结账时使用优惠码 EARLY,首单立减 20%。 查看套餐
结账时使用优惠码 EARLY,首单立减 20%。 查看套餐
结账时使用优惠码 EARLY,首单立减 20%。 查看套餐
此视频尚未进行分析
登录后即可运行 AI 分析或转录。
Sì, siamo qua, siamo pronti.
Buongiorno, noi vi vediamo e vi sentiamo. Io sono Michele Golia, parroca moderatore tra voi e la sala.
Ci vuole spiegare?
Pronto.
Mi sentite bene?
Sì, sentiamo benissimo. Saluti a tutti, sono Michele Antoniutti. Stiamo facendo il primo perito neo.
Ok, ci vuole spiegare il caso?
Sì, allora, il caso è una neoformazione surrenalica che adesso il mio aiuto, il dottor Gangeri, vi spiegherà con due diapositive.
Accendiamo il primo, a vedere se siamo giusti.
Pronto, buongiorno, mi sentite?
Grazie, sono Giuliano Ganzeri, sono un aiuto del dottor Antoniutti, primario qui all'ospedale di Bassano del Grappa.
Il primo caso in lista operatoria è un signore maschio di 50 anni, in buone condizioni generali, non ha un'anamnesi chirurgica significativa, un unico intervento in addome, un'appendicettomia.
e come patologie associate viene segnalata solamente una trombocitemia essenziale.
Il paziente ha avuto un accesso in pronto soccorso per dolori addominali
e in una diretta dell'addome veniva segnalata una calcificazione di 3 cm in paravertebrale sinistra
riferibile in prima ipotesi a un calcolo renale a stampo.
Lo stick dell'urina aveva dei reperti significativi per una possibile infezione urinaria, per cui il paziente è stato dimesso dal pronto soccorso con terapia antibiotica e un'ecografia dell'addome con visita urologica da eseguire entro dieci giorni.
Purtroppo per la persistenza dei dolori addominali ha avuto un altro accesso in pronto soccorso 5 giorni dopo
in cui veniva eseguita una consulenza urologica che consigliava l'esecuzione di un'attacca dell'addome.
L'attacca dell'addome ha documentato un ingrossamento del surrene di sinistra con calcificazioni al suo interno.
Quindi le calcificazioni non erano riferibili a un calcolo renale a stampo, ma erano di pertinenza della ghiandola surenalica sinistra.
Questa TAC, richiesta dall'urologo, finalizzata all'evidenziazione di calcoli delle vie urinarie, era stata seguita in bianco, quindi senza mezzo di contrasto.
Possiamo vedere nelle immagini della diapositiva la localizzazione della massa surenalica e della calcolosi.
Come esame di secondo livello si è optato per una risonanza magnetica dell'addome che ha confermato appunto una massa surrenalica sinistra di 4 cm con grossolane calcificazioni all'interno, un enhancement disomogeneo e il radiologo segnala che in opposizione di fase non si evidenzia una caduta del segnale, reperto che sarebbe appunto abbastanza tipico per gli adenomi surrenalici.
Quindi questa massa sostanzialmente non presenta caratteristiche di imaging specifiche, tipiche per un adenoma e quindi rimane dal punto di vista della natura una massa non determinata.
Sono stati eseguiti tutti i dosaggi ormonali previsti per le neoformazioni surenaliche, quindi tutto lo studio del cortisolo, lo studio dell'aldosterone, lo studio delle metanefrine e delle catecolamine che sono risultati tutti nella norma.
Quindi si tratta di una neoformazione, una massa surenalica sinistra di 4 cm non secernente.
Il caso è stato quindi in ultimo discusso nel nostro meeting multidisciplinare,
dove vengono appunto discussi tutti i casi di neoplasie addominali,
meeting a cui partecipano chiaramente, oltre noi chirurghi, anche i radiologi,
gli oncologi, i gastroenterologi e abbiamo anche l'anatomo patologo sempre presente.
Abbiamo concluso appunto in questa discussione di proporre l'intervento
trattandosi appunto di una massa surrenalica di 4 cm, non secernente e non compatibile con adenoma.
L'intervento appunto che verrà eseguito è una surrenalectomia sinistra per via laparoscopica.
Vi ringrazio per l'attenzione e seguiamo adesso insieme l'intervento.
con la possibilità di basculare i pazienti in modo tale da fare la parte di posizionamento dei trocar e del pneumo peritoneo in paziente più supinato.
Tre o quattro trocar a seconda del paziente posizionati sottocostali.
Se abbiamo un'immagine esterna, vediamo i primi due trocar.
qua sono i primi due trocar abbiamo un trocar da 10 per l'ottica lavorando sempre in 3d chiaramente
l'ottica è da 10 mm poi ci teniamo un altro trocar da 10 per qualsiasi necessità e uno o
due trocar da 5 ora bisogna fare un attimo di lisi di aderenze qua con il colon sinistro e poi
Poi l'accesso è quello classico della tecnica laterale, quindi con mobilizzazione della flessura e del polo inferiore della milza.
Quindi adesso partiamo con la lisi di queste aderenze che vediamo.
oggi abbiamo la possibilità di lavorare con una pinza a radiofrequenza appena uscita che
sarebbe il nuovo cayman che hanno da poco tempo non so se sia ancora direttamente in commercio
ho cambiato completamente la morfologia facendo questo Maryland che ha delle caratteristiche sicuramente più delicate e migliori dello strumento precedente, pur con efficacia dal punto di vista della coagulazione corrispondente.
La scelta come diceva il dottor Gangeli dell'intervento chirurgico è sia dovuto alle dimensioni che sono ai limiti di quelle che vengono considerate misure limite della letteratura, un po' dopo la discussione multidisciplinare le caratteristiche della lesione che non erano tipicamente da denoma e quindi col dubbio anche che possa essere qualcosa di atipico.
per cui è stato deciso collegialmente, insieme anche con l'endocrinologo, l'indicazione alla chirurgia.
Adesso mettiamo il trocar.
Come?
È giovane, un paziente di 50 anni.
Adesso mettiamo il terzo trocar da 5 e dopo decideremo durante l'intervento se mettere anche un trocar ulteriore.
Noi ormai sono circa tre anni che lavoriamo nella chirurgia laparoscopica maggiore in 3D e direi con grande soddisfazione come credo tanti colleghi.
Quindi abbiamo a disposizione anche il robot da Vinci di ultima generazione in questa sala, che chiamiamo sala multimediale, che è una sala con alta tecnologia che noi usiamo solo in particolari casi, chiaramente l'urologo ne fa uso costante e con grandissime soddisfazioni.
Vabbè adesso terminiamo qua l'isi di queste aderenze native. Possiamo mettere un più in antitrendere, vuoi per piacere?
Con l'ottica 3D sappiamo che abbiamo la possibilità di due proiezioni, quella dall'alto in basso e quella dal basso in alto.
Non abbiamo la possibilità, come nella normale Full HD, della visione laterale, però col tempo ci si abitua alla mancanza di questa possibile...
Ecco adesso siamo qui probabilmente ci troviamo già di fronte, aspetta che tagliamo questa aderenza con la milza che non ci dia qualche sorpresa, vediamo bene anche lì lo splenico, abbassiamo ancora un po' la flessura anche se più o meno nella zona ci siamo per poter esporre dopo i vasi surenalici, la vena surenalica.
Questa è una forma non secernente, abbiamo chiaramente fatto tutti gli esami necessari e quindi la priorità di andare a cercare l'emulgente è minore rispetto a se ci troviamo di fronte a un feocromo citoma.
ma sappiamo che il vantaggio di questi strumenti a radiofrequenza rispetto agli strumenti a ultrasuoni
che sono comunque molto validi nella fase specialmente dissettiva
è la quasi completa assenza della trasmissione di calore
che ci rende molto tranquilli quando ci troviamo a lavorare vicino alle amse.
e quindi facciamo l'accesso che credo che facciano gran parte di noi,
che se non ricordo male è un tipico di accesso che ha pensato Gaillet ancora molti anni fa.
Intendi mobilizzare anche la milza?
Io la milza la mobilizzo e la faccio basculare verso il basso,
in modo tale che si apre la loggia surenalica spostando verso il basso milza e pancreas.
Possiamo mettere ancora in decubito laterale, per piacere?
Metterlo dritto.
Normalmente con la mobilizzazione del ligamento la milza tende a cadere.
Questa è un po' la parte iniziale dell'accesso che usiamo anche quando facciamo le splenectomie
per milze di dimensioni normali, che facciamo con l'accesso laterale.
Se invece le mizze sono di dimensioni più consistenti tendiamo a fare l'accesso anteriore per poter avere maggior controllo dei vasi splenici.
L'importante è cercare di identificare la cola del pancreas per poi poterla sempre anche lei
identificazione della lesione o del surene stesso è meno immediata rispetto al surene
del resto dove è pressoché immediata all'accesso laparoscopico. Adesso ci aiutiamo a sollevare
la milza che è una milza di dimensioni delicate. Qui vediamo la coda del pancreas che stiamo
pian piano sollevando e qua c'è la lesione, credo che sia questa che vediamo, la lesione
storta, in modo che sia più, no dall'altra parte, che sia più parallela. Oh ancora? Adesso l'immagine
è più... Ecco qua vediamo allora la coda del pancreas che viene progressivamente liberata
dalla loggia surrenalica. La lesione non è piccola perché può essere che sia anche più di
i 4 cm e quindi dobbiamo lavorare fino più o meno a liberarla il più possibile per poter
fare tutta la parte mediale della lesione ed arrivare quindi alla vena surrenalica.
Qui compaiono i vasi splenici che li vediamo in parte, mi dai la bipolare per piacere,
un minimo scapsulamento del pancreas, pedale, la bipolare credo che sia uno strumento insostituibile
per certi tipi di accessi e anche per certi tipi di emostasi non ci sono secondo me strumenti
avanzati che hanno la sua stessa efficacia, non so se voi siete d'accordo.
Ma sicuramente, sicuramente, ma poi si vede eh.
Eh sì, ok.
a staccarci ancora un pelo che così casca meglio, qua.
Credo che la lesione sia tutta questa, qui c'è il rene e qui giù dovremmo teoricamente trovarci i vasi, la vena surenalica.
Qual è la tua strategia per cercare la vena surenalica?
Perché vai a cercare i tuoi punti, parlaci dei punti diretti dell'automobile.
Allora, l'identificazione del margine mediale e del margine inferiore della lesione,
poi se è possibile cercare di vedere anche la vena renale e normalmente lì la troviamo.
Logicamente, come si diceva, in questo caso abbiamo un'esigenza meno rapida di andarla a cercare.
Qui dovremmo esserci abbastanza vicino.
Se noi identifichiamo la vena renale, chiaramente abbiamo già fatto metà dell'opera.
che è anche un altro rapper importante, specialmente nelle lesioni grandi.
Vedete il vantaggio di questo strumento è anche lo scarso fumo che fa, almeno in condizioni standard, dove non c'è sanguinamento, che è un aiuto non da poco al nostro lavoro.
Proviamo a scendere, non sono ancora riuscito a vedere la vena renale, potrebbe essere questa.
Un secondo, dottoressa, vediamo se questa serve in questo momento, possiamo anche accontentarci di tirare su delicatamente il pancreas, così.
Chiaramente lo dico per i giovani, è la laparoscopia, e credo che su questo siamo tutti d'accordo,
è per buona parte corretta esposizione sia dei piani che della visione,
quindi l'esposizione proprio con l'aiuto dei vari strumenti di dove lavoriamo.
Qua forse ci siamo, questa potrebbe essere la renale e qua vediamo probabilmente la vena surrenalica, penso che dovremmo esserci.
Il servizio di endocrinologia che vi fornisce i surreni?
Noi abbiamo un servizio di endocrinologia che ci fornisce surreni, chiaramente non abbiamo grandi numerosità, però facciamo un numero sufficiente.
Io poi mi porto un'esperienza pregressa dall'ospedale di Treviso, da dove vengo, dove sono stato per vent'anni e quindi diciamo un'esperienza che mi permette anche, facendo gli scongiuri in questa diretta, di fare questo intervento con una discreta tranquillità.
A Treviso in realtà c'è un unico ospedale, l'ospedale Caffoncello, io ho lavorato più di 20 anni in quarta chirurgia con il professor Bassi, dove per carità oltre che la chirurgia epatica e pancreatica io ero riferimento della chirurgia laparoscopica.
quindi credo che qua non ci siano dubbi vediamo la vena renale la vediamo molto bene e qua la
vena surrenalica che adesso cliperemo cerchiamo di cliparle in sicurezza ma io credo che per queste
strutture noi abbiamo anche nel caima la la la la funzione quella chiamata plus un po come tutti
gli strumenti a radiofrequenze anche adesso agli ultrasuoni ma la fatica che si fa a mettere una
clip credo che non sia molta non so se concordi specialmente se lo spazio ce l'hai per carità
magari in situazioni particolari in cui la clip difficile uno si può anche fidare ma quando riesce
a farti un isolamento corretto e senza particolari problemi una clip queste vedi sono clip a doppio
canale quindi ne basta una perché è come se fossero due insieme da un'altra grazie il surene
credo che sia una delle più belle indicazioni alla paroscopia infatti una delle prime che perché con
un po di esperienza penso diventa più facile che in open come tipo di chirurgia proprio per la
possibilità di esposizione mi mettiamo il plus per piacere ecco io non so se voi conoscevate
Il precedente Kaiman, che secondo me era un ottimo strumento, ha dato quel miglioramento nella possibilità di dissezione, di delicatezza, nella presa dei tessuti che non è da poco.
Io normalmente utilizzo tutte e due le tecnologie, sia gli ultrasuoni che la radiofrequenza e normalmente prediligo gli ultrasuoni nei pazienti magri, parliamo per esempio del colon,
in cui la dissezione è più importante, mentre prediligo gli strumenti a radiofrequenza in cui la coagulazione è più sicura nei pazienti maggiormente obesi con il tessuto radiposo più rappresentato.
forse c'è un'altra piccola vena
però intanto
continuiamo qua
così delicatamente
togliamo la plus
continuiamo qua
forse c'è una piccola
altra vena
anzi sicuramente
anche questa
mettiamoci una clipetta
e poi mi metti il plus di nuovo sul caiman
non so la tua esperienza
sulla visualizzazione 3D
io credo che abbia dato
veramente un miglioramento di qualità
in quello che possiamo fare
specialmente in certi interventi
che è notevole
specialmente quando hai da
quando hai da fare
la struttura intracorporea
No, beh, indubbiamente
le 3D attuali sono
un'altra cosa rispetto a quelle del passato
Ah, beh, sì, chiaro
sono
sono macchine con cui puoi
lavorare tutto il giorno
senza aver nessun problema come facevano le prime
ti ricordi?
infatti eravamo abbandonati
era stato
il lancio più di vent'anni fa
e poi eravamo ritornati indietro
al bidimensionale
effettivamente è un'altra storia
più o meno tutte sono
all'altezza
noi abbiamo a disposizione
due colonne, una della Storz
e questa che sto usando io della b brown che bisogna dire sono ambedue di alto livello
questa è una sala nuova che verrà ufficialmente inaugurata lunedì quindi chiaramente mi tengo
a dire tutte le caratteristiche perché giustamente però abbiamo pensato che fosse
forse è già una buona occasione questa per utilizzarla.
È già utilizzata parzialmente, qui c'è il robot, quindi è la sala che viene usata principalmente dall'orologia
e poi utilizziamo anche noi in caso di utilizzo di robot o anche di necessità didattiche,
perché logicamente ha tutti i collegamenti ad alta definizione con le aule, dove poter fare didattica.
direi che è una bella cosa per l'azienda a cui faccio capo, l'azienda Pedemontana, l'Urs7 Pedemontana per la precisione.
Ci sono molti robot in Pè, non sbaglio?
Credo che ce ne siano, adesso sicuramente se non sbaglio ogni hub ha robot, quindi hub intendiamo gli ospedali,
quindi Treviso
Mestre ce l'ha
Padova e Verona
credo che se ne arriva a Vicenza
credo che se ne arriva a Vicenza
dammi un attimo la bipolare
e poi ce l'ha anche
ormai anche lui da tanti anni
con la scuola di
Annibale
Morpurgo a Campo San Piero
diciamo noi e loro
siamo gli unici che non siamo
Abbiamo per quanto riguarda l'organizzazione della sanità regionale un hub, però abbiamo il robot. Qui perché per formazione urologica il nostro urologo che è il dottor Celia è stato uno dei primi, non so se voi sapete ma qui il professor Breda che era l'urologo, il maestro del dottor Celia ha fatto per primi in Italia la nefrectomia, la paroscopica per quanto riguarda i reni.
Quindi c'è una tradizione e quindi è stato acquistato presto il robot, da tanti tanti anni, adesso da due anni e mezzo circa e allora lo utilizzo con più soddisfazione.
Anch'io abbiamo il robot X-Cycle di ultima generazione che per noi chirurghi è sicuramente più...
A te cos'è che piace fare con il robot come interventi?
Diciamo che il retto, ecco, dire mi piace dovremmo discutere un pochettino, però l'intervento dove ho sicuramente maggior soddisfazione è il retto basso.
Abbiamo fatto alcuni retti bassi, poi un intervento molto bello in collaborazione con l'urologo per un paziente con una lesione del retto molto bassa e una neoplasia prostatica.
Per cui abbiamo fatto insieme, io ho fatto la parte del retto e lui in blocco ha staccato la prostata, dopo abbiamo concluso, perché la lesione era pressoché alano, quindi da addomino perineale, abbiamo fatto un'amputazione addomino perineale robotica associata a prostatectomia.
questi secondo me sono belle possibilità di cooperare
quindi l'importanza anche di avere sempre la possibilità di usarlo
di saperlo usare
perché per noi laparoscopisti di tanti tanti anni
di esperienza laparoscopica
forse l'approccio al robot è quasi qualche volta fastidioso
io non so cosa ne pensano magari i miei colleghi che lo usano
specialmente con l'avvento di della possibilità di usare la tridimensione
si c'è dopo dopo tanti anni e c'è da ti fai un'esperienza alla paroscopica che ti
tocca imparare alcune cose che chiaro che sono molto più immediate intuitive
Dammi la bipolare un secondo.
Probabilmente nelle intervente in cui c'è da strutturare ci può essere qualche vantaggio.
Sì, sicuramente.
In cui non devi strutturare.
Non ho capito.
Sì, sì, dammi anche una lunghettina.
Sicuramente anche se, come si diceva, con la 3D, una volta che prendi un po' di esperienza, anche la struttura è molto più...
Magari dammi quelle più piccole stavolta in questo.
Dammi una lunghetta di quelle più piccole che lasciamo là un attimo e diamo una pulita
capiamo cos'è, dritto, aspiratore, guardate che non va l'aspiratore ragazzi, non va l'aspiratore.
via tutto il grasso per il surrenalico, qua vediamo bene l'arteria anche renale,
Bisogna spostarla, attenzione, ok, stiamo liberando, va proprio sotto i vasi dell'ilosplenico la lesione, scusa, Giulia dove sei tu?
qui, anzi non ci sei proprio
delicatamente
molto delicatamente
vai vicino Gianfranco per piacere
qua vi devo fare attenzione
perché ci sono dei vasi polari
superiori che qualche volta
hanno dimensioni che possono dar fastidio
vedete che ha
un rapporto intimo con la vena splenica
vediamo di andare da questo lato
Con l'occasione, prima non l'ho fatto, saluto il professor Palazzini e lo ringrazio dell'invito e dell'opportunità.
Spero che per tutti noi e per lui in particolare le cose vadano bene come ogni anno e che questo congresso sia sempre il solito successo di pubblico e di riscontri
da un po' tutti i chirurghi
che possono
sia parteciparvi che poi
assistere
noi abbiamo
adesso non ricordo esattamente
ma comunque attorno a mezzogiorno abbiamo
un'emicolectomia destra
ah perfetto
grazie
noi gli diamo un colpetto
una piccola arteriola
del surenalica
vedi
Sì, basta toccarlo.
Quando uno è un po' concentrato dopo si dimentica. Sappiamo bene innanzitutto che il surene è un organo molto vascularizzato e molto delicato, per cui per tentare di fare specialmente questa parte con un campo non dico esangue ma quasi,
Bisogna fare un minimo movimento anche delicato sul tessuto surrenalico o perisurrenalico e il sanguinamento è inevitabile.
Quindi la mobilizzazione del surrene è sempre delicata, sempre con cose smusse e possibilmente se si ha anche con una garzetta.
Il piano, la chirurgia del surrene viene considerata una chirurgia dipartimentale, quindi l'ideale è portare via tutto il tessuto perissurenarico, quindi stare a raso del rene, scoprire l'opsoas in modo tale che si porta, qua lo vedete l'opsoas, adesso un po' col sangue.
Non ho capito, scusami?
Si era visto bene, in pratica non è la sportazione della ghiandola surrenarica ma di tutta la loggia.
esattamente in questo caso in particolar modo in cui sinceramente noi la esatta
natura non la conosciamo qui forse siamo passati dall'altra parte
anche se mi auguro molto per lui che sia una cosa benigna
all'endocrinologo era venuto in mente che potesse essere una forma di
feocromocitoma non funzionante ci sono delle rare forme diceva quindi lo ha
messo per precauzione con una lieve preparazione con cardura, ma mi pare che, almeno l'anestesista
credo che me lo conferma, problemi pressori non ne ha avuti. Sappiamo bene quanto ci fa soffrire
sia noi che in particolar modo l'anestesista quando ci troviamo di fronte a dei feocromocitomi
funzionanti anche con l'adeguata preparazione preoperatoria. Il feocromocitoma quando inizia
avere i picchi pressori è un problema per l'anestesista per il paziente ma anche per
noi chirurghi perché ogni ogni piccola manovra chiaramente provo con sanguinari esatto esattamente
ormai dovremmo essere quasi alla fine cerchiamo di finire come abbiamo iniziato vedete questa
parte qua che normalmente è abbastanza agevole anche come esposizione e qui dobbiamo andare
meglio adesso allora qui scusami qua vediamo un attimo piano piano piano delicatamente così
delicatamente così facciamo quest'ultimo eccolo qua mi pare che si veda bene il piano questa parte
la sto facendo con lo strumento con la modalità con i data plus che ha è forse un pelo più lenta
però ti dà una garanzia
di emostasi sicuramente maggiore
ecco qua vediamo bene l'opsoas
vediamo bene
l'arteria renale
la vena renale
la emulgente
qui c'era poi un'altra piccola emulgente
pancreas
vena splenica
che compare là dietro
eccola qua, vena splenica
arteria splenica
parziale, una parte dell'ilo splenico
Ecco, e qui tutta la lesione surrenalica che adesso vediamo di finire di asportare, se ci riusciamo.
Aspetta che qua abbiamo un attimo dato, dammi una bipolare per piacere.
Anche la orta, sì, giustamente, mi fanno notare.
Adesso cerchiamo la strategia migliore per concludere.
Vicino.
Un attimo che adesso mi dai una mano così.
Anche tu fai così, guarda.
Delicata, mi raccomando, così.
Vai dentro, Gianfranco, con l'ottica.
aspetta dottoressa che l'hai perso
delicata mi raccomando
non spingere sul mio
ok
torniamo sopra
non è che ci esponga meglio
ok
vediamo se riesco a lavorare
faccio proprio fatica a esporre la zona
dove devo sezionare
che è la zona in questo momento più delicata
Scusate se non è l'esposizione, se non penso che voi vediate tanto bene.
No, in realtà vediamo bene, sembra quasi che manchi una mano.
Ecco bravo, sì. In questi casi sì, direi.
No, in realtà quello che si è capito bene da questo intervento è che la chirurgia del surene è stata rivoluzionata da due cose,
un po' tutta la chirurgia laparoscopica
questa in particolar modo
anche perché riesce a fare
determinate cose
un po' diciamo tra virgolette
alla cecca conoscendo chiaramente
quello che stai facendo
con un po' di tranquillità
ecco
qua vedete una
sicuramente uno dei vasi polari superiori di cui parlavo prima
che come detto, visto la posizione di questa lesione
che è molto profonda e va molto in alto
se ti sanguina non è proprio un piacere
C'è una domanda per te, la domanda è questa, stai andando senza grossi problemi però c'è chiaramente un po' di difficoltà nell'esposizione in questa fase dell'intervento.
Se tu avessi mobilizzato di più la milizia all'inizio, l'avessi medializzata di più...
Ma credo che in questo caso no, perché per carità avrei dovuto forse spostare tutta questa fase qua.
Forse è una domanda, diciamo, adesso che sono andato a vedere, è una domanda direi più che pertinente,
perché in questo caso probabilmente mobilizzando, anzi lo farò,
seguo il consiglio perché i consigli devono essere sempre...
No, però se io sposto di più questa parte della milza credo di riuscire a esporlo meglio, vediamo. Tanto questa è una fase senza problemi.
è una cosa che non avevo neanche visto
perché non vedevo più quella zona
e non avevo sinceramente pensato
quindi ringrazio anche il collega
adesso vediamo se
che normalmente si fa
non sempre così spinta
ma in questo caso che avevo visto
che la lesione era abbastanza
medializzata, pensavo servisse meno. Vediamo se ci serve un po' di più. Sicuramente abbiamo
comunque va molto alta. Diamo una pulita all'ottica.
ok vai qui
che capiamo qui dove
dobbiamo andare
è su rene
mi pare
è qui il passaggio
eh?
fammi vedere che non capisco dove finisce
quello è ancora su rene che va su
vedi che
è molto lungo perché c'è
la neoformazione sotto il surrene che è che arriva molto in alto adesso si vede bene ormai
giulia è una specializzanda della università di verona perché il nostro nostro ospedale
È convenzionato con l'Università di Verona, quindi noi abbiamo regolarmente dei bravissimi ragazzi che vengono a fare una chirurgia un po' più generale rispetto a alcune sedi universitarie.
abbiamo ottimi rapporti di collaborazione
con il professor Bassi
con il professor Guglielmi
il professor Bassi veronese
non mio vecchio maestro
il professor Guglielmi
anche il professor De Manzoni
e quindi credo che ci sia un aiuto reciproco
per tutto quello che c'è da fare
sia riguardo all'aspetto tecnico
che all'insegnamento
e li fai operare?
direi di sì
almeno ci proviamo
diciamo che la mia
idea è quella
di far imparare il più possibile
i collaboratori, chi deve imparare
perché credo che per
tutti noi
la soddisfazione di lasciare un gruppo
che sa arrangiarsi in tante cose
sia una delle più grandi soddisfazioni
almeno io ho sempre
pensato così, credo che sia
d'accordo
ecco qua abbiamo concluso
noi adesso lo metteremo in un sacchettino
controlliamo l'emostasi
io lascio un drenaggino per una giornata
perché ritengo che
un drenaggino per una giornata
non faccia male
e a seconda di come sta il paziente
in seconda o al massimo in terza giornata
viene mandato a casa
direi che è sempre un passaggio
di questo intervento
come li
si fanno alla fine
io sono
Sono relativamente metodico, nel senso che tendo ad adattare al tipo di paziente le vie e la tecnica, per cui non sono metodico come magari qualche altro collega lo è,
credo che sia una questione di carattere, di abitudine, di pensiero, quindi nel caso di feocromocitoma
logicamente la fase della mobilizzazione della flessura fino a che serve e della milza fino a che serve
in questo caso si è dimostrato che dovevo mobilizzarla di più, sono dei passaggi standard e che vanno sempre attuati.
Decubito laterale destro e spezzato, troccard sottocostali, tre o quattro a seconda della necessità, in questo caso secondo me non era neanche saggio e neanche prudente farlo con tre troccard, oltre che essere stato molto complesso.
e come dicevo c'è il primo aspetto, quello poi è l'identificazione del surrene e della lesione
perché sai bene che quando le lesioni sono molto piccole e in surreni,
specialmente in pazienti un pochettino grassottelli,
non sempre è così facile identificare il surrene sinistro.
In questo caso andare per piani anatomici, cioè seguire con la mobilizzazione della milza
arrivare alla cola del pancreas
e progressivamente sollevare
e scollare la cola del pancreas
fino a esporre i vasi
splenici che qui vediamo
perché per carità le vie del Signore
sono infinite ma qui il surene c'è
e c'è sempre, che possa essere leggermente più sotto
leggermente più sopra
una volta quindi
a questo punto lo si identifica
primi anni
primi periodi qualche volta usavamo
l'eco intraoperatorio ma ormai
Quando assumi un po' di...
C'è un'altra strategia che va a identificare l'imprimale per cercare l'avena surrenale che è inferiore.
Chiaramente cercare sempre di identificare il surrene e dopo andare in basso immediatamente per esporre l'avena renale,
quindi toccando il meno possibile il surrene, cercando proprio di non avere nessun effetto, ma neanche di lieve trauma sul surrene,
perché sappiamo bene che basta toccarlo per mandare una crisi di secrezioni di catecolamine
che può dare gravi crisi pertenzive, siamo arrivati fino a 300 e passa di pressione del paziente
e quindi una volta identificata la vena surrenale e la vena renale andare a cercare
con la famosa croce dove vediamo qui la vena e qui l'emulgente
e andare immediatamente a legare e a sezionare questa.
Normalmente se non ha tanti altri vasi accessori, in questo caso c'era questo,
che se non lo andavi a legare subito avrebbe potuto portare anche lui qualche problema di pressione.
A questo punto chiaramente la tecnica, io normalmente se posso mi faccio la parte mediale del surene,
quindi quella para- o retro-pancreatica, dopodiché vado a staccarla dal rene,
E come ultima fase la sezione dell'apollo superiore del surene con i vasi, dove normalmente ci sono dei piccoli vasi arteriosi che devono essere fatti spesso con attenzione perché se specialmente il surene è molto alto un sanguinamento può poi far fatica ad andare a controllarlo.
Allora, non sono sanguinamenti drammatici, però sono sanguinamenti che possono impegnare più del dovuto.
Quindi questa è, penso, didatticamente un po' la mia visione.
Credo che sia, diciamo, è quello che ho imparato andando in giro, vedendo altri che lo facevano,
quindi dai grandi maestri della laparoscopia, a cui credo che noi, diciamo, anche se io non sono più giovane,
perché mi avvicina ai 60
però diciamo
dobbiamo a loro tante
possibilità che abbiamo avuto
in certi interventi chirurgici
senza dover
pronto?
ti sto seguendo
sentivo qualcuno che parlava
qua siamo in sala regia
ecco io adesso lo metto
in un sacchettino
che di solito usiamo lo stesso della colecisti
penso che ci stia
anche qui
In alternativa ci sono i sacchetti da 15 che adesso hanno fatto anche una volta dovevi avere il trocar da 15, adesso ci sono i sacchetti da 15 con i trocar da 12 che sono un'ottima.
e poi io
in questi casi qua lo tolgo
allargando leggermente
uno dei due
eccessi da 10
che ho
mi dai la
noi ti ringraziamo
ringrazio voi dell'attenzione
e ci vediamo
più tardi, grazie mille, saluti a tutti
senza altro, grazie
arrivederci
AI 对话
登录后即可通过 AI 与此视频对话。