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34° Congresso Chirurgia dell'Apparato Digerente, anno 2023 20° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA 2° Sessione Innovazione & Tecnologia Moderatori: Gian Paolo Zanchi (Lombardia) - Laura Maiuolo (Calabria) Gli Esperti rispondono Chiusura lavori
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Grazie perché questa cosa mi ha permesso un pochettino, se siete d'accordo, di chiudere la giornata, si è parlato di costi, di sostenibilità, tutti argomenti che devono essere tenuti ben presenti e questo mi ha permesso appunto di fare una sintesi se vi trovate d'accordo per la chiusa della giornata.
Detto questo, naturalmente arriva il momento del dibattito e io mi auguro che qualche domanda i relatori la facciate.
Rompo il ghiaccio.
Formazione in chirurgia robotica.
Al di là delle esperienze dalle quali proviene, quindi la faccio al collega di Cagliari, a te Carla, ma anche alla collega del Catinara,
al di là delle esperienze che fanno la differenza in un percorso formativo,
è chiaro che nel momento in cui ho abilità provengo da un altro istituto, quindi ho già delle competenze che posso spendere, quindi accorcio il percorso formativo.
Quanto tempo è richiesto per che un infermiere che approccia la chirurgia robotica possa camminare con le proprie gambe?
Se è una domanda a tutti, rispondete se volete.
dal mio punto di vista dovrebbe essere
quantitativo, non qualitativo
cioè non il tempo
ma il numero di interventi
perché in sei mesi mi può capitare
di finire in sala di chirurgia robotica tre volte
in queste tre volte vedo sempre lo stesso intervento
per cui ho una formazione di sei mesi
in chirurgia robotica, vuole dire
tre interventi
se invece dico ho 50 casi
in curriculum
è un discorso un po' diverso
quindi quantità di interventi
Per noi anche perché io nella mia formazione non ho mai fatto la paroscopia, noi non facciamo la paroscopia o open o endoscopia o robotica, non viene eseguita forse un intervento ogni tanto nella paroscopia 3D.
Quindi la nostra formazione è fai tot prostate, quando il collega che ti forma decide che sei pronto fai autonomamente, uguale per i reni.
Il mio caso è comunque di una sala dove si fa solo chirurgia robotica e quindi facciamo prevalentemente urologia
e nel giro di un mese una persona ha già visto tanti interventi di conseguenza
e può essere autonoma dal punto di vista dell'urologia
mentre per la toracica che ne facciamo due sedute al mese le tempistiche saranno più lunghe
però concordo sul discorso di quantità perché comunque è proprio necessario capire come funziona l'intervento
allora come funziona il robot lo si impara nel giro di una settimana
ma le criticità dell'intervento sì, anche secondo me c'è il discorso proprio di quantità di interventi
La relazione uomo-macchina, al di là del fatto che la quantità, come in tutte le cose, il nostro lavoro è fatto con le mani, più fai e più, quindi sicuramente è una risposta che posso comprendere, ma quali problemi pone la macchina, come interagisce l'infermiere con la macchina, se pone tanti problemi, se questa cosa è risolvibile in un mese ho capito tutto,
perché quando tu devi rispondere
una macchina non funziona
e comincia a diventare il panico
è una domanda da ignorante
no nel senso che
io dico sempre
alle colleghe quando le affianco
che io posso anche spiegarti tutti gli errori
che possono capitare ma l'importante
è capire quando c'è l'errore giallo
se del singolo braccio c'è una
metodica, c'è una codifica
quando invece di tutto
il robot allora può evolvere
in appunto
in errore non recuperabile
e allora bisogna fermare l'attività
e spiego la sequenza
in realtà è più importante
che abbiano l'idea di dove andare a recuperare
la sequenza che non ricordarsi
questa roba
nel senso che comunque
è capitato anche che si bloccasse
il robot perché è andata via la corrente
e praticamente il sistema era collegato
ad una spina che nessuno sapeva
non essere collegata all'elettrogeno
un pezzettino di plastica e uno non capisce
no però quell'unica spina non era
Era collegato al gruppo elettrogeno, quindi non è partita, si è bloccato il robot, abbiamo dovuto spegnere tutto, ripartire, abbiamo scollegato, perché le abbiamo provate tutte, perché non si riaccendeva e quindi abbiamo anche staccato le spine, cambiato le spine, abbiamo scoperto che quella era l'unica della sala, infatti non la usiamo più per collegare il robot, però appunto in quel momento lì io dirigevo, fate così, fate così, fate così, le altre hanno tutte obbedito e poi abbiamo scritto fisicamente che cosa...
Esistono competenze ma non succedono le cose.
Sì, fondamentalmente sì perché per fortuna ne succedono anche poche.
Però quando succedono se non rispondi sono...
Sì, ma perché siamo tre le strumentiste esperte su un gruppo di otto
e bene o male una è sempre presente, o al mattino o al pomeriggio,
insomma cerchiamo di essere sempre presenti.
Quindi l'indicazione alla soluzione la danno le ferriste.
perché nella nostra situazione
le tre strumentiste esperte
sono quelle che comunque hanno
più anni di esperienza e più casi alle spalle
grazie
però una cosa volevo dire
che a differenza
dell'ingresso
quello che è successo in Sicilia
ma credo che sia la filosofia
della robotica, quindi in questo caso di abimedica
è quella che
rispetto all'ingresso di tecnologia
all'operatoria in cui sei un poco
poco poi abbandonato, nel senso ti spiegano la colonna di laparoscopia e finisce là.
Il progetto formativo della robotica è un progetto diverso, nel senso che a Biomedica ti segue per almeno tre mesi,
quindi tu hai uno specialist sempre in sala che ti aiuta nella formazione, anche nel risolvere un problema
che il sistema non è collegato al sistema internazionale o quando noi abbiamo avuto, ad esempio anche noi,
è un problema sul braccio, lei ci ha aiutato a risolverlo e quando lei non lo sa risolvere
chiama comunque i vertici e quindi nel giro di poco hai le risposte.
Quindi questo aiuta anche il giovane infermiere che si approccia in questa formazione
a essere più aiutato rispetto a noi vecchi infermieri abbandonati alla tecnologia.
Te arrivava la piattaforma elettrochirurgica, spiegazione di 5 minuti e via. Invece in questo appunto la presenza dei sistemi informativi, in questo il sistema abimedica dovrebbe essere di emulazione all'ingresso di altri sistemi, aiuta.
riguardo invece al discorso che hai detto
tu uomo macchina
io ho avuto un confronto
con dei colleghi in cui hanno fatto
degli studi anche a livello internazionale
in cui dicevano che
il vecchio fra virgolette
infermiere esperto
difficilmente si approccia alla macchina
perché noi un po' abituati
a toccare il ferro, avere il ferro
nelle mani, ci piace la chirurgia
come dire, quella bella
devi vedere il sangue
una zona di comfort insomma
il sangue, nel senso che ti prepari
il tuo bel tavolo
ti metti sul tuo sgabellino
e quindi la nostra vecchia impostazione
il giovane invece è più
abituato perché comunque nasce
con il telefonino nelle mani, nasce con la
playstation nelle mani, ok
quindi il problema qual era? Era che
al momento della conversione però
l'infermiere giovane non la sa
fare e quindi l'idea
era quello che riguardo anche al discorso
di stamattina, riuscire a
a creare delle zone di comport insieme, nel senso che tu devi cercare l'infermiere esperto anziano
che si avvicina a questa tecnologia e di contro l'infermiere giovane che vede nell'anziano quello che può aiutarlo.
Quindi solo così riesce a superare un pochino il discorso uomo-macchina al vecchio stampo,
perché alla fine l'infermiere giovane è nato con gli strumenti nelle mani,
quindi gli piace come dire tutta questa tecnologia in sala operatoria e quindi potrebbe essere il futuro.
Sono d'accordo che il mix fra esperienza e gioventù è importante per far uscire le infermierie del futuro.
Ma sta di fatto che comunque sono sempre i numeri quelli che aiutano perché chi fa tanta robotica la formazione anche se la fa sul campo è comunque più facilitato di chi fa magari uno o due interventi in un mese, tre interventi in un mese.
quindi i numeri sono quelli che giocano la parte più importante
c'è la collega in fondo che vuole fare una domanda
una piccola precisazione perché forse tante persone non sanno delle cose e forse bisogna saperle
i capitolati che vengono fatti dai primari prevedono che all'interno vengano richieste delle cose
tra cui la formazione, le gare d'appalto che nelle vostre realtà prevedono anche la parte formativa
Sulla parte robotica, io ripeto faccio il coordinatore da un anno e mezzo, c'è scritto sulle gare delle aziende che ci sono due tipi di formazione al quale tutto il personale della robotica deve partecipare.
non ce la dobbiamo inventare una formazione
ce la devono dare
che è un altro conto
sono due di cui c'è una prima parte
che è una formazione sull'uso della macchina
e io vi consiglio
perché è una cosa ministeriale
che tutto ciò che va attaccato a rete
personale, infermieristico
deve fare la formazione
almeno il 50%
anche le elettrobistorie
quindi pensiamo a un mostro come questo
seconda cosa
ci sono tutta una serie di cose
per il quale quel mostro si potrebbe bloccare e non può essere dato dall'esperienza perché il secondo corso che si fa, e ve lo dico perché nella mia realtà devo mandare delle persone e le fanno annuali, il secondo corso è del supervisor, cioè quando quel mostro si blocca per qualsiasi motivo che possa essere per esempio un blackout e il blackout vi va a rompere un'arteria, muovere quel mostro se non si è supervisor e non c'è la formazione su questo è un problema.
quindi non dobbiamo
mettere in mano la formazione
all'XY, allora le aziende
lo prevedono
la bimedica, ve lo dico, ogni anno
fa due corsi, uno lo fa
a Milano, uno lo fa a Roma
oltre alla disponibilità che
vi dicono sono venuti tre mesi
non è vero, nelle gare c'è scritto
quanto devono venire, quante volte
il come, il quando
quindi attenzione perché questi
sono mostri che possono essere veramente
pericolosi
Non so perfettamente, pur non essendo un esperto di robotica, che le aziende che approcciano sono molto vicine, è una sottolineatura, ma è certamente così.
Non l'ho detto, però io li ho fatti entrambi e un'altra collega anche, più che tre mesi sono venuti all'inizio e ogni volta che abbiamo cambiato il modello sono sempre venuti.
La differenza è che passare dal tre braccia al quattro braccia è stato come guidare la bicicletta, è come prendere la patente.
Però, no aspetta, aspetta, fammi finire, aspetta, posso concludere?
Allora, il discorso è che abbiamo tutte fatto il corso dove la Bimedica ti lascia il diplomino, che hai seguito il corso eccetera eccetera.
Quando abbiamo preso il tre braccia, sono stati parecchio, siamo stati per tutto un anno in sala,
Siamo cresciuti con gli ingegneri che venivano, quando abbiamo cambiato i modelli abbiamo rifatto il corso, la giornata formativa medici e infermieri dedicata, sono venuti per un toto di tempo avendo già esperienza, diciamo che le nostre curve di apprendimento sono state più veloce, io ho parlato di formazione per quel che riguarda la conversione, per quel che riguarda altre cose,
Ma tutti quelli che lavorano in sala hanno avuto l'affiancamento da bimedica con la giornata dedicata a questo, cioè a fine intervento è venuto comunque lo specialist e ha fatto sì che spiegasse tutta una serie di cose a chi non le aveva fatte perché altrimenti mettere in mano una macchina del genere comunque non è una cosa banale, per quanto possa sembrare un giocattolone di plastica e siamo andati sia io che un'altra collega a Milano in due tempi diversi comunque a fare le due giornate formative.
No, no, no, forse mi sono... No, io parlo di autoformazione sul campo perché... No, ma perché il problema è di capire la tecnica chirurgica che si utilizza, quello che piace a quel chirurgo, che cosa facciamo noi in quella sala, ma la formazione generale relativa al robot.
ci sono anche persone che poi non lavorano più in sala robotica che comunque l'hanno fatta e che l'hanno messa nel curriculum, questo è fondamentale, non è stato detto, forse è stato dato per scontato, ma questo è stato fatto comunque, anche perché qualsiasi cosa dal materassino all'elettrobistore al posizionatore, a qualsiasi cosa comunque viene fatto un momento di formazione più o meno lungo, adesso stiamo usando delle suturatrici differenti, ma comunque sia lo specialist viene in sala le prime volte perché ce l'ha fatta provare a secco,
nel senso che abbiamo suturato dei materassini, dei pezzi di carta, delle altre robe, ma è venuto in sala il giorno in cui l'abbiamo usato sul paziente,
perché comunque noi siamo comparse in un teatro operatorio dove il protagonista è il paziente, perché io vado in galera se gli faccio del male,
questa cosa io ce l'ho molto chiara, ovvio che si parlava di formazione infermieristica fatta dai colleghi,
perché l'ingegnere che viene non mi parla della conversione, mi spiega che cosa fare, come muovermi, come muovere il robot e anche nel caso se il robot si blocca, c'è una leva da tirare su davanti, mi spiega tutte queste cose, facciamo la simulazione anche se il robot dovesse spegnersi e non riesco a muoverlo.
cioè noi abbiamo
solo che in una relazione
non si possono
noi le usiamo tutte anche perché
altrimenti non
no no ma
su questo tipo di aspetto non lo puoi fare
no nel senso che
io parlavo di una formazione specifica
perché adesso abbiamo i corsi
abbiamo tante di questi
anche perché si parla di competenze specialistiche
si parla di infermiere specialista
eccetera
il concetto è utilizziamoli ma non solo
Non solo utilizziamoli, ma visto che ci vengono garantiti dall'azienda, forse non li usiamo, ma perché non doverli usare?
Il taglio era relativo al discorso conversione, cosa fare in caso di non imparare ad utilizzare, ovvio che tutte queste cose mica le ho imparate così a caso, a tentativi, le ho imparate perché me le hanno spiegate, ho fatto il corso in azienda, il corso a Milano, i due giorni all'Oieo.
Abimedica decide di mandare al corso, la cosa funziona così, su un gruppo di 30 per esempio, di noi che siamo 35 per cui dobbiamo essere tutti formati, noi non lavoriamo unicamente nella sala robotica ma andiamo in rotazione come avevo detto prima.
ma solitamente la scelta innanzitutto fa il corso del coordinatore e poi dopodiché a rotazione
vengono mandati piccoli gruppi di noi strumentisti per fare questi corsi.
Naturalmente nel mentre che c'è il tempo di svolgimento tra un'edizione e un'altra del corso
Abimedica non lascia mai, ora non voleva essere una relazione a sponsor dell'Abimedica,
che è il sostegno della Bimedica.
Quindi per questo ci siamo concentrati più che altro su quella che è la formazione
nel passaggio tra la conversione da robotica a open,
che questa è quella che riguarda noi, ecco perché l'abbiamo definita come nostro processo formativo.
Mentre quello che riguarda la robotica viene curato da Bimedica e Bimedica se ne occupa interamente,
non ci abbandona mai, è presente in sala sempre con uno specialist, per esempio per quanto riguarda, no no ci devi credere perché nella nostra realtà attualmente dove è stata prevista,
te la garantisce la Bimedica, te la garantisce la tua azienda, è molto differente, benissimo, però ti dico è sempre presente, certo viene pagata, viene pagata per farlo,
è sempre presente in un momento dove siamo passati da un utilizzo specialistico
quindi solo dell'urologia del robot a un utilizzo multispecialistico
e quindi loro accompagnano come devono fare
naturalmente sono pagati per farlo tutto il percorso
quindi è una formazione fatta per l'utilizzo della macchina in sé
Quella su cui noi ci siamo focalizzati è la criticità nostra nel passaggio da un intervento che è paragonabile, sovrapponibile, solo per rischi diversi che ci sono in robotica, però è la stessa della laparoscopia.
Alcune criticità sono differenti, come no, e quindi bisogna conoscere la macchina, ma questo viene fatto.
Grazie. Altre domande?
Diversamente, vi ringraziamo tutti per aver resistito fino alla fine e alla prossima.
Grazie.
Questo è stato ampiamente detto, abbiamo bisogno di associati, sono 35 euro ben spesi e quindi a ragione cara iscrivetevi.
Mi auguro che siate tutti iscritti o se non lo siete approcciate l'associazione perché è importante al di là dei 35 euro. Grazie.
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