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36° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE 22° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA II Sessione Applicare gli elementi base di HTA alle valutazioni di Sala Operatoria Moderatori: V. Signoriello – S. Naclerio – F. Medas Dibattito: La Sanità oggi: fare meglio e fare di più è possibile? Moderatori: V. Signoriello – S. Naclerio Partecipano: P. Freda, P. Ribetto, C. Bugin, F. Matteotti, F. Medas, C. Buttarelli.
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Direttamente ti invitiamo insieme a Paolo Ribetto, anche a Carla, abbiamo anche già in diretta la dottoressa Paola.
Allora, innanzitutto chiedo a voi se avete qualche curiosità da porre ai nostri relatori.
Vi ha stimolato un po' il fatto dell'ultima relazione, proprio su questa differenza che c'è tra il monouso e l'utilizzabile?
Io vi dico questo, per questioni professionali io coordino sia una centrale di sterilizzazione che un blocco operatorio, quindi so cosa vuol dire essere centrali sia come incarico di funzione che come professionista in questo raccordo.
Però vi racconto questo, vediamo se riesco a stimolare anche voi. C'è qualcuno di voi per alzate di mano che utilizza i camici riutilizzabili in sala? Allora, è una percentuale abbastanza bassa vedo. E le persone che lo utilizzano, a vostro parere, si trovano a livello ergonomico meglio o peggio rispetto al monouso?
mi piacerebbe rispondere
però quando sono arrivato nella mia realtà
ho visto già utilizzare il pluriuso
utilizzano teleria in gore
ok, non avete
no, ci sono i camici monouso
ma sono disponibili solo
per due chirurghi perché vogliono usare quelli
ecco, questo è un problema di HTA
è qui, capito
questo sì
perché non si riesce
ad incentivare
l'utilizzo
io lavoro meglio con quello monouso
e qual è secondo te la problematica
perché pensano che sia meglio
lavorare col monouso
perché poi alla fine il dibattito è questo
perché secondo te
perché si ha una preferenza
verso il monouso
e non verso il pluriuso
qua parliamo di camici
quindi qualcosa che ergonomicamente indossano
secondo me
perché intanto il peso
cambia
o trovano difficoltà nella manualità dei gesti che si ritrovano a fare sul campo
perché i due che usano il monouso sono tutti e due di chirurgia endovascolare
io dico questo per chiudere la...
no no no non sono impermeabile perché questa cosa era la prima cosa che pensavo anch'io
come quelli...
no no non sono quelli lì
C'è stato nella nostra realtà al Brozu un problema di sicurezza, cioè il camice venuso rinforzato,
gli interventi come il prelevo d'organo ad esempio, dove ci si può fondamentalmente bagnare,
ti evita che ovviamente possa esserci una trasmissione di liquidi, con quelli invece pluriuso,
ecco questo qualche volta è capitato e quindi sono stati un po' scartati a prescindere,
seppur in ottica green
il Brozo come tutta la Sardegna
utilizzi per la maggior parte
questi dispositivi
allora io vi dico
nella mia realtà
stiamo molto green su questo aspetto
ma quando ci sono interventi di caratura
tipo prelevo d'organo
usiamo quelli monouso
quindi c'è più un'ibridazione
come integrazione di queste tecnologie
però per la maggior parte
usiamo quelli pluriuso
e quindi siamo su quest'ottica
Fede, mi aggancio anche a quello che ha detto la collega Chiara
adesso hai menzionato i camici
rispettivamente allo strumentario
o a un dispositivo
l'elefant, l'aspiratore, l'aparoscopico
prima esisteva quello poliuso
poi dopo è arrivato il monouso
quindi adesso come facciamo
a convincere i chirurghi
a ritornare ad utilizzare quella roba lì
cosa mi stai dando ma cos'è sta roba
è difficile
con tutta la tecnologia
che sono abituati adesso ad utilizzare
è veramente
un problema
o
non ordiniamo più
il materiale monouso e diciamo
se dovete operare però c'è di mezzo una direzione
ma è un'impronta
che dal punto di vista chirurgico è difficile.
Sì, mi permetto di dire questo, come è stato detto anche in precedenza, la scelta dovrebbe
essere condivisa e dovrebbe essere multiprofessionale, perché? Perché bisogna anche entrare nell'ottica
di capire con i medici, quindi fare una riunione, un incontro nel quale si può decidere.
Ci sono determinati interventi in cui io mi posso anche esporre e aprire un riutilizzabile, ci sono interventi nei quali io mi rendo conto che la performance di un monouso può essere maggiore e preferisco il monouso,
Perché l'aspiratore, ad esempio, pluriuso, adesso riutilizzabile, che ci sono in commercio,
poi forse potrei non risultare aggiornata in tal senso, quindi correggetemi,
la caduta dell'acqua può essere a pressione, ma ci sono degli aspiratori monouso che hanno proprio una pompa
che eroga una forza pressoria dell'acqua indicata, preorganizzata.
Per cui anche lì dobbiamo capire perché la scelta di una cosa piuttosto di un'altra,
però io vedo che ci sia proprio la necessità di creare delle condivisioni con gli specialisti che vanno ad utilizzare il prodotto
e trovare dei punti di forza, dei punti di difficoltà e trovare diciamo una quadra
e cominciare a fare anche a opzionare questo sì, questo no, su questo intervento sì, su questo no
poi chiaramente l'intervento risulta per una clinica essere più complicato, si può sempre cambiare
però ecco, diciamo
la necessità forse di procedurare
portando attenzione
anche a quello che è
il costo e la migliore
gestione del materiale
voglio aggiungere una cosa
sicuramente può essere
molto utile ricordarsi
un fatto che
come giustamente diceva Chiara
le cose devono essere condivise
nel senso che quando si decide di andare in una
direzione ci deve essere
essere una condivisione di idee e di intenti, però noi sappiamo bene a cosa ci riferiamo,
alla preferenza senza un fondamento scientifico. È chiaro che io come risolvevo queste questioni
e come le risolvo tutt'ora, perché io non coordino più il blocco operatorio, ma lavoro
in blocco operatorio, quando mi viene fuori un'esternazione del genere e non mi trovo,
io chiedo qual è il fondamento scientifico
qual è la ragione
perché se è solo un vezzo personale
io poi gli ricordo
qua siamo in una struttura pubblica
non è né casa mia né casa tua
non mi trovo, lo puoi dire a casa tua
o quando scegli il ristorante
per andare a mangiare, lì mi trovo, là non mi trovo
però se tu mi dai un fondamento
scientifico, allora
ti posso dare ragione e cerchiamo insieme
una soluzione, ma se ti dico che
l'azienda ci dà questo dispositivo
tu per il momento
se non mi sai dare una motivazione
scientifica lo accetti
e stai zitto, punto
perché capiamo
nel senso che stiamo parlando che
l'azienda ci fornisce questo dispositivo
qua, no?
Eh ma la stessa cosa, là non c'è l'azienda
c'è un padrone, c'è un imprenditore
ma ho capito
però nel momento in cui
sì sì perché se mi viene a dare
una motivazione scientifica su un dispositivo
scadente, io sono d'accordo con te
cerco insieme una soluzione, però non può essere
solo il lamentarsi semplicemente
perché magari
il camice pesa
50 grammi in meno
però poi alla fine lo sai qual è la risposta
giustamente le mani ce le mette
lui o lei, quindi il chirurgo
quindi ritengo anche che sia
giusto che si lavori
in comodità, in sicurezza
e con un presidio che sia
idoneo, perché? Perché ognuno
di noi ha delle competenze
e ha delle abilità, delle preferenze e siccome poi in realtà alla fine è il chirurgo che fa l'atto
e noi siamo ovviamente al corollario che non vuol dire che non essere importante
vuol dire conoscere profondamente quello che si sta utilizzando
quindi fino a un certo punto secondo me si può dire se non ti piace ma così ci viene in qualche modo ordinato
Quindi il chirurgo può benissimo dire che è vero che questo ci comprano, però non mi trovo, non mi piace, perché quante volte vengono gli specialist in sala, proviamo i trocar, proviamo vari manipoli, effettivamente si vede la differenza tra un manipolo e un altro.
Adesso ci sono tante case cinesi e si vede che non coagulano, non tagliano, non cauterizzano come quello che siamo abituati ad utilizzare.
Quindi questa variabilità è importante.
Per quanto riguarda il discorso che stavamo facendo prima, noi siamo una piccola realtà,
quindi sicuramente la comunicazione è un pochino più semplice che non in una grande struttura.
A noi capita di sentirci telefonicamente nei giorni precedenti di particolari interventi
e decidere e concordare che cosa utilizzare o non utilizzare, se l'elephant monouso piuttosto che il pluriuso,
capire quanto magari è l'addome del paziente e consigliare anche, non è che non veniamo proprio ascoltati,
però certo alla fine è lui che decide, comunque ci tiene in considerazione, è ovvio, c'è sempre una comunicazione preventiva.
però non ho fatto una precisazione
noi parliamo di equità di accesso
nel senso che il dispositivo è giusto per il giusto caso
è chiaro che
se il chirurgo
ti chiede di utilizzare
gli ultrasuoni per
un intervento in cui
tu sai benissimo che dal punto di vista scientifico
non c'è bisogno, gli chiedi motivazione
perché magari lo fai riflettere
perché a me è capitato un miliardo di volte
di far riflettere
noi al contrario perché siamo una struttura
è piccola, privata, convenzionata
quindi il chirurgo si fa i suoi conti
lo sa meglio di noi e meglio
della proprietà quanto costa
ed è sempre lui che dice no, questo no
perché costa troppo, questo sì, questo no
cerchiamo le differenze
quindi sicuramente
è un ragionamento diverso
magari si deve usare un dialogo diverso
però comunque in qualche modo
se noi vogliamo arrivare
a portare avanti questi ragionamenti
di ottimizzazione delle risorse
di green eccetera eccetera
naturalmente noi
se ci rendiamo conto che ci troviamo di fronte
è una discrepanza importante
e abbiamo le competenze
e le conoscenze per riconoscere quella discrepanza
non dobbiamo
necessariamente stare zitti solo perché
è lui che ci mette le mani
questo assolutamente
se non con fare critico, un confronto
come mai, qual è il razionale scientifico
che tu
hai cambiato una linea guida, non lo so
sai, così con il garbo giusto
non lo porti a ragionare
Nel momento in cui magari poi ti trovi di fronte alla semplice scelta personale come vezzo, è chiaro che poi lì mettiamo i puntini sulle i.
Secondo me gli esempi fatti, mi permetto della mia opinione, non sono esattamente calzanti, cioè chi sono io per decidere se il sistema di lavaggio che deve usare è monouso o poliuso?
Io faccio una valutazione più ampia, più economicamente generale, io non mi accanirei sul sistema di lavaggio, personalmente io l'ho fatto, ma lo dico perché ho scelto il sistema di lavaggio aspirazione laparoscopico monouso,
quindi classico con lo spremisacca, perché ho motivato che non mi fidavo, non avevo una lava ferri, una lava strumenti, con un carrello laparoscopico.
Io lì dentro, se entra del sangue, scovolino alla cieca. Io che cavolo ne so se viene pulito o no, come lo vedo.
Allora, piuttosto che spendere per altre cose, ho fatto la scelta, che a me, di avere l'elettrobistoli monopolare con i due tasti monouso.
Non me ne fregava una mazza, volevo tracciarlo e dopo 50 usi lo butto e lo ricondiziono e la punta che sia il terminale lungo, corto e poliuso e quindi quando si usura lo cambio, piuttosto di avere quel dispositivo monouso.
economicamente cosa mi cambiava mi cambiava tanto tra buttare un elettrobistoli tutte le volte e
ricondizionarlo cioè dico io non sono d'accordo abbiamo la colonna la paroscopica col sistema di
pompa sì ma poi al fondo c'è una canola di metallo che non sono sicuro se viene pulita
non ci vedo dentro non lo so allora detto questo per comprare quel circuito che non costava tanto
scuso capiamoci perché un pezzettino di pompa di gomma non costava tanto meno, preferisco piuttosto shiftare per l'elettrobistro ma perché? Perché guardo sul globale dei volumi di spesa del mio blocco operatorio, per cui io non mi metterei a fare una discussione di questo genere, è come quando il chirurgo è venuto a dirmi che voleva un Ioncower, me la fa vedere?
nyan cower di metallo cioè ci abbiamo lei and cower in vascolare punta fine punta grande vogliano
tornare indietro a quella di metallo ma solo scorda ma solo scorda che io mi metto a scovolinare una
yan cava cioè alla stessa medesima forma ma neanche che voglio che me lo giustifichi ma non esiste
neanche cosa ci devi fare ci devi far leva ci devi scollare qual è il problema ma non se esiste
proprio, poi se tu mi dici
in altre specialità
io lavoro nel monospecialistico
voglio la punta, bottone
e allora nel monouso
non la trovo, posso capire
ma diversamente, Ion Cowher
standard, ma non c'è col cavolo che te la
compro poliuso, perché
veramente fare un passo indietro
allora, secondo me
come dico, bisogna fare delle valutazioni
molto più ampie, nel mio caso mi dice
volevano uno strumento di sintesi
evito di dire il nome, per
per l'aneurisma, mi ingegno, scrivo, perché poi se devo far scrivere al chirurgo non l'avremo mai,
a un certo punto entro in sala e aspetto, lo guardo e ho detto, e tu su tutto questo intervento hai dato due colpi?
Cioè abbiamo aperto X per due colpi? Ma io te li do a te due colpi, cioè mi aspetto che lo usi in un certo modo,
Io arrivavo dalla chirurgia generale, lo usavo un X per dare due colpi sulla neurisma, per fare una disidratazione, mi apri uno strumento di sintesi, ma tu sei matto? Io voglio, perfetto, quando poi vuoi la barba è struttura, gli dico beh allora i soldi non li ho perché te li ho già spesi per il strumento di sintesi che costa molto di più, perché poi i ragionamenti a cui portarli sono questi.
Allora, anche lì non mi accanisco troppo sul camice monouso poliuso, sì, anch'io ho delle riserve personali, ma perché in passato l'usura di questo camice poliuso, se non c'ha il buco, come la determino? Come la so quando il chirurgo si bagna?
cioè sono certo
di che cosa la dita
io preferisco sul camice per esempio
il monouso, però
secondo me le valutazioni devono essere proprio
un po' più ampie, se vogliamo fare
una vera valutazione economica
non sul singolo
cioè nel senso proprio del discorso di prima
di zappare nell'orto piccolo
zappiamo sui migliaia di euro che spendiamo
all'anno e allora vediamo
cosa ha senso spostare
le cose, perché secondo me non ha
senso fare una guerra per tutto
Grazie Paolo, sono più che d'accordo e volevo solo dire anche che quanto è importante in questa valutazione così ampia anche pensare a una discussione comune con i chirurghi per fare anche delle standardizzazioni ben strutturate degli interventi.
sapere ad esempio che per il colon
e la microelectomia destra uso l'elephant
mentre magari per un tipo di intervento
non lo apro neanche
questo può essere uno strumento organizzativo
che può usare il coordinatore
multidisciplinare con i chirurghi anestesisti
per comporre anche dei kit
molto standard e quindi capire
usare sì, no, monuso sì, monuso no
ci sono altre domande?
ne ha una?
prego presidente
e poi così ci avviamo
sì, sì, no no
No, io volevo solo condividere un percorso che ho attivato se magari vi interessa, perché si è parlato di Acatiano, si è parlato di coinvolgimento, che noi siamo una parte importante nella valutazione di una macchina, di uno strumento.
E parlo non proprio anche dei prodotti che ci arrivano da gare regionali che non è che possiamo fare più di tanto ma possiamo fare dopo una volta che ci arrivano nella valutazione ma soprattutto anche quando abbiamo bisogno di qualche attrezzatura, di qualche macchinario e facciamo le prove con le aziende.
vi succederà anche a tutti voi
a volte in un arco di un anno
facciamo molte prove
dallo scaldino per le coperte termiche
alla macchina
per il riempimento dei pezzi anatomici
della formalina
in ginecologia
un determinato macchinario
insomma una tecnologia
io ho adottato questo sistema
da quest'anno
ho iniziato da quest'anno
e per adesso funziona
Sapete che ogni fine anno dobbiamo, diciamo i coordinatori soprattutto, ma parlano per tutti insomma,
dobbiamo formulare dei percorsi formativi, aziendali.
Allora io cosa ho fatto l'anno scorso?
Per coinvolgere anche tutto il personale nella scelta dei prodotti,
perché poi dopo dipende anche dalla grandezza della sala operatoria, di quante sale abbiamo, dell'organizzazione e tutto,
però parto dal presupposto di coinvolgere tutti i colleghi nella scelta del prodotto
e nel poter decidere, nel poter mettere la propria voce su come hanno ritenuto quel determinato prodotto, perché è fondamentale il coinvolgimento.
E allora ho attivato un 30 ore all'ufficio formazione dedicate alla valutazione delle attrezzature, alla valutazione dei nuovi device, messo in modo che sia un percorso di studio, di riunioni, di condivisione con lo specialist della macchina che arriva, una prima riunione,
poi dopo c'è la prova del personale di quella macchina, una scheda di valutazione che la ditta dà per quella macchina e poi dopo un verbale, un'altra riunione conclusiva, un mese di tempo, dopo ci si dà un mese, sapete che ci si dà una fase di tempo,
o un tot di monouso da utilizzare per poter poi dopo dare una valutazione, una riunione conclusiva tra di noi, tra la specialità o più specialità, se è trasversale o più specialità, con la quale il verbale con tutte le schede di valutazione va o all'ingegneria clinica o alla direzione sanitaria.
E' un percorso accreditato, tutti quanti gli infermieri che provano hanno i crediti formativi perché abbiamo il monteore di 30 ore, poi dopo fatevi voi il conto più o meno di quante macchine, poi dopo io ci faccio stare dentro anche le riunioni ogni mese, le accredito, oppure faccio la formazione nei assunti.
è giusto che prendano i crediti, hanno capito, fanno formazione, si stanno formando per fuori town, ha funzionato perché c'è stato un coinvolgimento da parte di tutto quanto il personale e per di più si è proprio coinvolto nella prova con uno strumento di valutazione e alla fine hanno anche i crediti formativi.
Cioè questo è un consiglio che vi do a me, ha funzionato, non vedo perché non debba funzionare anche a voi, per coinvolgere e portare a tremere un percorso di HTA interno alla propria sala operatoria.
Ecco, provate che funziona.
Quindi adesso concludiamo la sessione e io innanzitutto vi ringrazio per avermi dato l'opportunità di stare con voi, questi congressi sono sempre un momento di confronto e di crescita, anche in questa occasione mi sento di lanciare una provocazione.
Chi ci sta in sala ed è coordinatore dal 2006 almeno? Almeno dal 2006 ad oggi. Quanto è cambiato il contesto assistenziale ospedaliero in generale e quanto sono cambiate le sale operatorie?
Ci sono delle sale operatorie che per complessità potrebbero essere paragonate a delle portaerei, quindi è secondo voi ancora sufficiente avere solo il master di coordinamento e tre anni di esperienza nel profilo per accedere al ruolo di coordinatore di blocco operatorio?
No, perché tante volte ci sono delle realtà dove tu non puoi scegliere, vinci il concorso interno, ti assegnano, e là si tratta anche di prendere il collega e lanciarlo in una situazione molto pericolosa per se stesso innanzitutto.
quindi è chiaro che c'è da riflettere
secondo voi
per oggi, per quelle che sono le complessità
qua stiamo parlando di conoscenza di
sistemi manageriali anche abbastanza
complessi, è abbastanza
penso che
no, no, ok, volevo sapere
non è che uno nasce coordinatore
cioè io ho fatto 17 anni prima di strumentista
e poi sono nata coordinatrice per cui
consiglio a tutti chi è coordinatore
di sala operatoria, se non è strumentista
è difficile andare avanti
perché una base la deve avere
E non riesci a metterti anche nella condizione, io lavoro al Bambin Gesù, è un ospedale pediatrico, però ho fatto 30 anni di sala operatoria, adesso per fortuna sono riuscita a uscire, ma mi hanno dato la diologia interventista che non so se è meglio o peggio perché poi alla fine interventi forse sono anche di più.
Però ho detto comunque sia la base e la forma mentis se ce l'abbiamo perché poi vedo colleghe che venivano da una terapia intensiva o dal reparto di chirurgia che le hanno trasferite, messe là, chiaramente hanno una forma mentis che non ce l'hanno e vengono ancora da me a chiedermi Tiziana ma tu ti ricordi quello che si faceva?
perché vedo che non c'è capacità
non c'hai le basi
questo è quello che io propongo
la mia preoccupazione
non è relativa alle competenze
che si possono acquisire
con l'esercizio della professione
ci sono delle competenze come
i principi di valutazione del costo di ammortamento
annuo di un dispositivo
di un'apparecchiatura
oggi abbiamo parlato di una cosa molto complessa
di health technology assessment
non è una sciocchezza
Quindi è chiaro che un coordinatore, anche il processo che ha avviato il Presidente nella sua realtà richiede delle competenze importanti, quindi io stavo estremizzando il concetto perché oggi per diventare coordinatore nel pubblico hai bisogno di un master di primo livello in funzione di coordinamento per le professioni sanitarie e tre anni di esperienza nel pubblico.
ho lasciato una provocazione
una domanda, secondo voi bastano per coordinare
un blocco operatorio, anche il più semplice
non bastano
quindi dobbiamo riflettere su tante cose
poi vi mando via
io faccio il coordinatore dal
2006
ma sono dal 1985 che faccio
l'infermiera quindi insomma
non è che sono proprio appena nata
nasco nel Polichinico Gemelli tra l'altro
matura, sì
nel Polichinico Gemelli per cui insomma
ho fatto anche altre, ho fatto tanta rianimazione
ho fatto tanta terapia intensiva a neonatale, pronto soccorso, poi sono capitata a Parma dove mi hanno inserito nel blocco operatorio dove io non avevo mai lavorato.
Però io devo essere sincera, è vero l'esperienza fa, ma io mi sono messa intanto a disposizione dei miei infermieri e li considero ancora la mia equipe e loro lo sanno, sono quelli che nemmeno dico stupidaggini.
è vero però io
ho fatto anche responsabilità essenziale
ma questo forse conta un po'
ma non tantissimo
però aver avuto il contatto tanto con la direzione
mi ha aperto anche verso
altri tipi di ambienti
e questo ci sta
però in effetti non aver mai strumentato
che poi in realtà con loro ho strumentato
perché per capire
mi sono messa a strumentare con loro
per capire i loro disagi
perché altrimenti non avrei potuto
ma l'ho fatto per due o tre volte
molte volte mi sono messa a strumentare tutti gli interventi, però nella realtà la capacità forse deve essere quella analitica da parte proprio di un coordinamento fatto con la testa,
cioè non serve tanta l'esperienza fisica sul tavolo operatorio, ti devi affidare ai tuoi infermieri, ascoltare, ma ascoltare tutto e osservare,
quella poi è una capacità che deve essere del coordinatore
per antanomasia
no, della persona che si mette a fare
il coordinatore, che crede
nella formazione e si mette
a favore della formazione ma non solo per
se stessa, per tutti i suoi
infermieri, ma io mi affido a loro
cioè essere proprio a fare prima
l'esperienza in sala operatoria e poi il coordinatore di sala operatoria
non credo che sia
proprio la regola, ecco tutto qua
secondo me
secondo la mia esperienza
Tu non puoi far parte del gruppo di lavoro perché altrimenti diventi uno come tutti gli altri, deve avere sempre un aspetto diverso, io sono stata scelta non per concorso,
mi sono sbattuta cinque anni di facente di funzione che per gli infermieri non esiste ma intanto firmavo perché ero in quel ruolo, finalmente poi c'è stata la famosa sanatoria del direttore generale e sono andata a contratto e quindi continuo, in totale sono 15 anni.
Come ha detto lei, io ho avuto l'infermiera più anziana della sala operatoria, anche se lei non era anziana da andare subito in pensione perché poi ha lavorato altri dieci anni, che mi ha guidato a capire determinate cose.
E solo quando io ho capito che c'erano delle difficoltà ho chiesto ragazzi siamo in un momento critico a livello di personale forse sarebbe il caso che io impari a fare il cesario.
E la collega mi ha detto come? Tutti quelli che sono arrivati li hai tutti allocati, li hai tutti affiancati, li hai tutti guidati da fuori? Gli ho detto sì ma una cosa è guidare da fuori e dire fai questo, fai quello, prendi quello, passa quello, conta le pezze, fai quell'altro.
E una cosa è farli tu, sul campo, ad aspirare, asciugare, passare la pezza, passare la forbice nel momento giusto, la pinza, la clemere, il reper, quello che serve, il filo e quant'altro.
Lì, devo dire la verità, forse averlo fatto dall'esterno per tanti anni non ho avuto difficoltà.
devi saper capire quando è il momento
di entrare nel sistema
perché altrimenti diventi uno
come gli altri e perdi tutto
quello che teoricamente dovresti
avere, che poi non è detto
che tu coordinatore
sei il leader della squadra
della sala operatoria
non è detto, che sai
a volte ci sono
dei leader
che sono quelli che poi cercano
di fare il sabotaggio al
coordinatore se non si è leader basta essere l'infermiere dei propri infermieri
coordinamento poi scivola da solo fatto questo non era un appunto era un modo
come basta prendere in carico i propri infermieri vediamo la sessione andiamo a
pranzo ci vediamo le sette dopo
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