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30° CAD anno 2019 A.S.L. CN1 Ospedale Regina Montis Regalis Mondovì Cuneo
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Scusateci, colleghiamo solamente adesso con voi da Roma, vi saluto il professor Palazzini ovviamente, se sentate il caso ci spiegate cosa state facendo, grazie.
Perfetto, perfetto.
Buongiorno a tutti.
Si tratta di un paziente di 34 anni, in anamnesi solo un po' di asma e come sintomatologia per cui si reca da noi
presenta una tipica sintomatologia da reflusso gastroesofageo, quindi pirosi retrosternale e turbe dispeptiche
che regrediscono dopo somministrazione di PPI.
Esegue una gastroscopia che evidenzia un'ernia iatale di 4 cm e segni di esofagite da reflusso.
Quindi una manometria che evidenzia anche qui un LESS con un tono basale ridotto
ma con un normale rilasciamento post deglutitorio con deglutizioni inefficaci in più del 50% dei casi.
La pH in pedensometria conferma un quadro positivo per reflusso acido patologico con circa 67 episodi acidi su circa 78 reflussi.
Eseguiamo quindi un transito che conferma la presenza di questa ernia iatale.
Decidiamo quindi di porre il paziente a plastica antireflusso secondo Nissen nella paroscopica.
Quanto tempo è stato sui PPI questo paziente prima dell'intervento?
Allora, in realtà è una storia aspiratoria un attimo, che va avanti da circa dieci anni,
in cui il malato fin dall'età intorno ai venti e qualcos'anni, lui riferisce addirittura
che fin dall'adolescenza aveva questi episodi di reflusso abbastanza ben tollerati allora.
Allora, progressivamente negli anni ha subito una terapia cronica con PPI, a dosaggi che variavano fra i 20 e i 40 mg.
Ultimamente, quello che diceva prima la dottoressa Carbonaro, ha iniziato ad avere anche episodi di asma, di laringiti, quindi una sintomatologia anche atipica legata un po' al reflusso.
Ed è per questo che dopo anni di storia ha deciso, anche sotto consiglio del gastroenterologo, vista la giovane età, vista la buona risposta all'inibitore di pompa, di ipotizzare l'intervento chirurgico.
A questo punto siamo partiti, come diceva la dottoressa, con tutti gli studi funzionari per valutare l'eventuale indicazione al trattamento chirurgico.
I risultati che abbiamo ottenuto dagli esami sono quelli che effettivamente vi sono stati riportati. C'è un reflusso soprattutto alla piacca in penzometria di tipo acido con reflussi anche debolmente acidi in cui veniva evidenziato che questi reflussi avvenivano soprattutto nel periodo notturno
e questo spiegherebbe anche la sintomatologia atipica riferita dal paziente
con episodi lunghi superiore anche ai 5 minuti
sempre nel periodo del notturno in posizione supina.
Ci freghiamo un attimo perché voglio finire questo discorso sull'indicazione.
A questo punto abbiamo intrapreso
una discussione anche col paziente
e il discorso era fondamentalmente
i punti di discussione questi
uno, effettivamente lui era destinato
a una terapia continuativa
a vita con il limitore di pompa
i dati manometrici dicevano
che c'era un'incontinenza cardiale
veramente importante
con il dato che ha riportato la dottoressa
in cui c'era episodi di deglutizione inefficace in quasi il 50% dei casi.
Lui ha fatto una manometria ad alta risoluzione.
Quello che ho notato ultimamente è che è molto più facile avere questo dato con la manometria ad alta risoluzione
che non con la manometria classica che si faceva una volta.
Ed è per questo che è importantissimo, io ritengo come esame strumentale in questi casi, il transito esofagogastrico per valutare l'effettiva motività esofagea e vedere soprattutto poi lo svuotamento gastrico.
Al transito effettivamente lo svuotamento esofageo avveniva assolutamente normale, non c'erano contrazioni terziarie di peristalsi, quindi secondo me quello che si dimostra nella monometria ad alta risoluzione sono delle deglutizioni che non partono con la peristalsi efficace ma che poi dal punto di vista funzionale non hanno quell'importanza.
Infatti lui non ha mai riferito disfagia comunque o altri sintomi che potessero far ipotizzare una alterazione della motilità esofagea.
Ok, adesso. Io sono stato esaustivo sul discorso di indicazione?
Sì, sì, assolutamente, anche perché è una terapia negli anni estremamente dispendiosa.
Sì, dispendiosa e soprattutto visto che lui ha già 10 anni che fa terapia, ha 34 anni, tutte le possibili complicanze legate alla terapia protratta con PPI, effettivamente lui era uno di quei candidati ad aver, cioè dalla SIBO, le alterazioni a livello microbico intestinale, la mancata acidità gastrica protratta per tantissimi anni,
Quindi effettivamente secondo me in questi casi paziente giovane con buona risposta alla terapia può essere un buon candidato all'intervento chirurgico.
L'altra cosa che volevo farvi notare è che al transito l'ernia iatale c'era una risalita del cardias che si portava dietro la porzione alta dello stomaco.
Ecco, c'è molto simmetrica come erniazione, c'è un tipo 1 puro in cui effettivamente l'ipotemia dell'ES
è determinata dal fatto della posizione assolutamente intramediastinica del cardias.
Quindi oltre a una ernia iatale è in effetti un'ernia paresofagea?
Come? Scusa?
Oltre ad esserci un'ernia iatale si tratta anche di un'ernia paresofagea?
Sì, esatto, esatto. Allora, quello che ho iniziato a fare adesso, quello che io faccio sempre è apertura del piccolo mento al di sopra delle fibre vagali epatiche,
identificazione del pilastro di destra con mantenimento sul pilastro il più possibile di peritoneo che mi servirà poi per la iatoplastica successiva.
A questo punto mobilizzazione con l'identificazione della pleura di destra dell'esofago in maniera che ci sia la mobilizzazione, vedete il vago posteriore che viene caricato insieme a tutto il tessuto peri-esofageo e l'esofago stesso.
stesso. Vedete che iniziamo ad avere già un'idea, ma soprattutto quello che mi piace
far notare è che questo, secondo me, è stomaco, il cardias è ancora qua sopra, cioè dobbiamo
ancora addominalizzare veramente il cardias. Questo dato qua si deve molto bene al transito
in cui effettivamente il cardias rimaneva in posizione intratoracica senza, secondo me, essere poi un esofago corto assolutamente.
Infatti questo stavo pensando, non si può parlare di esofago corto ancora, di brachiosofago?
No, dal transito non c'erano le caratteristiche, secondo me, del brachiosofago, dell'endobrachiosofago come vogliamo chiamarlo,
perché in realtà non c'era una rettilineizzazione assoluta dell'esofago in orto statismo
ma manteneva la sua curvatura l'esofago
quindi questo ci fa ipotizzare che sia possibile mobilizzarlo a livello intra-addominale
però insomma è questa la caratteristica ernia dei giovani
vedete che volendo poi poco per volta riusciremo ad addominalizzarlo bipolare
però questa è la classica svasatura, questa qua, dell'ernia che risale in maniera simmetrica all'interno del torace nell'uomo giovane, questo secondo me invece poi è già esofago, vedete il cambio di muscolatura e della direzione della muscolatura.
Io cerco a questo punto, seguendo le linee guida anche della SEGES, le ultime del 2015, la dissezione verso sinistra per avere l'apertura anche della membrana frenoesofagea sul pilastro di sinistra per avere una esposizione circonferenziale dell'esofago.
Ok, ce la fai a prendere un po' più in alto Elisabetta qua? Molto bene.
E anche in questo caso cerco di mantenere sul pilastro diaframmatico di sinistra del peritoneo che mi sarà poi molto utile nella iatoplastica per dare robustezza alla chiusura dei pilastri, per non fare la sottura proprio sul muscolo, esclusivamente sul muscolo.
Forse vado un po' avanti, ma per l'aeroplastica pensa di fare una tension free, quindi con un mesh o cosa?
Allora, solitamente quello che io cerco di fare è valutare, una volta finita la dissezione e l'addominalizzazione dell'esofago, valutare la consistenza dei pilastri.
Nel senso che se sono pilastri significativi con una certa robustezza in cui ho del peritoneo al di sopra che mi garantisce una certa tenuta dei miei punti, solitamente non metto la protesi.
Chiudo sempre i pilastri, ma non metto la protesi. Nel caso in cui di persone più o più anziane per problemi di stomaco intratoracico, grosse arniazioni, queste cose qua, in quel caso preferisco, oltre all'aietoplastica, apporre un mesh riassorbibile, però assolutamente riassorbibile.
Non so cosa ne pensi anche tu riguardo l'utilizzo dei mesh per la iatoplastica, ma...
Sì, d'accordo, l'importante è stare lontani dalla parete sovaggea, ovviamente.
Sì, perché negli anni a livello di letteratura sono descritti diversi problemi con mesh non riassorbibili e tutto.
Quindi essendo anche qua una patologia funzionale in un uomo giovane è vero che gli devo garantire di non avere più il reflusso, ma è anche vero che non devo avere sequele di tipo o funzionale o di complicanze all'intervento chirurgico.
Quindi secondo me bisogna sempre avere un equilibrio fra quello che si vuole ottenere e quello che si può rischiare nel fare certe manovre, questa è un po' la filosofia che ho maturato negli anni, all'inizio uno cerca il risultato assoluto a tutti i costi, inizia ovviamente facendo un certo numero di interventi di questo tipo ad avere anche delle complicanze,
Se ti rendi conto dell'importanza di queste complicanze cerchi di trovare secondo me il giusto equilibrio fra risultato e quello che può essere la complicanza poi per i pazienti, soprattutto nei pazienti giovani come questo ragazzo qua di 34 anni.
Mi dà la bipo.
in questa fase dissettiva
ma preferisco essere sicuro
nelle trazioni che faccio
e nei gesti
che vengono eseguiti per mobilizzare
l'esofago
vedete che si tende il nervo vago molto bene
che io lascio
sempre
attaccato all'esofago
c'era
Tom DeMister
lo allontanava
dall'esofago
e faceva passare
la plastica di Nissen
fra esofago e nervo vago
sostenendo che gli dava più stabilità
alla posizione della
valva, all'inizio
anch'io facevo così
poi mi è stato detto
ma e se per caso hai una lesione
del nervo vago posteriore, è vero che
c'è il nervo vago anteriore
è tutto ma anche qua per ridurre
il rischio di lesione
del nervo vago preferisco adesso
invece lasciarlo sull'esofago
e fare passare poi la plastica posteriormente a tutto il comparto esofageo comprendente il nervo valvo posteriore.
Sì, sono d'accordissimo su questo.
Volevo anche chiedere, per quanto riguarda la rotazione postoperatoria, usate come score il VISIC o il GERD score?
Il GERD score usiamo, sì, assolutamente.
È assolutamente più affidabile.
Sì, sì, sì.
Sì, sì. Perché poi anche qua sul discorso del risultato, secondo me il risultato vero da valutare in questi pazienti è poi a dieci anni.
Nel senso che io vedo nella casistica che ho e tutto, comunque fino a 5 anni i risultati sono sempre molto soddisfacenti, i pazienti assolutamente non avrete più reflusso, soddisfatto e tutto.
dal quinto anno in poi
secondo me possono iniziare
effettivamente a ricomparire
dei sintomi
se ci sono delle complicanze
i malati che dopo sette anni non hanno sintomi
hanno uno score ottimale
questi secondo me sono destinati per tutta la vita
poi a stare bene
e non avere più bisogno di alcun tipo di
medicamento
però ho visto che dopo i cinque anni
effettivamente se prima
si dà un 89-90% di soddisfazione
di risultati ottimali, dopo il quinto anno perdiamo secondo me un 10% più o meno di
soddisfazione, questo nella mia esperienza, il che poi non vuol dire che ci sia di nuovo
un reflusso documentato magari a una piatta in pedenziometria, però effettivamente qualche
sintomo, qualche episodio di reflusso in più lo possono avere, questo secondo me è legato
anche al tipo di valva, come viene confezionata. Poi magari discutiamo anche successivamente di questo aspetto qua, sul tipo di valva, come, perché, quanti punti, che lunghezza.
Ho visto la parte iniziale, comunque penso che il paziente sia in antitrendelenburg, giusto?
giusto? Assolutamente sì, anti-trend Ellenburg, vogliamo far vedere la posizione dei trocar
magari un attimo dall'esterno così, che questa è una posizione che io ho sempre mantenuto
e non ho mai modificato negli anni, anche qua a questione di abitudine, secondo me si
potrebbe anche modificare, ma sono abituato così, ed è, allora se riusciamo a far vedere
dall'esterno, si stanno organizzando, allora andiamo avanti ancora un attimo.
Sì, abbiamo la visione esterna. Ora vediamo molto bene tutto il team, le porte e la posizione. Grazie.
Ok, vedete, tengo un attimo solo Viviana, vedete l'accesso centrale questo è sovrambelicale a un terzo di distanza fra ombelico e xifoide, i due accessi della mia pinza con cui lavoro e del caiman che sto utilizzando per la dissezione è l'aiuto che mi sostiene il fegato con la mano destra e mi aiuta dal basso con la mano sinistra nelle trazioni.
Questo, secondo me, è l'apertura dell'angolo del legamento gastrofrenico per ottenere la mobilizzazione completa dell'esofago.
Ecco qua, vedete che cerco comunque sempre di mantenere del peritoneo sul pilastro di sinistra, di non entrare nel pilastro e di rimanere il più possibile fedele al margine del pilastro stesso.
Nelle grosse ernie, paresofagee, questo punto è anche delicato perché c'è tutto il grosso sacco che bisogna addominalizzare dall'oiato. In questo caso invece è una situazione molto più lineare, molto più chiara.
Infatti quelle sono situazioni più caldo che si trovano nei pazienti anziani?
Esatto, lì la situazione è molto più complessa, anche i tessuti sono decisamente meno trofici, c'è meno trofismo rispetto a quello che si ha nei giovani come in questo caso.
ok aspetta un attimo che allunghiamo leggermente ok per non essere poi troppo stretti ok via pure le clip questa è la gestualità che ok a te così facendo adesso ho maggior sicurezza nella trazione nell'addominalizzazione dell'esofago e quindi completo la dissezione dell'accollamento a questo livello
del pilastro diaframmatico di sinistra
avendo sicuramente il vago
caricato
sulla fettuccia
per la calibrazione dell'esofago
userà la bugie o non è necessario?
allora
assolutamente sempre sì
nel senso che
anche lì sono cose
che impari
quando ti formi in certe
anche lì De Mister
lui usava sempre
una bugie
che ha il vantaggio sicuramente di calibrare la plastica
ma secondo me anche nel momento del confezionamento della plastica
di mantenere su un asse corretto l'esofago
in maniera da non dare torsioni sull'asse esofageo
e secondo me dà quel senso di simmetria della plastica
quando si vuole confezionare una plastica assolutamente simmetrica e non twistata, non una twisted nissen.
D'abitudine voi cosa fate? Utilizzate la bougie o no?
Sì, la bougie, sì.
Qua direi che ci siamo nella dissezione laterale, adesso io faccio sempre una prova per capire,
quello che io credo
è che l'esofago sia
questo, qua c'è il
cardias e questo
è stomaco
e la valva andrà confezionata
a questa altezza, quindi
bisogna addominalizzare ancora di più
l'esofago, sei d'accordo?
accetto qualsiasi commento
no no, d'accordissimo
perché anzi io apprezzo
se hai delle osservazioni da fare
sì sì, siamo qui apposta
comunque per ora tutto
Tutto procede ok.
Sposto un po' verso di te, no dall'altra, dall'altra, grazie.
Vedete la pleura di destra che la spostiamo e cerchiamo una addominalizzazione completa dell'esofago.
Questo è il tessuto pare-esofageo che poi nella linfectomia esofagea inferiore per il tumore dell'esofago,
del cardias, si fa sempre.
Ok. Invece in questo caso stiamo su un piano vascolare di accollamento dell'esofago all'interno del suo mediastino posteriore.
Ok. Vieni giù adesso. Dissecchiamo anteriormente.
Devo dire che le immagini sono molto chiare.
Mi fa piacere, mi fa piacere perché quello che io ritengo è che per fare questo tipo di chirurgia e per ottenere un buon risultato bisogna avere molto molto chiaro l'anatomia e quello che si sta facendo perché errori se ne possono commettere e appunto come dicevo prima in un paziente giovane avere delle complicanze su questo tipo di intervento è sempre un grosso problema.
Allora facciamo ancora prima di sentenziare, l'altra cosa che io faccio sempre in ogni caso è la sezione dei vasi gastrici brevi.
Lo so che in questi anni la cosa è discussa, però secondo me se si vuole ottenere veramente la simbetria di plastica della Nissan, poter affacciare parete anteriore con parete anteriore e posteriore del fondo gastrico, se non si fanno i vasi gastrici brevi non si può ottenere.
non si può ottenere
penso che sia giustissimo
quanto ha scelito
anche perché per avere una perfetta
floppy nissen è proprio quello
che bisogna fare, quindi avere un buon fondo
gastrico da fare da valva
esatto, poi
appunto
tantissimi amici che non la fanno
e che sostengono
di avere lo stato lo stesso
di non aumentare la disfagia
sono d'accordo
E' un discorso secondo me proprio un po' di impostazione e di come si vuole ottenere la plastica di Nissan e se si vuole ottenere, come dicevi giustamente, floppy, simmetrica di un certo modo bisogna fare la dissezione dei vasi gastrici brevi, io credo, che comporta qualche rischio perché poi ogni tanto può essere complessa anche rispetto alla milza, soprattutto il primo vaso gastrico breve può essere molto corto, molto adeso alla milza.
Quindi è difficile magari poi da preparare in maniera corretta.
A proposito di questo, non so se è il caso di parlare, ma per quanto riguarda le regne
a parasofagia, anche quelle giganti dell'anziano, dove c'è un fattore di conversione del 4-5%,
invece in questi casi più lineari, di un giovane, quindi negli anni di atale, tipo 1,
il fattore di conversione è praticamente nullo?
Non ho capito, scusa.
la conversione
sì certo conversione
dalla classica open
direi che
come dice la mia collaboratrice
per scaramanzia
magari non ti rispondo però
posso dire che negli ultimi
anni
la percentuale di conversione
direi che
diciamo che è molto bassa
eccola
ma questo è il bello della diretta
però io cerco di essere sempre ottimista
nel vedere le cose
e posso dirti meglio questo che non
quello il primo verso la milza
che è molto più difficile da riprendere
anche in questi casi il controllo
direi che è istantaneo
mi dà solo un attimo un aspiratore
che togliamo un po' di sangue
questo vuole far capire
quello che può accadere
non è tutto esattamente così facile
quindi è normale poi
strategicamente dominare
un evento del genere
esatto
anche quando si parlava appunto
della conversione
la conversione
è legata molto anche
alla possibilità di gestire
il sanguinamento
cioè in azioni effettivamente non è necessario convertire, mi da una garzina che puliamo bene, adesso ci puliamo bene il campo e torniamo in una situazione ideale, piano, c'è qualcosa ancora che sanguina, dove? Ho visto, mi da caiman, dovrebbe essere qua no?
tieni sul ciclo questo
tira su bene
facciamo ancora un po' di mostesili
va bene
adesso raggiungiamo la mobilizzazione completa
del fondo gastrico e poi diamo ancora
una pulita per
secondo me qua c'è ancora qualcosina
mi da l'aspiratore un attimo
vedete la vicinanza con la milza
è quello che dicevo
che molte volte può non essere così facile fare questa parte di dissezione, mi dà il
Ok, adesso controlliamo che tutto sia a posto.
Stiamo un attimo di fermo ancora.
Ok, vai.
Benissimo.
C'è qualcosa che probabilmente si è accumulato qua sopra.
Allora, adesso molto delicatamente, ma lo facciamo magari dopo poi.
Ok, va bene.
Lascio pure andare giù il grassetto adesso.
Ok.
E riprendiamo la cosa qua.
Togliamo via la garzina e la pinza.
ok, l'aspirare per togliere
questo po' di schifezza che è rimasta
va bene, tira pure su
adesso, benissimo
aspiratore
vediamo come passa la valva
tira un po' più giù
ok, si, va bene
ok, quindi la mobilizzazione
è buona, ma c'è ancora
qualcosina che sanguina
allora, aspiratore
in una situazione ottimale, vediamo l'esofago quanto viene giù, direi che ci siamo, ok,
adesso quello che, c'è ancora qualcosina da rivedere di là, prima di fare l'aiutoplastica
per verificare un attimo la tenuta dei pilastri diaframmatici anche.
Anche qua per abitudine ho mantenuto un nodo extracorporeo di Raider
che poi raddoppio internamente in maniera da essere sicuro che il nodo scorsoio sia fissato correttamente.
Adesso chiedo all'anestesista di fare un CC di curaro al malato, togliere il sondino e far passare la bugie.
tra l'altro già che ci siamo
voglio ringraziare
per la collaborazione
la nuova primaria di anestesia
che abbiamo qui a Mondovic
la dottoressa Ilaria Blangetti
che è molto collaborante
in tutte le iniziative che abbiamo
all'aspiratore
ok
vai pure
scendi giù molto delicatamente
se hai ostacoli ti fermi
ok, benissimo
vieni pure
oppure vieni piano, molla un po' Elisabetta, vai, ok, sei in stomaco, benissimo, sto, aspiratore, voi vedete, c'è ancora qualcosina che sangue ma non capisco se da sopra, perché se sto così non succede niente, è da qua sopra, poi da rivedere poi, ok, mi da il punto ancora, e a questo punto lo do a questa altezza calibrato al di sotto della sonda, ok,
Sì, sì, stiamo seguendo tutto, solo che abbiamo tanti schermi da seguire contemporaneamente,
abbiamo seguito tutto perfettamente e quindi complimenti per la freddezza, è quello che ci vuole comunque.
In questi casi secondo me è fondamentale, c'è ancora un po' di amostasi da fare io credo,
adesso poi la facciamo
la completiamo
però volevo riuscire a fare
la iatoplastica e poi
non è un sanguinamento pazzesco
non ho capito bene come
è successo ma fa parte
del gioco anche questo
ok c'è ancora
ok forbice
ok aspiratore un attimo
buona come tenuta
Bipo, tiratore
E poi facciamo passare la valva
Adesso chiederò all'anestesista
Di venire un po' indietro con la sonda
Recupero la valva
Faccio passare la valva
E a questo punto
Rifaccio scendere la sonda
Calibrante per confezionare
Ok
Che dimensione ha la sonda professore?
Come scusa?
Che dimensione ha la sonda, la bugie?
Allora, sono 17 inches, 17x3, 7x3, 21, sono circa 4 centimetri, scusa, 17, 34, 51, quant'è?
c'è il diametro
2 cm 21
infatti è un 16
16 per 3
che è effettivamente il diametro
di solito The Mister usava
delle bugie da 60
che però erano effettivamente
molto grandi, questa sembra molto grande
ma in realtà
è anche l'illusione un po'
dell'ottica
della telecamera che ingrandisce molto
ok, sei andata un po' indietro
vai un po' indietro
Vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, ok, ancora un po', vedete che passa giusto, giusto nell'aieto plastica, quindi va bene, stop un attimo lì, ok, allora, il discorso è fondo gastrico, lo facciamo girare, in cui parete anteriore e parete anteriore si affacciano da costruirci poi l'anisse.
Vedete che adesso facciamo ripassare un attimo la sonda giù, questa è la direzione che io voglio, sonda, vai, ancora un po', ancora un po', ancora un po', stop, ok, e la valva deve rimanere in sede con la sonda, perfetto.
Vediamo se anche di qua abbassati un po', Elisabetta, appiattisci.
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