa che ho usato della Glutack Mario mi ha dato una buona idea per questi casi qui perché
perché effettivamente il sotturare e chiudere la breccia non è semplice come in altri casi,
però io invece è un intervento che faccio.
Anche noi facciamo, effettivamente la cosa più difficile è chiudere il meso di tutto questo intervento.
Colica sinistra, il ramo sinistro della colica media, non ho avuto mai difficoltà.
In realtà, in realtà, no scusa, scusa, scusa.
Patrice, io sempre 60.
Devo dire che, ah scusa, scusa, no, ritornando a quello che dicevi, cioè l'ilio discendente,
noi lo facciamo se il colon destro è particolarmente dilatato e nel caso di tumore stenosante che arrivano tardi
dell'angolo colico sinistro, allora sì, faccio anch'io l'ilio discendente, se no negli altri casi, come diceva Nereo,
o è il coso, va benissimo la resezione angoloforico sinistra.
Questo è corretto, quello che dice ovviamente, se il colon deve essere dilatato certamente,
però tuttavia è quello che mi viene a dire che dal punto di vista oncologico,
certamente oncologico, in questi casi qua sarebbe più corretto sezionare non solo il vano destro
della colica media, ma i vasi colici neri, se uno vuole essere oncologicamente proprio corretto.
Ed è questo il motivo per il quale mi fa preferire una resezione un po' più ampia.
Infatti, come voi sapete, le neoplasie della zona del trasverso,
insomma, di quella zona lì, sono quelle peggiori.
Sono quelle peggiori per vari motivi, perché il mezzo è corto, i vasi sono corti,
quindi, diciamo così, il terreno di drenaggio linfatico è più piccolo rispetto,
quindi ha un'atronio di peggiore.
Perché nel caso di tumore stenosante che arrivano tardi dell'angolo colico sinistro, allora sì, faccio anch'io l'ileo-discendente, se no negli altri casi, come diceva Nereo, o è il coso, va benissimo la resezione dell'angolo colico sinistro.
Aspetta, la neoplasia è bella grossa, il caso è difficile, è localmente avanzato, quindi insomma, stiamo parlando di situazioni quasi al limite, quindi un bravo lugar.
In genere, quando arrivano ad essere così grossi, senza avere linfodeno patie macroscopiche, così sono i classici grossi e coglioni, come si suol dire, che danno meno probabilità di…
Se riesce ad essere radicale localmente, poi i pazienti spesso hanno lunghe sopravvivenze, non hanno ricadute.
Poi oggi abbiamo anche un'oncologia sul colon in particolare talmente forte che bisogna considerare anche questi aspetti messi tutti insieme.
piuttosto che a volte essere più demolitivi, aggressivi,
di non togliere tanto viscere alla ricerca del linfonodo,
chissà dove è localizzato.
Quindi c'è anche il giusto equilibrio, secondo me, tra queste considerazioni.
Ok, in oncologia però ricordati Luca che la prognosi la facciamo noi con l'intervento.
Certamente l'oncologia è importantissima, però...
Assolutamente sì.
...è un rincorrere, la prognosi la facciamo noi.
quello sicuramente, però chiaramente se ci sono masse bulky, linfonodali estese sui
codici medi è ovviamente devi far così perché lasci malattia macroscopica sicura
però oggettivamente sono in un caso così non mi avviso ci sta ecco anche un approccio diciamo
relativamente più conservativo ecco vediamo le domande le domande se mi ha anticipato che
c'erano qui siamo d'accordo quindi limite dimensionale vabbè oggettivamente per la
maggior parte non c'è il limite dimensionale effettivamente dipende anche che la nostra
esperienza non è una questione di dimensioni ma in quanto meno difficilmente è la dimensione
senso assoluto sono tutta un'altra serie di problematiche no esposizione difficoltà di
dissezione quadro infiammatorio cioè è sicura il più delle volte altro certamente che non la
quali ritieni sono i vantaggi principali tecnica HALS rispetto alla laparoscopia standard il
Ripristino del feedback tattile alla palpazione manuale facilità e rapidità della dissezione dei piani
difficili. Questa è la scelta di più. Per la scelta di più due sono i tempi operatori. Vedo che
qualcuno mette questa scelta un 30 per cento ma io direi che i tempi operatori non sono come dire
dato di maggiore rilevanza sicuramente fa piacere a tutti riuscire a fare gli interventi senza essere
essere troppo lunghi, però non credo che sia la prima preoccupazione che noi chirurghi
dovremmo avere nel fare gli interventi, quindi su questo non sono proprio completamente d'accordo,
ma sicuramente relativamente alla facilità e rapidità di dissezione e l'utilità anche
l'HALS ci dà sicuramente qualcosa di più rispetto ad altre scelte.
pensi che l'avvento della chirurgia robotica del colon
per quale dissetto anatomico della chirurgia del colon
ritieni che l'HALS offra maggiori benefici tecnici
flessure coliche particolarmente complesse
quelle che la scelta diciamo più frequente
retto 23% è la seconda
colon sinistro sigma 18
l'equivalente in tutti gli stretti 18%
Quello che sembrerebbe meno interessante per la maggior parte di chi ha risposto è il colon destro, effettivamente nel colon destro è abbastanza difficile avere necessità o comunque sia pensare di utilizzare un GelPort, per quella che è la nostra esperienza.
non so, Andrea so che ogni tanto
anche lui lo utilizza
non so se ti è capitato di utilizzarlo nel colon destro
ma noi effettivamente nel colon destro
non mi vengono in mente casi
nel colon destro mai
non sul rene destro
gigante
sul rene destro
anche
talora utilizzando
comunque avremo
fatto poi per l'estrazione
in qualche caso
di particolare complessità
volte è stato utilizzato insomma pensi che l'avvento la chirurgia robotica ridurrà
ulteriormente lo spazio d'azione e le indicazioni della tecnica HALS? No, sì il 32 per cento, no al
32 per cento no coesisteranno in contesti e centri con risorse differenti se sostanzialmente
maggioranza di per la terza risposta che coesisteranno in contesti centri con risorse
differenti credo che sia la risposta giusta il robot non ce l'hanno tutti e ovviamente può essere
anche un qualcosa laddove non è disponibile il robot a volte no di utilizzarlo con lo stesso
tipo di idea che ha chi utilizza il robot per certe indicazioni posso tornare sulla domanda
up front, come approccio up front, cioè di principio nel colon, destro e sinistro, utilizzano
up front, come approccio up front, cioè di principio nel colon, destro e sinistro, utilizzano
questo approccio. Quindi in quest'ottica questa domanda che chiedeva modificare, no l'HALS non
manterrà comunque il suo ruolo per questi centri io trovo che sia un'ottima soluzione da tenere
nel cassetto alla bisogna alla demanda ecco però ripeto il vantaggio di questo ringrazio ancora
morelli per questo che ce l'ha ricordato ecco io ripeto l'ha utilizzata però in altri distretti ma
mai nel colo però effettivamente ho visto oggi che i vantaggi ci sono grazie luca se posso dirti
hai mai utilizzato un GelPort nel contesto di un intervento robotico? Perché secondo me è impossibile
o complesso allora abbiamo usato proprio pochissime volte però qualche volta la livello di setup cioè
se lo spazio metti la mano dell'assistente. No, l'abbiamo utilizzato, tecniche ibride robotiche
HALS l'abbiamo utilizzato diciamo in pochi casi particolarissimi, tipo una volta dovevamo fare
una chiusura di colostomia in un paziente che aveva avuto una peritonite operato un altro
centro ha avuto una complicanza una grossa la parotomia mediana abbiamo fatto la chiusura
della colostomia, abbiamo messo il GelPort a tappare il buco della chiusura e però abbiamo
usato poi il robot per fare la resezione epatica perché volevamo sfruttare il robot per fare il
fegato e quindi abbiamo messo un paio di trocar nel GelPort del robot e un paio fuori e abbiamo
liberato un po il campo fino ad avere esposto il fegato il minimo indispensabile per fare la
chirurgia che ci serviva e abbiamo fatto la resezione epatica però robotica e a questo
A questo riguardo mi viene da spendere una parola per un altro dispositivo che si usa in robotica che è il GelPoint, cioè il GelPoint per la chirurgia robotica transanale, che è un aspetto diverso da quello che abbiamo trattato oggi, però è importantissimo perché la robotica transanale,
di fatto almeno a parere mio
ho soppiantato le varie tecniche
di chirurgia transanale
che hanno altri stili di porteo
adesso non so bene come si chiamano
però il GelPoint messo
nell'ano ti consente di mettere
tre trocar
robotici più
l'AirSeal
quindi quattro accessi
e ti consente di fare interventi all'interno
del retto, scusate
i più vari
però quello è un dispositivo importantissimo secondo me, il gel point, non so se lo conoscete, immagino che si,
però quello è un dispositivo importantissimo secondo me, il GelPoint, non so se lo conoscete, immagino di sì,
C'è anche un fatto di diverse procedure, tipo di resezioni transanali utilizzando il gel point,
anche io personalmente credo che abbia praticamente soppiantato tutte le altre tecniche.
chiede se può essere usato per un'amputazione domino perineale ma diciamo può essere usato
si può essere usato che diciamo sia particolarmente utile concettualmente direi non tanto perché
comunque si fa un'amputazione al domino perineale il grosso comunque bassa quindi
Quindi personalmente non ricordo di averlo mai usato in un'amputazione addomino perineale,
a meno che non sia correlato alla problematica che accennavo prima,
per esempio in tipo anestesiologico,
che l'anestesista si dice che il paziente non regge lo premo
e vuole convincere in tutti i modi a far convertire
e qualcuno non vuole inserire il GelPort per lavorare magari con un 4 di pneumo,
con la mano dentro si riesce comunque a fare tutto il meso retto
e poi dopo si va sotto
però per scelta tecnica dissettiva non credo
non so cosa pensano gli altri
o cosa pensate dell'emicolettomia sinistra allargata
per il K del trasverso medio
diciamo che se ne pensa Emilio
ma no, ma ho già detto prima
più che emicolettomia sinistra allargata
è emicolettomia destra allargata
con il mio discendente
per motivi da scolare
abbiamo già detto
trasverso medio
penso più a una destra allargata
certamente che non a una sinistra allargata
nei casi
infiammatori oncologici
esperienze con riconoscimento di uretere
con stent e verde indocianina
io personalmente non sono particolarmente
abituato a stentare uretere
diciamo
per chirurgia colorettale
anche quando ho dubbi su uretere
diciamo di principio
qualche volta però è capitato quando diciamo preoperatoriamente avevamo scelta la difficoltà
o l'impegno letterale l'ecatasia dell'ureteria a monte nota preoperatoriamente di stentarlo
quello sì. Come verde indocianina personalmente non l'ho mai usato per il riconoscimento dell'uretere.
non so se qualcuno in sala esperienza la mia risposta è sì nel senso che nei rari casi come
rari casi in cui sai che avrai dei problemi sull'uretere, l'uretere viene stentato e ovviamente
sappiamo bene che stentare l'uretere, soprattutto in mini-invasiva, con la scusa che non palpi
lo stent, devi stare attento a fidarti troppo dello stent perché lo stent tu lo riconosci
quando lo palpi, quindi con la scusa che non lo apprezzi al tatto, ecco. E in questo
caso assolutamente sì, il verde di indocianina dentro lo stent, cioè attraverso lo stent butti dentro il verde e l'uretere si illumina come una lampadina, molto molto utile, ripeto in quei rari casi in cui preliminarmente sai che avrai delle difficoltà, perché come voi sapete il verde di indocianina
non viene escreto con l'emuntorio, quindi l'uretere non si illumina di verde, se tu lo fai endovena,
però è vero che si illumina un po' di verde su di circostanti, quindi il loro tere tende a rimanere bianco,
quindi lo vedi come contrasto negativo, però se lo vuoi vedere bene illuminato con una lampadina
devi mettere il verde dentro il loro tere ed è veramente molto molto molto utile in certi casi.
un tentaggio che arrivo rare volte
forse una o due le ricordo
verde no
abbiamo finito quindi
allora
la serata si è conclusa
facciamo i complimenti ai due
relatori
nonché ai moderatori che hanno
sviscerato il più possibile
hanno come dire
messo in risalto tutte le tecniche
che hanno visto
teletrasmesse facciamo dei ringraziamenti anche a tutti coloro che
hanno risposto alle domande anche se di 254 iscritti solamente 201 si sono
collegati come al solito c'è una parte che si iscrive però dopo non partecipa
comunque la media è stata dall'inizio alla fine sempre
abbiamo oscillato intorno ai 155 156 direi che una buona media considerando
che siamo già in estate e comunque complimenti l'unica cosa che ci dispiace che diciamo alle
domande hanno risposto in pochi perché avete visto le percentuali il massimo sono stati
22 23 persone che hanno risposto però è sempre interessante forse qualcuno ha paura che vedo
nome e cognome li va a cercare a casa non lo so qual è il problema però ognuno potrebbe esprimere
il proprio parere anche per capire come effettivamente vanno le cose. Io vi ringrazio molto e spero
di rivedervi prima o via web o di persona. Grazie, il prossimo webinar mi sembra che
sia il primo di luglio, state piena e poi riprenderemo a settembre. Vi arriverà poi
l'invito per il nostro congressetto di campagna che sarà il 12 e 13 di novembre di quest'anno
e grazie di nuovo e buona serata.
Grazie a tutti quanti e buona serata.
AI 对话
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