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30° CAD anno 2019 A.S.L. CN1 Ospedale Regina Montis Regalis Mondovì (CN)
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Sì, buongiorno, scusate ci colleghiamo solamente adesso con voi da Roma, vi saluto il professor Palazzini ovviamente, se ci sentate il caso ci spiegate cosa state facendo.
Perfetto, perfetto.
Buongiorno a tutti.
Buongiorno.
Si tratta di un paziente di 34 anni in anamnesi solo un po' di asma e come sintomatologia per cui si reca da noi presenta una tipica sintomatologia da reflusso gastroesofageo, quindi pirosi retrosternale e turbe dispeptiche che regrediscono dopo somministrazioni di PPI.
AI. Esegue una gastroscopia che evidenzia un'ernia iatale di 4 cm e segni di esofagite
da reflusso. Quindi una manometria che evidenzia anche qui un LESS con un tono basale ridotto
ma con un normale rilasciamento post deglutitorio con deglutizioni inefficaci in più del 50%
dei casi. La pH in pedensometria conferma un quadro positivo per reflusso acido patologico
con circa 67 episodi acidi su circa 78 reflussi.
Eseguiamo quindi un transito che conferma la presenza di questa ernia iatale.
Decidiamo quindi di porre il paziente a plastica antireflusso, secondo Anissa, nella paroscopica.
Quanto tempo è stato sui PPI questo paziente, prima dell'intervento?
Allora, in realtà è una storia aspiratoria un attimo, che va avanti da circa 10 anni,
anni in cui il malato fin dall'età intorno ai 20 e qualcos'anni, lui riferisce addirittura
che fin dall'adolescenza aveva questi episodi di reflusso abbastanza ben tollerati allora.
Progressivamente negli anni ha subito una terapia cronica con PPI a dosaggi che variavano
fra i 20 e i 40 mg. Ultimamente, quello che diceva prima la dottoressa Carbonaro, ha iniziato
ad avere anche episodi di asma, di laringiti, quindi una sintomatologia anche atipica legata
un po' al reflusso ed è per questo che dopo anni di storia ha deciso, comunque anche sotto
consiglio del gastroenterologo, vista la giovane età, vista la buona risposta all'inibitore
di pompa di ipotizzare l'intervento chirurgico. A questo punto siamo partiti come diceva la
dottoressa con tutti gli studi funzionali per valutare l'eventuale indicazione al trattamento
chirurgico e i risultati che abbiamo ottenuto dagli esami sono quelli che effettivamente
vi sono stati riportati, cioè un reflusso soprattutto alla pH in penzometria di tipo
acido con reflussi anche debolmente acidi in cui veniva evidenziato che questi reflussi avvenivano soprattutto nel periodo notturno e questo spiegherebbe anche la sintomatologia atipica riferita dal paziente con episodi lunghi superiore anche ai 5 minuti sempre nel periodo notturno in posizione supina.
Ci fermiamo un attimo perché voglio finire questo discorso sull'indicazione. A questo punto abbiamo intrapreso una discussione anche col paziente e i punti di discussione erano questi.
Uno, effettivamente lui era destinato a una terapia continuativa a vita con il limitore di pompa.
I dati manometrici dicevano che c'era un'incontinenza cardiale veramente importante
con il dato che ha riportato la dottoressa in cui c'era episodi di deglutizione inefficace in quasi il 50% dei casi.
Lui ha fatto una manometria ad alta risoluzione. Quello che ho notato ultimamente è che è molto più facile avere questo dato con la manometria ad alta risoluzione che non con la manometria classica che si faceva una volta.
Ed è per questo che importantissimo io ritengo come esame strumentale in questi casi il transito esofagogastrico per valutare l'effettiva motilità esofagea e vedere soprattutto poi lo svuotamento gastrico.
Al transito effettivamente lo svuotamento esofageo avveniva assolutamente normale, non c'erano contrazioni terziarie di peristalsi, quindi secondo me quello che si dimostra nella monometria ad alta risoluzione sono delle deglutizioni che non partono con una peristalsi efficace ma che poi dal punto di vista funzionale non hanno quell'importanza.
Infatti lui non ha mai riferito disfagia o altri sintomi che potessero far ripetizzare una alterazione della motilità esofagea.
Ok, adesso, io sono stato esaustivo sul discorso di indicazione?
Sì, sì, assolutamente, anche perché è una terapia negli anni estremamente dispendiosa.
Sì, dispendiosa e soprattutto visto che lui ha già 10 anni che fa terapia, ha 34 anni, tutte le possibili complicanze legate alla terapia protratta con PPI, effettivamente lui era uno di quei candidati ad aver, cioè dalla SIBO, le alterazioni a livello microbico intestinale, la mancata acidità gastrica protratta per tantissimi anni,
effettivamente secondo me in questi casi paziente giovane con buona risposta alla
terapia può essere un buon candidato all'intervento chirurgico.
L'altra cosa che volevo farvi notare è che al transito l'ernia iatale c'era una
risalita del cardias che si portava dietro la porzione alta dello stomaco,
Ecco, c'è molto simmetrica come erniazione, c'è un tipo 1 puro in cui effettivamente l'ipotonia dell'ES
è determinata dal fatto della posizione assolutamente intramediastinica del cardias.
Quindi oltre a un'ennegiatale in effetti è un'ennea paresofagea.
Com'è? Scusa?
Inoltre esserci un'ennegiatale si tratta anche di un'ennea paresofagea.
Esatto, esatto. Allora, quello che ho iniziato a fare adesso, quello che io faccio sempre è apertura del piccolo mento al di sopra delle fibre vagali epatiche, identificazione del pilastro di destra con mantenimento sul pilastro più possibile di peritoneo che mi servirà poi per la iatoplastica successiva.
A questo punto mobilizzazione con l'identificazione della pleura di destra dell'esofago, in maniera che ci sia la mobilizzazione, vedete il vago posteriore che viene caricato insieme a tutto il tessuto peri-esofageo e l'esofago stesso.
stesso. Vedete che iniziamo ad avere già un'idea, ma soprattutto quello che mi piace
far notare è che questo, secondo me, è stomaco, il cardias è ancora qua sopra, cioè dobbiamo
ancora addominalizzare veramente il cardias. Questo dato qua si deve molto bene al transito
in cui effettivamente il cardias rimaneva in posizione intratoracica senza, secondo me, essere poi un esofago corto assolutamente.
Infatti questo stavo pensando, non si può parlare di esofago corto ancora, di brachiosofago.
No, dal transito non c'erano le caratteristiche, secondo me, del brachiosofago, dell'endobrachiosofago, come vogliamo chiamarlo,
perché in realtà non c'era una rettilineizzazione assoluta dell'esofago in orto-statismo ma manteneva la sua curvatura l'esofago
quindi questo ci fa ipotizzare che sia possibile mobilizzarlo a livello intra-addominale
però questa è la caratteristica ernia dei giovani, vedete che volendo poi poco per volta riusciremo ad addominalizzarlo bipolare
però questa è la classica svasatura, questa qua, dell'ernia che risale in maniera simmetrica all'interno del torace nell'uomo giovane, questo secondo me invece poi è già esofago, vedete il cambio di muscolatura e della direzione della muscolatura.
Io cerco a questo punto, seguendo le linee guida anche della Sages, le ultime del 2015, la dissezione verso sinistra per avere l'apertura anche della membrana frenoesofagea sul pilastro di sinistra per avere una esposizione circonferenziale dell'esofago.
Ok, ce la fai a prendere un po' più in alto, Elisabetta, qua. Molto bene. E anche in questo caso cerco di mantenere sul pilastro diaframmatico di sinistra del peritoneo che mi sarà poi molto utile nella iatoplastica per dare robustezza alla chiusura dei pilastri, per non fare la struttura proprio sul muscolo, esclusivamente sul muscolo.
Forse vado un po' avanti, ma per l'aiatoplastica pensa di fare una tension free, quindi con un mesh o cosa?
Allora, solitamente quello che io cerco di fare è valutare, una volta finita la dissezione e la dominalizzazione dell'esofago,
valutare la consistenza dei pilastri nel senso che se sono pilastri significativi con una certa
robustezza in cui ho del peritoneo al di sopra che mi garantisce una certa tenuta dei miei punti
solitamente non metto la protesi chiudo sempre i pilastri ma non metto la protesi nel caso in
cui di persone più o più anziane per problemi di stomaco intratoracico grosse
arniazioni queste cose qua in quel caso preferisco oltre alla dietoplastica
apporre un mesh riassorbibile però assolutamente riassorbibile non so cosa
ne pensi anche tu riguardo l'utilizzo dei mesh per la dietoplastica ma
Sì, d'accordo. L'importante è stare lontani dalla presofagea, ovviamente.
Sì, perché negli anni a livello di letteratura sono descritti diversi problemi con mesh non riassorbibili e tutto.
Quindi, essendo anche qua una patologia funzionale in un uomo giovane, è vero che gli devo garantire di non avere più il reflusso.
ma è anche vero che non devo avere sequele di tipo o funzionale o di complicanze
date all'intervento chirurgico, quindi secondo me bisogna sempre avere un equilibrio
fra quello che si vuole ottenere e quello che si può rischiare nel fare certe manovre.
Questa è un po' la filosofia che ho maturato negli anni,
All'inizio uno cerca il risultato assoluto a tutti i costi, inizia ovviamente facendo un certo numero di interventi di questo tipo ad avere anche delle complicanze, ti rendi conto dell'importanza di queste complicanze?
cerchi di trovare secondo me il giusto equilibrio fra risultato e quello che può essere la complicanza
poi per il paziente, soprattutto nei pazienti giovani come questo ragazzo qua di 34 anni.
Mi dà la BIPO. Un'altra particolare della dissezione in questo momento è l'attenzione
da dare a come si manipola l'esofago per evitare perforazioni posteriori dell'esofago
da trazione o da pinza che penetra all'interno della parete esofagiale, quindi vedete io
cerco di essere il più delicato possibile, spendo un po' più di tempo in questa fase
dissettiva ma preferisco essere sicuro nelle trazioni che faccio e nei gesti che vengono
eseguiti per mobilizzare l'esofago. Vedete che si tende il nervo vago molto bene, che
io lascio sempre attaccato all'esofago. C'era Tom DeMister, lo allontanava dall'esofago
e faceva passare la plastica di Nissen tra esofago e nervo vago, sostenendo che gli dava
più stabilità alla posizione della valva all'inizio anch'io facevo così poi mi è stato detto ma e se
per caso hai una lesione del nervo vago posteriore è vero che c'è il nervo vago anteriore è tutto ma
anche qua per ridurre il rischio di lesione del nervo vago preferisco adesso invece lasciarlo
sull'esofago e fare passare poi la plastica posteriormente a tutto il comparto esofageo
comprendente il nervo vago posteriore
sì sì sono d'accordissimo
su questo, volevo anche chiedere
per quanto riguarda la rotazione
post operatoria
usate come score il VISIC
o il GERD score
il GERD score usiamo
sì assolutamente
è più affidabile
sì sì sì
vedete che
anche qua sul discorso del risultato
cioè secondo me
il risultato
vero da valutare in questi pazienti e poi a 10 anni, nel senso che io vedo nella casistica
che ho e tutto, comunque fino a 5 anni i risultati sono sempre molto soddisfacenti, i pazienti
assolutamente non avrete più reflusso, soddisfatto e tutto. Dal quinto anno in poi secondo me
possono iniziare effettivamente a ricomparire dei sintomi se ci sono delle complicanze.
I malati che dopo sette anni non hanno sintomi e hanno uno score ottimale,
questi secondo me sono destinati per tutta la vita poi a stare bene e non avere più bisogno di alcun tipo di medicamento.
Però ho visto che dopo i cinque anni effettivamente se prima si dà un 89-90% di soddisfazione, di risultati ottimali,
dopo il quinto anno perdiamo secondo me un 10% più o meno di soddisfazione
questo nella mia esperienza
il che poi non vuol dire che ci sia di nuovo un reflusso documentato
magari a una piatta in pedenziometria
però effettivamente qualche sintomo, qualche episodio di reflusso in più
lo possono avere
questo secondo me è legato anche al tipo di valva come viene confezionata
Poi magari discutiamo anche successivamente di questo aspetto qua, sul tipo di valva, come, perché, quanti punti, che lunghezza.
Io ho visto la parte iniziale, comunque penso che il paziente sia in anti-trendelenburg, giusto?
Assolutamente sì, anti-trendelenburg.
Vogliamo far vedere la posizione dei trocar magari un attimo dall'esterno così,
che questa è una posizione che io ho sempre mantenuto e non ho mai modificato negli anni
anche qua questione di abitudine secondo me si potrebbe anche modificare ma sono abituato così
ed è allora se riusciamo a far vedere dall'esterno spesso si stanno organizzando allora andiamo
avanti ancora un attimo si abbiamo la visione esterna ora vediamo molto bene tutto il team
le porte e la posizione vedete tengo un attimo solo viviana vedete l'accesso centrale questo
è sovra ombelicale a un terzo di distanza fra ombelico e xifoide i due accessi della mia pinza
con cui lavoro e del cayman che sto utilizzando per la dissezione e l'aiuto che mi sostiene il
fegato con la mano destra e mi aiuta dal basso con la mano sinistra nelle
trazioni. Beh, grazie. Questo, un altro punto secondo me di cardine, c'è l'apertura
dell'angolo del legamento gastrofrenico per ottenere la mobilizzazione completa
poi dell'esofago, ecco qua. Vedete che cerco comunque sempre di mantenere del
peritoneo sul pilastro di sinistra, di non entrare nel pilastro e di rimanere il
paresophagee questo punto è anche delicato perché c'è tutto il grosso sacco che
bisogna addominalizzare dall'oiato, in questo caso invece è una
situazione molto più lineare, molto più chiara. Infatti quelle sono situazioni
più che altro che si trovano nei pazienti anziani.
Esatto, lì la situazione è molto più complessa, anche i tessuti sono decisamente meno trofici,
c'è meno trofismo rispetto a quello che si ha nei giovani come in questo caso.
Adesso, ho fatto questo spazio, ripasso da destra e cerco di sottopassare l'esofago.
ok ci siamo di fatti
bravissima Viviana
questo mi aiuta
per poi terminare la dissezione
ok aspetta un attimo
che allunghiamo leggermente
ok
per non essere poi troppo stretti
ok
via pure le clip
questa è la gestualità che
ok a te
così facendo adesso
ho maggior sicurezza
nella trazione, nell'addominalizzazione dell'esofago e quindi completo la dissezione dell'accollamento a questo livello del pilastro diaframmatico di sinistra, avendo sicuramente il vago caricato sulla fettuccia.
Per la calibrazione dell'esofago userà la bugie o non è necessario?
allora assolutamente sempre sì nel senso che anche lì sono cose che impari quando ti formi
in certe anche lì de mister lui usava sempre una bugie che al vantaggio sicuramente di calibrare
la plastica ma secondo me anche nel momento del confezionamento della plastica di mantenere su
su un asse corretto l'esofago, in maniera da non dare torsioni sull'asse dell'esofageo
e secondo me dà quel senso di simmetria della plastica
quando si vuole confezionare una plastica assolutamente simmetrica e non twistata,
non una twisted nissen.
D'abitudine voi cosa fate? Utilizzate la bougie o no?
si la bougie
qua direi che ci siamo
nella dissezione laterale
adesso io faccio sempre una prova
per capire
quello che io credo è che
l'esofago sia questo
qua c'è il cardias
e questo
è stomaco
e la valva andrà confezionata
a questa altezza
quindi bisogna addominalizzare ancora di più
l'esofago
sei d'accordo?
accetto qualsiasi commento
perché anzi
io apprezzo
se hai delle osservazioni da fare
si siamo qui apposta
comunque per ora
tutto procede ok
sposto un po' verso di te
dall'altra, dall'altra, grazie
vedete la pleura
di destra che la spostiamo
e cerchiamo una
addominalizzazione
completa dell'esofago
questo è il tessuto
pare esofageo che poi nell'infectomia esofagea inferiore per il tumore dell'esofago del cardio
si fa sempre. Invece in questo caso stiamo su un piano vascolare di accollamento dell'esofago
all'interno del suo mediastino posteriore. Vieni giù adesso, dissecchiamo anteriormente.
Devo dire che le immagini sono molto chiare. Mi fa piacere perché quello che io ritengo
che per fare questo tipo di chirurgia e per ottenere un buon risultato bisogna avere molto
chiaro l'anatomia e quello che si sta facendo, perché errori se ne possono commettere e
appunto come dicevo prima in un paziente giovane avere delle complicanze su questo tipo di
intervento è sempre un grosso problema.
Allora, mi sembra che qua ci sia ancora qualcosa che si può guadagnare e anche qua andiamo
per piani cioè lasciando la pleura e stiamo sul ok va bene direi che ci siamo allora facciamo
ancora prima di sentenziare l'altra cosa che io faccio sempre in ogni caso è la sezione
dei vasi gastrici brevi lo so che in questi anni la cosa è discussa però secondo me se
Se si vuole ottenere veramente la simmetria di plastica della Nissan, poter affacciare parete anteriore con parete anteriore e posteriore pressurare del fondo gastrico,
se non si fanno i vasi gastrici brevi non si può ottenere.
Penso che sia giustissimo quanto asserito, anche perché per avere una perfetta floppy Nissan è proprio quello che bisogna fare,
quindi avere un buon fondo castrico da fare da valva esatto poi appunto tantissimi amici che non la fanno e che sostengono di averlo usato lo stesso di non aumentare la disfagia e tutte queste cose qua sono d'accordo è un discorso secondo me proprio un po' di impostazione e di come si vuole ottenere la plastica di Nissan e se si vuole ottenere come dicevi giustamente floppy simmetrica di un certo modo
bisogna fare la dissezione dei vasi gastrici brevi io credo che comporta qualche rischio è perché poi
non ogni tanto può essere complessa anche con rispetto alla milza quelli soprattutto il primo
vaso gastrico breve può essere molto corto molto adeso alla milza quindi difficile magari poi da
preparare in maniera corretta però anche quello sia proprio di questo è il caso di per l'anima
per quanto riguarda le regne parasofagia
anche quelle giganti
dell'anziano
dove c'è un fattore di conversione
del 4-5%
invece in questi casi più lineari
di un giovane, quindi negli anni di atale
tipo 1
fattore di conversione?
praticamente nullo?
non ho capito, scusa
la percentuale di conversione
sì, certo, conversione dalla
classica open
direi che
come dice la mia collaboratrice
per scaramanzia
magari non ti rispondo
però ti posso dire che
negli ultimi anni
mi ha chiesto con molta cautela
diciamo che è molto bassa
che è molto bassa
eccola, detto fatto è saltato
un vaso gastrico breve
questo è il bello della diretta
però io cerco di essere
sempre ottimista
nel vedere le cose
cose e posso dirti meglio questo che non quello il primo verso la milza che è molto più difficile
da riprendere c'è anche in questi casi il controllo e direi che appunto è istantaneo mi dà solo un
attimo un aspiratore che togliamo un po di sangue. Sì ma questo vuole far capire quello che può
accadere non è tutto esattamente così facile quindi è normale poi strategicamente dominare
un evento del genere. Esatto, anche quando si parlava appunto della conversione, la conversione
è legata molto anche alla possibilità di gestire il sanguinamento, nel senso che se
c'è confidenza nel gestire certe situazioni, effettivamente non è necessario convertire.
mi dà una garzina che puliamo bene
adesso ci puliamo bene il campo
e torniamo in una situazione ideale
piano
c'è qualcosa ancora che sanguina
dove? ho visto
mi dà caiman
dovrebbe essere qua no?
tieni sul ciclo questo
tiro su bene
aspiratore adesso
facciamo ancora un po' di mostesi lì
ok va bene
raggiungiamo la mobilizzazione completa del fondo gastrico e poi diamo ancora
l'aspiratore una vedete la vigilanza con la milza è quello che dicevo che non che
molte volte può non essere così facile fare questa parte di dissezione mi dà il
ok, adesso controlliamo che tutto sia a posto, no, stai mettendo lì fermo ancora, ok, vai,
benissimo c'è qualcosa che si è accumulato qua sopra allora adesso molto delicatamente
ok e riprendiamo la cosa qua togliamo via la garzina vedo una pinza ok l'aspirare per
per togliere questo po' di schifezza che è rimasta, va bene, tira pure su adesso, benissimo,
Quindi la mobilizzazione è buona, ma c'è ancora qualcosina che sanguina.
Vediamo l'esofago quanto viene giù, direi che ci siamo, ok.
ok adesso quello che io c'è ancora qualcosina da rivedere di là prima di fare l'aiuto plastica andiamo a vederlo dai pinza ancora anche a me lo fa vedere qua come non ho capito caiman no secondo me comunque quello è quello accumulato aspiratore
Tieni su qua, per favore, Elisabetta.
Su qua, per vedere.
Ok.
Bipolare.
Supera.
Bene.
Ok.
Va bene.
Allora, tieni pure qua.
Allora, quello che faccio di solito, aspiratore ancora,
è do un primo punto di iatoplastica con del materiale non riassorbibile
per verificare un attimo la tenuta dei pilastri diaframmatici anche, ok?
E anche qua per abitudine ho mantenuto un nodo extracorporeo di Raider
che poi raddoppio internamente in maniera da essere sicuro che il nodo scorsoio sia fissato correttamente.
il sondino e far passare la bugie. Tra l'altro già che ci siamo voglio ringraziare per la
collaborazione la nuova primaria di anestesia che abbiamo qui a Mondovic, la dottoressa
sei l'aria Blangetti, che è molto collaborante in tutte le iniziative che abbiamo all'aspiratore,
se hai ostacoli ti fermi, ok, benissimo, vieni pure, vieni piano, molla un po' Elisabetta,
vai, ok
sei in stomaco, benissimo
stop, aspiratore
voi vedete, c'è ancora qualcosina che sangue
ma non capisco se da sopra
perché se sto così non succede niente
è da qua sopra
da rivedere poi
ok, mi do il punto ancora
a questa altezza calibrato
al di sotto della sonda
ok
Sì, sì, stiamo seguendo tutto, solo che abbiamo tanti schermi da seguire contemporaneamente, ma abbiamo seguito tutto, quindi complimenti per la freddezza, è quello che ci vuole comunque, è quello che ci vuole.
Ma in questi casi secondo me appunto è fondamentale, c'è ancora un po' di amostasi da fare io credo, adesso poi la facciamo, la completiamo, però volevo riuscire a fare la iatoplastica e poi non è un sanguinamento pazzesco, non ho capito bene come è successo ma fa parte del gioco anche questo.
Adesso chiederò all'anestesista di venire un po' indietro con la sonda
Recupero la valva, faccio passare la valva
E a questo punto rifaccio scendere la sonda
Calibrante per confezionare
Che dimensione ha la sonda professore?
Come scusa?
Che dimensione ha la sonda, la bugie?
Allora, sono 17 inches, 17x3, 7x3, 21
sono circa 4 centimetri di scusa 17 34 51 quant'è se il diametro due centimetri 21 allora infatti
un 16 16 non è un 16 per 3 che effettivamente il diametro di solito de mister usava delle bugie da
60 che però erano effettivamente molto grandi questa sembra molto grande ma in realtà è anche
l'illusione un po' dell'ottica della telecamera che ingrandisce molto, ok, sei andata un po'
indietro, vai un po' indietro, vai vai vai, vai vai, vai vai, vai vai, vai vai vai,
vai vai, ok, ancora un po', vedete che passa giusto giusto nell'aiuto plastica, quindi
va bene, stop un attimo lì, ok, allora, il discorso è fondo gastrico, lo facciamo
girare in cui parete anteriore parete anteriore si affacciano da costruirci poi la nissan vedete
che adesso facciamo ripassare un attimo la sonda giù questa è la direzione che io voglio sonda mai
ancora un po ancora un po ancora un po stop ok e la valva deve rimanere in sede con la sonda
perfetto vediamo se anche di qua abbassati un po elisabetta appiattisci mi dia pure il punto e la
di solito faccio ed ho due punti che mi facciano una valva che va da un metro e mezzo a due
centimetri al max e poi un terzo punto in cui per dare simmetria alla valva se
non è perfettamente simmetrica ma si slabbra un po sulla parte distale ok no
mi si è rotto il filo vorrei cavacca allora facciamo una cosa lo diamo tutto
intracorporeo mi dà un porta aghi mi taglia qua il filo per favore gli al
anteriore ovviamente domanda ottima lo facevo sempre per fissare la valva alla
parete esofagea per dare stabilità alla valva e queste cose qua assolutamente
d'accordo, mi è successo neanche tantissimi anni fa, tre anni fa, una ragazza in cui ho
preso l'esofago col punto, una ragazza abbastanza magrolina, normale e tutto, nel post operatorio
ha sviluppato un'iperecitabilità proprio del cardias, non so per quale motivo, se il
punto magari ha strappato un po' la parete, esofagea o qualcosa, fatto sta che ho dovuto
rioperarla per togliergli quel punto
perché aveva un'ipercibilità esofagea
ma in una forma quasi di
acalasia vigorosa, cioè una cosa veramente
strana, tolto il punto
risolta la cosa
da allora
preferisco non prendere la parete
esofagea
è una cosa di noi
chirurghi sbagliata, lo so
lo so
professore io mi scuso, intanto la ringrazio
e mi complimento anche per questo
ottimo intervento
anche col thrill che c'è stato
io purtroppo lo devo lasciare
io purtroppo lo devo lasciare perché devo saltare
su un altro intervento dall'estero
penso che per un altro moderatore
anche complimenti mi chiamo Piermerino Aberti da Roma
grazie tante
e saluti alla nuova anestesista
grazie
arrivederci
ok
andiamo ancora un puntino sotto
allora possiamo togliere il sondone
ascolta io continuo a parlare a questo punto tanto dalla sala possono sentire
quindi allora ho dato quest'ultimo punto per ottenere la simmetria completa
completa, secondo me, della valva, che adesso andiamo a valutare. Allora, mi dà una pinza
per misurare quanto è lunga, questo dovrebbe essere 3 cm, no? Quindi siamo sui 2 cm, va
benissimo. Vedete che è assolutamente simmetrica, mi dà la bipolare, facciamo un po' di mostrasi
Buonasera Andrea, Marco Barbieri.
ciao Marco
ciao
mi spiace non avervi seguito fino adesso
è un altro impegno
e il collega ti ha abbandonato
perché è un impegno con Johannesburg
c'è l'appuntamento adesso
mi ha spiegato un po' quello che hai fatto
ormai vedo che hai finito
sì sì
ormai sono
perché mi è saltato questo vaso breve all'inizio
l'ho visto
ed è stato tutto più complesso
però adesso vorrei aver sistemato definitivamente la situazione direi che però adesso siamo proprio
a cavallo tu come stai marco tutto bene grazie si è già completato sì adesso magari vi faccio
vedere finale così mi dà la bipolare anche che rinforziamo ok di apure bipolare andrea dimmi
l'hai fatta calibrata su una sonda
si l'ho fatta calibrata
su una sonda di circa
3 cm e qualcosa
la sonda
che in base al
è un uomo abbastanza
normotipo
però
ben rappresentato
ok lascia pure
adesso di fatti
quello che io cerco sempre di ottenere
alla fine vedi che
si atteggia comunque la valva leggermente verso destra
questo è l'atteggiamento secondo me corretto in cui la valva è completamente
libera l'esofago è libero e mi dà ancora una pinza non c'è vincolo con l'esofago
e qua siamo proprio sul cardias questo è lo svasamento dello stomaco che risaliva
in torace quindi abbiamo cardias assolutamente in addome e aspiratore e la valva che si posiziona
sopra sembra adesso che l'oiato sia leggermente largo all'esofago ma anche l'aeroplastica lo
calibrata come la valva sullo stesso sondone quindi io mi fido molto di questa sono d'accordo
Con calibrazione, perché poi molte volte causa di disfagia anche post-operatoria, addirittura l'olio è un po' troppo stretto.
Allora, tagliamo pure il laccio della fettuccia, mi danno anche le forbici che tagliano.
Ok, togliamo pure, bene, l'aspiratore aspiriamo ancora sulla milza, da non lasciare reliquati,
Ma mi sembra che adesso sia tutto sotto controllo. Ok, va bene, lascia pure. Benissimo, bene, direi che alla fine mi soddisfa molto. Questo era il vecchio punto di Rossetti, che viene giù la valva bene. Direi che ci siamo.
ti chiedevo una cosa
no
te lo chiedo perché prima abbiamo visto
il professor Morino a Torino
che non lo fa d'abitudine
ma qualche volta per verificare
la transizione tra esofago e stomaco
ma
io magari
nelle forme di acalasia
o queste cose qua
più nell'acalasia
no
non so se
se è l'ego smisurato dei chirurghi, però io il cardias lo vedo in qualche modo dove cambiano le fibre esofagee e tutto,
quindi sono abbastanza sicuro di aver calibrato la plastica sul cardias, non sull'esofago né sullo stomaco,
quindi mi fido molto di questa cosa qua, poi soprattutto le misurazioni fatte anche come raccontavo prima
prima sul transito, sull'endoscopia e tutto, cioè aver addominalizzato di 4 cm l'esofago in addome
mi dà la certezza che il cardias è a questo livello sicuramente sotto diaframmatico
e lasciando tutto molle, vedi che rimane tutto perfettamente in sede, non si muove niente.
Secondo me questa è la prova che effettivamente siamo dalla parte corretta, nebulizziamo.
Un'altra cosa che faccio sempre a fine intervento è quello di nebulizzare dell'anestetico a livello addominale che viene riassorbito lentamente e che dovrebbe ridurre il dolore post operatorio.
non lo so, me l'han detto
io lo faccio
e che anestetico è l'idocaina?
no, naropina
e naropina
perché per ridurre il dolore
infiltriamo le porte di entrata
dei troccher all'inizio
e poi facciamo questa
nebulizzazione
intra-addominale
e poi cerchiamo di trattare
non con oppiodi o similoppiodi
del malato nel posto operatorio per evitare nausea, vomito, queste cose qua, ma soprattutto
con FANS e procinetici gastrici, infatti io adesso a lui non metto il sondino nasogastrico
ma gli ho fatto fare una fiala di Levopra e di Invene in 100cc adesso per lo svuotamento
gastrico, per accelerare un po' lo svuotamento gastrico subito dopo l'intervento, se il malato
tutto va bene, tutto stasera inizia a mangiare una dieta morbida, nel senso minestrina, simolino, queste cose qua
e fra domani e dopodomani va a casa.
Abbiamo sentito anche qualcuno qui che fa un transito il giorno dopo, non è nostra esperienza.
Nei casi dubbi o nei casi particolarmente complessi sì, assolutamente transito.
però direi, mi dà l'aspiratore
adesso gli aspiro l'anestico che ho messo
però mi dà fastidio vedere
quel sanguetto lì
e lascia un drenaggio?
no
direi che alla fine è molto soddisfacente
mi dà la bipolare
che cauterizziamo questo piccolo ematoma
ok, molto bene
lasciamo pure andare giù il fegato, Elisabetta
quello che faccio, cerco
di interporre il fegato in questo modo
che mi faccia anche lui un po' da barriera
a un'eventuale risalita della valva
però direi che è proprio tutto molto morbido
non c'è sangue, non c'è niente
ok, vediamo un attimo
togliamo la garza
anche qua utilizzo questo sistema
di mettere una garzina su una pinza
per tenere il fegato
perché negli anni ho utilizzato di tutto
dal divaricatore, dalla manina, questo e quell'altro, però questo mi sembra il metodo
meno traumatico per sollevare il fegato e quindi utilizzo questo sistema qua, direi
che qua siamo a posto, abbiamo nebulizzato, abbiamo fatto tutto, adesso mi da la bipolare
che così iniziamo a estrarre i trocar, però quello che io faccio anche per evitare sanguinamenti
di quello sotto, nel mentre che estraiamo i trocar volevo ringraziare, che non l'ho
fatto prima, tutto il gruppo infermieristico che mi ha assistito in questi interventi dell'ospedale
Imondo Vivi, Viviana che è stata la strumentista di questo intervento, i miei due aiuti che
sono il dottor Roberto Rimonda e la dottoressa Elisabetta Travaglio che collaborano con me,
che si impegnano in tutta l'attività laparoscopica che facciamo e anche la dottoressa Blangetti
che è la mia primaria di anestesia che è stata molto disponibile e molto paziente in
questi interventi
e ringrazio anche a te Marco
perché mi ha fatto davvero piacere
che ci fossi anche tu, anche quest'anno
che abbiamo avuto la possibilità
di salutarci, di parlare un attimo
insieme, davvero
fa sempre molto piacere
anche a me, Andrea grazie
veramente complimenti per quello che
io ho visto sicuramente, mi dicevano
che è stato un bel intervento
le cose capitano le cose
chiaramente uno dimostra
di sapere dominare
di queste trasmissioni in diretta
purtroppo la chirurgia
è anche questo
grazie Andrea
grazie a te
ci vediamo domani
perché vengo giù a Roma stasera
ci vediamo domani
grazie ancora
ciao grazie a te
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