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29° CAD anno 2018 Università Cattolica del Sacro Cuore - Roma
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Sì, sì, però adesso sta bene. Il tratto di stale ancora non l'ho visto.
Deve essere in destra, però buona parte del bosonato.
Regia Roma
Allora qui non ci serve portarci questo perigone
Ricordiamoci poi sono due rete
che uno non basta
Pronto sala? Ci sentite?
Pronto gemelli?
Pronto sala? Pronto? Pronto ci sentite? Benissimo, grazie. Ciao, sono Luca Del Re, Milano e ho il piacere di accompagnarvi in questo intervento.
Se ci sentite, noi vi sentiamo benissimo, vi vediamo anche bene, siamo pronti ad ascoltare quello che avete da dire.
Salve, sono Andrea Di Giorgio dalla chirurgia del peritoneo e retroperitoneo, qui con il professor Pacelli.
Buongiorno.
Vi descrivo adesso il caso con qualche slide.
Quindi è una signora di 72 anni, in buone condizioni generali.
Nella sua anamnesi ha già fatto un'annestetomia sinistra per una cisti ovarica.
appunto ASA2 è un ECOG0
per dolore addominale e rettorragia
la signora viene visitata dalle ginecologi
ed esegue un ATAC
che documenta una massa pelvica
in contatto con l'ovaio di destra
esegue una gastroscopia, una colonoscopia negativa
vedete che i marcatori sono pressappoco nella norma
un rialzo solo del CEA
comunque l'equip di ginecologi decide
decide di operarla e viene eseguita quindi una laparotomia esplorativa, asportazione
dell'ovaio di destra e in blocco con l'appendice, salpingetomia sinistra e viene descritto
durante l'intervento chirurgico uno spillage, un'apertura della neoformazione quindi probabilmente
con la disseminazione di malattia. Quindi l'esame istologico conferma un adenocarcinoma
dell'appendice e un tumore borderline dell'ovaio di destra, adenocarcinoma di tipo mucinoso
e un borderline dell'ovaio di destra. Per cui i ginecologi decidono di completare l'intervento
chirurgico realizzando un'isterectomia, l'omentettomia e un washing peritoneale e quindi l'esame
estologico documenta anche la carcinosi a livello aumentale e quindi null'altro a livello
del luto asportato. A distanza di poco, già di qualche mese, la signora presenta una ripresa
di malattia, quindi compare una neoformazione cistica nella pelvi, che poi descriviamo
un pochino meglio più avanti, e quindi in consulto con degli oncologi inizia il Folfox
e il Bevacizumab, che riesce a eseguire per quattro cicli, per tossicità e leucopenia.
La prossima, per favore.
Ci sentite? Ci sentite in sala?
si si vi stiamo seguendo
si vede male la diapositiva
mi si vedono male le diapositive nel senso che non riusciamo a leggere
però la descrizione è adeguata
per cui vi seguiamo
vi seguiamo lo stesso
se ci riesci
precocemente a distanza di due mesi
compare quindi una massa pervica
a contenuto prevalentemente cistico
nel 2018 la signora ha problemi
con rialzo della creatinina
dolore lombare
e quindi un'ecografia dimostra dell'idronefrosi destra per cui mette in prima istanza una nefrostomia
poi sostituita con uno stent ureterale e quindi ad ottobre ripete un'attack e una risonanza.
La prossima diapositiva così vediamo se si possono vedere le immagini.
Dunque vi commento le immagini e quindi l'attack dimostra una neoformazione a livello della pelvi,
Questa neoformazione prende contatto con il ceco e la base dell'appendice, è laterale al sigma, quindi occupa il meso sigma e forse il mesoretto di destra ed è a contatto con la parete laterale destra della pelvi.
L'uretere si segue fino a un certo punto e poi si riduce di calibro. Forse riappare in prossimità del suo ingresso in vescica. La massa ha un contenuto liquido con dei sepimenti e dei gettoni solidi.
ci ha contatto con la cupola vaginale
lì dove è stato fatto il precedente intervento ginecologico
e ha contatto senza segni di infiltrazione con la vescica
quindi c'è la descrizione della risonanza addome
grossomodo sovrapponibile
comunque completa poi uno staging anche del torace e del cranio
che è tutto negativo
i marcatori odierni sono negativi
Ha un ostento reterale e giunge da dolori stipsi e pollacuria ingravescente.
Per cui dopo una discussione collegiale con gli oncologi, quindi come è nostra abitudine,
quindi con un incontro multidisciplinare insieme agli istopatologi e insieme all'oncologi e al radiologo
che ci caratterizza meglio la malattia, decidiamo di portarla all'intervento chirurgico.
Abbiamo già eseguito una laparoscopia esplorativa, noi la facciamo quasi di routine quando affrontiamo pazienti con carcinosi
per cercare di fare uno score laparoscopico di malattia ma di vedere i punti più critici che potrebbero impedirci di proseguire l'intervento chirurgico.
In questo caso sembravano esserci dei noduletti sul colon trasverso, il resto dell'addome e il diaframma è pulito, la superficie dello stomaco è pulita, il tenue in particolare che spesso è una controindicazione all'intervento, il tenue e il digiuno, così come il mesentere prossimale sono liberi da malattia.
In realtà la cisti o la neoformazione cistica quasi non si vede in laparoscopia perché è coperta da un colon destro retratto e ha prevalente localizzazione extraperitoneale apparentemente.
Per cui decidiamo e procediamo per la laparotomia.
Abbiamo fatto delle biopsie sui noduletti sul colon trasverso in attesa di estemporanea.
Abbiamo iniziato l'intervento chirurgico, quindi open, e la nostra idea è di fare una peritonettomia pelvica portando via in blocco il colon destro, proprio perché l'origine della malattia è verosimilmente un adenocarcinoma dell'appendice,
per cui lo radicalizziamo anche ai fini oncologici, radicalizziamo l'asse vascolare del colon destro e in blocco vorremmo portare via la neoformazione, in cantiere c'è anche, ma speriamo di no, di fare una resezione anteriore del sigmaretto, quindi in blocco con la massa e naturalmente come asportazione del peritoneo pelvico in blocco con la massa.
pelvico quindi laterale e già qui abbiamo iniziato a destra, abbiamo già iniziato quindi a destra, il peritoneo pelvico laterale è stato asportato e così abbiamo iniziato a fare quello prevescicale, qui c'è la vescica scollata dal suo peritoneo.
si vede molto bene
facciamo la stessa cosa a sinistra
abbiamo appena iniziato
a destra voi vedete montato su fettuccia
l'uretere che è dilatato
e abbiamo iniziato quindi
a mobilizzarlo
e diciamo
ci siamo appena fermati
e diciamo identificando la cisti
che cominciate a vedere
eccola qua
si vede?
si si vede la parete
Questi qui sono i vasi iliaci esterni di destra.
Si vede all'opsoas, si vede nell'ilinguinale.
Esatto, esatto.
E la nostra prassi è subito raggiungere il retroperitoneo, in questo caso mobilizzando il colon destro
e un po' come approccio ginecologico quasi ci seguiamo l'uretere, stacchiamo l'uretere dalle strutture.
Quindi inizialmente proprio l'obiettivo è di acquistare la mobilità completa dell'uretere.
Quindi al momento nessuna manovra vascolare è stata eseguita preventivamente sul colon, avete ribaltato completamente il viscere, esponendo il retroperitoneo.
Ok, vediamo il retroperitoneo completamente esposto.
Adesso faremo la stessa cosa a sinistra, la TAC a sinistra dava il sospetto di due ureteri,
quindi un doppio distretto ureterale.
Faccio una domanda, delito in questi casi, anche se non c'è la dilatazione della pelvi e dell'uretere di sinistra,
non avete messo uno stand preventivo, pensate non vi serva, non lo fate mai?
Non lo facciamo quasi mai preventivo, perché in realtà lo stent di per sé ci complica un pochino il lavoro, provocando lui stesso dell'infiammazione.
Abbiamo però una buona collaborazione con gli urologi, per cui procediamo alla dissezione, ma li coinvolgiamo anche precocemente per impostare la strategia.
In caso di necessità, in ogni caso, li avete a disposizione.
Facciamo in blocco la resezione anche dell'uretere, però in questo caso non sembra francamente infiltrato l'uretere, per cui la nostra idea era di dislocarlo, staccarlo dalla cisti ma avere un trattamento conservativo.
Ogni tanto compare un cappellino, gradevole ma oscurante.
Allora intanto che facciamo questa parte, sono Pacelli, diamo un attimo la parola alla nostra strumentista
così ci dirà che cosa ha preparato per questo intervento.
Se vuole dare la parola a Loredana ci parlerà.
Buongiorno Loredana, ci dica.
Volume per favore o più vicino al microfono che non sentiamo.
L'Occo Operatorio di Chirurgia Generale del Policlinico Gemelli.
Buongiorno a tutti, vi illustro un attimo quello che abbiamo preparato dal punto di vista infermieristico, a cominciare dal servitore che è un servitore impostato per una chirurgia addominale, in questo caso resezioni multiple, visto il caso in questione.
Ci sono ferri di diverso tipo, ferri speciali e vari tipi di tagli di garde, diciamo.
In più abbiamo dei lacci e dei fili di Vigril, valve di diverso tipo e dei divaricatori.
Dal punto di vista dei device che utilizzeremo durante l'intervento, abbiamo un strumento di dissezione a radiofrequenza con Big Byte.
non so se si può vedere
e con rotazione
a 360 gradi
in modo che
si ridà le manovre del chirurgo durante l'intervento
lo strumento è
confezionato in questo modo
oppure va assemblato
in questo modo ha anche già l'attacco
che deve essere
dato fuori per essere collegato
alla centralina e quindi è già
completo di stuco così
è tutto monouso
non necessita di un cavo
a parte, accessorio
viene necessita
di un test d'inizio
oppure
questo necessita di un test d'inizio
che è già stato effettuato
in sala è stato esibito
abbiamo anche delle sudoratrici
principalmente una sudoratrice
diciamo
oddio
taglia e cuci, scusate
le emozioni
taglia e cuci con cariche blu da 60
che nel corso dell'intervento sicuramente verranno chieste
passo la parola alla mia collega fuori sala
che vi introdurrà il discorso dell'IPEC che è molto importante
che è la chemioterapia intraoperatoria
che faremo dopo e per i quali vi illustrerà il materiale necessario
sia quello sterile da utilizzare sul campo
e sia quello, diciamo, sia i dispositivi di protezione individuale importanti poi da utilizzare dopo.
Ringrazio, a nome di tutti.
Buongiorno a tutti, mi presento, sono Vincenza Salvatore, infermiera del gruppo operatorio delle Salle Operatorie e Punti Generali del Policlinico Giunelli.
Vorrei fare prima un passo indietro, vorrei parlare innanzitutto di quella che è la posizione del paziente.
Anzitutto è stata eseguita un'intubazione orotracheale del paziente stesso, prevo posizionamento della paziente su un letto operatorio di tipo elettrico.
La paziente è in posizione supina con il braccio destro lungo il corpo e il sinistro sul reggibraccio.
Le gambe sono disposte su cosciali e sono stati inoltre utilizzati dei dispositivi per il letto
che consentiranno quella che la posizione di Trendelenburg è necessaria durante l'intervento chirurgico.
È stato poi posizionato un catetere vescicale, previo posizionamento di urinometro e la sala è anche predisposta per l'utilizzo di quelli che possono essere divalicatori.
Come suggeriva la collega, l'intervento potrà prevedere quello che è il trattamento chemioterapico IPEC intraoperatorio.
Abbiamo diverse modalità, per quanto concerne la giornata di oggi vedremo l'utilizzo di dispositivi, non so se si possono vedere, che consentono il fissaggio di un braccio e di un set di aspirazione che consentirà l'entrata del chemioterapico in addome del paziente.
Indispensabile poi risulta per tutta l'equipe non soltanto infermetistica ma medica l'utilizzo di quelli che sono dispositivi di protezione individuale fondamentali per il trattamento che vi posso illustrare da questa parte.
Allora, possiamo vedere quelle che sono maschere gialle con filtro apposite proprio per il chemioterapico,
guanti inoprene, l'utilizzo di maschere per la protezione degli occhi e come dispositivo di camici.
Tutto questo materiale verrà utilizzato durante il trattamento chemioterapico e naturalmente fino alla fase finale dell'intervento.
Mi scusi, i camici sono dei camici impermeabili? Hanno delle protezioni particolari?
Sì, certamente, i camici sono tutti quanti predisposti per questo senso.
Naturalmente a fine intervento tutto quello che è il materiale utilizzato, sia per quanto riguarda fili, le garze, i lacci e i depresiti extra,
dovranno vedere uno smaltimento speciale, così come i camici stessi, che non so se si possono vedere,
sono predisposti proprio per uno smaltimento specifico.
Ci potete dire qualcosa anche dal punto di vista della preparazione anestesiologica del paziente?
Nel senso che è stato posizionato un catetere peridurale, c'è una via arteriosa?
C'è una via arteriosa, sì, le passo l'anestesista.
Buongiorno, sono Paola Ceto, anestesista.
Buongiorno Paola.
Buongiorno.
La preparazione del paziente è stata effettuata essenzialmente in maniera classica,
quindi due grossi accessi venosi e una via arteriosa.
Per quanto riguarda l'analgesia intra e post-operatoria, noi adottiamo il protocollo mini-invasivo che quindi non prevede il posizionamento del calederino periturale, ma effettuiamo un'analgesia intra-operatoria con remifentanil, quindi pioidi a breve durata d'azione e successivamente facciamo un cosiddetto tap block, quindi ecoguidrato.
E quindi fondamentalmente un blocco dei muscoli retti per il post-operatorio. In genere utilizziamo ropivacaina al 7,5% in modo da garantire una prolungata analgesia post-operatoria.
Lo fate sotto guida ecografica?
Sì, lo facciamo sotto guida ecografica e comunque in aggiunta somministriamo anche al bisogno eventualmente farmaci come non oppioidi, quindi il paracetamolo oppure il Ketorolac.
Benissimo, grazie.
Grazie.
Abbiamo un cappellino.
Se parlo mi sentite?
Benissimo, forte e chiaro.
Abbiamo trovato entrambi gli uretteri a sinistra, un colpo di scena, c'erano tutti e due.
Conferma del quadro preoperatorio.
Adesso stiamo decidendo cosa fare perché la Cisti è molto profonda e molto attaccata.
Quindi stiamo valutando se fare una sportazione in blocco anche corretto.
perché molto probabilmente la romperemo
però proviamo fino all'ultimo a resistere
è vero che se dovessimo avere uno spillage
avendo programmato di fare una chemoterapia intraperitoneale
questo ci dà una forma di sicurezza
se riusciamo a non romperla è meglio
ma insomma non garantisco
visto il programma non dovrebbe esserci una grande differenza
visto il programma non dovrebbe esserci differenza
però siamo in diretta
questo è il peritoneo prevescicale
che stiamo scollando
diciamo che stiamo circondando un pochino il nemico
vediamo se ci riusciamo
per il momento
tutta la guaina peritoneale della pelvi
è integra
in questa fase
non ami utilizzare device
preferisci
fare un'utilizzazione per il pistolo elettrico
si è un pochino più
non so se lo posso dire, mi trovo meglio
è più delicato lo strumento
penso si veda
si riesce a fare una sorta di dissezione
inizialmente abbiamo gonfiato la vescica
per fare la prima fase di mobilizzazione della vescica
dal suo peritoneo, dal peritoneo anteriore
adesso man mano che scendiamo
diventa un pochino più complesso con la vescica gonfia
per cui in genere
riducete la tensione sul viscere
questa è la vagina
vai sotto te
vai sotto te un secondo
sembra che siamo arrivati alla popola vaginale
da un lato
anticiparvi una domanda
ho fatto un controllo bimanuale
per così dire
adesso entra il dottor Rotolo
che è un ginecologo oncologo
che lavora
in collaborazione con me
nella mia divisione
e diciamo praticamente lo utilizziamo
tutti i giorni
per quelle poche cose che sa fare
la cisti io la sento con le mani
è grossa
è grossa, è tesa
adesso non so se si vede
la mia mano è sul piano sacrale
ok?
si si vede che
posteriormente si lavora
ok? assieme al retto
anteriormente molto attaccata
adesso io sono andato molto profondamente
e l'ho un po' mobilizzata
però ancora dobbiamo fare un po' di strada
hai immobilizzato il meso retto
da posteriormente
io guarda non lo so perché se vedi le immagini
sembra che il retto lo salvi
se metti la mano
sembra che non puoi fare niente senza sacrificarlo
adesso vediamo
qua puoi usare forse
lo stai usando
perché te l'abbiamo richiesto praticamente
no no qua
la presa era grande
ok tieni
elettrico qua
che dici Sten?
siamo vicini?
quello che si vede a sinistra
è appunto il mesoretto
scollato
con la sua capsula
integra vedo che si è mossa molto bene
sì ma questo è un piano che non è
diciamo non è stato mai
intaccato purtroppo il lavoro che hanno
fatto i ginecologi precedenti come sempre
succede apre un po' il retroperitoneo
capito? e quindi infatti come
non so se si è visto bene tanto adesso ci torniamo
Il retroperitoneo di destra, dove c'è l'uretere, francamente è molto attaccato.
La mano sembra scendere molto profondamente.
Li leghiamo?
Questi sono i vasi ovarici di sinistra, che non erano stati legati all'origine.
che facciamo stacchiamo almeno con l'ultima c'è qualcosa dobbiamo da
chiesa no qua a destra e poi l'ultima alza quindi adesso la strategia è
cominciare a stabilire i limiti di recessione viscerale poi il monoblocco
Vi faccio rifamigliarizzare col campo che prima era proprio l'inizio e forse, vedete no, adesso questo è tutto il colon destro che è mobilizzato, questo è l'uretere che finisce nel stentato che è l'ambito fortemente della massa, questo è il peritoneo diciamo prevescicale dove si appoggia l'ultimanza che è questa, il sigma che è questo e il ceco che è pinzato, va bene?
Bene? Quindi adesso l'idea è che cominciamo a tagliare i vari visceri e poi lo attacchiamo da dietro.
No, Andrea? Penso sia la cosa migliore.
Sì, perché la massa poi converge tutta verso il basso, quindi devi avere un punto di partenza per forza.
Ok, va bene.
Ci stiamo facendo il sigma?
Sì, esatto. Io lo taglierei qui, poi semmai lo motorizziamo.
Ok. Elettrico, un secondo.
Bene, cominciamo a sezionare il sigma.
Non vedo bene qua, sai però, forse lo rifa a te.
Noi lavoriamo a quattro mani perché siccome lavoriamo spesso dieci ore, otto ore, un po' ci spalleggiamo, capito?
Questo era un ragionamento che si faceva anche oggi sulla chirurgia epatica, dove avere quattro mani che possano alternarsi,
soprattutto su grosse e lunghe dissezioni, preparazioni, da un lavoro di concerto che sicuramente è più agevole.
poi è chiaro io sono il primario quando fanno l'Ai
perché vado a giocare a tennis
adesso no capito
piccoli privilegi
dopo tanti anni
in questo caso la recessione
del Sigma la fate partendo
dai vasi Sigma e Dei
legate alla mesenterica all'origine
che progetto avete
non trattandosi di un comore
del Sigma
però poi per scendere bene nella pelvi
diciamo che taglieremo qua
quindi lasciamo
i vasi sigmoidei li lasciamo
il discendente sigma si presenta
compiacente per una mobilizzazione
da qui non vediamo un monte
non saprei
adesso vediamo
sembra di non tanto
facciamo qua
dobbiamo andare qua
aspetta perché se non facciamo
non aprire quello lì
che è l'unico pezzo
questo qui
Ok, questo diciamo, ci avviciniamo all'emoritaria che adesso la tagliamo.
Un altro ice.
Proviamo.
Se non facciamo così non ce la facciamo, capito?
Leghiamo.
Fammi legare.
Se vuoi una terra di destra ce la facciamo però, sai?
A lasciarlo.
Selezioniamo l'Effelon elettrico, 60, sì.
Sottolatrice?
Dunque l'ultima ansa.
Esatto, prendiamo l'ultima ansa, tutto il mese intero, tutto quando viene, sempre la parete fa.
Ok, vediamo un po'.
Allora, dobbiamo capire l'ultima ansa che fine fa.
E' questa, ok.
E' questa qui.
Ok, però se la tagliamo qua così gli lasciamo pure quella aderenza.
da qui non riusciamo a capire molto bene
guarda stiamo cercando di staccare
un'anza ileale che non è l'ultima
anza che ha una
aderenza
questo per cercare di risparmiarne il più possibile
adesso si noi vorremmo fare
sezionare l'ultima anza
sezionare l'ascendente, sezionare il mesentere corrispondente
e quindi scendere il monoblocco da sopra
questa non è l'ultima anza
se la stacchiamo è basta
finza per favore
passa filo un attimo
stacchiamocela così
avete l'idea che sia
una aderenza solo cicatriziale
questa si ma in ogni modo
la portiamo via
la stacchiamo adesso
il cieco da qua
che c'è un'aderenza
elettrica
ok va bene
procediamo così
bene allora adesso approcciamo
Il meso dell'ultimanza da qua, portandolo in blocco con il peritoneo presagrale, diciamo che stiamo provando a fare una specie di imbuto, ok?
Sì, questo si vede chiaramente, adesso diventa più chiaro con l'apertura del meso.
ci stacchiamo gli ovarici di qua
elettrico un secondo
così portiamo in blocco pure questi
questi sono il residuo degli ovarici
che era attaccato al
al mesocolon destro
teoricamente erano stati resecati
sezionati più distalmente
nel precedente anestectomia
esatto
legare un attimo
ok
facciamo adesso
Diciamo che la colectomia destra la facciamo con i vasi all'origine
perché alla fine anche se era stato un po' misconosciuto
da come ci ha detto Andrea Di Giorgio
diciamo che effettivamente si trattava di una denocarcinoma dell'appendice
e quindi necessariamente per essere radicali dovete andare alla origine
capito, non sono abituato
sì, esatto
vediamo un secondo
eh sì, perché poi
ok
adesso io lo cominci, sì
e poi ci facciamo il messo qua
non so se questa è la carica questa
è stata la parte 2, se no non capisco
vengo un attimo?
mi posso muovere liberamente?
sì
quella che hai tra le mani
quindi è l'eliocecolica
esattamente
questo è l'asse mesenterico
adesso abbiamo molto mobilizzato
vedo che sezioni però poi lascerai un laccio
comunque alla radice
si si per poi diciamo adesso voglio andare avanti
capito?
sezioniamo il
sezioniamo il cono ok?
Encil
non credo che il campo sia molto illuminato
noi vediamo bene
non è eccezionale
la qualità dell'immagine
ogni tanto si muove
fa dei quadratini
avvia parzialmente il segnale
però la luce è ottima
ok grazie
ci siamo?
si
col dito quanto è risurreggiato la cupola?
lontano?
sezioniamo
sempre così per farvi delle domande
che possano suscitare discussione
usate l'endogia anche in open
questo per abitudine
per comodità
diciamo che
poi supponiamo che dobbiamo fare
una stomosi iliocecale
o comunque la transizione del retto
è un pochino più duttile
in modo da usare uno strumento unico
per tutto l'intervento
ecco qua portiamo via
quell'aderenza
che c'era nella pelvi
che secondo me è un'aderenza
del tutto infiammatoria
però essendo molto facente
parte dell'ultima ansa
la portate via in blocco
prepara la suturatrice
ok
suturatrice
e adesso dovremmo andare dietro
quindi così per fare un po' di
riepilogo su quello che abbiamo visto
adesso abbiamo tre monconi
abbiamo l'ultima ansa
diciamo una massa cistica
indovata nella pelvi
che il progetto sarebbe di
provare a toglierla in blocco
con il sigmaretto
che diciamo è questo
questo qua
bene
il discendente cieco
che è questo
e l'ultima ansa
questo è il terreno
quello infiltrato dalla massa
quello su cui dovremmo lavorare
c'è lo stand
esattamente
e questo diciamo è
il peritoneo
posteriore che cerchiamo di portare in blocco
risparmiando i nervi e adesso andiamo giù è tutto molto chiaro comunque e vediamo se diciamo che non
voglio mettere le mani avanti diciamo ho paura che la cisti però provvediamo dai tu stai comoda
da questa parte io così a fare così è che stavo io dalla parte sbagliata diciamo che questa non è
una peritonectomia totale no quindi è una peritonectomia pelvica diciamo facilitata
da una parte essendo stati portati via gli organi pelvici femminili ma essendo
neanche ostacolata per lo stesso motivo cercando di appunto portarla in blocco
con la massa.
No, adesso è la mia di testa.
Ok, con la mano ti stai portando sul piano presacrale.
Sì, adesso io sono sulla mano, ho la massacistica e davanti non sento niente
perché ancora non sento.
Ok, dobbiamo lavorare un po' qua a destra.
Allora, probabilmente abbiamo anche un po' di vescica ancora.
Questo è il rotondo, un olie per favore, questo è il ligamento rotondo di destra, ecco vedete qua c'è proprio l'immagine, asciugare per favore, l'immagine molto chiara di come l'apertura del retroperitoneo che fa il precedente intervento ginecologico rompe dei piani e ci complica la vita, vedete?
si si si vede che c'è una reazione cicatriziale
questa è la fissi
nel punto in cui la stiamo per rompe
e questi sono i vasi liaci
arterioso e venoso
ok
finiamo la vescica
guarda avanti
un altro lie per forre la luce
un pochino meglio
quindi qua ci riprendiamo il nostro
peritoneo prevescicale che è questo
Questi sono i vasi ombelicali, mettete la luce un po' meglio.
Qua fra un po' comincia la parte difficile perché c'è proprio la ganga che coinvolge la massa e la cupola vaginale.
la vescica, la vescica, dammi un attimo, pensa a melli, ecco, passa filo, dobbiamo un po' qua di vescica, passa filo, pensa anche a me, elettrobistoli, qua è attaccata, dentro, la vescica a questo punto l'avete svuotata completamente, adesso è svuotata, è molto attaccata,
aspetta vediamo se si dissega con... perché dopo vedi qua ha superato questa parte
devo capire la veggina fra di nuovo allora vediamo qua io sto tirando forte eh asciugare
mi dai per favore un tampone vicino dice già vagina io penso no perché comunque
questo è male qui sotto viene la massa aspetta questo è un piano buono vedi
c'è un tampone in vagina?
non ce l'hai messo?
no
questa è massa, è bella e buona
scusami, dove state lavorando?
siamo scollando
la farete posteriore vescicale
non so se si riesce a capire
questa è la vescica
sollevata con la pinza d'anello
e stiamo andando verso la vagina
ok?
ok, ma adesso sotto il tuo dito indice
hai la cisti praticamente
Allora ti faccio vedere, questa qua, una pinza per piacere, questa qua, vedi la mia mano? Questa è tutta a cisti, ok? Io prendo, cioè sollevo un po' da qua dietro in parte, guarda che la pazienza spinge, però qua c'è tutto l'uretere di destra che è ancora attaccato.
Certo, purtroppo nonostante la mobilizzazione dei visceri, alla fine l'imbuto è arrivato sull'imbuto in basso.
questa è la fine dell'imbuto
siccome ho studiato i tornati con mio figlio
l'imbuto in inglese si dice funnel
se qualcuno era interessato
è molto interessante
il ginecologo dice che è vagina
è colpo di scena
se è vagina abbiamo vinto
la carichiamo con
anche semplicemente l'isterectomia
ha creato dei fenomeni cicatriziari
aspetta non l'abbiamo sentito
dicevo che anche la semplice isterectomia
già di per sé ha creato quelle aderenze
però se adesso
acchiappiamo la vagina, la incidiamo da davanti
ci apriamo un'altra strada, hai capito?
certamente
è una possibilità di trovare una via
passafilo?
ma gioco qua?
anzi elettrobistori
questo è l'argista
qui secondo me
l'aspiratore
che se ci sia ancora, attenzione
fammi vedere, scusami
mettiti il tampone
giralo proprio qui
questa è vagina allora
senti Fabio scusa
quella è vagina
devo ancora andare un po' qui davanti
dove c'è questo giallone scusa
no perché è meglio entrare nella vagina
che nella vescica, siete d'accordo?
eh tampone
dicevo che c'è il sigma
sì, forse c'è ragione
vedi che però stiamo rompendo qualcosa
sì, io sto fuori
andiamo a dare una botta qua
aspetta, provo
questo è
il sigma retto
Elettrico?
Esatto
Questo è il testo di tralcio
che c'è qua
è più bassa di quello che pensavamo
e va giù, si
ma non manca tantissimo
non manca tantissimo
e questo lo stacco ragazzi
dobbiamo lavorare ancora un po' davanti
si si, però non ho capito bene
il piano, pinza coagulare
forse sai che qua è meglio
potremmo riempire un po' con la vescica di nuovo?
forse qua è meglio
ci facciamo la serie
riempire di nuovo la vescica
e dobbiamo riempire un altro pochino la vescica
che fra un po' dovrebbe finire
questa vescica malefica
lì abbiamo rotto, eh, la cisti?
no, si, aspetta che non è retta
eh? si
si, gonfia un po'
qua la stiamo rompendo un'altra volta
no, questo è guanto, là è vagina
tu sei tu, no?
non so se si vede il dito
del dottor Rotolo
il guanto
che siamo in vagina
adesso
adesso no
ce lo fate vedere così capiamo
eccolo lì perfettamente
quindi adesso si intravede la parete
posteriore della vagina a questo punto
si è corretto
risconfiamo la vescica adesso
questo vi crea un piano di fuga
almeno capiamo
la valva media
almeno capiamo che non stiamo in vescica
ecco almeno questo
e poi ci è utile per andare di nuovo
su un piano extraperitoneale
a lavorare sul mesoretto anteriore
passando attraverso la parete posteriore della vagina
elettrico
certo che dovrebbe essere un piano
il vostro margine inferiore
esattamente
lavorando tutto extraperitoneale
in ultima analisi una struttura sulla vagina
non crea nessun problema
invece aprire la vescica
considerando la terapia che dovrà fare adesso
potrebbe essere più complicata
ecco dallo studio preoperatorio
questo aspetto di estrema distalità
non era evidenziato
preoperatorio?
beh si lo sapevamo
che ne so ci siamo messi a fare questa cosa in diretta
ormai ci siamo
no no ma va benissimo
sento i commenti
che dice ci sembra che sia più basso di quello che sembra
alla fine era per commentare
come lo studio preparatorio
poi non sempre ti mette
in condizione di sapere
dove stai andando
dunque adesso incido
la parete posteriore della vagina
si vede il mesoretto
qui esatto
fra un po' accedo al mesoretto da questo lato
si vede il giallo dello spazio
retto vaginale
Sì, un cocherone ancora e sotto abbiamo...
Ok, quello che hai preso adesso è il margine della parete posteriore, giusto?
Sì, sì.
Il margine craniale della parete posteriore.
Ecco, bravo.
Ecco che sta risalendo un po' la massa.
Sganciata dalla vagina si muoverà un po' di più, si spera.
Esatto.
Adesso dobbiamo fare la stessa cosa dall'altro lato.
Aspiratore.
Certo che la vagina ci ha aperto il mondo, eh?
Facciamo piano piano, eh?
Questo è il diritto.
se continuiamo così
alla fine non la rompiamo
semirotta
elettrobistro
scusami dai prima
io volevo un po' riuscire a mobilizzare
rispetto a duratere
poi c'è uno specializzando vicino a me che è paralizzato dalla tensione
di qualcosa Voltian
di qualcosa saluta
saluta tutti
di dove è Voltian?
Voltian Albania
così si scioglie la tensione
vuoi più bene più a popò
mamma! Albanese di dove? Di Durazzo. Noi ci siamo quasi. Aspiratore a me?
Io faccio una botta di passafilo. Provo eh. Facciamo combinato io e lui.
e qui c'è la massa
tu dicevi che l'uretere è qua?
no, questo rivello no
solo che per tirare
se non la vogliamo rompere veramente
dobbiamo tirare da sinistra
ricordiamocelo
mi dai il
thunder bit
l'ensil
per spostare l'attenzione
sul personale di sala
la nostra strumentista
come è abituata a gestire
il conteggio garze
ci vuoi dire qualcosa?
Come funziona la gestione in questa? Come siete abituati a procedere con il conteggio aghi taglienti, lo fate ad intervalli, dici qualcosa?
Il corteggio garze viene fatto in due, viene fatto di volta in volta, le garze vengono sia aperte che date fuori, a mazzetti da 10, a intervalli temporari diciamo.
Sì, quello certamente era proprio perché per provocare un pochettino le varie abitudini avete dei contenitori speciali in cui fate l'esposizione diretta, sai che esistono vari presidi, no? Addirittura alcuni con delle tasche trasparenti dove si vede.
Invece ho visto che sul tavolo avete la scatolina con tagli.
Quella sì, quella è fondamentale.
Ti ho accosto in castagna, non l'avevi presentata ma io l'avevo vista.
quella mancava effettivamente
l'avete vista?
sì sì benissimo grazie
scusa scusa così
dovrebbe essere fatto così
no no no
se no la devo scendere ancora sulla vagina
se no
ma così si sgancia
forse si sgancia
se riusciamo a bussarla fuori
e ci lasciamo la parte di destra
che è più difficile
mi prendi questa vagina qui
adesso purtroppo non si vede bene
infatti vi lascio lavorare
senza interferire
di scarsa visibilità per voi
quindi non può che esserlo anche per noi
lavorate tranquillamente
qui deve essere il flagone di una regione di rastra
questo è l'interetto interiore
in realtà dobbiamo lavorare lateralmente
quella è la regione di rastra
questo è il retto
però il retto
noi possiamo anche fare così
andiamo
lascia la vescica
lascia la vescica
se riusciamo a sezionare il retto
eccolo qua
un attimo
elettrico ed insieme
allora giusto intanto descrivo
siamo
più o meno siamo riusciti a identificare
il retto
di stale
alla massa
e poi certo se selezioniamo pure quello abbiamo finito
abbiamo forse ancora un po' un contatto
a destra
da liberare
sembra che manchi solo
il punto di confluenza dell'uretere
bravo
ma quello sappiamo che
è il punto critico
però diciamo
siamo pronti a far fronte eventualmente
con l'urologo
se riusciamo anche a vedere meglio
quindi comunque adesso quello che hai nella mano
è l'espanso
quindi hai il retto, si vede il mesoretto
ti stai preparando per la sezione
in realtà questo che voi vedete
forse si intravede il rosa
un po'
e oltre alla cisti che questa qua questo è il retto extraperitoneale cioè abbiamo aperto il
misoretto anteriore è stato sezionato rimane qualcosa perché siamo sotto il piano della
della della vagina perché questo è parte della vagina sezionata della parete posteriore della
vagina che è stata sezionata e riportata su quindi adesso io in mano o il retto subito al
al di sotto della riflessione peritoneale
facciamo questo
e poi lasciamoci all'albine
siamo in zona pretele
quindi se vuoi possiamo anche
pulirlo qui
passa il filo
non ho la sensazione, aspetta
d'accordo
non è staccato
ho sottolito
adesso io direi
io sezionerei
possiamo direttamente andare a rivedere
un attimo qui con un po' di attenzione
io penso a sezionare il retto
allora possiamo utilizzare
sezionare il retto utilizzando
l'Ecelon
ecco che allora in questo momento
l'endogia
si presta molto bene
ok tagliamolo qua poi vediamo
guarda probabilmente la sezione del retto
non è poi così bassa
si è alzato molto adesso
con la mobilizzazione della vagina
ecco
usate comunque una carica azzurra
perché comunque il viscere
vado?
aspetta un po' la puttana
torna un po' dietro con la branca
e pinza
perché c'è altro che su
vado?
sono sereno?
sicuro?
in questo momento
io chiudo eh
in questo momento è appunto
è più utile
è più utile
la suturatrice, l'endogia
che è articolata
perché quasi sempre
facciamo la sezione del retto
extraperitoneale
anche se è del retto alto
e oggi abbiamo una pelle
abbastanza comoda perché è una donna
ma alcune volte
non l'abbiamo pulito
o ti sparavo il dito a te
adesso manca solo la parete pelvica laterale destra
che era quella più
fai vedere che la massa si è sollevata
ecco vedete
la massa è sollevata
fammi vedere l'ureterio di qua a sinistra
per sicurezza gli ureteri
sono tutti e due
e l'entrico un secondo
ok l'ho fatto a mano
e adesso vediamo qua
facciamoglielo vedere
non so se si vede
adesso si
purtroppo
l'abbiamo aperta ma questo era prevedibile
è il muco che è contenuto
nella massa
questa è la natura della malattia
però adesso io lo copro
e poi appunto prevediamo che il lavaggio
ci aiuti
o quantomeno ostacoli recidive
diciamo così
allora io direi
ecco fai vedere questo è il contatto
molto stretto che sapevamo
tra l'uretere
di destra
e la massa
ok?
ok si vede si?
ok
aspetta un attimo
si non faccio niente
aspiratore
un'altra garza
si vede quello che stiamo facendo?
si si ogni tanto c'è il cappellino
ma immagino che sia
di necessità coprirsi
ecco vedi quando abbiamo cominciato a operare
che diciamo ancora non c'era la ripresa
ci siamo avventati su questa parte
diciamo facciamo subito quella più difficile
però invece
alla fine la lasciamo per ultima
ma non perdona
ci devi tornare
comunque
sai comunque adesso
dove devi andare a finire
sembra quasi
che la capsula
passi dietro
che sia quasi intracistico
che l'uretere sia dentro la cesta
esatto
sembra di intravedere un pezzone
di parete della cisti che vada quasi sotto l'uretere
aspiratore
tiralo su
da qua
francamente credo che l'uretere sia dentro
e diciamo inglobato
vedi questo è per l'uretere
elettrico
il pantalino forse lì era una quota
da quello che vediamo
sembrerebbe proprio un tracistico
eh sì
questo potrebbe essere anche
una specie di capsule
elettrico
di nuovo aspiratore per favore
lo vedere dentro proprio
oppure comunque sì
eh lo siamo proprio
eh
la speranza è che sia soltanto coinvolto
da una ganglia cicatriziale
perché altrimenti c'è il rischio di lasciare
dei residui di capsula
adesso lo togliamo
e poi facciamo un bilancio
sentiamo anche l'urologo
asciuga?
si
aspetta
aspiratore volta
aspetta
aspetta un attimo
ok così
aspira me
quanto manca?
non manca tanto
non ve la guarda
questo che potrebbe essere?
è più super
questo potrebbe essere un brandello di paletto vescicale
l'attivatore a me
l'ho fatto fatto
elettrico
bene bene
perché questo sembra che stiamo andando tanto profondo
ma in realtà non è così
perché se noi siamo qua si
aspetta ci mettono mano dietro
da là da là da là
vieni qua
e qua stanno a combattere tra vita e morte
abbiamo finito
elettrico
vai
non ce la fai
questo è niente
lo vedo si si ho capito
no questo sono noi siamo di nuovo
sono in miso retto da quest'altro lato
no lui dice che mi partiva un colpo
aspiratore
aspetta un secondo
purtroppo tutta questa gelatina
e vabbè dai questa
tieni per favore
elettrico
Prepari una valva di Parkes per piacere. Cambia questa con questa, viene così, un aspiratore a me.
Questo purtroppo è il misuretto che abbiamo trovato.
il seal
questo è messo a retto
aspiratelo un secondo
allora questa
dacci un'arcella
allora questa
questa se hai capito è la massa che abbiamo
tolto, mi sentite?
si si benissimo ti abbiamo seguito
non vi ho disturbato che era un momento critico
quindi vi ho lasciato finire
come prevedevamo
la massa l'abbiamo rotta
devo dire che lo spillage è rimasto abbastanza contenuto
però c'è stato ovviamente
fortunatamente era gel
questo diciamo
sicuramente è successo anche
ai chirurghi che l'hanno operata in precedenza
quindi l'unica differenza che c'è adesso
tra prima e dopo
è che adesso
noi facciamo le nostre anastomosi
e facciamo una chemioterapia intraperitoneale
questo ha il significato
speriamo, pensiamo
di contribuire
a ridurre il rischio di recidiva
locale che già è avvenuto due volte
di questo tumore
che è un tumore
è una denocarcinoma però
Però come vedete abbiamo avuto un'aggressività locale perché in pratica era tutto quanto confinato in apervi.
Se si vede questo qui è proprio la vagina che abbiamo, cioè la chiave di svolta di questo intervento è stata l'identificazione e l'apertura della covola vaginale
che ha costituito un punto di perno per poterla estrarre.
Non avreste potuto fare niente di diverso. La sensazione è che la capsula sia venuta via tutta quindi della lesione.
La capsula sì, adesso controlliamo un attimo.
però io direi di sì perché l'accesso abbiamo cercato di essere completamente extra peritoneali
cioè aprendo la vagina e passando nello spazio nel mesoretto anteriore sotto la riflessione peritoneale
questo ha un significato di maggiore radicalità
compressa calda
vediamo questo
ecco adesso si vede bene la lesione
se avete voglia
poi dopo di mostrare il pezzo
aprendo bene potremo vedere
i tre capi viscerali
adesso te lo preparo io
perché tanto il mio compito principale
nella mia divisione è questo alla fine
fare i pezzi e le foto
o lo vuoi fare eccessivamente tu Rodolo?
vabbè lo faccio io dai
ci fa piacere poi se ci fai vedere anche
come tutto il lavoro che avete fatto
fatto di preparazione di pulizia che è stato indaginoso che è stato molto indaginoso abbiamo
visto sul finale aspetta che lo mettiamo su mettiamo la se c'è una termografica gli faccio
pure un disegno e dai pinza da qua facciamo un po le mostasi per avere un campo più pulito e
mostrarvi dopo se no qui sotto no poi no no no così esatto perfetto grazie un altro anche per
telo che adesso ho capito come si mette così lo faccio vedere. Poi qualcosa per disinfettare.
Aspetta eh. E poi lo metto qui. No, copri tutto per lungo. Sì, attenta che ti sia fatto
un po' di asciutto
dobbiamo decidere
come chiudere
dobbiamo già chiuderla
mentre gli estremi
dobbiamo preparare
aspetta che qui abbiamo
mi dai una coagulata
aspetta
va bene, possiamo riprendere
mi sentite se parlo io?
benissimo, vediamo anche il disegno
eccezionale
ma guarda, questo lo faccio sempre
non solo per le
perché mi piace
questo è il retto, questa è la massa
questo è il cieco
ultimanza
questo è il sigma
E questa qua, questa che circoscrivo con le mani, non so se si vede, è appunto la cupola vaginale, scusate, immaginate che stava giù, e questo qua è il peritoneo della doccia laterocolica di sinistra, e questo della doccia laterocolica di destra, è l'imbuto peritoneale.
è questo che adesso si è raggrinzito
diciamo però nel periodo neoprevescicale
va bene?
perfetto, molto chiaro, grazie
se non la rompevamo era più bello
ma pure così va bene, dai
direi che il lavoro
niente male, complimenti
grazie
ora facciamo un po' di anastomosi
però commentiamo poi dopo invece
bene la...
ecco che cosa
che tipo di ricostruzione pensate?
Allora guarda, adesso facciamo così, ti dico
Normalmente noi facciamo le anastomosi
Prima della chemi-ipertermia
Ok? Questa è una cosa che in ambito
Di chirurgia del peritoneo si dibatte
Molto, se fare prima, se fare dopo
Noi la facciamo prima
In modo che poi quando
Poi noi facciamo una
Chemi-ipertermia
Ad addome chiuso
Così poi quando riapriamo
Controlliamo le anastomosi, le rinforziamo
Se è in caso, facciamo un check
Ok?
Avete mai avuto situazioni che sono cambiate radicalmente dopo la terapia?
Ti posso dire una cosa che è interessante, situazioni cambiate radicalmente no, la chemiopertermia per quanto riguarda il danno viscerale o la tenuta delle suture sia nell'immediato che nel breve dà lo stesso identico rischio, non abbiamo una incidenza di complicanze superiore a prima.
quello che noi notiamo
adesso stiamo anche facendo uno studio
che questo intervento di peritonectomia
dà una sindrome aderenziale
immediata
abbastanza frequente
adesso noi non lo facciamo
stiamo facendo uno studio
se noi chiudiamo il peritoneo
prima di cominciare a fare
la chemioipertermia
facciamo una loparoscopia
in più del 50% dei casi ci sono
aderenze
quello che succede
soprattutto con questo sistema
che noi stiamo adottando
che poi vedrete che è un sistema
di ipertermia
con agitazione di CO2
è che questo sistema
in un certo senso
allenta questa sindrome aderenziale
precoce che poi è quello che vogliamo
ottenere per avere una buona distribuzione
di liquido e farmaco all'interno della cavità
quindi diciamo
sintetizzando
Le complicanze sono le tipiche complicanze di una chirurgia digestiva maggiore, alcuni farmaci come l'oxaliplatino determinano un rischio di sanguinamento maggiore postoperatorio, questo è provato, noi oggi facciamo la mitomicina, la mitomicina è un farmaco molto ben tollerato, il problema è che la durata del lavaggio è di 90 minuti,
quindi penso che voi a quel punto
insomma state tutti quanti a fare gli
aperitivi giustamente e diciamo la
mortalità noi nel 2018 chiudiamo l'anno
con un caso di mortalità per questo
intervento abbiamo fatti circa 60 e la
mortalità dipende ovviamente dalle
complicanze che ci sono e anche proprio
dal carico dal carico tumorale adesso
ovviamente non avete visto la parte
laparoscopica che noi facciamo sempre
per quantizzare la carcinosi
la carcinosi va a un punteggio
può andare da 0 a 39
noi sappiamo che quando il punteggio è superiore a 20
l'intervento diventa
molto pesante
e quindi più pericoloso
per cui dobbiamo stare un pochino attenti
a selezionare i pazienti
spesso la carcinosi non viene da sola
ci sono anche metastasi epatiche
d'accordo con i chirurghi epatobiliari
ci capita di fare anche interventi combinati sul fegato
ma chiaramente
deve essere una chirurgia epatica
non grande
non maggiore
e deve essere una peritonectomia
che arriva appunto a un punteggio di carcinosi
intorno a 12-15
che vuol dire un intervento intermedio
non so se mi sono spiegato
chiarissimo
domanda sempre di rito
dovendo fare due anastomosi
farete un'iliostomia di protezione
non fate una ghost
leostomi oppure nulla di tutto ciò
guarda allora
Allora, sull'astomia ti risponde Di Giorgio che ne vuole fare mai, nel caso comunque non facciamo la costileostomia perché non siamo capaci.
Che facciamo Andrea, facciamo? Andrea, facciamo la ileostomia o no?
Dunque qui c'è una doppia resezione, abbiamo sia il colon destro resegato che il sigmaretto, io penso che riguardo al sigmaretto questa anastomosi è abbastanza alta
Perché siamo scesi subito sotto la riflessione peritoneale e poi aperto il mesoretto anteriore, siamo risaliti e abbiamo riguadagnato il retto.
Quindi di principio secondo me su un retto trattato in questo modo io non farei l'anastomosi.
In questo caso potremmo considerarlo in quanto c'è stato anche il lavoro sul colon destro, quindi ha due suture intestinali e probabilmente sì, penso di sì.
E quindi siccome decido io la faremo?
mi sembra saggio
anche perché comunque
l'intervento è stato importante
ma poi ti ripeto non è finito
che ore sono?
qua abbiamo ancora 3 ore
capito?
mi riferisco al fatto che comunque ci sono rischi
di reazione flogistica
basta sul retto
sanguinare non ha sanguinato
come hai visto
però io penso che
voglio dire
la facciamo
e poi la toglieremo
non è mai
non incide sulla morbidità
può essere anche rimossa precocemente
certo certo
tendenzialmente se il paziente ha un decorso favorevole
quando le cose vanno molto bene
che posto operatorio avete?
allora
l'adeggenza media
che abbiamo per questi interventi di peritonectomia
questa è una
peritonectomia abbastanza leggera
perché praticamente è soltanto pelvica
alla fine
pelvica e laterocolica
bassa
l'adeggenza media
è intorno
ai 12 giorni
12, 13, 11
insomma quindi è lunga
i casi più favorevoli
facciamo uno scenario
questa signora si canalizza presto
domani non sanguina
si canalizza presto
è una signora che può anche andare a casa in settima
settima, sesta
diciamo che ci ricordiamo
qualche volta
l'intervento è talmente pesante
che i pazienti stanno veramente
affranti per due o tre giorni
capito?
interventi molto più lunghi
in cui facciamo peritonectomia diaframmatica
sovramesocolica
però ti ripeto
ti ho detto la verità
noi abbiamo nel 2018 un caso di mortalità
e l'incidenza di compleganze gravi
intorno al 25-30%
quindi insomma, non è che sono poche
però
abbiamo avuto tre
interventi precoci per
complicanze, che cosa vi capita più?
Allora, soltanto l'emoragia, noi abbiamo
diciamo avuto due o tre
Andrea, non mi ricordo
facciamo finta che sono tre
interventi precoci per
sanguinamento, tutti con l'oxaliplatino
ok?
però diciamo
l'emoragia una volta era
dai vasi diaframmatici
l'oxalipatino favorisce un pochino
la
sanguinamento
diciamo
distruzione dell'anastomosi precoce
mai fortunatamente
fistole colorettali
molto poche perché le proteggiamo come vedi
le complicanze sono legate
alla terapia che fate e non di per sé
alla chirurgia
sono legate alla chirurgia
abbiamo avuto una fistola
adodenale quest'anno
che poi è la paziente che non siamo riusciti
a tirar fuori appunto
scusate se vi interrompo
noi stiamo togliendo un pezzettino di peritoneo
dove c'era la maggiore adesione
dell'acissi con
con l'uretere
che adesso è ben staccato
e quindi stiamo completando e qui stiamo esponendo
appunto i vasi
aspetta guarda un attimo
poi c'è l'urologo, fagli vedere Andrè
stai facendo adesso la pulizia
sulla faccia mediale
dove forse potrebbe essere rimasto
un pezzettino di capsula
e quindi che vedete qui
e l'andiamo a togliere
certo nello schermo è super rossa
speriamo che lì non sia così rosso
asciuga un po'
c'è molto rosso però riusciamo a capire
che stai lavorando sul margine di quel tessuto
presumibilmente capsulare
piuttosto che infiammatorio
ma si capisce comunque
ecco questo qui che volevo togliere
questa pasticca di tessuto
probabilmente è una porzione di peritoneo
che riveste
la parete laterale della pelvi
che passa al davanti
dell'iliaca
dell'ipogastrica che vedete qui
e qui stiamo
staccando adesso l'iliaca esterna
il peritoneo
dall'iliaca esterna
però apparentemente c'è un clivaggio
quindi tutto sommato mi sembra
più infiammatorio
speriamo
allora adesso è arrivato anche l'urologo
che fa veramente parte del nostro team
perché ci vuole bene
facciamogli il dottor Foschi
facciamogli vedere l'uretere e sentiamo che ne pensa
tanto stentare è stentato
eccolo qua guarda
è già stentato
si appunto
è stentato
e guarda
questo è tutto il suo decorso
siamo quasi all'ingresso
forse lo vedi meglio di là
collega urologo che cosa suggerisce di fare una prova del blu
qui siamo proprio all'ingresso
dell'uretere
questo che vi mostro in vescica
e qui abbiamo la vagina
repertata ai margini di destra e di sinistra
dillo ad alta voce
abbiamo capito bene
che suggerisce di non fare nulla
quindi neanche come prove
intraoperatori
non ci sono grandi
dal punto di vista
diciamo oncologico
io penso che
malattia residua intorno all'uretere
non mi sembra che ce ne sia
poi con lo stent ti fa sempre
un po' questo spessimento
questa rigidità
io cercherei di stare
più in qua
lo stacco da sotto
cioè vederlo da qua
ho l'urologo
c'è la paura che avevamo cioncato un uretere
che si ricordava che erano due
ma sono a sinistra
grazie
ciao Naza
la ripresa fine a che ora è?
18.30
va bene
per chi vuole
che facciamo con la chemipertermia?
le avvisiamo?
no è rodolo
allora a livello quindi di programma
adesso fate prima l'anastomosi
e poi fate partire l'ipertermia
giusto?
con la chemipertermia
ah scusa non ho sentito
scusami
no no ti lasciamo finire
ricapitolando
adesso confezionate l'anastomosi
Allora ricapitolando, adesso lui e Di Giorgio se non leva un altro pezzetto non è mai contento, ora lo toglie.
Fatto questo facciamo le anastomosi e nel frattempo l'UFA ci sta preparando il farmaco e viene la tecnica perfusionista per fare la chemipertermia
che secondo me comincerà
tra un'ora
e mezza
quindi poi appunto
abbiamo 90 minuti di chemipertermia
con mitomicina
e poi un check
finale
ovviamente la paziente
andrà in terapia intensiva
precedendoci di poco
e basta
ecco vedete di Giorgio
guardate di Giorgio che ha fatto il buco
se tu mi aiuti a tenere bene
purtroppo non si vede
il campo
perché sanguina
ecco, ora non sanguina più
elettrico
va bene
ma quella è la capsula
che era sull'uretere
questa è la capsula che c'era
fra l'uretere e sui vasiliaci
adesso le portiamo via
un passapito c'era e un altro?
comunque diciamo che abbiamo cominciato
alle 11 e mezza
quindi finiremo secondo me
alle 8
8 ore di intervento
calcola che nei tumori
gastrici con carcinosi
facciamo invece
il cisplatino che
dura un'ora
quindi il tempo
è più ridotto
Invece due anni fa abbiamo avuto un altro decesso, quella è stata una signora che aveva un emangio pericitomo pluridecitivo
e aveva però una metastasi enfatica grande a sinistra, ha fatto un'epatectomia sinistra e una peritonectomia molto impegnativa.
L'intervento è durato tantissimo, la signora è andata in terapia intensiva, ha avuto una sindrome ipovolemica che non abbiamo capito e che è durata 5 giorni e non si è più ripresa, questo è stato un altro grande dispiacere che abbiamo avuto, noi collaboriamo con i ginecologi da tanti anni, fai conto nel 2017 soltanto in ginecologia abbiamo fatto 298 peritonectomia per cancro ovarico,
noi siamo partiti sulla gastrointestinale
bene diciamo nell'ultimo anno
che appunto avevamo questa divisione
che è proprio chirurgia del peritoneo
però ecco già
sono un paio di anni che trafighiamo
e quindi
di tutti questi casi che abbiamo fatto
che globalmente in questo momento sono più di 100
abbiamo due decessi
due grandi dispiaceri
però per il resto
credo che
non si debbano considerare dei fallimenti
su numeri così importanti
vadano considerate
purtroppo con dolore
sempre
non vittime della procedura
ma vittime della malattia
non ci dimentichiamo che stiamo curando il cancro
il cancro avanzato
se vogliamo parlare
invece di sopravvivenza
per esempio nel colon
adesso noi facciamo
tante peritonectomie
da cancro del colon
io non ho ancora dei dati
cancro del colon con recidiva peritoneale
o c'è quindi carcinosi
metacrona oppure carcinosi sincrona
diciamo che
non abbiamo dati di sopravvivenza
perché noi per il momento abbiamo un follow up
molto breve
abbiamo 45 pazienti da cancro del colon
che hanno un follow up
medio
inferiore all'anno
abbiamo 6 riprese di malattie
e ancora nessuna morte per malattia
ma questo non vuol dire nulla
però per esempio uno studio prospettico
randomizzato francese che è stato presentato
quest'anno al congresso mondiale
a Parigi sulla appunto malattie di
superficie peritoneale
la sopravvivenza media
state sinti ragazzi sono in casino
silenzio in aula ragazzi
sto a parlare io
diciamo che questo studio
dimostra che nella carcinosi
peritoneale da cancro del colon
abbiamo 44 mesi
di sopravvivenza mediana
dopo solo peritonectomia
quindi indubbiamente
su una patologia molto frequente come il cancro del colon
sicuramente è un'arma in più
sicuramente è un'arma in più
credo che come in tutta la chirurgia
questa meriti una selezione
ulteriormente particolare
dei pazienti
per poter ottenere
dei risultati che abbiano un significato
che i pazienti siano veramente selezionati
e poi un'altra cosa
A profitto noi stiamo provando a lanciare uno studio prospettico randomizzato sui tumori del colon e sui tumori dello stomaco, tumori del colon T4A, T4B o con metastasi ovarico o con carcinosi peritoneale minima, proprio perché io ritengo che nei tumori nei quali è possibile prevedere una ripresa di malattia in una percentuale molto elevata,
calcolate che i tumori T4B e T4A
i tumori con carcinosi minima
o i tumori perforati
hanno un'incidenza di carcinosi peritoneale
intorno al 50-60%
quindi in questi casi la carcinosi è prevedibile
quindi stiamo vedendo se
abbia un senso
applicare una chemiopertermia
diciamo profilattica
al momento dell'intervento
questo è uno studio che dovrebbe durare 3 anni
l'end point primario
è la recidiva locale peritoneale
prevediamo poi un follow up di 3 anni
quindi in 6 anni dovremmo avere una risposta
una risposta soddisfacente
è uno studio che stiamo facendo in collaborazione
con l'istituto Mario Negri di Milano
esistono già dei lavori
internazionali su questo tipo di progetto?
no, dunque sulla
sulla peritonectomia
scusami, sulla chemioprotermia profilattica
abbiamo due piccole esperienze
italiane
parliamo di
20 pazienti
fatte a Milano
dottor Baratti che è dell'Istituto Tumori e a Roma dal professor San Martino
che fanno vedere come l'incidenza di recidiva locale sia significativamente più bassa
nei soggetti definiti ad alto rischio
randomizzati a eseguire
intervento chirurgico di resezione
che consta della resezione del tumore primitivo
laparotomico-laparoscopica
dell'anestectomia nelle donne
dell'omentectomia e dell'asportazione del ligamento rotondo
che sono le sedi più frequenti di recidiva peritoneale
fa vedere come nei trattati rispetto ai controlli
ci sia un maggior controllo locale
Però chiaramente sono numeri bassi e quindi poco significativi. C'è uno studio olandese in corso che si chiama Colopec che però randomizza anche pazienti non durante l'intervento ma anche nell'immediato post-operatorio e quindi c'è un po' una contaminazione, un bias e quindi riteniamo che sia passibile di critiche.
altre esperienze importanti non ci sono
quindi la cosa diventa ancora più interessante
perché diventa veramente un modello
di riferimento
se riusciamo a
se riusciamo diciamo
appunto a fare i numeri
dobbiamo fare circa
320
300 pazienti appunto
da randomizzare
questa è la stima che ci ha fatto
il Mario Negri
se riusciamo sicuramente
sia che funziona sia che non funziona
è uno studio
che sarà, spero, uno studio
che dà dei dati incontrovertibili
io penso fortemente che funzioni
sinceramente
oggi questo è un altro contesto
però è convincente
il fatto che tu adesso, hai visto che abbiamo lasciato
il muco in pancia, l'abbiamo tolto
certo, ha un senso assoluto
non hai nessun'altra arma
francamente non è provatissimo
però
insomma io penso che
Dal punto di vista della suggestione è molto forte, anche perché adesso ci stai trovando di fronte a un tumore dell'appendice che stranamente ha una malignità, una aggressività locale ma che avrebbe potuto avere manifestazioni più importanti e averne quindi sicuramente un'arma importante questa.
Nei tumori primitivi del peritoneo, chiaramente questo non sto io a dirlo perché ormai sono tanti anni che se ne parla, che si pubblica, sicuramente invece il ruolo della peritonectomia con chemiopertermia è primario, gli pseudomixomi a basso grado si curano.
sì certo
è interessante il fatto dello studio
proprio perché ti stai spostando
su un altro tipo di patologia
esatto
che se ci pensi
quanto sono pochi i tumori peritoneali primitivi
quanti sono invece i tumori per esempio del colon retto
a rischio di carcinosi
il T4 ha comunque
anche la semplice perforazione
bravo
un centro che fa 100 colon in un anno
10 pazienti a rischio di carcinosi
ce l'assicuri
penso che potrebbe avere un senso
stiamo facendo una pubblicità sfrenata
basta però
se vuoi posso parlare anche di altre cose
però non vorremmo monopolizzare
quanti siete?
10 persone?
la sala è gremita
il successo è come sempre
fortissimo
non so dirti quanti stiano seguendo
direttamente la tua di diretta
ma tanto guarda, i chirurghi del peritoneo come me
ancora per un po' di tempo
possono dire qualunque cosa gli passa per la testa
perché capito
siamo poco
siete pochi
ma sai, alla fine
il bagaglio culturale che deve avere un chirurgo
anche che non fa esplicitamente il peritoneo
non può tirarsi dietro
ci siamo appunto un po' approcciati
e ti ripeto perché collaborando fortemente
col ginecologo oncologo
nostro che è il professor Scambia
che francamente ha un'attività
tumultuosa
e allora
ci siamo un po' impratichiti
prima manualmente
poi adesso
ci stiamo studiando sopra
quindi uno di quei casi in cui
la cultura è venuta
dalle manuenze
adesso state mobilizzando
il discendente per prepararvi
stiamo mobilizzando il discendente
per fare l'anastomosi
quello che vedete dietro è una grossa cisti renale
si si si vede
molto bene
era quello che dicevamo prima
se si è più o meno fortunati
ti ho detto che non sembrava generoso
infatti generoso non è
finirete per dover mobilizzare la flessura
certo rispetto alla TATME
si aprono gli orizzonti finalmente
Finalmente, sicuramente il campo era molto più ampio, il paesaggio più ampio, il campo era evidente, anche questo è un po' la controtendenza, bisogna essere originali, diciamo che anche questo è un accesso singolo, un po' grosso, single port.
vediamo
una garza calda
che è qui così
non scende ancora?
no ancora no
però ci siamo quasi
aspetta
si intera tantissimo
perché c'ha un angolo chiuso
vedi?
oh mi raccomando
non ce lo veniamo a provare adesso
calcola che su 10 pazienti
che vengono a visita
ne operiamo solo uno
capito?
quindi la selezione
la media è quella
sia una selezione
diciamo appunto per motivi oncologici
ovviamente che bisogna avere buonsenso
sia anche per motivi
insomma
costituzionali di rischio operatorio
e diciamo tutte le settimane
questo l'ha detto Andrea, facciamo
un tumor board con
gli oncologi, un radiologo dedicato
alla carcinosi perché la carcinosi
non è che si vede tanto bene all'attacca
quindi cerchiamo di capire
un pochino il punteggio di carcinosi prima
l'anatomopatologo dedicato
il radioterapista, il chirurgo epatico
quando
c'è vicino anche della sua valutazione
e quindi da questa selezione
poi emergono i casi
i casi che riteniamo
diciamo
abbastanza raramente
facciamo laparotomie
esplorative
anche perché appunto facciamo sempre
la laparoscopia per cui se c'è una sorpresa grande
ci rendiamo conto
riguardo questo aspetto
proprio visto che fate una bella selezione
molto disciplinare
se può avere un senso dirlo
quando vi trovate a fare delle laparoscopie
esplorative quante volte siete tornati
indietro rispetto al programma iniziale
quanti pazienti candidati
rispetto a una diagnostica
preoperatoria scoprite non esserlo
guarda ti devo dire pochi però questo siamo
viziati molto
dall'esperienza
che si è fatta la nostra dottoressa
perché il radiologo
dedicato alla carcinosi
poi la vede
quindi
raramente ci è capitato
di fare una laparoscopia
e di cambiare programma
approfitto per dire
che noi per via laparoscopica
da più di un anno
ormai facciamo un trattamento
nei casi inoperabili
quindi con carcinosi che poi risulta
essere inoperabile, un trattamento sperimentale
e ovviamente palliativo
facciamo una chemioterapia
laparoscopica
nebulizzata
che si chiama PIPAC
che ovviamente
non ha alcun significato curativo
ma è una tecnica
che per chi l'ha proposta
l'hanno proposta tre anni fa
in Germania
ha alcuni vantaggi di essere eseguita
per via laparoscopica
di essere ripetibile
di essere utilizzata nei soggetti
che hanno fatto altri trattamenti chiamoterapici
e che abbiano o fallito o che siano
risultati efficaci ma non possono
più farli per causa
di mancata tolleranza al farmaco
e quindi diciamo
le laparoscopie proprio
esplorative basta
non ne facciamo molte perché
siamo sempre pronti a fare quest'altro tipo di
quest'altro tipo di
tecnica che ripeto
sulla quale non possiamo dire molto, ne abbiamo fatte
circa una sessantina
se non che appunto
è una tecnica che dà appunto
un chemioterapico localmente
e che va sulla carcinosi
e che quindi colpisce selettivamente
questo aspetto insomma
della diffusione oncologica
in questi casi è interessante
anche le laposcopie successive
quando avete fatto più trattamenti
avete trovato sindrome aderenziali
significative
oppure no, perché prima mi dicevi
che la trovi subito
la reazione aderenziale
anche perché il contesto è diverso
le ipotetiche aderenze che noi avremmo
in questo paziente che stiamo operando fra un'ora
facciamo un esempio, una volta chiuso l'addome
quelle sono immediate
e sono in assenza di carcinosi
invece quando tu hai una carcinosi stabilizzata
quella che appunto tratti
per la quale
stiamo proponendo, stiamo studiando questo caso
sì, diciamo
le aderenze ci sono ma sono aderenze da carcinosi
e poi
Non ne facciamo uno ogni 40 giorni, nei casi che non vanno in progressione franca, la tecnica di per sé non crea aderenze, ma la malattia ovviamente sì, ci capita spesso di avere pazienti che rispondono,
ma anche spesso pazienti che invece
nonostante questa tecnica
vanno in progressione
e quindi
ci capita qualche volta di non riuscire
ad applicare la tecnica
perché se c'è una sindrome delenziale
importante il farmaco non diffonde
quindi è inutile farla
ci capita qualche volta di fare
vai vai
al di là della difficoltà tecnica di entrare
poi dopo finisce il senso se non si può diffondere
l'interiorante napico
esatto
Esatto, anche qui abbiamo avuto due casi, qualcuno in più ginecologi, di perforazione in corso di laparoscopia, però riconoscimento e riparazione e non ci sono stati peritoniti o successivi dei corsi tragici.
come sempre l'importante è riconoscerlo
per poterlo trattare il problema
mobilizzazione
direi che è quasi completa
stiamo cercando comunque di
risparmiare l'origine dei vasi
però mi sembra che
scenda bene
non va beh?
quando si conserva
la mesenterica purtroppo
c'è sempre il compasso corto
scende la flessura ma non ti gira
poi il resto
secondo me devi sezionare
aspetta aspetta
ne approfittiamo perché comunque nel nostro programma
c'era di fare l'omentettomia
radicale
e che facciamo sempre
nei pazienti con carcinosi
e quindi
è un tempo obbligatorio comunque
attira un po' ancora
vedi un pochino qui sull'asse
ma secondo me io ho l'impressione che vada
eh Fabio?
penso di sì
mi sembra di sì
la facciamo termino-terminale
con una strutturatrice circolare
29
guarda se arrivo sul pub
fate una negrifin classica
e avete esperienza invece magari
di latero-terminale
piuttosto che di pouch
coliche
pouch no
latero-terminale si
qualche volta ti viene meglio
che arriva meglio una porzione laterale di colon
piuttosto che quella terminale
quasi come in questo caso
infatti la domanda era provocatoria
perché vedevo che c'era il compasso mesenterico
che ti tirava
io voglio tagliare questa vena
ma che te frega
c'è paura di fare la vena?
no
io la taglierei così scende meglio
io penso di sì
a fare l'origine
adesso verrà sicuramente termino terminale
perché scenderà meglio
la colica di sinistra è conservata
diciamo che
non è una scelta
quella di farla sempre in un modo o sempre in un altro
come penso un po' per tutti
poi sai, questa è una donna
per cui alla fine è tutto facile
in ogni caso la necessità non è oncologica
perché non è un tumore di sinistra
per cui non parte da lì
quindi la necessità non è di legare la radice
ma lo fai alla demanda
dunque
che dici? ti arriva giù?
perché poi dopo tira
adesso proviamo
vediamo un po', però penso
adegua l'origine a vena
guarda, cedi liberamente
secondo me, però forse scende
sembra di sì
c'ha un pochino l'asse mesenterico
che tira un pochettino, però
io penso che si riesca a fare
va bene, allora falla così
e allora
la 29 apriamo
mi serve qui due Babcock
vado un attimo a cercare
la perfusionista io, va bene?
tutti e due insieme?
sempre solo così a titolo di
didattica
avete esperienze
dell'uso del verde indiocianina
non adesso sullo studio vascolare dei monconi
ma proprio così
sull'uso intraoperatorio nel corso di questa chirurgia
pensi che abbia un senso?
dunque no, sicuramente
ha un senso, diretta ancora non ne abbiamo
ma è un nostro desiderio sperimentarlo
perché come vedi
il moncone rettale
riceve solamente dalle epogastriche
cioè l'emorroidaria è saltata
e siamo molto spesso costretti
anche se non è oncologica
proprio sul retto come chirurgia
nel senso che non stiamo trattando
un tumore del retto
il moncone lo devascularizziamo
quindi sì, vorremmo utilizzarlo
e vorremmo farci degli studi
ricollegandomi a quello che diceva Pacelli
ricollegandomi a quello che diceva Pacelli
dell'esperienza con i ginecologi
nella nostra collaborazione
la nostra collaborazione prevede tantissime resezioni anteriori
per tumore dell'ovaio
che sono sovrapponibili a quello che abbiamo fatto noi adesso
e quindi avremmo in realtà grossi numeri
su cui lavorare
è comunque una cosa su cui stiamo appunto
ragionando per realizzare
ecco, è in studio
un protocollo interno
però penso che possa avere
una utilità
visti i numeri che avete potrebbe essere
di grande importanza
anche perché adesso se ne discute tanto
se ne parla molto
i lavori finora pubblicati non hanno dimostrato
un cambio di
strategie e anche quando
sono state fatte ulteriori
sezioni perché il Moncone appariva
devascularizzato, di fatto non si è
abbassato poi il tasso di recidive
complessive, di fistula scusami
complessive
quindi c'è proprio molto da lavorare
su questa cosa per capire se ha
veramente un senso o meno
cioè così suggestivamente
in questo caso il moncone
sembra molto bello, si vede che c'è un sanguinamento
anche dal piccolo
mesiccio che rimane
su mesiccio diciamo
distale ce l'ha tutto
Anche se però l'incidenza nostra di fistole a questo livello è molto bassa e anche se ne parlava all'OPS oggi che l'indicazione a fare di principio sulla resezione del sigmaretto isolata di fare l'iliostomia in cui io penso di no.
No, ecco, è un'anastomosi che nella maggior parte dei casi riusciamo anche a rinforzare senza problemi.
Sì, sì, ma credo che adesso, in quel caso specifico, tu hai una doppia anastomosi,
un paziente che fa un trattamento di questo tipo, poi hai fatto una mobilizzazione completa della flessura,
non c'è nessuna tensione, quindi insomma, ci sono tutti i fattori che potrebbero portarti a non farla.
Però insomma, c'è un malato importante che farà una terapia, fa due anastomosi.
un programma oncologico da portare avanti
alla fine
è comunque
la morbidità di una ilostomia
se il paziente non è sfortunato che si scompensa
a 40 giorni la puoi anche chiudere
esatto, concordo
attento che c'è la testa
Sì, è un'altra.
Una volta lunga.
Mi dai una BEPCOC?
Sì.
Qui lo abbiamo un po' ammartoriato.
Aspetta, un'altra BEPCOC?
Sì, così.
Qui sotto.
Pensa, per favore.
Voglio vedere qui com'è, se lo sentirei così.
E' elettro-bistri.
Facciamo questo.
Allora, Port, entra.
Mi prende l'angolo di qua?
Sì, quando mi vedo.
Sei entrato? Ok, allora, tira sulla coda. Ok, vieni avanti. No, aspetta, aspetta, aspetta.
Adesso abbassa, piano piano, così. Ok. Vieni un po' avanti, poco poco. Stop, fermo.
Tira fuori il pirulino, così.
Tutto, tutto, tutto.
stop, fermati
ok
vai tutto
pinza
c'è uscito tutto?
ok, abbassa un po' la testina
stai usando una 29?
è una 29
ok
abbassa la testina
adesso, lo strumento
ancora, vai
ok
Ok, adesso chiudiamo, vai, ancora, ok, aspetta, poi chiudiamo questo lato e formiamo una destina, ok, vai, togli la sicura rossa, tolta, sollevata, ok, vai, spara con due mani, punti 3-0,
Sparato? Ok, apri.
Ha fatto il clic, quella. Ok, apri.
Dì l'apertura del morso. Vai, apri.
Ancora un altro po'?
Ancora un altro po'?
Ok.
a volte mi viene a dare una mano
metto comunque dei punti di rinforzo
lo faccio un po' per abitudine
ma qui ho visto l'orecchietta di questo lato
un pochino
ti piace vedere con la cosmetica
anche dell'orecchietta affondata
fate una prova pneumatica
ti accontenti di guardare
sai che qualcuno dice
che se le rondelle sono integre non serve
però invece alla fine
è bello vederlo
ti fa andare a dormire tranquillo
mi si è rotto il guanto
questo qua è il sinistro
potremmo già provarlo
se lo si rispetta
mi tiene una valva per favore
che se no lui non riesce a lavorare
dai
cos'hai nel retto?
hai messo un pezzer per fare una prova?
Sì, la facciamo con la pezzera, con la sonda rettale,
è un'indicazione particolare, per fare la prova,
che faremo con acqua e betadine.
Quindi mandi acqua e betadine dal basso,
io abitualmente faccio l'acqua, la metto nella pelvi e mando dentro aria.
Ho capito, ho capito.
Sai che?
Sì, sì.
noi un pochino tutti e due
però prevalentemente
in questo modo
il meccanismo è lo stesso
di controllo, interessante quando la fai
in reverse, quando la fai in video
che puoi controllare da sotto
col gas che esce fuori
se fai una TATME piuttosto che
un controllo transanale
è molto interessante che vedi le bollicine
a quel punto puoi mettere
un puntino dal basso invece che dall'alto
quando fai la sezione molto bassa
per la vagina lasciate una garzina betadinata?
no, un tempo lo facevamo
adesso non più
abbiamo una collaborazione
quindi il suggerimento del nostro ginecologo di gruppo
di non lasciare niente
e quindi no, non lo facciamo più
a parte di quelle macumbe
a volte non si lasciano le vecchie abitudini
bisognerebbe chiedere alla signora
come puoi avere un batuffolo vaginale
col betadine
esatto, bisogna ricordarsi di togliere
soprattutto non deve essere gradevole per nulla
dicevi che comunque
questi punti li metti a prescindere
da come ti è sembrata l'anastomosi
ti dà sicurezza
appunto perché per abitudine
su un intervento così, su sigmaretto
non faccio l'astomia e invece
per abitudine, se siamo
in open
mi dedico un po', ci perdo un po' di tempo
per mettere i punti
e quindi una cosa per me un po' meccanica e consolidata, che ripeto.
Ti dà l'idea di detendere un pochettino la tensione sulle graffe?
Sì, anche un po', se non ce la faccio a farci.
Montamene un altro.
A congenerare poi al termine di tutto questo lasciate comunque dei drenaggi o la terapia?
Dunque l'abitudine è questa, consideriamo appunto il tipo di chirurgia,
quindi per la paziente che abbiamo qui
i drenaggi sono
solamente pelvici
qui ne lasciamo due
uno
diciamo proprio per funzione
di
stare lì a visionare
a far spia per l'anastomosi
colorettale
e l'altra perché comunque dopo IPEC
c'è un'abbondante secrezione
un'abbondante
è forse secondaria alla peritonite chimica che creiamo.
Una reazione ascitogena.
Esatto, esatto.
Quando invece facciamo delle peritonettomie più estese,
ad esempio per uno pseudomixoma,
noi facciamo la peritonettomia totale
e quindi i diaframmi bilateralmente sono coinvolti
e ci capita di dover mettere anche il drenaggio toracico di principio
perché abbiamo del versamento pleurico reattivo, anche se siamo in un altro spazio, però per dire come l'effetto del chemioterapico produce liquido, ecco, da un'irritazione del tessuto.
L'acido tossicità è evidente, insomma, quindi si diffonde sulle sierose in ogni caso.
La sutura della vagina l'hai fatta con dei punti staccati, ho visto, cosa avete usato?
Dunque noi in realtà la sutura della vagina mettiamo subito dei reperi laterali ai due neofornici vaginali
con dello zero e poi con una struttura continua.
Un po' è quello che ci hanno insegnato i ginecologi.
C'è uno scambio dalla nostra collaborazione di insegnamenti notevole.
Così pure per l'isolamento degli ureteri, abbiamo imparato molto da loro
per la legatura delle uterine
l'atteggiamento
della scuola del professor Scambia
per un tipo di chirurgia come questa
non si possa prescindere
dalle esperienze multidisciplinarie
che poi si travasano l'un l'altro
e a volte
si diventa permeabili
o diversamente
si impara a modificare gli atteggiamenti
quindi è molto bello
ma anche i colleghi ginecologi sono diventati
con la collaborazione
quindi la nostra consulenza
ha insegnato loro
loro sono autonomi volendo fare una resezione
del retto, la sprenettomia
i diaframma
ecco appunto proprio reciproco
il discorso
questo succede in tutti i gruppi
dove c'è multidisciplinità vera
dove non c'è rivalità ma c'è soltanto
fusione
oltre che scambio di esperienze
di volontà, è molto bello
Ok, che facciamo? Facciamo un'altra anastomosi? Facciamo la prova?
Sì, sì, ok.
Tu sei pronto? Quindi realizziamo adesso, facciamo la prova.
Dunque il retto e il sigma si distendono bene, non mi sembra che ci sia... vai ancora un po'.
Sì, si vede bene l'effetto balding e poi non c'è marrone da nessuna parte.
Per fare l'aria dobbiamo metterci... anche dietro mi sembra... non c'è bisogno.
Ok, io mi fermerei così. Ok, d'accordo.
Allora io direi, se mettiamo una garza calda in pelvi, cambiamo zona.
Sì, puoi togliere.
Andiamo in inizio, scusami, seguiamo.
Qui che progetto hai? Farai una isoperistaltica, una laterolaterale, una termilaterale?
Dunque no, in generale noi facciamo una laterolaterale con una strutturatrice meccanica
e appunto una chiusura manuale delle enterotomie.
E' una laterolaterale isoperistaltica.
Un po' come faresti in video praticamente.
Nei monconi sembrano ben vascolarizzati, sono trofici.
Questo intervallo di tempo ti è servito a vedere anche questo?
C'è servito, certo, come test.
Che è la migliore delle prove.
Allora, mi dai il 3-0?
E dunque qui un po' per tradizione, per scuola,
affondiamo i monconi
diciamo staplerati
penso che forse siano pochi chirurghi
che ancora lo fanno
ma sai alla fine la paleochirurgia
non è poi
esatto la paleochirurgia
si da un certo punto di vista
ci sentiamo anche
nei riguardi degli specializzanti
che vengono qui a lavorare da noi
appunto gli altri propongono
una chirurgia laparoscopica
avanzata, noi siamo un po'
sembriamo il passato
su però un'idea innovativa
su un ritorno
di concetto
per cui la tecnica
attualmente è open
ma questa no
una chirurgia come questa non potrebbe essere fatta
in nessun modo, le trazioni necessarie
per poter mobilizzare
la formazione lì sono impossibili
tra l'altro si lavora
in più campi, adesso in più
quadranti
avresti dovuto fare 4 giri
di campo per poter mettere i trocar
in tutte le posizioni ma non avresti mai
avuto le tensioni per poter
tirare su quella struttura
io penso che probabilmente
quando
per problematiche
più localizzate
anche quando
avremo un po' una chemio più efficace
e ci possiamo quindi anche permettere
di limitarci
nel fare un trattamento esteso
è quello che avviene nell'ovaio
nell'ovaio i nostri colleghi
alcune volte fanno
in laparoscopia tolgono un nodulo
che si vede alla PET
e poi continua la chemio
perché comunque sanno che
sanno che
l'ovaio è chemiosensibile
il paziente ha una malattia chemiosensibile
e quindi limitano il gesto chirurgico
proponendosi anche
semmai di ritornare
in laparoscopia
a operare più volte qualora la malattia dovesse ripresentarsi sempre comunque in modo isolato.
AI 对话
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