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15° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA II SESSIONE SETTING ASSISTENZIALI IN SALA OPERATORIA. DALL’ACCOGLIENZA ALLA DIMISSIONE: APPROFONDIMENTI Setting chirurgico BASSA- MEDIA- ALTA complessità A. Baglio (Sassuolo, MO
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Ben ritrovati dopo la pausa caffè riprendiamo i lavori. Adesso ho il piacere di annunciare la collega Adelaide Baglio, lei si occupa, coordina sia il blocco operatorio dell'ospedale di Sassuolo che anche la centrale di sterilizzazione.
Quindi vedremo due competenze e due responsabilità messe a confronto e sarà appunto importante stare a quantizzare qual è il suo setting organizzativo per quanto riguarda l'alta, la media e la bassa complessità.
A lei la parola.
Buongiorno a tutti, ringrazio AICO per l'opportunità che mi ha dato, ringrazio in particolare il Presidente per farmi sentire come in procinto di un trapianto.
pochi minuti fa
ho pensato di modificare
un po' quella che è la mia presentazione
preparata in maniera
molto classica
con alcune slide
su quelli che sono
che cos'è la sala operatoria
la complessità di lavorare in sala operatoria
che setting
è necessario
e
e quali sono le competenze di un infermiere che desidera lavorare, voglia lavorare in sala operatoria,
perché comunque ne hanno parlato i colleghi ampiamente e con competenze maggiori delle mie sulla formazione anche,
e vi racconto quella che è la mia realtà.
La mia realtà come struttura è una società privata a statuto speciale con una parte del 51% dell'azienda ASL di Modena e un 49% di una società privata.
Lavoriamo con la struttura a intensità di cura sia medica che chirurgica, internistica che chirurgica.
Vi evito tutte le slide su che cos'è la sala operatoria, da che cosa è vincolato la struttura e l'organizzazione della sala operatoria,
Cosa serve per gestirla in maniera efficace così non vi annoio più di tanto?
Una cosa invece a cui tengo è da dove parte il processo decisionale sia da parte del coordinatore che dell'azienda ma anche da parte degli infermieri, cioè il paziente.
Cos'è che noi vogliamo dare a loro? Quando penso all'organizzazione del turno, a prescindere dalla complessità dell'intervento, penso ciò che io voglio dare al paziente.
Quindi un personale che lavori secondo le evidenze, secondo le linee guida, che sia puntuale non solo nell'orario di servizio ma anche nel valutare il paziente dedicando a lui il tempo necessario per ogni singolo atto che fa nei suoi confronti.
questo per dar la possibilità di offrire un'assistenza di qualità
e naturalmente non è da sottovalutare anche il rispetto di quelle che sono le risorse che l'azienda ci fornisce
facendo affidamento a questi principi credo che si possa creare effettivamente anche una soddisfazione
sia per il paziente ma anche di tutto il personale
Cioè creando degli stimoli anche affinché anche loro riescano a trovare motivazione e mettersi in gioco ogni giorno.
Gestire un blocco operatorio, ho scritto le figure classiche a cui siamo abituati, l'anestesista, il chirurgo, gli infermieri, gli os e i tecnici di radiologia.
Io ho dimenticato una parte qui e sono, oltre alle persone che afferiscono, studenti, tirocinanti, i tecnici dell'ingegneria clinica, che sono un fulcro nella sala operatoria, perché quando qualcosa non funziona non si può aspettare il giorno dopo.
Se qualcosa non va, va sistemato immediatamente. Io non li ho messi lì e nella gestione di un blocco operatorio c'è anche questo.
Il tecnico della manutenzione generale, dell'impiantistica, sono anche molto soddisfatta dei nostri tecnici, in caso ci sia qualcosa che non funzioni riuscire a reperire immediatamente e far sì che tutto torni alla normalità.
Cos'è che punto quando pianifico quello che è il fabbisogno?
Alla sicurezza, al benessere organizzativo, l'ottimizzazione di risorse, la puntualità e l'ordine.
Le passo velocemente perché comunque penso che siano cose che tutti voi già conoscete.
Queste sono le figure infermieristiche che accedono al lavoro in sala operatoria. Conoscete tutti quanti, siete infermieri di sala operatoria o coordinatori e quindi conoscete le competenze di ogni singola figura.
La formazione, ne ha già parlato il collega precedentemente, una cosa che io tengo molto è le competenze non tecniche.
Per quanto riguarda quelle tecniche mi è facile valutare il personale che inserisco all'interno del blocco operatorio perché comunque avendo lavorato come infermiera di sala a mia volta riesco a valutarlo.
Sono importanti secondo me anche quelle non tecniche che sono una peculiarità che non sono di tutti per quanto riguarda la realtà della sala operatoria.
C'è una predisposizione, una volontà, una passione che fa sì che si ha un occhio diverso rispetto a conoscere semplicemente il fatto che smontare un respiratore per sterilizzarlo,
io ti insegno come si fa
e tu riproduci la stessa cosa
credo che sia legato anche a
sentirsi parte di un sistema
che mi sto chiedendo ancora
sono giovanissima come coordinatrice
non di età
sono solo 11 mesi
e ancora mi sto chiedendo
come poter valutare e far valutare ai collaboratori a cui affido il tutoraggio dei nuovi arrivati la valutazione delle competenze non tecniche.
Spero di avere presto una risposta, magari qualcuno di voi può aiutarmi in questo.
L'organico, qual è l'organico? Vi parlo della scelta della nostra azienda.
Noi all'interno della sala operatoria abbiamo sempre tre infermieri, cioè le figure strumentiste, infermieri di sale e infermieri di anestesia.
È una scelta aziendale, nelle attività a bassa complessità potremmo comunque inserire come figura seconda di sala operatoria l'OS,
ma abbiamo una realtà in cui dobbiamo far fronte anche all'emergenza perché oltre alla chirurgia generale, ortopedia, i reparti sono proctologia e altri di media complessità abbiamo l'ostetricia.
L'ostetricia viene considerata ad alta complessità per far fronte anche ai cesari in emergenza non previsti anche come, oltre alla sala delle urgenze, la possibilità che accada un'altra emergenza in contemporanea.
Questo ci permette di poter reperire in un momento di emergenze contemporanee altro personale per attivare una seconda sala.
Cosa succede nel percorso di emergenza? Ed è qui la motivazione della scelta di tre infermieri in sala operatoria.
Abbiamo sempre una sala operatoria disponibile e un'equip per le urgenze.
capita che si possano verificare un'urgenza o un'emergenza in contemporanea
quando tutti gli operatori sono già impegnati in altre sale operatorie
a questo punto arriviamo appunto a un momento di saturazione della situazione del personale
ma comunque l'emergenza è da affrontare
A questo punto si attiva andando a reperire lo strumentista e l'infermiere nelle sale con bassa o media complessità e si attiva la seconda sala delle urgenze.
Da dove parto per decidere l'organico che mi serve durante tutta la programmazione?
Ho il programma aziendale, adesso qui vi ho messo dicembre perché è l'ultimo mese appena arrivato, dove mi dicono quali sedute io devo affrontare.
Al di sotto è un'attività ambulatoriale vera e propria, cioè proprio quelle, i NEI, i tunnel carpali, per farvi alcuni esempi degli interventi che vengono affrontati.
Partendo dalla programmazione aziendale io sviluppo, questa è la piattaforma delle nostre sale, quelle sono le sale del mattino e dove sono destinate e sotto ho le sale del pomeriggio, è un semplice foglio di Excel che mi fa il calcolo giornaliero di tutte le sale che io ho in una giornata, suddivise tra mattina e pomeriggio e il totale mensile.
Questo da qui mi faccio il calcolo del fabbisogno infermieristico, è sempre un foglio di Excel, era molto lungo quindi l'ho diviso in due pagine, mi fa il calcolo direttamente degli strumentisti che devo avere con un minimo a cui non devo scendere.
Qual è il minimo? È uno strumentista per ogni sala più, in base al numero di sale che ho, uno, due o tre. Nel senso, per spiegarmi con un esempio, ho due sale di ortopedia, io devo avere in quella giornata lì e in quel turno almeno tre infermieri strumentisti di ortopedia.
Questo perché devi sempre prevedere una malattia, un malessere e non scendere sotto a quel numero. E così, oltre al numero degli strumentisti, ho poi il calcolo di tutto il personale che ho bisogno per poter gestire il numero di sale in quella giornata.
E anche stessa cosa per gli os che non entrano in sala operatoria salvo criticità del personale negli interventi a bassa intensità chirurgica, loro hanno più un ruolo di spostamento del paziente dalla zona filtro alle sale operatorie, il riordino, lo stoccaggio del materiale non specifico.
E un infermiere sempre in recovery room.
Questo è il foglio di calcolo di Excel, semplicissimo, del personale, suddiviso.
Nella nostra realtà abbiamo una suddivisione per specialità.
Abbiamo infermieri di ortopedia, della chirurgia addominale e delle miste.
Le miste sono le piccole chirurgie, otorino, vascolare, flebologia, oculistica e dermatologia.
Il foglio mi fa il calcolo delle presenze totali e dei reperibili, questo mi facilita per dire che ho annullato completamente gli errori di calcolo del fabbisogno.
E poi gli infermieri di anestesia, scusate mi stavo dimenticando questo pezzo. Ho poi degli strumentisti che sono in grado di stare sia alla strumentazione che come infermieri di anestesia.
Questo penso sia una ricchezza, seppur sono sostenitrice della specializzazione, sinceramente. I tutologi, è vero che possono essere utili nei momenti di criticità, ma io penso sempre a cosa voglio offrire come assistenza e anche come motivazione del personale,
perché diversamente si troverebbero a sentirsi delle pedine che vengono mosse in base alle esigenze a prescindere da quali sono le loro competenze.
Il percorso formativo, quando viene inserito un nuovo infermiere, parte con l'affiancamento, faccio un affiancamento minimo di due mesi,
prima dei due mesi non fanno neanche reperibilità, è un affiancamento vero e proprio.
Gli strumentisti in base alla specialità arriviamo anche a sei mesi di affiancamento,
che non vuol dire che per sei mesi ci sono due persone a strumentare, il primo mese sì,
il pian pianino c'è un distacco in base all'apprendimento dell'infermiere
e il secondo è sempre uno strumentista esperto.
Questa invece è il foglio di Excel per la programmazione giornaliera.
Una volta che sviluppo il turno e il numero di sale che devo affrontare in quel giorno
ho tolto i nomi per questione di privacy.
Questa è sempre la piattaforma delle nostre sale operatorie.
Su divisa inserisco al primo posto lo strumentista,
al secondo l'infermiere di sala, al terzo quello di anestesia. Sotto voi non lo vedete, ho poi il foglio di controllo che mi fa capire se ho inserito due volte per errore l'infermiere in quella giornata e quindi ho il controllo sia se ho inserito qualcuno due volte e quindi ho sbagliato la programmazione o conferma che la presenza l'ho inserita.
è suddiviso a mattina e pomeriggio e questo lo produco ormai ogni giorno,
ho smesso la programmazione settimanale perché tra cambi, malattie, eccetera,
io tutti i giorni non vi dico quanto tempo passo a risistemare la programmazione giornaliera.
Ho l'abitudine comunque di accettare qualsiasi tipo di cambio,
L'importante è che sia a pari competenze perché non possiamo scendere ai livelli di sicurezza perché comunque se una persona si riesce a organizzare bene nella sua vita personale penso che sia di buon auspicio per rendere poi il giorno in cui tu vai a lavorare più soddisfacente.
La vita a casa penso che sia fondamentale e quindi non do limiti ai cambi, anche se a volte vi dico che respiro profondamente, perché è un continuo riprogrammare, però lui mi aiuta, il foglio di calcolo mi aiuta tantissimo.
Questi sono i numeri che affrontiamo nella nostra realtà. 2153 interventi nel 2018, suddivisi ambulatoriali, oculistica, dermatologia, chirurgia plastica, proctologia, ginecologia, ortopedia, chirurgia generale, otorino, urologia e flebologia.
Qui manca l'ambulatoriale vera e propria, qui manca l'ambulatoriale vera e propria, quelle che sono le piccole chirurgie tipo, faccio un esempio, i NEI, ci sono anche tre sale alla settimana di ambulatoriale puro.
Questi invece sono il numero di urgenze a novembre 2018, i numeri che abbiamo affrontato quest'anno.
Ho lasciato come ultima slide questa qui perché sì anche è una cosa in cui credo nel nostro lavoro e che se lavoriamo con passione e come diceva prima il collega che ha parlato di formazione cioè il voler essere dei professionisti e degli infermieri possiamo fare la differenza nell'assistenza.
perciò il mio intervento qua
anche se non so se è passato
era più che altro per dire
che è un bellissimo lavoro
che se siamo soddisfatti
anche le prestazioni che noi lasciamo al paziente
sono soddisfacenti per lui
e ne ha un ritorno
perché è un momento in cui il paziente
anche se la sala sembra
che uno non abbia contatto con l'utente
in realtà non è vero
Anche nei cinque minuti prima che si addormenti lui si affida a noi. È vero che i pasticcini forse arrivano al chirurgo, non lo so, vivo in sala operatoria, ma la soddisfazione e la sicurezza che noi diamo è impagabile.
E perciò spero che ci sia tanta voglia di crescere, che ci sia un aumento delle professionisti che vanno a fare i master in sala operatori, in anestesia, in strumentazione e mi auguro un giorno anche che venga riconosciuta questa professionalità perché se dovessi anch'io scegliere, se avessi la possibilità, perché facciamo i concorsi quindi non ce l'ho la possibilità,
Se avessi la possibilità di scegliere un infermiere sicuramente anche io guarderei il suo curriculum formativo oltre che a quella che è la sua esperienza e perciò insomma vi lascio con questo messaggio che noi infermieri possiamo fare la differenza nell'assistenza al paziente.
grazie
ringraziamo la collega
Baglio per aver illustrato
quello che è il suo modello organizzativo
e soprattutto quali sono gli strumenti
che lei quotidianamente utilizza
per organizzare tutto il blocco operatorio
grazie veramente
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